18-11-2017
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Archivio della categoria: Cronaca

Carabinieri, controlli nel week end: un arresto e 4 denunce

Nel corso dei controlli del territorio di Acate e zone limitrofe, eseguiti in questo fine settimana dai carabinieri della Compagnia di Vittoria, è stato arrestato un latitante rumeno di 33 anni, Florin Dumitrescu, operaio occasionale residente a Vittoria. I militari hanno eseguito un mandato di arresto emesso dall’autorità giudiziaria rumena nei confronti dell’uomo che deve espiare una condanna di 5 anni e 6 mesi per i reati di furto aggravato e guida senza patente. I carabinieri stanno indagando per verificare l’eventuale coinvolgimento di Dumitrescu in alcuni furti avvenuti nel territorio di Acate. Durante i controlli, i militari hanno anche deferito all’autorità giudiziaria 4 persone, B.A. pregiudicato 18enne di Vittoria, P.A., 24enne chiaramontano, A.R.B.S. 29enne tunisino e M.G. rumeno di 28 anni, tutti sorpresi alla guida di auto senza patente.

Ragusa, sabato sera due incidenti stradali

Due incidenti stradali si sono registrati a Ragusa sabato a tarda sera. Nel primo sinistro si è registrata la fuga dell’auto investitrice, in via Zama, nei pressi della rotatoria di via Epicarmo. Un giovane a bordo di una Renault Clio ha tamponato un’auto Kia Picanto che lo precedeva e dopo essersi affiancato a bordo strada, […]

Ragusa, stroncato spaccio di droga

La droga nel 2007 e nel 2008 a Ragusa scorreva a fiumi. Lo ha portato alla luce la recente operazione antidroga della Polizia di Stato. Nel capoluogo operava un gruppo autonomo da quello vittoriese, composto da cinque ragusani o comunque, da persone domiciliate in città. La sostanza stupefacente arrivava direttamente da Napoli ma anche dalla vicina Modica. Il gruppo, in caso di bisogno, si scambiava la droga con quello di Vittoria. Il ruolo di leader era occupato da un quarantenne. Esterno al gruppo, ma ritenuto fornitore in caso di bisogno è Salvatore Capitina, 43 anni, uno dei due arrestati dagli investigatori della Squadra mobile di Ragusa, in collaborazione con il Commissariato dalla Polizia di Stato di Vittoria. Secondo l’accusa, Capitina forniva al gruppo ragusano la cocaina quando non era possibile reperirla in loco e nemmeno nell’hinterland milanese, altra piazza sfruttata per fare arrivare la droga in città. L’uomo sarà sentito in carcere nel capoluogo per rogatoria dal Gip Claudio Maggioni alla presenza dell’avvocato difensore Gianluca Gulino. E’ accusato di traffico di droga, reato che avrebbe commesso nel capoluogo dove operava una delle tre mini organizzazioni passate al setaccio dagli uomini della Mobile, diretti dal vice questore Francesco Marino, nell’ambito dell’operazione antidroga “Barbershop”, nome scelto perché l’altro indagato finito in cella, ritenuto uno dei promotori del gruppo, è il vittoriese Giovanni Spataro, di 36 anni, barbiere di professione. Spataro Giovanni, U Varbieri, è indagato per associazione per delinquere finalizzata allo spaccio di cocaina e hashish. L’artigiano è già comparso venerdì davanti al Gip di Catania, Giuliana Sammartino, avvalendosi della facoltà di non rispondere. L’avvocato difensore, Santino Garufi, ha già annunciato il ricorso al Tribunale della Libertà di Catania. A chiedere gli arresti dei due al Gip è stato il sostituto procuratore della Direzione distrettuale antimafia etnea, Lucio Setola, al termine delle indagini. Gli indagati in tutto sono 31 a cui vengono contestati, a vario titolo il traffico di droga e l’associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti. Le indagini oggetto dell’operazione “Barbershop” sono iniziate nel gennaio 2007 per concludersi nel settembre del 2008 anche se per alcuni indagati sono andate avanti, come dimostra l’arresto di Capitina, per mano dei Carabinieri, messo a segno il 28 maggio scorso a Comiso. L’indagato in quella occasione è stato ammanettato insieme ad un’altra persona, non coinvolta nell’operazione, per la detenzione di 22 grammi di cocaina. Questo particolare ha fatto scattare la nuova ordinanza per il pericolo di reiterare il reato.

