20-04-2018
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Archivio della categoria: Cronaca

Ingiunzione di pagamento di sanzioni a due esercenti vittoriesi

Al titolare di un bar di via Magenta e ad un noleggiatore di videogiochi, entrambi di Vittoria, è stato notificato un ordine di ingiunzione di pagamento per l’importo di oltre 8 mila euro ciascuno, emesso dall’amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato di Palermo. L’ingiunzione fa seguito ad una sanzione comminata nei mesi scorsi ai due soggetti dagli operatori del Commissariato, in quanto all’interno del pubblico esercizio vennero trovati due apparecchi videogiochi non conformi alla vigente normativa. I due apparecchi vennero sequestrati ed ora si procederà alla confisca. I due soggetti sanzionati allora per poco più di 1000 euro ciascuno non hanno ottemperato al versamento di quanto dovuto e, pertanto, è ora arrivata l’ingiunzione di pagamento che, fra interessi di mora e tasse varie, ha raggiunto la cifra di 8000 euro.

Lite per un parcheggio a Vittoria: segnalate sei persone

Sei persone vittoriesi incensurate, tre uomini e tre donne, appartenenti a due diversi nuclei familiari abitanti nel medesimo palazzo in una zona centrale di Vittoria, sono state segnalate all’autorità giudiziaria perché ritenute responsabili dei reati di minacce ed ingiurie. La vicenda, accaduta giovedì, scaturisce da difficili rapporti di vicinato perduranti nel tempo che sono sfociati in una pesante lite tra i componenti dei due nuclei familiari a seguito del parcheggio dell’autovettura di uno di loro davanti al passo carrabile dell’altro. La lite, che non è degenerata in rissa grazie anche al tempestivo intervento della Volante del Commissariato Ps locale, è stata particolarmente accesa. Uno dei sei soggetti è stato segnalato anche per danneggiamento, avendo rigato l’autovettura parcheggiata davanti al passo carrabile, con un oggetto appuntito.

Bimba di Modica muore di meningite

Sarà sepolta in Romania, nella terra d’origine dei suoi genitori, la piccola Vanessa, la bimba di 4 anni, morta nella notte fra mercoledì e giovedì, al Policlinico di Messina, a causa di una “meningo encefalite tubercolare”. Nata a Mantova, figlia unica di una giovane coppia, il padre 29 anni, la madre 24, da due anni la famiglia risiedeva a Modica Alta. L’anno scorso, Vanessa aveva frequentato il primo anno alla scuola materna “Piano Gesù”. I suoi compagnetti l’hanno vista viva per l’ultima volta, il primo giorno di scuola, il 15 settembre, quando Vanessa, accompagnata dai genitori, aveva voluto recarsi in classe per salutarli. “Era un angioletto – racconta il dirigente scolastico, Giuseppe Fava – ha detto arrivederci, alle maestre e ai compagni, dicendogli che doveva ricoverarsi in ospedale perché non stava bene”. Dal 21 settembre la bimba era entrata al Maggiore di Modica e sino alla fine del mese è stata degente nel reparto di Pediatria. Poi, le sue condizioni di salute sono progressivamente peggiorate. Il suo organismo non ha risposto alle terapie. L’1 ottobre Vanessa è stata trasferita all’unità Malattie infettive dell’ospedale Civile di Ragusa. “La bambina è arrivata da noi già in stato di coma e soporoso, – spiega il primario del reparto di Ragusa, Nunzio Storaci, – e quando la situazione è diventata ancora più critica, la bambina è stata trasferita nel reparto di Rianimazione”. In quella stessa giornata, era il 10 ottobre, la piccola Vanessa, a bordo di un elisoccorso ha lasciato Ragusa, ed è stata trasportata di urgenza al Policlinico di Messina. Il suo lungo e doloroso percorso di sofferenza si è concluso nella notte fra il 2 e il 3 novembre, quando il cuore della bimba ha cessato di battere. Forse già sabato la salma della piccola Vanessa sarà portata prima a Modica, e poi intraprenderà l’ultimo viaggio via aerea sino a Bucarest. La sua traslazione avverrà solo dopo l’esecuzione dell’autopsia come prevede la norma in casi di morte di meningite. L’esito dell’esame necroscopico e la verifica sulle tre cartelle cliniche, prodotte negli ospedali in cui è stata ricoverata Vanessa, nei 40 giorni della sua agonia, dovranno definire, con esattezza, le cause della morte, e fare anche luce sulle eventuali responsabilità.

