23-10-2017
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Archivio della categoria: Cronaca

Sequestrati 300 kg di marijuana, il più grosso sequestro di droga effettuato in provincia di Ragusa

CONOVICI Dan (Copy)

La Polizia ha arrestato Dan Conovici nato in Romania il 2.8.1967 e residente a Vittoria, per aver trasportato quasi 300 kg di marijuana. Una delle Volanti della Polizia di Stato a mezzanotte circa di sabato procedeva al controllo di un carro attrezzi che trasportava sul piano di carico un camper. Il veicolo trasportato barcollava in quanto molto alto rispetto alla sede stradale pertanto era pericoloso per gli altri automobilisti: dovevano essere contestate le contravvenzioni al codice della strada ed il carico doveva essere assicurato prima di poter riprendere la marcia. Il controllo avveniva in contrada Dicchiara, alle porte di Ragusa sulla s.s. 514; il luogo buio non permetteva di effettuare le operazioni di messa in sicurezza del carico, pertanto il conducente del carro attrezzi e il cittadino rumeno proprietario del camper venivano accompagnati scortati dalla Volante presso la Questura di Ragusa. Il camper, a dire dell’autista del carro attrezzi, era rimasto in panne in Puglia ed il cittadino rumeno aveva chiamato il soccorso stradale per farsi trasportare fino a Vittoria per 1500 euro, valore ben superiore a quello del camper vecchio di 35 anni. Questo elemento ha fatto sorgere i primi dubbi, pertanto gli agenti chiedevano al rumeno di ispezionare il veicolo e quest’ultimo andava su tutte le furie inveendo contro gli operatori di Polizia ed in palese stato d’ebbrezza. Quando un poliziotto ha spostato alcuni cuscini del camper, ha sentito un forte odore di marijuana. L’operatore di Polizia ha trovato sotto ad una busta nera piena di giocattoli un involucro di 10 kg di marijuana ed il rumeno in quel momento è scoppiato a piangere. L’uomo continuava a ripetere di aver trovato la droga per strada e che l’aveva presa senza sapere cosa fosse. Gli investigatori chiamavano a raccolta altri operatori della Squadra Mobile della Sezione Narcotici e uno degli agenti intervenuto scopriva un doppio tetto del camper pieno di marijuana con decine di confezioni di oltre 10 kg cadauna. Il rumeno dopo essere stato fotosegnalato dalla Polizia Scientifica è stato condotto in carcere a disposizione della Procura della Repubblica di Ragusa.

Sgominata banda di 17 ladri seriali catanesi specializzati in macchine movimento terra e furti per oltre 1 milione di euro a Ragusa, Messina, Enna, Siracusa, Caltanissetta e Catania

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La Polizia di Stato – Squadra Mobile di Ragusa ha eseguito le ordinanze di custodia cautelare in carcere a carico di una banda di ladri e ricettatori catanesi su disposizione della Procura della Repubblica, giusta ordinanza del Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Ragusa. La Squadra Mobile di Ragusa ha dato avvio all’attività investigativa a seguito di un ingente furto (500.000 euro) commesso la notte del 29 novembre 2016 a Comiso ai danni di un’impresa edile ridotta sul lastrico. Le indagini consentivano di individuare una delle due autovetture di proprietà di uno degli indagati, come quella utilizzata per commettere il furto. Per individuare gli indagati è stato fatto uno studio delle immagini di videosorveglianza della città di Comiso così come di altri centri periferici. Alla fine del mese di dicembre dello scorso anno venivano richieste alla Procura della Repubblica di Ragusa le autorizzazioni all’intercettazioni di conversazioni telefoniche. L’attività investigativa si è sviluppata fino al mese di maggio 2017 ed ha consentito di far rilevare che fosse attivo un gruppo di almeno 15 persone (poi risultate essere complessivamente 17) che quasi tutte le sere pianificavano sopralluoghi presso le aziende prese di mira, per poi eseguire i furti. Il gruppo generalmente andava a commettere i furti nei giorni feriali, mai il sabato e la domenica dedicati alla famiglia. Gli stessi si incontravano tutti a Catania in Piazza Caduti del Mare, loro quartier generale, da dove partivano, a bordo delle autovetture dopo averle rifornite dividendo equamente il pieno di carburante. Dopo aver consumato il reato, per “piazzare” la refurtiva si rivolgevano a ricettatori che in alcuni casi sono stati identificati, come la donna Giuseppe Indelicato, che gestisce un’azienda di rottamazione metalli nel quartiere “Zia Lisa” a Catania. La donna, considerata la minore gravità dei fatti commessi, è stata l’unica ad essere sottoposta agli arresti domiciliari, mentre gli altri sono stati condotti in carcere. Gli uomini della Polizia di Ragusa nottetempo hanno raggiunto in 90 la città di Catania e si sono incontrati con gli uomini della Polizia Scientifica, della Squadra Mobile di Catania ed Enna, con i Reparti Prevenzione Crimine e le Unità Cinofile di Catania e Palermo. Dopo un briefing operativo, alle prime luci dell’alba, in 120 hanno fatto irruzione nelle abitazioni dei 17 destinatari del provvedimento di cattura, quattro dei quali sono ancora ricercati. Gli arrestati sono Daniele Aulino nato a Catania il 14.04.1989 inteso “Gallina”, Francesco Belpanno nato a Catania il 06.11.1994 inteso Cipolla, Ciprian Binghiac nato in Romania il 17.07.1984, Gaetano Fisichella nato a Catania il 13.09.1955 soprannominato “Tano Cinque Lire”, Giovanni Fisichella nato a Catania l’1.11.1950, Pietro Fisichella nato a Catania il 13.08.1959, Gianluca Gobbi nato a Roma il 6.07.1972, Giuseppa Indelicato, nata a Catania il 29.10.1972, Salvatore Litrico nato a Catania il 3.10.1964 soprannominato “Turi Spascio”,  Vincenzo Saia nato a Catania il 05.10.1955 soprannominato “Enzo U Tartaruni”, Agatino Strano nato a Catania il 6.03.1989 soprannominato “U Puddasciu”, Stefano Vitale, nato a Catania l’1.12.1974, Rosario Torrisi, nato a Catania il 6.04.1975.

