25-05-2017
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Archivio della categoria: Ambiente

Interventi anti erosione per la costa sciclitana

I 747 mila euro che il Comune di Scicli ha utilizzato per i lavori dei nuovi frangiflutti a riparo dei lidi di Arizza e Spinasanta, fanno parte dei 12 milioni e 350 mila euro, che il Ministero dell’Ambiente destinò alla provincia iblea per i progetti anti erosione. Lo precisa l’on. Nino Minardo che a suo tempo segnalò la necessità di avviare gli interventi all’ex ministro Prestigiacomo.

 

Sequestrata una discarica abusiva con tonnellate di rifiuti speciali a Marina di Ragusa

Una mega discarica abusiva è stata individuata dai finanzieri in contrada Maulli, nel territorio di Marina di Ragusa. L’area dell’estensione di circa 2.000 metri quadrati, è adiacente ad una strada interpoderale, sulla quale erano depositati rifiuti speciali e pericolosi per un vasto tonnellaggio. I finanzieri hanno proceduto al sequestro del sito a carico di ignoti e a segnalare il tutto alla Procura della Repubblica di Ragusa. La presenza della discarica abusiva è stata notificata al Comune di Ragusa per i successivi adempimenti di bonifica del sito.

Appaltato il ripascimento delle spiagge Arizza e Spinasanta

Il Comune di Scicli ha appaltato i nuovi bratti frangiflutto che sorgeranno a riparo delle spiagge dei lidi di Arizza e Spinasanta, tra Cava d’Aliga e Donnalucata. Ad aggiudicarsi, in maniera provvisoria, l’appalto è la ditta Pacos Srl. Il tratto di mare compreso tra i lidi Bruca, Arizza e Spinasanta è uno dei maggiormente esposti all’azione erosiva dei marosi. Il progetto prevede la realizzazione di 17 pennelli trasversali alla linea di riva aventi una lunghezza di circa 60 m, radicati per circa 10 m sulla spiaggia emersa, e una spaziatura media pari a circa 160 m a eccezione dei pennelli di chiusura nella direzione prevalente del trasporto solido litoraneo per i quali la lunghezza è stata opportunamente ridotta. I pennelli saranno costituiti da una mantellata con scogli naturali. Il finanziamento è arrivato dal Ministero dell’Ambiente

Riserve Naturali, niente finanziamenti dalla Regione

L’attuale Governo regionale, ancora una volta penalizza il territorio ibleo ed in particolare le nostre riserve naturali”. Ad affermarlo l’assessore provinciale al Territorio, Ambiente e Protezione Civile, Salvo Mallia, appena ha avuto notizia che la Provincia di Ragusa non ha ottenuto alcun finanziamento per la sistemazione e manutenzione delle aree protette iblee. “Lo scorso giugno – spiega l’assessore Mallia – la Regione ci ha fatto sapere che stava procedendo, nell’ambito della convenzione stipulata con la società Biosfera spa, a finanziare interventi di sistemazione e manutenzione delle aree protette siciliane. Al fine di programmare un piano di ripartizione delle spese, ci è stato pertanto richiesto di fornire le dovute indicazioni per gli interventi da realizzare. Sono state infatti redatte e presentate due schede d’intervento riguardanti una la Riserva Naturale Macchia Foresta del fiume Irminio per un importo pari a 100 mila euro ed un’altra riguardante la Riserva Naturale Orientata Pino D’Aleppo per un importo pari a 200 mila euro. Ma dal piano di ripartizione delle somme – continua Mallia – non risulta alcun intervento finanziato per le nostre Riserve. Tra l’altro dalla nota inviataci dalla Regione si evince che molti interventi sono stati destinati ad aree protette situate in prossimità di Palermo per venire incontro alle esigenze della società affidataria dei servizi di sistemazione e manutenzione”. Per l’amministratore provinciale ciò dimostra, ancora una volta, la scarsa attenzione che il Governo Regionale rivolge alle aree protette iblee che continuano a sopravvivere, nonostante le mille difficoltà economiche, grazie al costante im

