27-11-2021
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Archivio della categoria: Economia e Finanza

Tariffe taxi a Ragusa, incontro con l’Amministrazione

Il sindacato provinciale Taxi aderente a Confcommercio a confronto con l’Amministrazione comunale di Ragusa. Il presidente Luciano Giannone, accompagnato dal responsabile dell’area legislativa dell’associazione, Giuseppe Campo, ha incontrato l’assessore ai Trasporti, Michele Tasca, assieme al comandante della Polizia municipale Rosario Spata. E’ stato deciso, in attesa che entrino in vigore le nuove norme con-ù template dal decreto liberalizzazioni, di accantonare le procedure che prevedevano la determinazione di nuove tariffe e di accelerare, piuttosto, l’iter che, a partire da giugno, dovrebbe portare alla definitiva adozione del tassametro. “In questo modo – sostiene Giannone – cercheremo di completare una fase di fondamentale importanza per il comparto”.

Progetti pronti, l’Ance scova somme per 40 milioni

“Mentre a Palermo si discute sull’abolizione delle provincie, Ragusa muore”. E’ questo l’accorato grido d’allarme lanciato dal presidente di Ance Ragusa, Giuseppe Grassia, il quale aggiunge: “ma in che razza di Paese viviamo? La politica, invece di discutere sulle provincie, dovrebbe concentrarsi su come cambiare la rotta socio-economica della Sicilia e della nostra Ragusa. Siamo veramente stanchi di lamentarci e di sbandierare l’inefficienza della politica e dei politici”. Il presidente Grassia poi mette in campo alcuni numeri. “Abbiamo scovato – chiarisce Grassia – 25 milioni di euro di progetti, dei quali 12 immediatamente cantierabili, della Protezione civile. Vi sono 2 milioni di euro di progetti sulle scuole della provincia di Ragusa, 4 milioni di opere bloccate al Comune di Chiaramonte. Ai 25 vanno aggiunti i 15 milioni di euro annunciati proprio lunedì scorso da Rfi per la realizzazione della metropolitana di superficie (bloccati per mancanza di una firma sull’accordo di programma). E potremmo continuare. Eppure – continua Grassia qui i nostri operai sono in cassa integrazione, in mobilità e pian piano dovremo licenziarli perdendo tutta la nostra forza lavorativa, l’esperienza ed il know-how che ci ha permesso, fino ad ora, di essere un settore di eccellenza. A Scicli – dice ancora Grassia – vi sono progetti di edilizia sociale per oltre 14 milioni di euro, finanziati dal privato con il contributo della Regione, ed invece di approvarli i consiglieri comunali non decidono. Siamo indignati ed anche per tali motivazioni ci muoveremo, il primo marzo, verso Palermo per l’ennesima manifestazione, nella speranza di ritornare a casa con qualche risultato, anche minimo, ma che sia tangibile ed immediato”.

Durc, la Cna Costruzioni: “Novità dal ministero”

Ci sono imprese vincitrici di appalti pubblici, sostanzialmente fortunate ma con qualche problema di liquidità, che rischiano quotidianamente il tracollo. Non potendo ottenere e presentare all’Ente appaltante il Durc, ovvero il documento unico di regolarità contributiva, non possono essere pagate dallo stesso committente. Ad evidenziarlo il responsabile provinciale dell’Unione Cna Costruzioni, Vittorio Schininà. Il quale spiega che cosa succede: “E’ un cane che si morde la coda. Devo pagare i contributi ma non posso perché non incasso i miei crediti. Ma i miei crediti non posso incassarli in quanto non ho pagato i contributi”. Una situazione assurda a cui finalmente si è riusciti a porre rimedio in questi giorni. La circolare n. 3 del 2012, datata 16 febbraio, fornisce dei chiarimenti, che arrivano direttamente dal ministero del Lavoro, sull’operatività dell’intervento sostitutivo della stazione appaltante in caso di inadempienza dell’appaltatore o del subappaltatore, previsto dall’articolo 4 del regolamento di attuazione del codice degli appalti. “Tale articolo – aggiunge Schininà – stabilisce che, in caso di ottenimento da parte del responsabile del procedimento del documento unico di regolarità contributiva che segnali un’inadempienza contributiva relativa a uno o più soggetti impiegati nell’esecuzione del contratto, il medesimo trattiene dal certificato di pagamento l’importo corrispondente all’inadempienza. Per le piccole e medie imprese edili, anche della provincia di Ragusa, – conclude Schininà – si tratta di una grossa boccata d’ossigeno”. Il pagamento di quanto dovuto per le inadempienze accertate mediante il documento unico di regolarità contributiva è disposto dai soggetti individuati dalla normativa direttamente agli enti previdenziali e assicurativi.

