25-06-2017
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Archivio della categoria: Politica

ACATE, NASCE IL CIRCOLO DI ITALIA DEI VALORI

Il Commissario straordinario dell’Italia dei Valori di Acate, Venerando Cintolo, ed il Segretario provinciale nonché vice segretario regionale del partito, Giovanni Iacono, hanno annunciato la costituzione ad Acate del circolo cittadino dell’Italia dei Valori. Italia dei Valori Acate nasce con lo scopo di unire tutti quei cittadini stanchi dell’attuale classe dirigente locale e del loro modo di fare attività politica, intendendo la politica come un’esperienza plurale, partecipativa e propositiva. E’ stato nominato referente organizzativo Biagio Spada che sarà affiancato da Alfio Arcidiacono, Vanessa Ferreri, Aurora Guccione, Giuseppe Frasca e Giovanni D’Amanti. La sede della neonata sezione è ubicata in via Neghelli 161. Chiunque fosse interessato può contattare la pagina www.facebook. com/idvacate o la mail idvacate         

 

 

RAGUSA, UNIVERSITA’. L’ATTACCO DI NICOSIA (PDL) ALL’AMMINISTRAZIONE DI CENTRODESTRA

“La recente vicenda del Consorzio universitario, con la mancata individuazione delle risorse economiche che pure a suo tempo erano state previste per la prosecuzione dell’attività accademica sul nostro territorio, ha un solo significato: una cattiva gestione dei fondi dell’ente di Viale del Fante da parte di questa Amministrazione provinciale”. Durissimo il commento del consigliere provinciale Ignazio Nicosia del Pdl. “Non si sarebbe mai dovuti arrivare a questo punto – continua Nicosia – quello che sta accadendo testimonia una programmazione precaria e approssimativa. E se qualcuno non è stato in grado di gestire con la dovuta oculatezza quei fondi che occorreva destinare al Consorzio universitario, se ne assuma sino in fondo la responsabilità e si dimetta. Purtroppo, per quanto mi riguarda – dice ancora Nicosia -, continuo a prendere atto che il presidente, che dovrebbe essere il regista di tutte le operazioni di Giunta, e alcuni assessori continuano ad amministrare le risorse economiche in maniera disinvolta, senza preoccuparsi del futuro sempre più nero verso il quale stiamo andando incontro”.

LEGGE 61/81 Il segretario del Pd Calabrese denuncia l’incapacità di spesa dell’amministrazione Dipasquale

“Il fatto di aver utilizzato i fondi della legge su Ibla per onorare un debito fuori bilancio del 2011, e stiamo parlando di somme pari a 922.000 euro, non è stato digerito da nessuno. Inoltre, dobbiamo aggiungere che non è certo circostanza da poco – scrive in una nota il segretario del Pd, Peppe Calabrese – l’incapacità di spendere le somme stanziate, bloccate da anni, per mancanza di progettazione. I numeri parlano chiaro. Ad oggi, risultano non utilizzati circa diciotto milioni di euro dei piani di spesa degli anni precedenti riferiti alla legge su Ibla. Nonostante l’incapacità amministrativa dimostrata dal sindaco – conclude il segretario Calabrese il Pd di Ragusa annuncia sin da ora che, in modo responsabile, si darà da fare per assicurare il rifinanziamento della legge 61”.

La denuncia di Italia dei Valori: “A Cava dei Modicani sfiorata la tragedia”

