23-05-2017
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Archivio della categoria: Cronaca

S. Croce Camerina, denunciati due romeni per ricettazione

cc sccDurante un servizio di controllo del territorio i militari della Stazione di S. Croce Camerina, durante un posto di controllo, hanno fermato una Volkswagen Polo che è risultata essere stata rubata nella notte da Marina di Ragusa. All’interno dell’autovettura due romeni, di 33 e 39 anni, con vari precedenti penali e residenti a Comiso che hanno dato giustificazioni vaghe circa il possesso del veicolo. All’atto del controllo gli uomini, criminali già navigati, sono apparsi ingiustificatamente troppo nervosi, pertanto gli operanti, che già conoscono i due per aver perpetrato altri reati in zona, hanno quindi proceduto all’ispezione del mezzo. All’apertura del cofano i militari hanno trovato circa 40 chilogrammi di pesce surgelato e cinquanta bottiglie di birra, sul cui possesso gli uomini hanno fornito versioni molto fantasiose. È bastata qualche telefonata ai comandi Stazione limitrofi per rintracciare la provenienza dei viveri: il ristorante “Donna Lina” di Marina di Ragusa che nella note era stato depredato. Sia l’autovettura che la merce sono state recuperate e restituite ai legittimi proprietari, mentre i due sono stati denunciati per il reato di ricettazione in quanto al momento non si conosce chi sia stato l’autore materiale dei furti.

INCIDENTE STRADALE AL BIVIO DI GIARRATANA, MOTOCICLISTA GRAVEMENTE FERITO

download (1)E´ stata la polizia provinciale ad intervenire lungo la provinciale 62 sulla Monterosso Giarratana  in territorio del comune di Ragusa, per un incidente verificatosi domenica. Un motociclista è ricoverato in prognosi riservata al Cannizzaro di Catania. Si tratta del ragusano 55enne F.O. che  viaggiava con una Kawasaki e che ha perso il controllo del mezzo. E’ caduto sbattendo con violenza su un muro a secco. Vista la gravità è stato chiamato l’elisoccorso atterrato in un’area vicino a dove si è verificato l’incidente. L’uomo  ha riportato ferite gravissime agli arti.

Sorvegliata speciale di Pubblica Sicurezza arrestata dalla Polizia

 

TRUBIA Salvatrice, 15-3-89 GelaSalvatrice Trubia, ha 27 anni è originaria di Gela ma vive a Caltagirone ed è stata sottoposta pochi mesi fa alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale di Pubblica Sicurezza per le persone pericolose e sospette prevista dal Codice Antimafia con l’obbligo di soggiorno nel comune di residenza. A causa del provvedimento di prevenzione le è stata revocata la patente di guida per mancanza dei requisiti morali. La Polizia però l’ha arrestata a Vittoria e per di più mentre era alla guida della sua autovettura. Era in compagnia di un pregiudicato vittoriese – a cui è legata sentimentalmente – arrestato poche settimane fa per furto in abitazione a Scoglitti. Il ragazzo si era recato presso il Commissariato di Polizia per ottemperare alla misura cautelare che gli era stata imposta dall’Autorità Giudiziaria dell’obbligo di firma giornaliero, ma si è presentato sprovvisto di documenti. Invitato a prenderli ha detto che li aveva lasciati in macchina, è uscito e si è allontanato, seguito a sua insaputa dagli Agenti che intendevano verificare con chi si accompagnasse. I poliziotti hanno visto che si avvicinava ad una autovettura dalla quale prendeva i documenti e dopo, la stessa auto si allontanava di alcune decine di metri. Alla guida la Trubia ora agli arresti domiciliari.

Catturato il secondo rapinatore del bar della stazione di Vittoria

 

