23-10-2017
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Archivio della categoria: Politica

RETE SANITARIA, FORZA ITALIA FORTEMENTE CRITICA

images“Il nuovo Piano Regionale  sanitario della Rete ospedaliera  peggiora i problemi sanitari della provincia di Ragusa”. Lo sostiene Forza Italia attraverso il segretario del gruppo patrlamentare al’Ars Maurizio  Villaggio che scrive: “Con  i posti letto in diminuzione, le liste di attesa per i cittadini si allungheranno ulteriormente e tutta la qualità dei servizi sanitari sarà ‘ in caduta libera nel nostro territorio, col risultato immediato, di un aumento considerevole di cittadini  che andranno  a curarsi fuori regione, sperando che le strutture del nord Italia riescano a risolvere i loro problemi di salute, con gravi disagi loro e  col risultato di depauperare il già  esangue bilancio economico di cui gode la sanità  siciliana. Il popolo siciliano meritava piu rispetto ed attenzione da parte della politica isolana  a guida Crocetta, che invece lo ha svenduto  e umiliato.. Crediamo che un forte governo a guida centrodestra alle prossime elezioni riesca ad invertire questa situazione scandalosa e sprecona che esiste oggi nell’ambito sanitario in Sicilia ed in particolare in provincia di Ragusa . Infatti,per quanto riguarda il nostro comprensorio, ormai è chiaro a tutti che Modica e Scicli sono state depotenziate ed alleggerite intenzionalmente  di tanti servizi e francamente non ci meritavamo di essere trattati come cittadini di serie Z”.

Rete ospedaliera, parlano due consiglieri cinquestelle di Ragusa

downloadI consiglieri comunali Maurizio Stevanato e Massimo Agosta scrivono: Il piano della rete ospedaliera regionale, approvato dalla Giunta Crocetta, è stato approvato dal Ministero. Nonostante questo, non sono allontanati gli echi di una approvazione in Commissione Sanità che ha lasciato l’amaro in bocca ad alcuni componenti, come quelli del gruppo 5 Stelle, che non hanno ravvisato i tempi idonei ad un attento esame dell’atto. Ma recuperato in extremis il numero legale, i partiti che sostengono il governo regionale hanno proseguito la seduta, arrivando ad esitare positivamente l’atto: questo non ha significato una piena comprensione dello stesso e le innumerevoli precisazioni e l’appellarsi a refusi di vario tipo hanno fatto emergere la sostanziale mancata attenta lettura delle 56 pagine di piano.Se, in prima battuta, l’atteggiamento dei parlamentari 5 Stelle poteva essere scambiato per una forma di ostruzionismo, l’evolversi degli eventi e la rassegna di comunicati lanciati sull’argomento fanno capire che si è andati letteralmente a tentoni.I partiti di governo, il Partito Democratico in particolare, hanno dato l’ennesima dimostrazione di una gestione della cosa pubblica e della politica che impressionano. Per quello che riguarda il nostro territorio si è assistito ad un balletto di dichiarazioni da fare rabbrividire. Nessuno ha voluto sottolineare che il Ministero pare abbia raccomandato di attenersi esclusivamente al decreto Balduzzi. In sostanza sono state recepite le eccezioni sollevate in occasione della presentazione del piano da parte dell’amministrazione comunale di Ragusa, segnatamente dal Sindaco Piccitto e dall’allora Presidente del Consiglio Iacono che, proprio sulla mancata adesione alle norme della Balduzzi, fissarono l’attenzione per un piano che risentiva delle pressioni politiche delle singole aree del territorio. L’ultimo aggiustamento, dopo i tanti che hanno riguardato malattie infettive, otorino e altre specialità, è stato quello dell’assegnazione di chirurgia vascolare e neurologia con spoke a Ragusa, ospedale di primo livello, baricentrico rispetto al territorio, unitamente alla struttura complessa di oculistica. Non ci stupiremmo se ci fossero delle limature per aggiustare il tiro per alcuni reparti, soprattutto in vista della campagna elettorale, ma ci piace sottolineare come questa particolare vicenda abbia messo a nudo particolari che denotano lo scarso decoro politico e la credibilità di molti politici. C’è stato sì un aggiustamento, perché pare che siano stati restituiti a Modica 8 posti di osservazione breve, una misura applicata sul tavolo del Ministero per ovviare alla banalità di una astanteria senza letti di degenza. Ma di questo nessuno ne aveva parlato, forse perché nessuno si era accorto della discrasia, se non dopo l’alzata di calici per l’approvazione in giunta”.

CIRCOLO PIPPO TUMINO DEL PD DI RAGUSA. SU 396 VOTANTI LA LISTA DI RENZI SI E’ IMPOSTA CON L’80% DELLE PREFERENZE

L'ingresso del circolo Pippo Tumino durante la convenzioneNumerosi i partecipanti alla convenzione che si è tenuta al circolo “Pippo Tumino” del Pd di Ragusa nella giornata di sabato. La sede di via Sant’Anna 191 ha fatto registrare per l’intera durata della convenzione un nutrito via vai di gente. Netta l’affermazione della lista Renzi con oltre l’80% dei consensi, ma anche Orlando ed Emiliano hanno ottenuto la loro parte di voti.  Soddisfatto il segretario del circolo, Gianni Lauretta, per l’ampia partecipazione. I lavori sono stati aperti alle 10 e dopo avere illustrato le proposte dei tre segretari, è stato sviluppato un interessante dibattito, qualificato e stimolante. Unanime la consapevolezza che il populismo e l’antipolitica sono gli avversari da battere, soprattutto alla luce di quanto accaduto in America alle ultime presidenziali. A conclusione dell’appuntamento, si sono aperte le urne e si è proceduto al voto fino alle 16. Ecco i dati: Votanti  396, Renzi   316, Orlando  59, Emiliano 19.

