27-11-2021

Condannato comisano detentore di droga

Nascondeva sotto un cumulo di pietre, nei pressi del proprio ovile, in contrada Manco a Comiso, un sacchetto di plastica contenente mezzo chilo di cocaina. A scoprirlo, nel settembre dell’anno scorso, sono stati gli agenti di polizia che lo hanno arrestato. Concetto Errigo, 48 anni, di Comiso, è stato condannato a sei anni ed otto mesi di reclusione dal giudice delle udienze preliminari del Tribunale di Ragusa, Claudio Maggioni, al termine del processo col rito abbreviato. Il pm Serena Menicucci aveva chiesto la condanna di Errigo, sorpreso mentre stava prelevando la sostanza stupefacente, alla pena di otto anni di carcere. Per il minimo della pena, con la concessioni delle attenuanti generiche, si è pronunciato l’avvocato difensore, tesi accolta dal gup. Errigo ha beneficiato anche dello sconto di un terzo per la scelta del rito abbreviato. L’uomo era accusato di detenzione e spaccio di droga ma anche di violazione della sorveglianza speciale. Secondo gli inquirenti era un grossista di droga che acquistava in contanti, avendo grosse disponibilità economiche grazie all’attività di allevatore di bestiame. La droga sequestrata avrebbe fruttato circa 100 mila euro, visto che si trattava di cocaina allo stato puro. E su una Nissan Micra, a bordo della quale si era recato sul posto, i poliziotti hanno trovato altri 60 grammi di cocaina. Infine, presso la sua abitazione di Comiso, è stato sequestrato un bilancino di precisione. Concetto Errigo il 16 gennaio 2004 era stato arrestato, nell’ambito dell’operazione antimafia “Fiori d’arancio”, per avere favorito la latitanza di un boss nisseno.

Iniziato il processo per la morte delle due bambine tunisine annegate in una piscina a Marina di Ragusa

Prima udienza mercoledì mattina davanti al gup del Tribunale per la morte di Ameni ed Amira Jelijel, le bimbe tunisine di sette e undici anni annegate in una piscina in contrada Castellana Vecchia, a Marina di Ragusa, nell’ottobre di tre anni fa. Davanti al giudice Claudio Maggioni, l’udienza è iniziata con la deposizione delle indagini difensive prodotte dall’avvocato Michele Sbezzi, legale della persona indagata per omicidio colposo plurimo, una settantacinquenne ragusana, G.A., proprietaria della piscina. Visto il fatto nuovo, l’udienza è stata rinviata all’11 gennaio dell’anno prossimo. La parte civile (la famiglia delle vittime), rappresentata dall’avvocato Enrico Platania, ha chiesto, infatti, i termini a difesa. Una tragedia che si è consumata in pochi minuti quella che è costata la vita a due ragazzine di 9 e 12 anni, figlie di una coppia di tunisini da tempo residente a Marina di Ragusa. Le bimbe sono annegate, poco dopo le 19 dell’ottobre 2008, all’interno di una piscina dismessa in contrada Castellana Vecchia, utilizzata per la raccolta di acqua dalla famiglia che l’aveva avuta in uso dalla donna per cui lavorava nelle serre vicine. La piscina, di circa venti metri quadrati, alta circa due metri, era piena per poco più della metà. L’acqua non era potabile, quindi, è probabile che le bimbe siano cadute mentre giocavano sui bordi. Probabilmente, prima è caduta una delle due e, poi l’altra, nel tentativo di recuperarla, vi è finita dentro.

Cabina di regia per abbattere le barriere architettoniche

La Provincia di Ragusa attiva una cabina di regia, per promuovere l’accessibilità e la fruibilità del territorio da parte delle persone disabili. Il gruppo di lavoro è stato insediato ufficialmente dall’assessore provinciale ai Servizi Sociali, Piero Mandarà, che ha potuto relazionare ai presenti sulle iniziative da intraprendere, coinvolgendo tutte le realtà sociali del territorio, per l’eliminazione delle barriere architettoniche, ostacoli che limitano la qualità della vita delle persone diversamente abili. I componenti della cabina di regia sono: Giuseppe Trieste, Gaetano Pernice ed Emanuele Tumino, indicati dal Fiaba (Fondo italiano abbattimento barriere architettoniche) e promotore dell’iniziativa, Giovanni Brafa e Salvatore Borrelli, nominati in rappresentanza della Provincia.

