22-05-2019
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Archivio della categoria: Ambiente

RAGUSA EMERGENZA IDRICA DALLA PROSSIMA SETTIMANA TORNA L’ACQUA MA NON SARA’ POTABILE

autobotteGià la prossima settimana l’acqua della condotta idrica di Ragusa potrebbe essere dichiarata non potabile. Solo così sarà possibile riaprire almeno il pozzo B chiuso da quasi due mesi con gravissimi disagi per una vasta fetta della popolazione. Per il B1 si dovrebbe approfondire ancora la questione. Ieri mattina, in Prefettura, si é tenuto un nuovo vertice tra Asp e Comune per esaminare la questione. Il direttore sanitario dell’Azienda sanitaria ha chiuso in buona sostanza le porte ad ogni speranza. “Ci hanno spiegato – afferma Margherita Rizza, commissario di Palazzo dell’Aquila – che ci sono giorni in cui l’acqua é buona, anche molto buona. Ma altri in cui non lo é. Lo stato di inquinamento ambientale é tale da far ritenere quei pozzi ormai compromessi. In ogni caso si stanno effettuando ancora delle analisi approfondite, ma ci prenderemo al massimo qualche giorno prima della decisione. L’orientamento nostro é sempre più vicino alla riapertura dei pozzi dichiarando però la non potabilità dell’acqua dell’intera condotta idrica comunale, perché tecnicamente non é possibile escluderne una parte”. Le analisi continueranno, ma sarà difficile che avvenga il “miracolo”, anche perché – come spiegato dai tecnici – quei pozzi non sono, per così dire, più “affidabili”. Per questo l’Asp ha suggerito l’uso di un potabilizzatore o un sistema con un pre-filtro per bloccare eventuali spore. Ma la soluzione non sarebbe attuabile, almeno nell’immediato, e così si opterà per dare intanto l’acqua non potabile. La Rizza assicura che sarà effettuata una campagna di comunicazione per i cittadini, mentre non ci sarebbe una norma che imponga ai Comuni di effettuare sconti sulla bolletta. Quella, quindi, dovrà essere una scelta politica dell’amministrazione. Si stanno anche ultimando i progetti per la realizzazione di nuovi pozzi a monte, nella speranza di ottenere i finanziamenti dalla Regione. Attualmente per gestire l’emergenza ci sono in servizio solo quatto autobotti (due del Comune, una dei Vigili del fuoco ed una della Forestale). Tuttavia, per complicare le cose, ci si é messo una guasto Telecom ai telefoni di Palazzo dell’Aquila, quindi per chiedere l’invio di un’auto botte si può solo ricorrere alla mail [email protected] Sull’argomento interviene Giorgio Mitabella, capogruppo del Pid in consiglio comunale, il quale suggerisce alla Rizza di chieder un “intervento immediato alla Protezione Civile regionale. Gli uffici regionali della Protezione Civile potrebbero venire incontro alle esigenze del territorio ragusano, magari trasferendo in sede, pro tempore, i mezzi necessari”.

CARTELLONI E SPORCIZIA

E’ un cittadino a fare la segnalazione: cartelloni pubblicitari che deturpano l’ambiente. Un problema diffuso nel capoluogo, problema al quale non si riesce a dare una soluzione. Sotto i cartelloni ci sono vere e proprie discariche. “Non esiste una regola per fermare questo scempio?” – si chiede il cittadino. Ad oggi, evidentemente, non si è riusciti a risolvere il problema, imponendo le rimozione dei vecchi manifesti.
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Cinghiali scambiati per orsi: accadde anni fa alla Diga S. Rosalia

