19-11-2017

AVEVA UN CHILO DI COCA, ARRESTATO UN TUNISINO

E’ stato fermato con un chilo di cocaina addosso nei pressi della stazione dei pullman in via Zama a Ragusa. Si tratta di Mohamed Al Amher, tunisino di 19 anni, in regola con il permesso di soggiorno. Il giovane, residente a Ragusa, appena rientrato in bus da Roma, si aggirava con fare sospetto quando è stato fermato dalla Polizia. Alla vista degli agenti ha tentato la fuga, ma è stato bloccato dai poliziotti della divisione anti droga della Squadra Mobile. Nello zainetto aveva un involucro avvolto con foglie di menta e di caffè, probabilmente per sfuggire ai controlli dei cani anti droga. Dentro l’involucro c’erano 1.036 kg di droga. Le analisi stanno accertando se si tratta solo di cocaina o anche di altre sostanze, dal momento che con la base della caffeina pura (che in Italia non si trova) si formano le meta anfetamine. Un sequestro insolito, che sta facendo ampliare le indagini per capire se altre sostanze fossero state portate qui per una successiva trasformazione. Il giovane era arrivato in aprile con gli sbarchi dalla Tunisia, quando erano stati concessi i permessi umanitari. Era quindi in regola. In casa sua c’era un connazionale clandestino, che è stato espulso.


Acate, sequestrato caseificio abusivo La Polstrada denuncia un gelese

La Polizia Stradale di Ragusa e di Vittoria ha sequestrato un caseificio abusivo e denunciato alla Procura di Ragusa un gelese di 48 anni, residente a Vittoria, per vendita di prodotti pericolosi per la salute. L’attività investigativa è nata da un controllo effettuato sulla strada provinciale nr. 2 per Acate al conducente di un furgone che trasportava dei latticini. Il mezzo era privo di assicurazione. Alla richiesta di fornire i documenti della merce trasportata il conducente, un gelese di anni 48, residente a Vittoria, non era in grado di fornirli, nonostante avesse all’esterno reclamizzato il nome di un caseificio di Acate. Il mezzo era privo di adeguata coibentazione ed all’interno, la merce trasportata, consistente in decine di chili di vari formaggi, era invasa da moscerini e mosche, senza alcuna certificazione sull’origine, motivo per cui è stato posto sotto sequestro in quanto pericolosa per la salute pubblica. Vi era anche del latte privo della tracciabilità del quale il proprietario non forniva alcuna notizia sulla provenienza. Gli agenti hanno richiesto la collaborazione del personale del Dipartimento di Sanità veterinaria del distretto di Vittoria, con il quale hanno proceduto alla verifica dei locali del caseificio accertando che era privo di ogni autorizzazione. All’interno dello stesso vi erano altri latticini, anche questi privi di tracciabilità, che sono stati sequestrati dai medici del Dipartimento che hanno eseguito contestualmente al prelievo dei campioni al fine di procedere alle analisi di laboratorio. Il fermato è stato denunciato alla Procura di Ragusa anche per guida senza patente, in quanto, con false denunce di smarrimento (sapeva che gli sarebbe stata revocata la patente a seguito di condanna) era materialmente in possesso di due patenti e così aveva guidato per 9 anni.

Farmacie di Turno a Ragusa


Il notturno di giorno 27 è garantito dalla farmacia Giampiccolo di corso Italia 303, mentre il turno di notte di giorno 28 è affidato alla farmacia Guccione di via Carducci 107.

Fera diffamato, condanna per Andolina

L’ex cancelliere dirigente del Tribunale di Ragusa, Ignazio Andolina, è stato condannato dal Tribunale di Messina con sentenza del 26 ottobre alla pena di sette mesi di reclusione, pena sospesa, per diffamazione aggravata in danno di Agostino Fera, già procuratore della Repubblica di Ragusa, per articoli pubblicati sul sito internet gestito da Carlo Ruta, già condannato a otto mesi di reclusione per lo stesso reato.

