26-09-2017
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AMMINISTRATIVE 2017: LA SODDISFAZIONE DI INSIEME

santa croce camerina (1)Un plebiscito per il neo sindaco di Monterosso Almo, Salvatore Pagano, uno strapotere a Santa Croce Camerina con Giovanni Barone e con i consiglieri Piero Mandarà (668 voti), Antonella Galuppi (402 voti) e Silvana Candiano (316 voti) ed ancora un successo per Giovanna Caruso che con i suoi 100 voti di preferenza è stata eletta al consiglio comunale di Giarratana con Lino Giaquinta sindaco. Giovana Caruso dopo lo spoglio ha deciso di aderire al Movimento Insieme. Il passo è stato breve perchè la lista si chiama Insieme per Giarratana.  Scrive il leader di Insieme Giovanni Occhipinti: “Insomma, le amministrative 2017 hanno dato un plebiscito ad Insieme. Non solo per l’elezione di Pagano che è il primo sindaco di Insieme, ma per il contorno in provincia. Dopo Ragusa, Comiso ed Acate, ecco gli altri botti. A Santa Croce un successo pieno con l’elezione di tre consiglieri Piero Mandarà, Antonella Galuppi e Silvana Candiano. Siamo operai della politica e siamo vicini alla gente. Piero Mandarà svetta con i suoi 668 voti di preferenza. A Monterosso Pagano fa il vuoto e porta con se ad Insieme i consiglieri Giovanna Castellino (215 voti) e Giovanni D’Aquila (233 voti). Queste elezioni ci hanno fatto capire che bisogna lavorare ancora di più per le città. E fin d’ora saremo in  prima linea per la città di Ragusa. Questa notte sono riuscito ad emozionarmi per le elezioni e per la politica. Questo è un segnale positivo”.

 

 

 

ELEZIONI AMMINISTRATIVE, PREVALE L’USATO SICURO

elezioni-amministrative-2017Partiamo dal Comune più grande, Pozzallo, dove era previsto il ballottaggio essendo una cittadina con oltre 15 mila abitanti. Roberto Ammatuna è sindaco a primo turno. Tra i 6 candidati per la carica di primo cittadino arriva secondo Raffaele Monte. Tracollo del Pd con Paoletta Susino. Una vittoria quella di Ammatuna che premia credibilità ed esperienza e condanna l’ala renziana e la spaccatura del Pd. Stesso risultato all’insegna dell’usato sicuro a Chiaramonte Gulfi dove torna sindaco Sebastiano Gurrieri seguito da Mario Cutello. Ultimo arriva il candidato cinquestelle e penultimo il sindaco uscente Vito Fornaro. A Santa Croce sfida dentro il centrodestra con la vittoria di Giovanni Barone che batte, superando il 50 per cento, il già sindaco Lucio Schembari. Tonfo del Pd – 14 per cento- che aveva governato negli ultimi cinque anni con la sindaca Franca Iurato e che presentava come candidato Giovanni Di Bari. Anche qui un ritorno al passato essendo stato, Barone, vicesindaco nella prima amministrazione Schembari. Determinante in questa rottura verticale dell’area di centrodestra il sostegno di Piero Mandarà a fianco di Barone. Ed ora i piccoli comuni. A Giarratana netta vittoria dell’uscente Lino Giaquinta che ha vinto l’unico contendente Salvatore Iacono. A Monterosso vince Salvatore Pagano, da sempre militante del centrodestra ibleo per anni vicino a Innocenzo Leontini ed ora facente parte di Insieme, la formazione di Giovanni Occhipinti e Maurizio Tumino. L’altro candidato era Antonio Benincasa. Una elezione che certifica lo stato di lacerazione e confusione del partito democratico ibleo e l’inesistenza territoriale dei cinquestelle.

PROGETTO DI PIAZZA CAPPUCCINI A RAGUSA, CALABRESE CHIEDE UN CONFRONTO CON I COMMERCIANTI DELLA ZONA

 

I lavori in piazza Cappuccini a Ragusa

“Chiedo al sindaco e al suo assessore competente, a nome del Partito Democratico e del gruppo consiliare dem, di congelare la procedura riguardante l’iter sulla nuova conformazione del progetto di piazza Cappuccini”. La richiesta arriva da Peppe Calabrese, portavoce dei circoli Pippo Tumino e Rinascita Dem, il quale, facendo riferimento al campione venuto fuori da VotoFacile, chiarisce come lo stesso sia inaffidabile. “E, chiaramente – aggiunge – non lo diciamo solo noi ma lo testimonia il malessere manifestato dai commercianti del posto. Noi li abbiamo sentiti e la loro indignazione e il loro sconforto sono fin troppo evidenti. Noi crediamo che sia necessario un confronto reale, e non virtuale, sull’argomento. Possibile che bisogna andare allo scontro su ogni cosa? Siamo alla ricerca di scelte condivise. Per questa ragione, proponiamo un incontro tra i commercianti e il sindaco, se possibile alla nostra presenza. Facciamo in modo che questo confronto possa tenersi al più presto. E solo dopo si operi con l’unico obiettivo di portare benessere e vivibilità ad uno dei quartieri storici di Ragusa”.

