26-09-2017
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Archivio della categoria: Politica

Ragusa, maggioranza consiliare battuta in aula

foto gruppo (5)Il gruppo consiliare Insieme esprime “totale disappunto per l’atteggiamento di arroganza mostrato dal Movimento 5 Stelle in merito alla variante all’art. 48 delle Nta del Piano Regolatore Generale”. “Ciascuno di noi consiglieri dell’opposizione, – proseguono Maurizio Tumino, Giuseppe Lodestro, Giorgio Mirabella, Elisa Marino e Angelo Laporta – avendo come principale prerogativa quella di offrire alla città uno strumento di pianificazione moderno in linea con la tutela del paesaggio, ha rassegnato all’aula una serie di suggerimenti con l’intento di perfezionare un atto presentato dall’amministrazione che appariva lacunoso e per certi versi pasticciato. Anziché apprezzare lo spirito costruttivo dell’opposizione, il M5S ha preferito chiudersi in un isolato silenzio chiedendo solamente di andare avanti senza, però, addurre buone ragioni”. Al gruppo consiliare Insieme “interessa regolamentare la materia delle edificazioni in verde agricolo e quella inerente la possibilità di procedere a nuove attività estrattive  in verde agricolo senza particolarismi nell’interesse generale di una comunità che vuole svilupparsi in maniera eco sostenibile”.

Estrazioni petrolifere a Ragusa – Consiglieri comunali chiedono al Sindaco di correggere la variante all’art.48

images consiglioI gruppi consiliari Insieme, Partecipiamo, Citta’, Pd, Lab 2.0, Movimento Civico Ibleo tenuto conto che “lunedi’ in seduta d’aula è emerso che la delibera di Giunta Municipale inerente la variante all’art.48 del Piano Regolatore generale conteneva una serie di refusi nonché un richiamo nella parte delle motivazioni già superato dall’approvazione del Piano paesaggistico della Provincia di Ragusa e prescrizioni generalizzate a nuove attività estrattive nel territorio comunale in contrasto con la vigente normativa e passibili di inevitabile contenzioso a danno del Comune”, invitano il Sindaco Piccitto a ritirare il provvedimento e a riformularlo, nel più breve tempo possibile, correggendolo nelle parti superate ed adeguandolo ai disposti normativi di settore.

Ragusa approva la clausola sociale negli appalti pubblici

filippo spadola M5SIl Consiglio comunale ha approvato all’unanimità l’atto di indirizzo, avente come primo firmatario Filippo Spadola, su “La tutela occupazionale del personale impiegato nelle imprese aggiudicatarie di appalti pubblici banditi dal Comune di Ragusa”. Con l’approvazione di questo atto si impegna l’Amministrazione ad inserire, ove possibile, nei bandi e nelle gare d’appalto, una clausola sociale a tutela dei lavoratori che dovranno essere assunti dalla ditta subentrante ed aggiudicataria dell’appalto. “La gestazione di questo atto di indirizzo – ricorda il consigliere dei 5 Stelle, Filippo Spadola – è stata lunga ed alquanto travagliata, sono passati circa otto mesi da quella Commissione Trasparenza, durante la quale apparve ovvio il fatto che bisognasse uniformare le clausole occupazionali a tutela della continuità del rapporto di lavoro. Un preciso impegno che oggi questo Comune prende con i suoi cittadini, un impegno che, però, dovrà necessariamente relazionarsi con la legislazione nazionale ed europea che, come tutti sanno, è sovraordinata ai regolamenti comunali, nonostante le dichiarazioni fuorvianti ed erronee di alcuni consiglieri d’opposizione, che fanno finta di non sapere. Questo atto – spiega Spadola – cerca di arginare gli effetti di una crisi economica devastante, che ha fatto registrare in questi anni, da un lato, un aumento esponenziale del numero degli inoccupati, mentre dall’altro lato è stata la causa dei pesantissimi tagli ai trasferimenti delle risorse economiche, da parte di Stato e Regione, agli enti locali, tagli che hanno determinato l’aumento della tassazione locale”.

PD RAGUSA: “IBLA E’ PIENA DI TURISTI MA I DISSERVIZI SONO PARECCHI”

Turisti a Ibla“Ai grandi risultati che si registrano, in termini di visitatori, grazie alla presenza dell’aeroporto di Comiso e grazie alla continua promozione fatta dalla fiction tv su Montalbano, non corrisponde un’adeguata organizzazione in termini di servizi turistici da parte dell’Amministrazione comunale di Ragusa. Mentre le presenze turistiche sono in costante aumento nei centri storici di tutta la città, i servizi non risultano essere all’altezza delle aspettative. Un esempio su tutti? Ibla”. E’ il tenore della denuncia che arriva dal circolo Rinascita Democratica del Pd di Ragusa. “Abbiamo chiesto una seduta aperta del Consiglio comunale per ascoltare le problematiche che affliggono i residenti con ricadute sui turisti. Troppi i disservizi. Abbiamo presentato nel frattempo una interrogazione consiliare in merito – dicono i due consiglieri comunali dem Mario D’Asta e Mario Chiavola – siamo a metà giugno, quindi con una presenza costante di turisti che ogni giorno viene registrata, ma ancora nulla si sa sulla convenzione con la Curia diocesana per fare in modo che le chiese possano essere espressamente aperte ai turisti. I bagni sono o chiusi o, se aperti, risultano sempre sporchi. Come se non bastasse, il verde pubblico è da sistemare. Dopo le 20,30, da Ibla verso Ragusa superiore, non esiste alcun tipo di collegamento pubblico. Il bus navetta tanto promesso è rimasto nei cassetti delle numerose promesse lanciate ma mai attuate. L’infotourist è chiuso nei pomeriggi di sabato e domenica, così come pure nei giorni festivi. Per quanto riguarda la segnaletica mancano le indicazioni da Ragusa Ibla all’aeroporto di Comiso e da Ragusa a Ibla. I lavori di rifacimento sul selciato all’interno dei Giardini iblei impediscono l’ingresso ai turisti”.