Santa Croce, caos nel centro storico

Una vera e propria corsa ad ostacoli tra impalcature e segnali stradali. Un labirinto, nel centro storico di Santa Croce, con troppi lavori in corso. La sezione cittadina dell’associazione commercianti non usa mezzi termini. “Ancora una volta l’inefficenza amministrativa a Santa Croce Camerina si fa sentire – tuona il presidente dell’Ascom, Tony Mandarà -. Ancora una volta commercianti e cittadini sono chiamati a pagarne le spese con ben tre cantieri edili aperti nello stesso incrocio con imponenti impalcature nelle vie Matteotti e Carmine, incluso il palazzo comunale. La stessa amministrazione – dice ancora Mandarà – che ad agosto ha fatto togliere una pedana di un bar nella centralissima piazza Vittorio Emanuele perché non conforme alla normativa comunale. Il Comune con l’ausilio della Poliizia municipale ha multato tutte le pedane – dice Mandarà – e adesso, quasi per ironia della sorte, hanno autorizzato tre cantieri senza rispettare nessuna norma sulla sicurezza: viabilità, parcheggi, transenne che invadono strisce pedonali, accessi per i disabili chiusi. Ci chiediamo come può succedere tutto questo, come possono l’Ufficio Tecnico e il comando di Polizia municipale rilasciare autorizzazioni concentrate nello stesso spazio di tempo. Quanto ancora dovranno soffrire i commercianti e i cittadini a causa dell’inettitudine amministraiva e dei suoi uffici?”, conclude Mandarà. Il sindaco Lucio Schembari assicura che nessun intralcio alla viabilità esiste. “I vigili urbani stazionano in prossimità dell’incrocio – spiega il primo cittadino -, garantendo il flusso regolare del traffico. L’amministrazione è dalla parte delle imprese e delle maestranze che lavorano in un momento così difficile per l’economia del nostro paese”.

La Polizia recupera furgone con merce rubata, ma gli agenti rischiano di essere schiacciati dal mezzo

Un grosso quantitativo di merce rubata è stato recuperato dalla Polizia. E’ accaduto nella notte tra martedì e mercoledì, lungo la Ragusa – mare, nei pressi della Palazzola. Intorno alle 3 del mattino, una volante ha fermato un autocarro con tre persone a bordo. All’alt della Polizia, però, il mezzo non si è fermato. Dopo alcuni chilometri l’autocarro ha imboccato una stradina dissestata. Fermato il mezzo, i tre sono usciti dallo stesso fuggendo a piedi per le campagne circostanti. Prima di fuggire hanno lasciato il mezzo a folle, tant’è che per poco non ha distrutto l’auto della Polizia. Gli agenti sono stati bravi a dirottarlo e farlo schiantare contro un muro. I tre non sono stati rintracciati: il mezzo era stato rubato il mese scorso a Barcellona Pozzo di Gotto. All’interno c’erano alcune biciclette, una motozappa, dei generi alimentari, parte dei quali rubati poco prima in contrada Camemi.

A due anni dallo sgombero dell’ex hotel San Giovanni, Ragusa sempre più abbandonata

