17-01-2018
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Archivio della categoria: Politica

Vittoria, atto vandalico contro l’auto del sindaco

“Ennesimo atto vandalico di qualche povero delinquente”. Così il sindaco di Vittoria Giuseppe Nicosia ha commentato l’atto vandalico perpetrato, la scorsa notte, ai danni della sua auto, parcheggiata nel centro cittadino, da ignoti che l’hanno ricoperta di olio combustibile esausto. “Ho già denunciato il fatto, ma non riusciranno ad intimidire la mia azione amministrativa”.

Restauro by Nello Dipasquale

A Palazzo dell’Aquila ci riprovano. Targhettine celebrative col nome di chi ha concesso il contributo per il restauro di beni artistici della città. Questa volta, però, la convenzione non prevede un obbligo, ma una facoltà. Ne sono state preparate alcune per la concessione di contributi, con i fondi della legge su Ibla, alla Chiesa di San Giovanni, al Museo Diocesano, a Palazzo Garofalo (di proprietà della Cattedrale) e alla chiesa delle Anime Sante del Purgatorio, forse meglio conosciuta come chiesa dell’Archi. Nella convenzione si legge: “Tra le parti viene convenuto che è in facoltà del parroco apporre una targhetta con sopra impresso restauro a cura del Comune di Ragusa, nell’anno 2011, sindaco Nello Dipasquale, con i fondi della L.R. 61/81”. Nemmeno la ritrosia di qualche sacerdote, che ha detto già a suo tempo no a quel tipo di intervento, e, neppure, il buonsenso hanno fatto cambiare rotta in Comune. Passi l’indicazione sui fondi pubblici per il restauro del bene, ma metterci anche il nome del sindaco come fosse una tabella celebrativa! Non basta già l’anno, così i più attenti ricorderanno che c’era Nello Dipasquale alla guida della città in quel periodo? Dall’obbligo alla facoltà di apporle. Ma non sarà che poi, come a scuola, spunti la lavagna coi nomi dei parroci “buoni” e di quelli “cattivi”?

La carica dei 105. Ma quanto costano gli automezzi della Provincia

La Provincia regionale di Ragusa, anche in tempi di magra, può vantare un autoparco di tutto rispetto, variegato per tipologia di trasporto e per finalità di utilizzo (basti pensare che nell’elenco rientra anche una pulispiaggia). Ma i costi per il mantenimento della flotta di automezzi non sono per nulla bassi. A denunciare il tutto è il consigliere provinciale del Partito democratico, Fabio Nicosia, che chiede una drastica diminuzione dell’attuale numero di automezzi dell’Ente. “Le auto blu sono otto – specifica Nicosia -, destinate all’uso delle frequenti missioni (a Palermo ogni settimana) del presidente, del vicepresidente, degli assessori, di dirigenti e impiegati che hanno continue esigenze di servizio/ufficio, ma almeno due potrebbero essere immediatamente dismesse. Però l’elenco complessivo dei mezzi è esagerato: 4 autobus (2 immatricolati nel 1989 e 2 immatricolati nel 1998); – continua Nicosia – 15 autocarri; 56 automobili; 3 Fiorini; 12 jeep; 4 Suzuky Jmmy; 2 roulotte; una macchina pulispiaggia. Circa 20 mezzi sono in pessimo stato e non circolano. La pulispiaggia non viene usata. Però devono essere pagati i bolli auto che assommano a circa 8.000 euro l’anno. L’assicurazione Rca al 31 agosto era costata all’Ente 43.652,56 euro, ma a fine anno lieviterà a quasi il doppio, come raddoppieranno le spese di carburante che al 31 agosto 2011 erano di 78.642,48 euro – dice ancora il consigliere del Pd -. A queste spese si devono aggiungere circa 480 euro a veicolo per la manutenzione, con una spesa complessiva di 50.400 euro!” Nicosia chiede all’assessore Di Giacomo di snellire l’autoparco e dare un taglio alle spese relative che gravano sul bilancio.

Venticinque ha azzerato la giunta

Il sindaco di Scicli, Giovanni Venticinque, ha protocollato le dimissioni degli assessori Angelo Giallongo e Vincenzo Iurato, rassegnate martedì mattino nelle sue mani. Il primo cittadino ha inoltre fatto notificare la richiesta di remissione delle deleghe agli assessori Teo Gentile, Giorgio Vindigni, Vincenzo Giannone. L’attuale giunta è stata perciò azzerata.

