19-10-2017
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Archivio della categoria: Ambiente

SANTA CROCE CENTRO DI RACCOLTA DELLA PLASTICA

Il centro di raccolta è il primo tassello per salvaguardare l’ambiente e per ridurre i costi di smaltimento delle aziende serricole di Santa Croce. Occorre, altresì, che anche gli agricoltori debbano fornire il proprio apporto in termini di collaborazione. Una grande struttura, con un’area di stoccaggio, all’ingresso di Punta Braccetto, gestita dall’Irpav di Vittoria, per la raccolta e lo smaltimento non solo della plastica ma di tutti i rifiuti utilizzati in agricoltura. “Dobbiamo definire con i dirigenti dello Irpav – dice Guglielmo Occhipinti, portavoce dei gruppi d’acquisto – gli ultini dettagli di questo accordo. Si tratta di una collaborazione importante per le nostre imprese che a titolo gratuito potranno conferire i rifiuti. Si tratta di capire in che modo la plastica dismessa sarà conferita e quali vantaggi, in termini economici, le aziende avranno”. Un’emergenza ambientale che potrà, dunque, essere risolta. “La plastica dismessa e il polisterolo hanno inquinato l’ambiente – aggiunge – vogliamo evitare tutto ciò e dare un contributo positivo al nostro territorio”.

CHIARAMONTE ONORA ANTONINO DI VITA

Manifestazioni di affetto e riconoscenza tributate dalla città di Chiaramonte Gulfi alla memoria di Antonino Di Vita archeologo e studioso. Il paese montano si prepara allo evento di sabato prossimo. Alle ore 10,30 a Palazzo di Città: corteo delle autorità, studenti, cittadini, amici verso la casa natale; Piazza Giovanni XXIII: cerimonia di scopertura della lapide commemorativa ed intitolazione della via (già Roma). Alle 16.30 presso la sala Leonardo Sciascia incontro sul tema “Antonino Di Vita l’uomo e l’opera” moderatore onorevole Giorgio Chessari, presidente del Centro Studi “Feliciano Rossitto” di Ragusa. Introdurrà i lavori l’avvocato Giuseppe Nicastro, Sindaco di Chiaramonte, interverranno Vincenzo La Rosa, Giovanni Di Stefano, Nicola Bonacasa, Maria Antonietta Riz

STATI GENERALI DEL VOLONTARIATO DI PROTEZIONE CIVILE

Giuseppe Occhipinti, presidente del Nucleo Cives della provincia di Ragusa, parteciperà agli Stati Generali del Volontariato di Protezione civile che si svolgeranno a Roma il 13 il 14 ed il 15 aprile, sotto l’alto patronato della Presidenza della Repubblica. Sarà il Capo Dipartimento della Protezione Civile, Franco Gabrielli, ad aprire i lavori, alla presenza del Presidente Giorgio Napolitano, venerdì 13 aprile alle ore 16, presso l’Aula Magna della facoltà di Lettere e Filosofia dell’università degli Studi Roma Tre. A chiudere la prima giornata di lavori sarà il presidente del Consiglio Mario Monti.

VISITA GUIDATA A PALIKE’

L’Archeoclub di Ragusa organizza una visita guidata presso il sito archeologico di Palikè (Mineo). La partenza è prevista domenica 22 aprile alle ore 7,15 dal piazzale dell’impianto sportivo di contrada Petrulli a Ragusa. Per iscrizioni e informazioni contattare Enzo Piazzese, presidente dell’Archeoclub, ai numeri 0932.623231, 348.2229891 oppure all’email enzopiazzese

 

