22-02-2019
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Archivio della categoria: Sanità

ASL RAGUSA, CARDIOLOGIE APERTE: INCONTRI, CONSULENZE E SCREENING

L’Asp di Ragusa, come ogni anno, organizza in occasione della “settimana del cuore”, una campagna di sensibilizzazione per prevenire e informare i cittadini sulle patologie cardiovascolari, Momenti di incontro tra esperti cardiologi e popolazione, durante i quali si svolgeranno azioni di informazione e si parlerà, soprattutto dell’importanza della prevenzione. Martedì 12 febbraio, l’UOC di Cardiologia – Utic dell’ospedale “R. Guzzardi” di Vittoria, direttore Dott. Vladimiro Lettica , incontrerà dalle ore 8:30 alle 10:20, gli studenti dell’Istituto “G. Pappalardo” – Vittoria. Mercoledì 13 febbraio dalle ore 8:30 alle 20.00 – Incontro con i Cittadini nella sala di attesa del reparto, distribuzione materiale e opuscoli informativi, misurazione della pressione arteriosa e screening della glicemia. Sarà presente il personale medico e infermieristico dell’U.O.C. di Cariologia per chiarimenti sulla prevenzione e sulle patologie cardiovascolari.  L’Unità Operativa Complessa di Cardiologia dell’ospedale Giovanni Paolo II, direttore dott. Antonino Nicosia, con la collaborazione delle Associazioni di Volontariato “Amicuore” e Aiad, venerdì 15 febbraio a partire dalle ore 17.00, “Al Baglio”, c/da Selvaggio – Ragusa, presenterà il Progetto Telemedicina: la D.ssa Maria Giovanna Mezzasalma relazionerà su “Nei pazienti con scompenso cardiaco” –  e il Dott. Antonino Nicosia su “Nei pazienti con infarto miocardico acuto” . Seguirà l’intervento del dott. Raffaele Schemabri su “Il Diabete e le complicanze”. A seguire attività di screening per lo scompenso cardiaco e la misurazione della glicemia.

IL NUOVO OSPEDALE DI RAGUSA HA AFFRONTATO LE EMERGENZE DI DUE GRAVISSIMI INCIDENTI STRADALI

Nell’arco di due giorni gli incidenti hanno coinvolto due persone che hanno riportato gravissime ferite e traumi. La donna di 73 anni, vittima dell’incidente avvenuto in contrada Cisternazzi che ha riportato trauma addominale con rottura della milza, fegato, rene e frattura del femore è stata sottoposta, in trenta minuti, dal primario del reparto, dott. Gianluca di Mauro, a sutura del fegato, splenectomia, asportazione della milza, e nefrectomia, asportazione del rene. L’equipe ortopedica ha effettuato l’intervento al femore. La pazienta è stabile anche se è in prognosi riservata nella Rianimazione dell’ospedale. L’altra vittima, un uomo di 72 anni di Caltagirone, dell’incidente avvenuto lungo la strada Ragusa-Catania, che doveva essere trasportato in elisoccorso al Cannizzaro di Catania, a causa dell’avverse condizioni metereologiche che non hanno consentito al velivolo di atterrare, è stato trasportato all’ospedale di Ragusa, in gravi condizioni, politraumatizzato, sottoposto a delicato intervento chirurgico.

Non affidarti al caso, campagna sull’obiezione di coscienza

È l’obiezione di coscienza dei medici, in particolare ginecologi ma non solo, l’argomento della nuova campagna di sensibilizzazione dell’Uaar. Proprio in questi giorni sono partite le affissioni dei manifesti anche a Ragusa e contemporaneamente è iniziata la distribuzione di volantini esplicativi. «Ci rivolgiamo agli utenti – spiega Massimo Maiurana, coordinatore del circolo di Ragusa dell’Uaar – facendo loro una domanda molto semplice: sapete se il vostro medico è un obiettore? È importante esserne a conoscenza subito, informarsi e poi valutare se è il caso di rivolgersi a qualcun altro, perché saperlo nel momento in cui ci occorrerà la sua assistenza sarà probabilmente troppo tardi. Equivale a tirare una monetina e vedere se esce “testa o croce”, che è appunto il titolo della campagna». La Sicilia è ai primi posti per la percentuale di ginecologi obiettori, l’86% dei ginecologi, il 78,9% degli anestesisti e l’84,5% del personale non medico. Un problema per gli ospedali, che per erogare il servizio di interruzione di gravidanza devono spesso ricorrere a personale esterno, un problema per i non obiettori che di fatto sono costretti a non poter quasi fare altro, un problema per le donne che vogliono interrompere una gravidanza indesiderata o problematica, ma devono a volte spostarsi di decine o centinaia di chilometri per poterlo fare. Ma l’obiezione di coscienza non è solo quella istituita con la legge 194; ci si può imbattere in medici che si astengono dal dare seguito alle volontà del paziente nella fase terminale della sua vita, e la stessa legge 219/17 che ha riconosciuto le Disposizioni Anticipate di Trattamento non ha posto alcun obbligo in capo al personale sanitario. L’iniziativa dell’Uaar sarà completata da un incontro pubblico dal titolo “194 passi verso l’autodeterminazione”, che si svolgerà sabato 26 gennaio alle 16.30 al Centro Studi Feliciano Rossitto. A fare il punto sulla situazione per quanto riguarda l’obiezione di coscienza sulle interruzioni di gravidanza saranno la dott.ssa Anna Pompili di Roma, il dott. Giovanni Cavallo di Modica e Lisa Iudice della Casa delle Donne di Ragusa. Spiega Clara Corallo, vice coordinatrice del circolo e presentatrice nell’incontro: «con i nostri tre ospiti parleremo della legge, dei suoi punti di forza e delle sue storture, delle sue applicazioni in Italia nel mondo e nel territorio del ragusano, nonché delle esperienze di chi sui binari di essa lavora ogni giorno come medico e come attivista».

