26-06-2017
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Archivio della categoria: Politica

SMANTELLAMENTO DEL SERVIZIO DOPOSCUOLA AL COMUNE DI RAGUSA

Elisa Marino (3)

“Hanno smantellato il servizio doposcuola, dopo decenni di pregiata attività, sin dal 1982, perché avevano la necessità di potenziare l’assistenza per gli asili nido. E ora cosa fanno? Chiedono ad alcune insegnanti se sono disponibili a operare in seno all’assessorato ai Servizi sociali? Ma, scusate, stiamo scherzando sulla pelle di queste persone? E’ davvero assurdo quanto sta accadendo”. A denunciare la Giunta municipale è la consigliera comunale Elisa Marino che, a nome del gruppo Insieme, evidenzia alla stregua di una scelta da biasimare quella adottata dal Comune di Ragusa.

Impianto trattamento rifiuti a Scicli, le azioni della giunta per impedirne la nascita

eylqf_scicli-ragusaL’amministrazione comunale di Scicli ribadisce che ha posto in essere azioni amministrative finalizzate all’annullamento dell’autorizzazione ambientale rilasciati dai competenti organi regionali alla società A.Ci.F per il trattamento di rifiuti speciali e non sul territorio sciclitano. Di recente gli uffici comunali hanno effettuato diversi controlli nell’azienda di trattamento rifiuti per verificare la corrispondenza tra le attività in corso e quanto dichiarato negli atti presupposti all’autorizzazione.

 

Riscossione tributi a Ragusa, Consiglio comunale approva ordine del giorno della Migliore su revoca affidamento del servizio

sonia migliore 2 (1)Il Consiglio comunale di Ragusa ha approvato l’ordine del giorno, presentato dai Consiglieri del Laboratorio politico 2.0, Sonia Migliore e Manuela Nicita, con il quale si impegna l’Amministrazione comunale a revocare in autotutela l’affidamento del servizio di anagrafe immobiliare integrato (catastale e tributaria), gestito da un’associazione temporanea di imprese di cui è capofila la Lamco srl. Con lo stesso ordine del giorno, inoltre, si chiede all’Amministrazione pentastellata di avviare gli opportuni accertamenti in ordine a eventuali profili di illiceità penale e contabile che potrebbero riguardare l’emissione di “cartelle pazze” e il riconoscimento all’Ati di un aggio elevatissimo (oltre il 42%) sull’accertamento dei tributi non riscossi. “Avevamo presentato questo odg lo scorso marzo – spiega Sonia Migliore – perché vogliamo vederci chiaro su come funziona il servizio di riscossione tributi nella nostra città, preoccupati dall’aver ricevuto numerose segnalazioni da parte di cittadini che avrebbero ricevuto delle ‘cartelle pazze’. Inoltre siamo venuti a conoscenza di alcune indagini da parte della Guardia di Finanza nei confronti di una delle società che compongono l’Ati. Un’indagine estesa in tutta Italia, coinvolgendo 800 comuni, e che ha fatto emergere delle verità allarmanti, con la conseguente trasformazione societaria dell’associazione d’imprese. Avevamo segnalato, in aggiunta, che alcune parti del contratto stipulato tra il Comune di Ragusa e l’Ati erano di dubbia interpretazione e che rischiavano di provocare un contenzioso tra l’Ente e la stessa Ati. L’elevatissimo aggio del 42,5% da riconoscere a chi gestisce il servizio, per esempio, è da corrispondere rispetto ai crediti accertati o a quelli effettivamente incassati dal settore Tributi? Un dubbio che evidentemente non abbiamo avuto solo noi”. “Dal momento dell’affidamento del servizio – dichiara l’esponente del Lab 2.0 – le condizioni dell’Ati sono cambiate e ci siamo chiesti anche se è possibile che il contratto possa essere valido pur venendo a mancare le condizioni iniziali della costituzione di quell’Ati. Ora da parte del civico consesso, dunque, è stato assunto un grande atto di responsabilità che il Comune potrebbe utilizzare come strumento per eventuali azioni di ripercussioni dinanzi al TAR da parte della società che pretende il mega aggio su somme non incassate”.

