25-05-2017
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Archivio della categoria: Ambiente

RAGUSA, ACCORDO PER IL VERDE PUBBLICO CON UNA ASSOCIAZIONE DI VOLONTARIATO

gest-verde (1)Un accordo di collaborazione tra il Comune e l’organizzazione di volontariato  “Terra insieme iblea” per la sistemazione dell’area a verde pubblico compresa tra via Archimede, via delle Betulle e via degli Abeti. Compito dell’associazione, che ha partecipato ad un apposito bando, sarà quello di occuparsi per cinque anni della conservazione e della tutela dell’area sopracitata provvedendo al mantenimento di un elevato standard di qualità del sito arricchendo altresì il livello estetico della zona. “Tale accordo di collaborazione – afferma l’assessore comunale al Verde Pubblico, Salvatore Corallo – è di alta valenza sociale e si aggiunge ad analoghe forme di collaborazione già avviate in passato. Si tratta, in sostanza, di un processo che mira a coinvolgere direttamente cittadini ed associazioni nell’ambito della tutela e della cura degli spazi pubblici all’interno della nostra città, e che trova la sua piena realizzazione nel nuovo regolamento per la cura e la rigenerazione dei beni comuni urbani, già approvato dal Consiglio Comunale”.

DISCARICA SULLA VITTORIA PEDALINO

iphone pics 001L’Associazione di protezione ambientale Fare Verde, gruppo locale di Vittoria, evidenzia il proliferare sul territorio di decine di discariche abusive, che deturpano periferie e campagne di Vittoria,  con “gravi conseguenze ambientali e di natura igienico – sanitaria”. Fra le tante situazioni, Fare Verde segnala una discarica abusiva, sita al km 4 della strada comunale (ex provinciale) che, oltre a deturpare la bellezza paesaggistica di una contrada vocata alle nostre eccellenze vinicole, rappresenta un potenziale pericolo di tipo alimentare, visto il transito di gregge ovino presso quella strada. Fare Verde Vittoria chiede al  Sindaco ed al Comandante dei Vigili Urbani di intervenire tempestivamente per la bonifica della discarica e suggerisce di intensificare i controlli sul territorio e predisporre l’apposizione di cassonetti di rifiuti  e cartelli di divieto di discarica.

Cava Mortella a Ispica – Lorefice: sito in degrado

 

Cava Mortella (9)Su segnalazione del Circolo ispicese di Legambiente “Sikelion” la parlamentare del M5S, Marialucia Lorefice, di concerto con altri colleghi parlamentari del Movimento, ha indirizzato al Ministro dell’Ambiente una interrogazione per chiedere se è a conoscenza della drammatica situazione di degrado in cui versa Cava Mortella e se non ritenga opportuno interessare il nucleo del Comando Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente. Stesse richieste sono state inoltrate a mezzo pec con allegati un report fotografico realizzato da Legambiente e il piano comunale di protezione civile che contiene importanti informazioni su Cava Mortella, divenuta una vera e propria “discarica”, il tutto ulteriormente danneggiato dalle piogge. «Con questi atti -evidenzia la Lorefice – abbiamo denunciato ancora una volta la situazione di abbandono e degrado in cui versa il sito, braccio minore del canyon all’interno di Cava d’Ispica, di valore storico-artistico e culturale inestimabile oramai colmo di demolizioni edilizie e rifiuti altamente pericolosi che vengono trascinati lungo il letto del torrente Busaitone arrivando al Vignale San Giovanni. La Cava deve essere bonificata e monitorata, il sito messo in sicurezza. L’evidenza mostra, purtroppo, ancora una volta come i nostri siti archeologici non siano adeguatamente valorizzati nel loro valore intrinseco, mira di vandali che non solo non rispettano l’ambiente e la salute pubblica ma non hanno alcuna cognizione dell’enorme danno provocato all’intero territorio e al turismo».

WWF, Legambiente e Greenpeace Italia denunciano un Ministero dello Sviluppo Economico che fa propri gli interessi dei petrolieri

