25-06-2017
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PRECARI ASP, VERTENZA AL PALO

Il modo in cui l’Azienda sanitaria provinciale si è procurata negli ultimi tempi il personale, tramite la procedura dell’esternalizzazione dei servizi, è oggetto di una denuncia inoltrata dal sindacato Cgil all’Ispettorato provinciale per il Lavoro. Sul caso è stata aperta un’inchiesta che è ancora in corso. Questa denuncia è strettamente collegata alla vertenza del precariato Asp della provincia di Ragusa, dato che quasi 300 lavoratori hanno perso il lavoro da quando sono stati sostituiti da personale esterno. La vertenza dei precari da tempo è completamente bloccata. “Il passaggio dei lavoratori precari Asp alla Multiservizi sembra di colpo arenato – sottolinea il responsabile del dipartimento Sanità Cgil, Angelo Tabbì – senza alcuna spiegazione, se non le evidenti iniziative dell’Asp a non voler mantenere gli impegni presi prima nel tavolo della Presidenza regionale e poi con la task force regionale”. L’accordo che prevedeva la confluenza di tutti i precari dell’Asp provinciale alla Multiservizi regionale (che poi avrebbe dovuto sottoscrivere la convenzione con l’Azienda sanitaria), era stato stabilito e condiviso da tutte le parti il 20 maggio del 2011. A quell’incontro era presente il presidente della Regione, l’assessore alla Salute, il direttore generale dell’Asp di Ragusa, la Fp Cgil iblea e i rappresentanti dei lavoratori precari. Da quasi due mesi i sindacati hanno richiesto un incontro alla Regione, mai ottenuto, al quale avrebbero dovuto partecipare, oltre al Governo isolano, la Multiservizi e la direzione dell’Azienda sanitaria. “Oggi i circa trecento lavoratori precari, che da anni lavorano con l’Asp, si vedono sottrarre il lavoro da appalti ed esternalizzazioni – afferma Tabbì – e se non si interviene velocemente, rimarranno senza alcuno spiraglio occupazionale e tanto meno, senza una copertura sociale, quale è l’indennizzo della disoccupazione: sono trecento uomini e donne con le loro famiglie che sono ridotti in miseria”. In una nota Tabbì sottolinea come l’assenza dei precari fra il personale dell’Asp non comporta un risparmio, bensì un aumento della spesa pubblica, dato che appalti e esternalizzazioni costano di più.

UN SIT IN PER L’OSPEDALE DI COMISO

Rinviata alla prossima settimana ogni decisione in merito alle ulteriori azioni di difesa in favore dell’Ospedale Regina Margherita di Comiso. Dopo il sit in di protesta, lunedì, a Ragusa presso la sede dell’Asp, si attendono le decisioni della direzione generale sugli impegni assunti in merito alla piena funzionalità della struttura ospedaliera casmenea. Assente per motivi di salute il direttore generale dell’Asp Ragusa Ettore Gilotta, la delegazione dei manifestanti, costituita dal sindaco Giuseppe Alfano, dai deputati regionali Innocenzo Leontini, Giuseppe Digiacomo, Roberto Ammatuna e Orazio Ragusa, e dai rappresentanti del Comitato cittadino spontaneo a difesa dell’ospedale, è stata ricevuta dal dottor Granata e dalla dottoressa Sigona. Ai dirigenti sono stati richieste risposte precise da parte dell’Asp Ragusa sui tempi della nomina dei nuovi primari dei reparti di Chirurgia e Medicina presso il “Regina Margherita” – o almeno dei facenti funzioni – e, altresì, tempi certi sulla riconsegna dei locali in fase di ristrutturazione degli stessi reparti. Inoltre, si è richiesta chiarezza in merito al nuovo sistema operativo anche telematico e informatico dei reparti di Laboratorio Analisi e Radiologia ai quali si chiede una operatività H24. Nessun passo indietro in merito alla richiesta di garanzia circa l’operatività del Pronto Soccorso del “Regina Margherita”, compresa la dotazione di ambulanza con medico a bordo, finora annunciata ma non realizzata e sulla risistemazione delle unità semplici di Otorinolaringoiatria e Urologia, con l’assegnazione di posti letto ordinari a quest’ultima unità. E ancora, è stata sollecitata l’attivazione della mammografia digitale, la cui strumentazione è stata consegnata ma non è funzionante. E’ stato inoltre richiesta la dotazione della Tac.

