25-06-2017
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RAGUSA, RICORSO AL TAR PER LE VARIAZIONI DI BILANCIO. L’AVVOCATO AGATINO CARIOLA, LEGALE DI CINQUE CONSIGLIERI DI OPPOSIZIONE, RINUNCIA ALLA SOSPENSIVA PER ARRIVARE AL GIUDIZIO DI MERITO

download (1)“Abbiamo dato mandato al nostro legale, l’avv. Agatino Cariola, di rinunciare all’istanza cautelare di sospensiva in Camera di Consiglio davanti la Prima Sezione del TAR di Catania in merito all’approvazione in Consiglio Comunale di Ragusa delle variazioni di bilancio con procedura urgente dello scorso 30 dicembre. Abbiamo preso questa decisione per garantire il bene di Palazzo dell’Aquila e perché proseguire per ottenere la sospensiva lascerebbe trascorrere diversi mesi prima di arrivare alla reale trattazione dell’argomento. Con grande senso di responsabilità, dunque, nei confronti di Ragusa e dei suoi cittadini, abbiamo deciso di procedere nel nostro percorso legale contro quella che abbiamo definito una vera e propria prevaricazione nei confronti del Consiglio Comunale di Ragusa, per arrivare al merito nel più breve tempo possibile. Così, l’avvocato Cariola presenterà al più presto istanza di prelievo per la trattazione di merito della vicenda”. Lo dichiarano i Consiglieri comunali di Ragusa, Giovanni Iacono, Carmelo Ialacqua, Giorgio Massari, Sonia Migliore e Manuela Nicita. Queste invece le parole di Agatino Cariola. “Su indicazione dei miei clienti, alla Camera di consiglio davanti la Prima Sezione del Tar Catania, oggi 23 febbraio 2017, ho rinunciato all’istanza cautelare espressamente per assicurare stabilità finanziaria al Comune di Ragusa, alla presenza degli avv. Alì e Boncoiaglio, e su invito del Presidente a presentare al più presto istanza di prelievo per la trattazione nel merito della vicenda”.

Sarà ridiscusso l’accorpamento delle Camera di Commercio Catania, Siracusa e Ragusa

rosariocrocettaIl Ministro allo Sviluppo Economico Carlo Calenda ha scritto al Presidente della Regione Rosario Crocetta che sottoporrà all’esame della Conferenza Stato Regioni la proposta di revoca dell’accorpamento tra le Camera di Commercio di Catania-Siracusa-Ragusa. “Sono sempre stato contrario all’accorpamento – dichiara Crocetta –  e finalmente c’è lo stop a una procedura non condivisa, anche in presenza delle nuove vicende giudiziarie, che ipotizzano irregolarità e che vedono indagato il segretario della Camera di Commercio, Pagliaro, sui dubbi rispetto al reale numero degli iscritti delle varie categorie”. “Revocherò immediatamente il decreto di accorpamento e – continua Crocetta – collaboreremo col Ministro per avviare le nuove procedure. Ovviamente, questo ci costringe a continuare l’attuale commissariamento”.

IL MEDICO GIANNI DI BARI E’ IL NUOVO CANDIDATO DEL PARTITO DEMOCRATICO A SINDACO DI SANTA CROCE CAMERINA  

Gianni Di BariIl ginecologo in pensione Gianni Di Bari è il nuovo candidato a sindaco di Santa Croce Camerina per il Partito Democratico. La proclamazione nel corso di una partecipatissima assemblea a cui hanno presenziato, oltre agli iscritti e ai simpatizzanti, anche i parlamentari democratici dell’area iblea. All’incontro era presente il sindaco uscente, Franca Iurato, con cui è stato concretizzato una sorta di ideale passaggio di consegne. “Accolgo questo imprimatur da parte del partito – sottolinea il dott. Di Bari – con la responsabilità di chi sa che bisognerà adoperarsi al massimo per trovare delle soluzioni sempre più soddisfacenti per la nostra realtà. Ringraziamo Franca Iurato per il suo impegno e per la sua grande dedizione a Santa Croce Camerina. Ha operato con la massima onestà in un periodo di grandi stravolgimenti per gli enti locali territoriali, minati sempre di più dalle problematiche causate da una riduzione consistente dei trasferimenti da parte di Stato e Regione e, di conseguenza, con una disponibilità economica ridotta all’osso. Ora ci daremo da fare per predisporre un programma che possa rispondere alle esigenze sempre più variegate e articolate del nostro ambito urbano. E lo faremo incontrando i cittadini, le categorie produttive, le associazioni, tutti coloro che esprimono le varie sfaccettature della società civile di Santa Croce Camerina. E’ una sfida entusiasmante che ho voluto accettare con la consapevolezza di volermi mettere al servizio di questa splendida realtà urbana”.

 

 

 

 

 

ALTRE QUATTRO ATTIVITA’ COMMERCIALI HANNO CHIUSO I BATTENTI IN VIA ROMA A RAGUSA

Il presidente della commissione Trasparenza Elisa Marino“Le nuove scelte per il centro storico superiore – si chiede la consigliera comunale del gruppo Insieme Elisa Marino – non avevano il compito di rendere più effervescente il commercio dell’area? E perché tutto si è risolto in un flop? Come se non bastassero, naturalmente, abbiamo a che fare con i morsi della crisi economica che rendono il quadro complessivo ancora più disarmante. Questa, purtroppo, è l’amara constatazione di una condizione che con il passare del tempo è finita con il degradare ancora di più perché non sono stati adottati quegli accorgimenti necessari tesi a ravvivare le prerogative di un comparto che aveva bisogno di rifiatare. Chiaro che l’Amministrazione comunale non può avere la bacchetta magica ma non può neppure trascurare questa problematica che merita di essere analizzata sotto i punti di vista perché la via Roma, che dovrebbe essere il biglietto da visita della nostra città, non può morire in questo modo senza che non si sia tentato almeno qualcosa per cercare di invertire la tendenza”.