Enrico Berlinguer: l’oratore che non diceva “io”  

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Articolo 1 ricorda nel 33°anniversario della sua morte, 11 giugno 1984, il segretario del Pci Enrico Berlinguer con alcune delle sue affermazioni più significative e che oggi risultano ancora di grande attualità. È dovere della Sinistra – afferma Articolo 1 – ricordare un grande uomo. “Quando si chiedono sacrifici alla gente che lavora, ci vuole un grande consenso, una grande credibilità politica e la capacità di colpire esosi e intollerabili privilegi.” “Noi siamo convinti che il mondo, anche questo terribile, intricato mondo di oggi può essere conosciuto, interpretato, trasformato, e messo al servizio dell’uomo, del suo benessere, della sua felicità. La lotta per questo obiettivo è una prova che può riempire degnamente una vita.” “La questione morale esiste da tempo, ma ormai essa è diventata la questione politica prima ed essenziale perché dalla sua soluzione dipende la ripresa di fiducia nelle istituzioni, la effettiva governabilità del paese e la tenuta del regime democratico.” “Ci si salva e si va avanti se si agisce insieme e non solo uno per uno.” Art. 1 Mdp della provincia di Ragusa, che vuole contribuire a costruire una nuova e rinnovata sinistra unitaria e plurale, ritiene attuale questo pensiero e fa proprie le parole del suo ultimo accorato appello: «Lavorate tutti, casa per casa, azienda per azienda, strada per strada, dialogando con i cittadini, con la fiducia per le battaglie che abbiamo fatto, per le proposte che presentiamo, per quello che siamo stati e siamo… è possibile conquistare nuovi e più vasti consensi alle nostre liste, alla nostra causa, che è la causa della pace, della libertà, del lavoro, del progresso della nostra civiltà». Enrico Berlinguer pronunciò queste ultime parole a Padova il 7 giugno del 1984, durante il comizio di chiusura della campagna elettorale per le elezioni europee; quello che sarebbe stato il suo ultimo comizio. Con queste parole egli si consegna alla storia politica del nostro Paese, lasciando di sé  l’immagine di un uomo apprezzato per le qualità umane e il rigore morale e intellettuale, per il suo  modo di  comunicare e il valore documentario dei suoi discorsi e interventi pubblici.

NINO MINARDO TORNA IN FORZA ITALIA

imagesCome anticipato da Tele Nova qualche settimana addietro il deputato alla Camera Nino Minardo lascia il partito di Angelino Alfano e rientra in Forza Italia. Questa la dichiarazione “Penso sia giunto il momento di fare, con responsabilità, un corretto processo di autocritica per quanti abbiamo condiviso il progetto di NCD prima, e di Alternativa popolare dopo. Abbiamo detto al Paese che eravamo e restavamo, una formazione politica di ispirazione moderata e con valori legati al centrodestra che, per mero senso di responsabilità, e solo per un limitato periodo di tempo, nell’interesse esclusivo del Paese, favoriva, sostenendolo e facendone parte, un governo di larghe intese che avesse tra gli obiettivi anche la nuova legge elettorale, in una logica di semplificazione del quadro politico. Oggi, mi ritrovo invece in una formazione politica nata e rimasta tale solo in parlamento ma che non si è mai riuscita ad organizzare nel paese e sui territori, che non solo è diventata la forza che con più vigore si oppone alla riforma elettorale, soprattutto alla soglia di sbarramento del 5%, ma anche che guarda con interesse al Centrosinistra, nell’ottica di eventuali accordi elettorali, legati alla ricerca della soglia di consensi minima per superare la percentuale di sbarramento. Con affetto, con grande rispetto per i miei compagni di viaggio e per il progetto che ho inizialmente condiviso, oggi purtroppo trasformato in altro, a questa logica non ci sto. Non ci sta la mia storia personale, la volontà degli amici elettori che hanno insieme a me condiviso un percorso politico in questi anni ispirato sempre ai valori del centrodestra moderato e riformista; quei valori che avevamo comunque promesso di salvaguardare al momento dell’appoggio al governo delle larghe intese. Non voglio passare alla storia tra coloro che si oppongono alla semplificazione del quadro politico e alla possibilità di dotare finalmente il paese di una nuova legge elettorale. Né appartengo alla schiera di coloro che tentano di sopravvivere solo per guadagnare qualche mese di mandato in più; per quanto mi riguarda sono pronto, da subito, a votare la nuova legge elettorale, se condivisa in maniera ampia. In piena coerenza con la mia storia ed i miei valori, strettamente legati ad una proposta alternativa, seria e credibile, ad ogni alleanza di centrosinistra aderisco a Forza Italia”.

