29-06-2017
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Archivio della categoria: Ambiente

A Scicli Salvalarte 2017

download (1)Venerdì 5 maggio alle 19.30 presso il lungomare di Sampieri avrà inizio a Scicli Salvalarte 2017.  Salvalarte è la manifestazione con la quale a partire dal 1999 Legambiente pone l’accento sullo stato dei monumenti e delle opere d’arte italiani, quest’anno avrà luogo dal 4 al 14 maggio. Spesso, si tratta di siti ritenuti minori o che, fuori dagli itinerari turistici tradizionali, sono nei fatti, trascurati se non abbandonati. Si tratta di un patrimonio inestimabile che soffre di incuria proprio perché non conosciuto abbastanza e, pertanto, uno degli obiettivi fondamentali della campagna, oltre l’informazione e la sensibilizzazione, è quello di individuare e segnalare le opere a rischio, nel contempo e ovunque possibile avviando, o riavviando, i complessi meccanismi per il loro recupero. Kiafura Legambiente Scicli, circolo di nuova formazione, intende porre l’attenzione su due edifici di altissimo pregio e che nonostante studi qualificati e interventi di associazioni cittadine e, in qualche caso, di istituzioni, appaiono abbandonati al loro destino. La Fornace Penna, opificio edificato partire dal 1912 in Sampieri (frazione marinara di Scicli) su progetto dell’ing. Ignazio Emmolo e distrutto da un incendio nel 1924, il cui carattere monumentale si distingue nettamente da ogni altro edificio costruito per scopi produttivi. Il convento dei Francescani Conventuali di San’Antonino, in sponda destra del torrente Modica – Scicli, nei pressi dell’attuale ospedale cittadino, è anch’esso semidiruto e abbandonato. La fondazione oscillerebbe tra 1514 e 1522 e pur nell’ottica dell’ibrido si caratterizza per un’apertura straordinaria verso il mondo rinascimentale è il convento di a Scicli. Il programma di massima prevede l’apertura di Salvalarte per venerdì 5 maggio alle ore 19.30 presso il lungomare di Sampieri, con  la passeggiata a lume della luna che dalla frazione marinara di Sampieri raggiungerà la Fornace Penna, camminando  per la lunga la spiaggia sabbiosa. Per gli appassionati delle due ruote, in bicicletta lungo la ciclabile che dalla frazione costeggia il boschetto forestale e raggiunge la Fornace con una pedalata di circa 2 chilometri. Presso il monumento e la sua alta ciminiera in mattoni rossi, autentico vessillo del paesaggio costiero, verranno letti brani tratti da libri, documenti storici, cronache del tempo, in omaggio al Maggio del Libro che si celebra in tutto lo Stivale. Sabato 13 marzo alle 18 Salvalarte si sposterà nel centro storico della cittadina iblea per un incontro sui due monumenti prescelti,  Sant’Antonino e Fornace Penna. Oltre ad illustrarne il valore storico monumentale di ciascuno ricorrendo a materiale  storico e multimediale contemporaneo, si farà il punto della situazione in merito ad azioni di recupero e salvaguardia, coinvolgendo altri attori del territorio. In ogni iniziativa in programma, Salvalarte e Salvailsuolo cammineranno insieme e sarà pertanto possibile ai partecipanti della prima sottoscrivere la petizione europea per la tutela del suolo, dramma che coinvolge il 50% della superficie isolana. Indispensabile l’illuminazione per le biciclette e anche per i camminatori.

Giornata mondiale della Terra

legambienteIl suolo è una delle più importanti risorse naturali del pianeta, essenziale, limitato, non rinnovabile e insostituibile. Tutelare il suolo vuol dire proteggere il paesaggio, la biodiversità e i servizi fondamentali per il nostro benessere che dipendono da un suolo in buona salute. Ma nonostante la sua importanza, l’UE non ha ancora una legislazione per arginare il consumo e il degrado di suolo. Legambiente vi aspetta nelle piazze il 22 aprile, in occasione della Giornata mondiale della Terra, per informarvi sulle condizioni del suolo in Europa e in Italia e su quello che possiamo fare insieme per salvare il suolo. A Ragusa la raccolta delle firme si terrà in via Paestum al mercato del sabato dalle 10 alle 13 e a Piazza Pola a Ibla dalle 17 alle 20

 

Giovedì prossimo si inaugura a Ragusa Ibla una nuova “Casa dell’acqua”

