17-08-2017
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Archivio della categoria: Sindacati

Saranno sospesi i lavori nelle aree critiche del lotto Rosolini – Modica

I segretari Sanzaro,Bandiera e Scifo all'assemblea dei lavoratori della Cosige

I lavori del lotto autostradale Rosolini Modica saranno sospesi a tratti, laddove si registrano le criticità. Cas e Cosige metteranno a punto una mappatura delle aree di crisi e quindi l’inizio delle sospensioni parziali dei lavori. I lavoratori in attività nei tratti che saranno sospesi beneficeranno della cassa integrazione. L’Anas si è impegnata a trasferire diciotto milioni di euro, la prossima settimana, al CAS e quindi questo consentirà all’impresa di poter andare avanti nei lavori. Queste le notizie comunicate dal Prefetto di Ragusa, Maria Carmela Librizzi a una delegazione di sindacalisti (Peppe Scifo, segretario generale della Cgil, Giorgio Bandiera, segretario generale aggiunto UIL, Carlo Spinello, segretario provinciale della Filca Cisl e Cettina Raniolo, segretaria territoriale della Cisl Ragusa) dopo l’incontro avuto con i rappresentanti del Cas, della Cosige e dell’Anas avente ad oggetto i lavori di completamento del lotto autostradale Rosolini – Modica per i quali la Cosige aveva annunciato la sospensione con il rischio di licenziamento delle maestranze. Le maestranze hanno presidiato con in sit in lo spazio antistante la Prefettura di Ragusa, decisione assunta alla presenza dei segretari di Cgil,Cisl,UIL (Scifo, Sanzaro e Bandiera) che hanno partecipato ad un’assemblea dei lavoratori nei locali del cantiere della Cosige. “Siamo moderatamente ottimisti dall’esisto della vicenda, commenta la delegazione sindacale ricevuta dal prefetto di Ragusa, che riguarda il completamento dei lotti dell’autostrada Rosolini Modica. Le parti hanno ammorbidito le loro posizioni e stanno cominciando a dialogare sul merito delle questioni critiche che stanno sul tavolo. Un grande lavoro sta compiendo il Prefetto di Ragusa per cercare di unire le posizioni e il nostro compito è quello di monitorare la situazione attraverso le categorie. Il quadro è più incoraggiante rispetto alle posizioni iniziali ma dobbiamo stare vigili. La presenza dei lavoratori del cantiere ci incoraggia e ci sostiene per andare avanti con sempre maggiore determinazione”.

Rimuovere il direttore Aricò, manifestazione con sit – in martedì a Ragusa

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La Camera del Lavoro di Ragusa ha indetto una manifestazione pubblica con un sit – in di protesta martedì 11 luglio p.v. alle ore 9.30 in Piazza Igea a Ragusa, per chiedere l’immediata rimozione del direttore generale, Maurizio Aricò e la nomina di un commissario ad acta per la gestione del trasferimento, in tempi brevi e nella massima sicurezza, al Nuovo Ospedale di Ragusa.  E’ decisa la presa di posizione della Cgil rispetto alla critica situazione in cui versano gli ospedali di Ragusa e l’intera rete ospedaliera iblea che crea grande preoccupazione a motivo del caos “provocato con la stucchevole vicenda del trasferimento dei reparti nel nuovo ospedale Giovanni Paolo II”. Una situazione, ricorda il sindacato, che ha determinato lo stop all’attività di reparti, comprese le sale operatorie e ambulatori a Ragusa, mentre gli ospedali di Modica e Vittoria rischiano di non poter fare fronte a tutte le richieste di prestazioni sanitarie. “La gestione di questa vicenda – commenta Peppe Scifo, segretario generale della Cgil di Ragusa – dimostra ampiamente l’incapacità dell’attuale dirigenza dell’Asp, tanto è vero che è intervenuta la magistratura evidenziando gravi inadempienze sul piano tecnico e procedurale”. “E’ del tutto evidente – conclude Peppe Scifo – che l’attuale direzione dell’ASP è totalmente delegittimata visto il caos, l’improvvisazione e i rischi per la salute pubblica che si sono creati a Ragusa e nell’intera rete ospedaliera”.

Sbloccare i lavori della stazione passeggeri di Pozzallo

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La prossima settimana, Dario Cartabellotta, commissario straordinario del Libero Consorzio comunale di Ragusa, convocherà una riunione con le parti sociali al fine di fare il punto della situazione sul completamento della stazione passeggeri che insiste, incompiuta nel porto di Pozzallo. Venerdì una delegazione della Cgil, della Fillea Cgil di Ragusa e della Camera del Lavoro di Pozzallo, ha promosso un sit davanti al cancello. “Dopo poco tempo dall’inizio, – sostengono Nicola Colombo e Franco Cascone rispettivamente, segretario della Cdl di Pozzallo e segretario generale della Fillea Cgil di Ragusa -, i lavori vengono fermati per motivi burocratici legati all’attività di un’impresa subappaltante. Ripresi i lavori, è stata realizzata poco meno del 70 per cento dell’opera, nuovi intoppi si sono creati per il pagamento dei SAL. I primi tre sono stati liquidati dall’ex provincia regionale di Ragusa, il quarto non è stato onorato per cui i lavori si sono bloccati. Si era scoperto, a suo tempo, che mancava nella progettazione l’impianto di climatizzazione”. “Occorre ripartire in fretta e completare l’opera – dichiara Peppe Scifo, segretario generale della Cgil di Ragusa presente al sit – in -, le istituzioni devono agire con speditezza per consentire un’immediata ripresa ei lavori secondo un crono programma certo. L’incontro, che fisserà per la prossima settimana il commissario Cartabellotta, potrebbe indicare la strada da percorrere per porre fine a questa defaticante telenovela”.