Caso Fontana Nuova L’Ordine Architetti con Ferrara

L’Ordine degli Architetti di Ragusa prende le distanze da quanto dichiarato dalle associazioni ambientaliste che hanno attaccato l’operato del Soprintendente di Ragusa, Alessandro Ferrara, al quale hanno aspramente chiesto di esercitare il ruolo di tutela attiva del territorio verificando le autorizzazioni rilasciate in verde agricolo. “Il ruolo di tutela attiva è stato sempre sostenuto dal Soprintendente. Dalla difesa del Piano Paesaggistico, condivisa dall’Ordine degli architetti, alla regolamentazione dei parchi fotovoltaici e delle costruzioni in zona agricole. Su queste tematiche l’Ordine ha elaborato una serie di documenti miranti alla salvaguardia e valorizzazione del territorio, consegnati alle varie amministrazioni interessate – scrive l’Ordine degli Architetti – e stavolta gli ambientalisti puntano il dito contro il parere favorevole rilasciato da Ferrara per costruire in contrada Fontana Nuova a Ragusa. Il sito di Fontana Nuova è uno dei più antichi tra le testimonianze archeologiche in Sicilia. L’azione di difesa e valorizzazione del sito è indispensabile e sicuramente condivisa da tutti. L’Ordine degli Architetti sostiene con forza l’importanza delle azioni di salvaguardia del territorio – sottolinea nella nota il presidente dell’Ordine – ma è contraria ad iniziative che assumono le sembianze di una battaglia ideologica. Noi sostieniamo ed apprezziamo l’operato del Soprintendente, condividendone la sensibilità legata alle problematiche ambientali, come la difesa dell’altopiano ibleo dall’invasione dei parchi fotovoltaici, – conclude l’Ordine degli Architetti – e sottolineamo l’ottimo rapporto di collaborazione che si è instaurato sin dai primi giorni di insediamento. Occorre dunque puntare sul confronto ed il dialogo fra le Istituzioni ed i soggetti locali”.

Occupazione abusiva suolo pubblico Confronto Ascom e commercianti di Ibla

La sezione Ascom di Ragusa ha promosso una riunione dei commercianti, iscritti e non iscritti, operativi a Ibla. Nel corso del confronto, presieduto da Sorbo, vertice sezionale, con l’assistenza di Campo e Cabibbo, del direttivo, è stato fatto il punto sulle problematiche della categoria, in particolare l’abusivismo, che si manifesta soprattutto in occasione della realizzazione di eventi.

SERVIZI SOCIALI A RISCHIO, TAGLI AGLI ENTI LOCALI L’allarme della Cisl iblea

“E’ arrivato il momento di assumere decisioni non più differibili. E gli enti locali della nostra provincia non possono correre il rischio di ridurre i servizi essenziali. Soprattutto quelli a sostegno delle fasce deboli”. La richiesta arriva dal segretario della Ust Cisl di Ragusa, Enzo Romeo, allarmato per le notizie degli ultimi giorni. “Da un lato – chiarisce Romeo – facciamo i conti con tagli incisivi da parte di Stato e Regione nei confronti degli enti locali, dall’altro con quella che è ormai risultata una situazione complessiva insostenibile, derivante, nella maggior parte dei casi, da debiti pregressi. Tutte circostanze che stanno mostrando il vero volto delle difficoltà relative ai servizi sociali presenti in provincia di Ragusa. Le ultime dichiarazioni rese dai rappresentanti delle locali Amministrazioni ci consegnano questo emblematico quadro. A Modica una situazione di disagio esplosa da tempo e che si sta nuovamente riacutizzando. A Ragusa, una serie di problemi posti sotto osservazione per i quali si attendono sviluppi. Ma il futuro non è per nulla roseo. Anche a Vittoria sembra esserci una polveriera pronta ad esplodere da un momento all’altro. Per non parlare di Comiso – conclude Romeo – dove, invece, le difficoltà sono già emerse da tempo”.

