21-01-2019
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Referendum e prospettive future. Assenza: “Stupiscono le dichiarazioni di Miccichè”

downloadIl deputato regionale Avvocato  Giorgio Assenza di Forza Italia interviene sui commenti al dopo referendum e scrive: “La vittoria schiacciante del NO al Referendum sulle riforme istituzionali per la quale, in verità, mi sono battuto sin dal primo momento, quando ancora anche Forza Italia tentennava sulla linea da adottare, è la vittoria dei cittadini italiani contro le oligarchie interne ed internazionali, i grandi mezzi di informazione, le organizzazioni imprenditoriali, ormai solo autoreferenziali, i ricatti di ogni genere, le previsioni apocalittiche e gli argomenti denigratori usati dal fronte del SI. Spiace soltanto che molti amici, anche di centro-destra, si sono lasciati abbindolare dalla favola del “cambiamento” fine a se stesso, e si trovano ora, loro malgrado, intruppati dai soliti opinion leaders, che ormai non ne azzeccano una, nel partito di Renzi. Altro che 40%! Quali le prospettive per il futuro? Spero, vivamente, – dichiara Giorgio Assenza – che a nessuno venga in mente l’idea malsana del Partito della Nazione, o di un Governo di larghe intese, o di una grande coalizione, perché in quel caso, veramente, si aprirebbe la strada per una vittoria schiacciante, a tutti i livelli, del Movimento Cinque Stelle. Le ultime dichiarazioni del Presidente Berlusconi sembrano tranquillizzare in tal senso, e fanno ben sperare in un rilancio della coalizione con Fratelli d’Italia e la Lega (senza, però, andare a rimorchio della stessa negli eccessi in cui spesso cade!), magari allargando a tante nuove energie che vogliono affacciarsi alla politica (il fiorire dei Movimenti civici, nelle recenti Amministrative, è indicativo in tal senso). In considerazione di ciò, stupiscono – dice Giorgio Assenza – le dichiarazioni del nostro Coordinatore regionale, on. Gianfranco Miccichè, che, a quanto pare, auspica a Roma un Governo Istituzionale e in Sicilia un’alleanza tra moderati e riformisti. Evidentemente lo stesso, non ancora pago di avere già regalato la Sicilia a Crocetta nelle scorse elezioni, vorrebbe ora ripetersi  magari consegnando agli avversari, oltre al Governo regionale, la guida delle grandi Città siciliane in cui si vota il prossimo anno (alcune indiscrezioni sulle candidature a Palermo sono veramente preoccupanti). Deve essere chiaro che l’elettorato del PDL (oggi Forza Italia), è saldamente ancorato nell’idea di alternativa alla sinistra, al PD e ai transfughi che gli consentono di governare a Roma come a Palermo. Decisioni diverse, – conclude Giorgio Assenza – non consentirebbero al sottoscritto e, ritengo a molti altri, di continuare a militare nello stesso partito”.

 

 

COORDINAMENTO PER IL NO

img_0163Tutti i rappresentanti dei vari schieramenti, che hanno composto il Comitato per il No, presenti all’affollata conferenza stampa di mercoledì mattina. Un’occasione per ribadire che il “legame”, che ha visto insieme la variegata composizione, era quello in difesa della Costituzione italiana da una riforma pasticciata che non aveva nulla di innovativo ed avrebbe privato il popolo italiano dal diritto di voto nella scelta dei propri rappresentati al Parlamento italiano. Tutti sono intervenuti nel dire che il voto del Referendum è stato un   voto di maturità degli italiani, un voto   libero e senza condizionamenti.  Sottolineando il forte consenso, nei confronti del NO, arrivato dai giovani. Una visione politica che ha toccato punto, per punto le questioni che attanagliano il popolo italiano, ma anche passaggi significativi sulla legge elettorale e sui tempi delle prossime elezioni. Il Coordinamento, approfittando della presenza degli Organi di stampa, ha annunciato che sabato 12 dicembre 2016, alle ore 18.00 al teatro “La Badia”, corso Italia, Ragusa è stato organizzato un incontro con tutti coloro che, a vario titolo, hanno contribuito all’affermazione delle buone ragioni del NO!

REFERENDUM, SINISTRA ITALIANA: “SICILIANI HANNO PUNITO TRASFORMISMO”

viva-la-costituzione“Gli Italiani, con questo straordinario voto popolare, hanno dato due segnali precisi: hanno bocciato, in maniera inequivocabile, la riforma costituzionale di Renzi, difendendo la Costituzione nata dalla Resistenza, e hanno detto no al partito della Nazione: il progetto politico di Renzi di costituire un partito centrista, neodemocristiano, filo-banche e Confindustria. Un’ operazione da novello “gattopardo” che parlando, fintamente, di rottamazione, aveva imbarcato gli Alfano, i Verdini e gli eredi di Cuffaro”. Così Massimo Fundarò di Sinistra italiana. “In Sicilia questo trasformismo ha avuto la sua plastica rappresentazione nel parterre che ha acclamato Renzi al Politeama nella giornata di chiusura della campagna elettorale.I siciliani hanno compreso, più degli altri, questa mistificazione e lo hanno testimoniato con una delle percentuali più alte d’Italia. Noi di Sinistra Italiana ripartiamo da questo straordinario risultato per costruire un’ alternativa di governo anche in Sicilia”.

Assestamento di bilancio, ecco tutti i fondi destinati alla provincia di Ragusa

download-1“L’assestamento del bilancio dell’esercizio finanziario 2016, votato ieri sera all’Ars, ha consentito di fornire alcune risposte a questioni cruciali che riguardano da vicino anche il territorio ibleo”. A dirlo l’on. Orazio Ragusa che chiarisce come siano state previste delle risorse economiche intanto per la sospensione dei ruoli emessi dai consorzi di bonifica. Quindi bocce ferme sino a quando non sarà individuata una soluzione. Il provvedimento avrà valore sino al 30 aprile 2017. “Inoltre – aggiunge l’on. Ragusa – per i consorzi di bonifica, oltre alle somme che erano già state previste, è stato stanziato un altro milione di euro che servirà per corrispondere il dovuto agli stagionali. In più, 300mila euro sono stati destinati al Corfilac per le spese di funzionamento e per il pagamento degli stipendi al personale. E, ancora, 1,3 milioni di euro sono stati destinati all’Aras, l’associazione regionale degli allevatori, presente nella nostra realtà, mentre 1,5 milioni di euro andranno all’aeroporto di Comiso. In più altri fondi sono stati destinati a sostegno dei Comuni in dissesto mentre è stata approvata la proroga per il rinnovo del contratto dei precari sino al 31 dicembre”. L’on. Ragusa prosegue: “Ci si è mossi ancora una volta, pur con le gravi difficoltà finanziarie che investono la Regione Sicilia, nel tentativo di sopperire le esigenze più impellenti. Nessuna pretesa di avere dato una risposta definitiva a tutte le problematiche esistenti. Ma dei passi avanti importanti sono stati compiuti rispetto agli allarmi sollevati nelle settimane scorse”.

 

Patto di Consultazione Ragusa: “I 5 stelle si preparano ad aumentare ancora le tasse eludendo il Consiglio comunale”

assstefanomartorana“L’amministrazione Piccitto e i 5 stelle hanno cancellato il Consiglio Comunale e tentano, sistematicamente, di mortificarne il ruolo democratico o negando gli atti più importanti come nel bilancio, per evitare che le opposizioni, ma anche i suoi stessi consiglieri, abbiano la visione chiara su tasse, entrate e spese o di calpestare leggi e regolamenti come nel caso ultimo degli assestamenti di bilancio”. E’ la posizione unanime dei sette consiglieri del Patto di Consultazione, Castro, Iacono, Ialacqua, Massari, Migliore, Morando e Nicita, dopo la seduta di Commissione Risorse di giovedì, dalla quale è emerso che l’assessore Stefano Martorana, per far quadrare i conti, avrà bisogno di un altro ritocco al rialzo delle tasse, da effettuare con un provvedimento d’urgenza da inserire nelle variazioni di bilancio. “Il tentativo – spiegano – è quello di aumentare ancora la pressione fiscale sui ragusani e di avere le risorse per la campagna elettorale permanente del partito, chiedendo una sorta di voto di fiducia all’aula, senza passare dalla reale analisi del civico consesso ed evitando, quindi, di sottoporsi ai suoi poteri di controllo ed emendativi. Uno schiaffo alla democrazia (e alla città) che non solo offende il ruolo dei Consiglieri comunali, ma getta definitivamente alle ortiche l’intera impalcatura moral-amministrativa dei pentastellati”. “Un atteggiamento arrogante e inaccettabile – aggiungono – interpretato nel migliore dei modi dall’assessore Stefano Martorana: nell’evidente imbarazzo di dover comunicare l’incresciosa ammissione di incapacità amministrativa, da settimane elude sistematicamente le sedute della Commissione IV, sottraendosi non solo al giudizio dell’opposizione, ma della sua stessa maggioranza, soprattutto quella parte del Movimento 5 Stelle più critico nei suoi confronti. A tal punto che, durante la seduta, il presidente della Commissione non ha potuto evitare di lasciar vedere il proprio nervosismo e il disagio rispetto a temi così importanti”. “L’amministrazione Piccitto si prepara ad un inconcepibile ulteriore aumento di tasse – concludono – inserito surrettiziamente in una manovra d’urgenza per gabbare Consiglio comunale e cittadini, un tentativo che cercheremo di contrastare con tutte le azioni possibili”.