Utilizzo del mezzo proprio del personale all’Asp 7: le contestazioni di Tabbì

ll responsabile provinciale dipartimento Sanità della Funzione pubblica Cgil di Ragusa, Angelo Tabbì, ha inviato una nota al direttore generale dell’Asp 7 di Ragusa Ettore Gilotta e al Prefetto di Ragusa con la quale contesta le disposizioni di servizio sull’utilizzo del mezzo proprio del personale comandato in servizio esterno e del correlato rimborso delle spese inerenti. “L’utilizzo del mezzo proprio da parte del dipendente per lo svolgimento di attività d’istituto legate alla necessità di assicurare i servizi, in un territorio come quello della provincia di Ragusa fortemente caratterizzato da linee di servizio pubblico frammentate e pressoché inesistenti, risponda, – scrive Tabbì – in linea con quanto argomentato dalla suprema Magistratura Contabile nella delibera del febbraio del 2011, ad esigenze funzionali dell’organizzazione del servizio ed abbia finalità proprie dell’amministrazione non conseguibili o più difficilmente conseguibili con diverse modalità organizzative”. Tabbì chiede che anche in favore dei dipendenti che non svolgono compiti legati a funzioni ispettive, di verifica e controllo, e nei casi di necessario utilizzo del mezzo proprio per lo svolgimento dei servizi comandati, venga riconosciuto il ristoro pari a 1/5 del prezzo del carburante”.

TICKET SANITARIO, LA REGIONE E’ PRONTA A MODIFICARE LA NORMA

“La legge regionale che ha modificato il sistema di esenzione è assolutamente in linea con quella nazionale. Condivido le perplessità che sono pervenute da più parti, ma ribadisco che non avevamo altra scelta, bisognava recepire la norma nazionale, altrimenti la Sicilia avrebbe perso quasi cento milioni di euro”. A dirlo è l’assessore regionale alla Sanità, Massimo Russo, che apre in tal modo al dialogo per un’eventuale modifica della normativa in materia di ticket sanitario. “Ho già dato la piena disponibilità in commissione sanità all’Ars ha detto ancora l’assessore Russo – per discutere eventuali modifiche e in ogni caso anche a livello nazionale, con il fondamentale apporto del ministro per la Salute Balduzzi, si sta valutando la possibilità di modificare alcuni punti della normativa”.

I precari dell’Asp contro le esternalizzazioni

Continua la raccolta di firme contro l’esternalizzazione dei servizi sanitari pubblici. Martedì mattina i precari dell’Azienda sanitaria provinciale, protagonisti di questa ennesima azione di lotta nei confronti delle scelte adottate dalla direzione aziendale dell’Asp iblea, hanno presidiato per alcune ore i due ospedali del capoluogo, il Civile e il Paternò Arezzo. “La nostra presenza è finalizzata innanzitutto a sensibilizzare l’opinione pubblica su ciò che sta accadendo nei nostri ospedali – spiega una precaria – dove molti servizi si stanno esternalizzando, qualcosa che si rifletterà negativamente sulle tasche di tutti i cittadini”. La raccolta è partita lunedì con un primo presidio attivato davanti l’ospedale Guzzardi di Vittoria: in una mattinata sono state fatte 600 sottoscrizioni. Mercoledì i precari si sposteranno all’ospedale Maggiore di Modica, giovedì al Busacca di Scicli e infine la settimana di presidi si concluderà venerdì prossimo, al Regina Margherita di Comiso, quando verrà chiusa la petizione. L’obiettivo fissato è quello di ottenere seimila firme. “Siamo convinti che riusciremo a superare il traguardo prefissato – spiega il responsabile del dipartimento Sanità Cgil, Angelo Tabbì – anche perché le adesioni che riceviamo dalla gente sono spontanee: ci aspettiamo molto anche da Comiso, dove, per l’attivazione della nuova residenza sanitaria assistita conclude Tabbì – si vogliono esternalizzare figure sanitarie professionali come gli infermieri e gli operatori della riabilitazione, qualcosa che non era mai accaduto prima”. Negli ultimi otto anni la sanità pubblica ragusana ha perso quasi 1000 posti di lavoro. Fra questi vi sono le centinaia di precari che hanno lavorato per un solo turno nel 2011.