Processo Civello bis, sei mesi di proroga per le indagini

Il procuratore capo Carmelo Petralia ha chiesto ed ottenuto dal Gip del Tribunale sei mesi di proroga per concludere l’indagine-bis nei confronti del professore Massimo Ignazio Civello, a cui nel maggio scorso è stato notificato l’avviso della conclusione delle indagini preliminari per il troncone principale. Nella seconda trance è contenuta una denuncia presentata dopo l’arresto […]

Non versa l’assegno di mantenimento, segnalato un vittoriese

Un vittoriese è stato segnalato all’autorità giudiziaria perché ritenuto responsabile di violazione degli obblighi di assistenza familiare. L’uomo di 30 anni, legalmente separato dalla moglie, doveva versare 250 euro al mese per il mantenimento della donna, così come stabilito dal giudice in sede di separazione. Nei mesi di luglio, agosto e settembre l’uomo, però, non avrebbe versato il dovuto e l’ex moglie, visto che le sue richieste non avevano ottenuto risposta, ha presentato denuncia nei confronti dell’ex coniuge.

Segnalato un vittoriese per detenzione abusiva di armi

Un vittoriese di 65 anni è stato segnalato all’autorità giudiziaria per detenzione abusiva di armi e munizioni. Nel corso di un controllo sulle armi che l’uomo deteneva regolarmente in quanto titolare di licenza, è stato verificato dai poliziotti che l’uomo deteneva dodici cartucce per pistola mai denunciate all’autorità di pubblica sicurezza. Le cartucce sono state sottoposte a sequestro.

Centauro ferito a Modica nello scontro con un’autovettura

 Scontro auto-ciclomotore in via Tirella a Modica, all’intersezione con via Nazionale. Coinvolte una Volkswagen Polo condotta da una quarantunenne modicana e una Vespa Piaggio alla cui guida c’era una quarantanovenne. La peggio è toccata a quest’ultimo che ha riportato ferite guaribili in trenta giorni. Sul luogo del sinistro è intervenuta la Polizia municipale.

Spacciatori di hashish. Arrestati 2 tunisini

I carabinieri della stazione di Acate nel corso di un controllo nella frazione balneare hanno tratto in arresto per il reato di spaccio in concorso di sostanze stupefacenti il pregiudicato Hakjlifa Imed, 28enne residente ad Acate, e Ben Naser Sadam, 22enne incensurato. I due tunisini erano a bordo di una vettura, vicino ad un supermercato in contrada Macconi, quando i militari hanno notato che gli si erano avvicinati due cittadini italiani, col chiaro intento di ordinare la droga. Al momento dello scambio di denaro per l’acquisto della “roba”, i carabinieri sono intervenuti tempestivamente bloccando l’attività illecita, e fermando i compratori, due niscemesi rispettivamente di 21 e 22 anni, che sono stati trovati in possesso di un grammo di hashish. Addosso ai tunisini è stata trovata la somma di 5 euro, posta sotto sequestro probatorio.

Operazione “Barbershop”: rinvio a giudizio per 2 gruppi criminali

E’ finita con due ordinanze di custodia cautelare in carcere e 29 comunicazioni di chiusura delle indagini con richiesta di rinvio a giudizio l’operazione antidroga “Barbershop”, illustrata venerdì mattina in Questura, che ha interessato due gruppi criminali operanti tra Ragusa e Vittoria. Il capo della Mobile Francesco Marino, ha parlato degli arresti di Giovanni Spataro, barbiere vittoriese, di 36 anni e Salvatore Capitina, vittoriese ma operante nel capoluogo, 43 anni. Spataro è accusato di associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di cocaina e di spaccio di droga; Capitina solo di spaccio di hashish. Il primo è stato rinchiuso all’interno del carcere di Bicocca a Catania. E’ stato condotto nel carcere ibleo, invece, Capitina, titolare di un’attività commerciale, accusato di spacciare hashish nel capolinea dei bus vicino al Palazama e nella zona di Villa Margherita. Entrambi i gruppi prendevano droga da Napoli, Catania e Palermo. Le indagini si sono avvalse della collaborazione del Commissariato di Vittoria. Gli altri 29, per cui il pm della Direzione Distrettuale Antimafia Lucio Setola ha chiesto il rinvio a giudizio, sono ragusani, vittoriesi, magrebini, lentinesi e dovranno rispondere delle stesse accuse ma, a loro carico, non c’è un apparato indiziario tale da richiederne il carcere preventivo. I due gruppi agivano separatamente, ma in contatto fra loro. Secondo l’accusa, a Vittoria, tutto ruotava attorno alla sala da barba di Spataro, in via Garibaldi, in pieno centro, resa dal titolare un crocevia dello spaccio, soprattutto di cocaina. L’attività investigativa è durata per tutto il 2007 e parte del 2008, successiva, quindi, alle operazioni Tsunami e Rewind. “Gli arresti di ieri sono la testimonianza – ha detto il capo della Mobile Francesco Marino – di come le indagini per debellare lo spaccio in provincia, non si fermano”. Capitina sarà interrogato per rogatoria lunedì alla presenza dell’avvocato difensore. Spataro, nel febbraio scorso, ha patteggiato la pena finale pari ad otto mesi di reclusione ed è tornato libero per l’accusa di spaccio di cocaina. Nel maggio dell’anno scorso era stato assolto per detenzione di alcuni grammi di hashish. Sempre Spataro, nel maggio 2007, aveva presentato una denuncia-querela alla Procura contro ignoti, in cui segnalava la presenza di un sofisticato sistema installato all’interno dell’apparecchio televisivo della sua sala da barbiere, ipotizzando i reati di violazione di domicilio ed interferenza illecita nella vita privata.