LEOLUCA ORLANDO LANCIA LA LISTA DEI TERRITORI PER LE REGIONALI

LEOLUCA ORLANDO

Con un lungo post pubblicato oggi nella sua pagina Facebook, Leoluca Orlando annuncia l’avvio di un percorso per la creazione di una “Lista dei territori” in vista delle prossime elezioni regionali. Orlando traccia un’analisi della situazione politica, affermando i punti irrinunciabili di quello che definisce un “programma chiaro e senza ambiguità”. Questo il testo del post appena pubblicato. “La dignità e la fatica dell’amministrare a servizio delle comunità locali non possono e non devono più essere mortificate ulteriormente da atteggiamenti e pratiche “annacatorie”, che hanno fatto parlare in Sicilia di uno stato di calamità istituzionale. E’ dai territori che occorre prendere le mosse con quello che viene definito “civismo politico”, del tutto alternativo a movimenti tanto ribelli quanto inconcludenti e incapaci di amministrare e del tutto alternativo a logiche di apparato che simulano protagonismo con litigi continui ed inconcludenti. Chi da oltre due anni considera conclusa la esperienza del Governo Crocetta ha il diritto e il dovere di immaginare un futuro diverso e migliore per i siciliani e per la Sicilia, a partire non da alchimie politichesi ma a partire dai problemi reali, come ogni giorno sono chiamati nei territori a fare amministratori locali e Sindaci. Un programma regionale chiaro deve prevedere pregiudizialmente la fine del soffocante ed improprio ruolo politico di governo da parte di un mondo cosiddetto confindustriale siciliano che si ostina a voler comandare, certamente impropriamente e troppo spesso illegalmente. Un programma regionale chiaro di governo deve prevedere la mitigazione della speciale autonomia siciliana, non essendo più tollerabili – in nome della specialità – arbitrii gestionali, inconcludenze amministrative e confusioni legislative, ossessivamente presenti e penalizzanti con riferimento al sistema delle autonomie locali e nei settori di acqua, rifiuti, precariato e formazione professionale. In sintesi, milioni di siciliani non possono essere esclusi, e sono stati sin qui esclusi, dalla comunità nazionale ed europea e dai loro processi di riforma e flussi finanziari, a causa di uno Statuto speciale divenuto alibi per inattività ed inadeguatezze, oltre che privilegio e fonte di rendita parassitaria per pochi ed isolamento e mortificazione per tutti gli altri. Un futuro diverso e migliore si costruisce con un programma chiaro che non può essere rinviato prestando prioritaria attenzione a “chi non ha” e a “chi produce”…  Un programma regionale chiaro deve essere fortemente caratterizzato da cultura e pratica dell’innovazione, cultura e pratica di rispetto ambientale e cultura e pratica della accoglienza, in una prospettiva di mobilità internazionale come diritto umano e pertanto una prospettiva capace di accogliere senza isterie e paure i flussi migratori e di attrarre al tempo stesso enormi potenzialità turistiche. Su queste preliminari scelte programmatiche appare necessaria la presentazione alle prossime elezioni regionali di una “lista dei territori”, che nasca a partire dai territori mortificati in questi anni e nasca attorno ad un programma chiaro, che costituisca la premessa e indichi i contenuti di un auspicabile campo tanto largo quanto privo di ambiguità e pretestuosi rinvii di approfondimento.  A Palermo, sulla base di una azione amministrativa difficile e ricca di realizzazioni, a partire, attorno ed in coerenza ad un programma chiaro di scelte e di azioni già realizzate e di altre in via di completamento è stato possibile individuare candidati e liste. Questo, almeno questo e non altro, credo serva alla Sicilia”.

On. Nino Minardo: improprie le dichiarazioni del Ministro Fedeli su legge videosorveglianze

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Riceviamo e pubblichiamo: “Sono in netto disaccordo con quanto dichiarato dal Ministro della Pubblica Istruzione,  Valeria Fedeli, l’altro ieri a Scicli, che ha definito “improprio” l’uso di telecamere in asili e ospizi. Lo vada a dire ai genitori dei bambini maltrattati piuttosto che ai parenti di disabili o anziani vittime di maltrattamenti. Non sono più accettabili episodi di violenza nei confronti di persone impossibilitate, sia per l’età che per defezioni psicofisiche, episodi che quasi quotidianamente ci raccontano le cronache nazionali e locali. Per questo definisco  “impropria e quanto mai inopportuna” la dichiarazione del Ministro Fedeli. Su queste cose deve esserci tolleranza zero a tutela prima di tutto di bambini, disabili e anziani e poi della stragrande maggioranza degli insegnanti ed operatori dei vari centri che svolgono con serietà il proprio lavoro. Al punto in cui siamo arrivati  il fenomeno  è diventato emergenza;  il parlamento non può più rimanere impantanato in una sterile dialettica all’interno della maggioranza di governo improduttiva ed inutile; ci vogliono i fatti concreti: si metta mano alla Legge ferma in Senato”! Firmato On. Nino Minardo

