26-09-2017
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Archivio della categoria: Cronaca

POZZALLO, TRE DONNE FERITE IN UN INCIDENTE STRADALE

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Alle ore 10:30 di venerdì personale del Nucleo di Pronto Intervento della Polizia Provinciale è intervenuto sulla strada provinciale n 46 denominata “Ispica – Pozzallo”, al Km. 4, all’intersezione con strada Regionale n° 45 denominata “Recupero – Campanella” per un sinistro che ha coinvolto una Fiat Panda con a bordo la conducente G. R. 24 anni di Pozzallo e la passeggera C.G. 54 anni di Pozzallo e un MultivanVolkswagen con a bordo la conducente S. F. 48 anni di Trento.

Sfruttamento manodopera a Vittoria, arrestati due imprenditori agricoli

BUSACCA Valentino, 15.2.1986 comiso

La Polizia ha tratto in arresto Valentino Busacca nato a Comiso il 15.02.1986 e Angelo Busacca nato a Vittoria il 11.01.1969, perché in concorso tra loro hanno commesso il reato di sfruttamento del lavoro previsto dalla nuova normativa sul caporalato. Reato aggravato dal numero di lavoratori reclutati e dall’aver esposto i lavoratori sfruttati a situazioni di grave pericolo per le condizioni di lavoro. Gli uomini della Squadra Mobile di Ragusa, appostati nei pressi dell’azienda agricola “Busacca”, notavano che alle ore 05.30, le prime auto cariche di lavoratori giungevano all’interno dell’azienda e l’attività di osservazione permetteva di contare una trentina di uomini provenienti dal centro Africa. Alle 08.30 i poliziotti circondavano l’azienda al fine di evitare la fuga dei lavoratori, facendo quindi ingresso nell’azienda. All’interno del terreno sottoposto a controllo, di circa 80.000 mq, operavano 3 aziende agricole del settore coltivazione in serra di ortaggi. Una delle ditte sottoposte a controllo non impiegava alcun operaio in quel momento, un’altra solo 4 operai tutti regolarmente assunti anche se pagati solo se prestavano l’attività lavorativa a 25 euro al giorno, pur avendo firmato un contratto che prevedeva il pagamento di 63 euro. Essendo in palese difformità con quanto previsto dalle norme vigenti, il titolare veniva denunciato in stato di libertà. La terza azienda presente, i cui datori di lavoro sono i fratelli Busacca Angelo e Valentino, al momento del controllo, impiegava ben 26 lavoratori, uomini e donne, nella raccolta di pomodori. Oltre a coloro che sono stati bloccati e identificati dalla Polizia di Stato, vi erano degli operai che riuscivano a darsi alla fuga, considerata la vastità del terreno sottoposto ad ispezione. Le condizioni di lavoro e di vita all’interno dell’azienda erano non solo degradanti ma umilianti. Nessuno dei lavoratori era stato mai sottoposto a visita medica pur dovendo lavorare in condizioni di forte stress fisico e nessuna delle prescrizioni previste dalla normativa sulla sicurezza sui luoghi di lavoro era stata rispettata. Gli alloggi fatiscenti costruiti abusivamente all’interno dell’azienda, davano ospitalità a 15 lavoratori in condizioni degradanti e del tutto incompatibili per l’essere umano. Il resto dei lavoratori invece, veniva prelevato ogni mattina dai titolari che quindi si occupavano anche di reclutare, senza intermediazione, gli operai. Quanto accertato dalla Polizia è stato ammesso dai due datori di lavoro che si assumevano le proprie responsabilità, riferendo però di non essere diversi dagli altri e che tanti operano in questo modo per abbattere la concorrenza. I due arrestati sono stati sottoposti agli arresti domiciliari.