Casa-dellacquaUna nuova “Casa dell’acqua” sarà presto a disposizione della cittadinanza. Alle ore 11 di giovedì 13 aprile a Largo San Paolo – Ragusa Ibla, verrà infatti inaugurata la “Casablu – sistema acqua” che è stata installata nel antico quartiere della città dalla società Fonte Nuova s.r.l. La società che garantisce questo servizio inoltre, per promuovere ed incentivare l’utilizzo della “Casa dell’acqua” garantirà ai possessori di “Casablu Card” fino al 20 aprile prossimo, la fornitura gratuita dal nuovo distributore sia di acqua naturale microfiltrata, sia di quella gasata refrigerata.Alla cerimonia di inaugurazione Il sindaco Federico Piccitto e l’assessore all’energia ed ambiente Antonio Zanotto.  Quest’ultimo amministratore intervenendo sull’importanza del nuovo servizio dichiara: “I distributori  automatici d’acqua che sono stati installati in città servono ad incentivare l’utilizzo da parte dei cittadini di questo particolare servizio utile a ridurre  il consumo delle bottiglie in plastica, contenitori che vengono utilizzati per l’imbottigliamento industriale delle acque minerali, che contribuiscono inevitabilmente ad aumentare la quantità dei rifiuti”.

 

Ragusa, aggiudicazione definitiva dell’appalto del servizio di igiene urbana: più di 68 milioni di euro per 7 anni

raccolta-differenziata-ragusa-410E’ stata pubblicata stamane all’albo pretorio online del Comune la determina dirigenziale che approva l’esito delle operazioni di gara della Commissione di gara dell’U.R.E.G.A. relative all’appalto del servizio di Igiene Urbana. Con lo stesso atto si dichiara l’associazione temporanea tra l’impresa ecologica Busso Sebastiano s.r.l. di Giarratana (Capogruppo), l’impresa IGM Rifiuti Industriali s.r.l. di Siracusa e Ciclat Trasporto Ambiente Soc. Coop. di Ravenna, aggiudicataria definitiva del servizio Igiene  Urbana  per il prezzo  di € 68.633.721,32 per servizi obbligatori al netto del ribasso del 7,29%. Il servizio, così come previsto nell’appalto, verrà garantito per sette anni che decorreranno dalla data di stipula del contratto.

 

 

 

Trivelle entro 12 miglia, decreto il governo nazionale aggira divieto. Inaccettabile per Greenpeace, Legambiente e Wwf Italia

Piattaforma-Vega-B-Edison-spiega-il-progetto1Inaccettabile per Greenpeace, Legambiente e Wwf Italia il decreto ministeriale che deroga al divieto di nuovi pozzi e nuove piattaforme entro le 12 miglia, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 3 aprile. le associazioni ambientaliste congiuntamente scrivono: “È la smentita definitiva di tutte le parole spese dal governo durante il periodo referendario di aprile scorso per dire che il referendum sollevava questioni di lana caprina, in particolare perché la legge escludeva già nuove trivellazioni entro le 12 miglia dalla costa. Il meccanismo introdotto consente, infatti, alle società petrolifere titolari di concessioni entro le 12 miglia dalla costa già rilasciate di modificare, e quindi ampliare, il loro programma di sviluppo originario per recuperare altre riserve esistenti, e dunque costruire nuovi pozzi e nuove piattaforme. Fino all’altro ieri, nuovi pozzi e nuove piattaforme entro le 12 miglia potevano essere realizzati solo se già previsti dal programma di sviluppo originario. Ora chi ha la concessione può farci sostanzialmente quello che vuole per tutta la vita utile del giacimento”. Per le tre associazioni ambientaliste è gravissimo che il governo proceda in questo modo su una questione così delicata, escludendo il Parlamento e non tenendo minimamente conto della volontà chiarissima espressa da 15 milioni di italiani nonostante il mancato raggiungimento del quorum al referendum contro le trivelle.