Il protagonista è ormai defunto. Un anziano di Ragusa, un giorno di molti anni fa, mentre si trovava a spasso nel bosco che cinge la diga Santa Rosalia, si prese un grande spavento. Al vecchio parve di vedere un orso, fra gli alberi vicini all’invaso di acqua. E invece altro non era che un cinghiale. I cinghiali sono apparsi per primi proprio nel territorio di Giarratana, e da allora si sono insediati lungo tutto il corso del fiume Irminio, nei luoghi della diga di Santa Rosalia, sino a raggiungere la lontana riserva naturale Macchia foresta dell’Irminio. E’ probabile che quanto accadde allora, a quell’anziano, si sia ripetuto venerdì scorso, al romeno che durante una raccolta di asparagi in contrada Cassarello, in territorio di Chiaramonte Gulfi, ha creduto di aver visto un orso di medie dimensioni. “La presenza di orsi nel territorio ibleo è assolutamente esclusa – spiega il biologo Antonino Duchi – e a meno che, cosa assolutamente improbabile, non si tratti di un orso fuggito a qualche cittadino che lo teneva inconscientemente e irresponsabilmente con sé, direi che è molto più probabile che quanto accaduto al signore romeno sia stato semplicemente l’avvistamento di un grosso cinghiale”.
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ORSO AVVISTATO A CHIARAMONTE, ORGANIZZATA BATTUTA DI CACCIA

ChiaramonteUna battuta di caccia per verificare la segnalazione, fatta venerdì scorso da un cittadino rumeno, relativa alla presenza di un orso nella zona di Coffa. L’uomo ha detto di avere avvistato, mentre raccoglieva asparagi, in contrada “Cassarello”, un orso di medie dimensioni. Lunedì pomeriggio è stata organizzata la battuta di caccia da parte di Carabinieri, Corpo Forestale e Vigili urbani.

CAMBIAMO RAGUSA

ambienteMercoledì 6 Marzo dalle 15,30 alle 17,30 ospitato dall’Auditorium del Liceo Scientifico Fermi di Ragusa, avrà luogo un incontro informativo sulle tematiche della Green Economy organizzato dall’associazione civica CambiamoRagusa. Il corso avrà un taglio divulgativo: i relatori faranno uso di strumenti informatici, i partecipanti potranno proporre domande e richieste di chiarimenti. Per info: www.cambiamoragusa.it

