23-06-2017
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“Il fenomeno dei migranti? Siamo messi male perché gestito sempre più in termini economicistici”. Duro atto di accusa del vescovo di Noto Staglianò dal Duomo di Ibla

San Giorgio 2016 la benedizione del vescovo“Il fenomeno dei migranti viene gestito sempre di più in termini economicistici ma ha bisogno di un approccio più umano. Come comunità cristiane siamo interessati, in nome di Gesù, a dare risalto all’accoglienza, alla carità e quindi a guardare queste persone, nostri fratelli che vengono sulle nostre coste e hanno bisogno, come a esseri umani che devono essere aiutati e sostenuti. Un fenomeno che il mio territorio diocesano, è il caso di Pozzallo, vive quotidianamente”. Lo ha detto a chiare lettere il vescovo della diocesi di Noto, mons. Antonio Staglianò, lunedì sera al Duomo di Ibla dove ha presieduto la santa messa in occasione della Giornata diocesana del sollievo. A concelebrare la messa anche il parroco don Pietro Floridia, il vicario generale della Diocesi di Noto, mons. Angelo Giurdanella, e don Salvatore Giaquinta, cappellano ospedaliero al Maria Paternò Arezzo. L’iniziativa rientrava nel contesto dei solenni festeggiamenti in onore di San Giorgio. “In questa giornata del sollievo – ha detto mons. Staglianò – abbiamo voluto parlare della possibilità da parte dei soggetti umani di incontrare altre persone che si trovano nello sconforto, nell’afflizione, perché in condizioni di dolore, di sofferenza, per malattie che sono a volte così gravi da essere chiamate terminali oppure malattie radicali che inchiodano le persone a letto. Di fronte a questa situazione che si fa? Il cristiano non può dire semplicemente prego per te. E’ bene che preghi ma la preghiera insegnataci da Gesù è sempre corporea, fatta con le labbra a Dio, che porta chi la fa come ad ascendere nel cuore stesso di Dio e poi dal cuore stesso di Dio guardare giù e vedere l’afflizione dei fratelli e ciò comporta uno spostamento fisico, corporeo, di vicinanza, di prossimità, di cura, nei confronti di chi soffre, come ha fatto il buon samaritano. Dobbiamo comprendere che occorre recuperare l’autenticità cristiana nella nostra fede cattolica. Se ci rinchiudiamo dentro le chiese a pregare, non abbiamo svolto al meglio il nostro essere cristiani. Quando andiamo a trovare l‘ammalato, ci facciamo carico della famiglia stessa. Pregare con le labbra e non fare esperienza di carità concreta nell’anno della Misericordia non ha senso, dobbiamo praticare le opere di misericordia corporale”. Al termine della funzione, è stato lo stesso vescovo Staglianò, sul sagrato del Duomo, a lasciare andare verso il cielo alcuni palloncini bianchi e rossi, questi ultimi a forma di croce, per mettere in evidenza, in maniera simbolica, l’attenzione che tutti devono avere nei confronti di chi sta peggio, di chi soffre.

Ragusa Ibla, partiti i solenni festeggiamenti in onore di San Giorgio

Raduno ippico 3Domenica mattina il quartiere barocco di Ibla si è risvegliato al suono degli zoccoli dei cavalli sulle basole. Hanno preso il via, con la prima edizione del raduno ippico San Giorgio, a cura del Csain, i festeggiamenti in onore di San Giorgio. Una tradizione che era andata perduta e che, per volontà di Sergio Donzella e Francesco Migliorisi, è stata adesso recuperata, con il supporto del comitato. Da Largo San Paolo sino a piazza Duomo e ritorno, trenta cavalieri e una carrozza hanno animato un corteo. “Abbiamo voluto – dicono Donzella e Migliorisi – dedicare il raduno alla memoria di don Peppino Firrincieli, storico portatore del santo cavaliere che è venuto a mancare tempo fa ma il cui ricordo rimane sempre vivo tra chi, come noi, cerca di portare avanti la tradizione dei solenni festeggiamenti in onore del patrono”. La giornata è stata caratterizzata anche dall’apertura della pesca di beneficenza nell’ex chiesa di Sant’Antonino, un altro appuntamento legato ai riti della tradizione, così come i disegni aventi per tema il santo cavaliere realizzati dagli studenti del plesso scolastico di Ibla dell’istituto comprensivo “Giovanni Pascoli”. Sino al 4 giugno è visitabile nell’androne di palazzo Arezzo di Trifiletti, lungo corso XXV Aprile, il concorso fotografico “Ibla Photo Festival” che raccoglie gli scatti più suggestivi legati ai festeggiamenti degli anni scorsi. Domenica mattina, al Duomo, si sono tenute le prime comunioni: undici ragazzini che hanno ricevuto il sacramento all’ombra del simulacro del santo cavaliere. “Un modo magnifico – ha detto il parroco del Duomo, don Pietro Floridia – di iniziare la settimana dei solenni festeggiamenti dedicati al glorioso patrono di Ragusa”.

