20-08-2019
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Archivio della categoria: Sanità

EMERGENZA SANGUE IN SICILIA, SCATTA L’APPELLO ALLA RACCOLTA

FB_IMG_1494267806716 (1)Emergenza sangue in Sicilia. “E’ una situazione inaccettabile dice Salvatore Mandarà presidente regionale del Civis che raggruppa le più importanti associazioni quali l’ Avis, la Fratres, la Fidas e la Croce Rossa Italiana: “Con l’inizio della stagione estiva, inizia la carenza di sangue,  plasma ed emoderivati, facendo insorgere la preoccupazione delle associazioni dei Talassemici e dei primari trasfusionisti che non riescono e a pianificare e distribuire quanto necessita”. Un appello alla donazione  e al senso civico potranno far fronte ad una criticità che interessa in questa fase soprattutto i pazienti talassemici che come è noto necessitano di frequenti trasfusioni salvavita. “Soltanto attraverso una forte azione di mobilitazione da parte dei cittadini siciliani, quelli veri, quelli che vogliono rendersi utili al prossimo,  che possono donare il sangue per non far mancare soprattutto in questo periodo, negli Ospedali, la materia prima  per assicurare le cure necessarie non solo ai talassemici, ma anche agli altri pazienti che necessitano del sangue per interventi chirurgici, patologie oncologiche e oncoematologiche. La raccolta, cosi come già affrontato al Centro Regionale Sangue, deve essere sufficiente e costante e non possono esserci periodi di carenza come quello drammatico che stiamo vivendo, in quanto per alcune patologie, come la talassemia, il sangue dopo alcuni giorni perde le caratteristiche necessarie all’uso terapeutico. L’invito alla raccolta è esteso a tutti quei cittadini che impregnati di altruismo e solidarietà,  possono dare il proprio contributo alla vita recandosi presso qualsiasi centro pubblico  privato siciliano. Inoltre è stata emanata una circolare regionale che consente alle autoemoteche di poter effettuare donazioni di sangue in quei comuni dove non esistono associazioni dei donatori di sangue”.

IL MEDICO RAGUSANO RAFFAELE SCHEMBARI NEL TAVOLO TECNICO REGIONALE DEL PROGETTO FORMAZIONE, EDUCAZIONE, DIETA

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Il dr. Raffaele Schemabri, presidente regionale della Sezione siciliana della Società Italiana Metabolismo Diabete Obesità –   è stato inserito, con Decreto dell’Assessore alla Salute, nel Tavolo Tecnico del Progetto Formazione, Educazione e Dieta. «Sono lusingato per il riconoscimento che mi è stato attribuito e ringrazio l’Assessore Gucciardi per la fiducia che ha risposto nella mia persona. L’esperienza che mi appartiene,  in quanto diabetologo presso l’Asp di Ragusa, mi sarà di grande aiuto nel dare il massimo del contributo» così ha commentato il suo nuovo incarico il dr. Schembari. Il dirigente sanitario presta servizio presso il reaparto di Medicina dell’ospedale Civile di Ragusa e si occupa dell’ambulatorio di Diabetologia.  II progetto “FED – Formazione Educazione e Dieta” si propone di migliorare la salute dei cittadini, modificando comportamenti e stili di vita inadeguati che favoriscono l’insorgere di malattie cronico-degenerative di elevata rilevanza epidemiologica e di grande impatto socioeconomico, con particolare riferimento all’obesità, ai tumori, alle patologie cardio- e cerebrovascolari, al diabete, alla sindrome metabolica. Particolare riguardo sarà riservato ad ottenere una sostanziale modifica di abitudini alimentari negative e/o scorrette, in special modo promuovendo l’adozione di una dieta tradizionale siciliana.