ACHILLE OCCHETTO A RAGUSA

Copertina libroSabato 18 Giugno alle ore 10.30 presso la Libreria Paolino, in Corso Vittorio Veneto 144 a Ragusa, presentazione del libro “L’ utopia del possibile” di Achille Occhetto a cura di Carlo Ruta. Condurrà l’On. Giorgio Chessari. Sarà presente l’autore Achille Occhetto che, nel libro-conversazione (per le Edizioni di storia e studi sociali), racconta se stesso e spiega qual è oggi, al cospetto della galoppante crisi economica, politica e morale che attraversa l’Italia, la sua concezione della sinistra e della democrazia.

Affidamento in concessione dei servizi igienici pubblici a Ragusa – Chiesto un  passo indietro all’Amministrazione comunale

1402763529-bagni-pubblici-chiusi-a-marina-di-ragusaSebastiano La Mesa della Agos, Giuseppe Cappello della Leonardo, Armando Cappello della Cassiopea e Adriana Magnano della The Angels denunciano “le gravi anomalie, le irregolarità, le stranezze riportate sul Capitolato Speciale d’Appalto relativo alla gara aggiudicata in via definitiva all’unica Cooperativa partecipante, ovvero la Pegaso, con un  ribasso dell‘1,51% su un importo a base di gara pari a  100mila euro“.  Alla gara, cui potevano partecipare solo le Coop. Sociali di tipo B, -aggiungono La Mesa, Cappello, Cappello e Mangnano – “il Dirigente Ing. Michele Scarpulla, il Rup Geom. Rosario Ingallinera con la responsabilità politica dell’Ass. Salvo Corallo, hanno ritenuto di richiedere alle Cooperative che intendevano partecipare la certificazione di qualità UNI EN ISO 9001:2008 per i servizi oggetto della gara, riducendo “tout court“ la pluralità delle offerte e non rendendosi conto (o forse sì) che quest’ultima certificazione era già stata superata dalla norma internazione UNI EN ISO 9001:2015 che evidentemente non è  posseduta da “nessuna“ Cooperativa. Una discutibile scelta, una arbitraria richiesta per un servizio che deve  semplicemente occuparsi della custodia e della pulizia dei bagni pubblici resa ancora più opinabile se si pensa che per partecipare alla gara per la gestione del servizio idrico integrato (servizio sicuramente più importante di questo) tale certificazione non è stata richiesta. Il risultato di tale scelta: una sola Cooperativa partecipante“. Le cooperative nella loro lettera fanno notare che nel bando c’è l‘obbligo di applicare il Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro delle Coop. Sociali, ma anche un importo che non consente di garantire ciò: oltre 19.000 ore di lavoro previste da pagare secondo il Contratto con oltre 230mila euro.

Ballottaggio a Vittoria fra Giovanni Moscato e Francesco Aiello

giovanni-moscato-e1366882177945Nel Comune di Vittoria, dove ha votato il 64,82% degli elettori, si va al ballottaggio tra il candidato del centrodestra, che ha ottenuto circa il 35% delle preferenze e l’ex sindaco Francesco Aiello, che ha ottenuto il 26% circa dei consensi. Il candidato del Pd, che esprimeva il sindaco uscente, si ferma al quarto posto (meno del 10 %), superato dal candidato 5 stelle (16 % circa dei voti).

Rinnovo Camere di Commercio e gestione aeroporti di Catania e Comiso, M5S: “Quali sono le mire di Crocetta?”

download“Apprendiamo dalla stampa che il presidente Crocetta sarebbe pronto ad attribuirsi poteri ad egli non afferiti, in materia di accorpamento delle Camere di Commercio decidendo, di fatto, di bloccare i procedimenti e ritardando, così, ulteriormente, la razionalizzazione già avviata nel resto del Paese, secondo cui le camere di commercio da nove diventeranno quattro”. Così i deputati all’Ars e alla Camera M5S del Catanese. “L’eccesso di zelo del presidente, che “vuole vederci chiaro sulla distribuzione dei seggi”, – continuano i portavoce Cinquestelle – più che da fatti oggettivi, appare provenire da una maldestra imbeccata dalla “buca da suggeritore” che tira in ballo scenografiche, quanto strumentali, inchieste giudiziarie. Il presidente Crocetta dovrebbe sapere, ad esempio, che nel processo di accorpamento delle Camere di Catania Siracusa e Ragusa, le verifiche a campione sulla regolarità associativa e contributiva di tutte le organizzazioni interessate sono stati depositate, nel pieno rispetto delle regole impartite dall’Organo competente”. “Tale presa di posizione, – concludono – in contrasto con i decreti ministeriali che hanno individuato già dei commissari che hanno svolto per tempo tutti gli adempimenti propedeutici ai decreti che giacciono nella borsetta dell’assessore Mariella Lo Bello (la stessa che il 20 marzo dichiarava il proprio impegno a non rallentare l’accorpamento), rischia di inficiare ad esempio le imminenti strategiche nomine del Cda della SAC che nei prossimi anni gestirà ingentissime risorse economiche e il processo di quotazione in borsa. Non vorremmo che tale “eccesso di zelo”, al limite dell’ingerenza, fornisse un assist alle mire del già noto Ivan Lo Bello, allora si che l’Anac dovrebbe intervenire”.