Stazione passeggeri Porto di Pozzallo, sit in di protesta per il suo completamento

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Riceviamo dai Segretari Generale Cgil di Ragusa Giuseppe Scifo, Cdl di Pozzallo Nicola Colombo, Generale Fillea di Ragusa Franco Cascone e pubblichiamo: “Un anno fa, esattamente l’8 luglio 2016, scadeva il termine per la fine dei lavori di costruzione della stazione passeggeri nel Porto di Pozzallo, e oggi a distanza di un anno non abbiamo nessuna notizia sul completamento dei lavori. Oltre al mancato completamento dell’opera ci preoccupa la situazione di stallo che persiste ancora oggi nel cantiere. Non sappiamo di preciso come e quando sarà consegnata l’opera, sappiamo di certo che anche per questa stagione estiva al porto di Pozzallo non ci sarà la stazione e i passeggeri che lì vi transitano sono privi di servizi, anche quelli essenziali. La realizzazione della stazione passeggeri nel Porto di Pozzallo ha avuto un iter tormentato da ritardi dovuti alla mala gestione dei lavori, infiniti contenziosi compresi problemi di irregolarità amministrativa. Lo scorso gennaio (2017) avevamo appreso con grande soddisfazione lo stanziamento di circa 250mila euro da parte dell’ente appaltante, il Libero Consorzio Comunale di Ragusa (ex provincia) pensando che fosse stato l’atto finale che avrebbe portato a termine i lavori prima dell’inizio della stagione estiva. E invece purtroppo ancora una volta siamo di fronte all’ennesima disfatta. I passeggeri, soprattutto quelli diretti e provenienti da Malta, circa 100mila ogni anno, che giungono al Porto di Pozzallo non trovano ancora nessun servizio, nessun comfort e non saranno avviate le attività commerciali ed economiche previste dentro la stazione passeggeri. La realizzazione di quest’opera è strategica per Pozzallo e per tutto il territorio.  Serve riavviare subito i lavori per portarli al termine,  anche per evitare che quanto già realizzato possa finire in malora. Questo in parte è accaduto e accade ancora; nell’aria del cantiere si possono  vedere i materiali utilizzati per la coibentatura del tetto rimossi dal vento e sparsi e resi inutilizzabili. Questo a dimostrazione del fatto che i ritardi creano un impatto economico negativo a 360°, perché occorre ristrutturare parti già realizzate e per tutte le mancate opportunità legate alla messa a regime della stazione. Attualmente chi arriva nel Porto si trova davanti uno scenario desolante dove manca tutto comprese la attività di informazione e promozione del territorio. Adesso basta! Occorre ripartire in fretta e finire l’opera. Non è possibile continuare a sopportare quest’andazzo generale delle cose. Le istituzioni devono agire immediatamente per un’immediata ripresa dei lavori secondo un cronoprogramma certo. La Cgil da anni impegnata su questo fronte non assisterà passivamente all’ennesima disfatta e incompiuta in ambito infrastrutturale nel nostro territorio. Venerdì 7 luglio alle ore 10:00 un sit–in di protesta davanti al cancello d’ingresso della stazione passeggeri del porto di Pozzallo al fine di sensibilizzare la cittadinanza, l’opinione pubblica sulla gravità della situazione e chiedere l’impedita ripresa dei lavori per il completamento della stazione passeggeri”. Firmato Cgil, Giuseppe Scigo, Nicola Colombo, Franco Cascone.