FEDERICO PICCITTO E GLI ALTRI ASPETTANDO IL REFERENDUM

circe_e_i_porcelliniI cinquestelle ragusani se la sono goduta in tv e via facebook la campagna referendaria. Non si sono sporcati le mani, l’hanno buttata sulla cultura con una bella seratina teatrale all’Ideal molto poco impegnativa –  posti limitati, spazio buio, conosciuto e protetto- e soprattutto senza esporsi in fastidiosi contraddittori o in contatti carnali. Vivono sottotraccia, come le talpe;  prima o poi però dovranno uscire dal sottosuolo e mostrarci la strada, la loro. Come gli altri sono appesi al referendum per capire quando si voterà e se per caso la competizione regionale in qualche modo sarà coincidente con l’elezione politiche. No, non è assolutamente un nostro affanno sapere cosa vorrà fare Federico Piccitto superati i 40 anni, la ricandidatura è prassi naturale, ma, purtroppo, per il gruppo (è troppo chiamarlo movimento essendosi ridotto alle poche unità visibili in consiglio ) sembra essere questione vitale la prospettiva futura come via d’uscita imposta dalla insoddisfazione del “qui ed ora” che rimanda a riscatti fantasiosi. Cosa è rimasto allora di quel sogno del 2013? Un sindaco fortissimo perché la legge lo ha reso tale ( maledetta l’elezione diretta dei sindaci che ha ridotto le comunità a spettatrici passive della politica) e perché si è sbarazzato di ogni fastidio di compartecipazione.  Nessuna alleanza, nessun dissenso palese, niente partito, mai un confronto vero. Non sembra neppure un normale governo attraversato dalla polemica, dalla fatica della mediazione e dalla necessità della sfacciata bugia; siamo in una sorta di entità superiore, inafferrabile, non catalogabile. Sarà la coetaneità con Renzi, chissa! pare che quelli nati a metà degli anni 70 siano spavaldi assai nel prendersi il potere, forse i genitori erano troppo presi a salvare l’umanità e i loro i figli per contrappasso han subito capito  che è meglio salvare il culo che il mondo. Piccitto involontariamente alla fine ben interpreta il pensiero renziano: o si è con lui oppure stai sereno. Cosa è  rimasto di quella audacia e freschezza di tre anni fa? Non lo capiamo, emerge solo odio verticale in una palude senza vita, senza energia. C’è il quadrumvirato: Piccitto, Martorana, Iannucci, il consigliori Allocca, e fuori la maestosa macchina di propaganda che ogni tanto organizza una comparsata e trasmette sul blog le avventure grilline in terra di Sicilia – un trionfo la zona orientale dell’impero che rinfranca i  credenti per lo sbigottimento causato dalle firme false di Palermo. L’immagine plastica del restringimento a 4 del governo cinquestelle la si ha tutti i santi giorni con il bombardamento di foto che l’ufficio stampa diffonde ai media: sopralluoghi, visite ai fanciulli, controlli  nei giardinetti… è scomparso dall’album degli amichetti persino Salvatore Corallo: estromesso. Gli hanno soffiato da sotto il naso le visite – che gli toccavano – ai cantieri, relegandolo nella sua misteriosa urbanistica. Prima era caposcout, Corallo, poi i ragazzi gli son scappati di mano. Emancipazione, liberazione, e infine un nuovo centro di potere senza neanche l’apparenza della orizzontalità. Per il resto il movimento è a pezzi. Ci sono consiglieri che non rivolgono più la parola all’odiato Stefano Martorana, e riunioni di giunta – dove dovrebbe sprigionarsi il dibattito e la tensione ideale che si fa azione politica – per  ottenere il sì dei soldati che rispondono all’appello per ricevere il rancio. Ma ora, dopo tre anni di amministrazione, il sindaco non potrà più puntare sulla debolezza dei suoi uomini ridotti al silenzio poiché uno dei nodi centrali del suo governare è arrivato al pettine: il vertiginoso aumento delle tasse non tutto attribuibile alla perenne diminuzione dei trasferimenti regionali e statali. Siamo al capolinea e mettere in fila qualità dei servizi e sistema di tassazione non è difficile. Siamo arrivati all’ultimo bilancio del governo Piccitto -quello dell’anno che verrà, poi inizierà la campagna elettorale-  e le contraddizioni tra buoni propositi, difficoltà oggettive e costi aumentati per i cittadini esploderanno presto in consiglio comunale. Si chiamano variazioni di bilancio e con tre delibere “urgenti” ci si dice che servono altri 10 milioni di euro e, guarda un po’, quasi sei di questi dieci milioni necessitano per coprire il costo di trasporto dei rifiuti in un’altra discarica dato che  Cava dei Modicani chiuderà presto. Che significa tradotto? Che per gli anni 2016, 2017 e 2018 – i bilanci ormai sono triennali – ci vorrà molto probabilmente un ritocchino e di solito questi piccole sfumature si chiamano aumento di tasse. Piccitto che è spertu e abituato ad avere a che fare con i consiglieri di indole mite e pecoresca forza quindi la mano e chiede al consiglio, dove ha la maggioranza, una presa d’atto escludendo – sta accadendo in queste ore, l’argomento è approdato in commissione- che la variazione sia materia emendabile. Dove sta il problema? Nell’intelligenza e nella dignità di qualche grillino e nell’opposizione. I consiglieri pentastellati che da oltre un anno sono acerrimi nemici di Martorana possono nell’ultimo anno di amministrazione farsi bollare come coloro che nulla hanno fatto per venire incontro al dramma dei cittadini ragusani che al pari sì di tante altre comunità non reggono più questa tassazione, ma che comunque confidavano nella originalità e nella sensibilità dei pentastellati per uscire da un percorso di povertà e ingiustizia? Seconda questione: è stato esaminata ogni possibilità per evitare l’urgenza di questa presa d’atto? E’ veramente incontrollabile e non programmabile una variazione di bilancio per la discarica che tutti sapevano destinata a chiudere? Non si poteva prevedere questo costo aggiuntivo per il  trasporto rifiuti nel bilancio di previsione 2016? Sarà efficace da parte dell’amministrazione la narrazione ai ragusani sul più bell’appalto del mondo – quello dei rifiuti vinto da Busso e altre due ditte, che però andrà a regime fra qualche anno- e potrà rinfrancare e rabbonire i cittadini-elettori-contribuenti? E il prendere o lasciare tipico del voto di fiducia, pratica contestatissima dai grillini (lo abbiamo visto in Parlamento che caciara ad ogni fiducia) non susciterà disagio, imbarazzo, senso di colpa e di tradimento verso i principi del movimento? Insomma Piccitto ha forzato troppo la mano e non è riuscito a trovare un comportamento che gli consentisse di continuare a essere protagonista assoluto della democrazia ragusana e allo stesso tempo portavoce degli sgangherati compagni di avventura che sotto il sogno dei cinquestelle lo hanno fatto sindaco. Cosa potrà accadere? Se  tira l’aria che la presa d’atto non passa, per assenze o bocciature, il sindaco dovrà sperare nell’opposizione oppure riformulare la delibera e eliminare l’urgenza e affrontare l’aula senza mortificare il consiglio comunale con strozzature sul confronto per le scelte di  bilancio. E l’opposizione in questa scabrosa vicenda? Maurizio Tumino – con gli altri di Insieme-  anche se qualche volta ha giocato con le presenze in aula – non per chissà quale sporco accordo, bensì per trarre i benefici consentiti che spettano alle controparti –  non potrà in alcun modo essere autore o complice di un latente, non dichiarato, ma purtroppo certo ulteriore aumento di tasse sui rifiuti. E allora sino a dove si spingeranno i grillini ancora capaci di una coscienza critica? Sarà uno spettacolo verità, stavolta. E l’altra opposizione, il Pd, i  sette dell’Ave Sonia? D’Asta e Chiavola non incidono numericamente e possono continuare con tranquillità il loro servizio di valletti di camera di Lord Nello Dipasquale. Per gli altri sette siamo, com’era scontato, alla frutta. Litigio perpetuo. Si sono resi conto di essere nelle mani della sindachessa 2.0 della reginetta del prima classe, e non sanno come uscirne. Uno spasso. Nessuno a testa alta parla più di questo stupido patto di consultazione e i poveretti pensano ossessivamente a una exit strategy manco fosse una Circe! E le tasse che aumentano ora che ci arriva la sberla dell’acqua? Sarà dura per Stefano Martorana spiegare che trattasi di manovra onesta, giusta e inevitabile. Se i ragusani non gli crederanno, poco importa: nel chiuso del quadrumvirato continuerà a essere un dio.

ENZO GIANNONE NUOVO SINDACO DI SCICLI VICINO AL 50%

enzo_giannoneHa superato la soglia del 40% dei voti e viene eletto a primo turno il candidato di sinistra appoggiato dalle liste civiche Start Scicli, Cittadini per Scicli, Enzo Giannone sindaco. Scicli Bene Comune. Tonfo del Pd che porta al suo candidato un quarto circa dei voti validi.