CELEBRATO A RAGUSA IL CONGRESSO PROVINCIALE DI SINISTRA ITALIANA. RESI IURATO ELETTA COORDINATRICE

 

congresso provinciale Sinistra Italiana Ragusa (1)Si è svolto sabato primo aprile a Ragusa il Congresso provinciale di Sinistra Italiana, che ha eletto Resi Iurato coordinatrice provinciale e Gianfranco Motta tesoriere. Eletti anche 5 delegati al congresso regionale: si tratta di Alberto Lucifora (Chiaramonte Gulfi), Angelo Rinollo (Comiso), Cesare Borrometi (Ragusa), Resi Iurato (Scicli) e Anna Alì (Ispica). Approvati all’unanimità due ordini del giorno uno sulle politiche nelle città presentato da Giampaolo Schillaci ed un altro sulla sicurezza partecipata presentato da Giovanni Scifo. Approvati all’unanimità anche due documenti uno sui diritti civili di Igor Marco Garofalo, presidente Arcigay Ragusa e l’altro di Nicola Colombo ( Sinistra Italiana Pozzallo) sui compiti e le strategie della sinistra oggi. Tra gli ospiti intervenuti anche Giovanni Sudano nuovo coordinatore del Movimento politico Scicli Bene Comune e Concetta Speranza di ARCI Monterosso. Ecco un breve estratto del documento politico votato dall’assemblea: “Il congresso di Sinistra Italiana di Ragusa, arricchito dalla presenza e dai contributi di associazioni e movimenti che hanno partecipato e dal dibattito dei compagni aderenti a Sinistra Italiana, condivide ed approva la relazione introduttiva della Garante al Congresso   e ribadisce   la volontà di lavorare con coesione e inclusione per l’affermazione dei valori della Sinistra. Fa proprie le indicazioni e gli spunti provenienti dagli interventi degli ospiti e recepisce la mozione d’ordine di fare del documento del compagno Nicola Colombo parte fondante del documento politico. Le molte esperienze dei giovani compagni che hanno portato linfa fresca e vitale devono essere assunte come patrimonio politico essenziale su cui lavorare, ampliare ed enfatizzare per raggiungere questa generazione che è sempre più distante e non comprende le forze della politica nell’accezione più nobile”.

 

Manutenzione stradale a Ragusa, secondo Laporta il Comune latita

la porta angelo“E’ da circa tre mesi che il Movimento Insieme sollecita continuamente attraverso segnalazioni specifiche degli interventi di manutenzione stradale su tutto il territorio comunale – dichiara il consigliere comunale Angelo Laporta -, dove le strade  con il passare del tempo sono diventate ancor di più un vero e proprio colabrodo e dove si sta mettendo a serio rischio la sicurezza dei cittadini”. Il consigliere del gruppo Insieme lamenta che, nonostante le numerose segnalazioni fatte agli uffici competenti, il risultato riscontrato ad ora “è stato negativo ed inaccettabile, ma non per difetto degli uffici, ma per l’inadeguatezza e l’incapacità dell’amministrazione Piccitto e dell’assessore ai Lavori Pubblici Corallo che non riesce a mettere nelle condizioni opportune il settore competente per una continuità del servizio”. “L’assessore Corallo – dice La Porta – anzichè occuparsi di cose non urgenti, cerchi se ne è capace di assicurare l’ordinaria amministrazione dei servizi o altrimenti la cosa migliore è che vada ad occuparsi di cose diverse. Infatti da qualche mese il sottoscritto ne è testimone oculare, le riparazioni nelle strade di Ragusa vengono fatte solamente con dei sacchetti di asfalto a freddo, con risultati scadenti in quanto la tenuta e l’aderenza e scarsa e nello  stesso tempo antieconomica per l’ente. La causa di tutto ciò è da attribuirsi  in toto a questa amministrazione che  ancora una volta non è stata capace di prevedere e provvedere nei tempi giusti quelle somme necessarie per  consentire agli uffici  l’acquisto dell’asfalto a caldo che in questi tipi di interventi  risulta il materiale più idoneo per una lunga durata”.

LA SEN. VENERA PADUA NELLA COMMISSIONE PARLAMENTARE D’INCHIESTA SUL FEMMINICIDIO

 

La senatrice Padua durante un intervento in AulaLa senatrice sciclitana del Pd è stata chiamata dal presidente del Senato, Pietro Grasso, a fare parte della commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, la cui istituzione è stata approvata dall’Aula il 18 gennaio scorso, nonché su ogni forma di violenza di genere. La commissione sul femminicidio sarà composta da 20 senatori e avrà le funzioni della magistratura inquirente: saranno svolte indagini su dimensioni, condizioni, qualità e cause dei femminicidi, fenomeno inteso come l’uccisione di una donna basata sul genere e, più in generale, su ogni forma di violenza di genere. “É una grande responsabilità – afferma la senatrice Padua – in quanto il fenomeno ha assunto dimensioni veramente allarmanti e preoccupanti: nel 2016 sono state oltre 120 le donne uccise. Monitoreremo, quindi, la concreta attuazione della Convenzione di Istanbul e di ogni altro accordo sovranazionale e internazionale in materia e la legislazione nazionale, con l’obiettivo di intervenire per tutelare la vittima della violenza e gli eventuali minori coinvolti. Un altro compito rilevante sarà quello di analizzare gli episodi che si sono verificati a partire dal 2011, per accertare se siano riscontrabili condizioni o comportamenti ricorrenti, valutabili sul piano statistico ed utili a orientare l’azione di prevenzione”. Secondo dati Istat, sono state 6 milioni e 788 mila le donne che hanno subito nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale, il 31,5% in età compresa tra 16 e 70 anni: il 20% circa ha subito violenza fisica, il 21% violenza sessuale, il 5,4% forme più gravi quali stupri o tentati stupri. Quel 21% di violenza sessuale significa che oltre 4,5 milioni di donne hanno dovuto subire nel corso della propria vita atti sessuali degradanti e umilianti, rapporti non desiderati, percepiti come violenza, abusi o molestie fisiche sessuali gravi. “Ecco perché – conclude la senatrice Padua – si tratta di un impegno che dovrà essere svolto con grande coscienza e responsabilità. Insieme alla commissione lavorerò con determinazione per raggiungere i migliori risultati possibili data la gravità di un fenomeno a cui diciamo basta”.

VENDITA AREA SCALO MERCI DI RAGUSA

Emanuele Distefano e Michele Tasca“La dimostrazione è arrivata. Ancora una volta. La superficialità e l’approssimazione della gestione della cosa pubblica da parte dei Cinque Stelle lascia senza parole”. Così il responsabile degli enti locali di Territorio Ragusa, Michele Tasca, commenta la mancata offerta che il Comune avrebbe potuto rivolgere all’indirizzo di una società delle Ferrovie dello Stato per partecipare al bando che metteva a disposizione un’area, individuata all’interno dello scalo merci, estesa oltre 15mila metri quadrati. “Era stato il sottoscritto – sottolinea Tasca – in qualità di assessore all’Urbanistica del tempo nella precedente Giunta, ad avviare le procedure per l’acquisizione di un terreno di così ampie dimensioni, collocato al centro della città, dove si era pensato di realizzare, tra le altre cose, la stazione degli autobus, spostandola da via Zama, operativa allo stato in un’area che crea non pochi problemi alle abitazioni circostanti. E, in effetti, la Giunta che è venuta dopo di noi, quella grillina, ha in effetti riconosciuto la bontà di quel percorso stipulando un atto di indirizzo. Dal 22 gennaio 2015 ad oggi, però, non è più accaduto nulla. E ci sembra che, ancora una volta, la semplicità e la coerenza di certi percorsi siano difficili da comprendere per chi non ha mai avuto esperienze amministrative e non riesce a percepire la portata di una occasione del genere”. Per l’intero terreno, con la pubblicazione del bando, la società delle Ferrovie dello Stato chiedeva una somma di circa un milione di euro. Dopo che, però, nessuno ha partecipato, il bando è stato ritirato. E’ probabile che lo stesso sia riproposto, essendo l’area sempre in vendita, con un prezzo inferiore. “E auspichiamo che questa volta – aggiunge Emanuele Distefano, portavoce di Territorio Ragusa – i pentastellati non si distraggano e sappiano percepire quanto importante possa essere questo percorso per ravvivare una zona cruciale del nostro centro cittadino. Abbiamo sentito come, tra le varie ipotesi in piedi, quella più interessante potrebbe essere legata alla realizzazione di un polo per la mobilità urbana. Ma ci sarebbe pure lo spazio per la creazione di un parco attrezzato. E il tutto a due passi dal centro cittadino. Sollecitiamo il sindaco a valutare con attenzione la situazione e a decidere sul da farsi. Non si può fare finta di niente dinanzi a una opportunità simile. L’area dello scalo merci di Ragusa, dotata tra l’altro di alcuni edifici e di una cubatura complessiva vicina ai trecento metri quadri, potrebbe diventare un nuovo e importante punto di riferimento dei nostri concittadini”.