NO ALL’ITALICUM: ANCHE A RAGUSA LE FIRME PER I REFERENDUM

italicum-680x365_cI cittadini che intendono firmare per i referendum contro la nuova legge elettorale (Italicum) si possono recare al Comune di Ragusa – primo piano, ufficio Affari Generali – dove potranno apporre la loro firma per l’abolizione delle parti relative al premio di maggioranza e ai capolista bloccati.

INCONTRO PER L’ACQUA AL COMUNE DI RAGUSA

100_6336L’acquedotto c’è. Manca l’allaccio alle reti periferiche per trasportare l’acqua nelle contrade a monte di Marina di Ragusa. Un impegno di spesa di un milione e mezzo di euro che, in questa fase, è difficile reperire. L’opera, semmai, potrà essere realizzata a stralci con interventi previsti nelle singole contrade. I cittadini delle contrade Camemi, Gatto Corvino, Villaggio 2000, Principe, Fontana Nova, Mangiabove, Cerasella e Santa Maria degli Angeli, dovranno attendere ancora. Mercoledì pomeriggio, in sala giunta, l’atteso confronto tra una cospicua delegazione di residenti, con il portavoce del comitato Peppe Calabrese, e i componenti dell’amministrazione comunale con il sindaco Federico Piccitto e l’assessore ai lavori pubblici Salvatore Corallo. “L’impegno di spesa pari a un milione e 500 mila euro non è sostenibile – spiega l’assessore Corallo – si può realizzare, con fondi propri in bilancio, un intervento a stralci nelle singole contrade. In pochi anni, secondo le previsioni, tutti i cittadini potranno avere il prezioso liquido. Ricordo ai cittadini che l’opera, per intero, doveva essere finanziata dalla Regione Sicilia con le risorse dei piani di recupero. Finanziamento che non è mai arrivato”. Il sindaco, nel suo intervento, ha ripercorso l’intero iter che portato alla realizzazione della vasca di accumulo che da contrada Camemi porterà l’acqua fino a Marina di Ragusa. Opera che era rimasta bloccata, per anni, da mille cavilli burocratici. “Siamo riusciti in tempi record a realizzare un’opera pubblica fondamentale per la nostra borgata a mare – precisa il sindaco Piccitto – ogni anno, a Marina, si riversano migliaia di persone e grazie al nuovo acquedotto avremo una fonte di approvvigionamento certa. Abbiamo dato priorità, in questa fase, alle richieste di tantissimi turisti e vacanzieri. Non abbiamo, comunque, dimenticato i residenti delle borgate a monte”. La rete idrica nelle contrade non è stata inserita nel piano annuale del programma triennale 2016 pubblicato il 5 aprile, ovvero tra le opere con finanziamenti certo e immediato. “Non vogliamo sapere cosa stia progettando come priorità questo sindaco – dice Calabrese – ma vogliamo che la nostra opera sia finanziata con effetto immediato. Il Comune ha i soldi per prevedere l’opera, se non riesce a trovarli li sposti da altre voci e dia priorità a questa oppure accenda un mutuo avendo la possibilità di farlo. Mettere la cifra nell’annualità 2017 equivale a scrivere zero e ci sentiamo anche un po’ presi in giro”.

LA COSTITUZIONE ITALIANA: ICONA SACRA DELLA DEMOCRAZIA

costituzioneRiceviamo e pubblichiamo dal Laboratorio politico Berlinguer di Comiso. “Il referendum costituzionale suggerisce di cambiare il quadro generale della convivenza civile e politica all’interno di ciò che rimane della residua sovranità popolare dei singoli stati europei e dunque di attuare un superamento definitivo delle Costituzioni nazionali ove ancora è presente il riconoscimento dei diritti umani e sociali come quella italiana. La riforma costituzionale è ispirata da queste idee e il governo Renzi intende realizzare un progetto ambizioso e pericoloso: esautorare il Parlamento dalle sue fondamentali prerogative. In questo modo si avallano e si consolidano le “riforme” imposte dai trattati europei che destituiscono le politiche economiche nazionali e cancellano i principi democratici costituzionali come per esempio le riduzioni delle tutele e del potere di acquisto del lavoro e delle pensioni. In tal modo sono poste le premesse per la distruzione dell’apparato della ricerca scientifica, dell’istruzione, produttivo industriale, pubblico e privato, con il conseguente impoverimento generale, soprattutto dei Paesi più periferici e con una economia più fragile. Si è preclusa al paese l’adozione di sue proprie politiche di sviluppo a tutto vantaggio dei paesi più forti dell’Europa, Germania in testa, che in questi anni hanno goduto, anche grazie a ciò, di un ulteriore vantaggio competitivo. Questi provvedimenti vanno inquadrati nella logica propria della svolta liberista, che mira a liberare l’economia e il mercato dagli interventi della politica, favorendo la giustizia di mercato contro la giustizia sociale. Tuttavia i provvedimenti finora adottati hanno aggravato la crisi, tuttora in corso, oltre che reso ancora ampie le disuguaglianze tra i paesi del Nord e del Sud Europa. Le Costituzioni, come la nostra, mirano invece a una democrazia sociale con un’economia mista e con una significativa presenza del pubblico nei settori nevralgici per l’economia e la società quali industria, scuola, ricerca, salute, credito, energia. In questo si traduce la forte affermazione di un principio di eguaglianza formale e sostanziale, di diritti e libertà nella I parte della Carta. Votare NO nel referendum costituzionale significa, dunque, votare contro la tecnocrazia sovranazionale che, grazie alla presente manomissione della Costituzione potrà appoggiarsi ad una monocrazia nazionale, ancor più vassalla delle oligarchie europee che continuerà ad affossare lo sviluppo del Paese con ancor più risolutezza. Il NO nel referendum è un SI’ al rilancio della democrazia prevista nella nostra Costituzione fondata sulla sovranità popolare”.