FEDERICO PICCITTO, NELLO DIPASQUALE, E IL GRANDE EXODUS

nello e federicoChe si è perso Nello Dipasquale co ‘sta fissa della pesca  in alto mare! Lui a Cuba mentre qui si balla e tutti i partiti e movimenti si attorcigliano, si mordono, si strappano le membra… e lui sempre lì a ricevere a bordo scafo la Ragusa che vuol dimenticar gli affanni e gira per le Antille. Tornerà tra il 15 e il 20 febbraio e se la ruota gira come si deve, forse, dopo un mese e mezzo nelle Americhe, riuscirà a portare a termine la missione “Contatto con Raul”. Ci vuole solo una botta di culo e l’intera comitiva di pescatori crediamo riuscirà tra una promessa di investimento o di una ricerca archeologica o di un villaggetto con  villette in stile Havana spa, a trovare l’intermediario giusto per avvicinare il presidente eroe della repubblica. Cosa gli serva al deputato navigatore l’attestato socialista non si sa, ma i beni informati riferiscono che prima di andare a Cuba ha fatto una capatina a New York dai Giuffrè, i benefattori, sfegatati di Trump… quindi doppio accreditamento – a seconda come finisce dentro il Pd, nel Paese intero. Nel frattempo a Ragusa è il caos. Aricò senza il sostegno del deputato si è cacato sotto e non ha saputo gestire un semplicissimo appaltino a simpatia che, se fosse andato in porto, avrebbe aperto il maestoso Corso XXV Aprile, teatro della nobiltà, all’ex sindaco che, appena giunta la notizia della disfatta, se l’è presa con Calogero Rizzuto. Gli ha scaraventato un totano in faccia, manco fosse un subalterno, gridando – “E ora pensaci tu a riparare ‘sto casino. Convegno, antichità, quadri, vestiti d’epoca, muoviti, fai quel che vuoi, ma recupera le sorelline!”-.  Nelle stesse ore a Ragusa si spegneva la voce della rivoluzione. Il brutale assassinio della Marabita – che non per caso vanta somiglianza di nome con il Marat amico del popolo –  vedeva i cinquestelle sporchi del sangue dell’innocente plebea avvolta nella bianca maglietta con le stelline trapassate dalla lama. E la rivoluzione? Nelle mani purissime di Federico Piccitto che ha portato Ragusa nei cieli prestandosi a tenere in piedi la fragile Virginia su cui destini si basa il futuro del movimento. Che belle parole, che bella figura, quanta saggezza, quanta concretezza e quanta verità! L’unica cosa che ci disturba è averlo visto accoppiato con la Raggi che – a parte le offese fasciste e sessiste – non emana grande  limpidezza. Vuoi vedere che la Appendino l’ha azzeccata a tenersi lontano apparendo solo in video conferenza? Non si incazzi il sindaco se ci sorge spontaneo il dubbio – un vecchio retaggio della fu democrazia – ma è sicuro di non aver fatto una figura di merda  messo lì come un cetriolone a  gorgheggiare che a Ragusa un bel dì vedremo…? Comunque i grillini ragusani non capiscono una mazza dell’enorme sacrificio del nostro sindaco a tenerci in consonanza con i vertici del movimento. Mugugni, borbottii, umore sotto i piedi. Lo sparlano e lo rimproverano, canaglie!  Non ci confondiamo, ci vuole precisione nella cronologia dei fatti, ecco le delibere. Il 25 gennaio a Roma si è svolta una riunione nella sede di rete ferroviarie italiane per seguire l’iter della realizzazione della metropolitana di superficie, quella ideata da Giorgio Chessari venti anni fa. Si partunu: Piccitto Federico con l’accompagnatore Martorana Stefano – che a rigor di logica non c’entra proprio niente con un’opera pubblica – e l’ingegnere Michele Scarpulla che prima di volare a Cuba dall’amico Dipasquale doveva pur rendere qualche servigio alla comunità. Ebbene, le delibere sono due, distinte. Una per i ragazzi, e l’altra per Scarpulla: la 69 e la 72, atti ufficiali determine dirigenziali. Piccitto e Martorana misteriosamente allungano la gita di un giorno sino al 26, mentre Scarpulla rientra la sera. E qui inizia l’avventura con Di Maio che poi sfocia nell’intervista disastrosa – per noi che subiamo la realtà – a L’aria che tira. Torniamo al sindaco e al suo amato assessore. I ragazzi vanno in un alberghetto… misero misero, hanno solo 74 euro per il pernottamento. Stessa stanzetta, bagnetto in corridoio, due lettini vicini vicini come in un ostello salesiano. Martorana si fa conoscere subito e la mattina pianta un casino con il proprietario  su conto, ricevuta fiscale, fotocopia per il comune, tassa di soggiorno, consumo idrico.. e per poco non lo menano. Piccitto come sempre approva e annuisce…a un certo punto, però,  soprattutto al giovane sindaco dal fianco tendente al pingue, vien su un certo appetito. Nella delibera il pasto non è incluso, e i due – FURBI – chiamano seguendo la logica antica dello scrocco Luigi Di Maio. E si partunu per gli uffici di Montecitorio. E qui scatta l’inganno sui trasporti migliori del mondo. Davanti a un super vassoio di tramezzini  e bibite assortite Piccitto si scioglie e alla domanda sui motivi della trasferta il nostro primo cittadino si apre come un’onda che si infrange sulla scogliera. “Noi? Metropolitana con mezzo ettometrico!” – e giù quello al prosciutto –  “Noi? Nuovi autobus meravigliosi”  – e calati  quello burro e salmone – “Noi? taxi collettivi” – e vai col sushi – “Noi? Appalto strisce blu con interscambio!”- un sol boccone per uovo sodo, pomodoro, e rucola – .  Martorana asciutto, solo un assaggino. Paghi, escono dal Palazzo e Di Maio soddisfatto dalle confortanti notizie dalla periferia medita il post. La coppia sparagnina torna a Ragusa e non dice nulla ai grillini indigeni della visita a Palazzo. Dopo qualche giorno Di Maio, su facebook, inizia il tormentone sulle meraviglie di Ragusa. E’ a quel punto che ai consiglieri cinquestelle scatta l’angoscia e la stizza e nel gruppo whatsapp (che dovrebbe essere segretissimo) scrivono al sindaco – Federico, dagli una calmata a Di Maio perché sta parlando al presente di una serie di progetti alcuni sperimentali che non hanno avuto conseguenza e su cui non c’è un euro in bilancio..! –  E il sindaco risponde ai suoi secondo il copione Sol dell’avvenire – “No, no. Va bene. E’ perfetto. Tutto vero” – e i cinquestelle, destrutturati alla voce politica, invece di imporgli un intervento per impedire figuraccia colossale, come sempre abbozzano. E si arriva a Di Maio sulla 7 che fa ridere i polli. Non pago, il sindaco, l’altro ieri, sempre senza coinvolgere i suoi riceve la chiamata schieramento sindaci e alla chetichella riparte come un soldatino a Roma. E così gli imbecilli stanno a guardare e aspettano che si faccia chiarezza. Siamo alla terza settimana e al terzo rinvio per l’assemblea vera, corpo a corpo senza telefonino. Insomma si sono scocciati e vogliono sapere che vuol fare da grande il nostro sindaco. Non sono motivati, sentono la città che si allontana, non capiscono cos’ha in testa Piccitto. Si ricandida qui a Ragusa? Non si pronuncia e aspetta il 2018 per vedere se i capoccia lo chiamano? E se questo benedetto figliolo manda tutti a quel paese e finisce a Roma a costruire l’Italia della felicità insieme a Martorana al posto di Padoan? Povero Di Maio! e allora sì che scoppierebbe la rivoluzione, quella dei cittadini italiani ridotti all’osso dal vampiro in giacca blu.

Sospensione della Marabita dal M5S, Lab 2.0 “Due pesi e due misure, decisione assurda”

download“Con la decisione di sospendere il Consigliere Marabita i pentastellati hanno dimostrato, senza possibilità di smentita, qual è la qualità del dialogo interno al Movimento 5 Stelle. I fascisti li tengono, i dissidenti li ammoniscono, assurdo”. Così commenta il direttivo del Lab 2.0, appresa dalla stampa la notizia che riguarda la sospensione di Mariarosa Marabita, decisa dal collegio dei probiviri. “Il Consigliere Marabita – dicono dal Lab 2.0 – è colpevole di aver puntato il dito nei confronti dei grillini ragusani rimproverandoli di aver perso l’attenzione nei confronti dei temi che rappresentano l’anima del movimento. Per tutta risposta, invece che accettare le critiche e fare qualcosa per cambiare come reagiscono? Cercando di ‘zittire’ il dissidente. Come se sospendere dal movimento qualcuno possa servire ad arginare le voci critiche che gli vengono mosse contro”. “Anche questa volta esprimiamo solidarietà a Mariarosa Marabita – concludono – perché riteniamo impensabile che questo possa essere l’impronta democratica che il M5S si vanta di avere”.

