29-04-2017
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Sicilia Futura a Ragusa, nominato il coordinatore di Ragusa: è Claudia Parrino

claudia-parrinoSi è riunito nei giorni scorsi il coordinamento provinciale del movimento Sicilia Futura, retto dall’avv. Giovanni Cosentini, per discutere del suo assetto territoriale e degli impegni politici da affrontare. Per quanto riguarda la città di Ragusa, il coordinamento ha nominato Claudia Parrino quale coordinatrice comunale di Ragusa del Movimento.
Claudia Parrino, inoltre, è incaricata di costituire un gruppo di lavoro che si impegni a programmare le azioni politiche che Sicilia Futura porterà avanti nel capoluogo ibleo. Ricordiamo che Sicilia futura è il nuovo partito inventato da Totò Cardinale, ex ministro della Repubblica, già Dc, fondatore di Ccd e poi Udeur,quindi transitato nella Margherita e dunque nel Partito Democratico. Ora Sostiene Crocetta essendo entrato in maggioranza con questa nuova sigla.

FEDERICO PICCITTO E I POVERI ILLUSI

pinocchio-production-In Arabia Saudita le donne votano!- basta isolare qualche parola, togliere la realtà contestuale e quella storica, dimenticare che l’annuncio si riferisce a un’apertura limitata al voto comunale che si svolgerà tra quattro anni, e forse i poco informati, i creduloni e i maschilisti prendono la notizia come buona; e così le donne arabe diventano portatrici di un diritto come il voto al pari di noi femmine occidentali. Capita di esagerare, di evitare i dettagli, di eccitare i dati, di tuffarsi nelle migliori fantasie, magari per darsi coraggio, per sentirsi importanti, per non sfigurare. Al cittadino normale è consentito raccontar frottole; qui comunque la dimensione dell’eventuale danno e la rivelazione difforme dalla panzana si consumano in un ambito di relazione minima dove i meccanismi di difesa e di giudizio sono facilmente gestibili. Se una amica che si vuol dar arie ci racconta di aver raccolto fiori da un suo favoloso giardino che in effetti però è solo un balconcino con tre vasi siamo in grado di rivedere i sentimenti di fiducia, stima e affetto e se lo riteniamo necessario ricalcolare il rapporto. Stessa situazione in casi seri e gravi come quando un coniuge tradisce: si può chiedere il divorzio. In politica, invece, le cose si complicano e la bugia non è ammessa appunto per l’impossibilità di ritiro dalla relazione con chi ci governa. Questa barbosa ed elementare premessa ci introduce nella balla di queste ore messa in piedi dai cinquestelle: la sperimentazione ragusana del reddito di cittadinanza. Il sindaco Piccitto e l’assessore ai servizi sociali Gianluca Leggio – c’è da pochi mesi, è quel giovanotto che sembra un venditore di rose indiano dal profondo e misterioso patrimonio filosofico intimo- hanno annunciato che sta per scattare questa misura. L’han sparata così grossa che si è aperto il cielo e tutta la notte fulmini e tempesta! Hanno preso, i due amministratori, una forma di sussidio già prevista in qualche progetto e gli hanno cambiato il titolo.  Ci saranno sessanta famiglie che avranno da 200 a 400 euro a secondo del numero di componenti il nucleo in difficoltà. Piccitto tuttavia sa benissimo cos’è il reddito di cittadinanza che il suo movimento invoca e che ha come principio ispiratore non solo l’allineamento ad un welfare europeo, ma un diritto per tutti i cittadini senza lavoro e pensionati che vivono sotto la soglia di povertà a cui lo Stato dovrebbe dare 750 euro al mese, dunque una manovra economica da socialdemocrazia avanzata che si distingue dalle altre forme di aiuto e sostegno agli indigenti proprio per la quantità ideale che rende il reddito di cittadinanza un diritto universale. Da quasi 15 anni a Ragusa i servizi sociali offrono  combinazioni varie di sostegno a chi è in difficoltà persino studiando prestazioni lavorative per gli indigenti, ed è quindi falso – vogliamo dire esagerato? fantasioso? – sostenere che per la prima volta ci sarà uno scambio attivo tra il Comune e il povero. La questione oltre alla bugia forse propedeutica a eventuali lanci nazionali, è a questo punto politico numerica geometrica. Abbiamo tre soggetti di quantità diverse: il sindaco- e ovviamente l’assessore che fa l’indiano- , i poveri indigenti, il resto della popolazione, e come brodo comune un’illusione. I tre soggetti spaziano e galleggiano in questo liquido che da un momento all’altro può perdere sostanza convincente e collassarsi in bugia. Cosa succede allora? L’elemento illusorio sfuma, si perde, si riforma? E allora vediamo le conseguenze dell’illusione che scoppia. Gli indigenti non ci guadagnano niente: assegno avevano e assegno avranno – fra l’altro, purtroppo per loro, sempre di molto inferiore ai 750 che vuole il Movimento – e quindi non si modificherà la loro rabbia e il loro umore. Passiamo ai cittadini ragusani che ci rimarranno malissimo ed essendo coscienti e spaventati della crisi prenderanno atto che davanti a loro ci sono gli indigenti di lungo corso e quindi per loro il reddito di cittadinanza è fottuto. Ma Piccitto che fa quando la bugia gli si schianta addosso come la sonda Schiapparelli? Può solo continuare a fingere che il reddito di cittadinanza esista davvero e muoversi senza vedere la gran massa perplessa dei ragusani di cui non si conoscono le reazioni. E qui scattano altre dimensioni della nostra democrazia: la propaganda, l’ignoranza, la speranza. Può andargli bene. Che sarà una frottola, una piccola forzatura, in mezzo a tanti guai da risolvere? Se così fosse che svolta per i cinquestelle! Vuoi vedere che sotto sotto ammirano Renzi contaballe di straordinario successo! A chi giova l’illusione del reddito di cittadinanza? Dio, fra i mille problemi di questa città ora ci tocca pure domandarci chi sono i poveri illusi.

