26-06-2017
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Archivio della categoria: Sindacati

NOVE ANNI SENZA INFORTUNI – VERSALIS RAGUSA MIGLIORE PERFORMANCE IN ENI

 

 sindacati chimici

Lo stabilimento Versalis di Ragusa, ancora una volta, per nove anni consecutivi, raggiunge l’obiettivo “zero infortuni” piazzandosi al primo posto tra le aziende del gruppo Eni con migliore performance in ambito HSE per l’anno 2016. Centoventicinque donne e uomini, 365 giorni l’anno, impegnati nel rispetto e applicazione delle migliori prassi aziendali per la cura della sicurezza, della salute e dell’ambiente: questi i numeri dell’impegno che hanno portato al raggiungimento del prestigioso traguardo. «Le segreterie di Filctem, Femca e Uiltec territoriali, non possono che essere soddisfatte di questo risultato che premia l’impegno di azienda e lavoratori in un ambito molto delicato e complesso come quello della sicurezza sul lavoro. Zero infortuni per addetti del diretto e dell’indotto – numeri di vera eccellenza ripetuti per nove anni – è un traguardo che la dice lunga anche sulla qualità del lavoro e il rispetto per l’ambiente all’interno di Versalis per il sito industriale di Ragusa». La premiazione è avvenuta lo scorso 5 giugno a San Donato Milanese nell’ambito del  primo Eni Safety & Environment Day, presente l’amministratore delegato Claudio Descalzi. «Dietro ai risultati di Eni e di Versalis, per il nostro caso particolare, – concludono Filippo Scollo, Giorgio Saggese, e Giuseppe Scarpata, segretari delle federazioni dei chimici di CGIL, CISL e UIL – ci sono persone che si dedicano con impegno e dedizione ad applicare le best practices nei loro ambiti di attività. In tutti i siti industriali di Eni, infatti, sono condotte attività di valutazione dei rischi per individuare e gestire, di continuo, i principali pericoli per la sicurezza del lavoro, nel rispetto dell’ambiente, a tutela delle persone e della piena occupabilità degli addetti. Come a Ragusa, appunto. È in questo contesto territoriale che occorre anche leggere l’eccellenza del risultato di Versalis Ragusa. In 5 anni (2011-2016) persi 5.000 posti di lavoro in provincia di Ragusa. Il dato emerge dalle statistiche Inail del 2016. Da 45.843 addetti stabili a 41.050 per industria, artigianato, servizi terziario. Nel 2015, report INAIL 2016; 2604 sono state le denunce di infortunio in provincia, di cui 6 infortuni mortali, 5 industria, 1 agricoltura; (tre infortuni sono avvenuti per occasione di lavoro senza mezzo di trasporto)».

Salvatore Terranova è il nuovo segretario generale della Flai Cgil di Ragusa

Salvatore Terranova (2)

L’assemblea generale del sindacato dei lavoratori dell’agroindustria, riunitasi nei locali della Cgil di Ragusa, trentasei i componenti presenti, ha eletto Salvatore Terranova nuovo segretario generale con 35 voti favorevoli e un astenuto. Salvatore Terranova succede a Salvatore Carpintieri che lascia l’incarico per scadenza di mandato. Nelle prime dichiarazioni programmatiche Salvatore Terranova ha assunto l’impegno di condurre le battaglie sui diversi fronti a partire dal comparto agricolo, la forestale e continuazione delle iniziative volte alla moralizzazione di alcuni enti come il consorzio di bonifica di Ragusa. Salvatore Terranova è componente la segreteria provinciale della Cgil e segretario della Camera del lavoro di Modica.

