17-02-2019
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Archivio della categoria: Cronaca

OPERAZIONE “MARE SICURO 2017”

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Come per gli anni passati anche per la stagione balneare 2017 è stata avviata nel Compartimento Marittimo di Pozzallo l’operazione finalizzata ad assicurare a favore della collettività un servizio attivo e continuativo di vigilanza e controllo per la salvaguardia della vita umana in mare, la tutela della sicurezza della balneazione e della navigazione nonchè per garantire la pubblica incolumità, prevenendo incidenti e sinistri marittimi,  attraverso un’opera di prevenzione e di repressione. L’attività sarà caratterizzata da un pattugliamento giornaliero dello specchio acqueo di giurisdizione mediante l’impiego delle dipendenti motovedette CP 2113, CP 325 e del battello veloce G.C. A 07 dislocato all’interno del porto turistico di Marina di Ragusa, unitamente al battello G.C. 334 utilizzato dal dipendente Ufficio Locale Marittimo di Scoglitti, con l’impiego di militari specializzati ed abilitati al salvamento, che si alterneranno nello svolgimento di detto servizio. A terra, lungo tutto il litorale, saranno invece, presenti oltre 10 pattuglie automontate, che effettueranno controlli di polizia demaniale marittima negli stabilimenti balneari pubblici e privati dislocati sulla costa nonchè lungo le spiagge libere, per la difesa dell’ambiente marino dagli inquinamenti provenienti da scarichi civili ed industriali e per scongiurare la pesca abusiva dalla spiaggia in orari e zone non consentite. Nel corso dell’operazione in questione, che vedrà impegnati, alternativamente, oltre 60 militari, suddivisi tra gli equipaggi imbarcati sulle 5 unità navali utilizzate ed il personale impiegato a terra con 10 pattuglie automontate, verrà monitorato il rispetto delle regole.

SCICLI, ARRESTATI DUE SPACCIATORI

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Nella mattinata di giovedì gli uomini del Commissariato di Modica, della Squadra Mobile di Ragusa e delle unità cinofile di Catania, hanno eseguito diverse perquisizioni domiciliari nei pressi di Corso Garibaldi e personali che hanno portato all’arresto di due cittadini tunisini, da tempo residenti a Scicli, con l’accusa di detenzione in concorso ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. I poliziotti, collaborati da due cani antidroga e dai loro conduttori, hanno bloccato il tunisino Jaouhar Haj nel bagno, dove si era recato per tentare di disfarsi dei panetti di stupefacente gettandoli nel water. I successivi riscontri effettuati grazie al fiuto infallibile dei cani antidroga “Sky” e “Jagus”, esemplari di pastore tedesco e malinois del Reparto dei Cinofili di Catania, consentivano di rinvenire altre stecchette di sostanza stupefacente nella tasca di un paio di pantaloni da lavoro ed all’interno dei mobili della camera da letto, dove veniva trovato a dormire il connazionale Hamdi Debbech. In un piccolo locate adibito a cucina venivano altresì rinvenuti gli utensili adoperati per il taglio ed il confezionamento delle dosi da cedere. Sia l’attrezzatura che l’hashish, del peso complessivo di circa 100 grammi, venivano posti sotto sequestro. La perquisizione effettuata al civico 130 di Corso Garibaldi portava al rintraccio di altri 5 soggetti stranieri, tra cui anche un albanese, i quali venivano fotosegnalati e, dopo gli accertamenti di rito in ordine alla loro posizione sul territorio nazionale, venivano rilasciati. I due tunisini di 21 e 30 anni sono stati rinchiusi nel carcere di Ragusa.

A Ragusa un uomo, ubriaco al volante, causa un sinistro stradale, aggredisce la donna investita, i poliziotti e i carabinieri giunti in soccorso.

