28-05-2018
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Caso Stefania Campo, corretti gli articoli di Tele Nova. Cade l’accusa di diffamazione.

stefani campo articoloIl Giudice per le indagini preliminari, dott. Giovanni Giampiccolo, ha accolto la richiesta del Pubblico Ministero di archiviazione perché il fatto non sussiste, in seguito alla querela di diffamazione nei confronti di Tele Nova, presentata dall’ex assessore del Comune di Ragusa, oggi deputato regionale, per una serie di articoli pubblicati a partire dal novembre 2015. L’inchiesta condotta dalla giornalista Lina Carpinteri, difesa dall’avvocato Cesare Borrometi, sfociò nelle dimissioni dalla giunta Piccitto dell’assessore alla cultura. Il giudice afferma che “la critica riversata negli articoli di stampa allegati alla querela è basata su dati di fatto sostanzialmente corretti e non falsi, e non presenta toni che sfociano nella gratuita denigrazione ed offesa personale; è stato infatti accertato che, per quanto riguarda il servizio dei letturisti dei contatori del settore idrico, si trattava sostanzialmente di un servizio svolto a cottimo, e che prima del capitolato del 2014 non era stato ‘interessato’ dalla clausola sociale del passaggio dei lavoratori dalla ditta cessata a quella subentrante (tanto è vero che detta clausola è stata mutuata dal settore pulizie, come accertato nel corso delle indagini suppletive); risponde inoltre a verità che: 1) della redazione del capitolato in questione si è occupata la funzionaria Tinè, madre della Campo; 2) lo stesso capitolato non prevedeva una retribuzione fissa, ma solo un obbligo di assunzione; anzi lo stesso capitolato prevedeva un corrispettivo a cottimo per l’azienda aggiudicataria del servizio; 3) gli incontri al bar (con la presenza silenziosa della Campo) e al Comune sono effettivamente avvenuti; 4) detta clausola sociale non è stata resa operativa, o non è stata prevista, in occasione del passaggio del servizio di lettura dalla cooperativa Agos alla Pegaso, che ha assunto, dei tre precedenti lavoratori letturisti, solo il Sottile (ndr marito della Campo)”. Il Gip del Tribunale di Ragusa riferendosi agli articoli di Tele Nova conclude scrivendo che “basata come appare su dati di fatto sostanzialmente veritieri, la critica sviluppata negli articoli in questione – al di là della gradevolezza o meno dei toni usati, che mai comunque si sono tradotti nell’insulto gratuito o in espressioni volgari – non è mai degenerata in offesa dell’altrui reputazione”.

DISSEQUESTRO OPEN ARMS: SODDISFAZIONE DEL SINDACO DI POZZALLO

open-arms“La notizia del dissequestro della nave Open Arm della Ong Pro Activa Open Arms è motivo di grande soddisfazione perché consente alla Ong di riprendere a svolgere la propria opera meritoria a favore dei migranti. E’ giusto che la Magistratura abbia fatto il proprio corso, alla quale avevo manifestato pieno sostegno, chiedendo massima celerità nel concludere indagini complesse, in considerazione che la legalità è fondamentale in operazioni umanitarie, che hanno avuto come protagoniste anche navi ONG, in cui sono state salvate migliaia di vite umane”. Lo afferma il sindaco Roberto Ammatuna, apprendendo della decisione del Gip del Tribunale di Modica sul dissequestro della Open Arms, sequestrata dal 18 marzo scorso al porto di Pozzallo. Il primo cittadino pozzallese aveva fatto appello per la  rapidità delle indagini, ritenuta basilare non soltanto per liberare una parte delle banchine portuali, fatto che potrebbe intralciare la normale attività commerciali di una struttura che non ha grandi spazi per l’attracco delle navi, ma ancor più per rendere nuovamente disponibile il natante per salvare altre vite umane. “Pozzallo è disponibile nell’accoglienza dei migranti in un quadro di assoluta legalità, poiché il binomio accoglienza e legalità è di fondamentale importanza nella gestione delle politiche migratorie”, conclude il sindaco Ammatuna.

Cosa succede in Sicilia ..e a Ragusa

repubblica52958901Articolo di Valentino Bellini per La Repubblica. “La partita fatale tra centrodestra e M5S nell’isola delle promesse tradite. Il risentimento verso i vecchi politici può spianare la strada a Di Maio. Pd fuorigioco nei collegi. Boschi trova un “ caso banche” pure a Ragusa dov’è capolista nel proporzionale.

