29-04-2017
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Archivio della categoria: Politica

On. Nino Minardo sul flop di Garanzia Giovani in Sicilia: i giovani attendono ancora di essere pagati

FOTO NINO 25Il deputato modicano sottolinea come in Sicilia la situazione è “molto grave con giovani che devono ancora percepire le spettanze pur avendo concluso i tirocini da mesi e zero opportunità di occupazione reale. Se da una parte non si è riusciti a sfruttare questa unica opportunità che ci ha dato l’Europa dall’altra non c’è stata la risposta che tutti si aspettavano: possibilità di accedere al mondo del lavoro.  Tanti soldi spesi e risultati nulli”. “Un flop su tutta la linea – prosegue Minardo – e i dati parlano chiaro: soltanto l’8 per cento delle aziende che ha fatto utilizzo dei tirocini, quindi assumendo per 6 mesi un lavoratore a costo zero e pagato (forse) dalla Regione con 500 euro mensili, hanno effettivamente fatto stipulare un contratto per proseguire il rapporto di lavoro”. Il parlamentare Ncd ricorda di aver presentato qualche mese fa una proposta di legge che prevede la “possibilità per gli istituti tecnici-professionali e per i licei di attivare l’alternanza scuola-lavoro a partire dalle classi terze al fine di combattere la dispersione scolastica, formare lo studente e rilanciare l’occupazione”. “Solo con i giusti presupposti di innovazione, coraggio, alternanza e apertura reciproca tra scuole e mondo aziendale – conclude Nino Minardo -, anche il flop di Garanzia Giovani potrebbe trasformarsi nel trampolino di lancio verso un futuro lavorativo migliore e certo”.

Liceo artistico Galilei-Campailla di Modica, interrogazione del deputato regionale  Musumeci

Nello-Musumeci“Il Governo regionale intervenga con urgenza per permettere al Liceo artistico “Galilei – Campailla” di Modica di avere locali idonei all’attività didattica, scongiurando di smembrare l’istituto in più plessi”. Lo dichiara l’esponente dell’opposizione all’Ars Nello Musumeci, che ha presentato, insieme ai deputati del Gruppo Lista Musumeci, Formica e Ioppolo, un’interrogazione al Presidente della Regione e all’assessore all’Istruzione, per sottolineare la grave situazione del liceo artistico, che in occasione del prossimo anno scolastico potrebbe subire pesanti disagi. “Disdetto il contratto di affitto dei locali della ex Gensal, dove era allocato l’Istituto, per mancanza di fondi – sottolinea Musumeci – il Libero Consorzio, con le limitate risorse disponibili non riesce a trovare una struttura idonea in cui ospitare sia le classi che la palestra e i laboratori didattici. Una condizionale grave e purtroppo non casuale, perché con la cosiddetta riforma delle Provincie e con il susseguente e continuo tourbillon di leggi istitutive, si sono create pesanti discrepanze. E uno dei settori su cui maggiormente pesa tale incredibile situazione è proprio l’edilizia scolastica degli istituti superiori”. “Il rischio reale  – conclude Musumeci – è, come ha dichiarato alla stampa il dirigente scolastico del Liceo artistico di Modica, di avere le classi distribuite a macchia d’olio in altre scuole, senza potere usufruire né della palestra e neanche dei laboratori, che sono fondamentali per lo svolgimento dei programmi scolastici. Per queste ragioni, occorre intervenire e subito”.

Le ragioni del Si e quelle del No nel referendum sulla riforma costituzionale

Locandina (11)Sabato 30 luglio 2016, alle ore 20.30, nei locali del Circolo Nautico “Andrea Doria”, al lungomare di Marina di Ragusa, si terrà un incontro sul referendum costituzionale. Giorgio Massari e Francesco Raniolo discuteranno con Stefano Ceccanti (prof. di Diritto Pubblico Comparato, Università La Sapienza) e Federico Sorrentino (prof. emerito di Diritto Costituzionale Università La Sapienza). L’evento culturale è reso possibile grazie alla collaborazione di: Centro Studi “F. Rossitto”, Meic, Associazione Fabbrica Bene Comune, Itinerari.

SCICLI: SE IL FATTO NON SUSSISTE – Intervento del Sen. Concetto Scivoletto

 

