28-05-2018
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Archivio della categoria: Politica

SANTA CROCE, IL TAR ANNULLA L’ELEZIONE DEI REVISORI DEI CONTI

Una nomina, quella dei revisori dei conti, che ha calpestato le più elementari regole. Così il Tar di Catania ha annullato la delibera del consiglio comunale, con le modalità adottate per la nomina dei revisori del 29 settembre scorso (allora erano stati nominati Roberto Linguanti, Giuseppa Recca e Rosario Cassarino). La sentenza fa riferimento ad un ricorso proposto da Salvatore Buscema, difeso dall’avvocato Giovanni Mania, contro il Comune di Santa Croce Camerina ed il consiglio comunale. Punto cruciale risulta essere stata la modalità con cui è avvenuta la nomina dei revisori. La legge regionale, nel recepire la legge nazionale, ha apportato delle modifiche riconoscendo la limitazione del voto attribuito ai consiglieri comunali e provinciali, per l’elezione dei revisori dei conti, ad un solo componente e non a due, inoltre definisce che si può esprimere un’unica preferenza in un’unica votazione, anziché tre distinte votazioni, come è avvenuto. “Le ultime sentenze del Tar in materia davano ampiamente ragione alle nostre tesi – spiega il capogruppo del Pd, Giansalvo Allù -. Adesso i giudici della terza sezione del Tribunale hanno confermato quanto noi avevamo sostenuto in consiglio. Quando viene violata la legge in maniera così palese prima o poi giustizia viene fatta”. “E’ una sentenza che rispecchia in pieno quanto avevamo detto e annunciato in consiglio comunale – aggiunge il consigliere dell’Mpa, Rosario Pluchino -. La maggioranza consiliare e la amministrazione hanno voluto adottare un metodo assolutamente errato che non ha tenuto in debita considerazione le istanze dei gruppi di minoranza. Sono state adottate procedure e metodi sbagliati. Adesso si dovrà procedere ad una nuova votazione”.

CONSIGLIO PROVINCIALE

E’ stata aggiornata a martedì 29 novembre, alle ore 17.00, la seduta del consiglio provinciale di Ragusa. All’ordine del giorno la variazione al bilancio di previsione 2011, la relazione semestrale del presidente della Provincia (luglio-dicembre 2010), l’esame del piano territoriale provinciale (ex art. 12 della legge regionale 9 – approvazione quarta relazione sullo stato di attuazione) ed una sentenza della Corte di Cassazione.


RISCHIO IDROGEOLOGICO

I consiglieri Dimartino e Giovanni Iacono, componenti della VI commissione provinciale, hanno chiesto con urgenza che vengano attivati sopralluoghi tecnici nei Comuni della provincia alla luce del lavoro che la commissione sta effettuando in tema di rischio idrogeologico sul territorio. “Sopralluoghi indispensabili in considerazione della grave emergenza maltempo che sta interessando tutto il sud Italia. Si ritiene pertanto prioritario effettuare, entro i primi giorni di dicembre, controlli nel territorio di Modica presso l’alveo dei torrenti Pozzo Dei Pruni e San Liberale, – scrivono i due consiglieri – dove da tempo si denunciano gravi rischi idrogeologici. Preoccupa l’assenza delle istituzioni locali riscontrata attraverso le assenze ingiustificate, dei responsabili delle commissioni ambiente dei Comuni di Ragusa e Modica alla seduta della commissione provinciale di giovedì mattina”.


ASSISTENZA AI POVERI DI RAGUSA Le donne del Pd: “Al Comune si specula sul bisogno”

