23-05-2017
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Apre a Confindustria Ragusa lo “Sportello Tanzania”

confindustria logoIl successo di pubblico ottenuto dall’iniziativa, inaugurata dal Presidente dell’Associazione degli Industriali, Ing. Enzo Taverniti, e al quale hanno preso parte il Presidente regionale della Piccola Industria, Giorgio Cappello, e qualificati esponenti della migliore imprenditoria ragusana, ha prodotto l’attivazione di un apposito Sportello, che fornirà stabilmente informazioni e curerà i rapporti con l’Ambasciata di Tanzania, per le imprese che vorranno investire nel Paese africano, in un momento ideale per la consolidata stabilità politica di un sistema parlamentare pluripartitico, che da un decennio registra una media di crescita annua pari al 7%. “Oggi, – scrive Confindustria Ragusa – la Tanzania incoraggia, con varie e consistenti agevolazioni, investimenti nei più diversi settori: particolarmente richiesti sono quelli in agricoltura e nel relativo indotto manifatturiero, quelli nella produzione di energia elettrica anche da fonti rinnovabili, quelli nella costruzione e gestione di collegamenti viari e ferroviari e nel settore del turismo in tutte le sue forme. Come hanno testimoniato imprenditori ragusani che già operano in Tanzania, 40 milioni di abitanti in un milione di chilometri quadrati sono un mercato vergine da conquistare, e generano opportunità che, – scrive Confindustria Ragusa – grazie al rapporto privilegiato instaurato con l’Ambasciatore Msekela, potrebbero essere colte rapidamente e portate all’attivo dell’economia ragusana”.

Vertice delle unioni Cna della filiera delle costruzioni

Cna Cascone, Alecci, Scalone, SchininàUn articolato e dettagliato manifesto della filiera del settore delle costruzioni che tenga conto di tutte le mutate esigenze del comparto e, soprattutto, orienti verso le nuove tendenze progettuali, legate ad una rigenerazione urbana sempre più connessa alle tematiche ambientali. E’ questo il senso del vertice sul tema tenutosi alla Cna di Ragusa e promosso dalle Unioni di settore, Cna Costruzioni, Installazione e impianti, Produzione, alla presenza dei rispettivi presidenti, Bartolo Alecci, Maurizio Scalone e Antonio Cascone, con il responsabile provinciale Vittorio Schininà. Un appuntamento che intende lanciare un nuovo modo di programmare su un ambito di grande rilevanza strategica, come evidenziato dalla presenza del presidente regionale Cna Sicilia, Giuseppe Cascone, del presidente provinciale Cna Ragusa, Giuseppe Massari, con il segretario provinciale Giovanni Brancati. “La crisi è così devastante – afferma Cascone – che tutti siamo ormai convinti che non si potrà tornare indietro”. “Servono, piuttosto – aggiunge Massari – nuovi modelli sistemici. E’ necessario comprendere come affrontare queste difficoltà puntando sull’attivazione di nuovi percorsi”. E’ per tale motivo che Alecci sottolinea come “in questo settore la questione del frazionamento delle imprese, a causa dello scompenso tra domanda e offerta, risulti molto sentito. Sono proprio le suddette imprese, che non possono più sostenere determinati costi, ad essere costrette ad affrontare, ogni giorno, un problema strettamente correlato alla loro sopravvivenza”. Come venirne fuori? Una delle prime misure, secondo la Cna, è quella di monitorare con attenzione, all’interno dei vari Piani triennali in fase di attuazione da parte degli enti locali territoriali, tutte quelle opere pubbliche, nella maggior parte dei casi anche piccole, che, già cantierabili, possono contribuire ad immettere denaro in circolo. “Stiamo parlando, d’altro canto, di opere che si pongono un traguardo specifico – continua il presidente Alecci – quello della riqualificazione del territorio. Ecco perché, da parte nostra, è fondamentale mettere in campo interventi di pungolo che ci aiutino a fare sbloccare quelle stesse realtà strutturali che potrebbero essere realizzate e che, magari, restano invischiate nelle pastoie burocratiche”. In questa direzione, anche il fatto che, sempre secondo la Cna, numerosi fondi legati a finanziamenti europei restino, tuttora, lettera morta, è una questione da sottoporre agli enti competenti affinché si possa registrare uno sblocco complessivo delle procedure. “Siamo convinti che tutto ciò può essere semplificato – asserisce dal canto suo Scalone – ecco perché marcheremo stretti uffici e settori dove riteniamo che si possano produrre risposte efficaci”. L’altro punto cruciale ha a che vedere con il nuovo modo di abitare. “Con la riqualificazione urbana – sostiene Schininà – e, quindi, con una inversione di tendenza rispetto al passato, che poi deve anche tramutarsi in un atto di coraggio da parte degli enti locali nella fase di rivisitazione dei Piani regolatori generali (pensiamo, ad esempio, a strumenti come i Peep o i Piani particolareggiati) affinché all’interno di ciascuno tra questi possano essere calati piani integrati destinati alla creazione di eco-quartieri. E’ la nuova scommessa – ha detto ancora Schininà -. E ciò presuppone una conoscenza approfondita delle linee urbanistiche complessive da adottare da parte dei vari amministratori chiamati ad esercitare un ruolo specifico in tale direzione”. Per Scalone, poi, puntare ad “implementare il progetto di rigenerazione urbana e ambientale, è l’unico modo che ci resta – asserisce lo stesso Scalone – per continuare a sperare in un approccio del settore completamente differente dal solito. La visione complessiva che bisogna darsi ha a che vedere non con un singolo edificio, ma con intere zone delle nostre città che devono essere completamente riqualificate seguendo un progetto complessivo”. C’è poi l’argomento dell’analisi delle procedure che riguardano le piccole e medie imprese, procedure che rischiano di diventare, sempre secondo Cna, eccessivamente farraginose per tutti coloro che lottano con la crisi. “La gestione semplificata di alcuni modelli, come nel caso del Durc – spiega Antonio Cascone – è essenziale per favorire il ritorno ad un circuito virtuoso che altrimenti diventa vizioso e penalizza oltremodo ogni velleità di risalire la china da parte delle Pmi. Ci sono dei doveri a cui ogni azienda deve adempiere. Ma al contempo non si può dire che siano rispettati i tempi dovuti con riferimento ai diritti da fare valere. Pensiamo ad esempio ai pagamenti da parte della Pubblica amministrazione. Qualcosa dovrà cambiare. Altrimenti andremo sempre più indietro”, conclude Cascone.

