26-09-2017
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21/04/2017 -

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RAGUSA, TENSIONE E PROTESTE PER LE INSEGNANTI SERVIZIO DOPOSCUOLA

download“Siamo sinceramente sconvolti per il trattamento riservato alle 18 insegnanti del servizio doposcuola del Comune di Ragusa che non meritavano di essere squalificate in questo modo”. La denuncia arriva dalla consigliera comunale Elisa Marino che, a nome del gruppo Insieme, mette in rilievo la testardaggine dell’Amministrazione comunale di non volere ammettere di avere compiuto un errore, sopprimendo di fatto l’attività e destinando le insegnanti, almeno la maggior parte di loro, agli asili nido, quindi a svolgere delle mansioni rispetto a cui non sono state adeguatamente formate. “E’ opportuna una piccola cronistoria su questo servizio – chiarisce Marino – che ha preso il via nel 1982 e che, quindi, va avanti da 35 anni. Prima erano coperte tutte le scuole primarie di Ragusa. Poi, alla luce di una serie di pensionamenti, le docenti, dipendenti comunali, sono rimaste in 18 e, allo stato attuale, forniscono le loro prestazioni ad alcune realtà scolastiche visto che il personale non è stato reintegrato. Sono insegnanti che seguono i bambini delle fasce sociali più deboli. Se le famiglie hanno difficolta a pagare il doposcuola pomeridiano per i propri figli, ci pensano loro. Ma non solo. La mattina, seguono gli alunni con bisogni educativi speciali, che hanno difficoltà ad apprendere, semplificando le spiegazioni fatte in classe. Trattandosi di bambini che non hanno alcun problema fisico, non viene riconosciuto loro alcun tipo di sostegno. Per cui il rischio è che rimarrebbero troppo indietro rispetto agli altri compagni di classe. Si occupano, inoltre, anche dei bambini iperattivi. Ci chiediamo come faranno i dirigenti scolastici, i docenti di ruolo, tutto il personale scolastico, a sopperire a queste carenze? L’aiuto che forniscono è fondamentale. E l’Amministrazione Piccitto non può fare finta di niente. Mancano i fondi? Il Comune di Ragusa, per il bilancio che ha, non penso avrebbe problemi più di tanto a reperire le somme necessarie per garantire la continuità dello stesso servizio. E’ intollerabile quello che sta accadendo. Non solo per le famiglie. Ma anche per gli insegnanti che, da un giorno all’altro, hanno visto mortificata la propria dignità professionale. Una scelta impopolare e, oggettivamente, senza senso quella del sindaco Piccitto e della sua squadra assessoriale”.

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