Deficit finanziario Comune di Comiso. L’intervento dell’on. Digiacomo

L’on. Pippo Digiacomo replica alle dichiarazioni del sindaco Alfano sulla situazione di deficit finanziario del Comune di Comiso. “Alfano, sindaco fallito di un Comune che ha fatto fallire, non la finisce di attribuire al passato gli innumerevoli disastri della sua esperienza di primo cittadino: cioè al sottoscritto, alla sua giunta, ai suoi funzionari apicali (che sarebbero quelli che ha spostato arbitrariamente, cosa per la quale è stato condannato a risarcire dal Tribunale di Ragusa). Da quasi quattro anni ripete questo ritornello stucchevole al quale non crede più nessuno. Noi abbiamo il merito di avere reso Comiso cittadina modello invidiata da tutti, e non solo in provincia, lui quello d’averla distrutta e resa un paese trascurato, – aggiunge l’on. Digiacomo – sporco, senza lavoro, senza servizi. Ora, il sindaco, anziché prendere atto del suo fallimento, anziché rendersi conto che ha perso quasi metà dei consiglieri che lo sostenevano (mentre un’altra metà di quelli che lo sostengono non gli votano gli atti in consiglio perché hanno paura d’inguaiarsi e giustamente pensano di staccargli la spina per il bene loro e di Comiso), anziché dimettersi, – sostiene il deputato regionale del Pd – si trasforma in ufficiale giudiziario che deve venire a togliere a me e ad altri la casa. Cioè vuole farci paura o intimidirci. Il fatto è che noi non proviamo né paura né c’intimidiamo. Piuttosto, sarebbe interessante che Alfano chiarisse se risponde al vero che ha preso soldi dello stato d’avanzamento dei lavori dell’aeroporto per pagare altre cose, se è vero che i creditori vogliono denunciarlo alla Corte dei Conti e se l’assessorato competente è stato informato di questa distrazione di somme. E non solo dei lavori dell’aeroporto – aggiunge l’on. Digiacomo -, ma anche di altre somme a destinazione vincolata. E se è vero che ha emesso oltre quattrocento mandati di pagamento per milioni di euro per contributi, balli, sfilate, e manifestazione varie durante la sua sindacatura. Ma se il Comune era in difficoltà – chiede Digiacomo – come mai tutti questi milioni per balli e balletti? Come a dire: quando si spendono milioni per contributi all’universo mondo i soldi ci sono, quando si fallisce la colpa è degli altri”.

Emergenza rifiuti a Pozzallo: chiusi i cancelli della discarica di Motta

L’Oikos spa, che gestisce la discarica di contrada Tiritì di Motta S. Anastasia, da giovedì ha chiuso i cancelli ai camion della Geo-Ambiente che cura il servizio di raccolta rifiuti per il Comune di Pozzallo, per presunti crediti maturati e non riscossi. L’amministrazione comunale sostiene di essere in regola con i pagamenti e di avere anche azzerato un debito pregresso di notevole importo. “La decisione sarebbe stata determinata da un equivoco di fondo. Mesi addietro il Comune di Pozzallo ha rilevato un errore contabile nella ripartizione delle quote dovute per i quantitativi di rifiuti conferiti in discarica e ha chiesto all’Ato e quindi all’Oikos di rideterminare la somma dovuta. Nelle more di sistemare la contabilità, è stata sottoscritta regolare convenzione in base alla quale il Comune avrebbe provveduto a versare alla Oikos una determinata quota mensile. Adempimento che ha regolarmente onorato”. “Contestiamo nel metodo e nel merito la grave decisione unilaterale assunta dalla Oikos – dice il sindaco Sulsenti – per cui, mentre chiediamo urgenti chiarimenti ai responsabili dell’Ato Ambiente Ragusa, segnaliamo alla Prefettura la grave situazione che si è venuta a creare per le gravissime conseguenze di carattere igienico-sanitario che verranno a determinarsi sull’intero territorio comunale”.