Nella notte tra mercoledì e giovedì, presso la discarica di Cava dei Modicani, si è rischiato un grave incidente a causa del crollo del pilastro di ferro alto oltre due metri situato all’ingresso della discarica. La denuncia è di Italia dei valori che ha diffuso una nota. “Il pilastro – si legge nel documento – è crollato sfiorando il lavoratore che, a mano, spingeva il cancello. Un cancello che ha l’apertura automatica guasta perché da mesi il motore elettrico non funziona. I lavoratori hanno ripetutamente denunciato la mancata manutenzione ordinaria e straordinaria in tutti gli impianti della discarica ma, ad oggi, siamo ancora dinanzi al peggioramento delle condizioni complessive dell’impianto e alla tragedia sfiorata. I lavoratori – scrive l’Idv – che abbiamo incontrato ci hanno evidenziato che: non funziona da anni l’impianto elettrico ed ogni giorno gli operatori devono entrare nella cabina ad alto voltaggio per ripristinare la corrente; tutta una serie di attrezzature pagate dalla collettività sono messe da parte e non utilizzate; illuminazione esterna non funzionante; impianto di videosorveglianza non funzionante; il bilico della pesatura non funzionante; ci chiediamo – continua l’Idv -, come si emettono le fatture senza un reale riscontro? Quanti sono realmente i Kg conferiti? I lavoratori non vengono muniti del vestiario idoneo e devono arrangiarsi con propri indumenti. Poi tutte le altre gravi inadempienze che abbiamo, come Italia dei valori, in tutti questi anni denunciato e documentato, quali il mancato trattamento del percolato – dice l’Idv di Ragusa – che, dopo essere stato costruito spendendo milioni di euro, adesso è fermo e lasciato arrugginire da oltre 6 mesi e il silos dell’acqua per uso igienico-sanitario viene più volte riempito con acqua portata da un’autocisterna usata per il trasporto del percolato”, conclude l’Italia dei valori. Ma le segnalazioni di Italia dei valori non si fermano qui. “A questo – aggiunge il partito di Di Pietro – dovremmo aggiungere i danni ambientali di questi anni per la mancata protezione dell’immondizia che si è sparsa per chilometri e chilometri; per non parlare di tutto ciò che hanno combinato per la piantumazione degli alberi attorno alla discarica e tutta la storia dell’impianto di compostaggio inaugurato e mai avviato”, conclude l’Idv. Giovanni Iacono, consigliere provinciale che spesso si è occupato della discarica così commenta: “Appare ovvio che in questi anni la classe politica dominante ha fallito. Ha fallito nella raccolta differenziata, ha fallito nella gestione dei rifiuti e delle discariche. A Cava dei Modicani non funziona la gestione dell’impianto, non funzionano i controlli e in questi anni, di contro, all’Ato hanno fatto tante assunzioni clientelari. E’ legittimo chiedersi continua Iacono – che fine hanno fatto le denunce dei lavoratori all’Ispettorato del lavoro? Vorremmo capire: che fine ha fatto l’indagine della Guardia di Finanza? La Procura della Repubblica di Ragusa ha letto le prevedibili informative delle Fiamme Gialle? Ha ritenuto di archiviarle, come è stata “archiviata” la ricca documentazione che i gruppi consiliari alla Provincia e al Comune di Ragusa di Italia dei valori avevano qualche anno fa inviato alla Procura della Repubblica di Ragusa? Una documentazione corredata – dice ancora Iacono – da quasi 500 foto, scattate in periodi ed anni diversi, sui danni ambientali. Documentazione che la Procura ritenne di “archiviare”! Domani “archivieremo” anche i possibili incidenti?”.

Autostrada Siracusa – Gela. Ciucci firma

“Ho appena ricevuto la comunicazione dall’ingegnere Mauro Coletta dell’Anas dell’avvenuta firma, apposta dal presidente Ciucci, sul decreto che sblocca il progetto dell’autostrada Siracusa-Ragusa-Gela per ciò che riguarda i primi tre lotti iblei dell’infrastruttura”. E’ questo quanto fa sapere l’on. Nino Minardo del Pdl giovedì mattina. Una firma di fondamentale importanza per l’infrastruttura che attraverserà il territorio ibleo e che potrebbe essere, in attesa della Ragusa-Catania, la nuova via di collegamento veloce da e per il capoluogo etneo. “Si tratta del passaggio fondamentale – spiega l’on. Nino Minardo – per far sì che ‘presto’, una volta esperiti gli altri adempimenti burocratici che competono al Cas, alla Regione e all’Unione Europea, si cominci materialmente a costruire l’autostrada nei tre lotti per i quali esiste già il progetto esecutivo. L’auspicio – ha detto l’on. Nino Minardo – è che in tempi brevi si possa arrivare alla pubblicazione del bando, l’espletamento della gara d’appalto e l’inizio vero e proprio dei lavori. I lavori nei tre lotti autostradali iblei consentiranno un investimento di oltre 290 milioni di euro che rappresentano un’enorme boccata d’ossigeno per l’economia di settore e per l’intero tessuto economico”.

Il Governo firma la delibera CIPE sulla Ragusa – Catania

Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha firmato mercoledì sera la delibera Cipe – atto formale ma propedeutico – che era stata approvata lo scorso 3 agosto e che conteneva lo schema di convenzione che consentirà all’Anas di pubblicare il bando di gara relativo alla realizzazione della Ragusa-Catania. “Ho avuto modo di parlare direttamente con gli uffici preposti della Presidenza del Consiglio che mi hanno notiziato dell’avvenuta firma. Si tratta di un atto assolutamente formale anche se necessario e verso il quale, nei giorni scorsi, erano arrivati appelli istituzionali dal nostro territorio – scrive in una nota il deputato nazionale del Pdl, Nino Minardo -. Adesso la delibera sarà trasmessa alla Corte dei Conti che dovrebbe esitarla, secondo quanto riferitomi, entro un mese dalla trasmissione.

