27-07-2017

Stazione passeggeri Porto di Pozzallo, sit in di protesta per il suo completamento

stazione passeggeri pozzallo porto

Riceviamo dai Segretari Generale Cgil di Ragusa Giuseppe Scifo, Cdl di Pozzallo Nicola Colombo, Generale Fillea di Ragusa Franco Cascone e pubblichiamo: “Un anno fa, esattamente l’8 luglio 2016, scadeva il termine per la fine dei lavori di costruzione della stazione passeggeri nel Porto di Pozzallo, e oggi a distanza di un anno non abbiamo nessuna notizia sul completamento dei lavori. Oltre al mancato completamento dell’opera ci preoccupa la situazione di stallo che persiste ancora oggi nel cantiere. Non sappiamo di preciso come e quando sarà consegnata l’opera, sappiamo di certo che anche per questa stagione estiva al porto di Pozzallo non ci sarà la stazione e i passeggeri che lì vi transitano sono privi di servizi, anche quelli essenziali. La realizzazione della stazione passeggeri nel Porto di Pozzallo ha avuto un iter tormentato da ritardi dovuti alla mala gestione dei lavori, infiniti contenziosi compresi problemi di irregolarità amministrativa. Lo scorso gennaio (2017) avevamo appreso con grande soddisfazione lo stanziamento di circa 250mila euro da parte dell’ente appaltante, il Libero Consorzio Comunale di Ragusa (ex provincia) pensando che fosse stato l’atto finale che avrebbe portato a termine i lavori prima dell’inizio della stagione estiva. E invece purtroppo ancora una volta siamo di fronte all’ennesima disfatta. I passeggeri, soprattutto quelli diretti e provenienti da Malta, circa 100mila ogni anno, che giungono al Porto di Pozzallo non trovano ancora nessun servizio, nessun comfort e non saranno avviate le attività commerciali ed economiche previste dentro la stazione passeggeri. La realizzazione di quest’opera è strategica per Pozzallo e per tutto il territorio.  Serve riavviare subito i lavori per portarli al termine,  anche per evitare che quanto già realizzato possa finire in malora. Questo in parte è accaduto e accade ancora; nell’aria del cantiere si possono  vedere i materiali utilizzati per la coibentatura del tetto rimossi dal vento e sparsi e resi inutilizzabili. Questo a dimostrazione del fatto che i ritardi creano un impatto economico negativo a 360°, perché occorre ristrutturare parti già realizzate e per tutte le mancate opportunità legate alla messa a regime della stazione. Attualmente chi arriva nel Porto si trova davanti uno scenario desolante dove manca tutto comprese la attività di informazione e promozione del territorio. Adesso basta! Occorre ripartire in fretta e finire l’opera. Non è possibile continuare a sopportare quest’andazzo generale delle cose. Le istituzioni devono agire immediatamente per un’immediata ripresa dei lavori secondo un cronoprogramma certo. La Cgil da anni impegnata su questo fronte non assisterà passivamente all’ennesima disfatta e incompiuta in ambito infrastrutturale nel nostro territorio. Venerdì 7 luglio alle ore 10:00 un sit–in di protesta davanti al cancello d’ingresso della stazione passeggeri del porto di Pozzallo al fine di sensibilizzare la cittadinanza, l’opinione pubblica sulla gravità della situazione e chiedere l’impedita ripresa dei lavori per il completamento della stazione passeggeri”. Firmato Cgil, Giuseppe Scigo, Nicola Colombo, Franco Cascone.

Ricercatori coordinati dal ragusano Stefano Pluchino, dalle cellule staminali neurali una scoperta che potrebbe portare allo sviluppo di nuove strategie terapeutiche anche nella sclerosi multipla

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Condotta presso il Wellcome Trust-MRC Stem Cell Institute di Cambridge dal dottor Nunzio Iraci e coordinata dal dottor Stefano Pluchino, una ricerca di base partita dallo studio dei meccanismi di signaling delle cellule staminali neurali. Diversi i risvolti anche per il trattamento delle leucemie e di alcune malattie autoimmuni come la sclerosi multipla. Il ragusano Stefano Pluchino da diversi anni studia il ruolo delle terapie con cellule staminali neurali nel trattamento di condizioni come la sclerosi multipla. Gli studi del dottor Pluchino, neurologo e ricercatore, hanno svolto un ruolo essenziale nello sviluppo dei primi studi di fase I recentemente iniziati nelle forme progressive di sclerosi multipla. L’ultima delle pubblicazioni del suo team è apparsa in questi giorni sulla prestigiosa rivista Nature Chemical Biology. Si tratta di uno studio di base che rivela una funzione mai immaginata prima per gli exosomi delle cellule staminali neurali. «Da alcuni anni ormai – ha dichiarato Stefano Pluchino – studiamo gli exosomi delle cellule staminali neurali, perché siamo convinti che gli exosomi svolgano una funzione importante nei meccanismi di signaling in condizioni complesse come ad esempio i trapianti, e immaginiamo che il chiarimento dei meccanismi di signaling possa permettere lo sviluppo di protocolli di terapia disegnati attorno alla malattia, e in ultima analisi attorno al paziente. Sono le basi di quella che adesso è nota a tutti come precision medicine o medicina di precisione».