Abolizione Province Antoci: “E’ un falso problema, ecco uno studio della Bocconi”

“Abolire le Province, ma perché? Non sono mai stati diffusi dati oggettivi sui compiti e sui loro costi reali ma si continua imperterriti a ‘cavalcare’ l’onda dell’indignazione popolare per il costo della politica. Ora c’è una ricerca della Bocconi di Milano che sfata certi luoghi comuni sui presunti costi delle Province. Un dato su tutti: il costo delle Province in Sicilia per ogni singolo cittadino è di 132 euro. E’ una cifra davvero irrisoria”. Così il presidente della Provincia Franco Antoci interviene nel dibattito sull’abolizione o meno delle province. “Appare più opportuno decidere invece un immediato riordino delle istituzioni che portino a concedere alle Province competenze maggiori di quelle attuali. Che senso ha avere più di ottomila comuni, migliaia dei quali con solo centinaia di abitanti, con sindaci, giunte, consiglieri e segretari comunali e poi puntare il dito verso le Province? Da un’analisi dei costi delle Province effettuata recentemente dall’Università Bocconi di Milano – continua Franco Antoci – realizzata per chiarire il ruolo di queste istituzioni, si è rilevato quanto sarebbe l’effettivo risparmio che si avrebbe dalla loro abolizione, e quali sarebbero invece i costi che lo Stato dovrebbe sostenere a seguito della cancellazione dell’ente. Si è così scoperto – scrive Franco Antoci – che la spesa complessiva delle Province italiane, nel 2010, è stata pari a 11,5 miliardi di euro, per una media di 193 euro sostenuti da ogni cittadino. Del totale, 8,6 miliardi, cioè il 74 per cento, sono i costi della spesa corrente e di questi l’1,4 per cento (122 milioni di euro, ovvero solo due euro medi pro capite) riguarda i costi per la rappresentanza democratica, cioè i cosiddetti costi della politica”.

Venticinque annuncia la Giunta dei Migliori Il sindaco di Scicli si autosospende dal Pdl

E’ iniziata la grande fuga dal Pdl. Il sindaco di Scicli Giovanni Venticinque molla il partito e propone formule trasversali. Si legge in questa sorta di manifesto politico: “Sono stato chiamato a ricoprire la carica di primo cittadino per amministrare il mio Comune, nel superiore interesse della comunità che rappresento. Amministrare un Comune oggi è ancor più difficile: il bilancio di Scicli – scrive il sindaco – è in grave sofferenza per via del ritardo nei trasferimenti, per mancanza cronica di liquidità derivante dai mancati introiti e dai debiti mai onorati dai Comuni di Modica, Ispica e Pozzallo (per la prima volta in questi tre anni di amministrazione non siamo in grado di garantire neanche gli stipendi ai dipendenti per non parlare dei fornitori); la controversa gestione degli Ato ha messo i Comuni nell’impossibilità di individuare criteri certi di conferimento dei rifiuti, con la conseguente necessità di conferirli a Catania. La politica, purtroppo, non sempre segue i criteri della meritocrazia, premiando chi lavora. La politica ha spesso altre logiche, sue interne, autoreferenziali, che la alimentano. A Scicli, dopo tre anni di vicissitudini – scrive il sindaco Giovanni Venticinque -, si è arrivati al nodo cruciale, guarda caso in corrispondenza delle scelte che investiranno nel prossimo anno le rappresentanze politiche impegnate nelle elezioni provinciali. La giunta, l’amministrazione, non possono diventare terreno di caccia di chi cerca consenso in spregio a qualsiasi logica amministrativa. Da tre mesi – scrive il sindaco di Scicli – sono in attesa di una indicazione spendibile per la sostituzione dell’assessore dimessosi per motivi di salute. Ho atteso con pazienza e con spirito di mediazione, guardando agli equilibri della coalizione, nonostante l’Udc abbia attuato un vero e proprio ostruzionismo politico, ordinando a qualche assessore di disertare le riunioni di giunta e persino gli uffici comunali. Ho fatto buon viso a cattivo gioco. Finalmente – scrive il sindaco di Scicli – è emersa la verità: vogliono scardinarmi eliminando i collaboratori che più lealmente si sono spesi per la buona amministrazione del Comune. A questo punto ritengo opportuno operare una scelta. Decido perciò, perché è necessario per tutelare i cittadini di Scicli, al di là delle loro appartenenze, al di là del fatto che mi abbiamo dato il voto o meno, operare la scelta di dare vita a una giunta dei migliori, che si apra alla città senza guardare il colore della maglia dei giocatori. E’ del resto un’idea – scrive il sindaco di Scicli – che a livello nazionale vede impegnate forze politiche di centrodestra e centrosinistra nella via indicata dal nostro Presidente della Repubblica: tutelare in un particolare momento di crisi finanziaria il Paese. Sarà un gruppo di persone che, differentemente dal passato, opereranno all’unisono nell’interesse preminente ed esclusivo della città, per superare questa particolare fase di difficoltà. Ho deciso – scrive Giovanni Venticinque – di autosospendermi dal mio partito, il Pdl. Allo stesso modo – conclude il sindaco di Scicli – rivolgo un invito ai consiglieri comunali, come me eletti in maniera diretta ed espressione dei cittadini, di voler collaborare a questa nuova, entusiasmante, fase di rilancio della città, senza capestri, senza pregiudiziali, con libertà di coscienza, dovendo rispondere del proprio operato alla cittadinanza intera”.

