19-01-2018
Ti trovi qui: Home » Politica (pagina 149)

Archivio della categoria: Politica

CHIUSURA 118 A COMISO E SCICLI L’on. Digiacomo diffida la Regione, l’Asp e la Sues 118

L’on. Pippo Digiacomo interviene a seguito della notizia della chiusura del 118 a Comiso e Scicli e dà notizia di una diffida inoltrata alla direzione generale della Sues 118, all’assessore regionale alla Sanità Massimo Russo e al direttore generale dell’Asp di Ragusa Ettore Gilotta. “In merito alla circolare 118 di Catania con la quale si dispone alle postazioni territoriali del 118 di dirottare le ambulanze presso gli ospedali di Vittoria, Ragusa e Modica, evitando Comiso e Scicli, si omette di fare riferimento alle linee guida 2010 del 118. Tali linee, alla pagina 7 capoverso “Ospedale di destinazione”, indicano le varie tipologie di mezzi di soccorso e, in base alla costituzione del loro equipaggio, l’ospedale di destinazione. Il punto in questione – scrive l’on. Digiacomo è molto chiaro: l’ambulanza Msb con soccorritori deve andare nell’ospedale più vicino che è Comiso. Inoltre, le due note del direttore generale 118, la prima delle quali indirizzata anche all’assessorato alla Salute, ribadiscono che l’ospedale di Comiso è impossibilitato a garantire i requisiti minimi di assistenza ai pazienti in emergenza urgenza. Questa circolare è pregiudizievole per la salute dei cittadini che verranno portati a Vittoria – scrive Digiacomo – qualunque sia il codice di intervento con il rischio che, se si tratta di un codice urgente, a Vittoria non arrivi vivo o che le sue condizioni si aggravino durante il trasporto non potendo i soccorritori intervenire. Ovviamente stessa situazione deve immaginarsi per Scicli. Per queste e altre ragioni diffido sin da ora qualsiasi applicazione meccanica della citata circolare – conclude il deputato del Pd – essendo questa sommaria, superficiale e in netto contrasto con il bene supremo della salute dei cittadini”.

SANITA’ A SCICLI E COMISO: AMMATUNA CONTRO RUSSO

“Stiamo assistendo al tentativo chiaro di trasformare i nosocomi di Scicli e Comiso in strutture adibite soltanto alla lungodegenza, senza reparti per acuti”. L’on. Roberto Ammatuna del Pd in una nota inviata alla stampa lamenta quanto sta accadendo nella sanità sciclitana e comisana. “L’ordine di servizio del 118, sollecitato dal direttore generale dell’Asp 7 di Ragusa Ettore Gilotta, secondo il quale le ambulanze del 118 dirigeranno verso gli ospedali di Modica, Ragusa e Vittoria le emergenze di Scicli e Comiso è la prova provata della volontà di declassare questi ultimi nosocomi”. Ammatuna ci va giù duro con il governo regionale e con l’assessore Russo in particolare. “Questi sono i risultati di una politica sanitaria che sopravvive mettendo in atto singoli interventi, senza avere nessuna visione di assieme del problema. Sono i risultati decisi dall’Assessore regionale alla Salute Massimo Russo e messi in pratica dai suoi fedeli esecutori: il direttore del servizio Seus 118 e il direttore generale dell’Asp Ettore Gilotta”. L’on. Ammatuna rende chiara la sua idea in proposito: “avevo avanzato una dettagliata proposta di razionalizzazione del sistema delle emergenze/urgenze in provincia di Ragusa alla quale non è stato dato seguito. Anzi, si continua a procedere in controtendenza, in spregio ai suggerimenti provenienti dal territorio ed a quelli che promanano dal semplice buon senso. Che senso ha mantenere operativi i due pronto soccorso di Scicli e Modica quando anche le emergenze semplici saranno ricondotte a Ragusa, Modica e Vittoria?”, conclude l’on. Roberto Ammatuna del Partito Democratico.

Amministrative Ragusa. Granata di Fli “Avanti con il Terzo polo”

“Il Terzo polo terrà presto una manifestazione a Ragusa con il coordinatore regionale e i parlamentari per ribadire la volontà comune di una grande alleanza che vada da Fli all’Mpa, dall’Udc all’Api, e che coinvolga aggregazioni civiche che hanno a cuore il territorio ibleo”. Lo ha detto l’on. Fabio Granata commissario provinciale di Fli a Ragusa, in occasione di una sua visita nel capoluogo.

