20-02-2018
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Archivio della categoria: Cronaca

Ispica, arrestato un 52enne per espiare un mese di reclusione

I Carabinieri della stazione di Ispica hanno tratto in arresto C.A., 52enne ispicese, sul cui capo pendeva un ordine di esecuzione per espiazione di pena detentiva emesso nei suoi confronti dal Tribunale di sorveglianza di Catania. L’arrestato, a seguito della sentenza di condanna emessa contro di lui nel 2008 dal Tribunale di Modica, sentenza confermata nel 2010 dalla Corte d’Appello di Catania e divenuta definitiva nell’ottobre dello scorso ottobre, deve scontare una pena di 1 mese di reclusione. L’esecuzione della pena era stata dapprima sospesa nel febbraio 2001 dal tribunale di Modica. A seguito della richiesta inoltrata alla magistratura da parte del difensore di fiducia, l’arrestato è stato ammesso a beneficiare della detenzione domiciliare. Nel 2008 era stato riconosciuto colpevole della violazione degli obblighi di assistenza familiare.

Ricatto osè. Arrestata 23enne rumena

Cristina Sprintenu è stata arrestata venerdì mattina per estorsione in concorso. Deve ancora scontare ai domiciliari la pena di 1 anno e 11 mesi per avere ricattato un commerciante vittoriese con un filmato, in cui i due erano ripresi in atteggiamenti intimi. Se l’uomo non le avesse conferito 5000 euro, la donna avrebbe reso pubblico il filmato. Complice della Sprintenu un suo connazionale, che insieme a lei nel maggio 2010 aveva estorto una prima somma di denaro all’esercente e, poi, richiesto l’ulteriore importo di 5 mila euro. Questa seconda richiesta di soldi aveva indotto la vittima a denunciare i rumeni e, infatti nel giugno del 2010, la Sprintenu stata raggiunta da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, dove è rimasta per 4 mesi. Adesso sconterà nella sua casa di Vittoria il resto della pena.

Fa jogging alla Villa di Vittoria e tentano di rapinarlo

Due giovani col volto parzialmente travisato hanno tentato di rapinare un vittoriese di 60 anni mentre la vittima faceva jogging all’interno della villa comunale di Vittoria. I due malviventi si sono avvicinati al sessantenne minacciandolo con una pistola e intimadogli di cedere tutti i soldi contenuti nel portafogli. Al diniego del cittadino che in tenuta sportiva non aveva con sé alcun portafogli i due giovani gli hanno chiesto in consegna la fede nuziale. A quel punto l’uomo ha reagito, capendo che l’arma impugnata da uno dei due rapinatori era solo una pistola giocattolo ed è così riuscito a metterli in fuga. Sull’episodio sta indagando la Polizia a seguito della presentazione di una denuncia da parte della vittima che ha chiesto l’intervento di una Volante.

Cinque mesi di carcere per scambio di persona. Chiesta archiviazione per un tunisino

Dopo quasi cinque mesi di carcere preventivo è stato rimesso in libertà ed ora chiede l’archiviazione del fascicolo. Si tratta di Samir Houidi, 29 anni, tunisino, rimasto vittima di uno scambio di persona. E’ stato un altro indagato nell’operazione antidroga dei carabinieri denominata “Coast to coast” che il 4 aprile scorso ha portato in cella 18 persone, a scagionarlo. La vicenda di Houdi è molto particolare ed articolata. Dopo l’arresto il gip di Catania Maria Paola Cosentino si è dichiarato incompetente, nei confronti degli indagati a cui non veniva contestato il reato associativo. Il tre maggio l’uomo è stato raggiunto da nuova ordinanza, questa volta emessa dal gip di Ragusa Giovanni Giampiccolo. Lui ha continuato a dichiarare la propria innocenza, affermando che le intercettazioni prodotte dall’accusa non erano a suo carico ma di un quasi omonimo Sami. L’avvocato difensore Massimo Garofalo ha chiesto l’incidente probatorio in modo da effettuare una perizia fonica ma il 21 giugno il gip disse no, anche alla luce della decisione del Tdl che ha confermato la custodia cautelare in carcere di Samir Houidi. Il 23 agosto il gip Giampiccolo lo ha rimesso in libertà. Adesso l’avvocato Garofalo ha chiesto lo stralcio della posizione del suo assistito e l’archiviazione.