Il direttivo Cgil ha approvato il conto consuntivo 2016

L' intervento di Peppe Scifo

Approvato, dal comitato  direttivo provinciale della Cgil di Ragusa, il conto consuntivo 2016 con voto unanime. Il quadro economico finanziario del documento tecnico è stato illustrato dall’amministratore del sindacato, Giuseppe Roccuzzo, mentre il responsabile di organizzazione, Franco Renna, nella sua relazione, ha sostenuto che “nel bilancio consuntivo del 2016 si consolida la positiva inversione di tendenza registrata negli ultimi anni. Il documento economico continua a dare ragione alle politiche di bilancio che si sono sostanziate nella diminuzione dei costi, nell’oramai avvenuto azzeramento dei debiti e nella creazione di un solido patrimonio. Il conto consuntivo 2016 si chiude, infatti, con un avanzo di quasi dieci mila euro. La politica messa in atto dalla segretaria confederale, attraverso le scelte operate, è riuscita a mantenere più che un sostanziale equilibrio delle finanze dell’organizzazione, nonostante le difficoltà incontrate durante lo scorso anno a cause di diverse spese impreviste”. Subito dopo, il segretario generale, Peppe Scifo, ha relazionato sulla situazione politico sindacale partendo dal voto delle comunali di domenica scorsa che ha registrato l’avanzare del blocco reazionario del centro destra che ha battuto gli avversari sulla base di slogan incentrati sulla xenofobia. Il segretario generale della Cgil di Ragusa ha poi toccato i punti relativi al dato occupazionale presente e potenziale legato alla realizzazione delle infrastrutture come la Stazione dei Passeggeri di Pozzallo, al completamento dell’asse viario dell’ Aeroporto di Comiso, al loto Rosolini – Modica e realizzazione degli altri lotti dell’Autostrada Siracusa – Gela e del raddoppio  della Ragusa- Catania. Ha posto poi le attenzioni sull’asset della Camera di Commercio di Ragusa, sulla Sanità Iblea alla luce delle ultime vicende, alle questioni dell’igiene ambientali, all’autotrasporto e infine un riferimento al caporalato e all’agromafie che ha visto applicare ne territorio di Vittoria delle nuova legge che ha portato all’arresto di due imprenditori. Si è aperto un dibattito che ha confermato alcune posizione note all’interno delle categorie della Cgil come la contestazione, da parte della Funzione Pubblica, dei disservizi pubblici e gravi disagi che si sono registrati nell’organizzare il trasferimento, avvenuto solo in parte, di alcuni servizi nel nuovo ospedale di Ragusa. La riunione del comitato direttivo della Cgil è stato concluso dal responsabile dell’organizzazione della Cgil Sicilia, Saverio Piccione, il quale ha informato l’assemblea che la stagione congressuale della Cgil si aprirà nell’autunno del 2018, che sarà attivata sul territorio nazionale la certificazione degli iscritti al fine di mettere in cantiere la discussione e il dibattito nazionale sulla legge sulla rappresentanza sindacale e il ricorso alla Corte Costituzionale contro la norma che rimette in campo i voucher con un appello al Presidente della Repubblica perché si faccia chiarezza su quanto legislativamente accaduto.

SORVEGLIANZA AL TRIBUNALE DI RAGUSA, CONCESSO UN MESE DI PROROGA AI LAVORATORI DELLA SICILIA POLICE

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La decisione è stata presa dopo la riunione tenutasi in Prefettura alla luce degli allarmi sollevati dalle organizzazioni sindacali circa l’incertezza per il futuro di nove unità. “Un altro mese di tempo – sottolinea Angelo Gulizia, segretario Uiltucs-Uil Ragusa – ci consente di tirare il fiato ma è ovvio che non si tratta della soluzione definitiva. Ringraziamo, intanto, quanto si sono adoperati per garantire il raggiungimento di questo temporaneo traguardo e auspichiamo l’apertura di un tavolo ufficiale di trattative che ci consenta di interloquire ai livelli opportuni per chiudere la vertenza in via definitiva”.

NOVE ANNI SENZA INFORTUNI – VERSALIS RAGUSA MIGLIORE PERFORMANCE IN ENI

 

 sindacati chimici

Lo stabilimento Versalis di Ragusa, ancora una volta, per nove anni consecutivi, raggiunge l’obiettivo “zero infortuni” piazzandosi al primo posto tra le aziende del gruppo Eni con migliore performance in ambito HSE per l’anno 2016. Centoventicinque donne e uomini, 365 giorni l’anno, impegnati nel rispetto e applicazione delle migliori prassi aziendali per la cura della sicurezza, della salute e dell’ambiente: questi i numeri dell’impegno che hanno portato al raggiungimento del prestigioso traguardo. «Le segreterie di Filctem, Femca e Uiltec territoriali, non possono che essere soddisfatte di questo risultato che premia l’impegno di azienda e lavoratori in un ambito molto delicato e complesso come quello della sicurezza sul lavoro. Zero infortuni per addetti del diretto e dell’indotto – numeri di vera eccellenza ripetuti per nove anni – è un traguardo che la dice lunga anche sulla qualità del lavoro e il rispetto per l’ambiente all’interno di Versalis per il sito industriale di Ragusa». La premiazione è avvenuta lo scorso 5 giugno a San Donato Milanese nell’ambito del  primo Eni Safety & Environment Day, presente l’amministratore delegato Claudio Descalzi. «Dietro ai risultati di Eni e di Versalis, per il nostro caso particolare, – concludono Filippo Scollo, Giorgio Saggese, e Giuseppe Scarpata, segretari delle federazioni dei chimici di CGIL, CISL e UIL – ci sono persone che si dedicano con impegno e dedizione ad applicare le best practices nei loro ambiti di attività. In tutti i siti industriali di Eni, infatti, sono condotte attività di valutazione dei rischi per individuare e gestire, di continuo, i principali pericoli per la sicurezza del lavoro, nel rispetto dell’ambiente, a tutela delle persone e della piena occupabilità degli addetti. Come a Ragusa, appunto. È in questo contesto territoriale che occorre anche leggere l’eccellenza del risultato di Versalis Ragusa. In 5 anni (2011-2016) persi 5.000 posti di lavoro in provincia di Ragusa. Il dato emerge dalle statistiche Inail del 2016. Da 45.843 addetti stabili a 41.050 per industria, artigianato, servizi terziario. Nel 2015, report INAIL 2016; 2604 sono state le denunce di infortunio in provincia, di cui 6 infortuni mortali, 5 industria, 1 agricoltura; (tre infortuni sono avvenuti per occasione di lavoro senza mezzo di trasporto)».