Due anni. Tanto tempo è passato da quando la Polizia ha sgomberato il vecchio hotel San Giovanni, dove il collettivo la Fabbrica aveva realizzato, in spazi abbandonati da oltre un decennio, un luogo di aggregazione della città. L’Inpdap, proprietario dell’immobile, aveva fretta perché doveva realizzarci qualcosa. In realtà, in due anni, non è stato fatto nulla. Ed oggi il collettivo la Fabbrica e gli Anarchici rilanciano la questione della mancanza di spazi aperti per i cittadini. “Ragusa – spiegano – vive ancora l’eterna dimensione di città fantasma: ancora più povera di spazi fruibili dai cittadini (il Centro Servizi Culturali trasformato in un ufficio con orari e modalità di assegnazione assurde), aumento delle cauzioni per gli spazi comunali nuovi e vecchi, inagibilità strutturali diffuse in tutti gli spazi pubblici conseguentemente non assegnabili, gestione di spazi comunali ad opera di commercianti con ovvie conseguenze sulla pluralità di luoghi comuni”. Di contro, “la città – prosegue il documento – affronta un sempre crescente degrado culturale ed aggregativo (sagre e scacce a parte), soprattutto in centro storico, dove l’abbandono comprende anche i servizi essenziali ed include operazioni come minimo provocatorie, come la tentata assegnazione della Rotonda Maria Occhipinti al Movimento Azzurro, stroncata sul nascere da una mobilitazione popolare, o l’abitudine oramai consolidata ad affidare immobili pubblici ai soliti (e noti) amici dell’amministrazione. Nei piani degli amministratori della città, la riqualifica delle zone degradate passa attraverso il cemento – prosegue la nota -, il decentramento delle attività artigianali e commerciali in favore delle periferie, la pedonalizzazione forzata di via Roma e viale Tenente Lena (senza un minimo di progettualità su viabilità e vivibilità circostante) o l’invito a realtà commerciali per Vip (Bulgari, Gucci) ad aprire attività commerciali a Ragusa Ibla (geniale idea riferita dal sindaco Dipasquale durante l’incontro “Riqualificazione del Centro Storico” dello scorso anno tenutosi nella sala dell’hotel Mediterraneo), e non attraverso i servizi sociali, i movimenti giovanili di aggregazione e gli spazi comuni”, si legge nella nota. Duro il commento sull’amministrazione comunale di Ragusa che “ha dimostrato il suo disinteresse in questo senso, col totale disinteresse per le vicende successive allo sgombero della Fabbrica: da due anni, l’ex hotel è letteralmente blindato, esattamente come l’indomani dello sgombero; che fine hanno fatto i famigerati progetti sociali dell’ente che gestisce questo bene, l’Inpdap?”. “Nel frattempo – ricordano Anarchici e la Fabbrica – gli occupanti dell’hotel si preparano ad affrontare un processo ridicolo, di cui sono appena state chiuse le indagini preliminari, in cui sono accusati di diversi reati (tutti a titolo individuale, evidentemente a Ragusa si sconosce la storia giudiziaria degli spazi occupati dagli anni ’80 ad oggi), tra cui alcuni palesemente falsi, ascrittigli solo per dare lo esempio alla cittadinanza tutta, di cosa si rischia – continua la nota – a gestire direttamente l’abbandono degli spazi comuni”. Venerdì, alle 19, nei locali della Società dei Libertari, in via G.B. Odierna 212, è previsto un incontro aperto a tutte le realtà cittadine e provinciali “per coordinare insieme un nuovo momento di lotta per gli spazi ed i beni comuni”. Un’occasione anche di appoggio e solidarietà a quanti, del collettivo, adesso sono sotto processo per l’occupazione dell’ex hotel.

Vittoria, centro di ricerca di C.da Perciata. Ammatuna: bisogna riaprirlo

Ha partecipato anche l’on. Roberto Ammatuna all’incontro avvenuto presso il Centro di ricerca ibleo di contrada Perciata a Vittoria, al quale ha preso parte l’assessore regionale alle Risorse agricole ed alimentari, Elio D’Antrassi. Nel corso del suo intervento, l’on. Ammatuna ha ribadito la necessità di organizzare un incontro a Palermo fra il Comune di Vittoria, la Provincia Regionale di Ragusa, i rappresentanti delle organizzazioni di categoria e della Facoltà di Agraria dell’Università di Catania per trovare il modo di rendere operativo il Centro. “E’ il momento adatto per affrontare l’argomento – ha affermato il parlamentare regionale del Pd – perché è vero che quando sarà avviato il Centro diventerà autosufficiente, ma adesso è necessario trovare i finanziamenti per farlo partire. A breve sarà affrontato il disegno di legge sullo sviluppo dell’agricoltura e potrebbe essere l’occasione giusta per inserirvi anche questa problematica. Inoltre, fra poco si aprirà la sessione di bilancio all’Ars e si dovrà procedere all’eliminazione delle spese improduttive – ha detto ancora Ammatuna -, come quelle inserite nella famosa “tabella H”, per poter finanziare iniziative valide. Credo che l’avvio del Centro di ricerca ibleo di contrada Perciata a Vittoria rientri a pieno titolo fra quest’ultime”, ha detto il parlamentare all’Ars del Pd, Roberto Ammatuna.

