26-09-2017
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Archivio della categoria: Giudiziaria

Tre colpi da ventimila euro in banche di Comiso Rinvio a giudizio per 2 pregiudicati

Gli agenti della Squadra Mobile hanno notificato gli avvisi di conclusione indagini ed il rinvio a giudizio nei confronti di Daniele Ficicchia e Ignazio Rimmaudo, entrambi pregiudicati vittoriesi di 22 anni, perché ritenuti responsabili delle rapine avvenute l’otto luglio, il 25 agosto ed il nove settembre rispettivamente ai danni del Banco di Sicilia, della Banca Popolare di Lodi e della Banca Carige, tutte ubicate a Comiso. Nelle tre rapine i malviventi sono riusciti ad arraffare complessivamente 20.000 euro, minacciando i dipendenti con un taglierino. I due, già detenuti per una rapina alla Monte dei Paschi di Siena di Vittoria, sono stati raggiunti dal provvedimento in carcere.

ONDI EX INSICEM ARCHIVIATO IL PROCEDIMENTO

Con provvedimento del 19 ottobre scorso, del quale si è avuta conoscenza solo ora, il Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Ragusa ha disposto l’archiviazione, su richiesta della Procura della Repubblica, “perché non c’è stata alcuna violazione di legge”, del procedimento avviato nel luglio 2010 con l’indagine della Guardia di Finanza sui Fondi ex Insicem.


PUSHER DI COMISO IN MANETTE PER LA TERZA VOLTA IN 7 MESI

Nella giornata di giovedì i Carabinieri della Stazione di Comiso hanno arrestato Antony Guccione di 21 anni, residente a Comiso, in attesa di occupazione, pregiudicato per reati specifici, che a seguito di perquisizione personale veniva trovato in possesso di 10 dosi di stupefacente del tipo “Marijuana” già confezionata con carta stagnola. Contestualmente veniva segnalato all’Ufficio Territoriale del Governo di Ragusa per detenzione per uso personale, un comisano dell’87, disoccupato, trovato in possesso di 2 grammi di hashish. Il Guccione era già conosciuto ai militari di Comiso per essere stato già sorpreso in flagranza l’11 aprile 2012, quando venne trovato in possesso di 30 grammi di droga e arrestato. Successivamente il 10 ottobre 2012 era stato nuovamente trovato in possesso di una dose di marijuana, di un foglio contenente appunti verosimilmente relativi agli acquirenti. Guccione veniva quindi arrestato per la seconda volta e sottoposto ai domiciliari. Ora il terzo episodio.


Giovane modicano torna in carcere

In esecuzione dell’Ordinanza di sospensione di misura alternativa alla pena detentiva emessa dal Magistrato di Sorveglianza di Siracusa, é stato ricondotto in carcere il venticinquenne modicano Francesco Veneziano. La decisione del giudice è scaturita dalla segnalazione effettuata dal Commissariato di Modica sul conto del giovane, per violazione delle prescrizioni inerenti l’affidamento in prova ai Servizi Sociali, cui era destinatario. I fatti risalgono al mese di settembre quando, a seguito di un’operazione di polizia con finalità di controllo del territorio nelle frazioni balneari solitamente prese di mira da malintenzionati durante il periodo invernale, il giovane, con precedenti di Polizia per stupefacenti e furto, era stato rintracciato a Sampieri in compagnia di altri soggetti, già noti alle Forze dell’ordine. Non avendo osservato le prescrizioni impostegli dalla misura alternativa cui era sottoposto, tra cui quella di non allontanarsi dal Comune di Modica e di non frequentare pregiudicati, alla Polizia non è rimasto altro da fare che segnalare il giovane modicano al Magistrato di Sorveglianza.


Vendita di fiori e ceri per i defunti Uno su due non rilasciava gli scontrini

La Guardia di Finanza di Ragusa ha attivato un piano di controlli contro l’abusivismo e l’evasione fiscale. Le Fiamme Gialle dislocate in tutta la provincia, hanno eseguito, nelle zone vicine ai cimiteri cittadini, il controllo a tappeto dei venditori ambulanti sia itineranti che con postazioni fisse di fiori, ceri, candele e lampade votive. Durante la capillare ricognizione sono state controllate 40 attività: per 20 di loro, quindi il 50%, è stata constatata l’irregolarità della mancata emissione di almeno un documento fiscale, mentre quattro soggetti evasori totali e abusivi dovranno rispondere pure della mancata installazione del misuratore fiscale.