CAOS SANITA’ IN PROVINCIA DI RAGUSA, LA SENATRICE PADUA HA CHIESTO ALLA MINISTRA DI INVIARE UNA ISPEZIONE

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La senatrice Venera Padua ha chiesto alla ministra della Salute Beatrice Lorenzin l’invio di una ispezione in provincia di Ragusa alla luce delle gravi segnalazioni che continuano ad arrivare sul fronte sanitario da parte di medici, operatori del settore e, soprattutto, pazienti. “La situazione è drammatica – sottolinea la senatrice – tra primari alle prese con enormi difficoltà, disagi a ripetizione, reparti che non si trovano e servizi paralizzati. Ed è per questo che ho rappresentato di persona alla ministra la necessità immediata di fare chiarezza. Ho seguito in questi giorni l’evoluzione della vicenda e già avevo sollecitato l’assessore regionale Baldo Gucciardi ad intervenire. Sono tornata a farlo proprio questa mattina. Durante l’interlocuzione con la ministra, abbiamo contattato telefonicamente l’assessore Gucciardi il quale ha spiegato alla rappresentante del Governo che lui si sta occupando di seguire di persona quello che sta accadendo. In ogni caso ho sollecitato delle risposte decisive. E, soprattutto, chiesto di valutare di non far proseguire più nessun tipo di azione all’attuale manager e di nominare, piuttosto, un commissario oppure un altro manager che si intesti questo difficile percorso scevro da ogni tipo di condizionamenti, con notevole professionalità e con la dovuta autorevolezza. L’apertura del nuovo ospedale di Ragusa avrebbe dovuto essere un momento di crescita per la Sanità dell’intera provincia iblea e non creare, come sta succedendo, uno stato di emergenza continuo. Quanto stiamo dicendo non serva a determinare altri allarmismi ma ad evitare che una situazione già delicata, resa ancora più complicata dall’entrata nel vivo della stagione estiva e quindi dal conseguenziale incremento degli sbarchi al largo delle coste iblee, possa diventare ulteriormente pesante”.

Trasferimento Ospedale Ragusa,  Scifo Cgil: siamo al caos, serve nominare un commissario

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Riceviamo dal Segretario generale Cgil di Ragusa Giuseppe Scifo e pubblichiamo: “Si fa sempre più grave la situazione degli ospedali ragusani a causa del trasferimento dei reparti verso il nuovo ospedale Giovanni Paolo II. La notizia ufficiale di ieri parla del sequestro preventivo da parte della Guardia di Finanza, su provvedimento della Procura, di due sale  operatorie, del blocco parto, dei locali dell’unità di terapia intensiva e coronarica e della rianimazione del nuovo ospedale Giovanni Paolo II. Una situazione di fatto degenerata nel caos. Già da qualche giorno si è percepita la situazione di gravità dopo le prime fasi di trasferimento dei reparti effettuate con fretta e una programmazione di sicuro non all’altezza della complessità. Infatti, l’intervento della Procura a tutela della salute pubblica è dettato dal fatto di aver riscontrato e accertato difformità di funzionamento negli impianti di climatizzazione e antincendio annesse alle strutture mediche. Una situazione di anomalie e difformità che espongono a rischi i pazienti, i lavoratori e gli utenti del nuovo ospedale. Una situazione generata dalla scelta dei vertici dell’Asp 7 di precedere frettolosamente all’inaugurazione del nuovo ospedale. Si è agito rincorrendo i tempi e sottovalutando i rischi connessi a un’operazione tanto complessa, come quella del trasferimento delle strutture ospedaliere, che presuppone prima di tutto un’attenta programmazione nel rispetto di tutte le conformità legate alla salute e sicurezza degli utenti e la gestione di un crono programma adatto e coerente. Di fatto siamo ora di fronte ad un contesto  in cui le vecchie strutture sono mobilitate, mentre quelle nuove non possono essere attivate. Il rischio è quello del perdurare di una situazione di “vuoto sanitario” quindi di pericolo per i cittadini che necessitano di rivolgersi alle strutture ospedaliere ragusane. Chiediamo che sia subito nominato un commissario ad acta per il trasferimento delle strutture verso il nuovo ospedale di Ragusa Giovanni Paolo II. Ci rivolgiamo all’Assessore Regionale e al Ministro alla Salute affinché, nel più breve tempo possibile, si possa incaricare un commissario idoneo, sotto il profilo professionale, alla gestione di questa fase delicatissima per l’intera sanità iblea”. Firmato Giuseppe Scifo Segretario generale Cgil di Ragusa

RIAPERTURA MATERNITA’ AL PATERNO’ AREZZO DI RAGUSA

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Stamattina la Guardia di Finanza ha notificato il decreto di sequestro preventivo di due sale operatorie, della sala parto della terapia intensiva cardiologica e della rianimazione, le motivazioni sono legate alla valutazione che le unità di trattamento aria appartenenti al progetto iniziale della costruzione del nuovo ospedale, pur raggiungendo valori nei limiti di legge, non raggiungono standard fissati nel progetto originale e richiedono settaggi ed accorgimenti che non sono ritenuti di sufficiente garanzia per l’uso continuativo. Tutte le rimanenti aree dell’ospedale sono state considerate esenti da anomalie e quindi chiaramente utilizzabili. Alla luce di queste disposizioni la direzione aziendale, in accordo con i primari e la direzione medica di presidio, sta allestendo il riavvio del polo materno infantile presso l’ospedale Maria Paternò Arezzo che si prevede pienamente operativo entro lunedì mattina 3 luglio.

