24-04-2018
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Archivio della categoria: Cronaca

Tre condanne per detenzione, produzione di droga ed estorsione

Tre dei quattro indagati arrestati dagli agenti della Squadra Mobile e del Commissariato di Modica della Polizia per detenzione di sostanza stupefacente tipo hashish sono stati giudicati dal giudice delle udienze preliminari del Tribunale di Ragusa, Claudio Maggioni col rito abbreviato. La pena più pesante è stata inflitta al vittoriese Luca Palumbo, di 40 anni, condannato a sette anni e 4 mesi di reclusione, difeso dall’avvocato Franco Vinciguerra. Ad un anno ed otto mesi è stato condannato l’altro vittoriese Gianluca Macca, di 36 anni, difeso dall’avvocato Maurizio Catalano. I due erano stati arrestati il 14 settembre del 2010 per tentata estorsione, detenzione e porto illegale di armi, produzione e cessione di sostanze stupefacenti. Condannato a 4 anni ed 8 mesi, l’albanese, Gezim Ballolli, di 23 anni, difeso dall’avvocato Daniele Scrofani.


CONTINUANO LE RICERCHE DI PAOLO SANTINI

Il Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico alla ricerca di Paolo Santini, l’uomo di 77 anni scomparso lo scorso 19 novembre dalla sua casa di Giarratana. Nel pomeriggio di mercoledì, la Prefettura di Ragusa ha richiesto formalmente l’intervento degli specialisti del Cnsas Sicilia, che hanno iniziato le ricerche sul campo alle prime luci dell’alba di giovedì con squadre di tecnici provenienti da diverse località della Sicilia. Gli uomini del soccorso alpino stanno passando al setaccio, in particolare, alcune zone impervie fuori dal centro abitato. Santini, sofferente d’Alzheimer, è un anziano di 1 metro e 75 d’altezza, magro, capelli bianchi. Al momento della scomparsa, il sabato pomeriggio 19 novembre, indossava un giubbotto a tre quarti color bianco panna, pantaloni vellutati beige e un paio di scarpe nere.

Vittoria, la pena è definitiva: la Polizia gli notifica i domiciliari

Condannato in via definitiva a otto mesi di reclusione per dichiarazioni mendaci al fine di ottenere il gratuito patrocinio, è stato posto ai domiciliari, su decreto della Procura presso la Corte d’Appello di Catania, il vittoriese Massimo Ferrisi, 40 anni. Considerato che l’uomo aveva già scontato una parte della pena, rimarrà ai domiciliari solo un mese.

Sepolto il senzatetto polacco che viveva nel quartiere di viale Sicilia

Il senzatetto polacco che ha vissuto per tutta l’estate nel quartiere di viale Sicilia è stato sepolto nel cimitero di Ragusa. I volontari della Caritas ragusana, la responsabile del centro di accoglienza Ss. Nunziata della Fondazione San Giovanni Battista, Silvana Dinatale, e una signora polacca, Margherita, hanno aiutato quest’uomo durante il percorso di cure ospedaliere che si è concluso, purtroppo, con la sua morte. “E’ stata la signora polacca ad accompagnare in macchina al centro Ascolto della Caritas questo signore, il cui nome era Slawomir Grzegorz Janiec – spiega il direttore Caritas, Domenico Leggio -. Aveva un fagottino nero e i vestiti e le ciabatte risalenti al momento delle dimissioni dall’ospedale. Poi è stato condotto al centro di pronta accoglienza della Fondazione e vi è rimasto per 5 giorni, dopo di che, allertata la Questura, si è risaliti alla sua identità”. Era padre di una bambina, ed ex caporeparto di una acciaieria in Polonia. Emigrato nel 2007, da quel momento, per lui, è iniziata una difficile storia di emarginazione a cui si sono aggiunti problemi familiari. “A quei problemi non è riuscito a far fronte – racconta il direttore della Caritas – e ha iniziato a stordire la propria sofferenza nell’alcool”. Durante il suo soggiorno nel centro di accoglienza, primo che il suo stato di salute si aggravasse ed entrasse nuovamente in ospedale, Slawomir ha incontrato un sacerdote polacco, padre Robert Dynerowicz e da quel momento si era aperto per lui uno spiraglio: l’attivazione della rete delle Comunità incontro, per una successiva accoglienza finalizzata al recupero dell’alcolismo. Ma era tardi.

