25-05-2017
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17 APRILE 2016 – REFERENDUM CONTRO LE TRIVELLE APPELLO DEL COMITATO PROVINCIALE NO TRIV

 

unnamed_1_10Il 17 aprile 2016 il popolo italiano sarà chiamato a votare per il Referendum contro le Trivelle in mare. L’invito è di votare SI’ per abrogare la norma introdotta dall’ultima Legge di Stabilità che permette alle attuali concessioni di estrazione e di ricerca di petrolio e gas che insistono nella zona di mare vicina alla costa di non avere più scadenza. Con la Legge di Stabilità 2016, infatti, le licenze già in essere entro le 12 miglia dalla costa sono diventate “sine die”. Le trivelle sono il simbolo tecnologico del PETROLIO: vecchia energia fossile causa di inquinamento, dipendenza economica, conflitti, protagonismo delle grandi lobby. La vera posta in gioco di questo Referendum è quella di far esprimere gli italiani sulle scelte energetiche strategiche che deve compiere il nostro Paese, in ogni settore economico e sociale per un’economia più giusta, rinnovabile e decarbonizzata. Non dobbiamo continuare a difendere le grandi lobby petrolifere e del fossile, ma affermare la volontà dei cittadini, che vorrebbero meno inquinamento, e delle migliaia di imprese che stanno investendo sulla sostenibilità ambientale e sociale. Per pochi barili di petrolio non vale certo la pena mettere a rischio il nostro ambiente marino e terrestre ed economie importanti come la pesca e il turismo, vere ricchezze del nostro Paese. Quindi il vero quesito è: Vuoi che l’Italia investa sull’efficienza energetica, sul 100% fonti rinnovabili, sulla ricerca e l’innovazione? Al Referendum del 17 Aprile inviteremo i cittadini a votare SI’, perché vogliamo che il nostro Paese prenda con decisione la strada che ci porterà fuori dalle vecchie fonti fossili, innovi il nostro sistema produttivo, combatta con coerenza l’inquinamento e la febbre del Pianeta. Ed ora l’appello importantissimo per far sì che i cittadini sappiano e vadano a votare per il si. Scrive il comitato No Triv. “Oltre che a livello nazionale , a livello locale si sono costituiti dei comitati territoriali per moltiplicare la mobilitazione e diffondere capillarmente l’informazione in tutti i territori e metterà a disposizione strumenti comuni di comunicazione, di approfondimento e di mobilitazione. Ma tutto ciò ha anche un costo. Oltre alle campagne di sottoscrizione e di autofinaziamento è necessario che tutti coloro che sostengono il SI al referendum e sono nelle istituzioni locali , amministratori e consiglieri comunali diano un contributo , ad esempio il 30% del gettone di presenza per i mesi dall’inizio del 2016 fino al 17 aprile data del referendum. Ovviamente il contributo è volontario ma ci aspettiamo un gesto di generosità. Per l’eventuale adesione si prega di dare risposta tramite mail agli indirizzi [email protected] oppure comitato [email protected] l’importo e il recapito telefonico. Verrete contattati”.

A RAGUSA SI SPERIMENTA DA APRILE LA MOBILITA’ SOSTENIBILE

 

mobilita_sostenibile2--400x300Ragusa sarà la prima città in Europa a testare la soluzione che rappresenta la perfetta sintesi tra autobus e taxi: un servizio su linea fissa disponibile a richiesta. La richiesta viene gestita tramite l’App dedicata, che indica i tempi di attesa e consente di selezionare il punto di partenza e la destinazione. Algoritmi intelligenti garantiscono la presenza dei veicoli dove servono e quando servono, riducendo i tempi di attesa al minimo e ottimizzando l’occupazione a bordo. Sono stati stabiliti due percorsi circolari cittadini, uno che collega Ragusa Ibla con Ragusa Ovest e l’altro che collega il centro storico superiore con Ragusa Sud, tenendo conto delle verifiche e dei riscontri acquisiti con il coinvolgimento dei cittadini attraverso i social network, la stampa e questionari, cercando così di venire incontro ai loro bisogni e preferenze. La sperimentazione di mobilità alternativa avrà la durata di tre settimane con inizio il 18 aprile. Il servizio sarà gratuito, anche grazie al contributo di numerose attività commerciali che sponsorizzano il servizio.

