21-01-2019
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Archivio della categoria: Politica

GOVERNO CROCETTA, SEL: “DIMISSIONI DI MASSA DEPUTATI ARS COME ULTIMO SUSSULTO DI DIGNITÀ”

 

crocetta“Crediamo che questa esperienza di governo sia giunta al definitivo capolinea, chiediamo a tutti i deputati siciliani un ultimo sussulto di dignità e coraggio: dimettetevi immediatamente. Solo così si porrà fine a questa lenta agonia che si è protratta già per troppo tempo”. A dirlo è Massimo Fundarò, coordinatore regionale di Sinistra ecologia e libertà Sicilia. “Mentre i dati Istat incoronano la Sicilia come la regione più povera d’Italia, il bilancio della Regione è ancora congelato in attesa dell’intervento salvifico di Roma per colmare il buco. E di fronte a questa realtà dei fatti, il governatore Crocetta annaspa e la sua maggioranza litiga per le ultime poltrone da assegnare”.

RAGUSA, TRASFERIMENTO ARCHIVIO STORICO COMUNALE NELLA BIBLIOTECA

La sede dell'archivio storico comunale in via Di Vittorio“Trasferimento dell’archivio storico comunale nella biblioteca di via Zama, è indispensabile che l’Amministrazione comunale possa pigiare il piede sull’acceleratore visto e considerato che, ormai, tutti i passaggi necessari per garantire l’attuazione del provvedimento sono stati attuati”. Lo dice il consigliere comunale del Movimento civico ibleo, Gianluca Morando, rivolgendosi alla Giunta municipale di Ragusa dopo aver precisato che l’idea lanciata dallo stesso Morando tre anni fa era quella di creare un unico polo bibliotecario. Finalmente – prosegue Morando “è stato possibile appostare le somme in seno al bilancio comunale. Per cui, adesso, ci sono tutti i presupposti affinché questo iter possa realmente essere avviato e completato in tempi ragionevolmente brevi”.

CASO CAMPO, DOPO LA PRIMA RIUNIONE DELLA COMMISSIONE TRASPARENZA PARLA LA PRESIDENTE MARINO

Elisa MarinoIl presidente della commissione Trasparenza, Elisa Marino, dopo la prima seduta, tenutasi venerdì mattina, sulla vicenda riguardante la disamina delle carte concernenti l’attività svolta al Comune di Ragusa per il servizio di lettura dei contatori idrici, ha rilasciato la seguente dichiarazione: “L’importanza del caso impone un grande senso di responsabilità da parte di tutti, maggioranza e opposizione. Anche se le sedute dell’organismo, a cominciare da quella di venerdì, potranno risultare più lunghe del previsto e a prima vista senza un riscontro fruttuoso, ciò si rende necessario per mettere nella condizione tutti i commissari di avere gli strumenti necessari per la valutazione di un caso che, non dimentichiamolo, ha spinto un assessore dell’attuale Giunta a rassegnare le dimissioni. Il nostro primario obiettivo, dunque, anche dinanzi alla città, dovrà essere quello di ricercare la verità sostanziale dei fatti. E non ha importanza se occorrerà impiegare più tempo del previsto. E’ però indispensabile concretizzare il traguardo finale per capire che cosa è realmente accaduto. Dispiace se, a fronte di ciò, si possano registrare defaillance come quella di ieri con la convocazione di una persona informata sui fatti che non ha avuto la possibilità di rendere dichiarazioni per il dilatarsi dei tempi tecnici. L’auspicio è che, naturalmente, questi problemi possano essere attenuati per arrivare a ciò che interessa di più a tutti i cittadini, capire che cosa è effettivamente accaduto in relazione alla vicenda in oggetto”. Le prossime riunioni della commissione Trasparenza sullo stesso argomento sono già state convocate per venerdì 27 novembre e venerdì 4 dicembre alle 10.

