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05/04/2022 -

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Il sindaco Cassì riceve una famiglia ucraina accolta a Ragusa

“Chi è stato accolto, accoglie”. Sono le parole che Noemi, Oriana, Greta e Luigi, volontari dell’associazione Don Bosco 2000, hanno usato – dichiara il sindaco Peppe Cassì –  per raccontarmi cosa sta accadendo nella loro struttura, dove bambini e profughi ucraini stanno ricevendo la solidarietà di bambini e profughi africani. Sebbene provengano da parti del mondo lontanissime, a Ragusa hanno trovato una casa comune dove rifugiarsi dalla violenza e dalla guerra, dove giocare insieme. Negli spazi dell’associazione, che prima accoglievano solo nuclei provenienti dal continente africano (per lo più giovani madri con bambini), negli scorsi giorni sono arrivati prima una donna con due bambine fuggite dall’Ucraina per mezzo di un passaggio, poi una giovane madre di 21 anni con il figlio di 3, il fratellino di 10 e la sorellina disabile di 14, che per arrivare qui hanno utilizzato un autobus della stessa associazione, partito per il confine con la Polonia carico di donazioni. Il primo nucleo ucraino da qualche giorno si è ricongiunto con alcuni parenti a Rovigo; il secondo è qui, in attesa che la follia della guerra si concluda.  Entrambi hanno ricevuto non solo il sostegno dei volontari, ma anche l’abbraccio degli altri rifugiati, che hanno donato loro vestiti e li hanno aiutati ad orientarsi in città. Nei giorni scorsi ho inoltre incontrato la signora Gianna dell’associazione Meta Cometa, che in un proprio immobile, che ha voluto destinare a finalità benefiche, ha accolto una famiglia fuggita da Kiev. A tutti loro ho voluto esprimere la gratitudine della nostra comunità e la disponibilità a offrire tutto il supporto possibile.”

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