Arrestato un imprenditore agricolo per sfruttamento di manodopera, controllate nove aziende nei territori di Santa Croce, Modica, Vittoria e Acate

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La Squadra Mobile di Ragusa è stata impegnata nell’ambito dell’operazione nazionale “Freedom”, unitamente alle Squadra Mobili di Caserta, Foggia, Latina, Potenza e Reggio Calabria. L’obiettivo era il contrasto dello sfruttamento di migranti irregolari costretti per pochi euro a lavorare con orari pesantissimi, in condizioni anche igieniche disumane, senza alcun giorno di riposo o altro diritto garantito. Fenomeno criminale diffuso soprattutto in Basilicata, Calabria, Campania, Lazio, Puglia e Sicilia e tipico prevalentemente del settore agricolo. Undici persone sono state denunciate per sfruttamento della manodopera e, nel caso più grave registrato a Vittoria, si è proceduto all’arresto di Francesco Miccichè, 55 anni di Vittoria. L’uomo è stato sottoposto alla misura degli arresti domiciliari. Gli operai ascoltati dagli investigatori della Squadra Mobile di Ragusa sono stati concordi nel riferire di lavorare presso l’azienda di Miccichè e che proprio costui, offriva loro di dormire in casette fabbricate senza alcun minimo rispetto delle normative sull’edilizia oppure li prelevava presso i loro domicili, forniva le indicazioni, impartiva gli ordini, organizzava il lavoro all’interno dell’azienda e li pagava. Gli operai riferivano inoltre di svolgere le mansioni di bracciante agricolo addetto alle colture in serra, di lavorare almeno 8 ore al giorno per una paga giornaliera di 25,00 euro (non 59 così come previsto) corrisposti ogni settimana con denaro contante, di non godere di nessun periodo di ferie e non aver mai frequentato un corso sulla sicurezza o una visita medica.

ARICO’ E LA ROSA NEL DIDIETRO

IMG_0651Quand’è che la democrazia perde di peso? No, non è solo corruzione, classe politica fiacca, mediocre e distratta, sconfitta di orizzonti politici, dipende più che altro dalle forme linguistiche che usiamo per raccontare i fatti: più ci si avvolge nel marasma delle parole più si nascondono i valori e poi pure le idee ed i pensieri e tutto si confonde. Sta accadendo in queste settimane a Ragusa con il nuovo ospedale – una struttura né amata né desiderata dai ragusani, ma imposta e quindi entrata a forza nelle nostre vite per decenni soddisfatte e orgogliose dei due vecchi ospedali – dove un fatto personale ossia l’esigenza del manager Aricò di inaugurare la struttura in coincidenza con la fine del suo mandato è stato pasticciato con un’azione  gestionale, e il trasloco si è trasformato in una babele. Aricò non poteva ammettere di agire con fretta per furia egotica e quindi rassicurava la comunità trovando i soliti entusiasti del potere che plaudivano contando i giorni e le ore – ad un tratto si disse che ne mancavano ormai solo dieci per giungere al trionfo – ed i dubbiosi venivano chetati dall’entusiasmo e la collettività doveva credere nel prodigio di efficacia e gioire e non gufare e contagiarsi di felicità. Nemmeno finanzieri, magistrati e carabinieri e sigilli e collaudi da ricontrollare e analizzare son riusciti a riportare la lucidità di giudizio, e si è voluto credere che Aricò non fosse poi stato mandato via di malo modo da Ragusa e c’è persino stato, nell’apoteosi di questo ossequio alla forma ufficiale di un potere fortissimo come quello rappresentato dalla sanità, quasi un sospiro di sollievo quando si è saputo che il trasferimento a Palermo non era immediato e che si concedeva una proroga sino ad agosto. data ancora utile per il lieto evento inaugurale. Anche il prudentissimo sindaco Piccitto, geneticamente democristiano, ha atteso il collasso finale dell’operazione per scagliarsi contro il manager mentre avrebbe dovuto dirgliene di santa ragione una settimana prima invece di conformarsi allo stile del momento. E’ inutile soffermarsi poi sul solito Nello Dipasquale che padroneggiando la lingua dell’inganno, quella forgiata e sfruttata dalla politica che egli ben incarna, cavalcava l’onda spiegandoci come Aricò fosse stato premiato dal trasferimento a Palermo – ora però non c’è traccia del nostro deputato… e ai nostalgici di buon cuore non rimane altro che affidarsi alla umanità di qualche Ong in caso di avvistamento nel Mediterraneo. Il disastro è totale e dio ci aiuti e non ci faccia prendere un coccolone. Aricò sempre sorridente ha disposto il dietrofront e gli ospedali si sono frantumati. Ci vorrebbe Emergency per salvarci se è vero, com’è vero, che i bisturi non possono essere sterilizzati essendo ormai gran parte delle apparecchiature lassù a Cisternazzi. Arico però comunica ancora nella sua lingua, quella incredibile, ed invia oggi una foto di una sua visita ad una puerpera col fanciullino in grembo nell’atto di porgerle una rosa: è l’amore, la pace, la serenità, la finzione scenica. E allora cambiamo linguaggio di botto e sputiamo  la verità. Che se la infili nel didietro, la rosa,  il nostro manager, con la speranza che qualche spina gli faccia da spinta propulsiva per farlo correre più lontano possibile dai nostri luoghi. Ripristinato il senso delle cose, quelle cattive, quelle sbagliate, quelle false, in qualche modo ci arrangeremo ricominciando dalle parole, quelle vere, quelle sincere. Ed ora buona fortuna a tutti, resistiamo e occhio ai nostri malandati corpi: la sanità ragusana non è proprio al massimo di questi tempi.

Ragusa, prende fuoco discarica Cava dei Modicani

Incendio Cava dei Modicani

Un incendio è divampato nel primo pomeriggio di martedì nella discarica di ‘Cava dei Modicani’, sulla s.p. Ragusa – Chiaramonte Gulfi. Il pronto intervento della Polizia Provinciale, che ha chiesto l’immediato intervento dei Vigili del fuoco, nonché il collaudato sistema antincendio della stessa discarica, hanno permesso di domare le fiamme nel giro di un’ora. L’incendio è stato subito circoscritto e non si registrano danni alle strutture. Proprio in questi giorni è attivo il nuovo impianto di compostaggio. Sulle origini dell’incendio spetterà ai Vigili del fuoco verificare se vi sono tracce di liquido infiammabile, anche se la causa dell’autocombustione sembra molto improbabile.