Il sindaco Piccitto partecipa all’incontro promosso dalla Prefettura per discutere della questione del nuovo Ospedale di Ragusa

 

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Il sindaco Federico Piccitto ha partecipato stamane presso il Palazzo di Governo  all’incontro promosso dal Prefetto Maria Carmela Librizzi per fare il punto della situazione sull’apertura del nuovo ospedale di Ragusa “Giovanni Paolo II”. Alla riunione, oltre al primo cittadino, sono intervenuti  il manager dell’Asp 7 Maurizio Aricò, il direttore sanitario dell’ASP 7 Pino Drago ed il Comandante dei Vigili del Fuoco, Aldo Comella. “Abbiamo appreso, questa mattina – dichiara il sindaco Federico Piccitto – che le procedure amministrative necessarie per il trasferimento dei degenti dall’ospedale Civile al nuovo ospedale Giovanni Paolo II sono ancora in fase di definizione. Si tratta di un fatto grave, perché fa cadere la possibilità di un completamento del trasferimento complessivo dei reparti e dei degenti entro il 30 giugno, che coincide con la scadenza dell’incarico del Direttore Generale”. “A completare il quadro – ha detto Piccitto – ci ha pensato il Governo regionale, che si conferma ancora una volta parte del problema e non della soluzione, con una deliberazione della Giunta Regionale di nomina dei commissari straordinari delle Asp siciliane che trasferisce Aricò a Palermo, sostituito da Lucio Ficarra”.

Ospedale Ragusa, la salute e il cittadino prima di tutto!!!

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Riceviamo dalla F.P. Cgil e pubblichiamo: “Dopo la fretta e furia con cui è avvenuto il trasloco di una parte delle attrezzature sanitarie degli ospedali Civile e Ompa di Ragusa, pur di inaugurare  il 26 giugno il nuovo ospedale Giovanni Paolo II, il Direttore Generale Maurizio Aricò blocca tutto e rinvia l’inaugurazione sine die, per sopravvenute criticità. Una giustificazione lineare, semplice, che apparentemente da l’idea che nulla sia successo, che si tratti di una normale procedura. Ma quali criticità sono sopravvenute nel momento in cui il trasferimento di un ospedale deve essere programmato in maniera puntuale, certa e solo eventi imprevedibili possono comportare dei ritardi? Si rende conto il Dr. Aricò che tutto ciò ha provocato inutilmente seri disagi agli utenti, ai pazienti ricoverati, ai cittadini di Ragusa, con l’ospedale nuovo ancora in fase di trasloco e con l’ospedale Civile per metà smantellato e con pazienti dirottati presso altre strutture, quali Modica e Vittoria, creando notevoli difficoltà alle stesse e ad altre fuori provincia? Non pensa il Dr. Aricò che il personale medico, sanitario e ausiliario è stato ed è messo sotto pressione per la situazione di sbandamento che si è creata? Addirittura sballottato a destra e a manca e in molti casi chiamato a collaborare al trasloco “fai da te”. Si poteva inaugurare forzatamente un ospedale nuovo dove ancora ci sono maestranze che lavorano e dove  la polvere e i materiali sono presenti all’interno e all’esterno della struttura? In questa vicenda l’aspetto positivo (se ci fossero state  le condizioni) sarebbe stato  l’apertura del nuovo nosocomio, in realtà l’aspetto  drammatico è la miriade di problemi che si stanno verificando all’interno del presidi ospedalieri, che stanno mettendo in crisi le prestazioni sanitarie e il lavoro dei medici e di tutti gli operatori. E’ possibile che l’arroganza istituzionale  possa portare  a voler aprire a tutti i costi una struttura sanitaria così articolata, come il Giovanni Paolo II, che necessita di tanti passaggi autorizzativi, senza pensare che la fretta non è mai buona consigliera e senza valutare le possibili conseguenze di un trasloco affrettato in un nosocomio ancora non completamente pronto? I cittadini di Ragusa vogliono il nuovo ospedale, ma vogliono soprattutto che, prima di essere aperto, ogni cosa funzioni alla  perfezione e sia verificata da chi è preposto a farlo, che il rischio clinico sia inesistente, che si operi con la massima sicurezza. Oggi l’attività sanitaria a Ragusa è paralizzata, l’utenza esterna si deve rivolgere altrove per radiografie, analisi cliniche e altre prestazioni diagnostiche. I ricoveri programmati sono sospesi, le urgenze sono smistate altrove, l’emodinamica è bloccata a Cisternazzi, la rianimazione è ridotta ad un solo posto letto, l’ostetricia e la ginecologia sono  in difficoltà. Siamo passati dagli “Ospedali Riuniti” agli “Ospedali Dimezzati” di Ragusa.Un ottimo risultato Direttore Generale  Aricò! Che il manager Maurizio Aricò  faccia un bilancio della sua attività negli ultimi venti mesi, si assuma le proprie responsabilità e qualora sia o meno nominato Commissario Straordinario dell’Asp di Ragusa, ne tragga le relative conclusioni”. Firmato Vincenzo Licitra Responsabile Cgil Medici, Salvatore Schembari Segretario Provinciale Funzione Pubblica Cgil, Aldo Mattisi  Segretario Generale Funzione Pubblica Cgil.