NICASTRO Giovanni logo

La Polizia di Stato ha eseguito venerdì mattina la misura cautelare della custodia in carcere a carico di Giovanni Nicastro nato a Vittoria il 15 marzo 1990, emessa dal GIP presso il Tribunale di Ragusa su richiesta della Procura della Repubblica. Nicastro, insieme a Luca Giuseppe Di Paola ha messo a segno il 26 gennaio scorso la rapina aggravata dall’uso delle armi presso il bar/tabacchi della stazione ferroviaria di Vittoria. I due malviventi arrivavano a bordo di uno scooter, Di Paola aspettava sullo scooter mentre Nicastro entrava sparando un colpo di pistola in aria che si conficcava nel tetto, alla presenza di bambini che venivano portati dietro al bancone mentre il titolare consegnava 3000 euro che aveva in tasca. Non pago, Nicastro puntava la pistola alla testa della cassiera che apriva il cassetto per consegnare il contenuto. Il proprietario ingaggiava una lotta in difesa della moglie e il rapinatore sparava un altro colpo che, per fortuna, non colpiva nessuno. Dopo aver arraffato il denaro Nicastro usciva fuori e saltava in sella allo scooter condotto dal complice Di Paola. Le indagini della Squadra Mobile e del Commissariato permettevano di ricostruire le fasi della rapina ed individuare il modello dello scooter utilizzato. Dopo giorni di indagini veniva effettuata una perquisizione presso l’attività del padre di Di Paola che veniva tratto in arresto per detenzione illegale d’arma da fuoco accollandosi la responsabilità della detenzione. Fondamentale per l’attribuzione della responsabilità a carico di Di Paola, anche l’esame delle immagini di video sorveglianza dell’azienda del padre che hanno permesso di ricostruire le fasi di occultamento dello scooter e della pistola. La Polizia Scientifica aveva già accertato che la pistola utilizzata durante la rapina fosse la stessa rinvenuta presso l’azienda del padre del rapinatore. La strategia della Procura della Repubblica di Ragusa e degli investigatori è stata quella di convocare con un scusa Nicastro durante le fasi dell’arresto di Di Paola. Messi insieme in una sala d’attesa, i due rapinatori sono stati intercettati ed hanno ammesso le loro responsabilità. Entrambi, chiusi nella stanza della Polizia di Stato, volevano aprire i cassetti per trovare armi da rubare ai poliziotti della Squadra Mobile. Ovviamente le armi in dotazione non sono state trovate, inoltre pianificavano la fuga dalla finestra. Durante le intercettazioni i due criminali hanno ammesso le loro responsabilità, rimarcando i vari errori da loro commessi, come quello di non gettare la pistola e di averla custodita nell’azienda del padre.

RAGUSA, UN ARRESTO PER DROGA

download (1)Nel pomeriggio di giovedì i carabinieri di Ragusa hanno arrestato un 22enne italiano incensurato che all’atto di un controllo d’iniziativa, lungo le vie del centro ragusano, è stato trovato in possesso di 6 grammi di marijuana. Nel corso di successiva perquisizione domiciliare i militari hanno rinvenuto presso la sua abitazione una stanza adibita a piccola serra con tanto di lampade e materiale idroponico in cui il giovane coltivava una pianta alta circa 60 cm. Lo stesso deteneva altresì materiale per il confezionamento in dosi e la successiva vendita ed è stato pertanto arrestato per detenzione e coltivazione ai fini di spaccio di stupefacenti. Attualmente, su disposizione del dott. Riccio, è ai domiciliari presso la propria abitazione di residenza.

Sequestro di reti abusive alla diga di S. Rosalia

SeqReti3bisridEnnesimo duro colpo ai pescatori di frodo da parte dei guardiapesca della Federazione Italiana Pesca Sportiva ed Attività Subacquee  di Ragusa, che gestiscono il più antico ed efficiente specifico servizio di controllo nelle acque interne della provincia. Diverse centinaia di metri di reti illegali sono state infatti recentemente individuate e sequestrate lungo le sponde della diga di S. Rosalia. Rilevante, nelle operazioni di recupero di tali ordigni da pesca, è stata la possibilità, prevista in un’apposita convenzione con il Libero Consorzio comunale di Ragusa (già Provincia di Ragusa), dell’ausilio di un natante acquistato dalla stessa Amministrazione diversi anni fa con fondi europei, insieme ad altre attrezzature tecnico-scientifiche, grazie anche alla collaborazione dell’Ittiologo Antonino Duchi. La Provincia di Ragusa è stata la prima in Sicilia a dotarsi di un regolamento di pesca nelle acque interne, già negli anni ’80. La lotta alla pesca di frodo è  essenziale per la tutela della fauna ittica e dell’ambiente: essi saranno ripetuti con maggiore frequenza ed in qualunque fascia oraria, proprio per scoraggiare tali comportamenti illeciti.