Arresti per lavoro nero in agricoltura, plauso della Cgil alle forze di Polizia

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Dal segretario generale Giuseppe Scifo riceviamo e pubblichiamo: “La Cgil plaude all’operazione condotta dalla Questura nel vittoriese contro lo sfruttamento in un’azienda agricola avvenuta giovedì. L’azione che ha visto impegnati diversi agenti ha scoperto l’impiego di ventisei lavoratori migranti ridotti in condizioni di neo schiavismo; paga bassissima, lavoro pesante e condizioni abitative inidonee a ospitare persone. In più è stato appurato l’impiego di lavoratori provenienti dall’Africa sub – sahariana ospiti nei diversi centri di accoglienza presenti nel territorio. Sono richiedenti asilo e lavoratori romeni, tutti sotto lo stesso comune denominatore, lo sfruttamento. L’operazione ha tratto in arresto i responsabili, ovvero gli imprenditori; in assenza di atti ufficiali è  molto probabile che la polizia abbia agito in applicazione della nuova  legge 29 ottobre 2016, n. 199. “Disposizioni in materia di contrasto ai fenomeni del lavoro nero, dello sfruttamento del lavoro in agricoltura.”. Questa norma ottenuta grazie all’impegno della Cgil in anni di battaglie a partire dalle campagne delinea alcuni indici di sfruttamento, tra i quali la reiterata retribuzione inferiore rispetto alla paga contrattuale, le violazioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro e le fatiscenti condizioni alloggiative messe a disposizione dai datori di lavoro. Inoltre la legge 199 punisce gli imprenditori che si approfittano dello stato di bisogno e in generale della vulnerabilità dei lavoratori. Questa condizione si riferisce soprattutto ai lavoratori migranti in particola i richiedenti asilo. L’impiego di questi ultimi in condizioni di sfruttamento apre scenari preoccupanti che chiamano in causa anche i responsabili dei programmi di accoglienza. La Cgil già in alcune strutture ha promosso dei momenti formativi rivolti ai migranti ospiti per parlare dei rischi di grave sfruttamento in alcuni ambiti nel nostro territorio. Su questa via noi intendiamo continuare a collaborare con le Istituzioni e i diversi centri di accoglienza al fine di creare consapevolezza sui rischi reali che possono presentarsi dietro le offerte di lavoro. Seguendo il ragionamento sugli indici di sfruttamento il problema si allarga su dimensioni molto ampie di responsabilità da parte d’imprenditori. La paga molto inferiore rispetto a quella prevista di contratti provinciali di lavoro in relazione agli orari di lavoro è una questione molto diffusa nel comparto agricolo ragusano, specie nella zona ipparina. Questa condizione riguarda sia i lavoratori stranieri sia gli italiani. Una condizione presente anche in aziende grandi e strutturate. In questi giorni stiamo conducendo una vertenza nei confronti di una grande azienda agricola all’interno di una O.P. che impiega lavoratori in prevalenza italiani pagati 35 euro per  8,5 ore di lavoro al giorno per 6 giorni a settimana. I lavoratori si sono rivolti alla Flai Cgil ma temono ritorsioni e la perdita del posto di lavoro. Questa situazione è purtroppo assai diffusa. Al tempo stesso riscontriamo una condizione migliore, anche se non del tutto regolare, sul versante ispicese dove ci sono diverse grandi aziende che operano alle stesse condizioni di mercato. Esistono anche realtà di aziende regolari nel nostro territorio a dimostrazione del fatto che l’agricoltura nelle regole è possibile. In ogni caso la crisi strutturale legata alla commercializzazione non può mai giustificare il comportamento d’imprenditori che operano lo sfruttamento selvaggio ai danni dei più deboli. Tutto questo nel 2017 è inammissibile. Occorre che le Istituzioni, a partire dagli enti locali e dagli uffici preposti di controllo, assumano consapevolezza sulla gravità del fenomeno. Tutto questo potrebbe avere pesanti ripercussioni sul mercato poiché la crescente sensibilità dei consumatori impone ai produttori e all’intera filiera la qualità e la responsabilità sociale, non più presunta, auto dichiarata bensì certificata. Dalle immagini diffuse dalla Questura emerge una grande professionalità delle forze di polizia impiegate e la sensibilità nei confronti delle vittime. Di questo siamo veramente grati al Questore e tutti gli uomini e le donne impiegate nell’operazione”. Firmato Il Segretario Generale della Cgil di Ragusa Giuseppe Scifo

Vertenza Coop Sicilia. A Ragusa assemblea degli ottantatré dipendenti

ipercoop_“La Filcams-CGIL Sicilia rifiuta di avallare licenziamenti per sanare una situazione debitoria frutto di scelte imprenditoriali improvvide e del tutto fallimentari. Chiede di discutere i piani di rilancio industriale al fine di condividere coi rappresentanti dei lavoratori gli obiettivi, i tempi, i risultati attesi e le attività da intraprendere per far riemergere l’azienda dal guado senza affossare i lavoratori e senza far pagare ancora una volta ad essi i costi”. Questa è la riflessione dei dirigenti sindacali della Filcams Cgil Sicilia in ordine alla complessa vertenza COOP Sicilia. Proprio ieri si è tenuto l’esame congiunto sulla procedura di mobilità aperta da COOP Sicilia e che prevede la chiusura di quattro supermercati, un ipermercato e la riorganizzazione di undici punti vendita per un totale di 273 lavoratori coinvolti. Questo mercoledì è prevista intanto nella sede della Coop Ragusa un’assemblea per affrontare i temi tuttora in discussione e che riguardano il futuro di ottantatré unità lavorative. Salvatore Tavolino, segretario generale della Filcams Cgil di Ragusa e Peppe Scifo, segretario generale della Cgil di Ragusa dichiarano congiuntamente: “ Guardiamo con fiducia alla risoluzione di questa difficile vertenza. Nostro compito primario è quello della salvaguardia dei livelli occupazionali nel nostro territorio ponendo in essere tutte le misure necessarie per scongiurare la chiusura delle di IperCoop Ragusa; non sarà un’impresa facile ma abbiamo il dovere di continuare ed insistere su questa linea”. “La Filcams  CGIL, che rappresenta i lavoratori del commercio, ritiene che COOP Sicilia debba ritirare la dichiarazione di esuberi, – afferma Salvatore Leonardi, segretario generale della Filcams Cgil Sicilia – che produrrebbe un ulteriore sottodimensionamento del personale nei punti vendita ed un inasprimento delle condizioni dei lavoratori, già ampiamente stremati dalle ultime politiche di organizzazione del lavoro dell’azienda”.