I VECCHI GRILLINI E LE CANDIDE PRESENZE

angelo-1764x700L’Ipercoop che chiude, l’aeroporto a rischio collasso per le perdite  inarrestabili, l’autostrada Ragusa – Catania che secondo Nello Dipasquale era scontata, partita e quasi fatta e che invece sembra destinata a dissolversi in progetti che non raggiungono l’esecutività. Tutto in una settimana. La piccola Ragusa torna a chiudersi impacciata e muta sentendo la colpa di un fallimento. Serve fare l’elenco dei cattivi che ci hanno trascinato nell’illusione? Il terreno era fertile per convogliare i ragusani in questa macchina infernale; credevamo che coraggio, lavoro e un po’ di denaro ci avrebbero assicurato una vita degna, felice e centrata nella certezza di un provincialismo superabile culturalmente e territorialmente. Quando fu eletto il giovane sindaco grillino gli elementi del futuro disastro che stiamo ora vivendo erano già apparsi ed è su questa percezione diffusa che sbocciò il trasversalismo del voto verso l’ignoto che fu senz’altro una forte pulsione rivoluzionaria che a tutt’oggi non si è sopita. In questa strana situazione emozionale in cui ci troviamo, i protagonisti della politica, sia amministratori attuali sia i candidati sindaco che si delineano (Calabrese, Massari, Tumino, Migliore e qualsiasi grillino), assumono spessore solo in funzione dell’accoglimento di quel fuoco popolare che ancora cova nonostante la delusione generale che circola in città. L’esperienza grillina confusa, piena di inciampi, molte volte ridicola e irritante, assolutamente negligente e conformista ad esempio riguardo l’urbanistica, non sarà però liquidata come un semplice voto all’uomo sbagliato. Il voto ai grillini era la cancellazione definitiva di un sistema di pensiero dominante – la ricchezza potenziale e diffusa, la Ragusa grande di nuovo, la cittadina gioiello – e questo giudizio storico dovrà trovare accoglimento da chi gestirà l’orrida incertezza e la paurosa povertà degli anni a venire. Non è vero che ci sono candidati che partono già perdenti perché appartenenti ad un ambiente ben identificabile o a un riciclato partito o a una lobby. Parte male solo chi si aggrappa ancora ad un progetto già realizzato e già morto, ossia quello legato alle capacità della “sana e effervescente imprenditoria”. Ragusa non è una città, è solo un piccolo centro periferico e serve riportarla a questa esatta dimensione umana e gestirla senza aumentare ed esasperare le differenze sociali. E’ su questo terreno che i grillini hanno sbandato rifuggendo dalla constatazione della città defunta, e questa paura ha fatto prendere loro delle linee tangenziali di stupido rigorismo o inazione  a cominciare dalla mancanza di ascolto sulla esasperante e esagerata tassazione comunale per passare poi al consolidato e rassicurante ossequio del mattone e finendo persino nell’abbracciare, nell’assoluta assenza di discernimento culturale, ogni sorta di desiderio e esibizione all’insegna di un’altrettanto confusa e falsa memoria di una splendida Ragusa rurale e baronale (è superfluo ricordare il vestito della collezione Arezzo Trifiletti trasferito al G7 di Taormina o il prossimo evento al castello per scoprire la magia dei luoghi, roba che tanto attrae gli improvvisati studiosi della massoneria – verrà il conduttore di Voyager che speriamo almeno si riveli all’altezza del magnifico Crozza che lo ritrae). Ragusa è al momento paralizzata nell’attesa di sapere se Federico Piccitto, (giovane intelligente, capace, onesto) si ricandiderà o se il suo mite e dialogante vice Iannucci sarà il candidato cinquestelle, ma non è questo il passaggio dirimente. I grillini mantengono una base di consenso virtuale assai forte – oltre ad una discreta cerchia clientelare forse fisiologica per chi governa – e i ragusani, al di là della mole di dubbi che avvolge il fare cinquestelle, rimangono sensibili a quel desiderio ideale nonostante le risposte deludenti e monche dell’amministrazione Piccitto, e di certo continueranno a coltivare e a credere in quella spinta ideale che rimane autentica, necessaria e vitale nella volontà di liberarsi da quel sistema vampiresco che ha sbranato la città. Sbagliano però i grillini che con fare scomposto e sconsiderato tentano di rintuzzare i candidati che si profilano: non è né l’età anagrafica, né il vissuto partitico a imbrattare l’immagine del candidato. Non si deve pesare la quantità individuale dei contendenti, ciò che conta è l’adesione e la comunione sincera e profonda al sentire dei ragusani consapevoli del disastro; è questa l’unica certificazione che conta, e la certificazione vale anche in caso di pentitismo e riflessione postuma. E così i grillini che non hanno trovato le risposte che noi cittadini ritenevamo praticabili e semplici sono in corsa eccome nonostante non abbiano trovato la chiave interpretativa per ancorare Ragusa in zona salvezza, e i loro molteplici  tradimenti saranno senz’altro perdonati se i candidati si getteranno nelle follie propagandistiche di sviluppo e ripresa. Se i partiti non sono credibili, e i singoli soggetti son tutti macchiati cosa si salva se non una netta idealità? Non ci sono candide presenze, da nessuna parte, tuttavia le idee buone sono sempre fresche e pulite. Vecchio si presenta invece Nello Dipasquale che qualche giorno addietro da Mario Papa ha detto di se stesso “Io sono la politica”. Verissimo, e infatti nessuno vuole nè lui, né la politica che lui incarna, né il Pd che lui ha fagocitato. Il vero rebus sarà quindi il candidato del Pd ovvero se sarà persona agganciata a buona idealità o sarà solo un burattino. Il voto ideale rimane ancora l’unica scelta possibile nell’incertezza che ci avvolge. E’ vero, è un rito illusorio l’elezione diretta del sindaco. Basterebbe, a Ragusa, un comitato di saggi e un ragioniere scelto dallo Stato in attesa che l’Italia, l’Europa, l’Africa e il medio oriente si diano una forma. Ma viviamo di liturgie che si ripetono e poichè  un uomo come il professore Flaccavento – 80 anni e splendida consapevolezza che l’unica Ragusa è quella degli antichi quartieri e delle sue vallate- non è disponibile, cercasi disperatamente, ancora una volta, idealità. Non è facile. Guardiamo i candidati. Calabrese contradaiolo dovrebbe chiarire i suoi rapporti con il Pd e con l’ex sindaco; Maurizio Tumino dovrebbe provare autonomia e lontananza rispetto al clan dei costruttori; Massari dovrebbe farci capire quanto il suo pensiero cattolico riformista sia sposabile con quello più radicale di sinistra… e la Migliore dovrebbe capire che l’identità politica non si trova nel guardaroba e non si cambia come un vestito. E la sinistra ragusana non renziana, non dipasqualiana? Che  inebriante idealita! Peccato che manchi il candidato.

P.S. Due parole sulla crisi Ipercoop. La Coop è l’unica azienda della grande distribuzione italiana che rispetta i contratti di lavoro. Il costo del lavoro nei supermercati incide al 60 per cento. La crisi nei consumi spinge ancor di più i supermercati allo sfruttamento dei lavoratori in modo da abbassare quel costo fisso del 60 per cento riducendolo ad un 40 che rende possibile un esile equilibrio tra costi e entrate in anni di terribile e infinita crisi. E’ ciò che avviene in tutti i supermercati siciliani dove i lavoratori sono costretti a turni oltre orario e dove c’è un ricambio continuo dei lavoratori precari. Fu sbagliata la scelta del secondo centro commerciale, ma i bolognesi della Coop ci “cascarono” credendo che qualche chilometro di distanza tra due città come Comiso e Ragusa fosse invece una ottima posizione geografica. L’unico negozio non in crisi lassù è Decathlon. Per il resto l’affare vero lo fecero i proprietari del terreno, gli Schininà, che con fiuto si lanciarono nell’impresa convincendo del progetto la politica con in testa l’onorevole Innocenzo Leontini che si fece operoso interprete presso la Regione Siciliana di questo investimento. Tanto per ricordare.

