23-06-2017
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Archivio della categoria: Politica

4572 votanti in provincia di Ragusa alle primarie del Pd

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Anche a Ragusa Renzi vince le primarie per l’elezione del segretario nazionale Pd ottenendo 3643 preferenze, rispetto ai 492 voti per Orlando e ai 405 per Emiliano. Nel capoluogo hanno votato 1642 persone (Renzi 1411, Orlando 138 , Emiliano 84); a Comiso 652 (Renzi 512, Orlando 51, Emiliano 79); a Vittoria 530 (Renzi 359, Orlando 25, Emiliano 140); a Modica 476 (Renzi 336, Orlando 107, Emiliano 31); a Scicli 339 (Renzi 247, Orlando 61, Emiliano 27); a Pozzallo 214 (Renzi 194, Orlando 17, Emiliano 3); a Ispica 180 (Renzi 150, Orlando 21, Emiliano 9; a Santa Croce Camerina 154 (Renzi 122, Orlando 26, Emiliano 6); a Chiaramonte Gulfi 144 (Renzi 117,
Orlando 18, Emiliano 9); a Monterosso Almo 92 (Renzi 68, Orlando 17, Emiliano 6); ad Acate 81 (Renzi 65, Orlando 9, Emiliano 7); a Giarratana 68 votanti (Renzi 62 voti, Orlando 2, Emiliano 4).

Per tutta una vita: un ricordo di Pio La Torre

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Riceviamo e pubblichiamo: L’essenza di questa storia è racchiusa nella forza di quattro parole, quasi sussurrate dal Generale Dalla Chiesa al termine dell’ennesimo funerale di Stato celebrato a Palermo nella primavera di trentacinque anni fa, nel pieno della mattanza scatenata dai Corleonesi per assicurarsi il controllo di Cosa Nostra. “Generale, perché hanno ammazzato Pio La Torre?”. “Per tutta una vita”. Sì, per tutta una vita. Per tutta una vita, La Torre aveva alimentato quel maledetto ideale di giustizia appreso tra i contadini di Altarello di Badia, rivendicato nelle lotte per la distribuzione delle terre come nella battaglia contro la base di Comiso, e difeso con la stessa intensità tra la cella dell’Ucciardone e lo scranno di Montecitorio. Per tutta una vita, si era aggrappato alla forza di quell’ideale per denunciare l’evoluzione del fenomeno mafioso nella sua più pericolosa dimensione dei rapporti con il potere istituzionale ed economico, quale strumento di decuplicazione di ricchezze, privilegi e rendite di posizione; per tutta una vita, si era dannato nel tentativo di individuare quel colossale progetto politico in grado di ricondurre ad una matrice unitaria tutti i grandi delitti di Mafia. Per questo La Torre è morto: è morto perché non aveva rinunciato a combattere. Per tutta una vita. La storia di Pio La Torre rappresenta, di fatto, un pezzo della storia di questo povero Paese, vincolato per oltre mezzo secolo ad una conventio ad excludendum che, da Portella della Ginestra in poi, tollerava, in nome di inconfessabili interessi superiori, intersezioni neanche tanto celate tra forze di governo e mondo criminale: una storia di guardie e ladri, vittime e carnefici, giudici e spioni, lacrime e illusioni. In questo continuo intersecarsi di volti, vicende, atti di coraggio ed ipocrisie, la storia di La Torre incrocia quella del giudice Terranova, che per primo aveva tentato di trascinare i Corleonesi alla sbarra; quella di Luciano Liggio e dei suoi “canazzi da catena” Riina e Provenzano, futuri protagonisti della stagione di sangue destinata a concludersi con le stragi del 1993; quella di Salvo Lima, Vito Ciancimino e dei cugini Salvo, garanti degli equilibri tra potere politico, esigenze imprenditoriali e ambizioni mafiose saldatisi nella colata di cemento che fece seguito al “Sacco di Palermo” perpetrato alla fine degli anni ’50. Incrocia, soprattutto, la storia di una stagione nella quale la Mafia, lungi dall’assumere i connotati di un fenomeno penalmente rilevante, veniva descritta al massimo come uno stato sociale e ambientale, se non proprio liquidata alla stregua di  un’invenzione dei comunisti per infangare la classe dirigente che stava favorendo il progresso della Sicilia”. Per tutta una vita, La Torre si era confrontato con questa realtà: da consigliere comunale, aveva denunciato le infiltrazioni mafiose nelle imprese appaltatrici delle grandi opere di urbanizzazione autorizzate da Lima e Ciancimino; da parlamentare, aveva ottenuto l’istituzione di una commissione parlamentare nella quale la Mafia veniva per la prima volta rappresentata al Paese in tutte le sue più autentiche articolazioni, nella sua dimensione di realtà non meramente sociale ma squisitamente criminale. Un lavoro di indagine, di conoscenza, di studio destinato ad influenzare in maniera determinante il contenuto della famosa proposta di legge n. 1581, volta non solo ad introdurre nel Codice penale il reato di associazione mafiosa – cristallizzando così lo “status” di mafioso in una specifica fattispecie di reato -, ma anche a colpire la Mafia nel cuore pulsante dei suoi interessi: il denaro. La ricerca del denaro, la conferma dell’esistenza di contiguità tra coppole e colletti bianchi ispira tanto le misure del sequestro e della confisca dei beni dei soggetti condannati per delitti di mafia, quanto le limitazioni al segreto bancario; soluzioni normative che si riveleranno decisive per assecondare l’intuizione successivamente sviluppata da Falcone e Chinnici: per ricostruire i progetti della Mafia, occorre seguire i soldi. Era troppo, per Totò Riina che aspirava a completare a colpi di kalashnikov la sua ascesa al vertice di Cosa Nostra; era troppo, per quei settori della politica e dell’economia che avevano accettato la leadership dei Corleonesi all’interno della “zona grigia” di cui il pool di Caponnetto rivelerà in seguito l’esistenza. In quella primavera di sangue del 1982, con le strade di Palermo lastricate di cadaveri e il computo delle vittime drammaticamente aggiornato dalla prima pagina de “l’Ora”, Pio La Torre è uno dei primi a cadere, insieme al suo fidato autista Rosario Di Salvo. Lascia dietro di sé l’approvazione di una legge che porta il suo nome, e che scolpisce la parola “mafia” nella lettera del codice penale; le lacrime dei militanti di un partito che non lo aveva capito fino in fondo, nel suo disperato tentativo di “fare le analisi del sangue”alle imprese assegnatarie degli appalti pubblici; il ricordo struggente di Pertini e Berlinguer, accompagnato da quelle quattro parole sussurrate da Dalla Chiesa a margine dell’ennesimo funerale di Stato: “Generale, perché hanno ammazzato Pio La Torre?”. “Per tutta una vita”. Firmato Articolo Uno MDP Ragusa