RAGUSA, A TUTTO SINDACI

Achille Starace_in_fiamme

Non c’era Federico Piccitto all’inaugurazione di A Tutto Volume, ha preferito andare a Fabriano a fare da fondalino nel palchetto dei comizi di Luigi Di Maio. Ecco, questa è veramente un tipico esempio di scemenza a cinquestelle: non captare l’occasione giusta di relazione con le masse, e che masse! Vale di più un contatto, un saluto, uno scambio di opinioni con gente del calibro di Sergio Rizzo, il professore Pasquino, la Dandini, Galli della Loggia… che se ti prendono in simpatia magari scrivono due paroline che le legge tutta l’Italia, o farsi il tour con i gran capi? Si vede che l’ordine di scuderia era presenza obbligatoria per i primi cittadini, ma santo Iddio! che ci vuole a dire “scusate ho Ragusa con migliaia di persone in piazza, forse sarebbe meglio se stessi con i miei paesani”. Rassegnamoci, non funziona così da quelle parti, la chiamata è perentoria, militare, maschia, orrida. Misterioso il nostro sindaco, non parla mai dell’appuntamento elettorale del prossimo anno: si ritira, si ricandida, passa per poi presentarsi alle nazionali? A soffrirne più che i ragusani sono i grillini di corte che stanno impazzendo. L’unica certezza di quel popolo è che non vogliono che il candidato sia Massimo Iannucci, lo vedono debole nonostante il trionfo atletico profuso dall’amministrazione: non c’è un campetto, un movimento corporeo, un gioco popolare, un esercizio muscolare che non sia finanziato. E ai grillini, invidiosi, per ogni progettino letto come occasione di propaganda a favore del vicesindaco, scatta una colica rabbiosa. E’ la nuance fascistoide del governo Piccitto questa ossessione per lo sport;  si potrà dire, in caso di lancio dell’uomo, quel che si scriveva sul baldo Achille Starace: lasciò gli studi per la ginnastica a cui si dedicava con tutta l’anima. Andiamo però alle certezze. Regionali. C’è stata una riunione del meetup e l’ex assessora Stefania Campo si è autocandidata. Pensa, la signora, di avere tutte le carte in regola. Come no? Quelli del meetup non sanno più come dirglielo che sarebbe meglio anche no, e quindi è tutto un pietoso susseguirsi di rinvii, vediamo, valutiamo, votiamo. E mentre soffrono per la troppo educazione –  pratica valida solo per i rapporti interni – Ragusa è tutta un bollore di candidati. Il primo è Giorgio Massari che rompe ipocrisie ed indugi, presenta la lista Ragusa prossima, e come sempre ancorato ad un ambiente sano, cattolico, riformista, e flirtante a sinistra, quella vera, buona, pura, perfetta, leggermente irritante ed elettoralmente minima. Una bella mossa; intanto si posiziona a mo’ di carta moschicida e poi si vede chi si cattura. E’ una candidatura che non entusiasma, ma può rivelarsi convincente: è come un brodo caldo, intramontabile nel conforto, un po’ meno chiaro nei  risultati di efficacia. Giorgio Massari è un uomo serissimo, capace, colto, onesto, cocciuto, cattolico … insomma come un Piccitto raffinato dal tempo e dalle letture. Quel che dice però è giusto davvero: cambiamento di qualità. Bellissimo come slogan: insomma noi della sinistra occhiuta e ipercritica esamineremo oltre ogni ragionevole dubbio questa candidatura in evoluzione mentre, senza tanti sofismi, Peppe Calabrese, bacino limitrofo, si incazza come una biscia. E Nello Dipasquale che dice, che fa? Subito dopo le elezioni amministrative, sbandau come si suol dire. Dove ha messo piede, un disastro. A Pozzallo con la Susino… meglio non infierire; a Santa Croce sceglie in modo spregiudicato la sua destra con Lucio Schembari… e perde; a Chiaramonte il suo nemico Iano Gurrieri torna in sella; a Giarratana opta per l’antagonista di Giaquinta, del suo stesso partito, per sostenere di fatto uno dei noti Busso… e la sbaglia anche qui. E meno male che aveva dichiarato di essere lui la politica… quella che fu. Subito dopo il risultato è andato a pesca per rilassarsi e colloquiare con la natura e ritrovarsi grande come essa: si è sentito da sotto le onde uno sconquasso, un botto, uno strano movimento: niente di pericoloso, solo un sonoro pernacchio perfino dagli amati pesci. Non sa cosa fare Nello Dipasquale. Se questi sono i numeri della provincia, come fa a candidarsi con il proporzionale? chi lo vota? e poi stavolta che ci racconta dopo la favoletta cotta e mangiata del sogno di Crocetta che lo aveva convinto a buttarsi a sinistra? Certo ci sono le nazionali, ma intanto scatta l’operazione terrore. Va narrando che ha pronti i manifesti e che vuole tornare a fare il sindaco. Crede ancora che qualcuno che vanta un po’ di voti, da quelli del Pd agli ex del centrodestra già organizzato con Maurizio Tumino, corrano ai suoi piedi giurando fedeltà, patti, alleanze col sangue, promesse. Niente, nessuno lo contatta. Persino i costruttori tacciono. Vuoi vedere che preferiscono i grillini?

INSIEME RAGUSA – MERITI ELETTRODOTTO NON A PICCITTO E NEANCHE A DIPASQUALE

 

maurizio-tumino“Il sindaco Piccitto – afferma il consigliere Maurizio Tumino – prova ad attribuirsi il merito della riqualificazione dell’area nel tratto finale del Lungomare Andrea Doria. In tal senso è, comunque, in buona compagnia: anche il movimento Territorio prova a fare confusione addirittura arrivando a dire che quest’ultima opera è invece merito dell’amministrazione Dipasquale”. “Giusto per fare chiarezza – continua Tumino – e per ripristinare la verità: la riqualificazione ambientale del tratto finale delLungomare coincidente con l’area di approdo dell’elettrodotto Italia Malta fu deliberata sotto la reggenza del Commissario Straordinario, Margherita Rizza, grazie ad un emendamento dell’aula  che impegnò la società Enemalta a ristorare di almeno 600 mila euro la città di Ragusa a titolo di compensazione. L’emendamento, a prima firma Peppe Lodestro, trovò una risicata maggioranza trasversale in aula a sostenerlo. Una maggioranza  che operò a favore della città con in testa il sottoscritto insieme ad altri colleghi del tempo (Filippo Angelica, Peppe Arestia, Peppe Calabrese ed altri). I fatti – una semplice lettura della deliberazione consiliare – però dimostrano che il movimento Territorio che oggi fa a gara con Piccitto per attribuirsi la primogenitura dell’opera voto’ contrario fermamente convinto che l’elettrodotto Italia-Malta non era opera da fare”.