Super Camcom, sen. Mauro (Fi): Accorpamento non fa interessi del territorio

giovanni-mauro“Il documento votato ieri dal Consiglio della Camera di Commercio iblea, che punta a mantenere l’accorpamento tra le Cciaa di Ragusa e Catania e Siracusa, chiedendo quindi al Ministero competente di revocare la sospensione della procedura, svela il reale disinteresse degli organi camerali nei confronti del futuro del nostro territorio”. Lo dichiara il commissario provinciale di Forza Italia Ragusa, sen. Giovanni Mauro. “La Camera di Commercio di Ragusa – chiede il senatore – chi rappresenta e quali interessi sta rappresentando in questa fase? Di certo non quelli dell’imprenditoria ragusana che dal mantenimento di una tale struttura potrebbe avere solo vantaggi. Un ente capace di occuparsi delle imprese e di assisterle programmando, allo stesso tempo, le azioni necessarie allo sviluppo economico del nostro territorio. Sviluppo che, ovviamente, non è compatibile o non è sulla stessa linea di quello di Catania o Siracusa”.

FEDERICO PICCITTO E L’EUTANASIA DELLA POLITICA

bolla-finanziaria1-274x234Li avevamo votati, i grillini, per sentirci vivi. Venivamo dagli anni orribili del massacro urbano decorato con qualche parcheggio pubblico e con due tratti di strada, via Roma e il vecchio lungomare di Marina, rifatti a festa, e, riuscendo a liberarci dall’inganno, avevamo messo il cuore nelle mani dei giovani cinquestelle convinti che inadeguatezza e onestà fossero gli ingredienti base di un miscuglio che potesse pian piano sprigionare vita, giustizia, vivacità. La chimica purtroppo però è una scienza esatta e tutti gli elementi mancanti nella pozione non potevano concretizzarsi senza la volontà di una ricerca faticosa e costante delle sostanze adatte a dar vigore alla buona politica. Dopo quattro anni di potere grillino non è la delusione che ci disturba, ma il fumo che si sprigiona da quel pentolone che  Piccitto e il resto della tribù tengono acceso e alimentano come se quella brodaglia sia ancora fonte di salvezza. Dopo quattro anni di esalazioni  il risultato è terribile: annientamento da dolce morte. Non esiste una sola formazione politica o lista civica della nostra Ragusa che non si sia serenamente abbandonata per poi spegnersi senza sofferenza. No, non è la crisi dei partiti, la fine della destra, il Pd che ha abbracciato un folle liberismo, la sinistra frastagliata…no, è proprio un effetto originale e particolare causato da questa amministrazione, da questo sindaco, da queste persone che aderiscono al movimento di Grillo. Come sono arrivate ad uccidere la passione, l’interesse, la curiosità, la forza di lottare? Non c’è solo l’evitamento, e l’arroganza di chi gestisce la cosa pubblica – tipiche di chi non vuol dare risposte e soddisfazione –  c’è un ingrediente misterioso in quel fumo respingente che ti atterra: è la irrazionalità che domina il loro pensiero e le loro azioni  che ha prima fatto impazzire e poi ha ucciso la residuale anima politica della città. Cos’è l’irrazionalità dei cinquestelle? E’ superficialità, è bugia, è fastidio per la serietà e per tutto ciò che si presenta complesso e profondo, è magia, è isterica furbizia. E’ un muro  rigidissimo dove ci si schianta se ci si avvicina a reclamare un confronto. Lo vediamo con le tasse. E’ un autentico disastro, un massacro, quel che avviene con i tributi, ma nonostante le semplici e rilevabili constatazioni di realtà, il sindaco e l’assessore ”competente” Martorana negano, sminuiscono, persino sfottono i cittadini, mandando puntualmente per aria ogni piano di incontro e impedendo ogni dibatitto civile. Irrazionalità e violenza verbale, psicologica, vorremmo dire maschia; è accaduto in consiglio comunale  – ricordiamo l’eroica resistenza dell’opposizione sulle variazioni di bilancio per 20 milioni di euro – accade nelle “piccole” cose come per il taglio degli alberi di viale Colajanni dove il fu dolcissimo assessore pasticciere Corallo inveisce contro coloro che osano difendere quei poveri alberi estirpati – siamo giunti a quota 57 – come se non ci fosse traccia dell’incontrovertibile falsità raccontata alla città quando si comunicò che  “solo” una decina sarebbero stati i  tigli da sacrificare. Ogni osservazione diviene irrilevante o nemica e viene umiliata e sotterrata e così ci si ritrova muti, soffocati con la bocca piena di terra. Il ragusano deve solo vivere – secondo la teoria cinquestelle – senza chiedere nulla, senza porsi dubbi, riducendosi volontariamente alla condizione di animale in gabbia rassegnato alla cattività e comunque contento di quel pasto quotidiano che il guardiano dello zoo gli lancia oltre le sbarre. Il consiglio comunale ritrae perfettamente lo stato patologico: spazio stanco, assente, con i fantasmi grillini che avendo perso definitivamente il gusto della parola e quindi il governo del mondo e il senso morale non vanno più in aula, proiettati come nomadi selvaggi a nuove conquiste, la Regione, lo Stato. Si sono smossi solo al grido dello sciamano e sono corsi in piazza per rinnovare il patto euforico ed esaltato con Di Battista che conferma l’arcigno e stupido autoisolamento che li rende i migliori. Cosa accadrà tra un anno? La guerra finale Pd – Cinquestelle come ci troverà?  Il Pd che resta è l’incubo dipasqualiano che ritorna, è la volgarità dei giovani renziani alla D’Asta che si permettono pur di dare spazio agli amichetti dei gigli locali di cacciar via dalla commissione risanamento centri storici un uomo saggio e colto come il professore Giorgio Flaccavento; è l’inquietante scaltrezza di Maurizio Tumino che tenta di far breccia nei conservatori del ceto medio benpensante che già si son fatta la lor strada dentro il pianeta cinquestelle; è  la vertigine di Sonia Migliore che come una trottola schizza da Salvini a Forza Italia, strusciando nel Pd, senza contenere un centro, senza mirare ad una direzione oltre se stessa. Dopo l’eutanasia non c’è rinascita, solo silenzio. Si tenta di mettere su qualcosa senza radici: i ragazzi dell’associazione Youpolis provano a inventarsi la candidatura del loro giovane leader Simone Digrandi cercando l’aiuto e il sostegno della destra tramite il sindaco di Vittoria. Conforta in questa dimessa atmosfera il coraggio speranzoso e la voglia di ricominciare che arriva da coloro che con sincerità tardiva, ma autentica, stanno abbandonando il Pd a iniziare da Massari, dai Barone, da Battaglia. Non sappiamo cosa nascerà e cosa potrebbe comportare la stravittoria di un Giancarlo Cancelleri al momento solo chiacchiere e distintivo, purtuttavia il rifiuto per la politica nella sua miserevole rappresentazione conduce sempre lì, ai cinquestelle. Bastano poche qualità; inadeguatezza e onestà, noi lo sappiamo eccome. L’umore popolare è netto: meglio i bugiardi che i ladri.