PARCO DEGLI IBLEI, SI RICOMINCIA

download (1)Dopo che nei giorni scorsi la senatrice del Pd, Venera Padua, ha trasmesso una interrogazione al ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio riguardante la procedura dell’iter costitutivo del Parco degli Iblei, cominciano ad arrivare le prime risposte. La direzione generale del ministero, infatti, ha comunicato alla senatrice che è opportuno mettere un punto fermo sulla vicenda ma che per far questo è indispensabile ripartire dal basso, vale a dire dalle procedure messe in atto dagli enti territoriali locali. Per questa ragione, raccogliendo anche la disponibilità del commissario straordinario del Libero consorzio comunale, Dario Cartabellotta, è stato possibile convocare per lunedì 13 marzo un incontro a cui parteciperanno tutti gli enti interessati per fare in modo che siano cristallizzate le esigenze rispetto all’iter in corso e che lo stesso possa essere avviato con un certo slancio sino alla sua conclusione naturale. “D’altronde – commenta la senatrice Padua – non si comprende come, mentre per altri parchi nazionali istituiti in Sicilia sia stato possibile arrivare alla fine della procedura, per quello degli Iblei la fase di stand by ha determinato scompensi tali da rendere necessario un intervento di sollecito. Dopo anni e anni di battaglie, grazie anche all’attività di pungolo propositivo portata avanti dalle associazioni ambientaliste, la procedura per la creazione del Parco è comunque andata avanti, nonostante le numerose difficoltà di carattere burocratico. Il Parco è anche destinato a rappresentare un’importante sfida verso un’economia sostenibile, forse l’unica praticabile per un’agricoltura colpita dalla globalizzazione che solo nella qualità può trovare una via d’uscita alla crisi economica. Ecco perché questo appuntamento in programma è di certo da leggere come un passo indispensabile verso la direzione da tutti auspicata”.

LEGAMBIENTE VIGILA SU PUNTA BRACCETTO

camping-luminosoNei giorni scorsi Legambiente ha ricevuto una segnalazione dello svolgimento di lavori di ristrutturazione edilizia con demolizione e ricostruzione di un fabbricato a Punta Braccetto in via Delia. Il fabbricato è stato demolito e sono già stati realizzati lavori di sbancamento e fosse imhoff. Tali opere si stanno svolgendo all’interno del paesaggio locale 6m “Paesaggio costiero del SIC Randello, Punta Braccetto, Branco Piccolo-Passo Marinaro, Canalotti.” con livello di Tutela 3 del Piano Paesaggistico ad una distanza di circa 50 mt dalla costa. L’assocxiazione ambientalistica spiega: “In questa  area è esclusa ogni tipo di edificazione, e sono consentite ristrutturazioni edilizie esclusivamente su edifici che non necessitino dell’apertura di nuove piste, strade e piazzali, che prevedano opere volte alla riqualificazione e riconfigurazione di eventuali detrattori paesaggistici e i cui progetti rientrino, comunque, nella sagoma, perimetri ed altezze rispetto alla precedente conformazione edilizia, escludendo aspetti esteriori, forme e tipologie costruttive incompatibili con la tutela dei valori paesaggistico-precettivi. Considerato che Legambiente nel recente passato si è imbattuta in progetti di demolizione e ricostruzione in area di tutela paesaggistica corretti nelle carte presentate , ma sostanzialmente illegali, abbiamo chiesto agli organi competenti di controllare e verificare se i lavori in questione si stanno svolgendo nel pieno rispetto delle normative urbanistiche e dei vincoli paesaggistici vigenti”.

Legambiente Sicilia: “Con un emendamento osceno il governo Crocetta vuole cancellare i piani paesaggistici”

imagesQuesta la dichiarazione di Gianfranco Zanna, presidente regionale di Legambiente Sicilia. “Nello squallido assalto alle ultime norme elettorali che si sta consumando all’Ars, in particolare per opera del governo, il presidente Crocetta, insieme agli assessori Contrafatto e Croce, hanno presentato un emendamento osceno che cancella di fatto i piani paesaggistici, peraltro non sottoscritto dall’assessore ai Beni culturali Vermiglio. Una proposta palesemente incostituzionale, che, siamo certi, il presidente Ardizzone, qualora arrivasse in Aula, non potrà che dichiarare inammissibile, ma, così come quella dell’estate scorsa sulla sanatoria delle case abusive entro la fascia dei 150 metri, continuerà a far parlare in pessimo modo della Sicilia e della sua squalificata e inqualificabile classe dirigente. L’ennesima vergogna, un’altra ragione in più per non sentirsi degni di essere siciliani”. La norma è gravissima e palesemente incostituzionale. “Prevede – spiega Zanna – una deroga generalizzata per le opere di “pubblica utilità” che per legge sono tutte le opere pubbliche più le opere private o di concessionari di servizi e lavori pubblici che possono essere dichiarate tali (un elettrodotto, un porto turistico, un parcheggio, una discarica, un inceneritore, ecc). Interviene a ritroso pure su opere per cui si sono definiti i provvedimenti di diniego per contrasto con i piani recentemente approvati.Preannunciamo la richiesta di impugnativa al Governo nazionale”.