La presenza Eni in provincia di Ragusa

supporto-eni“La provincia di Ragusa vantava uno dei distretti industriali più all’avanguardia del mezzogiorno d’Italia, il “modello Ragusa” come esempio di un circuito economico virtuoso. Oggi segna il passo, ma resiste ancora un’importante filiera industriale, rappresentata dalle industrie del settore estrattivo, petrolchimico e gomma plastica. Le riserve petrolifere di cui è ricco il sottosuolo ragusano  e quindi l’avvento delle grandi multinazionali del settore, dando inizio ad una intensa attività di estrazione e coltivazione dei giacimenti, unito al sopraggiungere dell’industria chimica, hanno delineato il vero volano dell’economia locale, caratterizzando fortemente la storia industriale del territorio ragusano”. Questa è l’analisi espressa dai segretari generali, nazionale Filctem Claudio Bettoni, regionale della Filctem Sicilia Giuseppe D’aquila nell’assemblea generale della Filctem Cgil di Ragusa, i cui lavori sono stati introdotti da Filippo Scollo, segretario generale della Filctem di Ragusa e tenutasi nei locali della Camera del lavoro presente il segretario generale della Cgil di Ragusa, Peppe Scifo. Alla luce della presentazione del piano industriale di Eni, che prevede investimenti in attività upstream prevalentemente all’estero ed all’imminente presentazione del piano industriale di “Versalis” l’azienda chimica del gruppo ENI, i segretari si sono interrogati su quali possono essere i possibili scenari futuri legati alla presenza di questo importante gruppo industriale in provincia di Ragusa. I dati non sono incoraggianti. Nei fatti nell’ultimo biennio si è più che dimezzata la produzione del petrolio degli Iblei per le concessioni minerarie che insistono in provincia di Ragusa. La produzione d’idrocarburi ha subito una forte contrazione, passando da 5000 barili di olio al giorno estratti nel 2014 a circa 1500 per i soli campi Enimed di Ragusa a causa della drastica riduzione delle tonnellate di olio estratto dalla concessione S. Anna, meglio conosciuta come Tresauro; uno sfruttamento intensivo dei tre pozzi che qui insistono che ne ha probabilmente compromesso la capacità produttiva anche per i prossimi anni. Il protocollo d’intesa firmato con ENI a Gela nel 2014 prevede che solo in attività upstream 1,8 miliardi di euro d’investimento, parte dei quali sarebbero ricaduti in attività di ricerca ed estrazione proprio sul nostro territorio. La situazione complessiva risente delle mutate condizioni di mercato, in particolare la forte contrazione dei prezzi degli idrocarburi ma anche vincoli di carattere amministrativo quali il piano paesaggistico che non ha ancora prodotto risultati. Oggi bisogna fare i conti con una drammatica realtà che a giudicare dai dati non lascia ben sperare e ci mette davanti ad un destino che, in assenza d’interventi, sembra segnato. Per quanto riguarda Versalis, l’altra importante azienda del gruppo Eni presente in provincia con lo stabilimento di C.da Tabuna, si è ancora in attesa della presentazione del piano industriale. C’è in gioco l’investimento, già da anni preventivato, da 400 milioni di euro per la chimica siciliana. I dirigenti della Filctem ritengono un’opportunità la realizzazione di investimenti da parte di Versalis nell’area industriale di Priolo e viene chiesta con forza la stessa attenzione per il mantenimento ed il rafforzamento delle produzioni ragusane. Lo stabilimento Versalis di Ragusa ha tre linee di produzione e l’annesso impianto di purificazione etilene. Quest’assetto produttivo rende efficiente il sito e qualunque altra scelta non potrebbe che produrre il venir meno di un equilibrio economico che ne garantisce la tenuta. Lo stabilimento di C.da Tabuna  rappresenta un esempio virtuoso di produzioni fortemente legate al territorio; una catena industriale che parte dalla produzione di polietilene, segue la trasformazione in film agricolo per serre da parte di importanti aziende del settore gomma-plastica presenti in provincia e quindi il successivo smaltimento e riciclo dopo l’utilizzo in serra.