SULL’APPELLO DI ANNA FALCONE E TOMMASO MONTANARI

http-o.aolcdn.comhssstoragemidas4ac5e6a263ffa741b452791fbb986f11205345884montanari-falconeQuesta la riflessione dell’avvocato Cesare Borrometi, esponente di Sinistra Italiana, che scrive :”Credo che la stampa, anche quella online, abbia trascurato un’importante iniziativa proposta a livello nazionale da due personaggi non legati ad alcun partito e perciò estremamente credibili nei loro propositi. Mi riferisco all’appello lanciato da Anna Falcone (avvocato, vice presidente del Comitato per la Difesa Costituzionale) e Tommaso Montanari (storico dell’arte, professore universitario ed editorialista), con riguardo al quale vorrei tentare di supplire al silenzio con cui, come dicevo, è passato nella nostra realtà locale, sebbene a quest’ultima, ritengo, si attagli perfettamente. L’appello in questione mi sta particolarmente a cuore perché ricalca concetti che nei giorni precedenti ho cercato di esternare proponendo un’alleanza ampia progressista, capace di candidarsi al governo della nostra città, così come l’appello di Anna Falcone e Tommaso Montanari propone la creazione di una forza capace di candidarsi alla guida della Nazione. Anna Falcone e Tommaso Montanari esordiscono dicendo “Siamo di fronte ad una decisione urgente. Che non è decidere quale combinazione di sigle potrà sostenere il prossimo governo fotocopia, ma come far sì che nel prossimo Parlamento sia rappresentata la parte più fragile di questo Paese e quanti, giovani e meno giovani, in seguito alla crisi, sono scivolati nella fascia del bisogno, della precarietà, della mancanza di futuro e di prospettive. La parte di tutti coloro che da anni non votano perché non credono che la politica possa avere risposte per la loro vita quotidiana: coloro che non sono garantiti perché senza lavoro, o con lavoro precario; coloro che non arrivano alla fine del mese, per stipendi insufficienti o pensioni da fame.” A parere dei due autorevoli personaggi “La grande questione del nostro tempo è questa: la diseguaglianza. L’infelicità collettiva generata dal fatto che pochi lucrano su risorse e beni comuni in modo da rendere infelici tutti gli altri. La scandalosa realtà di questo mondo è un’economia che uccide: queste parole radicali – queste parole di verità – non sono parole pronunciate da un leader politico della sinistra, ma da Papa Francesco. La domanda è: «E’ pensabile trasporre questa verità in un programma politico coraggioso e innovativo»? Noi pensiamo che non ci sia altra scelta. E pensiamo che il primo passo di una vera lotta alla diseguaglianza sia portare al voto tutti coloro che vogliono rovesciare questa condizione e riconquistare diritti e dignità.” Riprendendo temi che, mi si perdoni l’immodestia,ho avuto occasione di esprimere anch’io, Falcone e Montanari affermano che “Serve dunque una rottura e, con essa, un nuovo inizio: un progetto politico che aspiri a dare rappresentanza agli italiani e soluzioni innovative alla crisi in atto, un percorso unitario aperto a tutti e non controllato da nessuno, che non tradisca lo spirito del 4 dicembre, ma ne sia, anzi, la continuazione. Un progetto che parta dai programmi, non dalle leadership e metta al centro il diritto al lavoro, il diritto a una remunerazione equa o a un reddito di dignità, il diritto alla salute, alla casa, all’istruzione”.  L’appello – scrive Borrometi – si conclude con un invito ad un primo incontro che si terrà domenica 18 giugno a Roma dove si inizieranno a gettare le basi di questo movimento dal basso che abbia un respiro nazionale e, a cascata, possa essere riproposto a livello locale. Sperando di aver suscitato interesse all’appello di Anna Falcone e Tommaso Montanari in tutti coloro che credono possibile una via nuova, fondata sull’iniziativa allargata della gente che si riconosce nei temi illustrati dai due, dò appuntamento a chi può e vuole al Teatro Brancaccio di Roma domenica 18 giugno alle ore 9,00″.

Ragusa, si riparla dei Piani di Recupero Urbanistico

sonia migliore 2“Dopo oltre quattro anni dall’approvazione regionale dei Piani di Recupero Urbanistico degli agglomerati che, parecchio tempo addietro, sono sorti abusivamente in varie parti del territorio di Ragusa e ormai sanati, si pone in termini sempre più pressanti il problema del loro recupero urbanistico e infrastrutturale”. Lo dichiara il portavoce del Laboratorio politico 2.0, Sonia Migliore. “Si tratta – spiega Migliore – di quartieri a carattere sempre più residenziale che, però, ancora sono privi di reti fognarie e, in gran parte, anche di adeguata viabilità, pubblica illuminazione e servizi di aggregazione sociale. In questa direzione l’Amministrazione comunale non ha assunto iniziative né le ha sapute programmare capaci di disegnare un percorso credibile per dare dignità a tali aree. Si è preferito eseguire spezzoni di opere, sempre parziali e strutturalmente inadeguate, realizzate per ragioni di clientelismo politico da parte di singoli amministratori o politici locali. Tale metodo non serve alla città e neppure ai quartieri da recuperare perché non impegna risorse sufficienti e determina una odiosa guerra tra poveri”. “Il Lab 2.0 – continua Migliore – ritiene che questo sia un argomento urgente e che possa essere più trascurato: l’Amministrazione deve impegnarsi per la redazione di un piano complessivo di risanamento degli agglomerati non più abusivi, prevedendo tutte le opere infrastrutturali indispensabili al vivere civile, da finanziare con stralci annuali che interessino ogni ambito: pavimentazioni stradali, illuminazione, rete fognaria”. Il gruppo consiliare del Lab 2.0, sulla questione, ha presentato un apposito ordine del giorno.

L’ON. SEBASTIANO GURRIERI: “AMO PROFONDAMENTE CHIARAMONTE E LA CAMBIEREMO INSIEME ALLA MIA SQUADRA”

festeggiamenti“E’ una città che ho profondamente amato e che ho cercato, nei miei diversi ruoli, di cambiare, rendendola più d’attrattiva e facendole acquisire un ruolo di primo piano all’interno della collettività iblea e in ambito regionale. Da questa consapevolezza era partita la scelta di tornare a candidarmi alla carica di sindaco di Chiaramonte Gulfi e l’ho fatto assieme a tanti giovani, tante donne, tanti uomini impegnati nella società civile, componenti della squadra “Liberiamo la città”. Un progetto politico che la città ha capito, compreso e voluto. Abbiamo centrato il risultato, abbiamo vinto le elezioni e adesso per il nostro paese si gira finalmente pagina”. E’ questa la prima dichiarazione dell’on. Sebastiano Gurrieri che è stato eletto alla carica di sindaco di Chiaramonte Gulfi, in provincia di Ragusa. “Torno a fare il sindaco con grande volontà e con grande senso di responsabilità, consapevole delle difficoltà, anche economiche, in cui versa la città. Il rispetto per le opposizioni sarà totale, così come sarà totale abnegazione. Sicuramente c’è una priorità assoluta, quella di rivedere il piano regolatore generale per riqualificare il centro storico e contemporaneamente pensare all’ampliamento della zona artigianale con la nascita di nuovi opifici. E poi c’è il nostro bosco, la nostra pineta che è e deve essere una risorsa per la nostra città. Infine punteremo sul binomio imprescindibile tra turismo di qualità e agricoltura d’eccellenza con la valorizzazione, già annunciata in campagna elettorale, dell’olio d’oliva Dop Monti Iblei, dell’uva da tavola Igp di Mazzarrone e dei prodotti biologici”.