Ortopedia Ragusa, record di vecchietti in sala operatoria

Se c’è un reparto che tocca con mano il fenomeno dell’invecchiamento della popolazione ragusana, quello è senz’altro il dipartimento di Ortopedia dell’ospedale Civile di Ragusa. Nella sala operatoria i centenari che devono subire l’intervento al femore, non sono più una rarità, ma stanno diventando una consuetudine. Il paziente “grande anziano”, come viene chiamato in gergo medico chi ha superato i 65 anni, in questo reparto è sempre più spesso ultranovantenne. Lunedì mattina il primario Giorgio Sallemi, che ha iniziato all’età di 46 anni a dirigere l’unità del Civile, aveva programmato tre interventi a pazienti di 95 anni, 97 anni e a un signore di 101 anni. In realtà l’ultracentenario sarà operato nelle prossime ore, dato che è sopravvenuto uno stato febbrile. Gli infermieri che lavorano nel reparto da decenni non ricordavano un primato simile, cioè la coincidenza di pazienti quasi tutti vicini ai cento anni. “In realtà questa è ormai una cosa ordinaria – spiega il professore Sallemi – e ho una statistica ben precisa che posso citare, quella dell’anno 2011, che dà l’idea di come sia invecchiata la popolazione locale, come del resto quella nazionale. Nel corso dell’anno passato ho operato al femore 136 pazienti: un buon 20 per cento erano grandi anziani”. Cinque giorni fa, un signore di 98 anni, ha lasciato il reparto in buona salute, dopo aver subìto l’intervento per la frattura al femore, già iniziando a camminare, pronto quindi per il percorso di riabilitazione clinica. “Ho lavorato in Francia e poi 20 anni a Firenze; 6 anni fa sono venuto a Ragusa, e ho iniziato questa avventura – dice il dottor Sallemi – e voglio dire che l’ospedale Civile è un ottimo nosocomio. Per quello che riguarda la mia Unità, noi abbiamo rispettato la priorità che ci era stata dettata dall’assessore regionale alla Salute, che è quella di intervenire entro le 48 ore dal trauma: in questo senso abbiamo garantito l’organizzazione della gestione e rispettato questo timing ottimale”. Ciò significa che il paziente grande anziano, che è un soggetto fragile, solitamente affetto da più patologie, ha maggiori possibilità di ottenere una precoce deambulazione.

Raccolta di firme contro le esternalizzazioni ASP

Una massiccia campagna per una raccolta di firme contro le esternalizzazioni dei servizi e delle funzioni sanitarie è stata promossa dalla Cgil di Ragusa con la programmazione di una serie di presidi, nei luoghi sede di ospedali, che saranno operanti da lunedì 30 gennaio a venerdì 3 febbraio. Scrive il sindacato: “la sanità iblea negli ultimi otto anni ha perso nel comparto quasi 1000 posti di lavoro – commenta Angelo Tabbì, responsabile del dipartimento sanità Cgil -. Sono aumentate le esternalizzazioni senza che sia diminuita la spesa complessiva della sanità. Oggi centinaia di lavoratori precari rischiano di essere mandati a casa per far posto agli appalti. E’ un dovere firmare per far cessare questo stato di cose”. Un primo presidio per le firme, lunedì 30 dalle 9 alle 13.30 a Vittoria, martedì 31 a Ragusa.

Sciopero autotrasportatori ALLARME PER GLI ALIMENTI CHE SARANNO POSTI IN VENDITA

Francesco Tanasi, segretario nazionale del Codacons, lancia l’allarme sulla genuinità delle sostanze alimentari che saranno poste in vendita dopo la rimozione, anche parziale, dei blocchi stradali sulle strade siciliane. “Poiché sono ormai trascorsi oltre cinque giorni dall’inizio della protesta e per l’intero periodo di sospensione del trasposto i beni deperibili sono rimasti all’interno di autofurgoni privi di sistemi di congelamento o comunque con i refrigeratori spenti, si corre il serio pericolo che saranno poste in vendita sostanze alimentari non genuine. I consumatori rischiano quindi di acquistare alimenti pericolosi per la loro salute. E’ necessario, afferma Tanasi, che sia posta in essere una verifica accurata di tutti gli alimenti che andranno sui banconi dei supermercati. Tanasi chiede un’azione congiunta di Asp (Azienda Sanitaria Provinciale) e Nas dei Carabinieri per un controllo alimentare capillare prima che le merci siano poste in vendita per scongiurare pericoli alla salute pubblica”.