Ospedali di Comiso e Scicli. Il caso in commissione Sanità all’Ars

“La difesa dei Pronto Soccorso di Comiso e Scicli non è una difesa d’ufficio né una sciocca battaglia di campanile condotta sulla pelle dei cittadini”. Il deputato regionale del Pd, Pippo Digiacomo, interviene sulla disposizione che vieta il trasporto in ambulanza dei pazienti nei Pronto Soccorso di Comiso e Scicli, argomento che sarà oggetto di esame alla commissione Sanità all’Ars. “Questo non lo diciamo noi, lo dice la società scientifica Timeo – Società italiana di Medicina emergenza-urgenza – che ha conferito al Pronto Soccorso di Comiso il premio “Vito Giustolisi” per avere accelerato i tempi di intervento su infartuati, riportando velocemente alla normalizzazione la circolazione cardiaca. In parole povere, – spiega Digiacomo in una nota – per avere salvato decine e decine di vite umane in pericolo. Oltre a questo, si aggiungano alcune altre decine di migliaia di interventi. Evidentemente nessuno è profeta in patria. Al contrario, da queste parti, anziché chiamare a raccolta istituzioni, operatori, opinione pubblica per illustrare i risultati del potenziamento degli stabilimenti ospedalieri di Comiso e Scicli, arrivano “siluri” che hanno il solo risultato di suscitare confusione, e indignare l’opinione pubblica, – scrive l’on. Digiacomo – minacciare la salute dei cittadini. Chiederò un’urgente audizione presso la commissione Sanità, della quale sono componente, per analizzare le politiche di rilancio degli ospedali di Comiso e Scicli, il loro stato di attuazione e, in quella sede – conclude l’on. Digiacomo -, verificheremo se a pagare debbano essere queste fondamentali e strategiche strutture sanitarie o l’insipienza e i ritardi di un management veloce nel tagliare e cassare servizi, ma alquanto ritardatario nell’implementare ciò che ci è dovuto per legge”.

Provincia, sui fondi per l’università parla l’assessore Digiacomo

All’esame della seconda commissione consiliare provinciale, riunita dal presidente Silvio Galizia del Pdl, la proposta di deliberazione della giunta riguardante gli assestamenti del Bilancio di previsione 2011. E’ stato ascoltato l’assessore al Bilancio Giovanni Digiacomo. I componenti della commissione presenti, Colandonio, Di Paola, Ficili e Mandarà, hanno chiesto all’assessore Digiacomo ragguagli circa il mantenimento dell’impegno finanziario della Provincia nei confronti del Consorzio Universitario. Digiacomo ha illustrato come sul piano finanziario la Provincia farà fronte all’impegno a suo tempo assunto, facendo ricorso alle risorse certe provenienti dalle tasse universitarie dovute dall’ateneo catanese. La commissione ha confermato la volontà dell’impegno finanziario nei confronti del Consorzio e, al fine di avere maggiori delucidazioni, ha deciso di invitare il presidente e il direttore del Consorzio Universitario.