PETROLIO, UNA MAREA NERA IN UN’ISOLA TUNISINA

Marea-nera-in-Tunisia-anche-il-M5S-chiede-chiarezza-316x420Nella notte tra il 12 e il 13 marzo un centinaio di km a Sud di Lampedusa, a largo dell’isola tunisina di Kerkennah, è successo un fatto, seppur passato quasi sotto silenzio, che dovrebbe far riflettere gli italiani in vista del referendum sulle trivellazioni in mare del 17 aprile.La notizia arriva da legambiente che scrive:” Un tubo di una piattaforma, la Cercina 7 della società Thyna Petroleum Services si è rotto, a quanto riportano fonti di stampa tunisine. Gli abitanti della località turistica la mattina di domenica 13 al loro risveglio hanno trovato le spiagge nere, imbrattate di greggio, come si vede dalle foto sotto pubblicate. Non è il primo incidente: una condotta della stessa piattaforma, situata a 7 km dalla costa, già nel 2010 aveva causato uno sversamento. L’incidente – denuncia Legambiente – è stato praticamente ignorato dalla stampa, escluso qualche sito tunisino che riporta che i ministeri tunisini della Salute e dell’Ambiente hanno aperto un’inchiesta per chiarire le responsabilità della società Thyna Petroleum Services, a cui sarebbe imputabile il danno. Ma per la società civile che risiede sull’isola, di cui sono stati ricoperti di greggio tre chilometri di spiaggia, è invece una vera e propria catastrofe ecologica e sociale. Le conseguenze dell’incidente sono, infatti, drammatiche per la popolazione dell’arcipelago che vive essenzialmente di pesca”. “Non occorrono incidenti del genere per dimostrare che le attività di ricerca e di estrazione di idrocarburi possono avere un impatto rilevante sull’ecosistema marino – commentano i presidenti dei circoli di Legambiente di Ragusa Modica e Ispica – ma questi episodi drammatici fanno purtroppo da ulteriore monito sulle possibili conseguenze delle attività delle piattaforme. Anche le attività di routine possono, peraltro, rilasciare sostanze chimiche inquinanti e pericolose nell’ecosistema marino, come olii, greggio, metalli pesanti o altre sostanze contaminanti, con gravi conseguenze sull’ambiente circostante come denunciato dal dissier di Greenpeace. “Senza considerare – aggiungono i responsabili di Legambiente – che i mari italiani sono mari ‘chiusi’ e un eventuale incidente nei pozzi petroliferi offshore o durante il trasporto di petrolio sarebbe fonte di danni incalcolabili con effetti immediati e a lungo termine su ambiente, qualità della vita e con ripercussioni gravissime sull’economia turistica e della pesca”.

 

RAGUSA, NO DELLA GIUNTA PICCITTO AD UNA NUOVA PERFORAZIONE DI PETROLIO

spirt1La giunta municipale riunitasi questo giovedì ha espresso l’assoluto dissenso e contrarietà alla non assoggettabilità alla Valutazione d’Impatto Ambientale del progetto “Estensione temporale di una eventuale prova di produzione di lunga durata su tre pozzi esplorativi siti in Contrada Buglia Sottana”, presentato dalla Società Irminio. La giunta municipale ha così formalmente fatto propri i rilievi riportati nella relazione redatta dai tecnici comunali del Settore Ambiente ed Energia. Nella relazione tecnica, parte integrante del provvedimento approvato, si osserva infatti che “l’attività oggetto della richiesta di assoggettabilità a VIA è fortemente impattante per l’ambiente oggetto di intervento e non possono pertanto essere esclusi inevitabili e devastanti danni alla flora, fauna, al suolo e sottosuolo nonché agli abitanti del territorio del Comune di Ragusa e alle risorse e agli ecosistemi del sito oggetto di intervento”. Copia della delibera e della relazione tecnica saranno trasmessi ai Ministeri dell’Ambiente, dei Beni Culturali, dello Sviluppo Economico, alla Regione Siciliana, alla Soprintendenza ai Beni Culturali di Ragusa ed agli altri enti ed organismi coinvolti nelle valutazioni di competenza. Una scelta ambientalista e perfettamente in linea con il pensiero del movimento cinque stelle.