RAGUSA, DIRIGENTI AL COMUNE L’IDV CHIEDE LUMI

I consiglieri comunali di Italia dei Valori Ragusa, Salvatore Martorana e Peppe Tumino, hanno presentato un’interrogazione in merito al conferimento, da parte del sindaco e della giunta uscenti, di sette incarichi dirigenziali al Comune di Ragusa a pochi giorni dalle elezioni amministrative dello scorso maggio. Nell’interrogazione presentata, i due esponenti di Idv Ragusa chiedono di conoscere i motivi per cui, in piena campagna elettorale e senza il controllo di fatto del consiglio comunale (a soli 8 giorni dalle elezioni infatti esso si trovava nell’ipotesi prevista dall’art. 31 della L. Reg. 48/91), la giunta comunale ha modificato l’art.57 del regolamento di Organizzazione degli Uffici e dei Servizi. Martorana e Tumino ritengono che “la delibera adottata (la n.198/2011) possa contenere vizi di legittimità, in quanto in contrasto con quanto previsto dalla lettera a comma 2 dell’art. 32 della L.Reg. n. 48/91, in considerazione della delicatezza della materia titolata ‘Affidamento di incarichi a tempo determinato ai dirigenti’, alla luce soprattutto del cosiddetto decreto Brunetta”. I due consiglieri chiedono anche di sapere se l’amministrazione comunale abbia provveduto, prima di conferire gli incarichi ai dirigenti, ad effettuare la ricognizione all’interno del Comune prevista dalle norme vigenti per eventuali professionalità “rinvenibili nei ruoli dell’Amministrazione, in quanto – scrivono i due consiglieri comunali dell’Idv – è esplicitamente previsto che l’amministrazione debba prioritariamente utilizzare le proprie competenze e risorse interne, con la conclusione che l’affidamento di incarichi dirigenziali a soggetti esterni opera solo come deroga alla regola generale”. Inoltre Martorana e Tumino sottolineano che gli atti in questione “non sono accompagnati dai prescritti pareri dei Revisori dei Conti, all’epoca in carica, pareri peraltro obbligatori, considerato che gli effetti degli atti incidono chiaramente sui bilanci d’esercizio 2011 e 2012, tenuto conto che di fatto gli incarichi dirigenziali a tempo determinato sono stati prorogati fino al 31 dicembre 2012”.