CASO CAMPO, TUTTA LA STORIA

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E’ trascorsa una settimana dalle dimissioni di Stefania Campo ed ogni maldestro tentativo di  fare passare la vicenda dell’assunzione di suo marito come una storia di ordinaria ingenuità è fallito. La vicenda  ora è ancor più chiara, la descriviamo pezzo per pezzo dopo che in commissione trasparenza il consigliere Maurizio Tumino ha ricostruito, atti alla mano, da dove parte l’affare di famiglia. Tutto inizia nel 2012 quando l’amministrazione comunale indice la gara di appalto per individuare la ditta che effettuerà la lettura dei contatori idrici. Nell’anno precedente i lavoratori che avevano svolto il servizio erano tre: i signori Miciluzzo, Garofalo e Tidona.  Viene celebrata  la gara il 4 luglio 2012, ma nessuno se la aggiudica per una irregolarità nella documentazione.  Nel settore che predispone gli atti compare la funzionaria Tinè madre di Stefania Campo. Non essendo avvenuta l’aggiudicazione, l’iter dovrebbe essere ripercorso ed invece in modo incomprensibile ed inusuale entra in scena un altro settore, il terzo, con il dirigente Lumiera che, in un unico atto dopo pochi giorni dall’esito negativo della gara, affida il servizio alla ditta L.& M. Center che lo  svolgeva l’anno precedente.   Viene confermato come letturista solo Miciluzzo;  Garofalo rinuncia ed entra al suo posto Iacono, mentre il terzo, Tidona,  non viene richiamato e al suo posto entra il dottore Paolo Sottile genero della signora Tinè funzionaria del comune al settore ragioneria retto dalla dottoressa Pagoto.  Sono gli ultimi  giorni dell’amministrazione Dipasquale, il sindaco sta per dimettersi per potersi candidare alle elezioni regionali, e si impone velocità e capacità per portare a compimento situazioni sospese. Entra Sottile, dicevamo, ed esce Tidona. E qui se non fosse il dramma del lavoro, la scena diventerebbe esilarante. Come scopre Tidona di essere stato fatto fuori? Un bel mattino gli suonano alla porta: – Letturisti acqua!-, e gli viene un colpo. Apre la porta ed esclama: “Ma questo è il mio lavoro, lo devo fare io!- Va in Comune per capire come mai lo hanno escluso e gli rispondono: “Ci dispiace. Nell’elenco fornito dalla Signora Tinè il suo nome non c’è”. Tidona aspetta e aspetta e aspetta ancora. Nel 2013 l’appalto prosegue con la stessa ditta e gli stessi lavoratori.  Arriviamo al 2014 con la giunta Piccitto e l’assessore Campo, figlia della Tinè e moglie del letturista Sottile. Il 7 marzo 2014 si imbastisce una nuova gara il cui capitolato è redatto dalla Tinè e spunta, per la prima volta, una modifica all’articolo 4, che nel nuovo capitolato dispone: “l’impresa subentrante si impegna a garantire l’assunzione degli addetti esistenti”. Che significa? Vuol dire che si riesce ad inserire una garanzia assoluta per i lavoratori, genero compreso. Risolta l’assunzione  si passa alla seconda questione: la retribuzione. Inizia la fase 2: gli incontri tra lavoratori e cooperativa che si è aggiudicata il servizio, l’Agos. Perché si incontrano i lavoratori con il Presidente La Mesa? E’ semplice. Hanno già la certezza dell’assunzione poiché la Tinè li ha blindati, rimane il problema salario. I tre non accettano la paga a cottimo e richiedono uno stipendio mensile di 850 euro. Avvengono gli incontri. Ad uno, quello al bar, partecipa la moglie di Sottile, Stefania Campo, allora assessore in carica. Poi, come se non bastasse si organizza un altro  incontro. Lo promuove la Tinè. Telefona a La Mesa, questi la va a prendere negli uffici di Via Spadola e insieme si recano al Comune dove si incontrano con Lumiera ed i tre lavoratori: tema la trattativa sulla paga. La Mesa stremato accetta gli 850 euro da corrispondere ai 3 letturisti. Tutto è compiuto. Lo scandalo è a tutto tondo. La Tinè che allestisce il il capitolato perfetto per sistemare il genero, il vertice a Palazzo, l’intera operazione che si svolge  mentre la  figlia amministra la città di Ragusa. E’ una matassa di conflitti. Quel che è sconvolgente è la mancanza di limiti. Era già andata di lusso, con Nello Dipasquale, l’assunzione di Sottile con la gara a rotta di collo, ma insistere in quel modo sfacciato è veramente troppo. Non sentono, madre e  figlia, il dovere, il garbo, la necessità dettata da prudenza o rigore di allontanarsi dalla scena. Altro che scivolone!  Con grande ritardo, la Tinè è stata trasferita in un altro settore. Ora è subentrata la Pegaso e non esiste più il passaggio naturale dei lavoratori, ma solo la valutazione, da parte della ditta, per verificare l’armonizzazione, e con sorpresa il dottore Sottile è risultato armonico, gli altri due no. La storia non è finita, e tocca tutti noi ragusani che in questi giorni abbiamo ricevuto la bolletta dell’acqua. Pagheremo non in base alla lettura, ma in maniera forfettaria perché si dice che la Pegaso non è riuscita ad effettuare come si deve la lettura dei contatori. Forse mancava il personale adeguato, è il colmo. Anche su questo la commissione trasparenza dovrà indagare. Non è ammissibile che si paghi un servizio se poi questo non viene svolto.  Conclusioni. L’importante è che la Campo sia stata fatta fuori definitivamente dal sindaco. Si vedrà cosa si deciderà per la Tinè e Lumiera entrambi in una situazione delicatissima. Attendiamo le prossime puntate della commissione trasparenza, sarà un vero spettacolo.