100 chilometri du Senegal E’ partito il team dei corridori iblei

E’ partita giovedì mattina alla volta di Dakar la pattuglia di corridori ragusani che, sino a venerdì 4 novembre, parteciperà alla prima edizione della “100 km du Senegal”. Il team “Ragusa Eventi”, guidato dal capitano Batù Russo assieme a Carmelo Spata, Livio Intorrella, Rina Brugaletta, Antonio Zisa e Maurizio Digiacomo, ha vissuto gli ultimi giorni prima della partenza soffermandosi sull’aspetto psicologico e mentale, fondamentale quando si affrontano competizioni così massacranti. La prima prova, la tappa di tredici chilometri con arrivo a Saint Louis, sarà sostenuta sabato 29 ottobre. Già il giorno dopo, domenica, al via la seconda tappa di circa 24 chilometri, sugli sterrati all’interno del parco “de Djoudj” tra migliaia di uccelli. Non ci sarà spazio per tirare il fiato perché poi, lunedì 31 ottobre, sarà la volta della maratona, terza tappa dell’evento. La quarta infine si terrà il 3 novembre con la mezza maratona e l’arrivo a Dakar. A questa iniziativa è prevista la presenza di Giovanni Storti (del trio Aldo, Giovanni e Giacomo) che oltre ad essere un intrepido corridore, ha più volte manifestato l’intenzione, incontrando gli atleti iblei, di venire a visitare le bellezze di Ragusa e Ibla. “Giovanni – dicono i corridori di Ragusa eventi – lo abbiamo incontrato alla 100 km del Sahara e siamo diventati amici”.

VOLONTARI DEL SORRISO, UN CORSO A RAGUSA

A Ragusa l’associazione “Ci Ridiamo Su”, fiduciaria della “Federazione Ridere per Vivere” per le regioni Sicilia e Sardegna, inizierà da novembre per concludere alla fine di marzo 2012 il percorso formativo “Volontari del sorriso”. Nel corso base le materie di studio (sempre pratiche ed esperienziali) sono la gelotologia (antropologia e psicofisiologia del comico); la psicologia della relazione d’aiuto, dell’età evolutiva, quella sistemico-relazionale e poi sociologia dell’ospedale, ed interculturalità. Sul versante artistico gli allievi saranno impegnati nelle varie fasi dell’arte del clown, nell’improvvisazione teatrale, nella magia comica, nell’arte dell’affabulazione. Questo livello di base consente all’allievo di iniziare un periodo di stage in luoghi di particolare disagio sociale. Le persone che avranno frequentato con profitto (cioè per il monte ore previsto) potranno essere ammesse al secondo step della Seaf “Norman Cousins” presso la Terra del Sorriso – Comunità Ospitale ad Orvieto. Il presidente della Federazione, Leonardo Spina, sarà presente venerdì alle 11 a Ragusa presso l”istituto “F. Besta” per un incontro aperto agli studenti, docenti, operatori sociali e curiosi sul tema “Usare il grimaldello del ridere e delle emozioni positive”. Info su www.ciridiamosu. blogspot.com.

Ibla e il degrado, la sporcizia scende a valle

C’è un’insospettabile Ibla nascosta fra le vallate, sommersa dai rifiuti, rifugio dei senzatetto, e perfino luogo di roghi abusivi notturni, nei quali si incendia materiale di dubbia provenienza. Nelle strade che scendono giù a valle, e che costeggiano la vallata Santa Domenica, il degrado è ormai radicato, come una malattia incurabile. In via Ugolino, ad esempio, qualche residente, uno dei pochi, che vince la paura di essere minacciato per aver parlato, racconta sotto voce che ogni tanto, di notte, avvengono strani roghi. “L’altra notte c’era un’altissima colonna di fumo – dice un residente della zona – e poi abbiamo scoperto, dai resti ritrovati all’indomani, che qualcuno aveva incendiato una matassa di fili di rame, che venivano chissà da dove, per poter estrarre il prezioso materiale”. Le storie sui roghi del rame, in questa parte di Ibla, situata vicino al monumento San Rocco, monumento acquistato dal Comune e riqualificato, si raccontano come leggende urbane. “Ma quella colonna di fumo era reale, perbacco se non era vera – commenta il residente – e fra l’altro l’aria che emanava, era irrespirabile”. Via Ugolino, per intenderci, è la strada degli alloggi comunali assegnati alcuni anni fa agli indigenti, che inizialmente invece dovevano essere destinati ai docenti universitari. Queste case, oggi, vengono disdegnate perfino dai poveri, perché a distanza di pochi anni dalla loro costruzione, tali abitazioni hanno rivelato tutta la loro fragilità. Il loro nucleo originario era attaccato alla roccia, così l’umidità e le infiltrazioni le stanno distruggendo. Le case di via Ugolino, lo dice chi ci abita, sono come celle frigorifere, con muffa incorporata 365 giorni l’anno, anche d’estate. Di fronte a questi alloggi ci sono dei ruderi, che sono diventati ricettacolo di immondizia.