Ragusa, torna la sagra della frittella

La straordinaria bontà di un dolce tipico, legato alla nostre tradizioni, il dolce di San Martino, ma anche l’allegria e le attrazioni di una bellissima festa, fatta di musica, cabaret, mercatini. Torna a Ragusa la “Sagra della Frittella – Festestate di San Martino”, la gustosa manifestazione organizzata dall’Associazione “Mariannina Coffa” e giunta alla sua XIII edizione. Dal 9 al 13 novembre tante le iniziative in programma, dagli spettacoli in piazza San Giovanni, alla galleria enogastronomica oltre agli espositori di artigianato tra via Coffa e il Ponte Vecchio. Tra le prelibate novità di quest’anno i gusti delle frittelle proposte, che saranno oltre 22: alla nocciola, all’ananas, all’arancia e Martini, e le buonissime frittelle salate. Torna anche la gara delle frittelle. “Siamo giunti alla tredicesima edizione – rileva Daniele Leggio, presidente dell’Associazione “Mariannina Coffa” – e anche quest’anno riproponiamo la nostra formula di successo che prevede non solo frittelle, mercatini e spettacoli, ma anche le numerose attività sportive, gli spazi dedicati ai bambini, le passeggiate sugli asini ragusani, la mungitura del latte. Insomma una serie di micro appuntamenti che continueranno a fare grande e piena di numeri questa manifestazione”.

Palermo, modifica allo statuto siciliano

Approvato in I commissione Affari Istituzionali della Regione, presieduta dall’on. Riccardo Minardo, il decreto di legge per la modifica dello Statuto Siciliano. Il ddl in questione vuole modificare l’art. 36 escludendo che continuino ad essere riservate allo Stato le imposte di produzione che invece rimarrebbero alla Regione, riservando allo Stato solo le entrate dei tabacchi e del lotto. “La modifica del comma 2 – ha dichiarato l’on. Riccardo Minardo – dell’art. 36 ridà alla Regione una certa autonomia finanziaria che è stata da sempre negata, nonostante lo Statuto lo permettesse. Si tratta di una modifica che permette alla Regione di incamerare maggiori somme da destinare allo sviluppo dell’isola nei settori che necessitano di particolari peculiarità economiche e sostegno”.

Giovanni Spampinato, Italia dei Valori ne ricorda la figura

Il vice coordinatore regionale del dipartimento Giovani di Italia dei Valori, Vito La Terra, ha ricordato in una nota la figura di Giovanni Spampinato, giovane giornalista ragusano assassinato. “A quasi 40 anni di distanza – ha scritto La Terra in una nota – da una delle pagine più nere della cronaca ragusana, ricordiamo con ammirazione Giovanni Spampinato, un giovane che ha pagato con la vita la ricerca della verità. Giovanni fece del giornalismo di inchiesta, oltre che un lavoro, una ragione di impegno sociale e, quando si trovò solo a scrivere notizie scomode, non fuggì di fronte al pericolo – scrive il rappresentante di Idv Giovani -, come non fuggirono, in condizioni simili, gli altri giornalisti uccisi in Sicilia in quegli anni, come ad esempio Mauro De Mauro, Mario Francese, Giuseppe Fava, Giuseppe Alfano. Tanti anni sono passati – scrive ancora La Terra – ma la soggezione e la sudditanza sono ancora presenti in tanti giornalisti onesti e coraggiosi. Non a caso il recente voto alla Camera di Pdl e Lega sulla “legge bavaglio”, più che un attentato all’articolo 21 della Costituzione, fornisce una panoramica chiara di come questo governo voglia mortificare, isolare e zittire quei giornalisti che, come Giovanni Spampinato, hanno il coraggio di scrivere ciò che le logiche di potere censurano. Il miglior modo – conclude La Terra – in cui i giovani possano tener vivo giorno dopo giorno l’esempio di Giovanni Spampinato è proseguire, da cittadini, l’opera di ricerca costante della verità, esserne affamati e non sentirsi mai troppo sazi”.

