12-12-2017
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Archivio della categoria: Ambiente

LEGAMBIENTE VIGILA SU PUNTA BRACCETTO

camping-luminosoNei giorni scorsi Legambiente ha ricevuto una segnalazione dello svolgimento di lavori di ristrutturazione edilizia con demolizione e ricostruzione di un fabbricato a Punta Braccetto in via Delia. Il fabbricato è stato demolito e sono già stati realizzati lavori di sbancamento e fosse imhoff. Tali opere si stanno svolgendo all’interno del paesaggio locale 6m “Paesaggio costiero del SIC Randello, Punta Braccetto, Branco Piccolo-Passo Marinaro, Canalotti.” con livello di Tutela 3 del Piano Paesaggistico ad una distanza di circa 50 mt dalla costa. L’assocxiazione ambientalistica spiega: “In questa  area è esclusa ogni tipo di edificazione, e sono consentite ristrutturazioni edilizie esclusivamente su edifici che non necessitino dell’apertura di nuove piste, strade e piazzali, che prevedano opere volte alla riqualificazione e riconfigurazione di eventuali detrattori paesaggistici e i cui progetti rientrino, comunque, nella sagoma, perimetri ed altezze rispetto alla precedente conformazione edilizia, escludendo aspetti esteriori, forme e tipologie costruttive incompatibili con la tutela dei valori paesaggistico-precettivi. Considerato che Legambiente nel recente passato si è imbattuta in progetti di demolizione e ricostruzione in area di tutela paesaggistica corretti nelle carte presentate , ma sostanzialmente illegali, abbiamo chiesto agli organi competenti di controllare e verificare se i lavori in questione si stanno svolgendo nel pieno rispetto delle normative urbanistiche e dei vincoli paesaggistici vigenti”.

Legambiente Sicilia: “Con un emendamento osceno il governo Crocetta vuole cancellare i piani paesaggistici”

imagesQuesta la dichiarazione di Gianfranco Zanna, presidente regionale di Legambiente Sicilia. “Nello squallido assalto alle ultime norme elettorali che si sta consumando all’Ars, in particolare per opera del governo, il presidente Crocetta, insieme agli assessori Contrafatto e Croce, hanno presentato un emendamento osceno che cancella di fatto i piani paesaggistici, peraltro non sottoscritto dall’assessore ai Beni culturali Vermiglio. Una proposta palesemente incostituzionale, che, siamo certi, il presidente Ardizzone, qualora arrivasse in Aula, non potrà che dichiarare inammissibile, ma, così come quella dell’estate scorsa sulla sanatoria delle case abusive entro la fascia dei 150 metri, continuerà a far parlare in pessimo modo della Sicilia e della sua squalificata e inqualificabile classe dirigente. L’ennesima vergogna, un’altra ragione in più per non sentirsi degni di essere siciliani”. La norma è gravissima e palesemente incostituzionale. “Prevede – spiega Zanna – una deroga generalizzata per le opere di “pubblica utilità” che per legge sono tutte le opere pubbliche più le opere private o di concessionari di servizi e lavori pubblici che possono essere dichiarate tali (un elettrodotto, un porto turistico, un parcheggio, una discarica, un inceneritore, ecc). Interviene a ritroso pure su opere per cui si sono definiti i provvedimenti di diniego per contrasto con i piani recentemente approvati.Preannunciamo la richiesta di impugnativa al Governo nazionale”.

 

M’ILLUMINO DI MENO

millumino-di-meno-2017-banner-fb2Il Comune di Ragusa aderisce anche quest’anno all’iniziativa “M’illumino di meno”, campagna di sensibilizzazione sulla razionalizzazione dei consumi energetici ideata da Caterpillar, storico programma  di Radio2 Rai. Il 24 febbraio prossimo, giornata in cui si concluderà tale campagna, le città italiane che partecipano all’iniziativa, con un simbolico “silenzio energetico”, spegneranno l’illuminazione di uno o più monumenti. La sera del 24 febbraio dovranno essere spenti i fari che illuminano i prospetti sia della sede centrale di Palazzo di Città, sia della Cattedrale di San Giovanni Battista.