Tentano furto in un chiosco, sorpresi cinque giovani dai Carabinieri

arnesi2La scorsa notte, i Carabinieri della Compagnia di Modica hanno predisposto specifici servizi su tutto il territorio di competenza per la prevenzione e la repressione dei furti in abitazione. Nel corso del servizio, i Carabinieri delle Stazioni di Pozzallo e Marina di Modica hanno sorpreso in flagranza di reato cinque persone che stavano tentando un furto all’interno di un chiosco del Lungomare Pietrenere. Infatti, i militari dell’Arma, transitando sulla fascia costiera di Pozzallo, intorno alle 3 di notte, hanno notato cinque giovani che, con fare sospetto, stavano stazionando nei pressi di un chiosco. Effettivamente, poco dopo, hanno visto due dei ragazzi che stavano forzando la porta di ingresso del chiosco e gli altri tre che si erano appostati nelle vicinanze per fare da “palo”. I giovani sono stati perquisiti e sono stati trovati in possesso di alcuni arnesi da scasso con i quali avevano già forzato la porta del chiosco e quindi sono stati condotti tutti in caserma. A questo punto, i due giovani sorpresi a forzare la porta d’ingresso, S.C., classe ’97, già noto alle forze di polizia, e M.V.S., classe ’96, incensurata, entrambi pozzallesi, sono stati dichiarati in stato di arresto per il reato di tentato furto aggravato in concorso e, successivamente, su disposizione del Sostituto Procuratore di turno presso il Tribunale di Ragusa, il primo è stato sottoposto agli arresti domiciliari mentre la seconda è stata rimessa in libertà. Gli altri tre giovani, tutti pozzallesi e minorenni, sono stati denunciati a piede libero anche loro per il reato di tentato furto aggravato in concorso.

Incidente mortale sulla Vittoria-Cannamelito. Morta pensionata di 80 anni

polizia provinciale

E’ di un morto il bilancio di un tragico incidente stradale verificatosi nel primo pomeriggio di domenica sulla Strada Provinciale n. 5. A perdere la vita, dopo il ricovero nell’Ospedale di Vittoria, Antonietta Battaglia di 80 anni occupante la Seat Marbella guidata dal marito che si è scontrata con una Bmw dove viaggiavano 4 giovani, in maggioranza ventenni, tutti di Grammichele, che sono rimasti illesi. Le condizioni degli occupanti della Marbella sono subito apparsi gravi; trasportati presso l’Ospedale di Vittoria, la moglie del conducente è deceduta dopo qualche ora. I rilievi sono stati effettuati dalla Polizia Provinciale di Ragusa e il pm di turno Scollo ha deciso di sequestrare i due veicoli coinvolti nell’incidente.

Pericoloso spacciatore tunisino catturato dalla Polizia

KHADIMALLAH Mohamed Ben Salah, Tunisia il 07.03.1980.

E’ stato catturato dalla Polizia del Commissariato di Polizia di Vittoria e condotto in carcere dove dovrà scontare la pena di 9 anni e 4 mesi di reclusione e pagare la multa di 23.000 euro dopo che sono diventate definitive ben tre condanne; la prima per il reato di spaccio in concorso risalente al febbraio 2004, la seconda per il reato di evasione nel 2005, la terza ancora per spaccio di stupefacenti in concorso nel 2011. Ha “rischiato” pure di avere indultati ben 2 anni e mezzo di reclusione. L’Autorità Giudiziaria tuttavia ha stabilito di revocare il beneficio, perché il condannato entro i cinque anni dall’entrata in vigore della legge aveva commesso un delitto grave. Khadimallah Mohamed Ben Salah, 37 anni, nato in Tunisia, non espellibile perché coniugato con una donna italiana, è stato ricercato, rintracciato e prelevato dalla Polizia che dopo averlo condotto presso gli Uffici del Commissariato di Polizia, lo ha trasferito presso la Casa Circondariale di Ragusa dove dovrà scontare il lungo periodo di detenzione.