LINEE E PRECIPIZI, LE ULTIME SULL’AEROPORTO DI COMISO E SUL GOVERNO CINQUESTELLE

cadereArgomento del mese il rinnovo dei vertici Societa Aeroporto Comiso. Era fatta per Gianni Occhipinti President. Accordo prontissimo tra il sindaco Spataro, la lista Insieme e pure Nello Dipasquale a cui gli intrighi piacciono tanto. Inghippo: i comunisti. C’è stata una riunione ristrettissima del Pd comisano dove pare i vecchi compagni abbiano detto al sindaco di non buttarsi in avventure troppo distanti dallo stile e dalle tradizioni del fu glorioso partito, e di comprendere che forse  non porta gran vantaggio stringere patti con  l’onorevole ragusano sia per questioni di fedeltà (non è una Penelope per durata di rapporti) sia per dinamiche interne – insomma é valutato per quel che è, e non altro, negli altissimi vertici renziani. E allora? Occhipinti precipitato in volo seguito da Dibennardo.  Al momento figurano schiantati rovinosamente sulla cristalleria vanto dei loro alberghi e ville. Occhipinti sollevatosi ha ripreso immediatamente la sua forma piombea ed ha chiesto a un cameriere di riempire di champagne un bicchiere ancora intatto. L’altro, il cognato, è crollato sul tavolo degli sposi con un fuggi fuggi delle dame presenti al banchetto  che temendo un terremoto sono corse alla vicina pista aeroportuale  aggrappandosi alle ali di un Ryanair. Un disasatro, non basteranno più nemmeno i cinque euro a passeggero – questo paghiamo – per convincere la compagnia irlandese a rimanere O Comiso.  Tutto in aria, ricominciano le trattative e le grandi speranze. Ma se il Pd, che pare una roccia, stenta a tenere botta nelle difficoltà dell’amministrare, come si fa a dir male dei grillini quando ci sgovernano così bene?  Dario Fo riteneva che la nuova sinistra fosse il movimento cinquestelle e questo potrebbe essere vero se questi fanciulli si applicassero con maggiore cura. Raccontiamo due  storielle di palazzo avvenute in queste giorni  non per maldicenza ma perché è un dovere civico preoccuparsi e offrire spirito critico che può produrre effetti positivi e fecondi. La questione è la linea, il principio base e dirimente del pensiero politico per centrare un’idea sugli uomini e sul mondo.  Fa parte della linea – in primis – riconoscere gli avversari, gli oppositori, i nemici. Esempio, la stampa. Secondo i grillini doc è sempre nemica: tutto falso, esagerato, pretestuoso, e così via. Brutto atteggiamento fascistoide, è vero, e comunque è meglio spazzare i poteri consolidati persino la stampa libera e democratica piuttosto che far pappa e ciccia coi padroni! Nessuno pretende che i ragazzi ragusani diventino come Di Battista, sarebbe troppo, qui si chiede solo qualche distinguo! Fatto. Quotidiano La Sicilia, quello di Ciancio, quello culo e camicia con Nello Dipasquale, quello da sempre conservatore e reazionario, insomma dovrebbero o no essere poco poco guardinghi e prendere le distanze? Ebbene, qualche giorno addietro il direttore Nania chiama una collaboratrice – la giornalista Laura Curella- per occuparsi di una replica inviata dal vicesindaco Iannucci riguardo ad un articolo in cui il Pd aveva attaccato l’amministrazione. La giornalista cade dalle nuvole. Pur occupandosi con costanza del Comune non conosceva la nota di Iannucci. La giornalista si informa e scopre che un suo collega della stessa testata, Farinaccio, sa qualcosa. Quest’ultimo infatti racconta di essere in possesso di una dichiarazione con un virgolettato di Iannucci ma non vuole dire chi gli ha passato la nota. La giornalista va dal vicesindaco e chiede lumi. Iannucci  risponde: “Stia tranquilla, io non ho avuto il tempo di seguire la cosa ne avevo però parlato con il nostro  consulente Davide Allocca che ha abbozzato la nota e poi forse l’ha girata al suo collega per vedere come andava…”. Roba da matti. Il più importante consigliere del sindaco Piccitto chiamato a Palazzo su incarico fiduciario per diffondere il verbo cinquestelle chiede se un articolo vada bene o male a quelli della Sicilia!?!  E come la trovano i grillini la linea politica se non colgono le differenze tra i vari soggetti che rappresentano gli umori e le opinioni della città? Dove sta il pensiero autonomo, la pazza energia dei giovani, se quattro righe di propaganda devono passare al vaglio o dall’approvazione di un giornale conservatore!  Altro che sinistra! Seconda storiella. E’ apparso un bando con selezione pubblica per individuare una figura per la direzione del personale di staff alla giunta. Il compenso sarebbe quello che spetta a un dirigente . E’ successo un putiferio; il palazzo, sospettoso, ha fatto girare la voce che il bando favorisse l’attuale capo gabinetto dottore Scifo. I consiglieri Stevanato e  Agosta, gli  unici che disperatamente cercano di mettere in riga la compagnia, sono entrati in agitazione: le delibere devono essere oneste in forma e sostanza come la moglie di Cesare; non è ammesso alcun retropensiero alla lettura di esse. E il brutto pensiero è il regalo di fine carriera in vista della pensione. Infatti, secondo la regola del sospetto, se Scifo partecipasse al bando- mettendosi prima in aspettativa-  e vincesse, passerebbe dallo stipendio attuale (non vogliamo fare i conti in tasca a nessuno ma supponiamo 25 mila  euro all’anno)  a centomila. Oddio siamo già al clima cupo con le delibere a doppio lettura, trasparente e opaco? Ci vuole il grido di Aldo, Giovanni e Giacomo col simpaticissimo siculo che mani al cielo esclama “NON CI POSSO CREDERE!”   Comunque non c’è pericolo. I cinquestelle legalità e risparmio sapranno bene  che recenti sentenze hanno disposto il divieto per gli impiegati di ente pubblico di percepire uno stipendio più alto rispetto all’originario anche se si è stati chiamati a ricoprire altra funzione. Basta leggere la stampa cattiva che si è divertita a sputtanare la Raggi incorsa nell’errore. Non funziona e demoralizza la promiscuità tra vecchio e nuovo, tra il passato che eravamo certi aver preso a calci e il futuro che vorremmo arrivasse presto. Vogliamo la civiltà nella diversità! Insomma se ‘sta  svolta a sinistra non la volete fare allora  tenetevi stretto Mario Ciancio e sappiate che per colpa vostra  Dario Fo si rivolterà nella tomba. E i cacciatori di orizzonti?  Sconfitti su tutta la linea.