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La Squadra Mobile e i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Ragusa hanno arrestato Giosuè Biliardo, nato a Caltagirone il 18.11.1986, ritenuto responsabile di resistenza, minacce, oltraggio e lesioni a pubblico ufficiale. Due poliziotti della Squadra Mobile di Ragusa liberi dal servizio, hanno assistito giovedì pomeriggio ad un sinistro stradale avvenuto nei pressi di C.so Vittorio Veneto. L’uomo, che aveva causato il sinistro, ha iniziato senza motivo ad inveire nei confronti della donna e, alla richiesta dei documenti da parte dei poliziotti, li ha  insultati e minacciati. Durante il controllo da parte dei poliziotti sono intervenuti i Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile che avevano notato il capannello di gente che nel frattempo si era formato intorno ai veicoli coinvolti. Nonostante la presenza del personale in uniforme, Bilardo, in evidente stato d’ebbrezza, continuava a minacciare gli operatori delle Forze dell’Ordine. All’ennesima richiesta di fornire i documenti andata a vuoto, Bilardo si scagliava contro un poliziotto, ma veniva bloccato.  Bilardo, sottoposto all’etilometro, risultava positivo ed il tasso aveva quasi raggiunto il livello massimo, ovvero il più grave, pertanto il veicolo veniva sottoposto a sequestro, la patente ritirata e l’uomo dovrà rispondere anche di quest’altro reato. L’arrestato è stato tradotto presso la sua abitazione, dove rimarrà agli arresti domiciliari, a disposizione dell’A.G. competente.

Ragusa, marijuana per festeggiare il suo compleanno: denunciato un minorenne per spaccio 

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Ha deciso di festeggiare il suo compleanno procurandosi una buona quantità di stupefacente da consumare con i suoi amici. Il party è stato però interrotto dagli uomini della Sezione Volanti della Questura di Ragusa che ha sorpreso il giovane con circa 10 grammi di sostanza stupefacente del tipo marijuana, già divisa in singole dosi. I fatti si sono svolti nella notte scorsa, nella zona alta del capoluogo ragusano. Gli agenti dell’Ufficio Volanti durante i servizi di controllo del territorio si sono avvicinati ad un  giovane minorenne, per procedere al controllo, ed hanno avvertito il chiaro e intenso aroma dell’erba. Il giovane, messo alle strette, ha estratto dagli slip una busta in plastica trasparente con all’interno della sostanza stupefacente del tipo marijuana, già suddivisa in circa 40 dosi più piccole. Il giovane diciassettenne ragusano, che si era procurato lo stupefacente utilizzando una somma di denaro ricevuta in occasione proprio del suo compleanno, è stato affidato alla custodia dei suoi genitori.

Modica, auto finisce in una scarpata

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Ha perso il controllo del mezzo mentre percorreva un rettilineo di Via Fiumara, il conducente di una Bmw station  wagon, finito in una scarpata di circa due metri. Si tratta di un 22enne di origini tunisine, residente a Modica. Scattato l’allarme, sul posto si è portato il Nucleo di Pronto Intervento della Polizia Locale e l’ambulanza del 118 che ha trasportato l’automobilista ferito al Pronto Soccorso. Le sue condizioni non destano preoccupazioni, anche se è stato sottoposto ad alcoltest per accertare se era in grado di guidare. Il veicolo è stato rimesso sulla carreggiata dal carro attrezzi ed ha subito ingenti danni.

OPERAZIONE BED&BLACK-FAST. SCOPERTE A MODICA E SCICLI STRUTTURE RICETTIVE ABUSIVE CHE HANNO EVASO AL FISCO OLTRE 1 MILIONE DI EURO.