Partecipiamo denuncia la volontà della direzione dell’Asp di Ragusa di smantellare servizi nella città

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Il gruppo consiliare dell’Associazione partecipiamo sostiene che “per dare al ‘popolo’ una percezione di ‘efficienza’, la direzione dell’Asp di Ragusa, in fretta e furia sta tentando il trasferimento nel nuovo ospedale ‘Giovanni Paolo II’ e mentre fanno questa operazione, affrettata, con tutte le conseguenze e i disservizi connessi, provvedono alla cancellazione della guardia medica attiva che si era istituita in ‘Medicina’ e nelle ‘Malattie infettive’. Guardia medica che è servita a sopperire all’emergenza in pronto soccorso e per ridurne i tempi di attesa. Ma la ‘furia’ non si ferma qui perché continua l’ossessione contro l’unità di ‘malattie infettive’ di Ragusa e così decidono che nel nuovo ospedale di Ragusa ci saranno due stanzette per l’ambulatorio e l’intero reparto viene trasferito a Modica”. Il consigliere comunale di Ragusa Giovanni Iacono, aggiunge: “così per non farsi mancare nulla e rendere permanente il trasferimento portano fuori Ragusa ‘armi e bagagli’,  il personale, pazienti e  tutte le apparecchiature e magari, diranno, ai ragusani che le malattie infettive è rimasta a Ragusa, in quelle due stanzette del nuovo, sempre più depotenziato, ospedale, dove faranno ‘ambulatorio’, in attesa di seppellire anche quello. Il Piano Aziendale approvato prevede ben altro e non è possibile che la direzione Asp agisca in totale  difformità. La misura è colma e facciamo appello ai Cittadini affinché si reagisca in maniera civile, democratica. forte e determinata affinché si ponga fine a questa gestione autoreferenziale e fallimentare della sanità ragusana”.

NOTA DEL COORDINAMENTO REGIONALE DI ART. 1 MDP: IL RISPETTO DELLE REGOLE E LA TRASPARENZA

 

SPERANZA-BERSANI-600x300In riferimento a note di stampa che riportano la presunta costituzione nel comune di Comiso di una sezione di “Articolo 1 Movimento democratico e Progressista” con annessa indicazione di presunti referenti provinciali e territoriali, ma anche a seguito di altre segnalazioni relative al territorio regionale nel suo complesso, si precisa che Articolo 1 Mdp vede in Sicilia un’articolazione con al vertice un Comitato promotore Regionale e alla base i Comitati promotori provinciali regolarmente costituiti. I vertici del movimento quindi dichiarano: “La nascita di circoli o sezioni locali e l’uso conseguente del simbolo da parte di questi nelle comunicazioni pubbliche avvengono con il coordinamento e in stretto raccordo con il Comitato provinciale di riferimento. Non esistono percorsi costitutivi alternativi o autorizzazioni da parte di altri organismi che non siano quelli citati. Invitiamo, pertanto,  quanti fossero interessati ad aderire ad Articolo 1 e alla  costituzione di  circoli locali,  a contattare i comitati provinciali così da coniugare la diffusione dei valori fondanti del Movimento, il lavoro e i diritti delle fasce più deboli della nostra società, con il rispetto delle regole, la trasparenza e la riconoscibilità dei propri aderenti, ed evitare, quindi,  la diffusione di informazioni che potrebbero generare confusione in quanti guardano con interesse alla nascita del nuovo soggetto politico”. La nota è firmata dai membri del comitato promotore regionale On. Angelo Capodicasa On. Mariella Maggio, On. Giuseppe Zappulla.

CALABRESE (PD): PIENA SOLIDARIETA’ AI LAVORATORI DELL’IPERCOOP DI RAGUSA CHE RISCHIANO IL POSTO

Peppe Calabrese foto

“Da dirigente nazionale e regionale del Partito Democratico, esprimo piena solidarietà nei confronti dei lavoratori, assieme alle rispettive famiglie, che rischiano il posto di lavoro dopo la ventilata decisione comunicata dai vertici di Ipercoop in merito agli esuberi riguardanti il punto vendita di Ragusa”. E’ quanto afferma Peppe Calabrese il quale sostiene che, adesso più che mai, occorre “una forte sinergia sul territorio tra sindacato unitario e politica tutta senza distinzione di appartenenza con l’obiettivo comune di trovare una soluzione che accontenti tutti e non crei danno all’azienda. Non possiamo permetterci il lusso – continua Calabrese – di perdere ulteriori posti di lavoro in una città già martoriata e penalizzata in termini occupazionali. Ipercoop a Ragusa rappresenta un importante pezzo della nostra economia sia per le maestranze, sia perché catalizzatore di un marchio che porta a Ragusa migliaia di persone anche da fuori provincia. E dopo 10 anni non è pensabile tirare i remi in barca e mollare gli ormeggi. Come Partito Democratico, a tutti i livelli, ci siamo già attivati per cercare di affrontare e risolvere il problema. La deputazione locale si è messa in moto e tutti insieme cercheremo di coinvolgere chi di competenza, per scongiurare un epilogo drammatico”.