Sporcizia al castello di Donnafugata, la denuncia di un missionario

“El Padre Bandido”, il nomignolo affettuoso con cui i discendenti dei Maya hanno chiamato per anni il missionario salesiano Tiziano Sofia, un prete che ha fatto tantissimo per la popolazione locale del Guatemala, da mercoledì, da quando ha visitato uno dei monumenti più importanti della provincia di Ragusa, ha deciso di cambiarsi il nomignolo. “Adesso voglio essere chiamato “indignado” – racconta padre Sofia – perché da quando ho fatto visita al Castello di Donnafugata sono davvero indignato per quanta spazzatura ho visto e raccolto”. Padre Sofia da mercoledì è a Marina di Ragusa, per partecipare all’ottantesimo compleanno della sorella, che vive qui in Sicilia. “Così mercoledì ho accompagnato due amiche, professoresse, entrambe del Nord Italia, al vostro Castello ma appena sono arrivato a Donnafugata, mi sono vergognato davanti alle mie ospiti, per voi, mi sono vergognato della Sicilia e perfino di essere un italiano. C’era immondizia dappertutto, mai visto tanto degrado in questa terra”. La vita missionaria di padre Sofia è stata raccontata anche nel libro di Gianna Sallusti, pubblicazione dal titolo appunto “El padre Bandido” (nella sua attività missionaria, il prete è stato perseguitato dai potenti e una volta, messo in carcere, con accuse inventate e poi liberato). Questo prete ha operato oltre che in Guatemala, in altre zone calde del globo, in Brasile, in Nicaragua, in Libano. Non ha mai avuto paura di scontrarsi con i poteri e di rimboccarsi le maniche. Così ha fatto anche ieri. “Ho preso tre sacchi e ho iniziato a raccogliere la spazzatura che si trovava fra l’altro sul vialetto di ingresso al castello, bottiglie semi piene, bottiglie vuote, carte e cartuzze, c’era di tutto – dice padre Sofia – e poi dopo aver chiuso i tre sacchi, li ho portati vicini ai cassonetti”.

Vittoria, condannato il rapinatore di una gioielleria in pieno centro cittadino

Alle venti del 26 aprile scorso aveva messo a segno una rapina in una gioielleria, poco dopo mezz’ora veniva arrestato. Mercoledì è stato condannato ad un anno ed otto mesi di reclusione dal giudice delle udienze preliminari del Tribunale di Ragusa. Si tratta di Giovanni Refano, 24 anni, vittoriese, incensurato ma già conosciuto dalla polizia, finito in cella dopo aver compiuto un colpo da milletrecento euro ai danni della “Oro Bank” di via Ruggero Settimo, in pieno centro cittadino. Arraffato il bottino, il rapinatore si era dileguato a piedi per le vie limitrofe. La descrizione fornita dalla commessa (l’unica presente in negozio al momento del colpo) fa ricadere i sospetti su Refano, e due agenti del Commissariato si mettono subito sulle sue tracce e poco dopo lo arrestano. Gli è stata concessa la sospensione condizionale.

Condannato comisano detentore di droga

Nascondeva sotto un cumulo di pietre, nei pressi del proprio ovile, in contrada Manco a Comiso, un sacchetto di plastica contenente mezzo chilo di cocaina. A scoprirlo, nel settembre dell’anno scorso, sono stati gli agenti di polizia che lo hanno arrestato. Concetto Errigo, 48 anni, di Comiso, è stato condannato a sei anni ed otto mesi di reclusione dal giudice delle udienze preliminari del Tribunale di Ragusa, Claudio Maggioni, al termine del processo col rito abbreviato. Il pm Serena Menicucci aveva chiesto la condanna di Errigo, sorpreso mentre stava prelevando la sostanza stupefacente, alla pena di otto anni di carcere. Per il minimo della pena, con la concessioni delle attenuanti generiche, si è pronunciato l’avvocato difensore, tesi accolta dal gup. Errigo ha beneficiato anche dello sconto di un terzo per la scelta del rito abbreviato. L’uomo era accusato di detenzione e spaccio di droga ma anche di violazione della sorveglianza speciale. Secondo gli inquirenti era un grossista di droga che acquistava in contanti, avendo grosse disponibilità economiche grazie all’attività di allevatore di bestiame. La droga sequestrata avrebbe fruttato circa 100 mila euro, visto che si trattava di cocaina allo stato puro. E su una Nissan Micra, a bordo della quale si era recato sul posto, i poliziotti hanno trovato altri 60 grammi di cocaina. Infine, presso la sua abitazione di Comiso, è stato sequestrato un bilancino di precisione. Concetto Errigo il 16 gennaio 2004 era stato arrestato, nell’ambito dell’operazione antimafia “Fiori d’arancio”, per avere favorito la latitanza di un boss nisseno.

