19-11-2017

Nello Dipasquale, il gatto Felix e la pizza democratica

Se non si fanno le elezioni provinciali c’è il rischio che quelli di Territorio entrino in depressione. Nello Dipasquale aveva già insignito Lucio Schembari presidente della Provincia, come farà a mantenere uno stato di eccitazione permanente dell’associazione? Se Territorio si affloscia è per colpa di Franco Antoci. Il presidente ha ricevuto parecchie telefonate dagli amici deputati che, commentando il caso, si sono espressi, per una volta, senza giri di parole sputando un linguaggio schietto, sintetico, moderno, mostrando ammirazione e non nascondendo un naturale pizzico di invidia: “Franco, che culo!”. Resistere un anno mentre tutto si scatafascia è un capolavoro di immobilismo immarcescibile. Gli altri si affannano; Berlusconi, ad esempio, li compra ad uno ad uno, i deputati. Noi, invece, ci confermiamo l’isola felice. Che anni idioti abbiamo trascorso condividendo questo ritratto del miracolo infinito dove nessuno poteva far notare difetti e crepe! Ora la felicità ritorna ad essere quel che è: roba privata, di classe e di cricca. Franco Antoci felicemente fortunato per inerzia, Franco Muccio fortunato e basta. Ve lo ricordate? Ma certo, è simpaticissimo e più veloce di un gatto. Bell’uomo, bravo odontotecnico, ottimo mobiliere, splendido capofamiglia di numerosa prole amorevolente sistemata nei meandri societari fra Comune e Provincia, vivace presidente delle case popolari, e amminastratore dell’immondizia ragusana. Ultimo incarico: vicepresidente dell’Ato ambiente, sino al maggio 2010. Dieci mesi di fermo, riemerge a marzo 2011 come responsabile della discarica di Cava dei Modicani. E’ diventato dipendente o dirigente – non è ancora chiaro – di un’azienda, la Costanzo costruzioni, che ha vinto la gara aggiudicata dall’Ato che lui amministrava. E’ fortuna. Ed è stata vissuta, questa botta di fortuna, con ineccepibile discrezione. Si è scoperto solo qualche giorno addietro tanto che l’Ato, quella dei liquidatori, appena la notizia ha iniziato a circolare con insistenza, ha chiesto alla Costanzo Costruzioni spiegazioni. La Costanzo Costruzioni ha risposto che è libera di assumere chi vuole. Verissimo. Chi sa forgiare dentiere se la può sbrigare alla grande, meglio di qualsiasi ingegnere ambientale considerando che la bocca è anch’essa un primo laboratorio di immondizia. E il sindaco Dipasquale? Il Comune è a posto come la ditta che gestisce la discarica e che sicuramente, prima di scegliere il responsabile, si sarà guardata in giro captando le capacità e le sensibilità del territorio, sapendo ascoltare le esigenze del saggio sistema ragusano. Isola felice, è vero. Ragusa è l’unica città al mondo in cui, di questi tempi, trova lavoro un uomo di 60 anni. E il sindaco Dipasquale? Gode alla vista di Franco Muccio il quale non sta più con Forza del Sud e che adesso partecipa alla convention di Territorio applaudendolo con convinzione. Meglio abbandonare la città felix e andare a trovare i compagni alla festa del Pd a Piazza San Giovanni per un tuffo nella contemporaneità, nella freschezza, nella speranza di un futuro migliore, un tempo sol dell’avvenire. Ma dove minchia sono? Prima era tutto chiaro: gioco del coniglio, stand donne, mostra fotografica con pannelli, ristorante, spazio giovani, panino con salsiccia, ceramiche di Santo Stefano di Camastra, stand dei libri. Qui non c’è un libroà.! Qualcosa non quadra. Karaoke con Sergio Papa, quello delle palle, candidato con Dipasquale sindaco, e poi il teatro con Maurizio Nicastro candidato ed esperto sempre del sindaco e sempre con la lista Dipasquale, e l’addetto stampa è Giorgio Liuzzo che scrive per il sindaco e per il vicesindaco e pure per il Pid di Saverio Romano! Che succede, forse ho sbagliato festa? E’ un accerchiamento, un incubo, o la certificazione di sudditanza? E’ il caso? No. E allora? Potrebbe essere un adattamento. Tiriamoci su, proviamo a mettere qualcosa sotto i denti. Scusi vorrei una pizza con dentroà Come? Solo un gusto, obbligatorio. E che cavolo, manco nella pizza un po’ di democrazia!