Ispica, arrestato un 52enne per espiare un mese di reclusione

I Carabinieri della stazione di Ispica hanno tratto in arresto C.A., 52enne ispicese, sul cui capo pendeva un ordine di esecuzione per espiazione di pena detentiva emesso nei suoi confronti dal Tribunale di sorveglianza di Catania. L’arrestato, a seguito della sentenza di condanna emessa contro di lui nel 2008 dal Tribunale di Modica, sentenza confermata nel 2010 dalla Corte d’Appello di Catania e divenuta definitiva nell’ottobre dello scorso ottobre, deve scontare una pena di 1 mese di reclusione. L’esecuzione della pena era stata dapprima sospesa nel febbraio 2001 dal tribunale di Modica. A seguito della richiesta inoltrata alla magistratura da parte del difensore di fiducia, l’arrestato è stato ammesso a beneficiare della detenzione domiciliare. Nel 2008 era stato riconosciuto colpevole della violazione degli obblighi di assistenza familiare.

Ricatto osè. Arrestata 23enne rumena

Cristina Sprintenu è stata arrestata venerdì mattina per estorsione in concorso. Deve ancora scontare ai domiciliari la pena di 1 anno e 11 mesi per avere ricattato un commerciante vittoriese con un filmato, in cui i due erano ripresi in atteggiamenti intimi. Se l’uomo non le avesse conferito 5000 euro, la donna avrebbe reso pubblico il filmato. Complice della Sprintenu un suo connazionale, che insieme a lei nel maggio 2010 aveva estorto una prima somma di denaro all’esercente e, poi, richiesto l’ulteriore importo di 5 mila euro. Questa seconda richiesta di soldi aveva indotto la vittima a denunciare i rumeni e, infatti nel giugno del 2010, la Sprintenu stata raggiunta da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, dove è rimasta per 4 mesi. Adesso sconterà nella sua casa di Vittoria il resto della pena.

Fa jogging alla Villa di Vittoria e tentano di rapinarlo

Due giovani col volto parzialmente travisato hanno tentato di rapinare un vittoriese di 60 anni mentre la vittima faceva jogging all’interno della villa comunale di Vittoria. I due malviventi si sono avvicinati al sessantenne minacciandolo con una pistola e intimadogli di cedere tutti i soldi contenuti nel portafogli. Al diniego del cittadino che in tenuta sportiva non aveva con sé alcun portafogli i due giovani gli hanno chiesto in consegna la fede nuziale. A quel punto l’uomo ha reagito, capendo che l’arma impugnata da uno dei due rapinatori era solo una pistola giocattolo ed è così riuscito a metterli in fuga. Sull’episodio sta indagando la Polizia a seguito della presentazione di una denuncia da parte della vittima che ha chiesto l’intervento di una Volante.