Riduzione tariffe sui varchi carrabili Cna Ragusa: “Solo propositi, niente fatti”

Sul tema della riduzione delle tariffe sui varchi carrabili che ricadono lungo le strade provinciali, torna ad intervenire la Cna territoriale di Ragusa evidenziando che, sebbene sia stata fissata per il 31 marzo la scadenza della moratoria concessa dall’ente di viale del Fante, nessun incontro è stato ancora programmato dagli assessori e dai dirigenti competenti. “Torniamo a chiedere – afferma il co-presidente della Cna Ragusa, Salvatore Bellina – la massima attenzione sulla questione e, soprattutto, auspichiamo che la stessa possa essere definita in tempi celeri dopo le sollecitazioni che, già da tempo, abbiamo inoltrato all’Amministrazione provinciale. Ci sembra strano che, mentre nessuna convocazione sia partita nei confronti dell’organizzazione datoriale che ha sollevato la questione, la Cna, a palazzo di viale del Fante continuino a registrarsi incontri e prese di posizione che servono solo a denunciare quanto già da noi detto e che, nei fatti, – conclude Bellina – non risultano in alcun modo utili a definire l’operatività di una soluzione”. Ecco perché la Cna di Ragusa torna a fare sentire la propria voce. “Ci rivolgiamo al presidente Antoci e all’assessore al Bilancio Digiacomo – aggiunge Antonella Caldarera, responsabile organizzativo – per fare in modo che il problema venga definito in tempi rapidi”.

USCIRE DALLA CRISI? LA STRADA MAESTRA E’ ILLUMINATA DAL SOLE

Utilizzare il sole per uscire dalla crisi. Non è l’unica strada, ma è un intervento che potrebbe risultare utile. E’ quanto sostiene Legambiente che spiega come sulla base del cosiddetto decreto Monti sulle liberalizzazioni non si potranno più fare impianti fotovoltaici a terra, per cui gli investitori si rivolgeranno, come in parte stanno facendo, agli impianti sui tetti che godranno ancora per un anno di incentivi interessanti che uniti a costi dei pannelli in discesa (meno di 2000 euro/Kw per impianti da 20 kW, ancora meno per impianti più grandi) assicurano per 20 anni rendimenti dell’8-10%. “Un’idea praticabile – spiegano gli ambientalisti – è quella di costruire impianti fotovoltaici sui tetti di capannoni industriali, artigianali ed agricoli o in mancanza di soldi di affittarlo avendo in cambio energia gratis oppure un impianto fotovoltaico in regalo. Le imprese ne avrebbero solo vantaggi con riduzione dei costi oppure con aumento dei ricavi – precisa Legambiente -, il tutto senza anticipare nulla. In più questa soluzione risolverebbe il problema dello smaltimento dei tetti in eternit in quanto è previsto un contributo aggiuntivo nel conto energia quando si sostituiscono con fotovoltaico tetti in cemento amianto”. Legambiente aggiunge: “Per una maggior efficacia dell’intervento si potrebbero raccogliere le disponibilità ad affittare i tetti da parte delle imprese delle due zone industriali – dicono gli ambientalisti – e insieme offrire sul mercato decine di migliaia di mq. I capitali verrebbero da fuori come è stato per gli impianti fotovoltaici a terra, ma il lavoro resterebbe qui. Questa opportunità è aperta anche alle famiglie che non sanno come proteggere i risparmi”. Terza opportunità per far affluire investimenti, e quindi lavoro, è rappresentata dal risparmio energetico.