In carcere altri due membri della famiglia di pastori, per il tentato omicidio avvenuto a Comiso 10 giorni fa

CALABRESE GAETANOLa Polizia di Stato ha eseguito la misura della custodia cautelare in carcere a carico dei gelesi Gaetano Calabrese e Angelo Calabrese. Venerdì 9 giugno un imprenditore comisano si avvedeva che all’interno del suo oleificio in c.da Rinazzi al confine tra Comiso e Vittoria, ignoti avevano  divelto un infisso, pertanto chiudeva il cancello per evitare la fuga dei ladri. Essendo a conoscenza che vicino il proprio terreno vi abita una famiglia di pastori di cognome Calabrese con numerosi pregiudizi penali, insospettito si recava presso l’abitazione di Francesco Calabrese soggetto di sua conoscenza che settimanalmente riceve da lui prodotti ortofrutticoli per gli animali. L’uomo chiedeva al Calabrese se fosse stato lui a commettere il tentato furto e questi per tutta risposta inveiva contro la vittima tentando altresì di colpirla, pertanto l’imprenditore desisteva e andava via, chiedendo solo di non essere importunato. Alle ore 00.30 di sabato l’uomo veniva bloccato, poco distante dall’azienda, da due auto che lo facevano rallentare fino a farlo fermare, posizionandosi una davanti e una dietro. Dall’auto scendevano 4 persone, due delle quali venivano riconosciute dalla vittima per i fratelli Calabrese. I 4 malfattori prendevano a sprangate l’auto ed uno di loro, identificato per Francesco Calabrese, estraeva un’arma esplodendo diversi colpi d’arma da fuoco all’indirizzo della vittima che restava in auto. Uno dei colpi veniva sparato alle spalle e si conficcava nel sedile dell’auto all’altezza del torace senza però ferire il conducente. La vittima riusciva a tamponare le due auto con manovre repentine, creandosi lo spazio necessario per darsi alla fuga. Le indagini della Squadra Mobile e del Commissariato di Comiso, coordinate dalla Procura della Repubblica di Ragusa, hanno permesso, in tempi record, di individuare tutti gli autori dell’efferato crimine. Grazie al lavoro degli investigatori ed alla testimonianza diretta della vittima venivano individuati in un primo momento, i due fratelli Francesco e Orazio sottoposti a fermo dopo 24 ore dal tentato omicidio. Per individuare i due complici la Polizia ha deciso di intercettare il padre Gaetano Calabrese ed il figlio più piccolo Angelo di appena 18 anni, scoprendo così che anche questi avevano partecipato al raid. Le intercettazioni hanno permesso di delineare una estrema pericolosità della famiglia Calabrese, pronta a tutto, addirittura a portare a termine l’omicidio una volta rimessi in libertà.

POZZALLO, SBARCANO 440 MIGRANTI

2 ok (1)La Polizia di Stato sta gestendo il trasferimento dei migranti giunti in queste ultime ore presso le strutture individuate sul territorio nazionale dalla Prefettura di Ragusa. La Squadra Mobile di Ragusa ha tratto in arresto un uomo per reingresso in Italia in violazione di legge dopo che era già stato espulso. Nel 2017 presso l’Hot Spot di Pozzallo hanno già fatto ingresso 5990 in occasione di 18 approdi; nel 2016 erano arrivati 18.488 migranti in occasione di 56 sbarchi. Per quest’ultimo sbarco di 440 persone sono stati fermati due scafisti, uno della Nigeria e l’altro del Camerun. Le imbarcazioni, tre gommoni e una barca di legno, erano, ancora una volta, partite dalle coste libiche. I migranti provenienti dal centro Africa sono stati ospitati presso l’Hot Spot di Pozzallo per essere visitati, identificati e trasferiti in altri centri. Le operazioni di sbarco non hanno fatto registrare criticità ed è stata prestata la massima attenzione verso i soggetti che avevano bisogno di cure mediche, in particolar modo diverse donne incinte e minorenni. Dopo aver raccolto tutte le testimonianze, gli scafisti sono stati condotti in carcere a disposizione dell’Autorità Giudiziaria iblea.

Scicli, blitz antidroga dei Carabinieri – Arrestato 23enne, in casa coltivava marijuana