sfide-ambientali-640x360“Il Governo Renzi ha un problema con i pasdaran pro-trivelle del Ministero dello Sviluppo Economico che, favorendo il più clamoroso conflitto istituzionale oggi in atto (con 10 Regioni che hanno promosso 6 referendum), interpretano in maniera distorta e riduttiva il ruolo del Ministero, facendo proprie le valutazioni di Assomineraria e gli interessi dei petrolieri e non difendendo, con altrettanta forza, gli altri settori economici consolidati strategici per il Paese (turismo e pesca)”. Inizia così il comunicato diffuso oggi da WWF, Legambiente e Greenpeace Italia, che chiedono il rigetto definitivo di tutti i procedimenti ancora pendenti nell’area di interdizione delle 12 miglia dalla costa e una moratoria di tutte le attività di trivellazione a mare e a terra. Le associazioni denunciano “una grave distorsione nell’operato del Ministero dello Sviluppo Economico, che sostiene e attua politiche di retroguardia in una difesa d’ufficio dei combustibili fossili, contro le scelte energetiche imposte dagli impegni assunti dall’Italia per la salvaguardia del clima”. “L’Italia – sottolineano gli ambientalisti – per essere un Paese coerente con gli impegni assunti a livello internazionale a Parigi, dovrebbe abbandonare le strategie pro-fossili del governo Renzi e definire al più presto un Piano climatico-energetico che punti sulle energie rinnovabili, sul risparmio e l’efficienza energetica, nel quadro di una più ampia Strategia di decarbonizzazione per tutti i settori, per far fede all’impegno di mantenere il riscaldamento globale entro 1,5 °C”. Le Associazioni ambientaliste chiedono al Governo di uscire dalla ottusa difesa degli interessi dei petrolieri e di ricondurre quanto prima il Ministero dello Sviluppo Economico al suo ruolo istituzionale.

RAGUSA, IN PIAZZA DUOMO RIMOSSE DUE PALME ATTACCATE DEL PUNTERUOLO ROSSO

 

17477-800x600In Piazza Duomo a Ragusa Ibla Sono in corso di completamento le operazioni di rimozione delle due ultime palme che sono state irrimediabilmente attaccate dal punteruolo rosso. A renderlo noto è il responsabile del servizio verde pubblico, geom. Emanuele Russo che, così come fatto nelle aiuole della stessa piazza in cui erano state già rimosse per gli stessi motivi altre palme, provvederà, come disposto dall’Amministrazione Comunale, a far piantumare delle piante di cycas. “Un intervento che ci dispiace aver dovuto attuare, ma inevitabile – dichiarano il Vice sindaco ed Assessore ai centri storici, Massimo Iannucci e l’Assessore al verde pubblico, Salvatore Corallo – in quanto devono essere messe in atto tutte le precauzioni, affinché anche altre palme presenti ad Ibla non siano attaccate dal pericoloso coleottero che sta facendo scempio di questa specie di piante in tutta la Sicilia”.

Legambiente Ispica organizza un’escursione in Contrada Stafenna

 

3a - Un riparo paleolitico, perfettamente immerso nella naturaDomenica 24 gennaio il Circolo “Sikelion” di Ispica organizza una passeggiata naturalistica in contrada Stafenna, a circa due kilometri da Rosolini. U’entusiasmante immersione nella Storia: l’Uomo, infatti, ha abitato questi luoghi per millenni, dal Paleolitico superiore al Novecento. Ciò è testimoniato dalle tombe a grotticella artificiale, proprie dell’età del bronzo, dalle catacombe con sepolcri a baldacchino e dal vicino cimitero a cielo aperto, appartenenti all’epoca paleocristiana, ed ancora da una carraia ed un’aia medievali, da una chiesetta bizantina e da grotte utilizzate come rifugio durante i bombardamenti della Grande Per questi motivi la contrada fu inserita nello storico Grand Tour, sorta di itinerario delle meraviglie per i giovani dell’aristocrazia sei- e settecentesca. A visitarla fu, tra gli altri, anche l’artista ed architetto francese Jean-Pierre Hoüel, che la consacrò nella sua celebre opera “Voyage pittoresque des isles de Sicile, de Malte”. I partecipanti toccheranno con mano che Stafenna è un luogo unico anche per la ricchezza delle specie animali e vegetali: tra pioppi rigogliosi, ulivi e carrubi, a seconda della stagione svolazzano l’airone cinerino, l’upupa, la poiana, il gheppio, il martin pescatore, la gallinella d’acqua, il tordo, la gazza ciuffetto, gli storni europei e la beccaccia, mentre nell’acqua nuotano anguille e tinche, e gli innumerevoli muri a secco, fatti di roccia calcarea, sono coperti da rigogliose popolazioni di licheni. Il tour durerà circa cinque ore, a partire dalle 8:30; esso si concluderà con la visita della basilica ipogeica dei Platamone, cara al noto archeologo Paolo Orsi. Seguirà una degustazione di trota affumicata ed altri prodotti tipici rosolinesi a cura dell’azienda agricola Macrostigma. La partecipazione è aperta a tutti, previo versamento di un contributo di minimo sette euro (cinque per i soci); per prenotare basta telefonare al 377/1061659 o scrivere a [email protected] entro venerdì 22 gennaio.