 

M’ILLUMINO DI MENO

millumino-di-meno-2017-banner-fb2Il Comune di Ragusa aderisce anche quest’anno all’iniziativa “M’illumino di meno”, campagna di sensibilizzazione sulla razionalizzazione dei consumi energetici ideata da Caterpillar, storico programma  di Radio2 Rai. Il 24 febbraio prossimo, giornata in cui si concluderà tale campagna, le città italiane che partecipano all’iniziativa, con un simbolico “silenzio energetico”, spegneranno l’illuminazione di uno o più monumenti. La sera del 24 febbraio dovranno essere spenti i fari che illuminano i prospetti sia della sede centrale di Palazzo di Città, sia della Cattedrale di San Giovanni Battista.

LEGAMBIENTE RAGUSA PARLA DELLA GARA PER I RIFIUTI DEL CAPOLUOGO

IMG_74_1048^Raccolta rifiutiQuesta l’interessante riflessione di Legambiente Ragusa sulla gara per i rifiuti espletata dall’amministrazione Piccitto. “Con la pubblicazione dell’assegnazione provvisoria della gara sui rifiuti si avvicina sempre più , probabilmente subito dopo l’estate, il cambio radicale nella gestione dei rifiuti a Ragusa. Raccolta differenziata al 70% , con meno rifiuti in discarica e meno costi di smaltimento, e l’introduzione dal 2018 della tariffazione puntuale con la quale ogni cittadini e operatore economico pagherà in base ai rifiuti prodotti e non più in relazione alla superficie dell’abitazione/attività produttiva. Sempre che tutti facciano la loro parte. A partire dalla cooperativa Ciclat di Ravenna, impresa partecipante all’ATI che ha per il momento vinto la gara,  che dovrà gestire direttamente la raccolta integrata dei rifiuti, mentre le altre due ditte dell’ATI, l’impresa Busso e la IGM di Siracusa, dovranno occuparsi dello spazzamento stradale e dei servizi aggiuntivi. Infatti queste ultime non possiedevano i requisiti tecnici per partecipare alla gara ( aver raggiunto il 45% di raccolta differenziata in comuni grandi almeno come Ragusa ) e hanno dovuto farseli prestare dalla Ciclat. Ma il prestito , dicono il Consiglio di Stato e l’ANAC non può avere un « mero valore astratto», ma è necessario, che risulti con chiarezza che l’impresa ausiliaria ( Ciclat ) presti realmente alle imprese ausiliate ( Busso e IGM ) «le proprie risorse e il proprio apparato organizzativo, la propria  esperienza in tutte le parti che giustificano l’attribuzione del requisito ( mezzi, personale, direttore tecnico, prassi e tutti gli altri elementi aziendali qualificanti)» La Ciclat dovrà  assumere conseguentemente anche una responsabilità verso la stazione appaltante, il Comune di Ragusa, per quanto attiene la corretta esecuzione del contratto. Da questo punto di vista aspettiamo che anche il Comune di Ragusa faccia la sua parte creando un gruppo di controllori di almeno 20 unità, di cui almeno 5 tra  vigili urbani e vigili ambientali, adibiti  al controllo del comportamento dei cittadini, ma soprattutto  pubblicando urgentemente la gara per l’individuazione del Direttore Esecuzione del Contratto, ad oggi in fortissimo ritardo, la cui figura è fondamentale soprattutto nella fase di avvio dell’appalto. Il direttore è il guardiano del servizio, colui che controlla per conto del Comune se la ditta non esegue o esegue male o esegue parzialmente il contratto. Soggetto importantissimo alla luce del ribasso d’asta proposto dalle ditte vincitrici, oltre il 7% pari a circa 750.000 €/anno. Infatti sorge il legittimo dubbio che la somma che pagherà il comune per il servizio , al netto del ribasso, non sia sufficiente ad eseguire l’appalto a regola d’arte. Il dubbio sorge anche, ma non solo, leggendo le intercettazioni ambientali relative all’operazione Penelope che coinvolge il proprietario della società di rifiuti GeoAmbiente/ CleanUp presente anche in provincia di Ragusa,  il quale affermava che per vincere le gare faceva ribassi fuori mercato  con l’obiettivo di recuperare le perdite negli anni successivi con una gestione che non rispettava il capitolato d’appalto fornendo ai comuni servizi scadenti o non fornendoli affatto contando su controlli benevoli o assenti. E non sono casi che accadono solo in Calabria”.