CONFESERFIDI 107, LA RIPRESA ARRIVERA’A FINE 2012

Ci sarà una ripresa economica in questo 2012 appena iniziato? “Non subito, ma la crisi spinge tutti a rivedere i modelli, ed a fine 2012 si vedranno i primi segnali positivi all’orizzonte. Occorre però che le banche, le rappresentanze delle imprese ed i confidi rafforzino il dialogo per costruire accordi e dare vita a concrete forme di assistenza finanziaria alle Pmi”. A rispondere alla domanda è il dottor Bartolo Mililli, esperto in assistenza finanziaria alle imprese ed in materia di confidi. Mililli è fiducioso. “E’ importante che l’elastico molto teso tra banche e imprese si allenti – prosegue Mililli – per avere un consapevole accesso al credito in ogni fase della vita aziendale, sia essa lo start up, sviluppo o gestione corrente. La Sicilia, in questi ultimi decenni, ha subito una trasformazione, una metamorfosi, figlia del progresso, ma anche della crisi profonda. Oggi l’isola è un luogo dove cominciano ad emergere progetti di ricerca e innovazione che aprono nuove opportunità di sviluppo”. “Gli sforzi, che saranno compiuti in questi primi mesi, diranno con certezza se per le piccole e medie imprese esistono margini di ripresa immediata in questa congiuntura negativa – ha detto ancora Mililli -. Gli imprenditori, comunque, stanno resistendo alla crisi anche perché sanno di poter contare sul lavoro dei confidi che riescono ad ammortizzare il rallentamento dell’attività dovuto alla mancanza di liquidità. La situazione è seria e a volte molto critica. Gli sforzi degli imprenditori – ha detto ancora Mililli – vanno sostenuti da una politica di forte sostegno, specie in un periodo in cui per le imprese è difficile reperire sostanziose risorse finanziarie a sostegno degli investimenti, dei programmi e alle infrastrutture. E’ importante, comunque, sostenere i legami tra banche confidi e aziende di un territorio che insieme sviluppano economia”. “Gli imprenditori chiedono l’accesso al credito ed i confidi assolvono in pieno alla propria funzione. In Sicilia più che altrove, in questa fase, occorre garantire l’accesso al credito alle imprese raddoppiando gli sforzi – ha detto ancora il rappresentante di Confeserfidi -. I consorzi di garanzia fidi operanti nella nostra regione associano e garantiscono oltre centomila imprese. Sono il perno fondamentale su cui si regge il flusso di finanziamenti alla parte più dinamica del nostro sistema produttivo”. “La Regione dovrebbe sbloccare subito diversi miliardi di euro di fondi europei – chiede Mililli -, emanando al più presto i bandi che tutti attendono e contribuire fattivamente nella patrimonializzazione dei confidi siciliani, come avviene nel resto d’Italia”.

CNA AUTORIPARAZIONI, BUONE NOTIZIE DAL DECRETO LIBERALIZZAZIONI

La Commissione X del Senato ha approvato l’emendamento di sospensione del comma 2 articolo 29 del decreto liberalizzazioni che, secondo la Cna – settore autoriparazioni, avrebbe alterato la libera concorrenza nel mercato dell’autoriparazione. A comunicarlo è stato il presidente provinciale di Cna Autoriparazione, Vincenzo Canzonieri, sottolineando che le sollecitazioni delle associazioni di categoria hanno colpito nel segno. “L’automobilista assicurato non poteva più scegliere di farsi riparare l’auto da chi voleva – aggiunge Canzonieri – tranne se non decideva di rimetterci di tasca propria il 30% di quanto gli era dovuto”. “E’una grande vittoria per le imprese del settore e per la Cna – aggiunge il responsabile provinciale di Cna Autoriparazione, Giorgio Stracquadanio – che insieme con altre organizzazioni ha promosso e guidato in prima linea questa battaglia. Stiamo parlando – continua Stracquadanio – di un’importante vittoria che ci garantisce maggiore slancio nella direzione di una riforma complessiva, generale e veramente liberale del mercato dell’autoriparazione di cui sentono la necessità sia le imprese del settore che gli automobilisti”.