TICKET, LE NUOVE NORME PER L’ESENZIONE

Entrano in vigore sabato 21, le nuove regole per l’esenzione dal ticket sulle prestazioni sanitarie, sia farmaceutiche che di specialistica ambulatoriale. La nuova legge regionale, approvata dall’Ars il mese scorso, è stata pubblicata venerdì 20 sulla Gazzetta ufficiale della Regione siciliana e prevede che anche la Sicilia si adegui al sistema adottato in tutte le altre regioni italiane, basato sia sull’età degli utenti che sul reddito complessivo dei nuclei familiari. E’abolito, dunque, il sistema Isee. Saranno esentati dal pagamento del ticket i soggetti di età inferiore a 6 anni o superiore a 65 anni, appartenenti a un nucleo familiare con reddito complessivo non superiore a 36 mila 151,98 euro (codice E01); disoccupati e loro familiari a carico appartenenti a un nucleo familiare con un reddito complessivo inferiore a 8.263,31 euro, incrementato fino a 11.362,05 euro in presenza del coniuge e di ulteriori 516,46 euro per ogni figlio a carico (E02); titolari di assegno sociale (ex pensione) e loro familiari a carico (E03); titolari di pensione al minimo di età superiore a 60 anni e loro familiari a carico, appartenenti a un nucleo familiare con reddito complessivo a 8.263,31 euro, incrementato fino a 11.362,05 euro in presenza del coniuge e di ulteriori 516,46 euro per ogni figlio a carico. E’ prevista una fase transitoria, fino al 30 aprile 2012, in cui i soggetti che ritengono di rientrare tra le categorie esentate potranno ricorrere alla autocertificazione apponendo – all’atto della erogazione della prestazione sanitaria – una firma nell’apposito spazio della ricetta (cosa che non sarà più possibile dall’1 maggio). Gli utenti potranno accertare se il proprio nominativo è contenuto nell’elenco dei soggetti esenti sul Sistema Tessera Sanitaria, richiedendo la verifica al proprio medico di medicina generale (MMG) o pediatra di libera scelta (PLS) o rivolgendosi al distretto sanitario di appartenenza. I medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta, per verificare le condizioni di esenzione del proprio assistito, dovranno utilizzare l’elenco disponibile sul sistema tessera sanitaria (portale Sogei) o richiedere l’elenco degli esenti all’Asp competente. Gli assistiti che non sono inseriti negli appositi elenchi, ma che ritengono di possedere i requisiti per beneficiare dell’esenzione, potranno rivolgersi agli uffici distrettuali dell’Asp muniti della propria tessera sanitaria per rendere una autocertificazione e ricevere il relativo tesserino.

I precari dell’Azienda sanitaria tornano a protestare

Dalla prossima settimana i precari della Azienda sanitaria iblea, circa 300 unità fra ausiliari, cuochi e operai specializzati, torneranno a protestare. Lo faranno con sit-in che verranno, stavolta, localizzati davanti ai presidi ospedalieri (nei mesi scorsi, il luogo simbolo della protesta, è stata piazza Igea, davanti il palazzo della sede degli uffici amministrativi dell’Asp). “La scelta di presidiare gli ospedali iblei è dettata dal fatto che nei nosocomi locali c’è carenza di personale ausiliario, come di infermieri – spiega il responsabile del dipartimento Sanità Cgil, Angelo Tabbì -. Eppure 300 persone, appunto i precari, che per anni e da anni hanno lavorato con continuità per l’Asp di Ragusa, restano a casa senza contratti. Nel frattempo alcuni reparti dei tre ospedali ragusani fanno fatica a garantire i servizi con il personale carente in organico”.