RAGUSA SENZ’ACQUA E SENZA AUTOBOTTI

A 43 giorni dell’inizio dell’emergenza idrica, la situazione va tutt’altro che a migliorare. Cittadini ormai esasperati e costretti a far fronte di tasca propria per acquistare l’acqua con le autobotti. Se nei primi giorni dopo la chiusura dei pozzi B e B1, si era approntato un sistema di distribuzione idrica con autobotti che vedeva in campo nove automezzi, ad oggi le risorse a disposizione sono calate in modo esponenziale. Da nove a tre autobotti a disposizione, tant’è che la Protezione Civile, nella giornata di ieri, ha utilizzato i mezzi a disposizione solo per strutture particolari come le case di cura. I nove mezzi a disposizione erano stati “racimolati” in questo modo: due dei Vigili del Fuoco, due della Forestale, due di privati (con la somma urgenza precettati e pagati dal Comune), e tre del Comune. Quelle di proprietà dell’Ente, però, si sono deteriorate a tal punto da doverle fermare per interventi di manutenzione. Da qualche giorno anche una delle due messe a disposizione della Forestale si è fermata, perchè pare che il Corpo Forestale non abbia le risorse necessarie per garantire i turni del personale che deve guidare il mezzo. Le due dei privati non vengono più impiegate perchè, a quanto pare, sono terminati i soldi stanziati nella fase iniziale. Risultato? Ci sono soltanto tre autobotti in circolazione: due dei vigili del fuoco e una della Forestale. La situazione, già drammatica con l’utilizzo di nove mezzi, non può che peggiorare. Le tre autobotti del Comune saranno aggiustate, c’è stato anche uno stanziamento di 7.619,49 euro, ma non si sa quando saranno nuovamente fruibili. E in ogni caso, aggiunte alle tre a disposizione ad oggi, il numero risulterà sempre enormemente inferiore alle richieste di prezioso liquido. L’acqua che arriva dall’Asi è quasi ininfluente, e la possibilità che la soluzione arrivi – ossia che i pozzi vengano riaperti – è sempre più lontana. Si parla di un nuovo incontro tra Comune e Asp, alla fine della prossima settimana. Le telefonate con richiesta d’aiuto continuano ad arrivare alla Protezione civile, che tuttavia non può dare risposta alcuna non avendo i mezzi e, come detto, dovendosi limitare a inviare quelli a disposizione nelle strutture che ospitano categoria protette. “Se nell’arco di una decina di giorni la situazione non sarà rientrata alla normalità e se non ci diranno, soprattuto, qual è la reale situazione, consegneremo i nostri certificati elettorali al Comune”. Monta la protesta tra le migliaia di cittadini senz’acqua da un mese e mezzo. Giovanni Tumino abita in via Cesare Terranova, una delle zone più colpite dall’emergenza idrica. “Fino alla settimana scorsa – spiega – qualche autobotte del Comune arrivava. Poca cosa, 6-7 mila litri d’acqua per 14 famiglie. Da una settimana non arriva nemmeno quella. Siamo quindi costretti ad acquistare l’acqua due volte a settimana, per un costo di 160 euro. Ne abbiamo già comprate sette. Chi ci rimborsa queste spese? Non solo dobbiamo subire questo gravissimo disagio, e per giunta nessuno ci dice quanto ancora dobbiamo aspettare, come si risolverà questa situazione. Noi aspetteremo fino al 10 – 12 marzo, poi faremo questa azione di protesta”. Martedì, alle 17,30, alla sala Avis, ci sarà un incontro sul tema, dal titolo “Acqua di casa mia. Quello che dobbiamo sapere (e che possiamo fare)”. L’iniziativa è promossa dal Movimento “Città”. Interverranno esperti in idrogeologia e chimica, oltre ai rappresentanti del Movimento.

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UNA NUOVA COLATA DI CEMENTO NELLA CAMPAGNA RAGUSANA?