IBLA, funambolico incidente stradale

Incidente stradale mercoledì mattina alle 10,45 circa lungo la vecchia Ragusa-Modica, all’altezza dell’incrocio con la bretella di collegamento per l’ospedale Maria Paternò Arezzo e il cimitero di Ibla. L’incrocio è regolato da un sistema semaforico per renderlo maggiormente sicuro. Una Mercedes 190 D stava scendendo dalla strada laterale per immettersi lungo la RagusaModica, quando per cause da accertare da parte dei Vigili Urbani di Ragusa, sul posto per i rilievi del caso, ha tamponato una Fiat Panda ferma al semaforo rosso e ha divelto la ringhiera di protezione, saltando sulla carreggiata della strada statale e riuscendone, comunque, a seguire la curva, evitando così di terminare la corsa contro il guard rail e il muretto di contenimento. Illeso il conducente della Mercedes, F.I. di 73 anni, mentre la donna che era al volante della Fiat Panda, G.F. ragusana di 35 anni, ha dovuto ricorrere alle cure dei medici del Pronto Soccorso del Civile. Pare che la causa dell’incidente sia stato un malfunzionamento dei freni della Mercedes. Il traffico ha subito un lieve rallentamento.

Furto all’edicola di via Archimede vicino alla Guardia di Finanza

Dopo lo scippo e la rapina in centro la microcriminalità mette a segno anche un furto con scasso ai danni di un’edicola cartoleria nella centralissima via Archimede, a pochi passi della caserma della Guardia di Finanza, particolare che potrebbe costare caro ai ladri visto che la struttura militare dispone di impianto di videosorveglianza anche esterno. I soliti ignoti hanno agito in piena notte. Alle 4.30 quando sono stati consegnati i primi quotidiani la porta d’ingresso a vetro dei locali era già frantumata. I ladri sono entrati all’interno del locale commerciale dopo avere aperto la saracinesca esterna elettronica ed averla richiusa per non dare sospetto. Con un piede di porco hanno quindi forzato la porta e sono entrati dentro dirigendosi alla cassa dove hanno trovato circa 100 euro in contanti. Il denaro contanti era il loro obiettivo. I ladri, infatti, non hanno toccato nulla all’interno dell’edicola, dai libri ai dvd, al materiale scolastico. Nulla li ha interessati anche perchè la merce avrebbe dato nell’occhio. La scoperta del furto è stata fatta alle 6.30 di martedì. All’arrivo di una dipendente della edicola la saracinesca esterna era chiusa mentre la porta interna aveva la vetrata gravemente danneggiata. La giovane ha chiesto l’aiuto di un passante per il sopralluogo temendo che i ladri fossero all’interno.

70 Kg diMarijuana rinvenuta nel suo vivaio

Ha respinto tutte le accuse l’uomo di 61 anni, Antonio Maugeri, originario di Catania ma da tempo residente a Comiso, arrestato domenica dalla polizia che ha scoperto 70 chilogrammi di marijuana all’interno del suo vivaio in contrada Comuni, sulla strada che da Comiso conduce a Santa Croce Camerina. Maugeri, comparso in carcere martedì mattina davanti al gip del Tribunale di Ragusa, Giovanni Giampiccolo, ha detto di essere estraneo ai fatti e di non sapere che all’interno del suo vivaio, vasto circa 200 mila metri quadrati, ci fosse nascosta droga. A difenderlo è stato l’avvocato Giorgio Assenza che, al termine dell’interrogatorio, ha chiesto la scarcerazione dell’indagato. Il gip si è riservato di decidere sulla richiesta di convalida dell’arresto e sulla misura cautelare. Scioglierà la riserva oggi entro le 96 ore dall’arresto. L’indagine che ha portato in cella Maugeri è stata condotta dalla Squadra Mobile di Ragusa e dal commissariato di Comiso, nell’ambito dei servizi anti droga predisposti dal questore Filippo Barboso. La marijuana sequestrata era nascosta in una “stanza segreta” del vivaio, gestito da Maugeri. Si trovava a ridosso dei filari, completamente coperto di torba e, per di più, sotto un grosso albero secolare. Un posto quasi inaccesibile. A mettere la Polizia sulla pista è stato l’arresto, nel giugno scorso, di Giuseppe Saccone e Corrado Bellassai ai quali vennero sequestrati 6 chilogrammi di cannabis custoditi in un frigorifero sempre dentro il vivaio.