Super CamCom del Sud-Est, sen. Mauro: Se Catania sarà autonoma dovrà esserlo anche Ragusa

giovanni-mauro“Se risultasse vero, come ho motivo di credere, che il ministro allo Sviluppo Economico Calenda intende interrompere la procedura di accorpamento delle Camere di Commercio di Ragusa, Catania e Siracusa, concedendo però l’autonomia alla sola CamCom etnea con la conseguente unificazione dell’ente camerale di Ragusa a quello di Siracusa, allora la provincia iblea dovrà assolutamente pretendere d’essere autonoma”. Lo dichiara il sen. Giovanni Mauro, commissario di Forza Italia per la provincia di Ragusa. “L’ipotesi di fusione dei due enti è sbagliata – spiega – perché i due territori non sono omogenei tra loro, ma sono caratterizzati da profonde diversità: quello ragusano con quello aretuseo non ha nessuna affinità di carattere economico, essendone il tessuto completamente diverso, e anche i numeri sono differenti. Ragusa possiede più aziende iscritte ai registri rispetto a Siracusa e non si capirebbe, infatti, la ragione per la quale la Camera di Commercio col maggior numero di iscritti dovrebbe risultare accorpata a quella con un numero inferiore. Anche la salute economica di cui godono le casse dei due enti è profondamente diversa: l’ente di Ragusa è assai più in salute della CamCom di Siracusa”.  “Rivolgo un appello, dunque – continua Mauro – a tutte le associazioni di categoria, evidenziando il disagio che si crea per i nostri operatori economici, e che già è creato in questo periodo di stallo, nel non avere un proprio ente camerale sia per quel che concerne l’operatività quotidiana sia dal punto di vista della costruzione e consolidamento del modello di crescita e di sviluppo del territorio. Abbiamo già visto, con la disastrosa soppressione delle Province Regionali, cosa vuol dire sottrarre a un’intera area un ente di coordinamento e non credo sia possibile restare a guardare mentre si consuma lo stesso errore”.

RAGUSA, PARTE ART. 1 MOVIMENTO DEMOCRATICO E PROGRESSISTA:  DAL 1° MAGGIO LE ADESIONI

 

20170422_174800Tanti volti del popolo di sinistra hanno accolto sabato al Feliciano Rossitto il giovane leader Roberto Speranza che ha voluto veicolare un vero messaggio di rinnovamento per un nuovo centro sinistra capace di dare al paese un governo che sappia parlare con “verità e l’umiltà” per dare risposte reali ai problemi che attanagliano l’Italia. «Art. 1 è un nome simbolo – ha detto Speranza –  questo movimento ci permette di tornare a Casa, la nostra casa, dopo la rottura avvenuta con il Pd che ha perso quello che era il suo progetto iniziale. Questo movimento parte con uno spirito aperto pronto a accogliere il mondo del volontariato, le organizzazioni civiche, tutti quei soggetti che hanno a cuore i valori della sinistra». Un intervento che ha toccato tutte le problematiche che attanagliano il paese: dalle tasse inique al grosso problema che 4 giovani su dieci non hanno un lavoro né un’aspettativa di un futuro lavorativo. Speranza ha annunciato che il 19 e 21 maggio a Milano si terrà la conferenza programmatica che si chiamerà “Fondamenta” e due sono le parole d’ordine: «Verità e umiltà. Basta balle e arroganza».

SPERANZA A RAGUSA PRESENTA  “ART. 1 MOVIMENTO DEMOCRATICO E PROGRESSISTA”

 

download (1)Il Comitato Promotore del nuovo movimento politico “Art. 1 Movimento Democratico e Progressista” organizza la prima iniziativa  per sabato 22 aprile 2017 alle ore 16,30, nell’auditorium del Centro Studi Feliciano Rossitto, via E. Majorana, 5 – Ragusa, con l’on.le Roberto Speranza. La nascita del nuovo soggetto politico serve ad avviare un percorso di costruzione di un movimento aperto, non un partito, che sia la costituente per un rinnovato centrosinistra. Il Manifesto di “Art.1” è quello   di costruire e radicare, anche nella provincia di Ragusa, un campo di esperienze democratiche e progressiste, legate alle culture socialista, liberale, cattolica-democratica e ambientalista, al mondo civico dell’associazionismo e del volontariato, alla grande mobilitazione popolare manifestatasi nel recente referendum costituzionale. L’articolo 1 della Costituzione «è il nostro simbolo, la nostra ragione» ha detto Speranza. «Queste parole straordinarie sono ancora una incompiuta. Il nostro primo punto nell’agenda di governo e dare risposta a questo dramma sociale. I giovani innanzitutto». L’iniziativa è rivolta, quindi, non solo a coloro che hanno già aderito, ma anche a chi proviene dal Partito democratico, da Sel-SI,  o  hanno militato in altre formazioni di sinistra ed anche a coloro che,  pur non militando più in nessuna forza politica, guardano con interesse alla proposta che viene da “Art. 1”.

 

Abbattuti e sradicati gli alberi della piazzetta di via Amalfi a Marina di Ragusa

 

La piazzetta di via Amalfi 1“Un altro scempio firmato Movimento Cinque Stelle. Abbattuti, non ci sono altre parole per definire quanto accaduto, gli alberi che sorgono nella piazzetta, quella di via Amalfi, che si trova alle spalle della delegazione municipale di via Benedetto Brin a Marina di Ragusa. Alberi che avevano anche una valenza storica per i residenti della frazione e che, adesso, non ci sono più”. La denuncia arriva dal portavoce di Territorio Ragusa, Emanuele Distefano, assieme al responsabile per Marina, Giuseppe Occhipinti, i quali, in queste ultime ore, hanno raccolto numerose lamentele da parte dei residenti della zona oltre che dai villeggianti che, occasionalmente, si sono trovati a transitare nell’area in questione. “Siamo rimasti basiti nel verificare – sottolineano ancora Distefano e Occhipinti – quanto accaduto. La piazza ha perso completamente il suo fascino. Poteva starci qualche intervento di potatura, pure radicale, ma abbattere gli alberi in questo modo, davvero no. La Giunta Piccitto ne ha combinata un’altra delle sue. Ma quel che è peggio, in questo caso, è che ha snaturato un sito che, per molti residenti di Marina di Ragusa, era collegato a piacevoli ricordi. Ah già, ma a dare disposizioni perché si operasse in tal senso è stato l’assessore al ramo, Salvatore Corallo, che risiede a Comiso. Che cosa gliene può mai importare, a lui, dell’immaginario collettivo dei cittadini di Ragusa? E’ davvero increscioso l’episodio che si è verificato. Chiederemo conto e ragione all’Amministrazione comunale. Così non può andare”.