LUNEDI’ AL DUOMO DI RAGUSA LA GIORNATA DIOCESANA DEL SOLLIEVO CON LA MESSA CELEBRATA DAL VESCOVO DI NOTO MONS. ANTONIO STAGLIANO

STAGLIANOUn’occasione per affrontare un tema che sta particolarmente a cuore all’Ufficio diocesano per la Pastorale della salute: l’umanizzazione delle cure. Si tratta della Giornata diocesana del sollievo che, inserita nel programma dei solenni festeggiamenti in onore di San Giorgio martire, in programma lunedì 30 maggio alle 19 con la celebrazione eucaristica che sarà presieduta dal vescovo della diocesi di Noto, monsignor Antonio Staglianò. L’obiettivo è di sensibilizzare gli ospedali, le parrocchie e il territorio sul tema del sollievo inteso non come negazione definitiva del dolore fisico ma come sostegno, nel dolore fisico, psicologico e spirituale al malato specie se cronico. La Giornata sarà celebrata in contemporanea nei giorni che vanno dal 25 al 31 maggio in tutte le Diocesi della Sicilia. A Ragusa è prevista la partecipazione dell’Asp e delle associazioni di volontariato Samot e Lilt operanti in ambito oncologico.

GIUBILEO DEI RAGAZZI DELL’INIZIAZIONE CRISTIANA

 

Giubileo-dei-RagazziDomenica 22 maggio si svolgerà a Ragusa il Giubileo dei Ragazzi dell’Iniziazione Cristiana, cioè di coloro che si preparano a ricevere i Sacramenti, organizzato e coordinato dall’Ufficio Catechistico Diocesano. Secondo una prima previsione, saranno presenti circa 3000 ragazzi provenienti da tutte le parrocchie della Diocesi, distribuiti in dodici punti. Nella prima mezza giornata, dunque dall’arrivo sino al pranzo, i ragazzi saranno intrattenuti nelle dodici postazioni, presso le quali svilupperanno il tema “Crescere misericordiosi come il Padre”, attraverso giochi e momenti di riflessione. Le dodici postazioni saranno animate da catechisti, educatori dell’Oratorio dei Padri Salesiani e dell’ACR (Azione Cattolica Ragazzi) e Scout dell’AGESCI.  Alle 14.30 tutti i ragazzi si ritroveranno in Piazza Cappuccini dalla quale partiranno insieme per dirigersi in Piazza San Giovanni, dove, dopo un momento di animazione, entreranno in Cattedrale per la Celebrazione Eucaristica del Vescovo, mons. Carmelo Cuttitta, che chiuderà la giornata.

DOMENICA A MARINA DI RAGUSA UNA SANTA MESSA SPECIALE PER SENSIBILIZZARE TUTTI SULLA CELIACHIA

La parrocchia di Santa Maria di Portosalvo
Domenica 22 maggio l’ufficio diocesano per la Pastorale della Salute di Ragusa, in collaborazione con Aic Sicilia onlus, in occasione della “Settimana nazionale della Celiachia”, che si tiene dal 16 al 22 maggio, ha organizzato un momento celebrativo di sensibilizzazione e condivisione con i fedeli che saranno presenti alle 19 durante la santa messa presso la parrocchia di Santa Maria di Portosalvo, a Marina di Ragusa. In occasione della celebrazione eucaristica, infatti, i fedeli potranno ricevere la Santa comunione con le particole consacrate senza glutine. Dopo la santa messa presieduta da don Giorgio Occhipinti, direttore dell’ufficio per la Pastorale della salute, seguirà un momento informativo aperto ai fedeli, riguardante l’intolleranza alimentare al glutine; ciò permetterà di diffondere una maggiore conoscenza della celiachia, affinché il celiaco cristiano possa vivere la sua condizione in un clima di condivisione e accoglienza della propria diversità alimentare. Vale la pena di ricordare che cosa è la malattia celiaca o celiachia, vale a dire una infiammazione cronica dell’intestino tenue, scatenata dall’ingestione di glutine in soggetti geneticamente predisposti. Il glutine è un complesso proteico presente in alcuni cereali (frumento, segale, orzo, avena, farro, spelta, kamut, triticale). La celiachia è caratterizzata da un quadro clinico variabilissimo, che va dalla diarrea profusa con marcato dimagrimento, a sintomi extraintestinali, quali anemia, astenia, amenorrea, infertilità, aborti ricorrenti, bassa statura, ulcere del cavo orale, osteoporosi, dolori articolari, dermatiti, edemi, alopecia, alla associazione con altre malattie autoimmuni, fino a complicanze molto gravi quali l’epilessia con calcificazioni cerebrali o il linfoma intestinale. Le persone celiache devono modificare la loro dieta per tutta la vita, escludendo rigorosamente tutti gli alimenti che contengono glutine ed evitando ogni trasgressione. Inoltre è necessario ridurre il più possibile le contaminazioni, i rischi di “assunzione nascosta” di glutine a causa di comportamenti errati. A incidere sulla vita delle persone, oltre alla modifica permanente del regime alimentare, è la relazione con gli altri in contesti che prevedono pasti fuori casa: dalla scuola al lavoro, dal viaggio ai momenti di svago con gli amici. Dal 2005 la celiachia è riconosciuta “malattia sociale”.