La meningite che ha ucciso la piccola Vanessa

La “meningo encefalite tubercolare” è una infiammazione delle meningi, in special modo della base cranica e dei nervi encefalici, dovuta al microbatterio tubercolare. Le cause che possono portare alla manifestazione della meningite durante la tubercolosi sono varie, e può essere dovuta alla rottura di un tubercoloma a livello cerebro spinale, oppure più facilmente è consequenziale all’effetto di un focolaio localizzato nei polmoni che si diffonde per via ematica o linfatica. Della forma tubercolare di cui era affetta Vanessa, sono sofferenti anche i suoi genitori. Madre e padre, infatti, sono stati anch’essi ricoverati in isolamento, nel reparto di Malattie infettive del Policlinico messinese. Venerdì mattina, alla notizia del decesso della piccola, si è registrato un allarme nella scuola “Piano Gesù” di Modica. “Ho subito rassicurato i genitori dei compagnetti della bimba che ho incontrato proprio per questo motivo – spiega il preside Fava – comunicandogli che il medico scolastico ha confermato che non c’è alcun motivo di preoccupazione”. Pare infatti che la forma tubercolare di cui soffriva Vanessa non è facilmente trasmissibile. Sulla base delle rassicurazioni dei medici, alcune maestre, e perfino genitori di compagnetti della bimba, hanno fatto visita alla sfortunata bambina.

Condanne definitive, arrestato vittoriese

Deve scontare sei anni e quattro mesi di reclusione per tre sentenze diventate ormai definitive. Per questo motivo la Polizia ha tratto in arresto (si trovava ai domiciliari) il vittoriese Enzo Mangione, 32 anni. Due anni di reclusione sono per aver dato fuoco ad un’auto a Ragusa, nel 2006. Due anni e otto mesi per detenzione abusiva di una pistola con matricola abrasa. Un anno e otto mesi, infine, riguardano una condanna per una serie di furti e ricettazioni, reati commessi a Vittoria nel 2010. Mangione è stato portato nel carcere di Ragusa.

Vittoria, ruba dieci chili di parmigiano: arrestato

Un rumeno di 50 anni, senza fissa dimora, Ghiorghe Stanculea, è stato arrestato dalla Polizia a Vittoria. E’ stato il personale di un supermercato a chiamare gli agenti. L’uomo aveva nascosto sotto il giubbotto della merce e stava andando via senza pagare. Addosso aveva 15 pezzi di parmigiano reggiano e grana padano per un peso totale di circa 10 chili.

Una storia d’amore finita male. Condanna per l’ex convivente

Al termine di una storia tormentata con la sua ex convivente, le avrebbe strappato la borsetta rompendo anche un vetro dell’auto della donna pur di mettere a segno la sua azione di rivalsa. E’ finito sotto processo per tentata rapina e lesioni personali. Si tratta di Salvatore I. di 50 anni. Al termine della requisitoria il pubblico ministero Concetta Vindigni ha chiesto la condanna del cinquantenne ragusano alla pena di due anni di reclusione con la continuazione tra i due reati. Di diverso tenore l’arringa della difesa. L’avvocato Antonio Borrometi ha puntato sull’assoluzione dell’imputato con la formula più ampia. Il giudice monocratico, Andrea Reale, ha condannato il cinquantenne a sei mesi di reclusione, pena sospesa, derubricando il reato in quello meno grave di esercizio arbitrario delle proprie ragioni.