Nello Dipasquale, lasciate che i poveri vengano a me

E’ sprecato per Ragusa il nostro sindaco, dovrebbe occuparsi di captazione del consenso nelle più grandi aziende del mondo. I mercati, che non vanno per il sottile, lo apprezzerebbero assai questo ibrido tra Oliviero Toscani e Achille Starace. A noi, però, le masse fuse in granitico blocco continuano a terrorizzarci e così lo sfruttamento dei deboli e dei bisognosi. Se non ci fossero gli atti pubblici a documentare l’ossessione di Nello Dipasquale a controllare persone e coscienze, il giudizio, ormai diffuso, sul suo egocentrismo sarebbe solo una coloritura opinabile, ed invece sono le sue scelte operative che certificano una condizione politica e mentale giunta alla soglia della criticità. E’ stato approvato il 10 novembre scorso un protocollo d’intesa tra la società San Vincenzo de’ Paoli e il Comune di Ragusa per un servizio di assistenza alimentare agli indigenti. Normale la collaborazione, giusto il contributo di 18 mila euro, necessario avvalersi di soggetti privati con storica esperienza nel campo del volontariato e dell’esercizio della carità, doveroso occuparsi delle diseguaglianze attraverso fondi pubblici. Tutto ok, tranne la procedura per distribuire le derrate alimentari ai poveri. Leggiamo nel corpo della delibera 431 della giunta: “La società San Vincenzo individua i nominativi delle famiglie oggetto dell’aiuto alimentare, privilegiando quelle che saranno segnalate dal Comune, esclusivamente attraverso l’ufficio di gabinetto del sindaco”. Non era mai accaduto nella storia della Ragusa repubblicana, e forse neanche sotto i podestà fascisti, di regolare con norma scritta il rapporto di sudditanza e clientelismo tra il bisognoso e il padrone. Anzi, da quando c’è l’elezione diretta del sindaco, tutte le amministrazioni hanno tentato di dirottare i postulanti ai servizi sociali, e non solo per liberare i primi cittadini da questo pellegrinaggio che ingolfa l’ufficio, ma per abituare gli indigenti ad una relazione di reciproca dignità con l’ente pubblico. Con Nello Dipasquale c’è il tonfo nel passato: i rapporti di classe sono tornati al Medioevo e all’antica Roma dove la mattina il cliens dava il buongiorno al pater familias ricevendo quindi una borsa piena di cibo, la “sportula”. Chi bussa alla porta del sindaco e narra delle proprie difficoltà ottiene il cesto di viveri: esclusivamente chi passa dal sindaco. Come ha fatto il dirigente ad accettare di trasferire in un atto pubblico questa necessità meschinamente privata del sindaco? Non è l’unica domanda in questo mare di umiliazione e vergogna. I servizi sociali a che servono? E l’assessore Ciccio Barone del Pdl, che ci sta a fare? E se Dipasquale non vede l’utilità di questo assessorato perché non lo cancella e manda a casa il delegato? E che differenza sostanziale c’è tra questa scelta accentratrice e il ricordo della distribuzione di pasta in campagna elettorale nei quartieri dimenticati delle città meridionali? E la società San Vincenzo perché non ha rifiutato questa condizione inserita nel protocollo di intesa che sfrutta il momento di solidarietà convogliando i poveri nel registro dei protetti e dei debitori? Tutto il mondo è in crisi e in fiamme per la ricerca di uguaglianza, ma la nostra città è ferma all’arbitrio di un signorotto. Siamo a Ragusa o in una puntata dei Pilastri della Terra? No. Siamo a Ragusa: favolosi yacht al porto di Marina, società fantasma con sede a San Marino, cemento che grida libertà. E gli onesti? E i poveri? I primi guardano amareggiati e perplessi, i secondi hanno imparato persino le giornate in cui possono sentire i morsi della fame: martedì e venerdì, quando riceve il sindaco.

Santa Croce in attesa dell’istituto per ragionieri

Si allungano i tempi per la realizzazione della nuova sede distaccata della ragioneria a Santa Croce. Non più strutture modulari, secondo il progetto originario, ma un edificio in cemento armato in un’area messa a disposizione dal Comune lungo la circonvallazione della città. “Realizzare un’opera pubblica in tempi ragionevolmente celeri è molto difficile – ha detto il presidente Antoci -. Il progetto è stato modificato dai tecnici ed è conforme a standard di sicurezza e qualità elevati. Il nostro impegno è di rendere immediatamemtre esecutiva l’opera non appena il progetto sarà ultimato e di realizzare l’intero complesso, mi auguro, prima della fine del mio mandato elettorale”. Il dirigente scolastico, Girolamo Piparo, parla di un iter estremamente lungo. “I tempi si sono allungati ulteriormente – dice il dirigente -. Il cambio di rotta dei tecnici progettisti con il cambio in corsa dell’assessore all’edilizia scolastica si scontrano con l’esigenza della comunità di Santa Croce di avere una scuola, con strutture modulari, in tempi celeri. Altro aspetto da non sottovalutare è la spada di Damocle che si potrebbe abbattere sul futuro delle province”. Un percorso, quello di cambiare progettazione, che non è stato concertato con il Comune di Santa Croce. “Siamo delusi perché le aspettative di decine di famiglie e dei loro ragazzi sono state tradite – incalza il primo cittadino, Lucio Schembari -. Ci saremmo aspettati da parte dei tecnici della Provincia, un confronto con gli amministratori sul progetto e sui tempi di realizzazione che sembrano, adesso, eccessivamente lunghi”.

Pd Chiaramonte, eletto il segretario

Sarà Vito Marletta a guidare il Partito Democratico di Chiaramonte Gulfi. Dopo una lunga fase commissariale si è celebrato, infatti, il congresso chiamato ad eleggere i nuovi organismi dirigenti. Alla presenza del segretario provinciale del partito, on. Zago, e del deputato regionale Pippo Digiacomo, è avvenuta l’elezione di Vito Marletta, assessore comunale in carica, a segretario cittadino. Del coordinamento cittadino faranno parte Antonella Occhipinti, Sergio Failla, Zaira Battaglia, Dario Cutello, Adriana Dicunta, Vito D’Angelo, Beatrice Lauretta, Carmelo Battaglia, Gianluca Iacono, Franca Clemente, Raffaele Gueli e Leandra Battaglia. Mentre i tre membri della commissione di garanzia saranno Angela Dipasquale, Giovanni Ingallinera e Giuseppe Castagna.