RAGUSA, INTERROGAZIONI DEL GRUPPO CONSILIARE PARTECIPIAMO

downloadInterrogazioni a 360° del gruppo consiliare di Partecipiamo, composto da Mirella Castro e da Giovanni Iacono, su vari aspetti della vita cittadina. Si inizia con quella sulle modifiche al regolamento edilizio per la razionalizzazione delle risorse idriche, riutilizzo e riduzione dei consumi. I due consiglieri di Partecipiamo prendono spunto dalle condizioni di condotte e riserve idriche e dalle allarmanti mutazioni climatiche e variazioni dell’ecosistema che hanno portato già nel breve periodo la diga di S.Rosalia a livelli bassissimi che potrebbero creare possibili situazioni di emergenza idrica per cui si rende necessario invertire la rotta e diffondere in maniera massiva una diversa cultura sull’uso dell’acqua. In un’altra interrogazione presentata contestualmente, la rappresentanza consiliare di Partecipiamo torna sul Parco degli Iblei e sull’ampliamento del suo perimetro approvato dal consiglio comunale di Ragusa lo scorso anno. L’interrogazione chiede di dare riscontro dettagliato su quali iniziative sono state poste in essere a seguito di tale deliberazione, anche nell’ottica della istituzione del Parco Nazionale. Chiesto inoltre di voler appostare un apposito capitolo di bilancio in maniera permanente come evento annuale, per l’istituzionalizzazione dell’importante manifestazione ciclistica ‘Trofeo Maratona Parco Nazionale degli Iblei’ che, non a caso, quest’anno ha registrato la seconda edizione riscuotendo grande successo di partecipazione e di pubblico. Altre due interrogazioni riguardano il trasferimento di personale con la qualifica di insegnante per le attività integrative a mansioni amministrative e la questione della ripartizione dei fondi derivanti dalla tassa di soggiorno. Su quest’ultimo argomento Giovanni Iacono e Mirella Castro chiedono all’amministrazione di fare chiarezza su modalità di impiego di tali somme alla luce di recenti polemiche consiliari sulla vicenda.