Cava dei Modicani, ordinanza del Commissario Cartabellotta: prorogato il conferimento dei rifiuti sino al 31 maggio

 

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Prorogata sino al 31 maggio 2016 l’attività della discarica ragusana di Cava dei Modicani con una nuova ordinanza contingibile ed urgente del commissario straordinario del Libero Consorzio Comunale di Ragusa, Dario Cartabellotta. Il provvedimento di proroga si è reso necessario in previsione della scadenza della procedente ordinanza commissariale adottata il 21 luglio 2015 e atteso che i sindaci dei Comuni di Ragusa, Chiaramonte Gulfi, Monterosso Almo e Giarratana hanno ribadito la situazione di eccezionale ed urgente necessità di tutela della salute pubblica e dell’ambiente nel corso della conferenza dei servizi appositamente convocata dal commissario Cartabellotta. Il Commissario ha agganciato però la sua ordinanza a quella del presidente della Regione siciliana del 15 gennaio scorso, con cui è stato disposto il ricorso temporaneo ad una speciale forma di gestione dei rifiuti nel territorio della Regione siciliana nelle more dell’attuazione del primo stralcio attuativo per il rientro in ordinario della gestione del ciclo integrato dei rifiuti, fissando la scadenza al 31 maggio scorso. Durante la conferenza di servizio sono stati evidenziati i miglioramenti effettuati dal gestore Ato ambiente nella discarica di Cava dei Modicani dall’emissione della prima ordinanza con l’avvio del bio-potalizzatore e di altri accorgimenti utili ad ottemperare a tutte le prescrizioni Aia.

Trivelle, il referendum si farà. Il M5S Sicilia: “Finalmente voce agli italiani”

Nella foto distribuita dall'ufficio stampa il 31 luglio 2014 la Rainbow Warrior, nave simbolo di Greenpeace, entrata in azione nel mar Adriatico presso la piattaforma petrolifera Rospo Mare B, di proprietà Edison ed Eni. ANSA/UFFICIO STAMPA GREEN PEACE +++NO SALES - EDITORIAL USE ONLY - NO ARCHIVE+++

Sì al referendum sulle trivellazioni, la Corte Costituzionale si è appena espressa dichiarando ammissibile il quesito sulla norma che riguarda la durata delle autorizzazioni a esplorazioni e trivellazioni dei giacimenti già rilasciate. Lo stesso quesito era già stato dichiarato ammissibile dalla Cassazione. “Finalmente sarà data voce agli italiani”, affermano i 14 deputati a Palazzo dei Normanni del Movimento 5 Stelle. Gli stessi deputati, in tutti questi anni, hanno intrapreso una vera e propria battaglia per fermare lo scempio dei mari e delle coste; e così hanno organizzato manifestazioni pubbliche, presentato numerosi atti parlamentari, ottenuto l’aumento delle royalties, ed in ultimo, hanno portato all’Ars la proposta referendaria, bocciata però dalla stessa maggioranza di governo. “A far giustizia, adesso, ci hanno pensato i nove Consigli regionali (Basilicata, Marche, Puglia, Sardegna, Veneto, Calabria, Liguria, Campania e Molise) che, invece, sono riusciti a portare avanti la proposta dei quesiti. Ed oggi l’Ok definitivo della Corte, e dunque il referendum si farà”. Lo dice il parlamentare M5S Giampiero Trizzino, presidente della commissione Ambiente fino a pochi mesi fa, prima che il Pd facesse indigestione di poltrone, e primo firmatario di più atti parlamentari col medesimo obiettivo, dire No alle trivellazioni”. Il M5S è già pronto a sostenere la campagna referendaria che dovrà portare gli italiani a decidere tra pochi mesi su un tema importante e sensibile quanto quello dell’energia nucleare. “Le alternative alle fonti fossili esistono – concludono i Cinquestelle – e non sono un’utopia, basta avere il coraggio di intraprendere scelte di politica ambientale responsabili e in linea con il principio di sostenibilità. Ovviamente la battaglia continua”.

