16-05-2026
Ti trovi qui: Home » Politica » NELLO DIPASQUALE, SPECULAZIONE E CROLLI

02/02/2012 -

Politica/

NELLO DIPASQUALE, SPECULAZIONE E CROLLI

La casa che è crollata sotto il ponte vecchio è di proprietà di Gianni Chiaramonte, il costruttore più in voga a Ragusa da qualche anno a questa parte, lo stesso costruttore che vanta una solida amicizia con il sindaco della nostra città, l’abile costruttore che si è accaparrato il maggior numero di aree edificabili nella zona Peep, ossia nella campagna che abbracciava Ragusa. Non è una forzatura, e men che meno gossip, sottolineare la potenza economica e le relazioni sociali del proprietario dell’immobile stramazzato al suolo; l’ingrandimento ci serve a sollevare lo sguardo da quelle macerie per capire come si è ridotta la nostra comunità. Gianni Chiaramonte ha rilasciato dopo l’accaduto una dichiarazione che suonava come un’accusa al sistema per discolparsi da oggettive responsabilità. Il costruttore infatti ha detto: “è impossibile operare in centro storico senza un piano particolareggiato”. La frase, chiaramente fuorviante poiché uno strumento di pianificazione urbanistica come il Prg nulla c’entra con la sicurezza di un immobile, ha dettato la linea comportamentale del governo della città che, con in testa l’assessore all’urbanistica Addario, ha proseguito, nelle ore successive, su questa scia fumosa per evitare analisi più ampie. La tesi della disgrazia per i tempi lunghi della politica forse produrrà la solita confusione e distrazione dalla realtà con il conseguente giudizio clemente da parte dei cittadini, ma tutti sappiamo che le proprietà private devono essere curate e controllate. La questione però è un’altra e riguarda appunto la posizione dominante dei costruttori alla Gianni Chiaramonte nel panorama economico e il rapporto di sudditanza della politica al mondo dei costruttori. Abbiamo consegnato gran parte di un bene primario collettivo, la campagna, nelle mani di soggetti che riescono a sfornare centri direzionali – o come diavolo si chiamano queste primordiali masse di cemento colorato e vetrato che ogni tanto emergono da sotto il livello della superfice terrestre da noi tutti calpestata -, e palazzine varie, da via Rumor, a Monachella, e che non hanno la capacità tecnica di puntellare un edificio, e che non sentono il dovere civico di occuparsi di un immobile chiaramente malmesso? Non si tratta di dare addosso al costruttore che poteva – considerato il gran numero di cantieri aperti – inviare una squadra per mettere in sicurezza la casa sotto il ponte e periziare i solai e i tubi; il nodo è un altro: è il modello affaristico ragusano basato su cricche e cemento su cui poggia e si eleva per organicità compiacente il sindaco Nello Dipasquale. Solo una città rassegnata ed ignorante può bersi la casualità di una programmazione edificatoria che nel giro di qualche settimana fa coincidere gli acquisti di terreni con l’espansione edilizia votata in consiglio comunale (parliamo dei Peep); solo una comunità a cui è stato sottratto il diritto alle regole e che vive in cattività democratica può sopportare che concessioni edilizie e varianti spuntano per agevolare i sogni e le necessità dei costruttori. Il 27 gennaio il Comune di Ragusa con il suo dirigente Torrieri, che non muove neanche un angolo del suo cravattino senza l’ordine del sindaco, ha rilasciato una concessione per alzare l’edificio che si sta costruendo in via Risorgimento, dove prima c’era lo Jonio, da 16,42 a 20 metri, scrivendo che la ditta (costruttore Rimmaudo) dovrà occuparsi di risolvere il problema della strada di collegamento con la via Orso Mario Corbino. E’ vergognoso: prima hanno interpretato la legge in modo tale da non perpetuare la destinazione alberghiera – nonostante blaterino di turismo – concedendo volumi maggiorati rispetto alla storicità del sito; poi, quando erano arrivati al limite dell’edificazione ammessa, si sono accorti che c’era la scala tra le due vie, trovando così una scusa, concessa come un atto stupido e dovuto, per approvare un altro piano e soddisfare il costruttore. Mercoledì 1 febbraio: convocazione di maggioranza per ottenere il via alla variante al Mulino Curiale per appagare altri costruttori che si sentono penalizzati dalla norma ed invece vogliono alzare attico e superattico. Sono solo due esempi, gli ultimi in ordine cronologico. E’ questa Ragusa: una abbuffata di speculazione, perché così sono abituati i costruttori e perché questa è la funzione della politica. Chiaramonte osa atteggiarsi a vittima credendosi un portatore di ricchezza e grida allo scandalo in quanto i ritardi sul piano particolareggiato (gli stessi ritardi che l’hanno fatto diventare il re delle periferie) gli impediscono di realizzare palazzine e residence, e così l’ombra delle sue mani si estenderà sull’intera città e non più nelle lande nebbiose della zona alta. Siamo prigionieri di un delirio che ha ucciso la città. No, non si è sfarinato solo l’ex bordello, anzi c’è una recrudescenza del fenomeno: l’intera Ragusa è finita a puttane.

Commenti chiusi.

Scroll To Top
Descargar musica
Telenova Ragusa
Panoramica sulla Privacy

Il trattamento e la raccolta dei dati personali e della privacy è regolamentata dall'Articolo 13 del Decreto Legislativo del 30 Giugno 2003 numero 196 "Codice in materia di protezione dei dati personali" e dal Regolamento Ue 2016/679, noto come GDPR (General Data Protection Regulation) in vigore dal 25 Maggio 2018.

Per l'informativa completa vi rimandiamo alla pagina Privacy Policy.