legambienteLegambiente interviene su uno dei tanti problemi lasciatici in eredità dall’amministrazione Dipasquale, il cosiddetto Lodo Torrieri (una interpretazione data dal dirigente all’urbanistica dell’ex sindaco riguardo la possibilità di costruire in terreni agricoli). Scrive Legambiente: “Apprendiamo dalla stampa che il responsabile del settore edilizia privata del comune di Ragusa, per superare il blocco delle concessioni relative a fabbricati residenziali in zona agricola dovuto ai pareri dell’avvocatura comunale e alle inchieste della magistratura, si appresta a chiedere al consiglio comunale una interpretazione autentica delle norme tecniche di attuazione del Prg. Il consiglio comunale che dovrà esprimere un parere – scrive Legambiente – dovrà tenere però conto che non potrà dare interpretazioni originali ma dovrà attenersi alle norme e alla giurisprudenza esistenti. In primo luogo alle norme del piano paesaggistico non derogabili, prevalenti, aplicabili in attesa di adeguamenti urbanistici e vincolanti. Quindi bisogna rispettare – ricorda Legambiente – quanto affermato dall’art. 42 del Piano Paesaggistico per il quale le costruzioni in zona agricola devono essere esclusivamente finalizzate alla conduzione agricola del fondo con preventiva asseverazione da parte dell’Ispettorato Agrario o altro ente preposto. In secondo luogo – ricorda Legambiente – bisogna riferirsi alla corrente giurisprudenza sia del Consiglio di Stato, che del Tar e da ultima della Corte di Cassazione che ribadiscono che in zona agricola è vietato la realizzazione di costruzioni a scopo abitativo residenziale ai non agricoltori. Ancora più stringente la sentenza del Consiglio di Stato del 9/3/2012 secondo la quale tutti gli interventi e le attività che si ritengono realizzabili in zona agricola restano comunque funzionali ad un’attività tipicamente agricola o alle altre attività alla stessa intimamente connesse con esclusione, quindi, di tutto ciò che è riferibile ad altre zone individuate in sede di pianificazione del territorio comunale. Addirittura, – spiega Legambiente – la Corte di Cassazione con sentenza n. 1013/2012 dice che non basta il mero dato formale, l’essere imprenditore agricolo, per potere edificare in zona agricola, ma deve esserci una oggettiva correlazione tra immobile realizzato e conduzione del fondo. Devono cioè essere valutate le caratteristiche costruttive dell’immobile, il collegamento con le attività agricole e le coltivazioni in atto prima di rilasciare le concessioni edilizie. Ne consegue – scrive Legambiente – che l’unica presa d’atto che il consiglio comunale di Ragusa potrà fare è quella di prendere atto del parere dell’avvocatura comunale che coincide con quanto da tempo afferma Legambiente, e cioè che in zona agricola può costruire fabbricati residenziali solo l’agricoltore che dimostri oggettivamente di praticare l’attività agricola. Tra l’altro il consiglio comunale non essendo un organo tecnico, ma solo un organo politico, non può entrare nel merito dell’interpretazione giuridica, – sostiene Legambiente – per le quali il comune deve avvalersi dei propri uffici, visto che possiede al suo interno competenze specifiche. Ogni altra forzatura della procedura da parte del consiglio comunale con l’espressione di una interpretazione che permetta a tutti di costruire in zona agricola, che riteniamo illegittima, vedrà la ferma opposizione di Legambiente, – annuncia la associazione ambientalista – per evitare una ulteriore scandalosa colata di cemento sulle nostre campagne a pochi mesi dall’elezione del nuovo consiglio comunale e con un iter di revisione del PRG già iniziato. Colata di cemento che, ribadiamo, influisce negativamente anche sul sistema di circolazione idrica del nostro territorio. Sarebbe saggio ed anche opportuno – conclude Legambiente – aspettare la conclusione delle inchieste della magistratura proprio sulle costruzioni in zona agricola. Non si vede infatti il motivo di tutta questa fretta da parte del dirigente del settore edilizia privata”.

ECOCONSIGLI PER UN CORRETTO UTILIZZO DELL’ACQUA

acqua 3Ragusa, città che “naviga” sull’acqua, paradossalmente sta vivendo una pesante crisi idrica, a causa dell’incuria nella gestione del territorio e delle falde acquifere. Questo disastro ambientale può e deve essere un occasione per cambiare radicalmente il nostro rapporto con questo bene prezioso. Lo sottolinea Legambiente in una nota, con la quale invita ogni cittadino a dare il proprio contributo per un corretto utilizzo dell’acqua attraverso dei semplici ma efficaci gesti, e non dimenticando di impiegare le stesse accortezze che si usano in casa anche nei locali pubblici e nei luoghi di lavoro. Ecco l’elenco dei consigli: “Controllare di tanto in tanto il contatore a rubinetti chiusi. Una differenza anche minima significa che c’è una perdita nella rete interna. Assicurarsi che i rubinetti non abbiano perdite e chiudere bene quelli che gocciolano: un rubinetto che gocciola può produrre uno spreco annuo che va da 4.000 a 5.000 litri d’acqua. Verificare il corretto funzionamento dello sciacquone del bagno poiché è responsabile del 30% dei consumi domestici dell’acqua. E’ opportuno scegliere gli scarichi diretti a leva regolabili (consumano 3 volte meno rispetto a quelli a pulsante facendo risparmiare oltre 20.000 litri d’acqua all’anno). Non fare scorrere inutilmente l’acqua – scrive Legambiente – quando ci si lava ed evitare i getti d’acqua troppo forti. Se si lavano i piatti a mano, evitare di lasciare il rubinetto dell’acqua aperto mentre s’insaponano le stoviglie e riservare l’uso dell’acqua corrente al momento del risciacquo. Munire di frangigetto i rubinetti del bagno: il getto risulta arricchito d’aria, consentendo di risparmiare il 40% dell’acqua erogata. Utilizzare lavatrici e lavastoviglie – consiglia Legambiente – sempre a pieno carico, si potranno risparmiare 10.000 litri d’acqua all’anno, ed evitare le ore di punta per l’utilizzo di elettrodomestici. Per la igiene personale è consigliabile fare la doccia piuttosto che il bagno: i 150 litri della vasca diventano solo 30 per la doccia. Usare l’acqua con cui si lava verdura e frutta aggiunge Legambiente – per innaffiare le piante, fornendo così anche un apporto di sali minerali. L’acqua di cottura della pasta è ottima per lavare i piatti. Lavare l’auto usando l’acqua contenuta in un secchio e non quella corrente: si possono risparmiare fino a 130 litri d’acqua. Sensibilizzare l’amministrazione condominiale al controllo del consumo dell’acqua e delle perdite occulte. Limitare, l’irrigazione dei giardini innaffiandoli preferibilmente al mattino e dopo il tramonto, in modo da evitare l’evaporazione d’acqua – conclude Legambiente – che avverrebbe nelle ore più calde. Ridurre il consumo di carne e preferire una dieta a basso impatto idrico come quella mediterranea”.