PICCITTO E LO SGUARDO LUNGO DEI CINQUE STELLE

federico-piccitto-grilloE’ a Bari il nostro sindaco, all’assemblea dei comuni italiani per tuonare che l’Anci o la si riforma oppure non è all’altezza dei valori personificati dai primi cittadini cinquestelle eletti dal popolo. Federico Piccitto che per tre anni non ha mai manifestato una grande affezione ed empatia con il suo partito (ricordiamoci che non fu nemmeno invitato quando Luigi Di Maio, l’anno scorso, in missione privata, visitò alcune realtà imprenditoriali di Ragusa e Siracusa) in poche settimane è entrato a pieno titolo nella macchina propagandistica del movimento. Comizietto al raduno di  Palermo, articolone nel blog di Grillo per raccontare le meraviglie del futuro sistema di raccolta dei rifiuti che ci renderà più moderni degli svedesi, e infine oggi una intervista su una radio nazionale per dire che l’associazione dei comuni italiani è uno strumento vecchio nelle mani del Pd; cos’é questo improvviso impegno politico che lo fa girare come una trottola rendendolo simbolo della rivoluzione? Cos’è cambiato dai tempi – era solo l’inverno passato-  quando senza timore di essere ascoltato definiva imbecilli i consiglieri, se ne sbatteva di curare i rapporti con i leader del movimento, raccontava di ammirare Pizzarotti? E questo cambio di pelle è forse il segno di un ritrovato gusto nel tentare di mutare i destini del mondo tanto da scendere in campo e scatenarsi  come un don Chisciotte? Magari fosse così! Come sarebbe incoraggiante trovare un riferimento nei cinquestelle ragusani per discutere del mondo  e per lagnarsi delle soverchierie e del malaffare! Sogno che ci sei … cantava un romanticissimo Mingardi  (Sanremo 1993). Negativo. Non c’è manco una sede cinquestelle a Ragusa. Federico Piccitto, ragazzo scaltro, scuola salesiana, si è solo messo in linea con l’unica regola del movimento: proclamarsi  diversi, unici, migliori, enciclopedici. Una performance facile per un giovane intelligente come il nostro sindaco che ha ben compreso quel che il  movimento chiede: null’altro che questa ostentazione cheguevarista. Quindi Piccitto dopo aver ottenuto la resa incondizionata dei gruppo consiliare, umiliato, può dedicarsi a tempo perso ai carosello della ditta Grillo –Casaleggio ed entrare nelle grazie di chi conta. Delle idee del movimento non c’è stata traccia in questi anni di governo. Sappiamo tutti che se c’era una sola speranza di sperimentare uno dei punti fondanti del programma cinquestelle, ossia il reddito di cittadinanza, l’unica città d’Italia dove poteva ipotizzarsi questa manovra era ed è Ragusa, comune sano dal punto di vista finanziario, ed invece non solo non c’è possibilità di realizzare il punto, ma ci ritroviamo massacrati di tasse dall’inossidabile coppia Piccitto Martorana – basti pensare al canone idrico e all’Imu seconda casa. E allora? E’ finita così: se vogliamo goderci un po’ di movimentismo dobbiamo azzerare ogni facoltà critica e credere oltre ogni ragionevole dubbio, e quando appare il volto sereno del sindaco esclamare: Vedi un po’ il nostro ragazzo! oppure imprecare e dare una testata nel muro. Perché sono cresciuti così in fretta e male i nostri grillini? Tutto era tollerabile, ma vederli in così poco tempo divenire dei professionisti della furbizia e del disincanto è veramente amaro. Leggiamo nel sacro blog della raccolta dei rifiuti migliore d’Italia – peccato che in tre anni abbiano fatto proroghe su proroghe a Busso, peccato che la gara oggetto di orgoglio che contagia lo Stivale sia stata stilata da Claudio Conti poi cacciato, peccato che a Busso non abbiano mai chiesto indietro i milioni di euro che doveva restituire, peccato che la gara sia ferma, peccato che alla gara si siano presentate solo due ditte…peccato. Hanno fiuto, però, i giovanotti di Palazzo, sono rivoluzionari fuori e yuppie dentro, ritengono di poter ambire tutti a divenire deputati. E così coltivano il vero sogno… Antonio Tringali, presidente del consiglio comunale, quello piccoletto simpatico, quello ca futtiu Giovanni Iacono, uno che sa come girano le cose umane e riceve cittadini e tenta di destreggiarsi tra il vecchio e il nuovo accontentando finchè si può… deputato a Palermo; Stefano Martorana che non essendo riuscito -ahinoi!-  il colpo di sbolognarlo alla Raggi quando non si trovava un cane per la carica di assessore al bilancio, deputato pure lui; Salvatore Corallo grand commis per ogni tipo di governo; il blocco dei consiglieri comunali da Spadola, alla Disca, alla Zaara Federico.. TUTTI SOGNANO. E Piccitto? Come minimo ministro. E i titoli? Fedeltà e simpatia. Scusate, ma non erano le doti che servivano nel partito del Cavaliere? Ah no!, qui è diverso, lì bisognava possedere morale duttile, qui basta il cervello debole. E’ volgare citare i grandi della letteratura, comunque ripensando a quando Piccitto parlava di imbecilli torna in mente quella frase di Flaubert che descriveva due suoi personaggi brav’uomini: “Non sono propriamente degli imbecilli, hanno molti sentimenti ed embrioni d’idee che fanno fatica ad esprimere. La stupidità dei miei brav’uomini mi pervade”. Ecco siamo pervasi anche noi. Guardate quest’ultima consigliera appena subentrata: Maria Rosa Marabita. Mettetele una incerata verde come grembiule, due guanti sino ai polsi, un coltellaccio in mano a mondare verdure  e lei che se la ride soddisfatta quando sente rotolare dal palchetto la testa mozzata dalla ghigliottina. ZAC!  E’ la rivoluzione ragazzi!  Dio della politica aiutaci tu! Facci amare la nostra epoca, offrici un catalogo poco poco più vasto alla voce classe dirigente, libera le anime di questi giovani dall’ingordigia del potere. Amen. Per gli appassionati del volo. Ultime aeroporto. Si profila Occhipinti presidente, amministratore delegato Dibennardo -meglio inteso come Il Cognato-  e se proprio si vuole ottenere la tripletta che pacifica tutti, un direttore manager amico di Digiacomo che dia un po’ di tono. Per finire. VIVA LE DONNE TRICOTEUSES! Siam qui liberi e civili grazie anche a loro. Speriamo che le Marie Rose cinquestelle guardino il potere con quel ghigno cattivo lasciando ai peggiori il sogno di carriera.