LEGAMBIENTE RAGUSA PARLA DELLA GARA PER I RIFIUTI DEL CAPOLUOGO

IMG_74_1048^Raccolta rifiutiQuesta l’interessante riflessione di Legambiente Ragusa sulla gara per i rifiuti espletata dall’amministrazione Piccitto. “Con la pubblicazione dell’assegnazione provvisoria della gara sui rifiuti si avvicina sempre più , probabilmente subito dopo l’estate, il cambio radicale nella gestione dei rifiuti a Ragusa. Raccolta differenziata al 70% , con meno rifiuti in discarica e meno costi di smaltimento, e l’introduzione dal 2018 della tariffazione puntuale con la quale ogni cittadini e operatore economico pagherà in base ai rifiuti prodotti e non più in relazione alla superficie dell’abitazione/attività produttiva. Sempre che tutti facciano la loro parte. A partire dalla cooperativa Ciclat di Ravenna, impresa partecipante all’ATI che ha per il momento vinto la gara,  che dovrà gestire direttamente la raccolta integrata dei rifiuti, mentre le altre due ditte dell’ATI, l’impresa Busso e la IGM di Siracusa, dovranno occuparsi dello spazzamento stradale e dei servizi aggiuntivi. Infatti queste ultime non possiedevano i requisiti tecnici per partecipare alla gara ( aver raggiunto il 45% di raccolta differenziata in comuni grandi almeno come Ragusa ) e hanno dovuto farseli prestare dalla Ciclat. Ma il prestito , dicono il Consiglio di Stato e l’ANAC non può avere un « mero valore astratto», ma è necessario, che risulti con chiarezza che l’impresa ausiliaria ( Ciclat ) presti realmente alle imprese ausiliate ( Busso e IGM ) «le proprie risorse e il proprio apparato organizzativo, la propria  esperienza in tutte le parti che giustificano l’attribuzione del requisito ( mezzi, personale, direttore tecnico, prassi e tutti gli altri elementi aziendali qualificanti)» La Ciclat dovrà  assumere conseguentemente anche una responsabilità verso la stazione appaltante, il Comune di Ragusa, per quanto attiene la corretta esecuzione del contratto. Da questo punto di vista aspettiamo che anche il Comune di Ragusa faccia la sua parte creando un gruppo di controllori di almeno 20 unità, di cui almeno 5 tra  vigili urbani e vigili ambientali, adibiti  al controllo del comportamento dei cittadini, ma soprattutto  pubblicando urgentemente la gara per l’individuazione del Direttore Esecuzione del Contratto, ad oggi in fortissimo ritardo, la cui figura è fondamentale soprattutto nella fase di avvio dell’appalto. Il direttore è il guardiano del servizio, colui che controlla per conto del Comune se la ditta non esegue o esegue male o esegue parzialmente il contratto. Soggetto importantissimo alla luce del ribasso d’asta proposto dalle ditte vincitrici, oltre il 7% pari a circa 750.000 €/anno. Infatti sorge il legittimo dubbio che la somma che pagherà il comune per il servizio , al netto del ribasso, non sia sufficiente ad eseguire l’appalto a regola d’arte. Il dubbio sorge anche, ma non solo, leggendo le intercettazioni ambientali relative all’operazione Penelope che coinvolge il proprietario della società di rifiuti GeoAmbiente/ CleanUp presente anche in provincia di Ragusa,  il quale affermava che per vincere le gare faceva ribassi fuori mercato  con l’obiettivo di recuperare le perdite negli anni successivi con una gestione che non rispettava il capitolato d’appalto fornendo ai comuni servizi scadenti o non fornendoli affatto contando su controlli benevoli o assenti. E non sono casi che accadono solo in Calabria”.

NO ALLA CEMENTIFICAZIONE – SI ALLA RIQUALIFICAZIONE! UNA DUE GIORNI AL PANTANO DI MARINA DI MODICA

ipsica-passeggiata-ecologica-tra-i-pantani-410Pantano di punta Regilione, via del Laghetto, Marina di Modica. Avvistamenti avifaunistici, visita guidata, educazione ambientale, blitz contro l’edificazione di una struttura turistica sula duna prospiciente la zona umida. E’ questo il programma della due giorni che si svolgerà presso il Pantano di Marina di Modica nelle date del 4 e 5 febbraio 2017, in occasione della giornata mondiale delle zone umide. Il pantano infatti è un’area umida della costa della provincia di Ragusa, situato all’interno del Sito di Importanza Comunitaria. L’area è di notevole interesse in quanto rappresenta un sistema naturale costiero tipico della Sicilia Sud-Orientale, con le relative flora e fauna. Purtroppo tale sistema è stato oggetto di un’intensa cementificazione che continua ancora adesso con l’edificazione di una struttura turistica sulla principale duna prospiciente l’area umida. In relazione a ciò Legambiente si è già più volte mobilitata, contro tale scempio spacciato per sviluppo turistico, anche presentando un esposto agli enti interessati. La rinnovata attenzione ha tra l’altro portato alla individuazione da parte di biologi e volontari dell’associazione di una prima nidificazione di Pollo sultano. Oltre a Legambiente Modica, Legambiente Ragusa e Legambiente Ispica aderiscono all’iniziativa anche Legambiente Siracusa e Legambiente Catania.