concetto-scivolettoRiceviamo e pubblichiamo: “L’assoluzione con formula piena di Franco Susino, ex sindaco di Scicli, rinviato a giudizio per concorso esterno in associazione mafiosa, mette fine a un’ingiustizia, speriamo in modo definitivo, ma non chiude nulla, anzi apre scenari inquietanti e autorizza interrogativi ai quali bisogna rispondere, senza limitarsi alle comprensibili e condivisibili espressioni di solidarietà e tralasciando le dichiarazioni stucchevoli e retoriche di chi ha trovato il coraggio di parlare pubblicamente solo dopo la sentenza. Questi i miei interrogativi: Se il fatto non sussiste e neppure, stando alla sentenza del Tribunale di Ragusa, l’associazione mafiosa, com’è potuta maturare, per la seconda volta, dopo il 1992, un’aggressione così traumatica e infondata agli amministratori e alle istituzioni elettive della Città di Scicli? Se il fatto non sussiste e neppure l’associazione mafiosa, sulla base di quali elementi il Presidente del Consiglio Renzi, il Ministro dell’Interno Alfano, il Presidente della Regione Crocetta hanno deliberato il provvedimento di scioglimento del consiglio comunale di Scicli? Se il fatto non esiste e neppure l’associazione mafiosa, c’è forse il rischio che il ricorso allo scioglimento dei consigli comunali per infiltrazioni mafiose da strumento  straordinario di lotta alla mafia si possa trasformare in uno strumento ordinario di lotta politica o peggio di tutela di interessi economici forti? Se il fatto non sussiste e neppure l’associazione mafiosa, quale condizionamento, supponiamo involontario, ha già esercitato la pendenza del processo penale, e in particolare la posizione di Franco Susino, sulla sentenza del Tar del Lazio, che ha rigettato il ricorso per l’annullamento del decreto di scioglimento del Consiglio Comunale di Scicli? Se il fatto non sussiste e neppure l’associazione mafiosa, come si spiegano i silenzi di alcune forze politiche e di alcuni parlamentari, nazionali e regionali, che avrebbero avuto l’obbligo di conoscere le persone e i territori che rappresentano e il coraggio di assumersi la responsabilità di un giudizio inequivocabile? Se il fatto non sussiste e neppure l’associazione mafiosa, su quali dati reali hanno lavorato parlamentari e giornalisti – prevalentemente non di Scicli – che hanno “scoperto” e cavalcato la pista mafiosa? Se il fatto non sussiste e neppure l’associazione mafiosa, non ritengono, almeno coloro che hanno sbagliato in buona fede, di chiedere pubblicamente scusa al dott. Susino e alla Città di Scicli? Se il fatto non sussiste e neppure l’associazione mafiosa, non sarebbe doveroso che il governo nazionale procedesse alla revoca del provvedimento di scioglimento del Consiglio Comunale di Scicli per infiltrazioni mafiose, compiendo un atto di civiltà democratica e di riparazione nei confronti della Città di Scicli? La sentenza del Tribunale di Ragusa ha comunque fatto giustizia e autorizza, nonostante tutto, la fiducia nello Stato democratico, anche quando pezzi importanti dello stesso Stato sbagliano. Nessuno pensi, tuttavia, che la vicenda di Scicli possa essere strumentalizzata per affermare che la mafia non esiste: la mafia esiste eccome, anche in provincia di Ragusa, come alcuni di noi denunciamo da più di 30 anni. E la lotta alla mafia vera, la mafia 2.0, deve continuare con maggiore forza, nella direzione giusta, colpendo al cuore gli intrecci fra ricchezze illecite, affari e complicità politiche e istituzionali, senza facili depistaggi sulla delinquenza comune, che va in ogni caso combattuta e sconfitta, per  affermare sempre i valori della legalità e della libertà”. Firmato Concetto Scivoletto

Scifo Cgil: “Scicli non è una città mafiosa. Garantire presto l’agibilità democratica al Comune”

1464437548911_1464437610.jpg--peppe_scifo__cgil_ragusaSugli esiti del processo “Eco” che ha giudicato assolto l’ex sindaco di Scicli, Franco Susino, e derubricato il reato di associazione per delinquere di stampo mafioso in associazione per delinquere semplice, il segretario generale della Cgil di Ragusa, Peppe Scifo, ha commentato: “Il verdetto rende giustizia ad un uomo per bene e rimuove l’onta di mafiosità ad una comunità, come quella sciclitana, fatta di gente laboriosa, legata oggi ad uno sviluppo turistico, senza precedenti, che ha determinato crescita economica e occupazione soprattutto intellettuale e giovanile”. “Questa straordinaria città” – secondo Scifo – deve poter contare, al più presto possibile, su un assetto istituzionale, espressione della volontà popolare, con gli organi comunali ricostruiti e democraticamente eletti. “Caduto l’elemento dell’infiltrazione mafiosa – conclude l’esponente provinciale della Cgil – non ha più motivo di sussistere, non ricorrendone più i presupposti, una gestione commissariale imposta dalle leggi dello Stato. Occorre altresì mantenere alta la guardia nella lotta contro la criminalità organizzata, le mafie e la loro capacità di condizionamento ed infiltrazioni nei settori rilevamenti dell’economia del nostro territorio”.

DOPO L’ASSOLUZIONE DELL’EX SINDACO SUSINO SI CHIEDE DI RICOSTITUIRE GLI ORGANISMI DEMOCRATICI A SCICLI

Digiacomo (1)Sulla notizia riguardante l’assoluzione di Franco Susino, interviene l’On. Pippo Digiacomo: “Apprendo con gioia dell’assoluzione di Franco Susino, già sindaco di Scicli, del grave reato del quale era stato accusato. È un momento importante per la persona e per la città di Scicli cui era stato apposto un marchio di mafiosità veramente infamante. Mi auguro adesso che vengano ricostituiti gli organismi democraticamente eletti e troppo frettolosamente sciolti per mafia.”

Archivio di Stato, l’inestimabile patrimonio culturale rimane a Modica

foto minardo 13Il deputato modicano Nino Minardo ha dichiarato: “Gli   studiosi e gli studenti universitari potranno continuare a usufruire dell’inestimabile patrimonio custodito al Liceo Convitto. La conferma  dal Ministero dei BB e CC della permanenza dell’Archivio di Stato a Modica è certamente  una  bella notizia che garantisce la persistenza nella città della Contea  del patrimonio conservato nella sezione locale”.

