21-10-2017
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SABATO A RAGUSA GUGLIELMO EPIFANI

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Domani 21 ottobre alle ore 10 nella sede del Centro studi Feliciano Rossitto in via Ettore Maiorana si terrà un incontro con Guglielmo Epifani, già segretario generale nazionale della Cgil e dirigente nazionale di Articolo 1 Movimento Democratico e Progressista, a sostegno della lista Cento Passi per la Sicilia. Saranno presenti i quattro candidati iblei della Lista Cento Passi Francesco Aiello, Giovanni Distefano, Resi Iurato e Salvatore Poidomani.

RAGUSA, E’ INIZIATO IL CAMMINO DELLA SINISTRA…..

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Un bagno di folla l’apertura della campagna elettorale della lista di “Claudio Fava Presidente – Cento passi per la Sicilia”. Nessuno voleva mancare all’appuntamento di apertura di una nuova esperienza elettorale che vede la Sinistra unità  insieme al civismo. I posti a sedere nell’auditorium della Camera di Commercio di Ragusa erano tutti occupati e qualcuno ha dovuto accontentarsi delle scale, pur di essere presente. Erano presente i quattro candidati iblei alle regionali. Il sen. Gianni Battaglia ha avuto il compito di aprire i lavori della manifestazione e all’avv. Cesare Borrometi ha presentato i candidati della lista raccontando brevemente la storia di ognuno, storie di coerenza e impegno: Francesco Aiello, Giovanni Distefano, Resi Iurato e Salvatore Poidomani, sono riusciti, nei loro interventi, a riscaldare i cuori dei presenti e a infondere quella speranza di cui tutti hanno bisogno perché segnati da un’esperienza di governo che ha ulteriormente affossato la Sicilia. Significativo l’intervento di Enrico Rossi, Presidente della Regione Toscana, che ha voluto far sentire la vicinanza di Art. 1 Mdp nazionale ai siciliani che vogliono cambiare perché non si rassegnano: «Nei vostri volti vedo la forza e sento il calore che caratterizza questa splendida terra che ha bisogno di essere governata da donne e uomini per bene. La Sinistra, i valori della sinistra cambieranno la Sicilia. In bocca al lupo». Infine c’è stato l’intervento del candidato Presidente Claudio Fava che ha parlato di tutto evidenziando le contraddizioni delle altre liste, a partire dai candidati. Fava ha sottolineato come “in questa campagna elettorale sia difficile un confronto sui programmi visto che i candidati Cancelleri e Musumeci non si presentano agli appuntamenti. Una situazione sgradevole perché non è una mancanza di rispetto nei miei confronti ma nei confronti degli elettori, ai quali parlano soltanto in condizioni protette, tra amici, a porte chiuse e che nessun altro abbia una domanda insolente da fare». Parlando del candidato Micari, Claudio Fava ha detto che si tratta di una candidatura “nel segno del rispetto ai poteri forti siciliani. Un anticipo di ciò che sarebbe la sua presidenza”. L’affondo lo ha rivolto al governo Crocetta alla sua “rivoluzione”, che rivoluzione non è stata.  «Crocetta e la sua giunta regionale – ha detto Fava – sono stati il segno del vecchio ma indomito potere che ha mortificato e impoverito la Sicilia. Questa terra va liberata dai finti rivoluzionari, dai furbi e dai bugiardi, qualunque sia il partito che li propone».

CENTO PASSI PER LA SICILIA, A RAGUSA INIZIA IL CAMMINO

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Venerdì 6 ottobre alle ore 18 presso l’Auditorium della Camera di Commercio, in Piazza Libertà a Ragusa, si terrà un incontro con Claudio Fava, candidato alla Presidenza della Regione Siciliana, e con Enrico Rossi, Presidente della Regione Toscana e coofondatore di Art 1 Mdp. Interverranno i quattro candidati iblei della lista Francesco Aiello, Giovanni Distefano, Resi Iurato, Salvatore Poidomani.

Ecco una scheda dei candidati:

Francesco Aiello, docente di Italiano e Latino nei Licei, sin dall’adolescenza militante politico nel Pci, si iscrive alla FGCI nel 1964. Nel 1970 a 24 anni viene eletto consigliere comunale. Nel 1978 a 32 anni viene eletto sindaco di Vittoria per la prima volta e poi nel tempo per altre 5 volte. Nel 1981 viene eletto Deputato al Parlamento regionale per la Lista Spiga e mantiene l’impegno parlamentare all’Assemblea Regionale Siciliana per ben tre legislature, dal 1981 al 1995, con una parentesi alla guida dell’Assessorato regionale per l’Agricoltura e Foreste nei due Governi presieduti dall’On. Giuseppe Campione, con la Vice Presidenza dell’On. Gianni Parisi, dall’agosto 1992 al Dicembre 1993. Nel 1995 si dimette dal ruolo di parlamentare per ricandidarsi alle elezioni per la carica di sindaco di Vittoria, che svolgerà sino al 2005. Ricopre ancora nel 2012 l’incarico di Assessore all’Agricoltura nel 57° Governo regionale per 5 mesi. Ha militato nel Pd solo qualche settimana. Nel 2007 ha fondato il Movimento Territoriale di Azione Democratica di cui è stato Consigliere comunale sino al 2016, quando si è candidato con alcune liste civiche alla carica di sindaco, perdendo al ballottaggio in un clima torbido e fortemente inquinato dalla pressione mafiosa. Ha aderito ad Articolo 1 Mdp dopo la battaglia referendaria sulla Costituzione contribuendo con i Senatori Battaglia e Scivoletto e altri compagni alla nascita del Partito a Vittoria e in Provincia di Ragusa;

Giovanni Distefano, Archeologo, Dirigente Superiore della Regione Siciliana, Professore di Archeologia all’Università della Calabria, Direttore scientifico delle Missioni archeologiche italiane in Tunisia (Cartagine), a Malta (Tà-Wilga) e a Roma (Portico dei Trionfi). Autore di volumi di archeologia editi da Sellerio di Palermo, Electa di Milano, Giunti di Firenze e Fabrizio Serra di Roma. Inoltre ha pubblicato in riviste scientifiche italiane e straniere circa 280 articoli. Socio corrispondente dell’Istituto Archeologico Germanico di Roma. Già Direttore del Museo Regionale e del Parco Archeologico di Camarina e della Casa-Museo “Giovanni Verga” di Catania;