canapa1 (3)I Carabinieri della Tenenza di Scicli hanno eseguito uno specifico servizio antidroga sul territorio di competenza, in particolare nei pressi dei luoghi maggiormente frequentati e punto di ritrovo di giovani ove hanno effettuato diversi controlli e perquisizioni. I Carabinieri hanno arrestato un 23enne, G.N., incensurato, nullafacente, sorpreso con numerosi grammi di marijuana, suddivisa in dosi e con diversi materiali per la coltivazione, il taglio ed il confezionamento della sostanza. Il giovane, infatti, è stato notato dai militari dell’Arma mentre percorreva una strada del centro di Scicli a bordo della propria autovettura ma alla vista della pattuglia ha tenuto un atteggiamento sospetto, come se volesse evitare il controllo. Dopo averlo seguito nei movimenti, gli uomini dell’Arma hanno fatto scattare il blitz e lo hanno fermato. Il giovane, quindi, apparso subito molto preoccupato e nervoso, è stato sottoposto a perquisizione personale e veicolare ed è stato trovato in possesso di un sacchetto in cellophane contenente circa 8 grammi di marijuana suddivisa in dosi. A questo punto, i Carabinieri hanno effettuato una perquisizione nell’abitazione del giovane ed hanno rinvenuto, all’interno della sua camera da letto, un contenitore con ulteriori 90 grammi di droga. Inoltre, i Carabinieri hanno scovato un’altra stanza che il ragazzo aveva interamente adibito a vera e propria serra per la coltivazione della marijuana, dotata di apposito impianto di irrigazione ed illuminazione, all’interno della quale sono state rinvenute tre piante di “canapa indiana” alte circa 1,5 metri e vari prodotti specifici per la piantagione. Il ragazzo, dunque, è stato condotto in caserma e dichiarato in stato di arresto e sottoposto agli arresti domiciliari presso la propria abitazione.

CHIARAMONTE GULFI, ARRESTATO PENSIONATO CHE COLTIVA PIANTE DI MARIJUANA NELL’ORTO

Chiaramonte Gulfi (RG) Carabinieri sequestro marijuana

Un uomo di 67 anni, nel proprio terreno in Contrada Piraino, accessibile dopo aver lasciato l’auto e percorso una lunga stradina sterrata, aveva realizzato una piantagione di marijuana con un sistema di irrigazione all’interno dell’orto, innaffiando le piante e attingendo l’acqua dal pozzo a cui aveva accesso. Nell’appezzamento i Carabinieri della Stazione di Chiaramonte Gulfi hanno rinvenuto 11 piante di cannabis di altezza variabile da 1.00 m a 1.90 m: la perquisizione estesa anche all’abitazione dell’uomo ha dato, invece, esito negativo. E’ scattato così l’arresto del chiaramontano, senza precedenti penali, che è stato condotto presso la caserma di via Alcanata da dove, al termine delle formalità di rito, è stato sottoposto alla detenzione domiciliare, a disposizione del Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale ibleo, dott. Santo Fornasier, dinanzi al quale dovrà rispondere di coltivazione illecita di sostanza stupefacente. La droga sequestrata, invece, è già stata inviata presso il Laboratorio di Sanità Pubblica dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Ragusa al fine di stabilirne il principio attivo e il numero di dosi ricavabili.

LA FINANZA ALL’ASP ACQUISISCE DOCUMENTI DEL NUOVO OSPEDALE DI RAGUSA

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Lunedì mattina agenti della Guardia di Finanza si sono presentati all’Asp di Ragusa ed hanno richiesto ed acquisito documenti afferenti le attività di collaudo di strutture e attrezzature al servizio del Nuovo Ospedale di Ragusa. “Siamo come sempre a piena disposizione delle autorità inquirenti” ha dichiarato il Direttore Amministrativo dottoressa Elvira Amata. I dirigenti della Azienda hanno fornito agli Agenti tutto il materiale richiesto, accompagnandoli in alcuni sopralluoghi dei nuovi locali.

Non si ferma al controllo e fugge in motorino. La Polizia arresta per spaccio un giovane ragusano

Solarino Carmelo 27.06.1998 RIDNon si è fermato all’alt intimato dagli uomini dell’Ufficio Volanti della Questura di Ragusa impegnati in un controllo specifico finalizzato alla prevenzione dei reati di spaccio di sostanze stupefacenti ed è fuggito a bordo del suo motorino. Dopo un breve inseguimento per le vie del centro è stato bloccato. L’immediata perquisizione estesa al motociclo ha permesso di rinvenire quasi quaranta grammi di sostanza stupefacente del tipo marijuana già divisa in singole dosi e pronta per essere spacciata. L’operazione condotta dai poliziotti della Sezione Volanti si è svolta nel weekend durante le attività di controllo del territorio ulteriormente intensificate anche in occasione della prevista manifestazione “A tutto volume” che ha richiamato una notevole presenza di pubblico in tutto il centro storico superiore e a Ragusa Ibla. Proprio durante questi  controlli gli agenti nei pressi di Piazza San Giovanni hanno riconosciuto diversi soggetti, probabili assuntori di sostanze stupefacenti, che si aggiravano nei paraggi. Subito dopo verso quella direzione hanno intercettato un giovane a bordo di un ciclomotore che alla vista della pattuglia ha immediatamente invertito la marcia dandosi a precipitosa fuga. Carmelo Solarino, trenta anni, con precedenti di polizia specifici, è stato tratto in arresto per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Il giovane inoltre era alla guida del ciclomotore privo della relativa patente di guida e della copertura assicurativa e pertanto è stato sottoposto alle relative sanzioni al codice della strada per un valore di circa 6000 euro con il sequestro del mezzo.