No alla John Lennon Valley

La giunta municipale di Ragusa, dietro proposta dell’associazione Laocoonte (facente capo a Filippo e Maria Giudice, da anni abitanti a New York), ha cambiato il nome da Cava Gonfalone a John Lennon Valley. La scelta non piace affatto al Movimento Città che scrive: “Il nostro giornale, il Voltapagina, si era subito occupato del caso e lo stesso avevano fatto le telecamere della nostra trasmissione Sottozero, recandosi in loco e constatando lo stato dei luoghi. Per favore non propinateci anche la John Lennon Valley! La toponomastica è l’insieme dei nomi attribuiti alle entità geografiche ed il loro studio storico-linguistico. Non è l’individuazione capricciosa e causale di nomi di fantasia scaturiti dal nulla. E’ per questo che noi non vogliamo – scrivono gli aderenti al Movimento Città – che la Cava Gonfalone si chiami John Lennon Valley. Qual è lo studio storico e linguistico che ha promosso tale mutamento? Qual è la ragione di una scelta così scellerata? Quale è l’obiettivo che ci proponiamo di raggiungere? Ma ci pensate se il sindaco Renzi di Firenze un giorno decidesse di mutare il nome dell’Arno chiamandolo Freddy Mercury River? Oppure ad Agrigento la Valle dei Templi mutasse il proprio nome in Claudio Villa Valley? Per piacere risparmiateci quest’ennesima fandonia. Lasciate – scrive il Movimento Città – Cava Gonfalone così com’è. Non toccatela e non massacratela con iniziative scellerate e senza senso. Nel corso di decenni nelle cave S.Domenica e Gonfalone sono stati spesi – ricorda il Movimento Città – decine di milioni di euro per interventi non inglobati in un serio ed unitario progetto di fruizione delle vallate. Sono stati sperperati ingenti denari per la realizzazione di sentieri, illuminazioni, panchine e consolidamenti che oggi appaiono non fruibili e persino distrutti dall’incuria. Nella Cava Gonfalone c’è anche un teatro già realizzato e mai utilizzato né reso fruibile. Le poche risorse che abbiamo spendiamole per rendere fruibili le due vallate anche con semplici sentieri puliti e un pò meno spazzatura. O davvero dobbiamo credere che frotte di turisti si precipiteranno a Ragusa – scrive il Movimento Città – appena sapranno che la vecchia Cava Gonfalone ha mutato nome in Lennon Valley?”.

No Muos, intervento della Cgil

“Il dibattito che si è acceso nella nostra provincia sulla costruenda stazione per il sistema di comunicazione ad alta frequenza della Nato, meglio nota come Muos, all’interno della riserva naturale di Niscemi, ha avuto prese di posizione nette e chiare nel Consiglio Provinciale, nel Sindaco di Vittoria e nei comitati no Muos che si sono costituiti nella città di Vittoria”. Questa l’opinione del segretario della Cgil, Giovanni Avola, che così continua: “Ritengo che il giudizio sui pericoli del Muos deve essere espresso dalla comunità iblea attraverso i consigli comunali e il pronunciamento delle forze sociali e quindi sottratto alla strumentalizzazioni dei singoli. L’impatto del Muos è sicuramente devastante per il nostro comprensorio come testimoniano una miriade di pareri espressi da autorevoli accademici e delle agenzie specializzate. Danni ambientali incalcolabili, possibili interferenze con i sistemi di volo dell’aeroporto di Comiso di prossima apertura, pericoli enormi per la salute per via dell’esposizione ai campi elettromagnetici. Le valutazioni tecnico-scientifiche condotte dall’Arpa Sicilia sono, a parere degli esperti, contraddittorie e carenti. Bisogna immediatamente chiedere – scrive il segretario generale della Cgil – la sospensione del protocollo d’intesa siglato tra Regione Siciliana e Ministero della Difesa nel giugno 2011, per consentire un monitoraggio delle sorgenti di campi elettromagnetici nel nostro territorio e una verifica sul reale impatto della stazione Muos su tutto l’ecosistema. La conferenza dei sindaci allargata alle forze sociali appare la sede più idonea – conclude il segretario della Cgil, Giovanni Avola – per affrontare l’intrigata e complessa vicenda Muos”.