Mancata riconferma del dottor Distefano al Museo di Camarina

Pippo Digiacomo

In riferimento alla mancata riconferma del dottor Distefano, come direttore del Museo di Camarina, l’On. Pippo Digiacomo promuoverà un’indagine ispettiva e un’interpellanza al Governo per fare luce sull’incresciosa vicenda. “Aldila’ di annunciati criteri di rotativita’ – commenta il deputato regionale del Pd – che vanno apprezzati in tanto in quanto risultino applicati integralmente, la mancata riconferma del dottor Giovanni Distefano alla guida del Museo di Camarina rappresenta uno sfregio al buon senso oltre che alla cultura, stante il fatto che, tra l’altro, andrà in pensione fra poco tempo e ne siamo tutti rammaricati, almeno quelli che amiamo il territorio ibleo e la sua storia”.

FEDERICO PICCITTO PASSEGGIANDO IN BICICLETTA

2016 07 08 cancellieri stevanato lina corallo federicoE’ bella la pista ciclabile di Marina: due chilometri e mezzo lisci lisci con tanto di tappetino rosso e, a fianco, una doccia panoramica proiettata sul canale di Sicilia dove mentre ci si sciacquetta si può gettare l’occhio nel mare e pensare ai poveri migranti per poi tornare in sella rinfrescati. Hanno messo tanta energia, i cinquestelle, per questa inaugurazione ed infatti hanno chiamato il futuro candidato alla presidenza della Regione, Giancarlo Cancelleri, che insieme ad assessori e sindaco ha sfilato in bici dopo aver dichiarato tutto il suo compiacimento per l’opera. “Questa è la nostra diversità, noi non sprechiamo denaro in lavori inutili e pensiamo ai bambini, la pista ciclabile  è un atto politico dirompente”. Poi un abitante di Punta di Mola ha fatto irruzione “lo sa che noi non possiamo usufruire della spiaggia qui sotto piena di alghe che nessuno ci toglie?” e il deputato ha risposto: “Ha ragione, è colpa delle leggi siciliane che impediscono di toccare le alghe!”. Federico Piccitto ha capito la suonata e ha rincuorato il lamentante dicendogli – “ne parliamo la settimana prossima” e la manifestazione è continuata spensierata e leggera. Il sindaco era in gran forma, sprizzava gioventù da tutti i pori ed era come sempre calmo, lucidissimo, rasserenante, con quegli occhi penetranti da sguardo matematico, che basta guardarlo per sentirsi sollevati dopo l’epoca del nero avvoltoio.  L’HATTO POLITICOH DIROMPENTHE (infarcito con tutte le aspirate di quando gli uomini avevano la coda – i nisseni conservano un loro suono primitivo -) aggiunge un altro elemento allo studio scientifico sulla specie dei cinquestelle. Sono esagerati o sono scemi? No, sono solo conformisti e quindi costretti a rimanere sempre nell’evidenza formale della superficie. La pista ciclabile è veramente carina, gradevole ed utile, ma di dirompente non ha proprio alcunché: non modifica i rapporti di forza tra cittadino e paesaggio, e Stato, e proprietà, semplicemente consente in uno spazio chiuso e limitatissimo di muoversi usando le proprie gambe adeguandosi in assetto lillipuziano e striminzito ad un modello di civiltà occidentale.  Rimanendo nell’ambito di questo luogo – la pista – l’atto politico dirompente sarebbe intraprendere una lotta per riappropriarsi dello spazio sottostante, il porto, riscattarlo alla Tecnis – ditta accusata di fior di reati – liberarsi da una convenzione sessantennale capestro e prendersi qualche soldino dall’esiguo giro di miliardari che approda a Marina di Ragusa. Sarebbe dirompente sì, togliersi dai piedi il clan degli affaristi catanesi, e quindi l’andare in bicicletta in quella zona rappresenterebbe una vittoria civica e progressista. Ed invece i grillini persino alla domanda dell’esasperato cittadino che non riesce a farsi il bagno per le alghe puzzose si appellano alla Regione cattiva, non avendo il coraggio di forzare e di imporre a Busso di sistemare Punta di Mola. Il nodo morale e politico che avvinghia i cinquestelle è sempre lo stesso: siete i pedanti osservatori della legge, o i giusti sovvertitori della legge ingiusta? E qui scatta la grande paralisi che li costringe ad atteggiamenti e relazioni evitanti superficiali, scontate, dallo stile democristiano, e così l’ardore per la giustizia trova adattamenti che sfociano nella pista come atto politico dirompente. Cancelleri all’indomani della inaugurazione ha poi incontrato assessori e consiglieri per capire i guai in cui si sono cacciati da quando Piccitto non ha più una maggioranza. Qual è la strada indicata per uscire dalla crisi? La benedizione. Eh sì, non c’è linea. Cancelleri li ha benedetti e perdonati preventivamente nel caso in cui  fossero costretti ad azzerare e a trovare qua e là qualcuno che regga i numeri. Poi ha inforcato la bici ed ha tagliato la corda. Conclusione. Pomeriggio caldo e tuttavia gradevole. Pista piacevole. Si torna a casa con l’immagine di Federico Piccitto e Giancarlo Cancelleri in coppia come nella canzoncina di Cocciante: “Passeggiando in bicicletta accanto a te, pedalando senza fretta la domenica mattina, fra i capelli una goccia di brina… fai un fumetto respirando, mentre mi sto innamorando…!”