Ragusa, minaccia di morte la moglie e le tre figlie minorenni che si barricano in casa

foto volante

L’intervento degli uomini dell’Ufficio Volanti della Questura di Ragusa ha evitato il peggio salvando moglie e tre figlie minorenni dal marito che, dopo una banale lite, in preda ad uno stato di agitazione, aveva minacciato di ucciderle. Nella serata trascorsa l’uomo, cittadino italiano di origini marocchine, ha avuto una discussione con la moglie per futili motivi a causa dello smarrimento di un computer portatile. Spropositata la reazione dello stesso che ha iniziato ad urlare minacciando di uccidere la donna, le tre figlie tutte minorenni, tra cui una bimba di soli tre anni. La donna ha chiesto aiuto dal balcone di casa e le urla hanno attirato l’attenzione degli uomini dell’Ufficio Volanti in servizio di controllo del territorio proprio in quella zona. Gli agenti si sono portati all’interno del condominio e, simulando di essere postini, si sono fatti aprire la porta di casa dal marito della donna che è apparso subito in un profondo stato di agitazione. La casa era completamente a soqquadro con suppellettili sparsi a terra, cassetti messi a soqquadro, una porta era stata parzialmente distrutta. La donna, avuta la certezza che in casa erano presenti i poliziotti, è uscita dalla stanza con le tre figlie terrorizzate e in lacrime ed ha raccontato agli agenti che si era barricata nella stanza con le sue bambine per poter sfuggire alla rabbia del marito che aveva minacciato di ucciderle. Diverse le liti avvenute in famiglia anche nei giorni prima, durante le quali l’uomo aveva distrutto con un pugno la porta di una stanza. L’uomo è stato accompagnato negli Uffici della Sezione Volanti dove è stato fotosegnalato e, su autorizzazione del P.M. di turno, è scattato l’allontanamento d’urgenza dalla casa famigliare con il divieto di avvicinarsi a quei luoghi. Per il marito è scattata inoltre la denuncia per maltrattamenti in famiglia e minacce gravi nei confronti dei propri congiunti, aggravate dalla minore età degli stessi. Nella giornata di ieri il provvedimento d’urgenza è stato convalidato dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Ragusa che ha disposto la misura cautelare del divieto di avvicinamento alla residenza della famiglia.