Ospedali Ragusa, Lorefice e Ferreri: serve un progetto serio e concertato su trasferimenti di reparti e pazienti

 

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“L’Ospedale Giovanni Paolo II, detto Nor (Nuovo Ospedale Ragusa), va aperto con tempi e modi studiati, elaborati, definiti e concertati alla perfezione. Nulla va lasciato al caso o al ‘poi lo faremo’”: è stato dichiarato dalle parlamentari del Movimento cinquestelle Marialucia Lorefice e Vanessa Ferreri le quali hanno visitato venerdì pomeriggio l’ospedale Civile e l’Ompa di Ragusa: “Abbiamo constatato che il rischio preventivato quando il manager ha diffuso il suo cronoprogramma non ha avuto risvolti solo in termini di ‘lieve slittamento’ dell’inaugurazione ma ben più gravi e importanti risvolti. Primo fra tutti in termini di persone. I medici sono stremati, lavorano con dedizione come e più di prima ma senza i mezzi di cui necessitano, in mezzo alla polvere di un trasloco in corso, con tutti i rischi annessi e connessi anche in termini di ricaduta sui pazienti. Solo grazie alla bravura del personale medico e paramedico dei nostri ospedali si è riusciti ad evitare che in alcuni casi accadesse il peggio. Ma quanto ancora dovranno lavorare in queste condizioni? In verità lo avevamo già chiesto al Manager con una lettera formale alla quale ha risposto senza rispondere. Ecco, pensiamo di interpretare un pensiero comune dicendo che sarebbe ora che il direttore generale dell’Asp 7 uscisse dal palazzo di piazza Igea e andasse a vedere tutte queste cose. Doveva andarci prima ma sarebbe buono anche se ci andasse ora. Meglio tardi che mai. Il dott. Aricò e la direzione aziendale dell’Asp 7 non dovrebbero agire da uomini soli al comando, ma coinvolgere in questa fase di transizione tutti i medici e gli operatori, perché la sensazione che abbiamo avuto durante la nostra visita è che siano stati abbandonati in balia degli eventi e senza sapere né come né quando nonostante le riunioni indette dalla stessa direzione aziendale”.

RINVIO INAUGURAZIONE NUOVO OSPEDALE DI RAGUSA

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Con riferimento alla prevista inaugurazione del nuovo presidio ospedaliero “Giovanni Paolo II” di Ragusa, il Direttore Generale dell’Asp di Ragusa, Maurizio Aricò, comunica che “per sopravvenute criticità, in corso di risoluzione, la stessa non avrà luogo in data 26/06/2017. Sarà cura di questa Direzione rendere nota, a breve, la nuova data di inaugurazione”.

Schizofrenia: ora disponibile in Italia la prima terapia da 4 somministrazioni all’anno

101926230-944bf6da-618d-4181-8838-1e3ba5311cefPubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto di rimborsabilità di AIFA per paliperidone palmitato trimestrale: per la prima volta, con sole 4 somministrazioni l’anno, sempre più concreti per i pazienti con schizofrenia e malattia psicotica il sogno di una vita libera e la possibilità di un percorso riabilitativo. I farmaci LAI – Long Acting Injectables, farmaci a lunga durata d’azione, hanno contribuito a modificare la terapia antipsicotica aprendo la strada alla liberazione dal pensiero della malattia e delle ricadute che ingabbiano il paziente, ricadute che colpiscono la gran parte delle persone con schizofrenia. «La terapia trimestrale è un passo avanti non solo per la qualità di vita ma anche dal punto di vista clinico, perché l’aderenza al trattamento, favorita da una terapia di 4 somministrazioni all’anno, può diminuire il tasso di ricadute, come dimostrano gli studi clinici effettuati. E questo è vero soprattutto se il trattamento viene iniziato tempestivamente dopo la diagnosi», dichiara Andrea Fagiolini, Professore Ordinario di Psichiatria, Università degli Studi di SienaLa nuova terapia trimestrale è frutto dell’impegno in ricerca & sviluppo di Janssen, azienda farmaceutica di Johnson & Johnson, con una storia in psichiatria lunga oltre 60 anni.

