21-11-2018
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Archivio della categoria: Sindacati

A Ragusa attivo Regionale sindacale sulla legge di bilancio 2019

“Le priorità di CGIL, CISL, UIL per la legge di bilancio 2019” è il tema di un attivo unitario che si terrà a Ragusa mercoledì 21 novembre alle ore 9.30 al Centro Studi “Feliciano Rossitto”. Alla riunione parteciperanno: Giuseppe Scifo, segretario generale della CGIL di Ragusa che terrà l’introduzione ai lavori, presiederà l’attivo unitario Stefano Munafò, segretario generale UIL Ragusa, Siracusa, Gela. L’attivo unitario sarà concluso da Andrea Cuccello, segretario nazionale della CISL. L’attivo unitario registrerà l’intervento per CGIL, CISL, UIL di Claudio Barone, segretario generale dell’UIL Sicilia. Saranno inoltre presenti il segretario generale della CISL Sicilia, Mimmo Milazzo, il segretario confederale regionale CGIL, Mimma Argurio nonché il segretario generale della CISL Ragusa – Siracusa, Paolo Sanzaro. Il tema della legge di bilancio 2019 ha interessato l’intero territorio ragionale con un Attivo Unitario programmato in sette provincie siciliane: gli appuntamenti il 16 novembre scorso a Palermo, poi a Siracusa il 19 novembre, il 20 novembre a Catania, il 21 novembre a Ragusa, il 23 novembre a Enna, il 29 novembre a Trapani, il 30 novembre ad Agrigento.

Autostrada Siracusa – Gela, necessari prudenza e atti certi

Riceviamo dalla Cgil e Fillea Cgil di Ragusa e pubblichiamo: “Leggiamo dalla stampa che l’assessore regionale alle Infrastrutture e alla Mobilità, Marco Falcone, fornisce ancora una volta notizie di riapertura di cantieri entro tempi e modalità ben definite: Gennaio 2019 con un accordo in dirittura d’arrivo con la Cosedil. Abbiamo avuto modo di registrare, nel rispetto dell’opinione dell’assessore, che egli stesso poco tempo fa aveva sostenuto che la roadmap legata allo sblocco dei cantieri si prevedeva tortuosa e non di facile soluzione. Abbiamo già assistito ad annunci di questo tipo e non vorremmo che le imprese e soprattutto le maestranze ricadessero in un’aspettativa senza scadenze certe. Come Cgil e Fillea Cgil rimarchiamo tre questioni non certamente collaterali: come si pensa di pagare gli stipendi agli operai che vantano crediti relativi al mese di dicembre 2017, agosto, settembre e ottobre 2018 nel mentre sta per maturare anche il mese di novembre mettendo in serissima difficoltà non solo le maestranze ma soprattutto le loro famiglie ? Che uso si ritiene di fare con i quindici milioni di euro destinati all’Autostrada Siracusa – Gela frutto anche questo di un annuncio roboante del Ministro alle Infrastrutture Danilo Toninelli? Tutto dall’annuncio è rimasto nel vago. Ci si rende conto che se non si interverrà concretamente in tempi brevissimi il cronoprogramma non rispetterà il limite temporale della Ue per il trasferimento di settanta milioni di euro con i quali l’opera (lotto Rosolini – Modica) potrà essere completata? Consigliamo allora maggiore prudenza e cautela su questi argomenti e soprattutto c’è l’urgente necessità di intensificare gli sforzi per ridurre seriamente i tempi di riapertura dei cantieri”. Firmato Il segretario generale della Fillea Cgil Franco Cascone e il Segretario Generale Cgil Peppe Scifo

Ragusa, le vicissitudini del Corfilac non finiscono mai

Riceviamo da Flai Cgil e pubblichiamo: “In questi anni abbiamo rappresentato alla politica regionale la necessità che questo ente di eccellenza venisse adeguatamente garantito, mettendolo nelle condizioni di assolvere efficacemente i compiti che il territorio gli chiede di assolvere. Abbiamo chiesto ad essa di appostare nei bilanci della Regione le risorse sufficienti a consentire all’ente di programmare le proprie attività, al contrario registriamo negli ultimi quattro-cinque anni un suo orientamento diverso, nel senso di riduzione costante, anno dopo anno, dello stanziamento. Quest’anno addirittura la posta inserita in bilancio consente l’utilizzo a tempo pieno dei dipendenti fino al 18 novembre e per il restante mese e mezzo tutto il personale sarà ridotto il monte ore settimanale al 30%. E’ facile intuire che se questo accadrà si darà un colpo non  indifferente non solo a questo ente ma anche alla filiera lattiero casearia, che oggi rappresenta un punto di eccellenza del nostro territorio. Per evitare tale riduzione non solo del monte orario dei dipendenti ma anche delle funzioni dell’ente, la Flai ha chiesto all’Assessore all’Agricoltura, unitamente alla Commissione Attività Produttive all’ARS la previsione di un incremento di altri quattrocentomila euro per l’ente consortile in sede di assestamento del bilancio regionale. L’Assessore aveva assunto l’impegno di operare questo incremento entro la fine dello scorso mese di settembre, ci spiace dover ribadire che non siamo stati profeti inutili quando abbiamo espressamente detto al vertice dell’Assessorato che sarebbe stato impossibile ottenere quanto richiesto nei tempi indicati. Oggi è altissima la probabilità che sia i lavoratori che l’ente possano subire ciò che noi volevamo a tutti i costi scongiurare: distruggere un bene del territorio per l’incuria e per l’insensibilità della politica non solo regionale ma anche locale. Tutto ciò è indice del livello di consapevolezza della classe dirigente che ci governa. In extremis la Regione e gli enti di questo territorio dovranno adoperarsi, adottando tutti gli strumenti possibili, affinché possa essere evitato il declino di un altro punto di forza del territorio siciliano”. Firmato il Segretario generale Federazione Lavoratori Agroindustria – Cgil Ragusa Salvatore Terranova