Ragusa, cooperative sociali: nessun controllo sul rispetto dei contratti

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Stanno venendo a galla giorno dopo giorno forzature e vessazioni subite dai lavoratori nell’ambito degli appalti gestiti da alcune cooperative  sociali. Su una nostra denuncia riguardo due lavoratori – soggetti svantaggiati- impiegati nel servizio idrico a cui erano stati ridotti i livelli contrattuali, oggi si scoprono i dettagli. La cooperativa Agos subentrata alla Concordia all’impianto Lusia, nel luglio scorso scrisse una nota al Comune di Ragusa per rappresentare le anomalie constatate nei contratti dei lavoratori. Ai due soggetti svantaggiati il precedente gestore, – Concordia, presidente La Ferla, – aveva ridotto il livello da B1 (terzo livello) al livello minimo con una differenza retributiva di paga base – ossia un taglio – di 66,62 euro al mese. Una grave violazione del capitolato. Il Comune che è la stazione appaltante non ha preso provvedimenti, nè posizioni ufficiali. Sono pochi i lavoratori che colpiti da decurtazioni nello stipendio, sia per lo specifico caso, sia in generale, hanno la possibilità e il coraggio di rivolgersi a legali di fiducia per ottenere i loro diritti contrattuali. Aggiungiamo che la Agos ha ripristinato i livelli previsti dall’appalto.

VITTORIA, RICCARDO TERRANOVA SI CANDIDA A SINDACO

1447933473-0-riccardo-terranova-si-candida-a-sindaco-di-vittoriaCoalizione Cittadina di liste civiche a sostegno della candidatura di Riccardo Terranova a Sindaco della città di Vittoria. Terranova uno degli storici esponenti di Forza Italia in provincia di Ragusa è stato assessore provinciale alla Pubblica Istruzione. Si legge in una nota: “La Coalizione “Terranova Sindaco” non deve essere etichettata politicamente, dunque non è né di centro destra né di centro sinistra: è la coalizione dei cittadini ad oggi estranei al potere locale.La candidatura Terranova consente a tutti i cittadini, di qualunque orientamento politico, di identificarsi in essa e di sostenerla, oltre che con l’espressione del voto, anche attraverso un’adesione da oggi fino alla data delle elezioni amministrative”.

NASCE UN DIRETTORIO PARITETICO TRA I CIRCOLI “PIPPO TUMINO” E “RINASCITA DEMOCRATICA” DEL PD DI RAGUSA

1396118797-peppe-calabrese-senza-di-lui-non-si-va-da-nessuna-parteMolto partecipata la riunione di dirigenti del circolo “Pippo Tumino” e del circolo “Rinascita Democratica” del Pd di Ragusa. L’appuntamento è servito per parlare di politica, dei problemi della città, delle pecche amministrative di questa maggioranza, cercando altresì di mettere in campo idee proposte e prospettive per tracciare una strada che veda il Pd protagonista come opposizione oltre che futuro partito di governo. Ad avviare i lavori i segretari dei due circoli, rispettivamente Gianni Lauretta e Tony Francone. Chiaramente in più interventi è stato sottolineato l’episodio che vede protagonista un assessore grillino per motivi gravi che lo hanno costretto alle dimissioni. Il dibattito è risultato molto articolato con parecchi interventi. Si legge in una nota dei due circoli: “A riunione in corso, essendo venuti a conoscenza che il secondo circolo, in maniera isolata, aveva provveduto alla votazione del segretario dell’Unione comunale del Pd nonostante lo stop imposto dal partito nazionale e regionale, avallando ancora una volta l’esclusione del circolo “Pippo Tumino” nonostante i ricorsi vinti, l’assemblea dei due circoli ha deciso di prendere le distanze da quanto accaduto, non riconoscendo la legittimità della scelta del secondo circolo e proponendo un direttorio composto in modo paritetico, con un portavoce dei due circoli individuato nella figura dell’ex segretario del Pd cittadino Peppe Calabrese. Ovviamente si tratta di un organismo nato per fare politica nell’interesse della città e con la prospettiva di far crescere un partito sempre più lacerato al suo interno”. Il portavoce Peppe Calabrese ha auspicato, nel suo intervento conclusivo, che si possa arrivare, nell’interesse di tutti, ad una soluzione che metta fine a questa storia che vede un pezzo del partito escluso da tutto, magari prima di venerdì 20 novembre, data scelta dal regionale per un incontro risolutorio da tenersi a Palermo.