 

 

INCIDENTE MORTALE SULLA VITTORIA SCOGLITTI. TRAVOLTO CICLISTA CHE PEDALAVA CONTROMANO

ambulanza_118-2Incidente mortale nella notte tra domenica e lunedì lungo la strada Vittoria Scoglitti. Ha perso la vita un uomo, ancora senza identità, che era in sella alla sua bicicletta e viaggiava contromano. E’ stato travolto da tre auto :una Ford Ka e una Volkswagen Golf che andavano verso Scoglitti, e poi una Punto.. Forse la prima auto lo ha scansato, l’altra lo ha travolto ed una terza che sopraggiungeva lo ha arrotato. L’uomo, potrebbe essere uno straniero, è morto sul colpo. Altro incidente con 7 feriti sulla provinciale Scoglitti-Santa Croce. Si sono scontrate tre auto: una Golf Volkswagen, una Fiat Panda e una Fiat Punto. La Polizia Provinciale, intervenuta sul posto per i rilievi, ha chiesto anche l’intervento di due autoambulanze. Ferite più gravi per una donna  che ha avuto una prognosi di 30 giorni, ferite minori, per fortuna, per tutti gli altri, anche due bambini.

Incendio fienile Frigintini

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Per tutta la notte dodici Vigili del Fuoco con quattro automezzi sono stati impegnati nelle campagne di Frigintini per evitare il propagarsi delle fiamme dal fienile in altri locali dell’azienda . Poco dopo la mezzanotte la squadra operativa del distaccamento di Modica e la squadra operativa della sede centrale di Ragusa si erano portate in c.da Cellini dove si era sviluppato l’incendio di un fienile, un locale delimitato da strutture in lamiera con dentro circa 1000 rotoballe di fieno.

OPERAZIONE “MARE SICURO 2017”

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Come per gli anni passati anche per la stagione balneare 2017 è stata avviata nel Compartimento Marittimo di Pozzallo l’operazione finalizzata ad assicurare a favore della collettività un servizio attivo e continuativo di vigilanza e controllo per la salvaguardia della vita umana in mare, la tutela della sicurezza della balneazione e della navigazione nonchè per garantire la pubblica incolumità, prevenendo incidenti e sinistri marittimi,  attraverso un’opera di prevenzione e di repressione. L’attività sarà caratterizzata da un pattugliamento giornaliero dello specchio acqueo di giurisdizione mediante l’impiego delle dipendenti motovedette CP 2113, CP 325 e del battello veloce G.C. A 07 dislocato all’interno del porto turistico di Marina di Ragusa, unitamente al battello G.C. 334 utilizzato dal dipendente Ufficio Locale Marittimo di Scoglitti, con l’impiego di militari specializzati ed abilitati al salvamento, che si alterneranno nello svolgimento di detto servizio. A terra, lungo tutto il litorale, saranno invece, presenti oltre 10 pattuglie automontate, che effettueranno controlli di polizia demaniale marittima negli stabilimenti balneari pubblici e privati dislocati sulla costa nonchè lungo le spiagge libere, per la difesa dell’ambiente marino dagli inquinamenti provenienti da scarichi civili ed industriali e per scongiurare la pesca abusiva dalla spiaggia in orari e zone non consentite. Nel corso dell’operazione in questione, che vedrà impegnati, alternativamente, oltre 60 militari, suddivisi tra gli equipaggi imbarcati sulle 5 unità navali utilizzate ed il personale impiegato a terra con 10 pattuglie automontate, verrà monitorato il rispetto delle regole.

