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05/02/2013 -

Ambiente/

INQUINAMENTO POZZI E SORGENTI A RAGUSA: DISASTRO AMBIENTALE

Il grave inquinamento che da due anni colpisce le sorgenti Oro e Misericordia, e da qualche tempo anche alcuni pozzi che riforniscono di acqua potabile il Comune di Ragusa, è frutto di una malagestione non solo del sistema di approvvigionamento idrico, ma anche del territorio in cui le risorse idriche si producono. Lo sottolinea in una nota Legambiente, che sollecita la convocazione di una seduta aperta del Consiglio comunale. “Spiace notare che, a seguito del pesantissimo disastro ambientale, stiamo assistendo al solito balletto di Enti, che evidentemente non sono stati in grado di prevenirlo, enti che si incontrano in modo carbonaro, cercando di “mettere una pezza” ad una situazione che negli anni è venuta incancrenendosi. Così non si va da nessuna parte. Questo disastro ambientale (perchè di ambiente si tratta) porti almeno ad una cambio di marcia nella gestione del territorio, delle risorse idriche e dei Beni Comuni in generale. Già nel 1992, alla Conferenza Mondiale di Rio su Economia ed Ambiente, si è evidenziato che le problematiche ambientali possono essere adeguatamente risolte solo attraverso il coinvolgimento attivo – scrive Legambiente – delle comunità locali. Evidentemente a Ragusa siamo ancora 20 anni indietro: il tempo deve essersi fermato. In molte altre realtà si è andati avanti: si sono attivati dei processi di informazione alla popolazione (ad esempio attivazione del sistema Infea), di confronto, di partecipazione attiva. Si sono promossi Agende 21 locali, Contratti di fiume e quant’altro. A Ragusa (a parte il timidissimo vagito del progetto Water In Core, subito abortito) niente di tutto questo, nonostante la voglia di partecipazione e l’interesse dei cittadini – sottolinea Legambiente – si siano manifestati con la straordinaria vittoria al recente Referendum sull’acqua pubblica. Un risultato che la politica ha cercato immediatamente di mettere sotto il tappeto. Riteniamo che a Ragusa sia necessaria una svolta in questo senso”. Legambiente chiede al Commissario Rizza di indire un Consiglio Comunale Aperto “in modo di dare la parola a chi, cittadini, associazioni e quanti hanno titolo per dire la propria sulla questione”.partecipiamo

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