SCONTRO GALIZIA-ROSSO Riceviamo e pubblichiamo una nota del dirigente della Provincia Regionale

Con riferimento all’articolo che riguarda la mia persona debbo precisare che il mio intervento di rammarico, sicuramente fuori le riga, è avvenuto durante una sospensione del Consiglio e proprio per il mio personale rammarico e rincrescimento perché il consigliere Galizia anziché assumersi la responsabilità grave di rinviare una manovra di bilancio necessaria per garantire il funzionamento di servizi essenziali, come il pagamento delle bollette di energia elettrica, telefono e riscaldamento per le scuole, ha inteso, dichiarando una cosa non vera, che vi era di sotto una responsabilità della classe dirigente. Mi sono assunto la responsabilità in questi mesi di non chiudere le scuole, e di garantire l’accensione dei riscaldamenti pur in assenza di risorse. Ho chiesto all’Enel di non tagliare la luce, nonché ho richiesto ai fornitori di farci credito per il riscaldamento. I motivi del rinvio da parte dei consiglieri sono altri, e non li voglio neppure conoscere, ma nessuno si deve permettere di mettere in dubbio l’operato mio e dei miei colleghi, perchè abbiamo fatto più di quello che ci appartiene per tutelare l’Ente ed il funzionamento dei servizi. In ordine alla materia dell’Università, poiché molti non sanno di cosa stiamo parlando debbo precisare che è stata richiesta a più livelli una iscrizione in bilancio di un giro conto in entrata ed in uscita per dare contezza delle tasse universitarie che nelle misura del 70 % dovevano essere rimborsate agli enti locali ragusani, e dunque anche alla Provincia, che avevano contribuito al mantenimento in vita del Consorzio. Questa operazione, che ha una sua logica sostanziale, non mi appare giuridicamente apprezzabile, e va ricostruita previa adozione di altri atti, perché la contabilità di Stato è regolata da leggi, e per fortuna non dalla volontà politica di singoli amministratori. Il mio compito è quello di evitare che a causa di errori di questo tipo l’Ente possa essere chiamato in futuro a responsabilità patrimoniali, come se si trattasse di servizi in house. Ho l’obbligo di approfondire e di mettere in chiaro tutti i passaggi, prima di procedere. E certo non si può essere superficiali. Il mio rincrescimento dunque è stato dettato dal fatto che abbiamo svolto il nostro lavoro in modo eccellente e non meritiamo critiche. Sulla circostanza dei famosi guadagni che fanno i dirigenti della pubblica amministrazione debbo osservare che guadagniamo 3.700 euro al mese, che in considerazione delle ore di lavoro che effettivamente prestiamo, delle responsabilità che ci interessano, e dei continui aggiornamenti, delle pressioni di ogni genere e tipo, sono congrui ma non sono troppi. Nitto Rosso

ELEZIONI A SANTA CROCE: PERCORSO UNITARIO NEL CENTROSINISTRA

Si attende l’esito dell’assemblea del Partito democratico, secondo quanto previsto dalla statuto, per ufficializzare l’adesione al nuovo percorso unitario del centro sinistra per le amministrative della prossima primavera a Santa Croce. Una coalizione che, fino ad oggi, registra le adesioni di sinistra ecologia e libertà, Italia dei Valori e Città Futura con la candidatura di Paolo Aquila. “La elezione diretta del sindaco e dei consiglieri ci impongono di presentare un fronte unico in opposizione al centro destra – dice la coordinatrice del Pd Franca Iurato -. Riteniamo che questa sia l’unica via da intraprendere. Il partito democratico ha deciso di incontrare i partiti, i gruppi, i movimenti e la società civile per dar luogo ad una unica, grande coalizione. Il compito sicuramente è arduo, ma l’unico modo di vincere è quello di puntare sull’obiettivo comune e sulla visione di una società diversa, in cui ritorni forte il senso di cittadinanza, giustizia sociale e certezza dei diritti”. La coordinatrice del Pd aggiunge: “Il mio partito si è sin qui astenuto dall’elaborazione di un programma vero e proprio. Alla fine degli incontri con partiti e movimenti sottoporremo il tutto all’assemblea degli iscritti”.