Resi Iurato, Logopedista presso l’ospedale di Scicl­i, vive a Donnalucata. Da tanti anni è impegnata nel mo­ndo dell’associazion­ismo. Esperienze im­portanti sono state quella con il Movimento dei Focolari, con Pax Christi e l’illuminante guida di Don Tonino Bello, l’incontro con Rita Borsellino e la candidatura nel 2006 con Un’Altra Stor­ia alla Elezioni regionali nella lista a suo sostegno. Dal 2008, dapprima con la Lav, estende al mondo degli animali il suo costante impegno a favore degli ultimi. È una delle anime del Coordinamento No Triv Ibleo, del Comitato Salute e Ambiente di Scicli e del Comitato per la difesa della Costituzione. Nel 2011 si iscr-ive a SEL– Sinistra Ecologia e Libertà e nel Congresso del 30 novembre 2013 a Ragusa ne diviene coordinatrice provinciale. Contribuisce a fondare il movimento civico Scicli Bene Comune, laboratorio politico della Sinistra. Con la lista del movimento nel 2016 viene eletta consigliera comunale alle elezioni seguite al commissariamento della città, dopo essersi distinta anche in questo periodo per l’­incessante impegno civico. Dalla difesa della Casa delle Culture a Scicli, opera della Federazione delle Chiese Evangeliche, che accoglie richiedenti asilo, alla battaglia contro l’apertura di una piattaforma per il trattamento dei rifiuti pericolosi a Scicli, a tutte le iniziative di pulizia del territorio promosse dal circolo di Legambiente di Scicli, e alle iniziative di Greenpeace. E’ una delle socie fondatrici della costituenda Casa delle donne di Scicli. Il primo aprile di quest’anno vie­ne eletta a Ragusa coordinatrice provinciale di Sinistra Italiana e nella Direzione Nazionale del partito;

Salvatore Poidomani, stimatissimo avvocato del foro di Ragusa, da sempre schierato a sinistra, fin dai tempi dell’università. E’ cultore del diritto, della legalità, dei diritti e delle tutele, soprattutto in favore dei più deboli. Modicano doc, esercita la sua professione nella città natale, nella quale ha anche ambientato la sua prima raccolta di racconti “il venditore di mandarini”. L’avv. Poidomani, uomo poliedrico e talentuoso, è stato invitato da Articolo Uno – Mdp a scommettersi in questa campagna elettorale per le sue note doti di comprensione ed empatia nei confronti dei diversi ceti sociali, per la sua nota apertura verso il mondo imprenditoriale, per la sua nota generosità nei confronti dei giovani, per la sua capacità di incidere positivamente nel mondo della cultura loca

SCICLI, LA SUA GENTE, LA SUA CULTURA, LE SUE TRADIZIONI, NON SONO MAFIOSI

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Riceviamo da Art. 1 Mpd e pubblichiamo: “La rinunzia del Procuratore Generale ad appellare la sentenza di assoluzione dell’ex sindaco di Scicli, dr. Franco Susino, dalla imputazione di concorso esterno nel delitto di associazione mafiosa rende giustizia all’uomo ed all’amministratore per un accusa infamante che ne aveva determinato le dimissioni,  alla scelta coraggiosa  e di civil servant di alcuni consiglieri e della giunta del tempo di continuare l’esperienza di governo della città, al solo fine di scongiurarne il dissesto finanziario,  a quella  parte della stampa e della società civile e politica , che aveva alzato la voce a difesa della comunità e della sua onorabilità, e che come ben si ricorderà era stata  additata come “negazionista”  dal Senatore del Pd Lumia nella chiosa finale di una interrogazione parlamentare in cui  sollecitava il Ministro dell’Interno pro tempore, On. Alfano, a sciogliere il Consiglio Comunale per infiltrazione mafiosa. Ad esito della consolidata verità giudiziaria   si sfarina il  teorema dello scioglimento, pervicacemente  sostenuto  e difeso (con “liturgici”  richiami al rispetto delle istituzioni)  dalle forze politiche del tempo e “strenuamente”  confermato in sede di giurisdizione amministrativa  prima dal Tar e, da ultimo, dal Consiglio di Stato con  un pronunciamento di cui si evidenza la “faticosa” trama motiva per “dequotare” la perentoria formula assolutoria della sentenza penale del Tribunale di Ragusa che aveva stigmatizzato  come l’accusa di concorso esterno, assunto come elemento dirimente dal giudice amministrativo per dichiarare la legittimità dello scioglimento, avesse  potuto superare, stante la  inconsistenza  del suo impianto,  la soglia della udienza preliminare. Oggi sappiamo che, come ha sentenziato in via definitiva un pezzo dello Stato, i fatti per cui il Comune è stato sciolto non erano fatti di mafia. Questa è una verità incontrovertibile da cui partire. Le odierne sagge sollecitazioni a guardare avanti, pertanto, non possono prescindere dalla lettura attenta dei fatti che hanno caratterizzato la storia recente della città per saper fare discernimento e scrivere la storia futura. E tutto ciò non potrà avvenire fino a quando questa triste stagione non verrà raccontata per intero, anche nei suoi retroscena, peraltro, noti, nonostante gli omissis, i silenzi (rotti qua e là da qualche insolenza) variamente motivati e le sopravvenute (in concomitanza di talune proteste della società civile) “rituali” dichiarazioni della politica recitativa. I fatti narrano che aver sottratto alla comunità 18 mesi di autodeterminazione democratica, affidandone le sorti ad una gestione commissariale,  che ha assunto decisioni (gravi) eludendone altre (quali ad esempio il mancato  parere negativo per l’insediamento nel territorio di una mega discarica per rifiuti speciali  coerentemente ai deliberati  dei governi legittimi della città) senza mai “ascoltare” i cittadini,  ha impoverito il tessuto democratico della comunità’, lasciandola senza protezione alcuna rispetto ai tentativi di realizzazione di interessi di parte che non avevano nulla di pubblica rilevanza e di diffusa utilità. E di tutto questo i responsabili della scelta politica, nelle diverse istanze, non ultima quella regionale, di sciogliere il comune devono darne conto alla città ed alla sua gente, senza rimozioni opacizzanti o paludati atteggiamenti istituzionali. Oggi a nessuno è più oltre consentito di fare la “voce narrante”, “latistante”, “neutrale” rispetto agli avvenimenti ed alle correlate responsabilità. I fatti invitano, inoltre, ad avviare una profonda riflessione sulla operatività nella moderna democrazia di una normativa che può determinare la sospensione della dialettica democratica di una comunità e del suo diritto ad autodeterminare il proprio futuro, sulla scorta di giudizi e valutazioni “probabilistiche” di infiltrazioni mafiose e condizionamenti della criminalità organizzata, che sentenze penali, valutando le stesse condotte, giudicano del tutto insussistenti. Ribadire oggi che Scicli, la sua gente, la sua cultura, le sue tradizioni, il suo Genius loci, non sono mafiosi, non vuol ovviamente negare che in città ci siano forze criminali organizzate. Al contrario questo va detto con chiarezza, manifestando alle Istituzioni, alla magistratura ed alle forze di Polizia un altissimo apprezzamento per la preziosa opera a tutela della serenità e della sicurezza della popolazione. MDP-Art 1 esprime, pertanto, piena soddisfazione per la restituita onorabilità al dr. Susino ed alla comunità sciclitana, impegnata in un non agevole itinerario di ricostruzione, brutalmente interrotto dallo scioglimento e che la ritrovata democrazia a seguito della ultima tornata elettorale, ha consentito di riavviare. Da qui in poi MDP-Art 1 è impegnato a spendersi con quanti a Scicli, in Sicilia e nel Paese, pensando ai giovani, alle donne, alle famiglie, all’associazionismo, a tutti i mondi vitali della società, vogliono progettare e realizzare   un futuro di buona politica, che sappia coniugare legalità e sviluppo, democrazia e giustizia, progresso ed eguaglianza”. Firmato COORDINAMENTO PROVINCIALE ART 1 MDP RAGUSA e COORDINAMENTO ART 1   MDP SCICLI