AMMINISTRATIVE 2017: LA SODDISFAZIONE DI INSIEME

santa croce camerina (1)Un plebiscito per il neo sindaco di Monterosso Almo, Salvatore Pagano, uno strapotere a Santa Croce Camerina con Giovanni Barone e con i consiglieri Piero Mandarà (668 voti), Antonella Galuppi (402 voti) e Silvana Candiano (316 voti) ed ancora un successo per Giovanna Caruso che con i suoi 100 voti di preferenza è stata eletta al consiglio comunale di Giarratana con Lino Giaquinta sindaco. Giovana Caruso dopo lo spoglio ha deciso di aderire al Movimento Insieme. Il passo è stato breve perchè la lista si chiama Insieme per Giarratana.  Scrive il leader di Insieme Giovanni Occhipinti: “Insomma, le amministrative 2017 hanno dato un plebiscito ad Insieme. Non solo per l’elezione di Pagano che è il primo sindaco di Insieme, ma per il contorno in provincia. Dopo Ragusa, Comiso ed Acate, ecco gli altri botti. A Santa Croce un successo pieno con l’elezione di tre consiglieri Piero Mandarà, Antonella Galuppi e Silvana Candiano. Siamo operai della politica e siamo vicini alla gente. Piero Mandarà svetta con i suoi 668 voti di preferenza. A Monterosso Pagano fa il vuoto e porta con se ad Insieme i consiglieri Giovanna Castellino (215 voti) e Giovanni D’Aquila (233 voti). Queste elezioni ci hanno fatto capire che bisogna lavorare ancora di più per le città. E fin d’ora saremo in  prima linea per la città di Ragusa. Questa notte sono riuscito ad emozionarmi per le elezioni e per la politica. Questo è un segnale positivo”.

 

 

 

ELEZIONI AMMINISTRATIVE, PREVALE L’USATO SICURO

elezioni-amministrative-2017Partiamo dal Comune più grande, Pozzallo, dove era previsto il ballottaggio essendo una cittadina con oltre 15 mila abitanti. Roberto Ammatuna è sindaco a primo turno. Tra i 6 candidati per la carica di primo cittadino arriva secondo Raffaele Monte. Tracollo del Pd con Paoletta Susino. Una vittoria quella di Ammatuna che premia credibilità ed esperienza e condanna l’ala renziana e la spaccatura del Pd. Stesso risultato all’insegna dell’usato sicuro a Chiaramonte Gulfi dove torna sindaco Sebastiano Gurrieri seguito da Mario Cutello. Ultimo arriva il candidato cinquestelle e penultimo il sindaco uscente Vito Fornaro. A Santa Croce sfida dentro il centrodestra con la vittoria di Giovanni Barone che batte, superando il 50 per cento, il già sindaco Lucio Schembari. Tonfo del Pd – 14 per cento- che aveva governato negli ultimi cinque anni con la sindaca Franca Iurato e che presentava come candidato Giovanni Di Bari. Anche qui un ritorno al passato essendo stato, Barone, vicesindaco nella prima amministrazione Schembari. Determinante in questa rottura verticale dell’area di centrodestra il sostegno di Piero Mandarà a fianco di Barone. Ed ora i piccoli comuni. A Giarratana netta vittoria dell’uscente Lino Giaquinta che ha vinto l’unico contendente Salvatore Iacono. A Monterosso vince Salvatore Pagano, da sempre militante del centrodestra ibleo per anni vicino a Innocenzo Leontini ed ora facente parte di Insieme, la formazione di Giovanni Occhipinti e Maurizio Tumino. L’altro candidato era Antonio Benincasa. Una elezione che certifica lo stato di lacerazione e confusione del partito democratico ibleo e l’inesistenza territoriale dei cinquestelle.

PROGETTO DI PIAZZA CAPPUCCINI A RAGUSA, CALABRESE CHIEDE UN CONFRONTO CON I COMMERCIANTI DELLA ZONA

 

I lavori in piazza Cappuccini a Ragusa

“Chiedo al sindaco e al suo assessore competente, a nome del Partito Democratico e del gruppo consiliare dem, di congelare la procedura riguardante l’iter sulla nuova conformazione del progetto di piazza Cappuccini”. La richiesta arriva da Peppe Calabrese, portavoce dei circoli Pippo Tumino e Rinascita Dem, il quale, facendo riferimento al campione venuto fuori da VotoFacile, chiarisce come lo stesso sia inaffidabile. “E, chiaramente – aggiunge – non lo diciamo solo noi ma lo testimonia il malessere manifestato dai commercianti del posto. Noi li abbiamo sentiti e la loro indignazione e il loro sconforto sono fin troppo evidenti. Noi crediamo che sia necessario un confronto reale, e non virtuale, sull’argomento. Possibile che bisogna andare allo scontro su ogni cosa? Siamo alla ricerca di scelte condivise. Per questa ragione, proponiamo un incontro tra i commercianti e il sindaco, se possibile alla nostra presenza. Facciamo in modo che questo confronto possa tenersi al più presto. E solo dopo si operi con l’unico obiettivo di portare benessere e vivibilità ad uno dei quartieri storici di Ragusa”.