Incarico per Enzo Pelligra

Enzo Pelligra, capogruppo di Futuro e Libertà al Consiglio provinciale di Ragusa, componente del coordinamento regionale del partito, è stato chiamato a far parte dell’ufficio politico di Fli in Sicilia. E’ un incarico prestigioso, considerato che tale ufficio sarà chiamato a determinare le linee strategiche politiche in vista dei prossimi appuntamenti elettorali, oltre a spendere l’ultima parola per la designazione delle candidature.

Giovani democratici ragusani alla scuola di formazione politica

Trentasette giovani democratici della provincia di Ragusa sotto i 35 anni partecipano, da sabato, alla scuola di formazione politica del Partito democratico a Napoli. “Finalmente Sud” è il titolo del percorso di formazione organizzato che si svilupperà con vari momenti cadenzati in un anno e sarà dedicato a duemila giovani provenienti dalle regioni del Mezzogiorno.

Nello Dipasquale, invidia e rivoluzione

Avete visto lo speciale del Tg 1 sul movimento Occupy Wall street? Hanno vietato agli indignati americani altoparlanti e microfoni e si sono ingegnati così: chi vuol parlare grida Mic check – prova microfono – e tutte le frasi dette da chi ha chiesto attenzione vengono ripetute a voce alta dall’intera piazza. Messaggi semplici e rivoluzionari. E’ il risveglio da un sogno – il capitalismo – che si sta trasformando in un incubo. Per noi ragusani la questione è più complicata avendo creduto, negli ultimi 35 anni, di vivere oltre quel sistema essendo i creatori di un modello unico nel mediterraneo meridionale che aveva persino cancellato la lotta di classe spalmando ricchezza diffusa. E’ inutile spiegare l’illusorietà di questa architettura che ha ceduto appena il sistema nazionale e globale del capitalismo è entrato in crisi, confermando quindi che il modello Ragusa era solo una delle tante forme del sistema principale, una canalizzazione priva di qualsiasi originalità economica; soffermiamoci, invece, sulla miope e pericolosa resistenza al risveglio che si registra nella fascia privilegiata delle corporazioni della città, sindacati e associazioni di categoria, i portabandiera del modello. Nello Dipasquale che non è un sognatore e che ha l’esigenza di rimanere sulla scena come uomo scelto dal popolo e vittima della crisi, dei tagli di governo, della inerzia della politica del suo partito, ha avuto l’ardimento di affrontare il tema della validità del modello Ragusa ed ha invitato le sacre sigle ad un dibattito della sua nuova associazione, Territorio, per sentire gli umori e posizionarsi come meglio gli conviene. Si è verificato qualcosa di molto strano: l’intuizione della politica – seppur testimoniata da un tipo come il nostro sindaco che non merita apprezzamenti per la sua condotta e per la sua gestione governativa – è stata rintuzzata e mortificata da sindacati e categorie. Dipasquale aveva esordito ammettendo che il modello Ragusa era saltato, sperando di accendere la platea e di ottenere un seguito rumoroso e battagliero che poteva dare la stura ad un po’ di clamore. Si è ritrovato afflosciato, narcotizzato dalla barbosità di Cgil, Cisl, Uil e via dicendo che ancora si aggrappano “all’effervescenza” della piccola e media impresa ragusana. Siamo avvolti in un doppio dramma: il governo Dipasquale che per vassallaggio alle lobby ha distrutto la città insistendo sulla cementificazione come primo motore dell’economia, e sindacati e categorie vigorosamente appiattiti su un defunto ma tranquilizzante – solo per loro divenuti primi attori – sistema di organizzazione sociale. Sentire Avola della Cgil che si entusiasma per l’azione della Chiesa – in verità più coraggiosa e dignitosa rispetto ai pachidermi “laici” sui problemi dell’accoglienza e dell’integrazione -, e che plaude a squarciagola sulle iniziative di un politico del Pdl, ci induce a tirar le somme sugli ultimi anni del sindacato che ha fatto parlare di sé solo per uno scandalo sessuale, il caso Licciardi, e che non riesce a liberarsi dal marciume che cova al suo interno dove c’è un intero pacchetto di iscritti e dirigenti al servizio della società Busso, insomma un sindacato giallo stile Valletta. E’ solo un esempio per farci riflettere sulla credibilità non solo della politica ma dei corpi intermedi dello Stato, dal mondo imprenditoriale, a quello dell’associazionismo, a quello sindacale. L’aderenza con il sistema qui a Ragusa è assoluto, totale, integrale, non ha incrinature né lacerazioni. L’illusione del modello Ragusa ha alimentato in questa fascia il culto della bontà del capitalismo spazzando idealità, tensione morale, e curiosità intellettuale. Anche il mondo dei lavoratori e la sinistra si sono ritrovati nell’intimo conservatori e, assaporando quel nuovo gusto, hanno giustificato la loro resa spacciandola per cambiamento naturale dei tempi. Sindacati e categorie sono divenuti convinto strumento di propaganda del sistema di potere sia esso nazionale che locale, spingendo la comunità nella disperata e finale corsa verso il baratro. Come dimenticare le ridicole convocazioni degli Stati generali per l’università e per l’edilizia dove si sono negati errori di investimento e massacri sul territorio, pur di non turbare il modello Ragusa che li aveva con scaltrezza coinvolti facendoli sentire attori e manovratori di un sistema? Nello Dipasquale giovedì sera si è ritrovato schiacciato da questi manichini animati e ha dovuto rinunciare alla voglia irrefrenabile di far casino. Alla fine, però, non ce l’ha fatta ed ha esclamato: “Io aspetto sino al 31 dicembre, poi basta; sappiate che provo una grande invidia quando vedo quelli della No Tav che riescono ad occupare telegiornali e prime pagine dei giornali”. La soluzione ci sarebbe. Al posto di Michele Colombo che con i soldi del contribuente gli fa da autista e maggiordomo – giovedì a Palazzo Garofalo accoglieva all’entrata e poi accompagnava a sedere nella poltroncina – potrebbe trovare un Er Pelliccia qualsiasi. Ed a proposito di folti capelli – resta intatto il mistero del dono di Dio o del parrucchino – segnaliamo tra la massa di interventi soporiferi, il garbato e intelligente discorso del nuovo presidente della Camera di Commercio, Gambuzza, che ha criticato l’unione europea che continua a stanziare fondi per pascoli e boschi, trascurando la nostra agricoltura. Uno spunto che dovrebbe farci sorgere qualche dubbio. In Europa già pensano alle grandi distese che ci sfamano e al verde che ci fa respirare. Ci avessero pensato Nello Dipasquale, i costruttori, la Lega delle cooperative a piantare cavoli al posto di villette, potremmo essere un modello: volume edificatorio zero. Lo ha fatto Matteo Renzi e adesso se la spara alla Leopolda. Povero sindaco, destinato a misurarsi ed a provare invidia. Mic check, Mic check. Ragusa rottama vecchio modello e sacre sigle. Ricordiamoci che noi siamo il 99%.