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Si è conclusa in questi giorni una fase dell’operazione condotta dalle Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Ragusa, che ha interessato, ventitré strutture ricettive, tra cui bed&breakfast, residence, case vacanze, affittacamere e country house, selezionate tra le oltre 400 presenti nei Comuni di Modica e Scicli. L’operazione è il prosieguo di controlli riguardanti, negli scorsi mesi, altri Comuni del ragusano, in particolare Ragusa e Santa Croce Camerina, dove le indagini condotte dai Finanzieri avevano già portato alla individuazione di 39 strutture ricettive abusive e constatata un’evasione fiscale di oltre 600mila euro. Gli accessi ispettivi effettuati dai Finanzieri, hanno fatto emergere che diverse strutture ricettive erano totalmente abusive, avendo omesso sia di presentare apposita Segnalazione Certificata di Inizio Attività ai rispettivi Comuni, sia di dichiarare i redditi conseguiti ai fini delle imposte dirette e dell’Iva. In altri casi, invece, è stata scoperta una vera e propria attività d’impresa alberghiera organizzata professionalmente ed esercitata in maniera abituale rispetto a quella occasionale dichiarata ai fini autorizzativi. Infatti, sebbene i titolari delle strutture ricettive formalmente stipulassero con i propri clienti contratti per brevi soggiorni turistici o dichiarassero di operare in maniera privata e/o occasionale, di fatto la gamma dei servizi turistici offerti, 365 giorni all’anno, era molto ampia e comprensiva anche di quelli tipicamente non propri di un bed&breakfast (piscina, noleggio ombrelloni, ristorazione, numero di camere e posti letto superiori al consentito). In totale, sono state controllate 23 strutture e, di queste, sanzionati i titolari di 13, per aver omesso la presentazione della prescritta certificazione di inizio attività al Comune ed ora rischiano multe da un minimo di € 516,00 ad un massimo di € 3.098,00. Conseguenze ancora più gravi per 12 titolari che sono stati anche denunciati, ai fini contravvenzionali, alla Procura della Repubblica di Ragusa per non aver effettuato la comunicazione alla Questura di Ragusa dei soggetti alloggiati. I militari della Tenenza di Modica hanno denunciato anche il comportamento illecito dei titolari di tre noti alberghi modicani, che hanno omesso il versamento della tassa di soggiorno nelle casse comunali per il periodo ricompreso tra il 2013 ed il 2016. L’evasione complessiva scoperta di detta tassa ammonta ad oltre 144mila euro ed è relativa a circa 90mila presenze delle quali è stata omessa la comunicazione all’Autorità di P.S.

E’ morto il compagno Totò Ottaviano

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All’età di 68 anni è morto il maestro dello sport Totò Ottaviano, per anni al Coni di Ragusa e, dal 2005 al 2009, segretario generale della Federazione Italiana di Scherma. E’ stato assessore allo sport del Comune di Ragusa nella giunta Chessari, militante del Pci e poi del Pds. Lo ricordiamo anche come promotore di storici tornei  di tamburelli nella spiaggia di Cava D’Aliga. Un uomo colto, intelligente, mite. Da Tele Nova le condoglianze ai familiari.

Modica, maltrattamenti verso fanciulli. Incastrate da un video due maestre di un asilo