Al via processo per inquinamento: sotto accusa un imprenditore ragusano

Al via davanti al Tribunale monocratico il processo per reati ambientali ai danni di S.B. di 54 anni, ragusano. L’imprenditore, titolare di un’impresa alla zona industriale, è accusato di avere smaltito rifiuti speciali non pericolosi ed in modo particolare rifiuti dell’industria lattiero-casearia in assenza della prescritta autorizzazione regionale prevista. Lo stesso deve rispondere davanti al giudice Andrea Reale anche di avere cagionato l’inquinamento del sottosuolo e delle acque sotterranee, con il superamento delle concentrazioni soglia di rischio provocato da sostanze pericolose, nonché del reato di getto pericoloso di cose previsto dall’articolo 674 del codice penale per avere provocato la emissione di esalazioni fortemente maleodoranti ed effettivamente sgradevoli e moleste, non momentaneamente e non occasionali, idonee a causare un impatto negativo sulle normali attività della collettività. I fatti sono stati accertati dalla Polizia provinciale e dall’Arpa, che hanno agito su delega del procuratore capo Carmelo Petralia. Le prime verifiche sono state fatte il 7 aprile del 2009 mentre il 28 maggio dello stesso anno, dopo un esposto all’Arpa ed alla Procura che lamentava un deterioramento della qualità dell’acqua emunta dai propri pozzi artesiani, il personale tecnico ed ispettivo dell’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale, ha effettuato un sopralluogo nella zona a cui l’11 giugno ha fatto seguito un’ispezione all’insediamento produttivo. I cittadini che abitano nell’area di contrada Fortugno si sono costituiti parte civile con l’avvocato Eleonora Pisana mentre l’imputato è difeso dagli avvocati Massimo Garofalo e Cristina Di Paola, la seconda sostituta processuale del primo. Il giudice ha aggiornato i lavori al 7 marzo 2012.

Sequestrata discarica di rifiuti speciali in contrada Lusia

Una discarica di rifiuti speciali, soprattutto materiali inerti provenienti da attività di demolizione, fra cui mattoni forati, blocchi di cemento, piastrelle, pezzi sanitari, pietrame ed eternit, è stata sequestrata in via preventiva dai Carabinieri e dalla polizia municipale di Ragusa. Il sito è stato individuato nel corso di un controllo congiunto avvenuto mercoledì in contrada Cortorillo, vicino al depuratore di contrada Lusia. La discarica non autorizzata ha una superficie di 130 mq e un valore di circa 10 mila euro ed è stata realizzata, fra l’altro, in un’area gravata da vincoli di natura ambientale, paesaggistica, idrogeologica e forestale. Un giovane imprenditore edile di Ragusa, P.G. di 20 anni, incensurato, è stato denunciato alla Procura della Repubblica del capoluogo per i reati di realizzazione di opere sprovviste di autorizzazioni e in zone sottoposte a vincolo.

Incidente a Modica, investita una bambina di 11 anni

Una ragazzina di 11 anni è stata investita mercoledì da un’autovettura nei pressi di piazza Matteotti a Modica. Alla guida del veicolo, la diciottenne S.R., modicana, che ha investito l’undicenne G.G., anche lei del luogo. La vittima è stata trasportata al Pronto soccorso del Maggiore dove i sanitari l’hanno giudicata guaribile in 7 giorni. Sul posto l’intervento della Polizia municipale.

Divieti di ritorno a Ragusa per due vittoriesi e un ragusano

Il pluripregiudicato ragusano T.G. 50 anni, residente a Vittoria, il pregiudicato vittoriese C.M. di 40 anni e T.L., 19 anni incensurato, sono stati segnalati alla divisione anticrimine della Questura per la formalizzazione del divieto di ritorno a Ragusa. I tre soggetti sono stati fermati in via Germania, nel capoluogo, mentre caricavano rifiuti ferrosi in prossimità di un cassonetto.