RAGUSA, LA CONSIGLIERA MARABITA SOSPESA DAL MOVIMENTO 5 STELLE

marabita-400x222Sono stati i probiviri del movimento a decidere la sospensione per un anno della consigliera Maria Rosa Marabita- appartenente di fatto al gruppo dei dissidenti “Ragusa attiva 5 stelle” – che dalla sua prima apparizione in aula con pathos crescente e copiose lacrime ha sempre dichiarato il suo disappunto per il procedere dell’amministrazione Piccitto che, a suo dire, aveva tradito progetti, ideali e principi del movimento. Una situazione insostenibile e imbarazzante per i grillini ortodossi che hanno scelto la via della derisione e del sarcasmo nei confronti della consigliera la quale, in aula, ricordiamo, aveva raccontato di telefonate ricevute per dissuaderla nella sua azione di continua protesta riferendo che forse Grillo in persona o chissà chi era l’autore di queste chiamate. Ed infatti i colleghi cinquestelle ragusani si erano adoperati su facebook attraverso un video in uno sfottò verso la signora finchè questo materiale è stato ripreso dalla trasmissione Striscia la notizia. Insomma l’orgoglio e la difesa dei cinquestelle è scattato dopo che la televisione di Berlusconi aveva messo alla berlina il movimento facendo un gran favore ai grillini ragusani che si sono liberati di questa imbarazzante presenza. In attesa della reazione dei restanti componenti del gruppo dissidente- Conti, De Martino, Licitra, Occhipinti e qualcun altro – questa la prima nota alla notizia da parte del Pd. Scrive Mario D’Asta: “Alla faccia della democrazia interna, che nel Pd, nonostante i difetti esistenti nel nostro partito, è comunque sempre presente, perché il nostro è partito “democratico” di nome e di fatto, prendiamo atto che la consigliera comunale pentastellata Mariarosa Marabita, per il fatto di avere osato criticare l’azione del sindaco Piccitto e dell’Amministrazione comunale in alcune sedute del civico consesso, è stata sospesa per un anno dai probiviri. Davvero incredibile la deriva autoritaria nell’universo Cinque Stelle ma noi, come sempre accade, non stiamo a guardare più di tanto quanto accade in casa degli altri se non è strettamente correlato con la gestione amministrativa della nostra città. Alla consigliera Marabita, ad ogni modo, va tutta la nostra solidarietà”. Il capogruppo del Pd al Consiglio comunale aggiunge: “Proprio con riferimento alla gestione amministrativa, mi preme sottolineare che il primo cittadino continua a spararle grosse quando sostiene, a Roma, insieme a Di Maio e Raggi, che nella nostra città va tutto bene. Se è per farsi bello, posso anche capirlo. Ma Piccitto continua a dimostrare di non continuare a vivere per niente quella che è la realtà di Ragusa. Ragusa ha bisogno di un sindaco che viva tra la gente e non nel chiuso del “suo” palazzo. Ragusa ha bisogno di un primo cittadino che percepisca le difficoltà sempre più presenti in seno alle famiglie e alle imprese e non di una Giunta che continua a tartassare i residenti come se nulla fosse. Il disincanto con cui Piccitto racconta a Roma che a Ragusa va tutto bene ci strapperebbe pure un sorriso se non nascondesse una realtà drammatica. Ecco perché invitiamo il sindaco a non sparare più balle e a presentarsi con più assiduità in Consiglio per affrontare da vicino tutti i problemi della cittadinanza”.

FEDERICO PICCITTO E IL TREMENDO ELOGIO DELL’ONOREVOLE  DI MAIO

dimaioQuanto vale una balla positiva in termini di consenso? Il calcolo è semplicissimo. Fa punteggio la lontananza: più si è distanti dalla verificabilità della notizia più il cittadino tende alla  creduloneria e all’entusiasmo. Insomma da Messina in poi forse se la sono bevuta che Ragusa ha superato Londra e Berlino per la facilità, modernità e organizzazione dei trasporti pubblici così come un tiratissimo Lugi Di Maio ha raccontato in TV, e la questione non è tanto smentire – figuriamoci se il nostro sindaco ha voglia di deludere un capoccia del movimento  (farebbe solo la parte dell’imbecille), o di spiegare (potrebbe essere una ipotesi verosimile) che aveva incontrato di sfuggita Di Maio a Roma mentre era in missione per il progetto della metropolitana di superficie e che questa semplice comunicazione era stata ripescata dal vicepresidente della Camera e data in pasto ai telespettatori italiani in un momento di confusione e affanno per i misteriosi affari della Raggi – quanto piuttosto capire cosa spinga i cinque stelle a nutrirsi di frottole. Tutti noi ragusani siamo consapevoli che i nostri mezzi pubblici fanno veramente schifo e che questa condizione è il ritratto reale e perfetto di una città che, al di là della finzione scenica, – dal barocco ai costosissimi video commissionati dall’amministrazione (sarà una febbre perniciosa e contagiosa che ha attaccato chi gestisce potere, dall’Asp al Comune  -pare non campino senza filmetti di propaganda!) – non ha né la voglia né la tensione di divenire città mantenendosi in un limbo rovinoso e logorante tra il salto agognato e il compiacimento infantile e rassicurante offerto dall’eterno iperpaesello. E proprio il trasporto pubblico – ossia il primo elemento chiaro e distinguibile della vita di città e dell’emancipazione dei territori dalla stasi rurale – è l’irrisolto, per definizione, della nostra comunità non rassegnata alla periferia e però paralizzata in questa triste condizione. Il trasporto pubblico inesistente riflette la non città, e quindi ci troviamo in uno stallo medioevale cupo nell’aspetto e traboccante speranza nei cuori. Cupezza e sogno: il brodo ideale di coltura dei grillini. E arriviamo ai ragazzotti Piccitto e Di Maio. Sono bugiardi strutturati come guappetti che resistono davanti ad ogni evidenza di misfatto? Senz’altro no, e non solo per assenza di trascorsi bensì per mancato allestimento: i cinque stelle non hanno scuola di partito, formazione, militanza obbligatoria, vantano una costante improvvisazione seppur  poggiata su una traccia comune che è l’aspetto altamente preoccupante del loro non agire politico e, in questo caso, della puttanata sparata da Di Maio: i grillini mortificano la ragione, sia la loro, intimissima, sia quella collettiva. Ora percepiamo la loro nuance antidemocratica che sta nel rifiuto della ragione. La democrazia infatti è la forma migliore di governo per l’uso costante della ragione in tutti settori del vivere, dalla politica alla economia, mentre il grillismo volge a forme irrazionali, magiche, quasi religiose (mancanza di dubbio, fede nel capo, orgoglio avanguardista) che tranciano la cultura della ragione ossia del pensiero alimentato e rafforzato dallo scambio interumano. In questa chiave possiamo anche credere che il trasporto pubblico a Ragusa sia eccellente ed è superfluo ritenere che Piccitto debba in queste ore provare vergogna. E allora facciamoci un bel giro nel bus, quello che passa ogni 4 minuti esatti e che attraversa h24 Ragusa, ancor meglio se equipaggiati con apposite App da telefonino inseribile ad ogni fermata e caricabile dentro il mezzo dove è fattibile  durante il percorso – sfilando davanti ai numerosi locali nella smagliante notte iblea – indirizzare lo iphone sul cartellone e prenotare un posto per lo spettacolo successivo. Mirabilia Urbis! E così ci spieghiamo anche il sondaggio di queste ore che dà al 38 per cento i  grillini nelle prossime elezioni regionali. Basta ricordarsi le indicazioni di Indro Monatanelli nel 1976 – “Turiamoci il naso e votiamo Dc”-  e parafrasarle: “Al di là della ragione votiamo i 5 stelle!”. Senza fretta però. Non scappano mica: spazi e sogni sono raggiungibilissimi: passano continuamente, i mezzi.