2a giornata Festa democratica. Dibattito su lavoro e precariato

La scuola si sbriciola. In provincia di Ragusa come nel resto d’Italia. Aumenta la dispersione scolastica. Sono alcuni degli spunti di riflessione emersi giovedì sera nel secondo dibattito promosso in occasione della Festa democratica in fase di svolgimento in piazza San Giovanni, nel cuore di Ragusa. “Scuola e lavoro”, questo il tema, ha visto confrontarsi addetti e sindacalisti su una questione di grande impatto sociale. I lavori hanno preso il via con l’intervento del provveditore Cataldo Dinolfo che si è detto amareggiato per quanto sta accadendo. “La scuola pubblica – ha spiegato – non può più subire dei tagli. Abbiamo bisogno di maggiori risorse, economiche e umane”. Enzo Figura e Pietro Aprile, precari Ata, hanno raccontato i particolari di una lotta che, ormai da settimane, stanno conducendo per avere risposte. “Un popolo senza istruzione – hanno affermato i due precari Ata – è un popolo senza futuro. I 40 giorni di lotta che abbiamo alle spalle ci sono serviti per farci capire tante cose. I nostri politici non tutelano i loro cittadini. La scuola è ad un passo dallo sfascio”. Lillo Fasciana, segretario regionale Cgil scuola, ha invece puntato l’attenzione sulla consistenza dei tagli che, in Sicilia, in un triennio, sono stati pari a 15.537 unità che sono state licenziate in tronco.

Operazione “Barbershop”: rinvio a giudizio per 2 gruppi criminali

E’ finita con due ordinanze di custodia cautelare in carcere e 29 comunicazioni di chiusura delle indagini con richiesta di rinvio a giudizio l’operazione antidroga “Barbershop”, illustrata venerdì mattina in Questura, che ha interessato due gruppi criminali operanti tra Ragusa e Vittoria. Il capo della Mobile Francesco Marino, ha parlato degli arresti di Giovanni Spataro, barbiere vittoriese, di 36 anni e Salvatore Capitina, vittoriese ma operante nel capoluogo, 43 anni. Spataro è accusato di associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di cocaina e di spaccio di droga; Capitina solo di spaccio di hashish. Il primo è stato rinchiuso all’interno del carcere di Bicocca a Catania. E’ stato condotto nel carcere ibleo, invece, Capitina, titolare di un’attività commerciale, accusato di spacciare hashish nel capolinea dei bus vicino al Palazama e nella zona di Villa Margherita. Entrambi i gruppi prendevano droga da Napoli, Catania e Palermo. Le indagini si sono avvalse della collaborazione del Commissariato di Vittoria. Gli altri 29, per cui il pm della Direzione Distrettuale Antimafia Lucio Setola ha chiesto il rinvio a giudizio, sono ragusani, vittoriesi, magrebini, lentinesi e dovranno rispondere delle stesse accuse ma, a loro carico, non c’è un apparato indiziario tale da richiederne il carcere preventivo. I due gruppi agivano separatamente, ma in contatto fra loro. Secondo l’accusa, a Vittoria, tutto ruotava attorno alla sala da barba di Spataro, in via Garibaldi, in pieno centro, resa dal titolare un crocevia dello spaccio, soprattutto di cocaina. L’attività investigativa è durata per tutto il 2007 e parte del 2008, successiva, quindi, alle operazioni Tsunami e Rewind. “Gli arresti di ieri sono la testimonianza – ha detto il capo della Mobile Francesco Marino – di come le indagini per debellare lo spaccio in provincia, non si fermano”. Capitina sarà interrogato per rogatoria lunedì alla presenza dell’avvocato difensore. Spataro, nel febbraio scorso, ha patteggiato la pena finale pari ad otto mesi di reclusione ed è tornato libero per l’accusa di spaccio di cocaina. Nel maggio dell’anno scorso era stato assolto per detenzione di alcuni grammi di hashish. Sempre Spataro, nel maggio 2007, aveva presentato una denuncia-querela alla Procura contro ignoti, in cui segnalava la presenza di un sofisticato sistema installato all’interno dell’apparecchio televisivo della sua sala da barbiere, ipotizzando i reati di violazione di domicilio ed interferenza illecita nella vita privata.