COMUNE DI RAGUSA, PER LO SVILUPPO ECONOMICO E IL TURISMO COMPORTAMENTI INCOMPRENSIBILI

20160305_111622“Dopo 8 mesi nei quali la Commissione sviluppo economico non viene convocata dal suo presidente, 5 stelle, Porsenna, oggi abbiamo assistito, basiti, ad una convocazione rivolta ad una sola associazione di Marina di Ragusa per ascoltare il loro progetto”. La denuncia arriva dai consiglieri Iacono e Morando che raccontano: “Perplessi  abbiamo sentito che l’associazione invitata vantava un invito a non concentrare le risorse economiche per spettacoli nel mese di agosto ma a decentrare le risorse nei mesi invernali per favorire la destagionalizzazione. Si evinceva, pertanto, che l’oggetto fosse il turismo. E’ vero che il turismo è sviluppo economico ma è altrettanto vero, che la Commissione specifica a dibattere di ‘turismo’ è la quinta commissione e non la sesta. L’ulteriore condimento l’ha dato poi il consigliere 5 stelle, Dario Gulino che ha addirittura, esplicitamente, adombrato l’ipotesi” – scrivono testualmente i consiglieri – “che l’associazione fosse stata invitata perché il suo rappresentante, componente peraltro dell’osservatorio sulla tassa di soggiorno, è imparentato con l’Assessore al bilancio Stefano Martorana”. I due componenti la commissione continuano: “Alla commissione ha presenziato dall’inizio alla fine, senza proferire alcuna parola, l’assessore allo sviluppo economico Nella Disca, 5 stelle. Chi è chiamato ad amministrare, in modo particolare chi proclama la rivoluzione , dovrebbe avere le idee e i progetti chiari e non  invitare una associazione culturale sul nulla per cercare progetti!  E poi perché una sola e ben determinata associazione escludendo tante altre realtà? I lavori delle commissioni sono importanti e debbono produrre azioni concrete, hanno dei costi  e debbono essere pianificate e programmate dai componenti le commissione di cui il presidente ne è solo l’espressione.  Siccome ormai sono tante e troppe le vicende alle quali stiamo assistendo, allibiti e sconcertati, diciamo ai grillini di invertire atteggiamenti e comportamenti  perchè si devono rassegnare che il rispetto delle Istituzioni è importante e che la democrazia vera esiste prima di loro e resisterà anche a loro”.

Ragusa, mantenimento della destinazione d’uso della Comunità Alloggio e Casa Protetta per anziani e disabili dell’immobile comunale sito in via Psaumida

foto-gruppo-8I consiglieri di Insieme, Maurizio Tumino, Giuseppe Lo Destro, Giorgio Mirabella, Angelo La Porta Ed Elisa Marino, hanno chiesto al presidente del Consiglio ed al sindaco una seduta aperta del Consiglio comunale. All’assemblea dovranno essere invitati tutti gli organi istituzionali (Sindaco, Deputati nazionali e regionali,  Presidente della Regione, assessore regionale alla Famiglia, Prefetto di Ragusa, Vescovo di Ragusa,  Autorità Garante Persone con  Disabilità della Regione Sicilia, Commissario Straordinario del Libero Consorzio Comunale di Ragusa, Portavoce Nazionale Forum Terzo Settore, Presidente Nazionale FISH, Portavoce Regionale Forum Terzo Settore, Presidente Nazionale Anffas Onlus, Presidente della Fondazione Nazionale “Dopo di Noi” Anffas, Presidente Nazionale Aias, Presidente Anffas Onlus Sicilia) e quanti possano dare un contributo alla tematica, ed ovviamente i cittadini tutti, per una analisi della situazione attuale e per eventuali proposte che si vogliano mettere in atto al fine di fornire alla comunità ragusana servizi quanto più aderenti ai bisogni delle persone anche alla luce delle direttive della legge del “Dopo di Noi” del giugno 2016 che prevedono fondi per la gestione. Per Insieme l’esigenza della discussione viene ritenuta non più prorogabile da tante famiglie di persone con disabilità, in quanto l’assenza di servizi residenziali specifici, preoccupa in modo angosciante tutte le famiglie, che vorrebbero pianificare un futuro quanto più sereno possibile per i propri figli disabili.

4 NOVEMBRE A VITTORIA. LA DIGNITA’ DELLA UMANA PIETAS E’ STATA OSCURATA DALLA INDIFFERENZA

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Riceviama da Francesco Aiello e pubblichiamo. “Ho appreso il rispetto per i caduti dai racconti di mio nonno, che l’aveva vissuta, e di alcuni amici che ci raccontavano degli orrori della guerra. Ragazzi mandati al fronte, lontani dalle loro case, per lunghi anni. Molti di loro non sono più tornati. E ci narravano tante storie di umanità ferita, tristi storie di assalti sanguinosi, per gli Italiani soprattutto, durante la prima guerra mondiale. A noi nipoti, poi, la lettura di Ungaretti, poeta della trincea, della solitudine e del dolore, ci conduceva alla universale consapevolezza della disumanità della guerra. In questa nostra città, periferia d’Italia e del Mezzogiorno, fu realizzato un Campo di Concentramento che accolse migliaia di prigionieri Austro-Ungarici. Fu allocato, si puo’ dire, all’interno del perimetro urbano e le passate generazioni lo vissero compiutamente sotto diversi profili. Nei racconti di un tempo, anche dei combattenti italiani, lo si indicava come luogo di dolore e di asilo per tanti giovani, nemici al fronte, ma poveri uomini nella detenzione. Sapemmo piu’ tardi, almeno la mia generazione, che il Campo era organizzato con la sua economia, la sua moneta, e tutto un sistema di relazioni e di scambi con la popolazione locale. Quando, finita la guerra, in gran parte lasciarono liberi il Campo, fu sottoscritta una lettera di ringraziamenti al Comandante per l’umanità dimostrata verso di loro, prigionieri in terra straniera. Ma molti di loro non ce la fecero a tornare a casa, come invece accadde a molti dei nostri, a mio Nonno Achille, per esempio, che fu tratto in prigionia al fronte e trasferito nelle campagne ungheresi a prestare la sua manodopera bracciantile. Parecchi  morirono a Vittoria e furono sepolti nel nostro Cimitero. Ancora giovanotto e Consigliere comunale a 23 anni, ebbi un colloquio, non ricordo in quale circostanza, col Cavaliere La Grua, padre dell’On. Saverio La Grua, che mi parlo’ della necessità di prestare attenzione al decoro della Cappella Ungherese costruita al Cimitero, per onorare la memoria di quei giovani, deceduti a Vittoria lontani dalla loro terra.  Strano quel discorso per me giovanissimo, ma già attivo militante del Pci, e comunque abbastanza eretico già in quegli anni. Fatto è che quel colloquio mi indusse a una lettura di quelle antiche storie in controluce rispetto alla concretissima vicenda di mio nonno che era stato fatto prigioniero dagli Austro-Ungarici ma che era ritornato a casa. Così immaginai cosa potesse essere stata la storia di quei giovani, venuti a morire a migliaia di chilometri dai loro paesi e dalle loro famiglie, pur essi braccianti e operai, pur essi giovani. Alcuni anni dopo divenni Sindaco, era il 1978, e mi ritorno’ la memoria di quell’incontro. Fu poi Maria Amorelli a sviluppare e materializzare l’idea del Museo Italo-Ungherese, uno dei piu’ importanti d’Europa. In Ungheria vi era ancora un regime del Socialismo reale, e a noi comunque non fu difficile stabilire delle relazioni amichevoli con le Autorità Ungheresi. Le capacità di Maria Amorelli ben presto ci portarono a definire un progetto di Restauro di uno dei Capannoni ancora salvabili dal degrado in cui versava il Campo e a concretizzare in collaborazione il progetto di Istituzione del Museo con l’intervento ufficiale delle Autorità italiane e Ungheresi. Più tardi, nella fase di massimo splendore del Museo, Vittoria ebbe l’onore di ricevere non solo Autorit’ militari di primo livello, come il Generale Botz, ma anche il Presidente della Repubblica Ungherese Arpod Gonz, che era stato a suo tempo incarcerato in Ungheria durante il regime precedente. Ma quel lavoro di costruzione della rete della memoria solidale, andava avanti, nonostante cambiassero le bandiere e i regimi. Le nostre visite erano frequenti e così quelle dei nostri amici Ungheresi, dei rappresentanti delle Istituzioni e della cultura. Siglammo successivamente un gemellaggio con la Città di Mathezalka, verde città della pianura ungherese, in Transilvania, E i nostri amici furono verso di noi prodighi di doni e di pezzi museali grandiosi, che ora sono stati abbandonati al vandalismo, nella polvere e nell’oblio. Il Museo stesso fu realizzato con il contributo partecipativo della Repubblica d’Ungheria e una Commissione di studiosi vittoriesi e ungheresi ci accompagno’ sempre nella strutturazione dello stesso. Per Vittoria fu Giancarlo Francione a curare, con competenza e scrupolo, la definizione del progetto culturale e delle iniziative correlate. Quasi ogni anno, le Autorità Ungheresi hanno partecipato alle onoranze funebri nel nostro Cimitero, con visita al Museo gemellato, e poi alla Cappella Ungherese. Ora non più. Oggi 4 Novembre sono passato di fronte al Museo. Lo squallore che vi regna è opprimente e insopportabile. Le bandiere stracciate e ridotte a cenci testimoniano il lugubre messaggio dell’indifferenza e della ferocia, a danno dei buoni sentimenti e della dignità dei caduti nella Grande Guerra del 1915-1918. Museo chiuso, depredato, scassato, vandalizzato. Ma soprattutto murato dalla indifferenza di una Amministrazione comunale tanto retorica nei pronunciamenti quanto cinica e becera nei comportamenti. E dire che a questo progetto mi condusse una persona …..che non era della mia parte… Che dire di piu’ ? Onore e gloria a quegli uomini, a quei giovani, che vissero quegli eventi mantenendo nelle alterne vicende il senso della umanità e il valore della fratellanza. Rispetto verso coloro che comunque hanno riconosciuto e hanno onorato il sacrificio compiuto da quelle generazioni che hanno servito e combattuto, anche nelle guerre sbagliate, spesso sotto le costrizioni delle caste militari, ma col cuore generoso della fratellanza umana e nello stesso tempo con la semplicità di chi ha fatto il suo dovere. Viva l’Italia”. Firmato Francesco Aiello