SPECIALE ACCOGLIENZA ALL’OSPEDALE CIVILE DI RAGUSA PER LA MADONNA DELLA MEDAGLIA

Madonna della Medaglia 2016 nel giardino dell'ospedaleL’accoglienza al simulacro di Maria Santissima della Medaglia nella giornata dedicata a tutte le mamme ha assunto un significato speciale.Dalla cattedrale, infatti, è arrivato in processione il simulacro della Vergine. Ad accoglierlo i componenti della cappellania ospedaliera e i volontari dell’Avo. E’ stato predisposto uno speciale omaggio floreale in onore alla Madonna, curato dai volontari. Subito dopo, è stato declamato l’inno alla Virgo fidelis. L’Arma dei carabinieri, la cui sede del comando provinciale insiste proprio in piazza Caduti di Nassirya dove l’accoglienza è stata concretizzata, ha voluto in questo modo partecipare allo speciale momento. Ma la fase più emozionante e carica di significati è stata quella della preghiera rivolta agli ammalati. Il simulacro è stato collocato nel giardino dell’ospedale. Qui sono stati lanciati in cielo dei palloncini di colore bianco e di colore azzurro, distintivi della Madonna. Poi, il momento di preghiera a favore degli ammalati animato dalla cappellania ospedaliera, dai volontari dell’Avo e dell’Unitalsi. Molti degenti si sono affacciati dalle finestre per rendere onore alla Vergine e per raccomandarvisi ai fini di una pronta guarigione.  A guidare la processione il parroco della Cattedrale, don Gino Alessi. Medaglia miracolosa (o medaglia della Madonna delle Grazie, o medaglia dell’Immacolata) è il nome che la tradizione devozionale cattolica ha dato alla medaglia realizzata in seguito ai fatti del 1830 in rue du Bac,140, a Parigi, che ebbero per protagonista santa Caterina Labouré, novizia nel convento delle figlie della carità di San Vincenzo de ‘Paoli, la quale riferì di aver avuto delle apparizioni della Madonna.

MADONNA DELLA MEDAGLIA

madonnamedagliamiracolosaDomenica 8 maggio, in occasione della processione esterna di Maria Santissima della Medaglia, l’Ufficio diocesano per la Pastorale della salute ha predisposto una speciale accoglienza. Dalla cattedrale, infatti, il simulacro arriverà in piazza Caduti di Nassirya, dinanzi all’ospedale Civile, intorno alle 19. “All’arrivo in piazza – dice don Giorgio Occhipinti, direttore dell’Ufficio diocesano – predisporremo uno speciale omaggio floreale in onore alla Madonna. Ad occuparsene saranno, in particolare, i volontari dell’Avo. Subito dopo sarà declamato l’inno alla Virgo fidelis per onorare l’Arma dei carabinieri di Ragusa il cui comando provinciale è sito proprio nella stessa piazza”. A seguire, il simulacro della Madonna sarà collocato nel giardino dell’ospedale per uno speciale momento di preghiera a favore degli ammalati guidato dai componenti della cappellania ospedalieria, dai volontari dell’Avo e dell’Unitalsi. “Medaglia miracolosa – spiega don Giorgio – è il nome che la tradizione devozionale cattolica ha dato alla medaglia realizzata in seguito ai fatti del 1830 in rue du Bac,140, a Parigi, che ebbero per protagonista santa Caterina Labouré, novizia nel convento delle figlie della carità di San Vincenzo de' Paoli, la quale riferì di aver avuto delle apparizioni della Madonna. Secondo quanto riferito da suor Labouré, la medaglia sarebbe stata coniata dietro ordine esplicito della Madonna, dato durante la seconda apparizione (27 novembre 1830), come segno di amore, pegno di protezione e sorgente di grazia. Senza numero sono i miracoli che si sarebbero ottenuti attraverso la medaglia: la maggioranza, ovviamente, quasi senza possibilità di controllo.

Oltre le trivelle, quale sviluppo per il nostro Sud?