 

 

ENI quale presenza a Ragusa: il tema di un attivo della Filctem

filctem

La presenza industriale di ENI attraverso le aziende controllate in provincia di Ragusa (lo stabilimento Versalis di c.da Tabuna e il centro olio Enimed) sarà oggetto di un attivo Filctem che si terrà lunedì 19 giugno p.v. alle ore 16.30, nei locali della CGIL Ragusa, alla presenza del segretario nazionale Filctem, Claudio Bettoni, del segretario generale Filctem Sicilia, Giuseppe D’Aquila. I lavori saranno introdotti dal segretario generale Filctem CGIL di Ragusa, Filippo Scollo. Presente il segretario generale della Cgil di Ragusa, Peppe Scifo. La problematica posta all’ordine del giorno sarà utile per interrogarsi sulla presenza industriale di ENI e per comprendere cosa hanno rappresentato e quali possono essere i possibili scenari futuri degli stabilimenti presenti a Ragusa. Nel corso dell’attivo saranno inoltre presentati i candidati alle prossime elezioni di fondenergia, il fondo pensione delle aziende del settore energetico.

Una folta delegazione di Ragusa presente alla manifestazione nazionale di Roma contro il libretto famiglia e la prestazione occasionale

Il segr gen Cgil Ragusa Scifo alla manifestazione di Roma

Una folta delegazione della Cgil di Ragusa, guidata dal segretario generale Peppe Scifo, ha partecipato sabato mattina alla manifestazione  nazionale tenutasi a Roma con lo slogan:  “rispetto per il lavoro e la Costituzione”. La manifestazione ha inteso protestare contro il Governo per la reintroduzione di misure che creano nuova precarietà negando elementari diritti, dopo la scomparsa dei voucher. E a proposito di voucher la Confederazione ha raccolto milioni di firme per chiederne l’abolizione, ma, con uno schiaffo alla democrazia, il referendum abrogativo indetto non si è mai tenuto: una legge ha impedito agli italiani di esprimersi e ha fatto rientrare dalla finestra ciò che era uscito dalla porta. “La democrazia va difesa”, è questo il messaggio lanciato dalla manifestazione di Roma, in Piazza San Giovanni. “Ciò che ha fatto il governo e la maggioranza che lo sostiene, commenta Peppe Scifo, hanno dell’incredibile. La politica non ha avuto il coraggio di fare una battaglia a viso aperto, ha usato furbizie: da un canto ha abolito i voucher e dall’altro con la manovrina ha reso possibile la introduzione del “libretto  famiglia” per le famiglie che offrono un lavoro occasionale accessorio e il “Contratto di prestazione occasionale” per gli altri committenti, incluse le Amministrazioni pubbliche, creando così nuove e insopportabili ingiustizie e tanta precarietà”.

Chiusura punti vendita Coop Sicilia

Salvatore TavolinoSulla difficile situazione che stanno attraverso i dipendenti dei punti vendita della Coop che rischiano il posto di lavoro, con la chiusura di diversi esercizi, mettendo in crisi l’economia di diecine di famiglie, il segretario generale della Filcams Cgil di Ragusa, Salvatore Tavolino esprime la sua opinione: “Da tempo, come organizzazioni sindacali, chiedevamo un tavolo che ponesse al centro un piano di rilancio industriale, invece Coop Sicilia si è limitata ad applicare piani di flessibilità senza senso e che hanno messo ancora di più  in difficoltà l’organizzazione del lavoro, già troppo ridimensionato. Mai abbiamo nascosto le criticità che attraversavano i punti vendita, ma abbiamo chiesto un’inversione di tendenza anche rispetto ai piani commerciali ma la risposta è stata quella di presentare un esubero di 273 lavoratori. Dietro quella parola esuberi ci sono lavoratori, mamme, famiglie, che hanno costruito progetti, sogni che oggi sono spezzati. Non può Coop Sicilia uscirsene come se niente fosse, lasciando centinaia di lavoratori senza occupazione. Nei prossimi giorni saremo impegnati ad avviare trattative su diversi fronti. Auspichiamo che Coop voglia davvero porsi l’obiettivo di rilanciare il comparto e di ravvedersi circa la chiusura di alcuni punti vendita”.

Una delegazione di Ragusa presente alla protesta a Palermo per il rinnovo del contratto di lavoro dei metalmeccanici

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Una folta delegazione di lavoratori e dirigenti sindacali, con in testa il segretario generale della Cgil di Ragusa, Peppe Scifo,  il segretario generale della Fiom di Ragusa, Francesco Maltese, del segretario della cdl di Pozzallo, Nicola Colombo ha partecipato, domenica mattina, allo sciopero generale unitario, con Fim Cisl e UilM, che si è tenuto a Palermo. Dopo il concentramento Piazza Croci, il corteo dei lavoratori ha raggiunto Piazza Giuseppe Verdi dove sono intervenuti Ferdinando Uliano, segretario nazionale della Fim Cgil e Silvio Vicari, coordinatore regionale UILM Sicilia. Ha concluso il comizio Maurizio Landini, segretario generale nazionale della Fiom Cgil.Alla base della protesta il rinnovo dei contratti collettivi e l’aumento della retribuzione.

