20-06-2019
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Archivio della categoria: Ambiente

Discariche abusive a Modica, proseguono i controlli

Altre quattro persone sono state individuate dal Nucleo Operativo di Polizia locale di Modica nell’ambito dell’indagine sulle discariche abusive a cielo aperto. In particolare i quattro sono stati ritenuti responsabili del deposito di materiale vario in via Rocciola Scrofani. Da lì si è riusciti a risalire alle quattro persone per le quali è scattata una sanzione amministrativa da 600 euro.

Siti di importanza comunitaria

Le aree di interesse naturalistico e paesaggistico Conca del Salto e Torrente Prainito, sono state inserite fra i Sic, i siti di importanza comunitaria. Lo ha deciso il Dipartimento dell’Ambiente della Regione Sicilia su proposta del Circolo Legambiente “Melograno” di Modica. Per la preparazione della documentazione necessaria per ottenere l’approvazione hanno contribuito lo “Speleo Club Ibleo” e il Circolo Legambiente “Il carrubo” di Ragusa. L’idea di istituire un Sic nelle due aree di grande rilievo naturalistico è venuta fuori nel settembre del 2011, a seguito della manifestazione promossa da Legambiente dal titolo “Puliamo il mondo” proprio a Conca del Salto.

“BOMBE ECOLOGICHE” A MARINA DI RAGUSA Amianto e carbon-coke: subito la bonifica

Che cosa sta succedendo a Marina di Ragusa? E’ l’interrogativo che la dirigente del Pd della borgata marinara, Antonella Bellina, rivolge all’Amministrazione comunale di Ragusa. “Ci sono situazioni davvero limite – dice Bellina – soprattutto nelle aree rurali immediatamente a ridosso delle zone abitate. Altro che bandiera blu. Esistono siti in cui fanno bella mostra di loro lastre di eternit, e sappiamo questo che cosa significhi in termini di pericolosità, per non parlare di residui di carbon coke, sempre in circolo come se fosse la cosa più naturale del mondo”. Il Pd si chiede il perché non vengano bonificati questi siti “in cui si registra la presenza di sostanze altamente cancerogene”. Bellina sottolinea, in particolare, che all’ingresso di Marina di Ragusa, nei pressi della rotatoria, c’è ancora il deposito abusivo di amianto che il Pd aveva segnalato tempo fa. “Però nessuno lo ha ancora rimosso – aggiunge – che cosa dobbiamo aspettare? Come se non bastasse, l’incidente dei giorni scorsi con il tir che si è ribaltato, tir che trasportava carbon coke, ha fatto sì che questa sostanza altamente inquinante prodotta dalla trasformazione del petrolio, vero e proprio concentrato di particelle cancerogene, si disperdesse sul territorio circostante. L’area in cui il materiale è fuoriuscito, essendo rimasto sul selciato, non è stata ancora bonificata. Inoltre il vento – conclude la nota – ha diffuso nella aria le particelle altamente inquinanti. Forse che l’Amministrazione comunale non conosce la pericolosità di queste sostanze? Chiediamo con forza che sia predisposto al più presto uno specifico intervento di rimozione del suddetto stato di pericolosità”.

Interrogazione all’Ars sul Muos

L’ha presentata l’on. Riccardo Minardo per sapere “quali iniziative s’intendono adottare per evitare l’attivazione del Muos al fine di salvaguardare la salute pubblica”.

No, questo non è l’angolo degli annunci immobiliari, ma è semplicemente una parziale esposizione di tutti i cartelli presenti

in città relativi ai piani costruttivi che stanno sorgendo a Ragusa. E’ veramente impressionante costatarne la quantità. E poi, magari, qualche bene informato noterà anche che le società costruttrici, in molti casi, fanno capo ai soliti costruttori. E così l’amministrazione comunale di Ragusa vuole rivitalizzare il morente centro storico? Spingendo i ragusani ad andare a comprare casa in periferia? Ma si è pensato che l’occupazione di tutti quei terreni (ex agricoli) poteva essere meglio sfruttata con parchi o verde pubblico, aree degne di una città capoluogo? Dove sono i servizi? Questo è il modello della Ragusa ancora più grande pensato dai nostri amministratori! Da facebook Giornata mondiale del donatore Stand dell’Avis alle Masserie .