Da Ragusa nel Consiglio Nazionale dell’Ugl

Adele Donzella, già segretario telecomunicazioni a Ragusa con delega su Siracusa, è stata ieri cooptata, in quota Sicilia, nel Consiglio Nazionale dell’Unione Generale del Lavoro, nel corso della riunione convocata a Roma per l’approvazione del bilancio 2017, la conferma del Consiglio Nazionale e la cooptazione di nuovi componenti.

RSU 2018, dalle urne FP e FLC prime in provincia di Ragusa

Il segr gen Cgil Ragusa Scifo alla manifestazione di RomaRiceviamo e pubblichiamo: ” Il risultato delle elezioni per il rinnovo delle Rsu nel pubblico impiego e nella scuola rappresenta un grande risultato per la Cgil di Ragusa. La FP Cgil e la FLC Cgil di Ragusa si confermano primo sindacato in provincia. Due comparti, il pubblico impiego e la scuola, attraversati in questi anni da diverse e difficili problematiche; il processo di svalorizzazione del lavoro e la conseguente riduzione dei diritti che ha investito tutto il mondo del lavoro nel nostro Paese, a causa di precise scelte politiche dei governi, hanno pesato anche sui lavoratori del pubblico impiego. La Cgil di fronte a questo attacco ha sempre reagito con grande fermezza e determinazione, spesso in solitudine, aprendo vertenze a tutti i livelli a fianco delle lavoratrici e dei lavoratori. Questo straordinario risultato premia perché le lavoratrici e i lavoratori hanno riconosciuto il nostro impegno, l’impegno di queste , la FP e la FLC, sempre presenti. In questi comparti, fondamentali per il Paese, Pubblica Amministrazione, Sanità e la Scuola,  la lotta per i diritti dei lavoratori ha significato sempre per la Cgil la  lotta per promuovere migliori diritti per i cittadini. Per questo il risultato delle Rsu è non solo un risultato della Cgil e di tutti i lavoratori, ma è anche un risultato a servizio di tutti i cittadini e del Paese. Un grazie va al gruppo dirigente della FP Cgil e della FLC Cgil di Ragusa, a partire dai segretari provinciali Aldo Mattisi e Adriano Rizza. Un ringraziamento particolare va soprattutto ai lavoratori e alle lavoratrici che si sono impegnate in prima persona e che si impegnano quotidianamente nei luoghi di lavoro. Nei prossimi giorni faremo un incontro con la stampa per una analisi approfondita  in tutti i comparti interessati al voto nella provincia di Ragusa”. Firmato Giuseppe Scifo, segretario generale Cgil di Ragusa

Salvare vite in mare non è reato. La Cgil di Ragusa solidarizza con la ONG Open Arms

Open ArmsRiceviamo e pubblichiamo: “La Cgil di Ragusa aderisce e partecipa al Sit – in organizzato oggi sabato 24 marzo a Pozzallo da Arci e altre associazioni in solidarietà all’ONG spagnola Open Arms per ribadire che salvare vite umane in mare non è reato. Siamo di fronte ad un forte arretramento sul piano della garanzia dei diritti umani per i migranti che attraversano il Mediterraneo. La politica dell’Europa e dell’Italia in prima linea, rivolta alla “esternalizzazione dei confini” rischia di aggravare la situazione nel Mediterraneo. Da un lato si fa pressioni sulle Ong, e dall’altro si fa sempre maggiore affidamento alle autorità libiche senza nessuna garanzia circa il rispetto dei trattati internazionali e dei diritti umani dei migranti. Secondo quanto dichiarato da un recente rapporto di Medu, medici per i diritti umani, l’85% dei migranti giunti dalla Libia ha subito in quel paese torture e trattamenti inumani e degradanti e nello specifico il 79% è stato detenuto/sequestrato in luoghi sovraffollati ed in pessime condizioni igienico sanitarie, il 70% ha subito costanti deprivazioni di cibo, acqua e cure mediche, il 65% gravi e ripetute percosse. Per questo motivo il calo del numero di sbarchi tanto sbandierato dal Ministro Minniti, non è una vittoria; gli accordi con la Libia, Paese non democratico in mano a gruppi e bande armate in conflitto per il controllo del territorio che lucrano anche sul traffico degli esseri umani, non garantiscono il principio di tutela dei diritti umani e della dignità delle persone. Bisogna cambiare rotta, per una corresponsabilizzazione degli stati membri dell’UE, a tutela delle vite umane. Non possiamo continuare a vedere il Mediterraneo diventare un cimitero di vite umane e non possiamo più sopportare l’affidamento di centinaia di migliaia di bambini, donne e uomini alla Libia. Per questo è urgente rivedere il Trattato di Dublino e attivare subito corridoi umanitari soprattutto in relazione ai violenti conflitti, primo fra tutti quello in Siria”. Firmato Giuseppe Scifo – Segretario generale Cgil di Ragusa