INCENDIO DI CHIARAMONTE, GIOVANNI IACONO PROPONE LA VIGILANZA DELLA POLIZIA PROVINCIALE

incendio-chiaramonte-3-330x248Dopo l’incendio della pineta di Chiaramonte alcuni componenti della lista civica ragusana Partecipiamo, che ha come leader Giovanni Iacono, e come principio fondante l’ambientalismo, hanno scandagliato le varie zone rimaste integre dal devastante rogo. Sono tutte le zone delle cave naturalistiche, dove negli anni scorsi prima dell’estate venivano ripuliti i viali parafuoco e i bordi delle trazzere limitrofe ai viali parafuoco che portano alle masserie. Questo quel che si è visto e che ora si descrive: “Siamo a luglio ed abbiamo constatato che quest’anno a cava misericordia, cava volpe, cava paradiso, non è stato effettuato alcun intervento di prevenzione. Vi sono dei criminali in libertà che possono tornare a completare “l’opera”. E’ necessario che vengano realizzati in tempi immediati i viali parafuoco e ripulite le trazzere. E’ indispensabile presidiare, costantemente, tutte le zone boschive e le cave naturalistiche ed è un compito dei cittadini ma anche delle pattuglie delle forze dell’ordine”.  Giovanni Iacono, capogruppo al Comune di Ragusa, quindi dichiara: “Purtroppo tra le tantissime scelte scellerate che i governi hanno compiuto nel campo ambientale una ha riguardato, a livello nazionale, la soppressione del Corpo Forestale dello Stato. Un solo elicottero, come si sa,  andava avanti e indietro dalle zone avvolte dalle fiamme e la diga di S.Rosalia caricando in un tempo straordinariamente breve 8.000 litri di acqua. Il tempo di andata, caricamento, ritorno, scarico e ripartenza era di 7-8 minuti. E così per ore ed ore. Lavoro eccellente dei forestali, delle forze dell’ordine, dei volontari ma adesso dobbiamo pensare a salvare il salvabile e quindi chiediamo, con forza, anche l’impiego per la vigilanza di tutte le forze dell’Ordine ma, in modo particolare, della Polizia Provinciale, che ritengo molto indicata per questo tipo di vigilanza. I compiti della Polizia provinciale non possono limitarsi alle strade provinciali ma possono, in casi così straordinari,  estendersi a tutte queste zone naturalistiche il cui territorio ricade nei Comuni che compongono  il Libero consorzio dei Comuni”.

 Mancata apertura ospedale “Giovanni Paolo II”. Il sindaco Piccitto scrive al Ministro della Salute Lorenzin, al Presidente  della Regione Siciliana Crocetta e all’Assessore Regionale alla Salute Gucciardi

 

sigilli_ospedale-800x500_cQuali provvedimenti saranno adottati per superare l’attuale situazione di sofferenza del sistema sanitario provinciale di Ragusa e per consentire un rapido ripristino della funzionalità delle strutture presenti nella Città di Ragusa? Le gravi carenze organizzative dell’attuale Direzione Generale dell’ASP 7, che appare confusa e priva delle più elementari competenze tecnico-organizzative, richiedono un intervento urgente al fine di scongiurare rischi per l’igiene e la salute pubblica”. Questo è quanto chiede il sindaco Federico Piccitto, con due distinte note inviate rispettivamente al Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, al Presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta e all’Assessore Regionale alla Salute Baldassare Gucciardi. Il primo cittadino di Ragusa ha voluto informare il governo centrale e quello regionale in merito alle problematiche che hanno impedito l’apertura del nuovo ospedale “Giovanni Paolo II” e agli effetti prodotti sull’intero sistema sanitario provinciale di Ragusa. Le decisioni assunte dalla Direzione Generale dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Ragusa  – scrive nella lunga nota il sindaco Federico Piccitto – hanno determinato profondi stravolgimenti nel funzionamento degli ospedali del capoluogo, che rischiano di pregiudicare la qualità complessiva delle prestazioni sanitarie dedicate all’utenza e il mantenimento di adeguati livelli di assistenza”. Il Sindaco spiega nel dettaglio quello che è avvenuto nelle ultime settimane, fino alla decisione della Direzione Generale del 30 giugno di ripristinare i vecchi ospedali “Maria Paternò Arezzo” e “Civile”. Passa in rassegna le rassicurazioni e gli impegni, costantemente disattesi dalla Direzione Generale sui tempi di presentazione della documentazione amministrativa necessaria per il trasferimento. Infine, fa il punto della situazione attuale, alla luce del dietrofront annunciato dalla Direzione Generale. “Nel corso di un sopralluogo effettuato nella giornata di lunedì 3 luglio presso le strutture “Maria Paternò Arezzo” e “Civile”, finalizzato ad acquisire elementi utili di valutazione in merito alla condotta della Direzione Generale, ho potuto constatare come le procedure di trasferimento avviate e successivamente interrotte non consentano, al momento, di assicurare alla Città di Ragusa la piena funzionalità delle strutture anzidette, con grave pregiudizio dei livelli essenziali di assistenza. In particolare, da un confronto con il personale medico, sono emerse problematiche di varia natura che richiederebbero, per il ripristino, tempi superiori a quelli realisticamente sopportabili dagli altri ospedali della Provincia, sotto pressione da ormai due settimane. Appare – conclude il sindaco Piccitto – inopportuno  il perdurare di soluzioni temporanee che prevedono lo spostamento di attività presso altri ospedali della Provincia, con il conseguente impoverimento dell’offerta sanitaria nella città capoluogo, in contrasto con quanto previsto dalle norme e dal piano di riordino sanitario regionale”.