Seminario per gli autoriparatori

Vincenzo CanzonieriGli autoriparatori migliorano la propria professionalità. Grazie anche alla partecipazione a seminari tecnici che, organizzati dalla Unione Servizi alla comunità della Cna, con il supporto e la consulenza di At Servizi Group, risultano indispensabili per avere l’opportunità di potere contare su professionisti sempre aggiornati e al passo con i tempi, considerando, tra l’altro, la rapida evoluzione della tecnologia anche nell’ambito delle quattroruote. E’ questo il senso dell’incontro che è stato introdotto dal presidente dell’Unione, Vincenzo Canzonieri, con il responsabile provinciale Giorgio Stracquadanio, mentre l’Ecipa Ragusa attraverso il direttore Vittorio Schininà ha provveduto ad individuare il formatore nella figura di Massimo De Rossi, uno dei tecnici più preparati e qualificati presenti nel settore. Il seminario si è concentrato sulle tecniche di diagnosi e riparazioni senza utilizzo di autodiagnosi. Occhi puntati, quindi, sui sistemi common rail di prima, seconda, terza e quarta generazione. Gli obiettivi formativi sono stati indirizzati a fare sì che potessero essere acquisite determinate competenze, da sviluppare e consolidare, con riferimento, tra l’altro, alla tenuta degli iniettori, all’efficienza della pompa alta pressione, all’efficienza dei regolatori di pressione e flusso, alla funzionalità del sensore pressione gasolio, al comando regolatore pressione, alla tenuta iniettore 900 bar e quant’altro. Un altro seminario è già stato promosso per il 12 dicembre e, anche in questo caso, per gli autoriparatori ci sarà l’opportunità di migliorare le proprie tecniche e conoscenze.

Cna: “Officine che operano in nero e atteggiamento prevaricante delle compagnie assicurative”

Vincenzo CanzonieriIl settore dell’autoriparazione sta subendo in modo significativo le conseguenze della crisi. Lo denuncia la Cna che scrive: “Qualche settimana fa è stato rilevato come nella nostra provincia il parco auto circolante non sia per nulla giovane. Questo potrebbe far pensare che meccanici, elettrauto, gommisti e carrozzieri abbiano un’attività intensa e dinamica dei loro servizi. Non è così. Nei fatti, invece, sono diminuiti i fatturati di molte imprese del settore autoriparazione, così come il personale delle stesse in diversi casi è stato licenziato. La crisi ha agevolato le officine che operano in nero. A questo, da qualche tempo, si è sommato anche l’atteggiamento prevaricante delle compagnie assicurative. Le stesse, oltre a invitare in modo quasi vincolante i propri assicurati a riparare le auto presso una rete personalizzata di attività fiduciarie (officine che spesso offrono prestazioni a tariffe non proprio in linea con i prezzi di mercato), liquidano i sinistri direttamente ai loro clienti. Questi o non riparano la loro auto, intascando i soldi che servono per i bisogni della famiglia, oppure – continua il dirigente Cna Enzo Canzonieri – iniziano a girare per le varie officine cercando di ottenere la riparazione al prezzo più basso possibile. Spesso il mezzo – dice Canzonieri – viene aggiustato alla meno peggio da autoriparatori che operano in nero e ad un prezzo stracciato. E’ veramente singolare: attività che hanno investito in capacità, professionalità, qualità, imprenditorialità, formazione, tecnologia, sicurezza nel lavoro, organizzazione, che consegnano un lavoro garantito, sono mortificate e umiliate da chi possiede un portafoglio significativo di utenti dell’automobile e sfrutta una leva importante, tanto da poter determinare qualsiasi condizione (facciamo presente che assicurare un qualsiasi mezzo è obbligatorio). Di quale libertà di mercato stiamo parlando? Le compagnie assicurative sono nate per assicurare, le imprese di autoriparazione per riparare i mezzi di trasporto. Ognuno deve fare il proprio lavoro: le assicurazioni devono liquidare i sinistri quando vanno liquidati, i carrozzieri – piuttosto che i meccanici, gli elettrauto o i gommisti – devono aggiustare le auto. Il tutto deve avvenire alla luce del sole: liquidando il sinistro a chi ripara l’auto il quale rilascia regolare fattura”. Per affermare questo semplice principio, la Cna presenterà una legge di iniziativa popolare e avvierà una raccolta di firme tra imprese e cittadini per sostenerla e promuoverla ai vari livelli istituzionali.