Arresto mercoledì a Scoglitti per sfruttamento prostituzione minorile

Doveva scontare 4 anni e 10 mesi di reclusione per un reato che Salvatore Di Natale, 58 anni, vittoriese, aveva compiuto nel 2007. Il commerciante pregiudicato è stato arrestato all’alba. L’uomo gestiva un centro massaggi in Romania. L’attività commerciale celava, in realtà, una casa di piacere con prostitute anche minorenni.

ARRESTATO RUMENO

In esecuzione di una ordinanza di carcerazione emessa dall’Ufficio esecuzioni penali della procura generale di Catania è stato arrestato Costel Pintilie, residente a Vittoria. Il 20enne rumeno deve scontare una pena residua di 3 anni e 1 mese di reclusione per furto e guida senza patente. E’recluso nel carcere di Ragusa.


DONNAFUGATA MEZZA INGUAIATA L’ESPRESSO RACCONTA

Riportiamo un articolo apparso nell’ultimo numero del settimanale l’Espresso: “Un lussuoso albergo a 5 stelle con due campi da golf, spa, e suites realizzato alle porte di Ragusa, nel cuore del barocco siciliano. Costruito su un’area archeologica vincolata grazie anche a un sostanzioso contributo pubblico erogato da Sviluppo Italia. Si tratta del Donnafugata Golf e Resort, inaugurato due anni fa. Le violazioni, denunciate senza risultato negli anni scorsi agli uffici comunali e adesso all’esame della procura di Ragusa, emergono dalle carte di un arbitrato in corso tra il proprietario del fondo sul quale sono state realizzate le opere, Orazio Arezzo, e la società titolare della struttura, la . Dalle carte depositate da Arezzo spunta un altro interessante dettaglio: a ricevere l’incarico per curare a colpi di centinaia di migliaia di euro la parte esecutiva dell’operazione è stata la Proger spa, società di famiglia di Massimo Caputi (ma lui ha sempre sostenuto di essere uscito dalla società alla fine degli anni novanta) che nel 2004, come amministratore delegato di Sviluppo Italia, concesse i circa 20 milioni a fondo perduto per realizzare il resort”. Tele Nova tornerà a breve sull’argomento con una interessante inchiesta.

Angelo Di Natale: “I manifesti elettorali finora affissi sono tutti illegali”

Angelo Di Natale, candidato all’Ars nella lista Sel, denuncia il ritardo nella ripartizione degli spazi. “Tutti i manifesti elettorali comparsi a Modica e a Ragusa, sia quelli palesemente abusivi perché posti al di fuori degli spazi predisposti nelle apposite strutture, sia quelli collocati all’interno, sono stati affissi in violazione della legge e la loro permanenza, da molto tempo ormai, reitera una situazione di illegalità che chiama in causa non solo la responsabilità diretta dei partiti politici e dei loro candidati, ma anche quella delle istituzioni preposte. L’omissione di atti dovuti per legge da parte di tali istituzioni consente e favorisce – scrive Angelo Di Natale – questa totale e diffusa illegalità. Ai sensi della legge entro il trentesimo giorno precedente le elezioni (quindi entro il 28 settembre) le Giunte dei Comuni sono tenute ad installare, in ogni centro abitato con almeno 150 residenti, speciali spazi per la propaganda elettorale, e nei tre giorni successivi – nel nostro caso entro il primo ottobre scorso – a provvedere a delimitare gli spazi e a ripartirli in tante sezioni quante sono le liste. Nel caso in cui le Giunte non provvedano nei termini prescritti agli adempimenti, – scrive Angelo Di Natale – il prefetto nomina un suo commissario. Alla luce della normativa, e per giurisprudenza consolidata, qualunque manifesto apposto prima che gli spazi siano stati ripartiti in sezioni distintamente assegnate alle singole liste è affisso abusivamente ed in violazione della legge. Fino alla ripartizione nessuno infatti – ricorda Angelo Di Natale – ha titolo per occupare una sezione, anziché un’altra, dello spazio, anche perché appena esso risulta totalmente occupato, una lista o un candidato dovrebbero sovrapporre il loro manifesto a quello dei concorrenti. Una legge della giungla che offenderebbe lo spirito civile di una comunità e alla quale io – dice Angelo Di Natale – non sono disposto a sottostare. Nessun mio manifesto finora è visibile perché non sono disponibile a violare la legge, neanche se indotto dalla colpevole inadempienza di enti pubblici territoriali. Il sindaco di Modica e il commissario del Comune di Ragusa avevano, e a maggior ragione hanno ancora, il dovere fare rimuovere tutti i manifesti finora affissi, perché tutti, senza esclusione alcuna, illegali. In alcune realtà come quella del capoluogo è poi molto diffuso un sistema oscuro di condizionamenti e intimidazioni, un vero e proprio racket sull’attività materiale di affissione. Ho rappresentato tutto ciò alla Prefettura, – denuncia Angelo Di Natale – riservandomi di segnalare alle Procure di Modica e Ragusa i profili di rilevanza penale”.