LA FORTUNA DI FEDERICO PICCITTO E LE LACRIME DI MARIA ROSA

20161103_192248-copiaUltima seduta del consiglio comunale di Ragusa, giovedì sera: pochi consiglieri, la massa dei cinquestelle non pervenuta, amministrazione presente con il solo assessore Leggio in alta uniforme da cameriere in giacca bianca per affrontare l’aula. La serata è all’insegna della noia; Sonia Migliore parla persino di cani e si chiede perché non ci sia stata (chissà per quale ingiustizia?) una  “sollevata” di scudi… Nessuno si scuote, nessuno ridacchia, figuriamoci se in epoca grillina il bell’italiano è considerato un dovere politico. Poi un cupissimo Giorgio Massari chiede la parola e nonostante l’aula semideserta si lancia con puntualità e rigore a rintuzzare la pagliacciata del reddito di cittadinanza in salsa ragusana annunciato giorni addietro. Ribadisce il principio di universalità di questa manovra economico sociale, spiega come funziona all’estero, dimostra l’ignoranza e la malafede che hanno accompagnato le bugie propagandistiche. Seduta accanto a Massari c’è la consigliera cinquestelle Maria Rosa Marabita, una popolana rossiccia che sembra uscita da una pittura fiamminga, la quale a sua volta chiede la parola. Si alza e tremante esclama: “E’ una vergogna! Così governiamo? E’ normale che io debba essere d’accordo con quello che dice l’opposizione?” solo questa frase e affranta si accascia sullo scranno e scoppia a piangere. Uno sfogo che spiega  la tumultuosa angoscia di una signora che non si dà pace per il disallineamento tra la pratica di governo e quel che va raccontando il suo movimento, e che senz’altro riflette il malumore che attraversa molti elettori del sindaco Piccitto che speravano in un cambiamento netto e soprattutto in un clima di fresca e appassionata democrazia. E’ stato imbarazzante vedere quella poveretta scossa da tanto patimento rimanere sola, senza conforto, senza una parola di speranza. Ma a chi  spettava avvicinarsi alla consigliera in lacrime? Ce n’erano tre di pentastellati dotati di discernimento: Stevanato, Agosta, Spadola e nessuno dei tre, neanche a fine consiglio, ha avuto il cuore, il garbo o la sensibilità politica di prendersi da parte la Marabita e provare a riconciliarla con il governo della città. Constatare il disinteresse del movimento 5 stelle per il dolore di una iscritta che non riconosce più gli antichi compagni di un tempo ci serve a focalizzare il vero problema di questo governo che non si esaurisce in una fisiologica frattura tra il programma elettorale e il procedere di governo quanto piuttosto in un atteggiamento psicologico pericolosissimo che man mano sta affiorando a Palazzo, una forma di distacco e disinteresse dalla realtà, di intangibilità che a volte sfiora in suprematismo. Insomma, in due parole, credono di potere ignorare o respingere qualsiasi critica non comprendendo che l’autoisolamento per presunta superiorità, quando si governa, assume sfumature di  dittatura, e, quando ci si muove nel sociale diventa, invece, atteggiamento razzista ossia di esclusione assoluta di ogni forma di diversità e quindi di dissenso. I grillini però hanno culo. L’altra sera la disperazione di Maria Rosa Marabita si è sciolta nel nulla: non aveva acceso il microfono e quindi le sue parole non si sono sentite in tv e non sono state neanche registrate. Non rimarrà traccia storica. Se comunque arriviamo a intuire qual è il tipo di disturbo che ha colpito i cinquestelle, ciò che non ha senso nè ragione è la moscezza dell’opposizione. Come si fa a non intervenire in consiglio comunale o, se si ha seguito con associazioni e liste, a non organizzare una protesta per quel che sta succedendo con la tassa sull’immondizia? Quelli di Insieme appesi al cartellone in quest’aurea nostalgica con la Marino bambolina da tutti amata perché non colgono l’occasione? E i sette contro Tebe – quelli del patto di consultazione – prima che si uccidano l’un l’altro (per favore qualcuno spieghi alla Nicita la storia di Eteocle e Polinice se no ‘sto sfoggio su Tebe è sprecato)  non l’hanno capito che i ragusani sono inferociti? E Giovanni Iacono che è come se si stesse dissolvendo perché non interviene? gli farebbe bene tentare di trovare una posizione comprensibile dal popolo! Gran parte delle bollette contengono errori, i più svariati, tanto che  l’amministrazione ammette la colpa. Ma, dato che soffrono di quel male che abbiamo riferito sopra, sapete che cosa dicono? – lo hanno scritto in un cartellino appeso alla porta dell’ufficio all’ex consorzio agrario- “ la responsabilità di tutto il casino è del nuovo software, siamo disponibili a ricevervi ma non più di cinquanta al giorno”. E’ veramente troppo! Poiché gli errori sono imputabili a questi spettabili uffici Voi Amministrazione fate in modo di attrezzarvi per venire incontro all’utenza parte lesa, e chi se ne fotte della chiusura alle 13,45! Non è finita. E gli utenti che non sono in grado per vecchiaia, per malattia, per leggerezza e fiducia a scorgere gli errori che fanno? pagano? E allora giocate sporco: ci provate a colpire nel mucchio e chi ci casca, casca? Per non parlare della questione principale: il software. Domanda. Se da anni ci massacrate il cervello con la meraviglia della tecnologia che migliorerà il mondo, vi viene il dubbio piccolo piccolo che non sempre la tecnologia  va di pari passo con la democrazia? Ed ora finiamo con il responsabile politico di questo disastro: l’assessore Stefano Martorana. Le scuse no, vero? Sarebbe troppo per un tipetto come lui, figuriamoci! Si dice che Martorana affermi di quanto il ragusano sia soddisfatto quando esce dagli uffici per chiedere chiarimenti e correzioni. MINCHIA, CONTENTONI ASSESSORE! Concludiamo dunque con un suggerimento. Se con il software l’avete scasciata, tornate alle origini: dita e pallottoliere e forse “c’ansirtate”.

STRISCE GIALLE ANCHE A MARINA DI RAGUSA, LA PROPOSTA DI INSIEME  

foto-gruppo-7“È giunto il momento di intervenire  urgentemente sul piano viabilistico estivo a Marina di Ragusa”. I consiglieri comunali del gruppo Insieme, Maurizio  Tumino, Angelo Laporta, Giuseppe Lodestro,Giorgio Mirabella ed Elisa Marino, sollecitati più volte dai residenti  della frazione rivierasca in  merito alle difficoltà  di parcheggio che puntualmente ogni estate  si riscontrano, chiedono all’amministrazione  comunale di provvedere attraverso un piano di studio specifico, all’istituzione  dei parcheggi per i residenti nelle percentuali consentiti dalle vigenti normative di legge. “Ci facciamo carico – dicono i consiglieri del gruppo Insieme – di presentare un atto di indirizzo al prossimo consiglio comunale utile che impegna l’amministrazione  comunale  ad intervenire in merito. Si spera così, come è stato fatto a Ragusa centro ed a Ragusa Ibla, di ottenere l’istituzione delle strisce gialle anche a Marina di Ragusa”.

SCICLI, Il PARTITO DEMOCRATICO APPOGGIA IL CANDIDATO A SINDACO RITA TROVATO

download-2Il Partito Democratico ha deciso di sostenere la candidatura a sindaco del Comune di Scicli di Rita Trovato aderendo ad una coalizione articolata e rappresentativa oltre che di un ben preciso progetto civico anche di partiti radicati che a tutti i livelli compongono la coalizione di governo sia regionale che nazionale. Lo scrive il segretario provinciale del partito, Denaro, che spiega: “Ad esito del percorso interno preparatorio condotto dalla Federazione Provinciale il Partito aveva individuato nel senatore Mario Occhipinti la propria proposta per una candidatura a sindaco della città, proposta che, in linea con lo statuto, era stata correttamente avanzata e non aveva necessitato neppure del ricorso alle primarie in assenza di nominativi concorrenti. La scelta di compiere un passo indietro rispetto all’espressione della candidatura a sindaco in favore di Rita Trovato giunge al termine di un percorso condiviso con gli altri partiti e movimenti che compongono la coalizione e che sostengono un progetto programmatico di grande spessore articolato negli obiettivi e contenuti. Nasce anche, ed è giusto sottolinearlo, dal passo indietro del senatore Occhipinti che, in piena coerenza con il proprio progetto politico ed amministrativo, non ha ritenuto la propria figura funzionale alla rappresentazione del progetto di coalizione  che vedrà impegnata in prima persona l’avv. Trovato, essendo venuti a mancare i presupposti del proprio impegno personale per la sindacatura. Al senatore Occhipinti va il plauso  per l’impegno profuso nel rappresentare il partito sino ad oggi e per il lavoro che svolgerà insieme alle strutture locali del Pd per la costruzione della lista dei candidati al consiglio comunale”.