Salvatore Terranova è il nuovo segretario generale della Flai Cgil di Ragusa

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L’assemblea generale del sindacato dei lavoratori dell’agroindustria, riunitasi nei locali della Cgil di Ragusa, trentasei i componenti presenti, ha eletto Salvatore Terranova nuovo segretario generale con 35 voti favorevoli e un astenuto. Salvatore Terranova succede a Salvatore Carpintieri che lascia l’incarico per scadenza di mandato. Nelle prime dichiarazioni programmatiche Salvatore Terranova ha assunto l’impegno di condurre le battaglie sui diversi fronti a partire dal comparto agricolo, la forestale e continuazione delle iniziative volte alla moralizzazione di alcuni enti come il consorzio di bonifica di Ragusa. Salvatore Terranova è componente la segreteria provinciale della Cgil e segretario della Camera del lavoro di Modica.

Arresti per lavoro nero in agricoltura, plauso della Cgil alle forze di Polizia

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Dal segretario generale Giuseppe Scifo riceviamo e pubblichiamo: “La Cgil plaude all’operazione condotta dalla Questura nel vittoriese contro lo sfruttamento in un’azienda agricola avvenuta giovedì. L’azione che ha visto impegnati diversi agenti ha scoperto l’impiego di ventisei lavoratori migranti ridotti in condizioni di neo schiavismo; paga bassissima, lavoro pesante e condizioni abitative inidonee a ospitare persone. In più è stato appurato l’impiego di lavoratori provenienti dall’Africa sub – sahariana ospiti nei diversi centri di accoglienza presenti nel territorio. Sono richiedenti asilo e lavoratori romeni, tutti sotto lo stesso comune denominatore, lo sfruttamento. L’operazione ha tratto in arresto i responsabili, ovvero gli imprenditori; in assenza di atti ufficiali è  molto probabile che la polizia abbia agito in applicazione della nuova  legge 29 ottobre 2016, n. 199. “Disposizioni in materia di contrasto ai fenomeni del lavoro nero, dello sfruttamento del lavoro in agricoltura.”. Questa norma ottenuta grazie all’impegno della Cgil in anni di battaglie a partire dalle campagne delinea alcuni indici di sfruttamento, tra i quali la reiterata retribuzione inferiore rispetto alla paga contrattuale, le violazioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro e le fatiscenti condizioni alloggiative messe a disposizione dai datori di lavoro. Inoltre la legge 199 punisce gli imprenditori che si approfittano dello stato di bisogno e in generale della vulnerabilità dei lavoratori. Questa condizione si riferisce soprattutto ai lavoratori migranti in particola i richiedenti asilo. L’impiego di questi ultimi in condizioni di sfruttamento apre scenari preoccupanti che chiamano in causa anche i responsabili dei programmi di accoglienza. La Cgil già in alcune strutture ha promosso dei momenti formativi rivolti ai migranti ospiti per parlare dei rischi di grave sfruttamento in alcuni ambiti nel nostro territorio. Su questa via noi intendiamo continuare a collaborare con le Istituzioni e i diversi centri di accoglienza al fine di creare consapevolezza sui rischi reali che possono presentarsi dietro le offerte di lavoro. Seguendo il ragionamento sugli indici di sfruttamento il problema si allarga su dimensioni molto ampie di responsabilità da parte d’imprenditori. La paga molto inferiore rispetto a quella prevista di contratti provinciali di lavoro in relazione agli orari di lavoro è una questione molto diffusa nel comparto agricolo ragusano, specie nella zona ipparina. Questa condizione riguarda sia i lavoratori stranieri sia gli italiani. Una condizione presente anche in aziende grandi e strutturate. In questi giorni stiamo conducendo una vertenza nei confronti di una grande azienda agricola all’interno di una O.P. che impiega lavoratori in prevalenza italiani pagati 35 euro per  8,5 ore di lavoro al giorno per 6 giorni a settimana. I lavoratori si sono rivolti alla Flai Cgil ma temono ritorsioni e la perdita del posto di lavoro. Questa situazione è purtroppo assai diffusa. Al tempo stesso riscontriamo una condizione migliore, anche se non del tutto regolare, sul versante ispicese dove ci sono diverse grandi aziende che operano alle stesse condizioni di mercato. Esistono anche realtà di aziende regolari nel nostro territorio a dimostrazione del fatto che l’agricoltura nelle regole è possibile. In ogni caso la crisi strutturale legata alla commercializzazione non può mai giustificare il comportamento d’imprenditori che operano lo sfruttamento selvaggio ai danni dei più deboli. Tutto questo nel 2017 è inammissibile. Occorre che le Istituzioni, a partire dagli enti locali e dagli uffici preposti di controllo, assumano consapevolezza sulla gravità del fenomeno. Tutto questo potrebbe avere pesanti ripercussioni sul mercato poiché la crescente sensibilità dei consumatori impone ai produttori e all’intera filiera la qualità e la responsabilità sociale, non più presunta, auto dichiarata bensì certificata. Dalle immagini diffuse dalla Questura emerge una grande professionalità delle forze di polizia impiegate e la sensibilità nei confronti delle vittime. Di questo siamo veramente grati al Questore e tutti gli uomini e le donne impiegate nell’operazione”. Firmato Il Segretario Generale della Cgil di Ragusa Giuseppe Scifo