Blitz dei carabinieri al Comune di Comiso Sequestrata la documentazione sulla gara per la gestione dell’aeroporto

Blitz nell’ambito dell’inchiesta, avviata dalla Procura di Ragusa, sull’affidamento della gestione dell’aeroporto alla società Soaco e le procedure di gara per l’individuazione del socio privato della società di gestione, con la cessione delle quote di maggioranza. I militari si sono recati anche alla sede di Soaco (in contrada Cannamellito, all’aeroporto di Comiso) e in uno studio notarile. L’indagine ipotizza il reato di turbata libertà degli incanti in concorso a carico di due soggetti identificati, più altri in corso di identificazione. I carabinieri hano sequestrato documenti oltre che nella sede della Soaco (Società Aeroporto di Comiso), presso la Sac di Catania (Società Aeroporto Catania), la Terra Nova Advisers srl di Milano e negli uffici di un professionista di Ispica. L’inchiesta ruota attorno alla sottoscrizione della maggioranza azionaria del capitale sociale della Soaco, aggiudicata dal raggruppamento temporaneo d’Impresa costituito dalla Sac e Interbanca Spa. Secondo gli inquirenti se i risultati dell’indagine dovessero confermare l’ipotesi accusatoria sarebbe a rischio l’aggiudicazione dell’appalto.

Indagine omicidio Ivano Inglese La Polizia scientifica al lavoro

Coordinate dal sostituto procuratore della Repubblica Claudia Maone, continuano le indagini della Polizia di Vittoria e Ragusa sull’efferato delitto del 20 settembre. Sono in azione anche i reparti specializzati della Polizia scientifica dei Gabinetti Regionali di Palermo e Catania. Il loro compito è quello di scovare, individuare, catalogare, classificare, utilizzando le tecniche più avanzate, le tracce rilevabili nella scena del crimine. Il reparto di Catania è specializzato nell’esaltazione delle impronte papillari latenti con mezzi chimici, in particolare attraverso la fumigazione con esteri di cianoacrilato. Il reparto di Palermo ed il L.I.B. (Laboratorio Indagini Biologiche) della Polizia di Stato sono specializzati nel rilevamento di tracce di tipo biologico, utilizzando mezzi biologici come il luminol, e fisici attraverso il prelievo di cellule epiteliali di sfaldamento al fine di evidenziare il profilo genetico utile per eventuali comparazioni.


Maltrattamenti in famiglia, denunciato un ragusano

Un sessantenne del capoluogo è stato deferito all’autorità giudiziaria per il reato di maltrattamenti in famiglia ai danni di minorenni. Sono stati gli agenti della Squadra Mobile di Ragusa, a seguito di una complessa indagine coordinata dalla Procura, a raccogliere elementi di colpevolezza a carico del ragusano. Per bloccare la sua pericolosa condotta, è stata chiesta una misura coercitiva.