AL COMUNE DI RAGUSA RIUNIONE DELLA CONSULTA DEI PRESIDENTI DEI CONSIGLI COMUNALI

20170306_175044(1)La consulta dei presidenti dei consigli comunali della provincia di Ragusa  è tornata a riunirsi. Diversi gli argomenti inseriti all’ordine del giorno  tra cui la questione relativa alla Camera di Commercio, le problematiche ambientali ed infrastrutturali e la particolare questione concernente le procedure seguite per la vendita all’asta di immobili pignorati. L’incontro di ieri è stato un primo momento di raccordo per porre le basi sul metodo da seguire nella gestione di detto organismo come ad esempio  l’organizzazione di momenti di approfondimento con la presenza tutti i componenti dei consigli comunali. Nel corso dei lavori si è stabilito inoltre di calendarizzare degli incontri mensili ed itineranti da tenere nei dodici comuni al fine così di coinvolgere di volta in volta tutti i territori e le comunità.  Si è altresì convenuto sulla necessità di essere invitati alla conferenza del sindaci proprio per un ulteriore raccordo istituzionale con il territorio. All’incontro di ieri sono intervenuti i presidenti dei consigli di Ragusa, Modica, Scicli, Vittoria, Comiso e Pozzallo. Gli altri rappresentanti non sono stati presenti per impegni istituzionali assunti in precedenza. In occasione del prossimo incontro, fissato per il 3 aprile, si è convenuto all’unanimità di approfondire ulteriormente le tematiche individuate, riservando anche una particolare attenzione alle materie finanziarie di cui ciascun organismo consiliare è chiamato ad esprimersi. La priorità sarà quella di  lavorare con e per il territorio con l’obiettivo di dotarlo di una autorevole voce  rappresentata da tutti i consiglieri comunali e quindi dei cittadini.

 