COMPLETATA LA PISTA CICLABILE DI MARINA DI RAGUSA

20160708_185433La pista ciclabile di Marina di Ragusa, con uno spazio riservato ai pedoni, che si sviluppa per oltre due chilometri e mezzo, nel tratto compreso tra lo Scalo Trapanese e Punta di Mola, è stata ufficialmente inaugurata con il tradizionale taglio del nastro da parte del sindaco Federico Piccitto. Ospite d’eccezione l’on. Giancarlo Cancelleri, leader regionale del Movimento 5 Stelle, che ha manifestato il suo apprezzamento per il lavoro svolto dalla Giunta Piccitto. Consegniamo alla città questa pista ciclabile – ha dichiarato nel corso della cerimonia il primo cittadino – per essere utilizzata in tutta sicurezza da quanti giovani e meno giovani sono desiderosi di avere uno spazio a disposizione per andare in bicicletta o fare una salutare passeggiata a piedi vicino al mare. La pista ciclabile, assieme ai tanti nuovi servizi che abbiamo realizzato per Marina di Ragusa, dalle docce sulle spiagge, ai gabinetti pubblici autopulenti, alle nuove aree a verde, alle bambinopoli, renderà la ridente frazione balneare ancora più accogliente ed ospitale e sempre più quindi motivo di attrazione”. L’amministrazione comunale, dopo la fase sperimentale della scorsa stagione estiva, ha dato corso quest’anno al progetto definitivo dell’opera pubblica che ha comportato una spesa complessiva di 250 mila euro. Un tappeto in resina speciale traccia il percorso della pista ciclabile che è stata separata dalla carreggiata riservata ai veicoli con un cordolo centrale verniciato di bianco. Sul lato mare è stato creata anche una corsia pedonale. Realizzata anche la segnaletica orizzontale e verticale che regolamenta il transito delle biciclette e delimita lo spazio pedonalizzato. Tre sono state le imprese impegnate nell’esecuzione dell’opera pubblica, una delle quali ha realizzato nell’area della lunga curva prospiciente la scogliera, in corrispondenza del Villaggio dei Gesuiti, un punto di aggregazione al servizio della pista ciclabile, dove è stata montata  una ringhiera in acciaio, realizzate delle docce pubbliche,  piantumati degli alberi, installati dei sedili in pietra con delle luci led incassate nella parte sottostante.

POLO MUSEALE RAGUSA, TRINGALI SCRIVE AI VERTICI DEL GOVERNO REGIONALE

GIOVANNI-DISTEFANO-ARCHOLOGOIl presidente del Consiglio Comunale di Ragusa Antonio Tringali interviene sulla mancata nomina  dell’archeologo ragusano prof. Giovanni Distefano a responsabile del polo museale  di Cava d’Ispica e Parco archeologico di Camarina. Con una nota trasmessa al presidente della Regione siciliana, all’assessore regionale ai beni culturali ed al dirigente generale dei BB.CC., Tringali chiede il motivo per il quale in merito alla nomina dei responsabili dei Poli museali non figura per quello di Ragusa l’archeologo Giovanni Distefano, direttore del Museo di Camarina e candidato ideale e naturale ad assolvere questo ruolo in prosecuzione del lavoro sinora svolto. “Ho letto con grandissima attenzione – ha scritto nella sua nota trasmessa ai vertici della Regione il presidente del massimo consesso – la rassegna stampa di questi giorni, fedele interprete del disappunto della nostra comunità in merito a questa mancata nomina. Mi ha colpito soprattutto la forte presa di posizione assunta da tante associazioni culturali del territorio, e non intendo soltanto della città di Ragusa, che chiedono a gran voce che venga ripensata tale nomina e si proceda a congelare il tutto, e a conferire al prof. Distefano il ruolo, direi naturale, che gli spetta e che ha conquistato sul campo, lavorando strenuamente in questa terra e per questa terra. Sappiamo che l’incarico che gli era stato offerto è senza dubbio molto prestigioso, ma alcune volte, ritengo, non è solo il prestigio a rendere paghi, ma anche interessi superiori, in questo caso l’interesse per la sua provincia di Ragusa. Ho trasmesso, ai vertici della Regione indicati in calce, copia della rassegna stampa prodotta in questi giorni, proprio per renderli edotti di ciò che tale mancata nomina ha provocato nella nostra provincia”. “Per quel che mi riguarda, da presidente del consiglio e da cittadino di questa terra, –  aggiunge Tringali – sarò a fianco di tutte le associazioni che continueranno ad alzare la voce su questa vicenda, chiedendo di rendere i giusti meriti ad uno studioso che si è tanto speso per la sua terra. Ho chiesto anche ai vertici della Regione di ascoltare il grido di rabbia che ha mosso le coscienze di questo territorio, e di ascoltare i cittadini che vivono e conoscono l’azione decennale condotta dall’archeologo Distefano, per consentirgli di completare ciò che ha sinora portato avanti e che è sotto gli occhi di tutti”.

COMUNE DI RAGUSA – RISPARMIO DI OLTRE 220 MILA EURO SUGLI IMPIANTI DI PUBBLICA ILLUMINAZIONE CON CORPI LUMINOSI A TECNOLOGIA LED

20160125_113355 (1)L’Ufficio Energia ha avviato il monitoraggio dei risultati ottenuti a seguito dell’intervento, completato lo scorso mese di marzo, che ha riguardato la sostituzione di circa 1500 punti luce della potenza di 250 e 150 W con corpi illuminanti da 60 ed 80 W di armature luminose stradali con nuovi apparecchi a Led.  “Sulla base dei riscontri effettuati sulle fatture di fornitura elettrica – dichiara l’assessore all’energia ed ambiente Antonio Zanotto – è emerso che i consumi elettrici degli impianti nei mesi successivi alla conclusione dei lavori sono diminuiti di oltre il 50% sia in termini di energia che di potenza impiegata, con punte di oltre il 60-65% in alcune arterie cittadine principali come via Archimede e via Risorgimento. Ciò conferma la ottima redditività dell’investimento effettuato e la stima sulla riduzione della spesa sui consumi energetici, che in fase progettuale era stata determinata in circa 220.000 euro annui, andrà oltre tale cifra e porterà quindi ad un cospicuo risparmio economico per le casse dell’Ente se si tiene conto anche dei ridotti oneri di manutenzione previsti per la tecnologia Led”.