 

Caos Ospedale Ragusa, Digiacomo annuncia: nominata una terna ispettiva

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“Mi sono sentito con l’assessore Gucciardi: è stata nominata una terna ispettiva che si occuperà di interloquire con le istruzioni per una veloce risoluzione di questa pagina incresciosa relativa all’apertura del Giovanni Paolo II”. Ad annunciarlo il presidente della VI Commissione Servizi Sociali e Sanitari all’Ars, Giuseppe Digiacomo, che aggiunge: “ciò è conseguenza della totale delegittimazione dell’attuale direzione generale, che si e’ vista mettere i sigilli per evitare che i malati fossero allocati in luoghi non conformi. Già dalla relazione trasmessa, si desume la piena consapevolezza che la struttura della quale s’annunciava l’apertura, e che aveva comportato sospensione di ricoveri e allocazione dei pazienti in strutture diverse dentro e fuori provincia, era inagibile”. “Una inqualificabile condotta per appendersi una medaglietta a ogni costo – tuona Digiacomo -, per dimostrare, non si capisce bene a chi, di essere tipi in gamba, tipi tosti. Il tutto sulla pelle di pazienti e personale, personale stanco, stressato, deluso e preoccupato che adesso viene da noi a sfogare la propria amarezza. La Commissione Servizi Sociali e Sanitari che mi onoro di presiedere – annuncia Digiacomo – convocherà in questi giorni un’audizione per far luce su quanto accaduto, e, ai sensi dello statuto e del regolamento, ispezionerà e indagherà su questi fatti che, comunque, rappresentano una pagina dolorosa, imbarazzante che la terra iblea non si meritava. Se, in questo delicato momento, il dottor Arico’ si facesse da parte facilitando percorsi e interlocuzioni con Procura e altre Istituzioni e non rimanesse attaccato alla poltrona non si capisce per quale ragione, si riabiliterebbe parzialmente, se non altro su un piano deontologico e mostrerebbe un senso di responsabilità ad oggi carente”.

INCENDIO DI CHIARAMONTE, PERCHE’ NON ERANO DISPONIBILI I CANADAIR?

19575099_10211035917426274_2709841215760142521_o-800x500_cScrive la senatrice Pd Venerina Padua:” Sono vicina alla popolazione chiaramontana che sta facendo i conti con gli immensi danni subiti e, oltre alla solidarietà non formale che rivolgo a ciascuno di loro, voglio rassicurare tutti sul fatto che mi impegnerò al massimo nel fornire la mia collaborazione all’Amministrazione comunale, alle altre istituzioni operanti sul territorio con l’obiettivo di fare squadra e formare un fronte comune affinché, già dalle prossime ore, possa essere avviato il percorso della ricostruzione”. La Padua aggiunge: “Certo, resto basita dalle dichiarazioni provenienti dal comando provinciale dei Vigili del fuoco, che ringrazio per il loro strenuo impegno assieme a tutte le altre forze in campo, a cominciare dalla forestale ma pure le altre forze dell’ordine a vario titolo impegnate sul territorio, quando si afferma che non erano disponibili canadair per domare l’incendio nella fase iniziale. Se ciò fosse accaduto, cioè se i canadair fossero stati presenti quando richiesti, probabilmente oggi parleremmo sì di danni ma molto più contenuti. Ecco perché, finita la fase dell’emergenza, attiverò i canali istituzionali adeguati per cercare di capire che cosa è accaduto e perché non è stato garantito il soccorso nei tempi dovuti alla popolazione chiaramontana”.

 

LA SICUREZZA DEI PRODOTTI E LA VALORIZZAZIONE DEI SOTTOPRODOTTI NELLA FILIERA AVICOLA

uovaIl Dipartimento di Prevenzione Veterinaria dell’Asp di Ragusa organizza nei giorni 6 e 7 luglio a partire dalle ore 9.00, presso l’istituto “ Principi di Grimaldi” – viale degli Oleandri, 19 – Modica il seminario su: “La filiera avicola: sicurezza dei prodotti e valorizzazione dei sottoprodotti”. Il seminario si articola in due giornate ed è ricco di interventi dai quali prenderà corpo il dibattito  dei partecipanti al corso. La filiera avicola, interamente rappresentata nel territorio della provincia di Ragusa, include un percorso tecnologico complesso che vede una fase produttiva notevolmente diversificata: Linea carne con  allevamenti di riproduttori – incubatoio – allevamenti broilers – macellazione – trattamento carni – distribuzione prodotti. Linea uova: allevamenti pulcini/pollastre – linea produzione uova – Centri imballaggio uova – distribuzione) ed una fase, altrettanto articolata, di smaltimento dei sottoprodotti di origine animale. In entrambi i momenti il legislatore ha attribuito alla figura del medico veterinario responsabilità di controllo e sorveglianza degli aspetti sanitari sia attraverso attività pratiche di controllo – ispezioni, visite, campionamenti, etc.-  sia mediante adempimenti d’ufficio: certificazioni, autorizzazioni, implementazione Banche Dati. L’evento mira a ribadire l’importanza del ruolo del medico veterinario e i suoi adempimenti alla luce degli aggiornamenti normativi e degli sviluppi tecnici che ha avuto la filiera nell’ultimo decennio. I lavori del seminario saranno moderati da: Giorgio Blandino, Direttore del Dipartimento di Prevenzione Veterinaria; Gaetano Farina, Medico Veterinario – Dirigente Asp – Ragusa e da Raffaele Giannone, Responsabile Avicola Mediterranea.