La carcassa di un delfino al lido Arizza

delfino mortoLa carcassa di un delfino è stata rinvenuta giovedì mattina, intorno alle 9, presso la spiaggia di Arizza, tra Donnalucata e Cava d’Aliga. Per la rimozione si sono attivati la Asp di Ragusa, l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia, l’Istituto Zooprofilattico di Ragusa, la Protezione Civile di Scicli coordinata dal disaster manager Ignazio Fiorilla.

ESCURSIONE CAI NELLE CAVE IBLEE

caiIl Club alpino italiano sezione di Ragusa organizza per domenica 17 febbraio un’escursione sulle trazzere dell’altopiano ragusano, nel corso della quale saranno attraversate le cave Mastratto e Paradiso. La visita è di media difficoltà per la lunghezza del percorso e l’aspetto fangoso delle trazzere. La pausa pranzo è prevista in un’azienda agricola di c. da Serra del Vento. Info: 0932.228224.

Pesca novellame Legambiente e pescatori insieme per la difesa del mare

peschereccio-mareSi è concluso positivamente l’incontro al Comune di Scicli sulle problematiche della pesca e dela salvaguardia del mare e delle risorse ittiche, richiesto dalla cooperativa Santa Lucia di Donnalucata e da Legambiente “Il Carrubo” di Ragusa a seguito del recente decreto che riapre la pesca al novellame in Sicilia. I rappresentanti dei pescatori hanno espresso parere fortemente negativo sulla riapertura della pesca al novellame, che pone a grave rischio le risorse ittiche del mare ibleo, non portando alcun vantaggio all’economia locale, le cui risorse biologiche vengono razziate da pescatori di altre marinerie. Proprio a Donnalucata esiste da decenni un presidio culturale di Legambiente (il Centro di Educazione ambientale) che in questi anni ha lavorato per promuovere la cultura della difesa e tutela delle risorse ittiche del mare. Il presidente di Legambiente, il biologo Antonino Duchi ha proposto, nel corso della riunione, “l’avvio di un coordinamento dei sindaci delle città peschereccie della provincia di Ragusa per fare fronte comune contro questo scellerato decreto”.