Assemblea a Ragusa di Sinistra Italiana

siSabato 9 luglio alle ore 18, presso l’Hotel Kroma in Via Carducci angolo Via Archimede a Ragusa, si terrà un’assemblea pubblica organizzata da Sinistra Italiana su “Ambiente. Lavoro. Diritti. Una buona politica è possibile”. Interverrà il senatore Francesco Campanella parlamentare di Sinistra Italiana.

Mancata nomina di Distefano a direttore del Polo museale di Ragusa, Lab 2.0 propone una raccolta firme per difendere l’archeologo ragusano

GIOVANNI-DISTEFANO-ARCHOLOGOIl laboratorio politica 2.0 in merito alle nomine dei direttori dei Poli museali provinciali, con l’esclusione in provincia di Ragusa dell’archeologo Giovanni Distefano sottolinea “l’inconsistenza del ruolo dei parlamentari regionali dell’area iblea, in particolare quelli che sostengono il dannoso Governo Crocetta, perché continuano a consentire che la nostra provincia venga sistematicamente sminuita”. Lab 2.0 propone una raccolta firme per “manifestare ai vertici dell’Assessorato regionale ai Beni Culturali e al presidente della Regione Siciliana che non è più possibile svendere l’avvenire della nostra terra sulle spalle di professionisti validi che meritano di essere rispettati e non offesi”.

DICHIARAZIONE DI GIOVANNI OCCHIPINTI DEL MOVIMEMTO INSIEME PER LA MANCATA NOMINA DI GIOVANNI DISTEFANO

 

gruppo + occhipintiRiceviamo e pubblichiamo “Ancora una volta la deputazione Iblea a Palermo ha mostrato la propria inconsistenza e la mancanza di autorevolezza negando, nelle recenti nomine dei dirigenti dei beni culturali, il prestigio indiscusso, la conoscenza del territorio, la capacità di relazione e manageriale del dott. Giovanni Distefano, archeologo, a responsabile del Polo Museale della provincia di Ragusa. La politica non può mortificare le vere risorse la  capacità  e la fantasia degli uomini di cultura liberi. Accampando la pseudo scusa di una rotazione dei dirigenti superiori dei beni culturali, il Governo Crocetta ha, di fatto, mortificato la professionalità indiscussa di Giovanni Distefano esautorandolo dal ruolo di direttore del museo di Camarina. Ci aspettavamo, in verità, una riconferma con pieno apprezzamento per il lavoro svolto dall´archeologo ragusano. Ed invece, inaspettatamente, registriamo un altro atto contro la comunità ragusana senza che i deputati della nostra provincia, sopratutto quelli che sostengono il Governatore, abbiano mosso un dito. Le regole sono chiare e se valgono devono valere per tutti. Per alcuni dirigenti regionali, forse perché solidali con la politica, non è valso il criterio della rotazione mentre per pochi altri, come per il dr. Distefano, si è fatto ricorso alla rigidità della norma. Ebbene e’ tempo di chiarezza… Come Ragusani chiediamo la revoca della nomina effettuata e il reintegro di chi, nel tempo, senza condizionamenti si è speso per fare conoscere le bellezze e la storia di Camarina. Anche il gruppo consiliare al Comune di Ragusa si associa al pensiero del leader del Movimento” Firmato Giovanni Occhipinti.

Viene da Mistretta il nuovo direttore del Polo Museale provinciale di Ragusa

carmela bonanno“Sappiamo che in queste ore il Governo regionale ha proceduto alla nomina dei direttori di nove istituendi poli museali di Sicilia, ma per la provincia di Ragusa c’è stata una sorpresa negativa. Tanto per cambiare”. Lo dichiara il commissario provinciale di Forza Italia Ragusa, sen. Giovanni Mauro. “Il Polo museale della provincia iblea – dice Mauro – è stato affidato alla dottoressa Carmela Bonanno, proveniente dal Parco Silvo-Pastorale di Mistretta, mentre il naturale candidato a ricoprire tale ruolo, cioè l’archeologo Giovanni Distefano, già direttore del Museo Regionale di Kamarina, era stato proposto a Taormina. Incarico che, giustamente, Distefano ha rifiutato in quanto aveva scelto il Polo museale di Ragusa che comprende Kamarina, Cava d’Ispica e il Museo archeologico di Ragusa. Dico ‘giustamente’ non per correre in sua difesa, ma a tutela dell’intero patrimonio museale del nostro territorio”. “Giovanni Distefano – continua il senatore – è il più profondo conoscitore delle ricchezze archeologiche e culturali della nostra provincia, ha dimostrato negli anni di saper gestire egregiamente e con ottimi risultati tutte le strutture affidategli e ha contribuito di persona alla nascita dei parchi archeologici più importanti. Chi, meglio di lui, avrebbe potuto porsi alla guida di un polo nascente come quello ragusano, per organizzarlo con criterio fin dall’inizio? Ovviamente il dirigente di un museo di Mistretta, naturale!”. “Definire insensata questa scelta è il minimo che si possa fare – conclude Mauro – e invito l’assessore regionale ai Beni Culturali Vermiglio a ripensarci: non si può decidere di sacrificare le sorti di un territorio per obbedire a logiche di poteri e promozioni che, in questo caso come in altri, non possono portare che danni. E un invito a far sentire la propria voce lo rivolgo a tutta la classe politica ragusana, ai politici regionali e soprattutto quelli che sostengono il disastroso Governo Crocetta, perché si smetta di barattare il futuro della nostra terra nel valzer delle poltrone”.