Enrico Berlinguer: l’oratore che non diceva “io”  

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Articolo 1 ricorda nel 33°anniversario della sua morte, 11 giugno 1984, il segretario del Pci Enrico Berlinguer con alcune delle sue affermazioni più significative e che oggi risultano ancora di grande attualità. È dovere della Sinistra – afferma Articolo 1 – ricordare un grande uomo. “Quando si chiedono sacrifici alla gente che lavora, ci vuole un grande consenso, una grande credibilità politica e la capacità di colpire esosi e intollerabili privilegi.” “Noi siamo convinti che il mondo, anche questo terribile, intricato mondo di oggi può essere conosciuto, interpretato, trasformato, e messo al servizio dell’uomo, del suo benessere, della sua felicità. La lotta per questo obiettivo è una prova che può riempire degnamente una vita.” “La questione morale esiste da tempo, ma ormai essa è diventata la questione politica prima ed essenziale perché dalla sua soluzione dipende la ripresa di fiducia nelle istituzioni, la effettiva governabilità del paese e la tenuta del regime democratico.” “Ci si salva e si va avanti se si agisce insieme e non solo uno per uno.” Art. 1 Mdp della provincia di Ragusa, che vuole contribuire a costruire una nuova e rinnovata sinistra unitaria e plurale, ritiene attuale questo pensiero e fa proprie le parole del suo ultimo accorato appello: «Lavorate tutti, casa per casa, azienda per azienda, strada per strada, dialogando con i cittadini, con la fiducia per le battaglie che abbiamo fatto, per le proposte che presentiamo, per quello che siamo stati e siamo… è possibile conquistare nuovi e più vasti consensi alle nostre liste, alla nostra causa, che è la causa della pace, della libertà, del lavoro, del progresso della nostra civiltà». Enrico Berlinguer pronunciò queste ultime parole a Padova il 7 giugno del 1984, durante il comizio di chiusura della campagna elettorale per le elezioni europee; quello che sarebbe stato il suo ultimo comizio. Con queste parole egli si consegna alla storia politica del nostro Paese, lasciando di sé  l’immagine di un uomo apprezzato per le qualità umane e il rigore morale e intellettuale, per il suo  modo di  comunicare e il valore documentario dei suoi discorsi e interventi pubblici.

NINO MINARDO TORNA IN FORZA ITALIA

imagesCome anticipato da Tele Nova qualche settimana addietro il deputato alla Camera Nino Minardo lascia il partito di Angelino Alfano e rientra in Forza Italia. Questa la dichiarazione “Penso sia giunto il momento di fare, con responsabilità, un corretto processo di autocritica per quanti abbiamo condiviso il progetto di NCD prima, e di Alternativa popolare dopo. Abbiamo detto al Paese che eravamo e restavamo, una formazione politica di ispirazione moderata e con valori legati al centrodestra che, per mero senso di responsabilità, e solo per un limitato periodo di tempo, nell’interesse esclusivo del Paese, favoriva, sostenendolo e facendone parte, un governo di larghe intese che avesse tra gli obiettivi anche la nuova legge elettorale, in una logica di semplificazione del quadro politico. Oggi, mi ritrovo invece in una formazione politica nata e rimasta tale solo in parlamento ma che non si è mai riuscita ad organizzare nel paese e sui territori, che non solo è diventata la forza che con più vigore si oppone alla riforma elettorale, soprattutto alla soglia di sbarramento del 5%, ma anche che guarda con interesse al Centrosinistra, nell’ottica di eventuali accordi elettorali, legati alla ricerca della soglia di consensi minima per superare la percentuale di sbarramento. Con affetto, con grande rispetto per i miei compagni di viaggio e per il progetto che ho inizialmente condiviso, oggi purtroppo trasformato in altro, a questa logica non ci sto. Non ci sta la mia storia personale, la volontà degli amici elettori che hanno insieme a me condiviso un percorso politico in questi anni ispirato sempre ai valori del centrodestra moderato e riformista; quei valori che avevamo comunque promesso di salvaguardare al momento dell’appoggio al governo delle larghe intese. Non voglio passare alla storia tra coloro che si oppongono alla semplificazione del quadro politico e alla possibilità di dotare finalmente il paese di una nuova legge elettorale. Né appartengo alla schiera di coloro che tentano di sopravvivere solo per guadagnare qualche mese di mandato in più; per quanto mi riguarda sono pronto, da subito, a votare la nuova legge elettorale, se condivisa in maniera ampia. In piena coerenza con la mia storia ed i miei valori, strettamente legati ad una proposta alternativa, seria e credibile, ad ogni alleanza di centrosinistra aderisco a Forza Italia”.