Due coniugi si separano. Condannato il testimone di nozze per falsa testimonianza

Con l’accusa di falsa testimonianza è stato condannato dal Tribunale monocratico Salvatore T., ragusano di 30 anni. Il giovane, nel 2005, aveva reso una testimonianza in un procedimento civile per una causa di separazione tra coniugi. Alla luce dell’istruttoria la sua deposizione – secondo l’accusa – è risultata falsa e, a distanza di sei anni, è stato condannato alla pena di un anno e quattro mesi di reclusione per il reato di falsa testimonianza dal giudice unico del Tribunale Andrea Reale, al termine della camera di consiglio. Ancora più pesante era stata la richiesta del pubblico ministero Concetta Vindigni. Ironia della sorte i due coniugi, nel frattempo, si sono riappacificati mentre lui, testimone di nozze di una delle parti, è finito sotto processo e condannato (pena sospesa).

Strage TER. La sentenza della Corte d’appello

Due ergastoli e due condanne a 30 anni di carcere. Questa la sentenza emessa al termine di una lunga camera di consiglio, all’interno del carcere di Bicocca davanti alla seconda sezione della Corte d’Assise d’Appello di Catania, nel procedimento di secondo grado denominato “Strage ter”. L’ergastolo è stato inflitto al vittoriese Giovanni Avvento, 48 anni ed al gelese Alessandro Emmanuello, di 41, difesi dagli avvocati Emanuele Occhipinti ed Enrico Trantino, così come richiesto dal procuratore generale Roberto Campisi. Trenta anni di carcere sono stati comminati ai pentiti Carmelo Billizzi, di 32, imputato come i primi due in qualità di mandante, e per uno dei presunti esecutori materiali, Gianluca Gammino, vittoriese di 34 anni, ma residente a Gela. Anche in questo caso è stata accolta la richiesta della Procura Generale. La strage di San Basilio risale al 2 gennaio del 1999. In primo grado, il 21 dicembre del 2009, la Corte d’Assise di Siracusa ha condannato tutti i quattro imputati alla sbarra all’ergastolo. Il processo è frutto degli arresti messi a segno il 22 febbraio del 2008 da polizia e carabinieri. A cadere sotto i colpi dei killer furono in cinque. La Corte d’Assise d’Appello ha condannato i quattro imputati anche al risarcimento delle parti civili costituite.

Violenza sessuale su una bimba di cinque anni. Arrestato bracciante agricolo di Chiaramonte

E’ stata la bambina a raccontare alla mamma di avere ricevuto attenzioni sessuali da parte dell’amico di papà. La donna si è recata dai carabinieri ed ha denunciato i fatti. A seguito delle indagini, il gip del Tribunale di Ragusa ha disposto gli arresti domiciliari per l’uomo. Si tratta di un bracciante agricolo chiaramontano di 53 anni. L’uomo era amico del padre della bambina sin dall’infanzia. Frequentava la loro casa abitualmente. Nei primi giorni di ottobre, nel garage accanto alla casa della famiglia della bambina, avrebbe costretto la piccola a subire violenze sessuali. La teneva per il collo, in modo che non potesse allontanarsi. L’uomo non è nuovo a denunce di questo tipo. Nel luglio del 2009 era rimasto coinvolto in fatti analoghi: avrebbe compiuto atti sessuali sul nipote, che aveva cinque anni, nel terrazzo dell’abitazione di famiglia. L’uomo adesso si trova presso la sua abitazione, in regime di arresti domiciliari, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Modica, tamponamento in via San Marco Ferite due donne

E di due feriti l’incidente stradale in via San Marco a Modica. Un tamponamento avvenuto tra una Peuget 406 condotta da G.C., 57 anni, modicano, e una Peugeot 407 alla cui guida c’era N.I., 37 anni, anche lei di Modica. Nell’impatto sono rimaste ferite quest’ultima e la sorella S.I., 28 anni. Per entrambe è stato necessario il trasporto al Pronto Soccorso dell’Ospedale Maggiore, dove i medici hanno riscontrato un trauma contusivo rachide-cervicale per la conducente, che poi è stata dimessa con prognosi di quindici giorni, e una frattura pluriframmentaria per la congiunta con prognosi di trenta giorni, salvo complicazioni. Quest’ultima è stata ricoverata. Sul posto è intervenuto il nucleo operativo di Pronto Intervento della polizia municipale di Modica.

