19-11-2017
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Archivio della categoria: Cronaca

Recupero ferito a Comiso

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Alle 16.20 di sabato la squadra operativa del distaccamento di Vittoria è intervenuta a Comiso in via San Biagio, in prossimità del ponte sul fiume Ippari, per procedere al recupero di un ferito rinvenuto ai margini del letto del fiume. Mentre il personale del 118 provvedeva a stabilizzare il ferito, da Ragusa giungeva l’autoscala e l’automezzo con l’attrezzatura SAF che comprende anche la barella utilizzata per il recupero legata all’autoscala per riportare a piano strada il ferito. Il malcapitato è stato quindi consegnato alle cure del personale del 118 che in elisoccorso lo ha trasportato al Cannizzaro di Catania.

MUORE UN NEONATO ALL’OSPEDALE GUZZARDI DI VITTORIA

 

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La Direzione generale dell’Asp di Ragusa ha predisposto un’indagine interna per accertare i fatti che hanno determinato il tragico accaduto. Dall’Asp fanno sapere che “Dalla cartella clinica si evince che il piccolo aveva un deficit di crescita. Si trattava di una  gravidanza prossima al termine. Nella  nottata la donna è arrivata al pronto soccorso dell’ospedale perché avvertiva dei dolori riconducibili  ad un imminente  parto. La signora è stata subito monitorata con il relativo tracciato e si  è ravvisata la necessità di intervenire subito con taglio cesareo constatando,  purtroppo, che  il bambino era privo di vita”.

ACATE, MAXI RISSA TRA FAMIGLIE CON SPARATORIA: ARRESTATE 4 PERSONE

 

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Sarebbe potuta finire in tragedia la rissa scoppiata verso le ore 05.00 in via Manzoni, ad Acate, che ha visto coinvolte 7 persone, tra cui due minorenni. I Carabinieri sono intervenuti arrestando 4 persone, denunciandone 3 a piede libero, sequestrando anche un fucile con matricola abrasa utilizzato durante il violento alterco che è costato il ferimento di un ragazzo, fortunatamente non grave. Tutto è successo per futili motivi e, dopo qualche parola di troppo, due famiglie acatesi si sono scontrate con spintoni, minacce e insulti. La situazione è poi ulteriormente degenerata quando uno di loro ha imbracciato il fucile, che deteneva illegalmente, e ha sparato colpendo alla gamba un giovane della controparte: i Carabinieri, giunti sul posto, oltre a far intervenire il personale del 118 per i soccorsi, sono riusciti a sedare gli animi e a disarmare tutte le persone coinvolte e, dopo aver ricostruito la dinamica dei fatti grazie anche ad alcuni testimoni, hanno tratto in arresto Palmieri Angelo, 40enne, Zisa Giovanni, 20enne, Zisa Salvatore, 46enne, e Zisa Danilo, 18enne. Inoltre, sono state deferite in stato di libertà alla competente Autorità Giudiziaria F.V., 37enne, e due giovani minorenni. A seguito di perquisizione domiciliare è stato sequestrato il fucile usato, un cal. 12 a due canne privo di matricola, e due cartucce: il ragazzo ferito dall’arma da fuoco ne avrà per almeno otto giorni. Palmieri Angelo è stato ristretto presso la Casa Circondariale di Ragusa, mentre gli altri tre sono stati sottoposti agli arresti domiciliari presso la propria abitazione.

Punta Braccetto: scompare una bimba di sei anni. Ritrovata in mare dalla Polizia di Stato