RAGUSA: CINQUESTELLE, PINI E CICLAMINI

alberi.avi.Immagine002Uno  sterminio per questi grandi e vecchi alberi. Da decenni facevano parte della nostra città e non avevano arrecato mai alcun danno. Ora è arrivato il taglio preventivo del pino di quartiere: seghe ed asce – come accaduto ultimamente nelle vie Umberto Giordano e Ruggiero Leoncavallo, per la paura che facciano danno. L’assessore cinquestelle Salvatore Corallo che cura il verde pubblico ed è molto apprezzato per la ricercatezza con cui viene decorata la città, ci dovrebbe spiegare i motivi di questa strage. Proviamo ad anticipare le sue tesi. Sosterrà che c’è uno stato di enorme pericolo e che i tecnici hanno accertato che il peso delle fronde fa rischiare un crollo, che le radici fanno saltare basole ed asfalto, che le pigne possono cadere in testa ai passanti, che gli aghi si possono infilare nelle zampe dei cagnolini… Tutto può avvenire: si chiama ansia, può degenerare. Allo stesso modo infatti se viene una tormenta i pali della luce possono crollare, ed un terremoto ci può far ritrovare il tetto in testa, e la pioggia ci può far rompere una gamba… Non è una furia dei soli grillini, questo taglio all’impazzata dei pini di città. Gli scempi  avvengono in tutti i Comuni d’Italia; un accanimento che non tiene conto della storia millenaria del paesaggio italiano, quello raccontato e ritratto dai viaggiatori e dai vedutisti napoletani del 700. Insomma dobbiamo abbandonare la compagnia di questi immensi alberi di città, e accontentarci degli schieramenti autorizzati di ciclamini. Ovunque spuntano questi teneri fiorellini rossi, bianchi e rosella, signorine timide e perbene  per un paesaggio senza impronta. Vorremmo sapere se prima del taglio sono stati chiamati a discutere del terribile pericolo che incombeva sulle loro teste, i cittadini del quartiere in cui vivevano gli ormai defunti alberi. L’ansia preventiva  è divenuta psicosi di massa che ha trasformato i pini in alberi demoniaci capaci di tutto: le loro radici alzano le strade, i marciapiedi, le fondamenta delle case, e fanno cadere la gente, insomma sono nostri nemici da uccidere. Per Italia Nostra, che si è interessata della questione, il pino vive ovunque nel Paese una fase di declino, ma bisogna provare a salvarlo proprio perché è un albero monumentale e non è per niente pericoloso. Sono gli uomini che non riescono ad accompagnarlo nella crescita secolare, ed allora preferiscono  vederlo come un pericolo pubblico. I pini, un tempo fonte di ispirazione dei poeti, sono vissuti a Ragusa come minaccia alla vita e alla serenità quotidiana. Forse sono visti così male per un solo motivo: sono  ingombranti, di difficile gestione, non amano essere ingabbiati tra asfalto e cemento. Sono alberi forti, rustici, e stridono di fronte ad altre educatissime piante. I pini però simboleggiano una natura bella e selvaggia che può affiancare i cittadini aiutandoli nel ripulire l’atmosfera dalle polveri sottili, riparandoli con l’ombra, ripulendogli i polmoni con un profumo balsamico. Piantare pini fa bene all’ambiente. Un albero elegante, bello che si dovrebbe far rinascere nella nostra città, a costo di mettere in ombra il vellutato ed esile ciclamino che piace tanto ai cinquestelle.

“Scempi ambientali in terra di Sicilia”, convegno a Ragusa

insieme in cL’associazione InsiemeinCittà e il Club Unesco di Ragusa hanno organizzato un convegno per le ore 17,00 di lunedì 25 gennaio, presso la Sala Avis, sulla tutela dell’habitat intitolato “Scempi ambientali in terra di Sicilia”. La relazione introduttiva sarà tenuta da Ugo Scelfo, già Consigliere della VI sezione penale della Corte Suprema di Cassazione.

TRIVELLAZIONI SICILIA, FORZA ITALIA: CROCETTA E MAGGIORANZA PRONI ALLE LOBBIES SVENDONO E DETURPANO IL NOSTRO MARE

download (2)“Il presidente della Regione, sta ipotecando maldestramente il futuro della nostra Sicilia, consentendo il via libera a nuove trivellazioni nei mari che bagnano coste bellissime ricche di storie, proni alle richieste delle lobbies dell’energia. Palazzo Chigi, per mettersi al riparo dai referendum regionali sull’art. 38 dello Sblocca Italia, per togliere la voce al popolo, ha addirittura ripristinato un decreto legislativo del 2010. Un bluff che la dice lunga sulla scellerata volontà di questi  governi di mettere a rischio, per chissà quali favori, ciò che di più caro abbiamo: il nostro mare, la bellezza della nostra terra. Siamo pronti a dare battaglia, mobilitando i nostri elettori, i concittadini tutti, che chiedono di fermare uno scempio senza pari”, lo dichiara il senatore Vincenzo Gibiino, membro del Comitato di Presidenza di Forza Italia.

“Geositi carsici Iblei”, la Valle del Tellesimo e la Conca del Salto oggetto di un convegno