Italia dei Valori spiega le ragioni della solidarietà a Gilotta

Il coordinamento provinciale di Italia dei Valori è solidalmente a fianco del Direttore Generale dell’Asp, dr. Ettore Gilotta e rigetta ogni forma di violenza e di atto intimidatorio nei confronti di chicchessia. “Le ragioni della protesta in Sicilia e nel Paese ci sono tutte ma trasformare la legittima protesta in atti di intimidazione è inaccettabile e finora tutti i cittadini, imprese e lavoratori, che si sono ritrovati, dall’oggi al domani, senza lavoro, hanno civilmente e democraticamente protestato e quindi siamo fermamente convinti che ci troviamo dinanzi ad uno stupido atto individuale. La protesta collettiva – scrive Italia dei valori a proposito della lettera minatoria inviata al manager Gilotta – è ben altra cosa ed è civile. Italia dei Valori è sempre a fianco di tutti coloro che oggi pagano a causa di una cattiva politica e del malcostume che ha tolto alla Sicilia legalità e sviluppo, e in tutto questo vi sono responsabilità politiche gravissime a cominciare dall’attuale governatore Lombardo che è il più degno rappresentante del cuffarismo. Alle loro scellerate politiche e ai loro alleati – conclude Italia dei valori – bisogna rispondere democraticamente mandandoli definitivamente a casa attraverso il voto”.

SANITA’, INTESA REGIONE-SINDACATI PER L’ASSUNZIONE DEGLI LSU

Sembrava dovesse essere un Natale triste per i tanti precari dell’Asp 7 di Ragusa, invece, da Palermo sono arrivate buone notizie almeno per il personale ex Lsu. Si parla, infatti, di stabilizzazione per i lavoratori attualmente impegnati nelle aziende sanitarie siciliane con contratto quinquennale di diritto privato e in servizio già prima del 30 dicembre 2010. Un’intesa fra Regione e Sindacati ha portato all’assunzione a tempo indeterminato di queste persone entro il 31 dicembre del 2012 (personale di categoria A e B, ovvero commessi, operatori tecnici, etc.). Spetta adesso alle aziende sanitarie individuare i posti disponibili nelle piante organiche nel rispetto delle disposizioni finanziarie nazionali e regionali in materia di personale. Nei prossimi giorni i sindacati si confronteranno con i dirigenti delle singole aziende sanitarie e con l’istituto zooprofilattico sperimentale per individuare i posti disponibili fin da subito nelle rispettive dotazioni organiche, in modo da bandire i concorsi per titoli e prova pratica di idoneità. Il personale Lsu, inoltre, potrà fare istanza di assunzione anche per le altre aziende sanitarie ricadenti nello stesso bacino ed è previsto che si attinga dalle graduatorie anche nei casi in cui i posti di categoria A e B si renderanno disponibili in un secondo tempo. Si resta in attesa di notizie per la stabilizzazione di tutti gli altri lavoratori precari che operano nel settore della sanità all’interno delle aziende sanitarie siciliane e che da mesi protestano per avere certezze sul proprio futuro.

TICKET DA PAGARE PER 500 MILA SICILIANI

E’ in corso di approvazione all’Ars la legge che riscrive di fatto le norme per l’esenzione dal ticket sanitario. Ad oggi il sistema di esenzione si basava sul calcolo del reddito col modello Isee, che tiene conto della situazione familiare e lavorativa. Chiunque avesse un punteggio inferiore agli 11 mila era esente dal pagamento. Con la nuova legge, invece, sarà considerata la dichiarazione dei redditi. Il tetto sotto al quale si è esenti dal ticket è 36.151 euro, ma per non pagare bisogna avere meno di 6 anni o più di 65; tutti gli altri dovranno pagare. In questo modo saranno 500 mila circa i siciliani non più esenti dal ticket sanitario rispetto al modello precedente. Ovviamente permangono le esenzioni per alcune patologie. La nuova legge regionale nasce dall’obbligo imposto dallo Stato alla Sicilia di adeguarsi al sistema nazionale. La Sicilia avrebbe perso quasi 90 milioni di fondi statali senza l’adeguamento. E’ giusto dire che sono ancora possibili delle parziali modifiche alla normativa, giacché il voto finale dovrebbe arrivare nella giornata di giovedì.