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Momenti di paura mercoledì pomeriggio in spiaggia a Punta Braccetto quando una donna in preda al panico non riusciva più a ritrovare la nipotina di soli sei anni, scomparsa fra le acque antistanti. Lungo quel tratto di costa negli stessi istanti erano in pattuglia gli uomini della squadra nautica della Polizia di Stato, a bordo delle moto d’acqua. Gli agenti si sono portati sul bagnasciuga dove ad attenderli c’era la donna che ha raccontato di come, da oltre venti minuti, non riusciva più a trovare la sua nipotina di soli sei anni. I poliziotti, dopo aver acquisito un’accurata descrizione della bambina, hanno dato l’allarme alla sala operativa della Questura di Ragusa che ha inviato subito sul posto anche le Volanti per contribuire alle ricerche via terra. Subito dopo hanno iniziato una perlustrazione a largo raggio su tutto il tratto di mare circostante puntando l’attenzione a tutti i bagnanti che in quel momento erano in acqua. Dopo circa venti minuti di ricerche, ad una distanza di circa 500 metri dal luogo della scomparsa i poliziotti hanno scorto sull’arenile la bambina e, a bordo dell’acquascooter, l’hanno riportata dai suoi genitori.

Arrestato perchè aggrediva i passanti a Marina di Ragusa

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La Polizia di ha tratto in arresto Ndiaye Diallo Chiekhou, nato in Senegal il 15.11.1996 per aver commesso i reati di resistenza a Pubblico Ufficiale, lesioni e minacce gravi. Alle ore 23.59 del 14 agosto, la Sala Operativa della Questura di Ragusa riceveva numerose segnalazioni in ordine ad un soggetto in escandescenze in Piazza Duca degli Abruzzi. “Presto venite, c’è uno straniero pazzo che tenta di aggredire tutti, ci sono donne e bambini, chiunque si avvicini viene minacciato di morte”. La pattuglia della Squadra Mobile di Ragusa era lì vicino ed in pochi istanti raggiunge l’esagitato. Il soggetto non voleva dialogare in alcun modo, era solo molto violento e minacciava di morte i poliziotti e chiunque tentasse di avvicinarlo. Gli agenti in borghese lo hanno bloccato a terra, con l’aiuto anche di alcuni operatori commerciali che lavorano nei bar della piazza. Nel contempo era già stato chiesto l’ausilio della Squadra Volanti che da li a poco è giunta sul posto assicurando l’energumeno all’intero della macchina di servizio. Nonostante fosse stato ammanettato e condotto all’interno della Volante, l’arrestato continuava a minacciare, insultare e sputare sul divisorio dell’auto che separa gli operatori dai fermati. Condotto presso gli uffici della Squadra Mobile, il giovane senegalese non si calmava, forse per l’assunzione di droghe o alcool, pertanto veniva chiamato anche il 118 che provvedeva a visitarlo. Il giovane era già stato arrestato quest’anno come  scafista, ma successivamente era stato rilasciato per mancanza di esigenze cautelari ed espulso. Nonostante l’intimazione ad allontanarsi dal territorio nazionale dal mese di aprile 2017, il soggetto non aveva in alcun modo rispettato l’ordine dimorando sempre a Ragusa. Dopo gli accertamenti sull’identità del soggetto da parte della Polizia Scientifica, il ragazzo è stato condotto presso il carcere di Ragusa a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

A Vittoria rinvenuta refurtiva a casa di un rumeno pluripregiudicato per un valore di circa 30.000 euro

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La Polizia ha denuncia C. V. di 39 anni per ricettazione e detenzione illegale di munizioni. Sabato mattina, a seguito di alcuni furti consumati nel modicano ed in particolare quelli perpetrati la notte prima ai danni di una struttura ricettiva che ospitava diversi turisti stranieri, venivano pianificate alcune perquisizioni a carico di soggetti pregiudicati per reati contro il patrimonio. All’interno di un’abitazione di campagna sono stati rivenuti televisioni, casse acustiche, tagliaerba, soffiatori, compressori, autoradio, coltelli da macellaio, ganci “appendi animali”, oggetti in oro, banconote di valuta estera, macchine da cucire, elettrodomestici da cucina, computer portatili, telefoni cellulari ed altri oggetti. Numerosi oggetti rubati sono stati restituiti alle vittime, ma presso gli uffici della Squadra Mobile di Ragusa vi sono ancora beni di ingente valore da riconsegnare. E’ possibile recarsi presso gli uffici in Via Isp. G. Lizzio, 1 a Ragusa o contattare la Squadra Mobile dalle ore 09.00 alle 12.00 al numero 0932/673696 o via mail all’indirizzo [email protected] per il riconoscimento e la restituzione degli oggetti. Tutti i beni sono stati fotografati e possono essere visionati sul profilo facebook Questura di Ragusa.

