24-06-2017
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Archivio della categoria: Agricoltura

CHIARAMONTE GULFI, I CONIGLI SELVATICI DIVORANO TUTTO

chiaramonte gulfiUna lotta impari. Nonostante la presenza di reti metalliche e barriere di protezione dei vigneti e delle colture a pieno campo in contrada Mazzaronello e Trapetazzo nei dintorni di Chiaramonte, i conigli selvatici fanno razzia di tutti i prodotti agricoli. Questi roditori di grossa taglia hanno distrutto un migliaio di ettari di colture. In un’azienda agricola i danni stimati ammontano ad oltre 100 mila euro. Nella lista nera, oltre ai conigli selvatici ci sono anche le istrici e qualche capra che stanno devastando i campi della zona. “Hanno scavato migliaia e migliaia di tane – spiegano gli agricoltori – e al calar della sera escono fuori rosicchiando tutto. Parte dei nostri vigneti non esistono più perché questi animali hanno rosicchiato gli arbusti e mangiato i chicchi verdi distruggendo praticamente il raccolto. Non sappiano come fare nonostante tutti gli accorgimenti presi. Le nostre richieste sono state innumerevoli all’azienda faunistica venatoria – aggiungono i produttori – ma la situazione oramai è fuori controllo”. Percorrendo le contrade rurali, da Chiaramonte a Comiso, fino ad Acate, si ha il termometro della situazione. Un collina, in contrada Capo Scula, è stata letteralmente trasformata in terreno formato da una miriade di buchi, tutti scavati dai conigli con grande perizia. I roditori sono ritenuti il nemico più pericoloso dagli operatori delle contrade colpite dal fenomeno. “La situazione è sfuggita dal controllo da parte dell’Azienda faunistica e chiederemo attraverso i nostri legali – sostengono gli agricoltori che stanno anche facendo una petizione – un maxi risarcimento danni”. Le organizzazioni agricole sono pronte a dare il proprio sostegno agli imprenditori del settore.

RAZZE AUTOCTONE IL SUINO ROSSO DEGLI IBLEI

SUINOIl recupero di terreni marginali attraverso il pieno utilizzo di allevamenti allo stato brado. Alimenti genuini, dal siero utilizzato nella zootecnia alle colture biologiche, per ingrassare il suino rosso degli iblei. Un progetto sperimentale, quello voluto dall’unità operativa dell’assessorato regionale all’agricoltura (Soat), che vuole valorizzare una razza autoctona previo utilizzo di alimenti a km 0. “Abbiamo sostenuto l’opportunità di promuovere questo tipo di allevamento – dice Gino Campo, funzionario della sezione operativa dell’assessorato all’agricoltura – al fine di recuperare produttivamente vaste aree soggette da anni ad abbandono ottenendo, oltretutto, un prodotto di elevato valore qualitativo. La carne di questo animale ha delle qualità nutrizionali e organolettiche uniche con un sapore che rende gli insaccati, salsiccia e salame, alimenti prelibati. L’allevamento semi-brado dei suini, nel caso specifico di una razza autoctona legata alla realtà tipica ragusana – aggiunge Campo – può essere una valida opportunità di integrazione al reddito aziendale per tutti gli agricoltori che hanno a disposizione terreni nelle vicinanze del centro aziendale, senza voler affrontare ingenti investimenti di capitali”. Un centinaio i capi allevati nel ragusano, in questa prima fase, coinvolgendo quattro allevatori. Questa forma di allevamento consente un ridotto impegno di capitali rispetto al tipo tradizionale, in cui i costi finanziari e gli ammortamenti delle strutture possono penalizzare fortemente la redditività dell’impresa. Un ruolo positivo ha avuto anche l’abbondante disponibilità di terreni agricoli caratterizzati da una fertilità medio-bassa, quindi con un basso costo d’uso, dove questo allevamento rappresenta un’ottima alternativa alla coltivazione di cereali (grano, orzo) o al set-aside, imposto dalla Unione Europea. Nonostante le favorevoli condizioni climatiche, l’allevamento del suino all’aperto è quasi inesistente, fatta eccezione per le attività di agriturismo, le produzioni biologiche ed il recupero delle razze rustiche. L’allevamento dei suini in Italia viene praticato prevalentemente in maniera intensiva, all’interno di porcilaie la cui tipologia si è sempre più standardizzata nel corso degli anni.