NELLO DIPASQUALE E IL DOLCE STIL NOVO

downloadI cinquestelle che governano Ragusa ogni tanto tornano all’attacco per denunciare alla città la mole di debiti ereditata dal passato. L’operazione è legittima, avrebbero potuto sin dall’inizio usare quest’arma per rimarcare differenze di visioni e stili poi però han preferito un profilo basso, una verità ombrosa e sospesa temendo o di sbagliare o di non convincere o forse più semplicemente rifugiandosi nel piacere del potere in un nido protetto e lontano dalla noia della spiegazione.  Cosa abbia convinto Stefano Martorana a tornare sull’argomento non si sa – un piagnisteo sui debiti tre anni e 4 mesi dopo aver vinto le elezioni rivela solo un enorme ritardo nel raccapezzarsi nella situazione finanziaria del Comune – e comunque siamo fuori tempo massimo per recuperare la simpatia dei contribuenti andata perduta con una tassazione assai pesante imposta dal governo Piccitto. Cosa serve allora, essendo ormai giunti al giro di boa che conduce alla fine della sindacatura, raccontare dei 17 milioni di euro di debiti? Dall’interno del gruppo consiliare i commenti, segretissimi, sono feroci e la mossa viene inquadrata come una giustificazione preventiva a resistere rispetto alle attese progettuali – almeno 5 milioni di euro – promesse ai consiglieri che hanno votato i vari piani triennali di opere pubbliche. Insomma la fissazione di Stefano Martorana è la solita: tenere i soldi in cassa e fare economia; un metodo che è all’origine del profondo solco creatosi tra esecutivo e parte del gruppo consiliare e che i vertici cinquestelle – Cancelleri in testa- sono riusciti comunque a non far percepire alla città (sarebbe stata la certificazione di un fallimento progettuale) blandendo gli animi dei dissidenti e sicuramente eccitando gli svariati sogni di gloria che prendono il via dalla convinzione che il Movimento è realmente piazzato in pole position per espugnare la Sicilia nel 2017. Non si può nascondere tuttavia che oltre gli arrovellamenti cinquestelle c’è un cruccio nei cittadini ragusani che si aspettavano da questi ragazzi una grinta, una passione, un coinvolgimento, un netto stacco, che non ci sono stati. Abbiamo quindi una dose di delusione e un pizzico di rammarico che generano svogliatezza nell’informarsi, nel tentare di partecipare (non c’è possibilità di contatto con un Movimento senza sede, senza iniziative, senza dirigenti), nella piena consapevolezza di un sindaco in gamba, onesto e intelligente circondato da assessori poco brillanti e privi di fascino intellettuale e politico, e infine abbiamo la condanna ad una visione perpetua di questi consiglieri degni di essere studiati in qualche convegno scientifico sui limiti del darwinismo. Tutto questo guazzabuglio sentimental-politico ci può fare arretrare nel rimpianto del passato? Senz’altro no, e la certezza, qualora ce ne fosse bisogno, ci viene dalla risposta dell’onorevole Dipasquale Nello, Pd – anche se c’è chi assicura che sia già con un piede in Sicilia Futura di Toto Cardinale – data appunto sulla faccenda dei debiti oggetto della denuncia pubblica di Martorana. Scrive l’ex sindaco: “Questo personaggiuccio politico… Martorana, quando parla delle precedenti amministrazioni, dovrebbe prima passarsi il sapone in bocca”. Ma che ha fatto un master a Scampia? L’avevamo spedito a Palermo perché con 15 mila euro mese si affinasse, e dopo anni di sacrifici a mantenerlo in tanto lusso ci torna in queste condizioni? Ma dove se la fa, chi frequenta, che roba è questo dolce stil novo? Forse siamo al vero ponte, quello linguistico che unisce il garbo paramafioso ai messaggi cripitici sottocamorristici in una nuova frontiera per conquistare le masse? Ci vorrebbe un amico per recuperare Nello Dipasquale da questo vortice supercafonal. Ma chi, chi? Trovato. Calogero Rizzuto soprintendente beni culturali e ambientali, quello che gli fa compagnia nelle battute di pesca. Sì, ci vuole uno di cui lui si fidi che riesca ad inserire con leggerezza elementi rieducativi che possano riportarlo nella fascia minima di presentabilità. Rizzuto ha già iniziato. Lo ha attratto dandogli un appuntamento  per un bel giro in barca a terrorizzar lampuche poi con una scusa l’ha trascinato dentro la chiesetta di Marina di Ragusa e, facendogliela leggera -“belle le Madonne lassù, guarda!”-  è riuscito a fargli alzar la testa verso gli affreschi semplici e naif per testare una reazione. La prima prova un disastro. Dipasquale giochicchiava col fermabanconote in oro massiccio – con uno stecchino ripuliva le iniziali – mentre canticchiava “Guarda stu pisci …”  C’era persino il parroco con tanto di acqua santa, ma ci vuole qualcosa di più tosto di un esorcismo. Rizzuto è uomo di coccio e amico sincero, non molla. Si è preso l’impegno di riportarlo quello di un tempo, costi quel che costi. Il teorema del Soprintendente può funzionare anche se è l’ultima carta, disperata: il colpo del mattone. Rizzuto convocherà i ragazzi, il clan primitivo, quello dei costruttori, e di botto immergeranno Dipasquale in un bel bagno purificatore di cemento. Potrebbe tornare quello di prima, quello di sempre.

ANTONIO TRINGALI E LA CARICA DELLE DONNE

fumetti-litigioNon hanno granchè di cultura femminista questi cinquestelle essendo nati dopo gli anni 70 e non avendo un’unica matrice formativa; basta vedere e sentire le signore consigliere dalla Zaara Federico – che è il ritratto pari pari di una partecipante a Uomini e donne tutta tacchi, tailleur fasciatissimo e visetto sfrontato –  alla Gianna Sigona – solo fascio nel cuore e testimonial del reddito di cittadinanza (è apparsa a fianco del sindaco nell’annunciare il memorabile avvio) – per rassegnarci ad un genere assai mortificato. Gli eventi però sono casuali, impetuosi, incontrollabili e le donne, quando ne hanno fin sopra i capelli e si organizzano, diventano forza di sommossa. E’ accaduto al Comune di Ragusa e ad essere coinvolto non è stato il gruppo delle pentastellate, ma le ragazze degli uffici. Tutte le impiegate del settore affari generali e assistenza agli organi istituzionali (son parecchie superano la decina) hanno detto basta al loro capo, il dirigente e vicesegretario del palazzo Dottore Francesco Lumiera che impone ritmi e azioni forse maggiormente rispondenti a necessità nevrotiche piuttosto che ai dettami dell’efficienza e del buon andamento amministrativo. Non ce la fanno più: ordini superflui, perentori, sconclusionati, disciplina da collegio, controllo poliziesco. Si sono proprio scocciate, e, chissà perchè,  invece di rivolgersi all’assessore al personale, al sindacati, toh! al sindaco, se ne vanno in delegazione dal Presidente del consiglio, al secolo Tringali Antonio, fu Forza Italia oggi grillino. Si chiudono nella sua stanza e giù tutto l’elenco delle infinite doglianze. Lumiera, furbo lui, si era acquattato nel vicino cesso – non le molla un secondo quelle sfaticate!  – e le ha viste, tutte, segnalate a libro nero con nome e cognome. L’incontro finisce e le ragazze escono. Il dirigente furioso attende qualche minuto e si fionda da Tringali. Il finimondo, le nuvolette della rissa, come nei fumetti- ma vero, ci sono i testimoni che hanno visto un’aria condensata che usciva dalla filazza della porta del Signor Presidente del Consiglio. Vuci ca si sintevano da ciazza! Il presidente del consiglio sbanda, non è preparato all’attacco. Lumiera è fuori di sé, la vocietta ancor più stridula – con che diritto e qualifica e competenza e ruolo lei può ascoltare quelle matte che solo io so come trattare! – Tringali prima suda, incassa, poi tenta la difesa, balbetta, non sa se può mandarlo a fare in culo o se è opportuno menarlo. Cristo! gli avevano assicurato che era un posticino semplice semplice: visibilità, niente noie, molte foto di rappresentanza e buone maniere, ed ora ‘sto casino…  Si riprende, decide, risponde,  si arma di contegno e Lumiera ancora su di giri se ne va. Tringali è esausto, umiliato, confuso, superincazzato. E’ trascorso qualche giorno. Dicono che Lumiera, cuor di leone, lanci messaggi di riconciliazione, via telefonino, al Presidente che essendo una pasta di ragazzo forse supererà il conflitto – anche quello psicologico di essere stato colpito nell’orgoglio di cosuzza da Palazzo. E le ragazze? A loro chi ci pensa? Piccitto – sempre intelligente e scaltro, tra l’altro  risulta impegnato in grandi cose e fa il pupo prodigio insieme alla Appendino – non può certo permettersi che il più meraviglioso dei Comuni d’Italia sia guastato da una storiaccia di donne vessate sul posto di lavoro. Non è un bel quadretto, stride nel blog di Beppe il magnifico.  Serve soluzione democristiana: un cicchetto a Lumiera che lo rimetta in riga, e una buona parola rassicurante alle impiegate. Eh, no che diamine! Sempre le donne ad abbozzare! Serve a questo punto un minuto di autocoscienza. Perché è stato scelto Tringali come interlocutore? Disponibile, gentile, dialogante, meno rigido degli altri cinquestelle? Ma sempre masculo è, seppur piccoletto, ed infatti la cosa che ora gli preme è la sua dignità e non il destino delle lavoratrici. Non funziona. Speriamo che Lumiera stia al suo posto tuttavia se dovesse ricapitare: forza ragazze, le donne ragusane sono con voi! Ribellione trasparente! Sarebbe una lezione anche per i nostri giovani amministratori.