Iniziato il processo per la morte delle due bambine tunisine annegate in una piscina a Marina di Ragusa

Prima udienza mercoledì mattina davanti al gup del Tribunale per la morte di Ameni ed Amira Jelijel, le bimbe tunisine di sette e undici anni annegate in una piscina in contrada Castellana Vecchia, a Marina di Ragusa, nell’ottobre di tre anni fa. Davanti al giudice Claudio Maggioni, l’udienza è iniziata con la deposizione delle indagini difensive prodotte dall’avvocato Michele Sbezzi, legale della persona indagata per omicidio colposo plurimo, una settantacinquenne ragusana, G.A., proprietaria della piscina. Visto il fatto nuovo, l’udienza è stata rinviata all’11 gennaio dell’anno prossimo. La parte civile (la famiglia delle vittime), rappresentata dall’avvocato Enrico Platania, ha chiesto, infatti, i termini a difesa. Una tragedia che si è consumata in pochi minuti quella che è costata la vita a due ragazzine di 9 e 12 anni, figlie di una coppia di tunisini da tempo residente a Marina di Ragusa. Le bimbe sono annegate, poco dopo le 19 dell’ottobre 2008, all’interno di una piscina dismessa in contrada Castellana Vecchia, utilizzata per la raccolta di acqua dalla famiglia che l’aveva avuta in uso dalla donna per cui lavorava nelle serre vicine. La piscina, di circa venti metri quadrati, alta circa due metri, era piena per poco più della metà. L’acqua non era potabile, quindi, è probabile che le bimbe siano cadute mentre giocavano sui bordi. Probabilmente, prima è caduta una delle due e, poi l’altra, nel tentativo di recuperarla, vi è finita dentro.

Cabina di regia per abbattere le barriere architettoniche

La Provincia di Ragusa attiva una cabina di regia, per promuovere l’accessibilità e la fruibilità del territorio da parte delle persone disabili. Il gruppo di lavoro è stato insediato ufficialmente dall’assessore provinciale ai Servizi Sociali, Piero Mandarà, che ha potuto relazionare ai presenti sulle iniziative da intraprendere, coinvolgendo tutte le realtà sociali del territorio, per l’eliminazione delle barriere architettoniche, ostacoli che limitano la qualità della vita delle persone diversamente abili. I componenti della cabina di regia sono: Giuseppe Trieste, Gaetano Pernice ed Emanuele Tumino, indicati dal Fiaba (Fondo italiano abbattimento barriere architettoniche) e promotore dell’iniziativa, Giovanni Brafa e Salvatore Borrelli, nominati in rappresentanza della Provincia.

Santa Croce, caos nel centro storico

Una vera e propria corsa ad ostacoli tra impalcature e segnali stradali. Un labirinto, nel centro storico di Santa Croce, con troppi lavori in corso. La sezione cittadina dell’associazione commercianti non usa mezzi termini. “Ancora una volta l’inefficenza amministrativa a Santa Croce Camerina si fa sentire – tuona il presidente dell’Ascom, Tony Mandarà -. Ancora una volta commercianti e cittadini sono chiamati a pagarne le spese con ben tre cantieri edili aperti nello stesso incrocio con imponenti impalcature nelle vie Matteotti e Carmine, incluso il palazzo comunale. La stessa amministrazione – dice ancora Mandarà – che ad agosto ha fatto togliere una pedana di un bar nella centralissima piazza Vittorio Emanuele perché non conforme alla normativa comunale. Il Comune con l’ausilio della Poliizia municipale ha multato tutte le pedane – dice Mandarà – e adesso, quasi per ironia della sorte, hanno autorizzato tre cantieri senza rispettare nessuna norma sulla sicurezza: viabilità, parcheggi, transenne che invadono strisce pedonali, accessi per i disabili chiusi. Ci chiediamo come può succedere tutto questo, come possono l’Ufficio Tecnico e il comando di Polizia municipale rilasciare autorizzazioni concentrate nello stesso spazio di tempo. Quanto ancora dovranno soffrire i commercianti e i cittadini a causa dell’inettitudine amministraiva e dei suoi uffici?”, conclude Mandarà. Il sindaco Lucio Schembari assicura che nessun intralcio alla viabilità esiste. “I vigili urbani stazionano in prossimità dell’incrocio – spiega il primo cittadino -, garantendo il flusso regolare del traffico. L’amministrazione è dalla parte delle imprese e delle maestranze che lavorano in un momento così difficile per l’economia del nostro paese”.