FEDERAZIONE DIABETE SICILIA

15206082080_184a156ed5Gianna Miceli, presidente dell’Aiad – Associazione Italiana Assistenza Diabete e Rosetta Noto, presidente di Insieme per il diabete sono state elette nel Consiglio Direttivo della Federazione Diabete Sicilia, nella II Conferenza regionale della Fds che si è svolta il 16 e 17 giugno 2017 a Palermo.   Un riconoscimento all’impegno che le due presidenti svolgono nel territorio di Ragusa. Hanno dichiarato con soddisfazione: «È la dimostrazione che se si lavora con generosità e competenza si possono ottenere riconoscimenti che servono a portare avanti, nelle sedi opportune, le istanze di chi non ha voce. Ora, ancora di più saremo al fianco delle persone con diabete e ci impegneremo per fare sempre di più per migliorare la loro qualità della vita. Noi che rappresentiamo  una piccola provincia siamo state determinanti nel far nascere la FDS,   una Federazione coesa, di cui  ne fanno parte ventidue Associazioni, che è riuscita, sin dall’inizio e    in soli tre anni,  senza nessuna esperienza, a ottenere grandi risultati.  Abbiamo vinto la battaglia sul fronte dei nuovi dispositivi per la misurazione della glicemia, cioè non servirà più pungersi il dito; infatti l’Assessore alla Salute della Regione siciliana, on.le Baldo Gucciardi, ospite della Conferenza,   ha annunciato che a partire dalle  prossime settimane si inizierà il nuovo percorso per poi  erogare i nuovi sensori a chi è affetto da diabete in età evolutiva. Gucciardi ha detto, nella sala gremita, Non si torna indietro”. 

I CITTADINI SICILIANI CON IL DIABETE NON SI PUNGERANNO PIU’

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Una conferenza dal sapore della vittoria per quello che è successo nei due giorni di  intensi lavori a villa Zito a Palermo. Si è parlato di diabete a 360 gradi con interventi a tutto campo. Il momento più significativo e di grande novità è stato quando l’assessore Baldo Gucciardi ha annunciato la firma all’atto che permetterà ai cittadini con diabete di non pungersi più, perché il Servizio Sanitario Regionale fornirà il nuovo dispositivo che cambierà la qualità della vita prima dei pazienti più piccoli, e poi di tutti gli altri. L’ultima parte della conferenza ha poi registrato un momento tutto interno dedicato al rinnovo delle cariche. Del vecchio direttivo sono stati riconfermati sette su nove, due si erano dimessi, con tutti i territori rappresentati.

Martedì 20 giugno inizierà la attività del Nuovo Ospedale di Ragusa

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Il trasferimento dei reparti di degenza, preceduto dalla attivazione parziale dei servizi (laboratorio di analisi, radiologia, farmacia, medicina trasfusionale) seguirà il seguente programma: martedì 20 Giugno Ortopedia, Chirurgia, Anestesia e Rianimazione; mercoledì 21 Giugno Urologia; giovedì 22 Giugno Cardiologia, Emodinamica e Medicina; venerdì 23 Giugno Ginecologia, UTIN Neonatologia  Pediatria e apertura Pronto Soccorso; sabato 24 Giugno chiusura Pronto Soccorso e Rianimazione al Civile.

ASP RAGUSA: FIRMATO IL PRIMO CONTRATTO A TEMPO INDETERMINATO DEL DIRIGENTE MEDICO ANESTESISTA

IMG_0484Il direttore generale, dr. Maurizio Aricò ha firmato il primo contratto di assunzione a tempo indeterminato. Si tratta della dr.ssa Francesca Corsaro, già assunta di ruolo presso l’azienda ospedaliera “Sant’Antonio Abate” di Gallarate, in comando presso l’Azienda ragusana dal 2012. «Ho scelto di vivere in questa splendida provincia che ho avuto modo di apprezzare in questi anni. Sono tante le motivazioni che mi hanno portato a fare questa scelta, prima tra tutte il senso di comunità che vivo, assieme alla mia famiglia, in questa realtà. Sono madre di due bambini piccoli: 8 e 1 anno e desidero farli crescere in un contesto accogliente come questa meravigliosa terra» commenta la Dr.ssa Corsaro. «Sono contento di avere contribuito a rinsaldare le risorse umane e professionali dell’Azienda” – ha sottolineato il direttore generale Maurizio Aricò. «A questa prima assunzione seguiranno altre 5 nei prossimi giorni».