RAGUSA, PUBBLICATO IL BANDO PER IL SERVIZIO GESTIONE RIFIUTI

timthumbE’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Comunità Europea il bando di gara relativo al nuovo servizio di igiene urbana dell’ARO Ragusa coincidente con il territorio del Comune di Ragusa. Il servizio, per una durata di sette anni, prevede un importo complessivo di 89.978.204,97 euro. La scadenza delle offerte o domande di partecipazione per il bando, attivato con il sistema della procedura aperta, da inviare alla sezione provinciale dell’Urega di Ragusa, è fissata entro il 9 maggio dell’anno in corso. “Siamo giunti – afferma l’assessore comunale all’Ambiente, Antonio Zanotto – all’ultimo passaggio tecnico prima della piena operatività del nuovo sistema di gestione del servizio di igiene ambientale per la città di Ragusa, che rappresenta una vera e propria rivoluzione, e pone la nostra città come un modello virtuoso da seguire sia nel territorio siciliano che a livello nazionale. L’aspetto più evidente del nuovo progetto di gestione del servizio riguarda l’estensione a tutto il territorio urbano del sistema di raccolta differenziata porta a porta, con l’obiettivo di raggiungere, in tempi brevi, un livello del 70% di rifiuti differenziati. Tra le novità tecniche principali, figura inoltre il passaggio alla tariffazione puntuale basata sul principio europeo di un calcolo dei costi determinato dalla quantità di rifiuti effettivamente prodotta, con monitoraggio di ogni singola frazione raccolta quotidianamente mediante tecnologia transponder. Una tariffazione, quindi, più equa, trasparente ed incentivante, che premierà i cittadini più virtuosi. Attraverso tale meccanismo, il Comune potrà inoltre contare su una drastica riduzione dei rifiuti conferiti in discarica, una maggiore efficienza del servizio tramite un’attenta riorganizzazione delle risorse aggiuntive a disposizione e, soprattutto, mediante il passaggio ad una nuova cultura, per la nostra comunità, sul fronte della gestione dei rifiuti, all’insegna dei principi di educazione al rispetto ed alla tutela dell’ambiente, che rappresentano i cardini essenziali del progetto Rifiuti Zero, cui si associa una cultura del riuso, anch’essa favorita dal nuovo sistema di gestione”.

Ragusa, nasce l’orto botanico alla scuola Mariele Ventre

DSCN0427Come ogni nascita che si rispetti, anche quella di un orto botanico non può che essere un evento emozionante e festoso. E questo evento si è svolto recentemente presso la scuola Mariele Ventre di Ragusa dove i volontari di Legambiente Il Carrubo, insieme alla madre di uno degli alunni e con la collaborazione organizzativa della referente, l’insegnante Carmela Stancati, è stata svolta la piantumazione delle prime essenze tipiche degli ambienti del nostro territorio. Un’iniziativa in controtendenza rispetto a quanto purtroppo avviene in città dove  al verde si va sostituendo sempre più una lastra di grigio cemento e dove il verde privatizzato delle villette toglie spazio ad una visione e fruizione pubblica del patrimonio agricolo e naturale. La realizzazione dell’orto botanico si inserisce in una delle attività previste dal progetto “Coltiviamo la Rete 2”, finanziato da Fondazione con il Sud e portato avanti da alcuni circoli Legambiente del sud Italia, tra cui il Circolo “Il Carrubo” di Ragusa. A scuola sono già state messe a dimora le prime specie selvatiche tipiche della nostra flora.  Nello spazio esterno della scuola quindi, accanto al monotono prato di piante erbacee spontanee, adesso fanno mostra di sé, tra l’altro, lecci e roverelle, euforbie arboree e corbezzoli, lentischi e terebinti. Un campionario di specie che evidenzia l’importanza della biodiversità naturale come fattore di ricchezza e di qualità ecologica. “L’importanza di un orto botanico a scuola è evidente, infatti non solo sarà uno strumento scientifico/didattico per il pubblico ma soprattutto sarà un’aula all’aperto per i giovani alunni che avranno così l’opportunità di capire e studiare la flora naturale dell’area iblea, prendendosene nello stesso tempo cura” – è la riflessione di Antonino Duchi, presidente del Circolo Il Carrubo. Legambiente avvierà a breve un percorso didattico alunni, basato sull’orto botanico e su tutto ciò che ruota al mondo delle piante, avviando gli alunni alle modalità di gestione e cura dello stesso, che deve essere sentito come bene proprio di ogni studente.