Modica, donne d’affari: tre arrestate per usura

Brafa Eleunora

I Carabinieri hanno eseguito tre ordinanze di custodia cautelare ai domiciliari per i reati di usura aggravata in concorso, illecita attività d’intermediazione finanziaria senza iscrizione negli albi e minaccia aggravata: Eleonora Brafa, 40 anni, Giovanna Imbergamo 62 anni, Maria Concetta Neri, 59 anni. L’attività d’indagine iniziò nel giugno 2016 a seguito del suicidio di Guglielmo Delibera, trovato morto per impiccamento nella sua casa di Marina di Modica, già direttore delle Poste di Scicli. Gli inquirenti riscontrarono numerosi contatti del defunto con Maria Concetta Neri, una delle donne sottoposte a misura cautelare e designata dalle fonti quale soggetto dedito a prestare denaro a tassi usurari. Dallo sviluppo degli elementi investigativi è emerso il ruolo delle tre donne, di cui due sono madre e figlia. I reati contestati sono frutto della costituzione di un radicato sistema di concessione di prestiti di denaro a tassi di interesse usurari. Sfruttando lo stato di bisogno di soggetti meno abbienti che versavano in disastrose condizioni economiche e stretti dalla necessità di avere somme di denaro per far fronte a pregressi debiti, essendo protestati, le tre donne si sono poste quali punto di riferimento per tali persone al fine di elargire crediti e prestiti facili, pretendendo un tasso di interesse oscillanti dal 20% sino ad arrivare al 60%. Per gestire i loro affari illeciti e per convincere le vittime ad onorare i debiti, le tre donne non esitavano a ricorrere a pesanti minacce facendo riferimento anche all’intervento di “amici di Catania”, ricordando loro che comunque: “dietro le donne ci sono gli uomini”. Le tre donne erano dedite non solo ai prestiti usurari tradizionali ma, come emerso anche nel corso dei dialoghi intercettati, anche ad un’attività di mediazione creditizia e quindi finanziaria illecita. In particolare il meccanismo attuato dalle tre donne verteva nel procacciare clienti da condurre ad alcune finanziarie da loro prescelte, per far sì che ottenessero dei prestiti che le vittime non potevano regolarmente ottenere in quanto già protestate o considerate “cattivi pagatori”. In cambio per aver fatto ottenere loro il prestito, ricevevano esosi compensi in denaro i quali venivano corrisposti a tasso usuraio. Le vittime dunque, corrispondevano una percentuale in denaro per il solo fatto di aver ottenuto il prestito, somma che alimentava il costo del prestito stesso facendolo diventare a tasso usurario. È emerso ancora che per portare a buon fine le pratiche dei finanziamenti le stesse, mantenevano contatti con alcuni impiegati di fiducia presso le finanziarie ai quali erogavano delle ricompense in denaro provenienti dalle somme che gli usurati versavano. Gli impiegati infatti riuscivano per brevi periodi, ad “oscurare” le posizioni creditizie delle vittime in modo che non venissero messe in evidenze il loro stato debitorio. Le risultanze delle indagini convalidate dall’Autorità Giudiziaria hanno fatto emergere una importante attività usuraria che ha fatto registrare un cospicuo volume di affari illeciti, che nel periodo in questione può essere certamente quantificato in circa 100.000 euro.

Arrestate due infermiere dell’ospedale di Vittoria per peculato

Vietti Ornella

La Polizia ha applicato la misura cautelare degli arresti domiciliari per le vittoriesi Ornella Vietti di 52 anni e Franca Tolentino di 51 anni. Secondo gli inquirenti le due infermiere, in servizio entrambe presso il nosocomio di Vittoria, utilizzavano i presidi ospedalieri ed i farmaci nella loro disponibilità come se fossero di loro proprietà per somministrare terapie a pagamento ad ignari pazienti presso i loro domicili. Le due donne lavoravano privatamente sia per case di cura che come assistenza domiciliare ai pazienti dimessi dall’ospedale, offrendo un servizio “all inclusive”. Il paziente non doveva comprare nulla in quanto, perlopiù, erano le stesse infermiere a procurare i medicinali ed altri presidi direttamente dalla farmacia ospedaliera o dai reparti. La Squadra Mobile ha potuto inoltre evidenziare alla Procura della Repubblica che le due infermiere svolgessero arbitrariamente ruoli che possono essere svolti solo da medici, difatti effettuavano terapie senza alcuna disposizione di un medico ma basandosi solo sull’esperienza maturata come infermiere. Si ricorda infatti che l’infermiere può solo somministrare medicinali prescritti da un medico e non d’iniziativa. Le indagini hanno permesso di focalizzare l’attenzione sulle due infermiere dopo una telefonava anonima alla direzione sanitaria del nosocomio per denunciare che all’interno vi fossero delle irregolarità. Dalle indagini sono emerse una serie innumerevole e quotidiana di prestazioni infermieristiche domiciliari extra ospedaliere a pagamento effettuate dalle indagate, il tutto utilizzando medicinali di proprietà dell’ospedale, prestazioni domiciliari retribuite in nero a seconda della tipologia del servizio (3 euro un’iniezione intramuscolo, 15 per una flebo), prestazioni domiciliari che nascevano quasi tutte dalle informazioni che la Vietti possedeva in quanto infermiera presso l’ospedale e quindi a conoscenza dei degenti in dimissione, l’utilizzazione costante di presidi sanitari e prodotti farmaceutici trafugati dalle arrestate dagli armadi del nosocomio e dai reparti in genere. Ieri la Squadra Mobile, coadiuvata dal Commissariato di Vittoria, ha eseguito le ordinanze di custodia a carico delle due arrestate e contestualmente ha effettuato un controllo presso due agenzie di onoranze funebri. La perquisizione domiciliare ha permesso di sequestrare altre medicine e presidi sanitari di proprietà dell’ospedale, rivenuti a casa della Vietti, mentre nulla è stato rivenuto a casa della Tolentino o nelle due agenzie di onoranze funebri.