CANTIERE EDILE A ACATE, UNA DENUNCIA,  SANZIONI PER 10.000 EURO

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I Carabinieri della Stazione di Acate e del Nucleo Ispettorato del lavoro di Ragusa hanno ispezionato un cantiere edile per la realizzazione di un complesso residenziale privato ubicato nel comune di Acate. Il controllo dei Carabinieri ha permesso di accertare alcune violazioni della normativa relativa alla sicurezza nei luoghi di lavoro, nonché ulteriori violazioni sulla normativa antinfortunistica a tutela dei lavoratori. In particolare è stato rilevato che gli operai impegnati nell’attività di realizzazione dei manufatti erano costantemente esposti al rischio di folgorazione e precipitazione in quanto l’area di cantiere era sprovvista di attrezzature elettriche a norma e parte dei ponteggi mancanti di parapetti e “linee vita” di ancoraggio. Sono state verificate altresì quattro posizioni lavorative, una delle quali è risultata irregolare. A seguito dell’ispezione è stato deferito alla competente Autorità Giudiziaria il titolare dell’impresa edile, un 40enne originario di Vittoria.

Incidente stradale sulla Modica-Marina di Modica, motociclista in prognosi riservata

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Un giovane motociclista modicano, F.L., 22 anni, è ricoverato in Rianimazione all’Ospedale Maggiore in seguito ad un incidente verificatosi mercoledì sera sull’ex Sp. 43, oggi Via Sorda Sampieri. La vittima era alla guida di una motocicletta Buell e si era appena immesso, proveniente da Marina di Modica, sulla vecchia provinciale, quando ha impattato violentemente contro un’autovettura Audi A 3 condotta dal toscano A.M., 60 anni, che stava svoltando per immettersi sull’ex Sp. 44. Lo scontro è stato violento. Scattato l’allarme, sul posto è intervenuta l’ambulanza del 118 e il Nucleo di Pronto Intervento della Polizia Locale del Comune di Modica. Il conducente dell’auto, alla fine, non si è fatto refertare mentre il 22enne, dopo i primi accertamenti clinici e radiologici da parte dei medici del Pronto Soccorso di Modica, è stato intubato e dichiarato in prognosi riservata per le lesioni riportate. Della vicenda è stato informato il magistrato di turno. I due veicoli sono stati sequestrati.

PLURIPREGIUDICATO MODICANO ALLA GUIDA DEL MOTOCICLO SENZA PATENTE, ASSICURAZIONE E CASCO, DENUNCIATO ANCHE PER UN COLTELLO E L’ALTERAZIONE DELLA TARGA

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Per la quarta volta in soli otto giorni gli uomini del Commissariato di Polizia hanno fermato un pluripregiudicato di Modica, C.G. di anni 21, che conduceva uno scooter in violazione a qualsiasi regola del codice della strada. Lo stesso, noto pregiudicato per reati di varia tipologia, guidava il motociclo senza patente, senza assicurazione, senza revisione e privo di casco. A ciò si aggiunga che la targa risultava contraffatta. L’ammontare delle sanzioni, oltre al fermo amministrativo del mezzo, ha superato i 6000 euro. Nell’ambito della stessa operazione, a bordo del motociclo veniva rinvenuto un coltello il cui porto risultava vietato dalla legge sulle armi. Per tale ragione lo stesso veniva altresì denunciato.