CENTRO DI COMPOSTAGGIO, DOPO ANNI SI AVVICINA L’APERTURA VERA

L'impianto di compostaggio di Ragusa (1)Autorizzato l’esercizio del centro compostaggio di Ragusa. L’avvio dell’impianto che sorge sulla Sp Chiaramonte Maltempo è sempre più vicino. A firmare l’autorizzazione il dirigente del servizio del dipartimento regionale dell’acqua e dei rifiuti Antonio Patella. A darne notizia è il sindaco di Chiaramonte  Vito Fornaro. “Si tratta della conclusione di un lungo iter che finalmente vede la possibilità di poter utilizzare un impianto strategico per la raccolta dei rifiuti e lo smaltimento della frazione umida dell’intero comprensorio. Dal punto di vista tecnico, l’autorizzazione è propedeutica all’affidamento della gestione dell’impianto e quindi alla effettiva attivazione del centro di compostaggio di Ragusa situato a cava dei Modicani. Adesso si procederà alla pubblicazione del bando di gara che consentirà di individuare il gestore dell’impianto. Dopo la conferenza di servizio del 11 novembre 2015  presso il dipartimento Acque e rifiuti della Regione Siciliana si è chiuso di fatto l’iter procedurale che autorizza la Srr Ato 7 Ragusa a gestire l’impianto per dieci anni. Inoltre è stata accolta la richiesta di aumento della potenzialità del 20%, complessivamente l’impianto passa da una capacità annua di progetto di 14.000 tonnellate a 16.800 tonnellate”. Un risultato frutto di un lavoro lungo portato avanti sinergicamente da tutti gli attori interessati, a partire dal commissario straordinario Ato Srr, Nicola Russo, dal presidente della Srr di Ragusa, Vito Fornaro assieme all’intero cda, dall’assessore all’Ecologia del Comune di Ragusa Antonio Zanotto. “Tutto questo – dice il presidente della Srr, Vito Fornaro – costituisce una vera e propria svolta nei sistemi di gestione integrata dei rifiuti che vede i Comuni principali attori per il raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata delle nostre città. Si potranno avere notevoli risparmi a vantaggio delle comunità, considerato che ad oggi i Comuni sono costretti a conferire la frazione umida dei rifiuti in impianti distanti e fuori provincia”.

ACCESO IL MUOS, MA CHI SALVAGUARDA LA POPOLAZIONE?

downloadE’ molto critico il gruppo parlamentare M5S all’Ars sull’assenza di misure adottate per evitare possibili conseguenze alla popolazione in occasione dei test sul Muos programmati per verificarne la pericolosità. “Dopo la richiesta di chiarimenti – dice il deputato Giampiero Trizzino – abbiamo appreso che sono state disposte misure di sicurezza legate all’ordine pubblico, ma – a quanto sembra – non in merito agli effetti che potrebbero produrre le onde elettromagnetiche sulla popolazione. Ci sembra paradossale che si discuta di pericolosità del Muos da cinque anni, e che nel giorno in cui viene avviato per verificarne gli effetti, viene del tutto disapplicato il principio di precauzione. Sarebbe stato quanto meno opportuno stabilire una distanza minima di sicurezza per l’incolumità della popolazione di Niscemi”. E’ imbarazzante – dice il capogruppo Angela Foti – il silenzio della Regione che sta ad osservare senza muovere un dito. Del resto il governo sulla vicenda è sempre stato contraddittorio, finendo per assumere un atteggiamento decisamente filostatunitense”. 

Legambiente lancia la campagna contro le trivelle

images (2)Parte anche in provincia di Ragusa la campagna di Legambiente contro le trivellazioni petrolifere in vista del prossimo referendum. Al referendum del 17 aprile vota sì per fermare le trivelle”. È questo l’appello lanciato da Legambiente per invitare gli italiani il 17 aprile a votare ed a far votare SI’. Solo così si potrà abrogare la norma, introdotta con l’ultima legge di Stabilità, che permette alle attuali concessioni di estrazione e di ricerca di petrolio e gas entro le 12 miglia dalla costa, come la VEGA A davanti alle coste iblee, di non avere più scadenze. Il petrolio – dichiarano Claudio Conti e Natalia Carpanzano, del direttivo siciliano di Legambiente – è un’energia fossile ormai superata dalla storia, che causa inquinamento, dipendenza economica e conflitti, a discapito dei territori e delle risorse preziose come il turismo e la pesca. Per questo è indispensabile che il Governo rimetta in discussione la propria strategia energetica nazionale, abbandonando le fonti fossili, puntando su fonti rinnovabili, efficienza energetica, innovazione e investendo sui quei settori preziosi per l’economia nazionale come il turismo di qualità e la pesca sostenibile, espressione di ricchezza e forza dei territori italiani”. “Nella battaglia contro la deriva petrolifera, è fondamentale il contributo dei cittadini che sono a chiamati a votare al referendum del 17 aprile contro le trivellazioni “hanno evidenziato Antonino Duchi e Giorgio Cavallo, presidenti dei circoli di Ragusa e Modica”. Per questo Legambiente in questi 47 giorni di campagna referendaria, insieme a tante altre associazioni, si impegnerà e sarà in prima linea per informare i cittadini sul quesito, per portare al voto 25milioni di persone e vincere anche questa volta”. Per Legambiente è importante votare sì perché: 1) il petrolio è una superata ed inquinante fonte fossile. Tutto il petrolio presente sotto il mare italiano basterebbe al nostro Paese per sole 8 settimane, mentre già oggi produciamo più del 40% di energia da fonti rinnovabili. 2) Per salvaguardare la vera ricchezza del mare italiano: turismo, pesca e biodiversità. Negli ultimi anni nella Penisola è cresciuto il turismo verde, segno che gli italiani vogliono riscoprire le bellezze paesaggistiche del territori. Il patrimonio naturalistico delle nostre destinazioni balneari è la prima motivazione di visita per i turisti stranieri (muove il 30% dei turisti), ed è il secondo motivo di scelta, invece, (24,9%) dei turisti italiani. Un patrimonio importantissimo per l’economia italiana e degli altri Paesi mediterranei, il cui motore principale sono le bellezze naturali dei luoghi. 3) Per completare la realizzazione di un modello energetico pulito, rinnovabile, distribuito e democratico rispettando gli impegni che il nostro Governo ha preso alla conferenza di Parigi.