Gli imprenditori iblei incontrano l’ambasciatore della Tanzania

confindustria logoIl prossimo venerdì 25 ottobre, nella sede di Confindustria Ragusa, gli imprenditori iblei guidati dal presidente dell’Associazione, Enzo Taverniti, incontreranno l’Ambasciatore della Repubblica Unita della Tanzania in Italia, James Alex Msekela, con il suo collaboratore, Ayoub Jones Mndeme. L’Ambasciatore Msekela illustrerà le opportunità e gli incentivi che la legislazione del suo Paese offre agli imprenditori stranieri che volessero investire nei diversi settori economici, comprese le agevolazioni offerte a chi volesse investire nella realizzazione di strutture o impianti ricettivi.

Troppi ambulanti in giro, l’Ascom di Comiso sollecita il Comune a fare maggiori controlli

Salvatore Digiacomo presidente Ascom Comiso“Ma dove sono finite le regole? Perché nessuno interviene? Chiediamo  all’Amministrazione comunale di adoperarsi con azioni di monitoraggio e, soprattutto, di concertare con le associazioni di categoria quale la maniera più efficace per contenere il fenomeno”. E’ la perplessità manifestata dal presidente della sezione Ascom di Comiso, Salvatore Digiacomo, dopo avere ricevuto varie segnalazioni da parte degli associati per la presenza di numerosi ambulanti abusivi che non rispettano le regole e che determinano situazioni di concorrenza sleale a discapito di chi, invece, assolve con regolarità il pagamento dei tributi locali. Vari ambulanti, giorno dopo giorno, invadono la città determinando una situazione di malessere. “Una situazione – conclude – che ci ha fatto precipitare indietro di vent’anni”.

Comiso, assemblea dei titolari delle imprese nella sede Cna

Giovanni Calogero presidente della Cna di ComisoPartecipata e vivace assemblea dei titolari delle imprese artigiane insediate nell’area Pip di Comiso. L’incontro, tenutosi nella sede cittadina Cna e voluto dal presidente territoriale Giovanni Calogero, con la presenza del responsabile organizzativo, Giovanni Sallemi, e dei funzionari Giorgio Stracquadanio e Andrea Distefano, è stato caratterizzato dalla presenza del sindaco di Comiso Filippo Spataro, del vice Gaetano Gaglio, dell’assessore all’Ambiente, Vittorio Ragusa, e dell’assessore allo Sviluppo economico, Sandra Sanfilippo. Stilata una scaletta di interventi non più prorogabili: primo tra tutti il problema della messa in sicurezza dell’area. Per affrontare le problematiche e avere un maggiore controllo del sito, l’Amministrazione, per bocca del sindaco Spataro, si è impegnata a chiudere due delle entrate così da canalizzare il traffico presso l’arteria principale della struttura. La viabilità è un’altra emergenza da affrontare nell’immediato. Sulla questione è intervenuto il vicesindaco Gaetano Gaglio, anche qui assicurando interventi nei prossimi trenta giorni. L’assessore è intervenuto anche sul discorso della Tares e ha assunto l’impegno di diminuire la tariffa nei confronti delle attività produttive insediate. Anche l’assessore Vittorio Ragusa si adopererà con uno specifico cronoprogramma per restituire pulizia e decoro all’intera zona. Sulla questione dei numerosi lotti affidati, su cui, però, non è stato realizzato ancora nulla, ha detto la sua l’assessore Sandra Sanfilippo la quale, di concerto con la Cna, intende modificare lo attuale regolamento e trovare soluzioni per la definizione di una tempistica relativa alla realizzazione dei nuovi insediamenti.