Mega discarica abusiva sequestrata a Pozzallo

Oltre 3.000 mq di terreno adibiti a discarica abusiva, nelle immediate vicinanze della riserva naturale del pantano Longarini, e circa 200 quintali di rifiuti pericolosi sequestrati. Questo è il resoconto dell’ultima operazione condotta dal nucleo mobile della Guardia di finanza di Pozzallo. Si tratta di otto aree, ubicate a circa 200 metri dalla riserva naturale, in cui venivano scaricati costantemente ruderi di eternit, contenenti amianto, copertoni di pneumatici, e altri rifiuti pericolosi, così come etichettati dal testo unico sull’ambiente. Tutto ciò nonostante, meno di un anno fa, sempre le fiamme gialle pozzallesi avevano già sottoposto a sequestro altre aree sempre attigue alla riserva naturale.

Arrestato sciclitano, coltivava canapa indiana

E’ stato convalidato, lunedì mattina, dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Modica l’arresto operato dai Carabinieri della Tenenza di Scicli che due giorni addietro, mentre pattugliavano a piedi le campagne tra Modica e Scicli, avevano sorpreso Marcello Cassibba all’interno di un appezzamento terriero di contrada Fiumelato mentre era intento a coltivare alcune piante nascoste tra la folta vegetazione che costeggia la Fiumara. Alla vista dei militari aveva tentato di fuggire, ma è stato bloccato. I militari hanno rinvenuto due piante di canapa indiana, alte oltre un metro e mezzo, che l’uomo avrebbe cercato di estirpare non appena ha visto i carabinieri. I militari hanno anche trovato un fucile a doppietta calibro 12, completo di 2 colpi inseriti in camera di cartuccia, la cui matricola era stata accuratamente abrasa per rendere impossibile l’identificazione. Cassibba ha ammesso di aver coltivato le piante di canapa indiana da circa 3 mesi per farne sporadico uso personale. Ha poi aggiunto di aver detenuto l’arma, da lui occasionalmente rinvenuta, solo per sparare ai colombi. L’uomo è adesso ai domiciliari.

Polizia, la Mobile denuncia quattro persone

Quattro persone sono state denunciate alla Procura della Repubblica da parte degli uomini della Squadra Mobile. Un 31enne rumeno, residente a Ragusa, è stato denunciato per maltrattamenti in famiglia. Vittima una minorenne che conviveva con lui. Due modicani sono stati segnalati alla Procura per furto e ricettazione, in quanto trovati in possesso di un telefono cellulare Iphone risultato rubato. Infine un albanese di 49 anni è stato segnalato per lesioni personali, ingiurie e minacce, nei confronti di due donne di etnia rumena, tra cui la sua convivente. Ubriaco, aveva atterrito le due donne che hanno denunciato tutto alle Forze dell’Ordine.

PROTESTA DEI FORCONI, 45 INDAGATI

La protesta dei ‘Forconi’, nel mese di gennaio, per protestare contro la crisi finanziaria, il prezzo esoso dei carburanti e per chiedere aiuto ai governi regionale e nazionale è costata l’iscrizione nel registro degli indagati, tra gli altri del sindaco di Comiso Giuseppe Alfano e del consigliere comunale Matteo Saraceno. In tutto sono 45 gli indagati nell’ambito dell’inchiesta avviata dalla Procura della Repubblica di Ragusa. “Resto sorpreso – dice il sindaco di Comiso che tra i numerosi esponenti politici ed istituzionali presenti a quella manifestazione, gli unici nomi a saltare fuori dal registro degli indagati sono quelli del consigliere comunale Saraceno e del sindaco di Comiso. Eppure – prosegue Alfano – eravamo in tanti, tra personaggi pubblici e non. Cercherò di capire meglio di cosa sono accusato fermo restando la mia fiducia nella magistratura”. Le indagini preliminari appena concluse con l’iscrizione di 45 persone nel registro degli indagati verte, come accennato, sulla protesta dei Forconi dello scorso gennaio, quando numerosi cittadini scesero in piazza per manifestare contro la crisi finanziaria, il prezzo salato dei carburanti e per chiedere aiuto ai governi regionale e nazionale. Gli indagati avranno 20 giorni di tempo per presentare memorie difensive a loro difesa.