SCICLI, ARRESTATI DUE SPACCIATORI

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Nella mattinata di giovedì gli uomini del Commissariato di Modica, della Squadra Mobile di Ragusa e delle unità cinofile di Catania, hanno eseguito diverse perquisizioni domiciliari nei pressi di Corso Garibaldi e personali che hanno portato all’arresto di due cittadini tunisini, da tempo residenti a Scicli, con l’accusa di detenzione in concorso ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. I poliziotti, collaborati da due cani antidroga e dai loro conduttori, hanno bloccato il tunisino Jaouhar Haj nel bagno, dove si era recato per tentare di disfarsi dei panetti di stupefacente gettandoli nel water. I successivi riscontri effettuati grazie al fiuto infallibile dei cani antidroga “Sky” e “Jagus”, esemplari di pastore tedesco e malinois del Reparto dei Cinofili di Catania, consentivano di rinvenire altre stecchette di sostanza stupefacente nella tasca di un paio di pantaloni da lavoro ed all’interno dei mobili della camera da letto, dove veniva trovato a dormire il connazionale Hamdi Debbech. In un piccolo locate adibito a cucina venivano altresì rinvenuti gli utensili adoperati per il taglio ed il confezionamento delle dosi da cedere. Sia l’attrezzatura che l’hashish, del peso complessivo di circa 100 grammi, venivano posti sotto sequestro. La perquisizione effettuata al civico 130 di Corso Garibaldi portava al rintraccio di altri 5 soggetti stranieri, tra cui anche un albanese, i quali venivano fotosegnalati e, dopo gli accertamenti di rito in ordine alla loro posizione sul territorio nazionale, venivano rilasciati. I due tunisini di 21 e 30 anni sono stati rinchiusi nel carcere di Ragusa.

A Ragusa un uomo, ubriaco al volante, causa un sinistro stradale, aggredisce la donna investita, i poliziotti e i carabinieri giunti in soccorso.

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La Squadra Mobile e i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Ragusa hanno arrestato Giosuè Biliardo, nato a Caltagirone il 18.11.1986, ritenuto responsabile di resistenza, minacce, oltraggio e lesioni a pubblico ufficiale. Due poliziotti della Squadra Mobile di Ragusa liberi dal servizio, hanno assistito giovedì pomeriggio ad un sinistro stradale avvenuto nei pressi di C.so Vittorio Veneto. L’uomo, che aveva causato il sinistro, ha iniziato senza motivo ad inveire nei confronti della donna e, alla richiesta dei documenti da parte dei poliziotti, li ha  insultati e minacciati. Durante il controllo da parte dei poliziotti sono intervenuti i Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile che avevano notato il capannello di gente che nel frattempo si era formato intorno ai veicoli coinvolti. Nonostante la presenza del personale in uniforme, Bilardo, in evidente stato d’ebbrezza, continuava a minacciare gli operatori delle Forze dell’Ordine. All’ennesima richiesta di fornire i documenti andata a vuoto, Bilardo si scagliava contro un poliziotto, ma veniva bloccato.  Bilardo, sottoposto all’etilometro, risultava positivo ed il tasso aveva quasi raggiunto il livello massimo, ovvero il più grave, pertanto il veicolo veniva sottoposto a sequestro, la patente ritirata e l’uomo dovrà rispondere anche di quest’altro reato. L’arrestato è stato tradotto presso la sua abitazione, dove rimarrà agli arresti domiciliari, a disposizione dell’A.G. competente.

Ragusa, marijuana per festeggiare il suo compleanno: denunciato un minorenne per spaccio 

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Ha deciso di festeggiare il suo compleanno procurandosi una buona quantità di stupefacente da consumare con i suoi amici. Il party è stato però interrotto dagli uomini della Sezione Volanti della Questura di Ragusa che ha sorpreso il giovane con circa 10 grammi di sostanza stupefacente del tipo marijuana, già divisa in singole dosi. I fatti si sono svolti nella notte scorsa, nella zona alta del capoluogo ragusano. Gli agenti dell’Ufficio Volanti durante i servizi di controllo del territorio si sono avvicinati ad un  giovane minorenne, per procedere al controllo, ed hanno avvertito il chiaro e intenso aroma dell’erba. Il giovane, messo alle strette, ha estratto dagli slip una busta in plastica trasparente con all’interno della sostanza stupefacente del tipo marijuana, già suddivisa in circa 40 dosi più piccole. Il giovane diciassettenne ragusano, che si era procurato lo stupefacente utilizzando una somma di denaro ricevuta in occasione proprio del suo compleanno, è stato affidato alla custodia dei suoi genitori.