Santa Croce, tiene ancora banco l’ordinanza che vieta le lattine

lattine e bottiglieVertice a Santa Croce tra Ascom e Comune. “Stiamo cercando di risolvere il problema. Anche a noi, operatori commerciali, preme la sicurezza. Ma in tempi di crisi vederci così limitati nella nostra azione potrebbe avere effetti deleteri. Da oggi, comunque, viene avviata una pagina nuova riguardo a questa vicenda. Con l’auspicio di trovare una intesa sostenibile tra tutte le parti in causa”. Così il presidente della sezione Ascom di Santa Croce, Carmelo Giudice, a proposito dell’ordinanza che vieta la vendita di bevande o alimenti in contenitori di vetro o lattine dalle 21 alle 7, adottata dal sindaco Franca Iurato e che, negli ultimi giorni, ha fatto molto discutere. Giovedì mattina, a palazzo di Città, alla presenza dello stesso primo cittadino, una folta delegazione dell’Ascom ha incontrato l’Amministrazione comunale. Per l’associazione di categoria, oltre a Giudice, erano presenti il vicepresidente sezionale Vitaliano Pollari, il presidente provinciale Fipe, Maurizio Tasca, il direttore provinciale Emanuele Brugaletta con Olivia Filippone e Vincenzo Gulino. Il Comune, invece, oltre che dal sindaco Iurato, era rappresentato dall’assessore Francesco Corallo, dal comandante della polizia municipale, Maria La Rosa, dal presidente del Consiglio comunale, Maria Zisa, e dall’esperto del sindaco Vincenzo Distefano. “Abbiamo chiesto per il futuro – ha sottolineato il direttore Brugaletta – maggiore concertazione e disponibilità nel tracciare percorsi comuni. Ci siamo riservati di suggerire alcune proposte, che potranno migliorare l’ordinanza, senza, per questo motivo, pregiudicarne gli effetti, nel rispetto delle posizioni di entrambe le parti e, per quanto ci riguarda, nel rispetto, soprattutto, della necessità della nostra categoria di sopravvivere a questa difficile ondata di crisi. Le proposte sono al momento al vaglio e, per tale ragione, non possono ancora essere diramate all’esterno. Ringraziamo il primo cittadino per la disponibilità manifestata”. Il sindaco Iurato, al termine dell’incontro, ha rilasciato la seguente dichiarazione: “Il nostro principale obiettivo è stato sempre quello di rendere la nostra cittadina ancora più vivibile puntando al necessario decoro. Prendo atto che l’associazione dei commercianti voglia percorrere questo tratto di strada assieme e mi pare che, per quanto riguarda questo aspetto, così come numerosi altri progetti che si vogliono attuare, è fondamentale che ci si possa muovere nell’auspicata direzione di una collaborazione a trecentosessanta gradi”.

Giuseppe Cascone confermato alla guida della Cna Sicilia

Giuseppe Cascone presidente regionale CnaLa Cna provinciale di Ragusa esprime grande soddisfazione per la riconferma, a Palermo, del ragusano Giuseppe Cascone alla carica di presidente regionale Cna Sicilia. A fare parte della presidenza regionale è stato altresì confermato il presidente provinciale Cna Ragusa, Giuseppe Massari. Inoltre, sono stati eletti nella direzione regionale i ragusani: Bartolo Alecci, Salvatore Bellina Terra, Angelo Modica, Maria Carmela Modica Belviglio e Giuseppe Santocono, mentre Giovanni Calogero è stato inserito nel collegio regionale dei garanti. In più, Maria Carmela Modica Belviglio tornerà a fare parte della presidenza nazionale dell’Unione Cna Benessere e Sanità, mentre Giuseppe Zago è stato eletto presidente nazionale del collegio dei garanti della Cna Pensionati nazionale.

La Cna di Ispica incontra i commissari liquidatori del Comune

Il presidente della Cna di Ispica Tonino CafisiUn meccanismo inconcepibile. Un vero e proprio gioco al massacro sulla testa dei fornitori. Così la Cna di Ispica definisce l’esito della riunione con i commissari liquidatori nominati a seguito del dissesto del Comune. Inaccettabili le prospettive per le piccole e medie imprese che vantano crediti nei confronti dell’ente locale. “I liquidatori ci hanno detto – spiega il presidente Cna Tonino Cafisi – che sono funzionari dello Stato mandati in una realtà amministrativa dichiarata fallita dal punto di vista del bilancio. Pertanto, accerteranno i debiti verso i fornitori e se tutto andrà bene saranno impiegati circa due anni e mezzo per corrispondere il dovuto a tutti. Per noi, un’amara delusione. Sappiamo, anche, che hanno inviato un quesito alla Corte dei conti e al ministero subito dopo l’insediamento ma ancora non hanno ricevuto risposta”.

ESCALATION DI FURTI NELLE ZONE RURALI

ColdirettiUna vera emergenza che rischia di avere effetti devastanti sulle aziende agricole. La escalation di furti nelle aree rurali sembra non avere fine. La Coldiretti ragusana, con il direttore Gerardo Forina e il presidente Gianfranco Cunsolo, chiederà un confronto con il prefetto Annunziato Vardè. Un tavolo istituzionale alla presenza dei rappresentanti delle forze dell’ordine. “Questi episodi sono sempre più frequenti – dice il direttore della Coldiretti ragusana, Gerardo Forina – e prendono di mira le aziende serricole di Scicli e Santa Croce passando per le imprese zootecniche di Ragusa. Ma anche il versante ipparino, da Comiso fino a Vittoria, è stato a messo a soqquadro. Si va dalla sottrazione di frutta e verdura ancora in campo al prosciugamento delle cisterne di gasolio, fino alla razzia di mezzi meccanici e fitofarmaci dal valore di migliaia di euro. In alcuni casi – ha detto ancora Forina – hanno devastato gli impianti serricoli per portare via le piantine di melenzane o di pomodoro appena innestate”. La Coldiretti invita le forze dell’ordine a monitorate le aree rurali, sempre più bersagliate da bande pericolose di malfattori che rischiano di mettere a repentaglio anche la sicurezza di chi spesso abita in aree isolate. “Il nostro timore è legato anche a gesti sconsiderati – aggiunge Forina – da parte di qualche imprenditore esasperato che possa farsi giustizia da sé o peggio ancora organizzare delle ronde notturne per vigilare i raccolti. Chiederemo al prefetto Vardè l’utilizzo di tutti gli strumenti utili per dare un segnale forte di presenza dello Stato e delle istituzioni alle imprese agricole”. Negli uffici della Coldiretti ragusana, negli ultimi giorni, le segnalazioni dei furti subiti dagli agricoltori si sono intensificate: non solo piccoli attrezzi ma anche trattori e attrezzi agricoli sono diventati il bottino preferito dai malviventi. Stimare la perdite subite dalle aziende della provincia è difficile, anche perché molti furti restano nell’ombra, ma si calcola che questo fenomeno nell’ultimo anno sia costato al settore un milione di euro.