ASSUNZIONI A TEMPO INDETERMINATO. SI COMINCIA DAGLI ANESTESISTI

 

anestesisti«Sono grato all’assessore On. Baldo Gucciardi che con un atto di buona politica ha voluto assumersi la responsabilità di autorizzare a stralcio l’avvio immediato delle assunzioni a tempo indeterminato della fascia più carente nella nostra sanità: quella degli Anestesisti».  Con queste parole il Direttore Generale Dr. Maurizio Aricò accoglie la nota dell’Assessorato con cui è stato autorizzato ad avviare immediatamente la assunzione di ben sei Anestesisti.  «La nota è la migliore risposta alle nostre richieste del 2 maggio e del 17 maggio, in cui facevamo presente la estrema difficoltà delle aziende siciliane, tra cui la nostra. Appena ricevuta la nota dell’Assessore, abbiamo dato mandato agli uffici di convocare per telegramma i 27 medici anestesisti aventi diritto in quanto vincitori del concorso del 2012. Siamo pronti ad immettere in servizio immediatamente i primi sei in graduatoria che accetteranno. Si tratta di un passo molto importante che permetterà di evitare le gravi disfunzioni cui si sarebbe andati incontro nel periodo in cui i medici hanno diritto alle ferie estive. Di fatto, un vero aiuto concreto alla sanità e quindi alle esigenze della nostra popolazione che ha bisogno di interventi chirurgici o di ricovero in terapia intensiva».

 

 

A  RAGUSA LA GUERRA ALLE ARITMIE SI VINCE SENZA RAGGI 

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Nell’Azienda Sanitaria di Ragusa il Dr. Giuseppe Campisi, della Elettrofisiologia della Cardiologia dell’ospedale “Maria Paternò  Arezzo”, ha condotto con successo due interventi di ablazione di aritmie cardiache a “Raggi zero” su due pazienti di 16 e 34 anni, affetti da tachiaritmie. Particolare soddisfazione esprime il Dr. Antonino Nicosia, direttore della Cardiologia: «il nostro Laboratorio di Elettrofisiologia ha registrato una crescita importante con circa 50 procedure eseguite quest’anno, su pazienti provenienti anche da altre province, con successo nel 98% dei casi, in assenza di complicanze significative». L’utilizzo nel Laboratorio di Elettrofisiologia di un sistema di mappaggio non fluoroscopio (sistema NavX della azienda ST Jude) ha consentito nel tempo di diagnosticare e trattare con efficacia aritmie sempre più complesse e di ridurre progressivamente la durata della esposizione radiologica fino al traguardo di effettuare procedure diagnostiche e di ablazione transcatetere di tachiaritmie in completa assenza delle radiazioni ionizzanti. La procedura si svolge con l’utilizzo di elettrocateteri e di un sistema di rilevazione degli stessi, con i quali viene costruita una mappa anatomica tridimensionale dotata di potenziali elettrici tradotti in codice colore – “mappa elettro-anatomica” – di tutto il tessuto cardiaco “mappato” e perfezionata dalla individuazione di potenziali elettrici di particolari “punti di interesse”, sede del substrato responsabile della tachicardia che viene eliminato attraverso l’energia di radiofrequenza emessa dalla punta dell’elettrocatetere magnetico del sistema. Le alterazioni del ritmo cardiaco sono un disturbo fastidioso e non del tutto raro nella popolazione. Il cuore va troppo forte – tachicardia –  o troppo piano – bradicardia, comunque a un ritmo diverso da quello ottimale. In questi casi lo studio elettrofisiologico endocavitario è l’indagine che può identificare con esattezza la piccola zona di tessuto del cuore ove origina il ritmo “sbagliato” fino a potere spegnerla (ablazione) utilizzando un catetere. Per portare il catetere nel punto esatto ove intervenire di solito si utilizza la guida fluoroscopica cioè mediante raggi X. Tuttavia, l’esposizione a radiazioni ionizzanti comporta un rischio, seppure limitato, di mutazione genetiche che concorrono alla genesi delle neoplasie.