Bellezza naturalistica del territorio ibleo“Geositi carsici Iblei” è il tema di un convegno promosso dal Centro Ibleo di Ricerche Speleo idrogeologiche di Ragusa. L’evento, finalizzato alla conoscenza e promozione del patrimonio geologico e carsico ricadente negli Iblei, si terrà venerdì 15 gennaio alle ore 17,30 nella sala Auditorium “Pietro Floridia” di Piazza Matteotti a Modica. Sabato 16 gennaio alle ore 9.00 è stata organizzata una visita guidata al geosito della Valle del Tellesimo con concentramento in Piazza Matteotti. La manifestazione è stata inserita nell’evento nazionale “Settimana del Pianeta Terra”. La valle del Tellesimo e la Conca del Salto sono i vertici Nord-Sud di un territorio, quello modicano, estremamente ricco di biodiversità, e che beneficia in molti siti degli strumenti comunitari per la tutela e la valorizzazione, cui si aggiunge ora la possibile tutela geologica prevista da una legge regionale. “In attesa che si concretizzino forme più incisive di salvaguardia, è necessario creare le basi, afferma Rosario Ruggieri, presidente del Cirs di Ragusa, per una vasta cultura ambientale che sappia riconoscere i valori e le ricchezze della natura, e che sappia educarsi non solo alla sua tutela ma anche a una sua fruizione corretta ed ecosostenibile. La manifestazione intende promuovere un turismo culturale, sensibile ai valori ambientali, che metta in risalto sia le risorse naturali più spettacolari, sia quelle meno conosciute, ma non meno affascinanti: quelle che abbiamo la fortuna, spesso senza saperlo, di avere proprio a due passi da casa”.

Comitato cittadino cava Santa Domenica

IMG-20151212-WA0003Riceviamo e pubblichiamo dal comitato cittadino cava Santa Domenica di Ragusa. “Questa suggestiva e affascinante zona, che silenziosa scorre unendo i tre ponti di Ragusa, da giorno 12 dicembre non è più anonima. Il Sindaco Federico Piccitto, accogliendo la nostra proposta ha voluto intitolare lo slargo sito ai piedi del Ponte Padre Scopetta, per noi ragusani Ponte Vecchio, all’amica Daniela Dinatale, prematuramente scomparsa. Giorno 12 dicembre è stato un giorno di festa, di partecipazione e di riflessione, per la comunità ragusana. Il Sindaco ha apprezzato in Daniela Dinatale l’esempio dato ai concittadini di impegno disinteressato per il territorio, per la natura, sapendo che il desiderio suo e di tutti è quello di vedere la Vallata Santa Domenica viva e pulsante. È stato significativo ricordare la dedizione di Daniela Dinatale e la targa a lei dedicata la rende visibile a tutti i fruitori di questo luogo. Siamo stati diretti testimoni del ruolo che Daniela Dinatale ha assunto nella nostra organizzazione, ruolo propositivo, in cui l’indignazione per l’incuria non si limitava a sterile lamentela, ma veniva canalizzata in un “mettere le mani in pasta”, in un essere a disposizione con le proprie competenze, partecipando entusiasticamente all’elaborazione di idee, “sporcandosi le mani” durante le numerose giornate di pulizia e di fruizione del sito. La targa posta in sua memoria è come un’orma che dovrà indicare il cammino da seguire per svelare le potenzialità di questo luogo, in un’ottica sempre scevra da interesse personale. Né Daniela che purtroppo non è più con noi, né i presenti, possiamo immaginare oggi il potenziale che può venire da questo luogo pubblico, qualora opportunamente utilizzato. Il fascino che aveva conquistato Daniela, e per il quale Daniela si è spesa, è dato dalle mille potenzialità del “fiume verde” nel cuore della nostra città. Gli obiettivi da raggiungere in un prossimo futuro sono innanzitutto una facile fruizione in maniera ecosostenibile ed economica di tutto ciò che già esiste all’interno del sito, sia come patrimonio naturalistico, antropologico e archeologico, sia riguardo le numerose infrastrutture ivi realizzate negli ultimi decenni con copiosi investimenti pubblici, mai utilizzate e, ad oggi, in parte degradate. Si dovrà indirizzare uno sforzo organizzativo congiunto per non disperdere ulteriori risorse economiche in opere e manufatti che non hanno alcun ritorno economico, bensì per migliorare e favorire la promozione turistica del percorso naturalistico che si snoda lungo la cava, che è, da esso stesso, testimone delle bellezze presenti . Tutto ciò, assieme a quelle altre iniziative che potranno essere messe in cantiere dalla collaborazione tra il pubblico e il privato, grazie anche alla recente iniziativa voluta dalla amministrazione comunale, quale il Patto di Collaborazione tra Cittadini ed Amministrazione per la cura e la rigenerazione dei beni comuni, potrà anticipare nel tempo la realizzazione di un raro caso di parco suburbano, così come è nelle aspettative della Cittadinanza tutta”.