Lascia il porto di Pozzallo la nave cementiera in stato di fermo

Una nave cementiera con bandiera maltese lunedì scorso è stata posta in stato di fermo dal Nucleo port state control di Pozzallo, autorità competente affidata al corpo delle Capitanerie che controlla la conformità delle navi straniere alle norme internazionali di sicurezza della navigazione, antinquinamento e condizioni di vita a bordo. A seguito di una serie di verifiche, è stato accertato che la nave cementiera tratteneva a bordo circa 5 mila litri di acque oleose di sentina in più rispetto a quanto dichiarato prima che l’unità navale facesse ingresso nel porto ibleo (come previsto dal decreto legislativo 24 del giugno 2003 che ha recepito la direttiva comunitaria 2000/59 relativa agli impianti di raccolta per i rifiuti prodotti dalle navi e i residui del carico). Il natante ha potuto lasciare lo scalo pozzallese solo dopo aver conferito i pericolosi liquami a ditte autorizzate allo smaltimento. La nave è diretta in un cantiere maltese per effettuare dei lavori strutturali. Potrà fare rientro nel porto pozzallese solo dopo il completamento dei lavori prescritti dal Psc (Port state control) di Pozzallo. Negli ultimi anni la crescita esponenziale dei traffici marittimi ha posto il delicato problema della qualità delle navi e, in particolare, sulla loro idoneità alla navigazione e sulla tutela dell’ambiente marino.

Furto al porto di Punta Secca. Due barche recuperate in mare

Sono state ritrovate al largo le due barche trafugate dal porticciolo di Punta Secca. Una delle due imbarcazioni è stata rinvenuta nello specchio di mare di Licata, trascinata dalla corrente, l’altra, è stata recuperata di fronte la spiaggia del Palmento a poche centinaia di metri dal porticciolo. Un episodio che ha destato parecchia preoccupazione tra i soci del circolo nautico e su cui indagano i Carabinieri e la Capitaneria di porto che ha acquisito le immagini dell’impianto di videosorveglianza. “Si tratta di un episodio strano dalla difficile chiave di lettura – spiega il presidente del circolo nautico Punta Secca, Salvatore Piccitto -. Le barche non sono state danneggiate e neppure utilizzate per brevi spostamenti. Forze un atto dimostrativo da parte di qualcuno che, nascosto sotto acqua, ha voluto tirare fuori dal porto le barche ormeggiate. Per questa ragione dice ancora Piccitto – abbiamo convocato un vertice con i tutti soci del circolo per fare il punto della situazione e rafforzare, ove necessario, i dispositivi di sicurezza”. Il porticciolo è dotato di un impianto di videosorveglianza col quale ogni socio, da casa, può controllare la propria imbarcazione. Il progetto complessivo per il rifacimento della massicciata del porticciolo attende il finanziamento. “Da soli, con le risorse dei soci, non possiamo affrontare un costo così oneroso – aggiunge Piccitto -. Servono finanziamenti comunitari per ridare lustro ad una struttura importante per la nostra piccola comunità”.

Teneva la droga nel cruscotto. Arrestato a Scoglitti un giardiniere incensurato

All’interno di un borsello in pelle riposto nel cruscotto della sua macchina un ventenne vittoriese celava 8 stecche e altri piccoli frammenti di hashish. Per questa ragione il giovane, giardiniere incensurato, è stato arrestato martedì a Scoglitti dai carabinieri della locale stazione. Il soggetto è stato fermato da un posto di blocco in via Taranto. I militari hanno subito notato il nervosismo del soggetto fermato e hanno proceduto alla perquisizione dell’auto. Durante il controllo, oltre alle stecche di hashish, all’interno del portabagagli sono stati rinvenuti dei semi di piante di marijuana. I carabinieri hanno poi perquisito la casa del ragazzo, dove hanno riscontrato la presenza di un bilancino di precisione, un coltello con la lama intrisa di stupefacente e una vaschetta con la torba per la coltivazione dei semi.

Furto in un magazzino agricolo. Arrestato un pregiudicato

E’ stato colto in flagranza di reato mentre guidava una motoape carica di attrezzi e materiale per l’agricoltura. Giovanni Florindi, 46 anni, pregiudicato originario di Vittoria ma residente a Comiso, è stato arrestato dai carabinieri della compagnia di Ragusa all’alba di mercoledì, mentre era alla guida del suo automezzo. I militari hanno trovato nella vettura due cassette porta attrezzi, un radiatore, vari cambi per mezzi agricoli e altro materiale utilizzato per l’irrigazione dei campi e per altre attività agricole. Il valore complessivo della merce ammonta a 5000 euro: tutto il materiale era stato asportato da un magazzino (nel quale il pregiudicato era penetrato forzando la serratura). L’uomo deve rispondere, oltre che del reato di furto aggravato, anche del reato di guida senza patente, revocatagli nel 1999 dall’allora prefetto di Ragusa.