NO ALLA CEMENTIFICAZIONE – SI ALLA RIQUALIFICAZIONE! UNA DUE GIORNI AL PANTANO DI MARINA DI MODICA

ipsica-passeggiata-ecologica-tra-i-pantani-410Pantano di punta Regilione, via del Laghetto, Marina di Modica. Avvistamenti avifaunistici, visita guidata, educazione ambientale, blitz contro l’edificazione di una struttura turistica sula duna prospiciente la zona umida. E’ questo il programma della due giorni che si svolgerà presso il Pantano di Marina di Modica nelle date del 4 e 5 febbraio 2017, in occasione della giornata mondiale delle zone umide. Il pantano infatti è un’area umida della costa della provincia di Ragusa, situato all’interno del Sito di Importanza Comunitaria. L’area è di notevole interesse in quanto rappresenta un sistema naturale costiero tipico della Sicilia Sud-Orientale, con le relative flora e fauna. Purtroppo tale sistema è stato oggetto di un’intensa cementificazione che continua ancora adesso con l’edificazione di una struttura turistica sulla principale duna prospiciente l’area umida. In relazione a ciò Legambiente si è già più volte mobilitata, contro tale scempio spacciato per sviluppo turistico, anche presentando un esposto agli enti interessati. La rinnovata attenzione ha tra l’altro portato alla individuazione da parte di biologi e volontari dell’associazione di una prima nidificazione di Pollo sultano. Oltre a Legambiente Modica, Legambiente Ragusa e Legambiente Ispica aderiscono all’iniziativa anche Legambiente Siracusa e Legambiente Catania.

Riutilizzo dei rifiuti inerti provenienti da attività di costruzione e demolizione, un convegno alla Cna di Ragusa

downloadIl tema del riutilizzo dei rifiuti inerti provenienti da attività di costruzione e demolizione è di centrale importanza ai fini del soddisfacimento delle direttive europee in materia di riciclaggio e del raggiungimento dell’obiettivo Ue di riutilizzo inerti da costruzione e demolizione del 70% entro il 2020. Sono questi alcuni degli spunti di riflessione che saranno trattati nel corso del convegno “I rifiuti inerti provenienti dalle attività di costruzione e demolizione. Da problema ad opportunità per le imprese e la Pubblica amministrazione” promosso dalla Cna territoriale di Ragusa in collaborazione con il Libero consorzio comunale di Ragusa e l’Università degli studi di Catania oltre all’adesione dei Comuni di Acate, Comiso, Giarratana, Ispica, Modica, Monterosso Almo, Santa Croce Camerina, Scicli e Vittoria. L’appuntamento è in programma questo giovedì 2 febbraio, alle 18,30, nella sala conferenze Pippo Tumino di via Psaumida 38 (sede territoriale Cna) a Ragusa. Ad aprire i lavori sarà il presidente della Cna territoriale di Ragusa Giuseppe Santocono con Dario Cartabellotta, commissario straordinario del Libero consorzio. A tenere la relazione sul tema “La filiera del riciclaggio, recupero e smaltimento dei rifiuti inerti provenienti da attività di costruzione e demolizione” sarà Loredana Contrafatto, professore associato dell’Università di Catania, dipartimento di Ingegneria civile e Architettura, sezione di ingegneria strutturale.

RAGUSA, IL CENTRO COMUNALE DI RACCOLTA DI VIA PAESTUM APERTO ANCHE IL SABATO POMERIGGIO

 

download (1)Il Centro Comunale di Raccolta di Via Paestum  dal 4 febbraio prossimo sarà aperto ogni sabato dalle ore 15 alle ore 17. A darne comunicazione è l’assessore all’energia ed ambiente Antonio Zanotto che dichiara: “ L’apertura pomeridiana  ogni sabato pomeriggio del Centro Comunale di Raccolta di via Paestum, faciliterà ulteriormente i cittadini che anche in tale giornata prefestiva potranno conferire i vari rifiuti”.