NO TRIV RAGUSA PARLA DELL’ULTIMO INCIDENTE ALL’ENI

download (2)“Non è la prima volta che dall’impianto Versalis di C.da Tabuna a Ragusa si creano eventi eccezionali. L’eccezione in questa terra è norma, da decenni si vedono e si sentono  alle orecchie – e ancor più al naso – le emissioni del centro oli e dell’impianto Polimeri. Il tutto a pochissima distanza da piazza Croce, via Di Vittorio, e altre zone piene zeppe di palazzine e uffici, in una vallata che è stata completamente sventrata. Da decenni gli impianti di estrazione e raffinazione ci avvelenano, aprendo i “filtri” a seconda dei venti e inondando tutta la vallata e il centro città di fuliggini e odore marcio.­ Il 6 gennaio alle 21 dev’essere successa qualcosa di più grosso, ma non la devono passare liscia anche stavolta, con una torretta dell’impianto che per ore ha continuato a emettere fumo nero nell’oscurità della notte. Siamo molto curiosi di sapere dal sindaco di Ragusa Federico Piccitto e dall’assessore all’ambiente Antonio Zanotto, cosa hanno intenzione di fare per tutelare i ragusani. Anche in riferimento all’ultima richiesta di perforazione di contrada Arancio  che prevede un nuovo pozzo e 3 km di condotta fino al maledetto centro oli. E le “famose” centraline di rilevamento dell’aria sparse per il territorio, che da anni “certificano” la qualità dell’aria di Ragusa, che diamine rilevano?­  Siamo cosi’ sicuri che mettere a repentaglio la nostra salute e il nostro territorio sia un prezzo inevitabile per lo sviluppo economico? Noi crediamo di no! Riteniamo, infatti, che lo sviluppo di Ragusa – quello vero – passi per la Green economy”.

Cai Ragusa, apertura anno sociale

cai escursioneLa prima escursione dell’anno organizzata dal Club Alpino Italiano, sezione di Ragusa, partirà dalla costa sud-occidentale degli iblei, percorrendo luoghi di particolare bellezza e ricchi di memorie storiche. Domenica 10 gennaio primo appuntamento alle ore 07:50, presso la sede Cai, secondo appuntamento ore 08:45 presso Museo Regionale di Kamarina. Alle ore 09:00 parcheggio delle auto a Torre di Mezzo. La partenza dell’escursione è fissata per le ore 09:30 e l’arrivo verso le ore 15:30. Si consiglia un equipaggiamento con abbigliamento consono alla stagione in corso, zaino piccolo, scarpe da trekking, mantella per eventuale pioggia, acqua potabile, pasto a sacco. La quota di partecipazione prevede un contributo volontario di 2 euro. L’itinerario che sarà percorso si sviluppa lungo la zona costiera partendo dall’antica colonia siracusana Kamarina, dove parecchi resti di antiche vestigia della città greca sono sparsi ovunque; gli aspetti più evidenti e forse maestosi si vedono quando si arriva sulla sottostante spiaggia, dove le antiche mura di cinta ancora resistono alla spinta naturale dell’azione erosiva del mare. Il tratto di costa che verrà percorso mostra, in vari punti, crolli e arretramento del limite della battigia, che è avvenuto velocemente negli ultimi decenni; tuttavia non mancano particolari evidenze naturali belle e meravigliose anche d’inverno, specie quando il mare è calmo. L’escursione, dopo aver attraversato la località Passo Marinaro, si snoderà verso sud-est in direzione di Randello, piccolo bosco a ridosso del mare che si estende su antiche dune e che presenta una struttura floreale e una diffusione faunistica tipica delle zone calde e secche; lo spiaggione che separa dal mare l’area boschiva, ha il suo grande fascino per la lunghezza e la presenza di piccole dune in continua evoluzione per l’azione dei venti occidentali che sono dominanti, con caratteristiche quasi uniche in Sicilia. Segue la scogliera di Punta Braccetto, un piccolo altopiano roccioso con le famose sottostanti grotte scavate dal mare, che permette di raggiungere la torre Vigliena (1595-1607) posizionata sul Braccio della Carbonara, punto di avvistamento e di difesa dalle incursioni dei pirati nei tempi remoti. La comitiva proseguirà lungo la spiaggia verso Torre di Pietro, detta Torre di Mezzo, che fu costruita, assieme alla torre Scalambri situata a Punta Secca, per le finalità di guardia e di difesa dalle incursioni piratesche di tutta la costa. La spiaggia fra Torre di Pietro e Torre Scalambri è ricoperta in parte da lastroni di arenaria crollata e in parte è sabbiosa; il limite che separa il mare dalle vicine colture intensive è, per la presenza di scarti della coltivazione degli ortaggi e di numerosi contenitori abbandonati, in pessimo stato ecologico e rappresenta una criticità molto elevata. Forse una futura bonifica potrebbe restituire il tratto alla dignità naturale.