Spiragli di ripresa per il cantiere autostradale Rosolini – Modica

lavori autostrada sr gelaIeri si è tenuto l’ennesimo incontro promosso dalle tre organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil territoriali per affrontare le questioni che hanno determinato il blocco dei lavori per la realizzazione dei lotti autostradali Rosolini – Modica. All’incontro non ha partecipato l’Assessore alle Infrastrutture, Marco Falcone, in quanto impossibilitato a raggiungere Pozzallo a causa della cancellazione di un volo da Roma. Era presente l’avvocato Maurizio Siragusa, vice presidente del CAS e capo della segretaria tecnica dell’Assessore Falcone, il quale  ha riferito di alcuni sviluppi delle ultime ore. Si tratta del raggiungimento dell’ipotesi di accordo tra il Cas, la Condotte e Cosedil. Questo accordo serve  a superare l’attuale fase di stallo aggravata  per via della richiesta di concordato preventivo presso il Tribunale di Roma della Condotte Acque, quindi a scongiurare l’ipotesi di recessione del contratto con le ditte aggiudicatarie dell’appalto. “Siamo consapevoli – affermano Cgil, Cisl e Uil – che l’eventuale recessione del contratto  implicherebbe un aggravamento ulteriore della situazione e forse la definitiva chiusura dei cantieri. Per questo riteniamo che l’accordo raggiunto tra le ditte e l’Assessorato, che verrà sottoscritto il prossimo 9 marzo, rappresenta un passo in avanti. Inoltre il Cas si è impegnato a pagare direttamente  entro pochi giorni il 50%  delle fatture arretrate alle ditte sub appaltatrici e gli stipendi agli operai che devono percepire tre mesi di arretrati. Siamo forse di fronte alla possibile ripresa dei lavori, un segnale importante ma occorre che tutto vada a regime perché bisogna recuperare il tempo perduto, per scongiurare il rischio di perdita dei finanziamenti comunitari”. “In questa vicenda molto importante per la provincia di Ragusa e l’intero sud est – proseguono i segretari Peppe Scifo, Paolo Sanzano e Giorgio Bandiera – bisogna realizzare ancora gli obiettivi fin qui mancati in merito a questi lotti autostradali; la ricaduta occupazionale stimata in circa 400 lavoratori tra diretto ed indotto, e la connessione del nostro territorio alle reti autostradali in chiave intermodale attraverso i collegamenti con le più importanti  infrastrutture  dell’Isola. In questi anni di crisi abbiamo registrato una caduta libera dell’occupazione soprattutto nei settori edile ed industriale, del PIL regionale e pro capite. Anche di fronte a questo scenario di carattere generale il nostro territorio ha registrato comunque andamenti meno catastrofici rispetto alle altre province della Sicilia. Questo grazie alla vivacità economica del territorio nei settori dell’agro alimentare, i servizi ed il turismo, tutto ciò rappresenta un  potenziale enorme e la speranza di sviluppo per l’intera comunità. Gli investimenti pubblici in infrastrutture rappresentano ancora una volta la via più concreta alla ripresa economica, e quindi c’è la necessità di un cambiamento di rotta rispetto alla tendenza degli ultimi anni che hanno visto un arretramento da parte dei diversi governi, nazionali e regionali”. Il tema dell’infrastrutturazione rimane la vertenza aperta per il sindacato ibleo, che sostiene la necessità di portare a compimento tutte le opere avviate e concretizzare sul versante del raddoppio della Ragusa – Catania e progetto di sviluppo per l’aeroporto di Comiso. L’incontro di ieri si è concluso con l’impegno da parte dell’Assessore Falcone a incontrare Cgil, Cisl e Uil, assieme al comitato delle imprese sub appaltatrici, i Sindaci e la deputazione locale. L’incontro si terrà dopo il 9 marzo dopo la firma dell’accordo tra Cas, Condotte e Cosedil per la ripresa dei lavori.

L’imprenditore agricolo vittoriese accusato di lesioni gravi e sequestro di persona ai danni di un lavoratore rumeno. Peppe Scifo:”Una violenza frutto di soprusi e di degrado.”

 

11111Il segretario generale della Cgil di Ragusa, Peppe Scifo, in una nota commenta il tragico fatto di cronaca che ha visto protagonista un imprenditore agricolo di Vittoria, agli arresti domiciliari e che sarebbe accusato di lesioni gravi, sequestro di persona e porto d’armi. “Questo ennesimo atto di violenza ai danni di un bracciante romeno compiuto da un imprenditore testimonia ancora una volta l’esistenza di un clima di grave sopraffazione e degrado nelle nostre campagne. Una situazione che si accompagna all’esistenza di una realtà sociale di forte emarginazione ed esclusione sociale; centinaia di donne, uomini e bambini costretti a vivere condizioni abitative al di sotto di ogni minimo requisito di dignità. Lavoratrici e lavoratori lavorano in condizioni di sotto salario, lavoro nero per circa 2,5 / 3 euro l’ora.Non esiste possibilità di connessione tra questi ed il tessuto sociale perché le campagne sono luoghi di isolamento per tutti. Quanto accaduto, se dovesse essere confermato dalle indagini, rappresenta un fatto grave perché riguarda una delle aziende più strutturate della zona. Aziende che portano in giro per l’Italia e l’Europa il marchio della nostro territorio, ed un episodio del genere travolge l’intero territorio e rischia di gettare fango sulle aziende. Le nostre campagne sono luoghi di sistematica negazione di diritti compresi quelli di cittadinanza, dove non esiste la possibilità di avere la  residenza, l’accesso ai servizi sanitari e alle scuole dell’obbligo per i bambini. Di fronte a tutto ciò da anni denunciamo anche l’assenza delle Istituzioni a partire dai Comuni interessati. Esiste un problema sicurezza a 360°; occorre preservare la sicurezze delle persone, dei lavoratori, e la sicurezza delle aziende spesso attaccate da furti di prodotti e attrezzature. C’è bisogno di incrementare i controlli da parte di tutti gli organi preposti a partire dall’Ispettorato del Lavoro, dell’Inps al fine di contrastare il lavoro irregolare e tutelare le aziende sane”. Firmato Peppe Scifo Cgil Ragusa