La Polizia recupera furgone con merce rubata, ma gli agenti rischiano di essere schiacciati dal mezzo

Un grosso quantitativo di merce rubata è stato recuperato dalla Polizia. E’ accaduto nella notte tra martedì e mercoledì, lungo la Ragusa – mare, nei pressi della Palazzola. Intorno alle 3 del mattino, una volante ha fermato un autocarro con tre persone a bordo. All’alt della Polizia, però, il mezzo non si è fermato. Dopo alcuni chilometri l’autocarro ha imboccato una stradina dissestata. Fermato il mezzo, i tre sono usciti dallo stesso fuggendo a piedi per le campagne circostanti. Prima di fuggire hanno lasciato il mezzo a folle, tant’è che per poco non ha distrutto l’auto della Polizia. Gli agenti sono stati bravi a dirottarlo e farlo schiantare contro un muro. I tre non sono stati rintracciati: il mezzo era stato rubato il mese scorso a Barcellona Pozzo di Gotto. All’interno c’erano alcune biciclette, una motozappa, dei generi alimentari, parte dei quali rubati poco prima in contrada Camemi.

A due anni dallo sgombero dell’ex hotel San Giovanni, Ragusa sempre più abbandonata

Due anni. Tanto tempo è passato da quando la Polizia ha sgomberato il vecchio hotel San Giovanni, dove il collettivo la Fabbrica aveva realizzato, in spazi abbandonati da oltre un decennio, un luogo di aggregazione della città. L’Inpdap, proprietario dell’immobile, aveva fretta perché doveva realizzarci qualcosa. In realtà, in due anni, non è stato fatto nulla. Ed oggi il collettivo la Fabbrica e gli Anarchici rilanciano la questione della mancanza di spazi aperti per i cittadini. “Ragusa – spiegano – vive ancora l’eterna dimensione di città fantasma: ancora più povera di spazi fruibili dai cittadini (il Centro Servizi Culturali trasformato in un ufficio con orari e modalità di assegnazione assurde), aumento delle cauzioni per gli spazi comunali nuovi e vecchi, inagibilità strutturali diffuse in tutti gli spazi pubblici conseguentemente non assegnabili, gestione di spazi comunali ad opera di commercianti con ovvie conseguenze sulla pluralità di luoghi comuni”. Di contro, “la città – prosegue il documento – affronta un sempre crescente degrado culturale ed aggregativo (sagre e scacce a parte), soprattutto in centro storico, dove l’abbandono comprende anche i servizi essenziali ed include operazioni come minimo provocatorie, come la tentata assegnazione della Rotonda Maria Occhipinti al Movimento Azzurro, stroncata sul nascere da una mobilitazione popolare, o l’abitudine oramai consolidata ad affidare immobili pubblici ai soliti (e noti) amici dell’amministrazione. Nei piani degli amministratori della città, la riqualifica delle zone degradate passa attraverso il cemento – prosegue la nota -, il decentramento delle attività artigianali e commerciali in favore delle periferie, la pedonalizzazione forzata di via Roma e viale Tenente Lena (senza un minimo di progettualità su viabilità e vivibilità circostante) o l’invito a realtà commerciali per Vip (Bulgari, Gucci) ad aprire attività commerciali a Ragusa Ibla (geniale idea riferita dal sindaco Dipasquale durante l’incontro “Riqualificazione del Centro Storico” dello scorso anno tenutosi nella sala dell’hotel Mediterraneo), e non attraverso i servizi sociali, i movimenti giovanili di aggregazione e gli spazi comuni”, si legge nella nota. Duro il commento sull’amministrazione comunale di Ragusa che “ha dimostrato il suo disinteresse in questo senso, col totale disinteresse per le vicende successive allo sgombero della Fabbrica: da due anni, l’ex hotel è letteralmente blindato, esattamente come l’indomani dello sgombero; che fine hanno fatto i famigerati progetti sociali dell’ente che gestisce questo bene, l’Inpdap?”. “Nel frattempo – ricordano Anarchici e la Fabbrica – gli occupanti dell’hotel si preparano ad affrontare un processo ridicolo, di cui sono appena state chiuse le indagini preliminari, in cui sono accusati di diversi reati (tutti a titolo individuale, evidentemente a Ragusa si sconosce la storia giudiziaria degli spazi occupati dagli anni ’80 ad oggi), tra cui alcuni palesemente falsi, ascrittigli solo per dare lo esempio alla cittadinanza tutta, di cosa si rischia – continua la nota – a gestire direttamente l’abbandono degli spazi comuni”. Venerdì, alle 19, nei locali della Società dei Libertari, in via G.B. Odierna 212, è previsto un incontro aperto a tutte le realtà cittadine e provinciali “per coordinare insieme un nuovo momento di lotta per gli spazi ed i beni comuni”. Un’occasione anche di appoggio e solidarietà a quanti, del collettivo, adesso sono sotto processo per l’occupazione dell’ex hotel.

