20-07-2017
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Archivio della categoria: Politica

RAGUSA, INTERROGAZIONI DEL GRUPPO CONSILIARE PARTECIPIAMO

downloadInterrogazioni a 360° del gruppo consiliare di Partecipiamo, composto da Mirella Castro e da Giovanni Iacono, su vari aspetti della vita cittadina. Si inizia con quella sulle modifiche al regolamento edilizio per la razionalizzazione delle risorse idriche, riutilizzo e riduzione dei consumi. I due consiglieri di Partecipiamo prendono spunto dalle condizioni di condotte e riserve idriche e dalle allarmanti mutazioni climatiche e variazioni dell’ecosistema che hanno portato già nel breve periodo la diga di S.Rosalia a livelli bassissimi che potrebbero creare possibili situazioni di emergenza idrica per cui si rende necessario invertire la rotta e diffondere in maniera massiva una diversa cultura sull’uso dell’acqua. In un’altra interrogazione presentata contestualmente, la rappresentanza consiliare di Partecipiamo torna sul Parco degli Iblei e sull’ampliamento del suo perimetro approvato dal consiglio comunale di Ragusa lo scorso anno. L’interrogazione chiede di dare riscontro dettagliato su quali iniziative sono state poste in essere a seguito di tale deliberazione, anche nell’ottica della istituzione del Parco Nazionale. Chiesto inoltre di voler appostare un apposito capitolo di bilancio in maniera permanente come evento annuale, per l’istituzionalizzazione dell’importante manifestazione ciclistica ‘Trofeo Maratona Parco Nazionale degli Iblei’ che, non a caso, quest’anno ha registrato la seconda edizione riscuotendo grande successo di partecipazione e di pubblico. Altre due interrogazioni riguardano il trasferimento di personale con la qualifica di insegnante per le attività integrative a mansioni amministrative e la questione della ripartizione dei fondi derivanti dalla tassa di soggiorno. Su quest’ultimo argomento Giovanni Iacono e Mirella Castro chiedono all’amministrazione di fare chiarezza su modalità di impiego di tali somme alla luce di recenti polemiche consiliari sulla vicenda.

GAL, ATTACCO DI GIOVANNI IACONO AL CAPOGRUPPO CINQUESTELLE BRUGALETTA

Giovanni-Iacono1-800x500_cIl consigliere comunale Giovanni Iacono spiega come sono andate le cose riguardo la votazione del Gal, un progetto che cerca di catturare finanziamenti europei per lo sviluppo agricolo e rurale a cui ha aderito, appunto con l’atto di qualche giorno addietro votato in aula, il comune di Ragusa. Iacono replica al capogruppo Brugaletta che aveva dichiarato:”Un risultato importantissimo non compreso minimamente dalle opposizioni che si sono concentrate su questioni risibili, perdendo di vista il vero senso del progetto, rischiando di danneggiare fortemente, con il loro voto contrario, tutto il comparto agricolo ibleo. Partecipiamo, ad esempio, si è astenuto perché ne ha fatto una mera questione campanilistica ossia non ha digerito il fatto che Modica sia capofila in questa operazione, come se questo togliesse qualcosa a Ragusa”. Così Partecipiamo: “Il costituendo GAL terra barocca è stato approvato in Consiglio Comunale con 13 voti del movimento ‘5 stelle’, contrari 5 voti del gruppo ‘Insieme’, 1 del Pd Massari, si sono astenuti i 2 consiglieri di Lab 2.0, i 2 di Partecipiamo e il Pd D’Asta. La maggioranza in Consiglio Comunale è di 16 voti e, pertanto, è chiaro alle persone, intellettualmente oneste, che il movimento 5 stelle non ha maggioranza e quindi non è in grado di votarsi nessun atto e il GAL  si è votato perchè l’opposizione ha responsabilmente mantenuto il numero legale. Questi sono i fatti inconfutabili. Il Consiglio Comunale è stato mortificato per la discussione di questo importante atto che è stato inserito, ‘fuori sacco’ rispetto all’ordine del giorno concordato in conferenza capigruppo e  in una altrettanto commissione convocata d’urgenza nella mattinata stessa. Aggiungiamo inoltre che basta rivedere le dinamiche d’aula per rendersi conto che si stava svolgendo la prima votazione sull’atto senza che i 5 stelle avessero numeri superiori alle opposizioni e solo per una sospensione di approfondimento e  la sopraggiunta assenza di due consiglieri dell’opposizione l’atto è stato approvato. E’ quindi grave, falso ed irresponsabile diffondere il messaggio che l’opposizione all’atto è stata fatta per ‘astio nei confronti dei Modicani’. In aula si sono sviluppate, nel pochissimo tempo a disposizione, – spiega Giovanni Iacono – tutta una serie di argomentazioni tese a dimostrare come uno strumento di sviluppo locale che è di natura ‘partecipativa’ a termini di norma istitutiva sia stato messo su nel peggiore dei modi e senza una analisi delle esigenze di sviluppo e delle potenzialità del territorio, compresa una analisi dei punti di forza e di debolezza, senza un piano di azione e, soprattutto, senza tenere conto di quanto previsto nelle direttive europee per i GAL che devono essere costituiti con una “procedura di selezione trasparente e non discriminatoria e criteri oggettivi di selezione delle operazioni che evitino conflitti di interessi”. In tale contesto argomentativo abbiamo detto, in aula,  che come Partecipiamo siamo stati i primi,  a fine anno 2015, ad avviare  l’idea di costituire un GAL con capofila Ragusa e su questa idea si aveva anche avuta la piena condivisione con gli amministratori di Modica e quindi ci siamo stupiti nel vedere nell’atto che questa parte come altre parti sostanziali erano diverse. Poi leggendo i verbali ci siamo resi conto dell’estrema marginalità e dilettantismo avuta dal comune di Ragusa perchè tutto è stato gestito ed è gestito da due professionisti e da imprese precostituite. Del capogruppo Brugaletta e dei ‘5 stelle’, in tutto ciò che si è fatto,  non vi sono neanche lontanamente le tracce. E’ stata l’assenza del Comune di Ragusa che, dal nostro punto di vista, ha prodotto un atto e un iter sbagliato. Questo è un fatto politico, chiaro e trasparente che abbiamo sinteticamente cercato di argomentare in aula e non c’entrano quindi nulla le gravissime affermazioni sull”astio’ nei confronti di altri comuni che non ci appartengono e che rigettiamo al mittente. Tutto ci  induce ad essere ancora più vigili ed attenti ed infine – conclude Giovanni Iacono – dopo avere appurato come il consigliere Brugaletta sia aduso a mistificare i fatti evidenti (v. accordi per la presidenza consiglio, odg sulla versalis rinnegato dopo 3 giorni e queste assurde e gravi affermazioni sul gal)  invitiamo il gruppo 5 stelle ad effettuare presto il consueto ricambio per manifesta incapacità di Brugaletta  a svolgere il ruolo delicato di capogruppo consiliare perchè continuando così fa male a se stesso e a chi dovrebbe rappresentare”.

