16-01-2019
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Archivio della categoria: Sindacati

Sciopero settore trasporto merci, Prefettura Ragusa aprirà tavoli di confronto con  sindacato, Versalis e Colacem

Riceviamo dal Segretario generale FILT-CIGL Ragusa, Giuseppe Incatasciato: “ Il sindacato FILT/CGIL Trasporti di Ragusa esprime soddisfazione per la partecipazione dei lavoratori alla manifestazione nazionale del 14 gennaio che si è svolta a Ragusa in piazza Vann’Antò. Nell’ambito dello sciopero nazionale, del settore trasporto merci in provincia di Ragusa, si è ulteriormente ribadita una piattaforma aggiuntiva che ha visto accanto la FILT-CGIL l’adesione del CUB. Durante il presidio è stato denunciato il comportamento della società Versalis che consente a ditte in sub-appalto l’applicazione di contratti impropri e penalizzanti per i lavoratori sotto l’aspetto economico e previdenziale. A fine mattinata una delegazione sindacale è stata ricevuta in Prefettura per esaminare le diverse problematiche sollevate dai lavoratori con esito positivo in merito a due importanti problematiche di logistica riguardanti una la Versalis e l’altra la Colacem. In particolare la Prefettura si è impegnata a convocare a breve un tavolo di confronto con la Versalis e tutti i soggetti interessati per discutere sulla corretta applicazione del contratto di lavoro al fine di superare l’attuale “dumping” contrattuale. Per quanto riguarda la Colacem, la Prefettura sentiti i vertici, ha dato ampia disponibilità per un protocollo sulla Legalità che regola il comparto eliminando concorrenze sleali. Inoltre in materia di sicurezza stradale collegata agli obblighi di guida e di riposo, nonché alla corretta applicazione delle norme assicurative e previdenziali, si è richiesto alla Prefettura di implementare il sistema dei controlli incrociati tramite le banche dati dell’INPS, dell’INAIL e degli altri soggetti istituzionalmente preposti ai controlli. I sindacati della categoria mantengono lo stato di agitazione affinché le questioni poste trovino una rapida ed efficace soluzione”. Firmato il Segretario generale FILT-CIGL Ragusa, Giuseppe Incatasciato

Sciopero generale del trasporto anche a Ragusa

Lunedì 14 gennaio si terrà anche a Ragusa lo sciopero generale trasporto merci indetto dalle segreterie Nazionale Filt Cgil, Fit Cisl e Uil trasporti per dire no alla Mobility Package e alla modifica del regolamento sui tempi di guida e di riposo degli autisti; un rischio questo per la sicurezza dei conducenti, passeggeri e di tutti gli utenti della strada. Sono due le iniziative previste: un sit-in con concentramento a piazza Vann’Antò che si terrà dalle ore 5.00 alle 14.00 e, dalle ore 9, lo sciopero dei lavoratori degli appalti nel settore della logistica, pulizia industriale e servizi della Cooperativa San Giorgio che svolge servizi per la Versalis.

Decreto sicurezza, la Cgil di Ragusa ribadisce i dubbi sulla costituzionalità

La Cgil interviene ancora contro il decretato del governo sugli immigrati, ribadendo che “nell’ambito della divisone tra poteri  la Costituzione Italiana stabilisce precise prerogative alla Corte Costituzionale che non possono essere assorbite dall’atto di firma da parte del Presidente della Repubblica, stabilendo in questo senso l’esercizio di bilanciamento tra i Poteri nello Stato”. “Per fortuna – prosegue il sindacato – i dubbi espressi sulla norma non nascono dalla sola riflessione del segretario provinciale della Cgil di Ragusa bensì da diversi Sindaci e altrettanti rappresentanti istituzionali come i Presidenti delle Regioni di diverso orientamento politico. E prima ancora da diversi esperti e studiosi. Ogni giorno, anche a livello locale crescono le prese di posizione contro il DL Sicurezza di Salvini da parte di amministratori ed esponenti della società civile. Per cui siamo assolutamente convinti di aver intrapreso la giusta strada  a difesa dei lavoratori, di tutti i lavoratori senza distinzione, perché la nostra storia ci insegna che le lotte del movimento dei lavoratori hanno segnato conquiste in un ottica di avanzamento progressista delle società. La divisione tra stranieri e italiani, ma anche tra vecchi e giovani, tra meno garantiti e più garantiti, in questi anni ha prodotto un indebolimento generale delle condizioni di tutti i lavoratori, perché nella guerra fra poveri perdiamo tutti”. “Siamo determinati a continuare su questa strada, – ribadisce la Camera del Lavoro – forti del nostro ruolo e del nostro radicamento a partire da questa provincia dove la  Cgil di Ragusa con 37.304 iscritti è in crescita rispetto al 2016, non a caso siamo risultati primi nelle  elezioni delle  RSU nel pubblico impiego, nella sanità,  nella scuola, nell’igiene ambientale nel 2018. E soprattutto siamo convinti del  nostro forte radicamento tra i lavoratori, infatti, da anni chiediamo che si faccia la legge sulla rappresentatività, così come previsto dall’art. 39 della Costituzione. Ricordiamo che la nostra battaglia contro la legge Fornero la conduciamo da anni con tutti i governi che si sono avvicendati nelle ultime legislature. Per cambiare il sistema previdenziale e  per sostenere sviluppo e occupazione siamo scesi in piazza a livello  mobilitazione nazionale il 2 dicembre 2017, dopo l’esito del confronto con il Governo Gentiloni sul tema della previdenza, considerato insufficiente. Tuttavia la vertenza sindacale in quella circostanza ha prodotto alcuni importanti risultati, quali l’Ape social, l’ampliamento delle categorie dei lavori gravosi”.