Delegazione iblea per la manifestazione “No Muos”

Massiccia presenza iblea, a Niscemi, alla manifestazione, indetta dal “Comitato No Muos Sicilia”, per impedire l’installazione di una stazione di telecomunicazioni della Marina degli USA. Per l’occasione erano presenti anche i Giovani Democratici di Comiso. A Ragusa, nei giorni scorsi, è stato costituito il comitato locale “No Muos”presso la sede dei Libertari.

RAGUSA-CATANIA, LA CNA CHIEDE LA RIMOZIONE DEI DETRITI

“Due piccoli crolli lungo la Ragusa-Catania, in seguito ai danni del maltempo del 10 marzo scorso, uno vicino Vizzini, l’altro nei pressi di Francofonte, stanno determinando da qualche giorno – ha detto il presidente della Cna provinciale, Giuseppe Massari – una situazione di forte disagio per gli automobilisti, ma soprattutto per i camionisti che percorrono quotidianamente il suddetto tratto stradale”. Il presidente della Cna provinciale di Ragusa, Giuseppe Massari, lancia l’allarme, amareggiato per il fatto che, nonostante siano trascorsi già parecchi giorni, nessun segnale si registra che faccia presagire la rimozione dei detriti. “Ma se a Vizzini – chiarisce Massari – i disagi sono pressoché limitati, è semplicemente assurdo quanto sta accadendo nei pressi di Francofonte dove gli autotrasportatori, e non soltanto loro, sono costretti a deviare lungo le curve dell’antico tracciato, con tutto ciò che questo comporta. In più di un’occasione i mezzi finiscono col vedere spenti i propri motori ha detto ancora Massari – per non parlare della creazione di lunghe e interminabili code. A fronte di ciò, si rischia di lasciare immutata questa situazione per chissà quanto tempo visto che ancora nessuno sembra essersene interessato in maniera diretta. Per la provincia di Ragusa, che poteva contare su questo collegamento con Catania – ha detto ancora Massari -, con tutti i limiti che aveva, per essere a contatto con il resto dell’isola e del mondo, un’altra penalizzazione che ci lascia senza parole. Sono già molti gli automezzi che preferiscono il giro lungo, cioè l’autostrada che collega Catania a Siracusa, anche se devono raggiungere, ad esempio, i mercati dell’Ipparino. Avremmo capito se fosse crollato un ponte, ma spostare dei detriti dalla sede stradale è una faccenda che richiede così tanto tempo? Se lo chiedessero ad una delle nostre imprese, saremmo in grado, alla presenza delle opportune condizioni, di rimuovere il tutto nel giro di un paio d’ore. E di avviare – ha detto ancora il presidente della Cna subito dopo le opere per il ripristino. In tutto, insomma, una settimana di lavoro, a volere esagerare, e un intervento dal peso economico di circa diecimila euro. Ma davvero nessuno riesce a farsi carico delle esigenze delle nostre imprese che quotidianamente hanno la necessità di percorrere la Ragusa-Catania? Noi facciamo sentire forte la nostra voce – ha ribadito Massari, che chiede anche l’interessamento dei rappresentanti politici iblei – perché è arrivato il momento di non indugiare oltre. Siamo stanchi di questi continui ritardi che hanno un solo effetto, quello di fare perdere competitività al nostro territorio”.

 

Miglioramento sismico del Ponte Biddemi

Sul sito della Provincia regionale di Ragusa (www.provincia.ragusa.it) è stato pubblicato l’avviso per l’affidamento del servizio di progettazione definitiva ed esecutiva dell’intervento di miglioramento sismico del Ponte Biddemi lungo la S.P. 36, S. Croce – Marina di Ragusa, al Km 3. L’importo del progetto, finanziato dalla Protezione civile, è di 207.563,19 euro.