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Le indagini della Polizia avevano avuto inizio nel giugno del 2016 per le preoccupazioni e successive segnalazioni di alcuni genitori. Papà e mamma di alcuni piccoli frequentatori non riuscivano a comprendere il perché i loro bimbi non volessero più andare in asilo. Prima avevano segnalato questo malessere al preside ma non avevano ottenuto alcuna risposta positiva nonostante l’impegno del dirigente, considerato che le due donne segnalate continuavano ad esercitare la loro attività in quelle classi. Nonostante gli avvisi ed i richiami da parte del preside a tenere un comportamento consono stante le segnalazioni ricevute, le maestre continuavano ad avere lo stesso comportamento che terrorizzava i bambini e di conseguenza preoccupava i genitori. Al fine di appurare quanto le piccole vittime (troppo piccole per essere escusse in modo diretto da parte della Polizia di Stato) raccontavano ai genitori, in tempo di notte sono state installate telecamere e microspie all’interno dell’asilo. In pochi giorni di intercettazioni, erano già stati raccolti elementi di reità che hanno permesso agli investigatori della Squadra Mobile di richiedere nuovamente le intercettazioni per l’avvio della scuola a settembre dello scorso anno. Entrambe le maestre assumevano atteggiamenti aggressivi ed ingiuriosi. Una richiesta di rinvio a giudizio da parte della Procura della Repubblica è stata formulata per il reato di maltrattamento degli alunni, a loro affidati per ragioni di istruzione ed educazione. Fatti reato commessi attraverso rimproveri aspri, ingiurie e umiliazioni, alimentando in tal modo un clima di permanente intimidazione, il tutto aggravato dal fatto di aver abusato dei poteri ed in violazione dei doveri inerenti la pubblica funzione. Il rinvio a giudizio è conseguenza del rigetto, da parte del GIP, della richiesta della Procura della Repubblica di applicazione della misura cautelare. Il Gip, all’epoca, aveva valutato non sussistente l’abitualità del reato ovvero uno degli elementi costitutivi del reato di maltrattamenti. Seppur non concessa la misura cautelare richiesta, ovvero la sospensione dall’esercizio della professione, la Procura della Repubblica ha avanzato richiesta di rinvio a giudizio, in quanto ha ritenuto gli elementi raccolti dalla Squadra Mobile di Ragusa, sufficienti a sostenere l’accusa nell’eventuale e successivo giudizio. Durante l’udienza preliminare dei giorni scorsi, il GUP, ascoltate le parti, ha valutato e disposto il decreto che dispone il giudizio anziché emettere sentenza di non luogo a procedere.

RAGUSA: I CARABINIERI SMASCHERANO UN FALSO INVALIDO

FaLSO INVALIDOI militari del Nucleo Informativo del Comando Provinciale Carabinieri di Ragusa hanno denunciato in stato di libertà un cittadino tunisino residente a Vittoria, B.S. di 43 anni, , per truffa aggravata ai danni dell’I.N.A.I.L. I Carabinieri hanno accertato che l’uomo ha percepito per circa 11 anni, dal 2006 al 2016, una pensione mensile di invalidità al cento per cento, riscuotendo indebitamente una somma quantificata complessivamente in 223.500,00 euro. Il tunisino, fin dal 2006, ha prodotto false certificazioni mediche dalle quali si evinceva il suo stato di tetraplegico, inabile persino alla semplice deambulazione, al fine di truffare l’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro. L’evento da cui è scaturita l’indagine è stato un incidente stradale, nel luglio del 2016, che ha visto coinvolto il tunisino falso tetraplegico, in qualità di autista, alla guida di un grosso camion lungo la S.P. 17 di Vittoria. Ulteriori accertamenti hanno dimostrato che l’uomo, nel 2015, era riuscito ad ottenere anche  il rinnovo della propria patente di guida per mezzi pesanti, senza prescrizioni, dichiarando di essere perfettamente idoneo. Dovrà rispondere del reato di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, rischiando una condanna da 1 a 6 anni.

Fermati due fratelli gelesi per tentato omicidio avvenuto la scorsa notte a Comiso.