Decreto Sicurezza Salvini, in provincia di Ragusa avrà gravi conseguenze

Riceviamo dal segretario generale della Cgil di Ragusa, Peppe Scifo: “La scelta di alcuni Sindaci  di sospendere il Decreto Sicurezza Salvini apre la possibilità di intervenire attraverso misure mirate che mitigherebbero alcuni effetti devastanti  di questa legge sbagliata le cui conseguenze saranno quelle di gravi violazioni dei diritti umani e l’ingovernabilità di alcuni aspetti per i Comuni. La scelta fatta dai sindaci di Palermo, Napoli, Bologna, Parma e di altre città nasce non tanto da una logica di “disobbedienza civile”, come già qualcuno ha dichiarato contro la norma,  bensì da una obbedienza alla Costituzione Italiana. L’iniziativa dei Sindaci tende a sterilizzare alcuni effetti devastanti del Decreto Sicurezza come conseguenze di alcune previsioni  della norma, ad esempio, la mancata possibilità per i richiedenti asilo di iscriversi all’anagrafe. A causa della  mancata iscrizione all’anagrafe per molti richiedenti asilo verranno meno alcuni diritti fondamentali a partire dalla iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale. Ciò determina  una condizione di continua estraneità alla comunità, a qualsiasi percorso di integrazione e la netta violazioni di alcuni diritti fondamentali. Altro punto riguarda il mantenimento del sistema Sprar che rappresenta un’esperienza valida di accoglienza ed integrazione, a differenza di quanto vuole fare il governo attraverso l’apertura di nuovi centri affollati dove nessuna attività, a partire dall’insegnamento della lingua, viene prevista per costruire reali percorsi di inclusione  e cittadinanza. Nel nostro territorio il rischio primario è quello di incrementare le file del lavoro nero e diventare vittima di sfruttamento diretto o attraverso l’intermediazione illecita, cioè il caporalato. Le conseguenze del Decreto Sicurezza Salvini sull’immigrazione saranno quelle di un incremento della presenza di irregolari nel nostro territorio e quindi della sempre maggiore disponibilità di persone senza alcun diritto che ingrosseranno le file del lavoro nero e delle diverse attività irregolari. L’effetto finale sarà una crescita della insicurezza per tutti. Per questo crediamo che il nostro territorio debba riflettere in maniera attenta su quali effetti queste norme potrebbero innescare,  e a partire dai Sindaci  scegliere di “obbedire” ai valori della nostra Costituzione prevedendo, come sta avvenendo in altre parti del Paese, la possibilità di sospendere alcune norme del Decreto Sicurezza Salvini nell’interesse generale di tutti. Ciò che prevede il Governo in materia di accoglienza attraverso l’apertura di centri affollati affidati a chiunque possa avere l’interesse secondo un proprio business plan, determinerà di fatto condizioni di difficile integrazione e maggiore conflitto sociale a partire dai quartieri dove si insedieranno queste strutture. Allo stesso modo la scelta di non riconoscere diritti fondamentali,  come l’accesso ai servizi sociali attraverso l’iscrizione all’anagrafe, determinerà una condizione di fragilità sul piano dei diritti umani ed un incremento della vulnerabilità di queste persone il cui destino non potrà che essere quello di finire nelle mani delle diverse forme di illegalità e criminalità organizzata. Per questo riteniamo sbagliato il Decreto Sicurezza in quanto viola espressamente i diritti umani ed è criminogeno. Queste persone alle quali non vengono riconosciuti minimi diritti di cittadinanza, potranno essere utilizzate esclusivamente dalle diverse forme di economia illegale. La Cgil di Ragusa, già impegnata anche a livello nazionale contro le politiche del Governo ed in particolare contro questo Decreto Sicurezza  insieme a Cisl, Uil, Arci, Libera, Avviso Pubblico, Acli, Legambiente, propone ai Sindaci della provincia Iblea di schierarsi a fianco dei colleghi di Palermo, Napoli e di tante altri Comuni affinché possa affermarsi in questo Paese una diversa idea di gestione e governo di alcuni problemi epocali come l’immigrazione, a partire dal rispetto della centralità della persona umana dentro un orizzonte che vede tutti impegnati compresa l’Unione Europea per costruire un Europa spazio comune che si contraddistingue per i valori di civiltà e solidarietà. E’ ormai chiaro che questo Governo, soprattutto su alcuni temi, insegue gli slogan in un clima di propaganda elettorale perenne, sottovalutando le gravi conseguenze di alcune scelte. In particolare in tema di immigrazione la scelta attuata da tempo è quella di enfatizzare la sensazione di insicurezza dei cittadini, creando paure sulla quali speculare in termini di consensi elettorali. Il risultato è quello di un Paese sempre meno sicuro, con meno diritti per tutti ed un clima di odio sempre crescente che mina le basi della civile convivenza. Invece c’è urgente bisogno di solidarietà e di unità tra tutti i settori colpiti dalla crisi, a partire dall’unità tra tutti i lavoratori, senza distinzione di nazionalità, religione e cultura. La storia ci insegna che la conquista dei diritti nasce dalle lotte nate sotto il principio dell’uguaglianza e della solidarietà, e mai  dal clima di guerra fra poveri”. Firmato Giuseppe Scifo, segretario generale Cgil Ragusa

Adriano Rizza eletto componente del direttivo nazionale della FLC CGIL

Dopo più di dieci anni anche la FLC CGIL di Ragusa tornerà a far parte del Direttivo Nazionale della categoria. Il segretario generale della FLC CGIL di Ragusa, Adriano Rizza, è stato eletto tra i 111 componenti che costituiscono questo importante organismo politico nazionale. La delegazione di Ragusa al IV’ Congresso nazionale della FLC CGIL era composta da Graziella Perticone, Gabriella Pitino, Tiziana Celiberti e Adriano Rizza. Alla fine dei lavori congressuali la neo eletta Assemblea Generale ha riconfermato Francesco Sinopoli alla guida della FLC CGIL nazionale con l’88% di voti a favore. “Spero di onorare questo incarico nel miglior modo possibile – ha commentato Adriano Rizza -, rappresentando le esigenze e i bisogni dei lavoratori del nostro settore in relazione anche alle criticità del nostro territorio”.