LA ‘NUOVA ECOLOGIA’, LA RIVISTA DI LEGAMBIENTE NAZIONALE, PUO’ ADESSO ESSERE CONSULTATA ALLA BIBILIOTECA COMUNALE DI RAGUSA

DSCN0431Il Circolo il Carrubo, nella persona del suo Presidente Antonino Duchi, ha fatto dono della rivista di Legambiente ‘La Nuova Ecologia’ alla Biblioteca Comunale di Ragusa, a sottolineare l’importanza che la biblioteca riveste nella città, un’importanza purtroppo ancora sottovalutata da molti cittadini ed anche da buona parte della classe politica. A partire quindi dal primo numero del 2016 la rivista è disponibile per la lettura mensilmente per tutti i fruitori della biblioteca e quindi, potenzialmente, per tutta la cittadinanza. La Nuova Ecologia va a coprire un settore che non risultava presente nell’emeroteca dell’importante istituzione culturale ragusana. Infatti è da tempo presente la rivista “Le Scienze” che si occupa di divulgazione scientifica, ma mancava una rivista di taglio più strettamente ambientale ed ambientalista, anche se ovviamente di tipo divulgativo. ‘Mi ha fatto enorme piacere contribuire, nel mio piccolo, al potenziamento dell’offerta culturale della biblioteca di Ragusa”ha sottolineato Antonino Duchi” Ritengo infatti che la biblioteca comunale sia, e debba essere sempre di più, uno dei perni su cui si deve basare la diffusione culturale nella nostra città. Ho visto con piacere che tra l’altro è molto frequentata da studenti e ritengo che vada assolutamente potenziata, a partire dall’estensione degli orari di apertura: è infatti indispensabile che venga aperta tutti i pomeriggi ed anche in orario serale, compreso il Sabato, come avviene per diffusa prassi in tutte le biblioteche del mondo. Su questo, proprio su questo, non si deve badare a spese’.

IL 17 APRILE “VOTA SI” FERMIAMO LE TRIVELLE

trivelleMercoledi, 9 marzo alle 17:30, presso Spazio Lisi, via C. Alberto 88 a Vittoria, si terrà una riunione organizzativa per costituire il comitato cittadino “No Triv” in occasione del prossimo referendum del 17 aprile 2016. Il gruppo locale di Fare Verde Vittoria invita ,le istituzioni locale politiche e religiose, tutte le associazioni, gli operatori del comparto turistico balneare, i pescatori della nostra marineria ed i cittadini tutti a mobilitarsi per questa battaglia di civiltà a difesa dell’ecosistema del nostro mare e della nostra economia territoriale. “Durante l’incontro, ribadiremo il nostro convincimento a votare si al referendum del 17 aprile, per fermare le trivelle ed organizzare insieme, le azioni di sensibilizzazione atte a raggiungere ampie fette della nostra popolazione. Difendere il nostro mare è un imperativo, poiché il rischio di un disastro ambientale è altissimo;  inquinamento per i fondali e le coste siciliane già messe a dura prova”.

Escursioni Cai Ragusa, Domenica 6 marzo Cava Grassullo

altri-ipogeiIl raduno è fissato alle ore 8,30 presso la sezione di Ragusa del Club Alpino Italiano in Via Umberto Giordano n. 65 e il rientro è previsto per le ore 17. Equipaggiamento consigliato: abbigliamento da trekking, scarponi da trekking, mantella impermeabile. Mezzo di trasporto: proprio. Pasti: a sacco. Numero massimo dei partecipanti: 40. Quota di partecipazione: contributo volontario € 2,00. Eventuali non soci devono confermare la loro partecipazione all’escursione e versare la quota per la copertura assicurativa di € 6,00 entro giovedì 3 marzo. L’escursione parte da contrada Muraglia nei pressi di Santa Croce Camerina e, dopo circa 1,5 km di sentiero, ci si immette sul greto a secco del torrente Grassullo, che si percorrerà fino al ponte Biddemi alle porte di Casuzze, alternando al greto del torrente i sentieri che lo costeggiano all’interno della riserva forestale. Direttori: Claudia Firrito 338 3539073, Martina Barone 328 7853982, Angelo Tidona 393 6807920, Fabio Sgarioto 339 3445184, Maurizio Azzara 349 1194887.