PD RAGUSA: POSITIVA INTESA PER SCONGIURARE LICENZIAMENTI IPERCOOP E CHIUSURA DEL SITO DI RAGUSA

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Il segretario dell’Unione comunale del Pd di Ragusa, Giuseppe Calabrese, si complimenta con i sindacati di categoria e con l’azienda Ipercoop per il lavoro svolto e per il buon senso manifestato che evita lo spauracchio di perdere ben 273 posti in Sicilia, parecchi dei quali anche nella provincia iblea. “Addirittura – sottolinea Calabrese – per la nostra realtà era paventata la chiusura del sito di Ragusa con un danno gravissimo per l’intero territorio. Auspichiamo, adesso, che i dipendenti possano accettare le condizioni contrattuali di sicuro meno positive rispetto a prima. Ma serviranno per salvare il posto di lavoro. Come Pd di Ragusa eravamo intervenuti durante la fase iniziale della vertenza, solidarizzando con i lavoratori ma soprattutto attivando tutti i canali politici possibili utili a risolvere la vertenza senza perdere occupati. Oggi registriamo questo risultato positivo sulla vertenza Ipercoop e vogliamo a tal proposito rimarcare l’importanza di questo marchio a Ragusa che assieme alle altre realtà della grande distribuzione rappresenta una buona fetta del sistema imprenditoriale locale che crea benessere e dà lavoro”.

RAGUSA, ART. 1 MDP E SINISTRA ITALIANA LISTA UNICA PER LE REGIONALI: CLAUDIA FAVA PRESIDENTE

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Gianni Battaglia, Coordinatore provinciale Art. 1 Mdp, e Resi Iurato, Segretario provinciale S.I., comunicano che si sono incontrate le delegazioni provinciali di Art. 1 Mdp e Sinistra Italiana, le quali hanno manifestato piena soddisfazione per il cammino comune intrapreso e per la formazione di una lista unica per le prossime elezioni regionali.  Art. 1 Mdp e S.I. auspicano che presto possano essere compiutamente  definiti il percorso unitario,  così da poter dare avvio alla campagna elettorale anche attraverso la messa a punto del programma e la formazione delle liste.  A tal fine condividono la scelta di organizzare per il prossimo 10/9 una assemblea regionale alla quale proporre un percorso programmatico e la candidatura di Claudio Fava alla carica di presidente della Regione Siciliana. Le   due formazioni politiche hanno convenuto sulla necessità che vengano sensibilizzate tutte le altre forze rappresentate da associazioni, movimenti e soggetti sociali, oltre che altri partiti, per aggregarli al processo progressista che conduce ad una candidatura unica e vincente che possa realisticamente assumere, in discontinuità con i governi passati, l’amministrazione della martoriata Regione Sicilia. In tale prospettiva Art. 1 Mdp e S.I. si sono determinati ad organizzare, nei prossimi giorni, un’iniziativa per raccogliere le adesioni di tutti tali soggetti interessati affinché essi possano concorrere attivamente alla formulazione del progetto comune. Le due formazioni politiche torneranno ad incontrarsi venerdì 8 settembre 2017 per proseguire il percorso unitario.

INTERROGAZIONE PARLAMENTARE ART. 1 – MDP, CHIESTO L’ACCESSO AL MERCATO DI VITTORIA 

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I parlamentari siciliani di Art. 1-Mdp Pippo Zappulla e Angelo Capodicasa, insieme al Coordinatore nazionale Roberto Speranza e al Vice presidente della Commissione nazionale  Antimafia, Claudio Fava,   hanno presentato al Ministro dell’Interno un’interrogazione parlamentare riguardante i temi sollevati dal  “Tavolo Verde Sicilia” nel corso di un redente  incontro svoltosi a Roma con l’on. le Roberto Speranza e una delegazione, composta dal Coordinatore provinciale sen. Gianni Battaglia,  e dai rappresentanti del “Tavolo Vede Sicilia”,  Don Giuseppe Di Rosa, sen. Concetto Scivoletto, on.le Francesco Aiello e il sig. Pietro Medica. Le questioni portate all’attenzione riguardano la presenza consolidata e crescente della mafia nella filiera ortofrutticola nazionale, nei Mercati italiani e nel Mercato di Vittoria; nel settore dell’autotrasporto e degli imballaggi e nella necessità e l’urgenza di un salto di qualità nell’azione di contrasto da parte dello Stato attraverso l’accesso, ai sensi della normativa antimafia, al Mercato di Vittoria.