 

PRESENTATA IN PROVINCIA DI RAGUSA LA LISTA A SOSTEGNO DELLA CANDIDATURA DI ANDREA ORLANDO  A SEGRETARIO NAZIONALE DEL PD

IMG-20170409-WA0011“La candidatura di Andrea Orlando alla segreteria del PD vuole essere un ritorno allo spirito originario del partito per recuperare lo scollamento del partito dal nostro popolo che si è evidenziato in occasione del referendum del 4 dicembre. Torniamo ad ascoltare il nostro popolo e a parlare col nostro popolo”. Queste le parole dette da Orlando alla convenzione nazionale.  Fra i dirigenti del partito che a livello provinciale sostengono Orlando c’è il ragusano Vito Piruzza che dichiara: “non si tratta di slogan, ma di un progetto di azione politica e noi questo progetto vogliamo viverlo concretamente  e non solo a parole e abbiamo cominciato dalla compilazione della lista. Una giovane di 28 anni, uno stimato operatore economico, una docente di sostegno nelle scuole superiori e un docente universitario: ecco la nostra lista! Nessun “professionista” della politica, ma tutte persone che da anni militano attivamente nel partito svolgendo la loro azione politica e sociale nella società, e privilegiando lo spirito di squadra alla pur legittima ambizione personale. Persone che non usano come linguaggio il politichese ma che porteranno dentro l’Assemblea Nazionale del PD i sogni e le aspirazioni dei segmenti di società che da sempre costituiscono il mondo vitale del centrosinistra”. Ecco i nomi: Federica Giadone, Emanuele Occhipinti, Rosa Battaglia, Giancarlo Poidomani.

RETE SANITARIA, FORZA ITALIA FORTEMENTE CRITICA

images“Il nuovo Piano Regionale  sanitario della Rete ospedaliera  peggiora i problemi sanitari della provincia di Ragusa”. Lo sostiene Forza Italia attraverso il segretario del gruppo patrlamentare al’Ars Maurizio  Villaggio che scrive: “Con  i posti letto in diminuzione, le liste di attesa per i cittadini si allungheranno ulteriormente e tutta la qualità dei servizi sanitari sarà ‘ in caduta libera nel nostro territorio, col risultato immediato, di un aumento considerevole di cittadini  che andranno  a curarsi fuori regione, sperando che le strutture del nord Italia riescano a risolvere i loro problemi di salute, con gravi disagi loro e  col risultato di depauperare il già  esangue bilancio economico di cui gode la sanità  siciliana. Il popolo siciliano meritava piu rispetto ed attenzione da parte della politica isolana  a guida Crocetta, che invece lo ha svenduto  e umiliato.. Crediamo che un forte governo a guida centrodestra alle prossime elezioni riesca ad invertire questa situazione scandalosa e sprecona che esiste oggi nell’ambito sanitario in Sicilia ed in particolare in provincia di Ragusa . Infatti,per quanto riguarda il nostro comprensorio, ormai è chiaro a tutti che Modica e Scicli sono state depotenziate ed alleggerite intenzionalmente  di tanti servizi e francamente non ci meritavamo di essere trattati come cittadini di serie Z”.

Rete ospedaliera, parlano due consiglieri cinquestelle di Ragusa

downloadI consiglieri comunali Maurizio Stevanato e Massimo Agosta scrivono: Il piano della rete ospedaliera regionale, approvato dalla Giunta Crocetta, è stato approvato dal Ministero. Nonostante questo, non sono allontanati gli echi di una approvazione in Commissione Sanità che ha lasciato l’amaro in bocca ad alcuni componenti, come quelli del gruppo 5 Stelle, che non hanno ravvisato i tempi idonei ad un attento esame dell’atto. Ma recuperato in extremis il numero legale, i partiti che sostengono il governo regionale hanno proseguito la seduta, arrivando ad esitare positivamente l’atto: questo non ha significato una piena comprensione dello stesso e le innumerevoli precisazioni e l’appellarsi a refusi di vario tipo hanno fatto emergere la sostanziale mancata attenta lettura delle 56 pagine di piano.Se, in prima battuta, l’atteggiamento dei parlamentari 5 Stelle poteva essere scambiato per una forma di ostruzionismo, l’evolversi degli eventi e la rassegna di comunicati lanciati sull’argomento fanno capire che si è andati letteralmente a tentoni.I partiti di governo, il Partito Democratico in particolare, hanno dato l’ennesima dimostrazione di una gestione della cosa pubblica e della politica che impressionano. Per quello che riguarda il nostro territorio si è assistito ad un balletto di dichiarazioni da fare rabbrividire. Nessuno ha voluto sottolineare che il Ministero pare abbia raccomandato di attenersi esclusivamente al decreto Balduzzi. In sostanza sono state recepite le eccezioni sollevate in occasione della presentazione del piano da parte dell’amministrazione comunale di Ragusa, segnatamente dal Sindaco Piccitto e dall’allora Presidente del Consiglio Iacono che, proprio sulla mancata adesione alle norme della Balduzzi, fissarono l’attenzione per un piano che risentiva delle pressioni politiche delle singole aree del territorio. L’ultimo aggiustamento, dopo i tanti che hanno riguardato malattie infettive, otorino e altre specialità, è stato quello dell’assegnazione di chirurgia vascolare e neurologia con spoke a Ragusa, ospedale di primo livello, baricentrico rispetto al territorio, unitamente alla struttura complessa di oculistica. Non ci stupiremmo se ci fossero delle limature per aggiustare il tiro per alcuni reparti, soprattutto in vista della campagna elettorale, ma ci piace sottolineare come questa particolare vicenda abbia messo a nudo particolari che denotano lo scarso decoro politico e la credibilità di molti politici. C’è stato sì un aggiustamento, perché pare che siano stati restituiti a Modica 8 posti di osservazione breve, una misura applicata sul tavolo del Ministero per ovviare alla banalità di una astanteria senza letti di degenza. Ma di questo nessuno ne aveva parlato, forse perché nessuno si era accorto della discrasia, se non dopo l’alzata di calici per l’approvazione in giunta”.