COSTITUZIONE DEL COMITATO PROVINCIALE “VOTA SI PER FERMARE LE TRIVELLE”

 

xno-triv-1440x564_c.jpg.pagespeed.ic.Z_STvb0rZWOccorre lavorare per invitare i cittadini a partecipare al referendum del 17 aprile contro le trivellazioni in mare e votare SI per abrogare la norma introdotta con l’ultima legge di Stabilità che permette alle attuali concessioni di estrazione e di ricerca di petrolio e gas entro le 12 miglia dalla costa, nel nostro territorio rappresentate dalla Vega 1 più le otto del progetto «Off-shore Ibleo» di Eni ed Edison, di non avere più scadenze. Questo l’appello del comitato ibleo No triv che aggiunge:” La Legge di Stabilità 2016, infatti, pur vietando il rilascio di nuove autorizzazioni entro le 12 miglia dalla costa, rende “sine die” le licenze già rilasciate in quel perimetro di mare. Far esprimere gli Italiani sulle scelte energetiche strategiche che deve compiere il nostro Paese, in ogni settore economico e sociale, è la vera posta in gioco di questo referendum. Il comitato si pone l’obiettivo di diffondere capillarmente informazioni sul referendum in tutto il territorio e far crescere la mobilitazione, spiegando che il vero quesito è: “vuoi che l’Italia investa sull’efficienza energetica, sul 100% fonti rinnovabili, sulla ricerca e l’innovazione?”. Il petrolio è una vecchia energia fossile causa di inquinamento, dipendenza economica, conflitti, protagonismo delle grandi lobby. Dobbiamo continuare a difendere le grandi lobby petrolifere e del fossile a discapito dei cittadini, che vorrebbero meno inquinamento, e delle migliaia di imprese che stanno investendo sulla sostenibilità ambientale e sociale? E’ arrivato il momento che il nostro Paese prenda con decisione la strada che ci porterà fuori dalle vecchie fonti fossili, innovi il nostro sistema produttivo, combatta con coerenza l’inquinamento e i cambiamenti climatici. Il Governo, rimanendo sordo agli appelli per l’election day (l’accorpamento in un’unica data del voto per il referendum e per le amministrative) ha deciso di sprecare soldi pubblici per 360 milioni di euro per anticipare al massimo la data del voto e puntare sul fallimento della partecipazione degli elettori al Referendum. Il Governo scommette sul silenzio del popolo italiano! Noi scommettiamo su tutti i cittadini che vorranno far sentire la loro voce e si mobiliteranno per il voto”. Appuntamento quindi mercoledì 2 marzo alle 18 in via Mentana 163 a Scicli.

RAGUSA, CENSIMENTO PRESENZA AMIANTO NEL TERRITORIO PER LA REDAZIONE DEL PIANO COMUNALE AMIANTO

 

amianto-degradoE’ stato avviato dal Comune di Ragusa l’iter per la redazione del Piano Comunale Amianto, in attuazione della legge Regionale, finalizzato a prevenire o eliminare ogni rischio di contaminazione da amianto a tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente. Essendo necessario avere preliminarmente un quadro quanto più possibile completo delle situazioni di rischio per consentire il censimento e la mappatura dell’amianto nel territorio regionale, tutti i soggetti pubblici e privati proprietari di siti, edifici, impianti, mezzi di trasporto, manufatti e materiali con presenza di amianto hanno l’obbligo di darne comunicazione all’A.R.P.A. territorialmente competente. Nel caso in cui non sia stata fatta alcuna comunicazione all’ARPA, per agevolare il censimento dell’amianto e per procedere alla redazione del Piano Comunale Amianto, il Comune di Ragusa ha predisposto per i soggetti pubblici e privati interessati un apposito modulo di autonotifica da restituire, debitamente compilato con l’indicazione di tutti i dati relativi alla presenza di amianto, presso il protocollo dell’ente oppure a mezzoposta elettronica all’indirizzo protezione.civile @ comune.ragusa.gov.it. “Vogliamo agevolare i cittadini, che hanno l’obbligo di autonotifica, a trasmettere i dati inerenti alla presenza eventuale di amianto nel loro contesto abitativo o in manufatti, attrezzi e mezzi di trasporto con la predisposizione del modello, scaricabile dal sito internet dell’ente, e la trasmissione a cura del Comune agli organi competenti – specifica l’assessore all’Ambiente Antonio Zanotto – Invitiamo la cittadinanza, di conseguenza, a collaborare con l’amministrazione per la raccolta dei dati e la mappatura dell’amianto esistente nel territorio”. L’apposito modulo è scaricabile dal sito dell’ente (www.comune.ragusa.gov.it) sul link della Protezione Civile, nella sezione Amianto.