cut1428060474097.jpg--Pubblichiamo la nota del Vescovo di Noto Antonio Staglianò sul referendum di domenica prossima. “Come Chiesa non abbiamo nostre soluzioni per i problemi concreti, partecipiamo piuttosto alla comune ricerca di giustizia e di pace insieme a tutti gli uomini di buona volontà. I Vescovi italiani, a proposito del prossimo referendum voluto per abolire – con il “sì” – la continuità di licenze per estrazioni petrolifere nei mari, hanno chiesto che sia occasione di confronto onesto e lungimirante. Resta peraltro il fatto che il referendum è una significativa forma di democrazia con cui esercitare la sovranità popolare. E, al di là degli esiti, sono importanti tre questioni che come Chiesa e come Vescovo condividiamo in quanto partecipi delle tensioni per il bene comune. La prima questione riguarda i nostri territori: quale sviluppo vogliamo? Sembra chiara la vocazione del nostro Sud e del nostro Paese ad un turismo che sempre più si caratterizzerà come turismo sostenibile e che, per questo, avrà bisogno di territori liberi da qualsiasi forma di inquinamento, da qui un doveroso e improcrastinabile rispetto per il creato. La seconda questione riguarda: quali attenzione a salvaguardare ecosistemi e salute? Il papa nella “Laudato sì” invita ad un’attenzione agli ecosistemi, ai loro equilibri, che non dovrebbe lasciarci indifferenti. Diventa importante allora la ricerca di energie alternative, caratterizzate da sostenibilità ambientale, senza sottovalutare, in pari tempo, i gravi rischi per la salute che molte forme estrattive comportano. La terza questione riguarda quella che Papa Francesco chiama un’ecologia integrale: diventa ormai chiaro che rispettiamo l’uomo se rispettiamo l’ambiente e che il rispetto si coniuga con il custodire, logica opposta al profitto, all’appropriarsi, allo sfruttare le risorse della terra senza attenta valutazione delle conseguenze. Mi pare allora importante che dal referendum del 17 aprile prossimo scaturisca una più ampia e continuativa presa di coscienza della nostra responsabilità sulla custodia della casa comune e verso le nuove generazioni, senza trascurare le conseguenze riguardanti il mondo, già difficile, del lavoro. Come Chiesa non mancheremo di sollecitare, educare, promuovere testimonianze credibili. L’incontro con un testimone, come don Maurizio Patriciello, che si terrà nei prossimi giorni per tutta la diocesi (18 aprile alle 18,30 all’Oratorio S. Domenico Savio di Rosolini), aperto a tutti gli uomini di buona volontà, rientra in questo impegno per il bene comune che si traduce in scelte concrete e quotidiane a favore dell’uomo e del creato. Esorto, pertanto, ad una partecipazione responsabile, in sintonia con il Magistero della Chiesa, al servizio del bene del Paese e delle future generazioni”.

STRAORDINARIA PASQUA A MODICA CON LA FESTA DELLA MADONNA VASA VASA

madonna vasa vasa 2016 01La festa della Madonna Vasa Vasa a Modica, che celebra la resurrezione di Gesù Cristo e al tempo stesso la felicità della Madre nel ritrovare il proprio Figlio risorto, è stata quest’anno veramente indimenticabile. La novità del 2016 sono stati i baci serali, affiancati a quelli tradizionali della mattina che ripetono un rito che affonda le sue radici nei secoli. Una prima stima parla di oltre 50 mila persone che complessivamente hanno partecipato ai riti programmati per la Santa Pasqua a Modica. A mezzogiorno in punto il primo dei tre baci della tradizione. La Madonna Vasa Vasa, che prima era andata in giro tra i vicoli della città, ricoperta da un manto nero in segno di lutto, improvvisamente vede da lontano il figlio risorto. Si libera velocemente del manto, esplode la gioia mentre in aria volano le colombe bianche. Poco più avanti, in piazza Municipio, i due simulacri si avvicinano e avviene il bacio tra gli applausi festanti di un vero e proprio tappeto di persone che riempiono buona parte di corso Umberto, come le vie laterali. Il secondo bacio avviene dinnanzi la chiesa di San Pietro; terzo ed ultimo dei baci esterni della mattina, quello avvenuto dinnanzi la chiesa di Santa Maria di Betlem. Al rientro, ancora due baci al centro della navata della chiesa. In serata, dopo la messa presieduta da mons. Angelo Giurdanella, vicario generale della diocesi di Noto, in occasione del Giubileo della Misericordia si è svolta l’inedita processione con altri baci tra i due simulacri, accolti ancora una volta da una folla entusiasta. Anche in questo caso la Madonna Vasa Vasa, manovrata dai portatori, si è avvicinata al Cristo risorto e, inclinandosi, l’ha baciato sul petto. Pochi istanti dopo, l’atteso e suggestivo spettacolo pirotecnico. Il secondo bacio notturno è avvenuto invece nella piazza antistante il santuario della Madonna delle Grazie a cui è seguito il passaggio dalla porta santa e un altro bacio all’interno della chiesa. Terzo bacio serale esterno al centro di piazza Matteotti. La gioia dei portatori e dei fedeli ha poi portato ad un quarto bacio serale esterno, dinnanzi la chiesa di Santa Maria di Betlem ed infine ad un ulteriore bacio all’interno della chiesa, dinnanzi l’altare, prima di riporre definitivamente i due simulacri.