Sospensione del servizio espurgo pozzi neri a Ragusa. Le critiche di Sel

Un’altra soluzione inadeguata ad un problema di rilievo collettivo. Per Sinistra ecologia e libertà la scelta del Comune di Ragusa di sospendere, a partire dal 1° ottobre, il servizio di espurgo delle fosse biologiche rappresenta una “monca risoluzione a un problema inadeguatamente gestito. Nella delibera del 22 settembre, si sostiene che essendo superiore alle previsioni il servizio di svuotamento delle fosse biologiche richiesto dai cittadini residenti nelle zone periferiche del Comune di Ragusa sprovviste di servizio fognario, lo stesso affidato alla ditta Busso con tariffe ordinarie, viene interrotto del tutto fino al 31 dicembre – scrive Sel – con riserva di riorganizzarne una ripresa parziale con tariffe maggiorate, testualmente ‘ricalcolate’. Piuttosto sarebbe stata una procedura più virtuosa e di buon senso – continua Sel – attivare un potenziamento del servizio e, nel contempo, avviare un cronoprogramma articolato sotto il profilo tecnico-giuridico-pratico. Gli utenti che vedono limitati i propri diritti all’accesso dei servizi fognari diventano testimoni involontari di una disparità di trattamento dei diritti civili essenziali rispetto agli altri cittadini che, storicamente, fruiscono di questo servizio”. Sel chiede l’immediata revoca della delibera in questione.

Carenze organico all’ospedale di Vittoria La denuncia di Idv: “C’è un solo anestesista”

Gli utenti dell’ospedale Guzzardi di Vittoria, da tempo lamentano ritardi nelle date di operazioni chirurgiche o che comunque necessitano dell’intervento di un anastesista. “Tutto ciò avviene poichè in ospedale c’è carenza di figure professionali che ricoprono il ruolo di anestesista – sostiene in una nota il referente organizzativo di Italia dei Valori a Vittoria, Marco Piccitto – e solo uno attualmente, è disponibile e quindi non può sopperire alle numerose urgenze giornaliere che ha un ospedale importante come quello di Vittoria. Già da tempo – aggiunge Piccitto – è stata avanzata una richiesta, per ampliare il numero di dottori anestesisti ed effettivamente era arrivata la comunicazione della prossima integrazione di 3 operatori, ma fino ad oggi nulla è stato fatto”.