AGGRESSIONE A MARINA DI RAGUSA DEL 26 AGOSTO, IDENTIFICATO E DENUNCIATO IL RESPONSABILE

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Conclusa dai Carabinieri della Compagnia di Ragusa l’indagine sull’aggressione avvenuta, la sera di sabato 26 agosto sul lungomare Mediterraneo, quando un sedicenne, forse solo per uno sguardo di troppo, era stato selvaggiamente picchiato da un altro ragazzo che, dopo avergli sferrato un violentissimo calcio in pieno viso, tanto da provocargli una frattura alla mascella, si era dato a precipitosa fuga, lasciando la sua vittima a terra priva di sensi. Da allora sono stati acquisiti i filmati di alcune telecamere di videosorveglianza poste nelle vicinanze del luogo dell’aggressione che, comunque, non si sono rivelate molto utili per individuare il bullo responsabile dell’aggressione, poiché le immagini erano di scarsa qualità. Il passo successivo è stato quello di sentire le decine di testimoni che avevano assistito al fatto, visto che nella serata del fine settimana il lungomare Mediterraneo era ovviamente affollato di persone. Proprio grazie a queste testimonianze e alla descrizione del suo aggressore fornita dalla vittima è stato ricostruito un primo identikit del soggetto, sulla base del quale sono state acquisite le foto di centinaia di soggetti che presentavano caratteristiche somatiche simili. Tali foto, raccolte in un corposo album, sono state sottoposte alla stessa vittima che, senza ombra di dubbio, riconosceva il suo aggressore in A.C., incensurato di anni 20, residente a Santa Croce Camerina, che veniva quindi denunciato in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria di Ragusa per il reato di lesioni personali gravi, aggravate dai futili motivi.

Arrestato l’ex sindaco di Vittoria Giuseppe Nicosia

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La Guardia di Finanza ha eseguito alcuni arresti per scambio politico-mafioso con riferimento alle elezioni amministrative del 2016. Sono finiti ai domiciliari gli esponenti del Pd Giuseppe e Fabio Nicosia. Arrestati anche Venerando Lauretta e Giombattista Puccio.

Incidente autonomo sulla Modica Mare. Conducente guidava senza patente

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Incidente stradale ieri sera sulla Via Sorda Sampieri. Un furgone Ford Transit, dopo avere sbattuto prima contro un muro e poi controllo il guard rail che delimita la carreggiata, si è capovolto. I due occupanti, entrambi marocchini, sono riusciti a tirarsi fuori attraverso i finestrini. A parte qualche piccola contusione, sono rimasti illesi. Sul posto è arrivata la polizia che ha disciplinato la circolazione veicolare, i vigili del fuoco, per rimettere su strada il veicolo carico di merce, e la polizia locale per i rilievi. Il conducente, all’arrivo delle forze di polizia non era presente. C’era, però,  un   giovane marocchino che sosteneva di essere il passeggero e che, l’autista si era allontanato per chiamare il carro attrezzi. Dopo circa un’ora si è presentato un extracomunitario la cui versione non convinceva gli agenti del Nucleo di Pronto Intervento della polizia locale che interrogavano l’interessato e che a sua volta si contraddiceva nel descrivere la dinamica. In breve arrivano suoi luoghi altri connazionali e questo alimentava ancora di più le perplessità degli operatori. Dopo oltre un’ora, messo alle strette, uno di questi ammetteva di essere il conducente e di essersi allontanato perchè  sprovvisto di patente di guida. Da ulteriori accertamenti è risultato che l’uomo non aveva mai conseguito il documento. Si tratta di F.B., 37 anni, marocchino, residente a Modica, venditore ambulante. Allo stesso è stata comminata una sanzione, come previsto dall’art. 116 comma 15, di 5000 euro oltre al fermo amministrativo di tre mesi del veicolo.