ESCURSIONE DEL CAI

Il Cai di Ragusa svolgerà un’escursione di media difficoltà domenica 10 giugno nel tratto Terravecchia – Buccheri, per dare l’opportunità agli appassionati del trekking di trascorrere una giornata sulla zona di Monte Lauro. La partenza è prevista dalla periferia nord di Giarratana alle ore 9 circa, lungo una vecchia via di collegamento che raggiunge l’antico Borgo situato sulla cima del poggio di Terravecchia. La comitiva di escursionisti, dopo una breve pausa sul Poggio, riprenderà il cammino su una vecchia strada che conduce verso la sommità di Monte Lauro, fino ad arrivare all’incrocio del sentiero Montagna che collega Monterosso alle sorgenti del fiume Anapo. Poi, il gruppo continuerà verso nord per scendere, sotto l’ombra di conifere e di latifoglie, in direzione del Santuario della Madonna delle Grazie, situato alla periferia della cittadina di Buccheri. Il Cai raccomanda agli escursionisti di indossare scarponi da trekking, cappello, maglietta, portarsi l’acqua e le essenziali necessità per trascorrere una giornata di piacevole cammino, senza eccedere nel peso dello zaino.

NO MUOS

Giovedì 7 alle ore 18, presso il Centro Servizi Culturali di via Diaz 56 a Ragusa, conferenza del dott. Rino Strano (del Wwf di Vittoria) su: “Antenne del Muos, guerra e inquinamento elettromagnetico”. Verrà spiegato in termini esaurienti il funzionamento delle parabole del Muos nel sistema delle guerre moderne, e l’importanza strategica della base americana di Niscemi nella rete della comunicazione militare mondiale. Si forniranno informazioni dettagliate sulle onde elettromagnetiche in generale, e su quelle del sistema Muos in particolare, e sulla loro pericolosità. A partire da venerdì 8 giugno e per tutti i fine settimana del mese, il Comitato raccoglierà le firme contro il Muos e fornirà informazioni ai cittadini. I venerdì, dalle ore 21 alle ore 24 in piazza Pola a Ibla; tutti i sabato, dalle ore 22 alle ore 2 in piazza Duca degli Abruzzi a Marina di Ragusa.

I RIFIUTI A RAGUSA

Mercoledì 6 alle 17,30 assemblea pubblica organizzata da Legambiente alla Sala Avis di Ragusa. Tema: il fallimento della raccolta differenziata, l’aumento della tassa sulla immondizia.

NO MUOS La Carovana contro tutte le mafie il 4 giugno a Niscemi

Lunedì 4 giugno, Niscemi ha ospitato la tappa chiave siciliana dell’evento internazionale promosso da Arci, Libera e Avviso Pubblico con la collaborazione di Cgil, Cisl, Uil, Banca Etica, Ligue de L’Enseignement e Ucca. L’evento è partito con una visita all’interno della “Sughereta”, la riserva naturale in contrada Ulmo dove sono in corso i devastanti lavori di realizzazione di uno dei quattro terminali terrestri del Muos, il nuovo sistema di telecomunicazione satellitare delle forze armate Usa. E’ proseguito con un giro dei cantieri di quella che nelle logiche dei “Signori di Morte” darà l’arma perfetta per i conflitti del XXI secolo. Comitati No Muos, giornalisti, ricercatori ed esponenti del volontariato hanno denunciato in diretta streaming la rilevanza criminale e criminogena dello strumento militare. Di sera tutti in piazza per un happening di parole, suoni e immagini per ribadire il No al Muos e per un Mediterraneo di pace, con un legame ideale con la straordinaria stagione di manifestazioni, 30 anni fa, contro i missili nucleari Cruise di Comiso. La manifestazione è mirata a testimoniare la centralità della lotta contro le disumanizzanti tecnologie di guerra che Usa e Nato puntano a installare in Sicilia.

NATURA E AMBIENTE

I ragazzi dell’Istituto Tecnico Statale Ettore Majorana di Ragusa, partecipanti al progetto “LE(g)ALI AL SUD”, sotto la guida del Biologo Antonino Duchi di Legambiente e del docente di Chimica prof. Fabio Fatuzzo, si sono recati sul torrente Ciaramite situato in cava Misericordia, per effettuare rilevazioni di natura biologica e chimica. L’obiettivo dell’iniziativa è quello di verificare quali sono gli effetti sul torrente dell’inquinamento di alcune sorgenti, iniziato nell’autunno del 2010 e aggravatosi ulteriormente nell’ultimo periodo. L’analisi biologica è stata coordinata dell’esperto del progetto dott. Duchi. Essa consiste nella cattura e classificazione di macro-invertebrati presenti sul fondo del corso d’acqua: dalla diversa presenza dei vari organismi si può risalire alla qualità dell’acqua. Tale classificazione è stata già avviata dagli studenti presso i laboratori dell’istituto.