Raddoppio RG-CT, Antoci rassicura

In relazione alla richiesta dell’on. Sebastiano Gurrieri di un incontro al Cipe per verificare lo stato dell’arte della procedura per la Ragusa-Catania, il presidente della Provincia di Ragusa Franco Antoci chiarisce che: “Il ministero dell’Economia e Finanze ha finalmente esitato le delibere Cipe di approvazione dello schema di convenzione con il concessionario dei lavori per il raddoppio della Ragusa-Catania. Com’è ormai ben noto – aggiunge Antoci la prima delibera di approvazione della convenzione era stata esitata dal Cipe nel mese di luglio dello scorso anno e, in sede di validazione, il Ministero dell’Economia aveva richiesto una serie di modifiche ed integrazioni che erano state approvate dal Cipe con la seconda delibera dello scorso 3 agosto. Abbiamo avuto oggi la notizia che proprio ora le due delibere sono state restituite al Dipe, che è l’organo preposto alla conduzione del procedimento, per essere sottoposte alla firma definitiva del Presidente del Consiglio e al visto della Corte dei Conti. Nel frattempo – ha detto ancora Antoci – la Direzione Anas Concessioni e Programmazione potrà riprendere il procedimento di affidamento della concessione, già arrivato nella fase intermedia di evidenza pubblica e sospeso proprio in attesa dell’approvazione della convenzione”. L’ulteriore passaggio burocratico con la trasmissione delle delibere al Dipe viene salutato positivamente dal presidente Antoci: “Si tratta di un passo decisivo nella definizione dell’iter per l’individuazione del concessionario e la realizzazione dell’opera”.

Centro ricerca di C.da Perciata, Antoci:”lo stallo è colpa della Regione”

“Mi è sinceramente dispiaciuto leggere le dichiarazioni dell’assessore regionale alle Risorse Agricole Elio D’Antrassi, in visita al Centro di ricerca ibleo di contrada Perciata a Vittoria, che ha riversato sulla Provincia lo ‘stallo’ della struttura”. Così il presidente Franco Antoci interviene sul Centro e sul ruolo della Provincia all’indomani della visita di D’Antrassi. “Sarei stato lieto, se invitato o almeno informato, di accoglierlo presso una struttura di proprietà della Provincia – aggiunge Antoci – e sarei stato soprattutto disponibile a fornirgli tutte le informazioni che evidentemente l’assessore non aveva. Gli avrei fatto notare che il presidente del Centro è il suo dirigente, professor Salvatore Barbagallo, anch’egli non presente. Questi, assieme al presidente della Provincia e al preside della Facoltà di Agraria, in forza del protocollo a suo tempo sottoscritto, ha seguito le fasi, dolorosamente lunghe per colpa della Regione, dell’avvio del Centro. La Provincia ha il solo onere di fornire i locali e la custodia degli stessi. L’assessore D’Antrassi – ha detto ancora Antoci – dovrebbe sapere che i ricercatori selezionati dalla Regione sono stati contrattualizzati e poi, per cavilli burocratici, non pagati se non a seguito di una transazione avvenuta nel mese di luglio presso l’Ufficio provinciale del Lavoro e che, inoltre, i nuovi contratti sono ancora in fase di stipula. Di questo e dell’organizzazione della struttura si è ampiamente discusso il 14 settembre a Palermo con i professori Barbagallo e Russo – ha detto Antoci -, proprio per verificare gli ulteriori passi da compiere e il piano industriale da redigere, avendo in questo la Regione un ruolo fondamentale sul piano organizzativo e finanziario. Accolgo quindi con molto piacere la notizia del prossimo invito a Palermo da parte dell’assessore e spero che, senza scaricare sulla Provincia, responsabilità non sue, si possa finalmente prendere atto che il Centro per funzionare ha bisogno di stabilità e di certezze, per essere veramente al servizio delle imprese del territorio ibleo”, conclude il presidente Antoci.

Italia dei Valori: “Quale futuro per la nostra università?”

