A Comiso in Via Solferino era stata segnalata una persona che minacciava di morte un uomo. Giunti sul posto gli agenti di Polizia trovavano un cittadino extracomunitario, successivamente identificato come Kellal Jaouhar nato a Monastir in Tunisia nel 1971, il quale, alla richiesta di esibire i documenti per la identificazione, andava in escandescenza, iniziando a urlare contro i poliziotti presenti. Kellal ha colpito al viso con uno schiaffo uno dei poliziotti e malgrado venisse bloccato dall’altro agente di pattuglia è riuscito a divincolarsi e approfittando del fatto che il primo poliziotto si chinava per raccogliere gli occhiali lo colpiva con una ginocchiata alle spalle prima di essere ammanettato. La ginocchiata provocava all’agente di Polizia una contusione lombosacrale. Nel frattempo giungevano altri extracomunitari, tra cui la moglie e il cognato dell’uomo fermato. La donna, capito che gli operatori volevano portare via il marito, dopo aver detto che era in stato di gravidanza, fingendo un malore si sdraiava per terra dinnanzi la volante invocando aiuto. I poliziotti ovviamente immediatamente allertavano il 118, per fare giungere una autoambulanza sul posto. Dopo tutto questo trambusto gli interrogatori hanno reso chiara la vicenda. La vittima era il proprietario dell’abitazione di via Solferino che per motivi di morosità aveva chiesto al Kallel di lasciare la casa; il tunisino però nel mese di ottobre del 2013 lo aveva minacciato di morte con un piede di porco e per questo motivo aveva già presentato denuncia e per tale denuncia il tunisino era stato rinviato a giudizio con un processo fissato avanti al Tribunale di Ragusa il prossimo marzo. Venti giorni fa l’aggressore chiama il proprietario dell’appartamento comunicandogli di essere pronto a lasciare la casa di Via Solferino e gli chiede anche di ritirare la querela. La situazione quindi precipita: il tunisino lascia la casa ma si porta un frigorifero non suo, il proprietario con un fabbro fa sostituire la serratura, scatta delle fotografie alla abitazione e ridenuncia il tunisino per furto. Iniziano da parte del tunisino minacce pesanti ed ingiurie per ottenere il ritiro delle querele. Poi l’incontro in Via Solferino fra la vittima e Kallel spalleggiato dall’intera famiglia; e qui il tunisino arriva a mimare il gesto del taglio della gola rivolto al proprietario qualora questi non avesse ritirato le denunce. Il tunisino è stato quindi arrestato per il reato di resistenza e violenza nei confronti degli agenti, estorsione e minacce gravi.
Telenova Ragusa