Incidente autonomo all’ingresso per Modica

Incidente stradale nella serata di mercoledì lungo la strada statale 115, al bivio per Pozzallo. Un furgone è finito fuori strada provocando il ferimento del conducente, un modicano di 53 anni, e del passeggero, di 23 anni. La peggio è toccata al primo: ha riportato ferite guaribili in venti giorni. Il traffico ha subìto rallentamenti per permettere l’intervento dei soccorsi e per spostare il mezzo.

Rapinato distributore di carburanti sulla Vittoria – Acate

E’ di 3.500 euro il bottino della rapina messa a segno mercoledì sera, intorno alle 21.30, ai danni di un distributore di carburante sulla strada tra Vittoria ed Acate. Due persone incappucciate a bordo di un ciclomotore, una delle quali armata di coltello, hanno minacciato il titolare. Questi ha consegnato loro una borsa con l’incasso della serata e sono fuggiti. La Polizia conduce le indagini.

Prodotti agricoli non pagati, in cinque picchiano mediatore

Prodotti agricoli per settemila euro venduti, ma mai pagati. Un debito mai saldato che ha spinto il titolare di un box del mercato di Vittoria a farsi giustizia da sé. Cinque uomini di Acate, tutti della stessa famiglia (due fratelli ed i loro tre figli), sono stati denunciati per lesioni personali in concorso. Uno dei fratelli, il titolare del box al mercato, vantava un credito di 7000 euro da parte di una persona che aveva acquistato merce presso la sua attività commerciale. Trascorsi alcuni mesi, il debito non era stato ancora estinto e il titolare del box ha invitato più volte colui che aveva fatto da mediatore nella compravendita, un vittoriese di 40 anni, a pagare il dovuto. Il mediatore ha risposto che non poteva farsi carico del debito. Alcuni giorni fa, il titolare del box insieme al fratello, a due suoi figli e ad un nipote, hanno aggredito e picchiato il mediatore.

Processo per furto aggravato: patteggiano i tre albanesi

Processati ed ammessi al patteggiamento della pena pari a sei mesi di reclusione e 200 euro di multa i tre albanesi arrestati nella nottata di lunedì, a Santa Croce Camerina, dai militari della Compagnia Carabinieri di Ragusa per furto aggravato commesso a Donnalucata. Si tratta di Blerim Korreshi, 34 anni residente a Santa Croce, Erman Kola, 24 anni domiciliato a Punta Braccetto, e Artur Rrasa, 22 anni residente a Vittoria. La pena è stata applicata dal giudice unico del Tribunale di Ragusa, Reale, dopo la convalida. I tre albanesi hanno beneficiato della sospensione condizionale della pena e sono tornati liberi. La pena è stata patteggiata tra il pm Concetta Vindigni e l’avvocato difensore Maria Platania. I tre albanesi avevano preso di mira alcune aziende agricole di Donnalucata, portando via attrezzature del valore di 20 mila euro.

Furto di oggetti antichi. Un comisano patteggia la pena

Ha patteggiato la pena pari ad un anno di reclusione e 400 euro di multa il comisano arrestato dai carabinieri per furto di oggetti antichi in un magazzino di proprietà di un’anziana donna. Si tratta di Giovanni Morreale, di 36 anni. Il giudice unico del Tribunale di Ragusa, Andrea Reale, ha disposto la sospensione condizionale della pena a condizione che l’uomo risarcisca la parte lesa dei danni subiti. L’udienza è iniziata con la convalida dell’arresto. Successivamente il legale dell’imputato, l’avvocato Salvatore Guardina, ha patteggiato la pena col pm Concetta Vindigni.

Incidente stradale: ferita una donna

Nella mattinata di giorno 2 incidente al chilometro 15.500 della strada provinciale 13 in prossimità della rotonda del Centro Seia all’incrocio con la Santa Croce Camerina Comiso. Una donna di 36 anni alla guida di una Y 10 si è scontrata con un autofurgone. Sono intervenuti i vigili del fuoco per districare dalle lamiere della autovettura la conducente, che è stata trasportata all’ospedale di Vittoria dal personale del 118.