Art. 1 Mdp Ragusa:  elezioni regionali  un progetto di discontinuità e cambiamento per la Sicilia

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Una delegazione del Coordinamento provinciale Art. 1 Mdp di Ragusa composta dal  coordinatore provinciale sen. Gianni Battaglia, dall’on. Francesco Aiello, dai componenti dell’esecutivo provinciale Giuseppe Fiorellini e  Gaetano Gibilisco, ha partecipato all’incontro del coordinamento regionale del Movimento, riunitosi a Enna. Art. 1 Mdp   “mentre esprime preoccupazione per i ritardi con cui si procede nella ufficializzazione della proposta politica programmatica da avanzare ai siciliani conferma la posizione espressa nella riunione con Leoluca Orlando e SI”. Mdp ribadisce “il proprio interesse per la eventuale candidatura civica discussa con Orlando purché sia espressione di un progetto politico programmatico”. “Un progetto – continua Mdp – coerente con l’esigenza di discontinuità e di cambiamento che i siciliani richiedono, evitando di piegare la Sicilia e le sue emergenze a scambi politici tra il Pd di Renzi e Ap di Alfano”.

Tratto autostrada Rosolini-Modica, Lorefice: non resti l’ennesima incompiuta

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“L’autostrada Catania-Siracusa-Modica rischia di non essere completata a causa della chiusura del cantiere del tratto autostradale Rosolini-Modica. Un’arteria importantissima che rischia di restare l’ennesima incompiuta”: così la deputata della XII Commissione Affari Sociali Marialucia Lorefice che in una nota al ministro delle Infrastrutture Del Rio ne ha evidenziato le problematiche, a partire dal licenziamento da parte dell’Impresa Co.si.ge di tutte le maestranze a far data dal 31 luglio 2017. “150 lavoratori ai quali si aggiungono coloro che lavoravano nell’indotto. In questi mesi – sottolinea la deputata del M5S –  vi sono stati presìdi degli operai, appelli rivolti agli enti nazionali e regionali al fine di trovare una soluzione. Le organizzazioni sindacali, con il pieno sostegno dei lavoratori, si sono opposte ai licenziamenti, anche presidiando il cantiere per ben due giorni con assemblee permanenti, nonostante ciò, si sono fermati i lavori, e anche i lavoratori”. “Gli ostacoli economici e tecnici in essere – continua la parlamentare – non hanno permesso di trovare delle soluzioni. E l’impresa ha deciso di cessare l’attività del cantiere”. “In ballo – dice la Lorefice a Del Rio – c’è il lavoro di centinaia di famiglie, ci sono i soldi, fondi in buona parte concessi dall’Ue, che rischiano di andare persi, c’è la tenuta delle imprese fornitrici che non ricevono i dovuti pagamenti da mesi e che vantano crediti ingenti e la realizzazione di un’opera determinante per lo sviluppo economico della Sicilia. L’autostrada Catania-Siracusa-Modica rischia di rimanere bloccata o mai più ultimata. È fondamentale che vi sia tra i soggetti direttamente coinvolti nella realizzazione dell’opera una concertazione delle azioni da mettere in atto per trovare soluzioni in tempi celeri. Nessuno può tirarsi indietro dalle proprie responsabilità. Ho ritenuto doveroso scrivere al ministro Del Rio auspicando anche in un tempestivo interessamento. Servono risposte, soluzioni immediate e necessarie per tutelare lavoratori, ditte e completare l’autostrada Catania-Siracusa-Modica”.

 

Comune di Ragusa, si è dimesso l’assessore Salvatore Corallo

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L’assessore all’urbanistica e lavori pubblici Salvatore Corallo si è dimesso.  Da tempo Corallo aveva programmato questa mossa per rendersi “libero” in occasione della prossima scadenza elettorale delle regionali in modo tale da non avere incarichi pubblici che gli impedirebbero, secondo le regole grilline, di partecipare,  a qualsiasi titolo, a forme di collaborazione con un futuro governo regionale cinquestelle. Da anni i rapporti tra Corallo e il sindaco Piccitto si erano logorati irrimediabilmente. L’impronta lasciata da Corallo alla nostra comunità è purtroppo spaventosa: decine di concessioni edilizie rilasciate negli ultimi due anni, la variante al piano regolatore in alto mare, il nuovo strumento urbanistico incardinato solo riguardo i titoli. E’ chiaro che Corallo viste le mire non sparirà dalla scena: lo vedremo al seguito di Cancelleri per l’intera campagna elettorale. Ora si apre la fase politica più interessante ovvero chi chiamerà il sindaco per reggere le importanti deleghe?