LA FRUIZIONE DELLA VALLATA SANTA DOMENICA ANCHE “ISOLE IBLEE” PARTECIPA AL PROGETTO “INSIEME-IN-CITTA’”

Vallata Santa DomenicaAnche il parco commerciale “Isole Iblee”, insieme con gli altri due centri commerciali naturali presenti in città, “I tre ponti” e “Antica Ibla”, partecipano all’iniziativa che punta al recupero dello straordinario patrimonio ambientale rappresentato dalla vallata Santa Domenica, nel cuore di Ragusa. Aderiscono, infatti, al laboratorio “Insieme-in-Città”, nell’ambito della federazione “Una R.o.s.a. per Ragusa”, vale a dire la “Rete delle organizzazioni sociali ed associazioni”, di cui fanno parte anche Legambiente, Kalura e SpeleoClub. “Il parco commerciale Isole Iblee – dice il presidente Giovanni Corallo – ha voluto fare parte integrante del progetto che già in passato aveva cercato di riportare alla luce questa zona suggestiva e naturale che collega i due centri storici di Ragusa”. Si comincia domenica 17 febbraio con l’iniziativa denominata “La Cava Santa Domenica: un parco urbano possibile”. La partenza è fissata per le 10 di domenica prossima a piazza San Giovanni, angolo via Mariannina Coffa. Nella prima parte del percorso, fino a piazza Carmine, l’architetto del Comune Marcello Dimartino illustrerà il progetto di fattibilità del recupero della Cava Santa Domenica. Successivamente, si scenderà al Largo San Paolo percorrendo le scale di Cava Velardo, via Velardo e via Giusti. E’ prevista una sosta per il pranzo al ristorante Antica Macina. Subito dopo il dott. Giovanni Distefano illustrerà gli insediamenti preistorici insistenti sul Largo San Paolo e guiderà i partecipanti lungo il perimetro delle mura bizantine della Ragusa pre-terremoto, fino ai ruderi dietro la chiesa del Santissimo Trovato.

CORSO DI FORMAZIONE IN DIRITTO AMBIENTALE

legambienteSi terrà a Ragusa venerdì 8 marzo presso l’istituto tecnico per Geometri di v.le dei Platani 180 il Corso di Formazione in Diritto Ambientale dal titolo “Accertamenti, tecniche di indagine e reati nella tutela dell’ambiente”, organizzato da Legambiente Sicilia. Per informazioni ed iscrizioni contattare: Maria Zammito 329.5930963; regionalelegambientesicilia.com

RAGUSA, L’EMERGENZA IDRICA CONTINUA

I pozzi rimangono chiusi, l’emergenza continua. Brutte notizie al termine del vertice tenutosi giovedì mattina in Prefettura. Si dovrà attendere, probabilmente, fino a un’altra settimana per una decisione da parte dell’Asp che, insieme al Comune, ha deciso di attivare un tavolo tecnico. Al di là della disponibilità a collaborare, tuttavia, c’è la ferma volontà da parte dell’azienda sanitaria di escludere ogni remota possibilità di tracce di inquinamento. Per quanto riguarda l’aspetto chimico, la situazione è ormai rientrata nella norma, ma per quanto riguarda l’aspetto microbiologico si vuole escludere in modo categorico la presenza del protozoo Cryptosporidium. Dal canto suo il Comune non intende immettere l’acqua dandola, per buona parte della città, come non potabile. Soluzione, questa, suggerita dall’Asp. E allora si continua ad attendere. All’incontro, oltre al prefetto, Annunziato Vardè, c’erano i vertici della Forze dell’Ordina, il Procuratore della Repubblica, Carmelo Petralia, il commissario del Comune, Margherita Rizza, il dirigente dell’Arpa, Lucia Antoci. Si continua con le nove autobotti (quelle di Comune, Forestale e Vigili del Fuoco) a cercare di tamponare la situazione, ma le richieste sono centinaia. E per molte non c’è una risposta immediata. Intanto da ieri pomeriggio, sono stati ultimati i lavori per allacciare l’acquedotto comunale con quello dell’Asi. Da ieri, quindi, poco meno di venti litri d’acqua al secondo vengono immessi nella rete. Ma di acqua, per sopperire alla mancanza del prezioso liquido di quei due pozzi, ce ne vorrebbero 80 litri al secondo. Numeri che danno la dimensione dell’emergenza. Per quanto riguarda l’aspetto giudiziario, il procuratore capo spiega che saranno assunte delle decisioni, di concerto con la Polizia, i Carabinieri del Nas e la Polizia provinciale, in merito agli interventi di sequestro preventivo esecutivo già condotti nei confronti di tre aziende agricole. Petralia ha chiesto all’Arpa ed ai carabinieri del Nas di indicargli un protocollo di interventi tecnici in tema di bonifica dei siti da imporre agli allevatori. “L’obiettivo – ha detto il procuratore – è di rimettere in condizioni di legalità le aziende e non nuocere le aziende stesse. Tra gli interventi richiesti, per esempio, le operazioni di svuotamento dei serbatoi dai liquami accumulati. Tale protocollo sarà imposto agli allevatori e solo dopo esser adottato in ogni sua componente, si procederà al dissequestro delle aziende stesse”.