Pratiche clientelari nella sanità, la denuncia di Sel

“Sembra che il Presidente della Regione Lombardo continui a piazzare suoi uomini fidati dappertutto, all’ombra del governo tecnico appoggiato dal Pd addirittura facendo infuriare qualche deputato dello stesso Pd che lamenta tra le altre cose la nomina lottizzata di due primari all’ospedale di Avola”. La denuncia arriva da Sel – sinistra ecologia e libertà – che così continua: “La nostra provincia è stata ed è esente da tale pratica, visto che ha fatto i conti con gli ex padrini della sanità del Pdl e dell’Uudc e per la verità anche degli ex Ds e ora deve fare i conti con un deputato Mpa tornato in sella dopo la parentesi degli arresti domiciliari. Mi chiedo – scrive il vicesindaco di Vittoria Garofalo – se i deputati del Pd della nostra provincia riescano a essere vigili e solerti al fine di evitare possibili soprusi. La cosa migliore da fare sarebbe mettere via le mani della politica dalla sanità. Perché la buona politica è quella che dà gli indirizzi per la tutela della salute e organizza al meglio i servizi sanitari, quella “cattiva” decide i primari, con criteri arbitrari fondati sul potere, la convenienza di qualcuno, la spartizione. Occorrerebbe cambiare la legge che consente questi atti di sopraffazione e consentire le nomine dei primari – scrive Sel – per concorso pubblico e non in modo discrezionale. Per non dimenticare mai che la sanità che funziona non è solo quella libera dagli affari di qualcuno e dalla lottizzazione politica. E’ quella che sta vicina ai cittadini, – conclude Sel – fornisce servizi accessibili, contribuisce alla cultura della salute e non al consumismo sanitario, anche in provincia di Ragusa”.

Precari ASP, nessuna risposta

Non ci sono regali sotto l’albero di Natale dei precari dell’Asp di Ragusa. Solo il silenzio di tutti. Prima di tutto il silenzio delle istituzioni regionali. Il presidente della Regione Raffaele Lombardo, inseguito da settimane da qualche deputato regionale della provincia, non dà risposte sulla convocazione a Palermo dei vertici dell’Asp, dei rappresentanti dei lavoratori precari ragusani e dei sindacati. Il governatore è inseguito anche dai sindacalisti, che chiamano continuamente, tramite cellulare, segretari e segretarie del presidente. “Ci ha fatto sapere che in questo momento non ha tempo per i precari dell’Asp iblea – ammette, forse per la prima volta davvero sconsolato, Angelo Tabbì, responsabile provinciale del dipartimento Sanità Cgil – ma la verità è che nemmeno sappiamo se alla fine Lombardo sia stato davvero informato su questa richiesta di incontro”. Si tratta dell’istanza del famoso vertice che si doveva tenere alla Regione, a seguito dell’assemblea che si è tenuta alla Cgil quasi un mese fa. In quella occasione c’erano i deputati Ammatuna e Digiacomo, i rappresentanti della Cgil e centinaia di lavoratori. Si era deciso di accettare il boccone amaro, della firma del contratto ad 8 euro l’ora, per gli operai (che fanno parte della categoria dei 300 precari della sanità iblea). Si era stabilito, appunto, di chiedere la convocazione di tutte le parti alla Regione. Ma da allora Palermo è diventata sempre più irraggiungibile, fagocitata dalle vertenze più importanti che assillano palazzo d’Orleans e dall’allarme generale sulla manovra Monti e il mostro recessione che ha rivoluzionato l’Italia in poche settimane. A chi interessa che trecento lavoratori rischiano di finire sul lastrico e che centinaia di donne, mamme con figli, stanno sbarcando il lunario, fra difficilissimi equilibrismi? “Il manager dell’Asp di Ragusa ripete a Palermo che qui a Ragusa è tutto a posto in merito alla vertenza dei precari”, commenta Tabbì. In realtà nulla è a posto. Non è stata firmata la convenzione con la Multiservizi nella quale dovevano confluire i precari. E nel febbraio scorso e poi a novembre è stato allargato l’appalto di pulizia e manutenzione affidato a una ditta esterna (dal 2005) prevedendo anche altri servizi pertinenti alle mansioni degli ausiliari specializzati, quali sono appunto i precari. Il rappresentante sindacale della Cgil in un laconico comunicato annuncia che si rischia lo sciopero. E intanto si attende l’incontro con il Prefetto.