Il coordinamento delle donne del Partito democratico di Ragusa esprime la propria solidarietà alle famiglie che in questo momento vivono situazioni di estrema difficoltà finanziaria. “Riteniamo che in questi anni la globalizzazione ed il liberismo sfrenato abbiano creato le condizioni perché crescessero le diseguaglianze e le esclusioni, causando un aumento della povertà. Durante l’ultimo anno la povertà si è allargata sempre di più, coinvolgendo famiglie e persone tradizionalmente estranee al fenomeno. Sono stati definiti i “nuovi poveri”: persone che hanno una casa ma con un lavoro precario – spiega la portavoce del coordinamento donne Pd Giancarla La Cognata – che crea instabilità economica e sociale. Dall’XI° rapporto curato dalla Caritas e dalla fondazione Zancan su povertà ed esclusione sociale si registra al Sud un aumento del 74% della povertà. Anche a Ragusa questo fenomeno è in forte crescita. Nei primi dieci mesi dell’anno sono il 7% in più le famiglie ragusane che vivono con un reddito pari zero. Se a queste aggiungiamo i “nuovi poveri”, la situazione diventa drammatica. Non riusciamo a comprendere – dice La Cognata, – come mai i cittadini in difficoltà, come risulta dal protocollo d’intesa tra l’Amministrazione comunale e l’associazione San Vincenzo De Paoli, debbano rivolgersi direttamente al sindaco che dovrà valutare le richieste per dare ciò che chiedono le famiglie bisognose. Come mai non sono i Servizi sociali del Comune ad occuparsene? La gestione di queste problematiche potrebbe essere affidata alle assistenti sociali che possiedono le relative competenze – sostiene l’esponente del Pd – e riescono ad individuare e conoscere le famiglie in difficoltà. La domanda sorge spontanea è un vero aiuto? Oppure si tratta di un’altra umiliazione? Vale a dire un modo clientelare per scambi elettorali? Ci auguriamo che non si tratti di nulla di tutto questo perché non farebbe onore a nessuno, anzi potrebbe far pensare ad un utilizzo del bisogno delle persone, quindi una circostanza deplorevole. Noi pensiamo che occorra andare oltre l’assistenzialismo sterile – conclude La Cognata – ed iniziare a cercare soluzioni a lungo termine che diano risposte concrete”.

Acate, il consiglio comunale approva il bilancio

Si chiude definitivamente la questione del bilancio comunale esitato dal Consiglio di Acate, con 7 voti favorevoli e 6 astenuti. “Un’approvazione tardiva – spiega il consigliere Giuseppe Di Natale – che è dipesa sia dal legislatore che da tutta la questione riguardante l’ineleggibilità di Ciriacono”.

CONSIGLIO PROVINCIALE, TERZA SEDUTA A VUOTO

“Ancora una volta il consiglio provinciale viene rinviato senza alcun motivo e senza che sia stato affrontato uno solo dei punti all’ordine del giorno”. I consiglieri provinciali del Movimento per l’Autonomia sono stufi di assistere a rinvii delle sedute del massimo consesso provinciale e mettono in evidenza i costi delle convocazioni a vuoto. “Questo è il terzo consiglio che viene rinviato o per mancanza del numero legale o, come si è verificato giovedì, per la ferma volontà di non fare nulla – dicono i consiglieri del Mpa -. Questo metodo se da un lato mortifica la democrazia che è confronto e partecipazione, dall’altro mortifica il buon senso che dovrebbe essere prevalente nella gestione economica della cosa pubblica. Infatti, convocare un consiglio provinciale comporta delle spese per tutto il personale che viene comandato con ordine di servizio, oltre ai gettoni di presenza per i consiglieri stessi. Se la maggioranza non poteva o non voleva trattare il punto relativo alle variazioni di Bilancio dicono ancora i consiglieri del Mpa – avrebbe potuto lavorare per discutere gli altri punti che erano all’ordine del giorno. Un atteggiamento incomprensibile. Crediamo che in un momento di profonda crisi sia non solo lecito per i cittadini, ma anche doveroso per la classe politica porsi qualche interrogativo su questo andazzo”, conclude il gruppo provinciale del Mpa.

 

CONSIGLIO PROVINCIALE

E’ stata aggiornata a martedì 29 novembre, alle ore 17.00, la seduta del consiglio provinciale di Ragusa. All’ordine del giorno la variazione al bilancio di previsione 2011, la relazione semestrale del presidente della Provincia (luglio-dicembre 2010), l’esame del piano territoriale provinciale (ex art. 12 della legge regionale 9 – approvazione quarta relazione sullo stato di attuazione) ed una sentenza della Corte di Cassazione.

