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11/04/2016 -

Istruzione/

RAGUSA, INTERROGAZIONE SUL SERVIZIO SOCIO PSICOPEDAGOGICO NON AVVIATO

puzzle1I consiglieri comunali del Pd, Mario D’Asta e Mario Chiavola, hanno presentato una interrogazione per sollecitare la Giunta municipale a fornire delle risposte precise sul servizio socio-psico-pedagogico che da 35 anni opera nelle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie della città. “Ci chiediamo perché – spiegano i due esponenti Dem – essendo stata avviata la consueta procedura del bando per l’affidamento del servizio per 18 mesi, aperte le buste, selezionate le cooperative ammesse, sorteggiati i due esperti dell’Urega, questa procedura si interrompa prima dell’affidamento e ci si dedichi a indire una procedura negoziata per scegliere una cooperativa che effettui il servizio sino alla fine dell’anno scolastico. E’ un illogico dispendio di energie, di risorse, di tempo, di impegno, di soldi, quando nell’arco di un paio di settimane tutto si sarebbe concluso. Non comprendiamo il motivo per cui il tempo per concludere la gara si stia dedicando a questa ulteriore procedura. Sembra, inoltre, che la Lega delle Cooperative ed il coordinamento territoriale Confcooperative di Ragusa, analizzando i costi previsti dal decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali del 10 aprile 2013, abbiano fatto rilevare che la somma posta a base d’asta, per questa inutile procedura negoziata, è del tutto insufficiente a retribuire il personale. Inoltre, l’affidamento viene attribuito a chi presenta il massimo del ribasso economico. Si tratta di un principio, con tutta evidenza, contrario ai nuovi orientamenti che parlano di “offerta più vantaggiosa”, cioè il giusto equilibrio tra il ribasso e la qualità delle prestazioni previste dal progetto. Con l’avvento dei principi comunitari, l’aspetto della tutela del principio della concorrenza si è affiancato a quello della tutela dell’interesse pubblico alla corretta e tempestiva esecuzione del contratto ed è, anzi, divenuto “prioritario. L’amministrazione ha riportato indietro di 35 anni il servizio, che era diventato efficiente, efficace e soprattutto professionalizzato, grazie all’esperienza degli operatori, attraverso i bandi di durata triennale, e non della durata di 18 mesi come in questo caso, interrompendolo per lunghi periodi (addirittura un anno e mezzo), danneggiando non solo gli operatori, ma soprattutto i fruitori del servizio, cioè le scuole”. I due consiglieri invocano quindi l’attenzione della commissione trasparenza.

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