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14/01/2017 -

Economia e Finanza/

SISMA ’90, I RIMBORSI DELLE TASSE SPETTANO AI CITTADINI DI SIRACUSA, RAGUSA E CATANIA

 

Geraci, Laterra, Cuchel “Non può passare inosservato il fatto che – sostengono i presidenti di Ragusa e Siracusa dell’Associazione nazionale commercialisti, Antonietta Laterra e Salvo Geraci – con la Finanziaria 2014, il governo di turno ha contorto e reso più difficile la possibilità di ottenere il sospirato rimborso che fino ad allora veniva pressoché riconosciuto a tutti coloro che avevano presentato l’istanza. Questa nuova legge, purtroppo, esclude categoricamente tutte le imprese che avevano pagato le imposte per gli anni 1990, 1991 e 1992, che fino alla data dell’approvazione della legge del 2014, avevano ottime ragioni di sperare; ma quello che è più odioso è l’aver escluso i lavoratori dipendenti che ebbero a presentare l’istanza di rimborso oltre il termine del 30 marzo 2010. Inoltre lo stesso governo, neppure un anno fa, rispondendo all’interrogazione di un parlamentare, ha ribadito che non intendeva ritornare sui suoi passi”. “Ecco perché i commercialisti, ed in particolare l’Anc, – spiegano ancora i due presidenti – impegnatisi fino a questo momento nella battaglia di riconoscimento dei diritti dei lavoratori, quasi mai sotto i riflettori, anzi in modo sommesso, hanno portato a casa i risultati che la Corte di cassazione oggi avalla. Risultati che, adesso, sono patrimonio di tutti e a tal fine si segnala l’ennesima ordinanza della Cassazione civ. Sezione VI – 5 Ordinanza, 26-09-2016, n. 18905. Ma molti lavoratori saranno delusi a causa di scelte legislative sbagliate. Tuttavia ancora si tenteranno strade e percorsi di diritto fino ad adire alle autorità Ue, al fine di raggiungere il risultato di eliminare la legge che lede il c.d. legittimo affidamento di ogni persona che aspira al rimborso, anche grazie al lavoro di convegnistica e di ricerca che l’Anc, presieduta a livello nazionale da Marco Cuchel, porta avanti con il supporto scientifico del dott. Ivano Tarquini. Quindi la vera battaglia, oggi, è quella di eliminare questa assurda e incomprensibile normativa che riconosce nuove motivazioni agli uffici al fine di negare il rimborso”.

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