Sicurezza prodotti e marchi contraffatti. sequestrati oltre 100.000 articoli

Profumi

Incessante è l’impegno dei finanzieri del Comando Provinciale di Ragusa che, nell’ambito dei servizi finalizzati alla prevenzione e repressione delle violazioni in materia sicurezza prodotti e marchi contraffatti, hanno sequestrato oltre 100.000 prodotti, per un valore complessivo di circa 250.000 euro. I Militari del Nucleo di Polizia Tributaria di Ragusa, al termine di accurati accertamenti presso due esercizi commerciali di Ragusa, hanno sequestrato giocattoli privi del marchio “CE”, materiale elettrico pericoloso privo delle caratteristiche di sicurezza e informative minime per i consumatori e confezioni di profumi riportanti i marchi contraffatti di note griffe. I prodotti sono stati sequestrati ed il titolare dell’esercizio commerciale è stato deferito all’Autorità Giudiziaria per le ipotesi di reato di introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi e mendaci. I giocattoli sono stati invece sottoposti a sequestro amministrativo ed il responsabile è stato segnalato alla Camera di Commercio di Ragusa per violazioni al Codice del Consumo  ed ora rischia sanzioni pecuniarie che possono arrivare fino a 25.823 euro.

SCOPERTA FRODE FISCALE CON FATTURE FALSE, SEQUESTRATI BENI PER OLTRE 600 MILA EURO  

schema frode per comunicato stampa

A Vittoria i finanzieri del Comando Provinciale di Ragusa hanno denunciato 9 persone responsabili a vario titolo di 4 aziende, per reati fiscali e sequestrato beni immobili, mobili nonché somme di denaro intestati agli indagati per oltre 600 mila euro. Si tratta di aziende che si occupano di montaggio di serre, una delle attività economiche cardine del vittoriese. A seguito di mirati accertamenti, iniziati già nel 2015, i finanzieri sono riusciti a scoprire un sistema di frode complesso e ben congeniato, basato sull’emissione ed utilizzo di fatture per operazioni inesistenti quantificate in oltre un milione di euro, poste in essere da 4 aziende serventi l’una a favore dell’altra. Le operazioni commerciali indicate nelle fatture, tra l’altro di rilevante importo, non erano mai avvenute (venivano utilizzati timbri falsi, apposte firme apocrife, indicate cessioni di beni non commercializzati dai fornitori, ecc.) e i pagamenti erano tutti simulati.

Pozzallo, tra sabato e domenica approdano 700 migranti, tra cui i superstiti di un gommone da cui sono caduti in acqua, perdendo la vita, 80 persone

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La Polizia ha raccolto gravi indizi di colpevolezza a carico di Nasrudin I Said, nato in Somalia il 01.04.1998. Secondo i testimoni avrebbe condotto una delle imbarcazioni partite dalle coste libiche. I migranti, provenienti dal centro Africa, sono stati ospitati presso l’Hot Spot di Pozzallo per essere visitati, identificati e trasferiti in altri centri.

Trentenne vittoriese salvato dalla Polizia e poi denunciato per detenzione di stupefacenti

droga e bilancini

Nel primo pomeriggio di sabato una persona richiedeva aiuto in quanto aveva appena ricevuto sul suo telefono diversi messaggi da suo cognato, nei quali quest’ultimo manifestava la volontà di togliersi la vita. Le Volanti del Commissariato di Polizia di Vittoria si sono messe alla ricerca seguendo alcuni indicazioni sui luoghi frequentati dalla persona in pericolo e, dopo poche decine di minuti, hanno notato sulla battigia dell’arenile della Lanterna a Scoglitti, vicino al molo di ponente, la sagoma di un uomo riversa a terra. L’uomo, privo di sensi, era parzialmente immerso in acqua. Le indagini hanno accertato che le cause dell’insano gesto erano da ricondurre ad uno stato depressivo sofferto dall’uomo dopo che la convivente lo aveva abbandonato dopo una decina d’anni di convivenza. Nelle tasche dei pantaloni dell’uomo i poliziotti hanno trovato un flacone di benzodiazepine, un potente ansiolitico. I poliziotti, perquisendo l’abitazione del malcapitato, hanno rinvenuto un contenitore con 70 grammi di marijuana e due bilancini elettronici di precisone. Tale rinvenimento ed il fatto che il soggetto non risulta assuntore di sostanza stupefacente hanno fatto ritenere che il significativo quantitativo di droga ed i due bilancini elettronici siano stati utilizzati per attività di spaccio e pertanto, dopo avergli salvato la vita, la Polizia ha denunciato il trentenne per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. L’uomo sta bene ed è stato dimesso dall’ospedale di Vittoria.