Italia dei valori di Ragusa torna a parlare di Università nel capoluogo e della chiusura dei corsi di Agraria e Giurisprudenza. “Italia dei valori – si legge in un documento – ha denunciato l’insipienza e l’incapacità di quegli esponenti politici che da anni amministrano la presenza dei corsi universitari attraverso il Consorzio Ibleo, ente che poco ha di economico, ma molto di clientelare e di apparato di sottogoverno”. “Il futuro ci preoccupa – si legge nella nota di Paolo Pavia dell’Idv – perché le tensioni degli ultimi mesi tra Università di Catania e Consorzio ibleo non si sono affatto stemperate, anzi ci sembra che a tutt’oggi sfugga a quegli amministratori che la partita per il mantenimento della Facoltà di Lingue non è conclusa, ma è appena cominciata”. In uno dei punti dell’ordine del giorno della seduta del Senato accademico che si terrà venerdì pomeriggio si legge “Disattivazione delle facoltà”. “Ciò significa che l’iter per l’afferenza ai dipartimenti dell’organizzazione delle attività didattiche è già cominciato – dice ancora Pavia -. Questo non vuol dire che l’anno prossimo la Facoltà di Lingue non ci sarà più, ma significa che si dovrà pervenire ad un nuovo assetto organizzativo attraverso passaggi statutari e normativi molto delicati. Significa altresì che gli amministratori del Consorzio universitario Ibleo devono porsi seriamente l’obiettivo di intrattenere rapporti corretti e sereni con l’Ateneo catanese, perché altrimenti anche quell’ultima ‘stanza’ rimasta aperta potrebbe finire per chiudere”, conclude Paolo Pavia nel comunicato dell’Italia dei valori.

Caso Fontana Nuova L’Ordine Architetti con Ferrara

L’Ordine degli Architetti di Ragusa prende le distanze da quanto dichiarato dalle associazioni ambientaliste che hanno attaccato l’operato del Soprintendente di Ragusa, Alessandro Ferrara, al quale hanno aspramente chiesto di esercitare il ruolo di tutela attiva del territorio verificando le autorizzazioni rilasciate in verde agricolo. “Il ruolo di tutela attiva è stato sempre sostenuto dal Soprintendente. Dalla difesa del Piano Paesaggistico, condivisa dall’Ordine degli architetti, alla regolamentazione dei parchi fotovoltaici e delle costruzioni in zona agricole. Su queste tematiche l’Ordine ha elaborato una serie di documenti miranti alla salvaguardia e valorizzazione del territorio, consegnati alle varie amministrazioni interessate – scrive l’Ordine degli Architetti – e stavolta gli ambientalisti puntano il dito contro il parere favorevole rilasciato da Ferrara per costruire in contrada Fontana Nuova a Ragusa. Il sito di Fontana Nuova è uno dei più antichi tra le testimonianze archeologiche in Sicilia. L’azione di difesa e valorizzazione del sito è indispensabile e sicuramente condivisa da tutti. L’Ordine degli Architetti sostiene con forza l’importanza delle azioni di salvaguardia del territorio – sottolinea nella nota il presidente dell’Ordine – ma è contraria ad iniziative che assumono le sembianze di una battaglia ideologica. Noi sostieniamo ed apprezziamo l’operato del Soprintendente, condividendone la sensibilità legata alle problematiche ambientali, come la difesa dell’altopiano ibleo dall’invasione dei parchi fotovoltaici, – conclude l’Ordine degli Architetti – e sottolineamo l’ottimo rapporto di collaborazione che si è instaurato sin dai primi giorni di insediamento. Occorre dunque puntare sul confronto ed il dialogo fra le Istituzioni ed i soggetti locali”.

Vittoria, centro di ricerca di C.da Perciata. Ammatuna: bisogna riaprirlo

Ha partecipato anche l’on. Roberto Ammatuna all’incontro avvenuto presso il Centro di ricerca ibleo di contrada Perciata a Vittoria, al quale ha preso parte l’assessore regionale alle Risorse agricole ed alimentari, Elio D’Antrassi. Nel corso del suo intervento, l’on. Ammatuna ha ribadito la necessità di organizzare un incontro a Palermo fra il Comune di Vittoria, la Provincia Regionale di Ragusa, i rappresentanti delle organizzazioni di categoria e della Facoltà di Agraria dell’Università di Catania per trovare il modo di rendere operativo il Centro. “E’ il momento adatto per affrontare l’argomento – ha affermato il parlamentare regionale del Pd – perché è vero che quando sarà avviato il Centro diventerà autosufficiente, ma adesso è necessario trovare i finanziamenti per farlo partire. A breve sarà affrontato il disegno di legge sullo sviluppo dell’agricoltura e potrebbe essere l’occasione giusta per inserirvi anche questa problematica. Inoltre, fra poco si aprirà la sessione di bilancio all’Ars e si dovrà procedere all’eliminazione delle spese improduttive – ha detto ancora Ammatuna -, come quelle inserite nella famosa “tabella H”, per poter finanziare iniziative valide. Credo che l’avvio del Centro di ricerca ibleo di contrada Perciata a Vittoria rientri a pieno titolo fra quest’ultime”, ha detto il parlamentare all’Ars del Pd, Roberto Ammatuna.