ATO AMBIENTE, DIETRO FRONT SUI 19 CO.CO.PRO

Ci hanno ripensato, sindaci e liquidatori, gli sarà sembrato brutto, visto il clima, transigere con i raccomandati in attesa di stabilizzazione. Dall’accorato appello di Giovanni Cosentini che riuscì a convincere l’intera platea sull’unica strada percorribile – trovare una soluzione interna – si è passati alla prudente attesa di un verdetto del giudice. In pochi mesi tutto è cambiato, ed anche a Ragusa la politica non può più esibire lo sfacciato privilegio come una prerogativa naturale e legittima. Il dibattito apertissimo sui confini della corruzione inizia ad imbarazzare persino la nostra classe politica. E così l’assemblea dell’Ato ambiente ha revocato la delibera del 7 dicembre scorso con cui si era deciso di procedere alla transazione – un accordo – con i 19 lavoratori a progetto il cui contratto è scaduto appunto a dicembre. Ricordiamo la forte presa di posizione da parte del partito democratico ragusano che ha avuto il merito di denunciare la pratica clientelare con cui gran parte di quell’assunzioni avvenne: nè merito, nè caso, nè concorso, bensì vicinanza amicale e parentale con gli amministratori della società che, come si sa, non ha mai gestito i rifiuti, e che da tempo deve essere liquidata.

NO MUOS, PRIMA RIUNIONE DEL COSTITUENDO COMITATO

Lunedì 19 alle 18,30 a Palazzo Iacono di Vittoria si terrà la prima assemblea del costituendo comitato No Muos. L’assemblea è stata convocata dal sindaco di Vittoria, Giuseppe Nicosia, di concerto con gli assessori Piero Gurrieri ed Enzo Cilia, rispettivamente alla Sicurezza e all’Ambiente. “Sono state raccolte le prime 31 adesioni al comitato promotore che – ha dichiarato il sindaco Nicosia -, nel corso della seduta del 19, sarà formalmente costituito e programmerà un intenso calendario di azioni di contrasto, in raccordo con i percorsi stabiliti a livello sovra comunale dal Comitato dei Sindaci, organismo presieduto dal sindaco di Niscemi”. “Prima dell’assemblea – ha specificato l’assessore Gurrieri – sarà possibile ad ogni formazione della società civile cittadina fornire tempestivamente il nominativo della persona delegata a far parte del comitato”, ha concluso l’assessore Gurrieri.

I FUNGHI DEGLI IBLEI

Venerdì 16 alle 18 presso la sede di Legambiente Il Carrubo di Ragusa, in via Umberto Giordano 55, si terrà un appuntamento de “I venerdì di Legambiente”, dialoghi su natura, ambiente e sviluppo sostenibile. Emanuele Brugaletta e Gioacchino Gurrieri dell’associazione micologica Bresadola di Ragusa parleranno de “I funghi degli iblei”.

CICLONE IN PROVINCIA DANNI A SCICLI

E’ stata soprattutto la fascia costiera ad essere colpita dalla furia del vento. Nella città di Scicli si sono registrati danni nel quartiere San Giuseppe-Altobello dove è crollata una tettoia, in via Calvario, angolo via Croce. Alberi sulla sede stradale a Gerrantini, sulla vecchia provinciale Scicli-Sampieri, e in via Valdo a Cava D’Aliga, dove sono intervenute due squadre di protezione civile. Il Comune ha disposto la chiusura del cimitero: nel sito si sono registrati vari danni, a causa degli alberi divelti. Le operazioni di intervento sono state coordinate dal responsabile comunale della protezione civile. Ingenti, e in corso di quantificazione, i danni in agricoltura. Il vento ha scoperchiato numerosi impianti serricoli. A Playa Grande il ciclone ha quasi completamente scardinato la copertura dell’impianto di carburante.