DA POZZALLO PARTIRA’ LA FESTA NAZIONALE DEL PARTITO DEMOCRATICO

renzi 4 luglio 2016Il circolo Pozzallo Democratica del Pd e i Giovani Democratici di Pozzallo esprimono la più viva soddisfazione per la scelta operata dal Presidente del Consiglio e segretario del Partito Democratico, Matteo Renzi, che ha manifestato l’intenzione di aprire proprio a Pozzallo la festa nazionale dell’Unità che quest’anno, tra la fine di agosto e gli inizi di settembre, si svolgerà in Sicilia. “La scelta di Pozzallo indica chiaramente – dichiara Paoletta Susino, componente della Direzione regionale del PD e portavoce del circolo Pozzallo Democratica – che c’è una attenzione straordinaria del Partito Democratico e del Governo nei confronti della nostra città, patria di Giorgio La Pira, primo porto sul mediterraneo e da sempre in prima linea nella gestione dell’emergenza migratoria”.

On. Minardo su Liceo artistico Modica: 11 luglio sopralluogo all’ex ospedale S. Martino con Asp ed ex Provincia.

foto MinardoL’ipotesi prospettata dal deputato modicano Nino Minardo, circa l’ubicazione delle aule del Liceo Artistico Galilei-Campailla nei locali dell’ex ospedale S.Martino di Modica Alta trova una prima azione di verifica. E’ stato programmato un sopralluogo nella struttura alla presenza dell’on. Minardo, del commissario Cartabellotta e del direttore Aricò.  La visita servirà a verificare la fattibilità dell’allocazione delle aule del Liceo Artistico.

GIOVANNI MOSCATO E I FRATELLI D’ITALIA  

 86749_1 SIRIO_Mondadori 155 103 254 1550 1032 RGB Omaggio Non ci resta che piangere Servizi AME_1984_8 Omaggio/i Da sinistra, Amanda Sandrelli e Massimo Troisi

Come si fa a capire se un sindaco incarna la voglia di cambiamento, la freschezza, l’affidabilità, insomma tutto il carico emozionale e politico che il cittadino  attende dai sindaci eletti dal popolo? Dagli atti amministrativi che sono azioni e strumenti di legalità, di giustizia, di trasparenza. E così andiamo a Vittoria con l’avvocato Giovanni Moscato che ha ottenuto il successo convincendo le masse della sua irrefrenabile voglia di voltare pagina senza guardare in faccia niente e nessuno. Sarebbe stato semplice dare il via al nuovo corso, bastava mettere mano al Palazzo riavviando la macchina amministrativa con la marcia giusta, ovvero nel senso imposto dalla legge che per dare vigore al significato dell’elezione diretta stabilisce che i dirigenti esterni decadano quando si insedia un nuovo sindaco. A Vittoria ce ne sono quattro di dirigenti che furono scelti da Nicosia ed ottennero contratti minimi di tre anni in cui non fu inserita,  forse in un  tentativo di ancorarli oltre ogni misura consentita,  la clausola che ricorda  la tipologia di incarichi fiduciari che si risolvono, automaticamente, con la cessazione del mandato del sindaco. Non ci sono interpretazioni che tengono: la giurisprudenza è chiara e questo principio è stato ribadito dalla Corte dei Conti e da un parere del Ministero degli Interni. E’ talmente accertata questa misura che a Torino, addirittura prima che si insediasse Chiara  Appendino, tutti i dirigenti di Fassino hanno fatto gli scatoloni ed hanno tolto il disturbo. Stessa storia a Roma con la Raggi che infatti, come suo primo atto, conferisce le mansioni ai dirigenti interni.  Perché Giovanni Moscato, brillante avvocato penalista, non batte  un colpo in questo senso? Pare che si sia rivolto ad un notissimo amministrativista che gli ha confermato senza dubbio alcuno la decadenza automatica dei dirigenti esterni. Ed allora perché né questi tolgono il disturbo, né il neo sindaco ricorda loro di sgombrare il campo? Fra l’altro si avvierebbero subito le procedure selettive per trovare nuovi dirigenti e si metterebbe in moto un circuito di speranza lavorativa per quel mare di laureati a spasso. E’ conseguenziale un minimo di  riflessione politica su questi primi giorni da sindaco di Moscato che, fra l’altro, da consigliere comunale di opposizione, si scatenò  contro Nicosia considerando illegittima l’attribuzione dirigenziale al Dottore Troia che oggi fa parte di questa tutelatissima rosa di dirigenti incomprensibilmente ancora in carica. C’è poi, sull’argomento, un altro piccolo dettaglio: uno di questi dirigenti è stato condannato in primo grado con l’accusa di aver truccato un concorso pubblico al comune di Catania. Una storia più che nota che spinse i consiglieri comunali di Sel a chiedere la rimozione del dirigente condannato a due anni, appunto Salvatore Troia.  Nelle more, la situazione amministrativa del Comune di Vittoria sembra  illegittima e potrebbe persino comportare  responsabilità sotto il profilo penale ed erariale, e ciò mentre infuria l’indagine dell’Antimafia sul voto. Brutta roba! e pensare che non serviva alcun provvedimento da parte del sindaco in quanto  i dirigenti se ne dovevano andare a casa immediatamente, come a Torino, ed invece si tira innanzi come se niente fosse.  Strani i i vittoriesi. Neanche Sel adesso parla; godono a tal punto della sconfitta inflitta ad Aiello – molti loro compagni  hanno scelto Moscato pur di liberarsi del nemico storico – che non sentono più il richiamo dei buoni principi, rinviati a data da destinarsi. E allora, tornando a Moscato, che  succede? Si cambia appena si entra a Palazzo? Si avvolge la bandiera della legalità e la si mette nello sgabuzzino dopo che è  servita a fare frastuono e colore in campagna elettorale? Si vuole tranquillizzare l’apparato assumendo un atteggiamento pacificatorio – maledettamente siculo – per non disturbare gli assetti consolidati e conquistarsi simpatia trasversale? Si vuole rassicurare quella parte di elettorato vicina al cerchio dei Nicosia che ha optato al ballottaggio per Moscato? Perché far partire la sindacatura assai al ribasso, senza alcun atto che dia prova di un cambiamento sostanziale? L’ex sindaco Nicosia avrà avuto le sue ragioni di area e di tessitura di rapporti nello scegliere dirigenti che provenivano dall’amministrazione di Enzo Bianco e che a Catania avrebbero creato a quest’ultimo forte disagio alla sua immagine di caratura nazionale, ma il giovane Moscato non dovrebbe essere lindo come un pupo? Però, qualcosa sta cambiando al comune di Vittoria. Per David Stival, lo sfortunato padre del piccolo Lorys, assunto dall’ex sindaco Nicosia, la norma è scritta a lettere di fuoco, non ha eccezioni: per lui il lavoro è finito. Faceva fede la legge, in questo caso. Che dire? Per Giovanni Moscato vale dunque la sua regola, quella dei Fratelli d’Italia come nel film di Benigni e Troisi “Non ci resta che piangere”. Eh sì, Moscato ricorda la fanciulla incantata dalla passione di quella bella canzone, quella dove c’erano tanti fratelli, dove c’era l’elmo, la chioma… Ora capiamo, ma che fascista e fascista! il suo comportamento è dettato solo da un sentimento di grande fratellanza.