Sanità iblea e 118. Ammatuna chiede chiarezza

Con una nota trasmessa al presidente della Commissione Sanità all’Ars, inviata per conoscenza anche al responsabile del Servizio programmazione dell’emergenza dell’Assessorato regionale della Salute, l’on. Roberto Ammatuna del Pd ha chiesto una audizione per verificare se la nuova pianificazione degli accessi ospedalieri in provincia di Ragusa sia in contrasto con le “Linee guida – Protocolli e procedure Servizio Sues 118 – Sicilia” contenute nel decreto 30 aprile 2010 dell’Assessorato regionale della Salute. “Com’è noto – si legge in una nota inviata da Ammatuna alla stampa – il Sues 118, centrale operativa di Catania, Ragusa, Siracusa, ha dato comunicazione al personale dei mezzi di soccorso, operante nelle zone di Comiso e Scicli, di deviare i pazienti in emergenza/urgenza verso gli ospedali di Modica, Vittoria e Ragusa”. Tutto ciò, secondo il parere dell’on. Ammatuna, sembra confliggere con i criteri di scelta dell’ospedale di destinazione contenuti nelle Linee Guida. “Queste ultime prevedono, infatti – scrive ancora l’on. Ammatuna -, che i mezzi di soccorso di tipo Msb, senza personale sanitario a bordo, siano indirizzati dalla centrale operativa 118 sempre presso l’ospedale più vicino. E’ questo il caso di Comiso, dove agisce un’ambulanza senza personale sanitario a bordo, per cui il mezzo di soccorso secondo le Linee Guida dovrebbe essere indirizzato presso il nosocomio ipparino. Invece, in virtù dell’ultima direttiva del 118, i pazienti in emergenza/urgenza della zona devono essere dirottati verso gli ospedali di Modica, Vittoria e Ragusa. Il contrasto fra le Linee Guida e la direttiva del 118 appare stridente, ma non è l’unica fattispecie. Le Linee Guida prevedono, inoltre – dice ancora l’on. Ammatuna -, che i mezzi di soccorso con infermiere a bordo siano indirizzati dalla centrale operativa del 118 presso l’ospedale più vicino o più adatto relativamente alle condizioni del paziente ma, in condizioni di paziente instabile, l’ospedale di destinazione deve essere sempre il più vicino. Questo è il caso di Scicli, dove opera un’ambulanza con l’infermiere a bordo, per cui il mezzo di soccorso secondo le Linee Guida dovrebbe essere indirizzato verso il Busacca. Invece – scrive Ammatuna -, sempre in virtù dell’ultima direttiva del 118, i pazienti in emergenza/urgenza della zona devono essere dirottati verso gli ospedali di Modica, Vittoria e Ragusa. Anche in questa fattispecie è evidente che la direttiva del 118 scavalca il contenuto delle Linee Guida, il cui valore giuridico è indubbiamente superiore alla prima. Ma non è tutto. Anche la terza casistica delle Linee Guida, che prevede – sostiene l’on. Ammatuna – che sia il medico a bordo del mezzo di soccorso a stabilire l’ospedale di destinazione – dice il parlamentare regionale del Pd -, non viene rispettata dalla direttiva del 118. Addirittura questa fattispecie prevede che, nei casi in cui emerge una visione diversa nella ospedalizzazione del paziente, la decisione finale spetta al medico del mezzo di soccorso. Questa scelta del 118 oltre ad essere, dal punto di vista del contenuto, penalizzante per i cittadini delle zone di Comiso e Scicli, da un punto di vista giuridico fa nascere seri dubbi sulla sua legittimità – conclude Ammatuna -. Per questo motivo ho richiesto al presidente della Commissione Sanità all’Ars di audire i responsabili per fare chiarezza sulla vicenda”.

Provincia, fondi in meno per l’università. Antoci: la colpa non è mia

Dopo l’intervento di Giovanni Iacono della Italia dei Valori e di Silvio Galizia del Pdl sui fondi che la Provincia deve destinare all’Università, il presidente Franco Antoci risponde, scrollandosi di dosso responsabilità che gli erano state affibbiate. “Voglio ricordare – ha detto Antoci – a chi ha buona memoria che nella manovra finanziaria di luglio, la proposta della Giunta prevedeva l’integrazione della previsione di bilancio di 750 mila euro con ulteriori 750 mila euro, così da pervenire alla complessiva somma di un milione e mezzo di euro. In sede di esame consiliare – ha dichiarato Antoci – con un emendamento dei consiglieri di maggioranza tale somma integrativa è stata decurtata di 350 mila euro. A seguito di detta manovra consiliare ho cercato di rassicurare il Consorzio che avremo in tutti i modi recuperato le somme decurtate dal Consiglio, pensando in cuor mio, di utilizzare l’avanzo di amministrazione ancora disponibile. Tale possibilità è stata adesso preclusa, come comunicato alla Conferenza dei capigruppo, per debiti fuori bilancio in seguito a sentenze giudiziarie definitive e ad altri impedimenti finanziari, pertanto – ha detto il presidente della Provincia -, non disponendo di alcuna bacchetta magica si è pensato di utilizzare per detta integrazione le risorse certe, non ancora contabilizzate, provenienti dalle tasse universitarie dovuteci dall’Ateneo catanese. Se questo agire corretto non viene condiviso, il Consiglio Provinciale che è sovrano in fatto di strumenti finanziari, individui – ha dichiarato Antoci – le risorse necessarie per reperire in altro modo le somme da destinare al Consorzio Universitario, garantendo comunque i servizi essenziali quali l’assistenza ai disabili e il funzionamento delle scuole”.