Sospensione del servizio di svuotamento delle fosse biologiche. I residenti si mobilitano contro il Comune di Ragusa

Troppi arretrati da smaltire negli uffici del Comune di Ragusa. E’ questa la motivazione con cui il settore competente per i servizi di svuotamento delle fosse biologiche ha annunciato da settimane la sospensione di tale servizio, comunicando che riprenderà il primo gennaio del prossimo anno ricalcolando le tariffe finora applicate. I residenti, del quartiere ovest della città, non coperto dalla rete fognaria, sono pronti alla mobilitazione. “Si tratta di un servizio di fondamentale importanza per centinaia di famiglie che non hanno l’allaccio alla rete fognaria – spiega Nunzio Tribastone, portavoce dei residenti -. Le tariffe comunali per lo svuotamento delle fosse sono di 17 e 10 euro incluso il bollettino di pagamento a fronte di un servizio, espletato dai privati, di oltre 150 euro. Costo che lievita, durante i festivi, fino a 200 euro. Abbiamo chiesto conto e ragione ai dirigenti e all’assessore al ramo – conclude il portavoce dei residenti del quartiere Ovest – ma non abbiamo ricevuto alcuna spiegazione”. Il Comune, tra l’altro, ha avviato gli interventi per l’allaccio alla rete fognaria nella condotta dell’area di sviluppo industriale: lavori per un importo pari a 550 mila euro.

40 KG DI MARIJUANA PRONTA PER LO SPACCIO ARRESTATI TRE SCICLITANI

Droga sotto copertura. Ben 40 chilogrammi di marijuana sono stati sequestrati dalla Polizia. La droga era nascosta in un’azienda agricola situata in contrada Barone, a Scicli. Il nascondiglio della sostanza stupefacente utilizzato da un gruppo criminale, formato da un pregiudicato di Scicli, con precedenti specifici, Pieruccio Boschi, 56 anni, boss del sodalizio criminale e da due fratelli incensurati, Carmelo ed Emilio Tudisco anche loro sciclitani, imprenditori agricoli, è stato scoperto nel corso di un’operazione di perlustrazione da parte della Polizia. La droga era già essiccata e suddivisa in panetti, ciascuno del peso di due chilogrammi, pronta per essere immessa nel mercato illecito. A incastrare i tre, i sospetti e frequenti movimenti notturni dei due imprenditori agricoli, e la loro frequentazione con il pregiudicato. I 40 chilogrammi avrebbero fruttato al sodalizio ben 200 mila euro. In conferenza stampa, mercoledì mattina, alla Procura di Modica, alla presenza del Procuratore Francesco Puleio e del Questore Filippo Barboso, il capo della Squadra Mobile iblea, Francesco Marino ha sottolineato che si è trattato di un sequestro record, per quantitativo, nel corso del 2011. I tre sono stati tradotti nel carcere di Modica e nelle prossime ore verrà inoltrata la richiesta per la convalida del loro arresto.

Quaterna secca a Ragusa.Vinti più di 112 mila euro con una giocata da un euro

I primi quattro numeri estratti nella ruota di Palermo hanno fatto felice un giocatore del Lotto. 11, 9, 21 e 7 hanno portato nelle tasche di un fortunato e anonimo giocatore più di 112.000 euro. La giocata è stata di un solo euro per una quaterna secca. La ricevitoria baciata dalla dea bendata è quella di via Vincenzo Lorefice, che non è nuova a vincite straordinarie. Una telefonata è giunta stamane al titolare della ricevitoria: una persona, che non ha detto il proprio nome, si è informata sulle modalità di riscossione della vincita. “Speriamo che il vincitore sia una persona che ha bisogno ha detto il signor Salvatore Tumino, titolare della ricevitoria -. La giocata è stata di un euro ed è valsa più di 112mila euro”. Al fortunato vincitore i nostri migliori auguri.

Comiso, si apre uno spiraglio per il Centro recupero Fauna selvatica

Futuro meno nebuloso per il Centro Recupero Fauna Selvatica di Comiso a rischio chiusura per mancanza di fondi. L’assessore regionale Agricoltura e Foreste Elio D’Antrassi è impegnato affinché si reperiscano le risorse economiche utili per assicurare l’attività dei centri di Comiso e Ficuzza. Lo ha detto nel corso di un incontro avvenuto a Comiso mercoledì mattina.