 

Ragusa, arriva la tassa di soggiorno. Freno a mano tirato per il turismo

“Nuove tasse, come se piovesse!” Il segretario cittadino del Partito democratico, Peppe Calabrese, è categorico nel bollare come “nuovo balzello” la tassa di soggiorno il cui regolamento è stato approvato mercoledì sera in consiglio comunale a Ragusa dalla maggioranza di centrodestra e dal Mpa. 1 euro a cranio per ogni turista che si avventuri a prendere un posto letto nella città, in qualunque tipologia di albergo, dall’affitta camere all’hotel a 5 stelle. Ignorate le critiche che erano arrivate dalle associazioni di categoria e dagli albergatori. “Dopo aver tartassato il popolo ragusano aumentando le tasse locali per oltre 15 milioni di euro l’anno negli ultimi 5 anni – dice ancora Calabrese -, Dipasquale e il centrodestra hanno votato l’introduzione della tassa di soggiorno. Ne è venuto fuori un regolamento all’insegna dell’improvvisazione tanto è vero che l’amministrazione ha modificato la sua stessa proposta con diversi emendamenti, stravolgendola del tutto. In verità, la maggioranza – continua il segretario cittadino del Pd – ha inserito alcuni elementi che noi della minoranza avevamo posto in evidenza. In particolare alcune esenzioni, tra queste quelle verso i disabili, i minori fino a 14 anni e verso coloro che assistono malati ricoverati negli ospedali. Noi del Pd elaboriamo proposte concrete, l’amministrazione le ruba, mentre i consiglieri di centrodestra sanno solo annuire col capo alle proposte dell’amministrazione – dice Calabrese -. Possiamo affermare che il re è nudo: Dipasquale e soci non sanno più da che parte reperire i fondi per il prossimo bilancio e inventano tasse che, come questa, potrebbero risultare dannose per un settore in espansione come il turismo. Non è possibile far pagare la stessa tassa di 1 euro per ogni ospite a tutte le strutture, senza alcuna differenza dal B&B all’hotel a 5 stelle”, conclude Calabrese, che riserva l’ultimo affondo per il presidente del consiglio comunale, Pino Di Noia. “E’ totalmente asservito al primo cittadino – accusa Calabrese -. Chiediamo a Di Noia di svolgere un ruolo di presidente super partes”. Sulla stessa linea d’onda anche il consigliere Nino Barrera, sempre del Pd. “La proposta di istituire l’imposta di soggiorno – ha detto Barrera – mette in evidenza tutte le carenze e le improvvisazioni politiche che in tema di turismo caratterizzano già da qualche tempo l’attuale maggioranza. E’ stata rifiutata qualsiasi proposta dell’opposizione, ivi compresa quella di un mio emendamento teso ad esonerare dall’imposta coloro che pernottano a Ragusa nelle strutture ricettive per motivi di lavoro”. Barrera cita anche la normativa nazionale. “La proposta di regolamento – dice il consigliere del Pd – appare superata anche nella formulazione sia rispetto ad alcuni nodi tipici che della normativa in itinere relativa agli schemi predisposti agli inizi di novembre dai ministeri competenti. Non sono stati definiti né previsti gli interventi prioritari che si dovrebbero finanziare con le entrate. A favore del turismo la montagna ha partorito un topolino tributario!”

Vittoria, atto vandalico contro l’auto del sindaco

“Ennesimo atto vandalico di qualche povero delinquente”. Così il sindaco di Vittoria Giuseppe Nicosia ha commentato l’atto vandalico perpetrato, la scorsa notte, ai danni della sua auto, parcheggiata nel centro cittadino, da ignoti che l’hanno ricoperta di olio combustibile esausto. “Ho già denunciato il fatto, ma non riusciranno ad intimidire la mia azione amministrativa”.