Vittoria, centro di ricerca di C.da Perciata. Ammatuna: bisogna riaprirlo

Ha partecipato anche l’on. Roberto Ammatuna all’incontro avvenuto presso il Centro di ricerca ibleo di contrada Perciata a Vittoria, al quale ha preso parte l’assessore regionale alle Risorse agricole ed alimentari, Elio D’Antrassi. Nel corso del suo intervento, l’on. Ammatuna ha ribadito la necessità di organizzare un incontro a Palermo fra il Comune di Vittoria, la Provincia Regionale di Ragusa, i rappresentanti delle organizzazioni di categoria e della Facoltà di Agraria dell’Università di Catania per trovare il modo di rendere operativo il Centro. “E’ il momento adatto per affrontare l’argomento – ha affermato il parlamentare regionale del Pd – perché è vero che quando sarà avviato il Centro diventerà autosufficiente, ma adesso è necessario trovare i finanziamenti per farlo partire. A breve sarà affrontato il disegno di legge sullo sviluppo dell’agricoltura e potrebbe essere l’occasione giusta per inserirvi anche questa problematica. Inoltre, fra poco si aprirà la sessione di bilancio all’Ars e si dovrà procedere all’eliminazione delle spese improduttive – ha detto ancora Ammatuna -, come quelle inserite nella famosa “tabella H”, per poter finanziare iniziative valide. Credo che l’avvio del Centro di ricerca ibleo di contrada Perciata a Vittoria rientri a pieno titolo fra quest’ultime”, ha detto il parlamentare all’Ars del Pd, Roberto Ammatuna.

Ragusa, torna la sagra della frittella

La straordinaria bontà di un dolce tipico, legato alla nostre tradizioni, il dolce di San Martino, ma anche l’allegria e le attrazioni di una bellissima festa, fatta di musica, cabaret, mercatini. Torna a Ragusa la “Sagra della Frittella – Festestate di San Martino”, la gustosa manifestazione organizzata dall’Associazione “Mariannina Coffa” e giunta alla sua XIII edizione. Dal 9 al 13 novembre tante le iniziative in programma, dagli spettacoli in piazza San Giovanni, alla galleria enogastronomica oltre agli espositori di artigianato tra via Coffa e il Ponte Vecchio. Tra le prelibate novità di quest’anno i gusti delle frittelle proposte, che saranno oltre 22: alla nocciola, all’ananas, all’arancia e Martini, e le buonissime frittelle salate. Torna anche la gara delle frittelle. “Siamo giunti alla tredicesima edizione – rileva Daniele Leggio, presidente dell’Associazione “Mariannina Coffa” – e anche quest’anno riproponiamo la nostra formula di successo che prevede non solo frittelle, mercatini e spettacoli, ma anche le numerose attività sportive, gli spazi dedicati ai bambini, le passeggiate sugli asini ragusani, la mungitura del latte. Insomma una serie di micro appuntamenti che continueranno a fare grande e piena di numeri questa manifestazione”.

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