30-05-2017
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Archivio della categoria: Giudiziaria

Scarcerato tunisino accusato di contrabbando di “bionde”

Il Tribunale della Libertà ha scarcerato , 28 anni, tunisino, arrestato il 14 novembre scorso per detenzione di 15 chilogrammi di sigarette di contrabbando. Il Tdl (presidente Vagliasindi a latere Russo e Corda) ha imposto al tunisino solo l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria in attesa del processo. Il nordafricano è stato arrestato insieme ad altri due connazionali.

Ragusa, gli scippatori di vecchiette davanti al giudice

Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere i due giovani arrestati lo scorso fine settimana dalla Polizia con l’accusa di avere messo a segno due scippi ai danni di vecchiette nel centro storico cittadino. Si tratta di Massimo Scalambrieri, di 24 anni e del tunisino Ramzi Ferjanirt di 20. Davanti al gip Giovanni Giampiccolo, i legali hanno chiesto la revoca della misura cautelare in carcere. Il giudice si è riservato di decidere. Gli indagati sono ritenuti responsabili di due scippi commessi nel maggio scorso ai danni di due anziane signore rimaste ferite per difendere le collane che indossavano. Intanto, si sta indagando sullo scippo tentato ai danni di una donna di 87 anni che, per evitare lo strappo, è caduta a terra, sbattendo la testa: è in stato di coma in ospedale. L’episodio si è consumato venerdì sera in via delle Scuole, tra c.so Italia e c.so V. Veneto.

Morte del tenore Licitra, la Procura chiede l’archiviazione

L’incidente che ha provocato la morte del tenore Salvatore Licitra è stato causato da un malore accusato dall’artista. Questa la conclusione a cui è arrivata la Procura di Modica che ha chiesto l’archiviazione del procedimento aperto in agosto dopo il tragico sinistro avvenuto a Donnalucata. La Procura ha effettuato particolareggiate indagini, ricostruendo la dinamica del sinistro stradale con l’ausilio della Polizia Municipale di Scicli, ascoltando le persone informate sui fatti, ed incaricando un medico legale di effettuare l’ispezione sul corpo del Licitra. “In esito a tali approfondimenti, è emerso che il sinistro stradale in cui Licitra ha perso la vita e la sua fidanzata ha riportato lesioni personali, è stato autonomamente causato dallo stesso Licitra – spiega il procuratore capo -, il quale non ha urtato con alcun altro veicolo e, come riferito nella relazione medico legale, è rovinato a terra in conseguenza del processo evolutivo innescatosi a seguito di una ischemia cerebrale che fu causa del mancato controllo del mezzo e della conseguente caduta ed impatto al suolo. La causa del sinistro in cui il cantante ha perso la vita ha detto ancora il procuratore capo – e la sua compagna ha riportato lesioni personali è, pertanto, da ascrivere al malore (ipossia cerebrale) che ha colpito il Licitra, determinandone così la caduta al suolo, i cui esiti sono stati peraltro aggravati dall’assenza del casco protettivo”, ha concluso il procuratore capo.

Modica, sequestrato un immobile in cemento armato

Il Nucleo operativo di Polizia edilizia della Polizia municipale di Modica, durante i controlli anti-abusivismo nel territorio comunale, ha sequestrato una struttura abusiva di contrada Michelica Crocievie. Si tratta di un corpo tecnico in cemento armato in adiacenza ad un altro già esistente di circa trenta metri quadrati. Il proprietario non è stato in grado di esibire alcuna documentazione che attestasse la regolarità delle opere realizzate. In tal senso il Nope ha proceduto al deferimento alla Procura della Repubblica del proprietario dell’immobile e del legale rappresentante dell’impresa esecutrice dei lavori. Su richiesta del pubblico ministero, Alessia La Placa, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Modica, Patricia Di Marco, ha provveduto alla convalida del sequestro.

VIVAIO CON MARIJUANA

Arrestato a Comiso un incensurato: teneva 70 chili di droga fra le piante.La droga era nascosta all’interno del vivaio da lui gestito, ben 70 chili di marijuana pronti per essere smerciati. Antonio Maugeri, comisano incensurato di 61 anni, è stato arrestato dagli agenti della Squadra Mobile di Ragusa. Sotto sequestro il vivaio, situato in contrada Comuni, a Comiso, e la sostanza stupefacente.

Vittoria, molestatore tunisino rimesso in libertà

E’ stato rimesso in libertà col solo obbligo di firma il tunisino arrestato martedì sera dalla Polizia. Secondo l’accusa, avrebbe inseguito per la strada una giovane rumena palpeggiandole le parti intime e, quando la donna si rifugiava in un’abitazione di via Como, tentava di infrangere il portone e la finestra con un coltellaccio. Si tratta di , 24 anni, che subito dopo i fatti, è stato arrestato dagli uomini del Commissariato. Davanti al giudice unico del Tribunale, Rosanna Scollo, al tunisino sono stati contestati i reati di danneggiamento e resistenza a pubblico ufficiale, mentre è caduta l’accusa di violenza sessuale. Il processo per direttissima, dopo la richiesta del termini a difesa, è slittato al 9 dicembre. Erano le 22 di martedì scorso quando al centralino della polizia è arrivata la chiamata della rumena che, terrorizzata, chiedeva aiuto.