Riutilizzo dei rifiuti inerti provenienti da attività di costruzione e demolizione, un convegno alla Cna di Ragusa

downloadIl tema del riutilizzo dei rifiuti inerti provenienti da attività di costruzione e demolizione è di centrale importanza ai fini del soddisfacimento delle direttive europee in materia di riciclaggio e del raggiungimento dell’obiettivo Ue di riutilizzo inerti da costruzione e demolizione del 70% entro il 2020. Sono questi alcuni degli spunti di riflessione che saranno trattati nel corso del convegno “I rifiuti inerti provenienti dalle attività di costruzione e demolizione. Da problema ad opportunità per le imprese e la Pubblica amministrazione” promosso dalla Cna territoriale di Ragusa in collaborazione con il Libero consorzio comunale di Ragusa e l’Università degli studi di Catania oltre all’adesione dei Comuni di Acate, Comiso, Giarratana, Ispica, Modica, Monterosso Almo, Santa Croce Camerina, Scicli e Vittoria. L’appuntamento è in programma questo giovedì 2 febbraio, alle 18,30, nella sala conferenze Pippo Tumino di via Psaumida 38 (sede territoriale Cna) a Ragusa. Ad aprire i lavori sarà il presidente della Cna territoriale di Ragusa Giuseppe Santocono con Dario Cartabellotta, commissario straordinario del Libero consorzio. A tenere la relazione sul tema “La filiera del riciclaggio, recupero e smaltimento dei rifiuti inerti provenienti da attività di costruzione e demolizione” sarà Loredana Contrafatto, professore associato dell’Università di Catania, dipartimento di Ingegneria civile e Architettura, sezione di ingegneria strutturale.

RAGUSA, IL CENTRO COMUNALE DI RACCOLTA DI VIA PAESTUM APERTO ANCHE IL SABATO POMERIGGIO

 

download (1)Il Centro Comunale di Raccolta di Via Paestum  dal 4 febbraio prossimo sarà aperto ogni sabato dalle ore 15 alle ore 17. A darne comunicazione è l’assessore all’energia ed ambiente Antonio Zanotto che dichiara: “ L’apertura pomeridiana  ogni sabato pomeriggio del Centro Comunale di Raccolta di via Paestum, faciliterà ulteriormente i cittadini che anche in tale giornata prefestiva potranno conferire i vari rifiuti”.

 

Legambiente Ispica al fianco dei Tedeschi per la salvagardia dei Pantani Cuba e Longarini

 

downloadNel 2013 la fondazione Stiftung Pro Artenvielfalt (in italiano: “Fondazione per la biodiversità”), con sede a Bielefeld in Germania, ha acquistato ben 104 ettari ricadenti nell’area umida di Pantano Cuba, al confine con il territorio di Ispica, allo scopo di salvaguardarne le specie vegetali ed animali, perennemente minacciate da attività antropiche ad alto impatto ecologico, quando non addirittura criminali (abusivismo edilizio, bracconaggio, abbandono di rifiuti etc.). Appreso dell’operazione dagli organi di stampa, i soci del circolo Legambiente “Sikelion” hanno subito tenuto ad incontrare il vertice dell’ente teutonico, Roland Tischbier, insieme ad alcuni suoi collaboratori, già impegnati in interventi di bonifica, pulizia e recinzione. Il presidente Tischbier ha parlato degli interventi già effettuati e di quelli ancora in programma, tra cui l’acquisto del limitrofo Pantano Longarini. Alla domanda su cosa abbia indotto ben 29 mila famiglie tedesche ad investire nella tutela di un’area lontanissima casa loro, Tischbier ha ammesso che probabilmente nessuno di tali benefattori visiterà mai i Pantani del Sudest siciliano, ma che altrettanto probabilmente essi saranno ripagati, ogni primavera, dal canto degli uccelli nei loro giardini. Com’è noto, infatti, lo specchio d’acqua pachinese (insieme a quelli ispicesi) consente la sopravvivenza di milioni di uccelli migratori. Al termine, gli esponenti della Fondazione hanno chiesto a Legambiente di entrare a far parte della schiera di coloro che già collaborano con essa a livello locale, tra cui la dott.ssa Egle Gambino (responsabile della Lipu di Ragusa).

 

 