LA CRISI DEL LATTE, ORO BIANCO DI RAGUSA

L’oro bianco di Ragusa; l’ottanta per cento della produzione lattiero casearia siciliana. Un’economia virtuosa fino a pochi anni fa. Oggi l’ottanta per cento delle aziende ha bilanci in rosso. Colpa degli aumenti dei costi di produzione, il caro gasolio e l’energia elettrica, ma anche di una trattativa regionale ferma al palo. Il latte viene pagato 38 centesimi al litro più Iva. Per produrlo, conti alla mano, tra mangime e manodopera, occorrono non meno di 43 centesimi. Un patrimonio inestimabile quello della zootecnia: 80 mila bovini, 1400 aziende zootecniche, 30 mila ovini, 8500 caprini, 16 mila suini e 2500 equini. “Il futuro è molto nero – dice il direttore dell’associazione allevatori, Giuseppe Battaglia -. Non esiste un reddito certo e la maggior parte delle aziende produce in perdita. Un sistema che è in crisi oramai da troppi anni. La nostra preoccupazione è legata al futuro di tanti giovani che vivono all’interno delle aziende”, conclude Battaglia. Amarezza e tanta sfiducia, nelle parole di Mattia Occhipinti, presidente provinciale della Coldiretti, nonostante le tante battaglie portate avanti, alcune delle quali, vedi il contratto sul prezzo del latte siglato nel 2007, con buoni risultati. “Siamo al capolinea di una vicenda lunga e complessa con risultati devastanti per le aziende ragusane – dice Occhipinti – parlare di uno sbocco, di uno spiraglio significa illudere qualcuno. La realtà è drammatica – ha detto ancora Occhipinti – e il futuro nei prossimi anni sarà ancora più nero. Nella mia azienda, ad esempio, abbiamo ridotto il numero dei capi di bestiame, tagliando le spese superflue. Abbiamo pensato alla trasformazione del latte per la produzione dei formaggi e dei derivati”. Troppo basso il prezzo pagato agli allevatori per un litro di latte che i consumatori acquistano ad oltre un euro. In altre parti d’Italia, invece, il prezzo che l’allevatore riesce ad ottenere è di 46 centesimi al litro.

Stato di default settore costruzioni In 3 anni persi 2000 posti di lavoro in provincia di Ragusa

E’ stato di default per il settore delle costruzioni anche nell’area iblea. A dichiararlo è l’Ance Ragusa, insieme al suo sistema di rappresentanza nazionale, evidenziando come il comparto sia stretto tra l’assenza di efficaci politiche di sviluppo, l’aggravarsi di una restrizione creditizia patologica e senza precedenti, e l’acuirsi del grave fenomeno dei ritardati pagamenti da parte delle amministrazioni pubbliche, soprattutto per effetto del patto di stabilità. Un quadro allarmante che spinge il presidente dell’Ance Ragusa, Giuseppe Grassia, ad appellarsi a tutte le forze politiche locali, regionali e nazionali affinché si attivino immediatamente per mettere in campo misure capaci di ridare una prospettiva ed un futuro al comparto edilizio e garantire, oggi più che mai, liquidità alle imprese di costruzione. “Gli interventi considerati prioritari dall’Ance – spiega il presidente Grassia – sono lo sblocco dei pagamenti e lo sblocco dei finanziamenti per infrastrutture ed investimenti. Qualche dato rende ancora meglio la gravità della situazione. Dall’inizio del 2009 ad oggi solo nell’edilizia iblea si sono persi circa 2.000 posti di lavoro diretti (pari al 30%), hanno chiuso i battenti più di 250 imprese edili (pari al 15%), le ore lavorate sono diminuite del 32%, passando da oltre 5,4 milioni a poco più di 3,6, mentre la massa salariale ha scontato un preoccupante -33%, da 46,5 milioni a 31,2. Unendo tali dati provinciali a quelli degli altri territori – ha detto ancora Grassia – si raggiungono cifre impressionati con 400mila posti di lavoro in meno e migliaia di imprese che stanno chiudendo i battenti”.