VENTILATA CHIUSURA DELL’IPERCOOP DI RAGUSA, I CONSIGLIERI COMUNALI DEL PD D’ASTA E CHIAVOLA REPLICANO AI COLLEGHI M5S

I consiglieri comunali del Pd Mario D'Asta e Mario Chiavola

“Non crediamo che possa essere un tavolo pluritematico sulla crisi a salvare i posti di lavoro della nostra città. Rischieremmo di sovrapporci ai sindacati. Piuttosto, deve essere l’Amministrazione comunale, e perché ciò accada non dovrebbero servire le forze politiche ad inoltrare solleciti in proposito, ad intestarsi autonomamente l’attivazione di un percorso teso a chiedere spiegazioni, conto e ragione a Coop Sicilia circa la presumibile chiusura dell’Ipercoop e la potenziale perdita di lavoro in carico a 83 persone”. A sottolinearlo sono i consiglieri comunali del Pd di Ragusa, Mario D’Asta e Mario Chiavola, che replicano in questi termini alla proposta lanciata dai consiglieri pentastellati Agosta e Stevanato. “In linea di principio siamo d’accordo con quanto sostenuto dai due rappresentanti M5s – aggiungono i due esponenti dem – ma non possiamo fare a meno di valutare che, ancora una volta, le scelte di ordine pratico adottate dai grillini sono tutt’altro che efficaci e cozzano con quelle che dovrebbero essere i reali provvedimenti da assumere, da parte di un ente locale, per attivare un dialogo con la controparte fermo restando che palazzo dell’Aquila, lo ribadiamo, non può sostituirsi al sindacato. Dare appoggio quello sì, ma non certo con la creazione di un tavolo che rischia di non avere alcuna ricaduta in termini di utilità. Come consiglieri dem, invece, assicuriamo sin da ora che forniremo il nostro contributo, oltre a manifestare sin da ora una piena solidarietà ai lavoratori che si troveranno in difficoltà, per cercare di arginare questa deriva e solleciteremo il nostro partito a individuare tutte le soluzioni che servono per scongiurare la ventilata chiusura”.

Paventata chiusura dell’ipermercato COOP del Centro Commerciale Ibleo

foto Massimo Agosta e Maurizio Stevanato (2)

I consiglieri comunali di Ragusa del Movimento 5 Stelle Massimo Agosta e Maurizio Stevanato sollecitano l’immediata convocazione di un tavolo di crisi che affronti questa e altre emergenze occupazionali della città. “Insieme al Prefetto – chiedo Stevanato e Agosta – e alle forze sindacali e alle autorità competenti in materia di lavoro e occupazione, nonché con la presenza dei responsabili dei centri commerciali e delle catene della grande distribuzione, e delle associazioni datoriali, occorre identificare, prima di tutto i motivi della crisi che minacciano la chiusura di importanti punti vendita che possono trascinare altre attività verso uno stato di crisi permanente e irreversibile. Occorre identificare le motivazioni delle criticità che concorrono alle contemporanee difficoltà che, a quanto pare, riguardano in particolare il settore della grande distribuzione alimentare. Occorre trovare possibili soluzioni e ipotesi di sostegno alle aziende per permettere di continuare ad assicurare i livelli occupazionali”.
“Pertanto, – concludono i due consiglieri comunali – già da lunedì lavoreremo per l’istituzione del tavolo, con il coinvolgimento dei vertici dell’amministrazione e delle forze politiche presenti in Consiglio Comunale, per verificare, da subito, le possibili ipotesi di soluzione della annunciata vertenza”.

La democrazia diretta: una forma sconosciuta per l’amministrazione grillina

maurizio-tuminoRiceviamo e puubblichiamo la nota del consigliere comunale Maurizio Tumino. “Si preferisce fare ricorso alla rete anziché incontrare direttamente la gente di Ragusa per chiedere quale utilizzo risulta più congeniale per l’area di villa Margherita abbandonata colpevolmente da questa amministrazione. Il 34,4% di 148 partecipanti  al voto facile ovvero appena 50, e solo 50, cittadini della nostra comunità hanno inteso dare un’indicazione precisa al sindaco riguardo il miglior utilizzo da fare di quell’area destinandola per attività ludico ricreative. Aldilà di potere o meno condividere la indicazione maggioritaria appare opportuno invece registrare la inconcludenza di questa amministrazione che, come al solito, decide di non decidere trasferendo ad altri la responsabilità delle scelte. Fare buon governo significa anche assumere il coraggio di un’azione amministrativa. E di coraggio questi grillini, in questi anni, ne hanno mostrato veramente poco. Oramai siamo al resoconto di un’ intera consigliatura e mai una volta questa compagine grillina si è distinta per la capacità di stare tra la gente. Ha preferito restare nascosta, senza mai mostrarsi forse perché le rare volte che lo ha fatto ha registrato solo fallimenti. Gli insuccessi continui in termini di partecipazione “vera” sul bilancio partecipato, sul forum cittadino sul piano strategico, sul PRG, solo per fare alcuni esempi, sono la testimonianza netta di una mancanza di collegamento con la comunità. Fare continuamente appello, senza tra l’altro appurare una forte partecipazione, alla partecipazione virtuale è proprio sinonimo di una manifesta inadeguatezza. Lo strumento di coinvolgimento dei cittadini alla partecipazione della vita democratica della città denominato “Votofacile” è risultato l’ennesimo fallimento dell’amministrazione. Chi governa una città ha il dovere di scegliere, se non si è capaci di farlo esiste solo un’alternativa: ammettere la propria inconsistenza e restituire, subito, la possibilità ai cittadini di tornare a nuove elezioni”. Firmato Maurizio Tumino – Insieme

Il 6 giugno scatta la speedy-pensione per i deputati regionali. M5S: “È il giorno della verGOGNA, non lo faremo passare sotto silenzio”

IMG-20170524-WA0025Una passeggiata in corso Vittorio Emanuele a Palermo con agorà finale a palazzo dei Normanni per “celebrare” il giorno della verGOGNA o del privilegio, il giorno in cui i parlamentari dell’ Ars matureranno i requisiti per andare in pensione dopo appena 4 anni 6 mesi e un giorno di permanenza a sala d’Ercole. È questo il programma dei deputati del M5S all’Ars per la mattina del prossimo 6 giugno, data in cui i parlamentari di sala d’Ercole metteranno in cassaforte la certezza di una pensione di poco più di mille euro lorde al mese che incasseranno a partire dal 65 anno di età. Scrivono i cinquestelle all’Ars:” Si tratta di un privilegio inaccettabile per i “comuni mortali”, per i quali questo diritto scatta dopo oltre 42 anni di lavoro. Il M5S al vitalizio travestito da speedy-pensione ha rinunciato nei giorni scorsi, con tanto di lettera ufficiale depositata agli uffici dell’Ars e ha fatto il possibile per cancellare questo percorso di favore per tutti gli altri deputati regionali, presentando una proposta di modifica del regolamento delle pensioni dei parlamentari all’ufficio di presidenza di palazzo dei Normanni. Il count-down che separa i deputati regionali dal traguardo della pensione-vitalizio attualmente segna – 5, come attesta la pagina facebook del M5S Sicilia che giornalmente ricorda ai siciliani questa enorme ingiustizia che va assolutamente cancellata. Non ci lamentiamo poi dello scollamento tra società ed istituzioni. Finché esisteranno privilegi di questo tipo la gente continuerà a guardare alla politica, giustamente, con grande distacco”.