Arrestati due rumeni ubriachi che all’uscita dalla discoteca innescano 8 focolai per provocare l’incendio delle coltivazioni sulla strada Vittoria-Scoglitti

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La Polizia ha arrestato Vlad Panainte di 29 anni e Marius Bogdan Nastasa di 31 anni, entrambi pregiudicati e dimoranti nel territorio di Gela, per incendio boschivo, resistenza a Pubblico Ufficiale e lesioni personali. Nella notte tra sabato e domenica, nei pressi della Baia Dorica a poche decine di metri da una discoteca, un cittadino aveva segnalato due soggetti intenti ad appiccare degli incendi. Gli agenti di Polizia sorprendevano i due piromani che dopo un vano tentativo di fuga, aggredivano i poliziotti ferendone lievemente uno e tentando di spingere al centro della strada, l’altro. Dopo aver ammanettato i due delinquenti, gli operatori recuperavano gli accendini utilizzati per appiccare i focolai e provvedevano a spegnere con mezzi di fortuna quelli vicini e non ancora fortemente alimentati. Nel frattempo sul posto intervenivano i Vigili del Fuoco per spegnere gli incendi che già si stavano propagando. Nei pressi dell’incendio ci sono stati attimi di panico in quanto i proprietari delle auto, al fine di metterle in salvo dalle fiamme, salivano a bordo nonostante l’incendio ormai vicinissimo. Gli agenti della Squadra Mobile di Ragusa constatavano la presenza di ben 8 punti di innesco e relativi incendi che, se non vi fosse stato il pronto intervento della Volante della Polizia e dei Vigili del Fuoco, avrebbero devastato un’area vastissima. I due rumeni, una volta condotti negli uffici della Polizia di Stato, ammettevano di aver appiccato gli incendi per gioco in quanto ubriachi. Dopo l’arresto i due criminali sono stati condotti in carcere così come disposto dalla Procura della Repubblica di Ragusa. Ieri, il G.I.P. presso il Tribunale di Ragusa ha convalidato l’arresto applicando la misura cautelare in attesa delle prossime udienze del processo.

15 volontari dei Vigili del Fuoco del Distaccamento di Santa Croce Camerina appiccavano incendi e simulava richieste di soccorso, arrestato il capo del gruppo

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Davide Di Vita, vittoriese di 42 anni, è stato posto agli arresti domiciliari, per aver fatto parte di un gruppo che, al fine di percepire indebite somme di denaro, appiccava incendi e simulava richieste di intervento. Tutti e 15 i volontari provenienti dalla provincia di Ragusa sono indagati per truffa ai danni dello Stato italiano ed una parte di essi per incendio. I Vigili del Fuoco del Comando Provinciale di Ragusa, nel maggio del 2015, avevano segnalato alcune anomalie connesse a delle incongruenze sulle schede di intervento redatte dal personale volontario del distaccamento di Santa Croce Camerina. Le indagini hanno chiarito che il numero degli interventi effettuati in un determinato turno, rispetto agli altri volontari, era di 3 volte superiore. E’ stato appurato che, per ottenere indebite percezioni di denaro, venivano simulati interventi mediante segnalazioni inesistenti, effettuate anche da parte di amici e parenti,  o addirittura venivano dolosamente generati incendi a cassonetto e terreni. Gli indagati non si preoccupavano di utilizzare i loro stessi telefoni cellulari per simulare le richieste. Parenti ed amici venivano istruiti, ma ogni tanto commettevano errori: esaminando tutte le singole schede d’intervento si è riusciti scoprire la ripetitività di alcuni nomi, poi risultati di parenti (anche loro coinvolti nell’indagine) degli indagati così come alcuni numeri di telefono ripetuti ma cambiava il nominativo del richiedente. Grazie all’installazione di sistemi di localizzazione gps sulle autobotti ed i mezzi dei Vigili del Fuoco, così come sulle auto in uso agli indagati, si è potuto appurare che Di Vita, con la complicità degli altri volontari, durante il turno di servizio, a bordo della sua auto si allontanava dal distaccamento di Santa Croce Camerina, appiccava l’incendio o effettuava una segnalazione falsa, poi rientrava in caserma ed aspettava che la centrale operativa del 115 li inviasse sul posto.