Calabrese Francesco 06.12.1977 GelaLa polizia ha sottoposto a fermo i fratelli Francrsco e Orazio Calabrese entrambi pluripregiudicati, per il tentato omicidio di un imprenditore comisano. Venerdì sera alle ore 23.30 circa, un imprenditore comisano si è accorto che all’interno della sua azienda (oleificio)in contrada Rinazzi proprio al confine con Comiso e Vittoria, ignoti avevano già divelto un infisso. L’uomo quindi chiudeva il cancello per evitare la fuga dei ladri. Essendo a conoscenza che vicino il proprio terreno vi abita una famiglia di pastori di cognome Calabrese con numerosi pregiudizi penali, insospettito si recava presso l’abitazione di Francesco Calabrese, persona di sua conoscenza a cui settimanalmente dava dei prodotti ortofrutticoli per gli animali. L’uomo ha chiesto a Calabrese se fosse stato lui a introdursi nell’azienda per rubare e qui il pastore si è scagliato contro l’imprenditore tentando di colpirlo. La vittima è andata via ed ha chiamato il fratello in aiuto. Dopo la mezzanotte il proprietario del’azienda che stava facendo un giro intorno alla sua proprietà per controllare i possibili accessi, è stato bloccato da due auto: sono scese 4 persone, due delle quali venivano riconosciute dalla vittima per i fratelli Calabrese. I 4 malfattori hanno preso a sprangate l’auto ed uno di loro, identificato per Francesco Calabrese, ha estratto un’arma esplodendo diversi colpi d’arma da fuoco all’indirizzo della vittima che restava in auto mentre il fratello ignaro di tutto era all’interno dell’azienda. Uno dei colpi veniva sparato alle spalle e si conficcava nel sedile dell’auto all’altezza del torace senza però ferire il conducente, salvo per pochi centimetri in quanto il colpo è stato deviato, con molta probabilità, da una delle molle dello schienale. La vittima è riuscita a tamponare le due auto con manovre repentine, creandosi lo spazio necessario per darsi alla fuga. L’uomo, sfuggito all’attentato, ha contattato il 113 chiedendo aiuto per lui e per il fratello che si trovava da solo in azienda. Grazie al lavoro degli investigatori ed alla testimonianza diretta della vittima venivano individuati i due fratelli che, considerati i numerosi precedenti penali e la possibilità di reiterazione del reato, sono stati fermati. La Squadra Mobile ed il Commissariato conoscono bene la famiglia Calabrese in quanto da anni crea diversi problemi nella zona di Pedalino; diverse le denunce raccolte dai vari uffici di Polizia. Francesco Calabrese ha confessato. Le indagini continuano per trovare gli altri due uomini ancora non identificati.

Modica: furto in tre supermercati, arrestati due uomini e una donna

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Sabato pomeriggio i Carabinieri hanno arrestato, per furto aggravato in alcuni supermercati, C.G., classe ’97, P.V., classe ’96, G.G., classe ‘45, tutti residenti a Noto, già noti alle forze di polizia. Poco prima, un uomo e la donna, avevano tentato di asportare alcuni generi alimentari dagli scaffali ma, scoperti da un dipendente, si erano dati alla fuga a bordo di un’autovettura condotta da un terzo soggetto. Una “gazzella” della Radiomobile ha intercettato l’autovettura segnalata e, dopo un breve inseguimento, è stato bloccato il veicolo. All’interno del bagagliaio dell’auto, i militari dell’Arma hanno rinvenuto quattro grosse buste della spesa, riportanti i nomi di altrettanti supermercati, completamente piene di generi alimentari. I tre malviventi, nel corso del pomeriggio, si erano recati in alcuni supermercati di Modica e Pozzallo ed avevano asportato i vari prodotti per un danno complessivo di circa 400 euro. Accertate le responsabilità dei tre, quindi, i Carabinieri li hanno condotti in caserma e li hanno dichiarati in stato di arresto per il reato di furto aggravato in concorso e, successivamente, su disposizione del Sostituto Procuratore di turno presso il Tribunale di Ragusa, sono stati sottoposti agli arresti domiciliari.