RAGUSA, GUARDANDO A SINISTRA

sinistra-italiana_tutti-i-loghi-di-sinistra-italiana_Copia-di-logo-06“I commenti di un paio di consiglieri comunali del movimento cinque stelle, in merito al dibattito sulla proposta di dar vita ad un progetto civico e democratico per la città di Ragusa, sono il segno rappresentativo di un evidente disagio”. Lo scrive Sinistra Italiana di Ragusa che aggiunge: “Una maggioranza consiliare assottigliata , impietrita , priva di qualsiasi iniziativa e costretta a sostenere una giunta che ha deluso la città. Costoro alla critica politica hanno contrapposto il differenziale anagrafico , il vuoto assoluto di  principi e valori e la tipica reazione tribalista  di chi difende i “simili” , attacca i “diversi” e trasuda un certo odio.  Noi siamo ben altro. La proposta di “terza via” che vogliamo sottoporre ad altri soggetti, con storie e sensibilità diverse dalla nostra, prefigura una città condivisa che si costruisce aprendo le porte.  Vogliamo aprire le porte delle nostre associazioni politiche, sociali, culturali, religiose non per accogliere ma per uscire dai nostri seppur nobili recinti. Uscire per andare nelle strade e nelle piazze per riconoscersi per costruire quell’area vasta di cultura, di valori, di azioni e di progetti  che la città di Ragusa attende dopo le delusioni accumulate per anni.  Al ceto medio produttivo impaurito e frustrato nelle sue ambizioni e nelle sue speranze, ai ceti popolari defraudati dei servizi pubblici essenziali  e impoveriti dalla crisi occupazionale, ai giovani  privati del diritto a immaginare il proprio futuro rivolgiamo l’appello alla speranza di poter costruire l’alternativa. Vogliamo costruire la “città degli esempi”.   Gli esempi di contrasto alle disuguaglianze, gli esempi sulla selezione delle risorse pubbliche disponibili, l’esempio della trasparenza e della condivisione rispetto ai fattori critici e alle potenzialità innovative. L’esempio della competenza professionale, del dinamismo amministrativo e del rigore morale.  L’esempio della intelligente capacità di prefigurare gli scenari futuri  per predisporre in tempo le strategie conseguenti. L’esempio della umiltà e disponibilità ad  accogliere i suggerimenti altrui. Insomma nulla a che vedere con le disastrose esperienze delle ultime amministrazioni. A nostro parere la memoria storica ha un valore essenziale e quindi la Carta Etica della “ terza via” potrà ispirarsi agli  insegnamenti morali  e politici che hanno caratterizzato, nel secolo scorso, le esemplari esperienze guidate da sindaci come Giorgio La Pira e Luigi Petroselli”.

LA RAGUSA CHE VERRA’. L’AVVOCATO CESARE BORROMETI AUSPICA L’APERTURA DI UN CONFRONTO TRA PROGRESSISTI

cesrovbosFinalmente si torna a parlare di politica nella nostra Ragusa. L’avvocato Cesare Borrometi esponente di Sinistra Italiana continua le sue riflessioni pubbliche sul confronto che dovrà avvenire in campo progressista. Scrive Borrometi:  “Leggo e mi appassiona il dibattito politico scaturito dalla primigenia esternazione di Giorgio Massari, le cui idee meritano di essere riprese ed analizzate con convinta analisi costruttiva. Prendo atto dell’intento inclusivo e non esclusivo chiarito da Giorgio nel suo ultimo intervento pubblico. Così come prendo atto che egli intende riferirsi, senza pregiudizi, ad un bagaglio valoriale e fattuale che esiste già e che non abbisogna di essere reinventato. Se però così stanno le cose, e probabilmente Giorgio ha ancora una volta ragione, ancor più rafforzata ne esce un’idea di condivisione che va verificata in fretta e fatta germogliare prima che il tempo sia, in un senso o nell’altro, tiranno come spesso si rivela. Mi ha colpito, Giorgio a me caro, il tuo chiederti “chi fa cosa, come e con chi”, che è cogliere l’esigenza del momento magistralmente sintetizzata in una formula che, tuttavia, a me pare, non dia scampo: o si agisce o si soccombe. Nessuno, credo, vuol disconoscere i tratti di strada che già si sono percorsi; nessuno deve sottovalutare, però, che il momento è sicuramente tale da indurre chi ha a cuore questa citta ad essere consapevole che non ci si può permettere di fare a meno del contributo di una fascia quanto più ampia possibile di liberi cittadini, di associazioni di movimenti che esistono già e che sono portatori di una cultura che bene si sposa con un progetto di rinascita e di valorizzazione. Insomma, il tempo dei proclami comincia a scadere ed avanza, invece, il momento della conta e per contarsi, come tu caro Giorgio hai scritto riprendendo un mio suggerimento, occorre “riconoscersi”. E’ questo che dobbiamo fare e non vedo ostacoli a che ciò avvenga. Conosciamoci e riconosciamoci ponendo a base dell’amalgama programmi, progetti, che portino un vento di rinnovamento e di convinto mutamento. “Muri e steccati” non possono più esistere se si è accomunati da una progettualità riconoscibile e concreta; chi incautamente li difendesse si porrebbe fuori dalla storia e si condannerebbe ad una marginalità perdente, intrisa di elitarismo sterile. Che poi un movimento civico debba tener conto anche delle differenze di chi vi converge è altro discorso; nessuno pretende che ci si voti alla perdita totale della propria identità: quel che necessita, come ho già avuto modo di sottolineare, è privilegiare ciò che unisce, trascurando ciò che, invece, allontana. E se l’obiettivo è (scusate la formula riusata, ma alla quale sono affezionato) il Bene Comune della nostra città, questo percorso virtuoso è possibile, realizzandosi, in tal guisa, mio caro amico, la più deflagrante “rottura degli schemi” che si sia mai immaginata a Ragusa. Ancora, caro Giorgio, faccio appello a te, al tuo movimento come a tutti coloro che, individualmente o quali partecipi di realtà collettive ed organizzate già esistenti, spero manifestino interesse, perché si definiscano i tempi ed i luoghi per incontrarci e cominciare a porre le basi di quel confronto che deve portarci alla costruzione di questo soggetto corale, propositivo, coeso e impreziosito, anziché svilito, dalle diversità, piegate al raggiungimento di alti obiettivi. Io, che certamente sono, come tu dici, non arbitro ma giocatore, anzi l’ultimo dei giocatori, sono già seduto al tavolo e mi sono attrezzato per aspettare l’arrivo degli altri. Spero solo che la magia si compia e si cominci in fretta”.