Emergenza rifiuti a Ragusa

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Riceviamo un comunicato congiunto di Art.1 Mdp,     Ragusa Prossima,  Sinistra Italiana e pubblichiamo: “ Interveniamo sulla questione dei rifiuti a Ragusa, dopo che la legittima dialettica politica ha scaricato le scorie della ricerca dei responsabili a cui addebitare le colpe in un gioco allo scarica barile di cui i cittadini ragusani sono stanchi. Vorremmo porre la questione nell’alveo della ragione e della concretezza delle cose da fare. Il comune di Ragusa conferisce nella discarica di Cava dei Modicani, costruita negli anni novanta . Dal piano regionale dei rifiuti del luglio 2012 avevamo appreso che nella discarica  erano  ancora disponibili circa 115 mila mc, a cui si potevano aggiungere  altri 90 mila mc, con interventi di innalzamento delle sponte, prima del totale riempimento. Considerando che il conferimento medio giornaliero di Ragusa è di 80 tonnellate e che la  raccolta differenziata è ferma al 17%,  i tempi tecnici di riempimento di Cava dei Modicani erano stimati in circa  4 anni. Quindi entro il 2015 la discarica si sarebbe esaurita. Fra l’atro da marzo scorso la discarica di Cava dei Modicani aveva già  l’obbligo di conferire 40 tonnellate di secco nella discarica di Motta S. Anastasia (Ddg 321). Tutti a cominciare dal sindaco e dalla sua giunta a finire alle forze politiche cittadine,  avevano piena conoscenza di questo scenario. Quale erano in quel momento le alternative possibili? Sostanzialmente due: ipotizzare la costruzione di una quarta vasca oppure determinarsi alla politica cosiddetta “zero waste”, cioè riduzione dei rifiuti e  differenziata spinta. La prima , quella della quarta vasca , è sostanzialmente una non soluzione:  impossibile ed inesistente perché è la regione a definire il piano dei rifiuti e quindi a definire numero e siti per le discariche. Impossibile perché fuori da qualsiasi approccio moderno al tema rifiuti; soluzione a grandissimo impatto ambientale ed economicamente devastante perché nella logica del rifiuto come costo e non come risorsa, nella logica dello spreco e non del riciclo. Esponenti delle forze politiche che sottoscrivono questa nota, hanno espresso coerentemente questa posizione votando contro tale  ipotesi sia nella precedente consiliatura che in quella attuale. Ci rammarica piuttosto che l’attuale segretario dell’unione comunale del PD abbia oggi  mutato opinione. Una subordinata alla quarta vasca è stata la progettazione dell’ innalzamento delle sponte e del sostanziale ampliamento della discarica; operazione giusta e legittima e per la quale la regione ed il governo regionale hanno mostrato ancora una volta la loro  totale inadeguatezza politica e decisionale. Il tema dei rifiuti è un altro esempio dell’incapacità di governo del Presidente Crocetta e della necessità di un suo definitivo superamento. La seconda soluzione, quella di accelerare sulla differenziata, non è stata perseguita dall’amministrazione attuale. Non è stata azionata alcuna leva, né culturale, né amministrativa, né legale per ridurre il conferimento attraverso la raccolta differenziata. In verità , dobbiamo riconoscere all’ex assessore Conti il merito di aver posto in essere fatti concreti per procedere verso la differenziata spinta e per costringere la ditta incaricata della raccolta dei rifiuti di raggiungere l’obiettivo previsto nel capitolato d’appalto del 28% di differenziata. Sappiamo come la determinazione dell’assessore Conti è stata premiata. Se la differenziata fosse stata attuata solo nei limiti contrattuali, la discarica avrebbe ancora almeno sei mesi di vita;  se invece  si avesse avuto la determinazione politica a differenziare fino al 65% , come previsto nel capitolato della nuova gara, avremmo dinanzi ancora alcuni anni di vita per la discarica. Fra l’altro, un ddg del dipartimento acque e rifiuti del marzo scorso, imponeva ai soggetti gestori di adottare misure straordinarie di raccolta dell’umido e del materiale ingombrante e di imporre la raccolta differenziata dei rifiuti mercatali ( es. il mercato del mercoledì) . Non ci risulta che queste prescrizioni siano state messe in atto, né che il comune abbia controllato perché ciò avvenisse. La situazione attuale, considerato che Ragusa dovrà conferire i propri rifiuti a Lentini e Motta, richiede soluzioni non palliative e che non gravino ulteriormente sulle tasche dei cittadini che direttamente ed indirettamente pagheranno. Direttamente nella tariffa  Tari del prossimo anno, perché essendo questa tariffa commisurata alla copertura integrale dei costi del servizio, essa dovrà inglobale i maggiori costi del servizio connessi al conferimento in altre discariche. Indirettamente perché in ogni caso i maggiori costi di conferimento dovranno già ora essere coperti e si procederà a variazioni di bilancio, che significa spostamenti di somme da servizi previsti al pagamento del disservizio dei rifiuti. Meno servizi per pagare i rifiuti. Che fare? Chiediamo che l’amministrazione affidi immediatamente il servizio di raccolta dei rifiuti alla ditta vincitrice della gara, giusta ordinanza del Cga Sicilia del 7 luglio scorso con la quale si riconosce la regolarità della procedura di affidamento, al fine di mettere in atto quanto previsto per puntare immediatamente a raggiungere la percentuale del 65% di raccolta differenziata; ciò ridurrebbe notevolmente il danno considerato che a settembre dovrebbe essere pienamente operativo il centro di compostaggio.  Infine chiediamo di sostenere ed incentivare  i soggetti privati che si sono organizzati per la raccolta differenziata della plastica e che contribuiscono concretamente alla riduzione del danno prodotto dal conferimento indifferenziato in discarica”. Firmato Art.1 Mdp, Ragusa Prossima e Sinistra Italiana.