Università, prezzi di fine Italia

Laurearsi in Sicilia ha un costo inferiore che nel resto d’Italia. Il dato emerge da un’indagine condotta da Federconsumatori nel rapporto annuale sugli atenei italiani. Cinque le fasce di reddito prese in esame che fanno emergere quanto sia consistente il divario fra Nord e Sud Italia. Così, laurearsi in Sicilia, in un periodo di grande crisi economica qual è quello attuale, potrebbe essere un modo per risparmiare. Un’attrattiva in più per gli studenti della Penisola e per le loro famiglie che, facendo due conti, potrebbero essere portati a scegliere Catania, Ragusa o Palermo come sede degli studi universitari, anziché Parma o Milano. La retta di prima fascia (quella per i redditi più bassi) in media è pari a 448 euro, mentre nella fascia più alta si arriva a spendere 1.433 euro per gli studi. Quasi la metà di quanto si spende a Parma, dove uno studente di prima fascia paga una retta di 865 euro circa. Numeri che fanno del Meridione d’Italia una culla del sapere a prezzi scontati e che fanno aumentare il livello di bile ai ragusani che ripensano all’occasione mancata di avere un’università statale in casa e di creare delle eccellenze capaci di attrarre nel capoluogo ibleo le giovani menti italiane. Basti pensare ad una facoltà con corsi di studio unici in Italia (qual era per esempio Scienze agrarie tropicali e sub tropicali), sommare l’effettivo risparmio sulle tasse, aggiungere il basso costo della vita e avere come risultato la cocente delusione per un’occasione persa. Il IV polo universitario siciliano si sarebbe potuto concretizzare in uno dei volani per la ripresa dell’economia locale e invece è rimasto un’utopia, un sogno non realizzato, trasformato in un incubo dalla chiusura di Agraria e Giurisprudenza. Rimane la facoltà di Lingue e Letterature Straniere, sapremo custodirla e difenderla dai tagli e dagli accorpamenti previsti dalla riforma Gelmini?