OPERAZIONE ANTIMAFIA A VITTORIA, SGOMINATO CLAN “VENTURA”

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Dalle prime ore della mattinata odierna, su delega della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Catania, i Carabinieri del Comando Provinciale di Ragusa e la Squadra Mobile di Ragusa, stanno dando esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip del Tribunale di Catania nei confronti di pregiudicati di Vittoria, accusati di associazione mafiosa, estorsioni e fittizia intestazione di beni aggravate dalle modalità mafiose. Gli arrestati sono considerati appartenenti al clan “Ventura”, appartenente all’associazione di stampo mafioso denominata “Stidda”. Le indagini hanno permesso di ricostruire l’organigramma del clan, capeggiato dai componenti della famiglia Ventura, accertando che era dedito alle estorsioni in danno di commercianti e imprenditori, i cui proventi venivano reinvestiti in attività economiche lecite.

Ragusa, investe una donna di 87 anni sulle strisce pedonali e scappa: rintracciata dalla Polizia pirata della strada

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Venerdì pomeriggio in Corso Italia una donna trentenne alla guida di una utilitaria ha investito una anziana che transitava sulle strisce pedonali e, senza fermarsi a prestare soccorso, si è data alla fuga. In pochi minuti gli uomini della Squadra Volanti, grazie a un testimone e alle telecamere di videosorveglianza, hanno individuato l’autovettura a Ragusa Ibla e incastrato il pirata della strada. La donna ha detto di non essersi resa conto di quanto fosse accaduto: è stata accompagnata presso gli uffici della Questura di Ragusa, dove al termine degli ulteriori accertamenti è stata deferita all’autorità giudiziaria con l’accusa di fuga in caso di incidente con danno alle persone, reato che comporta una la pena della reclusione fino a 3 anni. Alla donna è stata ritirata ala patente di guida ai fini della sospensione, come sanzione accessoria. La trentenne, della provincia di Ragusa, è risultata negativa agli accertamenti sull’assunzione di sostanze alcoliche ed era alla guida di una utilitaria che presentava regolare copertura assicurativa.

PORTO DI POZZALLO, 400 MILA EURO SEQUESTRATI A IMPRESA

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Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Ragusa hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo emesso dalla magistratura iblea per un valore pari a quasi quattrocentomila euro nei confronti di un imprenditore locale, operante all’interno del Porto di Pozzallo. L’operazione è frutto di una lunga attività di polizia tributaria e giudiziaria intrapresa dai finanzieri della Tenenza di Pozzallo che ha portato alla luce un vorticoso giro di false fatturazioni finalizzate a consentire ad una impresa di Pozzallo di aggiudicarsi un finanziamento del Fondo Europeo per la Pesca, pari a quasi 400 mila euro, per la costruzione di un impianto di erogazione carburante per natanti all’interno del porto. In particolare è stato accertato che l’azienda beneficiaria del finanziamento pubblico altro non faceva che prendere contatti con le reali aziende fornitrici, ordinare gli acquisti e fare in modo che questi venissero solo fatturati a terze aziende compiacenti perché i beni invece arrivavano a reale destinazione. Quest’ultime, denominate in gergo “cartiere” (perché prive di patrimonio e create con l’unico obiettivo di ricevere ed emettere fatture false), fatturavano la merce indicando importi maggiorati nei confronti della società beneficiaria, al solo scopo di farle creare costi compatibili con il credito pubblico ottenuto. Tale espediente truffaldino ha permesso all’impresa di incamerare molti più soldi di quelli necessari per la fabbricazione del nuovo impianto di distribuzione ed ha consentito a due imprenditori disonesti di intascarsi illecitamente una buona fetta del finanziamento. Inoltre, per rendere il tutto più verosimile, le fatture, attestanti acquisti sovrastimati o lavori edili mai eseguiti, venivano pagate a mezzo bonifico, e poi, nell’arco di pochi giorni, i soldi bonificati tornavano nella disponibilità dell’ordinante, mediante fittizi compromessi di acquisizione di quote societarie. L’articolata attività d’indagine, condotta setacciando decina di conti correnti e centinaia di pagine di documentazione contabile ed extracontabile, ha permesso di seguire il flusso di denaro sporco che i due imprenditori avevano già fatto confluire in attività economiche lecite, al fine di dissimulare la provenienza delittuosa. L’autorità Giudiziaria di Ragusa ha emesso un provvedimento di sequestro preventivo per equivalente finalizzato alla confisca di tutti i beni di proprietà e nella disponibilità della società beneficiaria. Diversi sono i beni su cui sono stati apposti i sigilli, tra cui gran parte del patrimonio aziendale, l’intero impianto di distribuzione carburante, un molo galleggiante lungo più di 50 metri e tutte le disponibilità finanziarie contenute sui conti correnti. Gli imprenditori coinvolti, tra cui anche un commercialista, sono stati tutti deferiti all’Autorità Giudiziaria di Ragusa e dovranno ora difendersi dall’accusa di truffa aggravata, evasione fiscale e riciclaggio.