Caso Nuovo Ospedale di Ragusa, dichiarazioni di Sonia Migliore

MG_4010“Mai prima d’ora, nella storia della nostra città, si è verificato un episodio tanto grave capace di mettere in pericolo la salute dei ragusani e, allo stesso tempo, quella degli abitanti delle città vicine. Una vicenda di piccola politica capace di generare danni grandissimi”. Queste le parole della consigliere di opposizione Sonia Migliore che aggiunge: ” Siamo nel caos, nato dalla fretta di inaugurare una struttura ancora incompleta solo per soddisfare il narcisismo di qualcuno. Il tutto condito da indagini e sequestri che hanno reso necessario il dietrofront. Nel frattempo, nessuno di quelli che sarebbero nelle condizioni di portelo fare ha ancora assunto delle responsabilità. Anzi, abbiamo assistito prima ai complimenti, poi ai rimproveri. E mentre si affronta la faccenda dandogli lo stesso peso di una sagra di paese, i cittadini e il personale dell’ospedale stanno subendo enormi disagi. Il sindaco si dia una svegliata e si occupi di dare ai cittadini l’occasione di fare chiarezza. Convochi un Consiglio comunale aperto e urgente in modo da offrire alla cittadinanza analisi lucide e risposte concrete. Insieme alla deputazione si adoperi, il primo cittadino, per attuare tutte le procedure necessarie per riportare la situazione alla normalità. Anche il presidente della Regione Crocetta ha il dovere morale di intervenire con fermezza piuttosto che continuare nel valzer di nomine di commissari e manager nel quale lo abbiamo visto impegnato ultimamente. Ma soprattutto, il Governatore deve prendere la decisione di non prorogare la direzione generale di Aricò perché la sua gestione della sanità in provincia di Ragusa è stata rovinosa, partendo dal piano aziendale che abbiamo contestato in ogni modo e finendo con questo capolavoro di approssimazione che è stato il trasloco dell’Ospedale Civile al NOR. Ci auguriamo solo che i costi di tutta questa farsa non ricadano sulle spalle della collettività, ma su quelle dei responsabili di questa baraonda”.

CAOS OSPEDALI RAGUSA, DICHIARAZIONE DEL SINDACO PICCITTO

nnmmfggIl Sindaco Federico Piccitto interviene in merito alla mancata apertura del nuovo ospedale “Giovanni Paolo II” di Ragusa e dichiara: “Chiunque ama questa città, prima ancora di rappresentarla, non può che essere arrabbiato, deluso e ferito personalmente per quanto sta accadendo. Da tempo, per vari motivi, sono costretto a seguire i piani aziendali regionali, cambiati un giorno sì e l’altro pure (con lo stesso comune denominatore: penalizzare la Città di Ragusa), o addirittura, anche di recente, inseguire i trasferimenti improvvisi di reparti in altre città (e bloccarli). Ma quanto è accaduto nelle ultime settimane ha dell’incredibile, e per varie ragioni ritengo che questa volta si sia passato il segno. Quando per la prima volta chiesi, ormai oltre dieci giorni fa, chiarimenti sul cronoprogramma del trasferimento del nuovo ospedale alla direzione generale dell’Asp 7, e quando dissi chiaramente che bisognava avere il quadro chiaro della situazione, avevo una idea precisa di quello che era necessario, opportuno e giusto fare. Il nuovo ospedale andava aperto, ma garantendo in tempi rapidi la piena operatività e nel massimo rispetto delle normative. Preoccupazioni e dubbi, che non potevano, e non dovevano, distogliere dall’obiettivo: aprire il nuovo ospedale e farlo bene. La risposta, peraltro tardiva e dopo non poche sollecitazioni, era stata, alla fine, chiara: bastano pochi giorni, i disagi saranno limitati, le emergenze ridotte, le problematiche legate a normali adempimenti amministrativi. Ottenute le rassicurazioni, come avrebbe fatto chiunque, ho voluto verificare di persona e controllare la struttura da cima a fondo. Ho potuto constatare da vicino come qualsiasi struttura, per quanto bella come il nuovo ospedale, sarebbe rimasta una scatola vuota senza l’impegno, la passione e la dedizione che il personale dell’ASP aveva messo nel tentativo di concludere positivamente i trasferimenti e rendere il nuovo ospedale pienamente operativo. Subito dopo, l’assurdo: prima la mancata conferma dell’attuale direttore generale, in una situazione ancora irrisolta, da parte di una Regione che quando decide di governare, soprattutto sulla sanità, lo fa solo per distruggere e non per costruire. Poi, la proroga dello stesso direttore, non si capisce su quali basi giuridiche, solo per occuparsi dell’apertura. E nel frattempo, l’iter amministrativo non completato, nuove indagini, nuovi sequestri, la decisione di tornare indietro, in una struttura che lo stesso manager ha definito obsoleta. Perché non intervenire direttamente, potrebbe chiedersi qualcuno? L’ho fatto, da subito, pretendendo risposte puntuali, chiedendo informazioni, offrendo il mio contributo e la collaborazione diretta del Comune di Ragusa. Fare altro, e ne sono ben consapevole, avrebbe condannato l’ospedale nuovo a non aprire mai più. Ed io questo non lo voglio, perché so quanto vale e quanto impegno c’è stato per arrivare a un risultato. A questo proposito incontrerò ancora, la prossima settimana, il personale medico e non che, ogni giorno, si è impegnato per raggiungere un obiettivo così importante per la nostra città. Qualcun altro questo obiettivo, non sappiamo ancora per quale motivo (o forse lo sappiamo benissimo) ha voluto, invece, prima farlo osservare da vicino e poi allontanarlo inesorabilmente, per un misto di ignavia ed inefficienza che, purtroppo, in questa Regione, è una costante. Per fortuna, in questa terra, esistono autorità competenti capaci di svolgere al meglio il proprio lavoro e garantire la sicurezza di tutti. Dalle ultime informazioni sembra che la direzione generale stia valutando il ripristino della situazione ex ante, con la riattivazione dell’ospedale Civile e dei reparti del Paternò Arezzo che la direzione intendeva trasferire. Se si sceglierà questa soluzione, vigilerò, come ho sempre fatto finora, perché il ripristino sia totale, perché siano assicurate le condizioni precedenti, senza eccezioni, e perché la salute dei cittadini non sia messa in pericolo. Alla fine di tutto questo, però, resta l’obiettivo: aprire il nuovo ospedale, renderlo operativo il più presto possibile. Ieri pomeriggio abbiamo appreso che la strada si allunga, per i motivi che purtroppo abbiamo citato prima. Ma l’obiettivo resta lì. E noi, come città, faremo di tutto per raggiungerlo. Chi ha voluto giocare sulla sanità e sui cittadini, si renderà presto conto che ha sbagliato indirizzo.”