Arrestato un ragusano con 10 grammi di cocaina

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I Carabinieri, percorrendo la strada statale 194 da Modica in direzione Pozzallo, si sono imbattuti in un noto pregiudicato ragusano, già sottoposto alla sorveglianza speciale con obbligo di dimora in Ragusa ed hanno invertito la marcia per fermarlo. L’uomo era alla guida di una Lancia Y che sfrecciava a forte velocità pertanto non è stato possibile per la pattuglia raggiungerlo, tanto che i militari hanno segnalato la macchina alle altre pattuglie. E così, dopo alcuni minuti una pattuglia dell’Aliquota Radiomobile ha intercettato il veicolo all’ingresso di Ragusa in contrada Tre Casuzze e gli ha intimato l’alt. L’uomo, sebbene fosse in compagnia della convivente e della figlia, non si è fermato ed ha gettato qualcosa dal finestrino. Giunti in Via Archimede i militari sono riusciti finalmente a bloccare l’uomo ed hanno altresì recuperato l’involucro, di cui l’uomo aveva tentato di disfarsi, contenente 10 grammi di cocaina purissima. Per l’uomo sono scattate immediatamente le manette per detenzione ai fini di spaccio di cocaina e per violazione degli obblighi derivanti dalla sorveglianza speciale. M. C. A., 45enne originario di Catania, è nuovamente in carcere.

Incendio auto Comiso

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Domenica, alle prime luci dell’alba, una squadra operativa composta da sete unità con tre automezzi, di cui un autobotte per il rifornimento idrico, sono intervenute a Comiso in via Goffredo Mameli, per spegnere l’incendio di due autovetture posteggiate in un garage. Una delle autovetture, portata all’esterno al termine dell’incendio, è andata completamente distrutta, così come è rimasto gravemente danneggiata la copertura del garage in travi e tegole.

Arrestato 21enne ragusano per detenzione di droga ai fini di spaccio e resistenza

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Nel  pomeriggio di giovedì in abiti civili hanno bloccato che, per non essere fermato, ha tentato la fuga, dimenandosi e strattonando i militari intervenuti: è stato trovato in possesso di uno spinello di marijuana e di sette involucri contenenti marijuana occultati negli slip per circa 10 grammi complessivi. La perquisizione, continuata presso la sua abitazione, ha consentito di trovarvi una piantina di marijuana che il ragazzo stava coltivando.

SCOGLITTI. RUBA DENARO CONTANTE E CELLULARE: CARABINIERI ARRESTANO UN RUMENO.

MIHAI Ghiorghe CristianE’ stato arrestato in flagranza di reato dai Carabinieri della Stazione di Scoglitti un rumeno di 41 anni, Mihai Ghiorghe Cristian, responsabile di furto aggravato di denaro contante e di un cellulare di proprietà di un connazionale. Il fatto è avvenuto poco dopo le 15, quando un cittadino rumeno di 31 anni, C.P., ha contattato il numero d’emergenza 112, dichiarando di aver subito un furto nella propria abitazione, e nel contempo dando una prima superficiale descrizione del presunto reo, che aveva visto fuggire a piedi da casa, indicando anche l’abbigliamento che indossava. Immediatamente, una pattuglia della locale Stazione impegnata nel controllo del territorio, si è messa sulle tracce dell’uomo, riuscendo ad individuarlo mentre camminava furtivamente in Contrada Strasattato. L’immediata perquisizione dell’uomo ha consentito di recuperare il cellulare sottratto, marca Samsung, e 550 euro in contanti. Il 41enne è stato così condotto nella caserma di via Plebiscito da dove, al termine delle formalità di rito, è stato sottoposto agli arresti domiciliari, a disposizione del sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Ragusa, dott.ssa Monica Monego, dinanzi alla quale dovrà rispondere del reato di furto aggravato. La refurtiva, subito recuperata dai Carabinieri, è già stata restituita all’avente diritto.

