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11/04/2017 -

Arte/

La mostra ‘Zodiaco’ di Giovanni Robustelli fruibile sino al 15 maggio nei locali della Galleria Soquadro in via N.Colayanni a Ragusa

Mostra Zodiaco - Giovanni Robustelli (4)È stato il pubblico delle grandi occasioni ad arricchire di significati l’inaugurazione della mostra ‘Zodiaco’ di Giovanni Robustelli, sabato pomeriggio, nei locali della Galleria Soquadro a Ragusa in via Napoleone Colayanni, curata dalla gallerista Susanna Occhipinti. Dodici lastre di zinco da una parte, realizzate con il sostegno tecnico dello stampatore Loredana Amenta di Scicli. Dall’altra, i dodici segni realizzati attraverso la tecnica calcografica dell’acquaforte. Un lavoro che è nato dal desiderio di Robustelli di misurarsi con un tema ancestrale, caro a tantissimi artisti che nei secoli hanno ravvisato nello zodiaco un tema da approfondire e da cui trarre ispirazione. “Il segno dei Gemelli – ha spiegato Robustelli – tra tutti mi ha particolarmente affascinato perché celebra la forza dei due eroici gemelli del mito greco Càstore e Pollùce, riconosciuti anche con la denominazione Dioscuri, figli di Zeus e fratelli di Elena che appaiono inseparabilmente anche sotto l’afflato che li unisce. Uno che indica il cielo e l’altro la terra, fedele interpretazione del mondo platonico e di quello aristotelico”. A curare la prefazione è stato Salvatore Schembari, anch’egli gallerista, uomo di grandi conoscenze trasversali, e cultore dell’astrologia e dell’arte in generale, e quella ad essa collegata, che ha scritto: “Incidere su una lastra, preparata per l’acquaforte, con una punta sottile, per poi trovarsi imbrigliato nei misteri di un tratto personalissimo, occulto e profondo, non credo che si discosti molto dalla naturale propensione di Robustelli a disegnare ovunque e sempre su qualsiasi supporto o materia che ne accenda la profetica immaginazione. Si trattasse pure di dare sfogo solo a una sua magnifica ‘ossessione’, Giovanni con le proprie illustrazioni, i disegni, gli acquarelli, gli olii giunge a un equilibrio formale assolutamente raro che può essere colto anche da un occhio distratto o abbastanza distante dalle suggestioni estetiche dell’arte contemporanea”.

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