Ragusa, cercasi commessa single

masserieRiceviamo dalla Cgil di Ragusa e pubblichiamo: “L’Annuncio apparso sul web in merito all’offerta di lavoro di un negoziante di Ragusa dove si fa riferimento alla ricerca di personale femminile “non sposata, ne convivente” è l’ennesimo atto spregiudicato contro le donne. Si tratta di un fatto, purtroppo non isolato, grave che colpisce le lavoratrici attraverso la negazione di un diritto naturale e fondamentale; la scelta di essere madri. A nulla serve tutta la legislazione  prevista dalle norme e dai contratti, questo tipo di richiesta di fatto azzera diritti e tutele, facendo ritornare la condizione della donna lavoratrice ad una dimensione di arretratezza sul piano  della dignità. Questo annuncio rappresenta l’ennesimo atto di discriminazione e di svalorizzazione del lavoro, ormai ridotto a merce e privo di ogni riconoscimento del valore suo sociale ed umano. Un arretramento che ormai ha permeato il livello culturale nel nostro Paese, lo dimostrano i dati sull’occupazione femminile, sulla discriminazione sotto il profilo retributivo e in generali sui percorsi di carriera. Un sistema che ha, quasi definitivamente, affermato questa condizione di discriminazione di genere, al quale contribuiscono le politiche di welfare a tutti i livelli, con la quasi assenza di servizi pubblici a tutela del principio di conciliabilità tra lavoro e  impegni familiari. Il sud in tutto ciò vive una condizione di maggiore sofferenza; pochissimi posti nei Comuni per asili nido, totale assenza del tempo prolungato nella scuola primaria. L’indicatore più attendibile in questo senso ci è fornito dai dati sulla crescita demografica, anche nella nostra provincia, dove in proiezione si prevede che nel 2060 ogni 100 giovani da 0 a 14 anni ci saranno 300 over 65. Un dato allarmante che deve far riflettere tutti sulla sostenibilità del futuro che è già alle nostre porte. Di fronte a questa situazione si rende urgente una seria presa di coscienza da parte della politica e delle istituzioni. Serve agire con fermezza contro la precarizzazione del lavoro dei giovani che determina questa situazione di perenne incertezza e mancanza di prospettive. Il lavoro deve tornare al centro del dibattito e sopratutto deve tornare ad essere strumento di crescita sociale ed emancipazione individuale. Non serve richiamare l’attenzione delle donne sull’orologio biologico e lanciare campagne come il “Fertility day” come ha fatto il Governo qualche mese fa. Il problema non riguarda la cultura delle giovani donne o gli stili di vita, la questione è sociale. Nei Paesi europei dove gli andamenti demografici sono in positivo troviamo una maggiore occupazione delle donne e sistemi di welfare avanzati in grado di offrire servizi che permettono la conciliabilità tra lavoro e famiglia. Affrontare questi temi  nel 2018 è già un fatto grave indicativo di una situazione tornata indietro di almeno mezzo secolo. In merito all’offerta di lavoro rivolta a donne non “sposate e non conviventi”, crediamo che debba essere richiamata la responsabilità anche ad altri livelli, in questo caso all’azienda madre (trattandosi di franchising)  che deve imporre una condotta etica e legale, e anche al sito in questione, cioè  il centro commerciale, dove non è più possibile non affrontare il tema della contrattazione a livello generale. Per quanto accaduto al Centro Le Masserie faremo le dovute segnalazioni agli organi preposti, viste le violazioni riscontrate alle norme, in particolare la L.300/1970 . In questi anni abbiamo assistito nei centri commerciali della nostra provincia al verificarsi di situazioni, sotto il profilo contrattuale, diversificate. Ci sono aziende in regola che rispettano i contratti e garantiscono l’agibilità sindacale e quindi la tutela dei dipendenti, ma ci sono aziende che operano anche fuori dalle regole con la mancata applicazione dei contratti collettivi elargendo paghe misere. Questo livello di responsabilità non può non appartenere alla gestione dei centri commerciali, deve esserci una responsabilità condivisa a tutti i livelli, affinché non siano sempre i lavoratori, sopratutto i più deboli, a pagare le conseguenze di un sistema economico che ha  dimenticato  l’aspetto umano del lavoro. Questa modernità impone modelli produttivi dove sempre di più il lavoro delle persone viene assimilato alle macchine, e il controllo perenne sui lavoratori diventa regola, come il caso Amazon con la proposta dei braccialetti elettronici. La Cgil per questo continua la propria battaglia affinché ci sia il rispetto della dignità delle lavoratrici e dei lavoratori, a partire dalla messa in discussione del lavoro continuo anche nei festivi. Questo modello produttivo deve essere rivisto perché è logorante per le persone che vivono una condizione lavorativa totalizzante, precaria ed incerta, con gravi ripercussioni anche sulle famiglie e la società nel suo complesso”. Firmato Giuseppe Scifo Segretario Generale e Valeria Firrincieli Responsabile Politiche di Genere

Giornata contro la violenza sulle donne 2017, la Cgil di Ragusa organizza “Amami da Vivere”