FEDERICO PICCITTO E L’EGUAGLIANZA D’AULA

AAA-opposizioni-cercasi-300x200La definizione chiara e brillante sulla situazione del governo a Palazzo dell’Aquila dopo che il sindaco ha perso la maggioranza per una catena di imperizie, viene dal dottore Giorgio Massari che da un po’ è approdato al circolo della sinistra Pd, quello di Gianni Battaglia. Ed è appunto il secondo circolo Pd, l’unico  che mantiene un’ossatura valoriale diversa dal renzismo, che ha chiamato la stampa per offrire alle masse lo spiegone della situazione venutasi a creare da quando la lista Partecipiamo è uscita dalla giunta. Il resoconto registrato delle parole di  Massari, Mimmo Barone e  Gianni Battaglia lo si trova  su internet ed è la lettura puntuale di quanto accaduto con l’elezione di Tringali, l’aumento di tasse della bolletta idrica, la tassa di soggiorno, casi e temi approfonditi in più articoli, nel recente passato, da Tele Nova. Tre le tesi del secondo circolo Pd. La prima. Non avendo più maggioranza i cinquestelle sono costretti, tradendo tutti i loro annunci e principi di autosufficienza e diversità, a trovarsela di volta in volta, e, in questo affanno hanno chiuso, non a caso, un’intesa con il consigliere Maurizio Tumino portatore di interessi particolari riferibili al mondo dell’imprenditoria e del turismo, leggi Giovanni Occhipinti. Seconda tesi. C’è una regia in questa formazione consociativa che vede coinvolti anche i due consiglieri Pd Mario Chiavola e Mario D’asta, ad opera di Nello Dipasquale così come dimostrato dalle frenetiche e molteplici incursioni di quest’ultimo  la sera che fu eletto presidente del consiglio Antonio Tringali quando molti consiglieri ammisero o esibirono ai cronisti i loro cellulari con le chiamate del deputato che premeva per la votazione verso il rappresentante cinquestelle. Terza tesi. Mario D’Asta che partecipa a questa pasticciata maggioranza, che plaude alla distribuzione delle royalties ragusane studiata da Dipasquale (proposta per fortuna bocciata),  che non si allinea alla lotta per la conservazione di strutture e servizi cancellati dal nuovo piano ospedaliero, che fa la figuraccia di annunciare la bocciatura di Marina di Ragusa per la bandiera blu, non può più rappresentare il partito democratico nella sua interezza né esserne il capogruppo. L’analisi è lineare e funzionale. Serve a caratterizzare una diversità rispetto al proprio partito, ai liberali conservatori rappresentati da Tumino, ed ai cinquestelle. Tuttavia questa doverosa azione di denuncia che si sviluppa in un racconto unitario sulle carenze di governo e sugli arrangiamenti dei rappresentanti del popolo manca di respiro alternativo che ancora si deve trovare. Siamo alla fase iniziale di osservazione, condanna, opposizione dell’opposizione con un solo uomo in aula – che non sa più dove sedersi non potendo condividere il banco con Cip e Ciop, i due Mario  del Pd – costretto ad intese variabili con una complicatissimo consiglio.  La realtà d’aula descritta da Battaglia, Massari e Barone è più complicata di quella offerta che ritrae Maurizio Tumino nelle parti del  lupo cattivo, e Dipasquale Matrix degli iblei, e più sofferta perchè evita di soffermarsi sulla debilitante guerra interna al Pd. In verità non  c’è uno scambio consociativo organico e costruito tra cinquestelle e resto del mondo – lo stravolgimento della tassa di soggiorno è stato solo un cedimento  rabbioso ed isterico del gruppo cinquestelle che per mostrare i muscoli al sindaco si è gettato nelle accoglienti braccia di Tumino – e le impressioni raccolte e descritte dal Pd minore, antirenziano e di sinistra, non determinano ancora una decisione in quanto i tormenti della sinistra Pd sono ancora tutti da vivere. Comunque iniziano le manovre per il futuro.  Ebbene, se Federico Piccitto e il suo governo sono stati e sono l’unica soluzione allo sconquasso creato da Nello Dipasquale che ha annientato in un sol colpo la destra e la sinistra ragusana  (in  questo è autenticamente renziano), e non c’è più condivisione ideale e progettuale e soddisfazione amministrativa con il governo cinquestelle, dovrà essere il Pd di sinistra – se non vince al suo interno, e non vince – a mettere in piedi un fronte democratico e progressista per la città di Ragusa. Massari parla di eguaglianza d’aula. Felicissima definizione. Massari, Iacono, Città o quel che ne resta, Sinistra Pd  sono già un listone. Maurizio Tumino se non sarà catapultato nel Pd con la protezione e il calcio di Dipasquale sarà anch’egli costretto a una lista civica, così come la Migliore (a cui pare che l’Udc abbia vietato l’uso del simbolo).  Il Pd renziano ci sarà comunque ed anche i cinquestelle che al momento privi di energia creativa e intellettuale tirano a campare, ma raccolgono sia i voti di opinione che quelli di gestione e possono riprendere fiato in aula se tessono provvisorie intese con Partecipiamo. L’ambiguità e la parità dettata dall’eguaglianza d’aula è il dato di partenza di questi due ultimi anni di governo Piccitto, e l’uscita dall’ambiguità è la chiave di volta per capire se la sinistra troverà corpo e sostanza. La condizione ragusana rappresenta bene il sentimento nazionale del popolo di sinistra che non può riconoscersi in Renzi: rinascere o adattarsi ai cinquestelle.