PARCO NAZIONALE DEGLI IBLEI RIMASTO LETTERA MORTA

 

Venera   Padua (2)Che fine ha fatto la procedura riguardante l’iter costitutivo del Parco degli Iblei? E’ la richiesta contenuta nell’interrogazione che la senatrice del Pd, Venera Padua, ha trasmesso al ministro dell’Ambiente. Il Parco degli Iblei dovrebbe includere parti di territorio ricadenti all’interno delle ex province di Ragusa, Catania e Siracusa. Tra gli ultimi passi che erano stati compiuti quello, ad esempio, del marzo 2015 da parte del Comune di Ragusa che aveva scelto di ampliare la perimetrazione del Parco di circa 2600 ettari rispetto ai 1300 precedenti, almeno per la parte che ricadeva sul territorio di riferimento. Da allora sono passati quasi due anni ma non si ha alcun riscontro positivo rispetto alla bontà o meno dell’iter in questione. “Mentre nei casi di altri parchi nazionali – sottolinea la senatrice Padua nel suo atto ispettivo – si è arrivati alla conclusione di un iter piuttosto lungo e travagliato, per quanto riguarda il Parco degli Iblei la situazione, invece, sembra essere ancora lungi da una definizione nella fase istruttoria, propedeutica all’adozione di uno schema di provvedimento istitutivo e di disciplina del parco. Finora, per quanto a nostra conoscenza, le associazioni ambientaliste della provincia di Ragusa non hanno trovato un’intesa definitiva con le istituzioni locali per la perimetrazione e la zonazione dell’istituendo parco, motivo per il quale è sorta una querelle che ha allungato notevolmente i tempi di lavoro dei tavoli convocati da Ministero e Regione per definire le aree interessate dal progetto”.

On. Nino Minardo: Camere di Commercio ed ex province: destino comune!

minardo 18“Alla buon’ora, – dichiara il deputato ibleo – il presidente della Regione, ha capito che anche gli accorpamenti delle CamCom, sono un danno per i territori che genera confusione ed approssimazione. Apprendo che e’ nelle sue intenzioni, infatti,  chiedere al Governo nazionale la revoca dell’accorpamento delle CamCom di Catania, Ragusa e Siracusa”. “Un provvedimento, la fusione degli enti camerali, – prosegue Minardo – che sin da subito mi è apparso (come dissi in tempi non sospetti) come l’architettura dell’ennesimo fallimento regionale e i fatti stanno dimostrando ciò. A tal proposito, ho chiesto al Ministro dello Sviluppo Economico l’avvio delle procedure di sua competenza per la revoca dell’unificazione delle tre CamCom della Sicilia sud-orientale. Un passo indietro utile e necessario, considerato che da più parti si sono sollevati dubbi e perplessità sulla valenza ‘reale’ dell’inglobamento perché penalizzante e che, nella obiettiva confusione, svilisce i ruoli di enti camerali nati come diretto contatto con il sistema delle imprese, la cui funzione prioritaria è promuoverne lo sviluppo, con particolare riferimento alle piccole e medie imprese che costituiscono l’asse portante del sistema economico e che adesso, invece, si sono trasformate in grande calderone  non più a servizio del tessuto produttivo ed imprenditoriale e dei territori”.

INCONTRO CULTURALE ALLA SOCIETA’ DEI LIBERTARI DI RAGUSA

20070410074942-zapataSabato 4 febbraio, alle ore 17,30 presso la Società dei libertari, via Garibaldi 2 a Ragusa, Orsetta Bellani presenterà il suo libro “Indios senza re – Conversazioni con gli zapatisti su autonomia e resistenza”, edizioni La Fiaccola. Dal  gennaio 1994 il Mondo è venuto a conoscenza che nel Sud est messicano, nelle montagne dei territori andini, era da tempo in atto una rivoluzione singolare: popolazioni indigene, centinaia di villaggi, avevano abbracciato le armi e si erano riprese le loro terre, e con esse il loro destino, innalzando le bandiere rosso-nere che furono di Emiliano Zapata, leader rivoluzionario indigeno della grande rivoluzione messicana. Al grido di Terra e Libertà è cominciata, e non è più finita, una lenta (perché la lentezza è un principio ferreo di queste genti) riappropriazione delle capacità di un popolo di autogovernarsi: municipi autonomi, giunte del buon governo, sanità dal basso per tutti con mini cliniche anche nei posti più sperduti, educazione autogestita in tutte le vaste e impervie aree del Chiapas, rotazione degli incarichi. Un movimento che continua a fronteggiare l’esercito e le milizie private armate dalla grossa borghesia, e che non solo resiste, ma diffonde in tutto il pianeta i suoi principi e le sue esperienze, aperto ad ogni critica e contributo. La solidarietà internazionale ha contribuito allo sviluppo di questo percorso di liberazione, ma gli zapatisti continuano ad accettare ogni dono o contributo rispondendo: “grazie, comunque noi non vi abbiamo chiesto nulla”: dignità e autonomia sono i capisaldi di un popolo che rischiava di essere cancellato dalla storia e che, invece, oggi rappresenta una speranza per tutti i popoli del mondo che tentano di rinascere dall’oppressione di regimi coloniali, da dittature, dal sottosviluppo. Orsetta Bellani è una ricercatrice che vive in quelle terre da un decennio; i suoi reportages puntuali, dettagliati, ci fanno conoscere anche gli aspetti meno noti di questa rivoluzione dal basso, ci fanno entrare dentro le dinamiche che costituiscono i capisaldi dell’autogoverno popolare, i princìpi che caratterizzano questa esperienza straordinaria di cambiamento del mondo.