TRE DENUNCIATI A RAGUSA PER GESTIONE DI RIFIUTI NON AUTORIZZATA

Venerdì pomeriggio personale della polizia, appartenente alle unità operative di Polizia Ambientale e di Pronto intervento, ha effettuato accertamenti nell’area retrostante la villa Margherita, prolungamento di via Palermo, dove si era constatata la presenza “sospetta” di veicoli adibiti al trasporto di rifiuti. La polizia municipale ha accertato che sotto la scarpata di via Mariannina Schininà, era stata realizzata una sorta di “discarica” di rifiuti speciali pericolosi e non, costituita da rottami ferrosi, bombole di gas, accumulatori al piombo (batterie auto), elettrodomestici dismessi, cavi elettrici contenenti, forse, rame, fusti e reti metalliche, biciclette arrugginite, marmitte e una motoape piaggio in evidente stato di abbandono. La superficie circostante si presentava con ampie chiazze di olio parzialmente assorbite dal terreno, bulloni, dadi, residui di tubazioni in ferro, come se i luoghi fossero interessati, oltre a deposito incontrollato di rifiuti, anche ad operazioni di smontaggio di parti meccaniche. Nelle immediate vicinanze si trovavano in sosta due autocarri per trasporto cose carichi di rottami ferrosi e rifiuti di vario genere. Le indagini svolte e gli accertamenti eseguiti confermavano che il sito si era trasformato in un specie di centro di stoccaggio di materiale ferroso, ad opera di un gruppo imprecisato di cittadini di nazionalità rumena che, dopo avere raccolto rottami ferrosi in diverse aree della città, li depositavano nello slargo di via Palermo dove effettuavano operazioni di smontaggio dei rifiuti, separando le parti riutilizzabili (motorini di elettrodomestici, parti di motore) dalle parti non utilizzabili. Sono stati identificati i proprietari dei veicoli utilizzati per l’attività di trasporto dei rifiuti e quanti in quel momento svolgevano lavori di montaggio e smontaggio di materiale ferroso. Un fiat Ducato e una moto Ape sono stati rimossi e sottoposti a sequestro e tre rumeni sono stati denunciati alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ragusa per violazione del testo unico ambientale: A. M. di 35 anni, P.I. di 20 anni, B.F.C. di 22 anni. E’ stata rimossa un’autovettura Seat senza il parabrezza e mancante di parti essenziali. Tutti i veicoli rimossi erano sprovvisti di copertura assicurativa.

USCIRE DALLA CRISI? LA STRADA MAESTRA E’ ILLUMINATA DAL SOLE

Utilizzare il sole per uscire dalla crisi. Non è l’unica strada, ma è un intervento che potrebbe risultare utile. E’ quanto sostiene Legambiente che spiega come sulla base del cosiddetto decreto Monti sulle liberalizzazioni non si potranno più fare impianti fotovoltaici a terra, per cui gli investitori si rivolgeranno, come in parte stanno facendo, agli impianti sui tetti che godranno ancora per un anno di incentivi interessanti che uniti a costi dei pannelli in discesa (meno di 2000 euro/Kw per impianti da 20 kW, ancora meno per impianti più grandi) assicurano per 20 anni rendimenti dell’8-10%. “Un’idea praticabile – spiegano gli ambientalisti – è quella di costruire impianti fotovoltaici sui tetti di capannoni industriali, artigianali ed agricoli o in mancanza di soldi di affittarlo avendo in cambio energia gratis oppure un impianto fotovoltaico in regalo. Le imprese ne avrebbero solo vantaggi con riduzione dei costi oppure con aumento dei ricavi – precisa Legambiente -, il tutto senza anticipare nulla. In più questa soluzione risolverebbe il problema dello smaltimento dei tetti in eternit in quanto è previsto un contributo aggiuntivo nel conto energia quando si sostituiscono con fotovoltaico tetti in cemento amianto”. Legambiente aggiunge: “Per una maggior efficacia dell’intervento si potrebbero raccogliere le disponibilità ad affittare i tetti da parte delle imprese delle due zone industriali – dicono gli ambientalisti – e insieme offrire sul mercato decine di migliaia di mq. I capitali verrebbero da fuori come è stato per gli impianti fotovoltaici a terra, ma il lavoro resterebbe qui. Questa opportunità è aperta anche alle famiglie che non sanno come proteggere i risparmi”. Terza opportunità per far affluire investimenti, e quindi lavoro, è rappresentata dal risparmio energetico.