Modica, auto finisce in una scarpata

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Ha perso il controllo del mezzo mentre percorreva un rettilineo di Via Fiumara, il conducente di una Bmw station  wagon, finito in una scarpata di circa due metri. Si tratta di un 22enne di origini tunisine, residente a Modica. Scattato l’allarme, sul posto si è portato il Nucleo di Pronto Intervento della Polizia Locale e l’ambulanza del 118 che ha trasportato l’automobilista ferito al Pronto Soccorso. Le sue condizioni non destano preoccupazioni, anche se è stato sottoposto ad alcoltest per accertare se era in grado di guidare. Il veicolo è stato rimesso sulla carreggiata dal carro attrezzi ed ha subito ingenti danni.

OPERAZIONE BED&BLACK-FAST. SCOPERTE A MODICA E SCICLI STRUTTURE RICETTIVE ABUSIVE CHE HANNO EVASO AL FISCO OLTRE 1 MILIONE DI EURO.

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Si è conclusa in questi giorni una fase dell’operazione condotta dalle Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Ragusa, che ha interessato, ventitré strutture ricettive, tra cui bed&breakfast, residence, case vacanze, affittacamere e country house, selezionate tra le oltre 400 presenti nei Comuni di Modica e Scicli. L’operazione è il prosieguo di controlli riguardanti, negli scorsi mesi, altri Comuni del ragusano, in particolare Ragusa e Santa Croce Camerina, dove le indagini condotte dai Finanzieri avevano già portato alla individuazione di 39 strutture ricettive abusive e constatata un’evasione fiscale di oltre 600mila euro. Gli accessi ispettivi effettuati dai Finanzieri, hanno fatto emergere che diverse strutture ricettive erano totalmente abusive, avendo omesso sia di presentare apposita Segnalazione Certificata di Inizio Attività ai rispettivi Comuni, sia di dichiarare i redditi conseguiti ai fini delle imposte dirette e dell’Iva. In altri casi, invece, è stata scoperta una vera e propria attività d’impresa alberghiera organizzata professionalmente ed esercitata in maniera abituale rispetto a quella occasionale dichiarata ai fini autorizzativi. Infatti, sebbene i titolari delle strutture ricettive formalmente stipulassero con i propri clienti contratti per brevi soggiorni turistici o dichiarassero di operare in maniera privata e/o occasionale, di fatto la gamma dei servizi turistici offerti, 365 giorni all’anno, era molto ampia e comprensiva anche di quelli tipicamente non propri di un bed&breakfast (piscina, noleggio ombrelloni, ristorazione, numero di camere e posti letto superiori al consentito). In totale, sono state controllate 23 strutture e, di queste, sanzionati i titolari di 13, per aver omesso la presentazione della prescritta certificazione di inizio attività al Comune ed ora rischiano multe da un minimo di € 516,00 ad un massimo di € 3.098,00. Conseguenze ancora più gravi per 12 titolari che sono stati anche denunciati, ai fini contravvenzionali, alla Procura della Repubblica di Ragusa per non aver effettuato la comunicazione alla Questura di Ragusa dei soggetti alloggiati. I militari della Tenenza di Modica hanno denunciato anche il comportamento illecito dei titolari di tre noti alberghi modicani, che hanno omesso il versamento della tassa di soggiorno nelle casse comunali per il periodo ricompreso tra il 2013 ed il 2016. L’evasione complessiva scoperta di detta tassa ammonta ad oltre 144mila euro ed è relativa a circa 90mila presenze delle quali è stata omessa la comunicazione all’Autorità di P.S.

E’ morto il compagno Totò Ottaviano

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All’età di 68 anni è morto il maestro dello sport Totò Ottaviano, per anni al Coni di Ragusa e, dal 2005 al 2009, segretario generale della Federazione Italiana di Scherma. E’ stato assessore allo sport del Comune di Ragusa nella giunta Chessari, militante del Pci e poi del Pds. Lo ricordiamo anche come promotore di storici tornei  di tamburelli nella spiaggia di Cava D’Aliga. Un uomo colto, intelligente, mite. Da Tele Nova le condoglianze ai familiari.