 

 

Una ragusana nel direttivo nazionale della Slc Cgil

Samantha Lauretta è tra i cinque siciliani nel direttivo nazionale del Sindacato Lavoratori della Comunicazione. E’ stata eletta al termine del VI° congresso. Samantha Lauretta è componente della segreteria della Slc di Ragusa ed è Rsu delle poste della provincia di Ragusa. “Sono molto soddisfatta di questo risultato – dichiara Samantha Lauretta – perché è la prima volta che un dirigente della Slc di questa provincia approda al direttivo nazionale della categoria. E’ il frutto di un intenso lavoro fatto in questi anni grazie alla tenacia del segretario generale della Slc di Ragusa, Sebastiano Cucuzza e ai risultati che sono stati conseguiti. Il nostro prossimo  l’impegno sarà quello di portare sui tavoli un contratto di settore cercando di mettere al centro la persona che determina l’applicazione dei diritti. Un sindacato della comunicazione dove i cambiamenti avvengono prima che dalle altri parti e dove il delegato deve conoscere bene ogni processo produttivo dello stesso datore di lavoro”.

RAGUSA, FIRMATO  IL RINNOVO VENTENNALE DELLO STATUTO DEL CORFILAC

Soddisfazione viene espressa dal Segretario provinciale del sindacato “Fiadel CSA” di Ragusa, Giorgio Iabichella, per il rinnovo tanto atteso dello Statuto del CoRFiLaC, firmato dai soci, che consente la salvaguardia di oltre 40 posti di lavoro. L’Assessorato Regionale dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea, l’Università degli Studi di Catania, il Comune di Ragusa e Progetto Natura Società Cooperativa, hanno sottoscritto il rinnovo per ulteriori venti anni dell’accordo di collaborazione che ha dato vita al Consorzio per la Ricerca sulla Filiera Lattiero-Casearia di Ragusa.

50 anni dai fatti di Avola, perse la vita il bracciante di origine modicana Angelo Sigona

Riceviamo sal segretario provinciale della Cgil di Ragusa: “Il 50° anniversario dei fatti di Avola rappresenta una ricorrenza importante per tutta la Sicilia, soprattutto per le aree agricole, perché quei fatti testimoniano due elementi essenziali della nostra storia lunga più di un secolo e mezzo: il ruolo e la determinazione delle lotte bracciantili, e il tratto reazionario della borghesia agraria. Avola è stata l’esempio più importante a livello contemporaneo, ma vi erano state alcune importanti tappe di lotte bracciantili già con i fasci  intorno al 1891-94  contro la proprietà terriera siciliana, sia contro lo Stato che appoggiava apertamente la classe benestante in una Sicilia molto arretrata dove dominava ancora il feudalesimo e dove l’Unità d’Italia, d’altro canto, non aveva portato i benefici sociali sperati. Seguirono poi le lotte per l’imponibile di manodopera e per la Riforma Agraria. La lotta intrapresa dai braccianti ad Avola iniziò il 24 novembre 1968, e rivendicava l’aumento della paga giornaliera, l’eliminazione delle differenze salariali e di orario fra le due zone nelle quali era divisa la provincia, l’introduzione di una normativa atta a garantire il rispetto dei contratti e l’avvio delle commissioni paritetiche di controllo del collocamento della manodopera che allora avveniva nelle piazze, anche e soprattutto attraverso l’intermediazione di caporali. Dopo qualche giorno dai tragici fatti, Sergio Zavoli per TV7 fece un approfondimento in cui intervistò i lavoratori e anche i datori di lavoro. Tra questi il Cav. Loreto grande proprietario terriero il quale affermò che per loro era conveniente rivolgersi ai caporali per avere la garanzia di arruolare manodopera gradita all’azienda. I proprietari rifiutarono ogni trattativa soprattutto per “principio” affermando la propria posizione di potere rispetto ai braccianti e alle loro organizzazioni, sperando nel graduale arretramento della mobilitazione, anche grazie all’aiuto della repressione da parte delle forze dell’ordine. La risposta fu invece di grande determinazione attraverso la proclamazione dello sciopero generale iniziato nella notte con alcuni blocchi stradali. Parteciparono tutti i lavoratori e tutta la cittadinanza. Poi intorno alle ore 14 fu dato ordine al reparto celere di attaccare con i gas lacrimogeni. Ci furono scontri e lancio di sassi contro la Polizia che rispose aprendo il fuoco. Restarono a terra uccisi Giuseppe Scibilia e Angelo Sigona, giovane bracciante originario di Frigintini, una cinquantina i feriti di cui alcuni molto gravi. La figura di Angelo Sigona rappresenta un altro elemento di legame della provincia di Ragusa ai fatti di Avola. Nel 2019 ricorre il 10° anniversario dell’intitolazione della Camera del Lavoro di Frigintini ad Angelo Sigona. Ma altri elementi ci legano a quei fatti; il ruolo ed il protagonismo del movimento bracciantile e contadino nel dopo guerra a partire dalle battaglie per l’imponibile di manodopera, la battaglia dei mezzadri  a Vittoria tra la fine degli anni 50 e gli inizi del anni 60 per il contratto di compartecipazione. Ma quello che ci lega in maniera forte a quelle vicende è l’attualità di quella protesta, anche se nel contempo il mondo è radicalmente cambiato. La lotta di quella giornata ad Avola rivendicava l’eliminazione delle “gabbie salariali”, quindi il sottosalario e l’eliminazione del “caporalato” proponendo il collocamento pubblico della manodopera agricola. La lotta sotto questi due aspetti è ritornata tragicamente attuale, anche se il fronte bracciantile composto da lavoratori e lavoratrici provenienti dalle diverse “periferie del mondo” insieme agli italiani deve  riconquistare un ruolo di maggiore forza nella rivendicazione dei diritti. Tutto è cambiato rispetto a quell’epoca ma lo sfruttamento di ritorno sembra indicare un’immutabile condizione del lavoro. Per questo è importante celebrare ogni anno la ricorrenza dei fatti di Avola per mantenere attiva la memoria e l’insegnamento di tanti uomini e donne che hanno ottenuto conquiste pagando con la vita, il carcere e le persecuzioni. Oggi il movimento sindacale non può che ripartire dalla propria storia per riconsegnare a tutti i lavoratori la prospettiva reale di un vero cambiamento. Nel 2016 abbiamo ottenuto la Legge contro il Caporalato e lo sfruttamento, votata quasi ad unanimità dal Parlamento. Nessun regalo ci è stato concesso per conquistarla ci sono voluti anni lotte, sopratutto nel Sud, e la vita di braccianti donne e uomini morti per sfruttamento. La Cgil di Ragusa insieme ai familiari di Angelo Sigona parteciperà il 2 dicembre alle manifestazioni che si terranno ad Avola per il 50° anniversario, dove sarà presente fra gli altri Ivana Galli segretaria generale nazionale della Flai Cgil”. Firmato Giuseppe Scifo