Alluvioni: disastri innaturali

cava ispica2Una gestione sbagliata del territorio e la scarsa considerazione delle aree considerate ad elevato rischio idrogeologico, la mancanza di adeguati sistemi di allertamento e piani di emergenza per mettere in salvo la popolazione, insieme ad un territorio che non è più in grado di ricevere precipitazioni così intense, sono i fattori che trasformato un violento temporale in tragedia. Scrive Legambiente dopo l’alluvione di Modica: “Le calamità che hanno colpito la Sicilia negli anni scorsi, provocando purtroppo molte vittime e danni rilevanti, testimoniano di quanto sia urgente e prioritario intervenire cambiando radicalmente le modalità di gestione del territorio, evitando di costruire nelle aree a rischio, delocalizzando, dove possibile, le strutture presenti in zone ad elevato pericolo di frane e alluvioni e pianificando interventi di messa in sicurezza seri che non siano alibi per continuare ad edificare, ma che sappiano rispettare la naturalità dei corsi e dei versanti montuosi. Questi fatti mettono in luce come il territorio siciliano sia sempre più fragile: ormai semplici temporali, anche non particolarmente intensi, possono provocare nel migliore dei casi allagamenti e disagi alla popolazione, ma anche vere e proprie tragedie. L’abusivismo e ma soprattutto la pesante urbanizzazione che ha subito e subisce la regione, in particolare lungo i fiumi, i torrenti e le fiumare, ma anche in aree dissestate e in prossimità di versanti franosi, appare come la problematica principale con cui oggi è improrogabile fare con serietà i conti. La provincia di Ragusa non sfugge a questo desolante quadro. Non c’è manutenzione dei canali nell’Ispicese , si è costruito dentro i torrenti ad alto rischio a Modica anche se le carte, rassicuravano. Ed ora gli stessi che hanno causato il disastro chiedono che la regione paghi i danni”. Legambiente chiede con forza che si apra un’inchiesta su via Fontana e sul disastro che l’ha devastata perché eventi come quello del 23 gennaio rimangano semplici fenomeni naturali e non si trasformino in situazioni che mettono a rischio la vita delle persone .

IL POLLO SULTANO PRENDE CASA AI PANTANI DI MARINA DI MODICA

PolloSridHa fatto recentemente la sua comparsa al Pantano del Maganuco, ma ha poi scelto come sito di riproduzione il vicino Pantano di Marina di Modica. Stiamo parlando del Pollo sultano, una specie estintasi in Sicilia negli anni ’60 e riapparsa dopo lungo tempo in varie località dell’isola a seguito di un programma di reintroduzione. Lo annuncia Legambiente che spiega: “Adesso quindi la popolazione siciliana si arricchisce di nuovi individui in un nuovo sito. Infatti una coppia di adulti con due individui giovani è stata osservata e monitorata da nostri biologi e volontari. La segnalazione è stata di recente pubblicata sulla rivista Il Naturalista Siciliano della Società Siciliana di Scienze Naturali. “Ritenevamo che quella che, evidentemente, era una coppia si potesse insediare al Maganuco” afferma il Biologo Antonino Duchi, autore della segnalazione “ma non avendo più osservato gli individui abbiamo spostato la nostra attenzione nella vicina zona umida di Marina di Modica, ed è stata una scelta vincente. Verosimilmente la siccità dell’anno scorso ha spinto gli individui a cercare un sito più adatto per la riproduzione, che è stato trovato in un ambiente dove la presenza idrica era più adeguata. Che ci fosse qualcosa di particolarmente interessante è stato dapprima suggerito dall’osservazione di individui adulti che prelevavano foglie di canna e si addentravano nel canneto. Poi si è avuta la conferma: successivamente infatti sono stati osservati due individui nati di recente, insieme ai genitori. Con binocoli e potenti cannocchiali è stato quindi possibile seguire le fasi dello sviluppo, dai primi incerti passi all’alimentazione insieme agli adulti, all’accrescimento ed all’acquisizione mano a mano di un piumaggio simile a quello degli adulti”. L’insediamento di questa specie rappresenta un ulteriore valore aggiunto ad un ambiente di grande interesse naturalistico, tale da essere incluso come Sito di Importanza Comunitaria nella rete di aree naturalistiche della Comunità Europea, che andrebbe intelligentemente riqualificato e valorizzato. “Peccato invece – sottolinea Legambiente – che l’area sia deturpata da una cementificazione selvaggia, che purtroppo scandalosamente continua ancora oggi, con la costruzione di una struttura turistica proprio in cima alla più importante duna: uno sfregio naturalistico e paesaggistico indegno di un paese civile”.

Scicli, la decisione del Tar sulla piattaforma dei rifiuti a Cuturi, ma la città aveva detto no

downloadL’Acif vince il ricorso al Tar contro la Regione riguardo il progetto di ampliamento della Piattaforma rifiuti da 200 mila tonnellate in contrada Cuturi. Il Tribunale Amministrativo ha accolto quindi le  richieste del legale dell’azienda sciclitana rimettendo, di fatto, in discussione la vicenda. L’azienda potrà continuare ad operare. “Rispetto al passato – ha dichiarato Giovanni Scifom presidente del Comitato per la tutela della salute e dell’ambiente, siamo più sereni perchè sappiamo che stavolta possiamo contare su una amministrazione che si è dichiarata apertamente contro questo impianto”. Interviene sulla questione il deputato regionale Orazio Ragusa. “Ci sono due ordini di fattori che occorre considerare – sottolinea il deputato regionale – da un lato il fatto che Scicli ha ormai da qualche tempo indirizzato la propria crescita verso il turismo e la valorizzazione dei beni culturali. Quindi, l’insediamento di una piattaforma di rifiuti mal si configurerebbe con tutto quello che c’è attorno. Ma, a prescindere dalle decisioni del Tar e da qualsiasi altra motivazione, la città, nei mesi scorsi, si è espressa in maniera democratica, con migliaia di persone che, a gran voce, hanno opposto il proprio rifiuto a tale ipotesi. La collettività ha chiesto in maniera coesa e univoca che questa piattaforma non si realizzi. Di cos’altro c’è di bisogno?”