Sicilia Futura a Ragusa, nominato il coordinatore di Ragusa: è Claudia Parrino

claudia-parrinoSi è riunito nei giorni scorsi il coordinamento provinciale del movimento Sicilia Futura, retto dall’avv. Giovanni Cosentini, per discutere del suo assetto territoriale e degli impegni politici da affrontare. Per quanto riguarda la città di Ragusa, il coordinamento ha nominato Claudia Parrino quale coordinatrice comunale di Ragusa del Movimento.
Claudia Parrino, inoltre, è incaricata di costituire un gruppo di lavoro che si impegni a programmare le azioni politiche che Sicilia Futura porterà avanti nel capoluogo ibleo. Ricordiamo che Sicilia futura è il nuovo partito inventato da Totò Cardinale, ex ministro della Repubblica, già Dc, fondatore di Ccd e poi Udeur,quindi transitato nella Margherita e dunque nel Partito Democratico. Ora Sostiene Crocetta essendo entrato in maggioranza con questa nuova sigla.

FEDERICO PICCITTO E I POVERI ILLUSI

pinocchio-production-In Arabia Saudita le donne votano!- basta isolare qualche parola, togliere la realtà contestuale e quella storica, dimenticare che l’annuncio si riferisce a un’apertura limitata al voto comunale che si svolgerà tra quattro anni, e forse i poco informati, i creduloni e i maschilisti prendono la notizia come buona; e così le donne arabe diventano portatrici di un diritto come il voto al pari di noi femmine occidentali. Capita di esagerare, di evitare i dettagli, di eccitare i dati, di tuffarsi nelle migliori fantasie, magari per darsi coraggio, per sentirsi importanti, per non sfigurare. Al cittadino normale è consentito raccontar frottole; qui comunque la dimensione dell’eventuale danno e la rivelazione difforme dalla panzana si consumano in un ambito di relazione minima dove i meccanismi di difesa e di giudizio sono facilmente gestibili. Se una amica che si vuol dar arie ci racconta di aver raccolto fiori da un suo favoloso giardino che in effetti però è solo un balconcino con tre vasi siamo in grado di rivedere i sentimenti di fiducia, stima e affetto e se lo riteniamo necessario ricalcolare il rapporto. Stessa situazione in casi seri e gravi come quando un coniuge tradisce: si può chiedere il divorzio. In politica, invece, le cose si complicano e la bugia non è ammessa appunto per l’impossibilità di ritiro dalla relazione con chi ci governa. Questa barbosa ed elementare premessa ci introduce nella balla di queste ore messa in piedi dai cinquestelle: la sperimentazione ragusana del reddito di cittadinanza. Il sindaco Piccitto e l’assessore ai servizi sociali Gianluca Leggio – c’è da pochi mesi, è quel giovanotto che sembra un venditore di rose indiano dal profondo e misterioso patrimonio filosofico intimo- hanno annunciato che sta per scattare questa misura. L’han sparata così grossa che si è aperto il cielo e tutta la notte fulmini e tempesta! Hanno preso, i due amministratori, una forma di sussidio già prevista in qualche progetto e gli hanno cambiato il titolo.  Ci saranno sessanta famiglie che avranno da 200 a 400 euro a secondo del numero di componenti il nucleo in difficoltà. Piccitto tuttavia sa benissimo cos’è il reddito di cittadinanza che il suo movimento invoca e che ha come principio ispiratore non solo l’allineamento ad un welfare europeo, ma un diritto per tutti i cittadini senza lavoro e pensionati che vivono sotto la soglia di povertà a cui lo Stato dovrebbe dare 750 euro al mese, dunque una manovra economica da socialdemocrazia avanzata che si distingue dalle altre forme di aiuto e sostegno agli indigenti proprio per la quantità ideale che rende il reddito di cittadinanza un diritto universale. Da quasi 15 anni a Ragusa i servizi sociali offrono  combinazioni varie di sostegno a chi è in difficoltà persino studiando prestazioni lavorative per gli indigenti, ed è quindi falso – vogliamo dire esagerato? fantasioso? – sostenere che per la prima volta ci sarà uno scambio attivo tra il Comune e il povero. La questione oltre alla bugia forse propedeutica a eventuali lanci nazionali, è a questo punto politico numerica geometrica. Abbiamo tre soggetti di quantità diverse: il sindaco- e ovviamente l’assessore che fa l’indiano- , i poveri indigenti, il resto della popolazione, e come brodo comune un’illusione. I tre soggetti spaziano e galleggiano in questo liquido che da un momento all’altro può perdere sostanza convincente e collassarsi in bugia. Cosa succede allora? L’elemento illusorio sfuma, si perde, si riforma? E allora vediamo le conseguenze dell’illusione che scoppia. Gli indigenti non ci guadagnano niente: assegno avevano e assegno avranno – fra l’altro, purtroppo per loro, sempre di molto inferiore ai 750 che vuole il Movimento – e quindi non si modificherà la loro rabbia e il loro umore. Passiamo ai cittadini ragusani che ci rimarranno malissimo ed essendo coscienti e spaventati della crisi prenderanno atto che davanti a loro ci sono gli indigenti di lungo corso e quindi per loro il reddito di cittadinanza è fottuto. Ma Piccitto che fa quando la bugia gli si schianta addosso come la sonda Schiapparelli? Può solo continuare a fingere che il reddito di cittadinanza esista davvero e muoversi senza vedere la gran massa perplessa dei ragusani di cui non si conoscono le reazioni. E qui scattano altre dimensioni della nostra democrazia: la propaganda, l’ignoranza, la speranza. Può andargli bene. Che sarà una frottola, una piccola forzatura, in mezzo a tanti guai da risolvere? Se così fosse che svolta per i cinquestelle! Vuoi vedere che sotto sotto ammirano Renzi contaballe di straordinario successo! A chi giova l’illusione del reddito di cittadinanza? Dio, fra i mille problemi di questa città ora ci tocca pure domandarci chi sono i poveri illusi.