MARIA SANTISSIMA DI GULFI, VENERDI’ IL RITO DELLA SVELATA DARA’ IL VIA UFFICIALE AI FESTEGGIAMENTI

 

Il simulacro della MadonnaPassata la Pasqua, a Chiaramonte l’attenzione è tutta incentrata sulla domenica in Albis. Stanno per prendere il via, infatti, le giornate dedicate a Maria Santissima di Gulfi. Sarà l’intera cittadina a stringersi attorno alla “Patrona principale e Regina”. Già a partire da venerdì 1 aprile quando, alle 13,30, nel santuario che ospita il venerato simulacro, sarà animato il rito della “Svelata”. E’ il caratteristico momento della preparazione che anticipa l’uscita della domenica successiva alla Pasqua, che cade quest’anno il 3 aprile, quando la statua della Madonna lascerà il Santuario per raggiungere la Chiesa madre, dove resterà per nove giorni. Un rito che si ripete da più di quattro secoli e che è caratterizzato dall’accoglienza che il centro montano, a seguito della tradizionale “salita”, riserva alla sua Patrona. Sempre venerdì, alle 12,15, ci sarà la celebrazione eucaristica presieduta da padre Antonino Catalfamo. Lunedì 4 aprile alle 20,30 si terrà il concerto “Lode a Maria” eseguito dal coro polifonico ibleo diretto dal maestro Nello Cavallo e venerdì 8 aprile alle 21,30 gran concerto di musica a Maria Ss. di Gulfi con il corpo bandistico “Alessandro Scarlatti” di Chiaramonte Gulfi, diretto dal maestro Sebastiano Gurrieri, con la partecipazione del soprano Emanuela Sgarlata. L’appuntamento più atteso è sempre quello di domenica 3 aprile quando, alle 10 in punto al Santuario di Gulfi, prenderà il via la tradizionale “Assumata”.

“Scinnuta” e “abballariata” al Duomo di S. Giorgio

images“Truonu viva”. E’ bastato che questa acclamazione di giubilo, speciale e particolarmente sentita, riecheggiasse più volte, domenica sera, all’interno del Duomo di Ibla, per dare una dimensione compiuta al tradizionale rito della “Scinnuta”. I solenni festeggiamenti in onore di San Giorgio martire hanno quindi preso il via. Erano centinaia i fedeli presenti che hanno assistito alla cerimonia della traslazione del simulacro del santo cavaliere dalla nicchia in cui viene ospitato tutto l’anno sino all’abside del Duomo. Effettuata la “Scinnuta”, i componenti del comitato che cura i festeggiamenti hanno proceduto a sistemare la lancia d’argento che colpisce il drago (quest’ultima fu regalata nel 1896 dai “sangiovannari” al loro celeste patrono, San Giorgio, proprio qualche mese prima che San Giovanni venisse proclamato patrono di Ragusa superiore) e le staffe del santo cavaliere. Qualche minuto prima, stessa procedura era stata effettuata per la traslazione dell’Arca santa (contiene oltre 100 reliquie di santi, le ultime delle quali sono state collocate dall’attuale parroco del Duomo, don Pietro Floridia: si tratta di quelle della beata Madre Candida dell’Eucaristia e di Santa Teresina di Gesù bambino), anche in questo caso utilizzando un sistema di argani molto ingegnoso ed efficiente, utilizzato da un centinaio d’anni circa a questa parte. Al suono della marcia di San Giorgio, eseguita con l’organo maximum del Duomo, il simulacro, sistemato sulle spalle dei portatori, ha dato vita alla caratteristica “abballariata” per rappresentare la caratteristica andatura del cavaliere in sella al proprio destriero. Più volte, inoltre, il simulacro è stato fatto affacciare, a porte del Duomo aperte, sulla soglia del sagrato, un altro gesto simbolico, con il santo cavaliere che ha voluto rendere omaggio, in un saluto che si ripete ogni anno,  alla città e alla comunità dei fedeli. Anche l’Arca santa era stata collocata dai portatori nel transetto accanto all’altare. Il prossimo appuntamento, adesso, è per il 23 aprile quando sarà festeggiata la solennità liturgica di San Giorgio martire.