A Ragusa sciopero Usb scuola col cerotto in bocca

In sintonia con lo sciopero Usb nazionale, il professore Salvo Giliberto ha manifestato contro “la mancata trasparenza negli atti di molti Dirigenti Scolastici”, per l’annullamento della cosiddetta “Buona Scuola”, dell’alternanza Scuola-Lavoro, per l’eliminazione dell’Invalsi, per una Mobilita’ equa che permetta il rientro dei Docenti esiliati al Nord. Il coordinatore provinciale per l’Usb-scuola ha manifestato da solo con bocca tappata da cerotto ed ha esposto il pensiero del sindacato con scritte. La manifestazione si è svolta sul marciapiede davanti al Liceo Scientifico, con la convinzione  che “il silenzio di uno solo possa risultare piu’ assordante di pochi manifestanti/docenti vocianti”.

Incidenti sui luoghi di lavoro nel ragusano, fermare l’escalation di morti e feriti gravi

Riceviamo dal segretario provinciale della Cgil di Ragusa Giuseppe Scifo: “Tre gravi incidenti sul lavoro in provincia di Ragusa nel giro di poche ore di cui due mortali. Il primo giovedì scorso a Modica dove ha perso la vita un operario Antonio Scifo caduto da un altezza di circa 10 metri; il secondo incidente mortale a Pozzallo dove un agricoltore è stato travolto da una motozappa. L’ultimo venerdì pomeriggio scorso a Comiso dove un giovane è caduto dall’impalcatura di un cantiere edile nel centro storico ed ora è ricoverato in gravi condizioni. Un’escalation che ci indica ancora una volta la gravità della situazione. Ormai è chiaro che la crisi ha quasi spazzato via l’applicazione delle norme sulla sicurezza. Il lavoro che riparte è molto più fragile di prima, meno pagato e tutelato. Non solo la crisi economica e la disoccupazione dilagante in questi anni, ma anche tutte le riforme in materia di lavoro hanno sancito la concreta condizione di debolezza dei lavoratori di fronte all’impresa. Il dato sull’aumento degli incidenti sul lavoro è significativo di un processo generale di retrocessione, in cui il ribasso dei costi della produzione determina lavoro povero e sempre più  esposto a rischi per la salute dei lavoratori. E’ un arretramento epocale che occorre contrastare con tutti i mezzi possibili. La Cgil di Ragusa da due anni incalza il Governo regionale ad intervenire sui servizi di controllo a partire dagli Ispettorati del lavoro quasi del tutto azzerati dal governo Crocetta. Lo stesso vale per gli organismi di prevenzione in capo all’Asp dove opera lo Spresal (Servizio di prevenzione e di sicurezza negli ambienti di lavoro) in perenne carenza di organico. La situazione è tale da determinare iniziative straordinarie, serie e puntuali. Non è possibile ascoltare l’indignazione della politica nelle ventiquattro ore successive ai tragici fatti per poi tornare all’inerzia quotidiana su questi temi. In tema d’incidenti sul lavoro la situazione è ancora più grave di quella che emerge dalle statistiche se consideriamo i tanti incidenti non denunciati da parte dei lavoratori che dichiarano altro per paura di perdere il posto di lavoro. Occorre un’assunzione straordinaria di responsabilità da parte di tutti, a partire dalle organizzazioni sindacali e dal mondo imprenditoriale attraverso le organizzazioni datoriali. In questi anni si è sviluppata la bilateralità con l’incremento di enti che operano nei diversi settori; questo per la Cgil rappresenta un fatto positivo se si lavora in direzione di una crescita della formazione in materia di sicurezza con la conseguente applicazione da parte delle aziende di tutte le prescrizioni previste dalle norme. Ma la politica e le Istituzioni non possono restare ferme di fronte al lavoro sempre più mercificato e privo di valore sociale ed umano. Il decreto Dignità e l’attuale proposta di Def sembrano andare verso altre direzioni. E’ necessario che il Governo nazionale cominci a dare un vero e serio segnale d’inversione di tendenza rispetto a quest’ultimi anni in tema di politiche del lavoro  e aggredire la piaga degli incidenti e delle morti sul lavoro che rappresenta un’altra grave  emergenza nazionale. Ieri mattina ho fatto un sopralluogo al cantiere di Comiso, teatro dell’incidente avvenuto venerdì sera e ho osservato un’impalcatura non a norma, l’avviso di sequestro preventivo disposto dall’Asp attraverso lo Spreasal e a terra ancora le macchie di sangue. Una scena triste che stringe il cuore pensando che una persona esce la mattina da casa per procurarsi da vivere per se e la famiglia e poi non rientra o rimane gravemente ferito sul lavoro”. Firmato Giuseppe Scifo Cgil Ragusa.