Sono rimasti in 421. «Una volta qui ne entravano tremila, quattromila al giorno. Adesso siamo questi, e saremo sempre meno. Anziché investire qui, cercano di farci andare al Nord. Nei cantieri navali di Palermo si costruivano le piattaforme petrolifere, ora siamo ridotti a un’officina meccanica», smoccola Francesco Foti. Ha 43 anni, è il segretario della Fiom di Palermo e fa parte di una razza in via di estinzione, in Sicilia. Via la Fiat, via l’Ansaldo Breda, i rimasugli della classe operaia restano aggrappati alla striscia di mare che via Francesco Crispi separa dal corpaccione di Palermo. « Da questa città scappano tutti, si è tornati indietro, ai tempi dell’emigrazione», insiste Foti. E i suoi compagni d’avventura fanno a gara a chi ha più parenti, figli, cugini o cognati fuggiti all’estero. Germania, come ai tempi della valigia di cartone. Con amarezza, Foti rimarca quanto grande sia «la distanza della politica » , e racconta le promesse che per anni li hanno soffocati inutilmente. Racconta dei 45 milioni stanziati dalla Regione per i bacini di carenaggio nel giugno 2010, e che nessuno ha mai visto: nascosti come sono in qualche cassetto. Voteranno Liberi e Uguali, ma non perché confidino in un cambiamento radicale. Per la persona, piuttosto: Pietro Grasso, palermitano. Un atto di fede, o giù di lì.Ma pure ai cantieri, l’ultimo avamposto, c’è qualcuno che sarà sedotto dalla valanga grillina. Anche se poco distante, a Bagheria, il nuovo che avanza non si è mostrato poi così nuovo, nella difesa dell’abusivismo “di necessità”. E di sicuro c’è pure chi nel segreto dell’urna si farà incantare dalle sirene leghiste, che cantano pure qua la stessa musica. Titolo: “Abolire la legge Fornero”, ma è lo stesso partito che 14 anni fa al ministero del Lavoro fece il famigerato “ scalone” per le pensioni d’anzianità. Poco importa, sulla Lega certi politici siciliani si sono buttati a pesce. Il segretario regionale si chiama Alessandro Pagano: da Alleanza cattolica a Forza Italia al Pdl al Nuovo Centrodestra, per approdare infine a Noi con Salvini. Più facilmente, ci sarà chi il 4 marzo preferirà restare comodamente a casa. E a farne le spese, come quasi ovunque al Sud sarà il Partito democratico. Ad arrestare la frana, con ogni probabilità, non servirà nemmeno quella specie di rinfrescata che si sono dati i ribelli antirenziani con la nascita di Rigenerazione Pd, la corrente dei «partigiani». Chi spera in una miracolosa rianimazione è il sindaco Leoluca Orlando, che si è iscritto al Pd e contesta la tesi che il Sud sia stato lasciato a se stesso. « In trent’anni nessun governo aveva fatto tanto per il Mezzogiorno come quello di Matteo Renzi » , dice, ricordando la stipula del “patto per il Sud”. Ma è duro convincere chi si sente abbandonato da una politica incapace di risposte: a Palermo come nel ragusano, dove si gira un altro film ad altissima intensità pentastellata.Millecinquecentododici chilometri separano Bolzano da Ragusa. In auto sono almeno sedici ore di viaggio, due in più di quelle necessarie ad arrivare a Parigi partendo da Roma. Candidata all’uninominale a Bolzano e capolista al proporzionale a Ragusa, l’aretina Maria Elena Boschi si avvia dunque a conquistare il record ineguagliabile della campagna elettorale più lunga della storia. Geograficamente parlando, visto che fra Bolzano e Ragusa ci sono dieci paralleli. Una follia stereoscopica, se è vero che i candidati dovrebbero rappresentare il territorio. Ma in questo caso, al contrario, la decisione è stata presa a ragion veduta. Ossia, quella che spinge a tenere la ministra Pd il più lontano possibile da casa sua e quindi da Banca Etruria: la popolare che ha fatto crac con suo papà alla vicepresidenza. Salvatore Barrano, candidato sindaco di Vittoria nel 2011 per l’Udc, ipotizza che la scelta di Ragusa avrebbe a che fare con il sostegno garantito a Boschi dagli ex margheritini del sindaco di Catania Enzo Bianco. Comunque sia, da quella maledizione bancaria Maria Elena non riesce proprio a liberarsi. La città siciliana dov’è stata paracadutata è alle prese con la vicenda di un’altra banca popolare. La Banca agricola popolare di Ragusa si trova certo in condizioni ben diverse da quella di Arezzo. Le sofferenze, secondo un bilancio 2016 chiuso in lieve perdita, non arrivano al 9 per cento. Anche se 358 milioni sono pur sempre una bella cifra, e 617 milioni complessivi di crediti deteriorati non sono uno scherzo. Fra i 14 mila soci, però, c’è chi non nasconde il malcontento per la gestione targata Giovanni Cartìa, classe 1928, da sempre padre padrone della popolare e ancora ben saldo alla presidenza dell’istituto di cui è direttore generale suo figlio Giambattista Cartìa. I contestatori chiedono un rinnovo della classe dirigente in chiave non familistica e di farsi rimborsare le azioni della banca da loro sottoscritte. La battaglia rischia di spostare ancor più l’ago della bilancia che già pende verso i grillini. Come dimostra la bordata contro la banca partita sei mesi fa alla Camera da cinque deputati del M5s, sotto forma di una caustica interrogazione parlamentare. La popolare di Ragusa è parte essenziale dell’ingranaggio economico che tiene in piedi questa parte della Sicilia. Anche se Vittoria, il secondo centro della provincia con 60 mila abitanti, ha dovuto negli anni cedere a Fondi lo scettro di primo mercato ortofrutticolo del Sud, la massa di denaro che qui muove l’agricoltura è imponente. Un miliardo e 200 milioni, almeno. Tanto vale la produzione di circa 3 mila aziende con 3 mila ettari di serra e il relativo indotto. Troppo, perché la mafia catanese non si contenda con quella palermitana e la “ stidda” di Gela il controllo di parte degli affari. In una situazione che non è rose e fiori. « Almeno il 70 per cento delle aziende agricole è all’asta. I produttori sono strozzati dai prezzi imposti dalla grande distribuzione, con una filiera che fa lievitare i costi all’inverosimile. Un chilo di pomodoro ciliegino esce dal campo a 80 centesimi e arriva al supermercato a 6 euro » , denuncia il consigliere di Fedagri- Confcooperative Carmelo Criscione che in passato si era impegnato per una riforma del mercato con i fondi europei mai diventata realtà. «Democristianamente affossata », insinua. Come anche la fatturazione telematica: la rete informatica costata 1,7 milioni non è stata mai utilizzata e ancora oggi si fa tutto manualmente. In questo contesto prospera l’astensionismo e decolla il consenso per il Movimento 5 stelle. A Vittoria la sinistra ha già dovuto cedere il passo alla destra. Sostenuto dagli intermediari del mercato, due anni fa si è affermato il sindaco Giovanni Moscato, poi finito indagato per la presunta assunzione clientelare di 60 netturbini segnalati dal suo predecessore del Pd, come ha raccontato la nostra Alessandra Ziniti. E per il Pd è stata un’autentica débacle: su 25 consiglieri comunali i dem non sono che due. Uno meno dei grillini. Che ora sembrano lanciatissimi. Non era andata meglio a Ragusa, tre anni prima. Il candidato del centrosinistra Giovanni Cosentini era sicuro del successo. Al primo turno il suo avversario al ballottaggio Federico Piccitto, dei 5 stelle, non aveva racimolato che 4.700 voti, un misero 15,6%. Ma due settimane dopo quella percentuale si sarebbe più che quadruplicata, sfiorando il 70%. C’entra la generale disaffezione per i partiti, ritenuti responsabili di aver abbandonato il Sud. Ma anche un risentimento preciso nei confronti dei politici siciliani. « La verità è che i grillini si muovono mentre gli altri stanno fermi. Per esempio, quando si è trattato di battere i pugni in Europa per la nostra agricoltura, sono stati loro gli unici che l’hanno fatto » , ammette Salvatore Barrano. E Ivan Lo Bello, a lungo presidente di Confindustria Sicilia, riconosce che nell’isola, e soprattutto in quella parte, «la più importante e produttiva», il fenomeno dei 5 stelle « sta assumendo proporzioni impressionanti » . In pochissimo tempo « è cambiato tutto», dice. «Questo sembra un segnale alla politica, che qui si è comportata in modo assai deludente. E anche le imprese, sicuramente quelle piccole, ma non solo, pare che vogliano spedire un messaggio ai partiti. Dalla Sicilia, e pure dalla Calabria, dove fino a poco fa le posizioni del Pd sembravano saldissime ». Un altro fronte aperto…”. Articolo di Repubblica firmato da Valentino Bellini