CEMENTIFICAZIONE AD IBLA, LA PROPOSTA DELLA SOPRINTENDENZA

Aumentare i livelli di tutela dell’area per evitare rischi di speculazione edilizia. La zona in questione è quella che circonda il quartiere barocco di Ibla. Un passaggio da una tutela due ad una tutela tre nel piano paesaggistico, con vincolo di totale inedificabilità. Il soprintendente, Alessandro Ferrara, individua questa possibile soluzione per mettere al riparo una delle aree più belle dal punto di vista paesaggistico da una possibile corsa alla cementificazione. I segnali, in tal senso, non sono buoni, vista la dettagliata segnalazione inviata dall’associazione Tutela terre d’Oriente all’assessorato regionale ai Beni Culturali e ambientali. “Le concessioni per la realizzazione di villette – spiegava l’associazione – sarebbero state rilasciate a società immobiliari straniere, a singoli cittadini stranieri che non sembrano svolgere l’attività agricola. Com’è d’altronde evidente considerato che i titolari delle concessioni edilizie sono cittadini stranieri e che i lotti di terreno sono di estensione minima (1 ettaro) dove nessun tipo di agricoltura può essere praticata in un’area di pascolo dove le aziende più piccole hanno di media 30 ettari. Il Sovrintendente avrebbe rilasciato le concessioni senza richiedere l’asseverazione da parte dell’Ispettorato agrario (secondo l’articolo 42 delle norme di attuazione del piano paesaggistico) o altro ente preposto circa il possesso del requisito di imprenditore agricolo professionale da parte del richiedente la concessione edilizia. La Soprintendenza nel rilasciare i pareri positivi ha condizionato non alla coltivazione ma alla manutenzione del fondo senza verificare il possesso del requisito di imprenditore agricolo professionale. Ma la manutenzione è altro rispetto alla conduzione”. Il soprintendente replica: “La concessione rispetta quanto previsto nel piano. Semmai occorre alzare il livello di tutela, in modo che in queste aree non si possa costruire”. Ferrara aggiunge: “Sulla base delle osservazioni, in alcune aree, il livello di tutela è stato abbassato. In queste, invece, come nella zona di Ibla, la tutela dovrebbe passare da due a tre”. Il dirigente dell’assessorato regionale aveva chiesto una relazione in merito a quelle concessioni e di valutare una possibile revoca, in autotutela. “Al momento le autorizzazioni rilasciate non sono state revocate – risponde Ferrara -. Stiamo fornendo una relazione dettagliata all’assessorato”. Un ripensamento potrebbe esserci sulla base del rafforzamento del livello di tutela, in modo da non compromettere le aree in modo irreversibile. Nei giorni scorsi, a Palermo, un incontro tra Ferrara, i dirigenti dell’assessorato ed i responsabili delle associazioni ambientaliste. Si punta, come detto, a bloccare sul nascere speculazioni di ogni tipo, ponendo i vincoli di inedificabilità. Ma la questione delle costruzioni in zona agricola rimane comunque un problema non risolto, con gli ambientalisti che sostengono chiaramente che, in quelle aree, si costruiscono solo edifici a servizio del fondo. Di diverso avviso il Comune di Ragusa. E non poche sono le segnalazioni degli ambientalisti alla Procura che segue con attenzione tutta la vicenda.

Aggiornato l’elenco delle spiagge iblee da adibire alla libera balneazione

E’ stato trasmesso all’assessorato provinciale Territorio e Ambiente Regione siciliana l’elenco aggiornato delle spiagge del litorale ibleo da adibire alla libera balneazione nel 2012. “L’elenco delle spiagge libere – spiega Giovanni Scucces, assessore provinciale al Territorio e Ambiente – è stato elaborato alla Conferenza di Servizi dello scorso gennaio, durante la quale la Provincia e i Comuni costieri hanno provveduto ad individuare le spiagge iblee ritenute idonee alla pubblica fruizione, tenendo conto dei parametri emanati dalla Capitaneria di Porto di Pozzallo”. “Devo evidenziare – conclude l’assessore – che se da parte di Provincia e Comuni sono stati rispettati gli adempimenti previsti dalla normativa in vigore, la Regione eroga con ritardo il contributo previsto per gli enti locali, creando difficoltà alle già asfittiche casse comunali”.