VENERDI’ SANTO A RAGUSA IBLA

Settimana Santa 2015 l'uscita di Cristo morto e AddolorataA partire dalle 20, dalla chiesa Madre di San Giorgio, il momento più atteso: la solenne processione. Tra due ali di devoti, ciascuno con in mano i ceri votivi, accompagnati dal suono immerso nella mestizia della banda musicale “San Giorgio”, il Cristo morto e l’Addolorata, l’uno dinanzi all’altra, procederanno lungo le vie del quartiere. “Questa – dice lo studioso Gianni Giannone – è la processione più antica della città di Ragusa. Il Venerdì santo, la processione col simulacro del Cristo morto partiva dalla chiesa Madre della città, che fino al 1896, nonostante la divisione amministrativa perdurasse da trent’anni, risulta essere l’attuale Duomo di San Giorgio. Solo dopo il 1896, quando la chiesa di S. Giovanni divenne chiesa Madre del quartiere superiore, la processione dei misteri che nel quartiere alto si svolgeva il Giovedì santo, passò al Venerdì santo. La prima notizia storica riguardante il Venerdì santo risale al 14 aprile 1713. Così da quell’anno, ininterrottamente, tale processione ha avuto luogo. Nel 1928, venne realizzata dalla ditta Eugenio Brogli di Milano un’artistica urna in argento. L’iniziativa fu del camerlengo Ignazio Nifosì che, collaborato dalle Dame di Carità, riuscì a raccogliere ben 85 kg di frammenti di antichi monili in disuso presso le famiglie di Ragusa. Si costruì così l’urna, decorata da otto cristalli incisi dalla ditta Luigi Fontana di Milano, rappresentanti i simboli della passione: il sudario, la corona di spine, il martello, la tenaglia, la lancia e la spugna da un lato; il gallo, l’alabarda, i flagelli dall’altro; il tutto circondato da rami di spine. Le aste di faggio per il trasporto furono donate da Vincenzo Diquattro; il pittore Antonino Cannì dipinse a nuovo il Cristo Morto, le sorelle signorine Lo Presti Solarino ricamarono la sacra Sindone in lino; il materassino e il cuscino in velluto bianco furono ricamati dalle suore benedettine. Alla fine del XVIII secolo il canonico Croce Tumino commissionò a Napoli un prezioso simulacro della Madre Addolorata, con il volto e le mani di cera. Ancora oggi gli eredi del canonico Tumino provvedono per la Veglia mariana detta “visito” nella notte del Venerdì santo. Nel 1832 il palermitano Bagnasco, padre dello scultore del simulacro equestre di S. Giorgio, realizzò una statua processionale della Madre Addolorata. Nel 2007 lo scultore maltese Camilleri realizzò l’attuale simulacro della Madonna che viene portato con l’urna del Cristo morto, in silente scalpitio, attraverso le vie di Ragusa antica”.

IBLA, DOMENICA INIZIA LA FESTA DI SAN GIORGIO

San Giorgio 2015 Scinnuta 2Domenica al Duomo di Ibla la traslazione del simulacro darà il via ai solenni festeggiamenti in onore di S.Giorgio Chiuse le celebrazioni della Pasqua, saranno aperti, in via ufficiale, i festeggiamenti patronali in onore di San Giorgio martire. Da oltre 1.500 anni, da quando, cioè, il culto si è diffuso nella città di Ragusa, ancora una volta i fedeli si stringeranno attorno al santo cavaliere. Dopo la santa messa delle 19, all’interno del Duomo di Ibla sarà perpetuato un rito molto antico: la traslazione del simulacro del santo dalla nicchia in cui viene ospitato tutto l’anno sino all’abside accanto all’altare, dove rimarrà per tutto il periodo dei festeggiamenti. Prima, però, la traslazione sarà effettuata anche per l’Arca santa. Come sempre, i fedeli accoglieranno questo singolare momento, quello della “scinnuta”, con grida di giubilo, manifestando la propria devozione nei confronti del glorioso patrono di Ragusa. Tra le navate, dunque, i primi momenti di festa mentre la caratteristica “abballariata” renderà il rito ancora più coinvolgente. Quest’anno ricorre il 373esimo anniversario da quando il martire è stato insignito del titolo di patrono della città di Ragusa. Tutto ciò in preparazione della festa esterna che si terrà il 3, 4 e 5 giugno.

VENERDI’ SANTO A RAGUSA

croceIl gruppo Fuci Ragusa ha organizzato, come è ormai tradizione, un momento di digiuno e di preghiera che si terrà Venerdì 25 dalle ore 13.00 alle ore 15.00, presso la Cattedrale San Giovanni Battista.“Con la sua umiliazione, Gesù ci invita a camminare sulla sua strada”. Sono queste alcune delle parole che Papa Francesco ha pronunciato durante la Messa della Domenica delle Palme. L’incontro può aiutare a mettere in pratica questo insegnamento, necessario accompagnare Cristo sulla Croce, apprezzandone l’autentico insegnamento. Nella serata dello stesso venerdì santo, dopo la processione dei misteri, alla Chiesa della Badia avrà luogo la preghiera attorno alla croce nello stile di Taizé, organizzata, come di consueto, dalla Cappella Universitaria.

IL RITO DELLA LAVANDA DEI PIEDI AI DIVERSAMENTE ABILI, GIOVEDI’ ALL’OSPEDALE CIVILE DI RAGUSA UNA CELEBRAZIONE SPECIALE

 