La nuova presidenza provinciale della Cna di Ragusa si presenta

La presidenza provinciale della Cna di RagusaUna nuova squadra per affrontare le mille problematiche che attanagliano le piccole e medie imprese presenti sul territorio ibleo. Un documento che tocchi i punti sensibili dello sviluppo economico e determini una scaletta di priorità da risolvere. E’ questa la mission della presidenza provinciale della Cna di Ragusa che, venerdì mattina in conferenza stampa, dopo l’assemblea elettiva quadriennale di sabato scorso, ha indicato i percorsi che vuole affrontare per i prossimi quattro anni. L’organismo di presidenza è formato dal presidente provinciale Giuseppe Massari, con il segretario Giovanni Brancati, e dai componenti Bartolomeo Alecci, Salvador Avola, Tonino Cafisi, Carmela Dipasquale, Maria Carmela Modica Belviglio, Giuseppe Santocono, Giorgio Savarino e Maurizio Scalone. “Una squadra con un numero maggiore di componenti – hanno detto all’unisono Massari e Brancati – perché in crescita sono le problematiche che siamo chiamati ad affrontare. Ecco perché ogni membro della presidenza sarà delegato a seguire uno o più settori, per la analisi degli stessi in maniera dettagliata e poi assumere le decisioni collegialmente”. Tutto ciò, ovviamente, senza dimenticare la direzione provinciale e gli altri organismi dell’associazione con i quali si opererà in pieno raccordo. “Abbiamo oggi voluto presentare la nostra nuova squadra – ha affermato il presidente Massari – perché reduci dalle assemblee elettive territoriali in cui ci siamo resi conto delle necessità che ogni realtà manifesta. Ecco perché vogliamo prendere di petto i problemi e cercare di affrontarli nella maniera dovuta. Dallo agroalimentare al turismo, dalle infrastrutture all’artigianato, senza dimenticare la necessità di tracciare dei percorsi specifici per gli anni a venire. Come abbiamo sempre fatto, cercheremo di essere sempre all’avanguardia allo scopo di dare risposte alle piccole e medie imprese che oggi sopportano una tassazione pesantissima senza che, a fronte di ciò, si registrino ricadute o servizi all’altezza della situazione. Vogliamo – ha detto ancora Massari -, soprattutto, comprendere se lo Stato, la Regione, le istituzioni presenti in provincia vogliono che le piccole e medie imprese continuino ad operare oppure chiudano. Dobbiamo riflettere – ha detto Massari – sul fatto che le Pmi sono il cuore pulsante della creazione di ricchezza locale. Ed ecco perché è determinante anche combattere il fenomeno della concorrenza sleale in certi settori. Così come essenziale risulta essere lo sblocco degli appalti delle grandi opere e la difesa della territorialità affinché ad essere impegnati su questo fronte possano essere, in massima parte, le imprese di casa nostra”. I componenti della presidenza provinciale hanno sottolineato la necessità di ripartire con rinnovato slancio per esaminare da vicino tutte le questioni che restano ancora aperte. Martedì, la Cna provinciale di Ragusa sarà impegnata nell’assemblea elettiva regionale, per la quale Brancati e la Cna iblea auspicano la riconferma di Giuseppe Cascone a presidente regionale.

Ispica, prima riunione del coordinamento Cna

Il presidente della Cna di Ispica Tonino CafisiPrima riunione del rinnovato coordinamento territoriale della Cna di Ispica. Il nuovo presidente Tonino Cafisi ha proposto la creazione di un ufficio di presidenza in grado di coniugare rinnovamento ed esperienza rimarcando le priorità per le Pmi della città. I componenti della presidenza della Cna di Ispica sono: Tonino Cafisi (presidente), Pietro Canto, Bruno Armenia, Natale Sammito (presidente dei pensionati Cna), Corrado Covato, Piero Donzello responsabile del settore commercio, Giovanni Betta.