Usb Ragusa denuncia la mancata pubblicazione dell’elenco dei docenti beneficiari del Bonus Merito

La segreteria confederale Provinciale USB di Ragusa (Unione sindacale di Base) – Settore Scuola in una nota stigmatizza “il comportamento omissivo e per nulla trasparente di molti Dirigenti Scolastici che continuano a negare la  pubblicazione (perfino nelle aree riservate ai soli docenti) dei dati relativi alla distribuzione del Bonus per Merito previsto dalla legge n. 107/2015 per l’anno scolastico 2017-2018”. “Con la scusante del rispetto della privacy – continua l’Usb scuola – alcuni Dirigenti scolastici infatti si stanno rifiutando nelle varie scuole della Provincia di Ragusa di mettere a conoscenza dei Docenti  i destinatari e gli importi  degli incarichi che sono stati oggetto di valutazione positiva e, quindi, di retribuzione; nonostante esistono delle norme che prevedono l’obbligo di comunicazione e diffusione dei dati relativi al “premio” da parte dei Dirigenti Scolastici“.

A Ragusa attivo Regionale sindacale sulla legge di bilancio 2019

“Le priorità di CGIL, CISL, UIL per la legge di bilancio 2019” è il tema di un attivo unitario che si terrà a Ragusa mercoledì 21 novembre alle ore 9.30 al Centro Studi “Feliciano Rossitto”. Alla riunione parteciperanno: Giuseppe Scifo, segretario generale della CGIL di Ragusa che terrà l’introduzione ai lavori, presiederà l’attivo unitario Stefano Munafò, segretario generale UIL Ragusa, Siracusa, Gela. L’attivo unitario sarà concluso da Andrea Cuccello, segretario nazionale della CISL. L’attivo unitario registrerà l’intervento per CGIL, CISL, UIL di Claudio Barone, segretario generale dell’UIL Sicilia. Saranno inoltre presenti il segretario generale della CISL Sicilia, Mimmo Milazzo, il segretario confederale regionale CGIL, Mimma Argurio nonché il segretario generale della CISL Ragusa – Siracusa, Paolo Sanzaro. Il tema della legge di bilancio 2019 ha interessato l’intero territorio ragionale con un Attivo Unitario programmato in sette provincie siciliane: gli appuntamenti il 16 novembre scorso a Palermo, poi a Siracusa il 19 novembre, il 20 novembre a Catania, il 21 novembre a Ragusa, il 23 novembre a Enna, il 29 novembre a Trapani, il 30 novembre ad Agrigento.

Autostrada Siracusa – Gela, necessari prudenza e atti certi

Riceviamo dalla Cgil e Fillea Cgil di Ragusa e pubblichiamo: “Leggiamo dalla stampa che l’assessore regionale alle Infrastrutture e alla Mobilità, Marco Falcone, fornisce ancora una volta notizie di riapertura di cantieri entro tempi e modalità ben definite: Gennaio 2019 con un accordo in dirittura d’arrivo con la Cosedil. Abbiamo avuto modo di registrare, nel rispetto dell’opinione dell’assessore, che egli stesso poco tempo fa aveva sostenuto che la roadmap legata allo sblocco dei cantieri si prevedeva tortuosa e non di facile soluzione. Abbiamo già assistito ad annunci di questo tipo e non vorremmo che le imprese e soprattutto le maestranze ricadessero in un’aspettativa senza scadenze certe. Come Cgil e Fillea Cgil rimarchiamo tre questioni non certamente collaterali: come si pensa di pagare gli stipendi agli operai che vantano crediti relativi al mese di dicembre 2017, agosto, settembre e ottobre 2018 nel mentre sta per maturare anche il mese di novembre mettendo in serissima difficoltà non solo le maestranze ma soprattutto le loro famiglie ? Che uso si ritiene di fare con i quindici milioni di euro destinati all’Autostrada Siracusa – Gela frutto anche questo di un annuncio roboante del Ministro alle Infrastrutture Danilo Toninelli? Tutto dall’annuncio è rimasto nel vago. Ci si rende conto che se non si interverrà concretamente in tempi brevissimi il cronoprogramma non rispetterà il limite temporale della Ue per il trasferimento di settanta milioni di euro con i quali l’opera (lotto Rosolini – Modica) potrà essere completata? Consigliamo allora maggiore prudenza e cautela su questi argomenti e soprattutto c’è l’urgente necessità di intensificare gli sforzi per ridurre seriamente i tempi di riapertura dei cantieri”. Firmato Il segretario generale della Fillea Cgil Franco Cascone e il Segretario Generale Cgil Peppe Scifo