Fermato transessuale che ha estorto denaro e accoltellato un giovane cliente ragusano

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La Polizia ha sottoposto a fermo per estorsione e lesioni aggravate ChristyanCezar Raiol Bahia, 29 anni, nato in Brasile e domiciliato a Milano. Alle ore 01.30 circa di sabato, personale della Squadra Volanti è intervenuto in Corso Vittorio Veneto per una segnalazione di lite in strada. Gli agenti giunti sul posto non constatavano quanto segnalato e continuavano il proprio servizio di controllo del territorio. Dopo pochi minuti il Pronto Soccorso informava la Polizia di Stato di un giovane ferito al braccio da un fendente, probabilmente una coltellata. La Volante si recava al pronto soccorso per ascoltare la vittima che forniva una versione dei fatti confusionaria, come se volesse omettere di raccontare la verità. La Squadra Mobile indirizzava i sospetti subito su alcuni soggetti già oggetto di investigazioni in ordine alla prostituzione e così effettivamente è stato.  Le indagini hanno quindi permesso di ricostruire l’intera vicenda e sottoporre a fermo di Polizia Giudiziaria il cittadino brasiliano. Il giovane cliente ragusano aveva contattato il brasiliano per consumare un rapporto sessuale in un basso del centro storico del capoluogo ibleo. Una volta all’interno dell’appartamento, il transessuale ha chiesto un “regalino” prima di consumare il rapporto sessuale ma il denaro ceduto a dire del brasiliano era troppo poco ed ha chiesto ancora denaro. Il giovane non aveva altro e quindi ha preteso la restituzione della somma, dicendo di voler andare via. Per tutta risposta il brasiliano ha trattenuto il denaro, il cellulare ed ha aggredito il giovane rimasto inerme. Alle continue richieste di restituzione del denaro e del cellulare, il trans ha colpito con schiaffi prima e con fendenti dopo la vittima che, sanguinante, è uscita da casa. Un amico del fermato che dormiva in un’altra stanza dell’appartamento ha dato aiuto alla vittima facendo recuperare il telefono al giovane che subito dopo è fuggito via. La vittima si è poi recata al pronto soccorso per la ferita al braccio dalla quale fuoriusciva molto sangue. Il giovane aveva riferito al medico di essere stato rapinato da due extracomunitari incontrati per strada, dichiarazione mendace per evitare la vergogna di dover raccontare l’intera vicenda. Le indagini hanno permesso di ricostruire l’esatta dinamica dei fatti, anche con la collaborazione dell’amico del fermato che ha reso dichiarazioni congruenti con quanto poi dichiarato dalla parte offesa.

Incidente stradale sulla Modica-Mare, automobilista in prognosi riservata

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C’è un anziano automobilista in prognosi riservata a seguito dell’incidente stradale verificatosi oggi in Via Sorda Sampieri, sulla Modica Mare, all’intersezione con Via Torre Cannata. Si sono scontrate, per cause in corso di accertamento da parte della Polizia Locale intervenuta sul posto, due autovetture Opel Corsa. Sui luoghi sono arrivate le ambulanze del 118 che hanno trasferito gli occupanti i due mezzi al Pronto Soccorso dell’Ospedale Maggiore. Per  G. G., 86 anni, modicano, è stato necessario il ricovero. Dopo gli accertamenti, i medici hanno deciso di riservarsi la prognosi. Il Nucleo di Pronto Intervento della Polizia Locale ha posto sotto sequestro i due mezzi coinvolti ed ha avviato gli accertamenti per stabilire la dinamica e le eventuali responsabilità. Il traffico ha subito forti rallentamenti.