FEDERICO PICCITTO E LA BANDIERA NASCOSTA

bandierSì, il titolo che proponiamo è da avventura di Topolino o, per i più colti, da storie di pirati della Malesia con tesori spariti e abilmente ritrovati, casi polizieschi risolti con scaltrezza e malizia, insomma un romanzetto che soddisfa gli animi infantili. – Ed ecco Federico nascosto tra i cespugli che salta addosso al temibile corsaro e con un colpo di scimitarra slega la nobile fanciulla dal ruvido legno e l’avvolge nella bandiera blu della salvezza!- languido bacio, lacrime trattenute con fare maschio, sguardo al cielo e dissolvenza. –  Ma il nostro simpatico agente Topofederico come incastrerà i ladri della bandiera?  La sua mente infallibile ha calcolato ogni mossa e piomberà sulla Banda Bassotti recuperando il prezioso vessillo! – e il ragazzino, dopo il lieto fine, eccitatissimo, corre a fare merenda. Perché Il nostro sindaco ha nascosto alla città il recupero della bandiera di Marina? Che razza di sorpresa è non annunciare un evento piacevole che rincuora gli abitanti? Cosa si credeva di fare Piccitto? Spiazzare il nemico? Confonderlo? Sperare che i cittadini con questo colpo di teatro commentassero quanto fosse furbo? L’episodio è sintomatico di una relazione errata tra pubblica amministrazione e cittadini elettori. Quanto accaduto si incastona perfettamente nell’azione fumettistica di questi ultimi mesi con il sindaco che ogni giorno lancia sulla stampa e sui social una serie di scatti fotografici che lo vedono concentrato e competente ispezionare qualche lavoretto pubblico. E’ il giornalino di Federico, che a lui piace tanto. Questa narrazione fulgida e solitaria sul modo di  governare, in cui l’unico coinvolgimento per gli esterni  è la presa d’atto ottica, è la scelta adottata in giunta, in consiglio, con il movimento, con la popolazione. Gli appassionati si guardano il giornalino, lo collezionano, se lo scambiano – questo procedere ricordiamo che è anche il frutto della finta partecipazione democratica di facebook immediata, superficiale, isterica, autoreferenziale – e per chi non è iscritto al club o non è appassionato del genere, tanti saluti e chi se ne frega. Lo sapevano da 15 giorni, a Palazzo, dell’attribuzione della bandiera blu (c’era l’invito di recarsi a Roma per l’evento celebrativo), ma nessuno nell’esecutivo ha ritenuto opportuno comunicarlo alla città. Fra i mille guai che attraversa la nostra Ragusa, questo riconoscimento  che tornava a svettare su Marina poteva costituire un tassello di speranza in un settore, il turismo, che ancora resiste, ed invece è stato vissuto come un successo personale. Nessuno della giunta, che pur sapeva, ha parlato, si è sbilanciato o ha rivelato in qualche modo la notizia; evidentemente c’era l’ordine del silenzio. A questo punto occorre chiedersi cosa abbia fatto scattare nel sindaco e nel suo entourage questa voglia dispettosa di scherzare con le opposizioni, e qui, purtroppo, lo “scherzetto” diventa dramma.  Spunta come sempre il disastro emozionale e comportamentale derivante da questa maledetta legge sull’elezione diretta dei sindaci destinati tutti a trasformarsi, a seconda delle connotazioni caratteriali, in piccoli principi bonaccioni o in spietati dittatorelli di paese, e si appalesa la fragilità strutturale del movimento cinquestelle il cui credo si esaurisce nella potenza individuale coniugata ad onestà ecc..ecc..  e tuttavia priva di quel sentimento amoroso verso le masse e del culto rigidissimo del rispetto politico che appartiene alla cultura progressista con i suoi derivati autentici di linea. Ed infatti i cinquestelle oscillano sempre più frequentemente, nel rapporto con il mondo esterno, fra trovate propagandistiche infarcite di sogni molti dei quali giusti e  realizzabili, e clamorosi tonfi che creano loro panico e sbandamento – vedi gli imprevisti di mestiere di alcuni loro sindaci. Ciò che più infastidisce è immaginare il momento in cui il sindaco o chi per lui – ci auguriamo che non ci sia qualche Rasputin, personaggi che conducono le amministrazioni locali dritte  al baratro – opta per l’occultamento della bandiera. La gioia solitaria, il divertimento bullesco verso coloro che non apprezzano e non capiscono la grandezza di un gruppo dominante, la nevrotica conferma di un ossessivo disprezzo verso il prossimo politico… come si gira e gira idea stupida e inquietante. Non serve, poi, rimarcare il ridicolo ruolo del presidente del consiglio Antonio Tringali che non ha avuto l’illuminazione di smarcarsi dal cerchio magico e ha ben contribuito, da simpatico folletto qual è, a consegnare all’opinione pubblica un ritratto da fanciulli minchioni dietro la bandiera. Sono riusciti nel loro intento di stupire e di far mangiare i gomiti al nemico? Senz’altro no. Le sottigliezze della perfidia sono sempre materia altamente infiammabile che si esaurisce velocemente. Questo piacere che si sono passati non vale una mazza, non forma consenso, non annienta il nemico, non conquista consensi. Roba da allocchi. Viva la bella Marina di Ragusa dalle onde blu, viva la forza, la forma e l’etica della buona politica, viva la natura, viva la democrazia senza inganni. E gran finale cinquestelle con la marcia di Topolino. Tutti in coro: “Tu sei furbo e birichin viva Topolin, quanto piaci a noi bambin, viva Topolin!” .