CIRCOLO PIPPO TUMINO DEL PD DI RAGUSA. SU 396 VOTANTI LA LISTA DI RENZI SI E’ IMPOSTA CON L’80% DELLE PREFERENZE

L'ingresso del circolo Pippo Tumino durante la convenzioneNumerosi i partecipanti alla convenzione che si è tenuta al circolo “Pippo Tumino” del Pd di Ragusa nella giornata di sabato. La sede di via Sant’Anna 191 ha fatto registrare per l’intera durata della convenzione un nutrito via vai di gente. Netta l’affermazione della lista Renzi con oltre l’80% dei consensi, ma anche Orlando ed Emiliano hanno ottenuto la loro parte di voti.  Soddisfatto il segretario del circolo, Gianni Lauretta, per l’ampia partecipazione. I lavori sono stati aperti alle 10 e dopo avere illustrato le proposte dei tre segretari, è stato sviluppato un interessante dibattito, qualificato e stimolante. Unanime la consapevolezza che il populismo e l’antipolitica sono gli avversari da battere, soprattutto alla luce di quanto accaduto in America alle ultime presidenziali. A conclusione dell’appuntamento, si sono aperte le urne e si è proceduto al voto fino alle 16. Ecco i dati: Votanti  396, Renzi   316, Orlando  59, Emiliano 19.

CELEBRATO A RAGUSA IL CONGRESSO PROVINCIALE DI SINISTRA ITALIANA. RESI IURATO ELETTA COORDINATRICE

 

congresso provinciale Sinistra Italiana Ragusa (1)Si è svolto sabato primo aprile a Ragusa il Congresso provinciale di Sinistra Italiana, che ha eletto Resi Iurato coordinatrice provinciale e Gianfranco Motta tesoriere. Eletti anche 5 delegati al congresso regionale: si tratta di Alberto Lucifora (Chiaramonte Gulfi), Angelo Rinollo (Comiso), Cesare Borrometi (Ragusa), Resi Iurato (Scicli) e Anna Alì (Ispica). Approvati all’unanimità due ordini del giorno uno sulle politiche nelle città presentato da Giampaolo Schillaci ed un altro sulla sicurezza partecipata presentato da Giovanni Scifo. Approvati all’unanimità anche due documenti uno sui diritti civili di Igor Marco Garofalo, presidente Arcigay Ragusa e l’altro di Nicola Colombo ( Sinistra Italiana Pozzallo) sui compiti e le strategie della sinistra oggi. Tra gli ospiti intervenuti anche Giovanni Sudano nuovo coordinatore del Movimento politico Scicli Bene Comune e Concetta Speranza di ARCI Monterosso. Ecco un breve estratto del documento politico votato dall’assemblea: “Il congresso di Sinistra Italiana di Ragusa, arricchito dalla presenza e dai contributi di associazioni e movimenti che hanno partecipato e dal dibattito dei compagni aderenti a Sinistra Italiana, condivide ed approva la relazione introduttiva della Garante al Congresso   e ribadisce   la volontà di lavorare con coesione e inclusione per l’affermazione dei valori della Sinistra. Fa proprie le indicazioni e gli spunti provenienti dagli interventi degli ospiti e recepisce la mozione d’ordine di fare del documento del compagno Nicola Colombo parte fondante del documento politico. Le molte esperienze dei giovani compagni che hanno portato linfa fresca e vitale devono essere assunte come patrimonio politico essenziale su cui lavorare, ampliare ed enfatizzare per raggiungere questa generazione che è sempre più distante e non comprende le forze della politica nell’accezione più nobile”.

 

Manutenzione stradale a Ragusa, secondo Laporta il Comune latita

la porta angelo“E’ da circa tre mesi che il Movimento Insieme sollecita continuamente attraverso segnalazioni specifiche degli interventi di manutenzione stradale su tutto il territorio comunale – dichiara il consigliere comunale Angelo Laporta -, dove le strade  con il passare del tempo sono diventate ancor di più un vero e proprio colabrodo e dove si sta mettendo a serio rischio la sicurezza dei cittadini”. Il consigliere del gruppo Insieme lamenta che, nonostante le numerose segnalazioni fatte agli uffici competenti, il risultato riscontrato ad ora “è stato negativo ed inaccettabile, ma non per difetto degli uffici, ma per l’inadeguatezza e l’incapacità dell’amministrazione Piccitto e dell’assessore ai Lavori Pubblici Corallo che non riesce a mettere nelle condizioni opportune il settore competente per una continuità del servizio”. “L’assessore Corallo – dice La Porta – anzichè occuparsi di cose non urgenti, cerchi se ne è capace di assicurare l’ordinaria amministrazione dei servizi o altrimenti la cosa migliore è che vada ad occuparsi di cose diverse. Infatti da qualche mese il sottoscritto ne è testimone oculare, le riparazioni nelle strade di Ragusa vengono fatte solamente con dei sacchetti di asfalto a freddo, con risultati scadenti in quanto la tenuta e l’aderenza e scarsa e nello  stesso tempo antieconomica per l’ente. La causa di tutto ciò è da attribuirsi  in toto a questa amministrazione che  ancora una volta non è stata capace di prevedere e provvedere nei tempi giusti quelle somme necessarie per  consentire agli uffici  l’acquisto dell’asfalto a caldo che in questi tipi di interventi  risulta il materiale più idoneo per una lunga durata”.