BANDITI AVVISI INTERNI ALL’ASP IBLEA

All’Azienda Sanitaria di Ragusa sono stati pubblicati quattro avvisi interni per la copertura di incarichi per Responsabile di Reparto di Vascolare a Vittoria, Pediatria, Medicina e Chirurgia a Modica. In presenza di più domande di dirigenti l’attribuzione dell’incarico di sostituzione, avverrà a seguito di valutazione compartiva dei curricula.

RAGUSA, CERTIFICAZIONE DI QUALITÀ PER IL SERVIZIO TRASFUSIONALE E PER L’AVIS

Si completa, con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana del Rinnovo dell’autorizzazione e dell’accreditamento del Servizio Trasfusionale e delle sue articolazioni organizzative di Modica e di Vittoria, un percorso che è iniziato nel 2014 con il primo accreditamento, proseguito con il rinnovo conseguito nel 2016.  Assieme al Servizio di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale, tutte le dodici le Avis della provincia di Ragusa, presenti in ognuno dei 12 comuni iblei, hanno conseguito tale accreditamento. Con cadenza biennale il Centro Regionale Sangue provvede a verificare il mantenimento dei requisiti previsti dall’attuale normativa al fine di autorizzare e accreditare – o meno –  le varie strutture trasfusionali operanti sul territorio regionale. Tale autorizzazione e accreditamento consente, alle varie strutture sanitarie – non solo ai Servizi Trasfusionali –  di poter operare per il Servizio Sanitario Nazionale/Regionale. Le visite ispettive sono state svolte da due valutatori nazionali che hanno verificato, in tutti e tre i Servizi Trasfusionali e nella sede dell’Avis di Ragusa – capofila -, tutti i 64 requisiti previsti dalla specifica check list redatta dal Centro Nazionale Sangue.

TRASFERITO AL NUOVO OSPEDALE DI RAGUSA IL REPARTO DI CARDIOLOGIA UTIC-EMODINAMCIA

“Abbiamo trasferito dieci malati sia di Cardiologia che di UTIC, tutto è andato bene”  – ha dichiarato il dott. Pasquale Granata, Direttore Sanitario degli ospedali di Ragusa. Il dott. Granata ha ringraziato l’Associazione Soccorso Ibleo per la preziosa collaborazione sempre garantita   anche nella prima tornata  di trasferimenti degli altri reparti.

AVVIO PRESTAZIONI AMBULATORIALI E SPECIALISTICHE AL NUOVO OSPEDALE DI RAGUSA

L’Azienda Sanitaria di Ragusa informa che da lunedì 26 novembre 2018 saranno avviate, nel nuovo presidio ospedaliero “Giovanni Paolo II”, le prestazioni ambulatoriali e specialistiche di Chirurgia Generale, Ortopedia, Urologia e Medicina Generale (ambulatorio di diabetologia). I pazienti originariamente prenotati nel vecchio presidio ospedaliero “Civile”, pertanto, dovranno recarsi presso il nuovo ospedale per effettuare la prestazione, nella data di appuntamento prevista dalla prenotazione al Centro Unico di Prenotazione. Inoltre, si comunicano gli orari di apertura degli sportelli ticket: OSPEDALE GIOVANNI II: dal lunedì al sabato mattina dalle ore 7:30 alle 13.00. Dal lunedì al venerdì dalle ore 15.00 alle 17:45. Momentaneamente “NO POS” (Dispositivo elettronico di pagamento). OSPEDALE MARIA PATERNO’ AREZZO: dal lunedì al sabato dalle ore 8.00 alle ore 13:30. POLIAMBULATORIO di via A. Licitra n. 11: dal lunedì al sabato dalle ore 8:30 alle 13:30.  Martedì e giovedì dalle ore 15 alle 18. NO POS.

SI TRASFERISCE IL PRONTO SOCCORSO DELL’OSPEDALE CIVILE DI RAGUSA – IL GIOVANNI PAOLO II  ENTRA NEL VIVO  

La Direzione Strategica dell’Asp di Ragusa comunica che a partire da domani 20 novembre 2018, sarà definitivamente completato il trasferimento delle strutture di ricovero e cura insistenti nel presidio ospedaliero “Civile” di Ragusa, presso il nuovo nosocomio “Giovanni Paolo II” sito in Ragusa, contrada Cisternazzi. Il  Pronto Soccorso dell’ospedale Civile  dalle ore 14.00 di martedì 20 novembre 2018, sarà attivo nel nuovo ospedale. Tuttavia, non si verificherà nessuna interruzione di servizio, durante le operazioni di trasferimento,  in quanto  un medico ed un infermiere assicureranno la presenza presso il pronto Soccorso dell’ospedale “Civile”, fino alle ore 14.00 del 21 novembre 2018, per eventuali trasferimenti di pazienti che dovessero affluire nella vecchia sede. Inoltre,  presso i vecchi locali del Pronto Soccorso siti nell’ospedale “Civile” di Ragusa, verrà garantito un servizio continuativo per le piccole urgenze, da parte del Servizio di Guardia Medica e Punto di Primo Intervento.