STOP ALLE TRIVELLAZIONI DELLA SOCIETA’ IRMINO A RAGUSA, LEGAMBIENTE CHIEDE ANNULLAMENTO DELL’ORDINANZA DEL TAR DI CATANIA

 

trivelle_petrolioLegambiente interviene in secondo grado di giudizio nel ricorso per fermare le trivellazioni per la ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi in provincia di Ragusa. Nell’appello cautelare, presentato lo scorso 30 gennaio avanti il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, l’associazione ambientalista chiede l’annullamento dell’ordinanza emessa dal Tar di Catania, che aveva respinto la richiesta di sospensione della concessione edilizia rilasciata dal Comune di Ragusa alla società Irmino Srl, per la realizzazione di perforazioni in contrada Buglia Sottana. Nell’appello gli avvocati di Legambiente, Corrado Giuliano e Nicola Giudice, contestano le conclusioni dell’ordinanza in questione. In particolare, insistono sul fatto che l’area oggetto della concessione edilizia, contrariamente a quanto affermato dal giudice di primo grado, era sottoposta a vincolo paesaggistico già prima dell’adozione del Piano paesaggistico della provincia di Ragusa, pertanto devono applicarsi al sito le clausole di salvaguardia, come aveva chiesto Legambiente motivando la domanda di sospensione della concessione edilizia rilasciata dal Comune di Ragusa. Contestano, inoltre, le valutazioni del giudice circa la temporaneità delle opere di ricerca di gas naturale al centro dell’autorizzazione del Comune di Ragusa in quanto è evidente come questa attività di prospezione sia finalizzata alla successiva estrazione degli idrocarburi. Gli avvocati di Legambiente chiedono quindi che il Cga annulli l’ordinanza del Tar di Catania ed accolga la domanda di sospensione cautelare della concessione edilizia rilasciata dal Comune di Ragusa.

Riunione per il referendum sulle trivellazioni promossa dalle Associazioni ambientaliste

 

193237677-36a3fec1-ff79-4fc0-be16-60bb2d8d893cIl mese scorso la Corte Costituzionale ha ammesso uno dei sei referendum sulle trivellazioni richiesti da 10 regioni italiane. Si andrà a votare in una data compresa tra il 15 aprile e il 15 giugno; probabilmente in concomitanza con le elezioni amministrative di primavera. Non è escluso che il governo decida di far tenere il referendum alla prima data utile e cioè il 17 aprile. Per tale motivo, alcune associazioni ritengono che sia necessario cominciare a costituire un comitato referendario per non trovarsi spiazzati. Il comitato oltre a fare campagna per il si ( abolizione della possibilità di trivellare a mare a meno di 12 miglia dalla costa ), dovrà spiegare ai cittadini i motivi perché bisogna ridurre l’utilizzo dei combustibili fossili. Nel prossimo futuro si dovrà passare ad una società carbon free, così come previsto dalla COP 21 di Parigi ed evitare i disastri annunciati, i cui primi effetti sono visibili già oggi con il 2015 anno più caldo da sempre, dicembre 2015 il mese più caldo da sempre; le alte temperature di questo gennaio e la siccità che avanza sono allarmi climatici molto evidenti. Il primo incontro si terrà venerdì 12 febbraio dalle ore 18 alle ore 20 presso la sede del CAI in via Umberto Giordano, 65 a Ragusa.