Cna: “La zona franca urbana una grande opportunità per Vittoria”

Giorgio Stracquadanio e Giuseppe Santocono“La zona franca urbana è una grande opportunità per il nostro territorio. Il silenzio che avvolge questa agevolazione rischia, però, di deprimere e di far perdere entusiasmo alle imprese che vogliono, malgrado la crisi, rilanciarsi grazie alle agevolazioni fiscali e contributive previste dagli aiuti”. Inizia così un comunicato stampa della Cna di Vittoria. Giovedì sera si è tenuta una prima riunione nella sede della Cna a cui hanno partecipato diversi titolari di imprese artigiane, e non, insediate all’interno dell’area, in particolare nelle zone artigianali. E’ stato comunicato che l’ufficio Sviluppo economico del Comune di Vittoria si è già attivato pubblicando nel sito dell’ente locale le planimetrie che delimitano l’area interessata dalle agevolazioni, il decreto e la circolare del ministero dello Sviluppo economico che fornisce i primi chiarimenti. “La preoccupazione che però è stata manifestata da più imprese – afferma il presidente della Cna di Vittoria, Giuseppe Santocono, con il responsabile organizzativo, Giorgio Stracquadanio – è come i tempi si stiano allungando notevolmente per quanto riguarda la pubblicazione del bando che permette di potere partecipare e accedere alle agevolazioni. Per questo si è sentita la necessità di costituire un gruppo che avrà il compito di coinvolgere l’amministrazione – hanno detto ancora Santocono e Stracquadanio – e sollecitare i parlamentari regionali e nazionali affinché l’assessorato regionale e il ministero di competenza si possano attivare in tempi ragionevolmente brevi per pubblicare l’avviso”. E’ stato fatto anche notare che Zfu non significa solo aiuti fiscali e contributivi ma anche riqualificazione di alcune aree. Su questo punto si è deciso di fissare un incontro urgente con l’assessore comunale alle Manutenzioni per trovare soluzioni per la zona artigianale e la strada che collega la stessa zona con un altro insediamento produttivo e il mercato ortofrutticolo, strada che, con la stagione delle piogge, in diversi parti si allaga.

I giovani avvocati dell’Aiga e l’accorpamento dei due tribunali

toga avvocatoLa sezione di Ragusa della Associazione Italiana Giovani Avvocati apprende con soddisfazione che il Sindaco della Città capoluogo, in ottemperanza al decreto del Ministero della Giustizia del giorno 8 agosto, ha comunicato al presidente del nuovo Tribunale provinciale la immediata disponibilità di alcuni locali del Palazzo Ina in Piazza San Giovanni per far fronte all’emergenza conseguente all’accorpamento della sezione distaccata di Vittoria e dell’ufficio giudiziario di Modica. “Già due anni fa – si legge in una nota dell’associazione giovani avvocati – avevamo invitato le istituzioni e la classe forense ad affrontare con solerzia il tema della revisione delle circoscrizioni giudiziarie, superando inutili campanilismi, allo scopo di arrivare pronti all’appuntamento del 13 settembre 2013 senza disagi e sospensione di attività. In quella occasione i giovani avvocati ragusani avevano individuato proprio nel Palazzo Ina, posto a poche decine di metri dall’attuale edificio del Tribunale, la sede naturale per l’ampliamento degli uffici giudiziari in città, sia per la sua vicinanza con il Palazzo di Giustizia sia per il beneficio economico del risparmio di spesa, trattandosi di edificio di proprietà comunale, con conseguente possibilità di dismettere costosi affitti attualmente pagati dal Comune di Ragusa. Oggi, – scrive l’associazione giovani avvocati – nel prendere atto dell’immediata disponibilità di tali locali, chiediamo la ragione per cui ad oggi non si è provveduto alla acquisizione dei locali, evitando la ricerca di altre impraticabili soluzioni, al fine di alleviare sin da subito i disagi che cittadini, funzionari e avvocati subiscono quotidianamente per effetto del disposto accorpamento”.