PIANO PAESAGGISTICO, INTERVENTO DEL COMITATO “STOP AL CONSUMO DEL TERRITORIO”

La riapertura del confronto sul Piano Paesaggistico, ha spinto il Comitato cittadino “Stop al Consumo del Territorio” di Ragusa a scrivere una nota per esprimere il proprio parere in merito al Piano. “Il Piano Paesaggistico non è uno strumento di legge facoltativo, un capriccio amministrativo – si legge nel documento inoltrato alla stampa dal comitato -, ma uno strumento urbanistico obbligatorio per legge che ha lo scopo di tutelare il paesaggio e di riqualificarlo, onde necessario e possibile; ci sorprendiamo, non poco, come degli esponenti politici regionali non siano in grado di capire, a distanza di 2 anni dalla sua approvazione alla Regione, che non attuarlo è un atto contro la legge e che molte provincie siciliane, Ragusa compresa, hanno redatto e attuato il piano con enorme ritardo rispetto ad altre provincie italiane. Il piano paesaggistico – scrive ancora il comitato cittadino – tutela il paesaggio e detta delle regole certe per la sua progettazione. Le linee di massima del piano paesaggistico dovrebbero, in seguito, essere recepite dai comuni per un buon governo dei territori; il piano non si occupa di aree urbanizzate, la progettazione urbanistica è affidata ai piani regolatori generali, ma solo ed esclusivamente delle aree aventi valore paesaggistico di rilevante importanza catalogate, a secondo del contesto e della tipologia, in aree verdi, con livello di tutela due, e aree rosso, con livello di tutela tre – scrive ancora il Comitato nel documento diffuso alla stampa -; naturalmente al tipo di vincolo è strettamente legata la tipologia di intervento ammissibile. Ci chiediamo il perché di tanto accanimento contro la tutela di un bene primario come il paesaggio; perché schierarsi contro uno strumento di legge che lo tutela e lo valorizza cercando di evitare le speculazioni edilizie e dettando regole certe, mettendo ordine nel caos normativo, che in questi anni ha prodotto effetti devastanti per il territorio?” conclude il comitato cittadino “Stop al consumo del territorio” di Ragusa.

ALLA SCOPERTA DEL TELLESIMO E DEL TELLARO

Il Club Alpino italiano di Ragusa sposta la sua attività escursionistica presso i corsi d’acqua, per l’approssimarsi della stagione calda. Domenica 3 giugno, il primo appuntamento di escursionismo del mese si svolge alla confluenza dei fiumi Tellesimo e Tellaro, luogo di spiccata e naturale bellezza nella Sicilia sud orientale. Il fiume Tellesimo, che ha una caratteristica torrentizia con piene anche violente durante l’autunno, sorge nella contrada Bellocozzo, e nello specifico nella cava dei Servi, zona a sud del ragusano; col tempo ha scavato profonde gole, piccoli canyon con pareti verticali e alte, e ha anche creato profonde marmitte lungo il suo corso. Le acque del fiume, ancora incontaminate, ospitano la trota macrostigma, specie protetta e rara, e lungo il suo corso si trovano insediamenti molto antichi, alcuni risalenti al periodo preistorico della facies Castellucciana. Il fiume Tellesimo si congiunge al Tellaro, che nasce dalle pendici di monte Erbesso, sopra Giarratana, e scorre per metà del suo corso fra i confini della provincia di Ragusa e di Siracusa per sfociare nel mare Ionio, a sud di Siracusa, presso l’antica roccaforte greca di Eloro. Nelle sue vicinanze ci sono i resti della villa romana del Tellaro, e a sud ovest si trova la riserva di Vendicari. L’escursione prevede il percorso di un sentiero per raggiungere la parte superiore del Tellesimo, in mezzo ad una fitta vegetazione a ridosso delle sue pareti a strapiombo; in un particolare punto si scende sul greto del fiume con l’aiuto di una corda per circa 20 metri. Dopo aver gonfiato i canotti per poter attraversare i vari laghetti, alcuni dei quali sono profondi e lunghi, che si insinuano fra le gole del fiume, si procede sempre in mezzo all’acqua fino alla confluenza nel fiume Tellaro. Agli escursionisti servono scarpe da trekking, costume da bagno, zaini piccoli coperti con sacchetti ermetici, cibi energetici e digeribili; la difficoltà è media, ma occorre una buona adattabilità alle varie difficoltà del percorso. Lo scenario paesaggistico è di rara bellezza, e conserva ancora intatta la sua naturale struttura orografica, non essendo antropizzato e scarsamente fruito dagli escursionisti per la difficoltà del percorso.