RIFIUTI IN SICILIA: IN PROGETTO DUE TERMOVALORIZZATORI, ADDIO ALLA RACCOLTA DIFFERENZIATA

download (2) download (2)E’ di questi giorni, la notizia dell’approvazione, da parte del Governo Regionale di Crocetta, della costruzione in Sicilia di due maxi termovalorizzatori (inceneritori), voluti fortemente da Renzi e dal ministero per l’Ambiente presieduto da Galletti. La realizzazioni di questi impianti, comporterà una spesa di centinaia di milioni di euro, in un tempo stimato per la completa realizzazione di non meno di 5 anni, sempre che verranno ultimati ed entreranno effettivamente in funzione. E nel frattempo cosa succederà? L’associazione ambientalista Fare verde dice la sua: “Sicuramente, passando da un’emergenza ad un’altra, la faranno da padrona, ancora una volta, le famigerate discariche private che in questi anni, hanno realizzato affari milionari per pochi, a discapito della salute dei cittadini siciliani e dell’ambiente, poiché tra percolato nel sottosuolo e diossina nell’aria risultano altamente inquinanti. L’incapacità di Crocetta nell’aver dirottato decine di milioni di euro, previsti per il completamento dei Centri di Compostaggio, verso la costruzione di nuove discariche  hanno tenuto ferma al palo la raccolta differenziata, (un vergognoso 10% in ambito Regionale), e servito su un piatto d’argento il commissariamento della nostra martoriata isola, riguardo il sistema rifiuti effettivamente al collasso. Altro che rivoluzione e Rifiuti Zero! il Governatore Crocetta potrebbe salvare la faccia solo dimettendosi, dopo avere contribuito all’attuale disastro ecologico ed economico che colpisce i territori siciliani e quei pochi sindaci che si sono opposti a questo sistema paramafiogeno. La nostra associazione di Protezione Ambientale, Fare Verde, è assolutamente contraria alla costruzione di queste mega strutture di incenerimento dei rifiuti, poiché ne stravolge e ne ostacola fortemente i principi della riduzione e riciclo risultando di fatto, antitetica ad un incremento effettivo della tanto sognata raccolta differenziata, che a regime porterebbe introiti alle casse dei comuni virtuosi, piuttosto che ai Signori della Monnezza”.

A Scoglitti “Il mare d’Inverno”

fare verde scoglitti

Sabato 30 gennaio i volontari di Fare Verde Vittoria insieme agli alunni dell’Istituto Sciascia, agli amici dell’Associazione per I Diritti Umani e della Casa Evangelica Valdese, hanno pulito la spiaggia della Riviera Lanterna di Scoglitti. L’iniziativa, a carattere nazionale, ha l’obiettivo non solo di pulire le spiagge in inverno e di riportare al centro dell’attenzione la necessità di ridurre i rifiuti e non disperderli nel nostro ambiente, ma anche di ricordare che il nostro mare è messo a serio rischio dalle future ricerche e trivellazioni petrolifere. La spiaggia della Lanterna era piena di rifiuti e di moltissima plastica.

 

Gestione aree protette in Sicilia ancora alle associazioni ambientaliste. M5S: “Ritirato il bando che le tagliava fuori”

parchi-riserve-siciliaSalva la gestione delle aree protette in Sicilia da parte delle associazioni ambientaliste. Oggi in commissione Ambiente all’Ars il governo, per bocca di un suo delegato, ha comunicato di avere ritirato il bando che le metteva fuori gioco. “Per noi – dicono i deputati Trizzino, Ciancio e Zito, componenti della commissione – si tratta di un traguardo e di una vittoria importante. Ci auguriamo che in futuro l’interlocuzione su questi delicati temi veda un maggiore coinvolgimento della commissione Ambiente dell’ARS, che in questa vicenda non è affatto avvenuto”. La sorte delle associazioni era praticamente segnata, nero su bianco, su un bando pubblicato nel sito della Regione, che le estrometteva dalla gestione delle aree protette, sostituendole con un unico soggetto ancora da individuare. E questo nonostante l’importanza del loro ruolo e la bontà della loro amministrazione, riconosciute anche dalla Corte dei Conti, a seguito di un’indagine sulla loro attività. “E’ giusto ricordare – dicono i deputati – che alcune riserve naturali sono dirette dal WWF, da Legambiente, dalla Lipu e da altri gruppi, contraddistintisi per la buona amministrazione, grazie alla quale è stata tutelata e valorizzata la biodiversità della nostra Isola. Il fatto che venissero messe in discussione soltanto le gestioni concesse alle associazioni, e non anche tutte le altre (affidate invece ad enti pubblici) insieme a tutta un’altra serie di criticità, non ultime quelle legate alla dubbia copertura finanziaria, ci ha portato a chiedere il ritiro del bando per garantire la continuità delle gestioni a favore delle associazioni ambientaliste”.

Pedalino, pericolo amianto

1IMGP0209“Scarti di laterizi, plastica, cartone, ma soprattutto eternit: uno spettacolo indecente e un pericolo per la salute, a pochi metri da dove giocano i bambini. Da una parte i comportamenti inurbani di incivili cittadini, dall’altra l’inerzia di pubblici amministratori a loro volta campioni di insensibilità”. È l’accusa dell’on. Giorgio Assenza. “Nel giugno del 2014 e nel dicembre del 2015 – continua Assenza – abbiamo posto la questione, rispettivamente con una mozione del gruppo consiliare di Circoscrizione e con una mia interrogazione, ma la discarica abusiva è ancora lì, dove è sempre stata, indecente e pericolosa soprattutto per la presenza di eternit contenente fibre di amianto di cui è nota la pericolosità per la salute”.

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