PICCITTO, COSENTINI, GLI ALTRI… RITORNO A TOTO’ E IL POTERE INCRICCATO

lumina-rasarituluiFinalmente ha smesso di soffrire Giovanni Cosentini, è tornato alla casa del padre, ha ritrovato un Totò stavolta Cardinale che lo ha fatto segretario di un partitello di grandi speranze: Sicilia futura. Una sigla di ampio respiro, da boccone pieno grondante succo carnale. Gliel’ha trovata, la collocazione, Nello Dipasquale già in tenuta da combattimento prelettorale. E’ utile posizionarsi nella parte destrissima del Pd e coltivare i vecchi amori, le buone amicizie dei democristiani di razza tinta – gente esperta nel tinteggiarsi all’abbisogna delle circostanze –  persone che sanno muoversi e raccattare voti in un sottobosco umano  cupo, indecifrabile, che si pensa ormai annientato e sconfitto e che invece rispunta nella sua morbosità.  Toto Cardinale se l’incertezza dei tempi resiste è uomo che il 5 per cento lo può incassare, e il nostro ex sindaco che gioca con le sigle – Territorio, Megafono, Pd – ha infilato nell’armadio questo straccio comunque indossabile in caso di nudità. Povero Cosentini, di nascita signore, ora ridotto al ruolo di valletto pronto a spazzolare la giacchetta del suo padrone! Tutto è invertito, confuso, folle e la politica si appalesa nel suo volto mostruoso strappandosi di dosso ogni lontano sapore di solidarietà e giustizia. E’ sparita ogni decenza, la lotta è oscena. Ci si batte in queste ore per rinnovare i vertici dell’aeroporto di Comiso, presidente ed amministratore delegato – gli uscenti sono Dibennardo in qualità di cognato di Nello Dipasquale, e l’altro è  Taverniti mite e  rassicurante rappresentante dell’industria ragusana che non c’è più –  e non affiora in questa spartizione l’attenzione alla questione centrale: come farla funzionare questa struttura eternamente potenziale e materialmente in deficit? Come rilanciare l’aeroporto tamponando l’emorragia di denaro che quotidianamente viene sacrificato sull’altare dell’illusione? Trovando manager di qualità ed esperienza è la risposta naturale;  peccato che non funzioni così, anzi, se questa è la strada maestra la politica schizza dalla parte opposta. Un manager qualificatissimo, Scapellato, che ha diretto aeroporti italiani e fu prezioso nella fase di nascita e riconversione del Magliocco sarebbe pronto e disponibile, ma noi, o meglio, loro, non lo vogliono li distrarrebbe dall’ossessione dominante: fare bottino, piazzare i luogotenenti, succhiare tutte le risorse vitali che questa regione sprigiona per poi pretendere che le proprie milizie diano il sangue, facciano il loro dovere, si ricordino chi ha donato ruoli prestigiosi e munifici, e così si mobilita l’esercito necessario a trascinarti alla vittoria – l’elezione di turno. Ne deriva che il Pd di Comiso che governa la città e che si ritrova il costosissimo gioiellino dell’aeroporto impazza e pure le associazioni di categoria che nel deserto della politica si ostinano a vantare capacità determinanti e insostituibili mentre sono solo dei  club autoreferenziali. Risultato: il giovane sindaco Spataro da buon renziano vuole rafforzarsi e sganciarsi definitivamente col vecchio partito e rottamare Digiacomo e pensa di flirtare con la lista Insieme proponendo come presidente dell’aeroporto Gianni Occhipinti, e Dipasquale lesto come una faina si lancia, porta scompiglio, si intesta la spericolata operazione, riprova a sistemare per l’ennesima volta il cognato che dopo due giri, l’incredibile premio di produttività di 80 mila euro (Taverniti se n’è presi 40) potrebbe, in verità, continuare a godere dei rombi degli aerei sistemandosi un baracchino panoramico sulla  terrazza della sala ricevimenti di Villa Orchidea e in caso di nostalgia asciugarsi le lacrime nei veli delle spose. Perché devono essere gli albergatori a gestire l’aeroporto non si sa. O meglio: per Dibennardo vale la regola della cognatanza, ma per Occhipinti? E’ il trionfo di Federalberghi, persino a Catania è stato nominato Nico Torrisi che è presidente della gloriosa associazione di categoria. Ah, dimenticavamo: Torrisi sta con Cardinale, è un piccolo dettaglio che però offre il senso del rimescolamento speranzoso che sta agitando la politica siciliana. E’ una guerra di trincea: resistere, non mollare mai la postazione, non volgere mai lo sguardo oltre il proprio giardino. Occhipinti è l’offerta migliore dentro il recinto della piccola Ragusa che si cosparge ogni giorno il profumo dell’agiatezza, del successo, ma questa bottiglietta sa solo di violetta di Parma buona a coprire l’odore di muffa. Occhipinti è alquanto serio, almeno la fisiognomica per quel che vale ce lo consegna tale, è fedele, ha un buon pacchetto di voti e a Ragusa un gruppo capeggiato dall’abilissimo e preparatissimo Maurizio Tumino che da tutta questa confidenza e miscelanza con il Pd non trarrebbe gran vantaggio. Si ritroverebbe, Tumino,  in un calderone con troppi candidati sindaco pronti a sbranarsi e perderebbe il marchio d’origine controllata da spavaldo conservatore. Vabbè! si dirà che è fatto così il partito della Nazione, ma troppi congiungimenti non giovano nelle partite locali. Intanto ci siamo dimenticati di Confindustria che preme e allora spunta  come manager – sempre dell’aeroporto-  l’industriale Giorgio Cappello voluto da Montante, guarda che roba! Dicono che non abbia i requisiti, ma c’è l’avvocato Tuccio Di Stallo che sta studiando il caso, e siamo più tranquilli. Un vorticoso affanno che allontana la realtà: nessuno racconta l’ultima disfatta della gestione Dibennardo Taverniti ossia il fallimento del bando per attirare nuove compagnie aeree. Non si è presentato nessuno, ed è la seconda volta – il primo bando sempre con fondi Insicem lo aveva promosso la Provincia regionale. Ciononostante si sono acchiappati, i due, questa estate, quella barca di soldi. E i grillini che dicono, che fanno? Innanzitutto come Comune di Ragusa in pieno stile democristiano tanto per rimanere nella corda armonica dell’odiato sistema abbiamo consegnato belli belli 200 mila euro alla Soaco con la solita litania di voler contribuire ad incentivare le rotte. L’unica rotta produttiva a noi sembra quella che vede un transito veloce e lineare finire nelle tasche dei prodigiosi amministratori, e poi, sempre parlando dei cinquestelle, come si pongono in questo terribile mondo schifoso? Sono primitivi e disinvolti. Sguazzano bene ovunque e se qualcuno si accorge che si sta impattando nella merda si alza il grido che attira il popolo: rompiamo tutto, e quest’onda magica cancella connivenze, imperizie, colpe. Hanno un limite: essendo assetati di assoluto non colgono mai le contraddizioni e se si osa metterli davanti l’evidenza del ritardo, del silenzio, della inefficienza si ritraggono e vomitano lezioni di morale. Ci troviamo dunque di fronte a blocchi di potere diversi dal punto di vista formativo e sentimentale che entrambi traggono forza dalla assenza di comunicazione: il pd dominante e tutta la ghenga che ruota o fa capo a Dipasquale non hanno alcun interesse ad alimentare e frequentare la cultura democratica di crescita e ascolto del territorio perché la salvezza  si ottiene solo attraverso l’azione di pirateria che impone un procedere occulto, e i grillini nostrani evitano il contatto emozionale con le masse che rivelerebbe deficienze, bugie, carenze del loro amministrare. Poteri  incriccati non all’altezza delle necessità, impotenza della politica, oligarchie democratiche. Scusate se è poco. Anche noi qui a Ragusa voliamo altissimi e ci tuffiamo nel dibattito che scuote il Paese. E per l’aeroporto? Mah! Se sol uno dei protagonisti di questa guerra di poltrone avesse avuto il piacere e l’onore di conoscere Pio La Torre, uomo sempre dalla parte dei deboli, uomo che sapeva dove si annidava il male e la corruzione, ci sarebbe maggior contegno nel trattare le idee di governo e il cielo da attraversare.