UNA RAGUSANA CANDIDATA ALLA REGIONE LOMBARDIA

carmen rozzaLa ragusana Carmela Rozza, assessore del Comune di Milano, si è candidata nella corsa per il Consiglio Regionale della Lombardia, nelle liste del Pd. Carmen Rozza è stata assessore nella giunta milanese col sindaco Pisapia ed è attualmente assessore alla sicurezza della giunta del sindaco Giuseppe Sala.

Fascisti cacciati dagli studenti del Liceo Classico di Ragusa, comunicato di Articolo Uno

Articolo_Uno_Movimento_Democratico_e_Progressista.svgRiceviamo e pubblichiamo comunicato dal titolo: Chi studia la sacralità dell’accoglienza nell’Antica Grecia non può che opporsi a chi proclama intolleranza e razzismo! “Questo è successo ieri mattina, quando gli studenti del Liceo Classico di Ragusa, al momento dell’ingresso a scuola, hanno manifestato tutto il loro democratico dissenso nei confronti di militanti di Casa Pound che avevano scelto proprio il Liceo come luogo di volantinaggio, nonostante la stragrande maggioranza degli studenti sia minorenne e quindi non voti. Le ragazze e i ragazzi del Classico, dimostrando in tal modo grande maturità e vera adesione ai valori europei e costituzionali, hanno respinto il tentativo di Casa Pound di veicolare messaggi, oltre che profondamente intolleranti, contrari ai principi di uguaglianza e parità, quale quello, anche profondamente razzista, per il quale si è italiani solo se nati da due genitori italiani. Da qui la preoccupata domanda alle articolazioni centrali e periferiche della Sicurezza pubblica di continuare ad esercitare, com’è nella loro lunga tradizione democratica, una attenta vigilanza e un rigoroso scrutinio di legittimità delle iniziative, ancorché ritualmente preavvisate, poiché il profilo formale si saldi sapientemente con quelli sostanziali e di opportunità. Tanto si evidenzia con specifico riguardo al luogo ed alle ragioni della scelta di Casa Pound di fare volantinaggio proprio davanti al Liceo, i cui studenti, per stigmatizzare i gravi fatti di Macerata, avevano deciso di affiggere su muri del loro Istituto un manifestino in cui sopra la svastica nazista era stato apposto il simbolo del divieto. Grazie ragazzi per avere dimostrato che l’antifascismo non è patrimonio solo delle generazioni nate nello scorso secolo, ma è patrimonio anche dei millennials, generazione abituata a vivere in una società multirazziale, aperta ed ampia, per la quale colore della pelle, nazionalità e orientamento sessuale, non sono elementi discriminanti, e non saranno di certo esponenti di Casa Pound a deviare la nostra -Meglio Gioventù-“. Firmato Coordinamento Provinciale Art. 1 –  Ragusa