M5S: “Commissioni Ars ancora in alto mare. I partiti devono decidere come spartirsi le presidenze” 

download (1)“La spartizione delle poltrone continua a paralizzare il Parlamento. Dopo la vergognosa, irritante e infinita telenovela che ha preceduto la nascita del Crocetta-quater, si rischia ora una nuova stagnazione istituzionale sulle presidenze delle commissioni: la Sicilia e i siciliani non meritano questo”.  Il gruppo parlamentare del Movimento 5 stelle all’Ars interviene sulla vicenda del rinnovo della commissioni permanenti, in freezer, ormai da mesi. Non tutti i partiti hanno comunicato alla presidenza dell’Ars la lista dei deputati da destinare alla varie commissioni. Difficile, pertanto, che in settimana si proceda alle votazioni, come previsto. “I palazzi del potere – affermano i deputati cinquestelle – continuano a mandare alla gente sempre lo stesso segnale, gli interessi personali e le brame di potere prima di tutto. Dopo aver tenuto in stallo un’isola per rifare il volto ad un governo che per gran parte mantiene le stesse facce, siamo di nuovo nel pantano.  Noi – proseguono i deputati – abbiamo comunicato la nostra griglia da tempo ad Ardizzone. Siamo stati i primi a farlo. A quanto pare all’appello mancano diversi partiti, tra cui il Pd e la cosa non ci meraviglia affatto: ci sono parecchie persone rimaste fuori dagli assessorati che vanno accontentate. Va definita, inoltre, la trattativa con i vari pezzi di questa eterogenea maggioranza per spartirsi le presidenze. Sono questi i grandi temi sul piatto nel palazzo. Le emergenze, quelle vere, possono aspettare”.

IL SEN. GIANNI BATTAGLIA ELETTO PER LA SECONDA VOLTA SEGRETARIO DELL’UNIONE COMUNALE DI RAGUSA

IMG_6334Nel salone della Federazione provinciale del Pd si è svolta la riunione dell’Unione Comunale di Ragusa. L’elezione del nuovo segretario è avvenuta a scrutinio palese per alzata di mano. Il segretario, Gianni Battaglia ha accolto la proposta del segretario del Secondo Circolo, Mimmo Barone, di rinviare l’elezione degli altri organismi, riscontrando positivamente l’invito del segretario regionale Fausto Raciti con una mail arrivata qualche minuto prima della riunione. Il nuovo segretario ha on illustrato per sintesi il documento che aveva redatto ed allegato alla documentazione prevista per l’elezione. “Con l’elezione di oggi – intervenendo Battaglia – si apre un nuovo cantiere ibleo che saprà valorizzare la nostra identità culturale. C’è bisogno di buona politica, e il Pd può essere tutto questo, deve diventare tutto questo. Un partito aperto, uno spazio concreto di dialogo costruttivo e propositivo; un laboratorio di idee e di  progetti, in cui le diverse storie politiche, culturali, di età e di genere diventino fattore di arricchimento e di contaminazione reciproca….. una nuova forma organizzativa, diversa da quella finora sperimentata che abbia un unico convergente comune obiettivo: rafforzare il PD a Ragusa, dare voce e speranza al vero cambiamento, contribuire a costruire una forza politica in grado di accettare e vincere la sfida per il governo della città”. Infine, Battaglia ha voluto sottolineare che “continuare, come purtroppo alcuni continuano a fare, a ricercare il nemico o più nemici in casa è un esercizio asfittico che non appassiona.o politico. Con l’elezione di oggi abbiamo compiuto il primo passo, lo facciamo, purtroppo, registrando il dissenso di una part del partito. Deve essere chiaro che non si accettano atti di prepotenza e che il Partito, da noi diretto, non sarà mai il luogo che legittimi il trasformismo, un taxi in cui si sale per convenienza per compiere un tragitto, passando con disinvoltura da destra a sinistra, magari utilizzando l’argomento dell’autonomismo e della vocazione al “TERRITORIO”, joilly per tutte le stagioni in nome del quale consumare i più arditi e spettacolari salti di quaglia”.