Ragusa, scoppio bombola in casa

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Alle 10.30 di venerdì la squadra operativa dei Vigili del Fuoco è intervenuta a Ragusa in via Lombardia 20, dove è stato segnalato uno scoppio. Sul posto personale vigilfuoco ha avuto modo di rilevare che a causa di una esplosione determinata presumibilmente dalla perdita di gas Gpl innescato dalla accensione di una caldaia murale, si è determinato lo scoppio e successiva esplosione di una bombola piena, mentre una bombola vuota collegata allo stesso collettore, per effetto dell’onda d’urto, è stata catapultata nel terrazzo di un appartamento limitrofo. La deflagrazione ha gravemente danneggiato l’appartamento di via Lombardia 20 e diversi appartamenti con ingesso da via Piemonte hanno subito danni ai rivestimenti. Nei balconi sono stati trovati frammenti della bombola scoppiata, mentre altri frammenti sono stati trovati in piazza Lupis (intesa Tamanaco) a circa 150 metri dal luogo dell’innesco. Alcun danno a persone è stato segnalato. L’appartamento di Via Lombardia 20 è da ritenere allo stato inagibile.

SEXTING, DENUNCIATO PER ESTORSIONE UNO STRANIERO CHE ADESCAVA UN GIOVANE MODICANO

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La Polizia di Stato ha deferito all’Autorità Giudiziaria un cittadino straniero che con richieste estorsive continuava a vessare la propria vittima, conosciuta via web. Negli uffici del Commissariato di Modica è stata raccolta la denuncia di un giovane modicano che da alcuni giorni era caduto nella rete del suo ricattatore conosciuto tramite un social network. E’ stato accertato che proprio tramite internet la vittima, con stratagemmi vari, era stata prima adescata e subito dopo messa in collegamento web con una complice che poi simulava di essere interessata ad intrattenere una relazione, iniziando a chattare per stimolarne la curiosità e carpirne la fiducia, entrando poi in confidenza. Successivamente l’ideatore del piano criminoso iniziava a chiedere informazioni personali e foto del corpo delle vittima prescelta, oltre a video a sfondo sessuale. L’uomo, sollecitato dalle richieste della donna, iniziava a denudarsi mettendosi a disposizione dell’interlocutore immagini e dati personali che, successivamente, venivano usati per ricattarlo. Solo quando la “finta donna” minacciava la vittima di condividere in rete foto e video, avanzando richieste estorsive di ingenti somme di denaro, la vittima intuiva di essere caduta nel piano escogitato da criminali che agiscono su internet utilizzando server stranieri. Infatti, che a commettere il reato fosse uno straniero, emerge dalla circostanza che la prima somma di denaro richiesta alla vittima veniva accreditata, su esplicita richiesta dell’estorsore, tramite un’agenzia di transazione monetarie con l’estero in un conto esistente nello stato del Marocco. La Polizia di Stato ancora una volta sottolinea come una idonea attività di informazione sui pericoli della rete, sia l’unico strumento per evitare il ripetersi di fatti analoghi ed invita i fruitori dei social network a prestare attenzione ai contatti virtuali. Quanto al rimedio per i fatti già accaduti, l’oscuramento immediato dei contatti, su suggerimento del personale del Commissariato di Modica, ha interrotto ogni richiesta estorsiva. La Polizia di Stato consiglia ai fruitori della rete web di non concedere mai “amicizia” virtuale a soggetti che non si conoscono nella vita reale, non scambiare con gli stessi  messaggi, foto o effettuare riprese tramite webcam e mai pagare le somme richieste ma di denunciare subito i fatti in polizia, perché dopo la prima richiesta ne arrivano a seguire altre di importo sempre più elevato.

Incidente stradale sulla Modica-Ispica, due donne ferite    

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Pericolo incidente stradale lunedì pomeriggio in Contrada Beneventano, all’altezza del bivio Crocevie. Si sono scontrate un Suv Fiat, condotto da un pozzallese, e un’Opel Corsa alla cui guida era una giovane modicana. Dopo la collisione i due veicoli hanno fatto testa-coda e poi hanno abbattuto un muro a secco finendo tra la carreggiata ed un appezzamento di terreno limitrofo. Sul posto è intervenuto il Nucleo di Pronto Intervento della Polizia Locale di Modica per i rilievi. Sono rimasti feriti la conducente dell’Opel e una passeggera della Fiat. Entrambe sono state trasportate dal 118 al Pronto Soccorso dell’Ospedale Maggiore. Guariranno in due settimane. I mezzi hanno subito seri danni.