SERVIZIO TRASFUSIONALE E UNITA’ DI RACCOLTA AVIS ASP DI RAGUSA: CONFERMATA LA CERTIFICAZIONE ISO 9001-2015

 

simt2018Nei giorni 11 e 12 aprile 2018 tutto il sistema qualità di Simt – Servizi di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale e Avis è stato rivalutato dagli ispettori Michela Macrì e Angelo Napoli dell’ente certificatore Certiquality e aggiornato secondo l’ultima versione delle norme ISO del 2015, confermando l’eccellenza della certificazione del sistema integrato Simt-Avis. Il giudizio complessivo  sulla conformità ed efficacia del sistema di gestione è stato positivo: “Tutti i processi ed  il sistema documentale sono stati rivisitati ed  adeguati ai requisiti della Nuova Norma. L’efficacia del sistema è ben evidenziata da una serie di indicatori   di performance elaborati per tutti i processi.  Una informatizzazione capillare  garantisce non solo  un continuo controllo di tutti i processi ma anche una  comunicazione in tempo reale tra i  numerosi siti.  L’esito della soddisfazione dei vari clienti  registra un ottimo grado di soddisfazione ed è stata condotta una analisi dei bisogni dei donatori di sangue in tutte le unità di Raccolta. L’analisi e la gestione dei rischi per tutti i processi definiti nel campo di applicazione  è stata preceduta da una relazione documentale molto dettagliata  sulla comprensione del contesto dell’organizzazione e sull’analisi delle parti interessate. L’analisi ha coinvolto tutti i ruoli di tutte le unità operative centrali e periferiche nel definire le criticità e le azioni di mitigazione, mentre per il calcolo del rischio  è stata utilizzata una metodologia che tiene conto di   tre variabili per definire la classificazione del rischio  per processo.Punto di riferimento regionale per la medicina trasfusionale e la compensazione regionale con una cultura della qualità diffusa in tutto il sistema  comprese le Unità di Raccolta periferiche  – 30 audit interni nel 2017 e continui corsi di formazione -. Eccellente competenza dell’’equipe dedicata alla gestione del sistema qualità (tutti i componenti fanno parte dell’elenco nazionale dei valutatori  per il  Sistema Trasfusionale).  Si registra, tuttavia, un punto di debolezza: la presenza di numeroso personale precario ancora da stabilizzare”. Viva soddisfazione è stata espressa dal direttore del Simt, dott. Giovanni Garozzo, e dal dott. Pietro Bonomo, responsabile sanitario dell’Avis, che hanno voluto ringraziare tutto il personale nonché il dott. Mimmo Arezzo e la dott.ssa Rossella Leggio, consulenti esterni, per l’impegno profuso per il raggiungimento di questo importante obiettivo. La storia della certificazione secondo la norma ISO 9001 per il Servizio di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale di Ragusa e le Unità di Raccolta AVIS nasce nel 2000 quando l’Avis Comunale di Ragusa, seconda  in Italia, ottenne la certificazione ISO. Successivamente, nel 2009, anche il Simt di Ragusa e le unità di Raccolta di Chiaramonte, Giarratana, Monterosso e Santa Croce  ottennero, a loro volta,  la certificazione. Nel 2001, con la unificazione dell’Azienda Ospedaliera e dell’Azienda Sanitaria e quindi con la creazione del Simt provinciale, la certificazione fu conseguita anche per le sedi Simt di Modica e di Vittoria nonché per le restanti Unità di Raccolta AVIS di Vittoria, Comiso, Acate, Modica, Scicli, Pozzallo e  Ispica.

 