EMERGENZA RIFIUTI A RAGUSA, IL SEGRETARIO PD CALABRESE: MAI LA CITTA’ SI ERA RIDOTTA IN QUESTO STATO

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“Giudichiamo grave e deleterio, per l’immagine di una città come Ragusa, quello che sta accadendo, mai ridotta al punto da lasciare il pattume in strada perché non si sa dove conferire. Anni di attesa per assistere alla rivoluzione grillina di Piccitto e infine il risultato si può esprimere in due parole soltanto: delusione e sconcerto”. Ad affermarlo il segretario cittadino dell’Unione comunale del Pd di Ragusa, Peppe Calabrese, il quale prosegue spiegando che “è comodo per il sindaco scaricare la colpa sulla Regione governata dal Pd puntando il dito sul fatto che il pattume resta in strada per colpa dell’esecutivo siciliano. Ma la misura è colma”. “L’improvvisazione e la incapacità amministrativa dimostrata dai Cinque Stelle – aggiunge Calabrese – è palese. L’ultimo programma triennale delle opere pubbliche lasciato in eredità a questo sindaco prevedeva la progettazione e la costruzione della quarta vasca a Cava dei modicani. Appena insediatosi, Piccitto annunciava l’eliminazione del progetto di realizzazione della quarta vasca dal piano triennale visto che il loro programma contemplava la differenziazione di tutto. A distanza di 4 anni il danno grave è palesemente sotto gli occhi di tutti i ragusani. Tassa sui rifiuti aumentata del 50%, servizio raccolta rifiuti prorogato per 4 lunghi anni alla stessa ditta senza gara, senza nessuna trasparenza, nella totale illegittimità. Una amministrazione che annuncia la differenziata al 70% e di contro riesce addirittura a fare meno della precedente ovvero passando dal 21% al 17%: tutto ciò ha contribuito a tratteggiare un quadro deprimente. Per non parlare del fatto che il sindaco ha cacciato dopo due anni dall’insediamento un assessore espressione di Legambiente (Claudio Conti), sostituendolo con uno venuto dal Nord (Antonio Zanotto) facente parte del cerchio magico grillino e che in oltre due anni non è riuscito a fare partire il nuovo contratto continuando con la proroga e con un conseguente aggravio di costi sulla collettività, in quanto tutto legato ad un capitolato vecchio che produce sempre più costi. Insomma, Ragusa, dal punto di vista ambientale, è al collasso. Politicamente diciamo che non meritiamo tutto questo”. Calabrese, poi, ritorna ad affrontare il nodo concernente la chiusura della discarica. “Da mesi – continua – si sapeva che Cava dei modicani si accingeva al collasso per riempimento, ma nulla ha predisposto Piccitto. Ha saputo solo fare propaganda eliminando la quarta vasca ma non ci sono stati miglioramenti per quanto concerne la differenziata mentre l’impianto di compostaggio non è mai partito con grave danno economico. Ora prendiamo atto dell’appello ai cittadini da parte di Piccitto di tenersi la spazzatura a casa. Ma non dovrebbe provare un po’ di vergogna questo sindaco? Non potrebbe pensare seriamente di scusarsi per il danno arrecato e magari dedicarsi ad altro? Lo ribadiamo: la misura è colma. I cittadini sono arrabbiati. L’appello che lanciamo come Pd ai cittadini è indignatevi e non arrabbiatevi. Come primo partito della città, abbiamo il dovere di denunciare e intervenire su quanto accaduto e assicuriamo i cittadini che interverremo presso l’assessorato alla Regione siciliana nonostante questo sindaco non lo meriti e nonostante non andrebbe aiutato per l’arroganza amministrativa dimostrata. Ma noi siamo un partito responsabile di governo, un partito di proposta e metteremo mano al tentativo di rimediare al danno, nella speranza che quanto accaduto non venga dimenticato dai ragusani”.

INSIEME: LA SCELTA DI NON DECIDERE PORTERÀ IL COMUNE DI RAGUSA A SOCCOMBERE NEI CONFRONTI DI SISOSTA

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Riceviamo dal gruppo consiliare Insieme e pubblichiamo: “È solo tempo di fare le cose. Oltre due anni fa avevamo lanciato un grido d’allarme in merito alla vicenda che vede coinvolti da una parte il Comune di Ragusa e dall’altra la ditta SISosta, concessionaria dei parcheggi a pagamento. A causa una serie di inadempienze contrattuali la SiSosta ha acceso un contenzioso con l’amministrazione lamentando un danno di circa 9 milioni di euro. Appena acceso i riflettori sulla problematica l’assessore Corallo, delegato a trattare la materia, si premurò di dire che, nell’arco di breve anzi di brevissimo, avrebbe risolto la questione ed invece, ad oggi, ancora nulla!!!! Da un esame dettagliato del rendiconto di gestione 2016 approvato qualche giorno fa dalla giunta municipale non risulta in alcun modo traccia della risoluzione di questa controversia. E’ tempo di fare e di fare subito perché le inadempienze contrattuali a cui è andato incontro il Comune di Ragusa sono incontrovertibili e manifeste. Il Comune avrebbe dovuto inibire una serie di stalli di sosta su piazza Caduti di Nassyria e su via Gen. Scrofani, avrebbe dovuto approvare il progetto definitivo circa un anno e mezzo prima considerata la data di previsione massima, avrebbe dovuto consegnare quattro anni prima il parcheggio multipiano di Piazza del Popolo. Sollecitiamo, ancora una volta l’amministrazione, di risolvere, una volta per tutte, la questione e di non dilatare ulteriormente tempi della risoluzione. Un atteggiamento simile non serve: significherebbe solo trascinare un debito e magari affibbiarlo a chi domani sarà chiamato a governare la città di Ragusa. Oggi, nella migliore ipotesi, considerato il forte ritardo e la negligenza che ha contraddistinto l’amministrazione, per arrivare ad un accordo transattivo con la SiSosta per addivenire alla fine del contenzioso il Comune sarà costretto ad accollarsi un debito importante sempre più crescente con il passare del tempo. Noi ci auguriamo che qualsiasi scelta compiuta vada nella logica della ragionevolezza e che sia la meno gravosa per il Comune e che si faccia chiarezza, una volta per tutte, dei rapporti attuali e anche di quelli a venire con la ditta che gestisce i parcheggi multipiano”. Firmato il gruppo consiliare Insieme del Comune di Ragusa

Sanità Ragusa, Dep. Lorefice: basta bluff, il Ministro deve agire

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«Per la Sanità iblea il Governo non fa nulla, delega la Regione e sta a guardare. Poi deciderà sulle nomine manageriali. Poi. Intanto è il caos»: Così la parlamentare Marialucia Lorefice, membro XII Commissione Affari Sociali – dopo la discussione dell’interpellanza urgente al ministro Lorenzin. «Rispetto alle problematiche della Sanità dell’ex provincia di Ragusa, frutto di scelte molto discutibili e che hanno mandato in tilt il sistema sanitario ibleo, il ministero della Salute non ha sostanzialmente nulla da dichiarare. Adesso – sottolinea la Lorefice – abbiamo la certezza che il ministro Lorenzin è informato dei fatti ed è in contatto con la Regione siciliana ma, in sostanza, resta a guardare lo scempio avvenuto mentre, invece, sarebbe opportuno intervenire. Altro che presa in carico dei problemi della rete ospedaliera provinciale». «Abbiamo chiamato in causa la questione della nomina politica dei manager in Sanità – prosegue la parlamentare 5 stelle – perché è evidente come nell’oscena vicenda le responsabilità principali vadano ascritte al direttore generale dell’Asp 7. Il dott. Aricò continua a dire che è tutto apposto, la Lorenzin dice che è a conoscenza ma non entra nel merito del problema. Noi vogliamo fatti. Il Ministro deve garantire l’apertura del nuovo ospedale Giovanni Paolo II e seguire l’iter affinché tutto avvenga con regole e tempistiche precise e rispettose del lavoro del personale che sta in corsia e dei cittadini che necessitano di servizi. Altro che cronoprogrammi bluff. Non potremmo permetterci un altro flop nella rete sanitaria iblea. L’hanno già rovinata abbastanza. Dobbiamo ripristinarla e ridare alla provincia di Ragusa le eccellenze in sanità che ha sempre avuto».