MASSARI E LA ROAD MAP DELLA CNA RAGUSA

Giuseppe Massari, al centro, durante l'assembleaGiuseppe Massari, riconfermato per acclamazione presidente provinciale della Cna di Ragusa, al termine dei lavori dell’assemblea elettiva quadriennale svoltasi sabato fino a sera, traccia la “road map” degli interventi che si rendono secondo lui necessari per il rilancio economico del nostro territorio. “Occorre finanziare – ha detto Massari – le opere infrastrutturali, soprattutto quelle già cantierabili, che sono numerose. Un elenco? Il braccio di ponente del porto di Pozzallo per evitarne l’insabbiamento e costruire la seconda banchina per abbattere le attese delle navi mercantili e per consentire alle navi da crociera di attraccare. E in più – ha detto ancora Massari – bisogna rendere operativi e funzionali i 200mila mq del retroporto già attrezzati ed urbanizzati. Dobbiamo completare subito la RosoliniGela, quindi non basta mandare in gara i tre lotti già finanziati, bisogna pensare – ha detto Massari – a ultimarli fino a Gela, e, meglio ancora, come dice il presidente Crocetta, fino a Porto Empedocle. Dobbiamo fare partire al più presto la Ragusa-Catania, peraltro già cantierabile e finanziata. Mi domando: cosa si aspetta ancora? Occorre finanziare, già da ora, il secondo stralcio dell’autoporto per servire, come è necessario, il più importante mercato ortofrutticolo del meridione d’Italia, cioè Vittoria, collegarlo con il porto di Pozzallo e con Catania Bicocca oltre alle altre realtà produttive dell’isola. Dobbiamo riuscire a fare finanziare e a fare partire, non solo a parole, tutta la viabilità attorno e a supporto dell’aeroporto garantendo l’intermodalità fra tutte le infrastrutture: aeroporto-autoportoporto di Pozzallo-porti di Marina, di Scoglitti e di Donnalucata, campi da golf, strutture e villaggi turistici. Senza dimenticare il terzo polo industriale già progettato e finanziato dalla, oramai vecchia, Asi di Ragusa, ora Irsap”. Assieme a Massari sono stati eletti gli otto altri componenti della presidenza provinciale. Si tratta di: Bartolomeo Alecci, Salvador Avola, Tonino Cafisi, Carmela Dipasquale, Maria Carmela Modica Belviglio, Giuseppe Santocono, Giorgio Savarino, Maurizio Scalone. L’assemblea ha inoltre nominato i 18 delegati all’assemblea regionale Cna Sicilia. Si tratta di: Antonio Cascone, Giuseppe Cascone, Francesco Cilia, Marco Errigo, Maria Carmela Modica Belviglio, Concetto Puccia (detto Massimo), Giuseppe Santocono, Maurizio Scalone, Giuseppe Massari, Bartolomeo Alecci, Salvador Avola, Salvatore Bellina Terra, Giovanni Calogero, Giovanni Micieli, Angelo Modica, Giovanni Nigro, Giorgio Savarino, Giovanni Vitale. I tre delegati all’assemblea nazionale della Cna sono, invece, Giuseppe Massari, Salvatore Di Rosa, Giampaolo Roccuzzo. “L’assemblea provinciale quadriennale – afferma il segretario provinciale Giovanni Brancati – rappresenta sempre un momento di grande confronto e di crescita per la nostra organizzazione. Anche in questo frangente in cui sono state gettate le basi per la creazione di un’idea che ci consenta di superare la crisi. Abbiamo, del resto, redatto un documento con caratteristiche ben precise in cui si avanzano richieste come la creazione di un piano straordinario per il lavoro, lo sblocco di opere pubbliche e – ha detto ancora Brancati -, soprattutto, di infrastrutture, la lotta agli sprechi per liberare risorse, il pieno utilizzo dei fondi europei, la sburocratizzazione, l’accesso al credito e il nuovo ruolo dei confidi, l’internazionalizzazione e la valorizzazione turistica del territorio”.

CNA RAGUSA, GIUSEPPE MASSARI RICONFERMATO PRESIDENTE

Il presidente provinciale Cna Giuseppe MassariL’assemblea elettiva quadriennale della Cna provinciale di Ragusa ha riconfermato Giuseppe Massari alla carica di presidente. Questi, invece, gli otto componenti della presidenza: Bartolomeo Alecci, Salvador Avola, Tonino Cafisi, Carmela Dipasquale, Maria Carmela Modica Belviglio, Giuseppe Santocono, Giorgio Savarino, Maurizio Scalone.

Assemblea elettiva quadriennale di Cna Ragusa

Assemblea elettiva provinciale il presidente nazionale Ivan Malavasi“Gli imprenditori del nostro Paese hanno acquisito un minimo di fiducia, pur non avendo numeri che consentano di concretizzare nell’immediato una ripresa. Ma la fiducia è uno degli elementi che consentirà il riavvio degli investimenti”. E’ il messaggio forte arrivato sabato mattina dall’intervento di Ivan Malavasi, presidente nazionale della Cna, durante l’assemblea elettiva quadriennale dell’associazione provinciale di Ragusa. Malavasi è intervenuto al termine della seduta pubblica a cui hanno partecipato i rappresentanti della deputazione nazionale e regionale dell’area iblea, delle associazioni di categoria e sindacali presenti sul territorio, degli ordini professionali, delle istituzioni in genere, dando vita ad un grande momento di confronto sui temi della crescita economica a livello locale. “Tra qualche giorno – ha aggiunto Malavasi – affronteremo i problemi legati alla composizione della nuova legge Finanziaria con il Governo Letta. Due gli obiettivi che ci poniamo: il primo è che non è possibile che noi non agganciamo la ripresa. Detta così sembra quasi che sia solo una questione di volontà. Ma in effetti è un problema di volontà e, soprattutto, di decisioni conseguenti legate – ha detto ancora Malavasi – alla competitività e produttività da realizzare nel Paese. Quelle poche risorse che avevamo dobbiamo concentrarle sul mercato interno – ha detto ancora Malavasi -, quindi abbassamento del cuneo fiscale, cioè del costo del lavoro, perché la gente possa spendere un poco di più. Mentre le risorse che arrivano in modo particolare dall’Europa devono essere destinate ad implementare un Paese che soffre, soprattutto, per la mancanza di infrastruttura e che sconta ancora difficoltà in termini di mobilità delle merci e degli uomini”. Per Malavasi, inoltre, “l’altro obiettivo, che può consentire una ripresa di fiducia nelle istituzioni, è una moralizzazione dell’ente pubblico, della politica, associata alla semplificazione di certe pratiche. Ci sentiamo troppo sudditi e poco cittadini. Dobbiamo invertire la tendenza”. L’avvio degli interventi è stato caratterizzato dalla relazione del presidente provinciale uscente, Giuseppe Massari. “L’assise odierna – ha detto Massari – è stata preceduta da ben 10 assemblee delle sedi territoriali e 8 delle unioni: abbiamo registrato una partecipazione massiccia, sono stati presenti oltre 1.500 associati, vi sono stati circa 250 interventi – ha detto ancora Massari – e sono emerse molte proposte interessanti”. Il presidente regionale Cna Sicilia, Giuseppe Cascone, si è soffermato sulla necessità di fare ritrovare lo slancio necessario a “una politica che, soprattutto nella nostra isola, rischia di essere sempre più disattenta alle esigenze delle piccole e medie imprese. Ci servono risposte importanti e ci servono subito – ha detto Cascone -. E’ necessario superare l’impasse di certe questioni burocratiche che, spesso e volentieri, si trasformano in un peso per la crescita economica”. Il segretario regionale di Cna Sicilia, Mario Filippello, ha esordito con uno slogan: “Sosteniamo le imprese per salvare la Sicilia. Perché ci troviamo ad affrontare un cambio epocale che può determinare – ha detto ancora Filippello – un avanzamento o un arretramento definitivo di questa nostra regione. Va cambiato il teorema che ha finora retto il sistema. Il lavoro non è quello pubblico. Il lavoro che deve avere diritto di riconoscimento è quello produttivo”. Il segretario provinciale Cna Ragusa, Giovanni Brancati, ha dato il via agli adempimenti elettivi affinché i delegati possano eleggere i nuovi organismi dirigenti.