GAL, ATTACCO DI GIOVANNI IACONO AL CAPOGRUPPO CINQUESTELLE BRUGALETTA

Giovanni-Iacono1-800x500_cIl consigliere comunale Giovanni Iacono spiega come sono andate le cose riguardo la votazione del Gal, un progetto che cerca di catturare finanziamenti europei per lo sviluppo agricolo e rurale a cui ha aderito, appunto con l’atto di qualche giorno addietro votato in aula, il comune di Ragusa. Iacono replica al capogruppo Brugaletta che aveva dichiarato:”Un risultato importantissimo non compreso minimamente dalle opposizioni che si sono concentrate su questioni risibili, perdendo di vista il vero senso del progetto, rischiando di danneggiare fortemente, con il loro voto contrario, tutto il comparto agricolo ibleo. Partecipiamo, ad esempio, si è astenuto perché ne ha fatto una mera questione campanilistica ossia non ha digerito il fatto che Modica sia capofila in questa operazione, come se questo togliesse qualcosa a Ragusa”. Così Partecipiamo: “Il costituendo GAL terra barocca è stato approvato in Consiglio Comunale con 13 voti del movimento ‘5 stelle’, contrari 5 voti del gruppo ‘Insieme’, 1 del Pd Massari, si sono astenuti i 2 consiglieri di Lab 2.0, i 2 di Partecipiamo e il Pd D’Asta. La maggioranza in Consiglio Comunale è di 16 voti e, pertanto, è chiaro alle persone, intellettualmente oneste, che il movimento 5 stelle non ha maggioranza e quindi non è in grado di votarsi nessun atto e il GAL  si è votato perchè l’opposizione ha responsabilmente mantenuto il numero legale. Questi sono i fatti inconfutabili. Il Consiglio Comunale è stato mortificato per la discussione di questo importante atto che è stato inserito, ‘fuori sacco’ rispetto all’ordine del giorno concordato in conferenza capigruppo e  in una altrettanto commissione convocata d’urgenza nella mattinata stessa. Aggiungiamo inoltre che basta rivedere le dinamiche d’aula per rendersi conto che si stava svolgendo la prima votazione sull’atto senza che i 5 stelle avessero numeri superiori alle opposizioni e solo per una sospensione di approfondimento e  la sopraggiunta assenza di due consiglieri dell’opposizione l’atto è stato approvato. E’ quindi grave, falso ed irresponsabile diffondere il messaggio che l’opposizione all’atto è stata fatta per ‘astio nei confronti dei Modicani’. In aula si sono sviluppate, nel pochissimo tempo a disposizione, – spiega Giovanni Iacono – tutta una serie di argomentazioni tese a dimostrare come uno strumento di sviluppo locale che è di natura ‘partecipativa’ a termini di norma istitutiva sia stato messo su nel peggiore dei modi e senza una analisi delle esigenze di sviluppo e delle potenzialità del territorio, compresa una analisi dei punti di forza e di debolezza, senza un piano di azione e, soprattutto, senza tenere conto di quanto previsto nelle direttive europee per i GAL che devono essere costituiti con una “procedura di selezione trasparente e non discriminatoria e criteri oggettivi di selezione delle operazioni che evitino conflitti di interessi”. In tale contesto argomentativo abbiamo detto, in aula,  che come Partecipiamo siamo stati i primi,  a fine anno 2015, ad avviare  l’idea di costituire un GAL con capofila Ragusa e su questa idea si aveva anche avuta la piena condivisione con gli amministratori di Modica e quindi ci siamo stupiti nel vedere nell’atto che questa parte come altre parti sostanziali erano diverse. Poi leggendo i verbali ci siamo resi conto dell’estrema marginalità e dilettantismo avuta dal comune di Ragusa perchè tutto è stato gestito ed è gestito da due professionisti e da imprese precostituite. Del capogruppo Brugaletta e dei ‘5 stelle’, in tutto ciò che si è fatto,  non vi sono neanche lontanamente le tracce. E’ stata l’assenza del Comune di Ragusa che, dal nostro punto di vista, ha prodotto un atto e un iter sbagliato. Questo è un fatto politico, chiaro e trasparente che abbiamo sinteticamente cercato di argomentare in aula e non c’entrano quindi nulla le gravissime affermazioni sull”astio’ nei confronti di altri comuni che non ci appartengono e che rigettiamo al mittente. Tutto ci  induce ad essere ancora più vigili ed attenti ed infine – conclude Giovanni Iacono – dopo avere appurato come il consigliere Brugaletta sia aduso a mistificare i fatti evidenti (v. accordi per la presidenza consiglio, odg sulla versalis rinnegato dopo 3 giorni e queste assurde e gravi affermazioni sul gal)  invitiamo il gruppo 5 stelle ad effettuare presto il consueto ricambio per manifesta incapacità di Brugaletta  a svolgere il ruolo delicato di capogruppo consiliare perchè continuando così fa male a se stesso e a chi dovrebbe rappresentare”.