SCOGLITTI, IL RECUPERO DEI FORTINI MILITARI

Un percorso turistico e culturale per la piena fruizione dei fortini militari, costruiti durante il secondo conflitto mondiale, in provincia di Ragusa. Si attende il nulla osta del ministero, con il carteggio inviato dalla Soprintendenza, per porre dei vincoli di interesse paesaggistico. Allo stato attuale i bunker, che ricadono in terreni privati, non hanno vincolo di protezione. Poi, superati gli aspetti di carattere preliminare, i fortini potranno essere visitati e resi pienamente fruibili. Domenica mattina, i volontari dell’associazione culturale di storia patria Lamba Doria, i ragazzi delle associazioni Caruano di Vittoria e dell’Avis di Santa Croce, hanno ripulito i fortini di contrada Berdia alle porte di Scoglitti. Si tratta, nella fattispecie, di una postazione controcarro, con cupola in cemento, con alloggiamento interrato, e di due postazioni fisse per mitragliatrice. L’altro intervento, con l’ausilio a titolo gratuito del personale della ditta specializzata Massarotti di Caltagirone, ha interessato la bonifica di eventuale materiale esplosivo presente negli alloggiamenti militari. “Vogliamo costruire un percorso culturale e storico – spiega Gianni Iacono, referente dell’associazione Lamba Doria, – per riscoprire la storia dello sbarco alleato nel sud della Sicilia attraverso il pieno recupero dei bunker e delle fortificazioni. Il nostro obiettivo è aprire questi fortini alla pubblica fruizione con visite guidate”.

IL VICESINDACO DI VITTORIA: NO ALLE TRIVELLAZIONI

Vincenzo Cilia questo venerdì si è recato a Palermo per partecipare ad una riunione convocata dall’Assessorato regionale all’Industria per valutare una richiesta di autorizzazione per la trivellazione di pozzi petroliferi nel territorio vittoriese. Il vicesindaco ha inviato alla stampa la seguente nota: “Abbiamo ribadito la nostra assoluta contrarietà ad ogni possibilità di dare permessi per ricerche di idrocarburi nel nostro territorio, in special modo in aree a forte vocazione paesaggistica e, per quanto ci riguarda, in zone vincolate dal piano regolatore generale delle acque”. La convocazione era pervenuta dal Consiglio regionale delle miniere che deve esprimere parere all’Assessore regionale all’Energia che, a sua volta, deve esprimere parere preliminare a fare ricerca all’Eni, che ha fatto richiesta per un territorio di ben 380 km quadrati, coinvolgendo i comuni di Acate, Chiaramonte Gulfi, Comiso, Caltagirone e Ragusa, oltre Vittoria. “L’amministrazione comunale e la comunità intera non permetteranno mai – conclude il vicesindaco Enzo Cilia – che ciò avvenga in territorio di Vittoria”.

Escursione Club alpino

Domenica 27 si svolgerà un’escursione in occasione della giornata nazionale dei sentieri. Si tratta di un’escursione che dura l’intera giornata, il cui percorso inizia dal rifugio del Cai di Cava Misericordia e termina a Chiaramonte Gulfi, con una lunghezza di circa 13 chilometri e un tempo di percorrenza di 7 ore comprese le soste. L’escursione si effettuerà sulla traccia di un nuovo sentiero che è stato realizzato di recente, e che permette di attraversare tutto l’altopiano fino al raggiungimento di Cava Volpe, per proseguire successivamente lungo il tracciato della vecchia ferrovia di Ciccio Pecora, con passaggio dalla vecchia stazione. Nel pomeriggio la camminata continua su strade sterrate che si snodano fra le aree forestali adiacenti, per raggiungere infine la cittadina di Chiaramonte. Il sentiero passa a ridosso delle insenature che danno origine alle cave Paradiso, Volpe, Misericordia.

SI ALLA RACCOLTA DIFFERENZIATA VERA

“Poche cose come la gestione dei rifiuti mostrano i tristi effetti dell’interazione tra pressappochismo, ignoranza, interessi personali e di parte politica, illegalità nel comune di Ragusa”. Lo denuncia Legambiente di Ragusa che aggiunge: “Tutto ciò ha portato ed ancora porta ad una pessima gestione del sistema, con raccolta differenziata al lumicino, diffusione di discariche abusive, alti costi per il contribuente. In quest’ambito il video postato da Legambiente su you tube rappresenta la ciliegina indigesta di una torta marcia che l’amministrazione sta facendo mangiare ai ragusani”. Legambiente invita i cittadini a partecipare mercoledì 23 alle 18 in Via Umberto Giordano 55 a Ragusa ad un incontro per attivare iniziative “affinchè si arrivi ad una gestione dei rifiuti degna di una città civile”.