Conferenza dei Sindaci: il Sindaco di Modica chiede planimetrie Ospedali

ddgdtrreeddddE’ stata accolta la richiesta presentata dal Sindaco di Modica, Ignazio Abbate, di convocare urgentemente una nuova riunione dei Sindaci della provincia di Ragusa per discutere del nuovo piano aziendale che riguarda l’ASP 7. La Conferenza si terrà il prossimo 28 aprile presso la sala giunta del Comune di Ragusa alla presenza del Direttore Generale Maurizio Aricò. “Posso preannunciare già da ora – dichiara il Sindaco Abbate – che chiederò che vengano portate le planimetrie degli Ospedali di Modica, Ragusa e Vittoria in modo da poter constatare concretamente la fattibilità di quello che è stato deciso sulla carta. Voglio capire se effettivamente i reparti che sono stati trasferiti da una parte all’altra, potranno essere accolti nella maniera adeguata nella nuova struttura. Noi, con l’Ospedale Maggiore, conosciamo a memoria la planimetria e sappiamo cosa possiamo accogliere e cosa no. Sarebbe opportuno che si mettessero sul tavolo anche le carte degli altri Ospedali per vedere, una volta per tutte, chi può ospitare cosa e in che maniera. A mio giudizio, senza queste planimetrie la Conferenza perderebbe parte del suo significato”.

 

 

CHIRURGIA MINIINVASIVA PER ASPORTARE LE METASTASI EPATICHE: UNA OPPORTUNITA’ PER I PAZIENTI CON TUMORE DEL COLON ALLA CHIRURGIA DI RAGUSA

 

hqdefaultL’equipe chirurgica del Dr. Gianluca Di Mauro, affiancata dall’attento lavoro dell’equipe di Anestesia e Rianimazione diretta dal Dr. Luigi  Rabito, ha realizzato  un importante intervento di resezione di fegato attraverso cinque fori centimetrici. Un uomo di 77 anni, già operato, un anno prima,  di tumore del  colon e sottoposto a chemioterapia presso l’Oncologia medica di Ragusa, ha avuto bisogno della chirurgia per la presenza di metastasi epatiche.  L’intervento in laparoscopia è durata poco più di tre ore e ha previsto: la mobilizzazione di tutto il fegato dalle aderenze con le strutture anatomiche vicine (muscolo diaframma, rene e surrene destro, vena cava sottoepatica); l’esplorazione dell’organo alla luce infrarossa che ha confermato la sede e l’unicità della lesione metastatica (tecnica praticata da pochi centri in Italia); la resezione della porzione del fegato comprendente la metastasi e  l’asportazione della colecisti. Il paziente ha perso pochissimo  sangue da non richiedere alcuna trasfusione; infatti prima giornata è tornato a camminare e si è rialimentato. In ottava giornata è tornato a casa senza complicanze. Da qualche mese questo tipo di chirurgia resettiva finalizzata all’asportazione di metastasi epatiche viene effettuata anche presso l’Unità Operativa Complessa di Chirurgia Generale 1 dell’Ospedale Civile di Ragusa arricchendo così l’offerta terapeutica per i malati oncologici. Questo trattamento richiede un lavoro di squadra tra chirurghi, radiologi, oncologi e radioterapisti Il fegato rappresenta la sede più frequente di metastasi da carcinoma colorettale e, nella maggioranza dei casi, l’interessamento epatico determina la durata e la qualità di vita del paziente. Circa il 50% dei pazienti con tumore colo-rettale sviluppa o svilupperà metastasi epatiche durante il corso della malattia. I notevoli progressi nelle tecniche chirurgiche e farmacologiche e nella conoscenza della malattia hanno reso il tumore metastatico del fegato sempre più curabile, tanto che un paziente su tre con metastasi epatiche da tumore del colon-retto può sottoporsi a trattamenti con l’obiettivo di curare la malattia che con molta probabilità non si ripresenterà nei dieci anni successivi