Vertenza Coop Sicilia. A Ragusa assemblea degli ottantatré dipendenti

ipercoop_“La Filcams-CGIL Sicilia rifiuta di avallare licenziamenti per sanare una situazione debitoria frutto di scelte imprenditoriali improvvide e del tutto fallimentari. Chiede di discutere i piani di rilancio industriale al fine di condividere coi rappresentanti dei lavoratori gli obiettivi, i tempi, i risultati attesi e le attività da intraprendere per far riemergere l’azienda dal guado senza affossare i lavoratori e senza far pagare ancora una volta ad essi i costi”. Questa è la riflessione dei dirigenti sindacali della Filcams Cgil Sicilia in ordine alla complessa vertenza COOP Sicilia. Proprio ieri si è tenuto l’esame congiunto sulla procedura di mobilità aperta da COOP Sicilia e che prevede la chiusura di quattro supermercati, un ipermercato e la riorganizzazione di undici punti vendita per un totale di 273 lavoratori coinvolti. Questo mercoledì è prevista intanto nella sede della Coop Ragusa un’assemblea per affrontare i temi tuttora in discussione e che riguardano il futuro di ottantatré unità lavorative. Salvatore Tavolino, segretario generale della Filcams Cgil di Ragusa e Peppe Scifo, segretario generale della Cgil di Ragusa dichiarano congiuntamente: “ Guardiamo con fiducia alla risoluzione di questa difficile vertenza. Nostro compito primario è quello della salvaguardia dei livelli occupazionali nel nostro territorio ponendo in essere tutte le misure necessarie per scongiurare la chiusura delle di IperCoop Ragusa; non sarà un’impresa facile ma abbiamo il dovere di continuare ed insistere su questa linea”. “La Filcams  CGIL, che rappresenta i lavoratori del commercio, ritiene che COOP Sicilia debba ritirare la dichiarazione di esuberi, – afferma Salvatore Leonardi, segretario generale della Filcams Cgil Sicilia – che produrrebbe un ulteriore sottodimensionamento del personale nei punti vendita ed un inasprimento delle condizioni dei lavoratori, già ampiamente stremati dalle ultime politiche di organizzazione del lavoro dell’azienda”.

La presenza Eni in provincia di Ragusa

supporto-eni“La provincia di Ragusa vantava uno dei distretti industriali più all’avanguardia del mezzogiorno d’Italia, il “modello Ragusa” come esempio di un circuito economico virtuoso. Oggi segna il passo, ma resiste ancora un’importante filiera industriale, rappresentata dalle industrie del settore estrattivo, petrolchimico e gomma plastica. Le riserve petrolifere di cui è ricco il sottosuolo ragusano  e quindi l’avvento delle grandi multinazionali del settore, dando inizio ad una intensa attività di estrazione e coltivazione dei giacimenti, unito al sopraggiungere dell’industria chimica, hanno delineato il vero volano dell’economia locale, caratterizzando fortemente la storia industriale del territorio ragusano”. Questa è l’analisi espressa dai segretari generali, nazionale Filctem Claudio Bettoni, regionale della Filctem Sicilia Giuseppe D’aquila nell’assemblea generale della Filctem Cgil di Ragusa, i cui lavori sono stati introdotti da Filippo Scollo, segretario generale della Filctem di Ragusa e tenutasi nei locali della Camera del lavoro presente il segretario generale della Cgil di Ragusa, Peppe Scifo. Alla luce della presentazione del piano industriale di Eni, che prevede investimenti in attività upstream prevalentemente all’estero ed all’imminente presentazione del piano industriale di “Versalis” l’azienda chimica del gruppo ENI, i segretari si sono interrogati su quali possono essere i possibili scenari futuri legati alla presenza di questo importante gruppo industriale in provincia di Ragusa. I dati non sono incoraggianti. Nei fatti nell’ultimo biennio si è più che dimezzata la produzione del petrolio degli Iblei per le concessioni minerarie che insistono in provincia di Ragusa. La produzione d’idrocarburi ha subito una forte contrazione, passando da 5000 barili di olio al giorno estratti nel 2014 a circa 1500 per i soli campi Enimed di Ragusa a causa della drastica riduzione delle tonnellate di olio estratto dalla concessione S. Anna, meglio conosciuta come Tresauro; uno sfruttamento intensivo dei tre pozzi che qui insistono che ne ha probabilmente compromesso la capacità produttiva anche per i prossimi anni. Il protocollo d’intesa firmato con ENI a Gela nel 2014 prevede che solo in attività upstream 1,8 miliardi di euro d’investimento, parte dei quali sarebbero ricaduti in attività di ricerca ed estrazione proprio sul nostro territorio. La situazione complessiva risente delle mutate condizioni di mercato, in particolare la forte contrazione dei prezzi degli idrocarburi ma anche vincoli di carattere amministrativo quali il piano paesaggistico che non ha ancora prodotto risultati. Oggi bisogna fare i conti con una drammatica realtà che a giudicare dai dati non lascia ben sperare e ci mette davanti ad un destino che, in assenza d’interventi, sembra segnato. Per quanto riguarda Versalis, l’altra importante azienda del gruppo Eni presente in provincia con lo stabilimento di C.da Tabuna, si è ancora in attesa della presentazione del piano industriale. C’è in gioco l’investimento, già da anni preventivato, da 400 milioni di euro per la chimica siciliana. I dirigenti della Filctem ritengono un’opportunità la realizzazione di investimenti da parte di Versalis nell’area industriale di Priolo e viene chiesta con forza la stessa attenzione per il mantenimento ed il rafforzamento delle produzioni ragusane. Lo stabilimento Versalis di Ragusa ha tre linee di produzione e l’annesso impianto di purificazione etilene. Quest’assetto produttivo rende efficiente il sito e qualunque altra scelta non potrebbe che produrre il venir meno di un equilibrio economico che ne garantisce la tenuta. Lo stabilimento di C.da Tabuna  rappresenta un esempio virtuoso di produzioni fortemente legate al territorio; una catena industriale che parte dalla produzione di polietilene, segue la trasformazione in film agricolo per serre da parte di importanti aziende del settore gomma-plastica presenti in provincia e quindi il successivo smaltimento e riciclo dopo l’utilizzo in serra.