REGIONE SICILIANA: BOCCIATO L’INGRESSO DI LICODIA EUBEA AL CONSORZIO DI RAGUSA, RIFORMA DELLE PROVINCE IN ALTO MARE

Federico-Piccitto-stipendio-ragusaIl sindaco di Ragusa Federico Piccitto stigmatizza la bocciatura, in Prima Commissione Affari Istituzionali dell’Ars, del ddl che sanciva, tra le altre cose, il passaggio del comune di Licodia Eubea al Libero Consorzio di Ragusa, nell’ambito della travagliata riforma delle ex-province. “Dal genere grottesco, cifra distintiva dell’azione amministrativa che da due anni, specie in quest’ambito, caratterizza l’azione politica in quel di Palermo, siamo arrivati all’horror. E siccome quanto accaduto in Commissione dimostra che al peggio non c’è mai fine, quando ingenuamente si pensa che si sia toccato il fondo, da Palermo si trova un modo sempre originale e nuovo per abbassare ancora l’asticella. Questa volta però, a fare le spese di un illusionismo politico che ormai è il vero segno distintivo a livello regionale, è la libera espressione democratica di un territorio, Licodia Eubea. I cittadini di quel comune, il massimo consesso civico e quindi il più alto livello di rappresentanza avevano manifestato, in tutte le occasioni consentite, consultazione referendaria compresa, la propria volontà di entrare nel Libero Consorzio di Ragusa. L’atteggiamento da Fine Impero in sede di votazione da parte della Prima Commissione dell’Ars, incapace quindi perfino di rispettare e dare seguito a quanto chiesto a gran voce da un territorio e dai suoi abitanti, deve far riflettere come segnale evidente che il Palazzo, questa volta, non ha perpetrato l’ormai consueto attentato contro il futuro dei cittadini, ma ha deciso la distruzione definitiva della democrazia in quanto tale. Un modello, il sistematico disinteresse nei confronti della volontà dei cittadini di Licodia Eubea, che di recente è stato già riscontrato in altre occasioni, e che rappresenta una nuova evoluzione, pericolosissima e dagli effetti ancora ignoti, nei rapporti tra i territori e le istituzioni regionali. Unico baluardo nel marasma generale, ancora una volta, i parlamentari regionali del Movimento 5 Stelle, che ringrazio – conclude Piccitto – per l’impegno e la volontà di non piegarsi ad una logica incomprensibile e dannosa. Esprimo inoltre, a titolo personale ed in rappresentanza della città di Ragusa, la mia vicinanza al sindaco di Licodia Eubea, Giovanni Verga, al presidente del Consiglio Comunale, Alessandro Astorino, ai consiglieri comunali ed ai cittadini tutti. Sicuramente non assisteremo, in maniera passiva, ad una decisione che appare come uno schiaffo alla democrazia ed alle istituzioni tutte”.