La finanza internazionale e la controriforma costituzionale

Si costituisce a Vittoria il coordinamento per il NO al Referendum Costituzionale

coordinamento-vittoriese-no-referendarioNei giorni scorsi in occasione di una riunione pubblica, Fratelli D’Italia, Se La Ami La Cambi, Movimento Cinque Stelle, Anonimo Vittoriese, Spazio Aperto, Progetto Sicilia, FareCivile e Sorgi Vittoria, hanno deciso di costituire un coordinamento cittadino per veicolare le ragioni del NO al quesito referendario che verrà posto prossimamente agli elettori. A differenza di altri Comuni si è preferito un coordinamento invece di un comitato, in modo tale che venga data la possibilità a ognuno di esprimere individualmente le ragioni del proprio NO a questa riforma assai vasta e articolata. Scrivono i promotori:” Quindi abbiamo deciso di metterci insieme per coordinare le iniziative divulgative e per coinvolgere quante più persone possibili, ma senza per questo confondere le nostre differenti identità. Il Coordinamento è aperto a tutti e quindi ci aspettiamo che anche le altre realtà vittoriesi che sono orientate al NO partecipino martedì 4 ottobre, alle ore 19:00, alla prossima riunione che si terrà sempre presso i locali dell’Istituto Marconi, al civico 88 dello stradale di Scoglitti”.

 

 

ACATE, NON PASSA LA SFIDUCIA AL SINDACO RAFFO

acate-castello-biscari3Si è svolto, Come programmato, il Consiglio Comunale che aveva come punto all’ordine del giorno la “sfiducia al Sindaco Franco Raffo”. Erano presenti dieci Consiglieri Comunali,  otto hanno votato per la sfiducia e due no. L’ingegnere Giuseppe Di Natale fiero oppositore del sindaco scrive:” Sappiamo che la Legge Regionale prevede un quorum di dodici consiglieri, quindi anche questa volta Raffo è salvo. Appare del tutto incomprensibile come non si riesca a sfiduciare il Sindaco, nonostante il personaggio abbia portato in dissesto il comune (con i cittadini acatesi che dovranno ripianare i debiti fatti). Pensiamo che la motivazione della mancata sfiducia risieda nel modo semplicistico con il quale il M5s affronta il problema. Il M5s ritiene che sia sufficiente presentare la richiesta per vincere la partita, ma non è così. La sfiducia al Sindaco, che tra l’altro prevede un quorum altissimo, va ragionata e concordata con gli altri Consiglieri Comunali. Diversamente è velleitaria e inconcludente. A questo punto dovranno passare altri sei mesi, che però potrebbero servire per ragionare e porre seriamente la sfiducia a Raffo. Solo in questo modo si potrà ripartire, nell’interesse di Acate”.