Il Comune di Ragusa revoca il servizio refezione scolastica

refezioneIl Settore VIII – pubblica istruzione, politiche per la famiglia – ha messo in atto il provvedimento di revoca, con effetto immediato, nei confronti della ditta Stefano srl per l’appalto in corso del servizio di refezione scolastica. Si rende noto pertanto all’utenza che il servizio rimarrà sospeso per i prossimi giorni, per riprendere  nel corso della prossima settimana. Tale comunicazione è stata trasmessa ai Dirigenti Scolastici per la più ampia diffusione alle famiglie interessate. Il Comune assicura l’utenza che i crediti accumulati con l’acquisto dei pasti saranno mantenuti con le modalità che saranno rese note nei giorni successivi.

 NUOVO GOVERNO NUOVI DIRIGENTI, ARRIVA IL RAGUSANO GIANCARLO MIGLIORISI

giancarlo migliorisiGli alti dirigenti della pubblica amministrazione cambiano al mutare dei governi. E meno male che arriva una nuova classe dirigente  perché sotto  Crocetta di questo pezzo di Sicilia si era persa ogni traccia nonostante vantassimo deputati e relativa corte. C’era sì qualche esperto  riuscito ad intrufolarsi, strisciando sotto le ampie gonne di qualche partito, in gabinetti e consorzi,  ma nessun contatto proficuo si era generato tra l’elefantiaco apparato palermitano e noi di Ragusa, ultima periferia imperiale. Forse in questo giro di governo capitanato da Nello Musumeci saremo più fortunati, considerata la storia e le capacità del neo capo di gabinetto vicario all’assessorato Funzione Pubblica Dottore Giancarlo Migliorisi, uomo dalla inossidabile fede berlusconiana e dalle solidissima preparazione tecnica. Non si confida solo nell’ impeccabile curriculum – la laurea in economia , gli innumerevoli  master, la guida in molte società, il ruolo di dirigente in tanti comuni siciliani –  ma in uno stile veloce, sicuro, pragmatico, frutto della conoscenza giuridica coniugata con la  ricerca delle soluzioni concrete. Una visione dell’amministrazione  tipica di chi crede nello Stato come macchina al servizio di progettualità ed impresa. Così dovrebbe essere la destra che punta ancora alla volontà inesauribile dell’ingegno umano. Moltissimi i dubbi a riguardo e molti gli indizi di una impotenza ormai cronica e strutturata che ci tiene al guinzaglio di interessi folli, lontani, inavvicinabili, distanti da ogni sentimento umano, da ogni necessaria visione ideale del mondo.  Nello Musumeci dovrebbe essere il volto buono e severo del liberismo pulito, speriamo esista questa possibilità. Comunque, il ragusano Migliorisi nonostante la carriera vissuta a rotta di collo conserva senz’altro il tratto confortante della raggiungibilità tipica della provincia. Non è  poco sapere che a Palermo qualcuno di noi c’è ed è qualcuno che ne capisce assai.  Migliorisi è scaltro ed umile, non è tipo da montarsi la testa, sa quali sono le esigenze e le pecche della pubblica amministrazione e sa  destreggiarsi con risolutezza anche nelle situazioni difficili. La nostra comunità dimenticata avrà un riferimento valido, e bisogna ammettere che Forza Italia ne esce a testa alta nello spoils system avendo piazzato un tecnico da ritenersi  senz’altro il più preparato, nel suo settore, dell’intera isola.  Almeno siamo certi che stavolta il merito è prevalso, poi si vedrà cosa combinerà questo governo.

Al Circolo “Di Vittorio” di Modica incontro tra gli studenti medi e Sveva D’Antonio di Potere al Popolo