 

Pcl Ragusa sul caso Sigona

michele mililliLa sezione ragusana del Partito Comunista dei Lavoratori dichiara “Sgomenti, arrabbiati e indignati: a pochi giorni dal 25 Aprile le dichiarazioni della consigliera Gianna Sigona suonano come una provocazione intollerabile per tutti i cittadini ragusani sinceramente democratici e autenticamente antifascisti. Non è la prima volta che la consigliera mostra il suo vero volto, spesso non è riuscita a trattenersi dal prendere posizioni razziste, come quella volta in cui in Consiglio Comunale dichiarò di voler buttare fuori gli immigrati dal centro storico”. “L’unica nota positiva in questa storia – prosegue il Pcl- e’ stata l’indignazione e la rabbia sincera di centinaia di cittadini ragusani che hanno chiesto le dimissioni del consigliere”. Riferendosi al movimento 5 stelle ragusano, il Pcl ritiene che “quello che doveva rappresentare il nuovo si è dimostrato un metodo vecchio di amministrare la città, con l’aggiunta della grave incapacità di formare un minimo di classe dirigente che i casi della Nicita prima e della Sigona dopo hanno reso plateale. Il Partito Comunista dei Lavoratori sarà sempre dalla parte dei cittadini contro i vecchi e nuovi fascismi e contro il nuovo movimento reazionario grillino”.

30 APRILE 1982, LA MAFIA UCCIDE PIO LA TORRE E ROSARIO DI SALVO

pioLa mafia li uccise per  ridurli al silenzio, per eliminare l’altra politica, quella onesta che denunciava già allora (ma era una voce nel deserto) le pericolose commistioni tra colletti bianchi e Cosa Nostra. Pio La Torre, avendo vissuto la mafia prima nelle occupazioni delle terre dei contadini siciliani per far applicare i decreti Gullo e poi nella camera del Lavoro di Corleone, successore di Placido Rizzotto, conosceva meglio di altri sin dove poteva incunearsi il crimine organizzato e sapeva su quali amicizie poteva contare: Pio La Torre conosceva la mafia, ma sapeva anche come contrastarla. Dal basso, insieme ai contadini che reclamavano i loro diritti; e dall’alto, nel Parlamento siciliano e in quello italiano, per un contrasto politico e non solo giudiziario-repressivo della mafia. La sua eredità è immensa, tangibile ed estremamente ricca, come la legge Rognoni-La Torre, la quale per la prima volta istituisce il reato di associazione mafiosa nell’ordinamento italiano (art. 416 bis). Qualche giorno prima dell’assassinio, Pio La Torre, insieme all’inseparabile Rosario Di Salvo, era stato a Ragusa, dove veniva spesso per il suo impegno contro i missili a Comiso, per la chiusura della base missilistica e la sua riconversione. Oggi, giustamente, l’aeroporto di Comiso porta il suo nome. Pio La Torre e Rosario Di Salvo con il loro sacrificio hanno dimostrato che la politica è diversa da come viene dipinta oggi. Nel loro omicidio c’è la paura della mafia verso coloro che prima di altri avevano capito che la mafia si poteva sconfiggere con più giustizia sociale, con la redistribuzione di ciò che le mafie avevano sottratto al territorio.

On. Nino Minardo: “Per i fondi europei dati inaccettabili per Sicilia. Crocetta spieghi ritardo”

foto (11)“I dati, forniti dall’Agenzia per la coesione territoriale, sull’utilizzo dei fondi europei che registrano un gravissimo ritardo della spesa europea in Sicilia, sono allarmanti. E’ la fotografia impietosa dell’immobilismo del Presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta che dovrebbe spiegare le ragioni di questo inaccettabile ritardo. Ancora una volta la Sicilia è fanalino di coda sia nell’utilizzo delle risorse disponibili sia per quelle programmate. Eppure, sono molti i settori che potrebbero trarre vantaggio dall’utilizzo delle risorse europee, a cominciare dall’agricoltura al turismo, dalla rete stradale e infrastrutturale ma nonostante ciò tra pastoie burocratiche ed incapacità la Sicilia si troverà costretta a restituire i soldi non spesi. Il presidente Crocetta deve spiegare le ragioni di tale inaccettabile ritardo e perché ancora una volta si è riusciti nell’opera di mandare in fumo una montagna di contributi”.

Elezioni amministrative 5 giugno 2016 – MESSAGGI AUTOGESTITI GRATUITI

TELE NOVATele Nova intende trasmettere messaggi politici autogestiti gratuiti. I soggetti politici possono visionare presso la sede di Tele Nova, in Viale Ten. Lena n. 79 a Ragusa, tel. 0932 244718, contattando Roberto Voi, il documento concernente la trasmissione dei messaggi, il numero massimo dei contenitori predisposti, la collocazione nel palinsesto, gli standard tecnici richiesti ed il termine di consegna per la trasmissione del materiale autoprodotto.