VITTORIA, UN VOTO DIFFICILE E CONTROVERSO

francesco_aiello-okPubblichiamo l’interessante e profonda analisi del voto scritta dall’onorevole Ciccio Aiello. “La Destra ha vinto le elezioni amministrative a Vittoria. Dal dopoguerra a oggi, non era mai accaduto. E questo risultato arriva dopo 10 anni di una amministrazione Pd, di un monocolore ininterrotto, con qualche apertura a destra e molto qualunquismo, che hanno segnato per sempre la vita della città. Uno per uno sono stati smantellati i capisaldi della vita civile e amministrativa della Città, che ne avevano prestigiosamente accompagnato lo sviluppo, in tutta la seconda metà del Novecento. Sono caduti presidi sociali importanti, servizi sociali e istituzioni pubbliche come Amiu ed Emaia, che svettavano nella realtà siciliana come conquiste della città e della Sicilia. Uno smantellamento organizzato con metodo da un gruppo di potere equivoco che ha prima occupato il Pd e poi l’intera struttura pubblica, annientando qualunque tendenza all’autonomia della società civile vittoriese, asservendo la rete informativa e alzando muri a difesa dell’azione amministrativa, in permanente conflitto con cittadini e Consiglieri comunali. Nella rossa città di Vittoria il Pd si attesta a un misero 9%. Il candidato del Pd, la Dott.ssa Lisa Pisani è stata praticamente lanciata in avanti e subito abbandonata al suo destino elettorale. Un sacrificio premeditato, che puntava a raccordare il voto Pd verso i due candidati graditi dal gruppo municipale, cioè il candidato grillino, già in comunione lavorativa con l’amministrazione comunale uscente e con l’Avv. Moscato, detto amichevolmente “ tutti fuorchè Aiello “. Sembra però che tutto questo non interessi più di tanto ai superstiti di questa disfatta, paghi come sono di avere contrastato Aiello, candidato indipendente, per sostenere invece il candidato della Destra. Hanno perso il Comune, hanno subito una disfatta elettorale ma brindano con il vittorioso candidato di Fratelli d’Italia per lo scampato pericolo di vedere Aiello di nuovo ritornare in Municipio. Ma le elezioni Vittoriesi segnano anche lo scomponimento e la sconfitta del blocco storico che aveva guidato il processo di sviluppo degli ultimi 60 anni. Il mondo contadino della grande epopea serricola è stato lentamente eroso, mortificato, annientato. Al punto che i figli rinnegano le storie dei loro padri ed esaltano persino i loro carnefici. La Cooperativa Rinascita è solo un ricordo che evoca illusioni e cedimenti, errori e insufficienze. Il suo fallimento non è stato colmato da nient’altro che dall’abbandono della stessa memoria dello spirito associazionistico che trascinò con Pietro Gentile centinaia di braccianti agricoli verso l’associazionismo. La Cooperativa rossa è finita nel tritacarne delle burocrazie scompensate che dovevano vigiliare e affiancare il camminino della struttura. E in corrispondenza negativa, sulla linea di un amaro cambiamento, nel mercato si affermavano clamorosamente pratiche commerciali illecite, con quella che grosso modo e forse impropriamente noi abbiamo chiamato e denunciato come Doppia Attività, che è semplicemente rapina, abuso continuato, tollerato, diffuso e giunto a sistema perfetto di dominio e di vanificazione di ogni legalità. La fine di ogni politica creditizia assistita dalla Regione e dallo Stato, per imposizione della normativa Ue, ha eroso la capacità di intervento di migliaia di aziende familiari e le ha consegnate alla pratica dell’usura di massa, del soccorso clandestino, della dipendenza dal soccorritore, tanto bonaccione e accattivante quanto interessato al dominio sulla produzione e sui meccanismi di vendita. In questo contesto lo scontro sui temi della legalità era inevitabile e in tal senso ho impresso una accelerazione ai temi della libertà reale dei produttori dai poteri forti del Mercato, che hanno cercato riparo sotto le ali di una Destra disponibile a cancellare qualunque dirimente in questa direzione. La qual cosa è avvenuta con l’immediata dichiarazione del nuovo sindaco che la Doppia Attività