La presentazione della bandiera Amami da VivereIn occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne la Cgil ha promosso una serie di iniziative di cui una simbolica, un momento teatrale e una di grande riflessione: le bandiere rosse con su scritto Amami da Vivere #no alla violenza sulle donne, “Donna speranza del mondo” per la regia di Giorgio Sparacino domenica 26 novembre alle ore 18.00 all’Auditorium “F. Rossitto” di Via E. Maiorana a Ragusa e martedì 28 novembre alle ore 10.00 nella sala riunioni della Cgil di Ragusa incontro sul tema: “La Violenza contro le donne. Il drammatico caso italiano” con l’associazione “Noi Uomini a Palermo” con gli interventi programmati di Peppe Scifo, segretario generale della Cgil di Ragusa, Valeria Firrincieli, responsabile delle Politiche di Genere della Cgil di Ragusa, Sergio Cipolla e Agostini Cavati dell’associazione “Noi Uomini a Palermo”.

Sciopero generale nel settore trasporti, il 27 e il 31 Ottobre presidi territoriali a Ragusa e Siracusa

Sindacati trasporti

Anche in provincia di Ragusa si terrà, come nel resto d’Italia, lo sciopero generale del settore trasporti per il rinnovo del contratto nazionale del Trasporto merci logistica e spedizioni. A promuoverlo i sindacati confederali di categoria ( Filt-Cgil,Fit Cisl e Uil Trasporti). A livello territoriale, Ragusa – Siracusa, saranno due le manifestazioni poste in programma: Venerdì 27 ottobre dalle ore 5.00 un presidio al Petrolchimico di Siracusa; Martedì 31 ottobre alle ore 8.00 al mercato ortofrutticolo di Vittoria. “La nostra protesta – commentano Pippo Stella della Filt Cgil, Antonio Giannone della Fit Cisl e Giorgio Bandiera della Uil Trasporti – intende garantire l’unicità del contratto nazionale di lavoro scaduto da 22 mesi e sostenere un rapido e necessario rinnovo. E’ indispensabile affermare regole certe che diano tutele e diritti ai lavoratori e garantiscano continuità e legalità alle attività degli appalti; urgente un incremento salariale a fronte di un’importante crescita economica e produttiva del settore. Il nostro è un atteggiamento duro e deciso nei confronti di una controparte datoriale arrogante che intende abbassare i livelli delle tutele e dei diritti ei lavoratori, rinnovare il contrato senza incrementi salariali, stabilire una decrescita delle attuali indennità a partire da quella relativa alla trasferta”.

Pensioni, occupazione, sanità e rinnovo dei contratti alla base della vertenza: mobilitazione anche a Ragusa

sindacati

Anche a Ragusa domani 14 ottobre si terrà, come nel resto del Paese, unitariamente una giornata di mobilitazione nazionale.  A Ragusa la manifestazione si svolgerà in Piazza Matteotti (Piazza Poste) alle ore 10,00. Alla base della protesta il sostegno alle proposte del sindacato per cambiare le pensioni, dare lavoro ai giovani, difendere, l’occupazione, garantire una sanità efficiente e rinnovare i contratti.

Arresti per voto di scambio a Vittoria, interviene il segretario Cgil Scifo

Il segr gen Cgil Ragusa Scifo alla manifestazione di Roma

Riceviamo e pubblichiamo: “Quanto emerge dalla operazione Exit poll delinea un quadro generale della città sempre di più allarmante e inquietante.  Secondo quanto emerge dalle indagini si sarebbero consumati reati di voto di scambio tra esponenti politici e ambienti criminali della città. Sarà certamente la giustizia  a stabilire la colpevolezza o l’innocenza delle persone destinatarie delle indagini, non spetta a noi  certamente emettere sentenze. Tuttavia alcuni elementi risultano  dalle indagini. In occasione delle ultime elezioni amministrative, e non solo, elementi di spicco della “Stidda” locale avrebbero influenzato le elezioni in diverse occasioni, determinando di fatto una totale agibilità della mafia nelle Istituzioni. Da anni ormai, grazie alle operazioni di contrasto portate avanti dalla magistratura e dalle forze dell’ordine, emerge  a Vittoria una situazione dove la criminalità organizzata ha compiuto il salto di qualità inserendosi a pieno titolo nel tessuto economico della città, sopratutto nella filiera agroalimentare motore produttivo di questo territorio. Il controllo di segmenti di filiera legati alla logistica, all’autotrasporto, agli imballaggi, ai servizi di lavorazione e confezionamento dei prodotti e alla commercializzazione, fanno emergere un intreccio di attività economiche che influenzano fortemente l’attività produttiva nel comparto, la condizione del lavoro  e  la società in generale. La presenza delle organizzazioni criminali nel nostro tessuto economico oltre ad essere confermata dalle attività condotte dalla Magistratura e dalla Forze dell’Ordine, la si vive quasi giornalmente attraverso i diversi attentati incendiari ai danni di imprese operanti nella filiera. Quello che è emerso con quest’ultima operazione è l’ulteriore salto di qualità da parte delle  organizzazioni criminali a Vittoria che ormai  in grado di condizionare la politica e le istituzioni. Occorre alzare al massimo la guardia e riappropriarsi della Città, e in primis delle Istituzioni. Questo compito spetta in questo momento allo Stato, ma anche alla  parte sana del mondo imprenditoriale, della politica, delle parti sociali e di tutta la società. Se la mafia è arrivata al punto di influenzare ed inquinare le Istituzioni è anche per colpa di chi si pone con indifferenza nella così detta zona grigia o terra di mezzo. Questo non può più continuare, e vale per tutti;la politica, le parti sociali, i soggetti economici e i professionisti. Serve segnare con nettezza uno spartiacque tra la mafia, in tutte le sue forme, e la parte per bene della società. Il popolo vittoriese deve riprendere, come nella storia, a segnare il proprio futuro attraverso la partecipazione democratica alla vita politica e sociale della città. Infine, quanto accaduto in queste ultime ore indica ancora una volta la presenza dello Stato, per questo, al di là del corso delle indagini e dell’intero iter giudiziario, facciamo plauso alla Magistratura e alle forze dell’Ordine per tutto l’operato”. Firmato Giuseppe Scifo Segretario generale Cgil di Ragusa