Restauro by Nello Dipasquale

A Palazzo dell’Aquila ci riprovano. Targhettine celebrative col nome di chi ha concesso il contributo per il restauro di beni artistici della città. Questa volta, però, la convenzione non prevede un obbligo, ma una facoltà. Ne sono state preparate alcune per la concessione di contributi, con i fondi della legge su Ibla, alla Chiesa di San Giovanni, al Museo Diocesano, a Palazzo Garofalo (di proprietà della Cattedrale) e alla chiesa delle Anime Sante del Purgatorio, forse meglio conosciuta come chiesa dell’Archi. Nella convenzione si legge: “Tra le parti viene convenuto che è in facoltà del parroco apporre una targhetta con sopra impresso restauro a cura del Comune di Ragusa, nell’anno 2011, sindaco Nello Dipasquale, con i fondi della L.R. 61/81”. Nemmeno la ritrosia di qualche sacerdote, che ha detto già a suo tempo no a quel tipo di intervento, e, neppure, il buonsenso hanno fatto cambiare rotta in Comune. Passi l’indicazione sui fondi pubblici per il restauro del bene, ma metterci anche il nome del sindaco come fosse una tabella celebrativa! Non basta già l’anno, così i più attenti ricorderanno che c’era Nello Dipasquale alla guida della città in quel periodo? Dall’obbligo alla facoltà di apporle. Ma non sarà che poi, come a scuola, spunti la lavagna coi nomi dei parroci “buoni” e di quelli “cattivi”?

La carica dei 105. Ma quanto costano gli automezzi della Provincia

La Provincia regionale di Ragusa, anche in tempi di magra, può vantare un autoparco di tutto rispetto, variegato per tipologia di trasporto e per finalità di utilizzo (basti pensare che nell’elenco rientra anche una pulispiaggia). Ma i costi per il mantenimento della flotta di automezzi non sono per nulla bassi. A denunciare il tutto è il consigliere provinciale del Partito democratico, Fabio Nicosia, che chiede una drastica diminuzione dell’attuale numero di automezzi dell’Ente. “Le auto blu sono otto – specifica Nicosia -, destinate all’uso delle frequenti missioni (a Palermo ogni settimana) del presidente, del vicepresidente, degli assessori, di dirigenti e impiegati che hanno continue esigenze di servizio/ufficio, ma almeno due potrebbero essere immediatamente dismesse. Però l’elenco complessivo dei mezzi è esagerato: 4 autobus (2 immatricolati nel 1989 e 2 immatricolati nel 1998); – continua Nicosia – 15 autocarri; 56 automobili; 3 Fiorini; 12 jeep; 4 Suzuky Jmmy; 2 roulotte; una macchina pulispiaggia. Circa 20 mezzi sono in pessimo stato e non circolano. La pulispiaggia non viene usata. Però devono essere pagati i bolli auto che assommano a circa 8.000 euro l’anno. L’assicurazione Rca al 31 agosto era costata all’Ente 43.652,56 euro, ma a fine anno lieviterà a quasi il doppio, come raddoppieranno le spese di carburante che al 31 agosto 2011 erano di 78.642,48 euro – dice ancora il consigliere del Pd -. A queste spese si devono aggiungere circa 480 euro a veicolo per la manutenzione, con una spesa complessiva di 50.400 euro!” Nicosia chiede all’assessore Di Giacomo di snellire l’autoparco e dare un taglio alle spese relative che gravano sul bilancio.

Venticinque ha azzerato la giunta

Il sindaco di Scicli, Giovanni Venticinque, ha protocollato le dimissioni degli assessori Angelo Giallongo e Vincenzo Iurato, rassegnate martedì mattino nelle sue mani. Il primo cittadino ha inoltre fatto notificare la richiesta di remissione delle deleghe agli assessori Teo Gentile, Giorgio Vindigni, Vincenzo Giannone. L’attuale giunta è stata perciò azzerata.