IL DISPOSITIVO DI MONITORAGGIO DEL GLUCOSIO FGM A TUTTE LE PERSONE CON DIABETE DI TIPO 1 RESIDENTI IN SICILIA

diabeteLa  Federazione Diabete Sicilia – FDS è soddisfatta  dopo avere appreso che una Circolare dell’Assessorato Regionale della Salute ha  specificato che la prescrizione del sistema Flash Glucose Monitoring (FGM) per il monitoraggio della glicemia, potrà̀ essere garantita alle persone con diabete di Tipo 1, di qualsiasi fascia di età̀, anche portatori di microinfusore purché non siano in possesso di altri sistemi holter. In una precedente circolare l’Assessore aveva limitato questo diritto solo ai soggetti di tipo 1 limitando la prescrizione a un target di pazienti troppo ristretto. Dopodiché la FDS non condividendo la limitazione ha “criticato” la suddetta limitazione e, immediatamente, ha posto all’Assessore Razza l’importanza di estendere a tutti i diabetici siciliani di tipo 1 il diritto alla prescrizione. «Portiamo a casa un risultato che ci soddisfa, al momento, – ha commentato a caldo il presidente della FDS  Giacomo Trapani – anche se il nostro obiettivo va oltre, nel senso di estenderlo anche ai diabetici di tipo 2. Tuttavia, ci riteniamo soddisfatti perché l’Assessore alla Salute ha accolto le nostre istanze. Noi crediamo molto nella collaborazione con le Istituzioni e siamo convinti che se si lavora in sinergia i risultati non potranno che essere positivi e finalizzati a dare risposte ai bisogni delle persone». Ed ancora, aggiunge il presidente, «allo stato attuale siamo a conoscenza che molte aziende sanitarie dell’isola si sono già attivate per rendere operativa  tale prescrizione: Trapani, Palermo, Messina, Catania, Ragusa sono già pronti i documenti per la prescrizione per  Agrigento la procedura è in corso. Per le provincie di Enna, Siracusa, Caltanissetta aspettiamo chiarimenti ma le Asp, vista la circolare, non possono fare altro che prendere atto di quanto indicato nella circolare dell’Assessore regionale alla salute, avv. Razza». Nella circolare vengono indicate, altresì, raccomandazioni ai medici specialisti autorizzati alla prescrizione, unitamente ai pediatri diabetologi, di provvedere all’adeguata formazione dell’impiego dei dispositivi e uniforma, attraverso il “Piano di prevenzione dei presidi”, tutto il territorio regionale all’uso della modulistica per la dispensazione. La notizia dell’estensione del FGM a tutti i diabetici di tipo 1 completerebbe quanto già̀ iniziato nel 2017 dal precedente Assessore alla Salute, il quale, dopo le numerose e vibrate proteste delle Associazioni siciliane dei pazienti diabetici, era riuscito a trovare le risorse finanziarie per l’utilizzo del FGM soltanto per i minori da 0 a 18 anni, ma ad oggi non dispensato. L’FGM è un’apparecchiatura all’avanguardia per il monitoraggio costante della glicemia e funziona con un minuscolo rilevatore applicato al braccio con un adesivo, che fornisce immediatamente il valore glicemico ad un rilevatore quando posto in prossimità̀, senza bisogno di pungere le dita. Esiste anche una comoda applicazione che permette di visualizzare il valore glicemico a distanza, permettendo al genitore o a chi si prende cura della persona con diabete di avere un monitoraggio costante. Si elimina così il problema psicologico e fisico generato dall’uso frequente degli aghi pungidito soprattutto per i più̀ piccoli pazienti diabetici. Questo dispositivo semplifica e rende più̀ frequente il monitoraggio glicemico dei pazienti diabetici e garantisce una più̀ autonoma gestione della malattia riducendo il rischio delle complicanze e delle ospedalizzazioni.

 Settimana delle Cardiologie Aperte a Ragusa

nicosia antonino, primario ompaAnche quest’anno la Cardiologia di Ragusa ha aderito alla campagna nazionale dell’Associazione Nazionale dei Medici Cardiologi Ospedalieri e della Fondazione “Per il tuo Cuore”. L’obiettivo della settimana è quello di avviare il progetto “Ragusa Città cardio-protetta”, un progetto volto a diffondere nella popolazione la cultura del primo soccorso al fine di ridurre la mortalità per arresto cardiaco. Il responsabile scientifico del progetto, dr. Antonino Nicosia,  spiega – “la mortalità per infarto miocardico acuto e arresto cardiaco è in gran parte extra-ospedaliera! Se vogliamo ridurre la mortalità dei pazienti  prima di raggiungere l’ospedale, dobbiamo formare la popolazione -almeno nei luoghi di maggiore affluenza –  ad eseguire le prime manovre di primo soccorso e mettere loro a disposizione i defibrillatori esterni. E’ proprio questo il fine del progetto che prevede, da un lato, l’acquisto e l’installazione in punti strategici della città di defibrillatori e, dall’altra, dalla formazione del personale “laico” all’utilizzo del defibrillatore stesso e alla cultura del primo Soccorso”. La realizzazione del progetto è stata possibile grazie alla sinergia tra l’ASP di Ragusa, che ha messo a disposizione la sede e il personale per tenere i corsi di formazione, il Comune di Ragusa,  che ha acquistato le teche di protezione e messo a disposizione la competenza dell’Ufficio tecnico e l’Associazione di volontariato “AMICUORE” che ha coordinato il progetto, l’avvio dei corsi di formazione e l’acquisto dei defibrillatori. “Un particolare grazie, -dice Lucia Ingarao, presidente dell’Associazione- , va riconosciuto alla sensibilità degli operatori commerciali che hanno acquistato e donato alla Città il defibrillatore nell’area commerciale di loro pertinenza”. La settimana culminerà in una manifestazione che si svolgerà Venerdì 16 Febbraio alle 18.00  a Villa Fortugno. L’evento vedrà la partecipazione del Commissario dell’ASP di Ragusa, del Sindaco di Ragusa, del Direttore dell’U.O.C.  Cardiologia di Ragusa e del Responsabile del Servizio di Formazione per i corsi di Primo Soccorso e sarà l’occasione per fare il punto sul progetto e sul suo razionale, sulla prevenzione in termini corretti stili di vita: dieta e attività fisica.