Ragusa, il Consiglio Comunale bacchetta la Serit

Mentre nelle televisioni nazionali gira lo spot dell’evasore fiscale paragonato ad una zecca (che dovrebbe spingere gli evasori a pentirsi e a pagare…), a livello locale le comunità si mobilitano per difendere in un periodo di crisi nera le piccole e medie imprese da un sistema di riscossione delle imposte e dei crediti che, a loro dire, rischia di essere vessatorio e persecutorio nei confronti soprattutto di chi ha debiti di modesta entità. Per questo motivo il consigliere comunale del Partito democratico di Ragusa, Sandro Tumino, ha presentato al civico consesso un ordine del giorno che, oltre a bacchettare la Serit, che riscuote i crediti degli Enti previdenziali, assistenziali e locali, fa delle precise proposte. L’ordine del giorno è stato sottoscritto anche da tutti i capogruppo consiliari e votato all’unanimità dei presenti. Nei prossimi giorni il documento sarà inviato anche alle organizzazioni datoriali e ai vescovi di Noto e Ragusa, che già sono scesi in campo a sostegno delle piccole e medie imprese. “Con il cosiddetto Decreto Sviluppo – si legge nell’ordine del giorno – è stato introdotto l’avviso di accertamento esecutivo, che resta sospeso solo per 180 giorni; con la cosiddetta Manovra economica è stato riformato il sistema della Giustizia Tributaria che, da giudice terzo a garanzia del giusto processo, si trasforma in uno strumento ad esclusiva tutela della parte pubblica, con evidente violazione dell’art. 111 della Costituzione. Lo Stato – si legge ancora nell’ordine del giorno -, in buona sostanza, piuttosto che adoperarsi perché tutti paghino le tasse, facendo emergere la grossa fetta di economia sommersa, ha scelto la via più semplice: tassare ed opprimere ancora di più i cittadini onesti, nell’intento pur giustificabile di fare cassa. Peraltro, nel volgere di pochi anni, lo Stato – si legge ancora nell’ordine del giorno – è diventato sempre più efficiente, severo e inflessibile quando deve recuperare le sue spettanze, ma continua ad essere il peggiore pagatore nel momento in cui deve liquidare i propri fornitori oppure erogare quanto dovuto. Riteniamo questo atteggiamento non più tollerabile, soprattutto ora, alla luce di una crisi che sta colpendo prevalentemente le piccole e medie imprese”. Undici le proposte contenute nell’ordine del giorno che andrebbero a migliorare l’attuale sistema di riscossione, fra cui l’eliminazione dell’accertamento esecutivo e, per i crediti di piccolo importo, inferiori a 2.000 euro, l’invio preventivo di due solleciti di pagamento non per posta ordinaria, ma tramite raccomandata con avviso di ricevimento, prima delle azioni cautelari (fermo amministrativo) ed esecutive (pignoramento presso terzi, espropriazione mobiliare).

Promozione, l’Orsa ospita la corazzata Leonfortese

Sabato alle 15,30 all’ex Enal di Ragusa arriva la corazzata del campionato di Promozione, la Leonfortese. Ad ospitarla è l’Orsa, reduce dalla vittoria contro i cugini del Santa Croce. L’undici caro al presidente Antonello Licitra giocherà una partita accorta, stringendo i denti in difesa e puntando sulle ripartenze. Il modulo non cambia: out Stefano Guastella per infortunio, mister Gulino schiererà un centrocampo folto, e un’unica punta, veloce, pronta ad approfittare delle azioni in contropiede. “Bisognerà giocare una gara intelligente, accorta – spiega il presidente Licitra – contro la capolista, una squadra attrezzata per vincere il campionato che finora non ha mai perso una partita. Il modulo rimane invariato, ad una punta, con un centrocampo forte. Ci aspettiamo il pubblico delle grandi occasioni”.

Ispica, arrestato un 52enne per espiare un mese di reclusione

I Carabinieri della stazione di Ispica hanno tratto in arresto C.A., 52enne ispicese, sul cui capo pendeva un ordine di esecuzione per espiazione di pena detentiva emesso nei suoi confronti dal Tribunale di sorveglianza di Catania. L’arrestato, a seguito della sentenza di condanna emessa contro di lui nel 2008 dal Tribunale di Modica, sentenza confermata nel 2010 dalla Corte d’Appello di Catania e divenuta definitiva nell’ottobre dello scorso ottobre, deve scontare una pena di 1 mese di reclusione. L’esecuzione della pena era stata dapprima sospesa nel febbraio 2001 dal tribunale di Modica. A seguito della richiesta inoltrata alla magistratura da parte del difensore di fiducia, l’arrestato è stato ammesso a beneficiare della detenzione domiciliare. Nel 2008 era stato riconosciuto colpevole della violazione degli obblighi di assistenza familiare.