Scappa all’alt della Polizia, ma viene fermato: giudizio immediato

Il procuratore della Repubblica di Modica, Francesco Pulejo, ha chiesto al Gup il giudizio immediato per il pregiudicato sciclitano Fausto Tarcisio La Terra, arrestato il tre ottobre dopo un inseguimento della polizia cominciato a Ragusa e concluso a Scicli. La Terra era stato intercettato a Ragusa in Viale delle Americhe mentre, ad alta velocità, guidava una Fiat Punto. Gli agenti gli avevano intimato l’alt, ma l’uomo anziché fermarsi ha accelerato per sfuggire al controllo. La volante si è messa all’inseguimento nel corso del quale l’uomo ha eseguito manovre pericolosissime ed improvvisi cambi di marcia, nel tentativo di mandare fuori strada le pattuglie. La Terra è stato fermato a Scicli nei pressi della propria casa e arrestato per resistenza a pubblico ufficiale, violazione dell’obbligo di soggiorno e guida senza patente.

Modica, abitazione in fiamme Immigrato cerca di lanciarsi dal balcone: salvato

Non riusciva a scendere le scale per via del fumo che aveva reso irrespirabile l’aria. E così aveva deciso di lanciarsi dalla finestra, dal secondo piano. L’immediato arrivo dei Vigili del fuoco, però, ha evitato il peggio. Momenti di paura, nella serata di Ognissanti, a Modica, al vico Biscari. Per cause ancora da chiarire, è divampato un rogo al primo piano. Il fumo ha invaso le scale, rendendo impossibile l’uscita ad un immigrato che, come detto, si trovava al secondo piano. I pompieri hanno attivato i mezzi per disperdere il fumo, portando in salvo l’uomo. L’immobile è stato dichiarato inagibile.

Santa Croce, tre albanesi arrestati per furto

Nella notte fra lunedì e martedì, a Santa Croce Camerina, i militari dell’Arma del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Ragusa hanno arrestato in flagranza del reato di furto aggravato in concorso, tre giovani albanesi: Korreshi Blerim, 34enne residente a S. Croce Camerina; Kola Erman, 24enne domiciliato a Punta Braccetto; Rrasa Artur, 22enne domiciliato a Vittoria. Verso mezzanotte i militari, durante un servizio di controllo, hanno notato a Punta Secca, un autocarro con a bordo tre individui che procedeva a velocità moderata, sostando per brevissimi istanti nei pressi di alcune abitazione estive attualmente disabitate. Insospettiti da tale comportamento, i carabinieri hanno deciso di pedinare il mezzo che si dirigeva verso Marina di Ragusa e, superatala, proseguiva in direzione di Donnalucata. Giunti nei pressi del mercato ortofrutticolo di Donnalucata, i tre albanesi hanno imboccato via Emilia inoltrandosi in mezzo alle serre. I militari, invece, si sono appostati nei pressi. Verso le due di notte, i tre, a bordo del mezzo, si reimmettevano sulla circonvallazione di Donnalucata, dirigendosi verso Santa Croce, percorrendo strade interne e poco trafficate. L’autocarro era carico e pertanto i militari dell’Arma decidevano di bloccarlo a Santa Croce Camerina, lungo la circonvallazione Costa degli Angeli, per un controllo, chiedendo anche l’ausilio della pattuglia del Nucleo Radiomobile. Nel corso del controllo, all’interno del veicolo, sono stati trovati svariati attrezzi (un motore per il sollevamento acqua, un compressore, saldatrici e utensili di varie misure) e fusti di anticrittogamici, utilizzati nel lavoro in aziende agricole. Dagli accertamenti è emerso che il materiale trovato in possesso dei tre albanesi era stato asportato da alcune aziende agricole di Donnalucata. Il materiale, per un valore complessivo di circa 20.000 euro, è stato restituito ai legittimi proprietari, mentre i tre giovani, dopo le formalità di rito, sono stati associati presso la casa circondariale di Ragusa a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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