Attività socio assistenziali studenti disabili del libero consorzio di Ragusa

1464437548911_1464437610.jpg--peppe_scifo__cgil_ragusaIl mancato avvio di importantissime attività socio-assistenziali  a  sostegno degli studenti disabili del Libero Consorzio di Ragusa, a seguito della mancata previsione dei trasferimenti per detti servizi nel bilancio 2016, sarà al centro dell’agenda dei lavori di un incontro promosso dalla segreteria confederale della Cgil. In un invito, firmato dal segretario generale della Cgil di Ragusa, Peppe Scifo, e dal segretario provinciale confederale, Salvatore Terranova, è stato promosso un incontro con i parlamentari regionali, (Giorgio Assenza, Pippo Di Giacomo, Nello Di Pasquale, Vanessa Ferreri e Orazio Ragusa) alla presenza delle famiglie e dei lavoratori interessati per martedì 6 settembre alle ore 10.00 nella sede della Cgil di Ragusa. L’appuntamento sarà utile per  individuare un percorso di azioni teso a consentire l’attivazione delle attività di assistenza nel più breve tempo possibile, per non lasciare i destinatari senza alcuna tutela.

FRATELLI D’ITALIA PER IL NO AL REFERENDUM

20160702_104355Il Coordinamento provinciale di Ragusa di Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale comunica che sabato 20 agosto in Piazza Duca degli Abruzzi a Marina di Ragusa dalle ore 17,00 alle ore 21,00 verrà allestito un punto di raccolta firme e di divulgazione a sostegno del Comitato per il NO al referendum costituzionale del prossimo mese di ottobre 2016.

IN NOME DELLA LEGGE

97015_Modica_RG,_ItalyRiceviamo e pubblichiamo dal senatore Concetto Scivoletto: “In nome della legge continua lo scempio di Modica e dei suoi straordinari beni monumentali e paesaggistici. In nome della legge negli anni ’60 fu rasa al suolo la Chiesa di S. Agostino, furono demoliti l’Hotel Bristol e anche un antico palazzo, con regolari licenze e pareri favorevoli, per far posto a tre mostruose costruzioni in cemento armato che hanno stravolto l’armonia del tessuto urbano di Modica Bassa. In nome della legge seguirono, sempre con regolari licenze e pareri favorevoli, altre demolizioni nel centro storico e altri palazzi furono costruiti lungo il Corso Umberto, nella Via Marchesa Tedeschi, in Piazza S. Giovanni, lungo il Corso Principessa Maria del Belgio, in via Sottotenente Nino Barone, per citare i più eclatanti. Da Modica Bassa a Modica Alta anche gli orti urbani e i pochi spazi di verde attrezzato finirono per essere sommersi dal cemento. In nome della legge nei decenni successivi, anche dopo il riconoscimento UNESCO, sono state deturpate irreversibilmente le colline che circondano il centro storico con ecomostri forniti di regolari concessioni e pareri favorevoli. In nome della legge oggi vengono sacrificate senza scrupoli sull’altare del cemento le suggestive dune di Marina di Modica, vero e proprio monumento naturale, Sito di Interesse Comunitario (SIC), ancora una volta con regolari concessioni, autorizzazioni e pareri favorevoli. Come può accadere tutto ciò, nonostante le leggi di tutela del patrimonio paesaggistico e la crescita della sensibilità ambientalista? Peraltro, è sempre più diffusa la consapevolezza che nuovi posti di lavoro qualificato, innanzitutto per i giovani, possono nascere solo da una politica di salvaguardia e valorizzazione dei nostri beni culturali e ambientali, non certo dalla loro umiliazione e distruzione. Cosa impedisce di realizzare impianti turistici in luoghi esenti da vincoli ambientali, perseguendo in tal modo sia la tutela della bellezza che la creazione di nuovi posti di lavoro? Anche quando la proprietà del suolo è privata, la bellezza del paesaggio specie se tutelato rimane un bene comune. Se oggi tuttavia s’insiste pervicacemente nello scempio del nostro territorio, vuol dire che l’intreccio fra cattiva politica e interessi privati continua a mantenere in piedi a Modica un vero e proprio sistema che pare essere più forte delle leggi, dei valori, dei beni comuni, ma anche della memoria e della dignità politica, istituzionale e culturale. Un sistema che si alimenta da più di trentanni nella zona grigia della Variante Generale al P. R. G. della nostra Città, con i suoi tempi enormemente dilatati da periodici aggiornamenti, studi, relazioni, incompatibilità di consiglieri comunali e con le sue generose varianti ad personam. Un sistema particolarmente gradito agli amici degli amici e ai potenti di turno che sta distruggendo bellezza, paesaggio e identità territoriale. Ebbe a dire Giovanni Giolitti, più volte Presidente del Consiglio dei Ministri del Regno d’Italia: «Le leggi per i nemici si applicano, per gli amici s’interpretano». Ed è impressionante come lo zelo della cattiva politica modicana – attraverso amministrazioni di vario colore e sigle fino a quella attuale – confermi pienamente questa massima giolittiana. In nome della LEGGE e della COSTITUZIONE (art. 9) che «tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione», impegniamoci tutti a combattere apertamente tale sistema non solo con la vigilanza continua, ma con una straordinaria mobilitazione dei cittadini liberi, al fine di salvaguardare e trasmettere alle future generazioni la nostra identità territoriale, patrimonio dell’umanità”.  Firmato Concetto Scivoletto