 Osservazioni di Legambiente – Edison triplica l’impianto di trivellazione della piattaforma Vega B difronte alla costa iblea, da quattro a dodici pozzi

 

politica-abruzzo_rapporto-legambiente-sul-consumo-di-suolo-in-abruzzo1Riceviamo e pubblichiamo: “Incurante del fatto che a causa del cambiamento climatico provocato dall’uso del petrolio i ghiacci artici si sciolgono a un ritmo più veloce del passato innalzando il livello del mare (al Polo Nord a novembre si sono registrati valori mensili di 10 °C superiori rispetto alla media e a Natale in alcune parti dell’Artico si sono raggiunti valori di 20 °C oltre la norma), che a  Palermo addirittura manca l’acqua a capodanno perché in Sicilia piove sempre di meno, e che il riscaldamento globale aumenta i rischi ambientali per la popolazione civile, Edison vuole triplicare i pozzi della piattaforma Vega B con la quale vuole estrarre petrolio nel mare ibleo. Eppure – sostiene Claudio Conti del direttivo regionale Legambiente – proprio sull’area del campo Vega è presente una delle più importanti strutture tettoniche dell’area iblea, la Linea di Scicli, rappresentata da una faglia orientata NNE-SSW che è considerata attiva anche per la presenza di vulcani di fango sul fondale marino, e le trivellazioni potrebbero scatenare terremoti. Ma non è soltanto questo a preoccupare Legambiente: l’area dove sarà ubicata la costruenda piattaforma Vega B rientra all’interno della fascia di protezione delle dodici miglia dal sito di interesse comunitario “Fondali Foce del Fiume Irminio” all’interno della quale sono interdette le trivellazioni. Solleva infine forti perplessità  il livello di progettazione che sembra non in linea con le esigenze richieste da una istruttoria di Valutazione di Impatto Ambientale. Il progetto di trivellazione non è in grado  di fornire ogni informazione utile alla corretta valutazione degli impatti ambientali e l’elaborato proposto è soltanto un’idea progettuale ancorché estremamente elaborata. Per tali motivi, ma anche per altri, Legambiente Ragusa ha presentato le osservazioni alla Valutazione di Impatto Ambientale al Progetto Vega B per dire ancora una volta basta alla ricerche di petrolio nelle nostre acque. Fa piacere che insieme a Legambiente ha presentato le osservazioni , oltre alla ex Provincia di Ragusa sempre presente con i suoi pareri sui progetti di  trivellazioni, anche il comune di Scicli dando un segnale positivo della sensibilità ambientale della nuova amministrazione. Sorprende invece l’assenza del comune di Ragusa notoriamente amministrazione No Triv”.  Firmato Circolo Il Carrubo Legambiente Ragusa

RANDELLO DIMENTICATA, MA C’E’ UNA PROMESSA DA PARTE DEI CINQUESTELLE

1926655_1429204407342563_5703656247284148521_nUna delegazione di turisti Nazionali e Esteri ospiti del campeggio Scarabeo di Punta Braccetto,  sono stati accolti dall’assessore all’ambiente del Comune di Ragusa, Antonio Zanotto.  Nel corso dell’incontro hanno consegnato una lettera sottoscritta da un centinaio di persone  allo scopo di sensibilizzare e manifestare il loro interesse verso l’ambiente che li ospita, in particolare la Riserva Randello. Nelle scorse settimane la spiaggia era stata ripulita, da volontari, tornando dignitosa oltre che meravigliosa. L’assessore ha promesso che si adopererà per garantire il servizio di pulizia mediante mezzi meccanici per la stagione invernale per alleviare la massa dei rifiuti portata dalle mareggiate. “Speriamo che il lido di Randello non venga più dimenticato” – scrivono i turisti.

Bocciate  le piattaforme di petrolio della Schlumberger davanti alla costa ragusana

petizione-airgunLegambiente Sicilia esprime soddisfazione per la decisione del Ministero dell’Ambiente che ha espresso parere negativo all’indagine geofisica con l’utilizzo dell’airgun  nell’area marina compresa tra Scoglitti e Portopalo di Capo Passero di fronte alla costa iblea. Questo risultato è stato ottenuto grazie alle associazioni ambientaliste e al movimento NoTriv, nonché alle amministrazioni locali e a privati cittadini che hanno presentato dettagliate osservazioni alla procedura di VIA, ma anche alle 75.000 firme a sostegno della petizione di Legambiente “Stop airgun e gli interessi delle grandi compagnie petrolifere”. E’ il secondo progetto bocciato davanti alle coste ragusane dopo quello della Transunion . L’airgun è il metodo di ricerca più utilizzato nel settore delle attività estrattive per la sua capacità di fornire un rilievo dettagliato e affidabile della stratigrafia dei fondali marini. Il meccanismo prevede il rapido rilascio di aria compressa che, producendo una bolla che si propaga nell’acqua, genera onde a bassa frequenza. Il rumore prodotto da un airgun è pari a 100.000 volte quello di un motore di un jet. Questa tecnica può provocare danni alla fauna marina causando alterazioni comportamentali, talvolta letali, in specie marine assai diverse, in particolare per i cetacei, fino a chilometri di distanza. Si sono verificati, anche di recente, diversi casi di spiaggiamento di cetacei e studi hanno accertato la connessione con le ricerche petrolifere attraverso airgun attive nell’area. E ciò senza calcolare i danni economici alle attività di pesca e per l’economia locale.