Un corso al Corfilac sulla qualità del latte

Il Corfilac, in qualità di ente capofila, nell’ambito del progetto Misura 124 del Programma di Sviluppo Rurale 2007/2013 “Miglioramento della qualità del latte bovino nella Regione Siciliana”, per il miglioramento della qualità del latte bovino in Sicilia, in collaborazione con alcuni partner, ha organizzato un corso di aggiornamento per la formazione dei tecnici (veterinari e agronomi) che costituiscono il team dei professionisti che seguono gli allevatori in azienda. Il corso ha visto la partecipazione di esperti internazionali che hanno affrontato diverse tematiche legate al management della qualità del latte.
Azienda

RAGUSA, ALLEVATORI PRONTI ALLA MOBILITAZIONE

vitelli1Sono pronti alla mobilitazione gli allevatori ragusani. Seppur in forma autonoma senza l’ausilio delle organizzazioni di categoria. Una protesta forte, contro il governo della Regione, per l’assordante silenzio verso le problematiche del comparto. Un’impresa su tre dell’intero sistema produttivo ha chiuso i battenti. Appartiene al settore agricolo dove il saldo tra nuove iscrizioni e chiusure è negativo per ben mille unità nel primo trimestre del 2013. Gli allevatori ragusani da mesi chiedono il rinnovo del prezzo regionale del latte ed una politica agraria che possa finalmente sostenere uno dei settori trainanti dell’economia. Tra le priorità, l’abbattimento del costo dell’energia elettrica a favore delle imprese agricole, la dilazione dei pagamenti esattoriali, senza interessi sino al 2018 ed il ripianamento delle passività agricole in dieci anni. “Siamo in balia di un sistema assurdo e di una gestione politica e sindacale fallimentare – tuona Gino Licitra, allevatore e presidente del consorzio “Eccellenze Siciliane” -. Le aziende continuano a morire tra l’indifferenza generale. Si produce sottocosto ed il prezzo delle materie prime, vedi il costo del mangime, ha superato il prezzo del latte. Gli allevatori sono sfiduciati perché la classe politica e le organizzazioni non sono più rappresentative nei territori”. Rabbia e rassegnazione, ma anche la volontà di portare avanti una battaglia condivisa da migliaia di produttori. “Siamo convinti che ci vuole una grande mobilitazione dal basso – aggiunge Licitra – per adeguare il prezzo del latte ai parametri raggiunti in altre realtà italiane”. L’andamento del mercato lattiero-caseario internazionale, in particolare le quotazioni del burro e delle polveri di latte, si mantengono su livelli elevati; tali da consentire una miglior retribuzione della materia prima. “Le battaglie solitarie non hanno mai sortito gli effetti sperati – aggiunge il presidente dell’associazione allevatori, Gianni Campo -. Occorre, semmai, il pieno coinvolgimento di tutti gli attori in campo, iniziando dalle cooperative ai singoli produttori. Il tempo delle attese e dei proclami è finito”. Sono 800 le firme finora raccolte da parte degli addetti di tutti i settori produttivi. Nella petizione è stato chiesto con urgenza un incontro con il presidente della Regione Sicilia, Rosario Crocetta, per discutere della “vertenza agricoltura”. Questa petizione è sostenuta, tra gli altri, da Enzo Licitra che ha già svolto la funzione di portavoce delle problematiche degli allevatori della zona. “Siamo fiduciosi che il presidente possa ascoltare le istanze di una delegazione di imprenditori che sono oramai sul lastrico – spiega Licitra -. Servono misure immediate per dare sollievo all’economia agricola e non solo”.