FEDERICO PICCITTO E L’EGUAGLIANZA D’AULA

AAA-opposizioni-cercasi-300x200La definizione chiara e brillante sulla situazione del governo a Palazzo dell’Aquila dopo che il sindaco ha perso la maggioranza per una catena di imperizie, viene dal dottore Giorgio Massari che da un po’ è approdato al circolo della sinistra Pd, quello di Gianni Battaglia. Ed è appunto il secondo circolo Pd, l’unico  che mantiene un’ossatura valoriale diversa dal renzismo, che ha chiamato la stampa per offrire alle masse lo spiegone della situazione venutasi a creare da quando la lista Partecipiamo è uscita dalla giunta. Il resoconto registrato delle parole di  Massari, Mimmo Barone e  Gianni Battaglia lo si trova  su internet ed è la lettura puntuale di quanto accaduto con l’elezione di Tringali, l’aumento di tasse della bolletta idrica, la tassa di soggiorno, casi e temi approfonditi in più articoli, nel recente passato, da Tele Nova. Tre le tesi del secondo circolo Pd. La prima. Non avendo più maggioranza i cinquestelle sono costretti, tradendo tutti i loro annunci e principi di autosufficienza e diversità, a trovarsela di volta in volta, e, in questo affanno hanno chiuso, non a caso, un’intesa con il consigliere Maurizio Tumino portatore di interessi particolari riferibili al mondo dell’imprenditoria e del turismo, leggi Giovanni Occhipinti. Seconda tesi. C’è una regia in questa formazione consociativa che vede coinvolti anche i due consiglieri Pd Mario Chiavola e Mario D’asta, ad opera di Nello Dipasquale così come dimostrato dalle frenetiche e molteplici incursioni di quest’ultimo  la sera che fu eletto presidente del consiglio Antonio Tringali quando molti consiglieri ammisero o esibirono ai cronisti i loro cellulari con le chiamate del deputato che premeva per la votazione verso il rappresentante cinquestelle. Terza tesi. Mario D’Asta che partecipa a questa pasticciata maggioranza, che plaude alla distribuzione delle royalties ragusane studiata da Dipasquale (proposta per fortuna bocciata),  che non si allinea alla lotta per la conservazione di strutture e servizi cancellati dal nuovo piano ospedaliero, che fa la figuraccia di annunciare la bocciatura di Marina di Ragusa per la bandiera blu, non può più rappresentare il partito democratico nella sua interezza né esserne il capogruppo. L’analisi è lineare e funzionale. Serve a caratterizzare una diversità rispetto al proprio partito, ai liberali conservatori rappresentati da Tumino, ed ai cinquestelle. Tuttavia questa doverosa azione di denuncia che si sviluppa in un racconto unitario sulle carenze di governo e sugli arrangiamenti dei rappresentanti del popolo manca di respiro alternativo che ancora si deve trovare. Siamo alla fase iniziale di osservazione, condanna, opposizione dell’opposizione con un solo uomo in aula – che non sa più dove sedersi non potendo condividere il banco con Cip e Ciop, i due Mario  del Pd – costretto ad intese variabili con una complicatissimo consiglio.  La realtà d’aula descritta da Battaglia, Massari e Barone è più complicata di quella offerta che ritrae Maurizio Tumino nelle parti del  lupo cattivo, e Dipasquale Matrix degli iblei, e più sofferta perchè evita di soffermarsi sulla debilitante guerra interna al Pd. In verità non  c’è uno scambio consociativo organico e costruito tra cinquestelle e resto del mondo – lo stravolgimento della tassa di soggiorno è stato solo un cedimento  rabbioso ed isterico del gruppo cinquestelle che per mostrare i muscoli al sindaco si è gettato nelle accoglienti braccia di Tumino – e le impressioni raccolte e descritte dal Pd minore, antirenziano e di sinistra, non determinano ancora una decisione in quanto i tormenti della sinistra Pd sono ancora tutti da vivere. Comunque iniziano le manovre per il futuro.  Ebbene, se Federico Piccitto e il suo governo sono stati e sono l’unica soluzione allo sconquasso creato da Nello Dipasquale che ha annientato in un sol colpo la destra e la sinistra ragusana  (in  questo è autenticamente renziano), e non c’è più condivisione ideale e progettuale e soddisfazione amministrativa con il governo cinquestelle, dovrà essere il Pd di sinistra – se non vince al suo interno, e non vince – a mettere in piedi un fronte democratico e progressista per la città di Ragusa. Massari parla di eguaglianza d’aula. Felicissima definizione. Massari, Iacono, Città o quel che ne resta, Sinistra Pd  sono già un listone. Maurizio Tumino se non sarà catapultato nel Pd con la protezione e il calcio di Dipasquale sarà anch’egli costretto a una lista civica, così come la Migliore (a cui pare che l’Udc abbia vietato l’uso del simbolo).  Il Pd renziano ci sarà comunque ed anche i cinquestelle che al momento privi di energia creativa e intellettuale tirano a campare, ma raccolgono sia i voti di opinione che quelli di gestione e possono riprendere fiato in aula se tessono provvisorie intese con Partecipiamo. L’ambiguità e la parità dettata dall’eguaglianza d’aula è il dato di partenza di questi due ultimi anni di governo Piccitto, e l’uscita dall’ambiguità è la chiave di volta per capire se la sinistra troverà corpo e sostanza. La condizione ragusana rappresenta bene il sentimento nazionale del popolo di sinistra che non può riconoscersi in Renzi: rinascere o adattarsi ai cinquestelle.