ECCO IN CHE CONDIZIONI E’ RIDOTTO IL VIALE EUROPA A RAGUSA

Viale Europa sterpaglie“Come si può lasciare il viale Europa, strada d’accesso della città, zona che teoricamente dovrebbe essere residenziale, in queste condizioni? E per di più a inizio luglio? Con le sterpaglie dello spartitraffico che hanno ormai quasi superato l’altezza d’uomo?”. La denuncia è del consigliere del Movimento Civico Ibleo, Gianluca Morando, il quale sottolinea che “la gestione dei servizi di manutenzione deve essere registrata meglio. Ma di tutto ciò, devo aggiungere – prosegue il consigliere – ce ne eravamo accorti già da un pezzo visto che le segnalazioni legate alla mancanza di decoro si susseguono senza un attimo di tregua. L’immagine di viale Europa ridotto così davvero non è sostenibile.  E’ vero, i fondi saranno pure ridotti al minimo. Ma prendiamo atto che si reperiscono risorse economiche per manifestazioni legate all’effimero mentre per quelle che dovrebbero essere le necessità più o meno primarie, e il decoro di una città che vuole fregiarsi dell’appellativo turistica è senz’altro tra queste, si continua a stentare. Chiedo, dunque, ufficialmente all’Amministrazione comunale retta dal sindaco Piccitto di provvedere e di cominciare proprio dal viale Europa dove è fin troppo chiaro che un operaio addetto alle manutenzioni non si vede da chissà quanto tempo”.

 

Incendio della pineta di Chiaramonte Gulfi, Legambiente dichiara: “Gravissimo e colpevole ritardo della Regione nell’organizzazione; i vertici della Regione si dimettano!”

 

incendi_sicilia_ansa“Gli incendi continuano a devastare il territorio siciliano, a distruggere boschi, aree naturali protette e a minacciare sempre di più centri abitati ed attività economiche come nel caso della pineta di Chiaramonte Gulfi. Sono decenni che gli assetti organizzativi e logistici in atto nonché le attività di vigilanza e controllo del territorio mostrano tutti i propri limiti e non appaiono adeguati a prevenire e reprimere questo fenomeno che sta assumendo ormai connotati sempre più gravi, con danni incalcolabili per le comunità ed il territorio a fronte di un’ingente spesa che sostiene la Regione per il settore forestale e antincendio”. Così Legambiente che ricorda le diverse cause di questi terribili eventi prima fra tutte l’evento doloso: “appare evidente che non vi sia una efficace attività di prevenzione e repressione così come non esistono meccanismi davvero penalizzanti a dimostrare che l’incendio è un danno e non conviene a nessuno. Se è vero che nel breve periodo alla distruzione di un bosco non segue l’aumento delle giornate lavorative è invece altrettanto vero che all’aumentare degli incendi le stesse non diminuiscono. La spesa forestale mantiene lo stesso livello anche se i boschi continuano ad essere distrutti”. Già l’anno scorso Legambiente propose al Presidente della Regione, all’Assessore all’Economia, all’Assessore all’Agricoltura ed al competente Dipartimento Regionale dello Sviluppo Rurale di adottare subito una determinazione affinché in ogni distretto forestale, già nel corso della stagione antincendio, si andasse alla riduzione della spesa per il settore forestale in genere, ed anche delle giornate lavorative,  in ragione della percentuale di boschi percorsi dal fuoco rispetto alla superficie forestale complessiva. Come al solito non c’è stata alcuna risposta. Legambiente spiega ancora:” Ma quest’anno c’è di più rispetto agli anni scorsi,  la Regione non ha fatto assolutamente nulla e ha cominciato ad organizzarsi, con gravissimo e colpevole ritardo, solo il 15 giugno, quando sono già scoppiati decine e decine di incendi con danni gravissimi. Non vi è, come ha detto qualcuno, solo una “calamità istituzionale”, questo Governo regionale contribuisce in modo significativo a queste calamità naturali, ne é complice e responsabile in prima persona. Non si possono lasciare da soli e senza mezzi i forestali. Il presidente della Regione e l’assessore competente dovrebbero fare l’unica cosa possibile : dimettersi”.

 

Roghi in Sicilia. M5S: “Su Crocetta e governo pesanti responsabilità. Chi ha sbagliato paghi, una volta per tutte. Il presidente venga a riferire all’Ars”

incendio-chiaramonte-gulfi-3-640x620Non è possibile che in Italia e, soprattutto, in Sicilia non ci siano mai responsabili di nulla, che gli effimeri, rari e spesso falsi successi abbiano cento padri e i continui e colossali disastri siano sempre orfani. Crocetta venga a riferire all’Ars sulla situazione e sulla convenzione con i Vigili del Fuoco di cui dice di aver chiesto il rinnovo, cosa che gli stessi Vigili del Fuoco smentiscono categoricamente”. All’indomani dei pesantissimi roghi che stanno devastando la Sicilia ll M5S all’Ars chiede un faccia a faccia col presidente della Regione sulla questione incendi, “per la quale il presidente ha non poche responsabilità”. È da almeno 4 anni, ormai, – dice il deputato Francesco Cappello – che il M5S, raccogliendo la denuncia del sindacato Conapo Sicilia, chiede a gran voce al governo regionale di stipulare la convenzione con i Vigili del Fuoco per avviare per tempo la campagna antincendio in Sicilia. Ma nessuna risposta è arrivata da parte del governo. Silenzio anche in commissione Territorio e ambiente, dove l’anno scorso, sempre in questo periodo, ho chiesto di audire i vertici regionali e nazionali della Conapo al cospetto del governo regionale, che puntualmente ha preferito disertare l’incontro. Anche quest’anno stessa rivendicazione da parte dei Vigili del Fuoco e stessa inerzia da parte del governo. Crocetta, però, nel tentativo maldestro di salvare la faccia ha affermato di avere richiesto il rinnovo della convenzione con i Vigili del Fuoco in risposta alle polemiche accese con il capo della protezione civile. Peccato che quanto dichiarato dal governatore venga clamorosamente smentito da una nota della direzione regionale dei Vigili del Fuoco per la Sicilia, che ha dichiarato che ‘il dipartimento protezione civile regione Sicilia a tutt’oggi non ha convocato ne predisposto alcun incontro finalizzato alla stipula di apposita convenzione finalizzata alla campagna boschiva per la stagione estiva 2017’”. Le affermazioni di Crocetta – prosegue Cappello – sono assai gravi, come le colpe che questo governo ha in merito ai roghi di questi giorni. Alla regione Siciliana, infatti. in virtù della legge 353 del 2000 compete la responsabilità della previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi”. Il Movimento 5 Stelle esprime la propria solidarietà al corpo dei Vigili del Fuoco “eroicamente sempre in prima linea e abbandonato dalla politica a risolvere i problemi che la stessa politica avrebbe potuto e dovuto evitare”.