La frittata universitaria. Iacono attacca giunta provinciale e centrodestra

“Alla Provincia la Giunta e la maggioranza in consiglio hanno fatto a gara a chi toglieva più risorse (ed opportunità) all’Università”. A dirlo è Giovanni Iacono, capogruppo dell’Italia dei Valori al consiglio provinciale riportando sotto i riflettori della cronaca la vicenda relativa all’università ragusana. “Hanno iniziato dimezzando le somme in bilancio da 1.500.000 euro a 750.000 – ha detto ancora Iacono riferendosi alla giunta Antoci e alla maggioranza di centrodestra -, poi in sede di assestamenti a settembre, sui 750.000 euro che la Giunta aveva rimesso il Consiglio ha tagliato 350.000 euro. Il gioco delle tre carte! A quel tempo Giunta e Consiglio proclamarono, urbi et orbi, quanto gli stavano a cuore le sorti dell’università e promisero che in sede di variazioni di bilancio sarebbero state rimesse le 350.000 euro. Adesso – dice ancora Iacono -, in sede di variazioni di bilancio, le promesse sono svanite e così i 350.000 euro!!! La Provincia deve al Consorzio 1.500.000 euro e ne ha dati 1.150.000. E tutto questo a fronte di impegni contrattualmente sottoscritti, degli atti di diffida e delle ingiunzioni presentati dall’Università. La scellerata convenzione stipulata dal presidente della Provincia, dal sindaco di Ragusa e dai vertici del consorzio a giugno del 2010 prevedeva all’art. 6 che l’Università ‘entro il 30 settembre di ogni anno’ quantificasse ‘le tasse versate dagli studenti frequentanti a Ragusa’ per poi ‘comunicare a Provincia e Comune le somme’. La scellerata convenzione – dice ancora il capogruppo dell’IdV – prevedeva anche che le sole scadenze dell’anno 2011 di pagamenti da effettuare da parte del Consorzio all’Università ammontassero, complessivamente, a 3.112.500 euro da versare nelle tre scadenze del 30 giugno 2011, del 31 luglio 2011 e del 31 ottobre 2011. A tutto questo aggiungasi le mancate rate pregresse non pagate dal Consorzio che ad inizio anno ammontavano ad 1.100.000 euro alle quali vanno sottratte 650.000 euro pagate dal Consorzio ad agosto 2011. E’ sbagliato totalmente pensare di compensare una minima parte delle somme dovute all’Università – dice Iacono – con il rimborso tasse che deve l’Università (peraltro in misura quasi totale al Comune di Ragusa) perché seguono iter contabili diversi e, purtroppo, trattamento sanzionatorio diverso. La scellerata convenzione del giugno 2010 all’art. 7 recitava testualmente: ‘In caso di ritardo nella corresponsione all’Università delle somme dovute, decorreranno a carico della Provincia e del Comune – dice Iacono – gli interessi moratori pari al tasso di interesse passivo che viene corrisposto dall’Università alla propria banca cassiere. Nessun interesse è dovuto all’Università in caso di mancata presentazione del conto finale entro i termini previsti dall’art. 6. Una bella “frittata” hanno sottoscritto i “difensori del territorio” – continua Iacono – e adesso con queste ultime “trovate” contabili, “finanza creativa” locale, si rischia di rimettere in discussione l’unico “pezzo” di Università rimasta e cioè Lingue”. Iacono in Consiglio Provinciale, sia in sede di Bilancio che di assestamento di Bilancio, ha fatto verbalizzare che i maggiori oneri derivanti dalle inadempienze contrattuali causate delle minori somme versate “devono ricadere totalmente a carico degli amministratori e dei consiglieri e non certo a carico della collettività che ha già subito un danno economico enorme”.

CHIUSURA 118 A COMISO E SCICLI L’on. Digiacomo diffida la Regione, l’Asp e la Sues 118

L’on. Pippo Digiacomo interviene a seguito della notizia della chiusura del 118 a Comiso e Scicli e dà notizia di una diffida inoltrata alla direzione generale della Sues 118, all’assessore regionale alla Sanità Massimo Russo e al direttore generale dell’Asp di Ragusa Ettore Gilotta. “In merito alla circolare 118 di Catania con la quale si dispone alle postazioni territoriali del 118 di dirottare le ambulanze presso gli ospedali di Vittoria, Ragusa e Modica, evitando Comiso e Scicli, si omette di fare riferimento alle linee guida 2010 del 118. Tali linee, alla pagina 7 capoverso “Ospedale di destinazione”, indicano le varie tipologie di mezzi di soccorso e, in base alla costituzione del loro equipaggio, l’ospedale di destinazione. Il punto in questione – scrive l’on. Digiacomo è molto chiaro: l’ambulanza Msb con soccorritori deve andare nell’ospedale più vicino che è Comiso. Inoltre, le due note del direttore generale 118, la prima delle quali indirizzata anche all’assessorato alla Salute, ribadiscono che l’ospedale di Comiso è impossibilitato a garantire i requisiti minimi di assistenza ai pazienti in emergenza urgenza. Questa circolare è pregiudizievole per la salute dei cittadini che verranno portati a Vittoria – scrive Digiacomo – qualunque sia il codice di intervento con il rischio che, se si tratta di un codice urgente, a Vittoria non arrivi vivo o che le sue condizioni si aggravino durante il trasporto non potendo i soccorritori intervenire. Ovviamente stessa situazione deve immaginarsi per Scicli. Per queste e altre ragioni diffido sin da ora qualsiasi applicazione meccanica della citata circolare – conclude il deputato del Pd – essendo questa sommaria, superficiale e in netto contrasto con il bene supremo della salute dei cittadini”.

