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15/03/2017 -

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FEDERICO PICCITTO E QUEL PIZZICO DI GALATEO MANCANTE

6309_35-krater-camarina-museum-sicilyLa Signora Paola Pelagatti – una degli intellettuali italiani con il maggior numero di riconoscimenti e titoli accademici per le sue ricerche e gli studi scientifici in ambito archeologico – è da ieri cittadina ragusana. Finalmente il Comune – se ne parlava da anni – ha simbolicamente accolto nella nostra comunità una  donna che ci ha restituito la civiltà di Camarina avendo dedicato decenni di impegno negli scavi, nella ricostruzione, nell’opera divulgativa di quel luogo fantastico che è  il museo e l’area circostante su cui ancora si appassionano studiosi di tutto il mondo. Bravo Piccitto! peccato però che la cerimonia è stata di una rozzezza degna della prassi cinquestelle. E’ accaduto che a Palazzo si son dimenticati di invitare una persona che è da considerarsi il “primo discepolo” della Pelagatti, Giovanni Di Stefano, che non solo ha ereditato un amore e una competenza unica per Camarina, ma che è stato, dagli anni 80 in poi, l’archeologo che in armonia e in collaborazione con la visione della sua maestra ha dato vigore e vita a Camarina facendola penetrare nel cuore dei ragusani riuscendo ad elaborare un rapporto strutturato di possesso e appartenenza fra il capoluogo e questo spazio non più lontano, non più distaccato, non più privo di cornice contemporanea. Incorporare Camarina è stata la missione di Di Stefano, ed infatti la Pelagatti, conscia e orgogliosa di questo obiettivo raggiunto, si è rivolta al nostro sindaco dicendogli; Lei è il sindaco non solo di Ragusa, ma di Camarina! Giovanni Di stefano era comunque presente alla cerimonia e c’è chi ha sentito il suo vocione mentre dibatteva con il dirigente Toti Scifo che tentava di giustificare l’offesa arrampicandosi sugli specchi. La Signora Pelagatti – che ha quasi 90 anni – ha capito quel che era avvenuto addolorandosi parecchio per l’accaduto (nonostante il suo carissimo Di Stefano in alcun modo l’ha coinvolta nello spiacevolissimo colloquio con il servitore dello Stato piegandosi ad un’amabile bugia e riferendo che si  trattava di stupidaggini),  ma  si è vista una scena che ci deve far riflettere: il sindaco è passato liscio, ha fatto finta di non capire…una tecnica ormai consolidata nella quotidianità cinquestelle. Manca la cultura della relazione, ci si sente sempre compiuti, quadrati, e tutti gli angoli vengono curati e appuntiti in casa cinquestelle.  Non ci risulta che Federico Piccitto sia mai stato da sindaco a Camarina per osservarla con l’amore che un primo cittadino deve nutrire per il suo territorio. Passi la figuraccia con l’archeologo Di Stefano, passi l’ignoranza per il galateo, ma si ascoltino le parole della Pelagatti: sindaco di Camarina, sindaco quindi del presente e anche delle forme e delle vite che non muoiono mai.

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