Partecipata assemblea provinciale Unione acconciatori ed estetiste Cna A Ragusa il presidente nazionale

“C’è malessere nella categoria anche in provincia di Ragusa, così come nel resto d’Italia. Ma a differenza delle altre volte che sono stato in Sicilia, ho capito che sta emergendo un coraggio diverso”. Lo ha detto Savino Moscia, il presidente nazionale dell’Unione Cna Benessere e Sanità che, a Ragusa, ha partecipato all’assemblea provinciale di acconciatori ed estetiste convocata dalla presidente provinciale di categoria, Maria Carmela Modica Belviglio, e dalla responsabile provinciale Antonella Caldarera. “Questo disagio – ha detto Moscia – ci fornisce uno stimolo per sperare in un futuro migliore. Ma non possiamo fare a meno di considerare che le liberalizzazioni fatte male, producono risultati nefasti. E’ il caso del provvedimento Bersani che ha visto il numero degli acconciatori, in pochi anni, diminuire da 84mila a 67 mila. E se c’è stata una moria del genere di imprese, ci sarà un significato: c’è malessere nel settore”. Presenti anche il presidente provinciale Cna Ragusa, Giuseppe Massari e Brigida Stomaci, vicepresidente nazionale di Benessere e Sanità, con delega all’Estetica. “La questione dell’abusivismo – ha detto Salvatore Belfiore responsabile regionale dell’Unione – è un fenomeno che anche qui a Ragusa danneggia le imprese regolari”.

CRISI DELLE IMPRESE UN IMPRENDITORE SI APPELLA ALLA CRIAS

“Sono un piccolo imprenditore artigiano di Vittoria nel settore della meccanica. Ho sempre pagato regolarmente le tasse e i contributi”. Inizia così la lettera che un imprenditore di Vittoria ha inviato al presidente della Regione Raffaele Lombardo e al presidente della Crias, Rosario Alescio. L’artigiano si trova in difficoltà per via della crisi economica che sta colpendo tutti i settori produttivi. “Oggi mi trovo in forte difficoltà – scrive l’imprenditore vittoriese nella lettera -. Ho l’officina piena di mezzi riparati, ma i proprietari non vengono a ritirarli perché non hanno soldi. La crisi della serricoltura è diventata la crisi dell’indotto. Per la prima volta non ho potuto rispettare le scadenze fiscali e contributive, così come mi trovo nelle condizioni di non poter onorare la scadenza della rata del mutuo che ho contratto con la Crias per realizzare il capannone – scrive ancora l’artigiano vittoriese -. Ho chiesto alla Crias se era possibile rateizzare l’effetto che scadrà a fine marzo”. Ma la risposta della Crias non sarebbe stata favorevole alla richiesta dell’artigiano. “Per ottenere un sostegno momentaneo – scrive ancora l’imprenditore vittoriese – devo essere gravemente malato o in mano agli usurai o peggio alla mafia? Altrimenti subire l’umiliante condizione del protestato con la relativa iscrizione nel bollettino dei protesti cambiari della Camera di Commercio e le relative spese che ne conseguono? Io – continua l’imprenditore vittoriese – non penso di meritare questa mortificazione. Accanto a me ho trovato, oltre alla mia famiglia, la mia organizzazione, la Cna. Il CdA della Crias deve rivedere alcune sue deliberazioni. Le tante micro-imprese siciliane sane (non solo la mia) non possono essere trattate a pugni in faccia. Sapete benissimo che le imprese artigiane grazie alla crisi creata dal sistema finanziario non producono più reddito, ma debiti. Io dentro il mio capannone mi sentivo forte – ha scritto ancora l’imprenditore vittoriese -, sicuro, vincente; oggi quel capannone non mi fa dormire. Eppure le imprese artigiane sono (state) l’unica vera risorsa economica di questa regione. Voi che rappresentate le istituzioni avete il compito – conclude il piccolo imprenditore che ha la propria attività a Vittoria -, l’obbligo di fare qualcosa. Che cosa aspettate?”