Ragusa, le vicissitudini del Corfilac non finiscono mai

Riceviamo da Flai Cgil e pubblichiamo: “In questi anni abbiamo rappresentato alla politica regionale la necessità che questo ente di eccellenza venisse adeguatamente garantito, mettendolo nelle condizioni di assolvere efficacemente i compiti che il territorio gli chiede di assolvere. Abbiamo chiesto ad essa di appostare nei bilanci della Regione le risorse sufficienti a consentire all’ente di programmare le proprie attività, al contrario registriamo negli ultimi quattro-cinque anni un suo orientamento diverso, nel senso di riduzione costante, anno dopo anno, dello stanziamento. Quest’anno addirittura la posta inserita in bilancio consente l’utilizzo a tempo pieno dei dipendenti fino al 18 novembre e per il restante mese e mezzo tutto il personale sarà ridotto il monte ore settimanale al 30%. E’ facile intuire che se questo accadrà si darà un colpo non  indifferente non solo a questo ente ma anche alla filiera lattiero casearia, che oggi rappresenta un punto di eccellenza del nostro territorio. Per evitare tale riduzione non solo del monte orario dei dipendenti ma anche delle funzioni dell’ente, la Flai ha chiesto all’Assessore all’Agricoltura, unitamente alla Commissione Attività Produttive all’ARS la previsione di un incremento di altri quattrocentomila euro per l’ente consortile in sede di assestamento del bilancio regionale. L’Assessore aveva assunto l’impegno di operare questo incremento entro la fine dello scorso mese di settembre, ci spiace dover ribadire che non siamo stati profeti inutili quando abbiamo espressamente detto al vertice dell’Assessorato che sarebbe stato impossibile ottenere quanto richiesto nei tempi indicati. Oggi è altissima la probabilità che sia i lavoratori che l’ente possano subire ciò che noi volevamo a tutti i costi scongiurare: distruggere un bene del territorio per l’incuria e per l’insensibilità della politica non solo regionale ma anche locale. Tutto ciò è indice del livello di consapevolezza della classe dirigente che ci governa. In extremis la Regione e gli enti di questo territorio dovranno adoperarsi, adottando tutti gli strumenti possibili, affinché possa essere evitato il declino di un altro punto di forza del territorio siciliano”. Firmato il Segretario generale Federazione Lavoratori Agroindustria – Cgil Ragusa Salvatore Terranova

Da Ragusa nel Consiglio Nazionale dell’Ugl

Adele Donzella, già segretario telecomunicazioni a Ragusa con delega su Siracusa, è stata ieri cooptata, in quota Sicilia, nel Consiglio Nazionale dell’Unione Generale del Lavoro, nel corso della riunione convocata a Roma per l’approvazione del bilancio 2017, la conferma del Consiglio Nazionale e la cooptazione di nuovi componenti.

RSU 2018, dalle urne FP e FLC prime in provincia di Ragusa

Il segr gen Cgil Ragusa Scifo alla manifestazione di RomaRiceviamo e pubblichiamo: ” Il risultato delle elezioni per il rinnovo delle Rsu nel pubblico impiego e nella scuola rappresenta un grande risultato per la Cgil di Ragusa. La FP Cgil e la FLC Cgil di Ragusa si confermano primo sindacato in provincia. Due comparti, il pubblico impiego e la scuola, attraversati in questi anni da diverse e difficili problematiche; il processo di svalorizzazione del lavoro e la conseguente riduzione dei diritti che ha investito tutto il mondo del lavoro nel nostro Paese, a causa di precise scelte politiche dei governi, hanno pesato anche sui lavoratori del pubblico impiego. La Cgil di fronte a questo attacco ha sempre reagito con grande fermezza e determinazione, spesso in solitudine, aprendo vertenze a tutti i livelli a fianco delle lavoratrici e dei lavoratori. Questo straordinario risultato premia perché le lavoratrici e i lavoratori hanno riconosciuto il nostro impegno, l’impegno di queste , la FP e la FLC, sempre presenti. In questi comparti, fondamentali per il Paese, Pubblica Amministrazione, Sanità e la Scuola,  la lotta per i diritti dei lavoratori ha significato sempre per la Cgil la  lotta per promuovere migliori diritti per i cittadini. Per questo il risultato delle Rsu è non solo un risultato della Cgil e di tutti i lavoratori, ma è anche un risultato a servizio di tutti i cittadini e del Paese. Un grazie va al gruppo dirigente della FP Cgil e della FLC Cgil di Ragusa, a partire dai segretari provinciali Aldo Mattisi e Adriano Rizza. Un ringraziamento particolare va soprattutto ai lavoratori e alle lavoratrici che si sono impegnate in prima persona e che si impegnano quotidianamente nei luoghi di lavoro. Nei prossimi giorni faremo un incontro con la stampa per una analisi approfondita  in tutti i comparti interessati al voto nella provincia di Ragusa”. Firmato Giuseppe Scifo, segretario generale Cgil di Ragusa

Salvare vite in mare non è reato. La Cgil di Ragusa solidarizza con la ONG Open Arms

Open ArmsRiceviamo e pubblichiamo: “La Cgil di Ragusa aderisce e partecipa al Sit – in organizzato oggi sabato 24 marzo a Pozzallo da Arci e altre associazioni in solidarietà all’ONG spagnola Open Arms per ribadire che salvare vite umane in mare non è reato. Siamo di fronte ad un forte arretramento sul piano della garanzia dei diritti umani per i migranti che attraversano il Mediterraneo. La politica dell’Europa e dell’Italia in prima linea, rivolta alla “esternalizzazione dei confini” rischia di aggravare la situazione nel Mediterraneo. Da un lato si fa pressioni sulle Ong, e dall’altro si fa sempre maggiore affidamento alle autorità libiche senza nessuna garanzia circa il rispetto dei trattati internazionali e dei diritti umani dei migranti. Secondo quanto dichiarato da un recente rapporto di Medu, medici per i diritti umani, l’85% dei migranti giunti dalla Libia ha subito in quel paese torture e trattamenti inumani e degradanti e nello specifico il 79% è stato detenuto/sequestrato in luoghi sovraffollati ed in pessime condizioni igienico sanitarie, il 70% ha subito costanti deprivazioni di cibo, acqua e cure mediche, il 65% gravi e ripetute percosse. Per questo motivo il calo del numero di sbarchi tanto sbandierato dal Ministro Minniti, non è una vittoria; gli accordi con la Libia, Paese non democratico in mano a gruppi e bande armate in conflitto per il controllo del territorio che lucrano anche sul traffico degli esseri umani, non garantiscono il principio di tutela dei diritti umani e della dignità delle persone. Bisogna cambiare rotta, per una corresponsabilizzazione degli stati membri dell’UE, a tutela delle vite umane. Non possiamo continuare a vedere il Mediterraneo diventare un cimitero di vite umane e non possiamo più sopportare l’affidamento di centinaia di migliaia di bambini, donne e uomini alla Libia. Per questo è urgente rivedere il Trattato di Dublino e attivare subito corridoi umanitari soprattutto in relazione ai violenti conflitti, primo fra tutti quello in Siria”. Firmato Giuseppe Scifo – Segretario generale Cgil di Ragusa