Modica, maltrattamenti verso fanciulli. Incastrate da un video due maestre di un asilo

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Le indagini della Polizia avevano avuto inizio nel giugno del 2016 per le preoccupazioni e successive segnalazioni di alcuni genitori. Papà e mamma di alcuni piccoli frequentatori non riuscivano a comprendere il perché i loro bimbi non volessero più andare in asilo. Prima avevano segnalato questo malessere al preside ma non avevano ottenuto alcuna risposta positiva nonostante l’impegno del dirigente, considerato che le due donne segnalate continuavano ad esercitare la loro attività in quelle classi. Nonostante gli avvisi ed i richiami da parte del preside a tenere un comportamento consono stante le segnalazioni ricevute, le maestre continuavano ad avere lo stesso comportamento che terrorizzava i bambini e di conseguenza preoccupava i genitori. Al fine di appurare quanto le piccole vittime (troppo piccole per essere escusse in modo diretto da parte della Polizia di Stato) raccontavano ai genitori, in tempo di notte sono state installate telecamere e microspie all’interno dell’asilo. In pochi giorni di intercettazioni, erano già stati raccolti elementi di reità che hanno permesso agli investigatori della Squadra Mobile di richiedere nuovamente le intercettazioni per l’avvio della scuola a settembre dello scorso anno. Entrambe le maestre assumevano atteggiamenti aggressivi ed ingiuriosi. Una richiesta di rinvio a giudizio da parte della Procura della Repubblica è stata formulata per il reato di maltrattamento degli alunni, a loro affidati per ragioni di istruzione ed educazione. Fatti reato commessi attraverso rimproveri aspri, ingiurie e umiliazioni, alimentando in tal modo un clima di permanente intimidazione, il tutto aggravato dal fatto di aver abusato dei poteri ed in violazione dei doveri inerenti la pubblica funzione. Il rinvio a giudizio è conseguenza del rigetto, da parte del GIP, della richiesta della Procura della Repubblica di applicazione della misura cautelare. Il Gip, all’epoca, aveva valutato non sussistente l’abitualità del reato ovvero uno degli elementi costitutivi del reato di maltrattamenti. Seppur non concessa la misura cautelare richiesta, ovvero la sospensione dall’esercizio della professione, la Procura della Repubblica ha avanzato richiesta di rinvio a giudizio, in quanto ha ritenuto gli elementi raccolti dalla Squadra Mobile di Ragusa, sufficienti a sostenere l’accusa nell’eventuale e successivo giudizio. Durante l’udienza preliminare dei giorni scorsi, il GUP, ascoltate le parti, ha valutato e disposto il decreto che dispone il giudizio anziché emettere sentenza di non luogo a procedere.

RAGUSA: I CARABINIERI SMASCHERANO UN FALSO INVALIDO

FaLSO INVALIDOI militari del Nucleo Informativo del Comando Provinciale Carabinieri di Ragusa hanno denunciato in stato di libertà un cittadino tunisino residente a Vittoria, B.S. di 43 anni, , per truffa aggravata ai danni dell’I.N.A.I.L. I Carabinieri hanno accertato che l’uomo ha percepito per circa 11 anni, dal 2006 al 2016, una pensione mensile di invalidità al cento per cento, riscuotendo indebitamente una somma quantificata complessivamente in 223.500,00 euro. Il tunisino, fin dal 2006, ha prodotto false certificazioni mediche dalle quali si evinceva il suo stato di tetraplegico, inabile persino alla semplice deambulazione, al fine di truffare l’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro. L’evento da cui è scaturita l’indagine è stato un incidente stradale, nel luglio del 2016, che ha visto coinvolto il tunisino falso tetraplegico, in qualità di autista, alla guida di un grosso camion lungo la S.P. 17 di Vittoria. Ulteriori accertamenti hanno dimostrato che l’uomo, nel 2015, era riuscito ad ottenere anche  il rinnovo della propria patente di guida per mezzi pesanti, senza prescrizioni, dichiarando di essere perfettamente idoneo. Dovrà rispondere del reato di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, rischiando una condanna da 1 a 6 anni.

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