COSTRUIRE CON L’ACCIAIO

Convegno tecnico venerdì 18, alle 15,30, presso la Cna di Ragusa, a cura dell’Ordine degli Ingegneri, su “L’Aquila: 2009-2012 – Costruire con l’acciaio in zona sismica Esperienze de L’Aquila”.

Il Comune di Ragusa senza soldi per mantenere il verde

Per ricavarne un asettico prato inglese erano stati tagliati quasi 40 alberi di pino. Sacrificò gli alberi per trasformare la terra in prato, due anni fa, il Comune di Ragusa, e giustificò il provvedimento di tagliare i pini del giardino della scuola d’infanzia di via Carducci, definendola una necessità. “Gli alberi sono pericolosi”, dissero i tecnici del Comune nell’aprile del 2010, “il prato si presta meglio al gioco quando arriva la primavera e ci sono belle giornate”. Verissimo. Peccato che oggi in quel prato non ci sia nemmeno un filo d’erba. Al posto del prato inglese, che resistette pochi mesi, ci sono erbacce di ogni tipo. Mai visti operai che abbiano fatto manutenzione. I topi, che vivono nell’area verde incolta (di proprietà privata) che confina con il “giardino” della scuola, adesso gradiscono questo nuovo habitat, insieme agli scorpioni. Una maestra sostiene di essere stata punta, la scorsa primavera, da un piccolo scorpione. “Ho scoperto che la puntura di uno scorpione è dolorosa dieci volte di più di una puntura di ape”, racconta l’insegnante. Dopo quell’episodio i bambini non hanno più visto il loro giardino, se non dalla finestra. Bella lezione di cultura ecologica che il Comune ha dato ai piccoli studenti della scuola materna della Francesco Crispi! Il Comune di Ragusa non ha i soldi per sistemare le proprie aree verdi. Prova ne è lo stato in cui versa questo “giardino” e le continue delibere dell’amministrazione tese a trovare collaborazioni con privati per gestire il verde comunale. L’ultima delibera di questo tenore è del 27 gennaio per affidare a privati la cura di ben 14 rotatorie con verde; l’amministrazione cede al gestore un pannello per la pubblicità. Forse è il caso che la scuola Crispi faccia altrettanto, cioè si vada a trovare uno sponsor.

Ragusa, la vallata nel degrado

Dieci anni sono davvero tanti per il pieno recupero della vallata Santa Domenica. Il polmone verde della città di Ragusa è in totale abbandono. Con un ricettacolo di rifiuti e una discarica, con la presenza di grossi sacchi neri, nell’area a ridosso di via Carlo Alberto dalla Chiesa. Eppure, in dieci anni, sono stati spesi ingenti risorse economiche con la creazione di una sentieristica e il recupero delle latomie adiacenti a via Natalelli. “Sono trascorsi ben dieci anni – spiega Giorgio Veninata, componente del Comitato cittadino di Piazza Carmine – ed ancora oggi si parla di un recupero della vallata Gonfalone o Santa Domenica. Credo che in tutti questi anni, tra progetti realizzati e opere rimaste incomplete o abbandonate, sono stati spesi qualcosa cone 5 milioni di euro cioè pari a tutto l’importo, di un’annualità, della legge su Ibla. Oggi la vallata rappresenta una reale opportunità per la città, un grande polmone verde che attraversa il cuore del centro storico fino a Ragusa Ibla. Questi progetti, però, non hanno un grande impatto visivo – afferma Veninata -. Serve capire realmente cosa si vuole fare della vallata e studiarne il futuro”.

INCONTRO PROMOSSO DALL’ASSOCIAZIONE MICOLOGICA BRESADOLA

Nell’ambito delle attività programmate per l’anno 2012, il gruppo ibleo di Ragusa dell’Associazione micologica Bresadola ha promosso per mercoledì 16 maggio un incontro sul tema “Boletacee degli Iblei”. A relazionare sarà il noto micologo Gioacchino Gurrieri. L’appuntamento si terrà alle 19,30 nella sede della confraternita dei cenacolari dell’Antica contea a Ragusa Ibla, in Discesa dei Mugnai (sotto via del Mercato). Le boletacee sono una famiglia di funghi Basidiomiceti da alcuni anni inclusa nelle Poliporacee come sottofamiglia; comprende pochi generi. Al genere principale Boletus, chiamato comunemente boleto, appartengono i porcini, simbionti di latifoglie e conifere. In essi è presente la boletina, composto chimico simile alla muscarina.

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