SUPPORTO PSICOLOGICO ANCHE IN OSPEDALE: L’ASP RAGUSA POTENZIA IL SERVIZIO

 

assistenza_psicologicaIl supporto psicologico assume un valore sempre maggiore nella nostra società, in cui i cittadini sono sottoposti a difficoltà legate non solo alle malattie ma anche a disagi socio-economici che le possono rendere meno tollerabili A questo scopo l’Asp ha sviluppato la attività di Psicologia Ospedaliera, in una strategia di ampliamento del concetto di cura e di salute, che può permettere alla persona di affrontare la malattia, i disagi ed i vissuti emotivi ad essa connessa con un supporto ampio, in cui viene a pieno titolo coinvolta la sfera psicologica, insieme alla rete affettiva di riferimento. L’essere umano nel suo complesso e non il semplice “paziente” diventa così il destinatario dell’intervento di cura. La psicologia ospedaliera inoltre non si occupa soltanto dei pazienti, dei care-giver o dei familiari ma anche degli operatori sanitari che, venendo a contatto con esperienze umane estreme, quali appunto la malattia e la morte, e lavorando molto spesso in emergenza, sono sottoposte a stress emotivi intensi. Ciò rende necessario che tale condizione venga “vista” e supportata dal punto di vista psicologico con metodologie adeguate, al fine di evitare esiti traumatici sul personale stesso, esiti che hanno spesso come conseguenza una riduzione della capacità lavorativa oltre che un forte impatto negativo sulla vita quotidiana. L’attività di Psicologia Ospedaliera, già operativa da qualche tempo presso l’ospedale di Modica, è stata di recente estesa anche agli ospedali di Ragusa e Vittoria con il seguente calendario: P.O. Modica dal lunedì al venerdì dalle 8.00 alle 14.00; PP.OO. di Ragusa dal martedì al giovedì dalle 8:30 alle 13:30; P.O. di Vittoria da martedì a venerdì dalle 9:30 alle 13:00.

IMPEGNO MANTENUTO, L’OSPEDALE DI MODICA E’ SPOKE

foto ospedale modica copiaLa notizia arriva dal deputato modicano Nino Minardo che scrive: “Il ministero della Salute riceverà in queste ore ufficialmente il piano della nuova rete ospedaliera siciliana in cui è stato mantenuto l’impegno preso con il sottoscritto direttamente dal Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin e ribaditomi sabato scorso dal sottosegretario di Stato, Davide Faraone, in occasione della sua visita in provincia di Ragusa: l’ospedale di Modica sarà spoke! Prendo atto con piacere del clima di ritrovata collaborazione con cui si è svolta l’interlocuzione di queste settimane tra l’assessore Gucciardi e il Ministro Lorenzin che, riguardo al nostro territorio, ha ‘corretto’ la ‘disattenzione’ che, nella sua precedente stesura, aveva retrocesso l’ospedale di Modica a ‘ospedale di base’, mortificandone la storia e l’attualità. L’ospedale di Modica, così come quelli di Vittoria e Ragusa, è, dunque, classificato come spoke e per il nostro territorio si tratta di poter offrire e fruire di un’offerta sanitaria adeguata che qualifica la professionalità di tutti gli operatori della sanità iblea, ampliandone l’obiettivo di crescita. Da parte mia, non posso fare altro che ringraziare il ministro, Beatrice Lorenzin, per avere mantenuto l’impegno importante che aveva assunto con me quando sollecitai la ‘correzione’ di un piano che sarebbe stato, semmai adottato nella sua prima stesura, penalizzante per l’ospedale di Modica”. Ma cerchiamo di capire cos’è un ospedale spoke e la differenza con un centro ospedaliero hub. Il piano di riorganizzazione della rete ospedaliera siciliana  prevede di dividere gli ospedali dell’isola in tre categorie a livello crescente di complessità: i presìdi ospedalieri di base, gli spoke di primo livello e gli hub, o centri di secondo livello. I termini sono stati presi in prestito dal mondo degli aeroporti. Ci saranno centri in cui si concentreranno le operazioni specialistiche con l’utenza proveniente dai centri più periferici. Il primo gradino della gerarchia istituita dal decreto è quello dei presìdi ospedalieri di base. Sono strutture che dispongono di una sede di pronto soccorso, accanto alla quale sono ospitate le specialità di medicina interna, chirurgia generale, anestesia. E quindi per Modica il declassamento a questo livello base non ci sarà. Al gradino superiore dell’assistenza si trovano gli spoke dotati  di dipartimenti dieEmergenza e rianimazione, e con un numero maggiore di specialità come ortopedia e traumatologia, ostetricia e ginecologia, pediatria. Gli spoke inoltre dispongono di tutti i servizi e i collegamenti necessari per stabilizzare pazienti gravi, come quelli con patologie cardiovascolari complesse o con ictus, e per trasportarli nei centri di livello superiore. Il vertice della catena sanitaria è occupato dagli hub, strutture in grado di servire un bacino di utenza da 300mila a un milione e 200mila abitanti. Negli hub hanno sede anche specializzazioni complesse come cardiochirurgia e neurochirurgia.

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