Servizi di controllo del territorio: due arresti e tre denunce

Intensificati dai Carabinieri di Ragusa i servizi di controllo del territorio, con l’aumento delle pattuglie impiegate, e con l’ausilio dei Reparti Speciali dell’Arma. Controllati 132 automezzi, identificate 203 persone, elevate 38 contravvenzioni al codice della strada, decurtati 220 punti patente per infrazioni varie, ritirate due patenti di guida, sottoposte a sequestro tre autovetture e due ciclomotori. A Santa Croce Camerina è stato arrestato Gianni Garaffa, 38enne del luogo, separato, bracciante agricolo, su ordine di esecuzione per la carcerazione, dovendo espiare la pena di 1 anno, 7 mesi e 10 giorni di reclusione per i reati di violazione degli obblighi dell’assistenza familiare e minacce continuate, commessi tra gli anni 2008 e 2010. I Carabinieri della Stazione di Ragusa Ibla, assieme a quelli dell’Aliquota Radiomobile, nella zona di via Ugolino, hanno tratto in arresto in flagranza dei reati di resistenza e violenza a pubblico ufficiale e uso di atto falso Davide Di Martino, siracusano di 34 anni residente a Ragusa, celibe, disoccupato, pregiudicato. L’uomo, fermato alla guida del proprio ciclomotore Piaggio con targa risultante contraffatta, nel corso del controllo si scagliava contro i militari, che riportavano lievi ferite, e che riuscivano comunque a bloccarlo e a condurlo in caserma, dove veniva dichiarato in stato di arresto e, dopo le formalità di rito, associato presso il carcere di Ragusa. Infine a Ragusa, in un cantiere edile per la costruzione di alloggi per civile abitazione, venivano denunciati per violazioni del Tu sulla sicurezza: G.C., modicano di 40 anni, (installazione impianto elettrico non a norma), P.C., modicano di 43 anni, per assenza di parapetti sulle scale in muratura, S.F., modicano di 39 anni, per avere installato una passerella per transito operai non a norma.

Ricettazione di polizze assicurative Denunciato un trentaquattrenne

Nel pomeriggio di venerdì è stato denunciato in stato di libertà T. R., 34enne di Chiaramonte Gulfi, per il reato di ricettazione e uso di atto falso. La polizia effettuava il controllo di un furgone appartenente a T.R. Gli agenti, visionando il tagliando assicurativo che, fra l’altro, in apparenza era perfetto, si insospettivano per alcune piccole anomalie. Veniva approfondito il controllo e, presso la Compagnia assicurativa riportata nel tagliando, è stato accertato che la polizza Rca era falsa. A questo punto, il controllo veniva effettuato anche su un altro mezzo di proprietà di T.R., dove, allo stesso modo, vi era una polizza assicurativa falsa. T.R. confessava di aver acquistato a Catania le due polizze per il prezzo di 50 euro ciascuna e, pertanto, veniva denunciato in stato di libertà per ricettazione e uso di atto falso. Inoltre, i veicoli di T.R. venivano sequestrati.

Ragusa, arrestato pregiudicato per violazione obblighi di vigilanza

Venerdì sera è stato tratto in arresto Benedetto Salvini, di 52 anni, pregiudicato ragusano con libertà vigilata. L’uomo è stato trovato in una struttura ricettiva di Messina e per questa ragione, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Catania ha emesso il provvedimento che dispone l’immediata carcerazione per violazione degli obblighi di vigilanza.

La morte di Chiara Modica Rinvio a giudizio per omicidio colposo all’autista dell’Azienda trasporti

E’ accusato di omicidio colposo l’autista ragusano di 53 anni, C.G., che la mattina del 5 maggio scorso guidava l’autobus dell’Ast e arrotò la giovane . Il procuratore della Repubblica di Modica Francesco Pulejo ha chiesto per lui il rinvio a giudizio al giudice per le indagini preliminari. Secondo l’accusa l’autista per colpa, imprudenza, imperizia ed inosservanza delle norme sulla circolazione stradale, percorrendo alla guida del bus la via Cincinnato, in direzione del piazzale Baden Powell, operava una disaccorta e repentina manovra di svolta a sinistra, senza essersi accertato prima, attraverso lo specchietto retrovisore, che la strada fosse libera da mezzi e persone. Stringendo il ciclomotore, condotto da Chiara Modica, che si trovava alla sinistra del bus, in posizione parallela nella stessa direzione di marcia, interferì sulla traiettoria della scooterista, facendole perdere l’assetto di guida. Il ciclomotore guidato da Chiara, stretto dalla destra andò a collidere con l’autobus, provocando lo scivolamento per terra della ragazza e andando a schiacciare la parte destra del corpo della vittima. A causa della collisione, Chiara subì gravissime lesioni personali e morì per le conseguenze del politrauma da incidente stradale.