Giorgio Massari, Ragusa Prossima fa paura al M5S

138_controllo_televisivo-520x292Il consigliere comunale Giorgio Massari con la nascita della lista civica Ragusa Prossima ha avviato un dibattito nella sinistra che speriamo porti ad un confronto fecondo tra le varie realtà e sensibilità esistenti nel capoluogo ibleo, ma ha suscitato anche una reazione infantile e scomposta da parte di due consiglieri cinquestelle, Stevanato e Agosta, i quali hanno bollato Massari come uomo del secolo scorso – dimenticando che il loro padre ispiratore Grillo è nato nel 48 e quindi come esperienza di vita e di memoria ha attraversato tutto il 900 – e cosa ancor più grave cancellando brutalmente la storia a volte tormentata, e comunque dignitosa e onesta, dei progressisti ragusani di cultura cattolica, radicale e marxista.  I pentastellati infatti scrivono: “Vorremmo ricordare che le stime e i sondaggi politici danno il Movimento 5 Stelle al 30% su base nazionale e oltre il 35 % su base regionale; escludendo il Partito Democratico, dal quale Massari si sarebbe allontanato, o dal quale sarebbe stato allontanato, tutte le formazioni politiche di sinistra e i movimenti che ha frequentato, attraverso comunicati, alleanze temporanee, frequentazioni varie e altro, navigano su percentuali minime ad una sola cifra, per cui riterremmo opportuno che il collega puntasse le frecce della sua strategie politica verso i pari grado e lasciasse le grandi formazioni a fare la politica, quella concreta e reale come sta avvenendo a livello nazionale per la legge elettorale”. I pari grado… che visione terribile delle identità politiche. Forse è questo il motivo per cui Stevanato e Agosta pur non condividendo la gran parte dei provvedimenti e dei comportamenti dell’amministrazione Piccitto non osano dissentire in pubblico. Non si sentono di pari grado in quel movimento dove uno vale uno? L’impressione è che nell’assoluto fai da te dei cinquestelle ragusani si sia persa la bussola e si navighi ognuno con i mezzi che può. Non essendoci in quel movimento un confronto interno serio e leale con conseguente elaborazione teorica e strategica, i consiglieri si aiutano come possono, e così,  Stevanato e Agosta, che hanno avuto la fortuna di trovare nel loro cammino un amico sincero, Cesare Pluchino, cronista attento, e partigiano, dell’epoca grillina, sicuramente si sono abbandonati al pensiero conservatore e fieramente illiberale di questi. Non è peccato affidarsi ai ghost writer – imperversano al comune di Ragusa da almeno un decennio – tuttavia le evidenti defaillance strutturali dei cinquestelle ragusani dovrebbero imporre agli unici due consiglieri dotati di capacità intellettuali apprezzabili di riflettere sulla loro triste condizione di silenti della politica invece di compensare la loro quotidiana umiliazione abbracciando il furore e la passionalità di un libero pensatore che con tutte le sue ammirabili forze tenta di sostenere il governo grillino. E ora vediamo la risposta di Giorgio Massari: “Questi consiglieri confermano con la loro nota, la politica pentastellata del nuovismo e del giovanilismo quando affermano che un sindaco del secolo scorso non può fare la Ragusa del futuro. In base a quale incantesimo, a quale norma non scritta, a quale idea di democrazia  e partecipazione, i cittadini ragusani del secolo scorso non possono avere idee, progetti, passione, per  impegnarsi per il futuro della nostra città?  Forse i due pensano che chi fa politica dal secolo scorso sia moralmente inadeguato a fare politica in questo secolo?  E, allora, sbagliato definire questo modo di pensare, una conferma della  piena infatuazione nel mito della loro superiorità morale? Si è sbagliato.  Siamo purtroppo  dinanzi a molto di più: siamo dinanzi al puro razzismo generazionale.  Il futuro a Ragusa appartiene a quelli nati dal 1° gennaio 2000?.Si guardino intorno i consiglieri, il futuro ha già superato loro ed il loro movimento e non se ne sono accorti. In trent’anni di attività politica, distribuiti in due secoli e in due millenni, non ho acquisito alcun privilegio, ho vissuto del mio lavoro e sono più povero ora di quanto ho iniziato a fare politica. Spero che questi due consiglieri , tra trent’anni potranno dire le stesse cose di se stessi. E’ falso e mendace che Ragusa sia  in declino? Chiedano i due consiglieri ai report del Sole 24 e di Italia oggi , come  Ragusa sia sprofondata nelle loro classifiche sulla qualità della vita; perché non leggono il rapporto Smart city Index 2016 della EY che fa sprofondare Ragusa dal 64° posto del 2014 al 85° posto del 2016. Non è questo declino? E’ falso e mendace che in quattro anni il M5S debba  ancora portare in consiglio la  predisposizione della variante al PRG a seguito della decadenza dei vincoli? E’ falso e mendace che il piano particolareggiato giace in attesa di una variante che permetta di creare le condizioni per un ritorno delle persone al centro storico? E’ vero o falso che la maggioranza pentastellata non è riuscita a partorire un recepimento decente delle norme del piano paesaggistico , costringendo il proprio assessore a ritirarlo? E’ vero o falso che il M5S spaccia in Italia per fatto a Ragusa il reddito di cittadinanza, quando in realtà non esiste neppure qualcosa che possa chiamarsi azione di contrasto alla povertà? E’ vero o falso che dopo quatto anni la raccolta differenziata è al 26% , mentre si impedisce a dei giovani di fare impresa per raccogliere la plastica e differenziare in maniera qualificata? Non è necessario dire nulla sulle preoccupazioni che i due hanno sulle divisioni della sinistra, sulle varie anime del Pd, se mi sono allontano dal Pd o se sono stato allontanato, sulla ricerca di poltrone ed amenità varie, se non notare che i due “giovani” consiglieri hanno imparato a ragionare secondo gli stilemi della  politica arcaica e non riescono a capire che una lista civica ha proprio la caratteristica della territorialità, per guardare solo al benessere della comunità locale senza irretirsi in incroci di poteri sovra-territoriali, o giustificare/ contrastare politiche solo per fedeltà di appartenenza”.