 

 

RAGUSA, INCENTIVI AI PRIVATI PER LA REALIZZAZIONE DI NUOVI IMPIANTI A FONTI RINNOVABILI

downloadLa Giunta Municipale, al fine di promuovere una politica che incentivi  l’iniziativa dei  privati a realizzare impianti a fonti rinnovabili in edifici ed unità immobiliari ad uso residenziale esistenti nel territorio, ha  approvato uno specifico bando pubblico. Detto bando, pubblicato sul sito dell’Ente nell’apposito spazio dedicato ai “Bandi di gara e concorsi di prossima scadenza”, prevede l’erogazione  di benefici economici a fondo perduto ai proprietari sia di unità immobiliari residenziali, sia di appartamenti condominiali che intendono avviare la realizzazione di nuovi impianti a fonti rinnovabili negli stessi immobili. “Si tratta – dichiara l’assessore all’Energia ed Ambiente Antonio Zanotto – di specifiche azioni previste nel Piano d’Attuazione per l’Energia Sostenibile (PAES) approvato dal Consiglio Comunale con delibera n.7/2015 nell’ambito del programma comunitario volontario del Patto dei Sindaci, ed attuate sulla base di uno specifico emendamento al bilancio di previsione dei consiglieri comunali Maurizio Stevanato, Massimo Agosta e Davide Brugaletta. Le persone interessate dovranno presentare istanza utilizzando gli appositi modelli pubblicati sul sito dell’Ente come allegati al predetto avviso, entro il 20 dicembre 2016. Gli uffici esamineranno le domande pervenute e la documentazione allegata in ordine cronologico di presentazione e provvederanno a compilare ed approvare l’elenco delle istanze pervenute fino alla data di scadenza evidenziando quelle dichiarate ammissibili al contributo”.

 

A SCICLI IL 24 NOVEMBRE LETTURA E COMMENTI SULL’ENCICLICA LAUDATO SI’ DI PAPA FRANCESCO

laudato-si-432x242px-hqIl Circolo Legambiente Il Carrubo di Ragusa  organizza giovedì 24 novembre alle ore 17.30 presso la Casa delle Culture di Scicli in Corso Mazzini un incontro sul messaggio dell’Enciclica Laudato sì di Papa Francesco. Partecipano Padre Cesare Geroldi Gesuita della comunità di Ragusa , Vittorio Cogliati Dezza, Segreteria Nazionale Legambiente, Francesco Sciotto  pastore della comunità Valdese di Scicli e l’Imam di Scicli Ziri Salem. L’enciclica di Papa Francesco sottolinea la relazione tra l’emergenza ambientale e quella sociale nel mondo, interrogando la coscienza di ciascuno e richiamando i governi ad una politica di risparmio delle risorse del pianeta e di accoglienza.  Il riscaldamento globale e le sue conseguenze sul clima, le aggressioni all’ambiente naturale con la progressiva perdita di biodiversità, la produzione smisurata di rifiuti, il consumo di risorse oltre il limite del pianeta non sono più temi esclusivi delle associazioni ambientali.

GESTIONE DEI RIFIUTI A RAGUSA LEGAMBIENTE: ATTIVARE UN SISTEMA DI CONTROLLI EFFICIENTE

politica-abruzzo_rapporto-legambiente-sul-consumo-di-suolo-in-abruzzo1L’associazione ambientalista iblea interviene con una proposta per la modalità di scelta del controllore sulla gestione dei rifiuti secondo il nuovo capitolato. “Va scelto il meglio che c’è sul mercato, – sostiene Legambiente Ragusa – ponendo un limite al ribasso delle offerte che perverranno”. “La fondamentale possibilità di tutela dei cittadini dal rischio di pagare una tariffa che non corrisponda al servizio reso – prosegue l’associazione ambientalista-, come purtroppo successo finora, è legata alla scelta del Direttore Esecuzione Contratto, il guardiano della correttezza del servizio di gestione dei rifiuti”. Da questa riflessione scaturisce la proposta di Legambiente: “l’individuazione di questa figura va fatta sì con una gara ad offerta economicamente più vantaggiosa (a punteggio) come previsto dalla norma, ma ponendo un limite al ribasso (max. 20%) dell’offerta economica; cioè con la stessa modalità scelta in passato da questa amministrazione per l’individuazione del progettista del servizio di raccolta differenziata porta a porta. E’ la sola possibilità per non trovarci davanti a un controllore che, avendo vinto con un ribasso eccessivo, a fronte di curriculum poveri e di scarsa qualità, farà controlli scadenti e saltuari sulle prestazioni della ditta”.