Deficit finanziario Comune di Comiso. L’intervento dell’on. Digiacomo

L’on. Pippo Digiacomo replica alle dichiarazioni del sindaco Alfano sulla situazione di deficit finanziario del Comune di Comiso. “Alfano, sindaco fallito di un Comune che ha fatto fallire, non la finisce di attribuire al passato gli innumerevoli disastri della sua esperienza di primo cittadino: cioè al sottoscritto, alla sua giunta, ai suoi funzionari apicali (che sarebbero quelli che ha spostato arbitrariamente, cosa per la quale è stato condannato a risarcire dal Tribunale di Ragusa). Da quasi quattro anni ripete questo ritornello stucchevole al quale non crede più nessuno. Noi abbiamo il merito di avere reso Comiso cittadina modello invidiata da tutti, e non solo in provincia, lui quello d’averla distrutta e resa un paese trascurato, – aggiunge l’on. Digiacomo – sporco, senza lavoro, senza servizi. Ora, il sindaco, anziché prendere atto del suo fallimento, anziché rendersi conto che ha perso quasi metà dei consiglieri che lo sostenevano (mentre un’altra metà di quelli che lo sostengono non gli votano gli atti in consiglio perché hanno paura d’inguaiarsi e giustamente pensano di staccargli la spina per il bene loro e di Comiso), anziché dimettersi, – sostiene il deputato regionale del Pd – si trasforma in ufficiale giudiziario che deve venire a togliere a me e ad altri la casa. Cioè vuole farci paura o intimidirci. Il fatto è che noi non proviamo né paura né c’intimidiamo. Piuttosto, sarebbe interessante che Alfano chiarisse se risponde al vero che ha preso soldi dello stato d’avanzamento dei lavori dell’aeroporto per pagare altre cose, se è vero che i creditori vogliono denunciarlo alla Corte dei Conti e se l’assessorato competente è stato informato di questa distrazione di somme. E non solo dei lavori dell’aeroporto – aggiunge l’on. Digiacomo -, ma anche di altre somme a destinazione vincolata. E se è vero che ha emesso oltre quattrocento mandati di pagamento per milioni di euro per contributi, balli, sfilate, e manifestazione varie durante la sua sindacatura. Ma se il Comune era in difficoltà – chiede Digiacomo – come mai tutti questi milioni per balli e balletti? Come a dire: quando si spendono milioni per contributi all’universo mondo i soldi ci sono, quando si fallisce la colpa è degli altri”.

Emergenza rifiuti a Pozzallo: chiusi i cancelli della discarica di Motta

L’Oikos spa, che gestisce la discarica di contrada Tiritì di Motta S. Anastasia, da giovedì ha chiuso i cancelli ai camion della Geo-Ambiente che cura il servizio di raccolta rifiuti per il Comune di Pozzallo, per presunti crediti maturati e non riscossi. L’amministrazione comunale sostiene di essere in regola con i pagamenti e di avere anche azzerato un debito pregresso di notevole importo. “La decisione sarebbe stata determinata da un equivoco di fondo. Mesi addietro il Comune di Pozzallo ha rilevato un errore contabile nella ripartizione delle quote dovute per i quantitativi di rifiuti conferiti in discarica e ha chiesto all’Ato e quindi all’Oikos di rideterminare la somma dovuta. Nelle more di sistemare la contabilità, è stata sottoscritta regolare convenzione in base alla quale il Comune avrebbe provveduto a versare alla Oikos una determinata quota mensile. Adempimento che ha regolarmente onorato”. “Contestiamo nel metodo e nel merito la grave decisione unilaterale assunta dalla Oikos – dice il sindaco Sulsenti – per cui, mentre chiediamo urgenti chiarimenti ai responsabili dell’Ato Ambiente Ragusa, segnaliamo alla Prefettura la grave situazione che si è venuta a creare per le gravissime conseguenze di carattere igienico-sanitario che verranno a determinarsi sull’intero territorio comunale”.

Abolizione Province Antoci: “E’ un falso problema, ecco uno studio della Bocconi”