La Cgil di Ragusa pronta a mobilitarsi se passa l’emendamento sui voucher

Peppe Scifo e Salvatore TerranovaIl tentativo di reinserire i voucher attraverso un emendamento al decreto legge n° 50/2017 attualmente in discussione in Parlamento è stato oggetto di una conferenza stampa tenutasi venerdì mattina alla Cgil di Ragusa alla presenza del segretario generale, Peppe Scifo, e del segretario provinciale della Cgil di Ragusa, Salvatore Terranova “Ci sono in atto segnali di distensione per evitare il voto sull’emendamento – ha detto Peppe Scifo – ma nel caso dovesse essere votato, la Cgil si mobiliterebbe per denunciare quello che viene definito un sopruso dopo l’annullamento dei voucher da parte dello stesso governo Gentiloni“. Il segretario generale Peppe Scifo nei giorni scorsi aveva inviato una nota al Prefetto di Ragusa, Librizzi, per denunciare questo stato di cose.

Convegno a Ragusa, da L’Ultima Ruota il dibattito sulla sicurezza dell’autotrasporto

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“L’Ultima Ruota” è il titolo di un documentario prodotto dalla Filt Cgil di Ragusa e che sarà proiettato giovedì 25 maggio al Centro Studi “Feliciano Rossitto” di Ragusa alle ore 9,30. La proiezione del documentario, realizzato da LocoStudio comunication di Modica, introduce un tema di grande attualità: ”Autotrasporto di qualità, tutela dei diritti e della sicurezza dei lavoratori”. Su questa problematica si aprirà un confronto dibattito che sarà introdotto da Peppe Stella, segretario generale della Filt-Cgil di Ragusa e presieduto da Peppe Scifo, segretario generale della Cgil di Ragusa. Parteciperanno al dibattito rappresentanti delle istituzioni e degli enti nonché lavoratori del settore. Il dibattito sarà concluso dall’intervento della segretaria nazionale della Filt Cgil, Giulia Guida.

Truffe finanziarie ai danni degli anziani

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“Repressione e prevenzione delle truffe finanziarie ai danni degli anziani” è il tema del seminario formativo e informativo che SPI CGIL e FISAC CGIL di Ragusa terranno nella giornata di venerdì 19 maggio con inizio alle ore 9,30 presso i locali della Camera del Lavoro Territoriale di Ragusa in Vico Cairoli n. 29. Al seminario saranno presenti Francesca Artista, Segretaria generale FISAC CGIL Sicilia, Alessandro Gallo della FISAC CGIL Sicilia, Mario Vivera, Segretario SPI CGIL Sicilia, Giuseppe Scifo, Segretario generale CGIL Ragusa, Flavio Farruggio, Segretario generale FISAC CGIL Ragusa e Roberta Malavasi, Segretaria generale SPI CGIL Ragusa. Il seminario si inserisce nell’ambito di una azione che il Sindacato dei pensionati e dei lavoratori bancari della CGIL sta promuovendo per sviluppare maggiore consapevolezza e conoscenza negli utenti, soprattutto quelli meno informati come gli anziani, nei confronti delle truffe finanziarie e dei prodotti che i mercati finanziari offrono ai propri clienti e che spesso hanno livelli di rischio, sul capitale investito, di cui gli stessi acquirenti sono inconsapevoli. SPI CGIL e FISAC CGIL Ragusa vogliono dare il loro contributo operativo alla prevenzione e alla educazione finanziaria, a partire dalla  formazione, e alla denuncia di questo tipo di truffe finanziarie, sostenendo gli anziani e attivando tutti gli strumenti di conoscenza per metterli in condizione di riconoscere le truffe. Al Prefetto di Ragusa è stata consegnata una lettera di invito al seminario, con la disponibilità, da parte di SPI e FISAC, come soggetti sociali rappresentativi del mondo degli anziani e dei lavoratori del settore bancario, a partecipare ai lavori del “Comitato di Coordinamento per la prevenzione dei reati di truffa, in particolare di natura finanziaria nei confronti della popolazione di età avanzata e con educazione finanziaria contenuta”, già costituito a seguito del Protocollo sottoscritto dal Ministero degli Interni e dal Presidente dell’ABI.