COMUNE DI RAGUSA ABBANDONA DISTRETTI TURISTICI

comune-ragusa-535x300Nella seduta di giovedì il Consiglio Comunale di Ragusa ha approvato a maggioranza due atti proposti dalla giunta municipale. La deliberazione  n. 31 (18 voti a favore e 5 contrari)  riguarda la recessione dell’ente dalla qualità di socio del Distretto Turistico degli Iblei. La deliberazione  n. 32 (18 a favore e 4 contrari)  approva la recessione dell’ente dalla qualità di socio del Distretto Turistico del Sud Est.

Referendum del 17 aprile – A Modica vota il 33,82 % degli elettori

REFERENDUMSono stati 13286 i SI e 1009 i NO al quesito posto dal Referendum abrogativo dell’articolo 6, comma 17, del Codice dell’Ambiente nelle cinquantuno sezioni della città della Contea. 14.518 elettori si sono recati alle urne, di cui 7.156 machi e 7.362 femmine. Le schede bianche sono state 74 e le schede nulle e le schede contenenti voti nulli, 149.

REFERENDUM TRIVELLE – Anche a Ragusa quorum mancato

 

trivellazioni-canale-sicilia-300x224I dati definitivi comunicati dagli uffici comunali preposti, che riguardano l’affluenza nel Comune di Ragusa dei votanti alla chiusura dei 71 seggi, è di 17.118 elettori su 57.751, di cui 8.401 maschi e 8.717 femmine. La percentuale  raggiunta è del  29,64% (a livello nazionale la percentuale dei votanti è stata del 32%). L’affluenza più alta si è verificata nella sezione  n. 35 presso la scuola Quasimodo con il 38,37% dei votanti, mentre il dato più basso nella sezione n. 18 (Crispi)  con il 21.19% . A conclusione dello spoglio i SI hanno ottenuto 15.105 voti (89,22%), i NO 1826 (10,78%). Schede bianche 63, nulle 120 e 4 voti contestati.

On. Nino Minardo: proposta di legge sulle adozioni

foto adozioni2Una proposta di legge che reca norme di semplificazione delle procedure per le adozioni nazionali e che introduce la possibilità di adottare un bambino per le coppie, un uomo e una donna, conviventi da almeno cinque anni. E’ questo il senso della proposta di legge presentata dal deputato modicano di modifica alla legge sul “Diritto del minore ad una famiglia. “La legislazione italiana sulle adozioni – afferma Minardo -presenta diversi problemi relativi soprattutto alle lunghezze procedurali con cui si effettua l’adozione. Compito del legislatore è pertanto quello  di semplificare le procedure per l’adozione  in modo da garantire ai genitori adottivi la possibilità di avere tempi certi per l’espletamento delle stesse. In particolare il mio progetto di legge interviene  sulla  riduzione dei tempi delle procedure di adozione rendendoli più ragionevoli”.

VILLA COMUNALE DI VIA ARCHIMEDE A RAGUSA IN PESSIMO STATO

Villa di via Archimede 3La consigliera comunale Elisa Marino, capogruppo del movimento Insieme, dopo avere effettuato un sopralluogo nella villa cittadina di via Archimede, ha avuto modo di appurare che ci sono parecchie cose che non vanno. “Cominciamo, intanto – dice – dalla presenza di sterpaglie e di erba, l’altalena per i bambini è di fatto inservibile, lo stato precario dell’asfalto avrebbe bisogno di un intervento di riattamento e di ripristino. Neppure la vasca risulta essere in buone condizioni. L’acqua sembra troppo sporca, avrebbe bisogno di un ricambio. Chiedo all’Amministrazione comunale di verificare e di attivare gli opportuni interventi di manutenzione”.

NASCE A RAGUSA IL NUOVO COORDINAMENTO CITTADINO DELL’UDC

Logo_UdC_2012Nei locali di via Archimede n. 80, nuova sede provinciale del partito, si è svolta una riunione di dirigenti, iscritti, simpatizzanti, rappresentanti istituzionali e dell’associazionismo e del volontariato, convocata dal segretario provinciale Pinuccio Lavima per procedere alla nomina dei nuovi assetti organizzativi dell’Udc nella città di Ragusa. Il segretario provinciale ha rappresentato la necessità che il partito in città torni a svolgere il suo ruolo di forza politica importante nel panorama cittadino, in considerazione della grande valenza che la città di Ragusa riveste non solo nell’ambito territoriale ma anche a livello regionale. A coordinare i nuovi organismi del partito in questa fase di transizione è stato chiamato l’on. Orazio Ragusa che si avvarrà della collaborazione del nuovo coordinamento individuato nelle persone di: Nuccio Scribano, Enza Tallarita, Stefano Schininà, Salvatore La Terra, Lisa Iudice, Giulio Maltese, Sebastiano La Mesa, Salvatore Fidone, Luca Burruano, Federica Savasta.