DOMENICA ECOLOGICA AL PARCO SERRA SAN BARTOLO

Domenica 12 febbraio si svolgerà la seconda domenica ecologica, organizzata dal Centro di Educazione Ambientale Qirat, al Parco Serra San Bartolo di Vittoria. L’evento offre l’opportunità di poter fare sport immersi nella natura, visitare il museo del carrubbo e della civiltà contadina e acquistare prodotti biologici direttamente dai produttori. Sarà organizzata anche una lezione di cucina senza glutine tenuta dall’Associazione “Amici della Celiachia” di Vittoria. Inoltre si ha la possibilità di pranzare scegliendo uno dei due menù vegetariani a dispozione e di degustare quindi prodotti tipici. Il costo, per chi vuole pranzare, è di 5 euro. Per informazioni e prenotazione pranzo: 3495187237.

Ragusa, cementificazione in verde agricolo ad Ibla: arriva uno stop dalla Regione

A seguito dell’esposto presentato da parte dell’associazione culturale Tutela Terre d’Oriente, in merito alle nuove costruzioni in verde agricolo in territorio di Ibla, il dirigente del servizio Piano paesaggistico dello assessorato regionale ai Beni Culturali, Michele Buffa, ha scritto una lettera con richiesta di chiarimenti al soprintendente di Ragusa, chiedendo di valutare anche la revoca in autotutela del provvedimento autorizzativo. Nella lettera, il dirigente dell’assessorato ha espressamente richiesto che la Soprintendenza svolga, “con l’urgenza del caso” una istruttoria per chiarire la vicenda. “Poichè il riscontro cartografico preliminare con le tavole di piano riferite ai livelli di tutela non consente a questo servizio – spiega Buffa -, non essendo stata trasmessa l’esatta localizzazione delle opere, di verificare il regime di tutela vigente nella porzione di territorio interessato, poiché tuttavia nella nota del Movimento Tutela Terre d’Oriente si riporta il livello di tutela 3 sul territorio interessato, confermato anche nel parere reso con la nota citata da codesta Soprintendenza, si richiede con la massima urgenza una relazione sulla questione sollevata”. Ma c’è di più, lo stesso Buffa scrive: “Si chiede di valutare contestualmente, alla luce di quanto sopra, e a meno delle verifiche sull’apparato normativo del piano e sulle relative cartografie, l’opportunità di procedere al ritiro immediato in autotutela del provvedimento emesso, prima che la prosecuzione dei lavori per la realizzazione in questione determini ulteriori conseguenze anche sotto il profilo del risarcimento eventualmente richiesto”.

Ato ambiente, il Pd scrive ai liquidatori

Nel corso di un partecipata riunione della Direzione provinciale, tenutasi giovedì, il Partito Democratico ibleo ha analizzato la situazione critica dell’Ato Ragusa anche alla luce della vicenda della stabilizzazione di 19 Co.co.pro. in “violazione di legge”. L’organismo ha approvato all’unanimità un documento fortemente critico sulla gestione Vindigni, sottolineandone mancanze e inefficienze, e ha definito il percorso e le azioni per il superamento dei guasti da essa prodotti. Si formulano nel documento precise richieste all’attuale collegio dei liquidatori “per una gestione efficiente della fase di liquidazione, per la revoca del provvedimento di stabilizzazione illegittimo, per la messa in sicurezza e l’ampliamento delle discariche e la risoluzione dei problemi per il conferimento dei Comuni, per il superamento di contenziosi e conflitti di interesse”.

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