LA SEN. VENERA PADUA NELLA COMMISSIONE PARLAMENTARE D’INCHIESTA SUL FEMMINICIDIO

 

La senatrice Padua durante un intervento in AulaLa senatrice sciclitana del Pd è stata chiamata dal presidente del Senato, Pietro Grasso, a fare parte della commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, la cui istituzione è stata approvata dall’Aula il 18 gennaio scorso, nonché su ogni forma di violenza di genere. La commissione sul femminicidio sarà composta da 20 senatori e avrà le funzioni della magistratura inquirente: saranno svolte indagini su dimensioni, condizioni, qualità e cause dei femminicidi, fenomeno inteso come l’uccisione di una donna basata sul genere e, più in generale, su ogni forma di violenza di genere. “É una grande responsabilità – afferma la senatrice Padua – in quanto il fenomeno ha assunto dimensioni veramente allarmanti e preoccupanti: nel 2016 sono state oltre 120 le donne uccise. Monitoreremo, quindi, la concreta attuazione della Convenzione di Istanbul e di ogni altro accordo sovranazionale e internazionale in materia e la legislazione nazionale, con l’obiettivo di intervenire per tutelare la vittima della violenza e gli eventuali minori coinvolti. Un altro compito rilevante sarà quello di analizzare gli episodi che si sono verificati a partire dal 2011, per accertare se siano riscontrabili condizioni o comportamenti ricorrenti, valutabili sul piano statistico ed utili a orientare l’azione di prevenzione”. Secondo dati Istat, sono state 6 milioni e 788 mila le donne che hanno subito nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale, il 31,5% in età compresa tra 16 e 70 anni: il 20% circa ha subito violenza fisica, il 21% violenza sessuale, il 5,4% forme più gravi quali stupri o tentati stupri. Quel 21% di violenza sessuale significa che oltre 4,5 milioni di donne hanno dovuto subire nel corso della propria vita atti sessuali degradanti e umilianti, rapporti non desiderati, percepiti come violenza, abusi o molestie fisiche sessuali gravi. “Ecco perché – conclude la senatrice Padua – si tratta di un impegno che dovrà essere svolto con grande coscienza e responsabilità. Insieme alla commissione lavorerò con determinazione per raggiungere i migliori risultati possibili data la gravità di un fenomeno a cui diciamo basta”.

VENDITA AREA SCALO MERCI DI RAGUSA

Emanuele Distefano e Michele Tasca“La dimostrazione è arrivata. Ancora una volta. La superficialità e l’approssimazione della gestione della cosa pubblica da parte dei Cinque Stelle lascia senza parole”. Così il responsabile degli enti locali di Territorio Ragusa, Michele Tasca, commenta la mancata offerta che il Comune avrebbe potuto rivolgere all’indirizzo di una società delle Ferrovie dello Stato per partecipare al bando che metteva a disposizione un’area, individuata all’interno dello scalo merci, estesa oltre 15mila metri quadrati. “Era stato il sottoscritto – sottolinea Tasca – in qualità di assessore all’Urbanistica del tempo nella precedente Giunta, ad avviare le procedure per l’acquisizione di un terreno di così ampie dimensioni, collocato al centro della città, dove si era pensato di realizzare, tra le altre cose, la stazione degli autobus, spostandola da via Zama, operativa allo stato in un’area che crea non pochi problemi alle abitazioni circostanti. E, in effetti, la Giunta che è venuta dopo di noi, quella grillina, ha in effetti riconosciuto la bontà di quel percorso stipulando un atto di indirizzo. Dal 22 gennaio 2015 ad oggi, però, non è più accaduto nulla. E ci sembra che, ancora una volta, la semplicità e la coerenza di certi percorsi siano difficili da comprendere per chi non ha mai avuto esperienze amministrative e non riesce a percepire la portata di una occasione del genere”. Per l’intero terreno, con la pubblicazione del bando, la società delle Ferrovie dello Stato chiedeva una somma di circa un milione di euro. Dopo che, però, nessuno ha partecipato, il bando è stato ritirato. E’ probabile che lo stesso sia riproposto, essendo l’area sempre in vendita, con un prezzo inferiore. “E auspichiamo che questa volta – aggiunge Emanuele Distefano, portavoce di Territorio Ragusa – i pentastellati non si distraggano e sappiano percepire quanto importante possa essere questo percorso per ravvivare una zona cruciale del nostro centro cittadino. Abbiamo sentito come, tra le varie ipotesi in piedi, quella più interessante potrebbe essere legata alla realizzazione di un polo per la mobilità urbana. Ma ci sarebbe pure lo spazio per la creazione di un parco attrezzato. E il tutto a due passi dal centro cittadino. Sollecitiamo il sindaco a valutare con attenzione la situazione e a decidere sul da farsi. Non si può fare finta di niente dinanzi a una opportunità simile. L’area dello scalo merci di Ragusa, dotata tra l’altro di alcuni edifici e di una cubatura complessiva vicina ai trecento metri quadri, potrebbe diventare un nuovo e importante punto di riferimento dei nostri concittadini”.

Super Camcom, sen. Mauro (Fi): Accorpamento non fa interessi del territorio

giovanni-mauro“Il documento votato ieri dal Consiglio della Camera di Commercio iblea, che punta a mantenere l’accorpamento tra le Cciaa di Ragusa e Catania e Siracusa, chiedendo quindi al Ministero competente di revocare la sospensione della procedura, svela il reale disinteresse degli organi camerali nei confronti del futuro del nostro territorio”. Lo dichiara il commissario provinciale di Forza Italia Ragusa, sen. Giovanni Mauro. “La Camera di Commercio di Ragusa – chiede il senatore – chi rappresenta e quali interessi sta rappresentando in questa fase? Di certo non quelli dell’imprenditoria ragusana che dal mantenimento di una tale struttura potrebbe avere solo vantaggi. Un ente capace di occuparsi delle imprese e di assisterle programmando, allo stesso tempo, le azioni necessarie allo sviluppo economico del nostro territorio. Sviluppo che, ovviamente, non è compatibile o non è sulla stessa linea di quello di Catania o Siracusa”.