Cinque mesi di carcere per scambio di persona. Chiesta archiviazione per un tunisino

Dopo quasi cinque mesi di carcere preventivo è stato rimesso in libertà ed ora chiede l’archiviazione del fascicolo. Si tratta di Samir Houidi, 29 anni, tunisino, rimasto vittima di uno scambio di persona. E’ stato un altro indagato nell’operazione antidroga dei carabinieri denominata “Coast to coast” che il 4 aprile scorso ha portato in cella 18 persone, a scagionarlo. La vicenda di Houdi è molto particolare ed articolata. Dopo l’arresto il gip di Catania Maria Paola Cosentino si è dichiarato incompetente, nei confronti degli indagati a cui non veniva contestato il reato associativo. Il tre maggio l’uomo è stato raggiunto da nuova ordinanza, questa volta emessa dal gip di Ragusa Giovanni Giampiccolo. Lui ha continuato a dichiarare la propria innocenza, affermando che le intercettazioni prodotte dall’accusa non erano a suo carico ma di un quasi omonimo Sami. L’avvocato difensore Massimo Garofalo ha chiesto l’incidente probatorio in modo da effettuare una perizia fonica ma il 21 giugno il gip disse no, anche alla luce della decisione del Tdl che ha confermato la custodia cautelare in carcere di Samir Houidi. Il 23 agosto il gip Giampiccolo lo ha rimesso in libertà. Adesso l’avvocato Garofalo ha chiesto lo stralcio della posizione del suo assistito e l’archiviazione.

Al via processo per inquinamento: sotto accusa un imprenditore ragusano

Al via davanti al Tribunale monocratico il processo per reati ambientali ai danni di S.B. di 54 anni, ragusano. L’imprenditore, titolare di un’impresa alla zona industriale, è accusato di avere smaltito rifiuti speciali non pericolosi ed in modo particolare rifiuti dell’industria lattiero-casearia in assenza della prescritta autorizzazione regionale prevista. Lo stesso deve rispondere davanti al giudice Andrea Reale anche di avere cagionato l’inquinamento del sottosuolo e delle acque sotterranee, con il superamento delle concentrazioni soglia di rischio provocato da sostanze pericolose, nonché del reato di getto pericoloso di cose previsto dall’articolo 674 del codice penale per avere provocato la emissione di esalazioni fortemente maleodoranti ed effettivamente sgradevoli e moleste, non momentaneamente e non occasionali, idonee a causare un impatto negativo sulle normali attività della collettività. I fatti sono stati accertati dalla Polizia provinciale e dall’Arpa, che hanno agito su delega del procuratore capo Carmelo Petralia. Le prime verifiche sono state fatte il 7 aprile del 2009 mentre il 28 maggio dello stesso anno, dopo un esposto all’Arpa ed alla Procura che lamentava un deterioramento della qualità dell’acqua emunta dai propri pozzi artesiani, il personale tecnico ed ispettivo dell’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale, ha effettuato un sopralluogo nella zona a cui l’11 giugno ha fatto seguito un’ispezione all’insediamento produttivo. I cittadini che abitano nell’area di contrada Fortugno si sono costituiti parte civile con l’avvocato Eleonora Pisana mentre l’imputato è difeso dagli avvocati Massimo Garofalo e Cristina Di Paola, la seconda sostituta processuale del primo. Il giudice ha aggiornato i lavori al 7 marzo 2012.

Sequestrata discarica di rifiuti speciali in contrada Lusia

Una discarica di rifiuti speciali, soprattutto materiali inerti provenienti da attività di demolizione, fra cui mattoni forati, blocchi di cemento, piastrelle, pezzi sanitari, pietrame ed eternit, è stata sequestrata in via preventiva dai Carabinieri e dalla polizia municipale di Ragusa. Il sito è stato individuato nel corso di un controllo congiunto avvenuto mercoledì in contrada Cortorillo, vicino al depuratore di contrada Lusia. La discarica non autorizzata ha una superficie di 130 mq e un valore di circa 10 mila euro ed è stata realizzata, fra l’altro, in un’area gravata da vincoli di natura ambientale, paesaggistica, idrogeologica e forestale. Un giovane imprenditore edile di Ragusa, P.G. di 20 anni, incensurato, è stato denunciato alla Procura della Repubblica del capoluogo per i reati di realizzazione di opere sprovviste di autorizzazioni e in zone sottoposte a vincolo.

Incidente a Modica, investita una bambina di 11 anni

Una ragazzina di 11 anni è stata investita mercoledì da un’autovettura nei pressi di piazza Matteotti a Modica. Alla guida del veicolo, la diciottenne S.R., modicana, che ha investito l’undicenne G.G., anche lei del luogo. La vittima è stata trasportata al Pronto soccorso del Maggiore dove i sanitari l’hanno giudicata guaribile in 7 giorni. Sul posto l’intervento della Polizia municipale.