COSTAIBLEA FILMFESTIVAL

La quindicesima edizione del Costaiblea Filmfestival è stata presentata dal direttore organizzativo Pasquale Spadola. La manifestazione avrà luogo a Ragusa dall’8 all’11 dicembre presso il Cinema Lumière. “Nata nel 1991 a Scicli, la manifestazione ha toccato varie zone della provincia per approdare, nelle ultime edizioni, a Ragusa. Costaiblea era lo slogan per definire l’area degli iblei, – spiega il regista Vito Zagarrio – la Val di Noto, quella zona a vocazione cinematografica che ha ispirato Divorzio all’italiana, grande archetipo del cinema che usa il paesaggio (rurale e urbano) ragusano, Gente di rispetto, Porte aperte, Kaos, I ragazzi di via Panisperna, La donna della luna, L’uomo delle stelle, e tanti altri film”. La manifestazione si apre con la giornata dedicata a Divorzio all’italiana, di cui celebriamo quest’anno i Cinquant’anni. Nel 1961 si girava infatti a Ragusa questo capolavoro di Germi, la cui location era stata suggerita dal regista ragusano Enzo Battaglia, che il festival ha già celebrato due anni fa. A Divorzio all’italiana il festival dedica addirittura un volume, che raccoglie le cronache di un giornalista che fu anche protagonista di una famosissimo cammeo, Giovanni Pluchino. Giorno 10 sarà consegnato il Carrubo d’oro a Dario Argento l’unico regista italiano cult di horror e giallo. Al Maestro Argento verrà dedicata una preziosa retrospettiva, saranno proiettati infatti, nel corso della manifestazione, film che appartengono al patrimonio della filmografia nazionale come Suspiria, Il gatto a nove code, Profondo rosso e, in anteprima, Giallo, ultimato nel 2009. L’altra linea di quest’anno è il nuovissimo cinema italiano, con un Premio Rosebud, a Ivan Cotroneo, noto sceneggiatore al suo esordio come regista con La kryptonite nella borsa, e a Roan Johnson per I primi della lista, film prodotto dalla Palomar. Infine le anteprime siciliane, come il documentario La voce del corpo di Luca Vullo e il film di Manuel Giliberti, Un milione di giorni, girato in provincia di Ragusa.

IN AIUTO DELLE POPOLAZIONI DEL MESSINESE

Anche la provincia iblea si è mobilitata per venire in aiuto della popolazione del Messinese duramente provata dall’alluvione che ha causato gravi danni e soprattutto perdite di vite umane. Da Ragusa è stata raccolta immediatamente la richiesta di aiuto lanciata dal Comitato provinciale della Croce Rossa di Messina e domenica scorsa, è partito un camion carico di beni di prima necessità e derrate alimentari, che è stato consegnato nel messinese. Poi i beni sono stati distribuiti alle famiglie bisognose e maggiormente colpite. Nelle zone colpite si è recato anche un gruppo di giovani ragusani che stanno dando vita ad una staffetta per dare un aiuto. Nel fine settimana una quindicina sono stati impegnati a Saponara, un paio di giorni fa in sei sono stati a Barcellona. “Lì – spiegano – abbiamo spalato il fango da un garage ed abbiamo cercato di aiutare un quarantenne la cui casa era stata invasa sempre dal fango. Da anni accumulava dischi e la sua opera è andata praticamente distrutta”. Le iniziative di questo gruppo di giovani proseguono. Per maggiori informazioni e per contatti chiamare il numero 320.8350566, oppure scrivere una email a mariodastacontattare su Facebook Mario D’Asta.