Recupero ferito a Comiso

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Alle 16.20 di sabato la squadra operativa del distaccamento di Vittoria è intervenuta a Comiso in via San Biagio, in prossimità del ponte sul fiume Ippari, per procedere al recupero di un ferito rinvenuto ai margini del letto del fiume. Mentre il personale del 118 provvedeva a stabilizzare il ferito, da Ragusa giungeva l’autoscala e l’automezzo con l’attrezzatura SAF che comprende anche la barella utilizzata per il recupero legata all’autoscala per riportare a piano strada il ferito. Il malcapitato è stato quindi consegnato alle cure del personale del 118 che in elisoccorso lo ha trasportato al Cannizzaro di Catania.

MUORE UN NEONATO ALL’OSPEDALE GUZZARDI DI VITTORIA

 

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La Direzione generale dell’Asp di Ragusa ha predisposto un’indagine interna per accertare i fatti che hanno determinato il tragico accaduto. Dall’Asp fanno sapere che “Dalla cartella clinica si evince che il piccolo aveva un deficit di crescita. Si trattava di una  gravidanza prossima al termine. Nella  nottata la donna è arrivata al pronto soccorso dell’ospedale perché avvertiva dei dolori riconducibili  ad un imminente  parto. La signora è stata subito monitorata con il relativo tracciato e si  è ravvisata la necessità di intervenire subito con taglio cesareo constatando,  purtroppo, che  il bambino era privo di vita”.

ACATE, MAXI RISSA TRA FAMIGLIE CON SPARATORIA: ARRESTATE 4 PERSONE

 

PALMIERI ANGELO CLASSE 1977

Sarebbe potuta finire in tragedia la rissa scoppiata verso le ore 05.00 in via Manzoni, ad Acate, che ha visto coinvolte 7 persone, tra cui due minorenni. I Carabinieri sono intervenuti arrestando 4 persone, denunciandone 3 a piede libero, sequestrando anche un fucile con matricola abrasa utilizzato durante il violento alterco che è costato il ferimento di un ragazzo, fortunatamente non grave. Tutto è successo per futili motivi e, dopo qualche parola di troppo, due famiglie acatesi si sono scontrate con spintoni, minacce e insulti. La situazione è poi ulteriormente degenerata quando uno di loro ha imbracciato il fucile, che deteneva illegalmente, e ha sparato colpendo alla gamba un giovane della controparte: i Carabinieri, giunti sul posto, oltre a far intervenire il personale del 118 per i soccorsi, sono riusciti a sedare gli animi e a disarmare tutte le persone coinvolte e, dopo aver ricostruito la dinamica dei fatti grazie anche ad alcuni testimoni, hanno tratto in arresto Palmieri Angelo, 40enne, Zisa Giovanni, 20enne, Zisa Salvatore, 46enne, e Zisa Danilo, 18enne. Inoltre, sono state deferite in stato di libertà alla competente Autorità Giudiziaria F.V., 37enne, e due giovani minorenni. A seguito di perquisizione domiciliare è stato sequestrato il fucile usato, un cal. 12 a due canne privo di matricola, e due cartucce: il ragazzo ferito dall’arma da fuoco ne avrà per almeno otto giorni. Palmieri Angelo è stato ristretto presso la Casa Circondariale di Ragusa, mentre gli altri tre sono stati sottoposti agli arresti domiciliari presso la propria abitazione.

Punta Braccetto: scompare una bimba di sei anni. Ritrovata in mare dalla Polizia di Stato

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Momenti di paura mercoledì pomeriggio in spiaggia a Punta Braccetto quando una donna in preda al panico non riusciva più a ritrovare la nipotina di soli sei anni, scomparsa fra le acque antistanti. Lungo quel tratto di costa negli stessi istanti erano in pattuglia gli uomini della squadra nautica della Polizia di Stato, a bordo delle moto d’acqua. Gli agenti si sono portati sul bagnasciuga dove ad attenderli c’era la donna che ha raccontato di come, da oltre venti minuti, non riusciva più a trovare la sua nipotina di soli sei anni. I poliziotti, dopo aver acquisito un’accurata descrizione della bambina, hanno dato l’allarme alla sala operativa della Questura di Ragusa che ha inviato subito sul posto anche le Volanti per contribuire alle ricerche via terra. Subito dopo hanno iniziato una perlustrazione a largo raggio su tutto il tratto di mare circostante puntando l’attenzione a tutti i bagnanti che in quel momento erano in acqua. Dopo circa venti minuti di ricerche, ad una distanza di circa 500 metri dal luogo della scomparsa i poliziotti hanno scorto sull’arenile la bambina e, a bordo dell’acquascooter, l’hanno riportata dai suoi genitori.