I prodotti agricoli e il Km 0

prodotti ortofrutticoliGli alimenti a Km.0, definiti anche con il termine più tecnico “a filiera corta” sono i prodotti locali che vengono venduti nelle vicinanze del luogo di produzione. La crisi economica che stiamo vivendo, una dura lotta che le famiglie devono affrontare quotidianamente per mantenere lo stile di vita pre-crisi, senza intaccare i propri risparmi, sono alcuni dei temi del convegno organizzato da Adiconsum e dalla Coldiretti con la collaborazione della Camera di Commercio. Il convegno si terrà alla Coldiretti di Ragusa in Via Psaumida 38 mercoledì 12 alle 18. Relatori il presidente Adiconsum, Gianni Cerruto, il presidente provinciale Coldiretti, Gianfranco Cunsolo, il direttore Generale di Conad Sicilia, Giorgio Ragusa, il Presidente Agrimercato, Angelo Nastasi, il Commissario della Camera di Commercio di Ragusa, Sebastiano Gurrieri e Padre Roberto Sebastiano Asta.


Rifiuti agricoli, il commissario Scarso riceve i produttori

pagliaIl commissario straordinario Giovanni Scarso ha ricevuto una delegazione di produttori agricoli guidata dal coordinatore del movimento “Vittoria che cambia” Nello Dieli per porre la questione dello smaltimento dei rifiuti agricoli. Durante l’incontro i produttori agricoli hanno esposto la grave situazione che vivono le loro aziende dovuta alla direttiva europea che classifica come rifiuti speciali anche la paglia e altro materiale agricolo o forestale naturale non pericoloso. I produttori hanno ribadito che considerano inquinante la bruciatura dei teli di plastica e stigmatizzano il comportamento di agricoltori irresponsabili, ma un altro conto è la bruciatura delle sterpaglie essiccate che non provoca alcun danno ambientale. Il commissario Scarso ha ascoltato le istanze dei produttori agricoli e si è dichiarato disponibile ad affrontare la questione con l’istituzione di un tavolo tecnico con i dirigenti della Provincia per individuare soluzioni utili nel pieno rispetto della legalità e della legittimità, consapevole che il difficile momento che sta attraversando il settore agricolo merita direttive aperte e non restringenti che penalizzano ulteriormente le aziende agricole.

SEMINARIO SOAT SUL BIOGAS

OLYMPUS DIGITAL CAMERAEsperti, produttori e ambientalisti a confronto per discutere di una grande opportunità per la filiera zootecnica e agricola, ovvero la creazione di biogas dallo smaltimento e dal riciclo dei residui aziendali. L’obiettivo è la creazione di energie alternative attraverso nuove prospettive di sviluppo che sono state illustrate all’interno del seminario divulgativo organizzato dalla Soat di Santa Croce Camerina in collaborazione con le Soat del distretto di Ragusa e Siracusa, nell’ambito della misura 331 – Formazione e Informazione del Piano di sviluppo rurale. Relatori sono stati esperti italiani del settore che hanno illustrato i “case history” di numerose realtà del Nord Italia dove la trasformazione dei reflui zootecnici e agricoli in biogas è ormai una realtà consolidata da decenni. La produzione del biogas avviene attraverso la digestione anaerobica di effluenti zootecnici e sottoprodotti agricoli e può rappresentare, soprattutto nella provincia ragusana, una grande opportunità di sviluppo sostenibile per il territorio sia in termini di reddito economico che per quanto attiene i vantaggi ambientali. Una applicazione può esserci nell’importante polo avicolo modicano, come sottolineato dal relatore Ivan Rizzo della Biopower, che ha parlato della co-digestione dei reflui avicoli con particolare riferimento all’uso della pollina.

