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28/04/2017 -

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FEDERICO PICCITTO, DALL’ALTO GRADIMENTO ALL’ALTO TRADIMENTO

maxresdefaultL’elezione di Federico Piccitto era stata una spettacolare prova di coraggio, passione e impegno delle forze sane e speranzose di Ragusa e ora tutto quell’entusiasmo ha lasciato il posto non tanto alla  delusione e all’amarezza quanto ad una forma di apatia e indolenza civica che proprio i cinque stelle ci hanno impiantato nel cuore. E’ vero che i sindaci sono schiacciati da ristrettezze e che non si può governare una città se l’intero Paese non trova orizzonti futuri, tuttavia la sfida della vittoria di un ragazzo del Movimento cinquestelle significava la possibilità di uno scambio tra la vecchia e sporca politica e la fantasia sovvertitrice; questo trapianto è fallito. La causa principale è senza dubbio nella natura nel movimento – molta propaganda, idealità ondivaga, assolutismo – ma  a Ragusa si è aggiunto un altro ingrediente che ha scassato la baracca: la mediocrità dei protagonisti appanzati da tronfia ignoranza ed eccitati da sfrenata ambizione. Ignoranza, mediocrità, ambizione, dove conducono? Dal lato opposto della ragione, del confronto, della felice sintesi, in spazi lontani anni luce dalla politica. E così l’esperienza Piccitto è finita a gambe per aria. E’ scattato di fatto il si salvi chi può mascherato dalla cornice solidissima e splendente dell’amore senza confini per Grillo, Di Maio, Di Battista Cancelleri, però la sfida su Ragusa è andata a farsi fottere. Tringali – un Ciccio Barone in versione light-  si è fatto presidente; degli altri consiglieri, due sono assisi in giunta – Disca e Leggio, e non ci sono parole per descrivere il macigno della loro inconsistenza – gli unici due pensanti, Stevanato e Agosta, hanno seguito il  noto motto di Razzi fatti li cazzi tua; per i restanti, quando serve, il sindaco lancia le noccioline e si addormentano pacificati sugli scranni. Risultato: mediocri insoddisfatti, rapaci, eccitabili, privi di parola, La parola però è invenzione e strumento di elaborazione di concetti perché si pensa con le parole, si comunica con le parole, si governa il mondo con le parole, ma loro non parlano mai. E chi non parla istiga alla ignavia intellettuale e morale ed è per questo che ci troviamo in questo stato pietoso di nebbia del pensiero. Vediamo i cinquestelle in tv e caliamo la testa condividendo le loro rabbiose ovvietà anche se poi non riusciamo a collegare la seduzione prodotta all’istante con l’esperienza nostrana, paralizzati dalla nuova sottomissione all’unica alternativa possibile. Anche noi Ragusani colpiti dalla ottusità della fede asinina? Si dibatte sulla rotatoria di piazza libertà  – una torta tonda tonda del pasticcere Salvatore Corallo (dicono futuro assessore regionale, speriamo no alla sezione cannoli che là amano sbafarsi anche nelle tristi occasioni) – e non si parla di gravissimi atti amministrativi. Eh sì, cari concittadini, svegliamoci! Qui piove cemento all’impazzata ed è cosa grave quanto come e più delle tasse comunali che ci levano il gusto di vivere. L’opposizione non può parlare, tutti sono figli delle villette a schiera, tutti hanno l’impresa edile da arruffianarsi, tutti si sono trastullati con la Ragusa grande di nuovo! E il consumo zero di suolo che ci aveva promesso Piccitto dov’è finito? L’urbanistica era la vera scommessa e su questo il giovane sindaco aveva ottenuto il consenso dei progressisti, degli onesti, degli intellettuali illuminati, dei ragusani stanchi del connubio tra politica e speculatori. E ora ci ritroviamo presi in giro da quattro grillini pregni di democristianume. Qual è il senso dell’approvazione in giunta di 98 alloggi a Serralinena delibera di giunta dell’11 aprile scorso, e di 10 alloggi in via Africa delibera del gennaio 2016, e di  18 alloggi al Selvaggio delibera marzo 2016, e di altri  24 sempre del marzo 2016… Perché la variante al piano regolatore non è stata portata in aula? Perché la revisione del Prg arriva a fine mandato? Perché l’urbanistica è stata gestita in sordina e lasciata nelle mani di Corallo, il nuovo amico dei costruttori, uomo che vanta comparati in quel mondo degli affari? Perché non esiste alcun atto concreto per bloccare la cementificazione? Perché non hanno messo mano al piano particolareggiato che stimolerebbe l’edilizia ridando dignità al centro storico? Perchè avete lasciato al suo consueto corso l’urbanistica, perchè non avete avuto il coraggio di cambiare verso? Forse non si possiede la forza morale o la struttura politica per mettersi contro i vecchi poteri. Se è così non bastano certo i post altezzosi su facebook per respingere una realtà di vergognosa continuità con il passato. L’Urbanistica era la vera partita. Se la sono giocata con il solito schema. Per noi cittadini è alto tradimento. E per i costruttori? “Sta’ senza pensieri” mormora loro Corallo.

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