UNA RARA ANATRA NIDIFICA NEL PANTANO DEL MAGANUCO

moretta.tab1La notizia arriva da Legambiente che scrive: “In Italia ne è stimata la presenza di solo 60-100 coppie, di cui circa la metà in Sicilia, e quindi la popolazione italiana è considerata in pericolo di estinzione. Stiamo parlando della Moretta tabaccata, un’anatra tuffatrice i cui popolamenti sono purtroppo messi a rischio da svariati fattori: alterazione e distruzione dell’habitat, introduzione di specie alloctone, disturbo, caccia, cambiamento climatico, avvelenamento da piombo e cattura accidentale da parte di reti da pesca. Ma desso il popolamento siciliano ed italiano si arricchisce di una coppia in più, quella nidificante nel Pantano di Maganuco, piccola ma importante area umida sita al confine tra i comuni di Modica e Pozzallo”. “E’ come se durante il restauro di una chiesa si trovasse un affresco finora sconosciuto” commenta Antonino Duchi, Biologo e Presidente di Legambiente Ragusa, che ha riscontrato la riproduzione della specie “E’ stato molto emozionante osservare più volte i genitori con il seguito di ben 11 anatroccoli”. La segnalazione, che è stata di recente pubblicata sul Naturalista Siciliano, la rivista della Società Siciliana di Scienze Naturali, è avvenuta durante le attività del progetto ‘Un Mare d’Ambiente’ supportato dal Ministero della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale, gestito in partenariato da Legambiente Il Carrubo Ragusa e dal Comune di Pozzallo. “Un’area con notevoli valenze ecologiche all’interno di una fascia costiera fortemente impattata dalle attività umane. Un ambiente che potrà riservare ancora piacevoli sorprese naturalistiche ma che purtroppo è anch’essa vittima di diversi impatti ambientali, quali: la presenza di strutture industriali, di una strada che la taglia in due, di una serie di discariche abusive, di spianamento di dune” – spiega Legambiente.

Legambiente Ispica ed altre associazioni chiedono l’affidamento dell’ex Macello comunale per iniziative educative, artistiche e culturali

 

1a - L'ex Macello di Ispica, accanto all'ingresso al Parco ForzaLegambiente Ispica, Vespa Club Ispica, Associazione culturale “Zymè – fermenti culturali” e l’associazione  “Meridies” hanno chiesto l’assegnazione dell’ex Macello comunale sito nei pressi del Parco archeologico della Forza. “L’edificio, dopo lunghi lavori di restauro e ristrutturazione, giace da tempo inutilizzato: da ciò l’opportunità – sostiene Ignazio Spadaro del circolo Sikelion di Legambiente -, e financo l’urgenza, di renderla finalmente fruibile per la cittadinanza, grazie ad un programma di attività ricreative e culturali. Iniziative che, beninteso, sarebbero a costo zero per le casse pubbliche, perché realizzate tutte all’insegna di solidarietà sociale e passione civica”. Il documento contiene l’impegno a realizzare un cospicuo carnet di iniziative: escursioni a piedi e in bicicletta in siti d’interesse storico, artistico, archeologico e naturalistico, con servizio guida in lingua straniera ed una particolare predilezione per il territorio ispicese e la sua Cava; itinerari didattici ed altre attività “sul campo” (osservazioni guidate, racconti, laboratori di sperimentazione, esperienze sensoriali, spiegazioni frontali); orti didattici, finalizzati allo studio della botanica e delle tradizioni alimentari, passando per l’educazione alimentare ed ambientale; creazione di un giardino mediterraneo nel Vignale S. Giovanni, per il recupero di specie vegetali autoctone sempre più minacciate dall’Uomo; manifestazioni enogastronomiche che aggreghino realtà agricole ecosostenibili; progetti sulla raccolta differenziata e sul riuso (rivolti soprattutto alle scuole primarie e secondarie di I grado); manifestazioni artistico-letterarie (concorsi letterari, reading, esposizioni pittoriche, scultoree e fotografiche, spettacoli teatrali, concerti) e culturali (seminari, dibattiti, produzioni editoriali); corsi di formazione in tematiche di interesse locale (etnobotanica, cucina mediterranea, oli essenziali, bioedilizia, costruzione di muri a secco, osservazione astronomica, cosmesi naturale, saponificazione); aree ludico-ricreative per i più piccoli; residenze temporanee per artisti, selezionati attraverso dei bandi; ed infine una rassegna di documentari che già nel 2015 ha attirato proprio all’interno dell’ex Macello oltre 1000  cinefili da ogni parte dell’isola.