Spiragli di ripresa per il cantiere autostradale Rosolini – Modica

lavori autostrada sr gelaIeri si è tenuto l’ennesimo incontro promosso dalle tre organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil territoriali per affrontare le questioni che hanno determinato il blocco dei lavori per la realizzazione dei lotti autostradali Rosolini – Modica. All’incontro non ha partecipato l’Assessore alle Infrastrutture, Marco Falcone, in quanto impossibilitato a raggiungere Pozzallo a causa della cancellazione di un volo da Roma. Era presente l’avvocato Maurizio Siragusa, vice presidente del CAS e capo della segretaria tecnica dell’Assessore Falcone, il quale  ha riferito di alcuni sviluppi delle ultime ore. Si tratta del raggiungimento dell’ipotesi di accordo tra il Cas, la Condotte e Cosedil. Questo accordo serve  a superare l’attuale fase di stallo aggravata  per via della richiesta di concordato preventivo presso il Tribunale di Roma della Condotte Acque, quindi a scongiurare l’ipotesi di recessione del contratto con le ditte aggiudicatarie dell’appalto. “Siamo consapevoli – affermano Cgil, Cisl e Uil – che l’eventuale recessione del contratto  implicherebbe un aggravamento ulteriore della situazione e forse la definitiva chiusura dei cantieri. Per questo riteniamo che l’accordo raggiunto tra le ditte e l’Assessorato, che verrà sottoscritto il prossimo 9 marzo, rappresenta un passo in avanti. Inoltre il Cas si è impegnato a pagare direttamente  entro pochi giorni il 50%  delle fatture arretrate alle ditte sub appaltatrici e gli stipendi agli operai che devono percepire tre mesi di arretrati. Siamo forse di fronte alla possibile ripresa dei lavori, un segnale importante ma occorre che tutto vada a regime perché bisogna recuperare il tempo perduto, per scongiurare il rischio di perdita dei finanziamenti comunitari”. “In questa vicenda molto importante per la provincia di Ragusa e l’intero sud est – proseguono i segretari Peppe Scifo, Paolo Sanzano e Giorgio Bandiera – bisogna realizzare ancora gli obiettivi fin qui mancati in merito a questi lotti autostradali; la ricaduta occupazionale stimata in circa 400 lavoratori tra diretto ed indotto, e la connessione del nostro territorio alle reti autostradali in chiave intermodale attraverso i collegamenti con le più importanti  infrastrutture  dell’Isola. In questi anni di crisi abbiamo registrato una caduta libera dell’occupazione soprattutto nei settori edile ed industriale, del PIL regionale e pro capite. Anche di fronte a questo scenario di carattere generale il nostro territorio ha registrato comunque andamenti meno catastrofici rispetto alle altre province della Sicilia. Questo grazie alla vivacità economica del territorio nei settori dell’agro alimentare, i servizi ed il turismo, tutto ciò rappresenta un  potenziale enorme e la speranza di sviluppo per l’intera comunità. Gli investimenti pubblici in infrastrutture rappresentano ancora una volta la via più concreta alla ripresa economica, e quindi c’è la necessità di un cambiamento di rotta rispetto alla tendenza degli ultimi anni che hanno visto un arretramento da parte dei diversi governi, nazionali e regionali”. Il tema dell’infrastrutturazione rimane la vertenza aperta per il sindacato ibleo, che sostiene la necessità di portare a compimento tutte le opere avviate e concretizzare sul versante del raddoppio della Ragusa – Catania e progetto di sviluppo per l’aeroporto di Comiso. L’incontro di ieri si è concluso con l’impegno da parte dell’Assessore Falcone a incontrare Cgil, Cisl e Uil, assieme al comitato delle imprese sub appaltatrici, i Sindaci e la deputazione locale. L’incontro si terrà dopo il 9 marzo dopo la firma dell’accordo tra Cas, Condotte e Cosedil per la ripresa dei lavori.

L’imprenditore agricolo vittoriese accusato di lesioni gravi e sequestro di persona ai danni di un lavoratore rumeno. Peppe Scifo:”Una violenza frutto di soprusi e di degrado.”

 

11111Il segretario generale della Cgil di Ragusa, Peppe Scifo, in una nota commenta il tragico fatto di cronaca che ha visto protagonista un imprenditore agricolo di Vittoria, agli arresti domiciliari e che sarebbe accusato di lesioni gravi, sequestro di persona e porto d’armi. “Questo ennesimo atto di violenza ai danni di un bracciante romeno compiuto da un imprenditore testimonia ancora una volta l’esistenza di un clima di grave sopraffazione e degrado nelle nostre campagne. Una situazione che si accompagna all’esistenza di una realtà sociale di forte emarginazione ed esclusione sociale; centinaia di donne, uomini e bambini costretti a vivere condizioni abitative al di sotto di ogni minimo requisito di dignità. Lavoratrici e lavoratori lavorano in condizioni di sotto salario, lavoro nero per circa 2,5 / 3 euro l’ora.Non esiste possibilità di connessione tra questi ed il tessuto sociale perché le campagne sono luoghi di isolamento per tutti. Quanto accaduto, se dovesse essere confermato dalle indagini, rappresenta un fatto grave perché riguarda una delle aziende più strutturate della zona. Aziende che portano in giro per l’Italia e l’Europa il marchio della nostro territorio, ed un episodio del genere travolge l’intero territorio e rischia di gettare fango sulle aziende. Le nostre campagne sono luoghi di sistematica negazione di diritti compresi quelli di cittadinanza, dove non esiste la possibilità di avere la  residenza, l’accesso ai servizi sanitari e alle scuole dell’obbligo per i bambini. Di fronte a tutto ciò da anni denunciamo anche l’assenza delle Istituzioni a partire dai Comuni interessati. Esiste un problema sicurezza a 360°; occorre preservare la sicurezze delle persone, dei lavoratori, e la sicurezza delle aziende spesso attaccate da furti di prodotti e attrezzature. C’è bisogno di incrementare i controlli da parte di tutti gli organi preposti a partire dall’Ispettorato del Lavoro, dell’Inps al fine di contrastare il lavoro irregolare e tutelare le aziende sane”. Firmato Peppe Scifo Cgil Ragusa