LE DIMISSIONI DELLA CAMPO, IL CAMBIAMENTO E IL CONSERVATORISMO

piccitto 4Il sindaco Piccitto di fatto l’ha cacciata via. Non voleva andarsene Stefania Campo nonostante avesse ammesso al primo cittadino che quegli incontri descritti da Tele Nova qualche ora prima – un appuntamento al bar, una riunione a palazzo – fossero veri. Le dimissioni “spontanee” sono giunte quando la signora ha capito che non c’erano più margini per resistere. Federico Piccitto ha affrontato la questione solo, ed ha deciso solo. Non ha avuto il sostegno né della giunta – i cui membri si erano espressi in maniera riservata non volendo esporsi nei confronti della collega – né dei consiglieri comunali i quali grezzi o ottusi non hanno compreso la gravità della vicenda anteponendo alla necessità della chiarezza gli infantili sentimenti di relazione o affetto che li legavano all’assessora. Si sarebbero tutti adattati alla vecchia maniera arroccandosi alle inconcludenti inchieste interne, per poi dimenticare. Il sindaco è stato l’unico a comportarsi in modo specchiato, lineare, non tanto e non solo per coerenza ai principi del movimento, ma per qualità caratteriale e morale che fanno la differenza in chi amministra. In altri tempi, con altri sindaci – ricordiamo che si trattava sempre di assunzioni nelle cooperative vincitrici di appalti comunali quando in città scoppiò lo scandalo del fratello dell’ex assessore Migliorisi e del figlio di Franco Muccio presi in carico dalla Pegaso – nessuno si dimise, nessuno andò a casa, era normalità per Nello Dipasquale e la sua squadra aiutare come si poteva amici e parenti.  Forse per questo, quasi  in mondo inconscio, è scattata la presa di distanza con la nostra denuncia giornalistica, e infatti subito dopo che era apparso l’articolo sul marito dell’assessora, Sonia Migliore, che aveva presentato una interrogazione sul bando per la lettura dei contatori idrici, dichiara: “Sono sopraggiunti elementi che dipingono faccende non contenute nelle nostre denunce e che non vogliamo citare”. C’è un ritrarsi quando si mette mano alle abitudini della città e del Palazzo. Nelle stesse ore Mario Papa nel suo notiziario esclama: “ma è la normalità, accade da sempre”, e poi ieri, di nuovo, alla conferenza stampa della Campo in cui annunciava le dimissioni, lo stesso, incredulo e quasi irritato esplode: “ma come, se ne va per un articolo?”. Per questo è ammirevole Federico Piccitto, è realmente diverso e, al momento, migliore. Altra cosa è il Movimento cinquestelle caduto in queste ore nel ridicolo. Consiglieri che affiancano la Campo come se fosse una madonnina immolata sull’altare del rigore, e una serie di commenti veramente antipolitici ma solo perché privi delle elementari nozioni di democrazia. La Campo se n’é andata perché è tutto vero quel che noi di Tele Nova abbiamo scoperto. Lo conferma lei stessa nella lettera in cui tenta di spiegare la vicenda ai cittadini. Punto primo: ha accompagnato il marito, prima che questi fosse assunto, ad un incontro al bar con il presidente della cooperativa che aveva vinto l’appalto per la lettura dei contatori idrici. Punto secondo: la madre dell’assessora partecipa ad un incontro con Lumiera e La Mesa presidente della cooperativa Agos mentre ancora si trattavano le condizioni di assunzione del genero. I cinquestelle – tranne il sindaco- non capiscono che la signora Campo e sua madre dovevano evitare qualsiasi contatto con la ditta che aveva vinto l’appalto: L’ABC COMPORTAMENTALE IN UNA DEMOCRAZIA EVOLUTA. Ovviamente  la Campo nella sua lettera non riferisce del  nodo centrale di questi incontri ossia la retribuzione che i lavoratori volevano strappare alla cooperativa Agos, e mantiene tutto in un’atmosfera di ingenua casualità. Tentativi goffi e disperati e però abbracciati con calore da coloro che rappresentano il conservatorismo, che sono terrorizzati dal cambiamento. In questa giornata tragica per l’eccidio di Parigi parlare dei travagli politici ragusani è un rifugio in mezzo alle incertezze e al caos, e comunque il valore della libertà, in primo luogo quello della stampa, è  un valore da custodire e coltivare ovunque anche nella piccola Ragusa: serve a fortificarsi, a guardare con coraggio il modo, a sentire nel cuore e nella mente il gusto per la civiltà che ci ha trasfuso la rivoluzione di quel popolo oggi colpito. Siamo “una testatina di pasdaran noti per fare incazzare la gente e collezionare querele”, lo scrive La Sicilia, ed è vero. I pasdaran sono guardiani, sono coloro che vegliano, e stare svegli è il ruolo della stampa libera; fare incazzare qualcuno è la conseguenza logica del nostro lavoro; riguardo le  querele ne abbiamo avute tante, ma anche molte assoluzioni e nessuna condanna. Speriamo che questi felici risultati giudiziari si verifichino anche per la testatona con a capo l’editore Mario Ciancio indagato per concorso esterno per associazione di tipo mafioso.