 

 

ENI quale presenza a Ragusa: il tema di un attivo della Filctem

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La presenza industriale di ENI attraverso le aziende controllate in provincia di Ragusa (lo stabilimento Versalis di c.da Tabuna e il centro olio Enimed) sarà oggetto di un attivo Filctem che si terrà lunedì 19 giugno p.v. alle ore 16.30, nei locali della CGIL Ragusa, alla presenza del segretario nazionale Filctem, Claudio Bettoni, del segretario generale Filctem Sicilia, Giuseppe D’Aquila. I lavori saranno introdotti dal segretario generale Filctem CGIL di Ragusa, Filippo Scollo. Presente il segretario generale della Cgil di Ragusa, Peppe Scifo. La problematica posta all’ordine del giorno sarà utile per interrogarsi sulla presenza industriale di ENI e per comprendere cosa hanno rappresentato e quali possono essere i possibili scenari futuri degli stabilimenti presenti a Ragusa. Nel corso dell’attivo saranno inoltre presentati i candidati alle prossime elezioni di fondenergia, il fondo pensione delle aziende del settore energetico.

Una folta delegazione di Ragusa presente alla manifestazione nazionale di Roma contro il libretto famiglia e la prestazione occasionale

Il segr gen Cgil Ragusa Scifo alla manifestazione di Roma

Una folta delegazione della Cgil di Ragusa, guidata dal segretario generale Peppe Scifo, ha partecipato sabato mattina alla manifestazione  nazionale tenutasi a Roma con lo slogan:  “rispetto per il lavoro e la Costituzione”. La manifestazione ha inteso protestare contro il Governo per la reintroduzione di misure che creano nuova precarietà negando elementari diritti, dopo la scomparsa dei voucher. E a proposito di voucher la Confederazione ha raccolto milioni di firme per chiederne l’abolizione, ma, con uno schiaffo alla democrazia, il referendum abrogativo indetto non si è mai tenuto: una legge ha impedito agli italiani di esprimersi e ha fatto rientrare dalla finestra ciò che era uscito dalla porta. “La democrazia va difesa”, è questo il messaggio lanciato dalla manifestazione di Roma, in Piazza San Giovanni. “Ciò che ha fatto il governo e la maggioranza che lo sostiene, commenta Peppe Scifo, hanno dell’incredibile. La politica non ha avuto il coraggio di fare una battaglia a viso aperto, ha usato furbizie: da un canto ha abolito i voucher e dall’altro con la manovrina ha reso possibile la introduzione del “libretto  famiglia” per le famiglie che offrono un lavoro occasionale accessorio e il “Contratto di prestazione occasionale” per gli altri committenti, incluse le Amministrazioni pubbliche, creando così nuove e insopportabili ingiustizie e tanta precarietà”.

Chiusura punti vendita Coop Sicilia

Salvatore TavolinoSulla difficile situazione che stanno attraverso i dipendenti dei punti vendita della Coop che rischiano il posto di lavoro, con la chiusura di diversi esercizi, mettendo in crisi l’economia di diecine di famiglie, il segretario generale della Filcams Cgil di Ragusa, Salvatore Tavolino esprime la sua opinione: “Da tempo, come organizzazioni sindacali, chiedevamo un tavolo che ponesse al centro un piano di rilancio industriale, invece Coop Sicilia si è limitata ad applicare piani di flessibilità senza senso e che hanno messo ancora di più  in difficoltà l’organizzazione del lavoro, già troppo ridimensionato. Mai abbiamo nascosto le criticità che attraversavano i punti vendita, ma abbiamo chiesto un’inversione di tendenza anche rispetto ai piani commerciali ma la risposta è stata quella di presentare un esubero di 273 lavoratori. Dietro quella parola esuberi ci sono lavoratori, mamme, famiglie, che hanno costruito progetti, sogni che oggi sono spezzati. Non può Coop Sicilia uscirsene come se niente fosse, lasciando centinaia di lavoratori senza occupazione. Nei prossimi giorni saremo impegnati ad avviare trattative su diversi fronti. Auspichiamo che Coop voglia davvero porsi l’obiettivo di rilanciare il comparto e di ravvedersi circa la chiusura di alcuni punti vendita”.