Dal Sexting” alla tentata estorsione, denunciati da due ragusani un uomo ed una donna

 

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Qualche giorno fa, presso gli uffici della Squadra Mobile, si presentavano, per pura coincidenza, due persone, un uomo ed una giovanissima donna che disperati chiedevano aiuto. Una volta registrate le loro denunce è stato possibile appurare che entrambi avessero subito il reato di tentato estorsione. I racconti delle due vittime erano praticamente identici ma cambiavano gli autori e di poco le modalità. L’autore del reato in un caso si trovava in Sicilia ed in un altro in Calabria o forse è meglio dire, dovrebbero trovarsi ancora in queste due regioni. Il tutto, per entrambe le vittime, nasceva da una conoscenza fatta tramite internet, tra facebook e siti di incontri. L’evoluzione per questa tipologia di casi è sempre la stessa: conoscenza via web, utilizzo di chat, scambio dei numeri di telefono, invio di foto per “conoscersi”, richiesta di foto di nudo integrale o alcune parti intime, scambio di materiale pornografico, sexting, ricatto di pubblicare le foto e/o video raffiguranti uno dei due in momenti molto intimi, pagamento o denuncia alla Polizia di Stato. Il sexting, termine derivato dalla fusione delle parole inglesi sex (sesso) e texting (inviare messaggi elettronici), è diventato uno dei mezzi di socializzazione più diffuso. Questo continuo inviare files permette all’interlocutore di entrare in possesso di materiale che spesso diventa oggetto di ricatto. Nella maggior parte dei casi le vittime non denunciano per paura di essere umiliate sempre a mezzo social ed in alcuni casi vengono denunciati gli autori. In questo caso, la Squadra Mobile, una volta ricevute le denunce, ha effettuato delle ricerche individuando i probabili autori del reato, ma sono ancora in corso attività finalizzate all’esatta ubicazione degli indirizzi IP dei computer utilizzati. La vittima di sesso femminile si è rivolta alla Polizia di Stato in quanto “l’amico” virtuale dopo mesi di conoscenza era entrato in possesso di numerosi video e foto pornografiche che la ragazzina aveva scattato quando ancora minore. Dopo mesi, l’autore del reato ha richiesto somme di denaro minacciando di creare un profilo facebook con le foto hard o di inviare da un profilo falso, video e foto agli amici della vittima. L’estorsore voleva i soldi a mezzo pagamento elettronico con ricarica su postepay ma la vittima ha per fortuna intelligentemente denunciato il reato subito. Nell’altro caso, un giovane della provincia di Ragusa ha intrapreso una relazione virtuale con una donna straniera che per chattare con lui utilizzava un programma di traduzione simultanea (come spesso accade) e nonostante lui se ne fosse accorto ha continuato ad inviare files porno. “La Polizia di Stato di Ragusa esorta le vittime a denunciare i fatti reato subiti e a non assecondare le richieste estorsive che non resteranno mai isolate. Gli autori di questa tipologia di reato non effettuano mai una sola richiesta ma continuano a reiterare il delitto con pretese sempre più ravvicinate tra loro. Bisogna prestare attenzione ai più giovani ed all’uso che fanno dei mezzi di comunicazione, mediante un controllo costante del contenuto degli smartphone a loro in uso. Sempre più spesso, giovanissimi ragazzi restano intrappolati in reati gravissimi come l’estorsione. A volte anche gli stessi autori del reato (spesso minorenni) non si rendono conto di porre in essere condotte punite dalla legge con pene fino a 10 anni di carcere”.