SANITA’ A SCICLI E COMISO: AMMATUNA CONTRO RUSSO

“Stiamo assistendo al tentativo chiaro di trasformare i nosocomi di Scicli e Comiso in strutture adibite soltanto alla lungodegenza, senza reparti per acuti”. L’on. Roberto Ammatuna del Pd in una nota inviata alla stampa lamenta quanto sta accadendo nella sanità sciclitana e comisana. “L’ordine di servizio del 118, sollecitato dal direttore generale dell’Asp 7 di Ragusa Ettore Gilotta, secondo il quale le ambulanze del 118 dirigeranno verso gli ospedali di Modica, Ragusa e Vittoria le emergenze di Scicli e Comiso è la prova provata della volontà di declassare questi ultimi nosocomi”. Ammatuna ci va giù duro con il governo regionale e con l’assessore Russo in particolare. “Questi sono i risultati di una politica sanitaria che sopravvive mettendo in atto singoli interventi, senza avere nessuna visione di assieme del problema. Sono i risultati decisi dall’Assessore regionale alla Salute Massimo Russo e messi in pratica dai suoi fedeli esecutori: il direttore del servizio Seus 118 e il direttore generale dell’Asp Ettore Gilotta”. L’on. Ammatuna rende chiara la sua idea in proposito: “avevo avanzato una dettagliata proposta di razionalizzazione del sistema delle emergenze/urgenze in provincia di Ragusa alla quale non è stato dato seguito. Anzi, si continua a procedere in controtendenza, in spregio ai suggerimenti provenienti dal territorio ed a quelli che promanano dal semplice buon senso. Che senso ha mantenere operativi i due pronto soccorso di Scicli e Modica quando anche le emergenze semplici saranno ricondotte a Ragusa, Modica e Vittoria?”, conclude l’on. Roberto Ammatuna del Partito Democratico.

Amministrative Ragusa. Granata di Fli “Avanti con il Terzo polo”

“Il Terzo polo terrà presto una manifestazione a Ragusa con il coordinatore regionale e i parlamentari per ribadire la volontà comune di una grande alleanza che vada da Fli all’Mpa, dall’Udc all’Api, e che coinvolga aggregazioni civiche che hanno a cuore il territorio ibleo”. Lo ha detto l’on. Fabio Granata commissario provinciale di Fli a Ragusa, in occasione di una sua visita nel capoluogo.

Incarico per Enzo Pelligra

Enzo Pelligra, capogruppo di Futuro e Libertà al Consiglio provinciale di Ragusa, componente del coordinamento regionale del partito, è stato chiamato a far parte dell’ufficio politico di Fli in Sicilia. E’ un incarico prestigioso, considerato che tale ufficio sarà chiamato a determinare le linee strategiche politiche in vista dei prossimi appuntamenti elettorali, oltre a spendere l’ultima parola per la designazione delle candidature.

Giovani democratici ragusani alla scuola di formazione politica

Trentasette giovani democratici della provincia di Ragusa sotto i 35 anni partecipano, da sabato, alla scuola di formazione politica del Partito democratico a Napoli. “Finalmente Sud” è il titolo del percorso di formazione organizzato che si svilupperà con vari momenti cadenzati in un anno e sarà dedicato a duemila giovani provenienti dalle regioni del Mezzogiorno.