Una delegazione di Ragusa presente alla protesta a Palermo per il rinnovo del contratto di lavoro dei metalmeccanici

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Una folta delegazione di lavoratori e dirigenti sindacali, con in testa il segretario generale della Cgil di Ragusa, Peppe Scifo,  il segretario generale della Fiom di Ragusa, Francesco Maltese, del segretario della cdl di Pozzallo, Nicola Colombo ha partecipato, domenica mattina, allo sciopero generale unitario, con Fim Cisl e UilM, che si è tenuto a Palermo. Dopo il concentramento Piazza Croci, il corteo dei lavoratori ha raggiunto Piazza Giuseppe Verdi dove sono intervenuti Ferdinando Uliano, segretario nazionale della Fim Cgil e Silvio Vicari, coordinatore regionale UILM Sicilia. Ha concluso il comizio Maurizio Landini, segretario generale nazionale della Fiom Cgil.Alla base della protesta il rinnovo dei contratti collettivi e l’aumento della retribuzione.

La Cgil di Ragusa pronta a mobilitarsi se passa l’emendamento sui voucher

Peppe Scifo e Salvatore TerranovaIl tentativo di reinserire i voucher attraverso un emendamento al decreto legge n° 50/2017 attualmente in discussione in Parlamento è stato oggetto di una conferenza stampa tenutasi venerdì mattina alla Cgil di Ragusa alla presenza del segretario generale, Peppe Scifo, e del segretario provinciale della Cgil di Ragusa, Salvatore Terranova “Ci sono in atto segnali di distensione per evitare il voto sull’emendamento – ha detto Peppe Scifo – ma nel caso dovesse essere votato, la Cgil si mobiliterebbe per denunciare quello che viene definito un sopruso dopo l’annullamento dei voucher da parte dello stesso governo Gentiloni“. Il segretario generale Peppe Scifo nei giorni scorsi aveva inviato una nota al Prefetto di Ragusa, Librizzi, per denunciare questo stato di cose.

Convegno a Ragusa, da L’Ultima Ruota il dibattito sulla sicurezza dell’autotrasporto

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“L’Ultima Ruota” è il titolo di un documentario prodotto dalla Filt Cgil di Ragusa e che sarà proiettato giovedì 25 maggio al Centro Studi “Feliciano Rossitto” di Ragusa alle ore 9,30. La proiezione del documentario, realizzato da LocoStudio comunication di Modica, introduce un tema di grande attualità: ”Autotrasporto di qualità, tutela dei diritti e della sicurezza dei lavoratori”. Su questa problematica si aprirà un confronto dibattito che sarà introdotto da Peppe Stella, segretario generale della Filt-Cgil di Ragusa e presieduto da Peppe Scifo, segretario generale della Cgil di Ragusa. Parteciperanno al dibattito rappresentanti delle istituzioni e degli enti nonché lavoratori del settore. Il dibattito sarà concluso dall’intervento della segretaria nazionale della Filt Cgil, Giulia Guida.

Truffe finanziarie ai danni degli anziani

spi cgil

“Repressione e prevenzione delle truffe finanziarie ai danni degli anziani” è il tema del seminario formativo e informativo che SPI CGIL e FISAC CGIL di Ragusa terranno nella giornata di venerdì 19 maggio con inizio alle ore 9,30 presso i locali della Camera del Lavoro Territoriale di Ragusa in Vico Cairoli n. 29. Al seminario saranno presenti Francesca Artista, Segretaria generale FISAC CGIL Sicilia, Alessandro Gallo della FISAC CGIL Sicilia, Mario Vivera, Segretario SPI CGIL Sicilia, Giuseppe Scifo, Segretario generale CGIL Ragusa, Flavio Farruggio, Segretario generale FISAC CGIL Ragusa e Roberta Malavasi, Segretaria generale SPI CGIL Ragusa. Il seminario si inserisce nell’ambito di una azione che il Sindacato dei pensionati e dei lavoratori bancari della CGIL sta promuovendo per sviluppare maggiore consapevolezza e conoscenza negli utenti, soprattutto quelli meno informati come gli anziani, nei confronti delle truffe finanziarie e dei prodotti che i mercati finanziari offrono ai propri clienti e che spesso hanno livelli di rischio, sul capitale investito, di cui gli stessi acquirenti sono inconsapevoli. SPI CGIL e FISAC CGIL Ragusa vogliono dare il loro contributo operativo alla prevenzione e alla educazione finanziaria, a partire dalla  formazione, e alla denuncia di questo tipo di truffe finanziarie, sostenendo gli anziani e attivando tutti gli strumenti di conoscenza per metterli in condizione di riconoscere le truffe. Al Prefetto di Ragusa è stata consegnata una lettera di invito al seminario, con la disponibilità, da parte di SPI e FISAC, come soggetti sociali rappresentativi del mondo degli anziani e dei lavoratori del settore bancario, a partecipare ai lavori del “Comitato di Coordinamento per la prevenzione dei reati di truffa, in particolare di natura finanziaria nei confronti della popolazione di età avanzata e con educazione finanziaria contenuta”, già costituito a seguito del Protocollo sottoscritto dal Ministero degli Interni e dal Presidente dell’ABI.