Provincia: scontro verbale fra Nitto Rosso e Silvio Galizia

Per trovare un precedente di un attacco o di un litigio pubblico fra dipendenti e amministratori bisogna andare agli anni 80 quando il defunto Peppino Fumuso, autista di Palazzo, gridò al sindaco Franco Antoci: “Saristanu!”. Oggi fra macerie, corruzione, cricche e mafie, anche i comportamenti sono impazziti e non è più l’umile dipendente a scagliarsi contro un rappresentante del potere, ma addirittura il dirigente figlio di un sistema ormai al tracollo. Protagonisti della lite il capogruppo del Pdl Silvio Galizia e il dirigente del settore istruzione Nitto Rosso. Era in corso il consiglio provinciale e sia la maggioranza che l’opposizione erano arrivati in aula dopo aver tristemente constatato, in commissione, che nessuno sapeva alcunchè sui 350 mila euro da destinare all’università. Dalla dirigente contabile al segretario che, cercando di dribblare, chiamavano in causa il dirigente del settore – l’avvocato Rosso che si occupa anche di Università -, non si trovavano né soldi, né soluzione, né dirigenti capaci di chiarire il mistero. Nella totale incertezza si arriva quindi in aula e si apprende di una lettera tranquillizante inviata dal Comune di Ragusa che assicurava il recupero di somme attraverso parte delle tasse di iscrizione alla nostra residuale università. A questo punto Silvio Galizia decide di intervenire per dare una strigliata all’apparato burocratico dichiarando “coi tempi che corrono mentre la gente normale non arriva alla terza settimana, i dirigenti possono vivere bene per 300 settimane, e dunque questi signori devono essere più responsabili altrimenti bisogna iniziare a tagliare qualche cosa a partire dalle indennità di raggiungimento di merito perché si può campare benissimo con 5000 euro, non ne servono 6000”. Ottimo e verissimo. Finito. Breve sospensione. Cambio scena. Galizia si intrattiene a colloquio con un collega, e il dirigente Nitto Rosso parla con il presidente Occhipinti. Rosso individua da lontano Galizia ed esclama: “Galizia fai un po’ di silenzio che sto parlando di te”. L’incipit è una provocazione e fa scattare la scintilla. Inizia lo scontro: “come ti permetti, come ti permetti tu, e tu perché te la sei sentita…”. Insomma, un agente della polizia provinciale è costretto a stoppare il cammino di Rosso che si avviava verso Galizia. Sembrerebbe superfluo sottolineare che un dirigente non può permettersi di inserirsi nelle valutazioni e nei giudizi di un rappresentante politico dell’ente, e, fra le altre cose, c’è da dire che non esisteva alcun fatto personale in quanto Rosso non era stato menzionato – e con lui nessun altro dirigente – nell’intervento di Galizia. Considerata la storia che conosciamo tutti, ossia la nomina politica di Rosso e di altri dirigenti, premiati per la loro appartenenza al centrodestra e per il loro ossequio ai deputati Carmelo Incardona, Nino Minardo e Peppe Drago, forse dovremmo dedurre che questa “confidenza” è il frutto di promiscuità tra politica e apparati. Meglio cambiare stile, abbandonare il siculo cuffarismo ed allinearsi alla eleganza, per quanto barbosa, di un Monti.

Congresso provinciale Rifondazione comunista

Il segretario nazionale di Rifondazione comunista, on. Paolo Ferrero, parteciperà al congresso provinciale del partito che si tiene sabato 19 novembre, dalle ore 17.00, alla sala Mandarà di Vittoria.

Italia dei Valori, ad Acate e Chiaramonte nascono due circoli formati da giovani

Si è costituito ad Acate il circolo cittadino di Italia dei Valori, composto per intero da giovani che già domenica scorsa hanno organizzato una significativa manifestazione civica. A pochi giorni da quell’evento anche a Chiaramonte Gulfi, durante un’assemblea degli iscritti e simpatizzanti presieduta dal coordinatore provinciale Giovanni Iacono si è costituito, formalmente, il circolo cittadino di Italia dei Valori. A ricoprire il compito di coordinatrice cittadina di Idv a Chiaramonte Gulfi è stata eletta Stefania Pastorello, 27 anni. Ad affiancare la neo coordinatrice sarà il direttivo cittadino composto da Giuseppe D’Amato, Maria Fornaro, Vito Iannizzotto, Carmelo Cutrera ed Enzo Pepi. “Siamo felici per la costituzione dei due circoli – ha detto Iacono – perché formati da giovani desiderosi di cambiare le regole di un mondo che strappa il loro futuro”.