Saranno sospesi i lavori nelle aree critiche del lotto Rosolini – Modica

I segretari Sanzaro,Bandiera e Scifo all'assemblea dei lavoratori della Cosige

I lavori del lotto autostradale Rosolini Modica saranno sospesi a tratti, laddove si registrano le criticità. Cas e Cosige metteranno a punto una mappatura delle aree di crisi e quindi l’inizio delle sospensioni parziali dei lavori. I lavoratori in attività nei tratti che saranno sospesi beneficeranno della cassa integrazione. L’Anas si è impegnata a trasferire diciotto milioni di euro, la prossima settimana, al CAS e quindi questo consentirà all’impresa di poter andare avanti nei lavori. Queste le notizie comunicate dal Prefetto di Ragusa, Maria Carmela Librizzi a una delegazione di sindacalisti (Peppe Scifo, segretario generale della Cgil, Giorgio Bandiera, segretario generale aggiunto UIL, Carlo Spinello, segretario provinciale della Filca Cisl e Cettina Raniolo, segretaria territoriale della Cisl Ragusa) dopo l’incontro avuto con i rappresentanti del Cas, della Cosige e dell’Anas avente ad oggetto i lavori di completamento del lotto autostradale Rosolini – Modica per i quali la Cosige aveva annunciato la sospensione con il rischio di licenziamento delle maestranze. Le maestranze hanno presidiato con in sit in lo spazio antistante la Prefettura di Ragusa, decisione assunta alla presenza dei segretari di Cgil,Cisl,UIL (Scifo, Sanzaro e Bandiera) che hanno partecipato ad un’assemblea dei lavoratori nei locali del cantiere della Cosige. “Siamo moderatamente ottimisti dall’esisto della vicenda, commenta la delegazione sindacale ricevuta dal prefetto di Ragusa, che riguarda il completamento dei lotti dell’autostrada Rosolini Modica. Le parti hanno ammorbidito le loro posizioni e stanno cominciando a dialogare sul merito delle questioni critiche che stanno sul tavolo. Un grande lavoro sta compiendo il Prefetto di Ragusa per cercare di unire le posizioni e il nostro compito è quello di monitorare la situazione attraverso le categorie. Il quadro è più incoraggiante rispetto alle posizioni iniziali ma dobbiamo stare vigili. La presenza dei lavoratori del cantiere ci incoraggia e ci sostiene per andare avanti con sempre maggiore determinazione”.

Rimuovere il direttore Aricò, manifestazione con sit – in martedì a Ragusa

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La Camera del Lavoro di Ragusa ha indetto una manifestazione pubblica con un sit – in di protesta martedì 11 luglio p.v. alle ore 9.30 in Piazza Igea a Ragusa, per chiedere l’immediata rimozione del direttore generale, Maurizio Aricò e la nomina di un commissario ad acta per la gestione del trasferimento, in tempi brevi e nella massima sicurezza, al Nuovo Ospedale di Ragusa.  E’ decisa la presa di posizione della Cgil rispetto alla critica situazione in cui versano gli ospedali di Ragusa e l’intera rete ospedaliera iblea che crea grande preoccupazione a motivo del caos “provocato con la stucchevole vicenda del trasferimento dei reparti nel nuovo ospedale Giovanni Paolo II”. Una situazione, ricorda il sindacato, che ha determinato lo stop all’attività di reparti, comprese le sale operatorie e ambulatori a Ragusa, mentre gli ospedali di Modica e Vittoria rischiano di non poter fare fronte a tutte le richieste di prestazioni sanitarie. “La gestione di questa vicenda – commenta Peppe Scifo, segretario generale della Cgil di Ragusa – dimostra ampiamente l’incapacità dell’attuale dirigenza dell’Asp, tanto è vero che è intervenuta la magistratura evidenziando gravi inadempienze sul piano tecnico e procedurale”. “E’ del tutto evidente – conclude Peppe Scifo – che l’attuale direzione dell’ASP è totalmente delegittimata visto il caos, l’improvvisazione e i rischi per la salute pubblica che si sono creati a Ragusa e nell’intera rete ospedaliera”.