RAGUSA, LA VITTORIA DEL PUNTERUOLO ROSSO

La vittoria del punteruolo rosso è solo una questione di tempo. Perché le amministrazioni locali, che hanno pochi soldi, stanno già abdicando. Qualche Comune ibleo fa prevenzione, ma l’impegno economico è quasi “ridicolo”. A Pozzallo, il Comune ha fatto una convenzione con una ditta, ma è una mosca bianca. A Vittoria, il Comune ha speso alcune migliaia di euro. Ma c’è il problema di villa Salina, uno dei più grandi vivai naturali di palme d’Europa, che sta “morendo” inesorabilmente sotto la scure del coleottero dal punteruolo rosso. “A distanza di un anno dalle nostre iniziative di sensibilizzazione – spiega Nuccia Fontana, rappresentante del circolo Legambiente di Vittoria – la situazione non è cambiata. I Comuni ragusani sono senza soldi. La legge regionale che doveva finanziare gli interventi è senza copertura e il tesoro arboreo di villa Salina rischia di scomparire per sempre”. Anche la Provincia sta per gettare la spugna. L’assessore provinciale allo sviluppo economico Vincenzo Muriana, che l’11 agosto con entusiamo annunciava la riunione con tutti i sindaci per andare a firmare un protocollo d’intesa, adesso parla della problematica come se già si fosse già arrivati alla resa. “Quando si stava per firmare il protocollo, i sindaci davano per scontato che la Provincia destinasse dei soldi – dice l’assessore Muriana – ma il nostro ruolo è stato esclusivamente di promozione e coordinazione: i soldi devono metterli i Comuni”. Il risultato è stato che non si è sottoscritto alcun accordo. Così mentre il punteruolo dilaga, gli enti locali agiscono a macchia di leopardo, e con interventi minimi, rispetto a ciò che servirebbe per debellare il problema. Lunedì mattina, ad esempio, il Comune di Ragusa ha proceduto ai trattamenti sulle palme di Ibla, che sono in tutto 75, tra quelle dei Giardini iblei e quelle di piazza Duomo. Sinora ne è morta solo una, nel quartiere barocco, a causa dell’insetto killer. La lotta è dura. Perché a livello locale non si attua l’endoterapia con i feromoni, che attirano in trappole mortali il temibile coleottero. Poi non esiste un trituratore in provincia di Ragusa. Così accade che il piano dell’eliminazione dei residui vegetali derivati dalle palme infestate e abbattute, si fermi all’estirpazione. I pezzi di palma abbattuta vengono portati nei centri di raccolta di contrada Nunziata a Ragusa e di Marina di Ragusa, e poi i camion della Busso li portano in provincia di Catania, per la triturazione. Nel frattempo, per il punteruolo femmina, capace di volare e di percorrere cento chilometri in un giorno, è uno scherzo decollare dai pezzi di una palma, che per settimane resta in un centro di raccolta, e atterrare in altre palme presenti nella città. “Cisternazzi, Puntarazzi e altre zone dell’altipiano sono più infestate – ammette il dirigente del settore verde al Comune di Ragusa Franco Galfo -, mentre per quanto riguarda il nostro patrimonio, cioè quello pubblico, è sotto controllo”. Ma intanto nel cantiere del parcheggio di piazza del Popolo, da un anno c’è una palma attaccata dal punteruolo e nessuno l’ha rimossa. Nel frattempo le altre tre palme vicine, sembrano accusare i sintomi dell’attacco da punteruolo rosso. “Le altre palme all’interno del cantiere hanno solo sofferto di stress, per problemi alle radici – spiega Galfo -. E in ogni caso noi non possiamo agire all’interno del cantiere”. E quelle di piazza del Popolo che sono patrimonio comunale? “Buona parte delle palme di piazza del Popolo presentano i sintomi dell’attacco del coleottero in corso – sostiene l’agronomo ragusano Guido Mezzasalma – e per salvarle si è ancora in tempo: basterebbe fare i trattamenti del caso, che i vivaisti della nostra città conoscono benissimo. Infatti, tutti sanno che nessuna palma muore all’interno di un vivaio”. C’è da dire che le palme situate nel giardino interno del vicino ospedale Civile, che non sono state sottoposte ad alcun tipo di stress, come quelle del cantiere del parcheggio interrato, sembrano non passarsela meglio delle loro simili. E pare che sulle palme dell’ospedale non sia stata fatta prevenzione. “Infatti c’è anche questo problema – dice ancora Galfo – su piazza del Popolo non stiamo facendo trattamenti. Fare prevenzione, quando a pochi metri il punteruolo rosso agisce indisturbato, può risultare inutile”. L’agronomo Mezzasalma sottolinea che il momento attuale è quello migliore nel quale intervenire per combattere l’aggressione. “Con l’abbassamento delle temperature il coleottero ha minori difese”, spiega l’esperto. E’ difficile credere che si possa riuscire a difendere questo patrimonio naturale quando la politica del verde, attuata in una città come Ragusa, si limita alla decorazione delle rotatorie, senza mai prevedere la piantumazione di nuovi alberi, che darebbero ossigeno ad una città sempre più strozzata dal cemento.

DISCARICA DI PETRAPALIO, A BREVE I FONDI PER LA MESSA IN SICUREZZA

A breve, sarà realtà la messa in sicurezza di emergenza della ex discarica di c.da Petrapalio, grazie al decreto di finanziamento del Dipartimento regionale dell’Acqua e dei Rifiuti della Regione siciliana, in favore della Provincia di Ragusa, con il quale è stato disposto l’impegno di spesa per la realizzazione dell’opera. L’importo finanziato, rimodulato a seguito del ribasso d’asta, a fronte degli iniziali 900.000 euro, è pari a 742.657,43. “Finalmente – afferma Salvo Mallia, assessore provinciale al Territorio, Ambiente e Protezione Civile – giunge al termine l’iter burocratico che ci permetterà di consegnare alla città di Scicli e all’intera collettività un sito pienamente fruibile. Un doveroso ringraziamento va a Carmelo Giunta, dirigente del settore 9, Valorizzazione e Tutela Ambientale, ed al suo gruppo di lavoro, che hanno permesso, in tempi celeri, il raggiungimento di un obiettivo così importante e che continueranno a vigilare sulle procedure di realizzazione dell’opera al fine di assicurare il completamento nei tempi previsti. Mi preme ricordare che alla Regione giace un progetto, ancora in attesa di finanziamento – ha affermato Mallia -, per la messa in sicurezza del sito di c.da Gisirotta e si sta lavorando su altre progettazioni, tra l’altro quasi ultimate, che potrebbero permettere di migliorare ulteriormente il territorio ibleo. Certamente, anche in questi casi, un intervento unitario contribuirà a raggiungere l’obiettivo nell’esclusivo interesse della collettività”, ha concluso l’assessore provinciale Salvo Mallia.