Arrestate quattro persone che gestivano lo spaccio di droga in provincia di Ragusa

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I Carabinieri della Compagnia di Modica, supportati da unità del Nucleo Cinofili di Nicolosi, hanno eseguito una misura cautelare detentiva – emessa dal GIP del Tribunale di Ragusa – nei confronti di 4 persone, responsabili del reato di concorso in detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, commesso da gennaio a settembre 2016, nelle provincie di Ragusa e Catania.Le indagini degli uomini dell’Arma hanno consentito di accertare che gli indagati, in stretta collaborazione tra loro, con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, gestivano nel territorio della provincia di Ragusa una fitta rete di spaccio di sostanze stupefacenti del tipo cocaina e marijuana, reperite nel territorio del comune di Catania.

Arrivano a Pozzallo 426 migranti partiti su tre gommoni, fermati gli scafisti 

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La Polizia a seguito dello sbarco di martedì ha raccolto gravi indizi di colpevolezza a carico di Hamouda Ismail, egiziano di 29 anni, Barry Adama, nato in Guinea Conacry  nel 1990 e Henry Junior Mony Mbome, camerunense di 29 anni. Secondo i testimoni sono loro che hanno condotto le imbarcazioni partite dalle coste libiche. I migranti provenienti dal centro Africa sono stati ospitati presso l’Hot Spot di Pozzallo per essere visitati, identificati e trasferiti in altri centri. Gravissimi i rischi corsi dai migranti, in particolar modo per quanto riguarda uno dei tre gommoni, carico di ben 173 persone, numero record per le indagini fino ad ora condotte dalla Squadra Mobile di Ragusa. Sovraccaricare così il natante ha messo in pericolo di vita tutti i migranti, così come riferito dagli stessi passeggeri. Al termine delle indagini, gli scafisti sono stati associati presso la casa circondariale di Ragusa a disposizione dell’Autorità Giudiziaria di Ragusa competente territorialmente.

Arrestati in provincia di Ragusa tre imprenditori e denunciati altri 9 per sfruttamento dei braccianti agricoli

 