Scarcerato tunisino accusato di contrabbando di “bionde”

Il Tribunale della Libertà ha scarcerato , 28 anni, tunisino, arrestato il 14 novembre scorso per detenzione di 15 chilogrammi di sigarette di contrabbando. Il Tdl (presidente Vagliasindi a latere Russo e Corda) ha imposto al tunisino solo l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria in attesa del processo. Il nordafricano è stato arrestato insieme ad altri due connazionali.

Ragusa, gli scippatori di vecchiette davanti al giudice

Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere i due giovani arrestati lo scorso fine settimana dalla Polizia con l’accusa di avere messo a segno due scippi ai danni di vecchiette nel centro storico cittadino. Si tratta di Massimo Scalambrieri, di 24 anni e del tunisino Ramzi Ferjanirt di 20. Davanti al gip Giovanni Giampiccolo, i legali hanno chiesto la revoca della misura cautelare in carcere. Il giudice si è riservato di decidere. Gli indagati sono ritenuti responsabili di due scippi commessi nel maggio scorso ai danni di due anziane signore rimaste ferite per difendere le collane che indossavano. Intanto, si sta indagando sullo scippo tentato ai danni di una donna di 87 anni che, per evitare lo strappo, è caduta a terra, sbattendo la testa: è in stato di coma in ospedale. L’episodio si è consumato venerdì sera in via delle Scuole, tra c.so Italia e c.so V. Veneto.

GIRO DI MATRIMONI COMBINATI NEL MODICANO

Scoperto dai Carabinieri della Compagnia di Modica un numero consistente di matrimoni combinati tra cittadini italiani e magrebini residenti in Italia. L’organizzazione, gestita da cittadini magrebini da tempo residenti in Italia, era operante a Modica e nel circondario. Si occupava di trovare un coniuge italiano, nella maggior parte dei casi una persona in stato di indigenza, a cittadini magrebini, in scadenza di permesso di soggiorno, da far convolare a nozze, in maniera tale da far ottenere loro il rinnovo automatico del titolo di soggiorno e bypassare le ordinarie procedure ministeriali che riservano esigue quote di ingresso in Italia ai cittadini originari del Marocco. Dopo qualche anno sarebbe poi partita la richiesta di cittadinanza italiana. In molti casi il matrimonio è stato celebrato tra il cittadino italiano e lo straniero entrato clandestinamente in Italia al fine di evitarne l’espulsione. In altri il matrimonio è stato addirittura celebrato in Marocco, con tanto di falsa conversione all’islam da parte del coniuge italiano il quale, una volta tornato in Italia, ha avviato l’iter per il ricongiungimento familiare col coniuge all’estero. Le indagini, condotte per oltre un anno dai Carabinieri di Modica sotto la direzione della Procura della Repubblica, hanno portato nel mese di gennaio alla denuncia di 25 persone accusate, a vario titolo, per favoreggiamento illegale dell’immigrazione clandestina e falsità ideologica. Nella mattinata di martedì i Carabinieri hanno dato esecuzione ad una misura cautelare a carico di una indagata di nazionalità marocchina. La donna, 34 anni, è stata sottoposta all’obbligo di presentazione giornaliera alla Caserma dei Carabinieri. Per lei l’accusa è di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Tra gli stranieri favoriti dalla sua condotta delittuosa vi è stata anche sua sorella, sposatasi con un cittadino italiano in Marocco: durante le indagini il marito, originario di Giarratana, in evidente imbarazzo, aveva dichiarato di aver conosciuto la moglie casualmente su un noto social network, di averla sposata all’improvviso durante un viaggio in Marocco, ma di non ricordare né la data del matrimonio, né le generalità della moglie, né il suo numero di telefono. Le indagini avevano permesso, addirittura, di accertare come i coniugi, dopo essersi incontrati in Marocco per contrarre il matrimonio combinato, non hanno mai convissuto un giorno sotto lo stesso tetto coniugale. Un finto matrimonio costava da 5.000 a 10.000 euro. Ne sono stati accertati almeno dodici.