LINEE E PRECIPIZI, LE ULTIME SULL’AEROPORTO DI COMISO E SUL GOVERNO CINQUESTELLE

cadereArgomento del mese il rinnovo dei vertici Societa Aeroporto Comiso. Era fatta per Gianni Occhipinti President. Accordo prontissimo tra il sindaco Spataro, la lista Insieme e pure Nello Dipasquale a cui gli intrighi piacciono tanto. Inghippo: i comunisti. C’è stata una riunione ristrettissima del Pd comisano dove pare i vecchi compagni abbiano detto al sindaco di non buttarsi in avventure troppo distanti dallo stile e dalle tradizioni del fu glorioso partito, e di comprendere che forse  non porta gran vantaggio stringere patti con  l’onorevole ragusano sia per questioni di fedeltà (non è una Penelope per durata di rapporti) sia per dinamiche interne – insomma é valutato per quel che è, e non altro, negli altissimi vertici renziani. E allora? Occhipinti precipitato in volo seguito da Dibennardo.  Al momento figurano schiantati rovinosamente sulla cristalleria vanto dei loro alberghi e ville. Occhipinti sollevatosi ha ripreso immediatamente la sua forma piombea ed ha chiesto a un cameriere di riempire di champagne un bicchiere ancora intatto. L’altro, il cognato, è crollato sul tavolo degli sposi con un fuggi fuggi delle dame presenti al banchetto  che temendo un terremoto sono corse alla vicina pista aeroportuale  aggrappandosi alle ali di un Ryanair. Un disasatro, non basteranno più nemmeno i cinque euro a passeggero – questo paghiamo – per convincere la compagnia irlandese a rimanere O Comiso.  Tutto in aria, ricominciano le trattative e le grandi speranze. Ma se il Pd, che pare una roccia, stenta a tenere botta nelle difficoltà dell’amministrare, come si fa a dir male dei grillini quando ci sgovernano così bene?  Dario Fo riteneva che la nuova sinistra fosse il movimento cinquestelle e questo potrebbe essere vero se questi fanciulli si applicassero con maggiore cura. Raccontiamo due  storielle di palazzo avvenute in queste giorni  non per maldicenza ma perché è un dovere civico preoccuparsi e offrire spirito critico che può produrre effetti positivi e fecondi. La questione è la linea, il principio base e dirimente del pensiero politico per centrare un’idea sugli uomini e sul mondo.  Fa parte della linea – in primis – riconoscere gli avversari, gli oppositori, i nemici. Esempio, la stampa. Secondo i grillini doc è sempre nemica: tutto falso, esagerato, pretestuoso, e così via. Brutto atteggiamento fascistoide, è vero, e comunque è meglio spazzare i poteri consolidati persino la stampa libera e democratica piuttosto che far pappa e ciccia coi padroni! Nessuno pretende che i ragazzi ragusani diventino come Di Battista, sarebbe troppo, qui si chiede solo qualche distinguo! Fatto. Quotidiano La Sicilia, quello di Ciancio, quello culo e camicia con Nello Dipasquale, quello da sempre conservatore e reazionario, insomma dovrebbero o no essere poco poco guardinghi e prendere le distanze? Ebbene, qualche giorno addietro il direttore Nania chiama una collaboratrice – la giornalista Laura Curella- per occuparsi di una replica inviata dal vicesindaco Iannucci riguardo ad un articolo in cui il Pd aveva attaccato l’amministrazione. La giornalista cade dalle nuvole. Pur occupandosi con costanza del Comune non conosceva la nota di Iannucci. La giornalista si informa e scopre che un suo collega della stessa testata, Farinaccio, sa qualcosa. Quest’ultimo infatti racconta di essere in possesso di una dichiarazione con un virgolettato di Iannucci ma non vuole dire chi gli ha passato la nota. La giornalista va dal vicesindaco e chiede lumi. Iannucci  risponde: “Stia tranquilla, io non ho avuto il tempo di seguire la cosa ne avevo però parlato con il nostro  consulente Davide Allocca che ha abbozzato la nota e poi forse l’ha girata al suo collega per vedere come andava…”. Roba da matti. Il più importante consigliere del sindaco Piccitto chiamato a Palazzo su incarico fiduciario per diffondere il verbo cinquestelle chiede se un articolo vada bene o male a quelli della Sicilia!?!  E come la trovano i grillini la linea politica se non colgono le differenze tra i vari soggetti che rappresentano gli umori e le opinioni della città? Dove sta il pensiero autonomo, la pazza energia dei giovani, se quattro righe di propaganda devono passare al vaglio o dall’approvazione di un giornale conservatore!  Altro che sinistra! Seconda storiella. E’ apparso un bando con selezione pubblica per individuare una figura per la direzione del personale di staff alla giunta. Il compenso sarebbe quello che spetta a un dirigente . E’ successo un putiferio; il palazzo, sospettoso, ha fatto girare la voce che il bando favorisse l’attuale capo gabinetto dottore Scifo. I consiglieri Stevanato e  Agosta, gli  unici che disperatamente cercano di mettere in riga la compagnia, sono entrati in agitazione: le delibere devono essere oneste in forma e sostanza come la moglie di Cesare; non è ammesso alcun retropensiero alla lettura di esse. E il brutto pensiero è il regalo di fine carriera in vista della pensione. Infatti, secondo la regola del sospetto, se Scifo partecipasse al bando- mettendosi prima in aspettativa-  e vincesse, passerebbe dallo stipendio attuale (non vogliamo fare i conti in tasca a nessuno ma supponiamo 25 mila  euro all’anno)  a centomila. Oddio siamo già al clima cupo con le delibere a doppio lettura, trasparente e opaco? Ci vuole il grido di Aldo, Giovanni e Giacomo col simpaticissimo siculo che mani al cielo esclama “NON CI POSSO CREDERE!”   Comunque non c’è pericolo. I cinquestelle legalità e risparmio sapranno bene  che recenti sentenze hanno disposto il divieto per gli impiegati di ente pubblico di percepire uno stipendio più alto rispetto all’originario anche se si è stati chiamati a ricoprire altra funzione. Basta leggere la stampa cattiva che si è divertita a sputtanare la Raggi incorsa nell’errore. Non funziona e demoralizza la promiscuità tra vecchio e nuovo, tra il passato che eravamo certi aver preso a calci e il futuro che vorremmo arrivasse presto. Vogliamo la civiltà nella diversità! Insomma se ‘sta  svolta a sinistra non la volete fare allora  tenetevi stretto Mario Ciancio e sappiate che per colpa vostra  Dario Fo si rivolterà nella tomba. E i cacciatori di orizzonti?  Sconfitti su tutta la linea.

PICCITTO E LO SGUARDO LUNGO DEI CINQUE STELLE

federico-piccitto-grilloE’ a Bari il nostro sindaco, all’assemblea dei comuni italiani per tuonare che l’Anci o la si riforma oppure non è all’altezza dei valori personificati dai primi cittadini cinquestelle eletti dal popolo. Federico Piccitto che per tre anni non ha mai manifestato una grande affezione ed empatia con il suo partito (ricordiamoci che non fu nemmeno invitato quando Luigi Di Maio, l’anno scorso, in missione privata, visitò alcune realtà imprenditoriali di Ragusa e Siracusa) in poche settimane è entrato a pieno titolo nella macchina propagandistica del movimento. Comizietto al raduno di  Palermo, articolone nel blog di Grillo per raccontare le meraviglie del futuro sistema di raccolta dei rifiuti che ci renderà più moderni degli svedesi, e infine oggi una intervista su una radio nazionale per dire che l’associazione dei comuni italiani è uno strumento vecchio nelle mani del Pd; cos’é questo improvviso impegno politico che lo fa girare come una trottola rendendolo simbolo della rivoluzione? Cos’è cambiato dai tempi – era solo l’inverno passato-  quando senza timore di essere ascoltato definiva imbecilli i consiglieri, se ne sbatteva di curare i rapporti con i leader del movimento, raccontava di ammirare Pizzarotti? E questo cambio di pelle è forse il segno di un ritrovato gusto nel tentare di mutare i destini del mondo tanto da scendere in campo e scatenarsi  come un don Chisciotte? Magari fosse così! Come sarebbe incoraggiante trovare un riferimento nei cinquestelle ragusani per discutere del mondo  e per lagnarsi delle soverchierie e del malaffare! Sogno che ci sei … cantava un romanticissimo Mingardi  (Sanremo 1993). Negativo. Non c’è manco una sede cinquestelle a Ragusa. Federico Piccitto, ragazzo scaltro, scuola salesiana, si è solo messo in linea con l’unica regola del movimento: proclamarsi  diversi, unici, migliori, enciclopedici. Una performance facile per un giovane intelligente come il nostro sindaco che ha ben compreso quel che il  movimento chiede: null’altro che questa ostentazione cheguevarista. Quindi Piccitto dopo aver ottenuto la resa incondizionata dei gruppo consiliare, umiliato, può dedicarsi a tempo perso ai carosello della ditta Grillo –Casaleggio ed entrare nelle grazie di chi conta. Delle idee del movimento non c’è stata traccia in questi anni di governo. Sappiamo tutti che se c’era una sola speranza di sperimentare uno dei punti fondanti del programma cinquestelle, ossia il reddito di cittadinanza, l’unica città d’Italia dove poteva ipotizzarsi questa manovra era ed è Ragusa, comune sano dal punto di vista finanziario, ed invece non solo non c’è possibilità di realizzare il punto, ma ci ritroviamo massacrati di tasse dall’inossidabile coppia Piccitto Martorana – basti pensare al canone idrico e all’Imu seconda casa. E allora? E’ finita così: se vogliamo goderci un po’ di movimentismo dobbiamo azzerare ogni facoltà critica e credere oltre ogni ragionevole dubbio, e quando appare il volto sereno del sindaco esclamare: Vedi un po’ il nostro ragazzo! oppure imprecare e dare una testata nel muro. Perché sono cresciuti così in fretta e male i nostri grillini? Tutto era tollerabile, ma vederli in così poco tempo divenire dei professionisti della furbizia e del disincanto è veramente amaro. Leggiamo nel sacro blog della raccolta dei rifiuti migliore d’Italia – peccato che in tre anni abbiano fatto proroghe su proroghe a Busso, peccato che la gara oggetto di orgoglio che contagia lo Stivale sia stata stilata da Claudio Conti poi cacciato, peccato che a Busso non abbiano mai chiesto indietro i milioni di euro che doveva restituire, peccato che la gara sia ferma, peccato che alla gara si siano presentate solo due ditte…peccato. Hanno fiuto, però, i giovanotti di Palazzo, sono rivoluzionari fuori e yuppie dentro, ritengono di poter ambire tutti a divenire deputati. E così coltivano il vero sogno… Antonio Tringali, presidente del consiglio comunale, quello piccoletto simpatico, quello ca futtiu Giovanni Iacono, uno che sa come girano le cose umane e riceve cittadini e tenta di destreggiarsi tra il vecchio e il nuovo accontentando finchè si può… deputato a Palermo; Stefano Martorana che non essendo riuscito -ahinoi!-  il colpo di sbolognarlo alla Raggi quando non si trovava un cane per la carica di assessore al bilancio, deputato pure lui; Salvatore Corallo grand commis per ogni tipo di governo; il blocco dei consiglieri comunali da Spadola, alla Disca, alla Zaara Federico.. TUTTI SOGNANO. E Piccitto? Come minimo ministro. E i titoli? Fedeltà e simpatia. Scusate, ma non erano le doti che servivano nel partito del Cavaliere? Ah no!, qui è diverso, lì bisognava possedere morale duttile, qui basta il cervello debole. E’ volgare citare i grandi della letteratura, comunque ripensando a quando Piccitto parlava di imbecilli torna in mente quella frase di Flaubert che descriveva due suoi personaggi brav’uomini: “Non sono propriamente degli imbecilli, hanno molti sentimenti ed embrioni d’idee che fanno fatica ad esprimere. La stupidità dei miei brav’uomini mi pervade”. Ecco siamo pervasi anche noi. Guardate quest’ultima consigliera appena subentrata: Maria Rosa Marabita. Mettetele una incerata verde come grembiule, due guanti sino ai polsi, un coltellaccio in mano a mondare verdure  e lei che se la ride soddisfatta quando sente rotolare dal palchetto la testa mozzata dalla ghigliottina. ZAC!  E’ la rivoluzione ragazzi!  Dio della politica aiutaci tu! Facci amare la nostra epoca, offrici un catalogo poco poco più vasto alla voce classe dirigente, libera le anime di questi giovani dall’ingordigia del potere. Amen. Per gli appassionati del volo. Ultime aeroporto. Si profila Occhipinti presidente, amministratore delegato Dibennardo -meglio inteso come Il Cognato-  e se proprio si vuole ottenere la tripletta che pacifica tutti, un direttore manager amico di Digiacomo che dia un po’ di tono. Per finire. VIVA LE DONNE TRICOTEUSES! Siam qui liberi e civili grazie anche a loro. Speriamo che le Marie Rose cinquestelle guardino il potere con quel ghigno cattivo lasciando ai peggiori il sogno di carriera.