 

GUARDIA DI FINANZA: MAXI SEQUESTRO A SCICLI – RITIRATI DAL MERCATO 130MILA ARTICOLI PERICOLOSI PER LA SALUTE

IMG-20170602-WA0014AL’attenzione dei Finanzieri della Tenenza di Modica si è concentrata questa volta verso alcune tipologie di prodotti particolarmente legati alla salute dei consumatori, tra i quali articoli di bigiotteria, cosmetici, prodotti per la cura della persona e giocattoli per bambini, risultati essere privi delle prescrizioni e delle etichettature previste dalla legislazione nazionale ed europea a tutela della sicurezza del consumatore. Il piano di interventi predisposto dai militari ha consentito di individuare due esercizi commerciali di Scicli, presso i quali sono stati rinvenuti e sottoposti a sequestro circa 130mila articoli esposti sugli scaffali in violazione alle norme del Codice del Consumo, in quanto non conformi alla specifica normativa di settore, per un valore di mercato stimato in circa 220mila euro. Tutti i prodotti sono risultati privi dei requisiti di sicurezza legati alle informazioni minime obbligatorie sulla composizione chimica e sulle modalità di corretto utilizzo, della prescritta marcatura “CE” e dell’indicazione di provenienza, circostanze queste che avrebbero potuto causare un danno alla salute dei consumatori qualora messi in contatto con la pelle. I giocattoli erano anche sprovvisti delle informazioni essenziali finalizzate a prevenire rischi per la salute e l’incolumità dei bambini. I responsabili, due cinesi titolari degli esercizi commerciali, sono stati segnalati alla competente Camera di Commercio e Artigianato di Ragusa per l’applicazione delle relative sanzioni amministrative che, per tale tipologia di illeciti, risultano essere particolarmente incisive e variabili fino ad un massimo di oltre 25.000 euro.

CONTROLLI ANTITERRORISMO ALL’AEREOPORTO DI COMISO

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Gli uomini del Commissariato di Polizia di Comiso hanno sequestrato un coltello a scatto del genere vietato della lunghezza di 25 cm che un uomo con piccoli precedenti penali stava cercando di imbarcare sul volo di martedì 6 giugno diretto a Milano. I controlli effettuati dal personale delle GPG sui bagagli dei viaggiatori evidenziavano la presenza in un marsupio, occultato nel fondo dello stesso, di un oggetto probabilmente di genere vietato. L’uomo, L.F nato a Milano nel 1972, non dava spiegazioni circa il possesso del coltello; le indagini esperite tramite le banche dati della Polizia di Stato permettevano di appurare solo piccoli precedenti per LF che pertanto veniva denunciato in stato di libertà per porto di arma di genere vietato. Durante il periodo del G7 l’aeroporto di Comiso, impegnato come tutti gli altri aeroporti della Sicilia per l’evento, ha dovuto implementare i controlli sui passeggeri in partenza ed arrivo dalle destinazioni europee, considerata la sospensione del trattato di Schengen, effettuando capillari controlli ai passeggeri in arrivo e partenza per l’Europa. In tale periodo sono stati effettuati oltre 4.000 accessi alle banche dati della frontiera e sono stati controllati, con innovativi sistemi, i documenti in possesso dei passeggeri al fine di bloccare ogni eventuale accesso indesiderato. Il personale di vigilanza è stato anche supportato da personale dell’Esercito Italiano che con 35 uomini ha collaborato, nei controlli esterni, gli uomini delle forze di Polizia ordinarie.

Polizia Provinciale denuncia 15 produttori per inquinamento ambientale della spiaggia Macconi