L’olio extravergine Monti Iblei sugli scaffali Conad

olioGiovedì mattina, presso la Camera di Commercio di Ragusa, alla presenza del commissario l’on. Sebastiano Gurrieri e del management di Conad è stato presentato l’inserimento dell’Olio extravergine d’oliva Monti Iblei dop nella linea premium dei prodotti a marchio Conad denominata Sapori e Dintorni. Si tratta di una ricercata selezione di prodotti tipici del territorio italiano, rigorosamente a marchio dop, doc, e igp scelti tra i produttori locali più qualificati. Per il territorio è un importante risultato, in quanto permetterà di valorizzare e soprattutto commercializzare il prodotto non solo nei 3.000 punti vendita Conad d’Italia, ma anche nei mercati europei, attraverso la rete di vendita di Coop Suisse (Svizzera), Rewe (Germania) e Colruyt (Belgio), che insieme a Conad costituiscono Coopernic (la più grande cooperativa europea della distribuzione commerciale). Tradotto in termini numerici, quest’operazione consentirà di commercializzare già dal 2013 più di 55 mila litri di olio dop Monti Iblei solo attraverso il canale Conad. “Estremamente positiva è la ricaduta sull’economia ragusana – afferma Sebastiano Gurrieri -. Questo genere di collaborazione da un lato può aiutare il comparto agroalimentare locale a superare gli stati di crisi o di eccesso di produzioni agricole, trovando un sicuro canale di sbocco. Dall’altro permette la valorizzazione di un prodotto di qualità che, in un mercato altamente inflazionato dalla commercializzazione di prodotti esteri, sarebbe destinato ad un consumo di nicchia”. “La crescita e lo sviluppo dell’economia siciliana passa anche attraverso la commercializzazione di prodotti locali – sostiene Giorgio Ragusa, direttore generale di Conad -. La nostra azienda nel 2012 ha acquistato merci da fornitori del territorio per 32 milioni di euro. Siamo un’azienda cooperativa fatta di 164 soci imprenditori, fortemente radicati nel territorio, che credono nella crescita sostenibile, insieme alla comunità in cui operano” – ha concluso Giorgio Ragusa.

RAGUSA, MERCATINO DELLE ECCELLENZE SICILIANE

YASHICA Digital CameraLa filiera è cortissima. Dai campi al punto vendita in piazza. Le “eccellenze siciliane” con un mercato del contadino gestito dagli agricoltori. Dal pomodoro ciliegino, al pane casareccio, ai fiori, all’olio dop monti iblei, alla carne locale. Undici le aziende che hanno aderito, in questa prima fase, al progetto. Il mercato si svolge a Ragusa, ogni venerdì pomeriggio, nel parcheggio antistante lo stadio comunale e il sabato mattina nel cortile interno della chiesa dell’Angelo Custode. “I nostri imprenditori devono essere i protagonisti della filiera – dice il direttore dell’associazione eccellenze siciliane, Aldo Bertolone – senza tanti passaggi che mortificano il lavoro delle aziende e fanno lievitare in maniera esponenziale i prezzi per il consumatore finale”. La prossima settimana una delegazione maltese sarà in visita alle aziende del progetto per conoscere la realtà iblea. Il mercatino si terrà anche il giovedì pomeriggio a Vittoria, e la domenica al villaggio Gulfi a Chiaramonte. “La nostra offerta – spiega Gino Licitra, presidente dell’associazione eccellenze siciliane – ha come obiettivo di incoraggiare tutte quelle piccole e medie produzioni che condividono il nostro progetto, cioè portare sulle tavole dei consumatori cibi sani di alta qualità. I produttori dovranno attenersi ad uno statuto per regolamentare il mercatino”.