PIAZZATO EL COGNATISSIMO, NELLO DIPASQUALE SE LA SPASSA A CUBA

dipasquale pescaA che serve questo manto di rigore e serietà se poi si sa che quelli della politica se la spassano e l’unico  sforzo a cui sono obbligati  è quello di mascherare l’enorme felicità delle loro vite? La necessità della finzione aveva un senso fino a quando vigeva la regola che il loro ruolo portasse una minima ricaduta benefica sul territorio, ma ora che si è spezzato quel tenero filo di rispetto reciproco perché continuare in questa farsa? Già qualche anno fa Grillo aveva intuito che il linguaggio doveva essere semplificato ed infatti a botte di vaffanculo è penetrato nelle masse. Tuttavia qui a Ragusa dove i cinquestelle dominano e non vogliono – oppure non riescono-  a scalfire il sistema che continua ad abbuffarsi, stiamo sperimentando il limite di quel giudizio liquidatorio che non cambia né il cuore né le abitudini delle classi dirigenti. Basta il disprezzo quando sentiamo che el cognatissimo Saro Dibennardo è passato dall’aeroporto di Comiso a quello di Catania, e le istituzioni e le categorie plaudono come se quest’uomo fosse stato plasmato da Dio per occuparsi di aeroplani quando è palese che tale fortuna è  il brillante risultato del fratello di sua moglie – nostro ex sindaco Nello Dipasquale in arte deputato? Si è fatto in quattro per il cognato di Comiso e gli va riconosciuto questa ostinazione a tutelare il benessere della famiglia. Prima era presidente ed ora è solo consigliere di amministrazione e comunque l’ha piazzato in un posto che senza colpo ferire assicura 35 mila euro l’anno che al netto sono 2000 euro mese; non proprio male male, soprattutto per chi è in difficoltà. E allora poniamoci una domanda ossia quanto la verità possa incidere nella crescita democratica. Immaginiamo un’altra comunicazione senza ipocrisie, senza fronzoli, per annunciare la spartizione. “Noi associazioni di categoria in crisi per mancanza di riferimenti politici e disperate per non avere più la capacità e la forza di incidere sul territorio di Ragusa, essendo miseramente crollato il sogno dell’imprenditoria effervescente e rivelatosi illusorio il mantra dell’isola nell’isola, abbiamo pensato in occasione del rinnovo dei vertici Soaco di resistere ad oltranza e conservare una presenza nei posti di comando in attesa di cambiamenti sostanziali. La legge lo consente, nessuno si oppone e noi quindi rimaniamo con il sostegno dei signori deputati e di tutta la politica allo sbando che non sa che pesci pigliare. Un posto a Sandro Gambuzza consapevoli che la sua agricoltura è andata per aria; un altro a  Dibennardo che lo spostiamo a Catania e lì manco si accorgono che esiste, e l’onorevole suo parente si rilassa e può godersi il suo stipendio da deputato senza l’incubo di aiutare la famiglia; il presidente della Camera di Commercio Peppino Giannone vecchio comunista e furbone di tre cotte lo sistemiamo a Intersac che forse un domani ci serve vedi caso si profilasse una svolta socialdemocratica, infine  consegniamo il giochetto dell’aeroporto a Giorgio Cappello e chi se ne frega dei requisiti tanto fa la sua porca figura contemporanea con la sua avventura in Africa dove ha portato il culo e l’azienda sbolognando ai neri i pannelli fotovoltaici. Dunque tutti sistemati. Grazie per la clemenza, disturberemo il meno possibile”. Quale sarebbe la reazione dei ragusani di fronte a tanta crudezza? Nell’immediato non cambierebbe nulla, ma a lungo andare no. Sarebbe naturale dopo un’ammissione del genere considerare finita l’esperienza e  le pretese delle associazioni di categoria che nulla hanno ormai da offrire nella scena amministrativa e politica e a cui rimane solo il ricordo dei loro anni ruggenti. La verità in politica è importante ed è impossibile da adottare quando però è così brutale e priva di respiro. La comunicazione solida, sana, sincera  è frutto di azioni comprensibili, condivisibili, chiare. E gli altri, i giovani della politica,  come ci parlano, cosa ci raccontano? E qui sta la cocente delusione per l’amministrazione grillina di Ragusa che opera come scrive e scrive forse come pensa usando metodi e linguaggi istituzionali stanchi e monotoni che addormentano le menti. Non si salvano nemmeno attraverso facebook dove il guizzo di spontaneità e di passione si ammoscia per le ondate di banalità che impediscono riflessioni di lunga tenuta. Lavoriamo di immaginazione, cambiamo le parole e, senza rancore, senza rabbia, ridiamo dei loro stratagemmi. Queste ad esempio le ultime notizie da Nello Dipasquale l’uomo che sempre trionfa:  “Carissimi ragusani che vi sorbite quella noia dei griillini onesti ma gran rottura di palle quanto e più del mio cognato che ho rifilato a Catania – e se lo cachino loro-  io me ne vado a Cuba a pescare. C’è la barca, gli amici, il caldo e me ne sbatto di voi”. E’ a Cuba. A giorni lo raggiungeranno persino il sovrintendente Rizzuto e l’ingegnere Scarpulla. Sa vivere, l’ex sindaco. Sapete chi si è portato mesi fa a Cuba? Niente poco di meno che Davide Faraone, il sottosegretario! Benedetti i danari che si piglia alla Regione, e benedetto il Pd che lo fece cristiano! Come risolleverebbe il morale un annuncio chiaro e ricco di quell’autentico Io immenso che lo pervade! “Sapete grandissimi scemi chi mi porto in vacanza? L’unico che in questo schifo di partito conta qualcosa, Faraone, e me lo giro come voglio. Vedrete se poi non ce la faccio ad infilarmi in qualche lista! Cari saluti. Continuate a soffrire, mentre io mi godo il socialismo estremo”. Ci vogliono vagonate di cruda realtà per farci prendere coscienza di tanta sudditanza. E concludiamo allora con un’altra rappresentazione per confermare l’idea del ventaglio di variabili che intercorrono tra verità e finzione. Stavolta l’immagine è très jolie. Le baronesse principesse Di Quattro Vicky e Costanza stanno preparando uno spot che ci lascerà senza fiato. Eccitatissime sono a caccia di vestitini per abbigliare dei piccini a piccoli muratori! Che idea originale e graziosa! Però, pensandoci, senza offesa, non serve – carissime ragazze – scervellarsi nè abbassarsi a chiedere agli straccivendoli ragusani materiale per impupiare questa simpatica scenetta: i bimbi con gli abitucci sdruciti e lerci costretti a lavorare ci sono eccome in questo triste mondo!

SINISTRA ITALIANA

downloadAnche a Ragusa si avvia il processo costituente di Sinistra Italiana. I promotori del nuovo partito, che sarà ufficialmente costituito il prossimo 17 febbraio a Rimini, si riuniranno a Ragusa sabato 4 febbraio alle ore 15,30 presso l’hotel Kroma. Oltre che a buona parte dei militanti dell’ex Sinistra Ecologia e Libertà si preannuncia l’adesione di alcuni esponenti della cosiddetta società civile nonché qualche ex iscritto ai partiti della sinistra storica.
L’assemblea si apre all’insegna dello slogan “ una sinistra restituita al popolo, un partito come strumento di riscatto ed emancipazione”. I lavori saranno presieduti dal Senatore Francesco Campanella , componente il Comitato Nazionale dei Garanti , e la relazione introduttiva sarà illustrata da Resi Iurato componente il comitato regionale provvisorio di Sinistra Italiana. Sono previsti gli interventi esterni di Caterina Riccotti, neo vice sindaca di Scicli
che interverrà sul tema “la vittoria della coalizione alternativa e progressista a Scicli”. Inoltre interverrà il segretario generale della CGIL di Ragusa, Giuseppe Scifo, che affronterà il tema :” la campagna referendaria per mettere il lavoro alcentro della politica”. Successivamente si aprirà il dibattito sui temi congressuali e l’elezione dei
delegati al congresso costitutivo nazionale.

LA GIUNTA MUNICIPALE DI RAGUSA CHIEDE ALLA REGIONE IL RICONOSCIMENTO DELLO STATO DI CALAMITA’ NATURALE

maltempo-180614La Giunta con propria delibera ha approvata venerdì di chiedere il riconoscimento dello calamità naturale per il territorio del Comune di Ragusa a seguito degli eventi calamitosi dovuto a forti piogge torrenziali  e forti raffiche di venti dei giorni 22 e 23 gennaio scorsi. Il provvedimento è volto a chiedere  e sollecitare le autorità competenti ad esperire tutte procedure necessarie a concedere i benefici di cui al D.Lgs. 102/2004 per le attività produttive che hanno subito danni. Le piogge abbattutesi nel territorio comunale, viene evidenziato, hanno causato criticità non indifferenti  con allagamenti nelle arterie all’interno dell’area urbana, in alcune abitazioni ed edifici adibiti ad attività produttive. Notevoli danni  sono stati inoltre riscontrati sia nelle zone costiere che lungo al SS. 194 ai confini con il territorio di Modica e Rosolini ed in particolare negli alvei dei torrenti Petraro e Mistretta, San Leonardo  e dello stesso fiume Irminio risultati carichi di detriti. A seguito di ciò, si evidenzia,  sono stati messi in atto numerosi interventi con l’apporto dei Vigili del Fuoco e dei volontari della Protezione Civile. Molte strade inoltre sono state chiuse al traffico ai fini della tutela della pubblica incolumità in quanto si sono registrati numerosi smottamenti e frane che hanno reso le arterie stesse pericolose ed impercorribili.