Percorso storico del Cai. Il 30 ottobre escursione a Camarina

La sezione di Ragusa del Club alpino italiano organizza per domenica 30 ottobre una escursione nell’area archeologica di Camerina, colonia Corinzia fondata da Siracusa nel 598 a.c., per visitare le sue necropoli e per conoscere i reperti archeologici, alcuni dei quali di notevole interesse. Nella mattinata la passeggiata prevede la visita alle necropoli arcaiche di Rifriscolaro e a quella classica di Passo Marinaro, di una parte delle mura di fortificazione che circondavano la città. Nel pomeriggio, si effettuerà una passeggiata lungo la Plateia B fino all’Agorà con successiva visita al museo, con particolare riferimento al padiglione est e al padiglione ovest, dove sono custoditi i reperti ritrovati nelle due necropoli visitate in mattinata. Per informazioni: 338 8971381

Denuncia di Legambiente. Il Comune di Ragusa nega l’accesso agli atti sulle villette di contrada Buttarella

Cosa ha da nascondere il Comune di Ragusa sulla vicenda della costruzione di 4 villette in contrada Buttarella, lungo la strada per Marina di Ragusa? Se lo chiede Legambiente che dal 6 settembre scorso ha inoltrato richiesta al Comune di Ragusa per accedere agli atti relativi a quella vicenda. Trascorsi i 30 giorni dalla presentazione di quella istanza, senza aver dato alcun esito, l’amministrazione del capoluogo di fatto ha respinto in modo tacito l’accesso agli atti amministrativi, non assolvendo agli obblighi di trasparenza previsti dalla legge regionale 10 del ’91. “Che cosa c’è di così segreto in quella lettera che Legambiente non deve vedere?”, chiede in una nota l’associazione ambientalista che nel 2010 aveva presentato un esposto sulla costruzione di quelle villette. A seguito della denuncia all’assessorato regionale al Territorio e Ambiente, il servizio 5 di Vigilanza urbanistica della regione aveva richiesto delle notizie al Comune di Ragusa. Alla richiesta da Palermo il Comune aveva risposto il 24 novembre del 2010. La lettera inviata all’assessorato era stata ritenuta esaustiva, tant’è che la Regione archiviò la richiesta di ispezione sollecitata da Legambiente e a quest’ultima suggeriva di accedere agli atti per le verifiche.

Ricatto osè. Arrestata 23enne rumena

Cristina Sprintenu è stata arrestata venerdì mattina per estorsione in concorso. Deve ancora scontare ai domiciliari la pena di 1 anno e 11 mesi per avere ricattato un commerciante vittoriese con un filmato, in cui i due erano ripresi in atteggiamenti intimi. Se l’uomo non le avesse conferito 5000 euro, la donna avrebbe reso pubblico il filmato. Complice della Sprintenu un suo connazionale, che insieme a lei nel maggio 2010 aveva estorto una prima somma di denaro all’esercente e, poi, richiesto l’ulteriore importo di 5 mila euro. Questa seconda richiesta di soldi aveva indotto la vittima a denunciare i rumeni e, infatti nel giugno del 2010, la Sprintenu stata raggiunta da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, dove è rimasta per 4 mesi. Adesso sconterà nella sua casa di Vittoria il resto della pena.

La povertà in Sicilia. Le Acli condividono l’appello dei vescovi

Le Acli provinciali di Ragusa e Siracusa, presenti alla manifestazione a Siracusa presso il campo scuola “Di Natale”, esprimono condivisione per la nota dei vescovi delle diocesi di Ragusa, Noto e Siracusa con la quale i rappresentanti ecclesiastici hanno invocato un sistema di riscossione tributi più solidale. “Assieme a mons. Salvatore Pappalardo, a monsignor Paolo Urso e a monsignor Antonio Staglianò, condividiamo la preoccupazione per il terribile momento che le famiglie stanno vivendo – scrivono i presidenti delle Acli provinciali di Ragusa e Siracusa – e l’appello ai parlamentari locali di ogni schieramento politico, al governo della regione siciliana e al governo nazionale, affinché si adoperino a trasformare in leggi le proposte alternative di riscossione dei tributi”.