GRAVE MORIA ITTICA AL FIUME IRMINIO

CarpaMortaIl 2015 finisce male per l’ambiente ibleo. Una grave moria ittica ha infatti colpito nuovamente il fiume Irminio, in un’area fino ad ora immune da tali situazioni: il tratto subito a valle della Diga di S. Rosalia, in pieno Sito di Importanza Comunitaria e in una zona vietata alla pesca per la protezione della trota macrostigma. La denuncia arriva da Legambiente che scrive: “E’ uno sterminio che ha colpito indifferentemente tutte le specie: trote, carpe, carassi, anguille, rovelle. Uno spettacolo deprimente che si è presentato agli occhi dei volontari delle associazioni nonché agli inquirenti della Polizia Provinciale ed ai tecnici dell’Arpa. E il fatto che siano morte anche specie fortemente resistenti all’inquinamento, come carpe, carassi ed anguile, dà il segno dell’impatto ambientale che deve esserci stato”.“E’ sorprendente che la moria sia avvenuta in un’area in cui non si sono mai verificati eventi del genere” – ha dichiarato il Biologo Antonino Duchi, Presidente di Legambiente Ragusa -. ”E’ come se la fauna ittica sia stata sottoposta ad un fattore nocivo che non ha dato scampo: abbiamo visto pesci morti addirittura sulle pietre, come se fossero schizzati fuori dall’acqua per sfuggire ad un’alterazione improvvisa e potente”. Adesso, oltre alla valutazione del danno, è l’ora di identificare le cause e di punire i colpevoli. “Un avvelenamento da bracconaggio pare da escludere – spiega Legambiente – dato che i pesci non sono stati asportati ma sono rimasti nel corso d’acqua; improbabile, per la conformazione dei luoghi e per il tratto interessato, appare l’ipotesi di uno scarico volante momentaneo abusivo. Al momento quindi l’ipotesi più plausibile sembra legare l’evento in modo diretto od indiretto alla presenza dell’invaso artificiale. In effetti una strana fanghiglia negli ultimi anni è stata diverse volte segnalata nell’area dai guardiapesca volontari che controllano il sito per l’antibracconaggio; ed una significativa presenza di fanghi è stata riscontrata da essi anche in questi giorni”. Ma evidentemente si stratta ancora di ipotesi ed indizi: si auspica che le indagini portino ad una risposta definitiva. “Non si può che evidenziare coma ancora una volta la fauna ittica si sia comportata, con il suo sacrificio, come una preziosa ‘spia’ di un’alterazione ambientale che altrimenti sarebbe passata probabilmente inosservata: un’alterazione – conclude Legambiente – che mette a rischio non solo la fauna stessa ma la preziosa risorsa idrica. Un campanello d’allarme per tutti, visto che fiume e falda idrica sono strettamente collegati, come è stato ormai reso evidente dalla grave crisi idrica che ha colpito Ragusa qualche anno fa”.

 

RAGUSA, MONITORAGGIO DELLA QUALITÀ DELL’ARIA

 

Aria2014Un bando di gara per l’affidamento del servizio di manutenzione delle stazioni di monitoraggio della qualità dell’aria. L’appalto ha per oggetto la manutenzione delle rete di monitoraggio, telecontrollo e verifica di validità dei dati acquisiti, fornitura del software di acquisizione dei dati, archiviazione, elaborazione e presentazione dei dati, manutenzione della cabine, dei serramenti e dei climatizzatori, pulizia delle cabine, interconnessione alla rete di monitoraggio regionale dell’inquinamento atmosferico nonché la calibrazione multipunto annuale di tutta la strumentazione con le prove semestrali di correlazione. La rete di monitoraggio è composta da tre stazioni fisse situate in Via Archimede, Contrada Petrulli ed in via Putignano, a Marina di Ragusa. L’importo a base d’asta dell’appalto, la cui gara sarà esperita il 30 dicembre prossimo, è di € 43.920,00.

Nuovo piano rifiuti a Ragusa

tornavaccaIl Consiglio comunale ha approvato la Presa d’Atto dell’avvenuta approvazione da parte della Regione Sicilia del Piano di Intervento del Servizio di Igiene Ambientale, il relativo quadro economico e i conseguenti atti di gara. Tra gli aspetti più innovativi del nuovo servizio l’Esper, che ha supportato l’Amministrazione nella redazione del Piano, evidenzia che “il servizio porta a porta sarà esteso a tutta la città con supporto di nuove tecnologie e la distribuzione a ogni singola utenza di contenitori impilabili comodi e funzionali; il passaggio alla tariffazione puntuale che si basa sul principio europeo “chi inquina, paga” (la bolletta viene calcolata sulla base della quantità di rifiuti effettivamente prodotta)”. “La riorganizzazione del servizio – secondo l’Esper – e la sua conseguente ottimizzazione delle risorse metterà la Città e i cittadini in condizioni di poter ottenere una serie di benefici di tipo economico, ambientale e di decoro urbano”. Attilio Tornavacca, direttore della Esper, dichiara che “il progetto del Nuovo Piano di gestione dei rifiuti della Città di Ragusa è attualmente il più avanzato e ambizioso fra tutti i progetti nazionali ed europei a cui i tecnici di Esper stanno lavorando, tanto da ottenere plausi e destare interesse anche a Varazdin in Croazia nel corso nella nostra presentazione in occasione del progetto finanziato dall’Unione Europea Cense”.

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