PICCITTO, COSENTINI, GLI ALTRI… RITORNO A TOTO’ E IL POTERE INCRICCATO

lumina-rasarituluiFinalmente ha smesso di soffrire Giovanni Cosentini, è tornato alla casa del padre, ha ritrovato un Totò stavolta Cardinale che lo ha fatto segretario di un partitello di grandi speranze: Sicilia futura. Una sigla di ampio respiro, da boccone pieno grondante succo carnale. Gliel’ha trovata, la collocazione, Nello Dipasquale già in tenuta da combattimento prelettorale. E’ utile posizionarsi nella parte destrissima del Pd e coltivare i vecchi amori, le buone amicizie dei democristiani di razza tinta – gente esperta nel tinteggiarsi all’abbisogna delle circostanze –  persone che sanno muoversi e raccattare voti in un sottobosco umano  cupo, indecifrabile, che si pensa ormai annientato e sconfitto e che invece rispunta nella sua morbosità.  Toto Cardinale se l’incertezza dei tempi resiste è uomo che il 5 per cento lo può incassare, e il nostro ex sindaco che gioca con le sigle – Territorio, Megafono, Pd – ha infilato nell’armadio questo straccio comunque indossabile in caso di nudità. Povero Cosentini, di nascita signore, ora ridotto al ruolo di valletto pronto a spazzolare la giacchetta del suo padrone! Tutto è invertito, confuso, folle e la politica si appalesa nel suo volto mostruoso strappandosi di dosso ogni lontano sapore di solidarietà e giustizia. E’ sparita ogni decenza, la lotta è oscena. Ci si batte in queste ore per rinnovare i vertici dell’aeroporto di Comiso, presidente ed amministratore delegato – gli uscenti sono Dibennardo in qualità di cognato di Nello Dipasquale, e l’altro è  Taverniti mite e  rassicurante rappresentante dell’industria ragusana che non c’è più –  e non affiora in questa spartizione l’attenzione alla questione centrale: come farla funzionare questa struttura eternamente potenziale e materialmente in deficit? Come rilanciare l’aeroporto tamponando l’emorragia di denaro che quotidianamente viene sacrificato sull’altare dell’illusione? Trovando manager di qualità ed esperienza è la risposta naturale;  peccato che non funzioni così, anzi, se questa è la strada maestra la politica schizza dalla parte opposta. Un manager qualificatissimo, Scapellato, che ha diretto aeroporti italiani e fu prezioso nella fase di nascita e riconversione del Magliocco sarebbe pronto e disponibile, ma noi, o meglio, loro, non lo vogliono li distrarrebbe dall’ossessione dominante: fare bottino, piazzare i luogotenenti, succhiare tutte le risorse vitali che questa regione sprigiona per poi pretendere che le proprie milizie diano il sangue, facciano il loro dovere, si ricordino chi ha donato ruoli prestigiosi e munifici, e così si mobilita l’esercito necessario a trascinarti alla vittoria – l’elezione di turno. Ne deriva che il Pd di Comiso che governa la città e che si ritrova il costosissimo gioiellino dell’aeroporto impazza e pure le associazioni di categoria che nel deserto della politica si ostinano a vantare capacità determinanti e insostituibili mentre sono solo dei  club autoreferenziali. Risultato: il giovane sindaco Spataro da buon renziano vuole rafforzarsi e sganciarsi definitivamente col vecchio partito e rottamare Digiacomo e pensa di flirtare con la lista Insieme proponendo come presidente dell’aeroporto Gianni Occhipinti, e Dipasquale lesto come una faina si lancia, porta scompiglio, si intesta la spericolata operazione, riprova a sistemare per l’ennesima volta il cognato che dopo due giri, l’incredibile premio di produttività di 80 mila euro (Taverniti se n’è presi 40) potrebbe, in verità, continuare a godere dei rombi degli aerei sistemandosi un baracchino panoramico sulla  terrazza della sala ricevimenti di Villa Orchidea e in caso di nostalgia asciugarsi le lacrime nei veli delle spose. Perché devono essere gli albergatori a gestire l’aeroporto non si sa. O meglio: per Dibennardo vale la regola della cognatanza, ma per Occhipinti? E’ il trionfo di Federalberghi, persino a Catania è stato nominato Nico Torrisi che è presidente della gloriosa associazione di categoria. Ah, dimenticavamo: Torrisi sta con Cardinale, è un piccolo dettaglio che però offre il senso del rimescolamento speranzoso che sta agitando la politica siciliana. E’ una guerra di trincea: resistere, non mollare mai la postazione, non volgere mai lo sguardo oltre il proprio giardino. Occhipinti è l’offerta migliore dentro il recinto della piccola Ragusa che si cosparge ogni giorno il profumo dell’agiatezza, del successo, ma questa bottiglietta sa solo di violetta di Parma buona a coprire l’odore di muffa. Occhipinti è alquanto serio, almeno la fisiognomica per quel che vale ce lo consegna tale, è fedele, ha un buon pacchetto di voti e a Ragusa un gruppo capeggiato dall’abilissimo e preparatissimo Maurizio Tumino che da tutta questa confidenza e miscelanza con il Pd non trarrebbe gran vantaggio. Si ritroverebbe, Tumino,  in un calderone con troppi candidati sindaco pronti a sbranarsi e perderebbe il marchio d’origine controllata da spavaldo conservatore. Vabbè! si dirà che è fatto così il partito della Nazione, ma troppi congiungimenti non giovano nelle partite locali. Intanto ci siamo dimenticati di Confindustria che preme e allora spunta  come manager – sempre dell’aeroporto-  l’industriale Giorgio Cappello voluto da Montante, guarda che roba! Dicono che non abbia i requisiti, ma c’è l’avvocato Tuccio Di Stallo che sta studiando il caso, e siamo più tranquilli. Un vorticoso affanno che allontana la realtà: nessuno racconta l’ultima disfatta della gestione Dibennardo Taverniti ossia il fallimento del bando per attirare nuove compagnie aeree. Non si è presentato nessuno, ed è la seconda volta – il primo bando sempre con fondi Insicem lo aveva promosso la Provincia regionale. Ciononostante si sono acchiappati, i due, questa estate, quella barca di soldi. E i grillini che dicono, che fanno? Innanzitutto come Comune di Ragusa in pieno stile democristiano tanto per rimanere nella corda armonica dell’odiato sistema abbiamo consegnato belli belli 200 mila euro alla Soaco con la solita litania di voler contribuire ad incentivare le rotte. L’unica rotta produttiva a noi sembra quella che vede un transito veloce e lineare finire nelle tasche dei prodigiosi amministratori, e poi, sempre parlando dei cinquestelle, come si pongono in questo terribile mondo schifoso? Sono primitivi e disinvolti. Sguazzano bene ovunque e se qualcuno si accorge che si sta impattando nella merda si alza il grido che attira il popolo: rompiamo tutto, e quest’onda magica cancella connivenze, imperizie, colpe. Hanno un limite: essendo assetati di assoluto non colgono mai le contraddizioni e se si osa metterli davanti l’evidenza del ritardo, del silenzio, della inefficienza si ritraggono e vomitano lezioni di morale. Ci troviamo dunque di fronte a blocchi di potere diversi dal punto di vista formativo e sentimentale che entrambi traggono forza dalla assenza di comunicazione: il pd dominante e tutta la ghenga che ruota o fa capo a Dipasquale non hanno alcun interesse ad alimentare e frequentare la cultura democratica di crescita e ascolto del territorio perché la salvezza  si ottiene solo attraverso l’azione di pirateria che impone un procedere occulto, e i grillini nostrani evitano il contatto emozionale con le masse che rivelerebbe deficienze, bugie, carenze del loro amministrare. Poteri  incriccati non all’altezza delle necessità, impotenza della politica, oligarchie democratiche. Scusate se è poco. Anche noi qui a Ragusa voliamo altissimi e ci tuffiamo nel dibattito che scuote il Paese. E per l’aeroporto? Mah! Se sol uno dei protagonisti di questa guerra di poltrone avesse avuto il piacere e l’onore di conoscere Pio La Torre, uomo sempre dalla parte dei deboli, uomo che sapeva dove si annidava il male e la corruzione, ci sarebbe maggior contegno nel trattare le idee di governo e il cielo da attraversare.

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