Furti in un supermercato e in un’azienda agricola: un arresto e una denuncia

I carabinieri della compagnia di Ragusa hanno denunciato una vittoriese di 28 anni, C.P., sorpresa a rubare generi alimentari all’interno del supermercato Lidl di Ragusa. Un vittoriese di 46 anni, invece, mercoledì è stato arrestato dai militari per avere asportato materiale per agricoltura in un’azienda nel territorio di Comiso.

Attentati incendiari a Chiaramonte e Acate

Due incendi dolosi sono stati appiccati martedì in abitazioni private. Il primo episodio è stato denunciato a Chiaramonte Gulfi: ignoti hanno appiccato il fuoco sulla porta di ingresso di una casa in contrada Mortilla. In questo caso le fiamme hanno danneggiato i mobili, annerito i muri e gli esterni. Il secondo episodio è stato denunciato ad Acate ai danni di una casa rurale situata in contrada Fossa Nera. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri e una squadra operativa dei Vigili del fuoco del distaccamento di Vittoria. L’incendio è stato originato in due punti del prospetto, in particolare la porta di ingresso, due finestre e la tettoia dell’immobile. Le fiamme sono state anche appiccate in una vicina serra estesa per 200 metri, la cui plastica di copertura è andata completamente distrutta. L’intervento dei Vigili del fuoco è durato sino a dopo le 23.00.

A giudizio uno stalker. Minacciava di morte l’ex compagna

La Procura della Repubblica di Modica ha emesso il decreto di citazione a giudizio di D.G. N., 51 anni, accusato di stalking e minacce aggravate nei confronti della sua ex convivente. Al termine di un rapporto di convivenza durato 25 anni, l’uomo molestava e importunava l’ex compagna con continue telefonate ed sms minacciosi. In particolare il soggetto ha proferito minacce di morte nei confronti della donna, nel caso in cui la stessa avrebbe aperto una nuova relazione sentimentale. Secondo le accuse l’imputato, tramite queste violente pressioni psicologiche avrebbe anche costretto l’ex convivente a interrompere un nuovo rapporto affettivo che la donna si era creata nell’ultimo anno. Fra l’altro la vittima, a causa delle continue vessazioni a cui era stata sottoposta, ha subìto una perdita di peso repentina ed eccessiva.

Omicidio Rocchetta. Le rivelazioni del pentito Antonuccio

Dedicata alla testimonianza del collaboratore di giustizia Francesco Antonuccio l’udienza davanti alla Corte d’Assise nel processo per l’uccisione di Roberto Rocchetta, avvenuta il 15 dicembre del 1997, episodio che è tornato alla ribalta l’anno scorso dopo una nuova inchiesta avviata dall’allora pm della Dda Fabio Scavone. A giudizio, quali mandanti dell’omicidio, ci sono i vittoriesi Salvatore D’Agosta, 43 anni, e Giovanni Noto, 57 anni, difesi rispettivamente dagli avvocati Enrico Cultrone e Marco Greco. Secondo l’accusa, suffragata dal racconto dei pentiti, tra cui Francesco Antonuccio e Biagio Noto, la sera del 15 dicembre del 1997 gli uomini del clan D’Agosta si misurarono con la prova del fuoco. Antonuccio ha confermato le accuse ai danni dei due imputati, indicandoli come i mandanti. Da una auto partì una raffica di proiettili all’indirizzo di una Mercedes dove c’erano Rocchetta, presunto affiliato al clan storico della Stidda capeggiato da Carmelo Dominante, ed Emanuele Nobile. Rocchetta fu ammazzato; Nobile, ferito, scappò. L’omicidio fece da apripista alla guerra di mafia tra il clan emergente – capeggiato da Francesco D’Agosta – e la consorteria facente capo al boss Carmelo Dominante, che dal carcere continuava a reggere la cosca.