VITTORIA FIERA EMAIA, KAMO’ PRENDE IL VIA

Avviata ufficialmente con la cerimonia del taglio del nastro, la XXIII edizione di Kamò, salone della Casa, della Moda e della Sposa. Una settimana di eventi, approfondimenti, divertimento e Moda, che si concluderà domenica prossima con la X edizione del concorso nazionale per giovani stilisti, Sicilia di Moda. Un momento importante per la nuova dirigenza di Fiera Emaia, per ribadire l’importanza delle sinergie istituzionali avviate e per rilanciare nuove prospettive di sviluppo per l’ente fieristico. In quest’ottica rientrano gli interventi dei presidenti di Emaia, Giovanni Denaro, e della Camera di Commercio, Sandro Gambuzza, che hanno annunciato di avere tracciato un primo bilancio degli ultimi tre anni di collaborazione e che fanno emergere importanti sinergie che potrebbero essere attivate con particolare incisività nel corso dell’ormai prossima edizione di Agrem. Proprio sull’Agrem ha puntato la sua attenzione anche il sindaco di Vittoria, Giuseppe Nicosia; l’appuntamento potrebbe essere la giusta vetrina per “porre dei baluardi a difesa dei prodotti di questo territorio – ha detto Nicosia – contro l’invasione delle merci del Mediterraneo anche attraverso la presentazione del marchio unico”. L’attestazione del presidente della Provincia, Franco Antoci, della rilevanza sul piano territoriale e regionale dell’ente fieristico vittoriese sottolinea un ruolo di spicco dell’Emaia nel panorama della promozione del territorio. Il presidente del consiglio comunale di Vittoria, Salvatore Di Falco, ha voluto esprimere il desiderio che la Fiera Emaia riesca a contenere tutte le potenzialità del territorio ibleo abbracciando i prodotti di eccellenza, dal caciocavallo alla cioccolata, dall’asfalto al marmo per dare una visione di insieme della capacità produttiva della provincia proiettandola nel panorama nazionale ed internazionale.

Presentato Kamò, Salone della Casa e della Moda

Si è insediato il nuovo consiglio di amministrazione di Fiera Emaia, dopo il periodo di gestione commissariale tecnica attivato per evitare che Fiera Emaia venisse, come ha spiegato il sindaco di Vittoria Giuseppe Nicosia, “strumentalizzata politicamente” nel delicato periodo delle elezioni amministrative del 2011. Presentata l’edizione numero 23 di Kamò, Salone della Casa, della Moda e della Sposa e della X edizione del Concorso nazionale Sicilia di Moda, introdotta dal sindaco che ha voluto presentare i nuovi vertici politici dell’Emaia. “Sento una forte responsabilità per il ruolo che mi è stato affidato – afferma il presidente del nuovo Consiglio di amministrazione, Giovanni Denaro -. Cercheremo di stringere ancora di più i rapporti con la Camera di Commercio che in Emaia dovrà trovare un partner reale per promuovere tutto il territorio”.

MAROCCO, UN’OCCASIONE DI SVILUPPO PER LE IMPRESE IBLEE

Si è svolto un incontro operativo sul tema “Il sistema Marocco e le opportunità per le aziende siciliane”, organizzato da Giovani Imprenditori e Piccola Industria di Confindustria Ragusa, insieme al Consorzio Coexport. E’ intervenuto il Segretario Generale della Camera di Commercio Italiana in Marocco, dott. Luca Pezzani. Gli operatori economici, che hanno partecipato all’evento, hanno avuto modo di approfondire le loro conoscenze sul mercato marocchino al fine di verificare opportunità di scambio con nuovi mercati e di sviluppo della loro presenza all’estero e conoscere le ultime novità in materia. I settori di maggior sviluppo in questo momento in Marocco sono l’agroalimentare, il turistico-alberghiero, l’edilizia e l’arredamento, il tessile-abbigliamento, la lavorazione del cuoio e le calzature, le macchine utensili, la lavorazione di materie plastiche, le energie rinnovabili. Per far fronte a tale sviluppo, il Marocco deve ricorrere a ingenti importazioni che provengono principalmente da Francia e Spagna, che detengono rispettivamente il 18% e il 12% delle quote di mercato. L’Italia si colloca al terzo posto con una quota intorno al 6%, pari a più di un miliardo di euro di esportazioni verso il Marocco. Il dr. Pezzani della Camera di Commercio Italiana in Marocco, ha sottolineato che l’economia marocchina cresce ininterrottamente da 12 anni a tassi di incremento medio superiore al 4% annuo, in un quadro politico che è il più stabile fra quelli dei Paesi nordafricani. Il Presidente del Coexport, Vincenzo Mugneco, ha concluso l’incontro informando che il Consorzio sta organizzando una missione collettiva in Marocco.

La Cna di Vittoria: “Che fine ha fatto il Prg?”

