23-09-2017
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BANCAROTTA FRAUDOLENTA Denunciati altri due soggetti

La squadra operativa della Tenenza di Modica, coordinata dal sost. proc. della Repubblica Alessia La Placa e diretta dal procuratore della Repubblica Francesco Puleio, ha monitorato il fallimento di una società modicana la “Mediservice srl”. La società era attiva nella gestione di distributori stradali e nella vendita al minuto e all’ingrosso di carburanti. Le indagini hanno preso il via a seguito del fallimento della società in liquidazione dichiarato dal tribunale di Modica nel gennaio di quest’anno, ed hanno richiesto una accurata attività di controllo delle movimentazioni di denaro effettuate. E’ subito emerso che i bilanci relativi agli anni di imposta 2009 e 2010 non erano mai stati presentati. Una minuziosa analisi sui flussi commerciali ha poi evidenziato un vero e proprio meccanismo destinato al drenaggio della liquidità dell’impresa a danno dei creditori. Vendite di prodotto erano destinate a soggetti inesistenti, con la conseguenza che una volta effettuata cartolarmente la vendita, il prodotto veniva destinato al mercato nero generando un credito di fatto fittizio. Ulteriori e complesse indagini hanno permesso inoltre di verificare che ingenti somme di denaro erano state erogate a soggetti che, oltre a svolgere attività di fatto non attinenti a quelle della Mediservice, erano gestite dal liquidatore della stessa. A conclusione della indagine diretta dalla Procura della repubblica di Modica sono stati denunciati due soggetti A.R. e M.R, quest’ultimo tra l’altro con precedenti per truffa e già noto alle forze dell’ordine. L’attività svolta ha portato alla scoperta di somme di denaro illecitamente sottratte per un importo di oltre centomila euro allo scopo di creare un’insolvenza apparente.

Citato a giudizio un dirigente del Comune di Modica

In seguito ad indagini dirette dal sostituto Alessia La Placa e coordinate dal procuratore capo Francesco Puleio, la Procura della Repubblica di Modica ha emesso il decreto di citazione a giudizio di P.G., dirigente del Comune di Modica, accusato di omessa manutenzione e controllo degli impianti e dei dispositivi di sicurezza destinati alla prevenzione ed all’eliminazione dei pericoli nell’edificio scolastico “Plesso Denaro Papa” sito in Modica c.da Michelica. Il dirigente del V settore Lavori pubblici del Comune è accusato di non avere adottato le misure necessarie affinchè l’edificio scolastico fosse conforme ai requisiti di salute e sicurezza e in quanto avrebbe omesso di richiedere il sopralluogo necessario ai fini del rilascio del certificato di prevenzione incendi, oltre a non avere predisposto un impianto fisso di estinzione.

Controlli di polizia, identificate 105 persone

Nel corso dei servizi di controllo del territorio predisposti dal Questore Barboso, il personale della sezione Volanti ha denunciato in stato di libertà due persone responsabili di furto e segnalato un cittadino tunisino per inosservanza delle prescrizioni relative alla misura cautelare dell’obbligo di dimora. In particolare, nella giornata di martedì sono state impegnate 3 pattuglie, di cui una con moto, che hanno fatto controlli nei centri storici di Ragusa e Ibla e nella parte alta della città. Durante le verifiche sono state identificate 105 persone, controllati 71 veicoli, elevati più di 260 verbali per violazioni al codice della strada (mancanza uso delle cinture di sicurezza e altre violazioni). Inoltre sono stati decurtati 85 punti alle patenti, eseguiti 4 fermi amministrativi e ritirate 4 carte di circolazione.