Apprezzamento di Confagricoltura di Ragusa per emendamento della Senatrice Padua

Venera  Padua (2)Venerina Padua, raccogliendo anche le sollecitazioni di Confagricoltura, ha presentato al Senato un emendamento alla legge di stabilità sui contratti di lavoro in agricoltura. “L’Inps – dice il Presidente Gambuzza – anche in provincia ha contestato la validità di verbali aziendali di riallineamento e di gradualità retributivo che, su delega del contratto provinciale di lavoro, modulavano a livello aziendale il livello delle retribuzioni dei lavoratori. Le imprese interessate dai pesanti verbali, quindi, pur rispettando i dettami della contrattazione collettiva si sono viste contestare la validità di detti accordi per questioni di carattere meramente interpretativo di norme contrattuali collettive.” L’emendamento, presentato dalla Senatrice Padua offre la possibilità di definire il programma di graduale riallineamento retributivo affrontando “un argomento di grande interesse per gli imprenditori agricoli ragusani a testimonianza di una particolare sensibilità nei confronti del settore agricolo che, nonostante tutte le criticità interne ed esterne al comparto stesso, continuerà, anche grazie alla auspicabile e definitiva approvazione del provvedimento, a rappresentare uno dei più importanti distretti agroalimentari di qualità” – conclude il Presidente di Confagricoltura Ragusa.

RIPULITA LA PISTA DI PATTINAGGIO DI VIALE COLAJANNI A RAGUSA

Pista pattinaggio dopo l'interventoLa pista di pattinaggio prima dell'intervento“Nei giorni scorsi avevamo segnalato lo stato di disattenzione in cui versano alcuni impianti sportivi della città. Adesso prendiamo atto che qualcosa si muove anche se c’è ancora parecchio da fare”. Lo dice il presidente dell’associazione “Ragusa in Movimento”, Mario Chiavola, con riferimento all’azione di ripulitura dalle sterpaglie e dall’immondizia in genere effettuata in questi giorni all’interno della pista di pattinaggio di viale Napoleone Colajanni. “La struttura, in effetti – continua Chiavola – ancorché non utilizzata a causa di un’idea progettuale nata con il piede sbagliato e che poi non è stato più possibile recuperare, versava nel degrado e aveva bisogno di un maquillage. Ci sono altri impianti sportivi che necessiterebbero di interventi di manutenzione. Ma intanto ci accontentiamo di questo primo passo”.

COMUNE DI RAGUSA – CASO CAMPO IN COMMISSIONE TRASPARENZA

 

Il presidente della commissione Elisa MarinoLa consigliera Elisa Marino, nella qualità di presidente della commissione Trasparenza del Comune di Ragusa, dando seguito alle richieste provenienti da alcuni gruppi consiliari, ha deciso di convocare l’organismo. La riunione si terrà a metà della prossima settimana. “L’obiettivo che ci poniamo con questa convocazione – afferma Marino – è di fare piena luce, attraverso la visione di documenti già richiesti e da richiedere, su quanto accaduto a palazzo dell’Aquila atteso che, almeno rispetto alle segnalazioni ricevute, il caso dovrebbe riguardare non solo l’assessore che ha rassegnato le dimissioni ma anche un dirigente e un dipendente dell’ente di palazzo dell’Aquila”.

IL MARITO DELL’ASSESSORA, DOPO LE RIVELAZIONI DI TELE NOVA SI CHIEDE DI FARE CHIAREZZA

1396118796-iacono-come-ti-cambio-il-regolamento“Non ci può essere alcuna continuità con il passato di clientele e parenti dislocati, la Giunta Piccitto deve fare assoluta chiarezza sulle accuse di favoritismo” è quanto afferma l’associazione Partecipiamo, alleata di maggioranza dei “Cinque Stelle”. “Abbiamo letto di presunti favoritismi di cui avrebbe beneficiato il parente di un Assessore della Giunta Piccitto per il quale chiediamo e gridiamo che si faccia assoluta chiarezza” chiede il direttivo di Partecipiamo. I consiglieri comunali del Pd Mario Chiavola e Mario D’Asta chiedono con urgenza all’Amministrazione Piccitto di “riferire in aula circa le notizie stampa riguardanti le pressioni esercitate da un assessore per fare assumere un proprio congiunto in una coop che si occupa della lettura dei contatori idrici” e di convocare la commissione Trasparenza. Il comitato di Ragusa di Fratelli d’Italia auspica che il Sindaco rimuova l’assessore dal suo incarico.