“Che fine ha fatto il Piano regolatore generale di Vittoria? La città, le imprese, i professionisti aspettano che il nuovo strumento urbanistico esca fuori, prenda forma”. Lo chiedono a gran voce il presidente di Cna Vittoria, Giuseppe Santocono, e il responsabile organizzativo, Giorgio Stracquadanio. “Forse si fa troppo affidamento su questo strumento ma da più parti, in particolare dalle imprese e dai tecnici, ci arrivano sollecitazioni in tal senso. Si chiede un Piano regolatore diverso che sappia escludere la possibilità di edificare occupando nuove superfici. Bisogna stoppare il consumo di territorio. Lo sviluppo non passa esclusivamente per la costruzione di nuovi edifici o di nuovi quartieri, – scrivono i due dirigenti della Cna ipparina – ma dalla valorizzazione del patrimonio edilizio ed urbanistico esistente che è già elevato e molto trascurato”.

Benessere e sanità, lunedì a Ragusa il presidente nazionale Unione Cna

Dopo l’incontro tenutosi venerdì scorso nella sede Inps di Ragusa, con i rappresentanti della direzione provinciale, a proposito della questione abusivismo nel settore degli acconciatori e delle estetiste, il presidente della Unione Cna Benessere e Sanità, Maria Carmela Modica Belviglio, e la coordinatrice provinciale, Antonella Caldarera, hanno promosso un importante appuntamento rivolto agli associati e non. L’appuntamento si terrà lunedì 20 febbraio, alle 9,30, nella sala conferenze Tumino presso la sede Cna di Ragusa. E’ stata anche convocata un’assemblea provinciale per discutere le problematiche del settore, alla luce delle novità emerse negli ultimi mesi. Per l’occasione saranno presenti il presidente nazionale dell’Unione Cna Benessere e Sanità, Savino Moscia, e il vicepresidente nazionale, Brigida Stomaci.

Incontro Confindustria sul Marocco e le opportunità per le imprese siciliane

I Giovani Imprenditori e la Piccola Industria di Confindustria Ragusa, insieme al Consorzio Coexport, hanno organizzato per venerdì 17 Febbraio, dalle 9.30, alla Confindustria Ragusa, un incontro sul tema “Il sistema Marocco e le opportunità per le aziende siciliane”, al quale interverrà, il segretario generale della Camera di Commercio Italiana in Marocco, Luca Pezzani.

Occasioni di finanziamento per l’imprenditoria femminile

Finanziamenti legati all’imprenditoria femminile per investimento e gestione aziendale. Fino a trentamila euro in massimo 84 mesi al tasso variabile del 3,88% e fisso del 4,47% per quanto riguarda la gestione aziendale, fino a 100.000 euro in massimo 84 mesi al tasso variabile del 3,88% e fisso del 4,47% con pagamento diretto al fornitore o dietro presentazione di fatture quietanzate per quanto riguarda gli investimenti. Sono le nuove vantaggiose occasioni fornite da Artigiancassa di cui dà notizia Cna Impresa Donna. “Per quanto riguarda le donne imprenditrici – afferma il presidente del Comitato, Carmela Dipasquale – c’è la possibilità di bloccare il pagamento delle rate per un massimo di 12 mesi in caso di gravidanza e la possibilità di finanziare il costo di una baby sitter sino al settimo anno di età del figlio. Si tratta di ghiotte opportunità riservate anche ai nostri associati che possono essere approfondite nei nostri uffici, alla sede Cna di via Psaumida, – sottolinea la Dipasquale – oppure contattando telefonicamente lo 0932.686144”. Oltre ai tassi di interesse altamente competitivi, validi fino a giugno del 2012, i prodotti sono interessanti per la velocità dei tempi di erogazione. In particolare si tratta di sette giorni lavorativi per la delibera di affidamento e massimo 20 giorni per l’erogazione.

Piccola Industria in campo per la “Questione Banche”

Fra le priorità programmatiche che il nuovo Comitato Piccola Industria di Confindustria Ragusa, dal 20 gennaio guidata dal presidente Giorgio Cappello, si è data per il prossimo biennio 2012-2014, un posto particolare ha l’impegno per rilanciare, in un momento di grave crisi finanziaria, il difficile rapporto di collaborazione fra banche e piccole e medio imprese. Il Comitato ha istituito un gruppo operativo di studio, che ha già avviato la ricerca di interlocuzioni con il mondo del credito e della finanza, ricevendo la settimana scorsa il direttore filiale imprese di Ragusa di Banca Intesa San Paolo, Michele Lombardo, con cui è stato individuato un percorso comune che possa andare incontro alla domanda di linee di credito privilegiate e di agili strumenti finanziari e soluzioni per la crescita e il riposizionamento competitivo delle Pmi.