FEDERICO PICCITTO E LA BANDIERA NASCOSTA

bandierSì, il titolo che proponiamo è da avventura di Topolino o, per i più colti, da storie di pirati della Malesia con tesori spariti e abilmente ritrovati, casi polizieschi risolti con scaltrezza e malizia, insomma un romanzetto che soddisfa gli animi infantili. – Ed ecco Federico nascosto tra i cespugli che salta addosso al temibile corsaro e con un colpo di scimitarra slega la nobile fanciulla dal ruvido legno e l’avvolge nella bandiera blu della salvezza!- languido bacio, lacrime trattenute con fare maschio, sguardo al cielo e dissolvenza. –  Ma il nostro simpatico agente Topofederico come incastrerà i ladri della bandiera?  La sua mente infallibile ha calcolato ogni mossa e piomberà sulla Banda Bassotti recuperando il prezioso vessillo! – e il ragazzino, dopo il lieto fine, eccitatissimo, corre a fare merenda. Perché Il nostro sindaco ha nascosto alla città il recupero della bandiera di Marina? Che razza di sorpresa è non annunciare un evento piacevole che rincuora gli abitanti? Cosa si credeva di fare Piccitto? Spiazzare il nemico? Confonderlo? Sperare che i cittadini con questo colpo di teatro commentassero quanto fosse furbo? L’episodio è sintomatico di una relazione errata tra pubblica amministrazione e cittadini elettori. Quanto accaduto si incastona perfettamente nell’azione fumettistica di questi ultimi mesi con il sindaco che ogni giorno lancia sulla stampa e sui social una serie di scatti fotografici che lo vedono concentrato e competente ispezionare qualche lavoretto pubblico. E’ il giornalino di Federico, che a lui piace tanto. Questa narrazione fulgida e solitaria sul modo di  governare, in cui l’unico coinvolgimento per gli esterni  è la presa d’atto ottica, è la scelta adottata in giunta, in consiglio, con il movimento, con la popolazione. Gli appassionati si guardano il giornalino, lo collezionano, se lo scambiano – questo procedere ricordiamo che è anche il frutto della finta partecipazione democratica di facebook immediata, superficiale, isterica, autoreferenziale – e per chi non è iscritto al club o non è appassionato del genere, tanti saluti e chi se ne frega. Lo sapevano da 15 giorni, a Palazzo, dell’attribuzione della bandiera blu (c’era l’invito di recarsi a Roma per l’evento celebrativo), ma nessuno nell’esecutivo ha ritenuto opportuno comunicarlo alla città. Fra i mille guai che attraversa la nostra Ragusa, questo riconoscimento  che tornava a svettare su Marina poteva costituire un tassello di speranza in un settore, il turismo, che ancora resiste, ed invece è stato vissuto come un successo personale. Nessuno della giunta, che pur sapeva, ha parlato, si è sbilanciato o ha rivelato in qualche modo la notizia; evidentemente c’era l’ordine del silenzio. A questo punto occorre chiedersi cosa abbia fatto scattare nel sindaco e nel suo entourage questa voglia dispettosa di scherzare con le opposizioni, e qui, purtroppo, lo “scherzetto” diventa dramma.  Spunta come sempre il disastro emozionale e comportamentale derivante da questa maledetta legge sull’elezione diretta dei sindaci destinati tutti a trasformarsi, a seconda delle connotazioni caratteriali, in piccoli principi bonaccioni o in spietati dittatorelli di paese, e si appalesa la fragilità strutturale del movimento cinquestelle il cui credo si esaurisce nella potenza individuale coniugata ad onestà ecc..ecc..  e tuttavia priva di quel sentimento amoroso verso le masse e del culto rigidissimo del rispetto politico che appartiene alla cultura progressista con i suoi derivati autentici di linea. Ed infatti i cinquestelle oscillano sempre più frequentemente, nel rapporto con il mondo esterno, fra trovate propagandistiche infarcite di sogni molti dei quali giusti e  realizzabili, e clamorosi tonfi che creano loro panico e sbandamento – vedi gli imprevisti di mestiere di alcuni loro sindaci. Ciò che più infastidisce è immaginare il momento in cui il sindaco o chi per lui – ci auguriamo che non ci sia qualche Rasputin, personaggi che conducono le amministrazioni locali dritte  al baratro – opta per l’occultamento della bandiera. La gioia solitaria, il divertimento bullesco verso coloro che non apprezzano e non capiscono la grandezza di un gruppo dominante, la nevrotica conferma di un ossessivo disprezzo verso il prossimo politico… come si gira e gira idea stupida e inquietante. Non serve, poi, rimarcare il ridicolo ruolo del presidente del consiglio Antonio Tringali che non ha avuto l’illuminazione di smarcarsi dal cerchio magico e ha ben contribuito, da simpatico folletto qual è, a consegnare all’opinione pubblica un ritratto da fanciulli minchioni dietro la bandiera. Sono riusciti nel loro intento di stupire e di far mangiare i gomiti al nemico? Senz’altro no. Le sottigliezze della perfidia sono sempre materia altamente infiammabile che si esaurisce velocemente. Questo piacere che si sono passati non vale una mazza, non forma consenso, non annienta il nemico, non conquista consensi. Roba da allocchi. Viva la bella Marina di Ragusa dalle onde blu, viva la forza, la forma e l’etica della buona politica, viva la natura, viva la democrazia senza inganni. E gran finale cinquestelle con la marcia di Topolino. Tutti in coro: “Tu sei furbo e birichin viva Topolin, quanto piaci a noi bambin, viva Topolin!” .

REGIONE SICILIANA: BOCCIATO L’INGRESSO DI LICODIA EUBEA AL CONSORZIO DI RAGUSA, RIFORMA DELLE PROVINCE IN ALTO MARE

Federico-Piccitto-stipendio-ragusaIl sindaco di Ragusa Federico Piccitto stigmatizza la bocciatura, in Prima Commissione Affari Istituzionali dell’Ars, del ddl che sanciva, tra le altre cose, il passaggio del comune di Licodia Eubea al Libero Consorzio di Ragusa, nell’ambito della travagliata riforma delle ex-province. “Dal genere grottesco, cifra distintiva dell’azione amministrativa che da due anni, specie in quest’ambito, caratterizza l’azione politica in quel di Palermo, siamo arrivati all’horror. E siccome quanto accaduto in Commissione dimostra che al peggio non c’è mai fine, quando ingenuamente si pensa che si sia toccato il fondo, da Palermo si trova un modo sempre originale e nuovo per abbassare ancora l’asticella. Questa volta però, a fare le spese di un illusionismo politico che ormai è il vero segno distintivo a livello regionale, è la libera espressione democratica di un territorio, Licodia Eubea. I cittadini di quel comune, il massimo consesso civico e quindi il più alto livello di rappresentanza avevano manifestato, in tutte le occasioni consentite, consultazione referendaria compresa, la propria volontà di entrare nel Libero Consorzio di Ragusa. L’atteggiamento da Fine Impero in sede di votazione da parte della Prima Commissione dell’Ars, incapace quindi perfino di rispettare e dare seguito a quanto chiesto a gran voce da un territorio e dai suoi abitanti, deve far riflettere come segnale evidente che il Palazzo, questa volta, non ha perpetrato l’ormai consueto attentato contro il futuro dei cittadini, ma ha deciso la distruzione definitiva della democrazia in quanto tale. Un modello, il sistematico disinteresse nei confronti della volontà dei cittadini di Licodia Eubea, che di recente è stato già riscontrato in altre occasioni, e che rappresenta una nuova evoluzione, pericolosissima e dagli effetti ancora ignoti, nei rapporti tra i territori e le istituzioni regionali. Unico baluardo nel marasma generale, ancora una volta, i parlamentari regionali del Movimento 5 Stelle, che ringrazio – conclude Piccitto – per l’impegno e la volontà di non piegarsi ad una logica incomprensibile e dannosa. Esprimo inoltre, a titolo personale ed in rappresentanza della città di Ragusa, la mia vicinanza al sindaco di Licodia Eubea, Giovanni Verga, al presidente del Consiglio Comunale, Alessandro Astorino, ai consiglieri comunali ed ai cittadini tutti. Sicuramente non assisteremo, in maniera passiva, ad una decisione che appare come uno schiaffo alla democrazia ed alle istituzioni tutte”.