IL CONSIGLIO DI STATO DEMOLISCE I PARERI DELLA SOPRINTENDENZA E LE CONCESSIONI EDILIZIE DEL COMUNE DI RAGUSA SULLE TRIVELLAZIONI

downloadUn anno fa il comune di Ragusa e la Soprintendenza diedero il via libera alle trivellazioni lungo il corso del fiume Irminio rilasciando una concessione edilizia per opere temporanee il primo, e un nulla osta , sempre per opere temporanee. Scrive Legambiente: “Il Consiglio di Stato demolisce quanto affermato dai due enti con una sentenza che ha per oggetto i pozzi per la ricerca di idrocarburi nel sottosuolo. In merito alla temporaneità delle opere di ricerca di idrocarburi nel sottosuolo il Consiglio di Stato scrive che i pozzi per la ricerca di idrocarburi nel sottosuolo implicano una alterazione permanente del territorio. Deve escludersi – continua il Consiglio di Stato –  che simili opere siano funzionali ad esigenze contingenti, le sole che possono sostanziare la nozione di opera precaria. Infatti, il fine del pozzo è quello di individuare giacimenti sotterranei dai quali attingere nell’ambito della successiva attività estrattiva. E’ pacifico dunque il carattere stabile e permanente nel tempo del bisogno cui il pozzo esplorativo risponde. Quindi  pareri e concessioni edilizie sono stati rilasciati su presupposti totalmente errati, tanto da essere fatti a pezzi dal Consiglio di Stato, da enti pubblici quantomeno superficiali, come la Soprintendenza, e poco coraggiosi come l’Amministrazione comunale di Ragusa. Legambiente in tempi non sospetti aveva suggerito al Comune di Ragusa  le soluzioni per negare il rilascio della concessione relative alle trivellazioni come opere temporanee , ma non è stata ascoltata. Si è invece preferito un comico spot pubblicitario, più simile alle foglie al vento d’autunno che ad una ferma ed efficace difesa del territorio e dei beni comuni. Così come si è preferito proporre inconsistenti  e  illegittime varianti alle norme tecniche di attuazione del PRG per bloccare le trivellazioni che sarebbero crollate al primo ricorso al TAR se non fossero state bocciate dal Consiglio Comunale”. Legambiente quindi elenca cosa il Comune dovrebbe inserire nell’atto di recepimento del piano paesaggistico per risolvere la  questione delle trivelazioni. Una norma  che vieti nelle zone agricole tutte le opere di scavo, di sbancamento e di riporto che modifichino l’andamento naturale del terreno, l’aspetto dei luoghi, e la qualità del paesaggi e che consenta esclusivamente le sistemazioni agrarie con movimenti di terra comportanti lievissime alterazioni del profilo del terreno ( fino a 30 cm ) per migliorarne la coltivazione. Una variante così formulata sostiene Legambiente ” risulterebbe del tutto legittima e in linea con le norme del piano paesaggistico che prevedono la verifica dei livellamenti del terreno e delle alterazioni del piano di campagna. In questo modo sì che si bloccherebbero le trivellazioni o, quanto meno, si renderebbe molto difficile la vita alle compagnie petrolifere. Speriamo che questa volta l’A.C. utilizzi il nostro suggerimento e inserisca questa nuova norma all’interno dell’art. 48 delle norme tecniche di attuazione del PRG, portandolo nel più breve tempo possibile in Consiglio Comunale per l’approvazione. Ci sono ancora i tempi per fermare le nuove trivellazioni a Carnesala vicino al Castello di Donnafugata”.

 

 