I VECCHI GRILLINI E LE CANDIDE PRESENZE

angelo-1764x700L’Ipercoop che chiude, l’aeroporto a rischio collasso per le perdite  inarrestabili, l’autostrada Ragusa – Catania che secondo Nello Dipasquale era scontata, partita e quasi fatta e che invece sembra destinata a dissolversi in progetti che non raggiungono l’esecutività. Tutto in una settimana. La piccola Ragusa torna a chiudersi impacciata e muta sentendo la colpa di un fallimento. Serve fare l’elenco dei cattivi che ci hanno trascinato nell’illusione? Il terreno era fertile per convogliare i ragusani in questa macchina infernale; credevamo che coraggio, lavoro e un po’ di denaro ci avrebbero assicurato una vita degna, felice e centrata nella certezza di un provincialismo superabile culturalmente e territorialmente. Quando fu eletto il giovane sindaco grillino gli elementi del futuro disastro che stiamo ora vivendo erano già apparsi ed è su questa percezione diffusa che sbocciò il trasversalismo del voto verso l’ignoto che fu senz’altro una forte pulsione rivoluzionaria che a tutt’oggi non si è sopita. In questa strana situazione emozionale in cui ci troviamo, i protagonisti della politica, sia amministratori attuali sia i candidati sindaco che si delineano (Calabrese, Massari, Tumino, Migliore e qualsiasi grillino), assumono spessore solo in funzione dell’accoglimento di quel fuoco popolare che ancora cova nonostante la delusione generale che circola in città. L’esperienza grillina confusa, piena di inciampi, molte volte ridicola e irritante, assolutamente negligente e conformista ad esempio riguardo l’urbanistica, non sarà però liquidata come un semplice voto all’uomo sbagliato. Il voto ai grillini era la cancellazione definitiva di un sistema di pensiero dominante – la ricchezza potenziale e diffusa, la Ragusa grande di nuovo, la cittadina gioiello – e questo giudizio storico dovrà trovare accoglimento da chi gestirà l’orrida incertezza e la paurosa povertà degli anni a venire. Non è vero che ci sono candidati che partono già perdenti perché appartenenti ad un ambiente ben identificabile o a un riciclato partito o a una lobby. Parte male solo chi si aggrappa ancora ad un progetto già realizzato e già morto, ossia quello legato alle capacità della “sana e effervescente imprenditoria”. Ragusa non è una città, è solo un piccolo centro periferico e serve riportarla a questa esatta dimensione umana e gestirla senza aumentare ed esasperare le differenze sociali. E’ su questo terreno che i grillini hanno sbandato rifuggendo dalla constatazione della città defunta, e questa paura ha fatto prendere loro delle linee tangenziali di stupido rigorismo o inazione  a cominciare dalla mancanza di ascolto sulla esasperante e esagerata tassazione comunale per passare poi al consolidato e rassicurante ossequio del mattone e finendo persino nell’abbracciare, nell’assoluta assenza di discernimento culturale, ogni sorta di desiderio e esibizione all’insegna di un’altrettanto confusa e falsa memoria di una splendida Ragusa rurale e baronale (è superfluo ricordare il vestito della collezione Arezzo Trifiletti trasferito al G7 di Taormina o il prossimo evento al castello per scoprire la magia dei luoghi, roba che tanto attrae gli improvvisati studiosi della massoneria – verrà il conduttore di Voyager che speriamo almeno si riveli all’altezza del magnifico Crozza che lo ritrae). Ragusa è al momento paralizzata nell’attesa di sapere se Federico Piccitto, (giovane intelligente, capace, onesto) si ricandiderà o se il suo mite e dialogante vice Iannucci sarà il candidato cinquestelle, ma non è questo il passaggio dirimente. I grillini mantengono una base di consenso virtuale assai forte – oltre ad una discreta cerchia clientelare forse fisiologica per chi governa – e i ragusani, al di là della mole di dubbi che avvolge il fare cinquestelle, rimangono sensibili a quel desiderio ideale nonostante le risposte deludenti e monche dell’amministrazione Piccitto, e di certo continueranno a coltivare e a credere in quella spinta ideale che rimane autentica, necessaria e vitale nella volontà di liberarsi da quel sistema vampiresco che ha sbranato la città. Sbagliano però i grillini che con fare scomposto e sconsiderato tentano di rintuzzare i candidati che si profilano: non è né l’età anagrafica, né il vissuto partitico a imbrattare l’immagine del candidato. Non si deve pesare la quantità individuale dei contendenti, ciò che conta è l’adesione e la comunione sincera e profonda al sentire dei ragusani consapevoli del disastro; è questa l’unica certificazione che conta, e la certificazione vale anche in caso di pentitismo e riflessione postuma. E così i grillini che non hanno trovato le risposte che noi cittadini ritenevamo praticabili e semplici sono in corsa eccome nonostante non abbiano trovato la chiave interpretativa per ancorare Ragusa in zona salvezza, e i loro molteplici  tradimenti saranno senz’altro perdonati se i candidati si getteranno nelle follie propagandistiche di sviluppo e ripresa. Se i partiti non sono credibili, e i singoli soggetti son tutti macchiati cosa si salva se non una netta idealità? Non ci sono candide presenze, da nessuna parte, tuttavia le idee buone sono sempre fresche e pulite. Vecchio si presenta invece Nello Dipasquale che qualche giorno addietro da Mario Papa ha detto di se stesso “Io sono la politica”. Verissimo, e infatti nessuno vuole nè lui, né la politica che lui incarna, né il Pd che lui ha fagocitato. Il vero rebus sarà quindi il candidato del Pd ovvero se sarà persona agganciata a buona idealità o sarà solo un burattino. Il voto ideale rimane ancora l’unica scelta possibile nell’incertezza che ci avvolge. E’ vero, è un rito illusorio l’elezione diretta del sindaco. Basterebbe, a Ragusa, un comitato di saggi e un ragioniere scelto dallo Stato in attesa che l’Italia, l’Europa, l’Africa e il medio oriente si diano una forma. Ma viviamo di liturgie che si ripetono e poichè  un uomo come il professore Flaccavento – 80 anni e splendida consapevolezza che l’unica Ragusa è quella degli antichi quartieri e delle sue vallate- non è disponibile, cercasi disperatamente, ancora una volta, idealità. Non è facile. Guardiamo i candidati. Calabrese contradaiolo dovrebbe chiarire i suoi rapporti con il Pd e con l’ex sindaco; Maurizio Tumino dovrebbe provare autonomia e lontananza rispetto al clan dei costruttori; Massari dovrebbe farci capire quanto il suo pensiero cattolico riformista sia sposabile con quello più radicale di sinistra… e la Migliore dovrebbe capire che l’identità politica non si trova nel guardaroba e non si cambia come un vestito. E la sinistra ragusana non renziana, non dipasqualiana? Che  inebriante idealita! Peccato che manchi il candidato.