Nello Dipasquale, invidia e rivoluzione

Avete visto lo speciale del Tg 1 sul movimento Occupy Wall street? Hanno vietato agli indignati americani altoparlanti e microfoni e si sono ingegnati così: chi vuol parlare grida Mic check – prova microfono – e tutte le frasi dette da chi ha chiesto attenzione vengono ripetute a voce alta dall’intera piazza. Messaggi semplici e rivoluzionari. E’ il risveglio da un sogno – il capitalismo – che si sta trasformando in un incubo. Per noi ragusani la questione è più complicata avendo creduto, negli ultimi 35 anni, di vivere oltre quel sistema essendo i creatori di un modello unico nel mediterraneo meridionale che aveva persino cancellato la lotta di classe spalmando ricchezza diffusa. E’ inutile spiegare l’illusorietà di questa architettura che ha ceduto appena il sistema nazionale e globale del capitalismo è entrato in crisi, confermando quindi che il modello Ragusa era solo una delle tante forme del sistema principale, una canalizzazione priva di qualsiasi originalità economica; soffermiamoci, invece, sulla miope e pericolosa resistenza al risveglio che si registra nella fascia privilegiata delle corporazioni della città, sindacati e associazioni di categoria, i portabandiera del modello. Nello Dipasquale che non è un sognatore e che ha l’esigenza di rimanere sulla scena come uomo scelto dal popolo e vittima della crisi, dei tagli di governo, della inerzia della politica del suo partito, ha avuto l’ardimento di affrontare il tema della validità del modello Ragusa ed ha invitato le sacre sigle ad un dibattito della sua nuova associazione, Territorio, per sentire gli umori e posizionarsi come meglio gli conviene. Si è verificato qualcosa di molto strano: l’intuizione della politica – seppur testimoniata da un tipo come il nostro sindaco che non merita apprezzamenti per la sua condotta e per la sua gestione governativa – è stata rintuzzata e mortificata da sindacati e categorie. Dipasquale aveva esordito ammettendo che il modello Ragusa era saltato, sperando di accendere la platea e di ottenere un seguito rumoroso e battagliero che poteva dare la stura ad un po’ di clamore. Si è ritrovato afflosciato, narcotizzato dalla barbosità di Cgil, Cisl, Uil e via dicendo che ancora si aggrappano “all’effervescenza” della piccola e media impresa ragusana. Siamo avvolti in un doppio dramma: il governo Dipasquale che per vassallaggio alle lobby ha distrutto la città insistendo sulla cementificazione come primo motore dell’economia, e sindacati e categorie vigorosamente appiattiti su un defunto ma tranquilizzante – solo per loro divenuti primi attori – sistema di organizzazione sociale. Sentire Avola della Cgil che si entusiasma per l’azione della Chiesa – in verità più coraggiosa e dignitosa rispetto ai pachidermi “laici” sui problemi dell’accoglienza e dell’integrazione -, e che plaude a squarciagola sulle iniziative di un politico del Pdl, ci induce a tirar le somme sugli ultimi anni del sindacato che ha fatto parlare di sé solo per uno scandalo sessuale, il caso Licciardi, e che non riesce a liberarsi dal marciume che cova al suo interno dove c’è un intero pacchetto di iscritti e dirigenti al servizio della società Busso, insomma un sindacato giallo stile Valletta. E’ solo un esempio per farci riflettere sulla credibilità non solo della politica ma dei corpi intermedi dello Stato, dal mondo imprenditoriale, a quello dell’associazionismo, a quello sindacale. L’aderenza con il sistema qui a Ragusa è assoluto, totale, integrale, non ha incrinature né lacerazioni. L’illusione del modello Ragusa ha alimentato in questa fascia il culto della bontà del capitalismo spazzando idealità, tensione morale, e curiosità intellettuale. Anche il mondo dei lavoratori e la sinistra si sono ritrovati nell’intimo conservatori e, assaporando quel nuovo gusto, hanno giustificato la loro resa spacciandola per cambiamento naturale dei tempi. Sindacati e categorie sono divenuti convinto strumento di propaganda del sistema di potere sia esso nazionale che locale, spingendo la comunità nella disperata e finale corsa verso il baratro. Come dimenticare le ridicole convocazioni degli Stati generali per l’università e per l’edilizia dove si sono negati errori di investimento e massacri sul territorio, pur di non turbare il modello Ragusa che li aveva con scaltrezza coinvolti facendoli sentire attori e manovratori di un sistema? Nello Dipasquale giovedì sera si è ritrovato schiacciato da questi manichini animati e ha dovuto rinunciare alla voglia irrefrenabile di far casino. Alla fine, però, non ce l’ha fatta ed ha esclamato: “Io aspetto sino al 31 dicembre, poi basta; sappiate che provo una grande invidia quando vedo quelli della No Tav che riescono ad occupare telegiornali e prime pagine dei giornali”. La soluzione ci sarebbe. Al posto di Michele Colombo che con i soldi del contribuente gli fa da autista e maggiordomo – giovedì a Palazzo Garofalo accoglieva all’entrata e poi accompagnava a sedere nella poltroncina – potrebbe trovare un Er Pelliccia qualsiasi. Ed a proposito di folti capelli – resta intatto il mistero del dono di Dio o del parrucchino – segnaliamo tra la massa di interventi soporiferi, il garbato e intelligente discorso del nuovo presidente della Camera di Commercio, Gambuzza, che ha criticato l’unione europea che continua a stanziare fondi per pascoli e boschi, trascurando la nostra agricoltura. Uno spunto che dovrebbe farci sorgere qualche dubbio. In Europa già pensano alle grandi distese che ci sfamano e al verde che ci fa respirare. Ci avessero pensato Nello Dipasquale, i costruttori, la Lega delle cooperative a piantare cavoli al posto di villette, potremmo essere un modello: volume edificatorio zero. Lo ha fatto Matteo Renzi e adesso se la spara alla Leopolda. Povero sindaco, destinato a misurarsi ed a provare invidia. Mic check, Mic check. Ragusa rottama vecchio modello e sacre sigle. Ricordiamoci che noi siamo il 99%.