LA SINISTRA CHE VOGLIAMO, RIFLESSIONE DI CONCETTO SCIVOLETTO

NEWS_254762Pubblichiamo l’intervento del Senatore Concetto Scivoletto all’assemblea spontanea della sinistra svoltasi nella sede della Cgil di Ragusa. “La globalizzazione guidata dal liberismo e dal capitalismo finanziario e le conseguenti politiche d’austerità, particolarmente aggressive nei confronti dei lavoratori, dello stato sociale, delle identità territoriali e dell’ambiente, hanno prodotto in Europa – e in modo più accentuato nel nostro Paese – una deflagrazione a sinistra di dimensioni storiche.  Al nuovo orizzonte neoliberista la sinistra italiana ha risposto prevalentemente in modo passivo se non subalterno, negando progressivamente la propria identità, fino a costituire un nuovo soggetto politico, il Partito Democratico, sintonizzato sostanzialmente  con la cultura liberista e disconnesso sempre di più dai valori, dalle forze sociali, dalle conquiste democratiche che hanno segnato, a partire dalla fine della seconda guerra mondiale, l’esperienza prima del PCI e dopo del Pds e dei DS.  L’identità negata ha provocato, a ogni passaggio significativo, nel corso di oltre 25 anni, divisioni e scissioni sul terreno strettamente politico e, quel che è più grave, una frattura crescente, sul terreno sociale, con le fasce più deboli e sfruttate della società italiana, proprio nel momento in cui queste venivano  travolte dallo tsunami  della globalizzazione senza regole, senza freni e senza valori, nonché dai colpi tremendi  della crisi mondiale ed europea. Agli errori di strategia politica si sono sommati, tuttavia, anche gravissimi errori di sistema, di fisiologia democratica, come il voto politico negato nel 2011, a seguito del collasso strutturale del berlusconismo. La grande coalizione a sostegno del governo Monti, dopo anni di scontro durissimo con il centrodestra, ha creato smarrimento e rabbia a sinistra e ha  fatto crescere, nel giro di pochi mesi, in misura esponenziale da una parte  il M5S e dall’altra parte l’area del disimpegno politico e dell’astensione. Si è formata, di conseguenza, una nuova geografia a sinistra, una geografia dell’impotenza la cui caratteristica fondamentale è data dall’incapacità di incidere e di trasformare la realtà. Dentro il Pd di Renzi vi sono forze certamente di sinistra; così come alcune forze di sinistra si sono rifugiate e operano dentro il M5S, ma certamente non in grado di incidere nella definizione e caratterizzazione delle rispettive strategie nazionali, come abbiamo avuto modo di costatare in questi ultimi anni. D’altra parte le forze di sinistra organizzate in soggetti politici -come Sinistra Italiana, Rifondazione Comunista, l’Altra Europa…- non sono in grado di incidere perché deboli nel Paese e nel Parlamento. Infine, non può aver peso, come è del tutto evidente, la sinistra che si astiene, benché presente, in modo diffuso, in movimenti e luoghi associativi di diversa natura. In sostanza vi sono in Italia tante energie di sinistra disseminate in diverse organizzazioni o movimenti politici – oltre che nell’area dell’astensione e della non militanza – e che proprio a causa di questa sorta di geografia dell’impotenza, non sono in grado di assolvere alla loro mission. Se vogliamo che nel nostro Paese operi una grande forza di sinistra, capace di incidere, di combattere le diseguaglianze sociali e gli squilibri territoriali, di dare piena e concreta attuazione ai valori e ai diritti tutelati dalla nostra Costituzione, dobbiamo offrire un nuovo orizzonte, largo e unitario, a tutte le forze di sinistra ovunque collocate. Dobbiamo liberare e unire le forze di sinistra che stanno nel PD, in Sinistra Italiana, nell’area dell’astensione e nello stesso Movimento 5S.  C’è un’autostrada a sinistra fra Renzi e Grillo. Se vogliamo, possiamo percorrerla. Da questo punto di vista, la vittoria del NO al Referendum costituzionale –frutto di uno schieramento certamente più largo della sinistra- aiuta la ricerca e l’individuazione di questo nuovo orizzonte, grazie anche alla coesione ideale di tutte le forze di sinistra nel corso della difficilissima eppure esaltante campagna referendaria. La vittoria del NO ha creato una nuova situazione nel Paese e nella sinistra: da una parte sono emerse distanze crescenti e incolmabili all’interno del PD, dall’altra parte sembra che si sia creato, a sinistra del PD di Renzi, un clima nuovo, l’inizio, mi auguro, di un disgelo e di una nuova consapevolezza. Oggi viviamo una fase di transizione, fluida, aperta a pericoli involutivi ma anche a cambiamenti profondi di segno progressivo. Il disagio sociale è forte e preoccupante; le diseguaglianze sociali sono diventate insopportabili; il Mezzogiorno arretra ancora, mentre la mafia cerca di conquistare territori, meccanismi, filiere intere e segmenti crescenti dell’economia; la disoccupazione giovanile è al 40%; si frantumano le tradizionali identità territoriali; si rafforzano, anche in Italia, spinte populiste, xenofobe, aggressive e  persino autoritarie. Nel vivo di questa crisi, infatti, la personalizzazione della politica e la dimensione imponente e prepotente degli organismi decisionali a livello mondiale ed europeo (FMI, WTO, Commissione UE, BCE) spingono verso la ricerca quasi magnetica del capo, dell’uomo solo al comando in grado di salvarci e di contrastare i poteri forti. Ebbene, la sinistra ha un senso se riesce a farsi carico di questa situazione drammatica, mettendo in campo strategie forti di cambiamento e di discontinuità netta con le politiche di austerità, imposte dalle grandi coalizioni europee e nazionali. Il soggetto di sinistra che vogliamo deve rapportarsi a questa sfida e deve avere la forza di incidere, di modificare visibilmente e concretamente la condizione di chi soffre e non ce la fa, di saldarsi alle vittime plurime della globalizzazione neoliberista: lavoratori dipendenti, lavoratori autonomi, partite IVA, precari, ceto medio urbano. A mio avviso il grande rispetto per i diversi percorsi in cui sono impegnati alcuni soggetti politici (PD e S.I.) non deve farci perdere di vista la portata della sfida sociale e democratica aperta nel nostro Paese e la necessità di costruire con urgenza, attraverso scelte nette, un grande partito di sinistra, che abbia la forza di mobilitare, di trascinare, di coinvolgere, di farsi valere in un contesto europeo e internazionale nel quale spesso non riescono o non vogliono incidere nemmeno i governi nazionali. Un partito che al conflitto generazionale sostituisca il conflitto sociale e attribuisca senso storico al valore dell’esperienza al servizio di una nuova classe dirigente e riconfermi centralità al progetto politico di cambiamento e alla comunità politica impegnata a realizzarlo. Nei nostri territori possiamo e dobbiamo fare tante cose, ma in particolare due: contribuire dal basso, attraverso un nuovo rapporto centro-periferia, politica-territori, a costruire strategie e soggetti politici, partiti, che siano all’altezza dei nodi storici che abbiamo di fronte; sperimentare nei nostri territori forme nuove di lavoro, di impegno e di lotta comuni, attorno alle emergenze che colpiscono da tempo il nostro tessuto economico, sociale, istituzionale, in sostanza il nostro modello di sviluppo, il sistema ibleo, la nostra identità territoriale ovvero quell’intreccio originale fatto di lavoro economia, società, cultura, democrazia, ricercando sedi e strumenti nuovi che sappiano trasformare le diversità in una comune ricchezza. In questo quadro vorrei richiamare l’attenzione, a titolo esemplificativo ma non esaustivo, sugli scenari complessi e drammatici che emergono drammaticamente a Vittoria, attorno alla sua economia, al Mercato ortofrutticolo: io ho la sensazione di uno Stato debole e fermo e di una mafia radicata, dinamica e violenta che sfida a viso aperto l’intera comunità iblea. Che facciamo come sinistra iblea? Io penso che dobbiamo assumere, oggi, questa questione come banco di prova per tutta le forze di sinistra, che dovranno avere la capacità di mettere in campo tutte le risorse di cui dispongono, sia livello locale che a livello regionale, nazionale ed europeo. Con lo stesso metodo e atteggiamento, domani, dovremo affrontare i problemi e le emergenze in altri comuni, in altri territori, in altri settori. Infine, vorrei sottolineare la straordinaria importanza, per tutti noi, per tutte le varie anime della sinistra, dei due referendum promossi dalla CGIL. Dopo il referendum del 4 dicembre e la vittoria del NO, dobbiamo impegnarci affinché i referendum vengano celebrati e affinché, con la vittoria del SI, si indichi e si attui, con una straordinaria partecipazione popolare, un’inversione di tendenza rispetto agli attacchi subiti dai lavoratori da troppi anni. È venuto il momento di reagire, di mobilitarci e di riaffermare il valore del lavoro come fondamento della nostra Repubblica”.

LA SINISTRA CHE VOGLIAMO. UN NUOVO ORIZZONTE

sinistraUn incontro informale,  quello di venerdì 24 febbraio 2017, nello storico saloncino della Camera del lavoro di Ragusa, tenuto a battesimo da un foltissimo gruppo di compagne e compagni che si sono riuniti per ritornare a parlare dei valori della sinistra.   Un appuntamento nato quasi per caso,  ma che ha riscosso, con il passa parola, la partecipazione di circa cinquanta persone accorse per ritrovare lo spirito e la motivazione di riprendere in mano la situazione, soprattutto dopo gli accadimenti politici che stanno cambiando la fisionomia dei partiti. Molti gli intervenuti da quasi tutti i comuni della provincia. Il saluto di apertura è stato dato dal segretario della Camera del lavoro, Giuseppe Scifo, che ha ribadito l’impegno del sindacato in materia di lavoro ed  ha sottolineato l’importanza di sostenere le ragioni del  SI,   ai due quesiti referendari  (abrogazione dei voucher e responsabilità solidale Appalti) , proposti dalla CGIL e sottoscritti milioni di persone. Gianni Battaglia ha avuto il compito di illustrare le ragioni e le necessità che sono alla base dell’incontro. Concetto Scivoletto ha presentato un documento che potrebbe assumere il ruolo di manifesto sul quale aprire una prima riflessione per una sinistra nuova e plurale in grado di analizzare i bisogni di questo territorio e possa diventare un’esperienza da proporre a chiunque vuole percorrere una nuova fase. L’incontro è stato arricchito da altri interessanti interventi: Francesco Aiello, Giuseppe Fiorellini, Enrico Battaglia, Giovanni Cassibba, Resi Iurato, Giampaolo Schillaci, Franco Dimartino, Giovanni Dirosa e Gianni Digennaro. Un progetto all’altezza dei tempi che proponga una sfida non solo a livello nazionale, ma partendo proprio dal nostro territorio per rilanciare una politica vissuta come efficace da chi vive una condizione di emarginazione, di esclusione, soprattutto guardando ai giovani che non hanno più un orizzonte per il loro futuro.

