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09/04/2012 -

Pubblica Utilità/Sanità/

La ragazza, in stato vegetativo, da due settimane è alla Suap Il padre di Sara ringrazia l’Asp

Sara Di Natale è una giovane che da cinque anni vive in stato vegetativo dopo aver ingerito una polpetta “farcita” di solfiti, sostante dannose per l’organismo. La sua storia è stata portata alla luce dal papà Luciano che, qualche anno, si batte per ottenere diritti per questi cittadini spesso “invisibili”. Raccolte di firme, interventi sulla stampa ed ogni utile iniziativa per riportare l’attenzione sull’assistenza che si deve a queste persone. A luglio è stata attivata la Suap, la speciale unità assistenziale permanente, in piazza Igea, con sei posti letto, anche se a breve dovrebbero essere aggiunti altri. “Ho ricoverato Sara alla Suap 15 giorni fa – racconta Luciano – perché, dopo più di cinque anni di permanenza a casa, io e mia moglie avevamo bisogno di un periodo di riposo (soprattutto di poter dormire la notte senza doverci alzare per assisterla). Abbiamo avuto delle titubanze prima di ricoverarla, ma adesso che lo abbiamo fatto siamo veramente contenti perché abbiamo avuto la sorpresa di trovare un reparto ben organizzato, con personale motivato e dotato di grande umanità. Sono sei i pazienti attualmente ricoverati. Sono – spiega Di Natale – pazienti in stato vegetativo che hanno avuto un grave insulto al sistema nervoso centrale ed hanno bisogno di un elevato impegno umano ed assistenziale. Per mobilizzare mia figlia, cioè alzarla dal letto, vestirla e metterla in carrozzella, ogni mattina un infermiere e due operatori socio sanitari impiegano una buona mezzora ed eseguono tale lavoro con dedizione e passione. Loro – continua la lettera – hanno capito che se prendi una persona e quando la lavi e la vesti non la tratti come un oggetto ma l’accarezzi, le parli e la stimoli allora le invii dei messaggi che vengono recepiti dal suo sistema nervoso. E se qualcuno di questi pazienti riprende coscienza è dovuto anche all’atto terapeutico e riabilitativo, ovvero al modo con cui vengono seguiti e curati. Una società civile che si definisca tale, e quella ragusana sicuramente lo è, deve sapere trovare le risorse per dare assistenza alle persone in stato vegetativo. La Suap di Piazza Igea – conclude – è sulla buona strada per dare un sostegno concreto alle famiglie”.

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