LA SOPPRESSIONE DEL SERVIZIO DOPOSCUOLA A RAGUSA

Mariuccia Licitra coordinamento donne Pd Ragusa

Anche Mariuccia Licitra, coordinatrice cittadina delle donne del Pd di Ragusa, si unisce al coro di dissenso in merito “all’infelice scelta dell’amministrazione pentastellata tesa a sopprimere il servizio di doposcuola ed attività integrative nelle scuole dell’obbligo”. “L’attuale amministrazione comunale, sostenuta dagli ormai noti consiglieri comunali di opposizione che ne fanno da stampella in un gioco di poker face – sottolinea Licitra – cancella la figura dei docenti comunali, professionisti dell’area educativa, che per diversi decenni hanno creato e realizzato a favore dell’utenza scolastica un patrimonio di progetti pedagogici di alto profilo, valorizzanti le attività previste dal Piano dell’offerta formativa delle scuole ove operano e favorendo il raggiungimento degli obiettivi didattici. Con la soppressione di tale servizio ed il ricollocamento del personale negli asili nido comunali, viene buttato per sempre un patrimonio culturale di esperienze faticosamente architettato e speso a favore della crescita culturale dei nostri figli. Risulta sconcertante la schizofrenia politica del perché a Modica, laddove i grillini sono all’opposizione, hanno contestato duramente la scelta amministrativa di soppressione di tale servizio, mentre a Ragusa gli stessi perseverano in opposta direzione: mirabile esempio di coerenza politica a meno di quindici chilometri”.

LA RAGUSA MARE CONTINUA AD ESSERE TROPPO PERICOLOSA

Il presidente della commissione Trasparenza Elisa Marino

“Due incidenti gravi in appena 24 ore, e per di più entrambi occorsi ad altrettanti centauri, possono bastare. Ogni anno è la solita solfa. Ma non si muove un dito per mettere in sicurezza un’arteria stradale, la Ragusa mare, che, giocoforza, durante il periodo estivo, vede aumentare in maniera notevole il transito veicolare e, in assenza di adeguati canoni di sicurezza, vede crescere proporzionalmente le situazioni di pericolosità”. E’ il senso dell’allarme che arriva dalla consigliera comunale Elisa Marino che, a nome del gruppo Insieme, pone al centro dell’attenzione la sempre presente problematica di una realtà della viabilità iblea dove il numero dei sinistri stradali stenta ad essere contenuto. “Anzi, se possibile, come purtroppo abbiamo avuto modo di notare – continua – si registrano dei picchi che non lasciano ben sperare. Il problema, secondo noi, è sempre lo stesso. Quello, cioè, della mancata adozione di sistemi di sicurezza che consentano alle auto e alle moto di procedere con relativa tranquillità fermo restando che alla base ci vuole, comunque, la necessaria prudenza da parte di chi guida. Ciò nondimeno non possiamo fare a meno di sottolineare che la presenza di numerosi accessi laterali, le non perfette condizioni del manto stradale e altre anomalie simili sono delle pesanti concause che originano gli incidenti stradali in questione. Ecco perché il Comune di Ragusa può fare valere la propria autorevolezza nei confronti del Libero consorzio comunale, ex Provincia regionale, e richiedere che si faccia il possibile, pur in tempi di ristrettezza economica come quelli attuali, per assicurare la necessaria sicurezza alla strada in questione. Abbiamo già avuto modo di appurare come, in casi simili, l’adozione di misure specifiche o, meglio ancora, la concretizzazione di importanti opere infrastrutturali (su tutti valga l’esempio del prolungamento di viale delle Americhe all’uscita di Ragusa verso la superstrada per Catania) abbiano consentito di diminuire se non completamente abbattere il numero degli incidenti stradali”.

SINISTRA ITALIANA RAGUSA, ELETTO PRESIDENTE PROVINCIALE

elio pace

Elio Pace, 52 anni laureato in scienze agrarie e consulente per la qualità di produzione e sicurezza alimentare, è il nuovo presidente dell’ assemblea provinciale di Sinistra Italiana a Ragusa. Pace, in passato dirigente del Pds e successivamente coordinatore cittadino di Sel a Comiso, è stato eletto all’unanimità dall’assemblea del partito dopo un serrato dibattito incentrato sulle imminenti elezioni regionali e sulle elezioni amministrative nel 2018 a Ragusa. Nel corso del dibattito è emerso l’auspicio per una “rapida definizione di una strategia che punti ad alleanze che vadano oltre le forze che si collocano a sinistra del Pd perchè è avvertita la necessità di dare voce e rappresentanza ai movimenti locali e alla aggregazioni civiche progressiste per costruire una alternativa di speranza e discontinuità di governo per la Sicilia”. In tal senso Sinistra Italiana segue con interesse il confronto avviato a livello locale con il movimento “Ragusa prossima” e propone che si dia corpo ad “forum civico e progressista” nel capoluogo per definire il programma elettorale per costruire “la città degli esempi” in vista delle elezioni amministrative del prossimo anno. 

LA CASA PROTETTA PER ANZIANI E DISABILI DI VIA PSAUMIDA A RAGUSA RESTA UN MIRAGGIO

Casa protetta per anziani e disabili

“Dopo quattro anni di attività della Giunta Piccitto non si è ancora riusciti a cavare un ragno dal buco. La casa protetta per anziani e disabili di via Psaumida resta, purtroppo, un miraggio”. A denunciarlo è il consigliere del Movimento Civico Ibleo, Gianluca Morando che aggiunge: “Nonostante le rassicurazioni provenienti dai due ex assessori al ramo, Gianflavio Brafa e Salvatore Martorana, e nonostante l’intento manifesto dell’amministrazione comunale di rendere fruibile il sito, siamo ancora in attesa della pubblicazione del bando per l’assegnazione della gestione della struttura e, più in generale, dell’espletamento delle procedure indispensabili per avviare, finalmente, il percorso necessario a rendere fruibile la casa protetta per anziani”. Morando afferma che è importante potere contare su una realtà del genere nella nostra città. “Per tutta una serie di motivi – continua – e per garantire ancora più servizi sul fronte sanitario alla popolazione anziana che sta diventando sempre più numerosa come, del resto, accade in tutto il Paese. Auspico che il sindaco e l’assessore al ramo possano fornire, finalmente, l’input dovuto all’accelerazione delle pratiche per garantire a Ragusa la piena operatività della casa protetta per anziani e disabili”.