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ATTIVITA’ ESCURSIONISTICA DEL CAI

Il Club Alpino Italiano ancora una volta è in azione, infatti, domenica 10 febbraio realizzerà un’altra escursione lungo un percorso litoraneo, che tocca la fascia da Kamarina a Punta Braccetto. Si tratta di una camminata di media difficoltà, lunga 8 chilometri con un tempo di percorrenza di circa 6 ore, che ha inizio domenica mattino proprio dal parcheggio del Museo Archeologico. Il gruppo prosegue subito dopo verso la spiaggia sottostante la zona archeologica e va verso il rinomato villaggio turistico, fino ad attraversare, subito dopo, il ruscello Rifriscolaro proprio in riva al mare. L’escursione prosegue fra zone incontaminate e aree degradate, dovute alla speculazione edilizia confusa e disordinata degli anni passati, che lascia a distanza di anni, parecchie costruzioni in stato di abbandono e pericolanti lungo il nostro meraviglioso litorale, con conseguente deturpamento dell’ambiente. Ciò è evidente a Passo Marinaro, dove la costruzione di un fantomatico villaggio non è mai finita. Non mancano tratti di costa in ottimo stato e ancora poco contaminate dalla sporcizia e dalle discariche abusive, in via di espansione negli ultimi tempi. La camminata vedrà una pausa nell’area attrezzata della Riserva di Randello, un’oasi di natura ancora protetta, ma la cui spiaggia è in abbandono e in alcuni parti altamente sporca, con la presenza anche di plastica dismessa dalle serre della stessa contrada. Nel pomeriggio la comitiva di escursionisti concluderà la giornata di trekking sulla scogliera di Punta Braccetto, in attesa del tramonto se il tardo pomeriggio si dovesse presentare con cielo limpido e con clima mite. Per questa escursione occorrono gli scarponi da trekking, l’abbigliamento consono alla stagione in corso, uno zaino piccolo contenete l’indispensabile, e la mantella per l’eventuale pioggia.