FEDERICO PICCITTO E L’EUTANASIA DELLA POLITICA

bolla-finanziaria1-274x234Li avevamo votati, i grillini, per sentirci vivi. Venivamo dagli anni orribili del massacro urbano decorato con qualche parcheggio pubblico e con due tratti di strada, via Roma e il vecchio lungomare di Marina, rifatti a festa, e, riuscendo a liberarci dall’inganno, avevamo messo il cuore nelle mani dei giovani cinquestelle convinti che inadeguatezza e onestà fossero gli ingredienti base di un miscuglio che potesse pian piano sprigionare vita, giustizia, vivacità. La chimica purtroppo però è una scienza esatta e tutti gli elementi mancanti nella pozione non potevano concretizzarsi senza la volontà di una ricerca faticosa e costante delle sostanze adatte a dar vigore alla buona politica. Dopo quattro anni di potere grillino non è la delusione che ci disturba, ma il fumo che si sprigiona da quel pentolone che  Piccitto e il resto della tribù tengono acceso e alimentano come se quella brodaglia sia ancora fonte di salvezza. Dopo quattro anni di esalazioni  il risultato è terribile: annientamento da dolce morte. Non esiste una sola formazione politica o lista civica della nostra Ragusa che non si sia serenamente abbandonata per poi spegnersi senza sofferenza. No, non è la crisi dei partiti, la fine della destra, il Pd che ha abbracciato un folle liberismo, la sinistra frastagliata…no, è proprio un effetto originale e particolare causato da questa amministrazione, da questo sindaco, da queste persone che aderiscono al movimento di Grillo. Come sono arrivate ad uccidere la passione, l’interesse, la curiosità, la forza di lottare? Non c’è solo l’evitamento, e l’arroganza di chi gestisce la cosa pubblica – tipiche di chi non vuol dare risposte e soddisfazione –  c’è un ingrediente misterioso in quel fumo respingente che ti atterra: è la irrazionalità che domina il loro pensiero e le loro azioni  che ha prima fatto impazzire e poi ha ucciso la residuale anima politica della città. Cos’è l’irrazionalità dei cinquestelle? E’ superficialità, è bugia, è fastidio per la serietà e per tutto ciò che si presenta complesso e profondo, è magia, è isterica furbizia. E’ un muro  rigidissimo dove ci si schianta se ci si avvicina a reclamare un confronto. Lo vediamo con le tasse. E’ un autentico disastro, un massacro, quel che avviene con i tributi, ma nonostante le semplici e rilevabili constatazioni di realtà, il sindaco e l’assessore ”competente” Martorana negano, sminuiscono, persino sfottono i cittadini, mandando puntualmente per aria ogni piano di incontro e impedendo ogni dibatitto civile. Irrazionalità e violenza verbale, psicologica, vorremmo dire maschia; è accaduto in consiglio comunale  – ricordiamo l’eroica resistenza dell’opposizione sulle variazioni di bilancio per 20 milioni di euro – accade nelle “piccole” cose come per il taglio degli alberi di viale Colajanni dove il fu dolcissimo assessore pasticciere Corallo inveisce contro coloro che osano difendere quei poveri alberi estirpati – siamo giunti a quota 57 – come se non ci fosse traccia dell’incontrovertibile falsità raccontata alla città quando si comunicò che  “solo” una decina sarebbero stati i  tigli da sacrificare. Ogni osservazione diviene irrilevante o nemica e viene umiliata e sotterrata e così ci si ritrova muti, soffocati con la bocca piena di terra. Il ragusano deve solo vivere – secondo la teoria cinquestelle – senza chiedere nulla, senza porsi dubbi, riducendosi volontariamente alla condizione di animale in gabbia rassegnato alla cattività e comunque contento di quel pasto quotidiano che il guardiano dello zoo gli lancia oltre le sbarre. Il consiglio comunale ritrae perfettamente lo stato patologico: spazio stanco, assente, con i fantasmi grillini che avendo perso definitivamente il gusto della parola e quindi il governo del mondo e il senso morale non vanno più in aula, proiettati come nomadi selvaggi a nuove conquiste, la Regione, lo Stato. Si sono smossi solo al grido dello sciamano e sono corsi in piazza per rinnovare il patto euforico ed esaltato con Di Battista che conferma l’arcigno e stupido autoisolamento che li rende i migliori. Cosa accadrà tra un anno? La guerra finale Pd – Cinquestelle come ci troverà?  Il Pd che resta è l’incubo dipasqualiano che ritorna, è la volgarità dei giovani renziani alla D’Asta che si permettono pur di dare spazio agli amichetti dei gigli locali di cacciar via dalla commissione risanamento centri storici un uomo saggio e colto come il professore Giorgio Flaccavento; è l’inquietante scaltrezza di Maurizio Tumino che tenta di far breccia nei conservatori del ceto medio benpensante che già si son fatta la lor strada dentro il pianeta cinquestelle; è  la vertigine di Sonia Migliore che come una trottola schizza da Salvini a Forza Italia, strusciando nel Pd, senza contenere un centro, senza mirare ad una direzione oltre se stessa. Dopo l’eutanasia non c’è rinascita, solo silenzio. Si tenta di mettere su qualcosa senza radici: i ragazzi dell’associazione Youpolis provano a inventarsi la candidatura del loro giovane leader Simone Digrandi cercando l’aiuto e il sostegno della destra tramite il sindaco di Vittoria. Conforta in questa dimessa atmosfera il coraggio speranzoso e la voglia di ricominciare che arriva da coloro che con sincerità tardiva, ma autentica, stanno abbandonando il Pd a iniziare da Massari, dai Barone, da Battaglia. Non sappiamo cosa nascerà e cosa potrebbe comportare la stravittoria di un Giancarlo Cancelleri al momento solo chiacchiere e distintivo, purtuttavia il rifiuto per la politica nella sua miserevole rappresentazione conduce sempre lì, ai cinquestelle. Bastano poche qualità; inadeguatezza e onestà, noi lo sappiamo eccome. L’umore popolare è netto: meglio i bugiardi che i ladri.

AL COMUNE DI RAGUSA RIUNIONE DELLA CONSULTA DEI PRESIDENTI DEI CONSIGLI COMUNALI

20170306_175044(1)La consulta dei presidenti dei consigli comunali della provincia di Ragusa  è tornata a riunirsi. Diversi gli argomenti inseriti all’ordine del giorno  tra cui la questione relativa alla Camera di Commercio, le problematiche ambientali ed infrastrutturali e la particolare questione concernente le procedure seguite per la vendita all’asta di immobili pignorati. L’incontro di ieri è stato un primo momento di raccordo per porre le basi sul metodo da seguire nella gestione di detto organismo come ad esempio  l’organizzazione di momenti di approfondimento con la presenza tutti i componenti dei consigli comunali. Nel corso dei lavori si è stabilito inoltre di calendarizzare degli incontri mensili ed itineranti da tenere nei dodici comuni al fine così di coinvolgere di volta in volta tutti i territori e le comunità.  Si è altresì convenuto sulla necessità di essere invitati alla conferenza del sindaci proprio per un ulteriore raccordo istituzionale con il territorio. All’incontro di ieri sono intervenuti i presidenti dei consigli di Ragusa, Modica, Scicli, Vittoria, Comiso e Pozzallo. Gli altri rappresentanti non sono stati presenti per impegni istituzionali assunti in precedenza. In occasione del prossimo incontro, fissato per il 3 aprile, si è convenuto all’unanimità di approfondire ulteriormente le tematiche individuate, riservando anche una particolare attenzione alle materie finanziarie di cui ciascun organismo consiliare è chiamato ad esprimersi. La priorità sarà quella di  lavorare con e per il territorio con l’obiettivo di dotarlo di una autorevole voce  rappresentata da tutti i consiglieri comunali e quindi dei cittadini.