La Cgil di Ragusa presente a Portella della Ginestra

portella della ginestra

Oltre duecento persone, a bordo di tre pullman organizzati dalla Cgil di Ragusa e auto private, hanno raggiunto lunedì mattina, Portella delle Ginestra per partecipare alla Festa nazionale del 1° maggio che Cgil,Cisl,Uil hanno deciso di commemorare a settanta anni da quel tragico eccidio. Il Primo maggio 1947 una folla di lavoratori, donne, bambini e anziani fu bersagliata dalle raffiche di mitra della banda di Salvatore Giuliano, mentre ascoltava il discorso di alcuni dirigenti del Pci in occasione della Festa dei lavoratori. Furono undici le persone uccise (a cui aggiungiamo le morti avvenute successivamente), più di sessanta i feriti. Una strage ancora senza mandanti. Nell’area tra i comuni di Piana degli Albanesi, San Giuseppe Jato e San Cipirello in molti si erano ritrovati anche per la vittoria elettorale del «Blocco del Popolo» (l’alleanza tra socialisti e comunisti) alle elezioni regionali del 20 aprile. “Ci siamo mobilitati in tanti, – dichiara Peppe Scifo, segretario generale della Cgil di Ragusa -, perché crediamo sia importante partecipare in un momento come questo di forte smarrimento identitario. Il futuro è legato alla consapevolezza del passato, e la determinazione e il coraggio di quelle generazioni che hanno pagato con la vita il prezzo della conquista dei diritti deve essere per noi insegnamento quotidiano. Affinché il lavoro possa tornare ad essere strumento di crescita e realizzazione individuale e collettiva”.

RAGUSA, CONTINUA LA LOTTA DEI LAVORATORI DEL SERVIZIO IDRICO

P1030271-Copia-21-677x521_cLe Organizzazioni sindacali  Cgil Filcams, Cisl Fisascat e Ugl dopo l’ennesimo incontro , per nulla proficuo, con l’assessore ai lavori pubblici Salvatore Corallo hanno deciso di interrompere le trattative. Scrivono i sindacati: “Un anno fa l’amministrazione Piccitto presentò, ai sindacati rappresentanti dei lavoratori del servizio idrico, la nuova gara d’appalto che avrebbe dovuto affidare ad una società “altamente qualificata” il servizio idrico della nostra città. Gli obbiettivi che l’amministrazione si proponeva erano l’efficienza del servizio, risparmio energetico ed economico per la città e l’ammodernamento di alcuni servizi di pronto intervento e manutenzione. Per raggiungere questi obbiettivi, ci dissero, era necessario che anche i lavoratori fossero disposti a qualche sacrificio. La gara d’appalto prevedeva la riduzione del personale da 39 unità a 33 . Nonostante la contrarietà e la lotta dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali contro questi tagli, l’amministrazione continuo imperterrita a portare avanti la gara d’appalto e coinvolse il Prefetto nella trattativa. Tutti gli impegni che il Sindaco e l’assessore Corallo presero in più occasioni e con verbali firmati davanti al prefetto sono stati disattesi. Ad oggi rimangono solo i tagli del personale e nessun risparmio per la collettività. Adesso ci ritroviamo nella stessa identica situazione. L’amministrazione, per bocca del solito assessore Corallo, propone alle organizzazioni sindacali di avallare la nuova gara d’appalto che dovrà regolamentare il servizio idrico per i prossimi 2 anni. Una gara d’appalto di quasi 4 milioni di euro che prevede ulteriori tagli al personale.Infatti, viene dismesso il servizio di autobotti e quindi vengono licenziati i 3 lavoratori adibiti a questo servizio. Le motivazioni addotte dall’amministrazione per questi ulteriori tagli sono un offesa all’intelligenza: siccome i mezzi devono essere revisionati e l’amministrazione non ha soldi è meglio che questo servizio venga cancellato dalla nuova gara d’appalto. Ma, visto che il servizio autobotti è essenziale per la città, si destinano 200 mila euro per un nuovo appalto, scorporato dall’idrico, di gestione del servizio autobotti. Questo il nuovo  capolavoro dell’amministrazione Piccitto. In più, il fatto che la nuova gara sarà assegnata con la procedura dell’offerta economicamente vantaggiosa lascia ulteriori perplessità sul numero dei tagli che la nuova gestione potrà approntare. E’ fuor di dubbio, infatti, che chi vincerà l’appalto tenterà in ogni modo di apportare delle modifiche agli impianti di sollevamento idrico o nella distribuzione e questo permetterà di ridurre ulteriormente il personale visto che la gara d’appalto non prevede il reimpiego dei possibili lavoratori in esubero. Insomma si continua con la macelleria sociale. Da circa 2 mesi le organizzazioni sindacali continuano a sedersi al tavolo delle trattative con l’amministrazione facendo proposte alternative che salvaguardino i posti di lavoro ma, questa amministrazione sembra sorda ad ogni nostra richiesta. Inoltre, il Sindaco in tutti questi mesi non si è degnato neanche di incontrare le organizzazioni sindacali e i lavoratori per spiegare le ragioni di questa scelta da parte dell’amministrazione. Come organizzazioni sindacali non possiamo accettare ulteriori licenziamenti . Per questo continueremo la lotta con tutte le azioni a nostra disposizione fino al ritiro del bando sul servizio idrico”.