Fa jogging alla Villa di Vittoria e tentano di rapinarlo

Due giovani col volto parzialmente travisato hanno tentato di rapinare un vittoriese di 60 anni mentre la vittima faceva jogging all’interno della villa comunale di Vittoria. I due malviventi si sono avvicinati al sessantenne minacciandolo con una pistola e intimadogli di cedere tutti i soldi contenuti nel portafogli. Al diniego del cittadino che in tenuta sportiva non aveva con sé alcun portafogli i due giovani gli hanno chiesto in consegna la fede nuziale. A quel punto l’uomo ha reagito, capendo che l’arma impugnata da uno dei due rapinatori era solo una pistola giocattolo ed è così riuscito a metterli in fuga. Sull’episodio sta indagando la Polizia a seguito della presentazione di una denuncia da parte della vittima che ha chiesto l’intervento di una Volante.

Sino al 29 ottobre la mostra di Pace

Sono stati numerosi gli artisti che hanno voluto tributare un doveroso omaggio a Emanuele Pace. Dopo l’inaugurazione della mostra dell’artista dell’iperrealismo, sabato scorso nello spazio espositivo “Il chiodo” di via Mario Leggio 173 a Ragusa, ci sarà tempo sino al 29 ottobre per potere ammirare da vicino i lavori di un pittore che affina la sua tecnica, sino a farla diventare apprezzata a tutte le latitudini.

Tre nuove farmacie a Ragusa, Modica e Pozzallo

Grazie alla battaglia portata avanti da anni dall’on. Roberto Ammatuna, le città di Ragusa, Modica e Pozzallo avranno un nuovo presidio farmaceutico. Dopo il decreto di approvazione della graduatoria di merito degli idonei per il conferimento delle tre sedi farmaceutiche, emanato il 2 marzo 2011 dal dirigente generale del dipartimento pianificazione strategica dell’assessorato regionale alla Salute, adesso è stata comunicata l’accettazione delle sedi da parte dei vincitori. La sede di Ragusa sarà assegnata al dott. Salvatore Cardillo, quella di Pozzallo al dott. Angelo Addario e quella di Modica alla dr.ssa Franca Carpino, dopo che il secondo ed il terzo in graduatoria hanno rinunciato. “A giorni saranno notificati ai vincitori – conclude l’on. Ammatuna – i decreti di insediamento e fra qualche mese saranno funzionanti le tre nuove farmacie”.

Cinque mesi di carcere per scambio di persona. Chiesta archiviazione per un tunisino

Dopo quasi cinque mesi di carcere preventivo è stato rimesso in libertà ed ora chiede l’archiviazione del fascicolo. Si tratta di Samir Houidi, 29 anni, tunisino, rimasto vittima di uno scambio di persona. E’ stato un altro indagato nell’operazione antidroga dei carabinieri denominata “Coast to coast” che il 4 aprile scorso ha portato in cella 18 persone, a scagionarlo. La vicenda di Houdi è molto particolare ed articolata. Dopo l’arresto il gip di Catania Maria Paola Cosentino si è dichiarato incompetente, nei confronti degli indagati a cui non veniva contestato il reato associativo. Il tre maggio l’uomo è stato raggiunto da nuova ordinanza, questa volta emessa dal gip di Ragusa Giovanni Giampiccolo. Lui ha continuato a dichiarare la propria innocenza, affermando che le intercettazioni prodotte dall’accusa non erano a suo carico ma di un quasi omonimo Sami. L’avvocato difensore Massimo Garofalo ha chiesto l’incidente probatorio in modo da effettuare una perizia fonica ma il 21 giugno il gip disse no, anche alla luce della decisione del Tdl che ha confermato la custodia cautelare in carcere di Samir Houidi. Il 23 agosto il gip Giampiccolo lo ha rimesso in libertà. Adesso l’avvocato Garofalo ha chiesto lo stralcio della posizione del suo assistito e l’archiviazione.