Sbloccare i lavori della stazione passeggeri di Pozzallo

presidio sindacale stazione passeggeri Pozzallo (1)

La prossima settimana, Dario Cartabellotta, commissario straordinario del Libero Consorzio comunale di Ragusa, convocherà una riunione con le parti sociali al fine di fare il punto della situazione sul completamento della stazione passeggeri che insiste, incompiuta nel porto di Pozzallo. Venerdì una delegazione della Cgil, della Fillea Cgil di Ragusa e della Camera del Lavoro di Pozzallo, ha promosso un sit davanti al cancello. “Dopo poco tempo dall’inizio, – sostengono Nicola Colombo e Franco Cascone rispettivamente, segretario della Cdl di Pozzallo e segretario generale della Fillea Cgil di Ragusa -, i lavori vengono fermati per motivi burocratici legati all’attività di un’impresa subappaltante. Ripresi i lavori, è stata realizzata poco meno del 70 per cento dell’opera, nuovi intoppi si sono creati per il pagamento dei SAL. I primi tre sono stati liquidati dall’ex provincia regionale di Ragusa, il quarto non è stato onorato per cui i lavori si sono bloccati. Si era scoperto, a suo tempo, che mancava nella progettazione l’impianto di climatizzazione”. “Occorre ripartire in fretta e completare l’opera – dichiara Peppe Scifo, segretario generale della Cgil di Ragusa presente al sit – in -, le istituzioni devono agire con speditezza per consentire un’immediata ripresa ei lavori secondo un crono programma certo. L’incontro, che fisserà per la prossima settimana il commissario Cartabellotta, potrebbe indicare la strada da percorrere per porre fine a questa defaticante telenovela”.

Stazione passeggeri Porto di Pozzallo, sit in di protesta per il suo completamento

stazione passeggeri pozzallo porto

Riceviamo dai Segretari Generale Cgil di Ragusa Giuseppe Scifo, Cdl di Pozzallo Nicola Colombo, Generale Fillea di Ragusa Franco Cascone e pubblichiamo: “Un anno fa, esattamente l’8 luglio 2016, scadeva il termine per la fine dei lavori di costruzione della stazione passeggeri nel Porto di Pozzallo, e oggi a distanza di un anno non abbiamo nessuna notizia sul completamento dei lavori. Oltre al mancato completamento dell’opera ci preoccupa la situazione di stallo che persiste ancora oggi nel cantiere. Non sappiamo di preciso come e quando sarà consegnata l’opera, sappiamo di certo che anche per questa stagione estiva al porto di Pozzallo non ci sarà la stazione e i passeggeri che lì vi transitano sono privi di servizi, anche quelli essenziali. La realizzazione della stazione passeggeri nel Porto di Pozzallo ha avuto un iter tormentato da ritardi dovuti alla mala gestione dei lavori, infiniti contenziosi compresi problemi di irregolarità amministrativa. Lo scorso gennaio (2017) avevamo appreso con grande soddisfazione lo stanziamento di circa 250mila euro da parte dell’ente appaltante, il Libero Consorzio Comunale di Ragusa (ex provincia) pensando che fosse stato l’atto finale che avrebbe portato a termine i lavori prima dell’inizio della stagione estiva. E invece purtroppo ancora una volta siamo di fronte all’ennesima disfatta. I passeggeri, soprattutto quelli diretti e provenienti da Malta, circa 100mila ogni anno, che giungono al Porto di Pozzallo non trovano ancora nessun servizio, nessun comfort e non saranno avviate le attività commerciali ed economiche previste dentro la stazione passeggeri. La realizzazione di quest’opera è strategica per Pozzallo e per tutto il territorio.  Serve riavviare subito i lavori per portarli al termine,  anche per evitare che quanto già realizzato possa finire in malora. Questo in parte è accaduto e accade ancora; nell’aria del cantiere si possono  vedere i materiali utilizzati per la coibentatura del tetto rimossi dal vento e sparsi e resi inutilizzabili. Questo a dimostrazione del fatto che i ritardi creano un impatto economico negativo a 360°, perché occorre ristrutturare parti già realizzate e per tutte le mancate opportunità legate alla messa a regime della stazione. Attualmente chi arriva nel Porto si trova davanti uno scenario desolante dove manca tutto comprese la attività di informazione e promozione del territorio. Adesso basta! Occorre ripartire in fretta e finire l’opera. Non è possibile continuare a sopportare quest’andazzo generale delle cose. Le istituzioni devono agire immediatamente per un’immediata ripresa dei lavori secondo un cronoprogramma certo. La Cgil da anni impegnata su questo fronte non assisterà passivamente all’ennesima disfatta e incompiuta in ambito infrastrutturale nel nostro territorio. Venerdì 7 luglio alle ore 10:00 un sit–in di protesta davanti al cancello d’ingresso della stazione passeggeri del porto di Pozzallo al fine di sensibilizzare la cittadinanza, l’opinione pubblica sulla gravità della situazione e chiedere l’impedita ripresa dei lavori per il completamento della stazione passeggeri”. Firmato Cgil, Giuseppe Scigo, Nicola Colombo, Franco Cascone.