 

LA SINISTRA CHE VOGLIAMO, RIFLESSIONE DI CONCETTO SCIVOLETTO

NEWS_254762Pubblichiamo l’intervento del Senatore Concetto Scivoletto all’assemblea spontanea della sinistra svoltasi nella sede della Cgil di Ragusa. “La globalizzazione guidata dal liberismo e dal capitalismo finanziario e le conseguenti politiche d’austerità, particolarmente aggressive nei confronti dei lavoratori, dello stato sociale, delle identità territoriali e dell’ambiente, hanno prodotto in Europa – e in modo più accentuato nel nostro Paese – una deflagrazione a sinistra di dimensioni storiche.  Al nuovo orizzonte neoliberista la sinistra italiana ha risposto prevalentemente in modo passivo se non subalterno, negando progressivamente la propria identità, fino a costituire un nuovo soggetto politico, il Partito Democratico, sintonizzato sostanzialmente  con la cultura liberista e disconnesso sempre di più dai valori, dalle forze sociali, dalle conquiste democratiche che hanno segnato, a partire dalla fine della seconda guerra mondiale, l’esperienza prima del PCI e dopo del Pds e dei DS.  L’identità negata ha provocato, a ogni passaggio significativo, nel corso di oltre 25 anni, divisioni e scissioni sul terreno strettamente politico e, quel che è più grave, una frattura crescente, sul terreno sociale, con le fasce più deboli e sfruttate della società italiana, proprio nel momento in cui queste venivano  travolte dallo tsunami  della globalizzazione senza regole, senza freni e senza valori, nonché dai colpi tremendi  della crisi mondiale ed europea. Agli errori di strategia politica si sono sommati, tuttavia, anche gravissimi errori di sistema, di fisiologia democratica, come il voto politico negato nel 2011, a seguito del collasso strutturale del berlusconismo. La grande coalizione a sostegno del governo Monti, dopo anni di scontro durissimo con il centrodestra, ha creato smarrimento e rabbia a sinistra e ha  fatto crescere, nel giro di pochi mesi, in misura esponenziale da una parte  il M5S e dall’altra parte l’area del disimpegno politico e dell’astensione. Si è formata, di conseguenza, una nuova geografia a sinistra, una geografia dell’impotenza la cui caratteristica fondamentale è data dall’incapacità di incidere e di trasformare la realtà. Dentro il Pd di Renzi vi sono forze certamente di sinistra; così come alcune forze di sinistra si sono rifugiate e operano dentro il M5S, ma certamente non in grado di incidere nella definizione e caratterizzazione delle rispettive strategie nazionali, come abbiamo avuto modo di costatare in questi ultimi anni. D’altra parte le forze di sinistra organizzate in soggetti politici -come Sinistra Italiana, Rifondazione Comunista, l’Altra Europa…- non sono in grado di incidere perché deboli nel Paese e nel Parlamento. Infine, non può aver peso, come è del tutto evidente, la sinistra che si astiene, benché presente, in modo diffuso, in movimenti e luoghi associativi di diversa natura. In sostanza vi sono in Italia tante energie di sinistra disseminate in diverse organizzazioni o movimenti politici – oltre che nell’area dell’astensione e della non militanza – e che proprio a causa di questa sorta di geografia dell’impotenza, non sono in grado di assolvere alla loro mission. Se vogliamo che nel nostro Paese operi una grande forza di sinistra, capace di incidere, di combattere le diseguaglianze sociali e gli squilibri territoriali, di dare piena e concreta attuazione ai valori e ai diritti tutelati dalla nostra Costituzione, dobbiamo offrire un nuovo orizzonte, largo e unitario, a tutte le forze di sinistra ovunque collocate. Dobbiamo liberare e unire le forze di sinistra che stanno nel PD, in Sinistra Italiana, nell’area dell’astensione e nello stesso Movimento 5S.  C’è un’autostrada a sinistra fra Renzi e Grillo. Se vogliamo, possiamo percorrerla. Da questo punto di vista, la vittoria del NO al Referendum costituzionale –frutto di uno schieramento certamente più largo della sinistra- aiuta la ricerca e l’individuazione di questo nuovo orizzonte, grazie anche alla coesione ideale di tutte le forze di sinistra nel corso della difficilissima eppure esaltante campagna referendaria. La vittoria del NO ha creato una nuova situazione nel Paese e nella sinistra: da una parte sono emerse distanze crescenti e incolmabili all’interno del PD, dall’altra parte sembra che si sia creato, a sinistra del PD di Renzi, un clima nuovo, l’inizio, mi auguro, di un disgelo e di una nuova consapevolezza. Oggi viviamo una fase di transizione, fluida, aperta a pericoli involutivi ma anche a cambiamenti profondi di segno progressivo. Il disagio sociale è forte e preoccupante; le diseguaglianze sociali sono diventate insopportabili; il Mezzogiorno arretra ancora, mentre la mafia cerca di conquistare territori, meccanismi, filiere intere e segmenti crescenti dell’economia; la disoccupazione giovanile è al 40%; si frantumano le tradizionali identità territoriali; si rafforzano, anche in Italia, spinte populiste, xenofobe, aggressive e  persino autoritarie. Nel vivo di questa crisi, infatti, la personalizzazione della politica e la dimensione imponente e prepotente degli organismi decisionali a livello mondiale ed europeo (FMI, WTO, Commissione UE, BCE) spingono verso la ricerca quasi magnetica del capo, dell’uomo solo al comando in grado di salvarci e di contrastare i poteri forti. Ebbene, la sinistra ha un senso se riesce a farsi carico di questa situazione drammatica, mettendo in campo strategie forti di cambiamento e di discontinuità netta con le politiche di austerità, imposte dalle grandi coalizioni europee e nazionali. Il soggetto di sinistra che vogliamo deve rapportarsi a questa sfida e deve avere la forza di incidere, di modificare visibilmente e concretamente la condizione di chi soffre e non ce la fa, di saldarsi alle vittime plurime della globalizzazione neoliberista: lavoratori dipendenti, lavoratori autonomi, partite IVA, precari, ceto medio urbano. A mio avviso il grande rispetto per i diversi percorsi in cui sono impegnati alcuni soggetti politici (PD e S.I.) non deve farci perdere di vista la portata della sfida sociale e democratica aperta nel nostro Paese e la necessità di costruire con urgenza, attraverso scelte nette, un grande partito di sinistra, che abbia la forza di mobilitare, di trascinare, di coinvolgere, di farsi valere in un contesto europeo e internazionale nel quale spesso non riescono o non vogliono incidere nemmeno i governi nazionali. Un partito che al conflitto generazionale sostituisca il conflitto sociale e attribuisca senso storico al valore dell’esperienza al servizio di una nuova classe dirigente e riconfermi centralità al progetto politico di cambiamento e alla comunità politica impegnata a realizzarlo. Nei nostri territori possiamo e dobbiamo fare tante cose, ma in particolare due: contribuire dal basso, attraverso un nuovo rapporto centro-periferia, politica-territori, a costruire strategie e soggetti politici, partiti, che siano all’altezza dei nodi storici che abbiamo di fronte; sperimentare nei nostri territori forme nuove di lavoro, di impegno e di lotta comuni, attorno alle emergenze che colpiscono da tempo il nostro tessuto economico, sociale, istituzionale, in sostanza il nostro modello di sviluppo, il sistema ibleo, la nostra identità territoriale ovvero quell’intreccio originale fatto di lavoro economia, società, cultura, democrazia, ricercando sedi e strumenti nuovi che sappiano trasformare le diversità in una comune ricchezza. In questo quadro vorrei richiamare l’attenzione, a titolo esemplificativo ma non esaustivo, sugli scenari complessi e drammatici che emergono drammaticamente a Vittoria, attorno alla sua economia, al Mercato ortofrutticolo: io ho la sensazione di uno Stato debole e fermo e di una mafia radicata, dinamica e violenta che sfida a viso aperto l’intera comunità iblea. Che facciamo come sinistra iblea? Io penso che dobbiamo assumere, oggi, questa questione come banco di prova per tutta le forze di sinistra, che dovranno avere la capacità di mettere in campo tutte le risorse di cui dispongono, sia livello locale che a livello regionale, nazionale ed europeo. Con lo stesso metodo e atteggiamento, domani, dovremo affrontare i problemi e le emergenze in altri comuni, in altri territori, in altri settori. Infine, vorrei sottolineare la straordinaria importanza, per tutti noi, per tutte le varie anime della sinistra, dei due referendum promossi dalla CGIL. Dopo il referendum del 4 dicembre e la vittoria del NO, dobbiamo impegnarci affinché i referendum vengano celebrati e affinché, con la vittoria del SI, si indichi e si attui, con una straordinaria partecipazione popolare, un’inversione di tendenza rispetto agli attacchi subiti dai lavoratori da troppi anni. È venuto il momento di reagire, di mobilitarci e di riaffermare il valore del lavoro come fondamento della nostra Repubblica”.