IL MARITO DELL’ASSESSORA, IL DILEMMA DEL SINDACO

campo stPovero sindaco! proprio in un momento delicatissimo per l’immagine dei cinquestelle proiettati al governo di Roma e del Paese, gli capita la storiaccia della Campo. Poche ore prima, forzando la sua pacifica natura, si era prestato a lanciarsi – come tutti gli altri primi cittadini del movimento –   sul blog di Grillo con un video per dichiarare il no forte e chiaro contro l’estrazione del petrolio e porre Ragusa come esempio di virtù governativa all’insegna di una seria concretezza ambientalista, e disgrazia volle che noi di Tele Nova scoprissimo come le marce abitudini di un tempo sono croste talmente solide da apparire ad una giovinetta come l’assessora una base di appoggio naturale, non schifosa, non paramafiosa. E’ chiaro che non si può liquidare come leggerezza o incomprensione della gravità delle concatenazioni – la madre funzionaria che è responsabile di un servizio dove c’è il genero, il dirigente che non coglie l’urgenza di disinnescare tutte le relazioni inopportune e di non avvertire il sindaco, la ragazza che con malizia mascherata da un silenzio che le pare elegante ed invece è solo equivoco e pesante come un macigno tanto da poter indurre ad una scelta di “rispetto” – epperò questa bufera serve a tutti se si colgono tre elementi di realtà. Il primo. Non basta sentirsi migliori e neanche esserlo – i cinquestelle sono indubbiamente, al momento, una bella forza politica – serve declinare tutta la positività intrinseca al movimento con il sentimento politico che è cosa altra dall’efficienza, dalla buona volontà, dalla capacità a risolvere i singoli e numerosi problemi. Si vede questo movimento cinquestelle a Ragusa? esiste? è portatore di quali valori? è punto di riferimento anche fisico, spaziale, per i cittadini? No. C’è una incomunicabilità tra governo e città che viene riempita da ricongiungimenti superficiali che mantengono un ritmo vitale, – essendo l’azione amministrativa valida e continuativa – apparizioni e approcci sbrigativi, scarni, sostitutivi di legami di stima e di rinascenza proficua. Ricongiungimenti che riaccendono il ricordo, la speranza, la bontà oggettiva, ma la sensazione di smarrimento e vuoto affiora: manca il seme del dialogo. Questo primo elemento di realtà, supportato dalla miseria del residuale meetup esauritosi nella funzione consiliare,  fa il paio con il secondo. La stessa scarnezza relazionale è infatti dentro la giunta. Il sindaco è onesto e preparato, i singoli assessori fanno più che dignitosamente il loro lavoro, ma cosa li unisce? E qui arriviamo al nocciolo del problema. Se ci si sente salvatori dell’umanità, virtù e capacità singola se non addirittura magica o egotica, non necessita alcuno scambio relazionale: ogni componente della squadra esaurisce nel proprio ambito il proprio compito. Perchè sforzarsi o perdere tempo e risorse nell’allargare e collegare il proprio operato salvifico con una visione più ampia di idealità e progettualità? Ne deriva una squadra frazionata, in cui ognuno – com’è sempre accaduto nella storia di Ragusa – si accontenta della singole posizione in cui regna, e in cui ognuno col tempo nutre un processo di chiusura e disistima latente verso gli altri. Terzo elemento di realtà. Il cancro degli apparati. Solo un processo di rieducazione forzata, che passa, comunque, dal confronto continuo e contagioso tra esigenze della città, progresso umano, mentalità politica, può sradicare l’andamento del Palazzo. Insomma se non si sente il fiato sul collo della collettività e la si considera un animale senza voce, riemergono gli affarucci personali, e le Campo non percepiscono orrori ed errori. Federico Piccitto ha di fronte un problema. Far finta di nulla nella convinzione democristiana che tutto passa e si dimentica, non regge; la vicenda è eclatante appunto per la sua essenzialità primitiva. Non c’è giustificazione, commissione d’inchiesta, che cancelli lo sberleffo, la delusione, l’attacco sincero o pretestuoso. La Campo ha dimostrato che nonostante l’attivismo – basti pensare a quella meraviglia di festiwall – di non avere i “fondamentali” e deve comprendere il danno arrecato al sindaco. Piccitto a sua volta deve capire che non basta inseguire con scrupolo artigianale gli affanni della città, o rappresentarsi con compiacenza sui social, ci vuole un respiro politico che va oltre il fare. Ora però deve sciogliere il dilemma, avere coraggio, dimostrare nonostante il casino vergognoso di questa storia che i cinquestelle sul clientelismo, il favoritismo, le raccomandazioni,  la questione morale, sono diversi. Non alzi alcuna barricata difensiva, sia forte e sincero, e ricominci.

Territorio, Emanuele Di Stefano portavoce

emanuele distefanoNominato il nuovo direttivo cittadino del movimento politico-culturale Territorio di Ragusa. Si è svolta oggi pomeriggio una riunione del movimento che in questo modo rilancia, all’interno del capoluogo ibleo, il proprio impegno politico. Territorio collaborerà con i circoli del Partito Democratico presenti a Ragusa. Il direttivo che è composto da Salvatore Ienco, Alessia Capici, Giuseppe Occhipinti, Carmelo Caruso Licata, Emanuele Di Stefano, Pietro Minardo. L’assemblea ha inoltre indicato Emanuele Di Stefano, ex consigliere comunale, quale portavoce cittadino.