Il direttivo Cgil ha approvato il conto consuntivo 2016

L' intervento di Peppe Scifo

Approvato, dal comitato  direttivo provinciale della Cgil di Ragusa, il conto consuntivo 2016 con voto unanime. Il quadro economico finanziario del documento tecnico è stato illustrato dall’amministratore del sindacato, Giuseppe Roccuzzo, mentre il responsabile di organizzazione, Franco Renna, nella sua relazione, ha sostenuto che “nel bilancio consuntivo del 2016 si consolida la positiva inversione di tendenza registrata negli ultimi anni. Il documento economico continua a dare ragione alle politiche di bilancio che si sono sostanziate nella diminuzione dei costi, nell’oramai avvenuto azzeramento dei debiti e nella creazione di un solido patrimonio. Il conto consuntivo 2016 si chiude, infatti, con un avanzo di quasi dieci mila euro. La politica messa in atto dalla segretaria confederale, attraverso le scelte operate, è riuscita a mantenere più che un sostanziale equilibrio delle finanze dell’organizzazione, nonostante le difficoltà incontrate durante lo scorso anno a cause di diverse spese impreviste”. Subito dopo, il segretario generale, Peppe Scifo, ha relazionato sulla situazione politico sindacale partendo dal voto delle comunali di domenica scorsa che ha registrato l’avanzare del blocco reazionario del centro destra che ha battuto gli avversari sulla base di slogan incentrati sulla xenofobia. Il segretario generale della Cgil di Ragusa ha poi toccato i punti relativi al dato occupazionale presente e potenziale legato alla realizzazione delle infrastrutture come la Stazione dei Passeggeri di Pozzallo, al completamento dell’asse viario dell’ Aeroporto di Comiso, al loto Rosolini – Modica e realizzazione degli altri lotti dell’Autostrada Siracusa – Gela e del raddoppio  della Ragusa- Catania. Ha posto poi le attenzioni sull’asset della Camera di Commercio di Ragusa, sulla Sanità Iblea alla luce delle ultime vicende, alle questioni dell’igiene ambientali, all’autotrasporto e infine un riferimento al caporalato e all’agromafie che ha visto applicare ne territorio di Vittoria delle nuova legge che ha portato all’arresto di due imprenditori. Si è aperto un dibattito che ha confermato alcune posizione note all’interno delle categorie della Cgil come la contestazione, da parte della Funzione Pubblica, dei disservizi pubblici e gravi disagi che si sono registrati nell’organizzare il trasferimento, avvenuto solo in parte, di alcuni servizi nel nuovo ospedale di Ragusa. La riunione del comitato direttivo della Cgil è stato concluso dal responsabile dell’organizzazione della Cgil Sicilia, Saverio Piccione, il quale ha informato l’assemblea che la stagione congressuale della Cgil si aprirà nell’autunno del 2018, che sarà attivata sul territorio nazionale la certificazione degli iscritti al fine di mettere in cantiere la discussione e il dibattito nazionale sulla legge sulla rappresentanza sindacale e il ricorso alla Corte Costituzionale contro la norma che rimette in campo i voucher con un appello al Presidente della Repubblica perché si faccia chiarezza su quanto legislativamente accaduto.

SORVEGLIANZA AL TRIBUNALE DI RAGUSA, CONCESSO UN MESE DI PROROGA AI LAVORATORI DELLA SICILIA POLICE

guliz ange

La decisione è stata presa dopo la riunione tenutasi in Prefettura alla luce degli allarmi sollevati dalle organizzazioni sindacali circa l’incertezza per il futuro di nove unità. “Un altro mese di tempo – sottolinea Angelo Gulizia, segretario Uiltucs-Uil Ragusa – ci consente di tirare il fiato ma è ovvio che non si tratta della soluzione definitiva. Ringraziamo, intanto, quanto si sono adoperati per garantire il raggiungimento di questo temporaneo traguardo e auspichiamo l’apertura di un tavolo ufficiale di trattative che ci consenta di interloquire ai livelli opportuni per chiudere la vertenza in via definitiva”.

NOVE ANNI SENZA INFORTUNI – VERSALIS RAGUSA MIGLIORE PERFORMANCE IN ENI

 

 sindacati chimici

Lo stabilimento Versalis di Ragusa, ancora una volta, per nove anni consecutivi, raggiunge l’obiettivo “zero infortuni” piazzandosi al primo posto tra le aziende del gruppo Eni con migliore performance in ambito HSE per l’anno 2016. Centoventicinque donne e uomini, 365 giorni l’anno, impegnati nel rispetto e applicazione delle migliori prassi aziendali per la cura della sicurezza, della salute e dell’ambiente: questi i numeri dell’impegno che hanno portato al raggiungimento del prestigioso traguardo. «Le segreterie di Filctem, Femca e Uiltec territoriali, non possono che essere soddisfatte di questo risultato che premia l’impegno di azienda e lavoratori in un ambito molto delicato e complesso come quello della sicurezza sul lavoro. Zero infortuni per addetti del diretto e dell’indotto – numeri di vera eccellenza ripetuti per nove anni – è un traguardo che la dice lunga anche sulla qualità del lavoro e il rispetto per l’ambiente all’interno di Versalis per il sito industriale di Ragusa». La premiazione è avvenuta lo scorso 5 giugno a San Donato Milanese nell’ambito del  primo Eni Safety & Environment Day, presente l’amministratore delegato Claudio Descalzi. «Dietro ai risultati di Eni e di Versalis, per il nostro caso particolare, – concludono Filippo Scollo, Giorgio Saggese, e Giuseppe Scarpata, segretari delle federazioni dei chimici di CGIL, CISL e UIL – ci sono persone che si dedicano con impegno e dedizione ad applicare le best practices nei loro ambiti di attività. In tutti i siti industriali di Eni, infatti, sono condotte attività di valutazione dei rischi per individuare e gestire, di continuo, i principali pericoli per la sicurezza del lavoro, nel rispetto dell’ambiente, a tutela delle persone e della piena occupabilità degli addetti. Come a Ragusa, appunto. È in questo contesto territoriale che occorre anche leggere l’eccellenza del risultato di Versalis Ragusa. In 5 anni (2011-2016) persi 5.000 posti di lavoro in provincia di Ragusa. Il dato emerge dalle statistiche Inail del 2016. Da 45.843 addetti stabili a 41.050 per industria, artigianato, servizi terziario. Nel 2015, report INAIL 2016; 2604 sono state le denunce di infortunio in provincia, di cui 6 infortuni mortali, 5 industria, 1 agricoltura; (tre infortuni sono avvenuti per occasione di lavoro senza mezzo di trasporto)».

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