ESCURSIONE A MEGARA HYBLAEA

Il Club alpino italiano di Ragusa organizza per domenica 4 dicembre un’escursione al sito archeologico di Megara Hyblaea. La mattinata sarà dedicata ai settori B e C del Museo archeologico Paolo Orsi di Siracusa, mentre nel pomeriggio sarà possibile visitare il sito di Megara, nella baia di Augusta. Info su www.cairagusa.org;

SCOGLITTI, ATTI DI VANDALISMO

Atti di vandalismo a Scoglitti. A denunciarli è il consigliere comunale Salvatore Avola che segnala la presenza di alcuni gradini frantumati nella scalinata che da via Messina porta alla parte bassa della piazza Sorelle Arduino. “La distruzione dei gradini – sostiene Avola – è da ricondurre, presumibilmente, al passaggio di alcuni motociclisti che praticano l’enduro, abusivamente, sia per il centro di Scoglitti che per la riserva naturale del Pino di Aleppo di c.da Salina e le campagne vicine. Fatti che sconcertano e che riportano alla mancanza di educazione civica, non solo in chi pratica certe nefandezze urbane ma anche in chi vede e non denuncia. Mi rivolgo direttamente alle forze dell’ordine conclude il consigliere Avola -, affinché vengano inaspriti i controlli sul territorio di Scoglitti e nelle campagne vicine”.

Ergasterion-fucina di archeologia

Le campagne iblee disseminate di “torcularia” Vasche comunicanti, ricavate nella pietra e giustapposte seguendo la pendenza del terreno: i “torcularia” sono presenti in gran numero nelle campagne del Val di Noto, specialmente nei pressi dei centri abitati. La vasca superiore fungeva da catino per la pigiatura, mentre in quella inferiore si versava per tracimazione il mosto o l’olio. Nei pressi delle vasche lapidee spesso sono stati ritrovati alcuni filatteri, o delle epigrafi, che riportano gli scongiuri fatti dal contadino o dal proprietario terriero per evitare la cattiva resa. Venerdì sera l’auditorium san Vincenzo Ferreri di Ibla ha ospitato il terzo appuntamento di “Ergasterion – Fucina di archeologia”, ciclo di incontri promosso dall’associazione SiciliAntica, incentrato sull’archeologia della produzione delle antiche società, che oggi più che mai è un mezzo utile a comprenderne l’organizzazione. I lavori sono stati moderati dall’archeologa Ornella Bruno. E’ stato Giovanni Bellina, past president di SiciliAntica, a presentare uno studio in progress riguardante i “torcularia” (è prevista la mappatura dei luoghi di rinvenimento), detti in siciliano “cuonzi”, usati anche come trogoli. A volte si trovano insieme le vasche del palmento e la base della pressa. Palmenti e torchi erano, dunque, a servizio di vigneti e oliveti. Della conservazione del pesce nel mondo antico ha, invece, parlato Annunziata Ollà, funzionario archeologo della Soprintendenza di Messina mettendo a confronto gli impianti della Sicilia per la produzione e la lavorazione del pescato con quelli esistenti nella zona africana e spagnola. Delle antiche latomie costiere del siracusano ha parlato Alessandro Rustico, specializzato in Archeologica classica all’Università di Bari, ricordando le antiche tecniche di estrazione: la “pointillé” (tramite fori paralleli e pressione manuale); l’uso di cunei metallici o lignei; la tecnica mista con il piccone. In evidenza anche il trasporto dei blocchi che avveniva, tramite imbarcazioni, dal luogo di estrazione fino al cantiere in cui si impiegavano. “Questo spiega – sottolinea Rustico l’ubicazione delle latomie prossima al mare”.