LA SINISTRA CHE VOGLIAMO. UN NUOVO ORIZZONTE

sinistraUn incontro informale,  quello di venerdì 24 febbraio 2017, nello storico saloncino della Camera del lavoro di Ragusa, tenuto a battesimo da un foltissimo gruppo di compagne e compagni che si sono riuniti per ritornare a parlare dei valori della sinistra.   Un appuntamento nato quasi per caso,  ma che ha riscosso, con il passa parola, la partecipazione di circa cinquanta persone accorse per ritrovare lo spirito e la motivazione di riprendere in mano la situazione, soprattutto dopo gli accadimenti politici che stanno cambiando la fisionomia dei partiti. Molti gli intervenuti da quasi tutti i comuni della provincia. Il saluto di apertura è stato dato dal segretario della Camera del lavoro, Giuseppe Scifo, che ha ribadito l’impegno del sindacato in materia di lavoro ed  ha sottolineato l’importanza di sostenere le ragioni del  SI,   ai due quesiti referendari  (abrogazione dei voucher e responsabilità solidale Appalti) , proposti dalla CGIL e sottoscritti milioni di persone. Gianni Battaglia ha avuto il compito di illustrare le ragioni e le necessità che sono alla base dell’incontro. Concetto Scivoletto ha presentato un documento che potrebbe assumere il ruolo di manifesto sul quale aprire una prima riflessione per una sinistra nuova e plurale in grado di analizzare i bisogni di questo territorio e possa diventare un’esperienza da proporre a chiunque vuole percorrere una nuova fase. L’incontro è stato arricchito da altri interessanti interventi: Francesco Aiello, Giuseppe Fiorellini, Enrico Battaglia, Giovanni Cassibba, Resi Iurato, Giampaolo Schillaci, Franco Dimartino, Giovanni Dirosa e Gianni Digennaro. Un progetto all’altezza dei tempi che proponga una sfida non solo a livello nazionale, ma partendo proprio dal nostro territorio per rilanciare una politica vissuta come efficace da chi vive una condizione di emarginazione, di esclusione, soprattutto guardando ai giovani che non hanno più un orizzonte per il loro futuro.

L’ANTIMAFIA REGIONALE A RAGUSA E VITTORIA

Nello-MusumeciUna delegazione della Commissione regionale Antimafia sarà lunedì alla prefettura di Ragusa per un incontro di lavoro con il prefetto Maria Carmela Librizzi e con i vertici delle Forze dell’ordine. La delegazione parlamentare, guidata dal presidente Nello Musumeci, vorrà approfondire alcune tematiche legate al fenomeno dell’Agromafia nel Ragusano, con particolare riferimento alla realtà di Vittoria, dopo l’attentato intimidatorio dei giorni scorsi a danno di una impresa di autotrasporti. «Proprio sulla mafia delle campagne – spiega Musumeci –  l’Antimafia regionale conduce da un anno nell’Isola una accurata indagine, di è relatore il deputato-commissario Giorgio Assenza. Siamo ormai alle ultime battute e presto porteremo alla approvazione la relazione conclusiva». Dopo la riunione in prefettura, la delegazione parlamentare si recherà a Vittoria per un incontro al Comune  con il sindaco Giovanni Moscato, la giunta, il presidente del Consiglio comunale Andrea Nicosia ed i capigruppo consiliari.
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