Ancora una morte sul luogo di lavoro, la riflessione dei sindacati

morti biancheAll’indomani dalla morte del giovane muratore caduto da una impalcatura di un cantiere a Frigintini, Cgil Cisl e Uil scrivono: “Ancora una volta piangiamo una vittima caduta sul posto di lavoro. La morte di un giovane somalo di 31 anni, Mohammed B. al Trauma Center dell’Ospedale Cannizzaro di Catania, dimostra ancora una volta come l’approccio mentale e il pieno convincimento del valore sicurezza sui luoghi di lavoro non è ancora pieno e consapevole. La tragica fine di un giovane lavoratore venuto nel nostro paese a cercare lavoro, migliori condizioni di vita e una nuova dignità per sé e la propria famiglia è stata pagata con il prezzo massimo, perché ancora il sistema sicurezza non è purtroppo considerato da tutti una componente fondamentale delle dinamiche del lavoro e in quanto tale valore aggiunto per le imprese. Saranno gli organi inquirenti a stabilire le esatte dinamiche che hanno provocato il decesso e ad individuare le responsabilità che vanno sanzionate in modo esemplare. Fillea, Filca, Feneal si sentono particolarmente vicine alla famiglia del lavoratore in questo tragico momento che fa lievitare la statistica sul numero dei morti nei luoghi di lavori, proprio in una provincia che già nel 2106 ha registrato decessi e infortuni gravi non indifferenti.  Il tema sicurezza sui luoghi di lavoro deve diventare prioritario e centrale nella problematiche che si connettono all’attività di impresa e di conseguenza sulla vita stessa del lavoratore che opera quotidianamente all’interno dei cantieri”.

 

ADICONSUM RAGUSA SIRACUSA

Romeo Palermo Cerruto Correnti SchinninàGianni Cerruto riconfermato alla guida dell’Adiconsum Ragusa Siracusa. L’elezione al termine del congresso dell’associazione dei consumatori della Cisl tenuto nella sala conferenze di piazza Ancione a Ragusa. A completare la segreteria Adiconsum, eletta alla presenza del presidente regionale dell’associazione, Vincenzo Romeo, e del segretario territoriale Cisl, Antonio Palermo, sono Anita Correnti e Rocco Schininà. L’Adiconsum, associazione di consumatori costituita su iniziativa della Cisl, è presente sull’intero territorio di Ragusa Siracusa ed è ormai diventata un punto di riferimento per i cittadini che chiedono assistenza e tutela individuale o collettiva. «Singole persone o famiglie si rivolgono a noi per essere assistiti nella più disparate pratiche commerciali – ha commentato Cerruto – Purtroppo sono tanti i cittadini che hanno bisogno del nostro aiuto. Ci sono vessazioni e pratiche commerciali discutibili compiute quotidianamente da aziende senza scrupoli. La nostra presenza a Ragusa e Siracusa è ormai una realtà e continuiamo ad operare perché le buone pratiche per la difesa dei consumatori vengano recepite da tutte le parti.»

Quesiti referendari. Convocata l’assemblea generale della Cgil di Ragusa

IMG_7027La campagna referendaria promossa dalla Cgil sarà all’ordine del giorno dell’ Assemblea Generale  provinciale convocata per venerdì 10 marzo alle ore 16,30 al centro studi “Feliciano Rossitto”. Scrive il sindacato: “E’ un momento di dibattito e di incontro sui due quesiti referendari che possono davvero cambiare questo Paese. Si tratta di abrogare i voucher e tutelare le lavoratrici e i lavoratori degli appalti. In questo modo si può liberare il lavoro. Due i quesiti promossi dalla Cgil: il primo per l’abrogazione dei voucher, che sono uno strumento malato che andrebbe azzerato a favore di una riforma per una contrattualizzazione pulita e esplicita che regolamenti il lavoro occasionale; il secondo per la responsabilità solidale negli appalti, che riguarda milioni di lavoratori nel nostro Paese”.

Aggressione dirigente Fit Cisl presidio Ragusa

Eugenio Elefante 1“Solidarietà al nostro dirigente e ferma condanna per la vile aggressione consumata questa mattina”. Così Nino Giannone, responsabile del Presidio Fit di Ragusa, commenta l’aggressione subìta martedì mattina da un iscritto della Fit Cisl colpito al volto da una persona. “Al nostro iscritto – continua Giannone – va la nostra piena solidarietà e la vicinanza di tutta la federazione. Quanto accaduto è assolutamente inverosimile e non può passare impunito. Niente può giustificare tale gesto violento”. Al lavoratore dei trasporti è arrivata anche la solidarietà del segretario generale della Ust Paolo Sanzaro.