AVIS, CORSO DI FORMAZIONE PER SISTEMI DI QUALITA’

Si svolgeranno a Ragusa, presso la sede Avis, nei giorni 12 e 13 dicembre, due moduli del corso di formazione per la gestione del Sistema di Qualità dedicato ai Direttori Sanitari e personale di Segreteria delle sezioni Avis di Acate, Comiso, Vittoria, Scoglitti, Ispica, Modica, Pozzallo, Scicli. Il corso, coordinato dal direttore sanitario di Avis provinciale Ragusa, dott. Giovanni Garozzo, tenuto dalla società di certificazione Certiquality, è sviluppato sulle tematiche che riguardano “Le norme della famiglia ISO 9001” e “Gli audit: le verifiche ispettive”. L’iniziativa è stata organizzata per rispondere alle norme del decreto regionale 4 marzo 2011 sui requisiti minimi che richiede alle Unità di Raccolta di istituire e mantenere un Sistema di Gestione per la Qualità in raccordo con quello del Servizio Trasfusionale di riferimento.

 

PRECARI ASP, NATALE DI INCERTEZZA

Natale amaro per i precari della sanità ragusana. Non si prospetta nulla di buono per i lavoratori, ausiliari specializzati. Mercoledì mattina i precari hanno dato vita all’ennesimo sit-in di protesta, stavolta scegliendo una location diversa, non più piazza Igea, che da mesi è diventato il simbolo della vertenza, ma il sagrato della cattedrale di Ragusa. “Abbiamo voluto posizionarci nel luogo simbolo della città – spiega il responsabile del dipartimento Sanità della Cgil, Angelo Tabbì – per richiamare l’attenzione di tutta la cittadinanza sulla problematica, che riguarda centinaia di famiglie della provincia di Ragusa”. Sono soprattutto donne, le precarie dell’Asp iblea, spesso con figli e separate; lavoratrici che per dieci anni, se non più, hanno espletato la loro mansione per l’Azienda sanitaria senza mai essere integrate nell’organico. Dal limbo della precarietà questi lavoratori sono passati alla mancanza assoluta di ogni diritto e certezza di continuità nel lavoro. Dal Natale scorso, quando l’Azienda ha esternalizzato il servizio, per questa categoria è iniziata l’odissea. “Adesso ci sentiamo sempre più abbandonati – dicono i precari – come se a nessuno interessi che attuare la convenzione con la Multiservizi, e quindi far lavorare la nostra categoria, significherebbe un risparmio sui costi per l’Azienda e quindi per la collettività”. “Ci tolgono il presente e ci rubano il futuro” hanno scritto in uno degli striscioni esposti. “Adesso registriamo un silenzio assordante, che sta accompagnando la nostra pressante richiesta di incontro sollecitata da più di venti giorni – spiega Tabbì -. Chiediamo l’immediato ritiro dell’allargamento dell’appalto delle pulizie da parte dell’Asp”.

Vincenzo Muriana eletto Presidente dell’Ordine dei veterinari

Nel corso della prima riunione del consiglio direttivo di nuova elezione, il Dott. Vincenzo Muriana è stato eletto Presidente dell’Ordine dei Medici Veterinari per il triennio 2012-2014. Vincenzo Muriana è fra l’altro assessore allo Sviluppo Economico e Sociale della Provincia Regionale di Ragusa.

Convegno sull’amianto

Di amianto ci si ammala. Si muore. Asbestosi, mesotelioma pleurico-peritonale, cancro polmonare. Queste le malattie principali. Le piccolissime particelle di cui è costituito, una volta inalate, vanno a concentrarsi nei bronchi, negli alveoli polmonari, nella pleura, provocando danni irreversibili. Che hanno stroncato la vita di migliaia di lavoratori del mare e delle fabbriche. Sacrificati sull’altare della produzione e del profitto infame. Questo il tema del convegno dal titolo “Amianto tutela e risarcimento del danno-aspetti medici e legali”, organizzato dall’associazione Helios Med. E’ intervenuto l’avvocato Pier Paolo Petruzzelli, referente per l’Italia dello studio legale americano Cohen, che ha illustrato le procedure da seguire per ottenere il risarcimento dei danni subiti a causa dell’amianto. Sono seguite le testimonianze di parenti di lavoratori morti a causa dell’esposizione all’amianto.

Sospesa la marcia lenta a difesa degli ospedali di Comiso e Scicli

E’ momentaneamente sospesa la marcia lenta indetta per lunedì 21 novembre a Ragusa con destinazione piazza Igea, sede dell’Asp iblea. La decisione è maturata a seguito degli esiti positivi scaturiti dall’audizione, nei giorni scorsi, presso la Sesta Commissione all’Ars nella quale è stato ribadito che i Pronto soccorso degli ospedali di Comiso e Scicli non saranno soppressi.

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