Alla guida di un motorino rubato: arrestato un tunisino per resistenza a pubblico ufficiale

download (3)Inseguimento per la S.P. 25, in loc. Punta Braccetto a S. Croce Camerina, dove i militari della Stazione del posto, impegnati nell’esecuzione di un posto di controllo, hanno intimato l’alt ad un motorino che non ha arrestato la sua corsa. I militari lo hanno inseguito riuscendo a fermare il conducente, un tunisino O.H., 37enne con qualche precedente di polizia, alla guida del mezzo privo di targa e verosimilmente di provenienza illecita. Il tunisino è stato quindi invitato dai militari a seguirli in caserma per la compilazione degli atti relativi alla denuncia per ricettazione ed a quel punto ha tentato la fuga a piedi ed ha ostacolato in ogni modo i militari che pur avendolo bloccato non riuscivano a farlo salire nell’autovettura di servizio. Solo dopo l’intervento di un’ulteriore pattuglia l’uomo che si dimenava e cercava in ogni modo di scappare si è calmato e di militari sono riusciti a condurlo in caserma. La sceneggiata e l’aggressività rivolta ai militari ha aggravato la sua situazione e gli è costata le manette con un arresto in flagranza e la sottoposizione al regime dei domiciliari. Il motorino è stato sequestrato in attesa di scoprirne la provenienza. L’uomo è risultato inoltre essere gravato da un provvedimento di espulsione dal territorio nazionale, cui non ha ottemperato, e pertanto è stato denunciato oltre che per la ricettazione anche per il reato di permanenza illegale sul territorio nazionale.

MODICA: LA POLIZIA ARRESTA UN  TUNISINO

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A Modica la Polizia di Stato ha dato esecuzione all’ordinanza  di custodia cautelare in carcere, emessa dalla Corte d’Appello di Catania nei confronti del noto pregiudicato tunisino, Zaoual Anis, di 32 anni, residente a Modica, con precedenti per rapina, furto, ricettazione, resistenza a pubblico ufficiale, falso e spaccio di stupefacenti. L’uomo ad aprile era stato tratto in arresto dalla Polizia di Stato di Modica assieme ad altre tre persone perchè dopo  una perquisizione domiciliare, in cui si trovava ristretto in regime di detenzione domiciliare, era stato trovato in possesso  di  oltre 250 grammi di sostanza stupefacente e di alcune armi bianche. Prima era stato risottoposto agli arresti domiciliari, ritornando nella propria abitazione. Ma la tendenza a delinquere del tunisino ha indotto  la Polizia a richiedere all’Autorità Giudiziaria un aggravamento della misura restrittiva.  Zaouali Anis è ora in carcere a Ragusa.

AI DOMICILIARI CON LA COCAINA: ARRESTATO A SCOGLITTI HAMDI DYLI

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Mercoledì 3 maggio i Carabinieri hanno arrestato un albanese di 30 anni sorpreso con della cocaina durante un controllo presso la sua abitazione dove si trovava agli arresti domiciliari. L’uomo aveva con sé ben 13 dosi di cocaina occultate nella camera da letto, per un peso complessivo di oltre 10 grammi. Hamdi Dyli è stato associato alla Casa Circondariale di Ragusa.