L’ANTIMAFIA REGIONALE A RAGUSA E VITTORIA

Nello-MusumeciUna delegazione della Commissione regionale Antimafia sarà lunedì alla prefettura di Ragusa per un incontro di lavoro con il prefetto Maria Carmela Librizzi e con i vertici delle Forze dell’ordine. La delegazione parlamentare, guidata dal presidente Nello Musumeci, vorrà approfondire alcune tematiche legate al fenomeno dell’Agromafia nel Ragusano, con particolare riferimento alla realtà di Vittoria, dopo l’attentato intimidatorio dei giorni scorsi a danno di una impresa di autotrasporti. «Proprio sulla mafia delle campagne – spiega Musumeci –  l’Antimafia regionale conduce da un anno nell’Isola una accurata indagine, di è relatore il deputato-commissario Giorgio Assenza. Siamo ormai alle ultime battute e presto porteremo alla approvazione la relazione conclusiva». Dopo la riunione in prefettura, la delegazione parlamentare si recherà a Vittoria per un incontro al Comune  con il sindaco Giovanni Moscato, la giunta, il presidente del Consiglio comunale Andrea Nicosia ed i capigruppo consiliari.

RAGUSA, RICORSO AL TAR PER LE VARIAZIONI DI BILANCIO. L’AVVOCATO AGATINO CARIOLA, LEGALE DI CINQUE CONSIGLIERI DI OPPOSIZIONE, RINUNCIA ALLA SOSPENSIVA PER ARRIVARE AL GIUDIZIO DI MERITO

download (1)“Abbiamo dato mandato al nostro legale, l’avv. Agatino Cariola, di rinunciare all’istanza cautelare di sospensiva in Camera di Consiglio davanti la Prima Sezione del TAR di Catania in merito all’approvazione in Consiglio Comunale di Ragusa delle variazioni di bilancio con procedura urgente dello scorso 30 dicembre. Abbiamo preso questa decisione per garantire il bene di Palazzo dell’Aquila e perché proseguire per ottenere la sospensiva lascerebbe trascorrere diversi mesi prima di arrivare alla reale trattazione dell’argomento. Con grande senso di responsabilità, dunque, nei confronti di Ragusa e dei suoi cittadini, abbiamo deciso di procedere nel nostro percorso legale contro quella che abbiamo definito una vera e propria prevaricazione nei confronti del Consiglio Comunale di Ragusa, per arrivare al merito nel più breve tempo possibile. Così, l’avvocato Cariola presenterà al più presto istanza di prelievo per la trattazione di merito della vicenda”. Lo dichiarano i Consiglieri comunali di Ragusa, Giovanni Iacono, Carmelo Ialacqua, Giorgio Massari, Sonia Migliore e Manuela Nicita. Queste invece le parole di Agatino Cariola. “Su indicazione dei miei clienti, alla Camera di consiglio davanti la Prima Sezione del Tar Catania, oggi 23 febbraio 2017, ho rinunciato all’istanza cautelare espressamente per assicurare stabilità finanziaria al Comune di Ragusa, alla presenza degli avv. Alì e Boncoiaglio, e su invito del Presidente a presentare al più presto istanza di prelievo per la trattazione nel merito della vicenda”.

Sarà ridiscusso l’accorpamento delle Camera di Commercio Catania, Siracusa e Ragusa

rosariocrocettaIl Ministro allo Sviluppo Economico Carlo Calenda ha scritto al Presidente della Regione Rosario Crocetta che sottoporrà all’esame della Conferenza Stato Regioni la proposta di revoca dell’accorpamento tra le Camera di Commercio di Catania-Siracusa-Ragusa. “Sono sempre stato contrario all’accorpamento – dichiara Crocetta –  e finalmente c’è lo stop a una procedura non condivisa, anche in presenza delle nuove vicende giudiziarie, che ipotizzano irregolarità e che vedono indagato il segretario della Camera di Commercio, Pagliaro, sui dubbi rispetto al reale numero degli iscritti delle varie categorie”. “Revocherò immediatamente il decreto di accorpamento e – continua Crocetta – collaboreremo col Ministro per avviare le nuove procedure. Ovviamente, questo ci costringe a continuare l’attuale commissariamento”.

IL MEDICO GIANNI DI BARI E’ IL NUOVO CANDIDATO DEL PARTITO DEMOCRATICO A SINDACO DI SANTA CROCE CAMERINA  

Gianni Di BariIl ginecologo in pensione Gianni Di Bari è il nuovo candidato a sindaco di Santa Croce Camerina per il Partito Democratico. La proclamazione nel corso di una partecipatissima assemblea a cui hanno presenziato, oltre agli iscritti e ai simpatizzanti, anche i parlamentari democratici dell’area iblea. All’incontro era presente il sindaco uscente, Franca Iurato, con cui è stato concretizzato una sorta di ideale passaggio di consegne. “Accolgo questo imprimatur da parte del partito – sottolinea il dott. Di Bari – con la responsabilità di chi sa che bisognerà adoperarsi al massimo per trovare delle soluzioni sempre più soddisfacenti per la nostra realtà. Ringraziamo Franca Iurato per il suo impegno e per la sua grande dedizione a Santa Croce Camerina. Ha operato con la massima onestà in un periodo di grandi stravolgimenti per gli enti locali territoriali, minati sempre di più dalle problematiche causate da una riduzione consistente dei trasferimenti da parte di Stato e Regione e, di conseguenza, con una disponibilità economica ridotta all’osso. Ora ci daremo da fare per predisporre un programma che possa rispondere alle esigenze sempre più variegate e articolate del nostro ambito urbano. E lo faremo incontrando i cittadini, le categorie produttive, le associazioni, tutti coloro che esprimono le varie sfaccettature della società civile di Santa Croce Camerina. E’ una sfida entusiasmante che ho voluto accettare con la consapevolezza di volermi mettere al servizio di questa splendida realtà urbana”.