“Abolire le Province, ma perché? Non sono mai stati diffusi dati oggettivi sui compiti e sui loro costi reali ma si continua imperterriti a ‘cavalcare’ l’onda dell’indignazione popolare per il costo della politica. Ora c’è una ricerca della Bocconi di Milano che sfata certi luoghi comuni sui presunti costi delle Province. Un dato su tutti: il costo delle Province in Sicilia per ogni singolo cittadino è di 132 euro. E’ una cifra davvero irrisoria”. Così il presidente della Provincia Franco Antoci interviene nel dibattito sull’abolizione o meno delle province. “Appare più opportuno decidere invece un immediato riordino delle istituzioni che portino a concedere alle Province competenze maggiori di quelle attuali. Che senso ha avere più di ottomila comuni, migliaia dei quali con solo centinaia di abitanti, con sindaci, giunte, consiglieri e segretari comunali e poi puntare il dito verso le Province? Da un’analisi dei costi delle Province effettuata recentemente dall’Università Bocconi di Milano – continua Franco Antoci – realizzata per chiarire il ruolo di queste istituzioni, si è rilevato quanto sarebbe l’effettivo risparmio che si avrebbe dalla loro abolizione, e quali sarebbero invece i costi che lo Stato dovrebbe sostenere a seguito della cancellazione dell’ente. Si è così scoperto – scrive Franco Antoci – che la spesa complessiva delle Province italiane, nel 2010, è stata pari a 11,5 miliardi di euro, per una media di 193 euro sostenuti da ogni cittadino. Del totale, 8,6 miliardi, cioè il 74 per cento, sono i costi della spesa corrente e di questi l’1,4 per cento (122 milioni di euro, ovvero solo due euro medi pro capite) riguarda i costi per la rappresentanza democratica, cioè i cosiddetti costi della politica”.

Venticinque annuncia la Giunta dei Migliori Il sindaco di Scicli si autosospende dal Pdl

E’ iniziata la grande fuga dal Pdl. Il sindaco di Scicli Giovanni Venticinque molla il partito e propone formule trasversali. Si legge in questa sorta di manifesto politico: “Sono stato chiamato a ricoprire la carica di primo cittadino per amministrare il mio Comune, nel superiore interesse della comunità che rappresento. Amministrare un Comune oggi è ancor più difficile: il bilancio di Scicli – scrive il sindaco – è in grave sofferenza per via del ritardo nei trasferimenti, per mancanza cronica di liquidità derivante dai mancati introiti e dai debiti mai onorati dai Comuni di Modica, Ispica e Pozzallo (per la prima volta in questi tre anni di amministrazione non siamo in grado di garantire neanche gli stipendi ai dipendenti per non parlare dei fornitori); la controversa gestione degli Ato ha messo i Comuni nell’impossibilità di individuare criteri certi di conferimento dei rifiuti, con la conseguente necessità di conferirli a Catania. La politica, purtroppo, non sempre segue i criteri della meritocrazia, premiando chi lavora. La politica ha spesso altre logiche, sue interne, autoreferenziali, che la alimentano. A Scicli, dopo tre anni di vicissitudini – scrive il sindaco Giovanni Venticinque -, si è arrivati al nodo cruciale, guarda caso in corrispondenza delle scelte che investiranno nel prossimo anno le rappresentanze politiche impegnate nelle elezioni provinciali. La giunta, l’amministrazione, non possono diventare terreno di caccia di chi cerca consenso in spregio a qualsiasi logica amministrativa. Da tre mesi – scrive il sindaco di Scicli – sono in attesa di una indicazione spendibile per la sostituzione dell’assessore dimessosi per motivi di salute. Ho atteso con pazienza e con spirito di mediazione, guardando agli equilibri della coalizione, nonostante l’Udc abbia attuato un vero e proprio ostruzionismo politico, ordinando a qualche assessore di disertare le riunioni di giunta e persino gli uffici comunali. Ho fatto buon viso a cattivo gioco. Finalmente – scrive il sindaco di Scicli – è emersa la verità: vogliono scardinarmi eliminando i collaboratori che più lealmente si sono spesi per la buona amministrazione del Comune. A questo punto ritengo opportuno operare una scelta. Decido perciò, perché è necessario per tutelare i cittadini di Scicli, al di là delle loro appartenenze, al di là del fatto che mi abbiamo dato il voto o meno, operare la scelta di dare vita a una giunta dei migliori, che si apra alla città senza guardare il colore della maglia dei giocatori. E’ del resto un’idea – scrive il sindaco di Scicli – che a livello nazionale vede impegnate forze politiche di centrodestra e centrosinistra nella via indicata dal nostro Presidente della Repubblica: tutelare in un particolare momento di crisi finanziaria il Paese. Sarà un gruppo di persone che, differentemente dal passato, opereranno all’unisono nell’interesse preminente ed esclusivo della città, per superare questa particolare fase di difficoltà. Ho deciso – scrive Giovanni Venticinque – di autosospendermi dal mio partito, il Pdl. Allo stesso modo – conclude il sindaco di Scicli – rivolgo un invito ai consiglieri comunali, come me eletti in maniera diretta ed espressione dei cittadini, di voler collaborare a questa nuova, entusiasmante, fase di rilancio della città, senza capestri, senza pregiudiziali, con libertà di coscienza, dovendo rispondere del proprio operato alla cittadinanza intera”.