Università e Fondazione San Giovanni Battista insieme per la formazione

Chiara FacelloE’ stata formalizzata da alcuni giorni la convenzione con l’Università di Catania per l’attivazione dei tirocini formativi curriculari che consentono agli studenti universitari di poter richiedere di svolgere lo stage presso la Fondazione San Giovanni Battista attraverso la piattaforma del COF. “Per noi – spiega Tonino Solarino, presidente della Fondazione – si tratta di un ulteriore elemento di rafforzamento della rete con le istituzioni e in particolare con la Struttura didattica speciale di Lingue e Letterature Straniere”. Le attività potranno essere molteplici, prima fra tutte l’inserimento degli studenti in qualità di osservatori, presso una struttura di accoglienza per richiedenti asilo e rifugiati stranieri. “Gli studenti – conferma Chiara Facello, responsabile dell’Area Ricerca e formazione della Fondazione – saranno preparati durante i primi giorni, attraverso incontri formativi e materiale didattico e supportati da un tutor aziendale. Pensiamo sia una opportunità per tutti gli studenti che permetterà di rafforzare e mettere in pratica le competenze acquisite ma anche di creare le basi per un incontro tra domanda e offerta di lavoro conoscendo una realtà del nostro territorio e vivendo una esperienza formativa dalla prospettiva dell’apprendimento del fenomeno migratorio”.

 

 

LA PASSALACQUA RAGUSA QUARTA ALLE FINALI NAZIONALI DI BORMIO

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Per soli tre punti, 50 a 53, la formazione Under 14 della Passalacqua perde la finale per il terzo e quarto posto con la Virtus Trieste e si classifica dunque quarta alle finali nazionali di Bormio. Si è trattato in ogni caso di un grande risultato per le giovani aquilotte allenate dal trio Curella, Vicari e Baglieri, che tornano a casa con la consapevolezza di avere disputato un torneo al meglio delle proprie possibilità e di potere essere annoverate tra le primissime formazioni italiane della categoria. “Forse con un pizzico di fortuna in più e un pizzico di stanchezza in meno – commentano i tre allenatori – staremmo qui a parlare del terzo posto, ma si è trattato comunque di un grande risultato che ci ha visti giocare alla pari con le massime realtà giovanili del basket femminile italiano. Siamo davvero molto soddisfatti soprattutto per l’esperienza che hanno potuto fare queste ragazze che è stata davvero delle più importanti, oltre che per il risultato che è stato storico”. Questo il tabellino dell’incontro: Bucchieri 21, Gurrieri 12, Olodo 8, Trovato 7, Mallo 2, Ianelli, Mazza, Occhipinti, Antoci, Menghistu, Lauria, Roccasalvo.

La misura è colma!!!! Si faccia chiarezza su  questa squallida vicenda relativa all’apertura del nuovo ospedale di Ragusa.

 

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Riceviamo da Maurizio Tumino, consigliere comunale di Ragusa, gruppo  Insieme, e pubblichiamo: “La città di Ragusa è priva, oggi, di un presidio ospedaliero pronto a fornire soluzioni adeguate non solo alle emergenze ma anche purtroppo alle situazioni ordinarie. Avevamo nei giorni scorsi, confortati anche dalle prese di posizioni ufficiali rese dall’Asp di Ragusa, esortato il dr. Arico’ ad andare avanti senza tentennamenti con la massima attenzione e nel rispetto delle procedure di legge. Ogni giorno che passa, però, ci riserva nuove sorprese. Siamo passati da due piccole stanze messe a disposizione alla Guardia di Finanza per conservare alcuni documenti al sequestro preventivo di due sale operatorie, della sala parto della terapia intensiva cardiologica e della rianimazione perché le unità di trattamento aria richiedono settaggi ed accorgimenti che non sono ritenuti di sufficiente garanzia per l’uso continuativo. Si fa a gara in questi giorni per attribuirsi i meriti di quanto fatto senza, invece, pensare ai demeriti che sono eppure tanti. L’on. Dipasquale, dopo avere abbandonato la città per soddisfare le sue personali ambizioni e aver fatto di tutto per consegnarla al movimento cinque stelle che ha dimostrato, tra l’altro, tutta la sua inadeguatezza nel governare il territorio, prova a farsi perdonare il suo manifesto disinteresse nei confronti della città, nell’ultimo scorcio della sua esperienza parlamentare, ancora una volta provando a prendere in giro Ragusa e i Ragusani. In questi giorni ha voluto evidenziare alla città che il risultato di oggi è frutto della sinergia e dell’assoluta determinazione del proprio manager di riferimento congiuntamente alla propria azione e a quella dell’onorevole Digiacomo. La verità, purtroppo è un altra ed è sotto gli occhi di tutti. Oggi viviamo una situazione paradossale, di disagio assoluto in merito alla questione più importante che è quella della salute pubblica e occorre dare soluzione al problema immediatamente. Intervenga con autorevolezza davvero il Sindaco come massima autorità sanitaria, il Prefetto, la deputazione, l’autorità giudiziaria e chiunque abbia titolo perché a questo scempio venga messa la parola fine. Si faccia tutto nel rispetto assoluto delle norme e a garanzia della salute di tutti ma si faccia presto. Oggi i disagi dei pazienti, sopiti ieri perché magari speranzosi di ricevere un servizio migliore, sono in procinto di trasformarsi in ribellione. E questo davvero non si può sopportare, ne tantomeno si deve permettere! Noi esigiamo, come semplici cittadini e come rappresentanti delle istituzioni, una data certa sull’apertura del nuovo ospedale. Non siamo disposti ad attendere oltre”. Firmato Maurizio Tumino cons. comunale Ragusa.