PIANO AZIENDALE ASP, IL COMUNE DI RAGUSA RICORRE AL TAR

Federico-Piccitto-stipendio-ragusaLa Giunta Municipale ha approvato la delibera con la quale si autorizza il sindaco a proporre ricorso avanti il giudice competente affidando la difesa degli interessi dell’Ente all’avv. del Comune Sergio Boncoraglio ed al prof. Avv. Antonio Barone del Foro di Catania. “Come già preannunciato, l’Amministrazione Comunale – dichiara il Sindaco Federico Piccitto – ha deciso di proporre ricorso al TAR Sicilia per l’annullamento parziale del Decreto dell’Assessorato regionale alla salute e della deliberazione dall’ASP di Ragusa, con particolare riferimento alle parti in cui si prevedono il trasferimento di alcune unità operative (semplici e complesse) dall’Ospedale di Ragusa ad altri nosocomi della provincia o non prevedono delle unità operative, laddove la normativa le dispone per gli Ospedali di I livello come quello di Ragusa”.

Insieme Ragusa per il Si al referendum

giovanni_occhipinti“Noi di Insieme andremo a votare e voteremo “si” al referendum. Credo che per le concessioni in essere sia essenziale mettere una scadenza”. E’ quanto dichiara il leader del Movimento Civico Insieme, Giovanni Occhipinti, che parla a nome di tutto il movimento. Per fare chiarezza con il referendum del 17 aprile con il “si” si abroga precisamente l’art. 6, comma 17, terzo periodo, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, “Norme in materia ambientale”, come sostituito dal comma 239 dell’art. 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2016)”, limitatamente alle seguenti parole: “per la durata di vita utile del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale”?”. “Ciò significa – dice Occhipinti – si introduce nuovamente una data di scadenza alle concessioni a mare e non una cosa illimitata nel tempo. Comunque, come Movimento Insieme, noi siamo contrari alle trivellazioni a mare anche se la legge consente che le concessioni possono essere rilasciate per una distanza superiore alle 12 miglia. Tornando al referendum del 17 aprile noi andremo a votare e voteremo “Si” e sollecitiamo gli elettori a fare la stessa cosa”.

SENATRICE PADUA: “NECESSARI I CORRIDOI UMANITARI. ALLA CRISI NON SI RISPONDE CON I MURI”

 

Venera  Padua (2)“Se i cardini del nostro sistema di accoglienza si fondano su concetti quali l’inclusività e l’integrazione, la solidarietà e la speranza, l’accoglienza e l’uguaglianza, il diritto alla vita e alla salute, allora bisogna sostenere ogni iniziativa utile, come i corridoi umanitari, per dare alle istituzioni nazionali e internazionali quell’afflato senza cui la nostra identità è svuotata di significato”. Lo dice la senatrice del Partito Democratico Venera Padua intervenendo nella discussione sulla mozione per la tutela dei diritti dell’infanzia nei territori controllati dall’Isis e Boko Haram, approvata dall’Aula del Senato. “In Europa – sottolinea Padua – sono presenti forze politiche che spingono alla creazione di una nuova cortina di ferro come nel secondo Dopoguerra, ma non si può rispondere a questa crisi umanitaria costruendo muri, barriere e fili spinati e con controlli spietati alle frontiere”.