Due arresti operati dai carabinieri

Sabato i militari dell’Arma hanno arrestato in flagranza dei reati di resistenza e violenza a pubblico ufficiale, deferito per guida in stato di ebbrezza e senza patente, e segnalato al locale Utg Guadalberto Da Silva Junior Sidnei, brasiliano di 34 anni residente a Ragusa. L’uomo è risultato sprovvisto di patente di guida perché mai conseguita, inoltre, la sua autovettura era priva di copertura assicurativa e lui era alla guida con un tasso alcolemico superiore alla norma. A seguito di perquisizione personale il giovane brasiliano è stato trovato in possesso di 3 grammi circa di hashish. I Carabinieri lo hanno, allora, condotto in caserma e, al momento di notifica degli atti, prima ha minacciato i militari e, poi, si è scagliato contro uno di loro procurandogli lievi lesioni ad un braccio, giudicate guaribili dai medici del Pronto Soccorso dell’ospedale Civile in tre giorni. L’uomo, quindi, è stato arrestato e associato alla casa circondariale di Ragusa, mentre la sua autovettura e la sostanza stupefacente sono state sequestrate. I Carabinieri dell’Aliquota, sempre nel week end, hanno arrestato in flagranza del reato di evasione Giovanni Guardiano, ragusano di 56 anni, al momento sottoposto agli arresti domiciliari. L’uomo è stato fermato in via Archimede a Ragusa mentre rientrava nella propria abitazione al di fuori dell’orario consentito dal permesso a svolgere attività lavorativa. Dopo le formalità di rito, l’uomo è stato nuovamente sottoposto agli arresti domiciliari, così come disposto dall’Autorità Giudiziaria. Nel corso dei servizi di controllo i Carabinieri hanno anche denunciato in stato di libertà una donna, G.R., 52enne residente a Ragusa, per false dichiarazioni rese a pubblico ufficiale sulla propria identità. La donna era stata fermata alla guida della propria autovettura e sanzionata amministrativamente per non avere con sé la patente. Al momento di fornire le proprie generalità, la donna ha dato quelle complete di una sua amica. Dai controlli svolti successivamente dai militari dell’Arma, è emerso che la donna aveva dato false generalità ed era alla guida senza patente perché le era stata ritirata in precedenza. La donna, condotta negli uffici del Comando Provinciale, è stata identificata, denunciata e sanzionata per guida con patente ritirata. Le pattuglie dei Carabinieri nel fine settimana hanno controllato 108 automezzi, identificato 194 persone, elevato 42 contravvenzioni al Codice della Strada, decurtato 230 punti dalle patenti di guida per varie infrazioni, ritirato due patenti, sottoposto a sequestro quattro autovetture e tre ciclomotori.

Sequestro di 16 tonnellate di plastica dismessa

Continuano i controlli della Polizia stradale di Ragusa e di Vittoria nella provincia iblea, nell’ambito delle direttive impartite dal prefetto di Ragusa, Giovanna Cagliostro, per verificare il corretto trasporto e smaltimento dei rifiuti speciali del tipo plastica. Sabato scorso nel corso di una di queste verifiche, la Polstrada ha individuato due persone, residenti a Grammichele, che sono state denunciate alla Procura della Repubblica di Ragusa. L’intervento ha portato al sequestro di 16 tonnellate di plastica dismessa, di un autocarro ed un rimorchio. In questa occasione era stato predisposto un posto di controllo ad Acate, sulla strada provinciale 2. Il conducente di un autocarro agganciato da un semirimorchio, alla vista degli agenti, si è fermato molto prima simulando un guasto al mezzo. Gli agenti di un’altra pattuglia della polizia stradale in borghese, messi a distanza, hanno notato la manovra del camionista, che tra l’altro si era fermato in zona pericolosa per il transito degli altri veicoli, lo hanno raggiunto e hanno proceduto al controllo dei documenti personali e dei mezzi. Dagli accertamenti è emerso che il fermato era gravato da numerosi precedenti penali e che trasportava all’interno del cassone, coperto da un telo, 16 tonnellate di polietilene dismesso, sulla cui provenienza non ha dato alcuna spiegazione. Risultando sprovvisto delle prescritte autorizzazioni, l’uomo è stato denunciato, unitamente all’intestatario del mezzo, per il reato di trasporto e smaltimento illecito di rifiuti ed il carico sequestrato per la successiva confisca. E’ stato inoltre accertato che il semirimorchio agganciato all’autocarro, oltre ad essere privo di documenti e di targhe, era stato sottoposto a sequestro penale, insieme ad altri beni, dal gip del Tribunale di Caltagirone.

Tunisino si spaccia per il fratello: denunciato per clandestinità

Un cittadino tunisino di 31anni è stato segnalato all’autorità giudiziaria perché ritenuto responsabile del reato di sostituzione di persona. Nella tarda serata di venerdì, effettuando gli inserimenti al centro elaborazione dati dei nominativi degli ospiti degli alberghi, risultava che un cittadino tunisino di 35 anni aveva a suo carico un rintraccio per una notifica. Gli operatori si sono recati presso la struttura ricettiva di Vittoria dove risultava alloggiato lo straniero e ne hanno verificato la presenza. Questi ha esibito un passaporto dal quale risultava che la fotografia non fosse la sua, e, chieste spiegazioni, il magrebino ha riferito che, effettivamente, il passaporto era di suo fratello e che aveva tratto in inganno il titolare dell’albergo. Il 31enne ha accompagnato i poliziotti all’abitazione del fratello di 35 anni, sempre a Vittoria, e qui si è provveduto a notificare al fratello maggiore un respingimento della richiesta di permesso di soggiorno. Successivamente, il fratello più giovane è stato accompagnato in Commissariato dove è stata approfondita la sua posizione sul territorio nazionale. A seguito degli accertamenti, il tunisino è risultato clandestino e, pertanto, è stato segnalato anche per il reato di clandestinità e sono state avviate le procedure per il suo allontanamento dall’Italia.

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