Circolo di Vittorio, studenti medi“I giovani e la politica, tra speranze e disinganni”. È stato questo il filo conduttore dell’incontro che si è tenuto ieri sera nei locali del Circolo “Di Vittorio” a Modica Alta tra una rappresentanza degli studenti medi e Sveva D’Antonio, candidata alla Camera per Potere al Popolo. La Rete degli studenti medi è un collettivo sorto nel 2014 che raggruppa una sessantina di allievi delle Scuole secondarie superiori di Modica e che organizza attività extrascolastiche, manifestazioni e momenti di approfondimento su temi sociali e sul mondo della scuola. Sveva D’Antonio ha voluto incontrarli per ascoltare il punto di vista dei giovani sulla politica, le ansie, i timori, ma anche le speranze e gli ideali di chi per la prima volta si appresta a esercitare il diritto di voto. Un dialogo e un confronto costruttivo, quello avviato dalla candidata di Potere al Popolo, che ha riguardato le origini del movimento, l’esposizione di alcuni punti del programma (abolizione del lavoro precario, diritto allo studio, revisione dell’alternanza scuola – lavoro e delle leggi della “buona scuola”, il finanziamento delle università pubbliche sulla base del numero di iscritti, ecc.). Ma anche alcuni temi locali, particolarmente sentiti dagli studenti, quali la mancanza di una biblioteca cittadina, le difficoltà dei trasporti, lo scarso entusiasmo dei coetanei verso iniziative d’impegno civile. I partecipanti, una ventina di liceali, sia giovani che giovanissimi, hanno rivolto alla candidata varie domande e richieste di approfondimento, denotanti una visione lucida ma disincanta della politica. Ne è emerso lo spaccato di una generazione nata dopo il 2000 che avverte la delusione verso gli slogan e le vuote parole dei partiti, spesso privi di concretezza ed efficacia; che guarda con occhi rassegnati, disincantati e diffidenti alla politica attuale. Per questo, la novità di un movimento politico nato tra le mura di un ex ospedale psichiatrico occupato da giovani attivisti a Napoli e trasformato in un centro sociale che offre sostegno e servizi alla comunità, grazie al principio del mutualismo, potrebbe riaccendere in loro le speranze nella possibilità di un cambiamento della società dal basso. L’incontro, che ha offerto numerosi spunti di riflessione, si è chiuso con l’impegno reciproco di una continuità di azione, anche dopo il 4 marzo prossimo.

Salvatore Piazza nuovo Commissario straordinario ex Provincia di Ragusa

Salvatore piazza segretarioNominato il nuovo Commissario straordinario del Libero Consorzio Comunale di Ragusa. E’ Salvatore Piazza, segretario generale in quiescenza, originario di Caltagirone. E’ stato nominato oggi dal presidente della Regione Nello Musumeci e succede a Dario Cartabellotta, dirigente generale del Dipartimento Pesca, che ha retto l’Ente da più di tre anni. Salvatore Piazza era stato nominato segretario generale dell’ex Provincia di Ragusa dall’allora presidente Franco Antoci il primo luglio 2007 ed è rimasto in servizio anche con la funzione di direttore generale prima che la Provincia venisse commissionata. Piazza è stato segretario generale anche del comune di Caltagirone dove negli scorsi anni ha svolto anche la funzione di vice sindaco.

Sopralluogo cantieri autostradali da Rosolini a Modica

foto soprallugo cantieri 1Verificare lo stato dell’arte dei lotti autostradali della Sr-Gela da Rosolini a Modica. Questo l’intento del sopralluogo effettuato oggi dall’assessore regionale alle infrastrutture Marco Falcone vista l’attuale difficile situazione che stanno attraversando i cantieri  fermi per mancanza di risorse. L’assessore Falcone accompagnato dal parlamentare nazionale, Nino Minardo e dal deputato regionale, Orazio Ragusa, ha potuto valutare di persona da una parte la complessa vicenda e dall’altra ha avuto contezza della necessità di risolverla subito per dare a questo versante della Sicilia orientale un’ infrastruttura necessaria ed attesa da troppo tempo. L’assessore ha anche incontrato una delegazione di imprenditori in regime di subappalto che rischiano il fallimento perché non sono stati pagati dalla «Cosige», la ditta che si è aggiudicata i lavori di costruzione del tratto autostradale nella gara indetta dal Cas cui spetta il pagamento degli  stati di avanzamento, motivo per cui al momento i lavori sono fermi. “Nel ringraziare l’assessore Falcone per la sensibilità avuta nei confronti di questo territorio e di aver celermente accolto il nostro invito, -dichiarano gli onorevoli, Minardo e Ragusa -, auspichiamo che in breve tempo arrivino risposte concrete per la definitiva soluzione della problematica   che sta mettendo a rischio non solo il completamento dei lotti in questione ma anche il lavoro di tanti imprenditori locali con il rischio fallimento delle loro aziende”.

Lettera di Tonino Solarino a Massari e Calabrese

tonino solarino“Caro Giorgio e caro Peppe, qualche tempo fa ho auspicato che la città di Ragusa potesse contare su “sette sindaci” con grande esperienza politica e amministrativa. La città ha bisogno in tutti i settori di una classe dirigente all’altezza del futuro. Ho appreso con gioia mista a preoccupazione delle vostre candidature a sindaco di Ragusa. Con gioia perché, nell’area culturale e politica in cui mi riconosco, entrambi siete “due dei sette sindaci” che possono dare una mano al governo della città. Questa estate, interpellando tanti amici, i vostri nomi erano sempre compresi nella rosa dei nomi dei possibili candidati. Gli altri per dovere di cronaca, e sperando di non creare disagio o irritare nessuno tra i citati (e i non citati) erano: Sergio Guastella, Carmelo Arezzo, Antonella Leggio, Vito Piruzza, Giorgio Ragusa, Alessandro Tumino, Giovanni Iacono, Emanuele Occhipinti… La preoccupazione nasce per l’eventualità, oggi molto concreta, che le vostre candidature possano presentarsi contrapposte al voto. In molti hanno chiesto anche a me di proporre la mia candidatura. IO NON SONO CANDIDATO A SINDACO! Voglio dare una mano e non posso rassegnarmi all’idea che ancora una volta il centro sinistra si divida compromettendo seriamente le possibilità di vittoria. Con l’attuale legge elettorale andando contrapposti si rischia di non essere rappresentati nemmeno in consiglio comunale. Dobbiamo e possiamo trovare una sintesi programmatica e un metodo per selezionare il candidato sindaco unitario. La politica è pensiero e azione sintetica . La vera sfida culturale e politica è una leadership condivisa. Non avrà il mio consenso chi dovesse intestarsi la responsabilità della rottura. Le primarie di coalizione non le vogliono gli addetti ai lavori o le truppe cammellate (semmai qualcuno potesse disporne), le vuole l’elettorato. Tra il 53 per cento che non votato alle regionali ci sono tanti elettori di centro sinistra che non trovano progetti ma lotte tra ceto politico. C’è il tempo di fare le cose insieme e bene e abbiamo la responsabilità di provarci. Chiedo al PD di spostare in avanti il termine del 12 Gennaio che era stato fissato per verificare la disponibilità di altri ad un percorso unitario. Chiedo a te Giorgio e a te Peppe di non fare cadere nel vuoto l’appello a costruire insieme. Chiedo ai partiti del centro sinistra e alle liste civiche di area di avviare un dialogo sul programma e sul candidato a sindaco unitario”. Firmato Tonino Solarino già Sindaco di Ragusa