RAGUSA, PROGETTO FAI PER IL LATTE RAGUSANO

latteDare valore aggiunto al latte ragusano, la vera ricchezza del territorio. E raggiungere la grande distribuzione in maniera più organica e diretta attraverso un percorso economico condiviso. Il progetto voluto da Coldiretti e Ragusa Latte ha trovato il pieno sostegno di Fai, la Filiera agricola italiana. “Si tratta di un progetto articolato in tre fasi – spiega il direttore della Coldiretti ragusana, Gerardo Forina -. Vogliamo valorizzare il latte fresco che rappresenta una grande ricchezza per il territorio e puntare molto sul latte Uht con un marchio che ne identifichi la tracciabilità e la provenienza. Un certificato di garanzia ben impresso in etichetta per il cittadino consumatore. Il nostro obiettivo è superare le logiche di appartenenza e di divisioni e raggiungere lo obiettivo finale, la grande distribuzione, in maniera più organizzata, così come abbiamo fatto con l’ortofrutta”. Il terzo step del progetto prevede la valorizzazione del formaggio ragusano dop. “In altre realtà – aggiunge il direttore Forina – in pochi conoscono le peculiarità del tipico formaggio Ragusano Dop. Vogliamo, d’ora in poi, guardarci attorno per fare conoscere e vendere il nostro formaggio”. Partner del progetto la Cooperativa Ragusa Latte. “Salutiamo in maniera positiva questo progetto che vuole aggregare le produzioni di eccellenza e creare un valore aggiunto alla nostra cooperativa – aggiunge il presidente di Ragusa Latte, Giovanni Schembari -. In altre realtà del nord Italia, il progetto Fai, ha sortito gli effetti sperati. Ci auguriamo che sia l’inizio di un percorso positivo per la cooperativa ma in modo particolare per i piccoli produttori che stanno vivendo un momento di grande sofferenza”.

PREZZO DEL LATTE, NESSUN ACCORDO CON GLI INDUSTRIALI

Timidi segnali di ripresa per una vertenza, sul prezzo regionale del latte, che sembra davvero infinita. Nessun accordo tra gli industriali e il mondo della cooperazione. I gruppi Zappalà e Latte Sole non era presenti al vertice convocato dall’assessore Dario Cartabellotta. Tra le novità di rilievo l’accordo di filiera voluto dall’assessorato all’agricoltura per tutelare gli allevatori. Le aziende, secondo le direttive emanate dall’assessore, devono essere remunerate per l’opera prestata, entrando nella catena del valore attraverso le filiere corte, il patto con l’agroindustria e l’alleanza con il sistema distributivo. In tale contesto il prezzo minimo del latte fissato nell’accordo è di 42 centesimi + Iva per il latte bovino e di 80 centesimi + Iva per il latte di pecora. I soggetti beneficiari degli aiuti pubblici o di altri interventi regionali devono rispettare l’accordo di filiera sottoscritto pena la revoca del contributo “Abbiamo il timore che sia una manovra prettamente politica – spiega il presidente di Ragusa Latte, Giovanni Schembari – i produttori non credono più agli annunci e ai grandi proclami. Occorre sedersi tutti attorno ad un tavolo e parlare in maniera semplice e concreta”. La Coldiretti parla di un provvedimento importante, ma occorre chiedere un incontro urgente con gli industriali. “Coldiretti ha chiesto all’assessore Cartabellotta un confronto tra le parti – dice il direttore della Coldiretti ragusana, Gerardo Forina – sono mancati in questo vertice gli attori principali per la contrattazione Questa chiusura da parte degli industriali è inaccettabile. Dispiace che sotto campagna elettorale qualcuno abbia strumentalizzato l’intera vicenda annunciando la firma di un accordo che è realmente solo sulla carta”. “Si tratta – commenta il presidente provinciale Confcooperative Ragusa, Gianni Gulino – di un altro provvedimento che, seguendo di pochi giorni quello relativo al decreto salva quote, anche in questo caso rivolto agli operatori zootecnici del territorio, è teso a rispondere alle esigenze di un comparto in grave crisi. Occorre, adesso, guardare oltre e sottoscrivere l’intesa tra le parti”.

latte

OLII DEI MONTI IBLEI

olioAncora affermazioni nei concorsi oleari nazionali ed internazionali per gli olii del Consorzio Dop Monti Iblei. Al Concorso nazionale Ercole Olivario XXI edizione, quattro delle cinque aziende siciliane finaliste sono del Consorzio Dop Monti Iblei: Az. Agr. Rollo Giorgio di Ragusa; Az. Viragì sas di Chiaramonte Gulfi; Soc. Agr. Vernera di Spanò snc di Buccheri; Fr. Cutrera snc di Chiaramonte Gulfi.