 

 

 

 

 

ALTRE QUATTRO ATTIVITA’ COMMERCIALI HANNO CHIUSO I BATTENTI IN VIA ROMA A RAGUSA

Il presidente della commissione Trasparenza Elisa Marino“Le nuove scelte per il centro storico superiore – si chiede la consigliera comunale del gruppo Insieme Elisa Marino – non avevano il compito di rendere più effervescente il commercio dell’area? E perché tutto si è risolto in un flop? Come se non bastassero, naturalmente, abbiamo a che fare con i morsi della crisi economica che rendono il quadro complessivo ancora più disarmante. Questa, purtroppo, è l’amara constatazione di una condizione che con il passare del tempo è finita con il degradare ancora di più perché non sono stati adottati quegli accorgimenti necessari tesi a ravvivare le prerogative di un comparto che aveva bisogno di rifiatare. Chiaro che l’Amministrazione comunale non può avere la bacchetta magica ma non può neppure trascurare questa problematica che merita di essere analizzata sotto i punti di vista perché la via Roma, che dovrebbe essere il biglietto da visita della nostra città, non può morire in questo modo senza che non si sia tentato almeno qualcosa per cercare di invertire la tendenza”.

FEDERICO PICCITTO, NELLO DIPASQUALE, E IL GRANDE EXODUS

nello e federicoChe si è perso Nello Dipasquale co ‘sta fissa della pesca  in alto mare! Lui a Cuba mentre qui si balla e tutti i partiti e movimenti si attorcigliano, si mordono, si strappano le membra… e lui sempre lì a ricevere a bordo scafo la Ragusa che vuol dimenticar gli affanni e gira per le Antille. Tornerà tra il 15 e il 20 febbraio e se la ruota gira come si deve, forse, dopo un mese e mezzo nelle Americhe, riuscirà a portare a termine la missione “Contatto con Raul”. Ci vuole solo una botta di culo e l’intera comitiva di pescatori crediamo riuscirà tra una promessa di investimento o di una ricerca archeologica o di un villaggetto con  villette in stile Havana spa, a trovare l’intermediario giusto per avvicinare il presidente eroe della repubblica. Cosa gli serva al deputato navigatore l’attestato socialista non si sa, ma i beni informati riferiscono che prima di andare a Cuba ha fatto una capatina a New York dai Giuffrè, i benefattori, sfegatati di Trump… quindi doppio accreditamento – a seconda come finisce dentro il Pd, nel Paese intero. Nel frattempo a Ragusa è il caos. Aricò senza il sostegno del deputato si è cacato sotto e non ha saputo gestire un semplicissimo appaltino a simpatia che, se fosse andato in porto, avrebbe aperto il maestoso Corso XXV Aprile, teatro della nobiltà, all’ex sindaco che, appena giunta la notizia della disfatta, se l’è presa con Calogero Rizzuto. Gli ha scaraventato un totano in faccia, manco fosse un subalterno, gridando – “E ora pensaci tu a riparare ‘sto casino. Convegno, antichità, quadri, vestiti d’epoca, muoviti, fai quel che vuoi, ma recupera le sorelline!”-.  Nelle stesse ore a Ragusa si spegneva la voce della rivoluzione. Il brutale assassinio della Marabita – che non per caso vanta somiglianza di nome con il Marat amico del popolo –  vedeva i cinquestelle sporchi del sangue dell’innocente plebea avvolta nella bianca maglietta con le stelline trapassate dalla lama. E la rivoluzione? Nelle mani purissime di Federico Piccitto che ha portato Ragusa nei cieli prestandosi a tenere in piedi la fragile Virginia su cui destini si basa il futuro del movimento. Che belle parole, che bella figura, quanta saggezza, quanta concretezza e quanta verità! L’unica cosa che ci disturba è averlo visto accoppiato con la Raggi che – a parte le offese fasciste e sessiste – non emana grande  limpidezza. Vuoi vedere che la Appendino l’ha azzeccata a tenersi lontano apparendo solo in video conferenza? Non si incazzi il sindaco se ci sorge spontaneo il dubbio – un vecchio retaggio della fu democrazia – ma è sicuro di non aver fatto una figura di merda  messo lì come un cetriolone a  gorgheggiare che a Ragusa un bel dì vedremo…? Comunque i grillini ragusani non capiscono una mazza dell’enorme sacrificio del nostro sindaco a tenerci in consonanza con i vertici del movimento. Mugugni, borbottii, umore sotto i piedi. Lo sparlano e lo rimproverano, canaglie!  Non ci confondiamo, ci vuole precisione nella cronologia dei fatti, ecco le delibere. Il 25 gennaio a Roma si è svolta una riunione nella sede di rete ferroviarie italiane per seguire l’iter della realizzazione della metropolitana di superficie, quella ideata da Giorgio Chessari venti anni fa. Si partunu: Piccitto Federico con l’accompagnatore Martorana Stefano – che a rigor di logica non c’entra proprio niente con un’opera pubblica – e l’ingegnere Michele Scarpulla che prima di volare a Cuba dall’amico Dipasquale doveva pur rendere qualche servigio alla comunità. Ebbene, le delibere sono due, distinte. Una per i ragazzi, e l’altra per Scarpulla: la 69 e la 72, atti ufficiali determine dirigenziali. Piccitto e Martorana misteriosamente allungano la gita di un giorno sino al 26, mentre Scarpulla rientra la sera. E qui inizia l’avventura con Di Maio che poi sfocia nell’intervista disastrosa – per noi che subiamo la realtà – a L’aria che tira. Torniamo al sindaco e al suo amato assessore. I ragazzi vanno in un alberghetto… misero misero, hanno solo 74 euro per il pernottamento. Stessa stanzetta, bagnetto in corridoio, due lettini vicini vicini come in un ostello salesiano. Martorana si fa conoscere subito e la mattina pianta un casino con il proprietario  su conto, ricevuta fiscale, fotocopia per il comune, tassa di soggiorno, consumo idrico.. e per poco non lo menano. Piccitto come sempre approva e annuisce…a un certo punto, però,  soprattutto al giovane sindaco dal fianco tendente al pingue, vien su un certo appetito. Nella delibera il pasto non è incluso, e i due – FURBI – chiamano seguendo la logica antica dello scrocco Luigi Di Maio. E si partunu per gli uffici di Montecitorio. E qui scatta l’inganno sui trasporti migliori del mondo. Davanti a un super vassoio di tramezzini  e bibite assortite Piccitto si scioglie e alla domanda sui motivi della trasferta il nostro primo cittadino si apre come un’onda che si infrange sulla scogliera. “Noi? Metropolitana con mezzo ettometrico!” – e giù quello al prosciutto –  “Noi? Nuovi autobus meravigliosi”  – e calati  quello burro e salmone – “Noi? taxi collettivi” – e vai col sushi – “Noi? Appalto strisce blu con interscambio!”- un sol boccone per uovo sodo, pomodoro, e rucola – .  Martorana asciutto, solo un assaggino. Paghi, escono dal Palazzo e Di Maio soddisfatto dalle confortanti notizie dalla periferia medita il post. La coppia sparagnina torna a Ragusa e non dice nulla ai grillini indigeni della visita a Palazzo. Dopo qualche giorno Di Maio, su facebook, inizia il tormentone sulle meraviglie di Ragusa. E’ a quel punto che ai consiglieri cinquestelle scatta l’angoscia e la stizza e nel gruppo whatsapp (che dovrebbe essere segretissimo) scrivono al sindaco – Federico, dagli una calmata a Di Maio perché sta parlando al presente di una serie di progetti alcuni sperimentali che non hanno avuto conseguenza e su cui non c’è un euro in bilancio..! –  E il sindaco risponde ai suoi secondo il copione Sol dell’avvenire – “No, no. Va bene. E’ perfetto. Tutto vero” – e i cinquestelle, destrutturati alla voce politica, invece di imporgli un intervento per impedire figuraccia colossale, come sempre abbozzano. E si arriva a Di Maio sulla 7 che fa ridere i polli. Non pago, il sindaco, l’altro ieri, sempre senza coinvolgere i suoi riceve la chiamata schieramento sindaci e alla chetichella riparte come un soldatino a Roma. E così gli imbecilli stanno a guardare e aspettano che si faccia chiarezza. Siamo alla terza settimana e al terzo rinvio per l’assemblea vera, corpo a corpo senza telefonino. Insomma si sono scocciati e vogliono sapere che vuol fare da grande il nostro sindaco. Non sono motivati, sentono la città che si allontana, non capiscono cos’ha in testa Piccitto. Si ricandida qui a Ragusa? Non si pronuncia e aspetta il 2018 per vedere se i capoccia lo chiamano? E se questo benedetto figliolo manda tutti a quel paese e finisce a Roma a costruire l’Italia della felicità insieme a Martorana al posto di Padoan? Povero Di Maio! e allora sì che scoppierebbe la rivoluzione, quella dei cittadini italiani ridotti all’osso dal vampiro in giacca blu.