RAGUSA, ALTRE 45 ADESIONI PER L’ASSOCIAZIONE PERICENTRO

L'incontro nelle contrade a monte di Marina

PeriCentro” ha incontrato, domenica scorsa, i cittadini delle contrade a monte di Marina di Ragusa. Il presidente Calabrese, già portavoce del comitato Intercontrade che nella zona ha rappresentato per anni il principale riferimento e il mezzo per raggiungere gli obiettivi poi successivamente realizzati, ha potuto appurare come il progetto e lo scopo dell’associazione abbiano creato entusiasmo e aspettativa, facendo registrare numerosissime adesioni in appena due uscite. Sono state sviscerate le battaglie fatte in dieci anni ed elencati i risultati ottenuti a partire dalla rotatoria per finire all’acquedotto di Camemi Gaddimeli. Sono sei-sette le contrade tutte zone di recupero, oggi inserite in seno al Prg comunale ma che sono costretti a fare i conti con disservizi pesantissimi. Disservizi che abbassano la qualità della vita di chi risiede in quelle case. “Lottiamo per la rete idrica e siamo a buon punto – aggiunge Calabrese – ma non ci fermeremo e vogliamo da subito fognature, marciapiedi, pali della luce decenti. Abbiamo diffidato il sindaco a febbraio avvisando le forze dell’ordine in merito alla pubblica illuminazione indecorosa e ai pali tolti e mai sostituiti. Ad oggi registriamo solo indifferenza. Siamo sul campo e non ci fermeremo. Chiediamo e vogliamo diritti che ci vengono negati nonostante paghiamo le tasse come tutti gli altri cittadini”.

Partecipiamo chiede le dimissioni dell’assessore all’ambiente del Comune di Ragusa

antoniozanotto

Il gruppo consiliare Partecipiamo al Comune di Ragusa ha presentato formale richiesta di annullamento in autotutela della manifestazione d’interesse relativa all’affidamento del servizio di direttore per l’esecuzione del contratto per il servizio integrato di raccolta rifiuti urbani. “La nuova gestione per 81 milioni di euro per sette anni aggiudicata con un ribasso molto al limite dell’utile d’impresa – sostengono Iacono e Castro – richiede i giusti e rigorosi controlli e non si può assumere il ‘controllore’, dopo la prima manifestazione andata deserta, con il criterio del ‘massimo ribasso’  e senza richiedere i requisiti minimi di esperienza. In caso contrario i 5 stelle si assumano la responsabilità anche patrimoniale sui prevedibili maggiori oneri per i cittadini che deriveranno da controlli non appropriati sull’esecuzione dei servizi previsti in capitolato!”. Sempre in tema gestione rifiuti l’associazione Partecipiamo stigmatizza la “vergognosa rappresaglia nella vicenda della raccolta della plastica con gli eco-compattatori”. Secondo il due consiglieri comunali di Ragusa “l’intera politica sui rifiuti è assolutamente fallimentare e la reazione dell’amministrazione e dell’assessore Zanotto alla ordinanza del CGA che dà torto al Comune di Ragusa è sfociata nella scelta di ‘punire’ ulteriormente i giovani che hanno avuto l’ardire di acquistare gli eco-compattatori e di raccogliere quasi 2 milioni di bottiglie di plastica riciclata al 100% e sottratti al conferimento in discarica”. Il gruppo consiliare di Partecipiamo accusa l’assessore che “ha scelleratamente dichiarato  di non concedere la scontistica sulla TARI per l’impossibilità per il Comune di tenere in conto le quantità conferite presso i supermercati. Una falsità totale! I giovani imprenditori hanno messo tutto a disposizione del Comune per tenere conto di qualsiasi quantità! L’unica cosa che non avevano tenuto in conto i giovani imprenditori era quella che di venire puniti per avere creduto che ciò che si scrive nei programmi elettorali sia vero e quella di non essersi adeguati ed adagiati alla ortodossia pentastellata. Ennesimi danni, ennesimi  flop a danno della città che è ancora con una raccolta differenziata che è poco più del 19%. Tutti fallimenti che portano le firme della giunta municipale ed in modo particolare la firma dell’assessore all’ambiente al quale chiediamo da tempo, la dignità politica, delle dimissioni”.

IL SENATORE MINEO A RAGUSA

mineo

Giovedì 8 giugno alle ore 18,30 sarà presente a Ragusa il giornalista e scrittore Corradino Mineo che, in qualità di senatore di Sinistra Italiana, terrà presso il Centro Studi “Feliciano Rossitto” una conferenza sul tema “quale Sinistra? “.

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