Faceva l’elemosina in viale Sicilia. E’ morto il barbone polacco

Per i residenti di viale Sicilia, a Ragusa, era diventato un problema. La sua presenza scomoda, il suo modo di vivere privo di condizionamenti sociali, al punto da fare i propri bisogni per strada, non piaceva agli abitanti del quartiere. Qualcuno aveva segnalato il caso ai Servizi sociali, ma nessuno si era fatto avanti. Nel frattempo qualche abitante del quartiere si è anche impietosito della sua situazione e si era preoccupato di farlo ricoverare in ospedale. Pochi giorni fa Antonio, il barbone polacco di 34 anni, che per mesi ha vissuto su una banchina di viale Sicilia, davanti la vetrina di una struttura commerciale dismessa, è morto. Aveva diversi problemi di salute correlati all’alcolismo e al diabete di cui soffriva. Non si curava, perchè quest’uomo viveva allo stato brado, sotto tutti i punti di vista. Se qualche persona pietosa non l’avesse convinto ad andare in ospedale sarebbe morto sul marciapiede. In una mattina, come tutte le altre della sua vita, qualcuno lo avrebbe trovato immobile, con la testa appoggiata sul cuscino e il corpo adagiato sulla banchina, sotto una coperta. Chissà per quanto tempo sarebbe rimasto disteso sul marciapiede, prima che qualcuno si fosse accorto che il suo corpo era senza vita. Adesso è nella cella frigorifera dell’obitorio in attesa di decidere che fine fare di questa salma. Pare che la madre si sia fatta avanti, ma la donna è senza soldi. A questo punto dovrà essere il consolato polacco a pagare le spese del trasporto sino alla terra natale, un costo molto oneroso. Si spera che la salma di Antonio non resti nella cella frigorifera per un anno, come è accaduto tempo fa, ad un marocchino, un altro uomo finito ai margini della società, che da morto, non è stato reclamato da nessuno, nè un parente, nè un amico.

RAGUSA, UN BUS URBANO ABBATTE IL PARCOMETRO DI PIAZZA LIBERTA’

Solo per un caso fortuito il mezzo dell’Ast non ha provocato danni alle auto in sosta e ai tanti pedoni e transitano in piazza Libertà a Ragusa. Una manovra errata, probabilmente, è la causa del sinistro che si è verificato martedì mattina, intorno alle 7, in piazza Libertà. L’autobus dell’Azienda Siciliana Trasporti che proveniva da via Roma, imboccando piazza Libertà, in direzione piazza Cappuccini, ha urtato i pieno la macchinetta dei parcheggi a pagamento posizionata all’inizio delle strisce blu. Il mezzo ha divelto la colonnina finendo la sua folle corsa nel bel mezzo dei parcheggi che, in quel momento, fortunatamente, erano vuoti. Ingenti i danni alle strutture dell’Apcoa. Sul posto per i rilievi la Polizia municipale che dovrà ricostruire l’esatta dinamica del sinistro.