SUCCESSO PER GLI OLII IBLEI AL SOL D’ORO DI VERONA

olioAncora un successo per gli olii del Consorzio Dop Monti Iblei al Concorso Internazionale “Sol D’Oro 2013” che si è svolto a Verona. L’azienda Viragì Sas di Chiaramonte Gulfi ha conquistato la medaglia d’argento nella categoria olio fruttato medio. Hanno ottenuto la Gran Menzione le aziende: Az. Agr. Cavasecca di Siracusa; Az. Agr. Terraliva di Siracusa; Fr. Cultrera snc di Chiaramonte Gulfi (Rg); Az. Agr. Rollo Giorgio di Ragusa; Fr. Sallemi Raffaele di Comiso; Az. Agr. Cinque Colli di Chiaramonte Gulfi.

Crisi del comparto zootecnico e quote latte

allevamentoUna situazione paradossale. È quella che si è venuta a creare a Ragusa rispetto all’annoso problema delle quote latte. A descrivere la vicenda è Rosario Pedriglieri, vice presidente di Confcooperative Ragusa, nel corso della conferenza stampa che si è tenuta presso la sede della stessa confederazione. “Per la problematica lattiero casearia siciliana – afferma Pedriglieri – si sta delineando una situazione preoccupante. Il decreto ministeriale emesso il 7 novembre 2012, infatti, sancisce che i produttori che non raggiungono la quota del 85% non sono comunque soggetti al taglio della mancata produzione per il periodo futuro. Ma lo stesso decreto sottolinea che questa deroga non viene concessa a chi ne ha già usufruito per le due campagne produttive precedenti. L’intervento – secondo Confcooperative – è sensato nella misura in cui colpisce chi dispone di molte quote latte ma ha poca produzione e specula sull’affitto, ma non è il caso ragusano e siciliano”. Il fatto è che un buon 20% delle aziende ragusane, circa trecento, hanno già usufruito di tale deroga e, dunque, non possono confermare le loro quote latte, nonostante abbiano la voglia e la potenzialità per investire in tal senso. “La vicenda rischia di penalizzarci due volte – conferma Pedriglieri – perché i produttori che non hanno raggiunto una produzione pari alle proprie quote latte, potrebbero affittarle da chi ne ha, invece, prodotto in eccesso. Il tutto azionando un circuito virtuoso e trasparente, per il quale nessuno paga salatissime multe per eccesso di produzione e nessuno rischia di essere ridimensionato per una mancata produzione. Lavorare su simili parametri è difficilissimo, – spiegano i dirigenti di Confcooperative – in quanto non abbiamo a che fare con dei rubinetti che erogano latte, ma con esseri viventi e con fattori ambientali che possono anche “rendere” meno per un paio di stagioni. L’applicazione dell’attuale normativa porterebbe ad un danno di alcuni milioni di euro per l’economia iblea del settore”. Confcooperative, in collaborazione con altre sigle sindacali del comparto e con il Distretto Lattiero Caseario, ha chiesto un incontro alla Regione per cercare una soluzione al problema. “Abbiamo chiesto una deroga – conferma Pedriglieri – e ci aspettiamo per la prossima settimana un decreto di Giunta che conceda tale deroga nei casi in cui la mancata produzione possa essere legata ad uno stato di causa di forza maggiore che ha limitato la produzione, senza escludere il contesto socio economico per il quale la produzione di latte in Sicilia costa più che nel resto di Italia, ma il latte è pagato meno che in ogni altra Regione”. Per fortuna si registra, secondo Confcooperative, una buona sensibilità da parte della Regione cha ha accolto nei giorni scorsi le proposte dell’associazione e si è impegnata a trovare una soluzione.

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