Randagismo a Vittoria

andrea nicosia“Rifugio sanitario abbandonato al proprio destino e senza fondi, emergenza randagi in città e cittadini accerchiati dai cani”: il consigliere Andrea Nicosia ritorna sulla vicenda chiedendo interventi immediati all’assessore al ramo denunciando, nuovamente, la situazione critica a Vittoria. “Non è stato fatto nulla – prosegue il consigliere – per sostenere l’associazione Aida che gestisce, in situazioni difficilissime, il recinto Magione. Ciò è dimostrato dalla recente missiva indirizzata all’amministrazione e inviata anche alla Digos, ai Nas e alla Prefettura”. “Gli abbandoni di cuccioli sempre più frequenti – prosegue Nicosia – hanno di fatto saturato la struttura che non può più accogliere altri animali. Inoltre il Comune non eroga, ormai da anni, alcuna cifra né per gli operatori né per la struttura totalmente lasciata in preda all’incuria”.

Nuova giunta Crocetta, Giovanni Mauro: “Ai centri scommesse si può puntare sulla sua durata?”

rosario-crocetta-sicilia-586x250“Mi stupisce che non sia possibile scommettere sulla durata del nuovo Governo Crocetta: per come si stanno mettendo le cose servirà un altro ‘rimpastino’ tra poche ore. E la Sicilia crolla, annega, muore…”. È il commento del senatore Giovanni Mauro, portavoce e commissario di Forza Italia in provincia di Ragusa, al Crocetta quater. “Appena fatti i nomi – continua – il rivoluzionario presidente ha chiesto subito un incontro al segretario del PD Raciti per discutere della mancata partecipazione al Governo dell’area Lupo, lo stesso Raciti che non ha riconosciuto politicamente la nuova composizione definendola ‘un errore’. Assurdo. Giorni e giorni di interlocuzioni, confronti, viaggi in Tunisia e niente: la guida politica della Sicilia continua a essere precaria come non mai”. “Questi giorni senza Governo – dice Mauro – sono serviti solo ad accontentare qualcuno e scontentare altri, perfino i propri deputati del Movimento Megafono, senza mai pensare davvero alla Sicilia e ai siciliani”. “Con queste premesse, che tuttavia non stupiscono – conclude il senatore – quanto potrà andare ancora avanti questa farsa che Crocetta si ostina a chiamare Governo?”.

Governo Crocetta, Sel: “Siamo alle comiche”

crocetta-3-670x502“Siamo alle comiche e, purtroppo per la Sicilia, neanche a quelle finali”. Cosi il deputato siciliano di Sel Erasmo Palazzotto commenta la presentazione del quarto governo Crocetta. Palazzotto prosegue: “La Sicilia crolla letteralmente sotto alle macerie di una classe dirigente inadeguata e corrotta interessata solo alla spartizione del potere. Prima andiamo a votare meglio sara per la Sicilia. I Siciliani, sono sicuro, sapranno giudicare questa esperienza di governo ed i partiti che ne sono responsabili”.

Cinquestelle Sicilia: “Più che un parto è un aborto. Il nuovo governo è solo una grande ammucchiata”

102431567-822ff6b0-705a-4680-834f-45e7ff6764b4Più che un parto è stato un aborto. Il nuovo governo è una grande ammucchiata che non riesce nemmeno a soddisfare la voglia di poltrone di tutti. Il Crocetta quater è addirittura peggio dei precedenti e non avrà vita lunga” I deputati all’Ars del Movimento 5 Stelle bocciano senza mezzi termini il nuovo esecutivo “che sa tantissimo di vecchio”. Altro che governo della rinascita – dicono i parlamentari 5Stelle – questo esecutivo è solido come un un pilastro di burro. E le dichiarazioni di Raciti la dicono lunga in questo senso. Hanno provato a soddisfare la smisurata voglia di potere delle mille anime della maggioranza, che in questi giorni di grandi emergenze tutto ha dimostrato di avere a cuore, tranne gli interessi della Sicilia” I partiti – continuano i deputati – con queste scelte non si sono riappropriati della politica, ma delle poltrone. Esprimiamo solidarietà agli elettori del Pd che ora dovranno stare a braccetto con gli eredi di Belusconi, che avevano spergiurato di non entrare nella nuova giunta anche sotto mentite spoglie. La Sicilia da oggi ha nuovamente una squadra di ben pagati assessori, che abbia un governo è tutto da dimostrare”.

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