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INQUINAMENTO POZZI E SORGENTI A RAGUSA: DISASTRO AMBIENTALE

Il grave inquinamento che da due anni colpisce le sorgenti Oro e Misericordia, e da qualche tempo anche alcuni pozzi che riforniscono di acqua potabile il Comune di Ragusa, è frutto di una malagestione non solo del sistema di approvvigionamento idrico, ma anche del territorio in cui le risorse idriche si producono. Lo sottolinea in una nota Legambiente, che sollecita la convocazione di una seduta aperta del Consiglio comunale. “Spiace notare che, a seguito del pesantissimo disastro ambientale, stiamo assistendo al solito balletto di Enti, che evidentemente non sono stati in grado di prevenirlo, enti che si incontrano in modo carbonaro, cercando di “mettere una pezza” ad una situazione che negli anni è venuta incancrenendosi. Così non si va da nessuna parte. Questo disastro ambientale (perchè di ambiente si tratta) porti almeno ad una cambio di marcia nella gestione del territorio, delle risorse idriche e dei Beni Comuni in generale. Già nel 1992, alla Conferenza Mondiale di Rio su Economia ed Ambiente, si è evidenziato che le problematiche ambientali possono essere adeguatamente risolte solo attraverso il coinvolgimento attivo – scrive Legambiente – delle comunità locali. Evidentemente a Ragusa siamo ancora 20 anni indietro: il tempo deve essersi fermato. In molte altre realtà si è andati avanti: si sono attivati dei processi di informazione alla popolazione (ad esempio attivazione del sistema Infea), di confronto, di partecipazione attiva. Si sono promossi Agende 21 locali, Contratti di fiume e quant’altro. A Ragusa (a parte il timidissimo vagito del progetto Water In Core, subito abortito) niente di tutto questo, nonostante la voglia di partecipazione e l’interesse dei cittadini – sottolinea Legambiente – si siano manifestati con la straordinaria vittoria al recente Referendum sull’acqua pubblica. Un risultato che la politica ha cercato immediatamente di mettere sotto il tappeto. Riteniamo che a Ragusa sia necessaria una svolta in questo senso”. Legambiente chiede al Commissario Rizza di indire un Consiglio Comunale Aperto “in modo di dare la parola a chi, cittadini, associazioni e quanti hanno titolo per dire la propria sulla questione”.partecipiamo

Ragusa, crisi idrica e possibili soluzioni

“Basterebbe un impegno di spesa di circa 2000 euro per collegare l’acqua che in questo momento viene prelevata dal consorzio Asi alla rete comunale. Questo permetterebbe non solo il superamento dei disagi per una zona significativa della città – quella sotto il centro commerciale Le Masserie – ma anche un alleggerimento del lavoro dei mezzi che in questo momento fanno la spola. Forse qualcuno, con il fine settimana alle porte, ha preferito non pensarci, ma è bene che a questa soluzione si pensi già da lunedì mattina”. A dichiararlo è il coordinatore cittadino del Pid-Cantiere Popolare Francesco Barone, il quale interviene nella vicenda dell’emergenza idrica, che si protrae in città da ormai due settimane, rivolgendosi direttamente al commissario straordinario, Margherita Rizza. “Sappiamo bene che il commissario non ha bisogno e non vuole consigli da nessuno – esclama – ma noi ci permettiamo di dargliene qualcuno lo stesso. Per esempio sarebbe bene che si pensasse a rivedere le fatture dell’acqua prevedendo i rimborsi per tutte quelle famiglie che in questi giorni si sono dovuti caricare sulle spalle un’ulteriore tassa da pagare, che non era certamente prevista, come quella che sta servendo per i continui rifornimenti delle autobotti private”. Barone si complimenta con l’associazione “Partecipiamo” per l’iniziativa che ha messo in campo con la raccolta delle firme sulla questione dell’acqua.

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Convegno Energie Naturali

parco eolicoIl 7 febbraio alle 11.30, a Ragusa nei locali della Cuccagna in via Rumor 8 si terrà il convegno di presentazione del progetto “Energie Naturali”, promosso da Prosea.

ESCURSIONE A GRAMMICHELE

cai logoAncora un’iniziativa a cura del Club Alpino Italiano di Ragusa. Dopo la ciaspolata sull’Etna, dove si sono incontrate le varie sezioni del Cai Sicilia, domenica 3 febbraio è in programma un’escursione a Grammichele per conoscere l’area archeologica di Occhiolà. La partenza in pullman è prevista alle 8 da via Zama a Ragusa. Alle 9,30, raggiunta Grammichele, gli escursionisti potranno, grazie alle guide, visitare il sito dell’antica Eketla. Nel primo pomeriggio dal sito archeologico, gli escursionisti raggiungeranno a piedi il centro storico di Grammichele per visitare il museo e le principali testimonianze architettoniche, compresa la Meridiana orizzontale.

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