Digiacomo: E’ un delitto tenere chiuso il nuovo ospedale di Ragusa

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“E’ un delitto tenere chiuso un ospedale come il Giovanni Paolo II a causa di comportamenti irresponsabili della direzione strategica dell’Asp di Ragusa”. Così il presidente della VI Commissione Servizi Sociali e Sanitari, Giuseppe Digiacomo, che aggiunge: “è paradossale che per alcune carenze tecniche, per giunta rimediabili, si tengano i malati e gli operatori in strutture quelle sì antiquate se non fatiscenti. Per questa ragione, su mandato dell’Assessore Regionale alla Salute Gucciardi, incontrerò il Prefetto Librizzi per concordare con lei un piano d’interventi che veda pienamente coinvolti il sindaco di Ragusa, i Vigili del Fuoco, la Procura, la Guardia di Finanza, il Tribunale, l’Asp e i suoi tecnici, nonché l’Assessorato e la Commissione che mi onoro di presiedere, per riprogrammare il trasferimento dei malati, rigorosamente senza alcuna cerimonia d’inaugurazione, con assunzione di responsabilità dell’intera classe dirigente, come avrebbe dovuto essere fin dall’inizio”. “Tutto ciò – aggiunge ancora Digiacomo – non può rimanere sospeso nel limbo delle nomine palermitane, perché nessuno può espropriare d’un giorno il godimento di una struttura (tra le più moderne e più belle del Mezzogiorno d’Italia) per annacamenti e disimpegni vari. Una struttura chiusa per carenze quantificabili in qualche decina di migliaia di euro e costata cinquanta milioni di euro. Se non si dovesse decidere di procedere in questo senso – conclude Digiacomo – mi troverò costretto, mio malgrado, a intraprendere azioni eclatanti, come fu per l’apertura dell’Aeroporto di Comiso”.

Sanità a Ragusa, al fondo non c’è fondo

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Riceviamo dal consigliere comunale di Ragusa Giovanni Iacono (Partecipiamo) e pubblichiamo: “I cittadini continuano a subire la mala gestione della sanità a Ragusa. Da mesi all’u. o. di Radioterapia oncologica del M. P. Arezzo i pazienti sottoposti alle delicate terapie sono costretti ad interromperle perchè l’acceleratore lineare, improvvisamente, si blocca e si interrompono, conseguentemente, i fasci di elettroni e di fotoni che in quel determinato momento stanno colpendo le neoplasie maligne con una altissima precisione. In questi anni ho incalzato, spesso in assoluta solitudine, con dati di fatto ed argomentazioni documentate  i pessimi ‘piani’ aziendali della direzione dell’Asp di Ragusa, i tanti servizi smantellati e i disservizi creati fino alla farsa dell’ospedale e dell’inaugurazione ‘frettolosa’ di fine mandato, ma, evidentemente, al fondo non c’è fondo perchè questa vicenda dell’acceleratore lineare che si interrompe nel mezzo della cura, mi indigna e mi ferisce profondamente,  da cittadino e da rappresentate nel massimo consesso cittadino. L’acceleratore lineare, strumento di ultima generazione per combattere le cellule tumorali, a Ragusa funziona a singhiozzo e lo sapete perchè? Perchè l’acceleratore lineare funziona con tecnologia che necessita di un continuo flusso di acqua per raffreddare le macchine e quest’ acqua ‘va e viene’ (a Ragusa, tra l’altro, viene utilizzata per il raffreddamento l’acqua potabile e ‘ionizzata’ che va a perdersi). Non ritengo che per il raffreddamento si debba usare acqua potabile e quindi errore su errore!  Quando mi è stata segnalata la problematica ho ritenuto che il mancato flusso fosse determinato da disservizi idrici ed ho provveduto il 28 giugno scorso a segnalare ai tecnici del Comune la gravissima vicenda. I funzionari hanno, con professionalità e immediatezza, effettuato tutti gli accertamenti. I problemi sembrano derivare  dalla mancata verifica del funzionamento della rete interna all’ospedale, ivi compresi gli impianti di pressurizzazione e alimentazione dei sistemi di raffreddamento delle delicate apparecchiature utilizzate nella radioterapia oncologica. Da mesi all’Asp sopperiscono alla continua carenza idrica nelle cisterne mediante le autobotti senza provvedere a verificare se i galleggianti sono funzionati  o meno (come accertato dai tecnici del Comune), le portate, la presenza o meno di manometri, le cause della perdita di pressione, ecc ecc. La direzione sanitaria sembra sia a conoscenza, da mesi, della problematica e dei gravissimi disservizi per i pazienti costretti ad interrompere la terapia e tornare a casa  ma, ancora a luglio, tanti cittadini bisognosi di cure specialistiche e vitali, si vedono sospendere la cura e il servizio perchè l’acceleratore lineare si blocca !!! Tutto questo è vergognoso e inaccettabile e, qualora dovesse continuare, nei prossimi giorni insieme alle persone che hanno avuto interrotta la terapia e ad altri cittadini compieremo gesti eclatanti di civile e dura protesta!” Firmato Giovanni Iacono consigliere comunale Partecipiamo Ragusa