Schianto sulla Scicli – Sampieri , perde la vita una giovane

Altro sangue sull’asfalto. Una giovane di 22 anni, Marica Abdhurahman, ha perso la vita in un incidente stradale autonomo, lunedì sera sulla Scicli – Sampieri. Il sinistro è avvenuto in contrada Bruffalori, al passaggio a livello. La giovane era alla guida di una Fiat 500 che, per via del dislivello della strada dove passa la linea ferrata, ha planato andando a schiantarsi contro un muro di cinta della strada. Per la ragazza non c’è stato nulla da fare, è morta sul colpo. Sul posto la Polizia stradale per i rilievi. Dovrà cercare di appurare se la ragazza procedesse a velocità sostenuta: il dislivello avrebbe fatto schizzare poi l’auto facendo un volo di circa dieci metri. La ragazza era nata a Modica, ma da tempo viveva a Pozzallo con la famiglia. Il padre è titolare di una pizzeria. La famiglia Abdhuraman è molto conosciuta in città.

Un bunker per 70 Kg di marijuana a Comiso, arrestato un imprenditore

Settanta chili di droga nascosti in un bunker, mimetizzato sotto una montagna di torba. La camera segreta, una cella muraria costruita appositamente per celare la marijuana, è stata scoperta dagli agenti del commissariato di Comiso e della Squadra Mobile di Ragusa, che hanno ammanettato il titolare del vivaio nel quale era occultato il deposito. Antonio Maugeri, 61 anni, imprenditore catanese trapiantato a Comiso, da sabato è in carcere per il reato di detenzione di droga. Ma gli inquirenti stanno cercando di capire meglio il ruolo di questo insospettabile vivaista, incensurato, mai attenzionato dalle forze dell’ordine e mai collegato a traffici di droga o ad altri mercati illeciti. L’imprenditore affittava il terreno ai trafficanti di stupefacente, oppure è direttamente coinvolto nel mercato della marijuana? Risposte alle quali attualmente la Polizia di Stato non può rispondere, come hanno chiaramente sottolineato in conferenza stampa il questore Filippo Barboso, il capo della Squadra Mobile Francesco Marino, il dirigente del Commissariato di Comiso, Amarù. Il vivaio di Maugeri è stato attenzionato dalla Polizia, da quando, nel giugno scorso, all’interno di questo vastissimo terreno destinato alla produzione e vendita di piante ornamentali, furono trovati due pregiudicati Corrado Bellassai e Giuseppe Saccone, con della droga. Sabato scorso la Polizia ha scovato il bunker, con dentro un vero e proprio tesoretto: marijuana confezionata in dosi da un chilogrammo, pronta per essere smerciata nelle piazze di Comiso, Vittoria e del resto della provincia, roba per un valore complessivo di circa 400 mila euro.

I suoi cani aggrediscono una ragazza, denunciato vittoriese

Era andata dal suo padrone di casa e, uscendo, è stata aggredita da cinque cani che l’uomo teneva liberi. Cinque cani, di media taglia e cuccioli, che l’hanno aggredita procurandole ferite guaribili in una decina di giorni. La malcapitata è una ragazza tunisina. Il proprietario di casa un 65enne, residente a Scoglitti, denunciato per lesioni personali colpose e omessa custodia e malgoverno di animali. I cani, così come previsto dalla legge, verranno ora inseriti, dopo sterilizzazione, nell’apposito registro di cani pericolosi.

Acate, denunciati due rumeni

Sono stati trovati in possesso di attrezzi agricoli e antiparassitari per un valore di 8.000 euro risultati rubati: per loro è scattata la denuncia per ricettazione. Si tratta di due rumeni di 22 e 28 anni residenti ad Acate. A denunciarli sono stati i carabinieri nel corso dei servizi del fine settimana. Quattro giovani sono, invece, stati segnalati alla Prefettura come assuntori di droga.