Trattamento rifiuti pericolosi a Scicli

Articolo_Uno_Movimento_Democratico_e_Progressista.svgRiceviamo e pubblichiamo: “Il movimento Articolo Uno Mdp  di Scicli fin dalla sua nascita è impegnato nel contrasto alla realizzazione dell’impianto ACIF per il trattamento di rifiuti pericolosi in contrada Cuturi, anche attraverso la partecipazione di suoi esponenti nel Comitato Salute e Ambiente, di cui condivide le meritorie iniziative a tutela della città. In questo contesto si inquadra l’interrogazione di tre suoi deputati nazionali, tra cui Claudio Fava, che continuerà l’azione, per altri aspetti, all’Assemblea Regionale Siciliana, ove è stato di recente eletto. Riprendendo tematiche più volte sollevate dal Comitato Salute e Ambiente, i tre parlamentari di Art. 1 hanno chiesto al Ministero dello Sviluppo Economico di verificare la certificazione di conformità urbanistica che la ditta dovrebbe aver presentato per ottenere il finanziamento, stante il fatto che tale conformità era stata negata con ampia motivazione dall’ Ufficio Tecnico Comunale; hanno poi chiesto al Ministero dell’Interno le ragioni delle scelte – o delle non scelte –  della Commissione Straordinaria, che hanno obiettivamente favorito l’approvazione in variante al PRG da parte dell’Assessorato Regionale all’Energia dell’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) del costruendo impianto per la lavorazione di 200.000 tonnellate annue di rifiuti, di cui 115.000 pericolosi, in una zona che il Comune di Scicli ha dichiarato “di particolare valenza ambientale e paesaggistica”. Si ritiene dunque che il Comune di Scicli sarà interpellato per i dovuti chiarimenti. Ci auguriamo che la risposta sia chiara e completa, senza reticenze e adeguatamente documentata. In tal modo si contribuirà da un lato a fare un po’ di luce sulle oscure vicende che ci hanno colpito; e dall’altro a sostanziare l’azione di contrasto alla realizzazione dell’impianto, che comprometterebbe lo sviluppo economico naturale del nostro territorio e della nostra gente, chiaramente indirizzati verso l’agricoltura di qualità e il turismo, come peraltro sancito dal nostro PRG. Non a caso in tutte le nostre zone agricole sono esplicitamente vietate le attività “riconducibili al D.Legs. 152/2006”, come quelle dell’impianto ACIF. Sia chiaro: le iniziative imprenditoriali, ivi comprese – con le dovute garanzie – quelle relative al trattamento dei rifiuti, sono necessarie e utili. Ma vanno ubicate nelle aree appositamente indicate dagli strumenti urbanistici, aree di solito anche attrezzate dal punto di vista logistico e viario. Altrimenti lasceremmo a singoli privati – e ai loro particolari interessi – la decisione in merito all’uso delle nostre città e del nostro territorio”. Firmato Coordinamento Art Uno Mdp  di Scicli

RAGUSA, INIZIA IL PERCORSO UNITARIO ART. 1 MDP, SINISTRA ITALIANA, POSSIBILE

imageMercoledì 29 novembre alle ore 18.00,  presso il Centro Studi Feliciano Rossitto,  via E. Majorana 5 a Ragusa, si terrà l’Assemblea Unitaria di Art. 1 Mdp – Sinistra Italiana e Possibile. Alla fine della discussione sulla proposta politica,  i partecipanti  eleggeranno  i delegati della provincia di  Ragusa all’ Assemblea  costituente di Roma del 3 dicembre 2017. Inizia così il percorso per la costituzione di una nuova proposta  politica unitaria promossa da Art. 1 Mdp, da Sinistra Italiana e dal movimento Possibile, aperta ai movimenti civici  e alle associazioni, che si presenteranno con unica lista alle prossime elezioni politiche.

GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE

art 1 donneRiceviamo e pubblichiamo: “Art. 1 Mdp Coordinamento  provinciale di Ragusa  aderisce alla  Giornata internazionale contro la violenza sulle donne e all’appello lanciato dall’Onu che fa da ponte  tra due date, il 25 novembre e il 10 dicembre, e che vuole sottolineare il fatto che la violenza contro le donne è una vera e propria violazione dei diritti umani. Almeno una donna su tre nel mondo ha subito una qualche forma di violenza nella propria vita: a casa, a lavoro, a scuola, in strada. La campagna UNiTE dell’Onu si concentra quest’anno sul tema “Nessuno deve essere lasciato indietro: poniamo fine alla violenza contro le donne e le ragazze”, a partire da quelle più fragili e vulnerabili: tra i rifugiati, i migranti, le minoranze, i popoli indigeni e le popolazioni colpite da conflitti e disastri naturali. Il Coordinamento provinciale  invita i militanti, i simpatizzanti e i cittadini a partecipare alle numerose iniziative che si svolgeranno nella giornata di domani. Un segnale forte e chiaro per fermare questo fenomeno dilagante in tutto il mondo. Tutti dobbiamo  contribuire a sradicare i pregiudizi secolari e di contribuire alla diffusione  della cultura della non violenza e del rispetto e dignità della donna”. Firmato: Art. 1 Mdp Coordinamento  provinciale di Ragusa

ASSEMBLEA PROVINCIALE DI ART 1 MDP DI RAGUSA

IMG-20171113-WA0005 (1)Parte il percorso unitario per la costruzione di una nuova proposta politica ed in preparazione dei successivi appuntamenti del 19 novembre, del 25 e  26 novembre e, in ultimo, del 2 dicembre a Roma, e’ convocata per martedì 14 novembre alle ore 17.30, presso la sede in Vico Cairoli 33 Ragusa, l’assemblea del Movimento Democratici e Progressisti per discutere e approvare il documento politico “Una nuova proposta” (scaricabile dal sito nazionale di ART 1 MDP). Nel corso dell’assemblea verranno individuati i delegati iblei all’Assemblea nazionale del 19 novembre a Roma.

Articolo 1 Mdp Ragusa analizza il voto

gianni-battagliaRiceviamo e pubblichiamo: “I risultati elettorali delle recenti elezioni regionali consegnano alle forze politiche, partiti o movimenti, ma anche al cosiddetto “civismo politico attivo” notevoli spunti di riflessione che meritano attenzione e reale approfondimento. Primo fra tutti, ma non solo, l’elevato livello di astensionismo per nulla mitigato nonostante l’ampia ed articolata “offerta politica”. Noi per quanto ci riguarda l’approfondimento e l’analisi del voto vogliamo farlo compiutamente e seriamente, per questo è stato convocato il coordinamento provinciale del nostro movimento. Tuttavia è necessario evidenziare l’importante risultato elettorale ottenuto in provincia di Ragusa dalla lista “Cento passi per la Sicilia – Fava Presidente”: 11950 voti pari al 10% per il voto al candidato Presidente e 10212 per il voto alla lista   pari al 9,45%. Una percentuale pari quasi al doppio rispetto alla media regionale, che assegna alla nostra lista della provincia di Ragusa il primato in tutta la regione. Un risultato decisivo per il superamento della soglia di sbarramento e che ha portato la lista “Cento passi per la Sicilia” ad essere la prima forza politica del centrosinistra a Modica, Vittoria e Scicli, con risultati tra i migliori tra i comuni capoluogo. Un risultato ancor più straordinario se riferito ai tempi e ai mezzi a nostra disposizione.  Una lista, la nostra, nata dopo la decisione avvenuta solo il 10 Settembre scorso di individuare in Claudio Fava il candidato unitario alla carica di Presidente, dopo aver preso atto della impossibilità, per responsabilità del Partito Democratico, di dar vita ad una proposta diversa, unitaria, ampia e inclusiva, aperta al civismo politico attivo, ma circoscritta alle forze autenticamente e coerentemente riconducibili ad un nuovo centro sinistra che si ponesse l’obiettivo di operare in netta discontinuità con le scelte compiute dal governo Crocetta e da quelli precedenti. Le liste dei candidati sono state composte solo a fine settembre, liste che non hanno potuto contare sul sostegno di parlamentari nazionali e regionali uscenti, di sindaci e della quasi totalità degli amministratori e degli eletti nei consigli comunali. Meno di un mese per fare conoscere ed apprezzare la nostra proposta programmatica, il nostro simbolo, la nostra indicazione per la carica di Presidente e i nostri candidati. Il risultato indica il gradimento alla nostra proposta politica e che la via indicata è quella giusta, incoraggia il nostro impegno e ci carica di nuove responsabilità. Un ringraziamento sincero ai nostri tanti elettori e ai nostri candidati Francesco Aiello, Giovanni Distefano, Resi Iurato e Salvatore Poidomani a cui va riconosciuto l’impegno profuso ripagato dal consenso ricevuto e ai nostri tanti militanti e volontari la cui azione quotidiana è stata decisiva per il positivo risultato”. Firmato Gianni Battaglia – Coordinatore Provinciale Art. 1 Mdp Ragusa