Sospensione della Marabita dal M5S, Lab 2.0 “Due pesi e due misure, decisione assurda”

download“Con la decisione di sospendere il Consigliere Marabita i pentastellati hanno dimostrato, senza possibilità di smentita, qual è la qualità del dialogo interno al Movimento 5 Stelle. I fascisti li tengono, i dissidenti li ammoniscono, assurdo”. Così commenta il direttivo del Lab 2.0, appresa dalla stampa la notizia che riguarda la sospensione di Mariarosa Marabita, decisa dal collegio dei probiviri. “Il Consigliere Marabita – dicono dal Lab 2.0 – è colpevole di aver puntato il dito nei confronti dei grillini ragusani rimproverandoli di aver perso l’attenzione nei confronti dei temi che rappresentano l’anima del movimento. Per tutta risposta, invece che accettare le critiche e fare qualcosa per cambiare come reagiscono? Cercando di ‘zittire’ il dissidente. Come se sospendere dal movimento qualcuno possa servire ad arginare le voci critiche che gli vengono mosse contro”. “Anche questa volta esprimiamo solidarietà a Mariarosa Marabita – concludono – perché riteniamo impensabile che questo possa essere l’impronta democratica che il M5S si vanta di avere”.

RAGUSA, LA CONSIGLIERA MARABITA SOSPESA DAL MOVIMENTO 5 STELLE

marabita-400x222Sono stati i probiviri del movimento a decidere la sospensione per un anno della consigliera Maria Rosa Marabita- appartenente di fatto al gruppo dei dissidenti “Ragusa attiva 5 stelle” – che dalla sua prima apparizione in aula con pathos crescente e copiose lacrime ha sempre dichiarato il suo disappunto per il procedere dell’amministrazione Piccitto che, a suo dire, aveva tradito progetti, ideali e principi del movimento. Una situazione insostenibile e imbarazzante per i grillini ortodossi che hanno scelto la via della derisione e del sarcasmo nei confronti della consigliera la quale, in aula, ricordiamo, aveva raccontato di telefonate ricevute per dissuaderla nella sua azione di continua protesta riferendo che forse Grillo in persona o chissà chi era l’autore di queste chiamate. Ed infatti i colleghi cinquestelle ragusani si erano adoperati su facebook attraverso un video in uno sfottò verso la signora finchè questo materiale è stato ripreso dalla trasmissione Striscia la notizia. Insomma l’orgoglio e la difesa dei cinquestelle è scattato dopo che la televisione di Berlusconi aveva messo alla berlina il movimento facendo un gran favore ai grillini ragusani che si sono liberati di questa imbarazzante presenza. In attesa della reazione dei restanti componenti del gruppo dissidente- Conti, De Martino, Licitra, Occhipinti e qualcun altro – questa la prima nota alla notizia da parte del Pd. Scrive Mario D’Asta: “Alla faccia della democrazia interna, che nel Pd, nonostante i difetti esistenti nel nostro partito, è comunque sempre presente, perché il nostro è partito “democratico” di nome e di fatto, prendiamo atto che la consigliera comunale pentastellata Mariarosa Marabita, per il fatto di avere osato criticare l’azione del sindaco Piccitto e dell’Amministrazione comunale in alcune sedute del civico consesso, è stata sospesa per un anno dai probiviri. Davvero incredibile la deriva autoritaria nell’universo Cinque Stelle ma noi, come sempre accade, non stiamo a guardare più di tanto quanto accade in casa degli altri se non è strettamente correlato con la gestione amministrativa della nostra città. Alla consigliera Marabita, ad ogni modo, va tutta la nostra solidarietà”. Il capogruppo del Pd al Consiglio comunale aggiunge: “Proprio con riferimento alla gestione amministrativa, mi preme sottolineare che il primo cittadino continua a spararle grosse quando sostiene, a Roma, insieme a Di Maio e Raggi, che nella nostra città va tutto bene. Se è per farsi bello, posso anche capirlo. Ma Piccitto continua a dimostrare di non continuare a vivere per niente quella che è la realtà di Ragusa. Ragusa ha bisogno di un sindaco che viva tra la gente e non nel chiuso del “suo” palazzo. Ragusa ha bisogno di un primo cittadino che percepisca le difficoltà sempre più presenti in seno alle famiglie e alle imprese e non di una Giunta che continua a tartassare i residenti come se nulla fosse. Il disincanto con cui Piccitto racconta a Roma che a Ragusa va tutto bene ci strapperebbe pure un sorriso se non nascondesse una realtà drammatica. Ecco perché invitiamo il sindaco a non sparare più balle e a presentarsi con più assiduità in Consiglio per affrontare da vicino tutti i problemi della cittadinanza”.
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