Palermo, modifica allo statuto siciliano

Approvato in I commissione Affari Istituzionali della Regione, presieduta dall’on. Riccardo Minardo, il decreto di legge per la modifica dello Statuto Siciliano. Il ddl in questione vuole modificare l’art. 36 escludendo che continuino ad essere riservate allo Stato le imposte di produzione che invece rimarrebbero alla Regione, riservando allo Stato solo le entrate dei tabacchi e del lotto. “La modifica del comma 2 – ha dichiarato l’on. Riccardo Minardo – dell’art. 36 ridà alla Regione una certa autonomia finanziaria che è stata da sempre negata, nonostante lo Statuto lo permettesse. Si tratta di una modifica che permette alla Regione di incamerare maggiori somme da destinare allo sviluppo dell’isola nei settori che necessitano di particolari peculiarità economiche e sostegno”.

Giovanni Spampinato, Italia dei Valori ne ricorda la figura

Il vice coordinatore regionale del dipartimento Giovani di Italia dei Valori, Vito La Terra, ha ricordato in una nota la figura di Giovanni Spampinato, giovane giornalista ragusano assassinato. “A quasi 40 anni di distanza – ha scritto La Terra in una nota – da una delle pagine più nere della cronaca ragusana, ricordiamo con ammirazione Giovanni Spampinato, un giovane che ha pagato con la vita la ricerca della verità. Giovanni fece del giornalismo di inchiesta, oltre che un lavoro, una ragione di impegno sociale e, quando si trovò solo a scrivere notizie scomode, non fuggì di fronte al pericolo – scrive il rappresentante di Idv Giovani -, come non fuggirono, in condizioni simili, gli altri giornalisti uccisi in Sicilia in quegli anni, come ad esempio Mauro De Mauro, Mario Francese, Giuseppe Fava, Giuseppe Alfano. Tanti anni sono passati – scrive ancora La Terra – ma la soggezione e la sudditanza sono ancora presenti in tanti giornalisti onesti e coraggiosi. Non a caso il recente voto alla Camera di Pdl e Lega sulla “legge bavaglio”, più che un attentato all’articolo 21 della Costituzione, fornisce una panoramica chiara di come questo governo voglia mortificare, isolare e zittire quei giornalisti che, come Giovanni Spampinato, hanno il coraggio di scrivere ciò che le logiche di potere censurano. Il miglior modo – conclude La Terra – in cui i giovani possano tener vivo giorno dopo giorno l’esempio di Giovanni Spampinato è proseguire, da cittadini, l’opera di ricerca costante della verità, esserne affamati e non sentirsi mai troppo sazi”.