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Quindici produttori agricoli sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria dalla Polizia Provinciale per inquinamento ambientale per aver smaltito abusivamente rifiuti speciali lungo il litorale ‘Macconi’. Agli imprenditori denunciati, originari di Acate, Niscemi e Vittoria, sono state sequestrate le aree utilizzate per l’illecito smaltimento. Quattro di loro sono stati pure denunciati per aver realizzato uno scarico di acque reflue provenienti dall’attività produttiva senza richiedere la preventiva autorizzazione all’autorità competente. I denunciati hanno deturpato per otto km il litorale ibleo di ‘Macconi’, in territorio di Acate e Vittoria, abbandonando indiscriminatamente su area demaniale e in parte, addirittura, sotterrati nel sistema dunale, rottami di polietilene e altre plastiche delle serre, seminiere di polistirolo, contenitori di fitormaci. Le indagini condotte congiuntamente all’Arpa di Ragusa, hanno accertato che i rifiuti agricoli hanno creato un impatto devastante sulle matrici ambientali dei luoghi protetti. Gravissime le violazioni ambientali che fanno scempio di luoghi sottoposti a speciale protezione ed inseriti nel piano paesaggistico regionale con un livello di Tutela 3. L’attività investigativa è stata condotta ai sensi della recente normativa sugli “eco-reati” che ha introdotto pene più severe per i reati commessi in danno all’ambiente, apportando modifiche significative anche al Testo Unico dell’Ambiente. Oggi la legge consente al responsabile dell’inquinamento di procedere, a proprie spese, al recupero, alla bonifica ed alla messa in ripristino dello stato originario dei luoghi, secondo le prescrizioni impartite dalla polizia giudiziaria ed asseverate tecnicamente dall’Arpa. L’intensa attività condotta sinora dalla Polizia Provinciale ha già prodotto i primi risultati, considerato che alcune aziende agricole hanno avanzato richiesta per la bonifica delle aree dunali invase dai rifiuti. Le indagini stanno proseguendo senza sosta per identificare gli altri agricoltori che hanno riversato rifiuti di ogni genere in quel tratto di costa. Il Nucleo Ambientale della Polizia Provinciale di Ragusa ha inoltre attivato un piano di controlli finalizzato al contrasto delle “fumarole”, considerato che molte aziende agricole hanno già proceduto alla dismissione dei propri impianti serricoli a fine ciclo, accatastando i rifiuti prodotti all’interno del perimetro aziendale, che si spera non siano sottoposti alla pratica dell’incenerimento in sito, creando seri rischi per la salute dell’uomo a causa dell’emissione di diossina nell’atmosfera derivante dall’illecita attività di bruciare i rottami di polietilene e di altri rifiuti di plastica, oltre che un danno all’ambiente. I controlli saranno svolti senza soluzione di continuità per tutto il periodo estivo, anche nella fascia notturna ed i trasgressori saranno deferiti alla competente autorità giudiziaria.

RAGUSA, OPERAZIONE “PROELIO”. ARRESTATI AFFILIATI A “COSA NOSTRA”

image247-300x167Su delega della diirezione Distrettuale Antimafia della Procura di Catania, i Carabinieri del comando di Ragusa hanno arrestato 19 persone, siciliani e calabresi, dedite al traffico e spaccio di sostanze stupefacenti e furti di bestiame tra la Calabria e la Sicilia. L’indagine condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo Ibleo ha consentito di accertare che il clan di “Cosa Nostra” operante a Vittoria e Comiso, negli ultimi anni, si era dedicato al traffico di cocaina che acquistava dalla Calabria, da soggetti legati alle ‘ndrine operanti della piana di Gioia Tauro, per poi smerciarla in tutta la provincia di Ragusa e anche nella provincia di Agrigento. L’indagine ha anche permesso di ricostruire i legami tra gli esponenti di “Cosa Nostra Vittoriese” e i clan della medesima organizzazione criminale operanti nella provincia di Agrigento, appartenenti al clan Fragapane, il cui capo clan Salvatore Fragapane, rappresentante di “Cosa Nostra” per la provincia di Agrigento, è attualmente detenuto in quanto condannato all’ergastolo per la scomparsa e l’uccisione del piccolo Giuseppe Di Matteo, figlio del noto collaboratore di giustizia. Nel corso delle indagini è stato anche accertato che un’altra delle attività criminali a cui si era dedicata “Cosa Nostra Vittoriese” era l’abigeato, compiendo una serie indeterminata di furti di capi di bestiame, in molti casi intere greggi di animali, ai danni di aziende di allevamento in varie province siciliane. Tali furti venivano messi in atto da soggetti calabresi, su indicazioni ricevute da basisti locali, con successiva rivendita del bestiame in Calabria.

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