 

Legambiente Ispica al fianco dei Tedeschi per la salvagardia dei Pantani Cuba e Longarini

 

downloadNel 2013 la fondazione Stiftung Pro Artenvielfalt (in italiano: “Fondazione per la biodiversità”), con sede a Bielefeld in Germania, ha acquistato ben 104 ettari ricadenti nell’area umida di Pantano Cuba, al confine con il territorio di Ispica, allo scopo di salvaguardarne le specie vegetali ed animali, perennemente minacciate da attività antropiche ad alto impatto ecologico, quando non addirittura criminali (abusivismo edilizio, bracconaggio, abbandono di rifiuti etc.). Appreso dell’operazione dagli organi di stampa, i soci del circolo Legambiente “Sikelion” hanno subito tenuto ad incontrare il vertice dell’ente teutonico, Roland Tischbier, insieme ad alcuni suoi collaboratori, già impegnati in interventi di bonifica, pulizia e recinzione. Il presidente Tischbier ha parlato degli interventi già effettuati e di quelli ancora in programma, tra cui l’acquisto del limitrofo Pantano Longarini. Alla domanda su cosa abbia indotto ben 29 mila famiglie tedesche ad investire nella tutela di un’area lontanissima casa loro, Tischbier ha ammesso che probabilmente nessuno di tali benefattori visiterà mai i Pantani del Sudest siciliano, ma che altrettanto probabilmente essi saranno ripagati, ogni primavera, dal canto degli uccelli nei loro giardini. Com’è noto, infatti, lo specchio d’acqua pachinese (insieme a quelli ispicesi) consente la sopravvivenza di milioni di uccelli migratori. Al termine, gli esponenti della Fondazione hanno chiesto a Legambiente di entrare a far parte della schiera di coloro che già collaborano con essa a livello locale, tra cui la dott.ssa Egle Gambino (responsabile della Lipu di Ragusa).

 

 

Alluvioni: disastri innaturali

cava ispica2Una gestione sbagliata del territorio e la scarsa considerazione delle aree considerate ad elevato rischio idrogeologico, la mancanza di adeguati sistemi di allertamento e piani di emergenza per mettere in salvo la popolazione, insieme ad un territorio che non è più in grado di ricevere precipitazioni così intense, sono i fattori che trasformato un violento temporale in tragedia. Scrive Legambiente dopo l’alluvione di Modica: “Le calamità che hanno colpito la Sicilia negli anni scorsi, provocando purtroppo molte vittime e danni rilevanti, testimoniano di quanto sia urgente e prioritario intervenire cambiando radicalmente le modalità di gestione del territorio, evitando di costruire nelle aree a rischio, delocalizzando, dove possibile, le strutture presenti in zone ad elevato pericolo di frane e alluvioni e pianificando interventi di messa in sicurezza seri che non siano alibi per continuare ad edificare, ma che sappiano rispettare la naturalità dei corsi e dei versanti montuosi. Questi fatti mettono in luce come il territorio siciliano sia sempre più fragile: ormai semplici temporali, anche non particolarmente intensi, possono provocare nel migliore dei casi allagamenti e disagi alla popolazione, ma anche vere e proprie tragedie. L’abusivismo e ma soprattutto la pesante urbanizzazione che ha subito e subisce la regione, in particolare lungo i fiumi, i torrenti e le fiumare, ma anche in aree dissestate e in prossimità di versanti franosi, appare come la problematica principale con cui oggi è improrogabile fare con serietà i conti. La provincia di Ragusa non sfugge a questo desolante quadro. Non c’è manutenzione dei canali nell’Ispicese , si è costruito dentro i torrenti ad alto rischio a Modica anche se le carte, rassicuravano. Ed ora gli stessi che hanno causato il disastro chiedono che la regione paghi i danni”. Legambiente chiede con forza che si apra un’inchiesta su via Fontana e sul disastro che l’ha devastata perché eventi come quello del 23 gennaio rimangano semplici fenomeni naturali e non si trasformino in situazioni che mettono a rischio la vita delle persone .