AUTOCARROZZERIE, RIUNIONE ALLA CNA

“Concorrenza va bene, liberalizzazione anche, a patto che i consumatori siano garantiti, permettendo agli stessi di scegliere tra i diversi fornitori quello che propone l’offerta migliore”. Ha esordito così Vincenzo Canzonieri presidente di Cna Autoriparazione nel corso dell’affollata assemblea tenutasi nella sede di Ragusa. C’era anche il responsabile provinciale dell’Unione, Giorgio Stracquadanio, ma soprattutto il responsabile regionale del settore, Salvatore Belfiore, oltre al presidente regionale di Cna Sicilia, Giuseppe Cascone. “Leggendo le poche righe – ha spiegato Canzonieri – che compongono l’articolo 29 del decreto sulle liberalizzazioni, voluto dal Governo Monti, la prima cosa che mi è venuta in mente è come sia stato tradito il concetto di liberalizzazione e come, invece, sia stata fatta l’ennesima grande cortesia alle poche compagnie che gestiscono il monopolio del ramo Rc auto. Infatti – ha detto ancora Canzonieri -, secondo questa nuova norma, se un automobilista subisce un danno per causa altrui, potrà essere risarcito in due modi: con risarcimento monetario equivalente, pari al 70% del valore del danno (risarcimento in “forma equivalente”) e sarà libero di scegliere dove far riparare la sua vettura; oppure col risarcimento in forma specifica, cioè il 100% del danno subito, ma sarà la compagnia assicurativa a dire quale carrozziere deve riparare l’auto. Questo – ha detto ancora Canzonieri – è l’ennesimo colpo che mira ad umiliare le imprese del settore carrozzeria”. Solo in provincia di Ragusa operano 193 imprese di autocarrozzeria, imprese che impiegano circa 600 addetti con un indotto fatto da oltre 250 unità professionali (avvocati, patrocinatori, rivenditori di autoricambi). Stiamo parlando di 1.000 persone, di fatto una grande industria, che ha saputo affrontare investimenti significativi in: formazione, strumentazione, innovazione, tecnologia e servizi; adeguandosi a tutte le normative di sicurezza e di tutela, sia dell’ambiente, sia soprattutto del cliente/consumatore. “Una categoria – ha proseguito Canzonieri – che in pochi anni è cresciuta, diventando in diversi casi anche punto di riferimento di grandi marchi del settore automobilistico. Tutto questo è avvenuto senza politiche di sostegno dei Governi che si sono succeduti alla guida del nostro Paese. In questi anni la politica ha strizzato l’occhio esclusivamente all’industria dell’auto con gli incentivi alla vendita, oppure sostenendo le continue esigenze delle compagnie assicurative, ma quasi mai per favorire le migliaia di piccole e medie imprese del settore riparazione”, conclude Canzonieri. Stracquadanio ha sostenuto che la Cna rispetta la scelta di chi è diventato fiduciario. “Ma pensa – ha aggiunto Stracquadanio – che il ruolo dell’impresa di carrozzeria è riparare a regola d’arte l’auto per garantire la sicurezza dei suoi clienti. Il cliente è l’unico vero patrimonio dell’attività”. La Cna ha avversato da subito questa norma, si è mossa in tempo facendo pressione su tutti i gruppi parlamentari di Camera e Senato. Il primo risultato positivo è stato raggiunto pochi giorni fa: il primo febbraio, infatti, dal resoconto sommario della seconda commissione permanente sulla Giustizia si legge: “con riferimento all’articolo 29, che sia previsto come meramente facoltativo il risarcimento del danno in forma specifica e che sia soppressa la decurtazione del trenta per cento della somma spettante a titolo di risarcimento del danno per equivalente”. “Tutto questo – ha concluso Belfiore – ci fa ben sperare”.

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