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La Squadra Mobile di Ragusa, nell’ambito del progetto “Freedom” della Polizia di Stato, ha concluso la seconda fase dell’attività di contrasto al caporalato nella provincia iblea. I controlli effettuati dal 17 al 21 luglio, hanno richiesto l’intervento, oltre che di altre articolazioni ed Uffici della Polizia di Stato, anche del personale del Corpo Forestale dello Stato, dell’Inps, dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro, dell’Asp di Ragusa e dei comandi delle Polizie Locali. Sono stati arrestati Giuseppe La Terra nato a Comiso nel 1968, titolare di un’azienda agricola in contradada Randello a Ragusa e dei fratelli Emanuele Giamblanco, nato a Pozzallo nel 1969 e  Massimo Giamblanco, nato a Ragusa nel 1977, titolari di un’azienda in contrada Marza ad Ispica. Per quanto concerne La Terra (soggetto già pregiudicato per aver fatto parte di un’associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e tratto in arresto dalla Squadra Mobile nel 2014), impiegava 13 braccianti agricoli di cui solo 4 avevano un contratto, mentre 5 dei dipendenti di origini albanesi erano totalmente irregolari sul territorio nazionale e per questo il titolare verrà denunciato anche per questo reato e gli stranieri espulsi dall’Italia. Dall’escussione dei lavoratori è emerso che la paga per tutti (anche quelli con contratto) era di 25 euro al giorno per 8 ore circa, ovvero 3 euro per un’ora di lavoro, paga totalmente difforme a quanto previsto dai contratti collettivi. Gravissime condizioni di degrado all’interno dell’azienda agricola ed in particolar modo nei magazzini trasformati in abitazioni senza alcuna idoneità alloggiativa, così come certificato dall’Asp di Ragusa. Condizione altrettanto grave in contrada Marza dove l’azienda di oltre 250.000 mq, impiegava circa 30 lavoratori che, seppur quasi tutti ingaggiati, venivano sfruttati quotidianamente. I due fratelli Giamblanco gestivano l’azienda di famiglia insieme ad altri due fratelli ed alla moglie di uno di loro. L’arresto è frutto di una condotta gravissima tenuta dai due fratelli a dispetto degli altri 3 soci che sono stati denunciati in stato di libertà. Addirittura, uno dei due fratelli, durante il controllo, approfittando della vastità del terreno e quindi della lontananza dai poliziotti, avvicinava gli operai prima che venissero ascoltati dalla Squadra Mobile, minacciando di licenziarli se avessero riferito le reali condizioni di lavoro alla Polizia di Stato: “dovete dire che prendete 50 euro per 8 ore di lavoro, altrimenti vi licenzio”. I braccianti escussi, hanno riferito di guadagnare 35 euro al giorno per 10-12 ore, ovvero sempre 3 euro circa per ora di lavoro prestata. Anche questi dipendenti vivevano in condizioni degradanti all’interno dell’azienda agricola. A Ispica e Santa Croce Camerina Camerina, controllate due aziende virtuose che operavano nel pieno rispetto delle normative, sia per quanto concerne l’impiego dei braccianti agricoli e quindi quanto contenuto nei contratti collettivi provinciali, sia per tutte le altre norme correlate, come la sicurezza sui luoghi di lavoro, l’uso di fitofarmaci e la tracciabilità dei prodotti biologici. È stato possibile accertare che l’azienda agricola di Ispica rispettava le norme da anni anche per il versamento dei contributi previdenziali ai dipendenti. Presso l’azienda numerosi studenti universitari, anche stranieri, figuravano tra i soggetti presenti negli anni, proprio per lo studio della coltivazione e commercializzazione dei prodotti ortofrutticoli. A Vittoria è stata controlla un’azienda la cui titolarità era riconducibile a diversi fratelli e loro figli ed anche in questo caso sono stati riscontrati numerosi indici di sfruttamento dei lavoratori, pertanto, considerato quanto accertato, i titolari sono stati denunciati in stato di libertà, perché, seppur indagati per il reato previsto dalla norma sul caporalato, non state violate in modo così grave le norme da procedere all’arresto in flagranza, misura pre-cautelare facoltativa. Effettuati controlli anche ad Acate; sono stati denunciati un imprenditore di Mantova che ha delocalizzato la sua azienda agricola in provincia di Ragusa con diversi impianti per produzione in serra ed una giovane rumena di appena 19 anni che da bracciante agricola del suddetto mantovano, voleva provare a fare il “salto”, purtroppo non in modo lecito, in quanto era la prima a voler sfruttare i propri connazionali ed altri nord africani. La ragazzina aveva capito il sistema essendo stata operaia e con l’aiuto del titolare aveva deciso di fare una prova diventando imprenditrice senza alcuna licenza ma con gli stessi sistemi, ovvero sfruttando i braccianti.

Muore pedone investito a Scoglitti

gianni macchiaveloIl vittoriese Gianni Macchiavello di 29, custode del Kamarina beach sport, è stato investito nella notte tra sabato e domenica, mentre stava facendo un giro di perlustrazione della struttura sportiva sita sulla Riviera Camarina, da una Citroen C3 condotta da un 26 enne di Vittoria. L’investitore, che viaggiava insieme alla sua fidanzata, ha chiamato i soccorsi ma per Gianni Macchiavello non c’è stato niente da fare. Il giovane investitore è stato sottoposto agli arresti domiciliari con l’accusa di omicidio stradale.

Incendio in contrada Ligue-Canalotti a Giarratana

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Alle 1.45 di domenica la sala operativa del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Ragusa ha disposto l’invio nell’agro di Giarratana, ai confini con il Comune di Buccheri, per un incendio che interessava un’area demaniale. Il personale Vigilfuoco si è posto a protezione di aziende agricole e di insediamenti rurali mentre personale dell’Ispettorato Ripartimentale Forestale di Ragusa si è occupato dell’area demaniale. L’intervento dei Canadair alle prime luci dell’alba è stato risolutivo.

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