Al via processo per inquinamento: sotto accusa un imprenditore ragusano

Al via davanti al Tribunale monocratico il processo per reati ambientali ai danni di S.B. di 54 anni, ragusano. L’imprenditore, titolare di un’impresa alla zona industriale, è accusato di avere smaltito rifiuti speciali non pericolosi ed in modo particolare rifiuti dell’industria lattiero-casearia in assenza della prescritta autorizzazione regionale prevista. Lo stesso deve rispondere davanti al giudice Andrea Reale anche di avere cagionato l’inquinamento del sottosuolo e delle acque sotterranee, con il superamento delle concentrazioni soglia di rischio provocato da sostanze pericolose, nonché del reato di getto pericoloso di cose previsto dall’articolo 674 del codice penale per avere provocato la emissione di esalazioni fortemente maleodoranti ed effettivamente sgradevoli e moleste, non momentaneamente e non occasionali, idonee a causare un impatto negativo sulle normali attività della collettività. I fatti sono stati accertati dalla Polizia provinciale e dall’Arpa, che hanno agito su delega del procuratore capo Carmelo Petralia. Le prime verifiche sono state fatte il 7 aprile del 2009 mentre il 28 maggio dello stesso anno, dopo un esposto all’Arpa ed alla Procura che lamentava un deterioramento della qualità dell’acqua emunta dai propri pozzi artesiani, il personale tecnico ed ispettivo dell’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale, ha effettuato un sopralluogo nella zona a cui l’11 giugno ha fatto seguito un’ispezione all’insediamento produttivo. I cittadini che abitano nell’area di contrada Fortugno si sono costituiti parte civile con l’avvocato Eleonora Pisana mentre l’imputato è difeso dagli avvocati Massimo Garofalo e Cristina Di Paola, la seconda sostituta processuale del primo. Il giudice ha aggiornato i lavori al 7 marzo 2012.

Sequestrata discarica di rifiuti speciali in contrada Lusia

Una discarica di rifiuti speciali, soprattutto materiali inerti provenienti da attività di demolizione, fra cui mattoni forati, blocchi di cemento, piastrelle, pezzi sanitari, pietrame ed eternit, è stata sequestrata in via preventiva dai Carabinieri e dalla polizia municipale di Ragusa. Il sito è stato individuato nel corso di un controllo congiunto avvenuto mercoledì in contrada Cortorillo, vicino al depuratore di contrada Lusia. La discarica non autorizzata ha una superficie di 130 mq e un valore di circa 10 mila euro ed è stata realizzata, fra l’altro, in un’area gravata da vincoli di natura ambientale, paesaggistica, idrogeologica e forestale. Un giovane imprenditore edile di Ragusa, P.G. di 20 anni, incensurato, è stato denunciato alla Procura della Repubblica del capoluogo per i reati di realizzazione di opere sprovviste di autorizzazioni e in zone sottoposte a vincolo.

Apre la Festa Democratica. Dibattito sul centro storico

“C’è ancora un grande divario a Ragusa, tra città bassa e alta. Tra ricchi e poveri. Un divario che ha un carattere storico”. Parole di Giorgio Chessari il padre della legge 61 sui centri storici di Ragusa. “Nel 2006 il prg aveva decretato la mancanza di requisiti per Ragusa superiore perché potesse essere classificata come centro storico, al contrario di Ibla. Col nuovo piano regolatore, invece, abbiamo potuto contare sulla ricomposizione urbanistica della città. Perché il centro storico è unico, la città è una e i diritti dei cittadini devono essere uguali, sia che abitino a Ibla, a Ragusa alta o in periferia”. Le riflessioni dell’on. Chessari hanno arricchito il dibattito sul degrado nel centro storico, che si è sviluppato martedì sera nell’ambito della Festa democratica. I dibattiti proseguono ogni pomeriggio, sino a domenica. Dopo l’inaugurazione con taglio del nastro del segretario cittadino, Giuseppe Calabrese, e del responsabile nazionale Enti locali del pd, Davide Zoggia, l’attenzione è stata puntata sul tema della “Integrazione etnica, disagio sociale. Quali speranze tra patrimonio Unesco, cultura, partendo dalle tradizioni”. Il segretario Calabrese ha ribadito che “il centro storico di Ragusa superiore attraversa un momento di grave difficoltà. Molti gli immigrati presenti che dobbiamo valorizzare come risorsa e non considerare alla stregua di un problema. Tutto ciò per evitare un fenomeno da tempo già in corso: lo spopolamento di ampie fasce del centro e la ghettizzazione dei cittadini stranieri”. Per il consigliere comunale Giorgio Massari: “Il problema del centro storico va visto anche in una chiave culturale. Se pensiamo alla città come a una comunità che si riconosce e cerca identità nel luogo, allora potremo ritenere il centro storico come un posto da rivitalizzare”.