NUOVO CDA SOCIETÀ AEROPORTO COMISO

FOTO GIORGIO CAPPELLOL’assemblea dei soci Soaco Spa ha indicato i seguenti componenti per il nuovo consiglio d’amministrazione della società: Salvatore Bocchetti (presidente); Giorgio Cappello (amministratore delegato); Michela Stancheris (consigliere); Silvana Tuvè (consigliere); Sandro Gambuzza (consigliere).

FEDERICO PICCITTO E I NUOVI MOSTRI

marabitaIl nostro consiglio comunale è finito a “Striscia la notizia” nella rubrica I nuovi mostri con la consigliera Maria Rosa Marabita che giorni addietro è intervenuta in aula – riuscendo a stento ad articolare qualche frase – sostenendo  che forse Grillo, forse un deputato, sicuramente qualcuno che voleva intimidirla ed influenzarla, l’avesse chiamata al telefono per spingerla a cambiare atteggiamento nei confronti dell’amministrazione Piccitto che lei, sappiamo, critica fortemente ritenendo il sindaco e la sua giunta  traditori dei principi del Movimento. Striscia la notizia, il programma di Antonio Ricci, un genio della televisione e collaboratore di Beppe Grillo in grandi performances (Te la do io l’America, Te lo do io il Brasile) – due letture del mondo che hanno senz’altro contribuito come esperienze conoscitive a formare una nuova coscienza  morale dell’ex comico poi sfociata nell’impegno politico – ebbene Striscia la notizia insieme a tutte le trasmissioni della Maria De Filippi permangono attualmente i mezzi principali della destrutturazione di pensiero degli italiani utile a cancellare o depotenziare la coscienza collettiva, e così oggi questo tipo di trasmissione sbattendo una poveraccia come la Marabita sugli schermi nazionali è riuscita a demolire la buona immagine dei cinquestelle sottolineando le pietose caratteristiche di un singolo aderente e uccidendo con la derisione l’offerta di cambiamento proposta dal movimento. La Marabita è finita a Striscia per colpa dello stesso Movimento 5 stelle di Ragusa che su facebook l’aveva canzonata costruendo un video che ha suscitato a catena l’interesse della stampa. Un  cortocircuito che ha mandato per aria tutto il movimento senza distinguo tra ortodossi e dissidenti aumentando il sentimento di delusione che circola, soprattutto a Ragusa, nei confronti del governo così come acclarato dal sondaggio che ha schiaffato il nostro Federico Piccitto nelle parti infime della classifica, e che suggerisce qualche riflessione. Innanzitutto il legame  tra movimento cinquestelle e cultura di massa che si esprime e a volte si esaurisce nei modi comunicativi che dominano i social – irruenza, semplificazione, violenza verbale, superficialità ovvero ogni istinto e reazione sostitutivi del rigore profondo della logica (ritroviamo quindi i toni privilegiati ed eccitati dalla televisione di cui parlavamo sopra ) – legame che ostacola l’elaborazione di un modello culturale politico dai contorni netti. Ed infatti, tornando a casa nostra, una  Marabita, popolana che per giusto furore populista diventa rappresentante del popolo dimenticato, viene poi derisa per la sua grettezza linguistica e sbeffeggiata  con ardimento e godimento (purtroppo sì dal sapore fascistoide) senza porsi la domanda sul ruolo e la funzione dei poveri, degli ultimi, degli esclusi nell’ipotetico percorso rivoluzionario. E’ solo un esempio del confuso rapporto tra masse e potere che per ora Grillo, uomo assai intelligente, non risolve ciondolando nel rispetto tra Putin e Trump. Ma qui a Ragusa queste inquietudini esistono, sono percepibili? Certamente sì, e sono la causa principale della sofferenze della città e dell’opposizione. Federico Piccitto inserito in un partito dalle idealità chiare sarebbe ineguagliabile amministratore di provincia – onesto, pragmatico, deciso, per niente attratto dall’ascesa sociale – e invece queste caratteristiche e qualità non fanno la differenza se la “narrazione” viene a mancare. E a Ragusa la narrazione c’è? Esiste solo quella virtuale, molto cliccata nei mi piace e a volte frutto di esaltazione che trae forza da quel che circola nel blog ufficiale e dalle apparizioni dei loro big. Materiale che non regge allo scontro con la realtà. E non è un caso che nella classifica sul gradimento dei sindaci italiani prevalga infatti la sola Appendino poiché a Torino il disfacimento della città industriale è compensato dalla organizzazione civica che restituisce speranza e vitalità che coniugate alla freschezza della prima cittadina e alla propaganda del movimento tengono in piedi il personaggio, ma qui, a Ragusa, qual è il modello sociale che ci viene proposto e su cui installare la baracca amministrativa? Quello industriale è sepolto, quello commerciale è collassato, quello imprenditoriale è agonizzante, quello turistico non vale un tubo altrimenti la Grecia e le Hawaii sarebbero solide come la Germania.  E la giustizia sociale, e il welfare, e il passo europeo che dovrebbe distinguerci nonostante la collocazione mediterranea ci sono? Ogni proposta e progetto innovativo sono impraticabili, insostenibili, vuoi per la  legge che non lo consente, vuoi per i mancati trasferimenti di danaro da parte dello Stato, e tutto è sempre rinviato a un domani di felicità quando prima Cancelleri e poi Di Maio saliranno al potere. Speriamo accada così rimarremo soddisfatti e pieni come quando ci si sveglia dopo un bel sogno. Nel frattempo nella notte insonne e ricca di angosce la fregatura si fa sentire e Piccitto precipita. Come ci si muove attendendo la rivoluzione? Insomma è un dramma per mancato Movimento. Dire stop totale al cemento, espropriare beni architettonici vuoti, dare in affitto a prezzi politici case e negozi, distribuire la terra a chi non ha più nulla…  ci vuole la follia di una solida idealità però pendente a sinistra. I ragazzi cinquestelle che fanno la lotta su facebook e sghignazzano per Striscia la notizia, considerandola satira, e ammirano gli Amici di Maria purtroppo non sono inclini a questa cultura. Il Movimento assolutamente neogotico e draculiano per scenari apocalittici, fede negli spiriti – la tecnologia – terrore per i partiti che come mostri si nutrono del sangue dei cittadini, è giunto il momento che si abbandoni a una scelta di campo ideale per ritrovarsi vivo e concreto dopo il buio dei tempi. Al consiglio comunale di Ragusa questi cinquestelle si muovono ancora come dei pupazzi senz’anima; ci si illude a tratti della loro corporeità e allora ti avvicini, parli e speri nella loro presunta energia e invece ti si afflosciano davanti oppure per forza demoniaca con una mossa ti atterrano e ti offendono. Sembra di stare in un film di Dario Argento con protagonisti Tringali e la Zaara Federico che ti spuntano dalle pareti con voce agghiacciante e cerchi l’uscita e non sai dove trovare riparo! Ciononostante Federico Piccitto colma i vuoti. Così come l’intero movimento si dona a Beppe Il Piccolo padre che scalda il cuore (adorano la Russia!), anche a Ragusa il dubbio viene rintuzzato dall’obbedienza e venerano il sindaco e linciano la Marabita triturandola nella macchina che azzera problemi e perplessità e che spiana le contestazioni risolvendosi nella piattezza che impedisce profondità. E allora l’opposizione che chances ha in questo scenario? Pochissime: il mondo virtuale è prevalente e i cinquestelle su questo terreno vincono, gliel’ha insegnato Grillo, lo ha sperimentato con successo Ricci. A questo punto serve una differenza che emani un contenuto valido e duraturo e deve spuntare con violenza e sostanza e questo sentimento progettuale deve esporre la verità nella sua complessità. Ha fatto benissimo Maurizio Tumino, che rappresenta la conservazione ancora fedele alla classificazione per censo, a sputtanare il partito democratico che ha come riferimento Nello Dipasquale e che tramite Chiavola e D’asta ha provato il  colpo ad effetto della sfiducia, senza possibilità, senza numeri, senza condivisione con gli organismi di partito… solo propaganda, ancora propaganda. Ma Tumino – intelligente, garbato, preparato – non possiede la giusta idealità, quella che pende lato cuore. Chiediamoci ossessivamente dov’è la sinistra ragusana quella interna al Pd e quella dei “cani sciolti”. Recuperarla sarà arduo e ancor più difficile sarà trovare sintesi in una persona candidabile o in un progetto che inglobi i temi e la rabbia dei cinquestelle. Insomma Piccitto che se la ride per i nuovi e per i vecchi mostri dovrebbe uscire dall’incantesimo del buon fanciullo – non ci crede più nessuno – non farsi travolgere dal delirio di onnipotenza che è insito alla legge che lo ha eletto e trovare strade di crescita e di libertà, confrontandosi nei programmi e intessendo relazioni politiche anche se i partiti non ci sono più, anche se il presente è pasticciato. Resistere alla realtà fa male e trastullarsi per la gogna alla Marabita è meschino. Uscire dall’ambiguità e insistere sulla politica premia: non è un caso che Pizzarotti piaccia ancora.