Sospensione del servizio espurgo pozzi neri a Ragusa. Le critiche di Sel

Un’altra soluzione inadeguata ad un problema di rilievo collettivo. Per Sinistra ecologia e libertà la scelta del Comune di Ragusa di sospendere, a partire dal 1° ottobre, il servizio di espurgo delle fosse biologiche rappresenta una “monca risoluzione a un problema inadeguatamente gestito. Nella delibera del 22 settembre, si sostiene che essendo superiore alle previsioni il servizio di svuotamento delle fosse biologiche richiesto dai cittadini residenti nelle zone periferiche del Comune di Ragusa sprovviste di servizio fognario, lo stesso affidato alla ditta Busso con tariffe ordinarie, viene interrotto del tutto fino al 31 dicembre – scrive Sel – con riserva di riorganizzarne una ripresa parziale con tariffe maggiorate, testualmente ‘ricalcolate’. Piuttosto sarebbe stata una procedura più virtuosa e di buon senso – continua Sel – attivare un potenziamento del servizio e, nel contempo, avviare un cronoprogramma articolato sotto il profilo tecnico-giuridico-pratico. Gli utenti che vedono limitati i propri diritti all’accesso dei servizi fognari diventano testimoni involontari di una disparità di trattamento dei diritti civili essenziali rispetto agli altri cittadini che, storicamente, fruiscono di questo servizio”. Sel chiede l’immediata revoca della delibera in questione.

Carenze organico all’ospedale di Vittoria La denuncia di Idv: “C’è un solo anestesista”

Gli utenti dell’ospedale Guzzardi di Vittoria, da tempo lamentano ritardi nelle date di operazioni chirurgiche o che comunque necessitano dell’intervento di un anastesista. “Tutto ciò avviene poichè in ospedale c’è carenza di figure professionali che ricoprono il ruolo di anestesista – sostiene in una nota il referente organizzativo di Italia dei Valori a Vittoria, Marco Piccitto – e solo uno attualmente, è disponibile e quindi non può sopperire alle numerose urgenze giornaliere che ha un ospedale importante come quello di Vittoria. Già da tempo – aggiunge Piccitto – è stata avanzata una richiesta, per ampliare il numero di dottori anestesisti ed effettivamente era arrivata la comunicazione della prossima integrazione di 3 operatori, ma fino ad oggi nulla è stato fatto”.

Raddoppio RG-CT, Antoci rassicura

In relazione alla richiesta dell’on. Sebastiano Gurrieri di un incontro al Cipe per verificare lo stato dell’arte della procedura per la Ragusa-Catania, il presidente della Provincia di Ragusa Franco Antoci chiarisce che: “Il ministero dell’Economia e Finanze ha finalmente esitato le delibere Cipe di approvazione dello schema di convenzione con il concessionario dei lavori per il raddoppio della Ragusa-Catania. Com’è ormai ben noto – aggiunge Antoci la prima delibera di approvazione della convenzione era stata esitata dal Cipe nel mese di luglio dello scorso anno e, in sede di validazione, il Ministero dell’Economia aveva richiesto una serie di modifiche ed integrazioni che erano state approvate dal Cipe con la seconda delibera dello scorso 3 agosto. Abbiamo avuto oggi la notizia che proprio ora le due delibere sono state restituite al Dipe, che è l’organo preposto alla conduzione del procedimento, per essere sottoposte alla firma definitiva del Presidente del Consiglio e al visto della Corte dei Conti. Nel frattempo – ha detto ancora Antoci – la Direzione Anas Concessioni e Programmazione potrà riprendere il procedimento di affidamento della concessione, già arrivato nella fase intermedia di evidenza pubblica e sospeso proprio in attesa dell’approvazione della convenzione”. L’ulteriore passaggio burocratico con la trasmissione delle delibere al Dipe viene salutato positivamente dal presidente Antoci: “Si tratta di un passo decisivo nella definizione dell’iter per l’individuazione del concessionario e la realizzazione dell’opera”.

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