Fattorie eoliche, il no deciso di Fabio Granata

“La notizia della sentenza del Tar che autorizza una ditta specializzata in impianti eolici all’installazione di 43 pale a ridosso di Cava dei Modicani, in territorio di Ragusa, è un’azione che rende assolutamente incompatibile il progetto di sviluppo con l’idea che quel territorio in piena autonomia si è dato”. Lo ha detto l’on. Fabio Granata, vice coordinatore nazionale di Fli e commissario provinciale del partito. “La Sicilia, il Sud-Est devono poter puntare su sviluppo sostenibile, innovazione e tutela del paesaggio e del patrimonio culturale, sulla riqualificazione delle periferie e dei centro storici attraverso i piani del colore, utilizzando i fondi comunitari – ha detto Granata -, applicando il piano paesaggistico, alla luce della nuovo pronunciamento del Cga, al fine di reindirizzare verso la qualità e la sostenibilità ogni intervento urbanistico e infrastrutturale. Per questo chiediamo al Presidente della Regione, on. Raffaele Lombardo, un intervento attento sulla questione. Occorre tutelare e difendere il territorio per salvaguardare il paesaggio dice ancora Granata -, frutto di una stratificazione storica e culturale che rappresenta un’irrinunciabile e indispensabile risorsa anche in funzione dello sviluppo economico della città. Il problema non è legato solo al parco eolico, alle trivellazioni, ma, più in generale, al modello di sviluppo di quest’area. Non si tratta solo di un discorso culturale e turistico, ma di coerenza interna del sistema di sviluppo “aziendale” del Sudest”. “Tale coerenza – dice ancora Granata non lascia spazio né alle ricerche petrolifere, né alla cementificazione selvaggia del Paesaggio, né tantomeno a nuove fattorie del vento”.

Santa Croce Camerina, il centro sinistra si presenta alla città

La chiamano rivoluzione civile. Una scommessa, quella del centro sinistra di Santa Croce che si prepara alle amministrative di primavera in maniera unitaria. Sinistra Ecologia e Libertà, Italia dei Valori e Città Futura hanno avviato un vero e proprio laboratorio di idee aperto alla città. Si attende, adesso, l’esito dell’incontro con il Partito Democratico per allargare le cosidette alleanze a sinistra e ufficializzare la candidatura di Paolo Aquila. “Il nostro è un progetto importante con una candidatura autorevole. Siamo aperti, comunque, alle primarie – spiega Pietro Savà, coordinatore cittadino di Idv – perché la candidatura di Paolo Aquila in questa prima fase è stata condivisa da questi soggetti politici. Vogliamo avviare un modo nuovo di fare politica, che sia aperta alla città e alle coscienze”. Marilena Piazza, portavoce di Città Futura, Manlio La Ciura del coordinamento di Sinistra Ecologia e Libertà e Pietro Savà, del coordinamento di Italia dei Valori, hanno ribadito durante la conferenza stampa nell’aula consiliare a palazzo di città, la necessità di un nuovo percorso politico unitario del centro sinistra. “Serve una classe politica cosciente che sappia dirigere i nostri concittadini – aggiunge Manlio La Ciura, portavoce del coordinamento di Sel – vogliamo fare diventare un nuovo modello per l’intera città. Valori importanti iniziando proprio dai servizi sociali e dai settori produttivi della nostra città”. “Città Futura” è un contenitore di uomini e donne della cosiddetta società civile, di qualunque estrazione politica, che vogliono essere protagonisti nelle amministrative della prossima primavera. “L’obiettivo è unire tutto il centro sinistra – spiega il candidato a sindaco, Paolo Aquila – e ci sono i presupposti per fare bene in questa impegnativa tornata elettorale. Qualora ci fossero altre esigenze da parte degli alleati sono pronto a fare un passo indietro”.

Vertenza Sanità. Il commento dell’on. Zago

Il segretario provinciale del Pd Salvo Zago esprime soddisfazione per il positivo esito a cui è approdata la vicenda riguardante la difesa e il mantenimento dei pronto soccorso di Comiso e Scicli. “Si tratta di un risultato importante – afferma Zago – che deve far capire che quando le buone e legittime ragioni sono sostenute da ampi schieramenti, costituiti come in questo caso da partiti, istituzioni, comitati spontanei di protesta di cittadini, quasi sempre si raggiungono i risultati sperati. Adesso si apre un’altra fase, quella che riguarda il rilancio, il potenziamento e la riqualificazione degli ospedali di Comiso e Scicli, che devono essere considerati importanti strutture complementari dei presidi ospedalieri di Modica, Ragusa e Vittoria – conclude l’on. Zago – nell’interesse complessivo di un miglioramento dell’offerta sanitaria”.

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