In trasferta a Ragusa per compiere furti. Tre donne rom fermate dalla Polizia

Foto RID STAMPASono state bloccate prima che compiessero dei furti, tre giovani donne di etnia rom fermate dagli uomini dell’Ufficio Volanti della Questura di Ragusa. E proprio in un giorno festivo come il primo maggio, tenuto conto che molte abitazioni erano disabitate, ha spinto le tre donne, zia e due nipoti minorenni, a portarsi da Catania a Ragusa pronte a colpire in alcuni appartamenti. Le tre donne si aggiravano in città a bordo di una utilitaria che è stata immediatamente individuata dagli agenti. Fondamentale la segnalazione pervenuta al 113 da parte di un cittadino che si è reso conto dei propositi poco raccomandabili delle tre, che si aggiravamo guardando ripetutamente le abitazioni. In pochi secondi i poliziotti hanno raggiunto via Corbino riuscendo a bloccare una Renault Clio con a bordo le tre donne di etnia rom di cui due minorenni. Le stesse non hanno saputo motivare la loro presenza a Ragusa dato che erano domiciliate presso il campo rom di Catania. Dentro l’auto sotto il tappetino posteriore i poliziotti hanno rinvenuto un vero e proprio kit per scassinare le porte di ingresso delle abitazioni: due grossi giraviti a punta piatta, una scheda plastica semirigida utilizzata per aprire facilmente porte anche blindate, chiuse senza mandate, e guanti in lattice utili a non lasciare impronte digitali. Di rilievo anche il curriculum criminale delle giovani donne con a carico numerosi precedenti specifici per furti in abitazioni perpetrati in più parti d’Italia. Inoltre la più grande, appena ventenne, era alla guida del mezzo priva della patente di guida, con un autovettura non assicurata e priva della prescritta revisione periodica, violazioni al codice della strada sanzionate con oltre seimila euro ed il sequestro del mezzo. Le tre donne sono state denunciate  per possesso ingiustificato di chiavi alterate e grimaldelli in concorso e proposte per l’emissione della misura di prevenzione del divieto di ritorno nel comune di Ragusa.

 

ARRESTATO AL PORTO DI POZZALLO UN POLACCO CON OTTO CHILI DI SOSTANZA STUPEFACENTE.

8 chiliDurante il periodo delle festività del 25 aprile e del 1° Maggio sono state intensificate le attività di repressione e contrasto ai traffici illeciti a cura dei finanzieri del Comando Provinciale di Ragusa. Il 30 aprile al porto di Pozzallo, le Fiamme Gialle, con la collaborazione di personale dell’Agenzia delle Dogane, hanno individuato tra i passeggeri in fila per imbarcarsi sul catamarano diretto a Malta, un uomo che, alla vista dei militari, ha cominciato a dare evidenti segnali di nervosismo e ha cercato di allontanarsi dall’area d’imbarco. Il successivo controllo, prima sui bagagli e poi sulla persona, ha permesso di rinvenire otto chili di marijuana, accuratamente confezionata sotto vuoto, nel chiaro intento di sfuggire al fiuto dei cani antidroga. Inoltre, sulle varie confezioni erano riportate quantità e tipologia qualitativa della sostanza stupefacente trasportata, con l’obiettivo di soddisfare l’allettante mercato della droga maltese. Il responsabile, di origine polacca, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, è stato tratto in arresto per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente e condotto presso la Casa Circondariale di Ragusa. La droga avrebbe potuto fruttare non meno di 50.000 euro.

 

La Polizia sventa furto in Parrocchia ed arresta due vittoriesi

CIRMI Giovanni 14-10-1997 VittoriaNel corso della notte tra sabato e domenica sono stati tratti in arresto due giovani vittoriesi, uno dei quali noto pregiudicato, si tratta di: Giovanni Cirmi, 19enne con precedenti penali per reati contro il patrimonio ed altro, da poco tornato in libertà dopo avere scontato la pena comminatagli dal Tribunale per i Minorenni di Catania perché riconosciuto colpevole di rapina ai danni di una anziana donna e Danilo Privitello, 24enne incensurato. Le Volanti della Polizia transitando in via Pietro Gentile hanno notato dei bagliori provenire dall’interno della chiesa di Santa Maria Goretti, hanno deciso di perlustrare bene tutto il perimetro del luogo di culto ed hanno trovato una porta sul retro che era stata forzata. Presupponendo che i malviventi fossero dentro la chiesa, hanno controllato all’interno e nascosti dietro delle tende di uno stanzino hanno trovato i due vittoriesi. Sottoposti a perquisizione, gli è stata trovata al seguito una parrucca, dei guanti, un’ascia e dei grossi cacciaviti che avevano utilizzato per scardinare la porta. Sistemati vicini quella stessa porta è stato rinvenuto ciò che pensavano di portarsi via, due casse acustiche, uno stereo, un videoproiettore ed una chitarra acustica.  I due ladri sono ora in carcere a Ragusa.