Le minacce di Maria Teresa: in arrivo sostanziosi ritocchi alle tasse

Sempre allegra, disponibile, e pronta a riempire i buchi del centrodestra offrendo il suo genere femminile se servono donne per adornare con un tocco di contemporaneità le stanze del potere. La signora Maria Teresa Tumino, assessora al bilancio di Nello Dipasquale, da oltre un decennio ins ervizio permanente per il partito di Berlusconi, – da un quindicennio è revisore dei conti al Consorzio Universitario – oggi, in un comunicalto, dice che la politica economica del governo è scellerata e che i 4 milioni di tagli per il nostro Comune la costringeranno ad “apportare tagli rilevanti sui servizi e ad adottare sostanziali ritocchi alle entrate locali”. Insomma aumenterano le tasse, non sappiamo quali, ma per colpa di chi, sì: Silvio Berlusconi. L’hanno votato, adorato, protetto, ammirato, si sono abbuffati di incarichi milionari concessi dai deputati per la comune militanza nel regno del cavaliere, continuano ad amministrarci per nome e per conto del Pdl e, poi di botto, scoprono la scelleratezza del governo. Vorremmo ricordare alla signora assessora che la scelleratezza è un costume tipico della compagnia che ad oggi le mantiene la poltrona, e che, prima dei sostanziosi ritocchi, farebbe bene a dichiarare un distacco ufficiale dal Pdl e suoi derivati, con le naturali e consequenziali rinunce che ahilei toccano anche il portafoglio e, un attimo prima delle dimissioni, prendere atto che la sceleratezza esiste pure al Comune di Ragusa. Segnaliamo alla Maria Teresa che parla di sostanziosi ritocchi come se fossero brioches che, nel suo piccolo governo di strapaese, si spendono 45 mila euro per promuovere l’area montana degli iblei, senza identificazione di fiera e di luogo. Un regalone senza controllo alcuno. Basta leggere la determina dirigenziale n. 1762. Quarantamila euro assegnati con scellerata leggerezza come dimostra questa frase che si legge in delibera: la gara è assegnata, nonostante sia sta usata nel verbale l’espressione poco felice “il progetto non rispetta il bando”. Una catena di scelleratezza, un contagio che è arrivato con violenza a Ragusa. Quando si accorgerà di tutto questo, cosa farà Maria Teresa? Lascerà come d’accordi il posto a Michele Tasca. Insopportabili i sostanziosi ritocchi.

Autostrada Ragusa-Catania, l’on. Gurrieri fa pressing su Antoci

Manca il visto della Corte dei Conti perché l’Anas possa procedere al bando di gara. “E’ vero che occorre il visto della Corte dei Conti – ha dichiarato l’on. Gurrieri -, che è un atto puramente formale, ma cosa più importante è la pubblicazione della delibera da parte del Cipe, al fine di ottenere chiarimenti in merito a questo assurdo ritardo. E’ mia convinzione che i ritardi nella pubblicazione della delibera da parte del governo – ha dichiarato ancora Gurrieri – possano costituire l’inizio di un blocco della procedura motivato successivamente da esigenze di cassa”. L’on. Gurrieri si rivolge ad Antoci chiedendo che vengano accelerate le procedure di cui ha discusso il comitato ristretto sulla Ragusa – Catania, riunitosi il 5 ottobre scorso.

Sviluppo PMI e centro storico. Barrera interroga l’amministrazione

In un periodo di crisi economica nerissima si chiede un’azione decisa, forte e incentivante da parte delle amministrazioni locali per favorire la ripresa dell’economia e lo sviluppo delle peculiarità proprie di un territorio e dell’humus socio-economico sul quale si potrebbe far crescere la pianta della nuova economia. Invece, a Ragusa, pare si facciano sonni beati. Tanto che dell’assegnazione dei 18 lotti artigianali (oltre 11.000 metri quadrati da destinare alle piccole e medie imprese ragusane e non) si è dovuto occupare il consigliere comunale del Partito democratico, Nino Barrera, per riportarla sotto i riflettori della cronaca. Barrera in un’interrogazione chiede all’amministrazione di centrodestra perché ad oggi non sono stati assegnati i 18 lotti, visto che il bando per l’assegnazione risale al 15 giugno e aveva scadenza 15 luglio 2011. Secondo Barrera, a tre mesi di distanza dalla scadenza, la commissione non si sarebbe insediata e i lotti non sono stati assegnati, sebbene siano state presentate 35 domande. Ma il consigliere del Pd chiede anche quali siano le condizioni di supporto alle piccole e medie imprese che favoriscano lo sviluppo e quali le modifiche ai regolamenti per snellire le procedure per la nascita e l’attività delle micro e piccole imprese. Inoltre, il consigliere Barrera chiede all’amministrazione Dipasquale quali siano le idee in merito allo sviluppo del centro storico della città, se è intenzione dell’amministrazione creare un piano complessivo di sviluppo per il centro e per la città tutta e se esistono ritardi nei pagamenti da parte dell’Ente di Palazzo della Aquila nei confronti delle imprese che hanno effettuato lavori per conto dello stesso.

Sel, Mezzasalma è il nuovo segretario

Sabato 21 presso la libreria Saltatempo si è tenuto il primo congresso straordinario di Sinistra Ecologia Libertà di Ragusa. La conduzione del partito è stata affidata, su proposta del coordinatore uscente, Maurizio Buggea, ad Aurelio Mezzasalma, eletto all’unanimità dall’assemblea e coadiuvato da Bonanno, Casì, Dicara, Giummarra, Mezzasalma e Piccitto.