La Cgil di Ragusa presente a Portella della Ginestra

portella della ginestra

Oltre duecento persone, a bordo di tre pullman organizzati dalla Cgil di Ragusa e auto private, hanno raggiunto lunedì mattina, Portella delle Ginestra per partecipare alla Festa nazionale del 1° maggio che Cgil,Cisl,Uil hanno deciso di commemorare a settanta anni da quel tragico eccidio. Il Primo maggio 1947 una folla di lavoratori, donne, bambini e anziani fu bersagliata dalle raffiche di mitra della banda di Salvatore Giuliano, mentre ascoltava il discorso di alcuni dirigenti del Pci in occasione della Festa dei lavoratori. Furono undici le persone uccise (a cui aggiungiamo le morti avvenute successivamente), più di sessanta i feriti. Una strage ancora senza mandanti. Nell’area tra i comuni di Piana degli Albanesi, San Giuseppe Jato e San Cipirello in molti si erano ritrovati anche per la vittoria elettorale del «Blocco del Popolo» (l’alleanza tra socialisti e comunisti) alle elezioni regionali del 20 aprile. “Ci siamo mobilitati in tanti, – dichiara Peppe Scifo, segretario generale della Cgil di Ragusa -, perché crediamo sia importante partecipare in un momento come questo di forte smarrimento identitario. Il futuro è legato alla consapevolezza del passato, e la determinazione e il coraggio di quelle generazioni che hanno pagato con la vita il prezzo della conquista dei diritti deve essere per noi insegnamento quotidiano. Affinché il lavoro possa tornare ad essere strumento di crescita e realizzazione individuale e collettiva”.

RAGUSA, CONTINUA LA LOTTA DEI LAVORATORI DEL SERVIZIO IDRICO

P1030271-Copia-21-677x521_cLe Organizzazioni sindacali  Cgil Filcams, Cisl Fisascat e Ugl dopo l’ennesimo incontro , per nulla proficuo, con l’assessore ai lavori pubblici Salvatore Corallo hanno deciso di interrompere le trattative. Scrivono i sindacati: “Un anno fa l’amministrazione Piccitto presentò, ai sindacati rappresentanti dei lavoratori del servizio idrico, la nuova gara d’appalto che avrebbe dovuto affidare ad una società “altamente qualificata” il servizio idrico della nostra città. Gli obbiettivi che l’amministrazione si proponeva erano l’efficienza del servizio, risparmio energetico ed economico per la città e l’ammodernamento di alcuni servizi di pronto intervento e manutenzione. Per raggiungere questi obbiettivi, ci dissero, era necessario che anche i lavoratori fossero disposti a qualche sacrificio. La gara d’appalto prevedeva la riduzione del personale da 39 unità a 33 . Nonostante la contrarietà e la lotta dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali contro questi tagli, l’amministrazione continuo imperterrita a portare avanti la gara d’appalto e coinvolse il Prefetto nella trattativa. Tutti gli impegni che il Sindaco e l’assessore Corallo presero in più occasioni e con verbali firmati davanti al prefetto sono stati disattesi. Ad oggi rimangono solo i tagli del personale e nessun risparmio per la collettività. Adesso ci ritroviamo nella stessa identica situazione. L’amministrazione, per bocca del solito assessore Corallo, propone alle organizzazioni sindacali di avallare la nuova gara d’appalto che dovrà regolamentare il servizio idrico per i prossimi 2 anni. Una gara d’appalto di quasi 4 milioni di euro che prevede ulteriori tagli al personale.Infatti, viene dismesso il servizio di autobotti e quindi vengono licenziati i 3 lavoratori adibiti a questo servizio. Le motivazioni addotte dall’amministrazione per questi ulteriori tagli sono un offesa all’intelligenza: siccome i mezzi devono essere revisionati e l’amministrazione non ha soldi è meglio che questo servizio venga cancellato dalla nuova gara d’appalto. Ma, visto che il servizio autobotti è essenziale per la città, si destinano 200 mila euro per un nuovo appalto, scorporato dall’idrico, di gestione del servizio autobotti. Questo il nuovo  capolavoro dell’amministrazione Piccitto. In più, il fatto che la nuova gara sarà assegnata con la procedura dell’offerta economicamente vantaggiosa lascia ulteriori perplessità sul numero dei tagli che la nuova gestione potrà approntare. E’ fuor di dubbio, infatti, che chi vincerà l’appalto tenterà in ogni modo di apportare delle modifiche agli impianti di sollevamento idrico o nella distribuzione e questo permetterà di ridurre ulteriormente il personale visto che la gara d’appalto non prevede il reimpiego dei possibili lavoratori in esubero. Insomma si continua con la macelleria sociale. Da circa 2 mesi le organizzazioni sindacali continuano a sedersi al tavolo delle trattative con l’amministrazione facendo proposte alternative che salvaguardino i posti di lavoro ma, questa amministrazione sembra sorda ad ogni nostra richiesta. Inoltre, il Sindaco in tutti questi mesi non si è degnato neanche di incontrare le organizzazioni sindacali e i lavoratori per spiegare le ragioni di questa scelta da parte dell’amministrazione. Come organizzazioni sindacali non possiamo accettare ulteriori licenziamenti . Per questo continueremo la lotta con tutte le azioni a nostra disposizione fino al ritiro del bando sul servizio idrico”.

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