Processo “Strage ter”: la requisitoria dell’accusa

Dedicata alla requisitoria dell’accusa, rappresentata da Roberto Campisi, l’udienza di martedì all’interno del carcere di Bicocca davanti alla seconda sezione della Corte di Assise d’Appello di Catania nel procedimento di secondo grado denominato “Strage ter”. Sono stati richiesti due ergastoli e due condanne a 30 anni e sconto di pena per i due nuovi collaboratori, ovvero il reggente di Cosa Nostra gelese, Carmelo Billizzi, e Gianluca Gammino, suo stretto collaboratore. La requisitoria è arrivata dopo che la Procura generale aveva chiesto ed ottenuto il confronto dei due nuovi pentiti con Giovanni Piscopo, capo di Cosa Nostra vittoriese, già condannato all’ergastolo per la strage, prima di diventare collaboratore di giustizia. L’ergastolo è stato chiesto per il vittoriese Giovanni Avvento, 48 anni, e per il gelese Alessandro Emmanuello, di 41 anni; mentre 30 anni di carcere sono stati chiesti per i citati Billizzi, di 32, imputati in qualità di mandanti, ed uno dei presunti esecutori materiali, Gianluca Gammino, vittoriese di 34 anni, ma residente a Gela. La strage di San Basilio, il 2 gennaio del 1999, costò la vita a 5 vittoriesi. In primo grado, la Corte d’Assise ha condannato i quattro imputati all’ergastolo. Gli imputati sono tutti ritenuti responsabili di concorso in strage. A cadere sotto i colpi dei killer furono in cinque. Obiettivo principale era Angelo Mirabella, 32 anni, reggente del clan stiddaro di Carmelo Dominante; morti anche il cognato Claudio Motta, 21, e il suo luogotenente, Rosario Nobile, 27. Nell’agguato rimasero uccisi pure Salvatore Ottone e Rosario Salerno, 28 e 27 anni, che pagarono con la vita l’occasionale sosta nel bar. A freddare i due ragazzi sarebbe stato Gammino, che aveva l’ordine di non sparare, ma si sarebbe fatto prendere dall’ansia, mentre il colpo di grazia sarebbe stato dato da Giovanni Piscopo, dopo avere ucciso gli altri tre. Sono stati già condannati all’ergastolo il citato Giovanni Piscopo di 43 anni, Alessandro Piscopo di 47 anni, il cugino omonimo di 39 anni, Enzo Mangione di 35 anni, tutti con pena definitiva e, successivamente, Salvatore La Rocca, ritenuto uno degli autisti del commando. Nel processo si sono costituite parti civili i familiari delle vittime innocenti, il Comune di Vittoria e la Provincia.

Condannato ragusano per diffusione telematica di materiale pedopornografico

E’ finito con una condanna a due anni di reclusione il processo ai danni di un quarantenne ragusano accusato del reato di diffusione telematica di materiale pornografico di minori degli anni diciotto. E’ stato assolto, invece, dal reato previsto dall’articolo che punisce chiunque consapevolmente si procura o dispone di materiale pornografico prodotto mediante lo sfruttamento sessuale dei minori degli anni diciotto. La sentenza è stata emessa dal Tribunale collegiale (presidente Salvatore Barracca, a latere Rosanna Scollo ed Eleonora Schininà) ed è andata oltre la richiesta del pm Monica Monego che ha concluso la requisitoria chiedendo la condanna dell’imputato a 6 mesi. Per l’assoluzione si è pronunciato il difensore anche alla luce della deposizione del perito informatico nominato dal Tribunale che ha dichiarato che non c’era nessuna prova che dal personal computer dell’imputato fosse stato diffuso materiale pedopornografico. La pena è stata sospesa. L’imputato ha beneficiato della sospensione condizionale. La difesa presenterà appello contro la sentenza non appena saranno depositate le motivazioni. Il blitz fu messo a segno dalla polizia postale nel 2004 ed interessò tutto il territorio nazionale.

Modica, violenza sessuale. Giovane rinviato a giudizio

A seguito di indagini dirette dal sostituto Alessia La Placa e coordinate dal Procuratore capo Francesco Puleio, la Procura della Repubblica di Modica ha chiesto al giudice dell’udienza preliminare il rinvio a giudizio di S.R., modicano di 32 anni. L’uomo è accusato di violenza sessuale ai danni di una donna, che avrebbe subìto baci sull’orecchio e sul collo e ripetuti palpeggiamenti al seno.

Scontro tra due vetture a Modica: ferite cinque persone

E’ di cinque feriti il bilancio di un incidente stradale avvenuto martedì mattina a Modica, che ha coinvolto due autovetture in via San Giuliano-Sant’Elena. I rilievi sono stati eseguiti dal nucleo di Pronto intervento della Polizia Municipale e dal 118. Danni considerevoli per i due veicoli. Il traffico ha subìto forti rallentamenti.

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