Arrestato perchè aggrediva i passanti a Marina di Ragusa

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La Polizia di ha tratto in arresto Ndiaye Diallo Chiekhou, nato in Senegal il 15.11.1996 per aver commesso i reati di resistenza a Pubblico Ufficiale, lesioni e minacce gravi. Alle ore 23.59 del 14 agosto, la Sala Operativa della Questura di Ragusa riceveva numerose segnalazioni in ordine ad un soggetto in escandescenze in Piazza Duca degli Abruzzi. “Presto venite, c’è uno straniero pazzo che tenta di aggredire tutti, ci sono donne e bambini, chiunque si avvicini viene minacciato di morte”. La pattuglia della Squadra Mobile di Ragusa era lì vicino ed in pochi istanti raggiunge l’esagitato. Il soggetto non voleva dialogare in alcun modo, era solo molto violento e minacciava di morte i poliziotti e chiunque tentasse di avvicinarlo. Gli agenti in borghese lo hanno bloccato a terra, con l’aiuto anche di alcuni operatori commerciali che lavorano nei bar della piazza. Nel contempo era già stato chiesto l’ausilio della Squadra Volanti che da li a poco è giunta sul posto assicurando l’energumeno all’intero della macchina di servizio. Nonostante fosse stato ammanettato e condotto all’interno della Volante, l’arrestato continuava a minacciare, insultare e sputare sul divisorio dell’auto che separa gli operatori dai fermati. Condotto presso gli uffici della Squadra Mobile, il giovane senegalese non si calmava, forse per l’assunzione di droghe o alcool, pertanto veniva chiamato anche il 118 che provvedeva a visitarlo. Il giovane era già stato arrestato quest’anno come  scafista, ma successivamente era stato rilasciato per mancanza di esigenze cautelari ed espulso. Nonostante l’intimazione ad allontanarsi dal territorio nazionale dal mese di aprile 2017, il soggetto non aveva in alcun modo rispettato l’ordine dimorando sempre a Ragusa. Dopo gli accertamenti sull’identità del soggetto da parte della Polizia Scientifica, il ragazzo è stato condotto presso il carcere di Ragusa a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

A Vittoria rinvenuta refurtiva a casa di un rumeno pluripregiudicato per un valore di circa 30.000 euro

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La Polizia ha denuncia C. V. di 39 anni per ricettazione e detenzione illegale di munizioni. Sabato mattina, a seguito di alcuni furti consumati nel modicano ed in particolare quelli perpetrati la notte prima ai danni di una struttura ricettiva che ospitava diversi turisti stranieri, venivano pianificate alcune perquisizioni a carico di soggetti pregiudicati per reati contro il patrimonio. All’interno di un’abitazione di campagna sono stati rivenuti televisioni, casse acustiche, tagliaerba, soffiatori, compressori, autoradio, coltelli da macellaio, ganci “appendi animali”, oggetti in oro, banconote di valuta estera, macchine da cucire, elettrodomestici da cucina, computer portatili, telefoni cellulari ed altri oggetti. Numerosi oggetti rubati sono stati restituiti alle vittime, ma presso gli uffici della Squadra Mobile di Ragusa vi sono ancora beni di ingente valore da riconsegnare. E’ possibile recarsi presso gli uffici in Via Isp. G. Lizzio, 1 a Ragusa o contattare la Squadra Mobile dalle ore 09.00 alle 12.00 al numero 0932/673696 o via mail all’indirizzo [email protected] per il riconoscimento e la restituzione degli oggetti. Tutti i beni sono stati fotografati e possono essere visionati sul profilo facebook Questura di Ragusa.

CANTIERE EDILE A ACATE, UNA DENUNCIA,  SANZIONI PER 10.000 EURO

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I Carabinieri della Stazione di Acate e del Nucleo Ispettorato del lavoro di Ragusa hanno ispezionato un cantiere edile per la realizzazione di un complesso residenziale privato ubicato nel comune di Acate. Il controllo dei Carabinieri ha permesso di accertare alcune violazioni della normativa relativa alla sicurezza nei luoghi di lavoro, nonché ulteriori violazioni sulla normativa antinfortunistica a tutela dei lavoratori. In particolare è stato rilevato che gli operai impegnati nell’attività di realizzazione dei manufatti erano costantemente esposti al rischio di folgorazione e precipitazione in quanto l’area di cantiere era sprovvista di attrezzature elettriche a norma e parte dei ponteggi mancanti di parapetti e “linee vita” di ancoraggio. Sono state verificate altresì quattro posizioni lavorative, una delle quali è risultata irregolare. A seguito dell’ispezione è stato deferito alla competente Autorità Giudiziaria il titolare dell’impresa edile, un 40enne originario di Vittoria.

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