che è dentro il Mercato sarebbe lecita. Lo ha promesso e lo ha detto. Ma accanto ai Mister 10 centesimi del Mercato ortofrutticolo hanno vinto le pratiche commerciali illegali e diffuse in tutto il territorio, che disegnano un mondo chiuso, attrezzato per resistere ai controlli, che trasforma l’intera filiera in un far west di precarietà e di sopraffazioni, che lo Stato non ha nemmeno tentato di scalfire. In questa circostanza la possibile elezione di Aiello ha scatenato ondate di panico reazionario che ha introdotto nel voto la rabbia di chi si sentiva minacciato nei privilegi e nelle pratiche illegali. L’ostilità dunque tracimava dal Mercato al territorio; è su questo crinale che ho perso la campagna elettorale. Ho toccato la vittoria, l’ho sentita come possibile, solo che mi fossi acconciato a fare queste visite e a seguire questi percorsi. Ne ho avuto consapevolezza e ho scelto di andare avanti per la mia strada. Ho percepito subito pero’ che la città prendeva un altro indirizzo e che il blocco storico eroico del Novecento veniva soppiantato bruscamente dal nuovo precario mondo dei poteri forti dell’economia vittoriese. In cui io non c’ero. Ho perso dunque non solo e non tanto sul terreno di un conflitto generazionale, rispetto al quale ho toccato con mano i ritardi accumulati dalla Sinistra e dalla cultura democratica nell’approccio con le giovani generazioni, quanto sui temi della legalità, e i tempi e i ritmi della campagna elettorale mi trasformavano sempre più in astratto castigatore di una normalità comunque inaccettabile. Sono scattati i risentimenti e abbiamo dovuto assistere addirittura all’accusa di amicizie particolari con esponenti dell’Antimafia nazionale. Accuse ridicole che hanno tuttavia mi hanno costretto a resistere a velenose offensive su piani diversi. E intanto il consenso si erodeva. Anche per le frizioni interne della coalizione, per le gelosie personali, proprie di una fase debole della politica, per le centinaia richieste di lavoro non corrisposte e per le promesse mancate o per gli appetiti vari che crescevano con l’avvicinarsi al voto e alle scadenze. Le vicende della Tekra e degli appetiti che covano da anni nel sottobosco della politica vittoriese in ordine alle assunzioni di operai all’Amiu o alla Sap come alla Tekra e dell’ accaparramento di lucrosi segmenti della filiera dei rifiuti hanno catalizzato contro di me e contro la mia coalizione pressioni e risentimenti assai pesanti. Ho dovuto sostenere un vero e proprio assedio quotidiano alla correttezza del progetto amministrativo, ogni giorno di questa esasperante e difficile campagna elettorale in cui un sì equivaleva alla conquista di uno o piu’ voti, un no equivaleva invece alla perdita di intere aree di consenso. Ho trovato audience in alcuni settori della società e per alcuni versi anche nelle periferie. Ma vecchi e nuovi operatori dell’edilizia speculativa si saldavano nel nuovo patto con la Destra mentre operai e artigiani sono stati solo parzialmente partecipi e consapevoli della posta in giuoco. C’è gente oggi in Sicilia che chiede alla politica fatti, non necessariamente legittimi. E non tutti si è disponibili in questa direzione. Quanto al mondo giovanile vorrei osservare che solo un percorso di lungo tempo ci avrebbe potuto aiutare a recuperare la fragilità dei contatti episodici giocati sui temi del lavoro e delle prospettive di vita. A un certo punto viene fuori un Avviso di garanzia per voto di scambio politico-mafioso e mi ritrovo accanto nella stessa lista con gente contro cui ho combattuto per anni, ricevendone condanne per diffamazione. A 72 ore dal voto. Alla fine il voto trasversale e cieco di Pd e grillini ha fatto la differenza. Nelle ultime ore ho capito che era una babilonia difficile. E ho pensato che non potevo piu’ vincere in quelle condizioni. Anche se il 46% dei consensi e 12 mila voti sono quasi la metà dei votanti, un messaggio significativo, una consegna non eludibile, una battaglia a farsi”. Firmato Ciccio Aiello

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