A CACCIA DI DISCARICHE  A RAGUSA

CAMERANella terza giornata di Puliamo il Mondo, iniziativa di Legambiente, è stata ripulita l’area del City, ormai in uno stato di grave abbandono dopo la chiusura del bar, le aree esterne delle scuole Mariele Ventre e Salvatore Quasimodo, un giardino pubblico in via Sofia e una grande discarica abusiva in via Almirante a meno di 20 metri dalla vicina Scuola Media Quasimodo. I primi ad essere sorpresi della grande quantità di rifiuti rinvenuti sono stati gli alunni delle scuola primaria Cesare Battisti e Paolo Vetri che senza perdersi d’animo hanno cominciato a dividerei rifiuti per tipologie: un sacco per il vetro e le lattine, un altro per la plastica ed un infine un terzo per l’indifferenziato nei quali sono finite anche scarpe e bombolette di gas usate per il campeggio . Alla fine sono stati riempiti circa 20 sacchi. Stupiti i bambini anche per la situazione del prato, non più verde ma rinsecchito, pieno di escrementi lasciati dai proprietari dei cani che non utilizzano il previsto sacchetto per la cacca e per le migliaia di cicche di sigarette abbandonate dovunque. Ancora più grave la situazione in via Almirante dove alle spalle dei cassonetti della raccolta differenziata sotto l’erba secca gli studenti hanno trovato di tutto: aspirapolveri, stufette elettriche, serrande per grandi finestre, copertoni, copri ruote per automobili, strutture in plexiglass per docce, bottiglie di plastica, bottiglie di vetro, specchi rotti, lattine, carta e cartone in disfacimento, un albero di natale, sfalci di erba, un lavello da cucina, tondini di acciaio utilizzati per le case, polistirolo, scarpe e tanto altro ancora. Alla manifestazione, oltre a 4 classi della Mariele Ventre, due classi della Quasimodo , una classe ciascuno della Cesare Battisti e Paolo Vetri, i volontari di Legambiente, hanno partecipato anche circa 15 migranti richiedenti asilo ospitati nelle strutture della cooperativa Filotea e dell’OO.PP. Eugenio Criscione Lupis. I migranti, provenienti dal Senegal, Gambia, Ghana e Nigeria, accolti festosamente dai ragazzi della Scuola S. Quasimodo,  sono stati felici di collaborare con Legambiente in tal modo restituendo in parte quanto stanno ricevendo dalla comunità che oggi li accoglie. L’intervento dei migranti è stato reso possibile grazie al protocollo d’intesa tra prefettura, comuni e associazioni, per il coinvolgimento dei migranti in attività di volontariato. Legambiente dopo questa riuscitissima giornata di pulizia non può però esimersi dallo stigmatizzare il comportamento di diversi cittadini che non conferendo i rifiuti correttamente creano disagio ai tanti cittadini corretti e il comportamento del servizio pubblico che a fronte di una tariffa esosa permette il permanere di situazioni come quello di via Almirante e del City.

LEGAMBIENTE RAGUSA INTERVIENE NUOVAMENTE IN DIFESA DELLA COSTA E DELLA LEGALITÀ A RANDELLO

randello-comitato-spiaggia-libera“Qualche giorno addietro –  scrive l’Associazione ambientalista –  non certo a cuor leggero, abbiamo invitato il Sindaco di Ragusa a revocare in auto tutela l’ingiunzione di sospensione dei lavori relativa alle opere abusive realizzate dalla ditta “Cooperativa Sociale Arca di Noè” sulla scogliera dei Canalotti a Randello, in quanto riteniamo, quell’atto amministrativo, ininfluente ed insufficiente, rapportato ai pesanti interventi ampiamente documentati. Quell’atto va sostituito con un provvedimento comunale di rimissione in pristino dei luoghi, insieme ad uno analogo della Soprintendenza, in quanto l’area in questione è un bene paesaggistico tutelato. E’ il perdurante silenzio dell’Amministrazione Comunale e l’assenza di interventi coerenti che ci fa  ritornare sulla questione”. secondo Legambiente analizzando gli atti amministrativi ci si imbatte in una sorta di circolo vizioso che vede coinvolti proprietari di terreni, proprietari di case, ditte esecutrici di lavori, ed ha come punto di unione la cooperativa, la cui presenza appare “inusuale”, secondo l’associazione ambientalista, considerato il luogo. “Viene dunque da chiedersi, ma qual’è il rapporto tra la Cooperativa Sociale “Arca di Noè”, una onlus che dovrebbe svolgere come sua attività istituzionale “la pulizia non specialistica di edifici”, e la costruzione di una strada in un’area SIC, con il più alto grado di tutela paesaggistica e vincolo di inedificabilità assoluta?” chiede Legambiente. “La Cooperativa Sociale, nella veste di comodataria di un area agricola, ha avanzato una richiesta di autorizzazione  relativa alla costruzione di una recinzione del lotto non edificabile, inserito fra altri lotti  in parte edificati e recintati, non si sa quanto legalmente, chiudendo il percorso che da sempre era stato utilizzato dai bagnanti per l’accesso al mare. Per fare questi interventi viene affidato l’incarico ad un’impresa di costruzioni che oltre all’incarico ricevuto, senza alcuna autorizzazione, costruisce una strada, con i conseguenti danni ambientali, in un area ad alto grado di tutela”. Legambiente reitera all’Amministrazione Comunale l’invito al ritiro dell’atto di sospensione lavori, provvedimento illogico se emanato dopo che i lavori sono stati conclusi e l’emissione del provvedimento di ripristino dei luoghi, “confidando che nel frattempo, il Sindaco, sentita la necessità di approfondire le questioni poste, si sia reso conto che quanto da noi richiesto è un atto dovuto”.

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