Sos Heritage. Il Convento di Jesu nella black list

Bisogna evitare che anche il museo archeologico di via Natalelli chiuda i battenti per essere trasferito all’ex convento di Santa Maria del Gesù a Ibla e impoverisca ulteriormente l’offerta culturale e turistica di Ragusa superiore. La soluzione potrebbe essere quella di trasformare l’attuale sede del Museo archeologico ibleo in un museo archeologico provinciale. La proposta arriva dal professore Giovanni Distefano, archeologo e direttore del Parco e del Museo Archeologico di Kamarina. Un’idea che è sempre stata portata avanti dal professore Distefano e che torna sotto i riflettori della cronaca dopo la terza black list stilata col progetto Sos Heritage e pubblicata da Legambiente Sicilia nel sito internet dell’iniziativa Salvalarte. Da qualche anno l’associazione ambientalista chiede la collaborazione dei cittadini che tramite posta elettronica, mandando una mail a salvalartesicilialare con foto e descrizione i monumenti a rischio. Tre le liste nere finora pubblicate: nelle prime due erano citati le mura di Kamarina, il convento di Sant’Antonino a Scicli e l’ex Fornace Penna; nell’ultima, invece, c’è il convento di Santa Maria del Gesù a Ibla, che, come si sa, dovrebbe diventare la sede del nuovo Museo archeologico ibleo. “La campagna Salvalarte – ha detto Antonino Duchi di Legambiente Ragusa -, si apre sempre di più ai cittadini. A Ragusa i cittadini hanno segnalato il convento di Santa Maria del Gesù, una struttura che dovrebbe ospitare il museo archeologico e che, invece, da tanto tempo è chiusa e con la ristrutturazione ancora non completata”. A rispondere a Duchi è stato l’architetto Giorgio Battaglia della Soprintendenza ai Beni Culturali di Ragusa che è anche il Rup del progetto preliminare per il trasferimento del Museo nell’ex convento. “La Soprintendenza ha sempre avuto un impegno particolare per il convento – ha dichiarato Battaglia -. E’ stato inserito nelle somme della legge 433 e, infatti, un primo intervento è stato fatto. In questo momento è stato appaltato un altro intervento di 800 mila euro, i cui lavori sono già partiti. Servirà a completare i lavori strutturali”. Si attende il progetto preliminare per il trasferimento del museo da finanziare con fondi Fesr. Ma una volta trasferito il museo, un altro polo di attrazione culturale e turistico del centro storico superiore verrebbe a mancare. Ecco allora prendere forma la idea del professore Distefano. “Altri colleghi hanno già imbastito, ne sono sicuro, una progettualità su questo argomento – ha detto il prof. Distefano -. Secondo me il museo a Ibla deve vedersi in una prospettiva di museo della città, con una parte archeologica in cui soprattutto il dialogo fra il mondo indigeno e il mondo greco venga esplicitato. Invece – ha detto ancora Distefano -, il sito attuale del museo dev’essere valorizzato. Lì rimarrebbe il museo della provincia di Ragusa. Il museo, infatti, su progettazione di Cabianca, allora rappresentò il primo museo in Sicilia orientale dopo la seconda guerra mondiale. Quel museo rappresenta una scelta metodologica, museografica, che sarebbe un grave errore eliminare completamente”, ha detto il professore Giovanni Distefano.

Consiglio Provinciale

E’ convocato in seduta pubblica ed ordinaria per giovedì 27 ottobre, alle ore 17.30, il Consiglio Provinciale per l’esame di argomenti vari che vanno dalla discussione su mozioni presentate da alcuni consiglieri, alla disamina di modifiche del regolamento delle commissioni. I lavori saranno trasmessi da Tele Nova.

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