Settimana Santa 2015 la lavanda dei piedi 1“Il sostegno e l’aiuto alle persone che hanno bisogno di noi non avvenga solo a parole. Ma sia fatto con atti di solidarietà concreti”. E’ quanto afferma il direttore dell’Ufficio diocesano per la Pastorale della salute, don Giorgio Occhipinti, nel presentare le iniziative spiritualmente intense e altamente simboliche in programma all’ospedale Civile per il Giovedì santo e per il Venerdì santo. Dopo la partecipazione, il 24 marzo alla messa crismale che, a partire dalle 10, si terrà in Cattedrale, presieduta dal vescovo della diocesi di Ragusa, mons. Carmelo Cuttitta, nel pomeriggio, in ospedale, ci sarà la celebrazione della messa “In coena domini” con il rito della lavanda dei piedi. Per l’occasione saranno presenti i diversamente abili dell’associazione Alba Chiara di Ragusa. A loro don Occhipinti farà quest’anno la lavanda dei piedi. Mentre, per il Venerdì santo, alle 10, sempre all’ospedale, ci sarà la Via Crucis nel reparto del centro diurno Alzheimer che sarà animata dagli ospiti e dal personale del Centro. Sempre il 25, ma alle 17, si terrà la celebrazione della Passione del Signore che sarà animata dai medici e dagli operatori sanitari della cappellania ospedaliera e dai volontari dell’Avo. In serata, poi, ci sarà, a partire dalle 20, la partecipazione con i simulacri della Passione per le vie del centro storico superiore di Ragusa che si concluderà in Cattedrale. Dopo le varie celebrazioni previste durante la Settimana santa, i volontari, i medici, gli operatori sanitari e anche i fedeli presenti andranno a visitare i malati presenti in ospedale varcando le porte della Misericordia, gesto altamente significativo nel contesto dell’anno giubilare indetto da Papa Francesco.

BENEDETTI PALME E RAMOSCELLI D’ULIVO AI GIARDINI IBLEI

Settimana Santa 2016 i ministranti e i ramoscelli d'ulivo“E’ una giornata particolare. In cui la benedizione delle palme e dei ramoscelli d’ulivo ha un significato speciale. Ancora di più perché inserite nell’anno giubilare della Misericordia voluto da Papa Francesco. E tutto ci ricorda che la vita cristiana, nel contesto di una società sempre più complessa e ricca di articolazioni, deve essere vissuta come un’offerta continua a Dio, ma anche come testimonianza da trasmettere agli uomini, perché Gesù che muore è un uomo che deve essere seguito, ascoltato e adorato per quello che è”. E’ il senso del messaggio lanciato dal parroco della Chiesa madre di San Giorgio, don Pietro Floridia, dopo avere benedetto, nella splendida cornice del sagrato antistante la chiesa di San Giacomo apostolo, palme e ramoscelli d’ulivo portati dai fedeli e che gli stessi hanno poi condotto a casa quale simbolo di pace. Cerimonia molto partecipata con la presenza dei gruppi scout Fse di Ragusa 3. Una cerimonia che ha dato ufficialmente il via ai riti della Settimana santa a Ibla. “Sono giornate particolari – ha aggiunto don Floridia, con il piviale cerimoniale, accompagnato dal cappellano del Duomo, padre Joseph Muamba Bulobo – in cui si rievoca il mistero della morte di Cristo. Non è un dramma che finisce con la crocifissione ma viene, piuttosto, esaltato dalla Pasqua. L’evento gioioso iniziale è rappresentato dalla domenica delle Palme che ci introduce alla Passione ma che, allo stesso tempo, ci proietta verso la Resurrezione. Sappiamo che Cristo ha vinto il mondo e che alla fine la forza dell’amore del Crocifisso risorto vincerà le stoltezze e le resistenze degli uomini”. Subito dopo la benedizione, i fedeli, in processione, hanno proceduto dai Giardini per le vie principali di Ibla, sino ad arrivare al Duomo di San Giorgio. Qui si è tenuta la celebrazione eucaristica caratterizzata dal ricordo del trionfale ingresso di Gesù a Gerusalemme, osannato dalla folla che lo salutava agitando rami di palma.

RAGUSA, LA CARITAS PRESENTA I DATI SULLA POVERTÀ DEL TERRITORIO

 

poveriQuesto giovedì 17 alle ore 17 presso la Camera di Commercio di Ragusa, in piazza Libertà, alla presenza del Vescovo, Mons. Carmelo Cuttitta, la Caritas diocesana presenterà i dati sulle povertà del territorio. L’Osservatorio diocesano delle povertà e delle risorse, come ogni anno, ha elaborato i dati statistici e i dati derivanti dai servizi relativi al 2015, al fine di favorire una conoscenza dinamica delle povertà, che evolvono rapidamente e che è d’obbligo monitorare. Sarà dato anche un quadro di quanto nel territorio la Chiesa locale fa come segno di solidarietà con i più poveri.