 

Pcl Ragusa sul caso Sigona

michele mililliLa sezione ragusana del Partito Comunista dei Lavoratori dichiara “Sgomenti, arrabbiati e indignati: a pochi giorni dal 25 Aprile le dichiarazioni della consigliera Gianna Sigona suonano come una provocazione intollerabile per tutti i cittadini ragusani sinceramente democratici e autenticamente antifascisti. Non è la prima volta che la consigliera mostra il suo vero volto, spesso non è riuscita a trattenersi dal prendere posizioni razziste, come quella volta in cui in Consiglio Comunale dichiarò di voler buttare fuori gli immigrati dal centro storico”. “L’unica nota positiva in questa storia – prosegue il Pcl- e’ stata l’indignazione e la rabbia sincera di centinaia di cittadini ragusani che hanno chiesto le dimissioni del consigliere”. Riferendosi al movimento 5 stelle ragusano, il Pcl ritiene che “quello che doveva rappresentare il nuovo si è dimostrato un metodo vecchio di amministrare la città, con l’aggiunta della grave incapacità di formare un minimo di classe dirigente che i casi della Nicita prima e della Sigona dopo hanno reso plateale. Il Partito Comunista dei Lavoratori sarà sempre dalla parte dei cittadini contro i vecchi e nuovi fascismi e contro il nuovo movimento reazionario grillino”.

30 APRILE 1982, LA MAFIA UCCIDE PIO LA TORRE E ROSARIO DI SALVO

pioLa mafia li uccise per  ridurli al silenzio, per eliminare l’altra politica, quella onesta che denunciava già allora (ma era una voce nel deserto) le pericolose commistioni tra colletti bianchi e Cosa Nostra. Pio La Torre, avendo vissuto la mafia prima nelle occupazioni delle terre dei contadini siciliani per far applicare i decreti Gullo e poi nella camera del Lavoro di Corleone, successore di Placido Rizzotto, conosceva meglio di altri sin dove poteva incunearsi il crimine organizzato e sapeva su quali amicizie poteva contare: Pio La Torre conosceva la mafia, ma sapeva anche come contrastarla. Dal basso, insieme ai contadini che reclamavano i loro diritti; e dall’alto, nel Parlamento siciliano e in quello italiano, per un contrasto politico e non solo giudiziario-repressivo della mafia. La sua eredità è immensa, tangibile ed estremamente ricca, come la legge Rognoni-La Torre, la quale per la prima volta istituisce il reato di associazione mafiosa nell’ordinamento italiano (art. 416 bis). Qualche giorno prima dell’assassinio, Pio La Torre, insieme all’inseparabile Rosario Di Salvo, era stato a Ragusa, dove veniva spesso per il suo impegno contro i missili a Comiso, per la chiusura della base missilistica e la sua riconversione. Oggi, giustamente, l’aeroporto di Comiso porta il suo nome. Pio La Torre e Rosario Di Salvo con il loro sacrificio hanno dimostrato che la politica è diversa da come viene dipinta oggi. Nel loro omicidio c’è la paura della mafia verso coloro che prima di altri avevano capito che la mafia si poteva sconfiggere con più giustizia sociale, con la redistribuzione di ciò che le mafie avevano sottratto al territorio.

On. Nino Minardo: “Per i fondi europei dati inaccettabili per Sicilia. Crocetta spieghi ritardo”

foto (11)“I dati, forniti dall’Agenzia per la coesione territoriale, sull’utilizzo dei fondi europei che registrano un gravissimo ritardo della spesa europea in Sicilia, sono allarmanti. E’ la fotografia impietosa dell’immobilismo del Presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta che dovrebbe spiegare le ragioni di questo inaccettabile ritardo. Ancora una volta la Sicilia è fanalino di coda sia nell’utilizzo delle risorse disponibili sia per quelle programmate. Eppure, sono molti i settori che potrebbero trarre vantaggio dall’utilizzo delle risorse europee, a cominciare dall’agricoltura al turismo, dalla rete stradale e infrastrutturale ma nonostante ciò tra pastoie burocratiche ed incapacità la Sicilia si troverà costretta a restituire i soldi non spesi. Il presidente Crocetta deve spiegare le ragioni di tale inaccettabile ritardo e perché ancora una volta si è riusciti nell’opera di mandare in fumo una montagna di contributi”.

Elezioni amministrative 5 giugno 2016 – MESSAGGI AUTOGESTITI GRATUITI

TELE NOVATele Nova intende trasmettere messaggi politici autogestiti gratuiti. I soggetti politici possono visionare presso la sede di Tele Nova, in Viale Ten. Lena n. 79 a Ragusa, tel. 0932 244718, contattando Roberto Voi, il documento concernente la trasmissione dei messaggi, il numero massimo dei contenitori predisposti, la collocazione nel palinsesto, gli standard tecnici richiesti ed il termine di consegna per la trasmissione del materiale autoprodotto.

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