FEDERICO PICCITTO E L’ILLUSIONE DI GERUSALEMME

imagesCapita a volte che la vita vada avanti lenta. Così la crisi del governo di Ragusa la cui esplosione si è già dimenticata sia per il silenzio del sindaco sia per i troppi affanni dei cittadini che a stento conoscono i nomi degli assessori o i motivi della contrapposizione tra consiglieri cinquestelle e Federico Piccitto. Siamo giunti a un punto certo: il sindaco -qualsiasi cosa accada e si dica – il suo Stefano Martorana, delegato al bilancio, non lo molla. E in due parole siamo arrivati al cuore del dibattito. Piccitto è come Renzi: la sua Maria Elena non si tocca. La questione non è l’irritazione per l’uomo solo al comando – prima o poi i consiglieri si sorbiranno questo fare renzista e impareranno a coltivare in proprio la delusione e il fastidio per il loro sindaco irraggiungibile – quanto l’impossibilità del movimento cinquestelle a dichiarare con lealtà la sofferenza che si sta vivendo in questa esperienza amministrativa. Qual è il punto di crisi? Le regole di apparenza. Il manto protettivo della missione è una gabbia che impedisce la libera articolazione del pensiero autonomo: spostare per un attimo la veste dalla rossa croce e  prendere aria è considerato tradimento. E’ la casacca che li identifica come giusti. Ed è questa consapevolezza dello stato obbligato di prigionia che rende forte Piccitto – che sfugge al confronto – facendolo accanire in un braccio di ferro. Dalla sua ha la necessità di finzione del movimento. Anche il loro leader regionale Giancarlo Cancelleri che molto probabilmente potrebbe divenire governatore di Sicilia, non ha saputo in sei mesi di tormenti addivenire ad una soluzione e non ha avuto neanche la capacità e il coraggio di schierarsi o con l’uno o con gli altri- intendiamo sindaco e gruppo consiliare – dimostrando di essere solo una figurina di propaganda priva di spessore. Cuperlo direbbe: non è all’altezza del ruolo. Stiamo assistendo a qualcosa di assai strano. Il partito che si propone come innovatore – e quasi tutte le battaglie sono condivisibili sia per buon senso, sia per involontaria matrice progressista- e che si dichiara in un linguaggio aperto e dissacrante, non riesce ad ammettere con se stesso un conflitto, come se l’armonia di gruppo fosse condizione indispensabile per una buona azione di governo. E’ il partito della felicità. E così l’altro giorno a Vittoria per l’apertura della campagna elettorale la frenesia dell’apparenza ha toccato il ridicolo. Un deputato europeo, Ignazio Corrao, microfono in mano attirava le masse come un ottimo venditore di pentole: “Siori e siore lo vedete questo uomo Federico Piccitto da Ragusa? Ebbene si, questo è il sindaco che dico migliore della Sicilia, che dico migliore del meridione, che dico migliore dell’intero stivale! Venghino, venghino e ricordate: raddoppiate questo miracolo anche a Vittoria!”. C’erano due consiglieri comunali di Ragusa, Stevanato e Leggio, che per l’imbarazzo quasi quasi venivano risucchiati dalle mura dell’aristocratica Via Cavour. Ormai che ci siamo, prima di tornare alla nostra Ragusa, due parole sul candidato sindaco di Vittoria Avvocato Carmelo Giurdanella. Si legge in un volantino (redatto da Biagio Battaglia colui che fu protagonista dell’organizzazione della campagna elettorale ragusana, poi allontanato da palazzo e quindi inghiottito dallo scisma dentro il movimento) che Giurdanella ha uno studio legale con sedi a Vittoria, Roma, Catania, Palermo, Milano, e Bruxelles. Già depone male: un  professionista di successo che ha studio a Bruxelles non dovrebbe avere niente a che fare con Vittoria per una sorta di incompatibilità a largo spettro. Che dire di questo Giurdanella? come fare capire il tipo? Veloce, intrigante, rassicurante, ci ricorda tanto l’avvocato Tuccio Di Stallo, anch’egli appassionato di politica. Torniamo a noi, a Ragusa. C’è soluzione per la moria all’interno della giunta e la nascita di un nuovo esecutivo? Sì. Basterebbe fare all’antica: rimpastarsi. E qui ci si può sbizzarrire. Leva l’urbanistica a Corallo e dalla a Partecipiamo;  Maria Elena ripone il bilancio nelle mani dell’amato sindaco; l’immondizia la si rigira a un fidatissimo; a fimmina alla fine sempre si trova nella società civile. L’importante è che ‘sto travaglio abbia fine. Ci sono fungi, nel senso di musi, a Palazzo, che viene una tristezza! Solo la Zaara svolazza e va abbracciandosi civettuosamente nei corridoi con i peggiori cattivoni dell’opposizione. Al momento però la spaccatura è verticale. Da una parte il sindaco coi i suoi consiglieri, i federiciani, che sono:  Disca, Brugaletta, Zaara Federico, Spadola, Fornaro, Dipasquale, e ci mettiamo anche la new entry La Terra -già salesiano, ragazzo di Don Salvino – e dall’altra i movimentisti. Questione di giorni e poi il sindaco comunicherà la decisione presa. In mezzo a tutto questo immenso silenzio si è scoperta la verità che li incupisce. La mirabile Gerusalemme, città tutta pregna di luce, bontà e misericordia, città dal cielo casto, non esiste più nell’anima dei cinquestelle e questa rivelazione li ha schiantati, atterrati, appiedati. Quasi come capitato ad Antonio Zanotto al secolo assessore all’ambiente. Pare che gli abbiano rubato la bicicletta, unico suo mezzo di trasporto. Concittadini infami e ladri. Era l’unico, Zanotto, a rendere plasticamente il senso di una giustizia sociale a portata di mano. Gli altri camminano in Bmw.  La scelta è drastica: una volta compreso com’è schifoso il mondo, meglio farsi fuori il veneto a due ruote.

RAGUSA, SI DIMETTE DA CONSIGLIERE COMUNALE LUCA SCHININA’ (M5S) IN POLEMICA CON L’AMMINISTRAZIONE

schininaPubblichiamo la lettera di dimissioni: “Con la presente intendo comunicare le mie irrevocabili dimissioni dalla carica di consigliere di codesto comune, vorrei nel rispetto di tutti,  ma soprattutto nei confronti di coloro che mi hanno eletto,  rendere note le motivazioni di tale decisione che sono oltremodo dettate dal disagio e dallo sconforto; ebbene io in prima persona come anche i miei colleghi ho messo a disposizione il mio tempo, il mio entusiasmo, e la mia voglia di fare per portare avanti un progetto e un sogno comune, mio malgrado però, le ultime scelte amministrative e i dissapori che si sono venuti a creare tra gruppo consiliare e amministrazione, mi hanno trovato in forte disaccordo facendomi sentire a disagio nei confronti delle persone che hanno creduto in me e mi hanno votato; pertanto, non condividendo più il modo con cui l’amministrazione sta portando avanti il programma elettorale presentato alla cittadinanza, oggi mi sento di non voler più far parte di questa avventura; mi sento comunque di ringraziare i miei colleghi consiglieri che hanno condiviso con me la passione nell’espletamento del compito designatoci e ai quali mi lega un sentimento di profonda stima e amicizia; lascio sapendo di aver dato il meglio e fatto tutto il possibile affinché il mio operato fosse integro e corretto ma non senza amarezza e delusione”.  Cordialmente Luca Schininá. In consiglio comunale subentrerà Gianluca La Terra.

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