La denuncia dei costruttori: la Regione approva solo 5 progetti presentati dall’Asi

Caggia ANCE RagusaIl Presidente di Ance, associazione costruttori di Ragusa, Sebastiano Caggia, commenta gli ultimi decreti dell’assessorato alle attività produttive. “Se la situazione non fosse così tragica ci sarebbe solo da ridere! Leggendo i decreti rimango basito: su 21 progetti presentati dall’ex-Asi di Ragusa (oggi Irsap) per un ammontare complessivo di oltre 45 milioni di Euro, solo 5 di essi, per circa 12 milioni, superano la fase di ammissibilità e risultano finanziati. Lo stupore, non risiede nel fatto che a Ragusa vengano lasciati gli spiccioli, oramai abbiamo capito che non c’è nulla da fare, bensì nelle motivazioni di esclusione: o manca una firma, o manca una dichiarazione del Responsabile del Procedimento, o manca un parere, o manca un elaborato! Tutte clausole previste a pena di esclusione nei rispettivi bandi di partecipazione ai quali, per attenersi, non bisognava essere scienziati. La triste verità è che, – scrive il presidente dei costruttori – oltre a non poter contare sul supporto della politica regionale siamo veramente approssimativi e superficiali. Ad ogni modo, prendiamo per buono quello che è rimasto, nello specifico risultano finanziati i seguenti interventi: Riqualificazione strade interne all’agglomerato industriale di Ragusa ( euro 2.910.000); riqualificazione strade interne all’agglomerato di Modica-Pozzallo (euro 2.159.000); Pubblica illuminazione agglomerato Modica-Pozzallo (euro 1.793.000); Adeguamento e messa in sicurezza strada zona est Ragusa (euro 3.478.000); messa in sicurezza strade agglomerato Modica-Pozzallo ( 1.685.000 euro). Quindi, – conclude Caggia – 12 milioni di opere in appalto che chiediamo vengano messe subito in gara. Speriamo che adesso non sbaglino pure i bandi di gara!”.

Incontro tra Confindustria e amministrazione di Ragusa

stefano martorana newIncontro definito in una nota di Confindustria “cordiale e proficuo” quello che ha visto da una parte gli industriali rappresentati da Enzo Taverniti, Antonella Leggio, Mario Molè, e i funzionari Giuseppina Migliorisi e Gian Piero Saladino, e dall’altra l’assessore allo Sviluppo Economico della Città di Ragusa, Dr. Stefano Martorana. E’ emersa anzitutto una visione condivisa per cui i Comuni iblei, viste le incerte prospettive della Provincia Regionale di Ragusa, superando la vecchia tendenza alla competizione campanilistica devono saper sviluppare un confronto e stabilire appuntamenti, ambiti di collaborazione e modalità di coordinamento, capaci di dare soluzione ai problemi urgenti che interessano il territorio. Taverniti, Leggio e Molè hanno pertanto espresso l’auspicio, condiviso dall’Assessore, che il Comune di Ragusa sia protagonista di un’azione di stimolo dei Comuni iblei che vorranno condividere nei fatti la corresponsabilità di assicurare le condizioni esterne per la continuità e lo sviluppo ordinato e moderno dell’economia locale. Sono emersi poi, quali ambiti di collaborazione possibile fra Imprenditori e Amministrazione Comunale di Ragusa: la semplificazione e l’efficienza della burocrazia, lo sviluppo della green economy, la rimodulazione del regime fiscale a partire dalla Tarsu e dalla Tares nell’area industriale, la creazione di una cabina di regia per l’incremento del turismo. Riguardo a quest’ultimo obiettivo Confindustria Ragusa, che esprime anche il Presidente della Sac e l’amministratore delegato della Soaco, può mettere in campo, – dichiara Confindustria – in collegamento con la domanda turistica internazionale, una Rete d’Imprese turistiche ed enogastronomiche di qualità per promuovere pacchetti funzionali.

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