BOCCIATA INIZIATIVA PRO PARCHEGGI A MARINA DI RAGUSA

Il consigliere comunale Angelo LaportaIl gruppo consiliare Insieme accusa l’amministrazione Piccitto di incapacità nell’azione amministrativa dopo che “ieri in consiglio comunale è stato bocciato uno ordine del giorno presentato dai componenti del gruppo Insieme relativamente alla individuazione di parcheggi dedicati a Marina di Ragusa per i residenti in maniera stabile e per chi detiene la casa di villeggiatura nel periodo estivo”. “La maggioranza cinque stelle – prosegue il gruppo Insieme – ancora una volta non ha voluto sentire le buone ragioni ed ha preferito mortificare i bisogni della comunità marinara per non volere dare ascolto all’indirizzo proveniente dal consigliere Angelo Laporta e dai suoi colleghi di gruppo”.

L’ARRESTO DI SASA’ CINTOLO E L’INTIMA DISPERAZIONE DI RAGUSA

nello e sasàNon si aspettava l’arresto di Sasà Cintolo anche se tutti i nostri concittadini che contano sapessero, per le assidue frequentazioni palermitane, che l’ex presidente del Coni era nei guai sino al collo. Si credeva che tutto finisse lì – nell’allontanamento dal mondo dello sport – senza  conseguenze eclatanti, senza punizioni plateali. Lo stesso Cintolo si era forse convinto che la vicenda rimanesse confinata nei limiti di un violento contrasto interno al Coni, ed è per questo che quando il caso esplose decise con scaltrezza di sottolineare, durante una conferenza stampa, i suoi rapporti intensi e sinceri con il sottosegretario di Stato Davide Faraone del partito democratico. Non era un messaggio allusivo, era solo il certificato di appartenenza a una cerchia inviolabile per consolidata struttura. Per decenni Cintolo è stato coprotagonista della politica comunale e poi massimo dirigente del mondo dello sport ibleo, divenendo persino nel 1998 il candidato progressista che doveva strappare l’ente Provincia al presidente Giovanni Mauro di Forza Italia, in un percorso che va dai primi anni 80 con il pentapartito e poi sfocia nella braccia di Nello Dipasquale nelle due versioni dapprima berlusconiana e poi renziana. E’ un  sistema di potere che quando ha tracimato nella corruzione e nell’avidità  è stato colpito ovunque – mafia capitale che non si esaurisce e non si supera è l’esempio migliore per comprendere la radicalizzazione tentacolare del fenomeno – ma qui a Ragusa aveva invece conservato, nonostante l’atmosfera di naturale rigetto di massa, una buona forma che si era però  dovuta adattare alla cattività dei tempi rincantucciandosi con sdegno nei propri compartimenti – lo sport, la cultura… –  sperando che l’onda grillina si esaurisse. La questione che poniamo oggi è semplice: l’arresto di Cintolo – che coinvolge è chiaro solo le responsabilità dei singoli soggetti coinvolti anche se gli inquirenti dovranno verificare tutti i rapporti ed i legami intercorsi tra l’indagato e le pubbliche amministrazioni, in testa Comune e Provincia, ed infatti c’è stato un blitz a Palazzo di viale del Fante e sono stati sequestrati documenti e computer – l’arresto, dicevamo, incide nella battaglia politica intrapresa con vigore dalle opposizioni contro il governo Piccitto? Non parliamo solo della credibilità andata in frantumi del partito democratico che fa riferimento a Nello Dipasquale che in modo assai poco onorevole non ha avuto il coraggio di spendere una parola o di solidarietà o di fiduciosa attesa (come si dice in queste triste occasioni)  o di precipitoso distinguo su quanto accaduto al suo amico di tante avventure (ricordiamo Cintolo a capo della lista “Dipasquale sindaco” e poi esponente di punta di Territorio e poi frequentatore convinto del Pd  di governo) ma di una intera città politicizzata che delusa e afflitta dai limiti dell’esperienza cinquestelle tenta di trovare nuove alternative per governare Ragusa. Ha lasciato di stucco il silenzio di maggioranza e opposizione durante l’ultima seduta del consiglio comunale quando già era avvenuto l’arresto. I grillini che dovevano sfoggiare il meglio delle loro invettive e del loro giacobinismo contro la partitocrazia spazzata e tutto il resto della loro consolidata e vincente propaganda sono rimasti zitti, e l’opposizione che doveva immediatamente e strumentalmente chiedere conto all’amministrazione delle relazioni con la scuola dello sport dalle origini ai nostri giorni anch’essa ha scelto il silenzio. Mario Chiavola del Pd è intervenuto, con passione, riguardo “l’oscenità” dello spettacolo offerto il 31 dicembre in piazza San Giovanni  colpito dai culi e dalle tette di due show girl, e una cinquestelle, tale Franca Antoci di cui si sconosce la voce, ha implorato a gesti che si chiudesse una porta da dove entrava il freddo. Questo silenzio globale non è prudenza e rispetto per il lavoro degli  inquirenti è solo imbarazzo ed evitamento: la Ragusa che ci rincuora, che ci ha visto diventare uomini e donne maturi e consapevoli , che ci ha offerto tranquillità e benessere è la città di provincia sacralizzata e inviolabile dove, per sintesi estrema, Cintolo era il padrone indiscusso di un settore della realtà civica, lo sport in questo caso. Non è stata ancora formulata (e sono passati già 25 anni dalla legge sull’elezione dei sindaci) una ipotesi amministrativa che scardinasse quel sistema che in qualche modo era comunque riuscito a dare dignità e struttura ad una piccola città come la nostra. Ed è proprio questo atteggiamento di sudditanza genetica nei confronti del sistema che ci ha generato, l’origine del grillismo in salsa iblea che ci offre Piccitto. Non è solo l’assenza di idealità, la fluttuazione continua tra principi diversi, l’ignoranza profonda che attraversa il movimento cinquestelle a consegnarci la debolezza del governo grillino – carenze che costituiscono solo una cornice irritante e folcloristica per rozzezza  e incapacità relazionale – quanto piuttosto le fondamenta culturali in cui sono cresciuti il sindaco e gli altri giovani ragazzi del gruppo che oltre ad un’improvvisata e sana ribellione viscerale e di partenza non sono riusciti a infondere nei ragusani la necessità  di uscire dagli schemi e dalle certezze imposte; ed infatti il tema principale della questione Ragusa che è lo smembramento della comunità ossia l’urbanistica non è stato affrontato con il coraggio rivoluzionario che si imponeva. Si dirà: cosa c’entra il sacco di Ragusa con l’arresto di Cintolo? Non ci sono, è vero, collegamenti visibili, ma c’è comunque una verità – può apparire forse forzata-  che è anch’essa però fonte profonda della intima corruzione della nostra città. La scuola dello Sport fa parte della nuova e orribile Ragusa della folle espansione edilizia, dove non esiste più il controllo comune, e dove ognuno è padrone indiscusso dello spazio senza storia strappato alla campagna, ottenuto succhiando danaro dalle mammelle della regione a cui sono perennemente attaccati i costruttori, luoghi di invasione, dove tutto è consentito, dove non c’è regola morale. Servirebbe riflettere per bene su questa propaggine tumorale della città. L’arresto di Cintolo dà una mano ai grillini: la gente penserà che per quanto arroganti almeno non fanno parte di vecchie combriccole. Domanda finale. Esiste ancora la possibilità che una sinistra vera non dominata dal trasformismo, dalla sete di potere, dal credo neoliberista che ha conquistato gran parte del Pd, riesca a diventare, al di là della corsa elettorale, un riferimento per il riscatto e la crescita di Ragusa? Il vecchio a Ragusa non passerà più e la sfida sarà senz’altro di contenuto politico come avvenuto nell’elezione di Piccitto. L’opposizione forse lo deve ancora capire. Concludiamo con l’immagine di Peppe Calabrese che fischia davanti al Comune e grida dentro al megafono “cinquestelle a casa!”. Erano 28. C’erano i fedelissimi di Dipasquale. Ne mancava solo uno, impossibilitato causa forza maggiore.