RAGUSA, DIRIGENTI AL COMUNE L’IDV CHIEDE LUMI

I consiglieri comunali di Italia dei Valori Ragusa, Salvatore Martorana e Peppe Tumino, hanno presentato un’interrogazione in merito al conferimento, da parte del sindaco e della giunta uscenti, di sette incarichi dirigenziali al Comune di Ragusa a pochi giorni dalle elezioni amministrative dello scorso maggio. Nell’interrogazione presentata, i due esponenti di Idv Ragusa chiedono di conoscere i motivi per cui, in piena campagna elettorale e senza il controllo di fatto del consiglio comunale (a soli 8 giorni dalle elezioni infatti esso si trovava nell’ipotesi prevista dall’art. 31 della L. Reg. 48/91), la giunta comunale ha modificato l’art.57 del regolamento di Organizzazione degli Uffici e dei Servizi. Martorana e Tumino ritengono che “la delibera adottata (la n.198/2011) possa contenere vizi di legittimità, in quanto in contrasto con quanto previsto dalla lettera a comma 2 dell’art. 32 della L.Reg. n. 48/91, in considerazione della delicatezza della materia titolata ‘Affidamento di incarichi a tempo determinato ai dirigenti’, alla luce soprattutto del cosiddetto decreto Brunetta”. I due consiglieri chiedono anche di sapere se l’amministrazione comunale abbia provveduto, prima di conferire gli incarichi ai dirigenti, ad effettuare la ricognizione all’interno del Comune prevista dalle norme vigenti per eventuali professionalità “rinvenibili nei ruoli dell’Amministrazione, in quanto – scrivono i due consiglieri comunali dell’Idv – è esplicitamente previsto che l’amministrazione debba prioritariamente utilizzare le proprie competenze e risorse interne, con la conclusione che l’affidamento di incarichi dirigenziali a soggetti esterni opera solo come deroga alla regola generale”. Inoltre Martorana e Tumino sottolineano che gli atti in questione “non sono accompagnati dai prescritti pareri dei Revisori dei Conti, all’epoca in carica, pareri peraltro obbligatori, considerato che gli effetti degli atti incidono chiaramente sui bilanci d’esercizio 2011 e 2012, tenuto conto che di fatto gli incarichi dirigenziali a tempo determinato sono stati prorogati fino al 31 dicembre 2012”.