DI MAIO, LA RITIRATA DEL PERDENTE

sebastianoArticolo di Sebastiano Messina su Repubblica

Non potevamo fare un confronto con un perdente, è il pretesto che hanno trovato i grillini per evitare il duello con Renzi, prima spavaldamente richiesto e poi velocemente annullato alla vigilia, come un invito a cena. Avremmo legittimato il potere traballante di un leader battuto, ha fatto dire Di Maio ai suoi portavoce. E in effetti è vero, il Pd esce sconfitto dalle urne di quella Sicilia che ogni volta grida che è arrivata l’ora di cambiare ma poi puntualmente ricopre di preferenze gli impresentabili pupari del clientelismo, a cominciare dal figlio ventunenne di Francantonio Genovese su cui certo non ricade la condanna del padre a undici anni per associazione a delinquere, peculato e frode fiscale ma che di sicuro ha ereditato fino all’ultimo i frutti malati di quella rete di finti corsi di formazione per i quali la Regione ha buttato via 60 milioni di euro (e infatti è il più votato di tutta la provincia di Messina). È vero, Renzi ha perso, domenica. Eppure c’è qualcuno che esce dalla battaglia siciliana con una batosta ancora più sonora, con uno smacco ancora più bruciante. E quel qualcuno sono proprio loro: i grillini. Certo, le cifre dicono che sono andati bene, anzi benissimo. Il Movimento ha guadagnato 12 punti, rispetto al 14,9 per cento di cinque anni fa, e c’è mancato poco che Giancarlo Cancelleri raddoppiasse, grazie al marchingegno del voto disgiunto, i voti che aveva ottenuto nel 2012. Non solo, ma i Cinquestelle sono il primo partito dell’isola, e in cinque province su nove — Trapani, Agrigento, Enna, Siracusa e Ragusa — il loro candidato si è piazzato davanti a Nello Musumeci, il grande rivale. Niente male davvero, a prima vista. Ci sarebbe materia per un magnifico bollettino della vittoria, se non fosse per il dettaglio decisivo: hanno perso. E la loro non è una di quelle sconfitte che insegnano a vincere la battaglia successiva. È un fallimento drammatico, una disfatta sul campo che manda per aria tutti i piani della Casaleggio Associati. Conquistare la Sicilia, appena qualche mese fa, sembrava facile come affondare un coltello nel burro. Il Pd usciva a pezzi da cinque anni di cura Crocetta, il governatore che esordì annunciando l’inizio della rivoluzione ed è andato via tra i fischi e i lazzi, vittima della sua vanità nevrotica che miscelava denunce e nomine. Il centrodestra sembrava ancora una volta incapace di trovare un candidato comune. E in Sicilia c’era una gran voglia di voltare pagina, di liberare la Regione dai corrotti e dai nullafacenti, di dare un calcio a una classe politica ancora attaccata ai suoi scandalosi privilegi e a suoi lentissimi tempi di lavoro che si è rivelata assolutamente incapace di dare una risposta alle voci sempre più disperate che chiedono lavoro, lavoro, lavoro. Grillo e Casaleggio avevano fatto due conti assai semplici. C’era, in Italia, un popolo più furibondo di quello siciliano contro i privilegi della casta? No di sicuro. E c’era un popolo più sensibile alla promessa del “reddito di cittadinanza”, forse non molto dissimile da mille altre regalìe distribuite dai potenti siciliani ai loro clientes, ma finalmente uguale per tutti, ottenibile senza andare dall’onorevole col cappello? No, non c’era. Agli occhi dei Cinquestelle era dunque il campo di battaglia perfetto per conquistare la prima Regione e farne il trampolino da cui spiccare il grande salto verso l’obiettivo finale: Palazzo Chigi. Ecco perché Luigi Di Maio, il nuovo «capo politico del movimento», e Alessandro Di Battista, l’arringapopolo numero uno, erano scesi in Sicilia a dare man forte a Giancarlo Cancelleri, il quarantenne geometra di Caltanissetta che doveva diventare il primo governatore «a cinque stelle». Hanno passato l’intera estate battendo l’isola in lungo e in largo, sembravano tre playboy in vacanza, con le polo intonate e le bici affiancate, e tutto sembrava andare a meraviglia: la sera le piazze si riempivano come per la festa del patrono e la mattina Gigino e Giancarlo si immergevano senza maschera, facendosi fotografare mentre facevano il segno della vittoria sul fondale di Capo d’Orlando. Poi, alla fine, è arrivato Grillo, calando l’asso di briscola: «Questo è un referendum, o di qua o di là». Ebbene, sarà il tempo a dire se è stato un bene o un male, ma la Sicilia ha scelto di stare di là. Non si è fidata fino in fondo dell’armata brancaleone di Cancelleri, che aveva scelto un barista come assessore alle Infrastrutture e voleva portare in giunta un esagitato che minacciava su Twitter di dar fuoco al capogruppo del Pd alla Camera. E i grillini erano così impegnati a sparare su Renzi che non si sono accorti di essere stati sorpassati dalla variopinta carovana berlusconiana, piena di impresentabili e odorosa di vecchio — certo — ma alla fine con centomila voti in più. Così, insieme ai sogni del geometra di Caltanissetta, sono andati in fumo i progetti del candidato premier pentastellato sul trampolino siciliano. Quello tra lui e Renzi sarebbe stato dunque un duello tra due sconfitti. Ma l’ex premier s’è già rialzato due volte dalla polvere, mentre Luigi Di Maio deve ancora imparare, è evidente, come si esce in fretta dal ruolo del perdente.

 

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