Ragusa, cercasi commessa single

masserieRiceviamo dalla Cgil di Ragusa e pubblichiamo: “L’Annuncio apparso sul web in merito all’offerta di lavoro di un negoziante di Ragusa dove si fa riferimento alla ricerca di personale femminile “non sposata, ne convivente” è l’ennesimo atto spregiudicato contro le donne. Si tratta di un fatto, purtroppo non isolato, grave che colpisce le lavoratrici attraverso la negazione di un diritto naturale e fondamentale; la scelta di essere madri. A nulla serve tutta la legislazione  prevista dalle norme e dai contratti, questo tipo di richiesta di fatto azzera diritti e tutele, facendo ritornare la condizione della donna lavoratrice ad una dimensione di arretratezza sul piano  della dignità. Questo annuncio rappresenta l’ennesimo atto di discriminazione e di svalorizzazione del lavoro, ormai ridotto a merce e privo di ogni riconoscimento del valore suo sociale ed umano. Un arretramento che ormai ha permeato il livello culturale nel nostro Paese, lo dimostrano i dati sull’occupazione femminile, sulla discriminazione sotto il profilo retributivo e in generali sui percorsi di carriera. Un sistema che ha, quasi definitivamente, affermato questa condizione di discriminazione di genere, al quale contribuiscono le politiche di welfare a tutti i livelli, con la quasi assenza di servizi pubblici a tutela del principio di conciliabilità tra lavoro e  impegni familiari. Il sud in tutto ciò vive una condizione di maggiore sofferenza; pochissimi posti nei Comuni per asili nido, totale assenza del tempo prolungato nella scuola primaria. L’indicatore più attendibile in questo senso ci è fornito dai dati sulla crescita demografica, anche nella nostra provincia, dove in proiezione si prevede che nel 2060 ogni 100 giovani da 0 a 14 anni ci saranno 300 over 65. Un dato allarmante che deve far riflettere tutti sulla sostenibilità del futuro che è già alle nostre porte. Di fronte a questa situazione si rende urgente una seria presa di coscienza da parte della politica e delle istituzioni. Serve agire con fermezza contro la precarizzazione del lavoro dei giovani che determina questa situazione di perenne incertezza e mancanza di prospettive. Il lavoro deve tornare al centro del dibattito e sopratutto deve tornare ad essere strumento di crescita sociale ed emancipazione individuale. Non serve richiamare l’attenzione delle donne sull’orologio biologico e lanciare campagne come il “Fertility day” come ha fatto il Governo qualche mese fa. Il problema non riguarda la cultura delle giovani donne o gli stili di vita, la questione è sociale. Nei Paesi europei dove gli andamenti demografici sono in positivo troviamo una maggiore occupazione delle donne e sistemi di welfare avanzati in grado di offrire servizi che permettono la conciliabilità tra lavoro e famiglia. Affrontare questi temi  nel 2018 è già un fatto grave indicativo di una situazione tornata indietro di almeno mezzo secolo. In merito all’offerta di lavoro rivolta a donne non “sposate e non conviventi”, crediamo che debba essere richiamata la responsabilità anche ad altri livelli, in questo caso all’azienda madre (trattandosi di franchising)  che deve imporre una condotta etica e legale, e anche al sito in questione, cioè  il centro commerciale, dove non è più possibile non affrontare il tema della contrattazione a livello generale. Per quanto accaduto al Centro Le Masserie faremo le dovute segnalazioni agli organi preposti, viste le violazioni riscontrate alle norme, in particolare la L.300/1970 . In questi anni abbiamo assistito nei centri commerciali della nostra provincia al verificarsi di situazioni, sotto il profilo contrattuale, diversificate. Ci sono aziende in regola che rispettano i contratti e garantiscono l’agibilità sindacale e quindi la tutela dei dipendenti, ma ci sono aziende che operano anche fuori dalle regole con la mancata applicazione dei contratti collettivi elargendo paghe misere. Questo livello di responsabilità non può non appartenere alla gestione dei centri commerciali, deve esserci una responsabilità condivisa a tutti i livelli, affinché non siano sempre i lavoratori, sopratutto i più deboli, a pagare le conseguenze di un sistema economico che ha  dimenticato  l’aspetto umano del lavoro. Questa modernità impone modelli produttivi dove sempre di più il lavoro delle persone viene assimilato alle macchine, e il controllo perenne sui lavoratori diventa regola, come il caso Amazon con la proposta dei braccialetti elettronici. La Cgil per questo continua la propria battaglia affinché ci sia il rispetto della dignità delle lavoratrici e dei lavoratori, a partire dalla messa in discussione del lavoro continuo anche nei festivi. Questo modello produttivo deve essere rivisto perché è logorante per le persone che vivono una condizione lavorativa totalizzante, precaria ed incerta, con gravi ripercussioni anche sulle famiglie e la società nel suo complesso”. Firmato Giuseppe Scifo Segretario Generale e Valeria Firrincieli Responsabile Politiche di Genere

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