P.S. Due parole sulla crisi Ipercoop. La Coop è l’unica azienda della grande distribuzione italiana che rispetta i contratti di lavoro. Il costo del lavoro nei supermercati incide al 60 per cento. La crisi nei consumi spinge ancor di più i supermercati allo sfruttamento dei lavoratori in modo da abbassare quel costo fisso del 60 per cento riducendolo ad un 40 che rende possibile un esile equilibrio tra costi e entrate in anni di terribile e infinita crisi. E’ ciò che avviene in tutti i supermercati siciliani dove i lavoratori sono costretti a turni oltre orario e dove c’è un ricambio continuo dei lavoratori precari. Fu sbagliata la scelta del secondo centro commerciale, ma i bolognesi della Coop ci “cascarono” credendo che qualche chilometro di distanza tra due città come Comiso e Ragusa fosse invece una ottima posizione geografica. L’unico negozio non in crisi lassù è Decathlon. Per il resto l’affare vero lo fecero i proprietari del terreno, gli Schininà, che con fiuto si lanciarono nell’impresa convincendo del progetto la politica con in testa l’onorevole Innocenzo Leontini che si fece operoso interprete presso la Regione Siciliana di questo investimento. Tanto per ricordare.

Partecipiamo denuncia la volontà della direzione dell’Asp di Ragusa di smantellare servizi nella città

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Il gruppo consiliare dell’Associazione partecipiamo sostiene che “per dare al ‘popolo’ una percezione di ‘efficienza’, la direzione dell’Asp di Ragusa, in fretta e furia sta tentando il trasferimento nel nuovo ospedale ‘Giovanni Paolo II’ e mentre fanno questa operazione, affrettata, con tutte le conseguenze e i disservizi connessi, provvedono alla cancellazione della guardia medica attiva che si era istituita in ‘Medicina’ e nelle ‘Malattie infettive’. Guardia medica che è servita a sopperire all’emergenza in pronto soccorso e per ridurne i tempi di attesa. Ma la ‘furia’ non si ferma qui perché continua l’ossessione contro l’unità di ‘malattie infettive’ di Ragusa e così decidono che nel nuovo ospedale di Ragusa ci saranno due stanzette per l’ambulatorio e l’intero reparto viene trasferito a Modica”. Il consigliere comunale di Ragusa Giovanni Iacono, aggiunge: “così per non farsi mancare nulla e rendere permanente il trasferimento portano fuori Ragusa ‘armi e bagagli’,  il personale, pazienti e  tutte le apparecchiature e magari, diranno, ai ragusani che le malattie infettive è rimasta a Ragusa, in quelle due stanzette del nuovo, sempre più depotenziato, ospedale, dove faranno ‘ambulatorio’, in attesa di seppellire anche quello. Il Piano Aziendale approvato prevede ben altro e non è possibile che la direzione Asp agisca in totale  difformità. La misura è colma e facciamo appello ai Cittadini affinché si reagisca in maniera civile, democratica. forte e determinata affinché si ponga fine a questa gestione autoreferenziale e fallimentare della sanità ragusana”.

NOTA DEL COORDINAMENTO REGIONALE DI ART. 1 MDP: IL RISPETTO DELLE REGOLE E LA TRASPARENZA

 

SPERANZA-BERSANI-600x300In riferimento a note di stampa che riportano la presunta costituzione nel comune di Comiso di una sezione di “Articolo 1 Movimento democratico e Progressista” con annessa indicazione di presunti referenti provinciali e territoriali, ma anche a seguito di altre segnalazioni relative al territorio regionale nel suo complesso, si precisa che Articolo 1 Mdp vede in Sicilia un’articolazione con al vertice un Comitato promotore Regionale e alla base i Comitati promotori provinciali regolarmente costituiti. I vertici del movimento quindi dichiarano: “La nascita di circoli o sezioni locali e l’uso conseguente del simbolo da parte di questi nelle comunicazioni pubbliche avvengono con il coordinamento e in stretto raccordo con il Comitato provinciale di riferimento. Non esistono percorsi costitutivi alternativi o autorizzazioni da parte di altri organismi che non siano quelli citati. Invitiamo, pertanto,  quanti fossero interessati ad aderire ad Articolo 1 e alla  costituzione di  circoli locali,  a contattare i comitati provinciali così da coniugare la diffusione dei valori fondanti del Movimento, il lavoro e i diritti delle fasce più deboli della nostra società, con il rispetto delle regole, la trasparenza e la riconoscibilità dei propri aderenti, ed evitare, quindi,  la diffusione di informazioni che potrebbero generare confusione in quanti guardano con interesse alla nascita del nuovo soggetto politico”. La nota è firmata dai membri del comitato promotore regionale On. Angelo Capodicasa On. Mariella Maggio, On. Giuseppe Zappulla.

CALABRESE (PD): PIENA SOLIDARIETA’ AI LAVORATORI DELL’IPERCOOP DI RAGUSA CHE RISCHIANO IL POSTO

Peppe Calabrese foto

“Da dirigente nazionale e regionale del Partito Democratico, esprimo piena solidarietà nei confronti dei lavoratori, assieme alle rispettive famiglie, che rischiano il posto di lavoro dopo la ventilata decisione comunicata dai vertici di Ipercoop in merito agli esuberi riguardanti il punto vendita di Ragusa”. E’ quanto afferma Peppe Calabrese il quale sostiene che, adesso più che mai, occorre “una forte sinergia sul territorio tra sindacato unitario e politica tutta senza distinzione di appartenenza con l’obiettivo comune di trovare una soluzione che accontenti tutti e non crei danno all’azienda. Non possiamo permetterci il lusso – continua Calabrese – di perdere ulteriori posti di lavoro in una città già martoriata e penalizzata in termini occupazionali. Ipercoop a Ragusa rappresenta un importante pezzo della nostra economia sia per le maestranze, sia perché catalizzatore di un marchio che porta a Ragusa migliaia di persone anche da fuori provincia. E dopo 10 anni non è pensabile tirare i remi in barca e mollare gli ormeggi. Come Partito Democratico, a tutti i livelli, ci siamo già attivati per cercare di affrontare e risolvere il problema. La deputazione locale si è messa in moto e tutti insieme cercheremo di coinvolgere chi di competenza, per scongiurare un epilogo drammatico”.

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