Da Rosolini a Vittoria per comprare la droga: arrestato marocchino

Erano venuti da Rosolini per acquistare stupefacente nei pressi di piazza Manin a Vittoria. Sono stati sorpresi in via Coria, mentre un extracomunitario, dopo avere preso lo stupefacente che teneva nascosto dietro un cespuglio, si apprestava a concludere l’affare. E’ così che nell’ambito dei servizi di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, nella tarda serata di martedì, è stato arrestato Ahmed Mouach, marocchino di 28 anni, già con una sfilza di precedenti penali ed arresti nel siracusano: è ritenuto responsabile del reato di cessione di eroina. Due gli involucri recuperati dagli agenti, nonostante il marocchino alla loro vista avesse tentato di disfarsene lanciandoli dal finestrino dell’autovettura. Il primo di 2 grammi, l’altro di 5. I due italiani venuti da Rosolini sono giovani di 19 e 26 anni.

RAGUSA, ARRESTATA UNA DONNA RUMENA

Nel pomeriggio di giovedì, personale della Squadra Mobile di Ragusa, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dalla Sezione provvedimenti speciali della Corte di Appello di Catania ai soli fini della consegna allo Stato richiedente, ha tratto in arresto la cittadina rumena Maricica Pletea, di 50 anni, associandola presso la Sezione femminile del carcere etneo di Piazza Lanza. La misura cautelare era stata emessa a seguito di pronuncia di rigetto del ricorso presentato alla Suprema Corte di Cassazione dalla donna in contrapposizione alla sentenza di consegna della stessa alle autorità rumene che ne avevano emesso il mandato di cattura europeo. La donna, infatti, era stata condannata, nel suo Paese, a dodici anni di carcere, con pena definitiva, per i reati di associazione per delinquere e truffa. In pratica la donna aveva provato a “bloccare”, tramite i suoi legali, la sentenza definitiva emessa dal Tribunale del suo Paese d’origine appellandosi alle autorità giudiziarie italiane. Il diniego da parte della Corte di Cassazione italiana, poi, ha messo nelle condizioni la Corte d’appello di Catania di rendere esecutivo il mandato d’arresto europeo.

TORNA IN CELLA ROMENO ACCUSATO DI TENTATO OMICIDIO

Gheorge Dogariu era stato arrestato dalla polizia di stato il 25 giugno scorso, quando per futili motivi, dopo una giornata trascorsa a pescare, era venuto alle mani con il connazionale con cui aveva trascorso l’intera giornata. Accusandolo di volergli sottrarre più del pesce che gli spettava, lo colpiva violentemente con un bastone e lo minacciava puntandogli un coltello alla gola. La vittima riusciva a sfuggire alla violenza dell’amico e si presentava al commissariato di Comiso. Il pronto soccorso dell’ospedale di Comiso diagnosticava varie fratture, anche al cranio ed alla mandibola della vittima, ed assegnava 45 giorni di prognosi. Il giorno dopo l’arresto di Dogariu, il Tribunale del riesame di Catania lo aveva rimesso in libertà per un vizio formale. La Procura della Repubblica di Ragusa ha quindi emesso un ordine di fermo di indiziato di delitto che è stato eseguito sabato mattina dagli uomini del commissariato di Vittoria. Il fermato è stato così ricondotto presso la casa circondariale di Ragusa.

Ispica, ai domiciliari un netino

Accogliendo la richiesta del Procuratore della Repubblica di Modica, , il Giudice per le indagini preliminari ha disposto la misura degli arresti domiciliari nei confronti di Giuseppe Sesta, 34 anni, di Noto. E’ accusato di avere simulato il danneggiamento dello specchietto retrovisore della sua auto per ottenere un risarcimento da un automobilista. L’espediente non funzionò, anzi il 34enne fu inseguito in auto dai carabinieri. Nella fuga causò anche un incidente. L’episodio è avvenuto a Ispica.

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