La Cgil Iblea presente ai lavori della commissione sanità dell’Ars a Ragusa

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Una delegazione della Cgil di Ragusa è stata presente, mercoledì pomeriggio, al Comune di Ragusa, ai lavori della commissione Sanità dell’Ars riunitasi per fare il punto sulla critica situazione che sta caratterizzando la sanità iblea alla luce del mancato trasferimento dei nosocomi ragusani al NOR “Giovanni Paolo II”. Della delegazione della Cgil iblea guidata dal segretario generale, Peppe Scifo, faceva parte Salvatore Schembari, segretario provinciale della FP Cgil, Duilio Assennato ed Enzo Licitra. Il segretario generale, Peppe Scifo, nel corso dell’audizione ha sostanzialmente dichiarato: “Abbiamo ribadito che l’accelerazione dei tempi di trasferimento degli ospedali ragusani verso la nuova struttura è stata la causa principale della situazione di caos in cui è sprofondata la sanità ragusana. E’ mancato Il confronto con le organizzazioni sindacali nonostante il trasferimento comporta ripercussioni sull’organizzazione del lavoro delle maestranze a tutti i livelli. Questo prevede la contrattazione indicata dal contratto. Invece si è scelto di correre, saltando passaggi fondamentali come ad esempio Il coinvolgimento del Comune di Ragusa. Il direttore Aricò ha ammesso la propria responsabilità nella mancata presentazione della Scia. Il direttore sanitario ha rassicurato che la situazione tornerà alla normalità entro qualche giorno, ma nelle vecchie strutture. Ci chiediamo allora quando sarà fatto il trasferimento? E sopratutto quanto costa per la collettività questo pasticcio visto che si sono raddoppiate le operazioni di trasloco, installazione di strutture e macchinari? Vista la situazione, la Cgil ha ribadito che questo direttore non è in grado di poter continuare a gestire questa fase così complessa e delicata”.

Cambiare il vertice dell’Asp di Ragusa

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Duecento persone circa hanno partecipato martedì mattina al Sit – In di protesta promosso dalla Cgil di Ragusa contro l’attuale vertice dell’Asp di Ragusa per il modo con cui viene gestita la sanità pubblica sino all’epigono del mancato trasferimento dei reparti dai nosocomi ragusani al NOR “Giovanni Paolo II” che tanti disservizi in queste settimane hanno determinato mettendo in seria difficoltà il funzionamento del pronto soccorso degli ospedali di Modica e Vittoria presi letteralmente d’assalto, per i quali i sindaci hanno chiesto conto e ragione coinvolgendo la Prefettura di Ragusa. Alla protesta davanti alla sede della direzione generale dell’Asp di Piazza Igea, durata circa un’ora e mezza, erano presenti i dirigenti sindacali della Cgil presente il segretario generale, Peppe Scifo, numerosi lavoratori del comparto sanità che hanno posto al centro le vertenze ancora aperte a cominciare dal capitolo precariato e dirigenti dell’Art 1 che hanno aderito alla manifestazione. Una delegazione guidata dal segretario generale Scifo, presenti i segretari generali dello Spi di Ragusa, Roberta Malavasi, della F.P. Cgil, Aldo Mattisi, della FIT, Pippo Stella, il segretario provinciale della F.P. Cgil, Salvatore Schembari e rappresentanti dei lavoratori, è stata ricevuta dal Prefetto di Ragusa, Maria Carmela Librizzi, presente il capo di gabinetto dr. Ferdinando Trombadore. La Cgil ha posto in modo deciso la problematica relativa al governo della salute pubblica nel territorio ibleo dove è ormai improcrastinabile il cambio al vertice con un avvicendamento urgente dell’attuale direttore generale Maurizio Aricò che nella vicenda della mancata inaugurazione del NOR ha determinato, con le sue scelte, una serie di disservizi che sono purtroppo in capo ai cittadini e alla necessità loro di esigere cure. Il prefetto di Ragusa dopo aver fatto una cronistoria di quanto accaduto nei giorni scorsi e della quale ha notiziato il Ministero della Salute e l’assessorato regionale alla Sanità, con una nota inviata al direttore generale, Aricò, ha chiesto di venire a conoscenza di un’attenta cronologia del trasferimento nel nuovo ospedale con tutto ciò che comporta e comunque al fine di garantire un’adeguata assistenza sanitaria ai cittadini. Ai dirigenti della Cgil ha riferito che la situazione è monitorata costantemente anche alla luce della novità del dissequestro del nuovo nosocomio da parte del GIP, dr. Andrea Reale, e questo dovrebbe dare il via al trasferimento dei reparti. Mercoledì pomeriggio, intanto, nella sede del Comune di Ragusa alle ore 16.00 si riunirà la commissione sanità della Regione Sicilia che farà il punto della situazione, anche sulla scorta dell’ispezione avviata dall’assessorato regionale alla Sanità, e per le iniziative che s’intenderanno assumere.

NUOVO OSPEDALE DI RAGUSA, AL LAVORO COMMISSIONE ISPETTIVA E GUARDIA DI FINANZA

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L’Asp di Ragusa comunica che si è tenuta una riunione tecnica tra la Direzione Strategica Aziendale ed il tecnico esterno progettista dei lavori delle sale operatorie ing.  Antonio Basile. Alla riunione era stata invitata la ditta fornitrice delle UTA Sitalklima di Treviso che però ha disertato l’incontro. In qualità di uditori hanno invece partecipato la Commissione ispettiva dell’Assessorato regionale, guidata dall’avvocato Nicosia e composta dagli ingegneri Milazzo e Cassata, e la Guardia di finanza sotto la guida del Comandante Schiazzi con i propri CTU. La Direzione aziendale ha riconvocato per lunedì 10 luglio Sitalklima, l’ingegner Antonio Basile ed un nuovo partner aziendale pronto a subentrare nel lavoro di analisi ed eventuali interventi tecnici sulle UTA oggetto di disfunzione. «È intendimento della Direzione Generale giungere,  quanto prima,  al ripristino di condizioni ottimali di funzione dell’impianto che permettano la rimozione del blocco funzionale preventivo posto dalla autorità giudiziaria» dice il direttore generale dr. Maurizio Aricò. «Naturalmente come Azienda ci rivarremo su tutti i partner che verranno riconosciuti responsabili di forniture inesatte,  incomplete o di disfunzioni che siano risultate oggi responsabili delle prestazioni non ottimali dell’impianto; in particolare del gap tra valori minimi di legge, pur raggiunti, e i valori più sfidanti indicati in progetto, cui comunque fornitori ed installatori dovevano attenersi come da contratto, molti anni fa». Il Direttore dell’ufficio tecnico ing. Aprile ha dichiarato che l’Azienda sarà in condizione di presentare al comando dei vigili del fuoco la SCIA entro il 21 luglio, per poter rendere attiva la maggior parte del nuovo ospedale,  non oggetto di provvedimenti.