Sbloccato finanziamento discarica Pietrapalio

A breve la discarica di Pietrapalio a Scicli sarà bonificata. A dare la notizia è l’on. Roberto Ammatuna che è riuscito a sbloccare il finanziamento di oltre 900 mila euro da destinare alla bonifica della discarica dismessa. Il dipartimento acque e rifiuti dello assessorato regionale del Territorio e ambiente ha trasmesso il mandato alla Ragioneri per la registrazione e sarà presto firmato.

Salva la riserva Pantani Tar di Catania respinge le sospensive

Legambiente esprime grandissima soddisfazione per le recenti ordinanze emesse dal Tar Catania con cui sono state respinte le richieste di sospensiva del decreto istitutivo della Riserva naturale “Pantani della Sicilia sud Orientale” nei territori di Pachino, Ispica e Noto. I ricorsi erano stati presentati da alcune associazioni venatorie, dal Comune di Pachino, dal Consorzio del Pomodorino e dalla ditta Spatola. “Si tratta di una grande giornata nella quale sono prevalse le ragioni della Natura rispetto agli interessi settoriali – dichiara Angelo Dimarca responsabile regionale del dipartimento Conservazione Natura di Legambiente Sicilia -. Le ordinanze sono chiare e non si prestano ad alcuna interpretazione equivoca: la Riserva naturale resta, la sua istituzione è legittima e non causa danni gravi ed irreparabili, le attività oggi esistenti della ditta Spatola, limitatamente alla zona di Longarini, possono continuare. Il Consorzio del Pomodorino è stato pure condannato a pagare le spese legali. Prevalgono così le ragioni della tutela – aggiunge il rappresentante di Legambiente – di un’area di interesse internazionale per la presenza di specie di uccelli rare e minacciate, come dimostrato dai provvedimenti di tutela dell’Unione Europea e dagli autorevoli studi dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca Ambientale”.

Manutenzione spiagge iblee

Il reperimento e l’utilizzo di materiale sabbioso per la manutenzione delle spiagge è stato oggetto, nei giorni scorsi, di un incontro tecnico tenutosi presso la sede dell’assessorato Provinciale al Territorio, Ambiente e Protezione Civile. Voluto dall’assessore Salvo Mallia, alla luce della necessità di provvedere alla periodica manutenzione e risistemazione delle spiagge della costa provinciale, tale attività dovrebbe essere esplicata con il versamento di sabbia omogenea a quella presente nei nostri litorali e proveniente dagli anomali accumuli a ridosso delle strutture portuali esistenti lungo la costa ragusana, ovvero, provenienti dal dragaggio dei porti stessi. Nel corso della riunione Mallia ha evidenziato la necessità di una collaborazione attiva tra i Comuni e la Provincia al fine di potere utilizzare al meglio il materiale disponibile. I comuni di Santa Croce Camerina, Scicli e Pozzallo hanno espresso il loro parere favorevole all’iniziativa e la loro disponibilità a mettere a disposizione dell’assessorato provinciale gli eventuali quantitativi di sabbie che, successivamente all’esecuzione dei rispettivi interventi di ripascimento in programma, saranno disponibili e prelevabili nelle aree di accumulo, mentre il delegato di Vittoria si è impegnato a verificare tale disponibilità presso il sindaco.

 

Salva la riserva Pantani. Tar di Catania respinge le sospensive

Legambiente esprime grandissima soddisfazione per le recenti ordinanze emesse dal Tar Catania con cui sono state respinte le richieste di sospensiva del decreto istitutivo della Riserva naturale “Pantani della Sicilia sud Orientale” nei territori di Pachino, Ispica e Noto. I ricorsi erano stati presentati da alcune associazioni venatorie, dal Comune di Pachino, dal Consorzio del Pomodorino e dalla ditta Spatola. “Si tratta di una grande giornata nella quale sono prevalse le ragioni della Natura rispetto agli interessi settoriali – dichiara Angelo Dimarca responsabile regionale del dipartimento Conservazione Natura di Legambiente Sicilia -. Le ordinanze sono chiare e non si prestano ad alcuna interpretazione equivoca: la Riserva naturale resta, la sua istituzione è legittima e non causa danni gravi ed irreparabili, le attività oggi esistenti della ditta Spatola, limitatamente alla zona di Longarini, possono continuare. Il Consorzio del Pomodorino è stato pure condannato a pagare le spese legali. Prevalgono così le ragioni della tutela – aggiunge il rappresentante di Legambiente – di un’area di interesse internazionale per la presenza di specie di uccelli rare e minacciate, come dimostrato dai provvedimenti di tutela dell’Unione Europea e dagli autorevoli studi dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca Ambientale”.

 

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