IL POLLO SULTANO PRENDE CASA AI PANTANI DI MARINA DI MODICA

PolloSridHa fatto recentemente la sua comparsa al Pantano del Maganuco, ma ha poi scelto come sito di riproduzione il vicino Pantano di Marina di Modica. Stiamo parlando del Pollo sultano, una specie estintasi in Sicilia negli anni ’60 e riapparsa dopo lungo tempo in varie località dell’isola a seguito di un programma di reintroduzione. Lo annuncia Legambiente che spiega: “Adesso quindi la popolazione siciliana si arricchisce di nuovi individui in un nuovo sito. Infatti una coppia di adulti con due individui giovani è stata osservata e monitorata da nostri biologi e volontari. La segnalazione è stata di recente pubblicata sulla rivista Il Naturalista Siciliano della Società Siciliana di Scienze Naturali. “Ritenevamo che quella che, evidentemente, era una coppia si potesse insediare al Maganuco” afferma il Biologo Antonino Duchi, autore della segnalazione “ma non avendo più osservato gli individui abbiamo spostato la nostra attenzione nella vicina zona umida di Marina di Modica, ed è stata una scelta vincente. Verosimilmente la siccità dell’anno scorso ha spinto gli individui a cercare un sito più adatto per la riproduzione, che è stato trovato in un ambiente dove la presenza idrica era più adeguata. Che ci fosse qualcosa di particolarmente interessante è stato dapprima suggerito dall’osservazione di individui adulti che prelevavano foglie di canna e si addentravano nel canneto. Poi si è avuta la conferma: successivamente infatti sono stati osservati due individui nati di recente, insieme ai genitori. Con binocoli e potenti cannocchiali è stato quindi possibile seguire le fasi dello sviluppo, dai primi incerti passi all’alimentazione insieme agli adulti, all’accrescimento ed all’acquisizione mano a mano di un piumaggio simile a quello degli adulti”. L’insediamento di questa specie rappresenta un ulteriore valore aggiunto ad un ambiente di grande interesse naturalistico, tale da essere incluso come Sito di Importanza Comunitaria nella rete di aree naturalistiche della Comunità Europea, che andrebbe intelligentemente riqualificato e valorizzato. “Peccato invece – sottolinea Legambiente – che l’area sia deturpata da una cementificazione selvaggia, che purtroppo scandalosamente continua ancora oggi, con la costruzione di una struttura turistica proprio in cima alla più importante duna: uno sfregio naturalistico e paesaggistico indegno di un paese civile”.

Scicli, la decisione del Tar sulla piattaforma dei rifiuti a Cuturi, ma la città aveva detto no

downloadL’Acif vince il ricorso al Tar contro la Regione riguardo il progetto di ampliamento della Piattaforma rifiuti da 200 mila tonnellate in contrada Cuturi. Il Tribunale Amministrativo ha accolto quindi le  richieste del legale dell’azienda sciclitana rimettendo, di fatto, in discussione la vicenda. L’azienda potrà continuare ad operare. “Rispetto al passato – ha dichiarato Giovanni Scifom presidente del Comitato per la tutela della salute e dell’ambiente, siamo più sereni perchè sappiamo che stavolta possiamo contare su una amministrazione che si è dichiarata apertamente contro questo impianto”. Interviene sulla questione il deputato regionale Orazio Ragusa. “Ci sono due ordini di fattori che occorre considerare – sottolinea il deputato regionale – da un lato il fatto che Scicli ha ormai da qualche tempo indirizzato la propria crescita verso il turismo e la valorizzazione dei beni culturali. Quindi, l’insediamento di una piattaforma di rifiuti mal si configurerebbe con tutto quello che c’è attorno. Ma, a prescindere dalle decisioni del Tar e da qualsiasi altra motivazione, la città, nei mesi scorsi, si è espressa in maniera democratica, con migliaia di persone che, a gran voce, hanno opposto il proprio rifiuto a tale ipotesi. La collettività ha chiesto in maniera coesa e univoca che questa piattaforma non si realizzi. Di cos’altro c’è di bisogno?”

 Osservazioni di Legambiente – Edison triplica l’impianto di trivellazione della piattaforma Vega B difronte alla costa iblea, da quattro a dodici pozzi

 