CASO FONTANA NUOVA La posizione del Pd

“La Soprintendenza di Ragusa, sulla vicenda Fontana Nuova, ha svolto al meglio il proprio compito. E lo ha fatto con grande equilibrio e competenza. Chi sostiene il contrario, lo fa per motivi che non sono ancora ben chiari”. Il segretario cittadino del Partito Democratico, Giuseppe Calabrese, sostiene l’operato del soprintendente Alessandro Ferrara. “Conoscendo le doti di notevole attenzione riferite al territorio che tutti riconosciamo a Ferrara – continua Calabrese – appare davvero assurdo che quest’ultimo sia finito nel mirino dell’associazione ambientalista Terre D’Oriente. Ferrara non è di certo andato oltre il rispetto dei vincoli. E se lo diciamo noi, che notoriamente non siamo a favore delle colate di cemento nelle periferie cittadine e lungo la direttrice che da Ragusa conduce a Marina, c’è da ritenere che questa affermazione abbia un senso compiuto. Anzi, il soprintendente, in attesa che si sblocchi la vicenda del Piano paesaggistico, allo stato sub judice da parte del Tar, sta operando per apporre dei vincoli in quelle zone che meritano piena tutela. Ma non è il caso di Fontana Nuova – conclude Calabrese – dove le doti di equilibrio di Ferrara meritano, ancora una volta, di essere rispettate e tutelate. Anche a discapito di chi sta conducendo delle battaglie personali che, non gli fanno onore”.


Associazione Pensionati aderente Cna, sabato a Ispica l’inaugurazione

La Cna Pensionati Ragusa annuncia che sabato 29 ottobre, alle 19.00, ad Ispica, in via Belice 2, angolo via Campania, sarà inaugurata la sede della nuova associazione pensionati ispicesi aderente alla Cna Pensionati. Si tratta di un progetto pilota che vedrà la nascita di circoli per pensionati nei comuni iblei allo scopo di poter fornire uno spazio di ritrovo quotidiano per gli anziani.


Piero Pisana alla Cgil di Modica Colombo destinato a Ragusa

La Cgil rimette in moto la costruzione della Camera del Lavoro di Ragusa affidando l’incarico ad un sindacalista di lungo corso come Nicola Colombo che lascia la Camera del Lavoro di Modica dopo dieci anni di intensa attività. Al suo posto è stato nominato Piero Pisana, già responsabile della lega Spi Cgil del comprensorio modicano, che va a guidare una delle Camere del Lavoro più grandi della provincia di Ragusa. Pisana ritiene che bisogna, da subito, predisporre una serie di iniziative per consolidare la linea di impegno e di attenzione su particolari problematiche che investono tutti i settori di produzione cittadini. “Lascio con la consapevolezza di chi – commenta da parte sua Colombo – ha affrontato i temi dell’occupazione e dello sviluppo in un momento particolarmente complicato per la città di Modica”.

Le minacce di Maria Teresa: in arrivo sostanziosi ritocchi alle tasse

Sempre allegra, disponibile, e pronta a riempire i buchi del centrodestra offrendo il suo genere femminile se servono donne per adornare con un tocco di contemporaneità le stanze del potere. La signora Maria Teresa Tumino, assessora al bilancio di Nello Dipasquale, da oltre un decennio ins ervizio permanente per il partito di Berlusconi, – da un quindicennio è revisore dei conti al Consorzio Universitario – oggi, in un comunicalto, dice che la politica economica del governo è scellerata e che i 4 milioni di tagli per il nostro Comune la costringeranno ad “apportare tagli rilevanti sui servizi e ad adottare sostanziali ritocchi alle entrate locali”. Insomma aumenterano le tasse, non sappiamo quali, ma per colpa di chi, sì: Silvio Berlusconi. L’hanno votato, adorato, protetto, ammirato, si sono abbuffati di incarichi milionari concessi dai deputati per la comune militanza nel regno del cavaliere, continuano ad amministrarci per nome e per conto del Pdl e, poi di botto, scoprono la scelleratezza del governo. Vorremmo ricordare alla signora assessora che la scelleratezza è un costume tipico della compagnia che ad oggi le mantiene la poltrona, e che, prima dei sostanziosi ritocchi, farebbe bene a dichiarare un distacco ufficiale dal Pdl e suoi derivati, con le naturali e consequenziali rinunce che ahilei toccano anche il portafoglio e, un attimo prima delle dimissioni, prendere atto che la sceleratezza esiste pure al Comune di Ragusa. Segnaliamo alla Maria Teresa che parla di sostanziosi ritocchi come se fossero brioches che, nel suo piccolo governo di strapaese, si spendono 45 mila euro per promuovere l’area montana degli iblei, senza identificazione di fiera e di luogo. Un regalone senza controllo alcuno. Basta leggere la determina dirigenziale n. 1762. Quarantamila euro assegnati con scellerata leggerezza come dimostra questa frase che si legge in delibera: la gara è assegnata, nonostante sia sta usata nel verbale l’espressione poco felice “il progetto non rispetta il bando”. Una catena di scelleratezza, un contagio che è arrivato con violenza a Ragusa. Quando si accorgerà di tutto questo, cosa farà Maria Teresa? Lascerà come d’accordi il posto a Michele Tasca. Insopportabili i sostanziosi ritocchi.