Ispica, imprenditore citato a giudizio per aver realizzato discarica abusiva

l titolare di una ditta operante nel settore della demolizione di edifici, con sede ad Ispica, ha ricevuto un decreto di citazione a giudizio della Procura della Repubblica di Modica per il reato di inquinamento ambientale. Secondo gli inquirenti, N.G., modicano di 41 anni, avrebbe raccolto, trasportato e recuperato rifiuti depositati in modo incontrollato in un terreno di sua proprietà. In 11.370 metri quadrati erano accatastati rifiuti speciali non pericolosi, costituiti da terre e rocce di scavo, scarti vegetali, conglomerato bituminoso, rifiuti misti provenienti da demolizioni e costruzioni. La Procura ipotizza il reato di realizzazione di discarica abusiva, trattandosi di abbandono reiterato nel tempo e rilevante, sia in termini spaziali che quantitativi, con conseguente pericolo di gravi danni al suolo e alle acque sotterranee dovuto a eventuali inflitrazioni di reflui.

RAGUSA, ARRESTATI GLI SCIPPATTORI DI VECCHIETTE

l 3 e 4 maggio erano venuti in trasferta a Ragusa per mettere a segno due rapine ai danni di altrettante persone anziane. Le vittime di 72 e 82 anni erano state prese di mira all’uscita di casa. Un gesto fulmineo, per strappare di dosso collane e monili in oro, e poi la fuga. Un rompicapo per la Polizia che aveva a disposizione pochi elementi per le indagini. Gli agenti hanno sentito decine di persone che avrebbero potuto notare qualcosa di strano nei pressi del luogo dello scippo. In un esercizio pubblico, un uomo ha raccontato di aver visto un’auto sospetta proprio nel giorno di uno dei due scippi. Aveva annotato due numeri della targa. I controlli con i dati della motorizzazione hanno ristretto il cerchio. In particolare la Polizia si è soffermata su un giovane di Comiso, Massimo Scalambrieri, 24 anni. Poi sono risaliti al presunto complice, Ramzi Ferjiani, 20 anni. Alle vittime sono state presentate le foto dei due: le anziane non hanno avuto dubbi, erano loro. I due sono stati adesso arrestati a seguito di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Ragusa Giovanni Giampiccolo, su richiesta del sostituto procuratore della Repubblica Monica Monego. Adesso le indagini proseguono per cercare di capire se i due abbiano commesso altri

PROCESSO MODICA BENE TUTTI ASSOLTI

Il fatto non sussiste. Il giudice delle udienze preliminari del tribunale di Modica, Patricia Di Marco, ha assolto con formula piena gli otto imputati, che avevano il rito abbreviato, coinvolti nel processo denominato Modica bene. Assolti altresì altri 11 imputati che avevano scelto il rito ordinario. Nell’inchiesta avviata per presunte tangenti a politici e amministratori comunali allo scopo di ottenere concessioni edilizie erano coinvolti l’ex presidente della regione Peppe Drago e l’ex sindaco di Modica Piero Torchi, assolti assieme ad imprenditori e bancari. Questi gli altri imputati: Carmelo Drago, Giancarlo Floriddia, Giorgio Aprile, Massimo La Pira, Vincenzo Pitino, Giovanni Vasile, Bruno Arrabito, Massimo Arrabito, Gabriele Giannone, Carlo Fiore, Giuseppe Sammito, Giuseppe Zaccaria, Giancarlo Francione, Marcello Sarta, Rosario Vasile, Vincenzo Leone, Giuseppe Piluso. L’indagine, che riguardava gli anni 2003-2007, era stata condotta dalla Guardia di Finanza di Ragusa e coordinata dall’allora Procuratore della Repubblica di Modica Domenico Platania. Nella fase del giudizio abbreviato e dell’udienza preliminare il processo è stato seguito dall’attuale Procuratore della Repubblica di Modica, Francesco Puleio, che valuterà se impugnare i provvedimenti all’esito del deposito della loro motivazione con particolare riferimento alla spiegazione della documentazione bancaria, dalla quale risultavano cifre elevatissime transitate (per la più parte in contanti) nei conti correnti riconducibili agli imputati. Il procuratore Puleio in una nota ricorda in un prospetto le cifre transitate: Drago Giuseppe euro 5.106.000; Giannone Gabriele euro 3.050.996; Drago Carmelo euro 2.511.276; Arrabito Bruno 1.685.416 euro; Leone Carmelo euro 846.006; Aprile Giorgio euro 346.680; Arrabito Massimo euro 316.610; Leone Vincenzo euro 183.554. Pitino Vincenzo euro 134.988. Secondo Peppe Drago, che ha negato bonifici a suo nome di tale portata, si trattava di somme esigue transitate nell’ambito di amici e parenti. Durante il processo erano risultate illeggibili alcune intercettazioni ambientali e telefoniche, un punto su cui hanno fatto leva gli avvocati difensori.

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