Caos Ospedali Ragusa, lettera dell’On. Digiacomo a Crocetta e Gucciardi

On. Digiacomo (3)

Riceviamo e pubblichiamo:Caro Presidente della Regione e caro Assessore alla salute, la Sanità iblea sta vivendo uno dei momenti peggiori che ricordi e il mio ricordo comincia a essere lungo. Ma la cosa maggiormente sconfortante in tutto ciò, è che quanto è successo non è figlio dell’imperizia degli operatori o del malaffare (almeno fino a ora) o di ristrettezze di carattere economico: nossignore! Quello che è accaduto è figlio della supponenza, del dispregio del dialogo, della sfida alla ragionevolezza organizzato a tavolino.  Elementi, questi, che sono esattamente il contrario del buon senso ibleo, d’una fattiva e intelligente bonomia che ha reso la nostra terra fra le più attive ed evolute nel Mezzogiorno d’Italia. Oggi, però, la figura che abbiamo fatto e stiamo facendo è quella degli autentici imbecilli. Non ricordo casi analoghi in cui una festa grande, e cioè l’apertura d’un grande e moderno ospedale nel comune capoluogo costato 50 ml euro, si sia trasformata in una farsa grottesca pronta a degenerare in tragedia da un momento all’altro e nonostante il sottoscritto avesse prefigurato mesi prima quello che sarebbe potuto accadere. Come mai avevo intuito il pericolo? Doti magiche? Genialità innata? Macché! Solo il buon senso del vecchio amministratore locale che sa bene quanto complesse, delicate e lunghe siano le procedure autorizzative e le cosiddette “rifiniture” in un’opera grande e delicata che è un ospedale! I problemi sono immensi quando apri un campo di calcetto, figurarsi un grande nosocomio. Ma soprattutto, è quello il momento del dialogo serrato con le altre istituzioni giacché, se responsabilità ci devono essere, vanno prese concordemente insieme e poco conta qualche settimana di ritardo perché l’opera è lì, non la toglie nessuno, la “classe dirigente ” nel suo insieme se ne sta prendendo cura. Invece, al diavolo tutto questo, scavalcare il Sindaco, il Governatore, l’Assessore, scavalcare il Parlamento, Prefettura, Procura, Guardia di Finanza, diventa la parola d’ordine! La famosa delibera da 50.000 euro per la promozione del Giovanni Paolo II era stata sintomatica di un volere procedere ad ogni costo verso un disperato tentativo di rilanciare la propria carriera dall’andamento molto controverso (a partire da Firenze, dove incombeva un rischio di licenziamento, per finire a Ragusa, manager non riconfermato per valutazioni precise del governo, determinate anche da iniziative ispettive concluse ed ancora in corso…altro che promozione!). E mentre qui si rischia di morire un minuto sì è un minuto no perché, ad esempio, il cardiologo opera con un angiografo portatile, il manager arriva in reparto, rosa alla mano e sorriso smagliante, per rassicurare pazienti ed opinione pubblica che è tutto okay: le preoccupazioni sono solo frutto dei malpensanti, di settori deviati dell’opinione pubblica, della politica, del sindacato, della stampa. Vi ricordo, caro Presidente e caro Assessore, che appena qualche giorno fa, il dottor Aricò sosteneva di non volere pagare per scelte calate dall’alto. Non è che lo avete obbligato voi a aprire a ogni costo un ospedale incompleto? Che lo avete costretto, contro la sua volontà, a farci precipitare nella situazione più grave della Sanità nazionale? Conoscendovi, sono certo che non è così.  Per quanto mi concerne, giuro poi d’avere implorato che ciò non accadesse. Ora che però la frittata è fatta, e il dottor Aricò è un semplice commissario per l’ordinaria amministrazione, Voi valutate che sia invece il commissario adatto a svolgere il ruolo di normalizzatore della Sanità iblea; proprio lui che l’ha devastata, attentando alla sicurezza dei pazienti? Fate come ritenete opportuno: io ho tracciato il mio percorso e non intendo fermarmi. Cordiali saluti”. Firmato on. Giuseppe Digiacomo