La cassa integrazione in deroga salva le piccole imprese del ragusano dal default

I dati di settembre 2011 sulla cassa integrazione registrano per la provincia di Ragusa un aumento delle ore autorizzate che coinvolge solo la gestione in deroga. 42.000 ore richieste per lo strumento speciale in deroga, su un totale di 63.000 ore autorizzate per le declinazioni di cassa ordinarie e straordinarie. I numeri del 33° rapporto Uil segnalano un incremento del 118% globale in più di richieste degli ammortizzatori sociali integrati, rispetto allo stesso mese dell’anno 2010; un indicatore, dunque, di maggior crisi nel terzo quadrimestre dell’anno in corso per l’economia del nostro territorio. “Questi dati – dichiarano Giorgio Bandiera e Giuseppe Scarpata della Uil – mettono in evidenza che la quantità di cassa integrazione in deroga (+ 67% rispetto ad agosto 2011) richiesta e necessaria per il microsistema produttivo territoriale, è decisamente troppo elevata e preoccupante, poiché registrata alla fine del 3 quadrimestre dell’anno in corso, con un saldo economico consequenziale ancora tutto da scrivere per le piccole e piccolissime imprese della nostra provincia”. Proseguono i due segretari della Uil: “Commercio, artigianato, piccola industria ed edilizia le aree più colpite dalla fase economica attuale, sempre più incerta e poco stabile, che spinge le micro-imprese ad utilizzare lo strumento speciale della cassa integrazione in deroga, come strutturale e funzionale alla sopravvivenza”. La Cig in deroga nasce come intervento salariale per sostenere imprese e lavoratori non destinatari della normativa dedicata alla Cassa integrazione guadagni ordinaria. Si tratta dell’estensione ai prestatori d’opera di piccole imprese, di aziende artigiane e del terziario, indirizzata anche al popolo sempre più numeroso nella nostra provincia dei lavoratori atipici.

Servizio civile Caritas

Sono 143 i giovani che hanno presentato, entro il termine previsto per il 22 ottobre, la domanda per prestare servizio Civile nei progetti approvati alla Caritas. In tutto sono 31 i posti a disposizione. Un rapporto, quindi, di quasi cinque richiedenti per ogni posto disponibile. Un dato in linea con quello dello scorso anno quando, su 62 posti a disposizione, si presentarono 315 giovani. Numeri che fanno pensare a come i giovani vedano il servizio civile anche come una occasione per guadagnare qualche soldo, in considerazione della grave crisi economica e lavorativa. Ai volontari, infatti, vanno 413 euro al mese, per un anno. Non certo uno stipendio, ma un aiuto soprattutto per chi studia. E sono diversi i ragazzi che, iscritti all’Università, provano questa esperienza, che poi anche ai fini lavorativi, per alcune professioni, ha un suo valore. L’età media dei richiedenti è di circa 24 anni; quest’anno potevano presentare domanda i giovani dai 18 ai 28 anni. Adesso gli operatori della Caritas, guidati dal direttore, Domenico Leggio, avvieranno la fase della selezione. I nuovi trentuno volontari inizieranno il loro “lavoro” il prossimo dieci gennaio, mentre il giorno prima cesseranno l’anno di attività i volontari dello “scaglione” precedente. Questo nuovo progetto prevede una presenza più massiccia di volontari nelle iniziative diocesane su Vittoria. Quattro i giovani impegnati a Ragusa, quattro a Monterosso, quattro a Pedalino e altrettanti a Santa Croce. Le graduatorie con gli ammessi saranno rese note, con tutta probabilità, entro il 20 novembre.

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