politica-abruzzo_rapporto-legambiente-sul-consumo-di-suolo-in-abruzzo1Riceviamo e pubblichiamo: “Incurante del fatto che a causa del cambiamento climatico provocato dall’uso del petrolio i ghiacci artici si sciolgono a un ritmo più veloce del passato innalzando il livello del mare (al Polo Nord a novembre si sono registrati valori mensili di 10 °C superiori rispetto alla media e a Natale in alcune parti dell’Artico si sono raggiunti valori di 20 °C oltre la norma), che a  Palermo addirittura manca l’acqua a capodanno perché in Sicilia piove sempre di meno, e che il riscaldamento globale aumenta i rischi ambientali per la popolazione civile, Edison vuole triplicare i pozzi della piattaforma Vega B con la quale vuole estrarre petrolio nel mare ibleo. Eppure – sostiene Claudio Conti del direttivo regionale Legambiente – proprio sull’area del campo Vega è presente una delle più importanti strutture tettoniche dell’area iblea, la Linea di Scicli, rappresentata da una faglia orientata NNE-SSW che è considerata attiva anche per la presenza di vulcani di fango sul fondale marino, e le trivellazioni potrebbero scatenare terremoti. Ma non è soltanto questo a preoccupare Legambiente: l’area dove sarà ubicata la costruenda piattaforma Vega B rientra all’interno della fascia di protezione delle dodici miglia dal sito di interesse comunitario “Fondali Foce del Fiume Irminio” all’interno della quale sono interdette le trivellazioni. Solleva infine forti perplessità  il livello di progettazione che sembra non in linea con le esigenze richieste da una istruttoria di Valutazione di Impatto Ambientale. Il progetto di trivellazione non è in grado  di fornire ogni informazione utile alla corretta valutazione degli impatti ambientali e l’elaborato proposto è soltanto un’idea progettuale ancorché estremamente elaborata. Per tali motivi, ma anche per altri, Legambiente Ragusa ha presentato le osservazioni alla Valutazione di Impatto Ambientale al Progetto Vega B per dire ancora una volta basta alla ricerche di petrolio nelle nostre acque. Fa piacere che insieme a Legambiente ha presentato le osservazioni , oltre alla ex Provincia di Ragusa sempre presente con i suoi pareri sui progetti di  trivellazioni, anche il comune di Scicli dando un segnale positivo della sensibilità ambientale della nuova amministrazione. Sorprende invece l’assenza del comune di Ragusa notoriamente amministrazione No Triv”.  Firmato Circolo Il Carrubo Legambiente Ragusa

RANDELLO DIMENTICATA, MA C’E’ UNA PROMESSA DA PARTE DEI CINQUESTELLE

1926655_1429204407342563_5703656247284148521_nUna delegazione di turisti Nazionali e Esteri ospiti del campeggio Scarabeo di Punta Braccetto,  sono stati accolti dall’assessore all’ambiente del Comune di Ragusa, Antonio Zanotto.  Nel corso dell’incontro hanno consegnato una lettera sottoscritta da un centinaio di persone  allo scopo di sensibilizzare e manifestare il loro interesse verso l’ambiente che li ospita, in particolare la Riserva Randello. Nelle scorse settimane la spiaggia era stata ripulita, da volontari, tornando dignitosa oltre che meravigliosa. L’assessore ha promesso che si adopererà per garantire il servizio di pulizia mediante mezzi meccanici per la stagione invernale per alleviare la massa dei rifiuti portata dalle mareggiate. “Speriamo che il lido di Randello non venga più dimenticato” – scrivono i turisti.

Bocciate  le piattaforme di petrolio della Schlumberger davanti alla costa ragusana

petizione-airgunLegambiente Sicilia esprime soddisfazione per la decisione del Ministero dell’Ambiente che ha espresso parere negativo all’indagine geofisica con l’utilizzo dell’airgun  nell’area marina compresa tra Scoglitti e Portopalo di Capo Passero di fronte alla costa iblea. Questo risultato è stato ottenuto grazie alle associazioni ambientaliste e al movimento NoTriv, nonché alle amministrazioni locali e a privati cittadini che hanno presentato dettagliate osservazioni alla procedura di VIA, ma anche alle 75.000 firme a sostegno della petizione di Legambiente “Stop airgun e gli interessi delle grandi compagnie petrolifere”. E’ il secondo progetto bocciato davanti alle coste ragusane dopo quello della Transunion . L’airgun è il metodo di ricerca più utilizzato nel settore delle attività estrattive per la sua capacità di fornire un rilievo dettagliato e affidabile della stratigrafia dei fondali marini. Il meccanismo prevede il rapido rilascio di aria compressa che, producendo una bolla che si propaga nell’acqua, genera onde a bassa frequenza. Il rumore prodotto da un airgun è pari a 100.000 volte quello di un motore di un jet. Questa tecnica può provocare danni alla fauna marina causando alterazioni comportamentali, talvolta letali, in specie marine assai diverse, in particolare per i cetacei, fino a chilometri di distanza. Si sono verificati, anche di recente, diversi casi di spiaggiamento di cetacei e studi hanno accertato la connessione con le ricerche petrolifere attraverso airgun attive nell’area. E ciò senza calcolare i danni economici alle attività di pesca e per l’economia locale.

 

 

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