21-06-2019
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18/09/2015 -

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Ridefinizione della legge sugli appalti

Ars-tra-gli-applausi-degli-imprenditori-895f733ebe06a426ef8a9636970ccd91Anche la Cna Costruzioni della provincia di Ragusa fornisce il proprio contributo alla ridefinizione del testo riguardante la legge sugli appalti in Sicilia dopo che la stessa è stata impugnata dal Consiglio dei ministri. “E’ l’occasione – scrive la Cna Costruzioni Ragusa in una nota diffusa in queste ultime ore, proprio quando si sta ridefinendo il testo della legge – per cercare di eliminare, oltre ai dubbi di costituzionalità, una serie di anomalie che avrebbero rischiato di penalizzare ulteriormente le piccole e grandi imprese, che sono il nerbo del tessuto produttivo locale, a vantaggio della grande impresa, rischiando di creare ulteriori occasioni di chiusura e di sottosviluppo in un settore già messo a dura prova dalla crisi”. Per la Cna Costruzioni “le nuove disposizioni comunitarie possono rappresentare un’opportunità per dare un assetto organico, snello e innovativo, al sistema sugli appalti, per creare migliori condizioni di mercato per tutte le imprese e per qualificare la spesa pubblica. Infatti, l’attuale contesto normativo favorisce le grandi imprese, privilegia la capacità finanziaria a danno di quella professionale e organizzativa, e confina le piccole imprese nel recinto dei subappalti. Occorre adoperarsi sulla questione dei massimi ribassi, non più consentibili, che producono numerose incompiute che imperversano sul territorio isolano, e generano varianti su varianti che danno vita solo a caos e incertezza e che fanno lievitare i costi dell’opera. Tra l’altro sono aspetti ribaditi più volte da Raffaele Cantone, vertice dell’Autorità nazionale anticorruzione. Per noi è necessario predisporre, finalmente, uno strumento chiaro e accessibile che tuteli la concorrenza e favorisca una maggiore apertura del mercato. Poche e semplici regole che possano tradursi in un più facile approccio alle procedure e, di conseguenza, in minori oneri amministrativi per le imprese devastate dagli effetti di un mercato inquinato dalla concorrenza sleale di imprese opache che risparmiano su tutto grazie alla mancanza di trasparenza e di controlli, alla corruzione, alla pressione della criminalità organizzata sulle procedure di affidamento dei lavori”.

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