Trasferimento Ospedale Ragusa,  Scifo Cgil: siamo al caos, serve nominare un commissario

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Riceviamo dal Segretario generale Cgil di Ragusa Giuseppe Scifo e pubblichiamo: “Si fa sempre più grave la situazione degli ospedali ragusani a causa del trasferimento dei reparti verso il nuovo ospedale Giovanni Paolo II. La notizia ufficiale di ieri parla del sequestro preventivo da parte della Guardia di Finanza, su provvedimento della Procura, di due sale  operatorie, del blocco parto, dei locali dell’unità di terapia intensiva e coronarica e della rianimazione del nuovo ospedale Giovanni Paolo II. Una situazione di fatto degenerata nel caos. Già da qualche giorno si è percepita la situazione di gravità dopo le prime fasi di trasferimento dei reparti effettuate con fretta e una programmazione di sicuro non all’altezza della complessità. Infatti, l’intervento della Procura a tutela della salute pubblica è dettato dal fatto di aver riscontrato e accertato difformità di funzionamento negli impianti di climatizzazione e antincendio annesse alle strutture mediche. Una situazione di anomalie e difformità che espongono a rischi i pazienti, i lavoratori e gli utenti del nuovo ospedale. Una situazione generata dalla scelta dei vertici dell’Asp 7 di precedere frettolosamente all’inaugurazione del nuovo ospedale. Si è agito rincorrendo i tempi e sottovalutando i rischi connessi a un’operazione tanto complessa, come quella del trasferimento delle strutture ospedaliere, che presuppone prima di tutto un’attenta programmazione nel rispetto di tutte le conformità legate alla salute e sicurezza degli utenti e la gestione di un crono programma adatto e coerente. Di fatto siamo ora di fronte ad un contesto  in cui le vecchie strutture sono mobilitate, mentre quelle nuove non possono essere attivate. Il rischio è quello del perdurare di una situazione di “vuoto sanitario” quindi di pericolo per i cittadini che necessitano di rivolgersi alle strutture ospedaliere ragusane. Chiediamo che sia subito nominato un commissario ad acta per il trasferimento delle strutture verso il nuovo ospedale di Ragusa Giovanni Paolo II. Ci rivolgiamo all’Assessore Regionale e al Ministro alla Salute affinché, nel più breve tempo possibile, si possa incaricare un commissario idoneo, sotto il profilo professionale, alla gestione di questa fase delicatissima per l’intera sanità iblea”. Firmato Giuseppe Scifo Segretario generale Cgil di Ragusa

ARRESTATO VITTORIA, CON UN CEFFONE MANDA IN OSPEDALE GIOVANE RUMENA

stampa del 01.07.2017

“Fratture multiple massiccio facciale” e prognosi di 45 giorni salvo complicazioni, questo il contenuto del referto medico col quale i sanitari del pronto soccorso dell’ospedale di Vittoria, si sono pronunciati prestando le cure ad una giovane rumena.   La segnalazione per “lite in famiglia” era giunta al 113 e le Volanti del Commissariato di Polizia di Vittoria sono arrivate sul posto, un’abitazione del centro cittadino. La porta era aperta e all’interno della camera da letto la scena che si è presentata ai poliziotti è stata drammatica: riversa sul giaciglio una giovane donna rumena in preda a fortissimi dolori, col volto tumefatto e con evidenti segni di fratture ossee, adagiato accanto a lei un bimbo di appena quattro mesi, che si apprenderà essere il figlio della stessa e del compagno violento che con una violentissima manata le aveva procurato quelle gravi lesioni. L’autore di tanta violenza stava in corridoio: i poliziotti lo hanno bloccato e ammanettato. E’ stato necessario l’intervento del 118 e poi le cure e l’attivazione del codice rosa. L’uomo, condotto in Commissariato, ha 30 anni e precedenti di polizia per il reato di rissa. Dopo il fotosegnalamento di Polizia Scientifica è stato tratto in arresto essendo ritenuto responsabile di lesioni personali gravi ai danni della compagna convivente. Le indagini hanno consentito di ricostruire i fatti: la lite sarebbe scoppiata per futili motivi; la donna aveva rimproverato l’uomo perché lo stesso, la notte prima, era stato fuori casa ed era rientrato in tarda mattinata completamente ubriaco; non sopportando di essere rimproverato, lui l’aveva colpita al viso con un violento ceffone. Raccapricciante la condizione di debolezza psicofisica della donna, che nonostante le gravi lesioni ha rifiutato il ricovero per la necessità di accudire il bimbo neonato e che si è rifiutata di sporgere denuncia contro l’uomo, peraltro inutile in questo caso in cui la procedibilità è prevista d’Ufficio, per il timore che l’uomo, una volta arrestato non potesse più lavorare e provvedere al mantenimento suo e del figlioletto atteso che è disoccupata e non possiede mezzi autonomi di sostentamento. Tuttavia la drammatica vicenda vissuta l’ha vista implorare i poliziotti affinché all’uomo venisse impedito di avvicinare lei ed il bambino. L’associazione “Il Filo di Seta” ha preso in carico la situazione ed ha assicurato ogni possibile assistenza e sostegno.

 

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