PD IBLEO, CONTINUANO GLI SCONTRI INTERNI

downloadDopo la decisione della direzione provinciale del Partito Democratico di respingere l’istanza di apertura di un nuovo circolo del Pd a Pozzallo e di revocare il secondo a Vittoria, ben 80 promotori pozzallesi di questo secondo circolo scrivono:” Riteniamo che si tratti, ancora una volta, del tentativo di gestire in modo autoritario il partito, senza avere alla base un minimo di legittimazione. Ci sembra evidente che l’attuale assetto direttivo continui a voler esercitare una sorta di potere, fondato sulla chiusura, sulla esclusione e sulla prevaricazione, che non ha più motivo di esistere. Come può il segretario provinciale Denaro, il cui peso politico si è ridotto a una cinquantina di voti nella propria città, dove il Pd ha perso sonoramente pur avendo governato per dieci anni, pretendere di dettare regole e tempi nell’attività politica di iscritti che, da anni ormai, fanno politica attiva nel territorio e di chi ha deciso di avvicinarsi al partito? Dopo aver consegnato al centrodestra la città di Vittoria, storicamente roccaforte della sinistra e del centrosinistra, con quale faccia e forte di quale successo politico può imporre a dei cittadini, degli elettori, dei simpatizzanti, dei futuri militanti, di seguire delle indicazioni di qualsiasi natura? La verità è che il Partito Democratico della provincia di Ragusa, in mano a certi personaggi, di democratico ha ben poco: l’azione di una parte del Pd punta solo a sopire il dibattito, alla cura del proprio orticello, all’accanimento terapeutico di una classe dirigente ormai in fin di vita e che nulla produce”.  Il comitato promotore del secondo circolo di Pozzallo quindi non intende lasciarsi intimidire e respinge le decisioni della segreteria del partito. “Al segretario regionale Raciti va, dunque, la richiesta di ascoltare di più le molteplici voci che provengono dai territori e di rispondere alle innumerevoli richieste di chi vuole unire e non dividere, costruire e non distruggere, piuttosto che fare sponda a chi si è posto alla guida di un partito riformista e progressista, gestendolo a proprio uso e consumo e potendo vantare solo sconfitte”.

RAGUSA, I CONSIGLIERI DEM D’ASTA E CHIAVOLA SPIEGANO PERCHE’ HANNO BOCCIATO IL BILANCIO

Mario D'Asta e Mario Chiavola“Sì un bilancio di prospettiva. Esattamente come dice il sindaco. La prospettiva di assestare il colpo di grazia a famiglie e imprese della nostra città tartassandole ulteriormente, invece di trovare strade alternative che, attraverso anche l’utilizzo delle royalties, avrebbero potuto rendere meno asfissiante l’imposizione fiscale”. Lo dicono i consiglieri del Partito Democratico, Mario D’Asta e Mario Chiavola, dopo che è stata chiusa, la scorsa settimana, la sessione di bilancio a palazzo dell’Aquila e dopo avere preso atto delle dichiarazioni provenienti dal primo cittadino e dalla Giunta. “Crediamo di avere fatto bene a rimanere in aula – sottolineano i consiglieri dem – Pur rispettando le posizioni delle altre opposizioni aventiniane, noi riteniamo che l’opposizione, tanto più quando questa si pone come forza di governo alternativa, debba farsi nel luogo del confronto, vale a dire l’aula consiliare. Riteniamo, analizzando nel merito lo strumento finanziario, che si sia trattato del peggiore bilancio finora approvato dai Cinque Stelle. Perché, ancora una volta, c’erano le risorse economiche a disposizione, grazie ai vituperati fondi delle estrazioni di idrocarburi, per potere manovrare nella maniera di garantire un sospiro di sollievo ai cittadini. Per quanto ci riguarda, avevamo proposto in tempi non sospetti, nello scorso mese di febbraio, un ordine del giorno teso all’istituzione di una commissione di studio che potesse valutare con attenzione come utilizzare i fondi delle royalties per cercare di attenuare l’imposizione fiscale. La maggioranza, però, ci ha risposto picche. Ma noi non desistiamo. Perché proporremo a giorni un atto di indirizzo per fare in modo che possa essere abolita o quantomeno ridotta la Tasi sulla seconda casa, un altro modo per cercare di ridurre le gravi incombenze fiscali che gravano sulle spalle dei ragusani”.

PROGRAMMA SVILUPPO RURALE – Partecipiamo Ragusa chiede che alle aziende siano riconosciute le spese effettuate

partecipiamoIl gruppo consiliare Partecipiamo denuncia che centinaia di aziende agricole sono, “di fatto, inibite e bloccate dall’effettuare spese per investimenti nelle loro imprese a causa dei bandi del Programma di Sviluppo Rurale (PSR) Sicilia 2014-2020  che si attendono ormai da tempo  e che la Regione continua, ancora adesso a ridosso di agosto, a non emanare”. “E’ l’ennesima vergogna – proseguono Giovanni Iacono e Mirella Castro – e danno economico perpetrato dal governo Crocetta che, malgrado, la Comunità Europea gli abbia dato gli strumenti finanziari di attuazione del Fondo europeo agricolo di sviluppo rurale (FEASR) dell’isola assegnandogli 2.212.747.000 di euro con un incremento di oltre 27 milioni rispetto alla dotazione del PSR Sicilia 2007-2013 lascia ancora le aziende in una situazione di totale stallo”. Si parla di aziende che devono costruire serre, ampliare le stalle, acquistare macchinari e che sono ferme. I consiglieri comunali chiedono che in attesa dei bandi le aziende possano già investire ed avere riconosciute tutte le spese per investimento.

VERDE PUBBLICO A MARINA DI RAGUSA

verde 2Il consigliere comunale del gruppo insieme, Angelo La Porta, si sofferma sulle condizioni della piazzetta Nicolas Green, lamentando che “nonostante in questi giorni alcuni cittadini in modo volontario l’hanno  ripulita, vi regna il degrado e l’incuria”. La Porta denuncia anche la condizione della piazzetta di via Amalfi, della rotatoria balcone Mazzarelli, della rotatoria di via Putignano e via Donnalucata, dell’area di via Portovenere, del parco Giovanni Paolo secondo, di alcune ville comunali  e altre aree a verde della città e si chiede se fosse stato necessario “il prato inglese e quattro alberi di cocus nelle aiuole del lungomare Andrea Doria, visto il degrado che regna in altri siti della città”?

VILLA PENNA A SCICLI CONCERTO DI CARLO MURATORI

cd-book sale su piattaforme digitaliElio Vittorini la definì “la più bella di tutte le città del mondo”. Il prossimo 30 luglio alle 21 ospiterà il nuovo concerto di Carlo Muratori. Il barocco di Scicli farà da cornice all’appuntamento con l’artista siciliano e al suo ultimo lavoro discografico “Sale”. Un cd book edito da Le fate, con testi e musiche di Muratori e la produzione artistica di Stefano Melone, che contiene brani inediti accanto a incursioni nei canti popolari dell’800, con temi che spaziano dallo sbarco di Marsala, ai Fatti di Bronte, dal brigantaggio fino all’emigrazione, alle superstizioni, alle credenze religiose e alla lotta alla mafia. Prezzo del biglietto di ingresso: 10 euro; bambini al di sotto dei 12 anni prezzo ridotto: 5 euro. Dopo Scicli, Carlo Muratori sarà impegnato il 13 agosto al Milo Fest diretto da Franco Battiato.