SETTIMANA SANTA A RAGUSA IBLA,

Venerdì dell'Addolorata il Cristo avvolto nel sudarioLa Settimana Santa a Ragusa Ibla si rifà a una tradizione religiosa vecchia di secoli. Riti molto intensi a cominciare da quelli che, programmati nella Chiesa Madre di San Giorgio, costituiscono il fondamento della celebrazione delle “Quarantore di adorazione del Santissimo Sacramento” in ricordo delle 40 ore durante le quali Gesù rimase nel Sepolcro. A Ibla, questi momenti di elevata attenzione verso la sfera dell’intima convinzione di ogni fedele sono contrassegnati da preghiere silenziose, canti e riflessioni oltre che da un fitto calendario di appuntamenti religiosi che vedono le confraternite, antiche associazioni di fedeli, partecipare in maniera attiva. Partendo dalle chiese in cui risiedono, accompagnate dal suono mesto della banda musicale e recanti i simulacri che rispettivamente le contraddistinguono, le confraternite vanno avanti in processione lungo le vie del quartiere barocco sino al Duomo. I riti della Settimana Santa a Ragusa Ibla sono, però, preceduti da un altro evento religioso ricco di suggestione e carico di intensità spirituale. Il 18 marzo, infatti, sarà riproposto il “Venerdì dell’Addolorata”. La chiesa di San Giacomo Apostolo, all’interno dei Giardini iblei, ospiterà i fedeli, a partire dalle 15,30, per la recita del Rosario mentre, a seguire, è prevista la “Settina dell’Addolorata”. Sarà l’occasione, prima della santa messa solenne fissata per le 17, e che sarà celebrata dall’amministratore parrocchiale della chiesa di San Tommaso apostolo, padre Joseph Muamba Bulobo, per la consegna emozionante di sentiti ex voto da parte di ciascun fedele. Sempre venerdì 18 marzo, inoltre, alle 20, all’interno dei Giardini iblei, si terrà la via Crucis interparrocchiale. La Settimana Santa vera e propria, a Ragusa Ibla, prenderà il via il 20 marzo con la Domenica delle Palme. Alle 10,30, ai Giardini iblei, ci sarà la benedizione delle palme e la processione verso la Chiesa Madre di San Giorgio dove si terrà la santa messa solenne. Alle 12, è in programma la funzione religiosa nella chiesa di San Tommaso. Poi, nel pomeriggio, sempre al Duomo, questi gli altri appuntamenti programmati: alle 16,30 solenne esposizione del Santissimo Sacramento; alle 17,15 fervorino eucaristico della confraternita dell’Addolorata; alle 18 la santa messa (in contemporanea funzione religiosa alla chiesa della Maddalena); alle 19,15 fervorino eucaristico della confraternita della Maddalena; alle 20 fervorino eucaristico della confraternita del Santissimo Rosario. Gli orari di inizio delle tre processioni, sempre nella giornata di domenica, sono i seguenti: il simulacro dell’Addolorata dalla chiesa dell’Idria a partire dalle 16,45; il simulacro della Maddalena, dalla chiesa omonima, dalle 18,45; il Cristo alla colonna, dalla chiesa dell’Annunziata, dalle 19,15. L’adorazione eucaristica delle “Quarantore” sarà guidata dai gruppi delle parrocchie di Ragusa Ibla.

CRISI AGRICOLA, LA SOLIDARIETÀ DELLA CHIESA RAGUSANA

dggdgdttresQueste le parole del Vescovo della diocesi di Ragusa Carmelo Cuttitta sulla grave crisi che investe l’agricoltura della provincia: “Queste problematiche riguardano tutta la filiera: dalla produzione alla commercializzazione, al trasporto e alla grande distribuzione organizzata. Tutto ciò genera, senz’altro, una diffusa sofferenza che tocca numerose famiglie coinvolte, alle quali la Chiesa ragusana intende rivolgere solidarietà e vicinanza in questa difficile contingenza, che si prolunga da troppo tempo e che sembra non lasci intravvedere una possibile ed accettabile soluzione. E’ opportuno, tuttavia, sottolineare che i problemi di questo settore, così come di altri, non possono essere affrontati solo nell’emergenza e in ordine sparso. Le responsabilità dell’oggi sono diffuse e riguardano tutti gli attori, anche quelli che si professano cristiani, coinvolgono scelte imprenditoriali, politiche e culturali. E’ necessario assumere la consapevolezza di far parte di un sistema ormai globale che detta regole distanti dai territori e dalle sfide locali e, proprio per questo, diventa quasi necessario “stare insieme”, unirsi per capire cosa fare, per reinventare la nostra agricoltura nell’epoca della globalizzazione. Quest’obiettivo è arduo da raggiungersi e richiede coraggio e innovazioni strutturali e culturali non indifferenti. La Chiesa ragusana si rende disponibile all’ascolto e all’accompagnamento per la ricerca di vie nuove, per un’agricoltura che porti sviluppo nel rispetto della dignità delle persone e del loro lavoro, del Creato e della legalità. E’ necessario avere coraggio, la forza delle idee, la capacità di tentare e di osare vie nuove. Non possiamo che auspicare la possibilità che questa disponibilità trovi un concreto riscontro, soprattutto in scelte politiche ed economiche che conducano verso un nuovo modello di sviluppo”.

ORDINAZIONE DIACONALE

IMG_6164Il Vescovo di Ragusa, monsignor Carmelo Cuttitta ha annunciato l’ordinazione diaconale di Filippo Bella e Fabio Stracquadaini. La cerimonia avverrà il prossimo 6 maggio alle ore 20,00 presso la Cattedrale “San Giovanni Battista” di Ragusa . Inoltre  il 2 aprile, presso la Cattedrale di Ragusa, sempre monsignor Carmelo Cuttitta ordinerà sacerdoti Giovanni Filesi, Giuseppe Iacono e Francesco Mallemi.

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