Nello Dipasquale, lasciate che i poveri vengano a me

E’ sprecato per Ragusa il nostro sindaco, dovrebbe occuparsi di captazione del consenso nelle più grandi aziende del mondo. I mercati, che non vanno per il sottile, lo apprezzerebbero assai questo ibrido tra Oliviero Toscani e Achille Starace. A noi, però, le masse fuse in granitico blocco continuano a terrorizzarci e così lo sfruttamento dei deboli e dei bisognosi. Se non ci fossero gli atti pubblici a documentare l’ossessione di Nello Dipasquale a controllare persone e coscienze, il giudizio, ormai diffuso, sul suo egocentrismo sarebbe solo una coloritura opinabile, ed invece sono le sue scelte operative che certificano una condizione politica e mentale giunta alla soglia della criticità. E’ stato approvato il 10 novembre scorso un protocollo d’intesa tra la società San Vincenzo de’ Paoli e il Comune di Ragusa per un servizio di assistenza alimentare agli indigenti. Normale la collaborazione, giusto il contributo di 18 mila euro, necessario avvalersi di soggetti privati con storica esperienza nel campo del volontariato e dell’esercizio della carità, doveroso occuparsi delle diseguaglianze attraverso fondi pubblici. Tutto ok, tranne la procedura per distribuire le derrate alimentari ai poveri. Leggiamo nel corpo della delibera 431 della giunta: “La società San Vincenzo individua i nominativi delle famiglie oggetto dell’aiuto alimentare, privilegiando quelle che saranno segnalate dal Comune, esclusivamente attraverso l’ufficio di gabinetto del sindaco”. Non era mai accaduto nella storia della Ragusa repubblicana, e forse neanche sotto i podestà fascisti, di regolare con norma scritta il rapporto di sudditanza e clientelismo tra il bisognoso e il padrone. Anzi, da quando c’è l’elezione diretta del sindaco, tutte le amministrazioni hanno tentato di dirottare i postulanti ai servizi sociali, e non solo per liberare i primi cittadini da questo pellegrinaggio che ingolfa l’ufficio, ma per abituare gli indigenti ad una relazione di reciproca dignità con l’ente pubblico. Con Nello Dipasquale c’è il tonfo nel passato: i rapporti di classe sono tornati al Medioevo e all’antica Roma dove la mattina il cliens dava il buongiorno al pater familias ricevendo quindi una borsa piena di cibo, la “sportula”. Chi bussa alla porta del sindaco e narra delle proprie difficoltà ottiene il cesto di viveri: esclusivamente chi passa dal sindaco. Come ha fatto il dirigente ad accettare di trasferire in un atto pubblico questa necessità meschinamente privata del sindaco? Non è l’unica domanda in questo mare di umiliazione e vergogna. I servizi sociali a che servono? E l’assessore Ciccio Barone del Pdl, che ci sta a fare? E se Dipasquale non vede l’utilità di questo assessorato perché non lo cancella e manda a casa il delegato? E che differenza sostanziale c’è tra questa scelta accentratrice e il ricordo della distribuzione di pasta in campagna elettorale nei quartieri dimenticati delle città meridionali? E la società San Vincenzo perché non ha rifiutato questa condizione inserita nel protocollo di intesa che sfrutta il momento di solidarietà convogliando i poveri nel registro dei protetti e dei debitori? Tutto il mondo è in crisi e in fiamme per la ricerca di uguaglianza, ma la nostra città è ferma all’arbitrio di un signorotto. Siamo a Ragusa o in una puntata dei Pilastri della Terra? No. Siamo a Ragusa: favolosi yacht al porto di Marina, società fantasma con sede a San Marino, cemento che grida libertà. E gli onesti? E i poveri? I primi guardano amareggiati e perplessi, i secondi hanno imparato persino le giornate in cui possono sentire i morsi della fame: martedì e venerdì, quando riceve il sindaco.

Santa Croce in attesa dell’istituto per ragionieri

Si allungano i tempi per la realizzazione della nuova sede distaccata della ragioneria a Santa Croce. Non più strutture modulari, secondo il progetto originario, ma un edificio in cemento armato in un’area messa a disposizione dal Comune lungo la circonvallazione della città. “Realizzare un’opera pubblica in tempi ragionevolmente celeri è molto difficile – ha detto il presidente Antoci -. Il progetto è stato modificato dai tecnici ed è conforme a standard di sicurezza e qualità elevati. Il nostro impegno è di rendere immediatamemtre esecutiva l’opera non appena il progetto sarà ultimato e di realizzare l’intero complesso, mi auguro, prima della fine del mio mandato elettorale”. Il dirigente scolastico, Girolamo Piparo, parla di un iter estremamente lungo. “I tempi si sono allungati ulteriormente – dice il dirigente -. Il cambio di rotta dei tecnici progettisti con il cambio in corsa dell’assessore all’edilizia scolastica si scontrano con l’esigenza della comunità di Santa Croce di avere una scuola, con strutture modulari, in tempi celeri. Altro aspetto da non sottovalutare è la spada di Damocle che si potrebbe abbattere sul futuro delle province”. Un percorso, quello di cambiare progettazione, che non è stato concertato con il Comune di Santa Croce. “Siamo delusi perché le aspettative di decine di famiglie e dei loro ragazzi sono state tradite – incalza il primo cittadino, Lucio Schembari -. Ci saremmo aspettati da parte dei tecnici della Provincia, un confronto con gli amministratori sul progetto e sui tempi di realizzazione che sembrano, adesso, eccessivamente lunghi”.

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