CALABRESE ELETTO SEGRETARIO DELL’UNIONE COMUNALE PD DI RAGUSA

Assemblea delegati

L’elezione è avvenuta per acclamazione da parte della platea di 160 delegati riunitisi giovedì sera all’ex Ideal. L’assemblea ha anche provveduto a nominare i componenti della direzione, formata da 40 uomini e 40 donne, che sarà presieduta da Michele Sbezzi. Presidente dell’assemblea, invece, è stato eletto Alessandro Tumino mentre tesoriere sarà Sebastiano Lupo. Mariuccia Licitra, inoltre, sarà la responsabile del coordinamento Donne. In più, da subito è stato nominato responsabile dell’organizzazione Vincenzo Firrincieli. “Sono davvero onorato della fiducia che l’assemblea mi ha riservato – afferma Calabrese – ora comincia una sfida importante che dovrà portarci a fare crescere ancora di più il Pd nella città di Ragusa. Dobbiamo gettarci alle spalle le gelosie, le contrapposizioni, la determinazione a distruggere piuttosto che a costruire. In una parola, dobbiamo cambiare verso e questa è una occasione più unica che rara per fare in modo che la barra possa tornare di nuovo dritta”. Calabrese fa poi riferimento al Pd come a una importante realtà di centrosinistra che guarda con interesse a tessere alleanze con chi sta a sinistra del partito. “Ma è essenziale – aggiunge – che sia rispettato il ruolo del nostro partito e che nessuno ci guardi con pregiudizio. Il nostro sarà un Pd con lo sguardo aperto verso l’associazionismo moderato che dimostra di condividere il progetto democratico da portare avanti su un’idea forte per la nostra città. Ritengo che un Pd unito a Ragusa possa diventare volano di vittorie. Nessuno dimentichi che ad oggi siamo sempre il primo partito della città e vogliamo continuare ad esserlo”. Il presidente provinciale del Pd D’Asta sottolinea: “Faccio i migliori auguri al neosegretario con la consapevolezza che saprà interpretare al meglio quelle che sono le esigenze di una comunità democratica ritrovata in un suo percorso unitario. Un partito che ha bisogno, anche su base comunale, di essere rilanciato perché sono numerose le sfide che dobbiamo sostenere da qui ai prossimi mesi. Mi fa piacere che gli interventi registrati siano stati tutti propositivi e costruttivi. Dovremo lavorare parecchio, tutti assieme, per fare in modo che le ricadute politiche sul territorio possano essere notevoli. E’ un nuovo inizio necessario per costruire e affrontare percorsi importanti”.

Mancata apertura nuovo ospedale, dichiarazione del sindaco di Ragusa

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Il Sindaco Federico Piccitto ritiene opportuno intervenire in merito ai lavori della VI Commissione ARS Servizi Sociali e Sanitari, convocata a Ragusa e svoltasi presso l’Aula Consiliare del Comune per discutere della mancata apertura del nuovo ospedale Giovanni Paolo II e dichiara quanto segue:“L’interesse del Parlamento Siciliano verso la complicata vicenda della mancata apertura del nuovo ospedale Giovanni Paolo II e dei disagi determinatisi, a cascata, sui nosocomi di Vittoria e Modica, non può che essere un fatto positivo, dal momento che avevo chiesto, nel corso dei lavori della Commissione, una presenza qualificata della politica regionale, perché si cercassero soluzioni concrete finalizzate all’apertura del nuovo ospedale. Le scelte della Direzione Generale dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Ragusa, come ho ripetuto in più occasioni, hanno evidenziato gravi carenze tecnico-organizzative che hanno portato il sistema sanitario provinciale al collasso. Occorreva, tuttavia, un passo avanti ulteriore, al di là dell’accertamento delle responsabilità, che ci consentisse di arrivare in tempi brevi all’apertura del nuovo ospedale Giovanni Paolo II, che resta l’unico obiettivo verso cui orientare scelte ed energie. Non posso che essere soddisfatto, pertanto, della ferma presa di posizione della VI Commissione ARS Servizi Sociali e Sanitari, presieduta dall’On. Pippo Digiacomo, che ha deciso di nominare una Commissione ristretta, formata dagli On.li Giuseppe Arancio, Enzo Fontana e Alessandro Cappello, con l’obiettivo di affiancare la Direzione Generale e l’Assessorato Regionale alla Salute nelle scelte delle prossime settimane. Grazie alla supervisione della Commissione ristretta, mi ha assicurato il presidente Digiacomo a margine dei lavori, sarà possibile arrivare all’apertura del nuovo ospedale in tempi rapidissimi. In tal senso mi risulta che si stia muovendo anche la Prefettura, che sta seguendo la situazione con attenzione, avendo interessato della delicata vicenda sia il Presidente della Regione, Rosario Crocetta, che l’Assessore alla Salute, Baldo Gucciardi. Se la politica regionale saprà trovare adeguate soluzioni, la Città di Ragusa e la provincia intera potranno, finalmente, avere il loro ospedale, nonostante errori e sottovalutazioni di una Direzione Generale inadeguata e di un Assessore Regionale alla Salute che, ad oggi, non ha voluto dire una parola in merito alla grave situazione venutasi a creare a causa di un management non all’altezza di una provincia e di un’azienda come l’ASP 7 di Ragusa. Il mio auspicio è che, almeno nei confronti del Parlamento Siciliano e della Prefettura, ci sia, da parte del governo regionale, il rispetto che è mancato nei confronti dei numerosi rappresentanti istituzionali della provincia, che in queste settimane avevano invocato la presenza a Ragusa dell’Assessore Regionale alla Salute”.

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