Attentato incendiario al mercato di Vittoria – La Cgil chiede l’intervento del governo nazionale

IMG-20170218-WA0001Riceviamo e pubblichiamo: “Il gravissimo attentato incendiario di questa notte, che poteva costare la vita di un lavoratore, un’autista di origine pugliese di sessantadue anni che stava riposando all’interno di uno dei tre camion della ditta C.A.A.I.R. incendiati e adesso ricoverato al centro grandi ustioni del “Cannizzaro” di Catania per fortuna con una prognosi di trenta giorni, ha superato ogni limite ed è urgente da parte del governo e dell’antimafia nazionale, dover intervenire. L’escalation criminale che sta caratterizzando l’attività  del mercato ortofrutticolo di Vittoria ha subito, nel corso di qualche anno, una svolta a delinquere che supera i confini locali a dimostrazione che esiste un collaudato sistema pluri mafioso a più alto livello che condiziona la vita e la gestione della struttura. La città di Vittoria, conosciuta in Europa per le sue attività legate storicamente e socialmente  ad un’agricoltura di qualità e di eccellenza, non può più subire passivamente questi atti di violenza e di arroganza mafiosa ed è venuto il momento di costruire una reazione collettiva civile, consapevole e convinta da parte delle forze imprenditoriali della città, degli operatori, dell’associazionismo d’impresa per porre centrale la questione del mercato di Vittoria. Ho già informato, di quanto accaduto, gli organi regionali e nazionali della Cgil e chiederò al prefetto di Ragusa, a nome della Cgil tutta, la convocazione del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Denunceremo ai Ministeri competenti, attraverso le nostra rappresentanze nazionali, quanto, da tempo, sta accadendo al mercato ortofrutticolo di Vittoria e sollecitando le istituzioni pubbliche ad andare al di là degli atti formali e sottoscritti e di assumere, invece, iniziative concrete. Esprimiamo alla famiglia del lavoratore rimasto vittima dell’azione criminale tutta la nostra solidarietà e vicinanza. Stamani assieme la segretario generale della Filt Cgil di Ragusa, Peppe Stella, siamo andati sul luogo dell’attentato e ci siamo resi conto che è necessario ed urgente rispondere a questo attentato con gli strumenti della democrazia, ma con il vigore e la determinazione adeguata per fronteggiare un nemico della libertà d’impresa e dei lavoratori ovvero il sistema mafioso”. Firmato Giuseppe Scifo Cgil Ragusa

“Libera il lavoro #con2SI’, tutta un’altra Italia. Anche a Ragusa e provincia i banchetti a sostegno dei due referendum

CGIL-referendum-420x210Banchetti coloratissimi per la prima “Giornata nazionale” promossa dalla Cgil, con lo slogan ”Libera il lavoro #Con 2 Sì, Tutta un’altra Italia” a sostegno dei due referendum proposti dal sindacato, sono stati organizzati e predisposti anche nel territorio ibleo. Iniziative con volantinaggio si sono tenute a Ragusa ( dove erano presenti Valeria Firrincieli, segretaria confederale, Franco Renna segretario organizzativo, Franco Cascone Segretario generale della Fillea e Gaetano Martello responsabile Sunia), a Comiso (con Mario Vivera della segreteria Regionale SPI), a Modica (presenti Salvatore Terranova, segretario confederale, Francesco Maltese Segretario generale della Fiom, Francesco Pisana della segreteria Filcams e Graziana Stracquadanio Segreteria regionale Fillea), a Pozzallo (presenti Nicola Colombo Responsabile camera del lavoro, Aldo Mattisi Segretario Prov.le Funzione Pubblica) e infine a Scicli con Antonio Modica responsabile della locale camera del lavoro. La Cgil di Ragusa si è dunque mobilitata per sensibilizzare e per confrontarsi con la pubblica opinione sulla necessità di votare sì ai due quesiti referendari che propongono di abrogare le norme sul voucher e quelle per la responsabilità solidale in materia di appalti. Le iniziative, che si sono svolte in contemporanea in tutta Italia, sono utili per sollecitare il Governo a definire al più presto la data dei referendum e il Parlamento a discutere la legge di iniziativa popolare sulla “Carta dei diritti universali del lavoro”. La vittoria del sì sarà decisiva e importante per un cambiamento della precaria situazione occupazionale, soprattutto giovanile, nel Paese dove necessitano nuove politiche economiche e sociali, più giuste e inclusive. Si è registrato anche un momento festoso quando alle 12.00 si sono alzati in cielo migliaia di palloncini con gli slogan dei due referendum popolari per il lavoro. Un gesto simbolico per sottolineare l’impegno della Cgil nella battaglia per liberare il lavoro.  Il primo quesito, l’abrogazione dei voucher è uno strumento “malato” che andrebbe “azzerato” a favore di una riforma per una contrattualizzazione pulita e esplicita che regolamenti il lavoro occasionale. Il secondo per la “responsabilità sociale negli appalti” riguarda milioni di lavoratori del nostro Paese e non è un fenomeno marginale come si va sostenendo.

 

 

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