Conferenza a Marina di Ragusa sul referendum costituzionale

Locandina (11)Il centro studi “ Feliciano Rossitto”, il Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale , la “ Fabbrica del Bene Comune e  l’ associazione  “ Itinerari”, hanno voluto creare una occasione di studio e di confronto sereno,  tra  le ragioni di quanti sostengono il progetto di Riforma della costituzione e quelle di quanti avversano le proposte di revisione costituzionale di 47 articoli su 139 della nostra  legge fondamentale. La discussione che verrà introdotta da Giorgio Massari (UniPegaso) e da Francesco Raniolo (UniCalabria), vedrà come protagonisti: il prof. Stefano Ceccanti, professore di diritto pubblico comparato alla Sapienza di Roma e presidente del comitato per il Si della Toscana, ed il prof. Federico Sorrentino, prof. Emerito di diritto costituzionale, esponente del comitato per il No. La conferenza si svolgerà Sabato 30 luglio alle ore 20.30 presso il circolo Nautico Andrea Doria, lungomare Andrea Doria a Marina di Ragusa.

La deputata cinquestelle Ferreri sulla discarica di Scicli

onorevole ferreri“La vicenda dell’ampliamento dell’impianto di gestione dei rifiuti di contrada Cuturi a Scicli passerà alla storia come testimonianza dell’incompetenza e dell’inadeguatezza del governo Crocetta e dei dirigenti che gli girano intorno”. E’ durissimo l’affondo della deputata iblea del M5S all’Ars Vanessa Ferreri, che così commenta la recentissima sentenza del Tar di Catania che, accogliendo il ricorso della società A.Ci.F., ha sospeso il decreto dell’assessore all’Ambiente della Regione Siciliana dello scorso maggio, con il quale, sospendeva le autorizzazioni di compatibilità ambientale sul progetto di ampliamento della piattaforma di trattamento e recupero di rifiuti pericolosi e non, presso Contrada Cuturi. “Grazie al nostro intervento, all’indomani dei provvedimenti di autorizzazione all’impianto concessi dal governo, – continua Ferreri – è venuto fuori come questi fossero viziati dalla mancanza in toto del parere favorevole dell’Arpa di Ragusa. Anzi, cosa ben più grave, si è cercato di camuffare una mera richiesta di chiarimenti dell’Arpa in parere favorevole. Un abuso che ha poi denunciato l’Arpa stessa”, commenta Vanessa Ferreri. “Proprio per questo motivo, nella scorse settimane ho scritto al presidente della Regione Crocetta, affinché tale grave “svista” da parte dei Dirigenti responsabili e firmatari delle autorizzazioni non venga considerata un mero errore frutto di superficialità, stante la rilevanza dell’atto che avrebbe dato il via all’impianto di gestione dei rifiuti, e avrebbe avuto ricadute significative sull’intero territorio di Scicli. Pertanto, – va avanti la parlamentare Cinquestelle – ho richiesto formalmente che vengano avviate le procedure per responsabilità dirigenziale e responsabilità disciplinare ex art. 21 del D.Lgs. n. 165/2001, nonché ogni altro provvedimento opportuno, compresa la rimozione o la risoluzione del contratto individuale di lavoro dei due Dirigenti responsabili, non solo per inadempimento agli obblighi contrattuali sanciti nei loro contratti, ma anche per il danno all’immagine arrecato alla Pubblica Amministrazione della Regione”. “Oggi apprendo che anche il provvedimento di sospensione delle autorizzazioni, secondo quanto affermato dai giudici amministrativi, è risultato gravemente viziato per un’altra svista procedurale, un banalissimo errore: la mancanza dell’indicazione del termine di durata della interruzione. Un altro fulgido esempio della superficialità e della sprovvedutezza con le quali questo Governo e i suoi burocrati, lautamente stipendiati e “premiati” per la loro produttività, si prendono cura degli interessi dei cittadini”.

ANCHE LE PERIFERIE DI RAGUSA CONTINUANO AD ESSERE PRESE DI MIRA DAI MALVIVENTI

 

L'ingresso di Cimillà“Non vorrei che fosse dimenticata la delicata problematica che riguarda i numerosi residenti delle zone periferiche che continuano a lamentare problemi seri a causa dell’incremento dei furti in abitazione. Soprattutto nei villaggi Cimillà e Fortugnello viene chiesta una presenza più costante da parte delle forze dell’ordine”. Lo ribadisce la consigliera comunale Elisa Marino. “La piaga dei furti in abitazione, alcuni dei quali avvenuti anche alla presenza dei proprietari mentre gli stessi stavano dormendo, dimostra – aggiunge Marino – come i malviventi abbiano alzato la testa e come, per certi versi, siano disposti a tutto pur di portare a termine il loro reato predatorio. Ecco perché invito l’Amministrazione comunale, sindaco in testa, a rivolgere la stessa cura, così come è stato giustamente fatto per piazza San Giovanni con la richiesta di convocazione al prefetto di una riunione del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, anche per le aree periferiche visto e considerato che i residenti si possono dire ormai esasperati dalla frequenza con cui questi furti si verificano”.

 

Presidente della Toscana a Ragusa per la presentazione di un suo libro

Locandina Enrico Rossi- (1)Venerdì 22 luglio alle ore 18.30 presso i nuovi locali del Centro Studi “F. Rossitto” Ragusa, Via Ettore Majorana 5 – angolo via La Pira, il giornalista Domenico Occhipinti presenterà il libro di  Enrico Rossi (esponente Pd Presidente della Regione Toscana) “Rivoluzione socialista. Idee e proposte per cambiare l’Italia”. L’iniziativa è organizzata dal secondo Circolo del Partito Democratico di Ragusa e dal Centro Studi “Feliciano Rossitto”.

 

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