Controlli della Polizia a Vittoria

Nel corso dell’ultimo fine settimana, da parte del Commissariato di Vittoria sono stati intensificati i servizi di prevenzione tesi ad evitare rapine nei locali pubblici. Venerdì e sabato, in campo personale in divisa e in borghese per monitorare, con discrezione, supermercati, tabaccherie ed oreficerie. L’attività ha permesso di identificare circa 90 persone, molte note agli uomini del Commissariato, di elevare 7 sanzioni ai sensi del codice della strada e di denunciare due vittoriesi, entrambi pregiudicati, per guida di autovettura senza patente per non averla mai conseguita. Inoltre due vittoriesi sono stati segnalati all’autorità giudiziaria perché ritenuti responsabili di lesioni pesonali in quanto querelati, in circostanze diverse, dalle vittime che, dopo le liti scaturite da futili motivi e dopo essere state giudicate guaribili in pochi giorni, hanno ritenuto di procedere penalmente.

Continua il processo per l’operazione antidroga “Rewind”

Seconda udienza davanti al gup Marina Rizza per ventisette indagati finiti in cella nel febbraio scorso nell’operazione antidroga “Rewind” messa a segno dalla Polizia. L’udienza è stata dedicata alla richiesta di riti alternativi. Il gruppo dei ragusani ha chiesto di patteggiare la pena ottenendo il consenso dal pm Lucio Setola, sostituto procuratore della Direzione distrettuale antimafia di Catania. La pena dovrebbe essere omologata il 16 dicembre. Il gruppo dei catanesi, invece, ha scelto diverse strade: ordinario, patteggiamento ed abbreviato. Il blitz è stato messo a segno dalla Squadra Mobile che ha sgominato un gruppo in città, capitanato da Giulio Tumino, 46 anni, ragusano, arrestato assieme ad altre 15 persone, mentre un altro gruppo è stato arrestato a Catania. Secondo l’accusa, al fianco del capo operavano Rosario Gulino, 27 anni, e la compagna Francesca Chillano, 26 anni, (l’unica donna del gruppo). I due uomini sono accusati di essere i promotori del gruppo. Per questa ragione hanno chiesto di patteggiare la pena a 3 anni di reclusione per il reato associativo di spaccio di droga di lieve entità. Gli imputati, infatti, secondo quanto emerso, erano spacciatori ma anche consumatori, sicché cedevano solo parte della droga acquistata. Un gradino più sotto la Chillano, che si occupava anche del recupero crediti. Salvatore Attardi, 26 anni, secondo l’accusa era uno dei corrieri, mentre Giorgio Firrincieli, 28 anni, è accusato di essere l’addetto allo spaccio. Per Chillano, Attardi e Firrincieli è stata concordata una pena pari a due anni di reclusione con la sospensione condizionale della pena. Coinvolto nel blitz del primo febbraio anche Vincenzo Manciagli, 30 anni, nato ad Acireale ma residente a Ragusa, rimesso in libertà da qualche giorno dal Tribunale della libertà. Il suo avvocato ha concordato col pm Setola la pena a due anni e due mesi di reclusione. Manciagli in sede di convalida ha detto al gip che, nel 2006, ovvero ai tempi dell’inchiesta, era consumatore di droga ma di avere cambiato vita trasferendosi in città dove lavora. L’operazione “Rewind”, conclusasi con 35 arresti (4 destinatari dell’ordinanza sono irreperibili) e 45 denunce, conferma l’ingente spaccio di droga di vario tipo.

VIVAIO CON MARIJUANA

Arrestato a Comiso un incensurato: teneva 70 chili di droga fra le piante.La droga era nascosta all’interno del vivaio da lui gestito, ben 70 chili di marijuana pronti per essere smerciati. Antonio Maugeri, comisano incensurato di 61 anni, è stato arrestato dagli agenti della Squadra Mobile di Ragusa. Sotto sequestro il vivaio, situato in contrada Comuni, a Comiso, e la sostanza stupefacente.

Incidente stradale a Scoglitti

Quaranta giorni di prognosi per un centauro che sabato sera è rimasto coinvolto in un incidente stradale avvenuto a Scoglitti. La moto Yamaha, condotta da G.P. vittoriese di 48 anni, si è scontrata per cause ancora da accertare con una Renault Megane, guidata da G.L. vittoriese di 19 anni. Sul posto i Vigili Urbani e il 118.

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