EMERGENZA SANGUE IN SICILIA, SCATTA L’APPELLO ALLA RACCOLTA

FB_IMG_1494267806716 (1)Emergenza sangue in Sicilia. “E’ una situazione inaccettabile dice Salvatore Mandarà presidente regionale del Civis che raggruppa le più importanti associazioni quali l’ Avis, la Fratres, la Fidas e la Croce Rossa Italiana: “Con l’inizio della stagione estiva, inizia la carenza di sangue,  plasma ed emoderivati, facendo insorgere la preoccupazione delle associazioni dei Talassemici e dei primari trasfusionisti che non riescono e a pianificare e distribuire quanto necessita”. Un appello alla donazione  e al senso civico potranno far fronte ad una criticità che interessa in questa fase soprattutto i pazienti talassemici che come è noto necessitano di frequenti trasfusioni salvavita. “Soltanto attraverso una forte azione di mobilitazione da parte dei cittadini siciliani, quelli veri, quelli che vogliono rendersi utili al prossimo,  che possono donare il sangue per non far mancare soprattutto in questo periodo, negli Ospedali, la materia prima  per assicurare le cure necessarie non solo ai talassemici, ma anche agli altri pazienti che necessitano del sangue per interventi chirurgici, patologie oncologiche e oncoematologiche. La raccolta, cosi come già affrontato al Centro Regionale Sangue, deve essere sufficiente e costante e non possono esserci periodi di carenza come quello drammatico che stiamo vivendo, in quanto per alcune patologie, come la talassemia, il sangue dopo alcuni giorni perde le caratteristiche necessarie all’uso terapeutico. L’invito alla raccolta è esteso a tutti quei cittadini che impregnati di altruismo e solidarietà,  possono dare il proprio contributo alla vita recandosi presso qualsiasi centro pubblico  privato siciliano. Inoltre è stata emanata una circolare regionale che consente alle autoemoteche di poter effettuare donazioni di sangue in quei comuni dove non esistono associazioni dei donatori di sangue”.

IL MEDICO RAGUSANO RAFFAELE SCHEMBARI NEL TAVOLO TECNICO REGIONALE DEL PROGETTO FORMAZIONE, EDUCAZIONE, DIETA

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Il dr. Raffaele Schemabri, presidente regionale della Sezione siciliana della Società Italiana Metabolismo Diabete Obesità –   è stato inserito, con Decreto dell’Assessore alla Salute, nel Tavolo Tecnico del Progetto Formazione, Educazione e Dieta. «Sono lusingato per il riconoscimento che mi è stato attribuito e ringrazio l’Assessore Gucciardi per la fiducia che ha risposto nella mia persona. L’esperienza che mi appartiene,  in quanto diabetologo presso l’Asp di Ragusa, mi sarà di grande aiuto nel dare il massimo del contributo» così ha commentato il suo nuovo incarico il dr. Schembari. Il dirigente sanitario presta servizio presso il reaparto di Medicina dell’ospedale Civile di Ragusa e si occupa dell’ambulatorio di Diabetologia.  II progetto “FED – Formazione Educazione e Dieta” si propone di migliorare la salute dei cittadini, modificando comportamenti e stili di vita inadeguati che favoriscono l’insorgere di malattie cronico-degenerative di elevata rilevanza epidemiologica e di grande impatto socioeconomico, con particolare riferimento all’obesità, ai tumori, alle patologie cardio- e cerebrovascolari, al diabete, alla sindrome metabolica. Particolare riguardo sarà riservato ad ottenere una sostanziale modifica di abitudini alimentari negative e/o scorrette, in special modo promuovendo l’adozione di una dieta tradizionale siciliana.

CAOS SANITA’ IN PROVINCIA DI RAGUSA, LA SENATRICE PADUA HA CHIESTO ALLA MINISTRA DI INVIARE UNA ISPEZIONE

Venera Padua (6)

La senatrice Venera Padua ha chiesto alla ministra della Salute Beatrice Lorenzin l’invio di una ispezione in provincia di Ragusa alla luce delle gravi segnalazioni che continuano ad arrivare sul fronte sanitario da parte di medici, operatori del settore e, soprattutto, pazienti. “La situazione è drammatica – sottolinea la senatrice – tra primari alle prese con enormi difficoltà, disagi a ripetizione, reparti che non si trovano e servizi paralizzati. Ed è per questo che ho rappresentato di persona alla ministra la necessità immediata di fare chiarezza. Ho seguito in questi giorni l’evoluzione della vicenda e già avevo sollecitato l’assessore regionale Baldo Gucciardi ad intervenire. Sono tornata a farlo proprio questa mattina. Durante l’interlocuzione con la ministra, abbiamo contattato telefonicamente l’assessore Gucciardi il quale ha spiegato alla rappresentante del Governo che lui si sta occupando di seguire di persona quello che sta accadendo. In ogni caso ho sollecitato delle risposte decisive. E, soprattutto, chiesto di valutare di non far proseguire più nessun tipo di azione all’attuale manager e di nominare, piuttosto, un commissario oppure un altro manager che si intesti questo difficile percorso scevro da ogni tipo di condizionamenti, con notevole professionalità e con la dovuta autorevolezza. L’apertura del nuovo ospedale di Ragusa avrebbe dovuto essere un momento di crescita per la Sanità dell’intera provincia iblea e non creare, come sta succedendo, uno stato di emergenza continuo. Quanto stiamo dicendo non serva a determinare altri allarmismi ma ad evitare che una situazione già delicata, resa ancora più complicata dall’entrata nel vivo della stagione estiva e quindi dal conseguenziale incremento degli sbarchi al largo delle coste iblee, possa diventare ulteriormente pesante”.

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