Divieti di ritorno a Ragusa per due vittoriesi e un ragusano

Il pluripregiudicato ragusano T.G. 50 anni, residente a Vittoria, il pregiudicato vittoriese C.M. di 40 anni e T.L., 19 anni incensurato, sono stati segnalati alla divisione anticrimine della Questura per la formalizzazione del divieto di ritorno a Ragusa. I tre soggetti sono stati fermati in via Germania, nel capoluogo, mentre caricavano rifiuti ferrosi in prossimità di un cassonetto.

Lascia il porto di Pozzallo la nave cementiera in stato di fermo

Una nave cementiera con bandiera maltese lunedì scorso è stata posta in stato di fermo dal Nucleo port state control di Pozzallo, autorità competente affidata al corpo delle Capitanerie che controlla la conformità delle navi straniere alle norme internazionali di sicurezza della navigazione, antinquinamento e condizioni di vita a bordo. A seguito di una serie di verifiche, è stato accertato che la nave cementiera tratteneva a bordo circa 5 mila litri di acque oleose di sentina in più rispetto a quanto dichiarato prima che l’unità navale facesse ingresso nel porto ibleo (come previsto dal decreto legislativo 24 del giugno 2003 che ha recepito la direttiva comunitaria 2000/59 relativa agli impianti di raccolta per i rifiuti prodotti dalle navi e i residui del carico). Il natante ha potuto lasciare lo scalo pozzallese solo dopo aver conferito i pericolosi liquami a ditte autorizzate allo smaltimento. La nave è diretta in un cantiere maltese per effettuare dei lavori strutturali. Potrà fare rientro nel porto pozzallese solo dopo il completamento dei lavori prescritti dal Psc (Port state control) di Pozzallo. Negli ultimi anni la crescita esponenziale dei traffici marittimi ha posto il delicato problema della qualità delle navi e, in particolare, sulla loro idoneità alla navigazione e sulla tutela dell’ambiente marino.

Furto al porto di Punta Secca. Due barche recuperate in mare

Sono state ritrovate al largo le due barche trafugate dal porticciolo di Punta Secca. Una delle due imbarcazioni è stata rinvenuta nello specchio di mare di Licata, trascinata dalla corrente, l’altra, è stata recuperata di fronte la spiaggia del Palmento a poche centinaia di metri dal porticciolo. Un episodio che ha destato parecchia preoccupazione tra i soci del circolo nautico e su cui indagano i Carabinieri e la Capitaneria di porto che ha acquisito le immagini dell’impianto di videosorveglianza. “Si tratta di un episodio strano dalla difficile chiave di lettura – spiega il presidente del circolo nautico Punta Secca, Salvatore Piccitto -. Le barche non sono state danneggiate e neppure utilizzate per brevi spostamenti. Forze un atto dimostrativo da parte di qualcuno che, nascosto sotto acqua, ha voluto tirare fuori dal porto le barche ormeggiate. Per questa ragione dice ancora Piccitto – abbiamo convocato un vertice con i tutti soci del circolo per fare il punto della situazione e rafforzare, ove necessario, i dispositivi di sicurezza”. Il porticciolo è dotato di un impianto di videosorveglianza col quale ogni socio, da casa, può controllare la propria imbarcazione. Il progetto complessivo per il rifacimento della massicciata del porticciolo attende il finanziamento. “Da soli, con le risorse dei soci, non possiamo affrontare un costo così oneroso – aggiunge Piccitto -. Servono finanziamenti comunitari per ridare lustro ad una struttura importante per la nostra piccola comunità”.

Teneva la droga nel cruscotto. Arrestato a Scoglitti un giardiniere incensurato

All’interno di un borsello in pelle riposto nel cruscotto della sua macchina un ventenne vittoriese celava 8 stecche e altri piccoli frammenti di hashish. Per questa ragione il giovane, giardiniere incensurato, è stato arrestato martedì a Scoglitti dai carabinieri della locale stazione. Il soggetto è stato fermato da un posto di blocco in via Taranto. I militari hanno subito notato il nervosismo del soggetto fermato e hanno proceduto alla perquisizione dell’auto. Durante il controllo, oltre alle stecche di hashish, all’interno del portabagagli sono stati rinvenuti dei semi di piante di marijuana. I carabinieri hanno poi perquisito la casa del ragazzo, dove hanno riscontrato la presenza di un bilancino di precisione, un coltello con la lama intrisa di stupefacente e una vaschetta con la torba per la coltivazione dei semi.

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