M5S SULLA RETE OSPEDALIERA IBLEA: IL PIANO DISTRUGGE LA SANITA’ RAGUSANA “

lorefice 5 STELLE
«La rete ospedaliera ragusana non solo non funziona, la stanno ulteriormente smantellando. Lo sanno bene i cittadini, i pazienti, i medici e tutto il personale sanitario. Evidentemente -afferma Marialucia Lorefice, deputata M5S –  a non saperlo sono soltanto l’Assessore alla Sanità regionale, Gucciardi, e il Manager dell’Asp 7, Aricò, il cui compito esclusivo dovrebbe essere quello di fare gli interessi della comunità. Ormai le carte sono scoperte ed è chiaro a tutti che a Ragusa la sanità non deve funzionare. Ancora di più alla luce del fatto che Modica e Scicli diventeranno un solo presidio, di base. Ora – continua la Lorefice – non continuino a raccontarci frottole, non ci dicano che li potenzieranno perché non si è mai visto un ospedale declassato e poi super accessoriato. Forse alla direzione strategica dell’ASP 7, che non ha brillato per interesse verso la provincia di Ragusa, e lo ha ampiamente dimostrato, non interessa neppure, ad esempio, quanti problemi potranno esserci per il trasferimento dei pazienti in ambulanza. Neanche il fatto che il ricorso al Tar del Comune di Ragusa sia stato accolto ha minimamente scosso il Governo regionale e l’assessorato di riferimento, tantomeno lo stesso Manager dell’Asp 7. Questa nuova rete ospedaliera dovrà passare dalla Commissione Sanità regionale. I nostri parlamentari saranno pronti a portare avanti le istanze del territorio. A chiunque abbia intenzione di depauperare ancora di più le eccellenze della sanità iblea -conclude la deputata del M5S diciamo che noi non lo permetteremo e faremo il possibile affinché questo non avvenga».

 

RAGUSA, DURO ATTACCO DI PARTECIPIAMO AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO TRINGALI

download-2“Alla vigilia della prossima seduta del civico consesso di Ragusa, memori di quanto accaduto, invece, nell’ultimo, non possiamo esimerci dal commentare negativamente il comportamento del presidente del Consiglio, Antonio Tringali, stigmatizzandolo per la sua parzialità”. Lo scrivono i consiglieri Iacono e Castro che spiegano la loro “sfiducia” al presidente del massimo consesso cittadino. “Tringali ha consentito che il Consiglio Comunale venisse esautorato del suo ruolo e della sua funzione. Un presidente del consiglio comunale degno di questo nome non avrebbe mai consentito l’approdo in aula di variazioni di bilancio in questa forma e modalità e per una movimentazione di 20 milioni di euro con carattere di ‘urgenza’; lo abbiamo visto seduto accanto all’amministrazione nella conferenza stampa con gli organi di informazione nella quale sono stati sferrati duri attacchi ad una parte specifica dell’opposizione in Consiglio comunale e mai una volta, lo stesso,  ha voluto sottolineare un’eventuale distanza da quelle posizioni. Ha scientemente ignorato la diffida firmata da tutti i capigruppo, tranne il ‘suo’ capogruppo, a non convocare il Consiglio Comunale su una impropria iniziativa consiliare di fine anno e il tutto  solo per affermare un atto di arroganza della maggioranza su un argomento di grande importanza per la città e per sconfessare una decisione di ‘non ratifica’ adottata dal Consiglio Comunale pochi giorni prima. Tringali  non è stato in grado di garantire che i Consiglieri comunali avessero tutti gli atti necessari ed analitici per avere chiarezza e contezza delle manovre finanziarie. Operazioni tutte tese a mortificare il ruolo dei Consiglieri Comunali e del Consiglio, senza alcuna trasparenza su aumenti di costi per servizio dei rifiuti e per conseguente aumento delle tasse, bypassando ancora una volta il Consiglio Comunale, senza alcuna trasparenza ed ancora meno ‘urgenza’ sui contributi erogati a go go a fine anno. Alla luce di questa serie di fatti è evidente che l’unico giudizio possibile su questo presidente del Consiglio è che Tringali è assolutamente inadeguato al delicato ruolo che ricopre. Come abbiamo avuto modo di dirgli in conferenza capigruppo riteniamo che il tempo per lui di decidere se usare il ‘fischietto’ o prendere la ‘palla’ sia già esaurito perché ha già scelto, nei fatti, di ‘giocare’ contro una parte!” – conclude Partecipiamo.

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