Nello Dipasquale, il gatto Felix e la pizza democratica

Se non si fanno le elezioni provinciali c’è il rischio che quelli di Territorio entrino in depressione. Nello Dipasquale aveva già insignito Lucio Schembari presidente della Provincia, come farà a mantenere uno stato di eccitazione permanente dell’associazione? Se Territorio si affloscia è per colpa di Franco Antoci. Il presidente ha ricevuto parecchie telefonate dagli amici deputati che, commentando il caso, si sono espressi, per una volta, senza giri di parole sputando un linguaggio schietto, sintetico, moderno, mostrando ammirazione e non nascondendo un naturale pizzico di invidia: “Franco, che culo!”. Resistere un anno mentre tutto si scatafascia è un capolavoro di immobilismo immarcescibile. Gli altri si affannano; Berlusconi, ad esempio, li compra ad uno ad uno, i deputati. Noi, invece, ci confermiamo l’isola felice. Che anni idioti abbiamo trascorso condividendo questo ritratto del miracolo infinito dove nessuno poteva far notare difetti e crepe! Ora la felicità ritorna ad essere quel che è: roba privata, di classe e di cricca. Franco Antoci felicemente fortunato per inerzia, Franco Muccio fortunato e basta. Ve lo ricordate? Ma certo, è simpaticissimo e più veloce di un gatto. Bell’uomo, bravo odontotecnico, ottimo mobiliere, splendido capofamiglia di numerosa prole amorevolente sistemata nei meandri societari fra Comune e Provincia, vivace presidente delle case popolari, e amminastratore dell’immondizia ragusana. Ultimo incarico: vicepresidente dell’Ato ambiente, sino al maggio 2010. Dieci mesi di fermo, riemerge a marzo 2011 come responsabile della discarica di Cava dei Modicani. E’ diventato dipendente o dirigente – non è ancora chiaro – di un’azienda, la Costanzo costruzioni, che ha vinto la gara aggiudicata dall’Ato che lui amministrava. E’ fortuna. Ed è stata vissuta, questa botta di fortuna, con ineccepibile discrezione. Si è scoperto solo qualche giorno addietro tanto che l’Ato, quella dei liquidatori, appena la notizia ha iniziato a circolare con insistenza, ha chiesto alla Costanzo Costruzioni spiegazioni. La Costanzo Costruzioni ha risposto che è libera di assumere chi vuole. Verissimo. Chi sa forgiare dentiere se la può sbrigare alla grande, meglio di qualsiasi ingegnere ambientale considerando che la bocca è anch’essa un primo laboratorio di immondizia. E il sindaco Dipasquale? Il Comune è a posto come la ditta che gestisce la discarica e che sicuramente, prima di scegliere il responsabile, si sarà guardata in giro captando le capacità e le sensibilità del territorio, sapendo ascoltare le esigenze del saggio sistema ragusano. Isola felice, è vero. Ragusa è l’unica città al mondo in cui, di questi tempi, trova lavoro un uomo di 60 anni. E il sindaco Dipasquale? Gode alla vista di Franco Muccio il quale non sta più con Forza del Sud e che adesso partecipa alla convention di Territorio applaudendolo con convinzione. Meglio abbandonare la città felix e andare a trovare i compagni alla festa del Pd a Piazza San Giovanni per un tuffo nella contemporaneità, nella freschezza, nella speranza di un futuro migliore, un tempo sol dell’avvenire. Ma dove minchia sono? Prima era tutto chiaro: gioco del coniglio, stand donne, mostra fotografica con pannelli, ristorante, spazio giovani, panino con salsiccia, ceramiche di Santo Stefano di Camastra, stand dei libri. Qui non c’è un libroà.! Qualcosa non quadra. Karaoke con Sergio Papa, quello delle palle, candidato con Dipasquale sindaco, e poi il teatro con Maurizio Nicastro candidato ed esperto sempre del sindaco e sempre con la lista Dipasquale, e l’addetto stampa è Giorgio Liuzzo che scrive per il sindaco e per il vicesindaco e pure per il Pid di Saverio Romano! Che succede, forse ho sbagliato festa? E’ un accerchiamento, un incubo, o la certificazione di sudditanza? E’ il caso? No. E allora? Potrebbe essere un adattamento. Tiriamoci su, proviamo a mettere qualcosa sotto i denti. Scusi vorrei una pizza con dentroà Come? Solo un gusto, obbligatorio. E che cavolo, manco nella pizza un po’ di democrazia!

Scroll To Top
Descargar musica