Ragusa, vede l’ex fidanzata di 17 anni con un altro e tenta di ucciderlo investendolo, poi si avventa sul rivale colpendolo ripetutamente con una chiave inglese

foto CHILLEMI Marco con logo

La Polizia ha sottoposto a fermo Marco Chillemi, ragusano di 22 anni, per il reato di tentato omicidio di un trentunenne. Lunedì alle 14.00 circa la Sala Operativa della Questura riceveva diverse segnalazioni al 113 per una rissa in Via Respighi. Nonostante l’immediato intervento della Volante, uno dei soggetti coinvolti all’arrivo dei poliziotti si era dato alla fuga. A terra riverso in una pozza di sangue e privo di sensi vi era il corpo di un giovane di 31 anni ragusano. In lacrime sul marciapiedi vi era una giovanissima ragazza di 17 anni che si avvicinava ai poliziotti per riferire che poco prima il suo ex fidanzato aveva investito il ragazzo riverso a terra perché geloso, tentando di ucciderlo. Aggiungeva che dopo averlo investito e trascinato per qualche metro, scendeva dall’auto e colpiva con una chiave inglese in ferro il ragazzo. La violenza inaudita veniva interrotta dalle urla dei testimoni e per l’intervento di alcuni passanti, tanto da far decidere al ragazzo di fuggire. L’autore del reato era in compagnia di una coppia di fidanzati che nulla hanno fatto per impedire l’evento. Le cure rianimatorie del 118 hanno permesso di ristabilire i parametri vitali della vittima, che era svenuta. In ospedale il trentunenne ragusano è stato sottoposto ad un delicato intervento alla gamba. Dalle informazioni raccolte mediante l’escussione dei testimoni, si apprendeva che Chillemi, transitando sotto casa della sua ex, non appena si è accorgeva che la ragazzina era in compagnia di un ragazzo, la insultava dicendole che si sarebbero visti più tardi per parlare di questo fatto. In quel momento la rabbia prendeva il sopravvento, il giovane faceva il giro dell’isolato e, ripercorrendo la stessa strada, entrava in controsenso ed accelerando investiva volontariamente il giovane rivale che si trovava a bordo della sua moto. Non pago, scendeva dall’auto e si dirigeva verso il ragazzo che nonostante le ferite gravissime alla gamba, tentava di sottrarsi alla furia omicida. Chillemi, armato di una chiave in ferro del tipo utilizzato per smontare le ruote delle auto, si avventava sul corpo esanime della vittima colpendolo ripetutamente alla testa ed in diverse parti del corpo. Per fortuna la vittima indossava ancora il casco. L’arrestato per uccidere il suo rivale non lo ha solo investito ma lo ha anche trascinato per diversi metri danneggiando gravemente diverse auto in sosta di ignari cittadini accorsi sul posto. Considerati i numerosi testimoni, Chillemi decideva di fuggire portando via con se la coppia di amici che nulla faceva per fermarlo lasciando a terra la vittima in una pozza di sangue senza soccorrerla. Impaurito per quanto commesso, il fuggitivo trovava ospitalità da un amico mentre i due fidanzati andavano con gli altri amici a festeggiare il primo maggio, non curanti delle sorti del giovane ferito gravemente e senza ovviamente informare la Polizia. Chillemi intanto telefonava al 113 per costituirsi e, presso gli uffici della Squadra Mobile, forniva una versione completamente diversa dai testimoni. Dopo poco venivano rintracciati anche i suoi due amici e, nonostante un primo tentativo da parte dell’uomo di depistare le indagini fornendo una versione dei fatti a favore del loro amico, la ragazza era da subito sincera riferendo esattamente quanto accaduto. Anche il ragazzo dopo un po’, si rendeva conto della gravità dei fatti e, onde evitare di essere indagato per favoreggiamento personale, riferiva quanto accaduto con dovizia di particolari. Resta ferma la loro responsabilità in ordine all’omissione di soccorso, in quanto lasciavano entrambi il corpo a terra esanime del giovane. Non esistono invece responsabilità penali per via di aver assistito al tentato omicidio inermi in quanto sorpresi dall’impeto di Chillemi così come non hanno responsabilità penali per non aver tentato in alcun modo di fermarlo quando colpiva con una chiave la vittima. L’arrestato ha indicato dove aveva nascosto l’auto che riportava segni evidenti dell’investimento e, all’interno della quale, è stata rinvenire l’arma impropria con la quale era stato colpita la vittima, nascosta sotto al sedile.

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